<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Drone Mq-9 Reaper Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/tag/drone-mq-9-reaper/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/tag/drone-mq-9-reaper</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Tue, 21 Apr 2026 05:06:23 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Drone Mq-9 Reaper Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/tag/drone-mq-9-reaper</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>La Terza Guerra del Golfo e la &#8220;strage dei droni&#8221;: ecco che cosa l&#8217;ha provocata</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-terza-guerra-del-golfo-e-la-strage-dei-droni-ecco-che-cosa-lha-provocata.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 05:06:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Drone Mq-9 Reaper]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=514095</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/230830-F-YY907-9518-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/230830-F-YY907-9518-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/230830-F-YY907-9518-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/230830-F-YY907-9518-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/230830-F-YY907-9518-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/230830-F-YY907-9518-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/230830-F-YY907-9518-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/230830-F-YY907-9518-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I droni, soprattutto i "Reaper" statunitensi, hanno pagato il prezzo più alto tra gli assetti aerei usati nella guerra contro l'Iran.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-terza-guerra-del-golfo-e-la-strage-dei-droni-ecco-che-cosa-lha-provocata.html">La Terza Guerra del Golfo e la &#8220;strage dei droni&#8221;: ecco che cosa l&#8217;ha provocata</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/230830-F-YY907-9518-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/230830-F-YY907-9518-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/230830-F-YY907-9518-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/230830-F-YY907-9518-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/230830-F-YY907-9518-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/230830-F-YY907-9518-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/230830-F-YY907-9518-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/230830-F-YY907-9518-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli <strong>Stati Uniti</strong> hanno perso circa 24 UCAV (<em>Unmanned Combat Air Vehicle</em>) tipo <strong>MQ-9 “Reaper”</strong> durante l&#8217;attuale conflitto nel Golfo Persico, di cui almeno 16 per reazione diretta delle difese aeree iraniane. Israele invece lamenta l&#8217;abbattimento di almeno 18 UAV (<em>Unmanned Air Vehicle</em>) di vario tipo, ma tutti per attività ISR (<em>Intelligence, Surveillance and Reconnaissance</em>), acquisizione dei bersagli e guerra elettronica (EW).</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Update on U.S. Air Force losses in the Iran War — Operation Epic Fury (April 9, 2026):<br><br>Total losses are now estimated to exceed $2.5 billion, with actual replacement costs likely to climb even higher.<br><br>— Four F-15E Strike Eagles have been lost, one over Iran and three downed by… <a href="https://t.co/S6flV4oZ3n">pic.twitter.com/S6flV4oZ3n</a></p>&mdash; Egypt&#39;s Intel Observer (@EGYOSINT) <a href="https://twitter.com/EGYOSINT/status/2044398885796540457?ref_src=twsrc%5Etfw">April 15, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Se consideriamo che il conflitto in atto ha visto l&#8217;abbattimento da parte iraniana di due cacciabombardieri (e il danneggiamento di altri due), possiamo dire che i droni sono quindi gli assetti che hanno subito di più gli effetti delle difese aeree avversarie. Occorre fare una premessa: il sistema di difesa aerea iraniano è stato fortemente degradato dalla campagna SEAD/DEAD israelo/statunitense, e sostanzialmente le forze di Washington e Tel Aviv hanno ottenuto la superiorità aerea nella maggior parte del territorio iraniano: l&#8217;<a href="https://www.fpri.org/article/2026/03/over-5000-munitions-shot-in-the-first-96-hours-of-the-iran-war/">elevato consumo</a> di bombe tipo JDAM (28 km di portata massima dallo sgancio) e secondariamente (quattro volte meno) di GBU-39 Small Diameter Bomb (circa 110 km di portata) rispetto a più effettivi sistemi stand-off come gli AGM-158 JASSM (900 km di portata) e i missili “Tomahawk” (circa 1.600 km di portata), è indice di come i velivoli della coalizione siano stati in grado di penetrare piuttosto agevolmente lo spazio aereo iraniano.</p>



<p><strong>Il cielo dell&#8217;Iran però non è privo di minacce</strong>, e i recenti abbattimenti di un F-15 e di un A-10 dimostrano come le difese aeree di Teheran siano <strong>ancora capaci di manifestare una reazione da non sottovalutare</strong>, soprattutto in quanto alcune batterie di SAM (<em>Surface to Air Missile</em>) utilizzano sensori elettro/ottici-IR (Infrarossi) per il puntamento invece del radar. I droni, però, hanno pagato il pezzo più alto di questa campagna aerea, e non è affatto una sorpresa: concettualmente, un drone, soprattutto un UCAV o un assetto da ISR leggero come alcune tipologie di droni israeliani abbattuti, nasce per essere <strong>uno strumento “spendibile”</strong> rispetto a un cacciabombardiere pilotato, ma soprattutto nasce per assolvere determinate missioni in determinati ambienti di combattimento.</p>



