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	<title>elezioni danesi Archives - InsideOver</title>
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		<title>La retromarcia della sinistra danese sui migranti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jun 2019 11:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni danesi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="710" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2911676-e1559735882798.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2911676-e1559735882798.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2911676-e1559735882798-300x111.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2911676-e1559735882798-768x284.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2911676-e1559735882798-1024x379.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Danimarca, in ambito politologico, è da tempo sinonimo di &#8220;modello scandinavo&#8221;. Quello assicurato ai punti di vista di chi ritiene che non possa esistere miglior sistema di governo. L&#8217;integrazione &#8211; dicono &#8211; è effettiva. I fondamentali economici disegnano la parabola propria di un &#8220;Paese delle meraviglie&#8221;. La sicurezza sociale è tangibile. Cercando le parole &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-retromarcia-della-sinistra-danese-sui-migranti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="710" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2911676-e1559735882798.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2911676-e1559735882798.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2911676-e1559735882798-300x111.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2911676-e1559735882798-768x284.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2911676-e1559735882798-1024x379.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La<strong> Danimarca</strong>, in ambito politologico, è da tempo sinonimo di &#8220;modello scandinavo&#8221;. Quello assicurato ai punti di vista di chi ritiene che non possa esistere miglior sistema di governo. L&#8217;integrazione &#8211; dicono &#8211; è effettiva. I fondamentali economici disegnano la parabola propria di un &#8220;Paese delle meraviglie&#8221;. La sicurezza sociale è tangibile. Cercando le parole &#8220;felicità&#8221; e &#8220;Danimarca&#8221; su un motore di ricerca, si ottengono risultati inequivocabili. Eppure, persino la <strong>sinistra socialdemocratica</strong>, quella che questa sera dovrebbe uscire vincitrice dalle urne, ha sposato la critica alla società aperta.</p>
<p>I danesi si stanno recando alle urne, assistendo al <em>turning point</em> della piattaforma programmatica di chi quel &#8220;modello scandinavo&#8221; lo ha sempre rivendicato. Niente più spirito &#8220;Hygge&#8221;, niente più sostegno all&#8217;ineluttabilità storica del <strong>multiculturalismo</strong>. La gestione dei fenomeni migratori è comparsa tra le priorità del <em>Socialdemokratiet</em>. Certo, c&#8217;è la<b> battaglia ecologista</b>, ma Mette Frederiksen ha una <em>Weltanschauung </em><a href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/rivincita-mette-socialdemocratica-idee-destra-1706351.html">che si distingue</a> per il rigore da adottare sull&#8217;immigrazione. Perché i socialdemocratici tengono più all&#8217;equilibrio che ha consentito allo Stato danese di distribuire risorse e diritti altrove non rintracciabili che a tutto il resto. Poi ci sono gli altri, quelli che i <strong>sondaggi</strong> danno dal secondo posto in poi.</p>
<p>La Frederiksen dovrebbe attestarsi attorno al 30%. Però non è così scontato: le elezioni europee hanno dimostrato come i Liberali di Lars Rasmussen, il partito di governo, possano ancora dire la sua. Il <em>Venstre Danish Party</em>, sul piano nazionale, paga il fatto di sedere tra gli scranni dell&#8217;esecutivo dal 2015: il calo è fisiologico. Considerata la volubilità del palcoscenico elettorale continentale, è opportuno procedere senza pronunciare sentenze.</p>
<p>Quello che sta per accadere sul lato destro della scacchiera merita un ragionamento a parte. Intanto vale la pena sottolineare come sulla scheda elettorale i danesi possano notare tre differenti sigle sovraniste.</p>
<p>Lo scorso 26 maggio il <strong>Partito del popolo danese </strong>ha dovuto registrare un calo e oggi dovrebbe perdere qualche altro punto percentuale. La soglia psicologica del 10%, però, non dovrebbe essere in discussione. E ancora gli estremismi, cioè lo <em>Stram Kurs</em> di Rasmus Paludan, che è balzato agli onori delle cronache per la feroce contrarietà espressa nei confronti di quartieri a maggioranza musulmana e per la proposta di redistribuire le persone ivi residenti, e la &#8220;<em>Nuova Destra</em>&#8220;, che rappresenta una via di mezzo nel campo sovranista. Vedremo come andrà a finire.</p>
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