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	<title>Economia tedesca Archives - InsideOver</title>
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	<title>Economia tedesca Archives - InsideOver</title>
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		<title>Crescita poca, deficit tanto: le previsioni della Bundesbank riflettono le difficoltà della Germania</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/crescita-poca-deficit-tanto-le-previsioni-della-bundesbank-riflettono-le-difficolta-della-germania.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Dec 2025 06:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Bundesbank]]></category>
		<category><![CDATA[Economia tedesca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1315" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-crisi-industriale-della-Germania-e-senza-fine.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-crisi-industriale-della-Germania-e-senza-fine.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-crisi-industriale-della-Germania-e-senza-fine-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-crisi-industriale-della-Germania-e-senza-fine-1024x701.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-crisi-industriale-della-Germania-e-senza-fine-768x526.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-crisi-industriale-della-Germania-e-senza-fine-1536x1052.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-crisi-industriale-della-Germania-e-senza-fine-600x411.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Crescita incerta e alimentata da un deficit crescente, e la sfida a scegliere tra alimentare la spesa per lo sviluppo o il Welfare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/crescita-poca-deficit-tanto-le-previsioni-della-bundesbank-riflettono-le-difficolta-della-germania.html">Crescita poca, deficit tanto: le previsioni della Bundesbank riflettono le difficoltà della Germania</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1315" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-crisi-industriale-della-Germania-e-senza-fine.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-crisi-industriale-della-Germania-e-senza-fine.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-crisi-industriale-della-Germania-e-senza-fine-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-crisi-industriale-della-Germania-e-senza-fine-1024x701.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-crisi-industriale-della-Germania-e-senza-fine-768x526.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-crisi-industriale-della-Germania-e-senza-fine-1536x1052.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-crisi-industriale-della-Germania-e-senza-fine-600x411.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>Germania sta entrando in un periodo complicato,</strong> fatto di incertezze riguardo la propria traiettoria economica mentre <strong>il piano del cancelliere federale Friedrich Merz</strong>, che mira a mobilitare 1.000 miliardi di euro per investimenti strategici, fatica a prender piede. Lo certifica la <strong>Bundesbank, la banca centrale tedesca</strong>, nelle sue previsioni per i prossimi anni, che sottolineano tre elementi: la crescita dell&#8217;economia tedesca sarà incerta, se ci sarà verrà alimentata da un deficit crescente e al contempo Berlino dovrà scegliere tra alimentare la spesa per lo <a href="https://www.welt.de/finanzen/plus69451d866376e847b7db4c7c/es-droht-die-sozialstaat-eskalation-das-ernuechternde-zeugnis-der-bundesbank.html">sviluppo o il welfare.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;incerta era Merz</h2>



<p>La Bundesbank, nel suo outlook economico pubblicato il 19 dicembre, sottolinea che dalla seconda metà del 2026 lo sviluppo della Germania porterà il Paese fuori dalla recessione ma non avverrà per <strong>semplice stimolo dell&#8217;economia verso il ritorno alla normalità dopo anni di crisi sistemiche</strong>. Piuttosto, sarà la leva del debito pubblico a consentire una ripresa della crescita. La Bundesbank, che ha ridotto dal +0,7% al +0,6% il tasso di crescita previsto per l&#8217;economia nel 2026 (in cui si deve contare un +0,3% contingente legato al minor numero di giorni di festa), prevede un&#8217;espansione dell&#8217;1,3% nel 2027 e dell&#8217;1,1% nel 2028-2029.</p>



<p>Al contempo, però, il deficit pubblico salirebbe dal 2,5% previsto per il 2025 al 4,8% nel 2028, segno del fatto che la politica di investimento di Merz in difesa, infrastrutture, transizione energetica sta prendendo le tradizionali forme dello stimolo keynesiano alla crescita in forma anticiclica, agendo però su un sistema decisamente livellato da anni di competizione e criticità interne. La stagione dei dazi americani, la fine del <strong>gas russo a buon mercato, la concorrenza cinese in settori come la chimica e l&#8217;automotive</strong> hanno ridotto le prospettive di mercato di Berlino e chiamato il governo ad intervenire.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Debito, crescita e prospettive future per la Germania</h2>



<p><a href="https://www.ft.com/content/509901c4-1c5e-463a-a019-e0b4de97e9f6">Il <em>Financial Times</em>, del resto, ricorda</a> che su questo versante anche la stessa iniezione di denaro da parte del governo non sarà capace di creare sviluppo in maniera più che proporzionale perché si stima possa &#8220;aumentare la crescita potenziale della Germania solo dello 0,35-0,5%, dato che circa 250 miliardi di euro del nuovo debito sarebbero destinati a finanziare il bilancio del welfare, i tagli alle tasse e altre spese quotidiane, anziché gli investimenti infrastrutturali&#8221;.</p>



<p>Il <strong>governatore della Bundesbank Joachim Nagel</strong> ha raccomandato prudenza sui conti, mentre Merz da tempo ha <strong>promosso una visione politica</strong> orientata a liberare risorse per gli investimenti attingendo proprio dal welfare, <a href="https://www.lemonde.fr/en/economy/article/2025/09/12/in-germany-social-welfare-is-no-longer-sustainable_6745324_19.html">che ad agosto he definito &#8220;non più finanziabile&#8221;</a> sul lungo periodo. Stessa logica per il costo del lavoro <strong>definito &#8220;troppo alto&#8221; da Merz nonostante</strong>, <a href="https://www.flassbeck-economics.com/german-labour-costs-are-too-high-friedrich-merzs-economic-declaration-of-war-on-europe-and-on-himself/">come nota <em>Flessbeck Economics,</em> </a>per anni col suo modello mercantilista e pro-export &#8221;&nbsp;la Germania ha piegato tutte le curve del costo unitario del lavoro europee verso il basso e quindi al di sotto dell&#8217;obiettivo di inflazione della Banca centrale europea, ovvero in territorio deflazionistico&#8221;.</p>



<p>La soluzione per il governo dell&#8217;Unione Cristiano-Democratica di Merz e del Partito Socialdemocratico (Spd) è orientata a concentrare spesa e debito nei settori strategici. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Austerità e riarmo</h2>



<p>Risulta paradigmatica della Germania di domani la coincidenza temporale tra la scelta di <strong>approvare al Bundestag oltre 50 miliardi di euro di programmi d&#8217;acquisto militari</strong> e la promozione da parte del governo di una riforma del <em>Bürgergeld</em>, il &#8220;reddito di cittadinanza&#8221; tedesco per le persone colpite da disoccupazione involontaria o a rischio esclusione sociale che aiuta oggi oltre 5 milioni di persone, destinato a essere sostituito con una misura più restrittiva e <a href="https://www.iamexpat.de/career/employment-news/german-cabinet-agrees-replace-burgergeld-neue-grundsicherung">orientata a premiare la pronta volontà di rientrare nel mercato del lavoro del ricevente.</a></p>



<p><strong>Crescita anemica, debito surriscaldato, spesa sociale in calo per fare spazio a riarmo e politiche ad esso connesse</strong>: la scommessa di Merz è a trecentosessanta gradi ma rischiosa. Dietro l&#8217;insuccesso della strategia di rilancio del Paese c&#8217;è l&#8217;ombra del caos e dell&#8217;ascesa della rivolta populista, incarnata da Alternative fur Deutschland. I dati della Bundesbank mostrano che la sfida sarà seria. Le prospettive politiche, al contempo, preconizzano tempi incerti e un viaggio al buio per Berlino.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/crescita-poca-deficit-tanto-le-previsioni-della-bundesbank-riflettono-le-difficolta-della-germania.html">Crescita poca, deficit tanto: le previsioni della Bundesbank riflettono le difficoltà della Germania</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Germania: 10 mila disoccupati in più al mese, crollo della produzione, export in crisi. Altro che effetto Merz&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/germania-10-mila-disoccupati-in-piu-al-mese-crollo-della-produzione-export-in-crisi-altro-che-effetto-merz.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2025 12:43:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Economia tedesca]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1315" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-crisi-industriale-della-Germania-e-senza-fine.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-crisi-industriale-della-Germania-e-senza-fine.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-crisi-industriale-della-Germania-e-senza-fine-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-crisi-industriale-della-Germania-e-senza-fine-1024x701.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-crisi-industriale-della-Germania-e-senza-fine-768x526.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-crisi-industriale-della-Germania-e-senza-fine-1536x1052.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-crisi-industriale-della-Germania-e-senza-fine-600x411.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Altro che effetto Merz: la crisi industriale della Germania è senza fine. Numeri e dati di una crisi ormai strutturale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/germania-10-mila-disoccupati-in-piu-al-mese-crollo-della-produzione-export-in-crisi-altro-che-effetto-merz.html">Germania: 10 mila disoccupati in più al mese, crollo della produzione, export in crisi. Altro che effetto Merz&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1315" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-crisi-industriale-della-Germania-e-senza-fine.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-crisi-industriale-della-Germania-e-senza-fine.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-crisi-industriale-della-Germania-e-senza-fine-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-crisi-industriale-della-Germania-e-senza-fine-1024x701.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-crisi-industriale-della-Germania-e-senza-fine-768x526.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-crisi-industriale-della-Germania-e-senza-fine-1536x1052.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-crisi-industriale-della-Germania-e-senza-fine-600x411.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;impatto di <strong>Friedrich Merz</strong> e del suo governo sulla politica tedesca, soprattutto sul versante economico-industriale,  non sembra farsi sentire a sei mesi dall&#8217;ingresso del leader dell&#8217;Unione Cristiano-Democratica (Cdu) alla Cancelleria Federale di Berlino. <a href="https://it.insideover.com/economia/altro-che-effetto-merz-la-germania-prosegue-nella-sua-crisi-industriale.html">Merz ha ereditato da <strong>Olaf Scholz</strong> </a>un Paese in travaglio in cerca di un nuovo modello di sviluppo economico dopo la <strong>fine del rapporto stretto con la Russia sul gas</strong>, l&#8217;ascesa di una viscosa concorrenza cinese e i dubbi sulla difesa americana. E per ora non sembra essere riuscito a strutturarlo. Anche perché le condizioni di partenza erano oggettivamente problematiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I numeri della crisi industriale tedesca</h2>