<p>Uno UAV (o comunque un qualsiasi veicolo <em>unmanned</em>) non è quindi la panacea che può sostituire sempre e comunque un assetto pilotato, o un altro strumento bellico, magari più costoso. </p>



<p>Proprio parlando di ambiente di combattimento, quello iraniano <strong>non è uno spazio incontestato</strong>: non si tratta dell&#8217;Afghanistan dei talebani, della Siria dell&#8217;ISIS o dell&#8217;Iraq del 2003, dove le difese aeree erano praticamente inesistenti. L&#8217;Iran, come detto, conserva qualche tipo di capacità di difesa aerea di media portata, e soprattutto può contare su un numero indefinito di MANPADS (<em>Man Portable Air Defense System</em>), i quali possono giocare un ruolo importante proprio per via del profilo di missione di UCAV come gli MQ-9 “Reaper” statunitensi. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">🇺🇲🇮🇱🇮🇷 I droni MQ-9 USA stanno conducendo missioni di caccia libera nei cieli irniani (nel video il lancio di un Hellfire). Le difese aeree di Teheran sono ai minimi termini ma attive: si sente rumore di AAA e nel secondo video un missile è stato sparato contro un F-16 israeliano <a href="https://t.co/lqlO03lRKz">pic.twitter.com/lqlO03lRKz</a></p>&mdash; Paolo Mauri (@PaoloMauri78) <a href="https://twitter.com/PaoloMauri78/status/2028552020852973623?ref_src=twsrc%5Etfw">March 2, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Fotografie e filmati di fonte iraniana, soprattutto durante le prime due settimane del conflitto, hanno mostrato questi droni volare a bassa quota nel cielo iraniano mentre svolgevano missioni di attacco al suolo con missili “Hellfire”. Questo missile nasce per colpire obiettivi ravvicinati (raggio d&#8217;azione compreso tra i 500 metri e gli 11 km) e viene utilizzato anche da elicotteri e mezzi terrestri, richiedendo che i bersagli debbano essere continuamente illuminati da un puntatore laser (fatta eccezione per la versione “Longbow” con guida terminale radar attiva). <strong>La missione tipo di un “Reaper”, quindi, porta il drone a operare a quota relativamente bassa in un ambiente bellico ancora contestato</strong>, spiegando così lo stillicidio di questi UCAV durante il conflitto. Lo stesso ragionamento vale per i droni leggeri israeliani andati perduti: si tratta di assetti per ISR che non sono pensati per volare ad altissima quota, su lunghissime distanze e in ambienti contestati. Si tratta di droni “tattici” che le IDF hanno sviluppato in funzione della tipologia di guerra che devono condurre nel loro intorno geografico, in particolare nel Libano, a Gaza e in Siria. Non è infatti un caso che l&#8217;unico drone di tipo “strategico” andato perduto – un MQ-4C “Triton” della U.S. Navy per compiti ISR – sia precipitato per cause ancora ignote ma non per reazione delle difese aeree iraniane, quanto meno non per azione cinetica. </p>



<p>I “Reaper” operano inoltre con un <strong>profilo di volo prevedibile</strong>, effettuando lunghi circuiti di attesa al di sopra di una determinata area di territorio ostile, perché, ancora una volta, si tratta di assetti “spendibili” nonostante il loro costo. Inoltre, questi UCAV, non hanno alcun tipo di accorgimento per ridurne la traccia radar o IR, volano a velocità molto inferiori rispetto a quello di un cacciabombardiere, ma soprattutto <strong>non hanno contromisure elettroniche</strong> (ECM) integrate, a meno di non venire dotati di <em>pod </em>subalare adatto a tale scopo sacrificando quindi carico bellico. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">🇺🇲🇮🇱🇮🇷<br>Mappa operazione Epic Fury.<br>Prime 100 ore.<br>Da DoW. <a href="https://t.co/O8DtnKUmKJ">pic.twitter.com/O8DtnKUmKJ</a></p>&mdash; Paolo Mauri (@PaoloMauri78) <a href="https://twitter.com/PaoloMauri78/status/2029211391270289786?ref_src=twsrc%5Etfw">March 4, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>La maggior parte dei “Reaper” è stata abbattuta da missili terra-aria e le perdite si sono finora concentrate su città come <strong>Isfahan, Shiraz e Qeshm</strong>, ovvi centri nevralgici per le capacità militari iraniane, quindi molto più difese rispetto ad altre località. Ulteriori perdite si sono verificate durante attacchi alle basi aeree e delle forze armate iraniane, ovvero obiettivi meglio protetti rispetto ad altri. </p>



