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	<title>Economia italiana Archives - InsideOver</title>
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	<title>Economia italiana Archives - InsideOver</title>
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		<title>Verona, il Brennero, Trieste: il Nord-Est al centro della strategia economica italiana</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/verona-il-brennero-trieste-il-nord-est-al-centro-della-strategia-economica-italiana.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Dec 2025 06:01:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1613" height="1075" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Verona-il-Brennero-Trieste-il-Nord-Est-al-centro-della-strategia-economica-italiana.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Verona-il-Brennero-Trieste-il-Nord-Est-al-centro-della-strategia-economica-italiana.jpg 1613w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Verona-il-Brennero-Trieste-il-Nord-Est-al-centro-della-strategia-economica-italiana-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Verona-il-Brennero-Trieste-il-Nord-Est-al-centro-della-strategia-economica-italiana-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Verona-il-Brennero-Trieste-il-Nord-Est-al-centro-della-strategia-economica-italiana-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Verona-il-Brennero-Trieste-il-Nord-Est-al-centro-della-strategia-economica-italiana-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Verona-il-Brennero-Trieste-il-Nord-Est-al-centro-della-strategia-economica-italiana-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1613px) 100vw, 1613px" /></p>
<p>Verona, il Brennero, Trieste: il Nord-Est al centro della strategia economica italiana e della corsa dell'export.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/verona-il-brennero-trieste-il-nord-est-al-centro-della-strategia-economica-italiana.html">Verona, il Brennero, Trieste: il Nord-Est al centro della strategia economica italiana</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1613" height="1075" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Verona-il-Brennero-Trieste-il-Nord-Est-al-centro-della-strategia-economica-italiana.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Verona-il-Brennero-Trieste-il-Nord-Est-al-centro-della-strategia-economica-italiana.jpg 1613w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Verona-il-Brennero-Trieste-il-Nord-Est-al-centro-della-strategia-economica-italiana-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Verona-il-Brennero-Trieste-il-Nord-Est-al-centro-della-strategia-economica-italiana-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Verona-il-Brennero-Trieste-il-Nord-Est-al-centro-della-strategia-economica-italiana-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Verona-il-Brennero-Trieste-il-Nord-Est-al-centro-della-strategia-economica-italiana-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Verona-il-Brennero-Trieste-il-Nord-Est-al-centro-della-strategia-economica-italiana-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1613px) 100vw, 1613px" /></p>
<p>Per un Paese <strong>esportatore di beni industriali</strong> come l&#8217;Italia, elementi come lo <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/le-infrastrutture-servono-connettere-lo-italiano.html">sviluppo infrastrutturale</a> e la logistica</strong> sono fondamentali per assicurare il corretto traffico delle merci, l&#8217;efficienza e l&#8217;abbattimento delle barriere alla competitività nazionale. E ad oggi un quadrante decisivo <strong>è quello del Nord-Est italiano, porta d&#8217;accesso del Paese</strong> a mercati strategici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dal Brennero a Trieste, l&#8217;autostrada dell&#8217;export</h2>



<p>La direttrice tra <strong>il Brennero, Verona e Trieste</strong> è la giugulare più vitale del commercio estero italiano. Attraverso questo quadrante, il Paese ottiene l&#8217;accesso all&#8217;interscambio col cuore dell&#8217;Europa, guarda alla <strong>Germania</strong> che nonostante la <a href="https://it.insideover.com/economia/altro-che-effetto-merz-la-germania-prosegue-nella-sua-crisi-industriale.html">crisi industriale</a> resta il primo partner dell&#8217;Italia in campo commerciale (156 miliardi di euro complessivi tra import e export nel 2024) e riceve<strong> possibilità di interconnessione globali</strong>.</p>



<p><a href="https://www.limesonline.com/rivista/il-porto-franco-di-trieste-piace-a-mitteleuropa-e-cina-l-italia-e-altrove-14629091/">Dal porto di <strong>Trieste,</strong></a> posto al centro di grandi progetti di sviluppo come l&#8217;ambizioso <strong>Corridoio Indo-Mediterraneo (Imec)</strong> dopo esser stato attenzionato dalla &#8220;<strong><a href="https://it.insideover.com/economia/litalia-nella-nuova-via-della-seta-opportunita-e-rischi.html">Nuova via della seta</a>&#8220;</strong> cinese, passano le prospettive di proiezione dell&#8217;Italia sulla direttrice Mediterraneo-Mar Rosso-Oceano Indiano. E da qui al futuro il <strong>progetto del Tunnel di Base del Brennero,</strong> la cui costruzione è prevista in completamento entro il 2032, si prospetta capace di essere una <strong>mega-infrastruttura</strong> abilitante il corridoio verticale europeo Scandinavia-Mediterraneo. </p>



<p>La realizzazione della galleria più lunga del mondo tra Fortezza e Innsbruck (64 km) e di un&#8217;arteria vitale per accelerare la connettività transcontinentale, rappresenta uno sforzo ingegneristico e geoeconomico <strong>al cui confronto appare ridimensionato il pur importante dibattito sul <a href="https://italstrat.substack.com/p/6-geopolitica-del-ponte-sullo-stretto">Ponte sullo Stretto di Messina</a>,</strong> la cui utilità sarà una derivata prima dell&#8217;effettivo completamento di quest&#8217;opera.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il commercio e le infrastrutture</h2>



<p>La percezione è che in un quadro di commercio globale caratterizzato da nuove <strong>barriere tariffarie in espansione</strong>, dalla prospettiva di un ridimensionamento della competitività europea, dall&#8217;<strong>apertura di una fase d&#8217;incertezza connotata dal boom dell&#8217;export cinese</strong> verso l&#8217;Unione Europea e dalla complessità dell&#8217;approccio a nuovi mercati, la ridondanza sulle rotte tradizionali e la ricerca della massima efficienza <strong>abbiano la priorità nel quadro dello sviluppo territoriale</strong>.</p>



<p>Logistica e geoeconomia (ma anche geopolitica) si saldano nella <strong>&#8220;geologistica&#8221;, nuova chiave di lettura</strong> strategica con cui istituzioni e aziende guardano a uno sviluppo infrastrutturale e commerciale capace di ottimizzare pienamente i flussi. La chiave di volta per il futuro per grandi economie manifatturiere come l&#8217;Italia sarà<strong> l&#8217;incentivazione dell&#8217;intermodalità</strong> e della complementarietà tra sistemi di trasporto diversi e la spinta a un efficientamento dei processi. Il Nord-Est italiano può essere un laboratorio importante.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Verona crocevia del Nord-Est</h2>



<p>A Trieste, ad esempio, <a href="https://www.theguardian.com/society/2025/dec/11/nhs-worst-case-scenario-hospital-flu-cases-jump-week">sono cantierati <strong>investimenti ferroviari per 280 milioni di euro connessi al porto.</strong></a> Con 842mila Teu ( (unità di misura parametrata sulla dimensione di un container da circa 38,5 metri cubi) mobilitati, lo scalo del capoluogo del Friuli-Venezia Giulia è il terzo scalo (dati 2024) nazionale dopo Genova e La Spezia. Il quarto porto per mobilitazione merci è di una città non marittima: <strong>parliamo dell&#8217;interporto di Verona, Quadrante Europa, che nel 2024 ha mobilitato 701mila Teu</strong>. A Quadrante Europa si intersecano la ferrovia del Brennero, la direttrice Milano-Venezia, le Autostrade A4 e A22. <strong>Non lontani sono l&#8217;aeroporto veronese di Villafranca e lo scalo bresciano di Montichiari,</strong> quinto in Italia per traffico merci.</p>



<p>Parliamo di un abilitatore strategico per la competitività nazionale e l&#8217;accesso ai mercati internazionali. Sono dunque da attenzionare gli investimenti strategici che riguardano da vicino questa zona. Significativo l&#8217;asse tra due società tedesche, <strong>Siemens Mobility e Railpool, per costruire un centro di sostegno alla mobilità ferroviaria</strong> investendo 20 milioni di euro su Quadrante Europa, che segue di poco <a href="https://transportonline.com/news/innovazione/ceccarelli-group-hub-logistico-verona/">un&#8217;analoga iniziativa di <strong>Ceccarelli</strong></a> e aumenta la ridondanza logistica dell&#8217;interporto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida della ridondanza infrastrutturale</h2>



<p>Può aver valore strategico anche il potenziamento della mobilità ad alta velocità con cui Ferrovie dello Stato progetta il completamento del tratto Brescia-Padova, passante per Verona. Il tratto tra <a href="https://www.quibrescia.it/autostrade/2025/07/12/autostrada-a4-scade-la-concessione-riparte-il-progetto-della-quarta-corsia-tra-brescia-e-padova/774850/">la Leonessa d&#8217;Italia e la città scaligera dovrebbe entrare in funzione nel 2026</a>, <strong>mentre nel frattempo si prepara anche la quarta corsia dell&#8217;A4 Milano-Venezia</strong> sempre sul tratto Brescia-Padova, tra i semiassi centrali della manifattura italiana e su cui lavora la concessionaria<a href="https://www.quibrescia.it/autostrade/2025/07/12/autostrada-a4-scade-la-concessione-riparte-il-progetto-della-quarta-corsia-tra-brescia-e-padova/774850/">, la spagnola Abertis, a testimonianza del valore europeo di questi progetti.</a> </p>



<p>La prospettiva di un quadrante del Nord-Est resiliente e ridondante di infrastrutture, ottimizzato con investimenti pubblici e privati, aperto all&#8217;accesso all&#8217;Europa e al mondo può valorizzare in profondità le prospettive di un&#8217;Italia che <strong>fa dell&#8217;export la base della sua prosperità e più che sui volumi netti (potenzialmente oltre i 700 miliardi nel 2025)</strong> deve concentrarsi sull&#8217;efficienza e le marginalità che la rendono possibile. E la rotta infrastrutturale può essere un decisivo abilitatore sistemico. Con centri come Verona e Trieste vitali per la competitività delle aree più produttive del Paese.</p>