<p>La Germania veleggia in acque agitate e <strong>sempre a rischio di tempesta, </strong>e i dati sull&#8217;industria storico traino della prosperità tedesca parlano chiaro. Elenchiamo di seguito alcuni trend ormai consolidati nell&#8217;era Merz:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Non si arresta il calo dell&#8217;industria</strong>. <a href="https://www.berliner-zeitung.de/news/industrieproduktion-staerkster-rueckgang-seit-2022-li.2361098">Ad agosto, nota il <em>Berliner Zeitung</em>, </a>la produzione industriale &#8220;è crollata significativamente. Secondo l&#8217;&nbsp;Ufficio federale di statistica,&nbsp;industria, edilizia e fornitori di energia hanno prodotto complessivamente il 4,3% in meno rispetto al mese precedente . Si tratta del calo più significativo dall&#8217;inizio della guerra in Ucraina&#8221;. Berlino ha visto la produzione industriale in rosso per <strong>otto degli ultimi dodici mesi.</strong></li>



<li>Il calo è concentrato nei settori che messi assieme costituiscono il cuore dell&#8217;industria esportatrice. <a href="https://tradingeconomics.com/germany/industrial-production-mom"><em>Trading Economics</em> ricorda che il crollo ad agosto si è avuto in campi </a>in tal senso strategici: &#8220;Nell&#8217;industria automobilistica (-18,5%), nella produzione di macchinari e attrezzature (-6,2%), nei prodotti farmaceutici (-10,3%) e nei prodotti informatici, elettronici e ottici (-6,1%)&#8221;. Tali settori pesano rispettivamente per il 17%, il 14%, il 9% e l&#8217;8% delle esportazioni tedesche, per un totale del 48% secondo i dati di Destatis. Una testimonianza della possibilità che a entrare in recessione sia l&#8217;intero sistema-Germania.</li>



<li>L&#8217;export è in un trend di declino strutturale. Da agosto 2022 a agosto 2025 il dato mensile è calato da<a href="https://tradingeconomics.com/germany/exports"> 136 a 129,7 miliardi di euro</a>, segno che strutturalmente Berlino ha perso il 5% del suo potenziale esportatore.</li>



<li>Tra crisi industriali, cambiamenti demografici e carenza di personale qualificato<strong> l&#8217;Istituto Economico Tedesc</strong>o <strong>ha stimato che la Germania</strong> abbia un deficit di 400mila lavoratori. Il <a href="https://www.fr.de/wirtschaft/dahinter-deutschlands-wirtschaft-verliert-10-000-jobs-pro-monat-das-steckt-zr-94005148.html">Frankfurter Rundschau </a>ricorda che mediamente nel 2025 la Germania sta perdendo 10mila posti di lavoro ogni mese. L&#8217;economista Enzo Weber ha ricordato a Die Welt che gli annunci di nuove offerte di lavoro sono ai minimi dall&#8217;epoca dell&#8217;arrivo del coronavirus nel 2020.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Le sfide strutturali della Germania</h2>



<p>Tutti questi dati sono <strong>sintomo di problematiche strutturali che superano l&#8217;orizzonte dei singoli governi</strong> e mostrano quanto improba fosse l&#8217;operazione per Merz. Desideroso di varare un vero e proprio &nbsp;<a href="https://www.fr.de/politik/gescheitert-merz-kann-waehler-nicht-ueberzeugen-herbst-der-reformen-zr-93986696.html">&#8220;autunno delle riforme&#8221;</a>, il cancelliere rischia però di ritrovarsi impantanato.</p>



<p>Non sta ancora pienamente prendendo piede il progetto di riconversione <a href="https://it.insideover.com/difesa/355-miliardi-di-euro-in-15-anni-la-germania-svela-il-suo-programma-di-riarmo.html">industriale per il riarmo,</a> che se può supplire una parte della domanda mancante dall&#8217;automotive certamente non può fare molto per gli altri settori in crisi. C&#8217;è la spada di Damocle del settore siderurgico, che dovrebbe alimentare tutti i piani del maxiprogetto da 500 miliardi di euro di investimento in infrastrutture concordato da Merz con gli alleati socialdemocratici (Spd). </p>



<h2 class="wp-block-heading">Tensioni economiche e politiche</h2>



<p>&#8220;La&nbsp;produzione di acciaio tedesca è diminuita del 12% nella prima metà di quest&#8217;anno&#8221;, <strong><a href="https://www.ft.com/content/bc18dfca-2120-43bc-b522-d48352b63457">spiega il Financial Times,</a></strong> aggiungendo che Merz &#8221;&nbsp;ha annunciato agevolazioni fiscali per le imprese per l&#8217;acquisto di attrezzature e delineato sussidi al prezzo dell&#8217;elettricità per le industrie ad alta intensità energetica come quella chimica&#8221; e &#8220;ha nominato un responsabile degli investimenti, l&#8217;ex presidente della Commerzbank Martin Blessing, per promuovere la Germania come destinazione attraente per i capitli stranieri&#8221; ma ad oggi Berlino appare destinata a un altro anno di incertezze. </p>



<p>Nel frattempo, <strong>sono arrivati i dazi Usa e con </strong><a href="https://it.insideover.com/politica/la-cina-snobba-il-ministro-degli-esteri-tedesco-annullata-la-visita-di-wadephul.html"><strong>la Cina è nata una sfida di dissapori e tensioni</strong>, come ha ben ricordato Roberto Vivaldelli.</a> E la Germania, dopo aver fatto la faccia feroce verso la Russia, ha chiesto agli Usa di esentare dalle <a href="https://geagency.it/breaking-news/ucraina-merz-filiali-tedesche-rosneft-esenti-da-sanzioni-usa/">sanzioni sul petrolio di Mosca la filiale tedesca di Rosneft</a> mentre i costi energetici <a href="https://www.cleanenergywire.org/news/germany-must-do-more-reduce-energy-prices-say-industry-groups">rimangono un fattore di criticità. </a><strong>Non sarà facile invertire la china</strong> per Merz, la cui luna di miele col Paese è già finita. E alle cui spalle incombe l&#8217;ombra di Alternative fur Deutschland, attenta e pronta a sfruttare ogni segnale di malcontento del Paese verso l&#8217;attuale esecutivo che si trova in un contesto di stagnazione come tutta la Germania.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/germania-10-mila-disoccupati-in-piu-al-mese-crollo-della-produzione-export-in-crisi-altro-che-effetto-merz.html">Germania: 10 mila disoccupati in più al mese, crollo della produzione, export in crisi. Altro che effetto Merz&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Altro che effetto-Merz, la Germania prosegue nella sua crisi industriale</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/altro-che-effetto-merz-la-germania-prosegue-nella-sua-crisi-industriale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2025 16:44:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Economia tedesca]]></category>
		<category><![CDATA[Volkswagen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1082" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-Germania-prosegue-nella-sua-crisi-industriale-e1759909948778.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-Germania-prosegue-nella-sua-crisi-industriale-e1759909948778.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-Germania-prosegue-nella-sua-crisi-industriale-e1759909948778-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-Germania-prosegue-nella-sua-crisi-industriale-e1759909948778-1024x577.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-Germania-prosegue-nella-sua-crisi-industriale-e1759909948778-768x433.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-Germania-prosegue-nella-sua-crisi-industriale-e1759909948778-1536x866.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-Germania-prosegue-nella-sua-crisi-industriale-e1759909948778-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-Germania-prosegue-nella-sua-crisi-industriale-e1759909948778-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Germania di Friedrich Merz vive una fase complessa per la definizione del suo futuro come grande economia industriale e come prima potenza economica (e in prospettiva geopolitica) dell&#8217;Europa. E le difficoltà sembrano prevalere sui dati positivi, come dimostrano i recenti rilievi sulla produzione industriale. Germania, produzione in sofferenza Mentre il governo di coalizione formato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/altro-che-effetto-merz-la-germania-prosegue-nella-sua-crisi-industriale.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/altro-che-effetto-merz-la-germania-prosegue-nella-sua-crisi-industriale.html">Altro che effetto-Merz, la Germania prosegue nella sua crisi industriale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1082" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-Germania-prosegue-nella-sua-crisi-industriale-e1759909948778.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-Germania-prosegue-nella-sua-crisi-industriale-e1759909948778.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-Germania-prosegue-nella-sua-crisi-industriale-e1759909948778-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-Germania-prosegue-nella-sua-crisi-industriale-e1759909948778-1024x577.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-Germania-prosegue-nella-sua-crisi-industriale-e1759909948778-768x433.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-Germania-prosegue-nella-sua-crisi-industriale-e1759909948778-1536x866.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-Germania-prosegue-nella-sua-crisi-industriale-e1759909948778-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-Germania-prosegue-nella-sua-crisi-industriale-e1759909948778-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/la-germania-di-merz-vara-il-maxi-riarmo-ma-i-tedeschi-non-vogliono-combattere.html">Germania di Friedrich Merz</a> </strong>vive una fase complessa per la definizione del suo futuro come grande economia industriale e come prima potenza economica (e in prospettiva geopolitica) dell&#8217;Europa. E le difficoltà sembrano prevalere sui dati positivi, come dimostrano i recenti rilievi sulla produzione industriale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Germania, produzione in sofferenza</h2>



<p>Mentre il governo di <strong>coalizione formato da Merz</strong> tra la sua <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-la-cdu-il-partito-di-angela-merkel.html">Unione Cristiano-Democratica (Cdu) </a>e il <a href="https://it.insideover.com/politica/che-cose-la-bad-godesberg-nominata-da-calenda.html">Partito Socialdemocratico (Spd)</a> <strong>programma i grandi progetti di spesa, dalle infrastrutture al riarmo,</strong> la realtà cogente disegna però un quadro a tinte scure. Il futuro del modello produttivo della seconda potenza manifatturiera e commerciale globale (dopo la Cina) in termini di export e surplus commerciale è in bilico, e molti dati non mancano di sottolinearlo.</p>