<p>In definitiva, i “Reaper” sono stati impiegati in un ambiente bellico per il quale non sono adatti, e sebbene siano un assetto più spendibile rispetto a un cacciabombardiere pilotato (la missione per recuperare i piloti abbattuti ha superato di gran lunga il prezzo dei velivoli stessi), rappresentano comunque un velivolo costoso: è stato stimato che, in totale, gli USA abbiano perso <a href="https://nationalinterest.org/blog/buzz/why-has-america-lost-so-many-mq-9-reaper-drones-against-iran-hk-041926">720 milioni di dollari</a> solo per questi UCAV, considerando un costo unitario di 30 milioni. </p>



<p><strong>Il drone non è diventato improvvisamente inutile</strong>: come accennato, è uno strumento ideale per ambienti di combattimento non contestati. Sicuramente però, considerando che la guerra contro l&#8217;Iran si configura come un conflitto aereo (e navale) asimmetrico, il “Reaper” non è idoneo per affrontare minacce simmetriche di Paesi meglio armati come la Russia e la Repubblica Popolare Cinese senza aver prima effettivamente ottenuto la supremazia aerea.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-terza-guerra-del-golfo-e-la-strage-dei-droni-ecco-che-cosa-lha-provocata.html">La Terza Guerra del Golfo e la &#8220;strage dei droni&#8221;: ecco che cosa l&#8217;ha provocata</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tensione nei cieli della Siria: caccia russi sfidano droni Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/tensione-nei-cieli-della-siria-caccia-russi-sfidano-droni-usa</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Lo Nostro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jul 2023 09:59:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Caccia russi]]></category>
		<category><![CDATA[Drone Mq-9 Reaper]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?post_type=video&#038;p=402696</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/copertina-video-1-2.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/copertina-video-1-2.png 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/copertina-video-1-2-600x338.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/copertina-video-1-2-300x169.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/copertina-video-1-2-1024x576.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/copertina-video-1-2-768x432.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/copertina-video-1-2-1536x864.png 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/copertina-video-1-2-2048x1152.png 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/copertina-video-1-2-334x188.png 334w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Escalation sfiorata in Siria. Il Pentagono ha diffuso il video di un incidente risalente alle 10:40 del 5 luglio 2023 che mostra tre cacciabombardieri appartenenti alla Russia prendere di mira altrettanti droni Mq-9 Reaper statunitensi durante una missione speciale contro l'Isis.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/tensione-nei-cieli-della-siria-caccia-russi-sfidano-droni-usa">Tensione nei cieli della Siria: caccia russi sfidano droni Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/copertina-video-1-2.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/copertina-video-1-2.png 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/copertina-video-1-2-600x338.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/copertina-video-1-2-300x169.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/copertina-video-1-2-1024x576.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/copertina-video-1-2-768x432.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/copertina-video-1-2-1536x864.png 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/copertina-video-1-2-2048x1152.png 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/copertina-video-1-2-334x188.png 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<figure class="wp-block-video"><video height="720" style="aspect-ratio: 1280 / 720;" width="1280" controls poster="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/copertina-video-1-2.png" src="https://cdn.evolutionadv.it/insideover/website/2023/07/aerei-russi-contro-caccia-usa-.mp4"></video></figure>



<p>Escalation sfiorata in Siria. Il Pentagono ha diffuso il video di un incidente risalente alle 10:40 del 5 luglio 2023 che mostra tre cacciabombardieri appartenenti alla Russia prendere di mira altrettanti droni Mq-9 Reaper statunitensi durante una missione speciale contro l&#8217;Isis. I velivoli Usa senza pilota non hanno avuto altra scelta se non quella di operare manovre evasive per sfuggire alle mosse degli aerei di Mosca superiori rispetto agli Uav di fabbricazione americana. Secondo il tenente generale dell&#8217;Air Force, Alex Grynkewich, i piloti russi sono responsabili di aver commesso delle manovre pericolose e non professionali. &#8220;Contro le norme e i protocolli stabiliti, i jet russi hanno sganciato bengala con paracadute di fronte ai droni&#8221;, ha spiegato Grynkewich. </p>