<p><strong><em>Le grandi partite economiche e tecnologiche plasmano il mondo di oggi. Su InsideOver le commentiamo con attenzione e curiosità. Per contribuire a sostenere una testata che vuole leggere il mondo di domani mentre è in elaborazione,&nbsp;</em></strong><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati e sostieni il nostro lavoro.</a></p>
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		<title>Snam-Oge come Unicredit-Commerzbank: alla Germania non piace l&#8217;Italia che compra sul suo territorio</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/snam-oge-come-unicredit-commerzbank-alla-germania-non-piace-litalia-che-compra-sul-suo-territorio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Nov 2025 14:40:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Snam]]></category>
		<category><![CDATA[Unicredit]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1211" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Snam-Oge-come-Unicredit-Commerzbank-alla-Germania-non-piace-lItalia-che-compra-sul-suo-territorio.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Snam-Oge-come-Unicredit-Commerzbank-alla-Germania-non-piace-lItalia-che-compra-sul-suo-territorio.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Snam-Oge-come-Unicredit-Commerzbank-alla-Germania-non-piace-lItalia-che-compra-sul-suo-territorio-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Snam-Oge-come-Unicredit-Commerzbank-alla-Germania-non-piace-lItalia-che-compra-sul-suo-territorio-1024x646.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Snam-Oge-come-Unicredit-Commerzbank-alla-Germania-non-piace-lItalia-che-compra-sul-suo-territorio-768x484.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Snam-Oge-come-Unicredit-Commerzbank-alla-Germania-non-piace-lItalia-che-compra-sul-suo-territorio-1536x969.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Snam-Oge-come-Unicredit-Commerzbank-alla-Germania-non-piace-lItalia-che-compra-sul-suo-territorio-600x378.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo stop di Snam all&#8217;acquisto del 24,99% di Open Grids Europe, operatore tedesco delle reti energetiche, dopo settimane in cui i presunti legami cinesi del colosso italiano delle infrastrutture per gas e petrolio avevano fatto discutere in Germania è il secondo indizio della tensione esistente a Berlino nei casi in cui player industriali e finanziari &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/snam-oge-come-unicredit-commerzbank-alla-germania-non-piace-litalia-che-compra-sul-suo-territorio.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1211" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Snam-Oge-come-Unicredit-Commerzbank-alla-Germania-non-piace-lItalia-che-compra-sul-suo-territorio.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Snam-Oge-come-Unicredit-Commerzbank-alla-Germania-non-piace-lItalia-che-compra-sul-suo-territorio.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Snam-Oge-come-Unicredit-Commerzbank-alla-Germania-non-piace-lItalia-che-compra-sul-suo-territorio-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Snam-Oge-come-Unicredit-Commerzbank-alla-Germania-non-piace-lItalia-che-compra-sul-suo-territorio-1024x646.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Snam-Oge-come-Unicredit-Commerzbank-alla-Germania-non-piace-lItalia-che-compra-sul-suo-territorio-768x484.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Snam-Oge-come-Unicredit-Commerzbank-alla-Germania-non-piace-lItalia-che-compra-sul-suo-territorio-1536x969.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Snam-Oge-come-Unicredit-Commerzbank-alla-Germania-non-piace-lItalia-che-compra-sul-suo-territorio-600x378.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo stop di <strong>Snam all&#8217;acquisto del 24,99% di </strong><a href="https://www.milanofinanza.it/news/snam-rinuncia-al-blitz-in-germania-salta-l-acquisizione-della-quota-adia-in-open-grid-europe-202511150923197512"><strong>Open Grids Europe,</strong> operatore tedesco delle reti energetiche, </a>dopo settimane in cui i presunti legami cinesi del colosso italiano delle infrastrutture per gas e petrolio avevano fatto discutere in Germania è il secondo indizio della <strong>tensione esistente a Berlino</strong> nei casi in cui player industriali e finanziari della Penisola compiono scalate nella &#8220;Locomotiva d&#8217;Europa&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Snam-Oge come UniCommerz?</h2>



<p>Difficile non guardare a questo caso in parallelo alle tensioni suscitate in due governi tedeschi &#8211; quello di Olaf Scholz e quello di Friedrich Merz &#8211; dall&#8217;ingresso in forze di <a href="https://it.insideover.com/economia/unicredit-commerzbank-la-partita-europea-delle-banche-italiane.html"><strong>Unicredit nel capitale di Commerzbank</strong>.</a> Andiamo con ordine. Snam era in trattativa da mesi per rilevare un quarto del capitale di Oge con l&#8217;attuale azionista, <a href="https://it.investing.com/news/stock-market-news/snam-adia-hanno-deciso-di-annullare-acquisto-quota-in-oge--min-economia-tedesco-3108833">l&#8217;emiratina Adia</a>, dunque un attore non di nazionalità tedesca. Nelle scorse settimane, nel pieno di un <strong>rafforzamento delle tensioni tra Germania e Cina</strong> e della definizione di Pechino come rivale strategico della Germania, molte fonti tedesche hanno alzato dubbi <strong>sulle presunte ombre cinesi dietro Snam</strong>. </p>



<p><a href="https://formiche.net/2025/11/snam-e-davvero-troppo-cinese-per-la-germania-lanalisi-di-picotti/#content">L&#8217;avvocato <strong>Luca Picotti</strong> su <em>Formiche</em> ha definito</a> &#8220;indiretto e per certi versi forzato&#8221; il nesso tra la Cina e l&#8217;azienda di San Donato Milanese, ricordando che &#8220;Snam ha come socio di maggioranza relativa CdP Reti al 31%&#8221;. CDP Reti è &#8220;controllata al 59% da Cassa Depositi e Prestiti, a sua volta controllata all’87% dal Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze; il nesso con la Cina? Il secondo socio in Cdp Reti, con il 35%, è State Grid Europe Limited, società del gruppo State Grid Corporation of China&#8221;. </p>



<p>Insomma, per quanto problematica nel piano politico complessivo visti gli attuali contesti critici in campo geoeconomico, la partecipazione di <strong>State Grid in Snam</strong> è, come nota Picotti, indiretta e comunque residuale in termini di impatto sul capitale. Il vero dato è sul piano operativo: a Berlino <strong>l&#8217;idea di una conquista straniera, a maggior ragione italiana,</strong> di un suo attore economico scontenta. Contraddice la narrazione di un&#8217;Europa a trazione tedesca in cui Roma è satellite e secondaria. Snam avrebbe investito <strong>920 milioni di euro, ma la Germania ha bloccato l&#8217;autorizzazione di sicurezza nazionale</strong>, portando l&#8217;affare a tramontare. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Snam bloccata nel suo progetto europeo</h2>



<p>Del resto, in questo campo l&#8217;affare in questione avrebbe mostrato che il vero colosso tra i due attori è Snam, protagonista delle infrastrutture energetiche tra Mediterraneo ed Europa meridionale, che ha <strong>avuto nel 2024 un fatturato superiore ai 3,5 miliardi di euro,<a href="https://www.zoominfo.com/c/open-grid-europe-gmbh/346014789"> più che doppio rispetto agli 1,5 di Oge</a></strong>, con cui un&#8217;integrazione contribuirebbe ad <strong>ampliare le </strong><a href="https://www.europeanlawblog.eu/pub/e4u5jncm/release/1"><strong>prospettive d&#8217;investimento e rafforzare le necessarie economie di scala</strong>.</a> La mossa di Snam, che ha iconicamente sede in Via Maastricht, avrebbe <strong>contribuito a consolidare questa integrazione tra attori comunitari,</strong> presentata come doverosa anche dai rapporti di Mario Draghi e Enrico Letta sulla competitività e il mercato interno pubblicati nel 2024.</p>



<p>Per Berlino, che rivendica una volontà di leadership europea, fermare un&#8217;integrazione del genere col pretesto securitario è potenzialmente controproducente. <strong>Il solipsismo nazionale ferma una mossa di taglia comunitaria </strong>come l&#8217;ingresso di Snam nel capitale di Oge. E le &#8220;buone pratiche&#8221; europee diventano controproducenti quando impattano sullo status quo germanico. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La Germania, locomotiva economica e freno politico</h2>



<p>Non si può non tracciare un parallelo con l&#8217;affare <a href="https://it.insideover.com/economia/unicredit-commerzbank-il-metodo-draghi-alla-prova-della-germania.html">Unicredit-Commerzbank, fortemente avversato dai due esecutivi tedeschi alternatisi nel 2025</a>, e che per Berlino non è la premessa alla <strong>creazione di un potenziale polo finanziario di rango europeo ma bensì la possibile base di una conquista</strong> straniera alla seconda banca tedesca, peraltro ben più modesta di dimensioni rispetto al gruppo di Piazza Gae Aulenti. La Germania è allergia alle intrusioni straniere nella sua economia. </p>



<p>Per l&#8217;Italia, prima di Snam e Unicredit, ci fu il caso Pirelli, che nel 1990 fu fermata da Helmuth Kohl nel tentativo di scalare il <a href="https://www.dstyres.it/pirelli-e-continental-la-storica-fusione-mancata/#google_vignette"><strong>produttore tedesco di pneumatici Continental, </strong></a>mentre nel 2012 fu Angela Merkel a sabotare la convergenza tra Airbus e la britannica Bae nel settore della difesa e dell&#8217;aerospazio. Insomma, Berlino chiude la porta ai capitali stranieri quando sa di non essere parte vincente di un accordo. E questo segnala lo iato tra volontà europeiste e realtà dei fatti da parte di un Paese troppo spesso freno politico prima ancora che locomotiva economica del Vecchio Continente. <strong>Un atteggiamento che genera conseguenze strategiche palesi per l&#8217;intera competitività europea</strong>.</p>