<p>Partiamo dal più recente: ad agosto <strong>la produzione industriale è caduta del 4,3%</strong> su base mensile e del 4% annuo, cancellando il moderato +1,3% di luglio. L&#8217;ufficio statistico Ifo imputa la caduta principalmente alla crisi del settore auto sottolineando anche l&#8217;impatto delle vacanze estive sulla ciclicità. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La Germania in de-industrializzazione</h2>



<p>&#8220;Speriamo sia vero&#8221;, commenta su quest&#8217;ultimo punto <strong><a href="https://think.ing.com/snaps/german-industrial-production-aug25/">Ing Think, portale d&#8217;approfondimento dell&#8217;omonima banca olandese,</a></strong> che sembra mostrare scetticismo sulle prospettive di rilancio dell&#8217;industria manifatturiera tedesca. Per gli analisti di Ing Think in Germania &#8220;aumenta il rischio di un altro trimestre di contrazione del Pil e quindi di una recessione tecnica&#8221;. Sarebbe la terza in meno di tre anni dopo quella del 2023 e quella conosciuta a cavallo tra fine 2024 e inizio 2025. </p>



<p>Complessivamente, <strong>Berlino ha visto il Pil scendere in entrambi gli anni passati.</strong> Merz prometteva una svolta a tutto campo ma ad oggi essa non si sta verificando. La decisione di <a href="https://www.reuters.com/business/autos-transportation/volkswagens-audi-cut-7500-jobs-administration-development-by-2029-2025-03-17/">Volkswagen di tagliare 7.500 posti di lavoro</a>, di Daimler Truck <a href="https://www.euronews.com/business/2025/07/08/daimler-truck-plans-to-cut-around-5000-jobs-in-germany">di ridurli di 5mila unità in 5 anni</a>, di <a href="https://it.insideover.com/economia/bosch-i-maxi-tagli-che-raccontano-la-crisi-dellauto-europea.html">Bosch di <strong>operare almeno 13mila tagli</strong></a> nella produzione di componenti si sommano a strategie come quella di Mercedes-Benz di ridimensionare del 10% i costi operativi nel delineare uno scenario di contrazione. </p>



<p>Ing aggiunge che &#8220;la produzione industriale in Germania è ancora di circa il 15% inferiore al livello pre-pandemico. La produzione nei settori ad alta intensità energetica è ancora di circa il 4% inferiore al livello del 2024&#8221;. <strong>Il combinato disposto tra concorrenza cinese</strong> in settori ritenuti di pertinenza dominante della Germania, dall&#8217;auto alla chimica passando per l&#8217;impiantistica, la fine dell&#8217;<strong>energia a basso prezzo dalla Russia</strong> e, ora, i dazi statunitensi sta creando un quadro di contrazione strutturale della capacità produttiva, esportatrice e commerciale dell&#8217;ormai ex &#8220;<a href="https://it.insideover.com/economia/la-locomotiva-tedesca-corre-su-un-binario-morto.html">Locomotiva d&#8217;Europa</a>&#8220;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le tensioni della Germania</h2>



<p>Non a caso Merz sta spingendo per <a href="https://www.politico.eu/article/germany-cabinet-eu-combustion-engine-ban-letter-spd-emissions/">rivedere le <strong>normative sul passaggio al 100% elettrico nel 2035</strong> per l&#8217;automobile</a>, anche a costo di entrare in rotta di collisione con la Commissione Ue presieduta da una sua connazionale e compagna di partito: Ursula von der Leyen. </p>



<p><a href="https://it.insideover.com/difesa/355-miliardi-di-euro-in-15-anni-la-germania-svela-il-suo-programma-di-riarmo.html"><strong>La spinta sul riarmo appare l&#8217;altro versante</strong> della strategia</a>con cui la Germania intende ravvivare l&#8217;anemica industria nazionale. Il momento è però critico e Berlino, dopo aver pasteggiato per anno nell&#8217;immobile estrattivismo di <a href="https://it.insideover.com/politica/economia-energia-politica-da-merkel-a-scholz-la-policrisi-tedesca-scuote-tutta-leuropa.html">Angela Merkel sul resto d&#8217;Europa,</a> sconta gap di capacità innovativa e competitività di molti suoi settori trainanti. </p>



<p>L&#8217;ipotesi di studio basata sull&#8217;assunto che il mondo avrebbe avuto perennemente una fame crescente di merci tedesche si è rivelata fallace. <strong>E ora Berlino si muove nell&#8217;incertezza</strong>, e assieme a lei tutti i sistemi che dipendono dalla manifattura tedesca. Primo fra tutti quello dell&#8217;Italia del Nord pienamente inserito nel bacino produttivo germanocentrico.</p>



<p><strong><em>Alla base del nostro lavoro c’è la passione, ma non ci fermiamo lì. Per noi di InsideOver l’impegno giornalistico significa anche ricerca, verifica, approfondimento. Se credi in un’informazione che unisce passione e serietà, <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">sostienici con un abbonamento</a>: ci aiuterai a continuare a raccontare il mondo con libertà e rigore.</em></strong></p>
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		<title>Gelata estiva per la produzione industriale tedesca, una nuova grana per Merz</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/gelata-estiva-per-la-produzione-industriale-tedesca-una-nuova-grana-per-merz.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Aug 2025 08:57:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Economia tedesca]]></category>
		<category><![CDATA[Industria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1188" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250812091534146_407e0e541acf107773d12fa45f2dafb5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250812091534146_407e0e541acf107773d12fa45f2dafb5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250812091534146_407e0e541acf107773d12fa45f2dafb5-300x186.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250812091534146_407e0e541acf107773d12fa45f2dafb5-1024x634.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250812091534146_407e0e541acf107773d12fa45f2dafb5-768x475.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250812091534146_407e0e541acf107773d12fa45f2dafb5-1536x950.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250812091534146_407e0e541acf107773d12fa45f2dafb5-600x371.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gelata estiva per la produzione industriale tedesca, una nuova grana per Merz tra dazi e incertezza crescente.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1188" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250812091534146_407e0e541acf107773d12fa45f2dafb5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250812091534146_407e0e541acf107773d12fa45f2dafb5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250812091534146_407e0e541acf107773d12fa45f2dafb5-300x186.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250812091534146_407e0e541acf107773d12fa45f2dafb5-1024x634.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250812091534146_407e0e541acf107773d12fa45f2dafb5-768x475.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250812091534146_407e0e541acf107773d12fa45f2dafb5-1536x950.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250812091534146_407e0e541acf107773d12fa45f2dafb5-600x371.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>Germania</strong> di Friedrich Merz eredita tutti i problemi che hanno acciaccato quella di <strong>Olaf Scholz</strong>: a giugno, i dati sulla <strong>produzione industriale tedesca</strong> hanno segnato un tonfo su base mensile dell&#8217;1,9%, portando l&#8217;output al valore minimo in 5 anni, da quel giugno 2020 in cui Berlino si trovava ad affrontare le conseguenze della pandemia di Covid-19. Su base annua la caduta è del 3,6%.</p>



<p>L&#8217;aggiunta della <strong>sfida dei dazi americani</strong> alla crisi dei rapporti commerciali con la <strong>Cina</strong> e al mutamento del <strong>paradigma energetico legato alla fine della dipendenza dal gas russo,</strong> ha creato un problema congiunturale ulteriore in una situazione di crisi strutturale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La crisi dell&#8217;industria tedesca</h2>



<p>L&#8217;ufficio tedesco di statistica, Destatis, ha comunicato che a essere colpita è stata la componente critica dell&#8217;industria esportatrice, dato che al netto di due settori legati a dinamiche prettamente interne, <strong>quello delle costruzioni e il comparto energetico</strong>, il calo su base mensile si espande fino al 2,8%.</p>



<p>&#8220;L&#8217;andamento negativo della produzione a giugno 2025 è stato principalmente attribuibile alla flessione registrata nella fabbricazione di macchinari e attrezzature (-5,3% rispetto al mese precedente, al netto degli effetti di calendario e della stagionalità), nell&#8217;industria farmaceutica (-11,0%) e nell&#8217;industria alimentare (-6,3%)&#8221;, <a href="https://www.destatis.de/EN/Press/2025/08/PE25_289_421.html">nota Destatis, segnalando</a> che <strong>di fatto sono stati colpiti quei settori che hanno tenuto a galla la produzione</strong> e hanno sostenuto l&#8217;export dopo la crisi del comparto automobilistico.</p>



<p>L&#8217;imposizione di <strong>dazi al 15% accettati dall&#8217;Unione Europea nei rapporti con gli Usa</strong> e l&#8217;esito tutt&#8217;altro che confortevole del vertice Ue-Cina di fine luglio lasciano pensare che per la politica commerciale tedesca altri mesi duri siano in arrivo e che, dopo aver vissuto anni di stagnazione e recessione, l&#8217;economia di Berlino non sia pronta ancora a ripartire con slancio. Una grana non secondaria, questa, per il cancelliere Merz, mentre <strong>dagli Usa arrivano notizie problematiche</strong> come l&#8217;annuncio della cancellazione definitiva degli <a href="https://it.insideover.com/economia/intel-licenzia-molla-leuropa-e-si-offre-a-trump-come-campione-a-stelle-e-strisce-dei-chip.html">investimenti industriali di Intel in Germania</a> e la prospettiva di una nuova campagna tariffaria contro i prodotti farmaceutici importati che potrebbe partire dopo l&#8217;estate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il riarmo non basta a invertire la rotta</h2>



<p>In quest&#8217;ottica, <strong>il piano di immettere nell&#8217;economia fino a 500 miliardi di euro</strong> nel prossimo decennio per infrastrutture, transizione energetica e riarmo è pensato proprio per dare un boost a un&#8217;industria rimasta anemica nell&#8217;ultimo quinquennio.</p>