<p>Episodi come questo ad alta quota si sono già verificati nel teatro ucraino quando il 14 marzo scorso un caccia Su-27 russo ha prima rilasciato una scia di carburante e poi falciato l&#8217;elica di un altro Mq-9 Reaper, precipitato nel Mar Nero. Anche in quell&#8217;occasione Stati Uniti hanno condannato il comportamento dell&#8217;aviazione di Mosca, giudicato &#8220;poco professionale&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/tensione-nei-cieli-della-siria-caccia-russi-sfidano-droni-usa">Tensione nei cieli della Siria: caccia russi sfidano droni Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Droni Mq-9 Reaper armati: la mossa dell&#8217;Olanda per proteggere le truppe</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/droni-mq-9-reaper-armati-la-mossa-dellolanda-per-proteggere-le-truppe.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 May 2023 17:47:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Drone Mq-9 Reaper]]></category>
		<category><![CDATA[Droni armati]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=397947</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/drone-mq-9-reaper-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/drone-mq-9-reaper-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/drone-mq-9-reaper-scaled.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/drone-mq-9-reaper-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/drone-mq-9-reaper-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/drone-mq-9-reaper-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/drone-mq-9-reaper-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/drone-mq-9-reaper-2048x1367.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'Olanda ha richiesto agli Stati Uniti armamento per i propri droni MQ-9 "Reaper", che erano stati acquistati disarmati nel 2011</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/droni-mq-9-reaper-armati-la-mossa-dellolanda-per-proteggere-le-truppe.html">Droni Mq-9 Reaper armati: la mossa dell&#8217;Olanda per proteggere le truppe</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/drone-mq-9-reaper-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/drone-mq-9-reaper-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/drone-mq-9-reaper-scaled.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/drone-mq-9-reaper-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/drone-mq-9-reaper-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/drone-mq-9-reaper-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/drone-mq-9-reaper-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/drone-mq-9-reaper-2048x1367.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il mutato quadro dello scenario di sicurezza internazionale ha convinto il governo olandese ad acquistare munizionamento per i suoi droni <strong>MQ-9 “Reaper”</strong>. La necessità si era già palesata nel 2022 quando venne diffuso un <em>memorandum</em>, ma solo ora il ministero della Difesa ha stabilito di procedere all&#8217;acquisto di munizioni per gli MQ-9, che quando erano stati acquistati, nel 2011, non erano armati. </p>



<p><a href="https://www.defensie.nl/actueel/nieuws/2023/05/23/defensie-schaft-munitie-voor-mq-9-reaper-aan" target="_blank" rel="noreferrer noopener">In una nota</a> diffusa dal dicastero alla Difesa olandese, si afferma che il velivolo “deve ora essere in grado di proteggere la sicurezza delle truppe”. Armare i Reaper (l&#8217;Olanda ne schiera attualmente 4 ma altri sono in arrivo) assicurerà l&#8217;aumento della flessibilità di impiego di questo strumento bellico. L&#8217;obiettivo, per l&#8217;Olanda, è avere le prime munizioni pronte per il dispiegamento iniziale entro il 2025 e di completarlo nel 2028.</p>



<p>I nuovi Uav (<em>Unmanned Aerial Vehicle</em>), in arrivo nel 2026, non hanno bisogno di essere modificati per l&#8217;armamento mentre quelli attualmente in servizio dovranno essere modificati per trasportare l&#8217;armamento composto da <strong>bombe a caduta libera Gbu</strong> a guida laser (già utilizzate sull&#8217;F-35) e <strong>missili aria-superficie “Hellfire”</strong> (usati sugli elicotteri da attacco “Apache”). Rispetto ai missili usati sugli “Apache”, gli “Hellfire” per i “Reaper” saranno di una versione più recente. </p>



<p>La commessa olandese passerà, come da prassi, per l&#8217;approvazione del <em>Foreign Military Sales</em> della statunitense <strong>Dsca</strong> (<em>Defense Security Cooperation Agency</em>) e si parla di un progetto che vale tra i 100 e i 250 milioni di euro. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://it.insideover.com/iscriviti-alla-newsletter" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="810" height="150" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/strip_io_newsletter_war.jpg" alt="" class="wp-image-393132" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/strip_io_newsletter_war.jpg 810w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/strip_io_newsletter_war-300x56.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/strip_io_newsletter_war-768x142.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a></figure>