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		<title>Italia e India, collaborazione sempre più stretta anche nella Difesa</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/italia-e-india-collaborazione-sempre-piu-stretta-anche-nella-difesa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Apr 2025 01:35:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Economia italiana]]></category>
		<category><![CDATA[India]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="907" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-indiano-in-parata-La-Presse-e1573222576942.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Esercito indiano" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-indiano-in-parata-La-Presse-e1573222576942.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-indiano-in-parata-La-Presse-e1573222576942-300x142.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-indiano-in-parata-La-Presse-e1573222576942-768x363.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-indiano-in-parata-La-Presse-e1573222576942-1024x484.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Firmato a Roma un memorandum d'intesa tra le industrie della Difesa italiane e quelle indiane. Si stringe l'intesa tra i due Paesi.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="907" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-indiano-in-parata-La-Presse-e1573222576942.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Esercito indiano" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-indiano-in-parata-La-Presse-e1573222576942.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-indiano-in-parata-La-Presse-e1573222576942-300x142.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-indiano-in-parata-La-Presse-e1573222576942-768x363.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-indiano-in-parata-La-Presse-e1573222576942-1024x484.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I rapporti tra il nostro Paese e l&#8217;<strong>India</strong>, potenza in ascesa che guarda a Occidente, si fanno sempre più forti. Dopo la nomina dell&#8217;ambasciatore <strong>Francesco Maria Talò</strong> come inviato speciale per il progetto del Corridoio economico India-Medio Oriente-Europa (Imec), un&#8217;importante iniziativa per favorire l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/economia/il-porto-di-trieste-al-bivio-tra-via-del-cotone-e-via-della-seta.html">espansione delle esportazioni</a> lungo la direttrice indo-mediterranea della Via del Cotone, giunge la notizia che la Federazione Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza e la Society of Indian Defence Manufacturers hanno firmato a Roma un<strong> memorandum d’intesa</strong> per rafforzare la cooperazione nel settore Difesa. L&#8217;obiettivo del <em>memorandum</em> è quello di rafforzare la <strong>collaborazione tra le industrie della difesa</strong> di<strong> Italia</strong> e India, e promuovere una partnership duratura che permetta di sviluppare iniziative comuni e condividere opportunità industriali nei rispettivi mercati. </p>



<p>La firma del documento d&#8217;intesa è avvenuta a margine dell’11° Comitato Bilaterale Italia–India, organizzato dalla Direzione Nazionale degli Armament presso Palazzo Guidoni a Roma, alla presenza del Defence Secretary indiano, <strong>Rajesh Kumar Singh</strong>, e dell’Ambasciatore dell’India in Italia, S.E. Hon’ble Vani Rao. Per l’Italia ha partecipato il Direttore Nazionale degli Armamenti vicario, la dott.ssa <strong>Luisa Riccardi</strong>. Il documento fa seguito alla considerazione delle <em>&#8220;dieci priorità strategiche di collaborazione tra Italia e India nel comparto Difesa</em>&#8221; già definite nell’Italy-India Joint Strategic Action Plan 2025–2029, sottoscritto in occasione del <strong>G20</strong> di Rio de Janeiro lo scorso novembre.</p>



<p>Tra i <strong>principali punti </strong>dell’accordo, come reso noto dalle fonti, vi è l’istituzione di un &#8220;<em>gruppo di lavoro congiunto</em>&#8221; che si riunirà annualmente per individuare le <strong>aree di cooperazione strategica</strong> su cui focalizzare l&#8217;impegno comune, avviare una <strong>stretta collaborazione</strong> tra i rispettivi Governi e contribuire a creare un ecosistema &#8220;<em>favorevole al commercio bilaterale</em>&#8220;, nonché facilitare il dialogo tra le imprese operanti nel settore. Questo dimostra ancora una volta come l&#8217;Italia sia un interlocutore apprezzato dal governo di New Delhi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le nuove opportunità</h2>



<p>Oltre alla firma del memorandum, i rappresentanti della Federazione Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza hanno svolto anche il ruolo di coordinatori per una serie di incontri <em>Business-to-Business</em> tra <strong>12 aziende italiane</strong> e altrettante controparti indiane. L&#8217;obiettivo, anche in questo caso, è stato quello di esplorare opportunità di collaborazione concrete nei <a href="https://formiche.net/2024/05/italia-india-intelligence-accordo-difesa/">settori più strategici</a> del comparto Difesa.</p>



<p>“<em>La firma del memorandum d’intesa con i rappresentanti della Society of Indian Defence Manufacturers rappresenta un passo significativo nel percorso di rafforzamento della cooperazione bilaterale nel settore della difesa e della sicurezza</em>&#8220;, ha dichiarato Carlo Festucci, Segretario Generale della Federazione Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza. Ricordando come l&#8217;India sia per l&#8217;Italia <em>&#8220;un partner solido e affidabile&#8221;</em>.</p>



<p>La firma del memorandum rappresenta l&#8217;<strong>ennesima tappa</strong> fondamentale per rafforzare l’interoperabilità e la cooperazione internazionale nell’<strong>area Indo-pacifica</strong>, elementi imprescindibili per garantire pace, stabilità e prosperità. Dopo i progressi dell&#8217;iniziativa Imec, quindi, anche in materia di Difesa, Roma e Nuova Delhi procedono di comune intesa.</p>
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		<title>Meloni, l&#8217;economia sorride a metà: frena il Pil ma arriva l&#8217;endorsement di Intesa</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/meloni-leconomia-sorride-a-meta-frena-il-pil-ma-arriva-lendorsement-di-intesa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Feb 2025 08:11:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Debito pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[Economia italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Industria]]></category>
		<category><![CDATA[Intesa San Paolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="953" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250207091412395_ce6e88d87cc58959d2741e76531afbc2-e1738916749939.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250207091412395_ce6e88d87cc58959d2741e76531afbc2-e1738916749939.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250207091412395_ce6e88d87cc58959d2741e76531afbc2-e1738916749939-600x298.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250207091412395_ce6e88d87cc58959d2741e76531afbc2-e1738916749939-300x149.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250207091412395_ce6e88d87cc58959d2741e76531afbc2-e1738916749939-1024x508.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250207091412395_ce6e88d87cc58959d2741e76531afbc2-e1738916749939-768x381.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250207091412395_ce6e88d87cc58959d2741e76531afbc2-e1738916749939-1536x762.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Meloni, l'economia sorride a metà: frena il Pil, ma arriva l'endorsement di Intesa. Per l'Italia un 2025-2026 sull'ottovolante.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="953" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250207091412395_ce6e88d87cc58959d2741e76531afbc2-e1738916749939.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250207091412395_ce6e88d87cc58959d2741e76531afbc2-e1738916749939.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250207091412395_ce6e88d87cc58959d2741e76531afbc2-e1738916749939-600x298.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250207091412395_ce6e88d87cc58959d2741e76531afbc2-e1738916749939-300x149.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250207091412395_ce6e88d87cc58959d2741e76531afbc2-e1738916749939-1024x508.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250207091412395_ce6e88d87cc58959d2741e76531afbc2-e1738916749939-768x381.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250207091412395_ce6e88d87cc58959d2741e76531afbc2-e1738916749939-1536x762.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;<strong>Italia</strong> vede la sua crescita frenare e le prospettive per il 2025-2026 parlano di rischi ulteriori di contrazione dello sviluppo del Paese, ma al contempo i <strong>fondamentali dell&#8217;Italia restano solidi</strong>. E l&#8217;endorsement dato dal Ceo di <strong>Intesa San Paolo, Carlo Messina</strong>, alla presidente del Consiglio <strong>Giorgia Meloni</strong> suona come una scommessa sul Paese in una fase critica di rifinanziamento del debito pubblico.</p>



<p>L&#8217;Ufficio Parlamentare di Bilancio (Upb) ha monitorato gli effetti delle congiunture economiche e delle manovre del Governo degli ultimi anni e riportato di recente <strong>stime al ribasso per la crescita italiana dal 2024 al 2026</strong>. Rispetto alle precedenti previsioni, che parlavano di una crescita superiore al punto percentuale tra l&#8217;anno in corso e quello successivo, l&#8217;Upb ha sforbiciato i dati e frenato gli entusiasmi italiani: +0,7% lo scorso anno, +0,8% nel 2025 e +0,9% nel 2026.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Salari stagnanti e dipendenza dall&#8217;export</h2>



<p>Parliamo, comunque, di <strong>un risultato in territorio positivo</strong> e non è <a href="https://it.insideover.com/economia/crisi-stmicroelectronis-e-acciaierie-ditalia-lindustria-italiana-a-un-bivio.html">scontato dopo <strong>ventidue cali consecutivi della produzione industriale</strong></a> su base mensile, il ridimensionamento del mercato tedesco andato in recessione e una serie di manovre di bilancio costrette a scontare i <strong>timori di passi falsi del Governo e le </strong><a href="https://it.insideover.com/economia/piu-tasse-e-piu-tagli-la-manovra-italiana-alla-prova-del-nuovo-rigore-europeo.html"><strong>oggettive congiunture pro-austerità</strong> provenienti da Bruxelles.</a></p>



<p>La realtà parla di un <strong>contesto in cui l&#8217;economia</strong> regge trainata <a href="https://it.insideover.com/economia/le-imprese-italiane-conquistano-il-mondo-con-lexport-ora-serve-fare-sistema.html">dall&#8217;<strong>export delle imprese</strong> di un sistema che si posiziona, comunque, tra i vincitori della globalizzazione</a> e che si inserisce in un trend che vede i Paesi dell&#8217;Europa mediterranea <a href="https://it.insideover.com/politica/la-spagna-di-sanchez-guida-la-rivincita-delleuropa-mediterranea-contro-il-rigore.html">cavarsela sostanzialmente meglio, in questa fase, del Nord rigorista e della Francia.</a> Al contempo, però, i consumi privati dei cittadini hanno subito danni sostanziali dalla crisi dell&#8217;inflazione e si prevede che nel <a href="https://www.pambianconews.com/2024/11/14/savelli-sita-ricerca-in-italia-il-2024-non-recuperera-i-livelli-di-consumi-pre-covid-419893/">2025 restino ancora del 3% inferiori al 2019, ultimo anno prima del Covid-19.</a> </p>