<p> <strong>Aziende come </strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/allerta-sui-conti-e-effetto-trump-putin-il-titolo-rheinmetall-scivola.html"><strong>Rheinmetall</strong> prevedono di riconvertire </a>alla produzione militare vecchi stabilimenti Volkswagen e il governo ha grandi ambizioni a riguardo, ma se l&#8217;ampliamento della stagnazione produttiva dovesse proseguire difficilmente da solo questo progetto di ingegneria industriale riuscirà a invertire i trend strutturali che parlano di una Germania in crisi d&#8217;identità economica. I dati di giugno sono talmente negativi che <strong>anche pensare <a href="https://www.hellenicshippingnews.com/german-industrial-data-prompts-a-second-guessing-of-the-cyclical-rebound/#google_vignette">a un rimbalzo nel terzo trimestre è oggi più remoto</a></strong> visto il combinato disposto dell&#8217;effetto dei nuovi dazi e del problema energetico e dei costi per l&#8217;approvvigionamento che gli operatori sostengono in vista dell&#8217;autunno. La &#8220;locomotiva d&#8217;Europa&#8221; viaggia a scartamento ridotto. E non è detto riprenda presto slancio.</p>



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		<title>Non solo Volkswagen: licenziamenti e crisi, l&#8217;industria tedesca batte in ritirata</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/non-solo-volkswagen-licenziamenti-e-crisi-lindustria-tedesca-batte-in-ritirata.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Dec 2024 14:17:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Economia tedesca]]></category>
		<category><![CDATA[Industria]]></category>
		<category><![CDATA[Volkswagen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="749" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant-600x375.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant-300x187.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant-1024x639.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant-768x479.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>L&#8217;inverno sta arrivando e per la Germania sarà un inverno di gelo industriale. Con il governo di Olaf Scholz dimissionario, una campagna elettorale apertasi in maniera rissosa e la crisi sistemica del Paese in atto, è la frenata dell&#8217;economia causata dal calo verticale della manifattura a esemplificare la crisi della (fu?) locomotiva d&#8217;Europa. Colpisce e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/non-solo-volkswagen-licenziamenti-e-crisi-lindustria-tedesca-batte-in-ritirata.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="749" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant-600x375.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant-300x187.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant-1024x639.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant-768x479.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>L&#8217;<strong>inverno sta arrivando</strong> e per la <strong>Germania</strong> sarà un inverno di <strong>gelo industriale</strong>. Con il governo di <a href="https://it.insideover.com/politica/scholz-sfiduciato-ma-a-non-saper-dove-andare-e-la-germania-intera.html">Olaf Scholz dimissionario</a>, una campagna elettorale apertasi in maniera rissosa e la crisi sistemica del Paese in atto, è la frenata dell&#8217;economia causata dal calo verticale della manifattura a <strong>esemplificare la crisi della (fu?) locomotiva d&#8217;Europa</strong>. </p>



<p>Colpisce e stupisce da tempo la <strong>crisi di Volkswagen</strong>, industria che rappresenta molto più di un&#8217;azienda produttrice d&#8217;auto. Volkswagen incarna &#8220;l&#8217;industria delle industrie&#8221; non solo perché di per sé motore occupazionale e perno dell&#8217;economia di Lander come l&#8217;Assia, la Bassa Sassonia e la Turingia ma anche perché con i suoi ordinativi <strong>garantiva la stabilità della Mittelstand</strong>, il sistema di piccola e media impresa tedesca delle periferie del Paese. La decisione di<a href="https://it.insideover.com/economia/la-crisi-della-volkswagen-come-termometro-del-malessere-della-germania.html"> Volkswagen di chiudere <strong>per la prima volta tre impianti nel Paese</strong></a> è sintomatico di un declino produttivo che supera i confini del Paese e si inserisce negli stravolgimenti globali del settore auto. &#8220;</p>



<p>&#8220;L&#8217;occupazione nel settore automobilistico ha raggiunto il picco nel 2018 ed è scesa del 6,5 percento a 780.000 lavoratori l&#8217;anno scorso&#8221;, <a href="https://www.ft.com/content/b8dd41dc-4fd9-4673-8b07-6af70e7f4213">nota il <em>Financial Times</em>,</a> aggiungendo che &#8220;è probabile che diminuisca ulteriormente poiché la concorrenza dei marchi stranieri di veicoli elettrici sfida VW, Mercedes-Benz e BMW&#8221;. Ma purtroppo per Berlino la crisi industriale non si limita al gruppo di Wolfsburg.</p>



<p>A fine novembre, le compagnie tedesche presenti nel paniere del<a href="https://fortune.com/europe/article/germany-fortune-500-europe-layoffs/"> <strong>Fortune 500 avevano annunciato 60mila licenziamenti e tagli di posti di lavoro nel corso del 2024.</strong></a> Direttamente colpito dalla crisi tedesca è il business del big della componentistica auto <strong>Bosch, che ha annunciato il taglio </strong><a href="https://edition.cnn.com/2024/12/11/business/bosch-germany-job-cuts-intl/index.html"><strong>di 8mila dipendenti</strong>.</a> Ancora più vasto il piano del principale gruppo siderurgico tedesco, <strong>ThyssenKrupp</strong>, che punta <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2024-11-25/thyssenkrupp-proposes-11-000-job-cuts-at-struggling-steel-unit">a tagliare il 40% della forza lavoro scaricando 11mila dipendenti.</a> Anche il colosso farmaceutico <strong>Bayer</strong> ha deciso un grande piano di contenimento costi che nei primi sei mesi ha portato <a href="https://www.fiercepharma.com/pharma/bayers-transformation-gathers-steam-job-cuts-reach-3200-first-2-quarters#:~:text=Bayer's%20transformation%20gathers%20steam%20as%20its%20job%20cut%20total%20reaches%203%2C200%20this%20year&amp;text=Bayer's%20transformation%20under%20CEO%20Bill%20Anderson%20has%20picked%20up%20momentum,the%20start%20of%20this%20year.">al taglio di 3.200 posti di lavoro</a>. Aggiungiamo a ciò lo<a href="https://it.insideover.com/tecnologia/chip-chip-linvestimento-di-intel-vola-via-e-mette-nei-guai-la-germania-di-scholz.html"> stop all&#8217;<strong>investimento di Intel a Magdeburgo</strong>, uno dei più grandi progetti </a>di <strong>sviluppo industriale sulla tecnologia e i chip</strong> con cui Scholz sperava di rilanciare il Paese, e si ha l&#8217;ampiezza della <strong>problematica di Berlino</strong>.</p>



<p>Sono dolori per la Germania e possono esserlo anche per l&#8217;<strong>Europa intera, a partire dal Nord Italia</strong>. La frenata tedesca si fa sentire in territorio settentrionale. In Val Padana <a href="https://www.ilnordest.it/economia/allarme-a-nord-est-le-imprese-affrontano-il-rischio-germania-hwbcjygs">la <strong>nebbia è calata fitta</strong> quest&#8217;anno</a> e la fine del 2023 e l&#8217;intero 2024 hanno <strong>contribuito a rafforzare un trend di decrescita</strong> che,<a href="https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/la-crisi-tedesca-e-il-futuro-dellindustria-europea-189853"> nota Ispi</a>, per le principali manifatture d&#8217;Europa in termini di produzione è continuo dal Covid-19 a oggi: sul fronte industriale &#8220;paesi che stanno soffrendo di più includono naturalmente la <strong>Germania</strong> (oltre –9% rispetto al 2019), ma anche il <strong>Portogallo</strong> (-7%). Seguono <strong>Francia</strong> (-5%) e <strong>Italia</strong> (-3,5%)&#8221;. Se la locomotiva non va, il resto dell&#8217;Europa si ferma. E il raffreddore tedesco rischia di far venire l&#8217;influenza della recessione a un blocco già piegato da una serie di crisi nell&#8217;ultimo quinquennio, che ne hanno frenato la competitività.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/non-solo-volkswagen-licenziamenti-e-crisi-lindustria-tedesca-batte-in-ritirata.html">Non solo Volkswagen: licenziamenti e crisi, l&#8217;industria tedesca batte in ritirata</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Germania in bilico tra Usa e Cina. Come tenere il piede in due scarpe&#8230; strette</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/germania-in-bilico-tra-usa-e-cina-come-tenere-il-piede-in-due-scarpe-strette.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Aug 2024 12:58:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[economia cinese]]></category>
		<category><![CDATA[Economia tedesca]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra commerciale]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra dei dazi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1364" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240522001756199_b6ef7c29a2b9c2e2005fce69fd4a1cf3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Germania" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240522001756199_b6ef7c29a2b9c2e2005fce69fd4a1cf3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240522001756199_b6ef7c29a2b9c2e2005fce69fd4a1cf3-600x426.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240522001756199_b6ef7c29a2b9c2e2005fce69fd4a1cf3-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240522001756199_b6ef7c29a2b9c2e2005fce69fd4a1cf3-1024x727.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240522001756199_b6ef7c29a2b9c2e2005fce69fd4a1cf3-768x546.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240522001756199_b6ef7c29a2b9c2e2005fce69fd4a1cf3-1536x1091.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per anni la Cina è stata il primo partner commerciale della Germania, ma ora Berlino è attenta a tutelare i rapporti con gli Usa.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1364" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240522001756199_b6ef7c29a2b9c2e2005fce69fd4a1cf3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Germania" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240522001756199_b6ef7c29a2b9c2e2005fce69fd4a1cf3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240522001756199_b6ef7c29a2b9c2e2005fce69fd4a1cf3-600x426.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240522001756199_b6ef7c29a2b9c2e2005fce69fd4a1cf3-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240522001756199_b6ef7c29a2b9c2e2005fce69fd4a1cf3-1024x727.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240522001756199_b6ef7c29a2b9c2e2005fce69fd4a1cf3-768x546.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240522001756199_b6ef7c29a2b9c2e2005fce69fd4a1cf3-1536x1091.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tutte le relazioni conoscono degli alti e bassi, dei momenti di inscalfibile solidità e altri di acuta incertezza che le segnano per tutta la loro durata. Tali dinamiche non riguardano solo la sfera sentimentale e amicale, ma anche i rapporti istituzionali e politici tra Paesi come è il caso della <strong>Germania</strong> con la <strong>Cina</strong>. Il partenariato sino-teutonico è stato un pilastro dell’<strong>ordine mondiale neoliberista </strong>che ha trovato un suo compimento nel libero scambio tra un&#8217;economia avanzata dell&#8217;Europa centrale e una potenza in forte ascesa, bisognosa dell’importazione di manufatti industriali e tecnologie. Fino al 2023 e per tutti gli otto anni precedenti, Pechino è stata la principale meta di destinazione delle merci tedesche &#8211; automobili e macchine utensili principalmente &#8211; per un volume dal valore di <a href="https://it.insideover.com/economia/crolla-il-commercio-tra-germania-e-cina-washington-esulta.html">250 miliardi di euro</a>. Ma nel 2024 è suonato un campanello d’allarme per il Dragone. Secondo l’istituto tedesco di statistica Destatis, nei primi tre mesi dell’anno, il più alto valore di <strong>esportazioni</strong> si è avuto nell’interscambio con Washington, per un ammontare di 63 miliardi, mentre i prodotti giunti oltre la Muraglia sono valsi 60 miliardi (tre miliardi in meno). Tale differenza è senz’altro sintomatica di un quadro internazionale in evoluzione, che vede l’economia cinese arrancare e quella Usa in crescita nonostante la forte <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-o-harris-il-voto-decisivo-lo-dara-linflazione.html">inflazione</a>. Ma in realtà altre cause riguardano questo cambio di trend.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La tutela della sovranità economica</strong></h2>