<p>Attualmente sul sito della Dsca non c&#8217;è traccia dell&#8217;ordine olandese, ma è probabile che verrà aggiornato nelle prossime settimane, in compenso possiamo trovare altri sistemi d&#8217;arma made in Usa richiesti dall&#8217;Olanda: si tratta di ulteriori 72 missili aria-aria <strong>Aim-9X</strong> block II e 43 block II+ (maggio 2022) per un valore complessivo di 117 milioni di dollari; di 96 missili <strong>Mim-104E</strong> Guidance Enhanced Missile-Tactical “Patriot” per un costo totale stimato è 1,219 miliardi di dollari, ma soprattutto di 20 <strong>M-142</strong> High Mobility Artillery Rocket System (Himars) con 39 razzi guidati tipo M30A2, 38 M31A2 ad alto potenziale esplosivo, 80 M57 Army Tactical Missile System (Atacms) insieme a 17 M1152A1 High Mobility Multipurpose Wheeled Vehicles (Hmmwv) per un valore di 670 milioni di dollari. </p>



<p>Anche Amsterdam si allinea ai nuovi scenari come fatto da Roma, decidendo di armare i propri Uav “Reaper”. A marzo 2022, infatti, <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-svolta-dellaeronautica-italiana-possibili-armi-per-i-droni-reaper.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">avevamo ricordato</a> che l&#8217;<strong>Aeronautica Militare Italiana</strong> prevedeva di acquistare armamento per i nostri “Predator B” come ventilato già nel passato Dpp (Documento Programmatico Pluriennale) Difesa in cui era comparsa una voce per l&#8217;acquisizione di armamento per un valore di 168 milioni di euro, di cui una prima tranche di 59 verrà distribuita in un arco temporale di 7 anni, per i nostri droni, definendolo “ottenimento di livelli di sicurezza e protezione nell’ambito di missioni di scorta convogli, rendendo disponibile una flessibile capacità di difesa esprimibile dall’aria” e introducendo “una nuova opzione di protezione sia diretta alle forze sul terreno che a vantaggio di dispositivi aerei durante operazioni ad elevata intensità/valenza”. </p>



<p>Qualcosa che già si era richiesto, anni fa, quando nel <strong>2015 </strong>la Dsca statunitense aveva approvato la possibile vendita all’Italia di armamento per gli Mq-9 insieme alle associate componenti, attrezzature e al supporto logistico per un costo stimato di 129,6 milioni di dollari.</p>



<p>L’allora governo italiano aveva richiesto di poter acquistare <strong>156 missili Agm-114R2 &#8220;Hellfire II&#8221;</strong>; otto missili &#8220;Hellfire II&#8221; tipo M36-E8 Captive Air Training Missile; 30 bombe a guida laser Gbu-12, altrettante Gbu-38 Jdam; cinque missili fittizi Hellfire M34; 30 bombe a guida laser potenziate Gbu-49; altrettante Jdam laser Gbu-54; 26 rastrelliere per bombe; sei kit di armamento e installazione per MQ-9 e 13 lanciatori M-299 insieme a due suite elettroniche per test An/Awm-103 oltre all’addestramento/equipaggiamento, ai pezzi di ricambio e altre attrezzature di supporto. </p>



<p>Del resto avere a disposizione uno Uav in grado di trasportare armamento e non prevedere di utilizzarlo, significa privarsi di una capacità essenziale in vista del peggiore degli scenari possibili, che va comunque preso in considerazione dato l&#8217;attuale panorama di insicurezza diffusa, e un sistema <em>unmanned </em>come un drone ha il pregio non indifferente di non mettere a rischio la vita di un pilota, che rappresenta l&#8217;assetto più prezioso per un&#8217;aeronautica militare in quanto, al di là del valore della vita umana, è frutto di anni di faticoso addestramento. </p>