<p>La quota sostanzialmente<a href="https://it.insideover.com/economia/italia-salari-1in-trentanni-potere-dacquisto-10-in-due-anni-serve-altro.html"> bassa e stagnante dei salari </a>e la dipendenza dall&#8217;export creano in contesto per cui a livello europeo <strong>una crisi di domanda può ripercuotersi con gravi conseguenze sul sistema-Paese Italia</strong>, la cui tenuta dipende dal buon corso dell&#8217;economia internazionale. In questo contesto critico, la notizia positiva è rappresentata dal fatto che la finanza pubblica pare al riparo da <strong>minacce speculative o usi politici del debito</strong> contro il Paese. Di recente, è arrivato per Meloni l&#8217;endorsement di Messina, Ceo della prima banca italiana, Intesa San Paolo, che è <strong>perno del sistema finanziario nazionale</strong> e istituzione finanziaria osservata da molti attori che investono nel nostro debito pubblico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché il mercato scommette sull&#8217;Italia</h2>



<p>Messina ha detto che Meloni è “molto apprezzata dagli investitori internazionali&#8221;. La premier conservatrice si è conquistata questa fiducia sia per la stabilità politica del suo Governo sia per la disponibilità a mettere da parte l&#8217;<strong>antico sovranismo di fronte alla fame di asset italiani</strong> da parte di molti attori stranieri: si pensi alla decisione di vendere al fondo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-rete-tim-passa-a-kkr-interessi-usa-garantiti-per-litalia-la-sfida-di-rivoluzionare-le-comunicazioni.html">Kkr <strong>la rete Telecom </strong></a><strong>o il 25% di <a href="https://it.insideover.com/energia/cane-a-sei-zampee-a-stelle-e-strisce-kkr-acquista-il-25-di-enilive.html">Enilive</a></strong> o l&#8217;attenzione data da Meloni <a href="https://it.insideover.com/economia/anche-blackrock-abbandona-lalleanza-della-finanza-green-meglio-le-armi.html">alla campagna italiana dell&#8217;ad di BlackRock, Larry Fink.</a> E anche di fronte a colpi di testa come l&#8217;alzata di muri di fronte al <a href="https://it.insideover.com/economia/generali-la-mossa-del-cavallo-di-orcel-e-unicredit-il-mercato-prima-del-salotto.html">deal Generali-Natixis</a>, opposto in nome della presunta perdita di &#8220;italianità&#8221; dell&#8217;asset management del Leone di Trieste, o il sostegno <a href="https://it.insideover.com/investimenti-e-trading/lalt-di-intesa-a-mps-mediobanca-lo-schiaffo-del-mercato-alla-finanza-di-salotto.html">alla scalata salottiera di Mps su Mediobanca, </a>il <strong>mercato non perde occasione di scommettere sull&#8217;Italia.</strong></p>



<p>Questo per il Paese pone in essere prospettive positive sul <a href="https://it.insideover.com/economia/debito-pnrr-tassi-il-2025-2026-biennio-chiave-per-litalia.html#google_vignette">rinnovo del debito pubblico</a>. “Su circa 2.960 miliardi di euro di debito pubblico, 643, oltre il 21,5%, scadranno tra il prossimo anno e quello successivo”,<a href="https://www.confapibrescia.it/2024/12/10/debito-il-biennio-clou-va-in-scadenza-oltre-un-quinto-dei-btp/">&nbsp;riporta l’Osservatorio Internazionale</a>, aggiungendo che “356 miliardi di euro di emissioni in scadenza nel 2025, 234 dei quali a medio-lungo termine, e 287 nel 2026”. La navigazione, su questo fronte, sarà tranquilla anche perché altri Paesi come la <strong>Francia</strong> sono in acque più agitate. Ma la tendenza a una crescita stagnante e non robusta invita a non abbassare la guardia. Il sentiero dello sviluppo del Paese resta molto stretto.</p>
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		<title>Export, Germania, tassi: le tre sfide per l&#8217;economia italiana nel 2025</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/export-germania-tassi-le-tre-sfide-per-leconomia-italiana-nel-2025.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Nov 2024 11:14:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Economia italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Industria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=444340</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109080016788_4c0aa2a6cafa9f25a16681a3589257d4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109080016788_4c0aa2a6cafa9f25a16681a3589257d4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109080016788_4c0aa2a6cafa9f25a16681a3589257d4-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109080016788_4c0aa2a6cafa9f25a16681a3589257d4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109080016788_4c0aa2a6cafa9f25a16681a3589257d4-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109080016788_4c0aa2a6cafa9f25a16681a3589257d4-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109080016788_4c0aa2a6cafa9f25a16681a3589257d4-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Export, Germania, tassi: le tre sfide chiave per l'economia italiana nel 2025 si combattono fuori dai confini nazionali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/export-germania-tassi-le-tre-sfide-per-leconomia-italiana-nel-2025.html">Export, Germania, tassi: le tre sfide per l&#8217;economia italiana nel 2025</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109080016788_4c0aa2a6cafa9f25a16681a3589257d4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109080016788_4c0aa2a6cafa9f25a16681a3589257d4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109080016788_4c0aa2a6cafa9f25a16681a3589257d4-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109080016788_4c0aa2a6cafa9f25a16681a3589257d4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109080016788_4c0aa2a6cafa9f25a16681a3589257d4-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109080016788_4c0aa2a6cafa9f25a16681a3589257d4-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109080016788_4c0aa2a6cafa9f25a16681a3589257d4-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Export, Germania, tassi:</strong> dovendo scegliere <strong>tre concetti chiave</strong> per capire cosa impatterà sull&#8217;economia italiana nel 2025 indicheremmo questi. <strong>Mentre la Legge di Bilancio</strong>, la terza del governo Meloni, prende gradualmente piede in Parlamento, la manovra cauta e portata avanti senza <a href="https://it.insideover.com/economia/piu-tasse-e-piu-tagli-la-manovra-italiana-alla-prova-del-nuovo-rigore-europeo.html"><strong>particolari strappi</strong> dal Governo non appare decisiva per scrivere il libro del futuro sviluppo italiano.</a> Sarà, una volta di più, una <strong>manovra senza infamia e senza lode</strong>, e altrimenti non poteva essere dopo che Meloni e il ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze <strong>Giancarlo Giorgetti</strong> hanno scelto di firmare la <strong>riforma del Patto di Stabilità</strong> che introduce nuovi controlli sulle finanze dei Paesi membri dell&#8217;<strong>Unione Europea</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La partita dell&#8217;export</h2>



<p>Ad oggi, le partite chiave per la crescita italiana si concentrano altrove. Il primo, grande nodo è quello della <strong>crescita industriale che può esser volano all&#8217;export</strong>. Questo finale di 2024 ha registrato, dopo il <a href="https://it.insideover.com/economia/le-imprese-italiane-conquistano-il-mondo-con-lexport-ora-serve-fare-sistema.html"><strong>boom delle esportazioni italiane</strong>, diventate le quarte per volume economico al mondo</a>, una frenata della produzione industriale nella seconda metà dell&#8217;anno. Un recente studio di Intesa San Paolo e Prometeia mostra che quest&#8217;anno i fatturati dell&#8217;industria saranno inferiori di 20 miliardi di euro a quelli del 2023. &#8220;Nelle stime degli analisti il 2024 per la manifattura italiana si chiuderà con ricavi correnti in calo dell’1,7%, esito di una debolezza della domanda interna e internazionale che va a <strong>colpire in particolare auto, settore moda, metalli ed elettronica</strong>&#8220;,<a href="https://www.ilsole24ore.com/art/industria-rosso-20-miliardi-schiarita-2025-AGdJ2Hw"> nota <em>Il Sole 24 Ore</em>.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Italia-Germania, la relazione chiave per Roma</h2>



<p>Su questo fronte, il secondo punto da tenere in considerazione è il<strong> focus sul partner chiave dell&#8217;Italia, la Germania</strong>, con cui Roma è profondamente integrata nelle catene di fornitura e nell&#8217;integrazione industriale. La pandemia ha segnato un&#8217;accelerazione di questa integrazione, complice la volontà di molte filiere di orientarsi su percorsi di fornitura, soprattutto nella manifattura meccanica, meno dipendenti da catene del valore eccessivamente estese su scala globale.</p>



<p>Ebbene, dal 2019 al 2023 <a href="https://www.ahk-italien.it/it/news/detail/linterscambio-italia-germania-registra-il-secondo-valore-piu-alto-di-sempre-il-rallentamento-tedesco-ha-effetti-minimi">l&#8217;interscambio italo-tedesco è salito da <strong>127 a 164,3 miliardi di euro</strong></a> ma le previsioni per quest&#8217;anno, proiettando i dati negativi del primo semestre, ci parlano di un possibile calo pari ad almeno il 7%. <strong>La Germania è in crisi sul fronte politico, in campo economico e negli scenari industriali</strong>: una ripresa di Berlino è, per l&#8217;Italia, strategica per rilanciare tutti gli indicatori-chiave della crescita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nodo tassi</h2>