<p>Nella prima metà di quest’anno, le <strong>importazioni</strong> &#8211; caratterizzate per lo più da prodotti chimici &#8211; da oltre la Muraglia alla Germania sono calate del 12%, mentre l’export tedesco per la Cina è diminuito  dell’1%. Perché Berlino importa così poco da Pechino?  Secondo l’Istituto dell’economia tedesca di Colonia, si tratterebbe principalmente della volontà di non risultare un Paese troppo dipendente da una nazione invisa a buona parte dei partner occidentali a causa delle tensioni geopolitiche. Non è un caso che il cancelliere <strong>Olaf Scholz </strong>il 20 agosto, al fianco di <strong>Ursula von der Leyen</strong>, abbia inaugurato a Dresda un impianto per la produzione di microchip e semiconduttori con il coinvolgimento della<a href="https://it.insideover.com/tecnologia/asse-germania-taiwan-sui-chip-lo-sbarco-di-tsmc-a-dresda.html"> <strong>Taiwan Semiconductor Manifacturing Company </strong>(TSMC)</a> &#8211; azienda taiwanese tra le prime al mondo nel settore &#8211; e che renderebbe la Germania e l’Europa meno soggette all’importazione di tali prodotti dalla Cina. L’evento ha fatto fare indigestione a Pechino, che legge tra le righe una legittimazione dell’isola che da sempre considera una provincia ribelle, soprattutto dopo che, poco tempo fa, esponenti delle istituzioni tedesche vi si sono recati in visita ufficiale.</p>



<p>Non è la prima volta che Berlino indispettisce i cinesi: nell’autunno del 2022, la compagnia di navigazione statale China Ocean Shipping Company (Cosco) era intenzionata ad acquistare uno dei quattro terminal del <strong>porto di Amburgo</strong>. L’ipotesi in un primo momento aveva visto il parere favorevole del governo ma gran parte dell’opinione pubblica si schierò contro, innescando un dibattito sulla dipendenza dalla Cina. Alla fine si concesse alla Cosco di possedere solo il 24,9% delle azioni del terminal più piccolo.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Ancora più significativo è l’episodio riguardante le aziende Elmos ed ERS Electronic, entrambe produttrici di semiconduttori utilizzati per lo più nel settore automobilistico, per le quali il governo di Scholz ha vietato la vendita alla Sai Microelectronics di proprietà di investitori cinesi. Il ministro dell’economia, <strong>Robert Habeck</strong>, per giustificare la decisione dell’esecutivo disse: &#8220;Nel campo dei semiconduttori è particolarmente importante per noi proteggere la sovranità tecnologica ed economica della Germania e dell&#8217;Europa&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un piede in due scarpe</strong></h2>



<p>Se nella sfera economica la Germania è intenzionata a tutelare i suoi interessi nazionali, non dimentica facilmente gli anni in cui sopravvisse alla crisi del 2008 anche grazie alla Cina. E per preservare il legame ricorre a una delle arti più raffinate, la <strong>diplomazia</strong>, nel tentativo di tenere <strong>il piede in due scarpe</strong>. Alti funzionari del governo e della pubblica amministrazione si sono affrettati per rassicurare le controparti cinesi in merito all&#8217;<em>affaire </em>TSMC come riportato da Politico: “La Germania ha fatto davvero del suo meglio per mantenere questo investimento di Dresda il più possibile imprenditoriale e non politico”.</p>



<p>A remare contro la salvaguardia del rapporto privilegiato con Pechino, però, c’è la <strong>guerra commerciale</strong> tra gli Usa e il Dragone &#8211; con il coinvolgimento diretto e indiretto degli alleati dei primi &#8211; e il focolaio del conflitto in Ucraina che acuisce le divaricazioni tra l’Occidente e Paesi vicini alla Russia come la Cina. Non a caso, la Commissione europea ha annunciato a luglio l’applicazione di <a href="https://it.insideover.com/economia/il-ruggito-del-dragone-dai-vini-alle-auto-di-lusso-la-cina-prende-la-mira-per-reagire-ai-dazi-ue.html">dazi doganali </a>all&#8217;importazione di <strong>veicoli elettrici cinesi</strong> che hanno indisposto gli umori a Pechino dove il tutto è stato etichettato come “approccio protezionistico”. In questa partita, la Germania &#8211; insieme ad alcune nazioni dell’Europa dell’Est &#8211; ha biasimato le misure tariffarie in rotta di collisione con la Francia che, più di ogni altro, ha voluto issare la bandiera del protezionismo. Il portavoce di Scholz ha prontamente minimizzato i rischi legati ai veicoli elettrici asserendo: “Non abbiamo bisogno di altri ostacoli nel commercio”.&nbsp;L’indulgenza dei tedeschi sulla questione non è limitata alla sola tutela dei principi del libero mercato, ma anche agli interessi della sua<strong> industria automobilistica</strong>, facendo eco ai dirigenti di Volkswagen, Mercedes e Bmw che hanno lanciato un appello all’Unione Europea chiedendo di non applicare i dazi, considerando che il mercato cinese assorbe gran parte delle loro esportazioni.&nbsp;</p>



<p>Dato il contesto, la Germania si trova a fare l’equilibrista tra due sponde nel tentativo di rimanere sul filo del rasoio nonostante i venti delle burrasche commerciali e belliche nel mondo soffino forti. Non può voltare le spalle agli alleati d’oltreoceano, ma neanche al Dragone che le somministra dosi di ossigeno per l’economia. Dunque Pechino pare proprio essere il “partner, concorrente e rivale sistemico”- definizione data dal governo teutonico nel documento <em>Strategy on China </em>&#8211; che, a seconda delle circostanze, riceverà carezze o ceffoni da Berlino.</p>
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		<title>Euro 2024, il pallone rotola lento in questa Germania meno ricca e più incerta</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/gli-europei-di-una-germania-diversa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Jun 2024 05:10:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia tedesca]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1124" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240602074314616_72357766ebb8945bc5b1cc615bdee08f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240602074314616_72357766ebb8945bc5b1cc615bdee08f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240602074314616_72357766ebb8945bc5b1cc615bdee08f-600x351.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240602074314616_72357766ebb8945bc5b1cc615bdee08f-300x176.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240602074314616_72357766ebb8945bc5b1cc615bdee08f-1024x599.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240602074314616_72357766ebb8945bc5b1cc615bdee08f-768x450.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240602074314616_72357766ebb8945bc5b1cc615bdee08f-1536x899.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Al via un evento ospitato da un Paese alle prese con importanti cambiamenti politici ed economici: cosa aspettarsi da Euro 2024.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1124" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240602074314616_72357766ebb8945bc5b1cc615bdee08f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240602074314616_72357766ebb8945bc5b1cc615bdee08f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240602074314616_72357766ebb8945bc5b1cc615bdee08f-600x351.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240602074314616_72357766ebb8945bc5b1cc615bdee08f-300x176.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240602074314616_72357766ebb8945bc5b1cc615bdee08f-1024x599.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240602074314616_72357766ebb8945bc5b1cc615bdee08f-768x450.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240602074314616_72357766ebb8945bc5b1cc615bdee08f-1536x899.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È una <strong>Germania </strong>diversa quella che sta attendendo la fine del conto alla rovescia per <strong>Euro 2024</strong>. Diversa, <em>in primis</em>, da quella del 2006. Ossia da quella che ha ospitato l&#8217;altro grande appuntamento calcistico: quei mondiali la cui rievocazione porta alla mente degli italiani i dolci ricordi del rigore finale di Fabio Grosso e della coppa alzata da Fabio Cannavaro.</p>



<p>A quell&#8217;evento la Germania si era presentata con forti aspettative e non soltanto a livello sportivo. Il Paese lavorò per anni, con forte entusiasmo, nella costruzione dei nuovi <strong>stadi</strong>, nell&#8217;ammodernamento di quelli più vecchi e nella messa in opera di <strong>infrastrutture </strong>capaci di dare un tocco di freschezza al già eccellente sistema autostradale e ferroviario nazionale. Un entusiasmo motivato innanzitutto dal significato assunto dai mondiali del 2006: considerando infatti che i precedenti grandi eventi sportivi ospitati dal Paese risalivano alle Olimpiadi di Monaco del 1972 e ai mondiali di calcio del 1974, la rassegna iridata di oramai 18 anni fa altro non era che la prima vera occasione di mostrare il volto di una Germania unita.</p>