<p>Si può discutere sull&#8217;aspetto etico dell&#8217;uso dei droni in combattimento, ma fintanto che ci saranno Paesi e potenze globali che non si fanno questi tipi di scrupoli e che dimostrano sempre più di procedere verso un&#8217;automazione spinta dei sistemi d&#8217;arma al punto da considerare anche l&#8217;utilizzo di armi letali autonome a intelligenza artificiale (<a href="https://it.insideover.com/guerra/con-micro-droni-e-intelligenza-artificiale-guerra-fantascienza.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Laws – <em>Lethal Autonomous Weapon System</em></a>) senza il controllo ultimo dell&#8217;uomo, resterà sempre un dibattito puramente accademico, e perfino controproducente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/droni-mq-9-reaper-armati-la-mossa-dellolanda-per-proteggere-le-truppe.html">Droni Mq-9 Reaper armati: la mossa dell&#8217;Olanda per proteggere le truppe</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cosa ci dice il video dell&#8217;intercettazione del drone Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/cosa-ci-dice-il-video-dellintercettazione-del-drone-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Mar 2023 15:38:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Drone Mq-9 Reaper]]></category>
		<category><![CDATA[Uav]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=388705</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162638833_cdd9e9d0952f0c11690d2a8a2fad13f8-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162638833_cdd9e9d0952f0c11690d2a8a2fad13f8-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162638833_cdd9e9d0952f0c11690d2a8a2fad13f8-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162638833_cdd9e9d0952f0c11690d2a8a2fad13f8-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162638833_cdd9e9d0952f0c11690d2a8a2fad13f8-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162638833_cdd9e9d0952f0c11690d2a8a2fad13f8-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162638833_cdd9e9d0952f0c11690d2a8a2fad13f8-2048x1152.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162638833_cdd9e9d0952f0c11690d2a8a2fad13f8-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella mattina di martedì 14 marzo, uno Uav (Unmanned Air Vehicle) statunitense tipo Mq-9 “Reaper” è stato intercettato da due caccia Sukhoi Su-27 dell&#8217;aviazione russa mentre era in volo sul Mar Nero non molto lontano dalla costa della Crimea. Una serie di eventi succedutisi durante l&#8217;intercettazione ha portato il “Reaper” a precipitare in mare: come &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/cosa-ci-dice-il-video-dellintercettazione-del-drone-usa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/cosa-ci-dice-il-video-dellintercettazione-del-drone-usa.html">Cosa ci dice il video dell&#8217;intercettazione del drone Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162638833_cdd9e9d0952f0c11690d2a8a2fad13f8-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162638833_cdd9e9d0952f0c11690d2a8a2fad13f8-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162638833_cdd9e9d0952f0c11690d2a8a2fad13f8-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162638833_cdd9e9d0952f0c11690d2a8a2fad13f8-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162638833_cdd9e9d0952f0c11690d2a8a2fad13f8-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162638833_cdd9e9d0952f0c11690d2a8a2fad13f8-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162638833_cdd9e9d0952f0c11690d2a8a2fad13f8-2048x1152.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162638833_cdd9e9d0952f0c11690d2a8a2fad13f8-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella mattina di martedì 14 marzo, uno Uav (<em>Unmanned Air Vehicle</em>) statunitense tipo <strong>Mq-9 “Reaper”</strong> è stato intercettato da due caccia <strong>Sukhoi Su-27</strong> dell&#8217;aviazione russa mentre era in volo sul <strong>Mar Nero</strong> non molto lontano dalla costa della <strong>Crimea</strong>. </p>



<p>Una serie di eventi succedutisi durante l&#8217;intercettazione ha portato il “Reaper” a precipitare in mare: <a href="https://it.insideover.com/difesa/drone-usa-precipitato-scatta-la-corsa-per-il-suo-recupero.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">come abbiamo già avuto modo di affermare</a>, i caccia russi hanno effettuato delle manovre non consoni alla normale procedura di intercettazione, al punto tale da determinare una collisione in volo che ha fatto optare l&#8217;operatore del drone a farlo precipitare in mare. </p>



<p>Mosca, martedì, ha dato una <strong>versione diversa</strong> rispetto a quella di Washington: secondo il Ministero della Difesa russo “a seguito di brusche manovre, intorno alle 9:30, il drone Mq-9 è entrato in volo incontrollato con una perdita di quota e si è schiantato in acqua”. </p>



<p>Nella giornata di giovedì 16 marzo, il Pentagono ha rilasciato un <strong>breve video</strong> ripreso dalla telecamera a bordo del “Reaper” che conferma la versione statunitense: i caccia russi si sono avvicinati aggressivamente al drone sino a provocare una collisione che ha determinato la perdita dello Uav. In particolare si vedono i caccia russi <strong>scaricare carburante</strong> addosso al “Reaper”, forse per cercare di ingolfarne il motore a turboelica, o forse molto più semplicemente per intimorire l&#8217;operatore statunitense del drone. Dopo questa azione, la trasmissione video in diretta viene interrotta, ma l&#8217;Mq-9 sembra rimanere integro: le pale del rotore sono intatte. Successivamente si può osservare un Su-27 in un secondo avvicinamento verso il drone, e ancora una volta il caccia russo scarica carburante, ma il passaggio viene effettuato più vicino rispetto allo Uav e immediatamente dopo la registrazione cessa poiché i due aerei sembrano scontrarsi. Quando questa viene ripristinata, si può notare ancora una volta l&#8217;elica del “Reaper” e una pala sembra essere piegata. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Impatto tra drone Usa e jet russo, rilasciato il video" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/f5BGijzXezc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_f5BGijzXezc");</script>
</div></figure>