<p>A favorire l&#8217;economia italiana sarebbe una conferma del trend <strong>di decrescita dei tassi d&#8217;interesse</strong> annunciato dalla Banca centrale europea, che si prevede possa portare a tassi al 2% entro metà 2025, <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/taddei-i-tassi-bce-scenderanno-2percento-2025-crescita-piu-forte-europa-AGec5ID">favorendo risorse per il ciclo del credito alle imprese e i consumatori.</a> Roma ha spesso criticato il rigorismo della Bce nella lotta all&#8217;inflazione. Le stime dell&#8217;<strong>Eurotower prevedono un calo dell&#8217;inflazione sotto il target del 2% per il 2025,</strong> e questo potrebbe favorire lo stop alla stretta monetaria e avvantaggiare nettamente un&#8217;economia a trazione esportatrice come l&#8217;Italia. Le cui sfide decisive per lo sviluppo si combattono, insomma, fuori dai confini nazionali. Come è ormai regolare per un Paese che vive di interconnessione alle catene del valore globali.</p>
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		<title>Benetton? Per Edizione è… passata di moda</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/benetton-per-edizione-e-passata-di-moda.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 May 2024 13:53:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Atlantia]]></category>
		<category><![CDATA[Autostrade per l'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Benetton]]></category>
		<category><![CDATA[Capitalismo italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Economia italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1396" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240530154935104_efcde7fde8044359fcb783a1674da459.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Benetton" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240530154935104_efcde7fde8044359fcb783a1674da459.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240530154935104_efcde7fde8044359fcb783a1674da459-600x436.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240530154935104_efcde7fde8044359fcb783a1674da459-300x218.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240530154935104_efcde7fde8044359fcb783a1674da459-1024x745.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240530154935104_efcde7fde8044359fcb783a1674da459-768x558.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240530154935104_efcde7fde8044359fcb783a1674da459-1536x1117.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Alessandro Benetton lavora per trasformare Edizione in un conglomerato moderno. E deve trattare come asset ogni partecipazione.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1396" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240530154935104_efcde7fde8044359fcb783a1674da459.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Benetton" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240530154935104_efcde7fde8044359fcb783a1674da459.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240530154935104_efcde7fde8044359fcb783a1674da459-600x436.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240530154935104_efcde7fde8044359fcb783a1674da459-300x218.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240530154935104_efcde7fde8044359fcb783a1674da459-1024x745.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240530154935104_efcde7fde8044359fcb783a1674da459-768x558.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240530154935104_efcde7fde8044359fcb783a1674da459-1536x1117.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un problema gestionale, una voragine contabile, un dilemma famigliare: per il vertice di <strong>Edizione</strong>, la holding della famiglia Benetton, l&#8217;omonima azienda di moda di Ponzano Veneto da cui <strong>tutto è cominciato</strong> è ormai&#8230;.passata di moda. <strong>E la caotica uscita di scena di Luciano Benetton</strong>, andatosene alla soglia dei novant&#8217;anni sbattendo la porta dalla guida del marchio, cesella la definitiva transizione dell&#8217;impero di famiglia nelle mani del figlio, <strong>Alessandro Benetton, <em>deus ex machina</em> di una rivoluzione manageriale</strong> con cui la holding trevigiana sta crescendo come <strong>importante attore finanziario e industriale</strong> di rango internazionale.</p>



<p>Benetton per i Benetton è una postilla dell&#8217;impero di famiglia. Parlano i dati: 930 milioni di euro di fatturato totale su <strong>circa 19 miliardi di giro d&#8217;affari di Edizione</strong>, meno del 5% del totale del gruppo, si sommano a una <strong>quota di perdite a nove cifre, cumulate negli anni</strong>, che rappresenta un sensibile flusso di cassa. <strong>Edizione vuole diventare un moderno conglomerato</strong> capace di assommare le sue partecipazioni da diversi ambiti sotto una leadership coerente e diventare un attore di peso strategico. <strong>Luciano Benetton</strong>, facendosi da parte, lascia il timone ad Alessandro. Consentendo al &#8220;governo tecnico&#8221; del neo-ad <strong>Claudio Sforza</strong> di far il suo lavoro di risanamento dell&#8217;azienda di moda che, come ha ricordato <em>StartMag</em>, paga scelte aziendali azzardate fatte in passato, dall&#8217;eccesso di delocalizzazione in Asia alla sconfitta con marchi come H&amp;M e Zara sulla moda low-cost.</p>



<p>Al contempo, <strong>Edizione ora gioca su tavoli industriali, finanziari ed economici</strong> diversificati e di prestigio che rappresentano il core business del gruppo. <strong>L&#8217;operazione di accentramento nelle mani di Alessandro </strong>del gruppo si è consolidata, dopo la nomina alla guida di Edizione due anni fa, con la scelta di procedere al ritiro di <strong>Atlantia, la controllata principale</strong> in pancia alla quale era detenuta l&#8217;ex partecipazione in Autostrade per l&#8217;Italia, da Piazza Affari, completata nel dicembre 2022 col sostegno di Blackstone per sottrarre l&#8217;attuale <strong>Mundys</strong> alle mire dei fondi infrastrutturali desiderosi di <strong>scalarla: da Maquaire al colosso spagnolo Acs</strong>, di proprietà del presidente del Real Madrid Florentino Perez molti erano interessati al gruppo, controllore del 50% più uno di Abertis, colosso iberico delle autostrade, del 99% di Aeroporti di Roma, del 64% dell&#8217;Aeroporto di Nizza-Costa Azzurra e del 51% di Telepass.</p>



<p>Mossa, questa, condotta in sponda con <strong>Mediobanca</strong>, istituzione con cui i Benetton avevano rivaleggiato a inizio 2022 nel cda di <strong>Generali, sfidando l&#8217;ad Philippe Donnet</strong> assieme al costruttore Caltagirone e al gruppo di Leonardo Del Vecchio, salvo poi tornare nei ranghi confermando l&#8217;ad <strong><a href="https://www.true-news.it/economy/alberto-nagel-2023-con-vista-riconferma-in-mediobanca">Alberto Nagel</a></strong> nel voto per il rinnovo delle cariche del 2023. Con queste mosse Alessandro Benetton ha segnato un solco: il leader della seconda generazione dei Benetton ha deciso di lasciare la tradizionale postura <strong>aperta alle logiche del capitalismo padronale e familiare italiano</strong> per entrare in un&#8217;ottica <strong>maggiormente di sistema e di mercato</strong>. In cui la partecipazione di Edizione in Generali e Mediobanca significa non solo un biglietto d&#8217;accesso al gotha del capitalismo tricolore ma anche l&#8217;apertura a <strong>due istituzioni finanziarie con una catena del valore internazionale</strong> e, dunque, una legittimazione da holding di rango internazionale. Come nel Belpaese pochi, come Exor, si possono permettere di avere.</p>



<p>Il passaggio, doloroso, della Benetton (azienda) dalle mani del patriarca al commissariamento da parte della capogruppo è in quest&#8217;ottica emerso come inevitabile. <strong>Tutto si deve tenere in una gestione manageriale</strong> entro cui il gruppo deve tendere a alti standard organizzativi e operativi. Funzionali anche a sviluppare Edizione in settori di frontiera per il suo business. Oltre a quelli citati, come non segnalare la partecipazione<a href="https://it.insideover.com/economia/le-torri-al-centro-della-partita-europea-del-5g.html"> nel <strong>gigante europeo delle torri di telecomunicazione, Cellnex?</strong></a> </p>



<p>Una mossa, quella dei Benetton, che passa anche per il reclutamento di figure esterne come top manager. <strong>Mundys, l&#8217;ex Atlantia</strong>, ha alla presidenza <strong>Giampiero Massolo, già presidente dell&#8217;Ispi e di Fincantieri, ambasciatore di rango e dal 2012 al 2016 direttore del Dis</strong>, l&#8217;organo di coordinamento dei servizi segreti. Nel 2023 l&#8217;ex Atlantia è stata affidata alla guida di Andrea Mangoni, Ceo con ruoli passati di alto rango in Acea, Sorgenia, Telecom. Un management esterno che si completa con il Ceo di Edizione, Enrico Laghi, uomo di fiducia di Alessandro Benetton, <strong>al vertice di un gruppo di manager</strong> chiamati per rinnovare la catena di comando. In un processo in cui l&#8217;ultimo tassello è rappresentato dall&#8217;addio, rumoroso ma inevitabile, di Luciano. <strong>Patriarca di un gruppo guidato da una famiglia che nel marchio eponimo</strong> vede ormai, soprattutto, un peso. O meglio ancora un asset non diverso dagli altri. <em>Business is business</em>. Nella scelta tra capitalismo famigliare e mercato globale, spesso è il sentimentalismo a dover declinare.</p>
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		<title>Italia: salari +1%in trent&#8217;anni, potere d&#8217;acquisto -10% in due anni. Serve altro?</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/italia-salari-1in-trentanni-potere-dacquisto-10-in-due-anni-serve-altro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 May 2024 07:35:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Economia italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[salari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240512073200278_eef0adc4b26157273c15ed811ae9aea1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240512073200278_eef0adc4b26157273c15ed811ae9aea1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240512073200278_eef0adc4b26157273c15ed811ae9aea1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240512073200278_eef0adc4b26157273c15ed811ae9aea1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240512073200278_eef0adc4b26157273c15ed811ae9aea1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240512073200278_eef0adc4b26157273c15ed811ae9aea1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240512073200278_eef0adc4b26157273c15ed811ae9aea1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Italia ha un problema salariale palese, perlomeno nella garanzia delle retribuzioni delle fasce basse e medio basse. Lo ha rilevato di recente l&#8217;Ocse ricordando come mentre mediamente i salari sono cresciuti del 32,5% in termini reali nell&#8217;ultimo trentennio tra le economie più avanzate del pianeta in Italia la crescita è stata quasi nulla: +1%. Questo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/italia-salari-1in-trentanni-potere-dacquisto-10-in-due-anni-serve-altro.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/italia-salari-1in-trentanni-potere-dacquisto-10-in-due-anni-serve-altro.html">Italia: salari +1%in trent&#8217;anni, potere d&#8217;acquisto -10% in due anni. Serve altro?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240512073200278_eef0adc4b26157273c15ed811ae9aea1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240512073200278_eef0adc4b26157273c15ed811ae9aea1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240512073200278_eef0adc4b26157273c15ed811ae9aea1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240512073200278_eef0adc4b26157273c15ed811ae9aea1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240512073200278_eef0adc4b26157273c15ed811ae9aea1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240512073200278_eef0adc4b26157273c15ed811ae9aea1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240512073200278_eef0adc4b26157273c15ed811ae9aea1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p></p>