<p>Una nazione, la Germania, tornata a essere tale e lontana dagli spettri nefasti della seconda guerra mondiale e dalla divisione tra Est e Ovest della guerra fredda. Inoltre, la kermesse del 2006 fu anche l&#8217;occasione per esibire ancora una volta il titolo di “<strong>locomotiva d&#8217;Europa</strong>”, capace di trainare l&#8217;economia del Vecchio Continente e di quell&#8217;Eurozona in vita all&#8217;epoca da appena quattro anni.</p>



<p>Certo, anche all&#8217;epoca non mancavano problemi e discrepanze. L&#8217;era di <strong>Angela Merkel</strong> era iniziata da nemmeno un anno ed era partita all&#8217;insegna dell&#8217;instabilità politica. L&#8217;allora leader della Cdu aveva vinto le elezioni anticipate del 2005, chiamate dal predecessore <strong>Gerhard Schroder</strong> per via di alcuni scricchiolii avvertiti in alcuni settori dell&#8217;economia e che hanno consegnato un quadro parlamentare molto frammentato. Tanto da costringere Cdu e socialisti a una prima “<strong>grosse koalition</strong>” per permettere la formazione dell&#8217;esecutivo targato Merkel.</p>



<p>Ma oggi i problemi appaiono ancora più amplificati. Si diceva, per l&#8217;appunto, che la Germania di adesso è profondamente diversa. Lo è a livello economico: Berlino ha rallentato e rischia di trasformarsi da grande locomotiva a <strong>grande malato d&#8217;Europa</strong>. Lo è a livello sociale: la Germania presenta una più marcata <strong>diseguaglianza </strong>rispetto al passato. Lo è a livello <strong>politico</strong>: nel 2006 è stata necessaria una grande coalizione, attualmente invece il Paese appare governato da una piccola coalizione, uscita sonoramente sconfitta e martoriata dalle recente elezioni europee.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Gli europei della divisione</strong></h2>



<p>Inoltre, la Germania è senza dubbio molto più <strong>disillusa </strong>rispetto a prima. Il grande sogno della definitiva riunificazione tra Est e Ovest ad oggi appare come sospeso e cristallizzato. È ancora una volta la recente tornata elettorale a darne dimostrazione: tutti i laender che compongono la parte orientale del Paese, hanno votato a favore dell&#8217;<strong>Afd</strong>, il partito dell&#8217;estrema desta tedesca. A Ovest, al contrario, la maggior parte dei voti sono andati alla Cdu.</p>



<p>È nell<strong>Eest</strong> che ha avuto l&#8217;epicentro la protesta dei trattori, con tanto di adunate e marce in grado di paralizzare il Paese, dirette sia verso Berlino che verso Bruxelles. Un&#8217;insofferenza profonda, legata alla paura di rimanere indietro e alla consapevolezza che i mali che si credeva cdi aver curato, in realtà sono ancora ben presenti e anzi stanno puntellando il malessere dell&#8217;est tedesco.</p>



<p>Gli europei, in tal senso, non sono sfuggiti alle critiche e alle insofferenze arrivate dai laender orientali. Basta fare un giro sui social tedeschi per comprendere come, piuttosto che unire come accaduto nei mondiali del 2006, questi europei rischino di dividere. Sono in molti infatti a far notare la presenza, nelle mappe della kermesse calcistica, di appena due città dell&#8217;Est. Una delle due peraltro è <strong>Berlino</strong>, la capitale, che politicamente e amministrativamente vive di luce propria e costituisce una vera e propria isola.</p>



<p>L&#8217;altra è <strong>Lipsia</strong>, scelta probabilmente per il peso assunto a livello sportivo dalla locale squadra di calcio di cui è proprietaria una nota multinazionale produttrice di bevande. Poi, come sottolineato da molti cittadini tedeschi, questi saranno soprattutto gli europei dell&#8217;ex Germania ovest. Si giocherà a Monaco di Baviera, a Stoccarda, ad Amburgo, a Francoforte e poi in ben quattro stadi di altrettante città del Nordreno-Vestfalia, il cuore industriale del Paese. Per molti, basta questo per certificare non solo la mancata unità del Paese, ma anche una sempre più profonda divisione tra Est ed Ovest, tra poveri e ricchi, tra economie che provano a uscire dalla crisi e altre che hanno perso del tutto ogni smalto.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La spinta per ripartire?</strong></h2>



<p>In un simile contesto, Euro 2024 potrebbe rappresentare la scossa che servirebbe alla Germania per ripartire. Difficile, tuttavia, avere la certezza assoluta di un <strong>ritorno economico</strong> assicurato. Norbert Kunz, direttore dell&#8217;Associazione tedesca del turismo, ha spiegato a <em>Reuters </em>di aspettarsi un anno record grazie ai tifosi che accorreranno nel Paese a seguire le partite dal vivo.</p>



<p> Berlino avrebbe davvero bisogno di una spinta, visto che per il 2024 è stata ipotizzata una crescita dell&#8217;economia di appena lo <strong>0,3%</strong>. Il mondiale del 2006 può essere un precedente confortante confortante. Durante l&#8217;intera kermesse, per esempio, le birrerie tedesche videro crescere le loro vendite di un ottimo 5%. Aspettarsi qualcosa di simile nelle prossime settimane sarebbe una manna dal cielo. Il motivo è semplice: il 2023 è stato un anno difficile per l’<strong>industria della birra</strong>, con le vendite nel Paese in calo del 4,5% a 8,4 miliardi di litri </p>



<p><strong>Olaf Scholz</strong> spera nel miracolo. Anche se, probabilmente, è più facile che la Germania, intesa come squadra, vinca gli europei che non la Germania, inteso come Paese, possa tornare ad essere la vecchia locomotiva del continente nel breve periodo.  In ogni caso, saranno<strong> 2,7 milioni</strong> i <strong>biglietti </strong>disponibili per l&#8217;evento di quattro settimane, dal 14 giugno, oggi, al 14 luglio. Le sedi ospitanti saranno: Berlino, Monaco di Baviera, Colonia, Dortmund, Duesseldorf, Francoforte, Gelsenkirchen, Amburgo, Lipsia e Stoccarda. Città, queste, che possono aspettarsi un&#8217;ondata di turisti tedeschie stranieri .</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Chi farà l&#8217;affare</strong></h2>



<p>Gli economisti della <strong>Commerzbank </strong>affermano che l&#8217;economia della  Germania potrebbe ristagnare nel secondo trimestre &#8211; che comprende la prima metà del torneo &#8211; dopo essere cresciuta dello <strong>0,2%</strong> da gennaio a marzo. La <strong>Deutsche Bank</strong> ha invece sottolineato come nove impianti su dieci usati per Euro 2024 sono reduci dai mondiali del 2006. Detto altrimenti, la spesa di Berlino per le infrastrutture questa volta è stata contenuta (appena <strong>250 milioni di euro</strong>).</p>



<p>Il <strong>turismo </strong>potrebbe però far aumentare il Pil trimestrale dello 0,1%. Molto dipenderà &#8211; sembra un paradosso ma è così &#8211; da come si comporterà la <strong>nazionale tedesca</strong>. &#8220;Solo se la Germania supererà alla prima fase del torneo anche la fiducia dei consumatori potrà trarne vantaggio&#8221;, ha spiegato la German Retail Federation. I <strong>negozi di alimentari</strong> tendono infatti a riscuotere un enorme successo durante i grandi eventi sportivi, e questo perché i tifosi sono soliti fare scorta di bevande e cibo per guardare insieme le partite. Più una squadra va avanti in un torneo e più i suoi tifosi la seguono con passione.</p>