<p>In sostanza, il video conferma il rapporto sull&#8217;incidente rilasciato dal comando Usa per l&#8217;Europa, che riferiva di un&#8217;intercettazione effettuata in “maniera poco professionale”. </p>



<p>Il video sembra anche suggerire che la collisione <strong>non sia avvenuta intenzionalmente</strong>, ma molto probabilmente è stata causata dal pilota russo che ha giudicato male le distanze e alla fine ha colpito il “Reaper”, mettendo in pericolo anche il proprio velivolo che comunque, come riferisce Mosca, è stato in grado di tornare alla sua base. </p>



<p>Secondo Washington, quindi, <strong>non si è trattato di un atto deliberato</strong>, ma di un incidente dovuto al non rispetto delle regole internazionali di ingaggio di velivoli sconosciuti: l&#8217;Icao (<em>International Civil Aviation Organization</em>) , infatti, <a href="https://www.wing.com.ua/images/stories/library/ovd/9433.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">codifica </a>le procedure di intercettazione dei velivoli civili – va sottolineato – ma che vengono normalmente usate per qualsiasi tipo di “intruso”. </p>



<p>Si potrebbe pensare che le manovre azzardate dei piloti russi siano state effettuate perché il <em>target </em>era rappresentato da un drone, ma in realtà non è così: la storia recente e passata dimostra che i piloti russi sono particolarmente “esuberanti” quando si tratta di intercettare velivoli della parte avversaria, e in parecchi casi hanno effettuato manovre non ortodosse un po&#8217; per dimostrare le proprie abilità di pilota, un po&#8217; per impressionare gli equipaggi dei velivoli intercettati, anche con la speranza di provocare un cambio di rotta. </p>



<p>Proprio la storia, però, ci ricorda che questo genere di manovre può essere molto pericoloso: come già ricordato, il 13 settembre del 1987, quindi in piena Guerra fredda, sempre un caccia Su-27 dell’aviazione sovietica urtò con uno dei due timoni verticali le eliche di uno dei quattro motori di un P-3B “Orion” norvegese impegnato a seguire un’esercitazione navale nel Mare di Barents. In quella occasione entrambi i velivoli, benché danneggiati, poterono rientrare alle proprie basi di partenza, ma si è trattato di un colpo di fortuna, in quanto una collisione in volo può facilmente avere effetti catastrofici. </p>



<p>Tornando a quanto accaduto martedì mattina, il drone statunitense precipitato offre un ghiotta occasione per la Russia di poter <strong>mettere le mani sulla tecnologia occidentale</strong>: il velivolo, infatti, era impegnato in una missione di sorveglianza a lunghissimo raggio (era decollato dalla <em>Naval Air Station</em> di Sigonella, in Sicilia) e quindi carico di strumenti e sensori per poter osservare le mosse russe e captarne i segnali elettronici. </p>



<p>Gli Stati Uniti, ieri sera, hanno affermato che hanno fatto in modo di <strong>distruggere i dati raccolti</strong> dal “Reaper” prima dello schianto in mare, ma non essendo questo dotato di un sistema di autodistruzione, è probabile che qualche tipo di sistema elettronico sia sopravvissuto all&#8217;impatto. </p>