<p>L&#8217;Italia ha <strong>un problema salariale</strong> palese, perlomeno nella garanzia delle retribuzioni delle fasce basse e medio basse. Lo ha rilevato di recente l&#8217;Ocse ricordando come mentre mediamente i salari sono cresciuti del <strong>32,5% in termini reali</strong> nell&#8217;ultimo trentennio tra le economie più avanzate del pianeta in Italia la crescita è stata quasi nulla: +1%. Questo fattore è un dato importante che aiuta a capire, ad esempio, perché <strong>grandi successi nazionali come il </strong><a href="https://it.insideover.com/economia/le-imprese-italiane-conquistano-il-mondo-con-lexport-ora-serve-fare-sistema.html"><strong>boom dell&#8217;export</strong> siano difficilmente trasformabili in vittorie di sistema per l&#8217;economia italiana.</a></p>



<p>La questione dei bassi salari in Italia ha radici storiche complesse e non può esser giustificata con spiegazioni univoche. C&#8217;entro una moltitudine di fattori che hanno a che fare tanto con la struttura dell&#8217;economia italiana quanto con quella specifica del mercato del lavoro. l&#8217;impatto di diverse sfide sistemiche sul Paese. Un dato fondamentale con cui iniziare questa disamina è sicuramente l&#8217;annoso tema della <strong>bassa crescita della produttività del lavoro</strong> in Italia. Da analizzare (<a href="https://lavoce.info/archives/103619/laffaire-produttivita/">come si legge in questa analisi)</a> in termini complessi: la produttività dell&#8217;industria si mantiene su trend di crescita discreti, compensata però da una stagnazione nel settore dei <strong>servizi che abbassa la statistica media.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il lavoro e il nodo produttività</h2>



<p>Il portale <a href="https://www.paroledimanagement.it/piu-lavoro-meno-produttivita-il-paradosso-che-non-interessa-nessuno/"><em>Parole di Management </em>indica in questo fattore un depressore</a> della quota salari: &#8221;&nbsp;<strong>il Pil reale nazionale non decolla, il Pil pro-capite neanche e il potere d’acquisto continua a calare</strong>&nbsp;(circa il 10% in due anni). Con un aumento degli occupati dell’1,8% negli ultimi 12 mesi, il Pil reale è infatti cresciuto solo dello 0,6% (dati Istat a tutto aprile 2024). È ovvio che se si divide tale Pil sul nuovo numero di occupati, ne risulta che il valore prodotto per lavoratore (produttività) è diminuito. Questo fatti non sono una buona notizia per le possibilità di aumento dei salari&#8221;.</p>



<p>Ciò si lega al secondo tema: l&#8217;incertezza del mercato del lavoro in Italia. <strong>Nel 2022 era al 16,8% la quota di lavoratori</strong> che in Italia usufruivano di contratti a tempo determinato, poco meno di 3 milioni di persone, a cui si aggiungeva, secondo le statistiche più attendibili, un 10,8% di lavoratori che si trovavano con <strong>impieghi in nero o non regolarizzati</strong>. Tutto ciò rende a macchia di leopardo il mercato del lavoro. </p>



<p>Questo spiega anche perché i salari non decollino mentre l&#8217;occupazione, almeno nei dati ufficiali, è ai massimi storici. A marzo gli occupati sarebbero stati,<a href="https://tg24.sky.it/economia/2024/05/03/tasso-occupazione-dati-istat-record#:~:text=Nel%20mese%20di%20marzo%202024,segnalare%20cos%C3%AC%20un%20nuovo%20record."> secondo l&#8217;Istat, il 62,1% della forza lavoro, un record storico</a>. Ma le <a href="http://www.francomostacci.it/?page_id=2611"><strong>unità di lavoro effettivo impiegate</strong> sono 93,7 ogni 100 dipendenti</a>: significa che mediamente i lavoratori italiani non sono impegnati per il 6,3% degli orari tabellari previsti dai loro contratti collettivi nazionali di riferimento a causa di aumenti di fattori come il lavoro part-time, l&#8217;occupazione precaria e via dicendo. Difficile pretendere che produttività e quota del Pil crescano virtuosamente con questi fattori di partenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;impatto dell&#8217;inflazione</h2>



<p>C&#8217;è poi il tema del <strong>pesante impatto contingente dell&#8217;inflazione degli ultimi anni</strong> a cui non si è sommata una capacità della contrattazione collettiva di tutelare i salari dalla tempesta scatenatasi dopo il Covid-19: &#8220;Un primo punto da evidenziare&#8221;,<a href="https://lavoce.info/archives/104554/il-triennio-peggiore-per-i-salari-italiani/"> nota <em>LaVoce.info,</em></a> &#8220;è costituito dagli andamenti legati ai rinnovi dei contratti nazionali di lavoro. L’indice Istat delle retribuzioni contrattuali nell’intero periodo post-pandemia, cioè fra il 2019 e il 2023, aumenta del 5,4 per cento; l’inflazione nello stesso periodo è stata pari al 16,2 per cento se si considera l’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale (indice Nic). In termini reali, i salari contrattuali si sarebbero quindi ridotti in quattro anni del 9,3 per cento&#8221;. Ora, di conseguenza, l&#8217;11,5% dei lavoratori è a rischio <strong>povertà o esclusione sociale</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tutto si tiene</h2>