<p>Ad aver già ipotecato un successo miliardario è la <strong>Uefa</strong>, la società che gestisce il calcio a livello europeo, punta a chiudere in attivo Euro 2024. L&#8217;obiettivo coincide con il superare i <strong>2,4 miliardi di ricavi commerciali</strong>. Per la cronaca, sono stati arruolati <strong>13 sponsor globali</strong>, compresi Adidas, due filiali della cinese Alibaba e Visit Qatar. I costi per il torneo? Circa 1,2 miliardi. Se tutto dovesse tornare, la Uefa potrà ritrovarsi tra le mani un margine operativo di <strong>1,2 miliardi</strong>. Da investire, va da sé, nello sviluppo del calcio continentale. E le squadre? I premi complessivi ammontano a <strong>331 milioni di euro</strong>. Il vincitore ne porterà a casa poco meno di 30. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/gli-europei-di-una-germania-diversa.html">Euro 2024, il pallone rotola lento in questa Germania meno ricca e più incerta</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Germania verso la recessione: sarà la prima nazione in Europa?</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-germania-verso-la-recessione-sara-la-prima-nazione-in-europa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Sep 2022 18:32:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi energetica]]></category>
		<category><![CDATA[Economia tedesca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="982" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220912185430882_8d05519a6bcbaac4f90c987df6961e25-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220912185430882_8d05519a6bcbaac4f90c987df6961e25-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220912185430882_8d05519a6bcbaac4f90c987df6961e25-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220912185430882_8d05519a6bcbaac4f90c987df6961e25-1024x524.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220912185430882_8d05519a6bcbaac4f90c987df6961e25-768x393.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220912185430882_8d05519a6bcbaac4f90c987df6961e25-1536x786.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220912185430882_8d05519a6bcbaac4f90c987df6961e25-2048x1047.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il combinato disposto tra crisi energetica, rafforzamento dell&#8217;inflazione e crisi industriali spingerà la Germania verso la piena recessione? L&#8217;allarme di alcuni dei principali think tank economici tedeschi sembra confermare il fatto che la stagnazione di Berlino possa presto trasformarsi in una vera flessione economica. L&#8217;Ifo Institute, uno dei più noti istituti di ricerca del Paese, si dice preoccupato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-germania-verso-la-recessione-sara-la-prima-nazione-in-europa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="982" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220912185430882_8d05519a6bcbaac4f90c987df6961e25-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220912185430882_8d05519a6bcbaac4f90c987df6961e25-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220912185430882_8d05519a6bcbaac4f90c987df6961e25-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220912185430882_8d05519a6bcbaac4f90c987df6961e25-1024x524.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220912185430882_8d05519a6bcbaac4f90c987df6961e25-768x393.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220912185430882_8d05519a6bcbaac4f90c987df6961e25-1536x786.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220912185430882_8d05519a6bcbaac4f90c987df6961e25-2048x1047.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il combinato disposto tra <strong>crisi energetica, </strong>rafforzamento dell&#8217;<strong>inflazione </strong>e crisi industriali spingerà la Germania verso la piena recessione? L&#8217;allarme di alcuni dei principali think tank economici tedeschi sembra confermare il fatto che la stagnazione di Berlino possa presto trasformarsi in una vera flessione economica.</p>
<p>L&#8217;Ifo Institute, uno dei più noti istituti di ricerca del Paese, si dice preoccupato perché il rallentamento della prima economia europea potrebbe essere solo all&#8217;inizio. Le previsioni attuali dell&#8217;Ifo lasciano presagire un calo del Pil dello 0,2% e dello 0,4% nei due trimestri autunnali e invernali nel periodo compreso tra settembre e marzo. Il Kiel Institute for the World Economy (IfW), uno dei più importanti in Europa, prevede nelle sue analisi, parla addirittura del rischio <strong>stagflazione per il 2023, </strong>a causa del combinato disposto tra un calo dello 0,7% del Pil e di un aumento dell&#8217;inflazione, nonostante tutti gli interventi della <a href="https://it.insideover.com/schede/economia/che-cose-la-banca-centrale-europea.html" target="_blank" rel="noopener">Banca centrale europea</a>, dall&#8217;8,1% al 9,3%.</p>
<p>Sarebbe la seconda recessione in un triennio <a href="https://it.insideover.com/economia/la-germania-e-entrata-in-recessione.html" target="_blank" rel="noopener">dopo quella pandemica del 2020, ufficializzata ai tempi nel mese di aprile.</a> E come allora, le stime caute della regressione economica identificata inizialmente potrebbero essere destinate a amplificarsi mese dopo mese. L&#8217;economia industriale della Germania è sostanzialmente fondata su un novero ristretto di settori ad alto valore aggiunto per le imprese e alta produttività, anche per la stagnazione dei salari, soprattutto a causa dell&#8217;elevata proiezione per l&#8217;export di settori come l&#8217;<strong>automotive, la petrolchimica, la meccatronica</strong>. Il rischio di un effetto-contagio amplificato dalla crisi energetica e dai lockdown produttivi potrebbe portare decine di migliaia di lavoratori a perdere il posto di lavoro e a incagliarsi nelle secche del <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/il-rimbalzo-che-evita-la-recessione-alla-germania-per-ora.html">debole welfare</a> </strong>e delle indennità di breve periodo del <a href="https://it.insideover.com/schede/economia/che-cosa-sono-le-riforme-hartz.html" target="_blank" rel="noopener">pacchetto Hartz</a>.</p>
<p>L&#8217;aumento della disoccupazione di ben 50 mila unità nel prossimo anno è, anche nello scenario base, identificato come sostanzialmente inevitabile per l&#8217;economia tedesca. E un calo dell&#8217;occupazione sarebbe una potenziale causa di un&#8217;ulteriore spinta depressiva per i redditi delle famiglie che cagionerebbe notevoli danni al Paese colpendo la stabilità economica, i consumi e, di conseguenza, la domanda aggregata del<a href="https://it.insideover.com/energia/la-germania-al-centro-della-crisi-energetica-minaccia-la-stabilita-europea.html" target="_blank" rel="noopener"> sistema-Paese tedesco.</a></p>
<p>Questi scenari ad oggi, peraltro, non interiorizzano la minaccia di uno stop delle forniture del gas russo: gli economisti del Meccanismo Europeo di Stabilità hanno di recente sottolineato per la Germania una <strong>recessione del 2,5% in caso di interruzione delle forniture del gas russo, </strong>ma gli scenari sui prezzi dell&#8217;oro blu da parte di altri esportatori verso l&#8217;Europa<a href="https://it.insideover.com/energia/la-norvegia-vincitrice-della-guerra-del-gas-chiude-al-tetto-ai-prezzi.html" target="_blank" rel="noopener"> come la Norvegia</a> lasciano presagire che anche l&#8217;effetto-sostituzione sarà pagato con forza da chi, come la Germania, soffre per la necessità di procurarsi all&#8217;estero le sue fonti primarie di approvvigionamento.</p>
<p>Viene da chiedersi perchè Berlino in quest&#8217;ottica insista con politiche macroeconomiche che dichiarano di fatto l&#8217;emergenza nazionale, rifiutando la privatizzazione del 15% di quota in Commerzbank, aprendo linee di credito sui colossi energetici in crisi e sostenendo l&#8217;economia, mentre in campo europeo contraddice sé stessa e le sue necessità. <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/tornare-patto-stabilit-falco-tedesco-detta-linea-2064876.html">La scelta del ministro Christian Lindner, titolare delle Finanze,</a> di riaprire al Patto di Stabilità e quella del membro tedesco del direttorio Bce, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/economia/bce-rialzo-moderato-dei-tassi-pi-75-punti-base-2064957.html">Isabel Schnabel,</a> di sostenere l&#8217;aumento dei tassi oltre la quota decisa dall&#8217;Eurotower all&#8217;1,25% contraddicono le necessità del Paese. &#8220;Meno credito, meno investimenti e consumi, tassi sui mutui più alti, aumento del costo di rifinanziamento degli Stati&#8221;:<a href="https://ilmanifesto.it/lazzardo-della-banca-centrale" target="_blank" rel="noopener"> così l&#8217;analista <strong>Luigi Pandolfi</strong> ha sintetizzato le conseguenze delle scelte di Berlino</a>. &#8220;Con ironia, potremmo parlare di contropartita per un surriscaldamento dell’economia che non c’è&#8221;, ha commentato. Tali prese di posizione sono a maggior ragione più difficili da capire per il fatto che arrivano dopo lo stop a tempo indefinito del gasdotto Nord Stream e dopo che<strong> Standard &amp; Poor’s</strong>, nel suo ultimo report dedicato alle utilities europee, ha previsto che in Germania l&#8217;output industriale potrebbe calare del 25% nel periodo autunnale ed invernale. Stupisce, in tal senso, anche la titubanza di Berlino su<a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/sconti-gazprom-germania-fermano-tetto-gas-2065462.html">l <strong>tetto ai prezzi del gas </strong>di cui si discute in Europa.</a></p>
<p>L&#8217;IfW stima che all&#8217;interno della sola economia tedesca la recessione potrebbe comportare danni alle imprese per 150 miliardi di euro. E sarebbe solo l&#8217;inizio. La centralità geoeconomica della Germania può causare a cascata una tempesta recessiva in Europa. <a href="https://it.insideover.com/economia/verso-i-lockdown-produttivi-quali-settori-rischiano-di-piu.html">In cui l&#8217;<strong>Italia rischia di essere il primo fronte caldo</strong></a>. Uno scenario problematico su cui Roma non può fare a meno di orientarsi considerandolo un&#8217;ipotesi sempre più plausibile.</p>
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		<title>La locomotiva tedesca corre su un binario morto</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-locomotiva-tedesca-corre-su-un-binario-morto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Feb 2021 07:14:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Economia tedesca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Angela-Merkel-si-mette-mascherina-Getty.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Angela Merkel si mette mascherina (Getty)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Angela-Merkel-si-mette-mascherina-Getty.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Angela-Merkel-si-mette-mascherina-Getty-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Angela-Merkel-si-mette-mascherina-Getty-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Angela-Merkel-si-mette-mascherina-Getty-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Con il passaggio della pandemia di coronavirus, le economie europee (specularmente a quelle del resto del Mondo)  si sono trovate di fronte ad una fortissima crisi causata dalle misure restrittive volte al contenimento dei contagi e dal calo delle capacità di spesa delle famiglie. Mentre le aziende operanti nel digitale sono riuscite infatti a districarsi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-locomotiva-tedesca-corre-su-un-binario-morto.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Angela-Merkel-si-mette-mascherina-Getty.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Angela Merkel si mette mascherina (Getty)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Angela-Merkel-si-mette-mascherina-Getty.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Angela-Merkel-si-mette-mascherina-Getty-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Angela-Merkel-si-mette-mascherina-Getty-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Angela-Merkel-si-mette-mascherina-Getty-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Con il passaggio della <a href="http://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html">pandemia di coronavirus</a>, le economie europee (specularmente a quelle del resto del Mondo)  si sono trovate di fronte ad una fortissima crisi causata dalle misure restrittive volte al contenimento dei contagi e dal calo delle capacità di spesa delle famiglie. Mentre le aziende operanti nel digitale sono riuscite infatti a districarsi nella giungla della recessione, le <strong>industrie tradizionali</strong> si sono trovate di fronte ad un evento non calcolato che non si sono rivelate in grado di affrontare al meglio.</p>
<p>Vuoi per carenze organizzative o vuoi per reale impossibilità nel portare avanti il modello tradizionale di business, le società operanti nel commercio di beni non di prima necessità, nei servizi alla persona e nel turismo-ristorazione hanno visto i propri profitti crollare, in certi casi, anche di oltre l&#8217;80%. Lo stesso scenario che ha caratterizzato l&#8217;Europa tutta nel 2020, purtroppo, potrebbe però riproporsi quasi speculare anche nel 2021. E come messo in evidenza dalle prime rilevazioni circa l&#8217;andamento dell&#8217;economia tedesca nel primo trimestre dell&#8217;anno, anche la locomotiva economica di <strong>Berlino</strong> potrebbe non uscire indenne dalla crisi causata dalla pandemia di coronavirus.</p>
<h2> La ripresa di fine 2020 è già stata &#8220;bruciata&#8221;</h2>
<p><a href="https://www.spiegel.de/wirtschaft/unternehmen/corona-konjunkturforscher-rechnen-mit-erneutem-einbruch-a-4539f17b-398a-4aec-9459-456b1bd690e1">Come riportato dalla testata tedesca <em>Der Spiegel</em></a>, nell&#8217;ultimo trimestre del 2020 e contrariamente alle aspettative iniziali l&#8217;economia della Germania era riuscita a segnare un leggerissimo rialzo del pil (pari allo 0,3%), accrescendo le speranze degli addetti ai lavori. L&#8217;euforia causata da queste rilevazioni ha avuto tuttavia una vita molto breve, dovendo infatti fare i conti con i rendimenti già al di sotto delle attese del primo trimestre del 2021 e che potrebbero portare ad una <strong>contrazione</strong> attesa tra l&#8217;1,5 e il 3% nel periodo gennaio-marzo.</p>
<p>Nonostante il sostegno diretto messo in campo da Berlino e nonostante i fondi in arrivo dall&#8217;Unione europea, dunque, anche la locomotiva tedesca sembra in procinto di segnare una notevole battuta d&#8217;arresto. A pesare sono soprattutto infatti il settore turistico, seguito però a ruota dalla ristorazione e dall&#8217;importante settore manifatturiero del Paese, alle prese con una carenza endemica della <strong>domanda interna</strong> che con la pandemia è stata ulteriormente accresciuta. In uno scenario che, sulla base delle stime effettuate sino a questo momento, potrebbe dare vita ad una bella gatta da pelare per il futuro governo federale tedesco.</p>
<h2>Vaccini e imprese zombie, le due incognite di Berlino</h2>
<p>Nello scenario catastrofico all&#8217;interno del quale è calata l&#8217;economia della Germania, l&#8217;unica speranza di vedere una luce in fondo al tunnel sembra in questo momento essere legata all&#8217;<strong>immunizzazione</strong> di massa della popolazione tedesca. Soltanto con una capillare diffusione dei vaccini, infatti, sarà possibile riprendere la vita &#8220;il più vicino possibile&#8221; al quotidiano, permettendo in questo modo al settore del turismo e della ristorazione di ripartire. E soprattutto, soltanto la riuscita del piano vaccinale tedesco potrebbe permettere quella normale ripresa della circolazione delle persone e del lavoro che darebbe la spinta definitiva alla ripresa dei consumi.</p>
<p>Ma non solo il <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/la-lista-dei-principali-vaccini-contro-il-coronavirus.html">vaccino</a>. Come sottolineato infatti anche per tutti gli altri Paesi d&#8217;Europa e per gli Stati Uniti, essenziale in questi mesi al fine di elargire in modo più mirato gli aiuti sarà una corretta identificazione di quelle che possono essere considerate &#8220;<strong>imprese zombie</strong>&#8220;. Ossia, di tutte quelle attività destinate a fallire in ogni caso col venir meno degli aiuti statali e le quali, di conseguenza, andrebbero &#8220;abbandonate&#8221; il più presto possibile per non intaccare oltremodo le finanze federali.</p>
<p>In conclusione, dunque, il modo in cui è stata economicamente gestita la pandemia in Germania non è stato in grado di sorreggere adeguatamente quelli che storicamente sono i pilastri del Paese, dando luogo allo scenario attuale che vede la locomotiva tedesca apparentemente correre lungo un<strong> binario morto</strong>. E soprattutto, ancora una volta ha confermato come anche la Germania, dall&#8217;alto della sua forza industriale, messa di fronte alle sfide di caratura mondiale non si possa considerare invincibile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-locomotiva-tedesca-corre-su-un-binario-morto.html">La locomotiva tedesca corre su un binario morto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Merkel non salva il Natale</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-merkel-non-salva-il-natale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Nov 2020 07:36:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Economia tedesca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="504" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Angela-Merkel-3-e1606462779665.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Angela Merkel durante la sessione plenaria nel Bundestag a BerlinoAngela Merkel durante la sessione plenaria nel Bundestag a Berlino (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Angela-Merkel-3-e1606462779665.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Angela-Merkel-3-e1606462779665-300x108.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Angela-Merkel-3-e1606462779665-1024x369.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Angela-Merkel-3-e1606462779665-768x276.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Non è bastata l&#8217;introduzione anticipata delle misure di lockdown per salvare il Natale ai cittadini tedeschi. Nella sua conferenza stampa, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha annunciato che le misure in vigore verranno prolungate fin dopo il Natale, spegnendo le speranze di molte famiglie tedesche. Alla base della decisione, ci sarebbe la curva dei contagi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-merkel-non-salva-il-natale.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="504" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Angela-Merkel-3-e1606462779665.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Angela Merkel durante la sessione plenaria nel Bundestag a BerlinoAngela Merkel durante la sessione plenaria nel Bundestag a Berlino (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Angela-Merkel-3-e1606462779665.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Angela-Merkel-3-e1606462779665-300x108.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Angela-Merkel-3-e1606462779665-1024x369.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Angela-Merkel-3-e1606462779665-768x276.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>Non è bastata l&#8217;introduzione anticipata delle misure di lockdown per salvare il Natale ai cittadini tedeschi. Nella sua conferenza stampa, la cancelliera tedesca <a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/angela-merkel-la-cancelliera-della-germania.html">Angela Merkel</a> ha annunciato che le misure in vigore verranno prolungate fin dopo il Natale, spegnendo le speranze di molte famiglie tedesche. Alla base della decisione, ci sarebbe la<strong> curva dei contagi</strong> che fatica a stabilizzarsi e la preoccupazione che i fitti incontri del periodo natalizio potrebbero portare più rapidamente il Paese a una terza ondata.</p>
<p>In queste ultime settimane che (forse) separano i cittadini più fragili dalla possibilità di accedere ai promessi vaccini, la possibilità che la curva dei contagi si impenni nuovamente è una situazione che il governo federale tedesco è intenzionato del tutto a scongiurare. Per tutelarsi maggiormente, inoltre, negli ultimi giorni sono state addirittura <strong>abbassati i limiti per gli incontri privati</strong>, che potranno avvenire tra non più di cinque persone appartenenti ad al massimo due nuclei familiari distinti. E in questo scenario, dunque, tutte le speranze dei tedeschi di poter trascorrere un Natale tradizionale sono state definitivamente accantonate, per lasciare spazio ad un dicembre quanto mai caratterizzato dalle privazioni affettive.</p>
<h2>Scuole aperte (ma vacanze sconsigliate)</h2>
<p>Fermo restando la possibilità per i singoli Lander di introdurre misure maggiormente restrittive, in Germania si è deciso di continuare a seguire la via delle<strong> scuole aperte</strong>, a chiaro segnale di come la pandemia non debba colpire oltremodo le fasce più giovani della popolazioni. Mascherine obbligatorie nelle condizioni di maggiore esposizione, ma scuole che dunque rimarranno aperte sino ad almeno il periodo di vacanze natalizie.</p>
<p><strong>Bar </strong>e <strong>ristoranti</strong>, invece, continueranno a rimanere chiusi, in quanto identificati tra quelle attività commerciali che maggiormente favoriscono la propagazione del patogeno, così come le palestre, le sale giochi, i cinema ed i teatri. Aperti, invece, rimarranno i parrucchieri e i negozi di genere, fatto salvo il rispetto delle limitazioni imposte agli accessi per la salvaguardia della salute delle persone.</p>
<p>Anche per quanto riguarda gli spostamenti festivi il governo federale della Germania ha consigliato estrema attenzione, considerando anche come proprio dalle <strong>vacanze</strong> potrebbero nascere cluster e focolai dalla più complicata circoscrizione. E soprattutto, massima allerta per quanto riguarda l&#8217;isolamento cautelativo qualora si rilevino i sintomi che potrebbero essere ricondotti ad un possibile episodio di contagio.</p>
<h2>Aspettando il Natale</h2>
<p>Tuttavia, la stessa Angela Merkel ha preventivato la possibilità che le misure possano essere leggermente attenuate dal 23 dicembre in avanti, quando salvo colpi di scena i limiti per gli incontri tornerà ad essere di dieci persone (bambini esclusi). Tuttavia, ciò sarebbe consigliato soltanto nelle situazioni di duraturo isolamento personale precedente e successivo agli incontri e dovrebbe essere favorito anche dalle misure di <strong>lavoro agile</strong> messo in campo dalle società tedesche.</p>
<p>A preoccupare la Germania, però, non sarebbero solamente a questo punto le implicazioni sanitarie causate dalla pandemia ma anche il grado di tenuta dell&#8217;economia tedesca, con il settore del commercio destinato a subire un colpo difficile da assorbire nel breve periodo. Soprattutto per la categoria dei <strong>commercianti</strong> e dei rivenditori all&#8217;ingrosso, che vedono provenire dalle complicazioni negli incontri personali un drastico calo del fatturato causato da un minor numero di regali attesi. E tutto questo mentre il settore ristorativo, tradizionalmente molto attivo nel periodo delle feste, ha visto il suo blocco nuovamente prolungato a causa dei rischi di contatto con individui positivi.</p>
<p>Uno scenario drammatico, dunque, che conferma però quelle che erano state le <strong>preoccupazioni</strong> messe in evidenza sin da inizio anno e che arrivano in un momento delicato anche per quello che riguarda lo status emotivo delle persone. E se il <strong>ringraziamento</strong> della stessa Merkel in diretta televisiva per il comportamento tenuto dalla popolazione tedesca forse potrà servire da incoraggiamento, difficile che esso possa essere in grado di risollevare le sorti dell&#8217;economia della Germania.</p>
<h2></h2>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-merkel-non-salva-il-natale.html">La Merkel non salva il Natale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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