<p>Rimettere il lavoro al centro dell&#8217;agenda pubblica è oggigiorno vitale per capire su che prospettive andrà e si strutturerà l&#8217;economia italiana. In un contesto di grande competitività internazionale della nostra industria e di prospettive di mercato crescenti e floride, l&#8217;Italia può e deve <strong>tutelare il fronte interno dei salari per dargli coesione e struttura</strong>. Un lavoro dignitoso e ben retribuito fa bene al Paese nel presente e nel futuro, garantendo la sostenibilità dei conti pubblici e delle pensioni in un sistema da quasi trent&#8217;anni totalmente contributivo: i pensionati di domani incasseranno tanto quanto avranno versato da lavoratori oggi. &#8220;<strong>Lavoratori poveri non possono diventare, un domani, pensionati ricchi&#8221;</strong>, <a href="https://www.true-news.it/economy/pensioni-fornero-lavoratori-poveri-non-possono-diventare-pensionati-ricchi">ha di recente ammonito l&#8217;economista ed ex ministro del Lavoro <strong>Elsa Fornero</strong></a><strong>. Un dato di fatto</strong> che spesso si tende a dimenticare analizzando gli scenari dell&#8217;economia e della previdenza nazionale. Tutto si tiene, col lavoro al centro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/italia-salari-1in-trentanni-potere-dacquisto-10-in-due-anni-serve-altro.html">Italia: salari +1%in trent&#8217;anni, potere d&#8217;acquisto -10% in due anni. Serve altro?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Svolta della finanza globale: ora promuove i piani dell&#8217;Italia</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/svolta-della-finanza-globale-ora-promuove-i-piani-dellitalia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Oct 2021 04:42:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[City]]></category>
		<category><![CDATA[Economia italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery Fund]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1206" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/economia-italia-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="economia italia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/economia-italia-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/economia-italia-300x188.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/economia-italia-1024x643.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/economia-italia-768x482.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/economia-italia-1536x965.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/economia-italia-2048x1286.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Financial Times promuove il rilancio dell&#8217;economia italiana e indica il trittico di riferimento su cui il Paese può &#8220;accelerare la ripresa&#8221;: la campagna vaccinale estremamente avanzata, la ripresa sistemica delle esportazioni e il rafforzamento degli investimenti. Il prestigioso quotidiano della City di Londra ha dedicato un pezzo strutturato al rilancio del sistema-Paese che ha &#8220;cambiato marcia&#8221;, e la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/svolta-della-finanza-globale-ora-promuove-i-piani-dellitalia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/svolta-della-finanza-globale-ora-promuove-i-piani-dellitalia.html">Svolta della finanza globale: ora promuove i piani dell&#8217;Italia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1206" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/economia-italia-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="economia italia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/economia-italia-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/economia-italia-300x188.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/economia-italia-1024x643.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/economia-italia-768x482.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/economia-italia-1536x965.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/economia-italia-2048x1286.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il <em>Financial Times </em>promuove il rilancio dell&#8217;economia italiana e indica il trittico di riferimento su cui il Paese può &#8220;accelerare la ripresa&#8221;: la <strong>campagna vaccinale </strong>estremamente avanzata, la ripresa sistemica delle esportazioni e il rafforzamento degli investimenti.</p>
<p><a href="https://www.ft.com/content/14a03110-bc70-4cac-8dd8-bc90cf083070" target="_blank" rel="noopener">Il prestigioso quotidiano della City di Londra</a> ha dedicato un pezzo strutturato al rilancio del sistema-Paese che ha &#8220;cambiato marcia&#8221;, e la questione è tutto fuorché cronicistica: il Ft parla direttamente all&#8217;orecchio dei <strong>grandi investitori </strong>internazionali, della finanza di punta del sistema globale e dei principali stakeholder delle maggiori economie del pianeta, di cui è una bussola fondamentale.</p>
<p>Le previsioni per il 2021 della Nota di aggiornamento al Def del governo Draghi prevedono un +6% nel Prodotto interno lordo, una crescita dei consumi del 4%, un rafforzamento della produzione industriale dell&#8217;11% e soprattutto una crescita degli investimenti, pubblici e privati, del 14%. La presidente del B20 <strong>Emma Marcegaglia </strong>ha nel recento summit di preparazione al G20 per le imprese dei Paesi più industrializzati al mondo sottolineato proprio questa dinamica come cruciale per il rafforzamento dell&#8217;Italia negli anni a venire e lo stesso è stato sottolineato da un&#8217;autorevole esperta di peso dell&#8217;economia internazionale contattata dal quotidiano della City di Londra: Laurence Boone, capo economista dell&#8217;Ocse, sottolinea che l&#8217;Italia ha la possibilità di &#8220;resettare la sua economia&#8221; con il Piano nazionale di ripresa e resilienza e gli investimenti più strategici, mentre la posizione per il Paese appare &#8220;molto diversa da quella degli anni passati&#8221;.</p>
<p>A questo va aggiunto il fatto che il deficit produttivo impostato con il Pnrr e destinato ad essere rafforzato nelle prossime manovre finanziarie prevede l&#8217;attivazione di un circolo virtuoso<a href="https://it.insideover.com/economia/italia-austerita-rigore.html" target="_blank" rel="noopener"> tra <strong>crescita economica </strong>e riduzione del <strong>rapporto debito/Pil </strong>che bene fa sperare sulle dinamiche strutturali dell&#8217;Italia.</a> L&#8217;Italia beneficia innanzitutto del clima positivo garantito dall&#8217;espansione monetaria <a href="https://it.insideover.com/economia/la-bce-e-il-covid-uno-sforzo-da-3mila-miliardi-di-euro.html" target="_blank" rel="noopener">della <strong>Banca centrale europea</strong></a><strong> </strong>e, inoltre, della sospensione delle regole comunitarie su debito/Pil e deficit che mira a far evolvere in una rottura della <a href="https://it.insideover.com/economia/riparte-la-guerra-dei-falchi.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>gabbia del rigore</strong>.</a></p>
<p>L&#8217;endorsement del Financial Times non è il primo che arriva sul nostro Paese dopo l&#8217;ascesa al governo di <strong>Mario Draghi </strong>e la fine del disastro economico dell&#8217;era giallorossa. Già il Dipartimento di Stato Usa aveva, <a href="https://it.insideover.com/economia/italy-is-good-for-business-gli-usa-puntano-sui-legami-economici-con-roma.html" target="_blank" rel="noopener">nei mesi scorsi, sottolineato che &#8220;<em>Italy is good for business&#8221;</em> nel suo report sull&#8217;economia internazionale</a>. Un sostegno strutturato alla ripresa nazionale avvenuto dopo che durante la fase iniziale della pandemia, nel pieno dello schianto della borsa e della fiammata sui <a href="https://it.insideover.com/schede/economia/che-cosa-sono-i-btp.html" target="_blank" rel="noopener">Btp</a>, la finanza <a href="https://it.insideover.com/economia/quale-prospettiva-avranno-gli-aiuti-usa-allitalia.html" target="_blank" rel="noopener">Usa guidata da <strong>BlackRock </strong>e <strong>Goldman Sachs </strong>si lanciò</a> a consigliare ai suoi clienti e partner l’acquisto delle emissioni sovrane italiane, contribuendo assieme alla Bce a stabilizzarle.</p>
<p>Il punto principale sottolineato dal Ft, in quest&#8217;ottica, è legato al fatto che la crescita degli investimenti pare strutturale e che tanto sul fronte pubblico quanto su quello privato si fa sempre più consistente la ripresa della crescita industriale, dello stimolo alle infrastrutture e delle politiche per la transizione energetica e il rilancio dell&#8217;economia nazionale. Una dinamica complessa a cui si aggiunge la presenza di una serie di riforme su cui lo spettro politico e il mondo economico sono sostanzialmente concordi: la <strong>riforma della giustizia, </strong>in particolar modo, è ritenuta operativamente fondamentale dagli investitori internazionali, in quanto la certezza del diritto e il freno alla moltiplicazione dei processi infiniti in campo civile e penale appaiono un abilitatore chiave per aumentare la competitività del Paese.</p>
<p>Il Ft non menziona, in ogni caso, quello che è il vero potenziale dell&#8217;Italia in questa fase. Un potenziale che colpevolmente la politica e il mondo economico hanno a lungo dimenticato, se non addirittura involontariamente ostacolato: il <strong>capitale umano </strong>fatto di competenze imprenditoriali, innovative e al passo coi tempi, di un settore tecnologico e della ricerca vivo, di un capitale sociale risultato capace di non franare di fronte alla sfida della Grande Recessione prima e della pandemia poi. Un capitale, questo, che costruisce giorno dopo giorno la ripresa economica e che negli anni a venire andrà valorizzato anche &#8211; se non soprattutto &#8211; rispondendo alle inquietudini che caratterizzano il Paese sotto il profilo delle disuguaglianze sociali, delle tensioni interne ai corpi intermedi, del timore di un ritorno di fiamma della pandemia. Nubi che andranno fugate per permettere che i benefici della ripresa si distribuiscano, a cascata, sull&#8217;intero corpo del Paese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/svolta-della-finanza-globale-ora-promuove-i-piani-dellitalia.html">Svolta della finanza globale: ora promuove i piani dell&#8217;Italia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>È boom dei pagamenti digitali, ma ecco quali sono i pericoli</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/e-boom-dei-pagamenti-digitali-ma-ecco-quali-sono-i-pericoli.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Jan 2021 08:24:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Economia italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Pagamento-app-smartphone-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Pagamento app smartphone (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Pagamento-app-smartphone-La-Presse.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Pagamento-app-smartphone-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Pagamento-app-smartphone-La-Presse-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Pagamento-app-smartphone-La-Presse-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Con il passaggio della pandemia di coronavirus, tutti noi nella nostra quotidianità ci siamo abituati a tenere comportamenti differenti durante i rapporti interpersonali. Un maggior distanziamento personale, un minore contatto fisico e soprattutto una maggiore attenzione anche al contatto dei medesimi strumenti e degli stessi oggetti già utilizzati anche da altre persone. Tutto questo, in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/e-boom-dei-pagamenti-digitali-ma-ecco-quali-sono-i-pericoli.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/e-boom-dei-pagamenti-digitali-ma-ecco-quali-sono-i-pericoli.html">È boom dei pagamenti digitali, ma ecco quali sono i pericoli</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Pagamento-app-smartphone-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Pagamento app smartphone (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Pagamento-app-smartphone-La-Presse.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Pagamento-app-smartphone-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Pagamento-app-smartphone-La-Presse-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Pagamento-app-smartphone-La-Presse-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>Con il passaggio della <a href="https://it.insideover.com/scheda/societa/che-cose-il-coronavirus.html">pandemia di coronavirus</a>, tutti noi nella nostra <strong>quotidianità</strong> ci siamo abituati a tenere comportamenti differenti durante i rapporti interpersonali. Un maggior distanziamento personale, un minore contatto fisico e soprattutto una maggiore attenzione anche al contatto dei medesimi strumenti e degli stessi oggetti già utilizzati anche da altre persone. Tutto questo, in buona parte, anche per il rispetto delle nuove normative introdotte dai governi nazionali.</p>
<p>Nella quotidianità di tutti i giorni, tutto questo si è riflesso anche sulle abitudini delle persone al momento del loro ingresso negli esercizi commerciali. <a href="https://24plus.ilsole24ore.com/art/sempre-piu-italiani-pagano-smartphone-e-app-e-poi-c-e-cashback-stato-ADn2jA9?s=hpl&amp;refresh_ce=1">Secondo quanto riportato da <em>Il Sole 24 Ore</em></a>, nel 2020 i <strong>pagamenti digitali</strong> (ossia, quelli effettuati attraverso gli smartphone) hanno visto un incremento del transato che ha superato gli 80 punti percentuali, nella maggiore crescita aggregata dalla loro introduzione sul mercato. E buona parte di questo successo, in fondo, è avvenuto anche grazie alla pandemia ed alla necessità di <strong>limitare</strong> i contatti fisici ed il maneggio del contante, identificato (a ragione o a torto) sin dall&#8217;alba della crisi sanitaria come un potenziale veicolo di trasmissione del patogeno.</p>
<h2>Adesso è arrivato anche il cashback</h2>
<p>Oltre alle questioni legate alla crisi sanitaria, dal 2020 in Italia il boom nell&#8217;utilizzo dei supporti digitali è avvenuto in modo più marcato soprattutto nelle ultime settimane dell&#8217;anno, in concomitanza con il &#8220;<strong>cashback di Stato</strong>&#8221; promosso dallo stesso presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte. Garantendo infatti un ritorno del 10% fino ad un massimo di 150 euro sulle operazioni, l&#8217;utilizzo delle forme di pagamento innovative ha vissuto un vero e proprio boom, permettendo a quelle società come<strong> Satispay</strong> e<strong> Bill</strong> di accrescere in pochissimi giorni il numero dei propri utilizzatori.</p>
<p>Il pagamento tramite smartphone, dal punto di vista pratico, in fondo ha dei netti punti di vantaggio. Garantisce la più totale <strong>assenza del contatto fisico</strong> (l&#8217;unico strumento toccato, infatti, è il proprio cellulare) ed al tempo stesso le transazioni sono rese celeri grazie a delle <strong>reti internet veloci</strong> e sicure grazie alla <strong>crittografia peer-to-peer</strong>. Tutto questo, ovviamente, con l&#8217;aggiunta degli incentivi promessi dal governo italiano.</p>
<h2>Il Fisco adesso può tracciare tutti i nostri spostamenti</h2>
<p>Come si è potuto notare, le transazioni digitali hanno un&#8217;altra caratteristica rilevante che le contraddistinguono soprattutto dall&#8217;utilizzo che viene fatto invece delle carte di credito: molto spesso sono riservate anche ai <strong>piccoli importi</strong>. Grazie a delle commissioni molto competitive, infatti, rendono conveniente anche per il rivenditore la loro accettazione per importi irrisori, sostituendo di fatto anche l&#8217;utilizzo degli  spiccioli.</p>
<p>In questo modo, però, le operazioni che divengono tracciabili non sono più &#8220;soltanto&#8221; quelle effettuate per valori importanti e che comunque necessitano anche sotto un punto di vista fiscale del controllo delle pubbliche autorità. Bens&#8217;, permettono potenzialmente di <strong>controllare</strong> anche le abitudini quotidiane delle persone, come nel caso del bar frequentato, della tabaccheria in cui abitualmente vengono comprate (e quante) sigarette sino ad arrivare ai mezzi di spostamento utilizzati per recarsi sul luogo di lavoro. E in questo scenario, dunque, appare evidente come divenga possibile <em>de facto</em> tenere sotto controllo l&#8217;intera quotidianità di una persona (elemento  fondamentale nel momento in cui siano necessari controlli da parte delle pubbliche autorità).</p>
<p>Concludendo, dunque, mentre da un lato l&#8217;incremento dei pagamenti digitali <strong>semplifica</strong> effettivamente alcuni dei nostri acquisti giornalieri, dall&#8217;altro ci rende molto più esposti al tracciamento di quelle che sono le nostre abitudini quotidiane, sia al Fisco sia ad eventuali malintenzionati in grado di accedere in modo fraudolenti agli archivi di dati. In uno scenario che, ancora una volta, dovrebbe però spingere ad interrogarsi quanto l&#8217;avanzamento digitale e tecnologico della nostra società non entri però in conflitto con la nostra basilare necessità di <strong>riservatezza</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/e-boom-dei-pagamenti-digitali-ma-ecco-quali-sono-i-pericoli.html">È boom dei pagamenti digitali, ma ecco quali sono i pericoli</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Le tre bombe per l&#8217;economia italiana</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/le-tre-bombe-per-leconomia-italiana.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Dec 2020 10:11:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Economia italiana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=301924</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Gualtieri-e-Conte.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gualtieri e Conte (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Gualtieri-e-Conte.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Gualtieri-e-Conte-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Gualtieri-e-Conte-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Gualtieri-e-Conte-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Con il passaggio della pandemia di coronavirus e con la conseguente crisi economica generata sia dalle preoccupazioni sotto il profilo sanitario sia dalle scelte messe in campo dal governo per gestire i contagi, l&#8217;Italia si è riscoperta quanto mai prima fragile. Non solo poiché le restrizioni hanno colpito in modo particolare le piccole medie imprese &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/le-tre-bombe-per-leconomia-italiana.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/le-tre-bombe-per-leconomia-italiana.html">Le tre bombe per l&#8217;economia italiana</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Gualtieri-e-Conte.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gualtieri e Conte (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Gualtieri-e-Conte.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Gualtieri-e-Conte-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Gualtieri-e-Conte-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Gualtieri-e-Conte-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Con il passaggio della <a href="https://it.insideover.com/scheda/societa/che-cose-il-coronavirus.html">pandemia di coronavirus</a> e con la conseguente crisi economica generata sia dalle preoccupazioni sotto il profilo sanitario sia dalle scelte messe in campo dal governo per gestire i contagi, l&#8217;<strong>Italia</strong> si è riscoperta quanto mai prima fragile. Non solo poiché le restrizioni hanno colpito in modo particolare le piccole medie imprese operanti attorno al settore del turismo (e che compongono una larga parte del panorama economico italiano) e le filiere produttive, ma anche perché ha generato una nuova ondata di indebitamenti che, presto o tardi, andranno restituiti. Ma soprattutto, i problemi maggiori rischiano di non essere ancora venuti al pettine proprio grazie alle misure messe in campo dall&#8217;<strong>esecutivo</strong> le quali però, nel corso del prossimo anno, andranno comunque revocate se non almeno ampiamente ridimensionate, come nel caso del blocco dei licenziamenti. E in questo scenario, purtroppo, la situazione rischia di apparire ancora più drammatica delle attese, soprattutto se contestualizzata all&#8217;interno delle altre criticità che, anche in assenza della pandemia, hanno già messo da anni in allarme gli economisti del nostro Paese, come nel caso dell&#8217;invecchiamento medio della popolazione.</p>
<h2>Npl, le banche iniziano a tremare</h2>
<p>Per far fronte alla prima ondata della pandemia che aveva posto il governo nelle condizioni di decidere uno stop forzato ad una moltitudine di attività una delle misure messe in campo era stata quella dei finanziamenti agevolati garantiti in larga parte dallo stesso Stato. Fino a 25mila euro quasi a &#8220;scatola chiusa&#8221; ed oltre solo a seguito della valutazione del merito creditizio da parte degli istituti di credito, gli imprenditori che hanno usufruito del finanziamento sono stati superiori rispetto alle attese. <a href="https://24plus.ilsole24ore.com/art/npl-licenziamenti-e-crollo-demografico-tre-bombe-sotto-debito-italiano-AD3FxT8?s=hpl?s=hpl">E come messo in evidenza da <em>Il Sole 24 Ore</em></a>, tutto ciò potrebbe divenire un problema assolutamente di primo piano nei prossimi anni.</p>
<p>Ancora per qualche mese, però, alle banche che hanno messo a disposizione la <strong>liquidità</strong> andrà riconosciuta solamente la (contenuta) quota interessi, motivo per il quale sino a questo momento la manovra governativa non abbia ancora subito intoppo alcuno. Tuttavia, è già noto come molti imprenditori che hanno usufruito del finanziamento (tra i quali molte aziende e attività di ristorazione) non saranno in grado di <strong>sopravvivere</strong> a questa nuova tornata di restrizioni e di conseguenza non saranno in grado di restituire i propri debiti.</p>
<p>Ma non sono soltanto gli imprenditori a preoccupare: anche le famiglie nell&#8217;ultimo hanno hanno aumentato le domande di finanziamento al consumo, incentivati molte volte anche dai bonus promessi dall&#8217;erario e dalle agevolazioni dell&#8217;ultimo periodo. Tuttavia, il crollo del mercato del lavoro, la cassa integrazione &#8220;ridotta&#8221; e soprattutto l&#8217;incertezza legata al prossimo futuro rischia di creare una situazione analoga a quanto evidenziato per le imprese, accrescendo ulteriormente il peso degli<strong> Npl</strong> (crediti non performanti) nei bilanci bancari.</p>
<h2>Adesso si teme un boom nei licenziamenti</h2>
<p>In modo continuativo dallo scorso febbraio e in una modalità che sembra volta più a sedare le acque che non alla programmazione duratura, il governo guidato da <strong>Giuseppe Conte</strong> ha messo in campo ingenti misure volte a bloccare i <strong>licenziamenti</strong> da parte delle aziende. In parte garantendo la possibilità di accedere alla cassa integrazione ed in parte grazie a sgravi fiscali, la situazione fino a questo momento è sembrata generalmente tenere. Tuttavia, anche in questo caso la sensazione è che la mossa non possa essere protratta ancora per molto tempo, soprattutto a causa della sua gravosità non soltanto per le aziende stesse ma anche per le casse del Fisco.</p>
<p>Con la dismissione del blocco, però, le preoccupazioni sono legate soprattutto al boom di licenziamenti attesi per il prossimo 2021, quando sarà necessario tornare ad un regime di<strong> normalità</strong>. E in questa situazione, però, difficile pensare che il rendimento rimarrà uguale a questo 2020 appena trascorso (sul quale, a regime, sono entrati quasi esclusivamente i contratti a termine non rinnovati e le mancate occupazioni stagionali), aprendo la strada ad una nuova stagione di <strong>incertezze</strong> nel mondo del lavoro.</p>
<h2>Crollo demografico: una &#8220;vecchia&#8221; conoscenza dell&#8217;Italia</h2>
<p>Infine, impossibile non soffermarsi sul terzo grande problema dell&#8217;economia italiana, nonché unico forse non accresciuto dal passaggio della pandemia: il <strong>crollo demografico</strong>. La popolazione italiana invecchia anno dopo anno, le nascite sono ai minimi storici ed anche la tanto decantata (dalle sinistre) immigrazione non sembra invertire la tendenza del nostro Paese, dove ormai per ogni cittadino che diviene anziano nasce soltanto un bambino.</p>
<p>Sebbene la longevità sia un traguardo importante della nostra società, impossibile non tenere in considerazione come ciò sul lungo sia destinato a divenire un problema per la previdenza sociale, la quale per forza di cose necessita ed anche nel più breve tempo possibile di una <strong>modernizzazione</strong> volta a salvare la tenuta del sistema. Soprattutto, se l&#8217;obiettivo è quello di continuare a garantire gli adeguati standard economici e sociali alla più larga fetta della popolazione.</p>
<h2>Serve una programmazione statale?</h2>
<p>I periodi di crisi sono sempre stati visti dai posteri come momenti di forti criticità che hanno però dato alla luce anche importanti opportunità che mai come in questo momento andrebbero colte. Gli errori del nostro vicino passato e le contraddizioni messe alla luce dalla pandemia potrebbero diventare la <strong>base fondante</strong> anche per lo stesso disegno della nostra società dei prossimi anni. E in questo scenario, dunque, impossibile non notare un ruolo che dovrebbe essere centrale da parte degli stessi apparati esecutivo e legislativo alla guida del nostro Paese, cui spetta il compito proprio di porre le necessarie basi volte a scongiurare una crisi come quella appena passata.</p>
<p>Tuttavia, è indubbio che <strong>qualcosa deve cambiare</strong>. Negli ultimi mesi e anche negli ultimi anni la tendenza è sempre stata quella di &#8220;rincorrere&#8221; i problemi, senza lavorare mai in modo veramente attivo nella loro prevenzione. Soluzione questa che poteva essere accettabile quando le problematiche affrontate erano contenute ma che di fronte ad una pandemia come quella generata dal coronavirus si è rivelata drammaticamente fallimentare.</p>
<p>Concludendo, dunque, una volta stabilizzata la situazione sanitaria (con la speranza che il vaccino e le migliorie delle cure mediche facciano il loro corso) una fitta programmazione economica è la chiave di volta per una uscita più celere dalla crisi. Ovviamente, tenendo presente quelle che sono le principali problematiche il nostro Paese dovrà affrontare ed alla quali, adesso, ci sarà da porre rimedio. Tutto questo, almeno, se si vuole evitare che le conseguenze della crisi economica divengano ancora <strong>peggiori</strong> della crisi economica stessa appena affrontata.</p>
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