<p>Mosca, infatti, sembra che si stia <strong>attivando per il recupero</strong> del relitto avendo un grosso vantaggio rispetto agli Stati Uniti: il tratto di mare dove è precipitato il “Reaper” è vicino alle sue coste, benché, a quanto pare, sia molto profondo. Per di più non ci risulta che gli Usa e la Nato abbiano assetti per il recupero in profondità nel Mar Nero, sebbene alcuni cacciamine romeni, turchi o bulgari potrebbero avere dei Rov (Remotely Operated Vehicle) dotati di bracci in grado di prelevare le parti “più sensibili” del drone. Nella corsa al relitto, però, la Russia è decisamente il concorrente favorito.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/cosa-ci-dice-il-video-dellintercettazione-del-drone-usa.html">Cosa ci dice il video dell&#8217;intercettazione del drone Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Drone Usa precipitato: scatta la corsa per il suo recupero?</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/drone-usa-precipitato-scatta-la-corsa-per-il-suo-recupero.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Mar 2023 14:43:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aviazione russa]]></category>
		<category><![CDATA[Drone Mq-9 Reaper]]></category>
		<category><![CDATA[Uav]]></category>
		<category><![CDATA[United States Air Force (Usaf)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=388531</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1247" height="701" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/MQ-9_Takes_Flight_Over_Central_New_York_161019-Z-QU230-012.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="A remotely piloted MQ-9 Reaper operated by the New York Air National Guard’s 174th Attack Wing" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/MQ-9_Takes_Flight_Over_Central_New_York_161019-Z-QU230-012.jpg 1247w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/MQ-9_Takes_Flight_Over_Central_New_York_161019-Z-QU230-012-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/MQ-9_Takes_Flight_Over_Central_New_York_161019-Z-QU230-012-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/MQ-9_Takes_Flight_Over_Central_New_York_161019-Z-QU230-012-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/MQ-9_Takes_Flight_Over_Central_New_York_161019-Z-QU230-012-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1247px) 100vw, 1247px" /></p>
<p>Nella mattina di ieri, martedì 14 marzo, uno Uav (Unmanned Air Vehicle) statunitense tipo Mq-9 “Reaper” è precipitato nelle acque del Mar Nero mentre stava effettuando una missione di sorveglianza nei pressi della penisola di Crimea. Il comando Usa in Europa, in un comunicato stampa, sostiene che il “Reaper” è entrato in collisione con uno &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/drone-usa-precipitato-scatta-la-corsa-per-il-suo-recupero.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/drone-usa-precipitato-scatta-la-corsa-per-il-suo-recupero.html">Drone Usa precipitato: scatta la corsa per il suo recupero?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1247" height="701" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/MQ-9_Takes_Flight_Over_Central_New_York_161019-Z-QU230-012.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="A remotely piloted MQ-9 Reaper operated by the New York Air National Guard’s 174th Attack Wing" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/MQ-9_Takes_Flight_Over_Central_New_York_161019-Z-QU230-012.jpg 1247w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/MQ-9_Takes_Flight_Over_Central_New_York_161019-Z-QU230-012-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/MQ-9_Takes_Flight_Over_Central_New_York_161019-Z-QU230-012-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/MQ-9_Takes_Flight_Over_Central_New_York_161019-Z-QU230-012-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/MQ-9_Takes_Flight_Over_Central_New_York_161019-Z-QU230-012-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1247px) 100vw, 1247px" /></p>
<p>Nella mattina di ieri, martedì 14 marzo, uno Uav (<em>Unmanned Air Vehicle</em>) statunitense tipo <strong>Mq-9 “Reaper”</strong> è precipitato nelle acque del <strong>Mar Nero</strong> mentre stava effettuando una missione di sorveglianza nei pressi della penisola di <strong>Crimea</strong>. </p>



<p>Il <strong>comando Usa in Europa</strong>, in un comunicato stampa, sostiene che il “Reaper” è entrato in collisione con uno dei due caccia <strong>Sukhoi Su-27</strong> sollevatisi in volo per intercettarlo e scortarlo durante la sua rotta. In particolare, approssimativamente alle 7:03 (ora dell&#8217;Europa Centrale), un Su-27 ha urtato il rotore del drone – il “Reaper” monta un&#8217;<strong>elica spingente</strong> – costringendo l&#8217;operatore a farlo precipitare in mare in acque internazionali. La nota del comando europeo degli Stati Uniti riporta anche che “parecchie volte prima della collisione”, i due caccia hanno scaricato carburante davanti al drone, forse nel tentativo di ingolfarne il motore a turboelica provocandone lo spegnimento. Viene affermato che si tratta di una intercettazione “non professionale e pericolosa” che avrebbe potuto causare “la perdita di entrambi i velivoli”. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">USAF MQ-9A callsign SWIVL21 round trip out of NAS Sigonella, Italy en route to the Black Sea for a reconnaissance mission. <a href="https://t.co/0BjT4saBiX">pic.twitter.com/0BjT4saBiX</a></p>&mdash; Aircraft Spots (@AircraftSpots) <a href="https://twitter.com/AircraftSpots/status/1482950969285492739?ref_src=twsrc%5Etfw">January 17, 2022</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Il <strong>ministero della Difesa russo</strong>, di rimando, ha affermato in merito a quanto accaduto che “il volo dello Uav è stato effettuato con transponder spento in violazione dei confini dell&#8217;area del regime temporaneo per l&#8217;uso dello spazio aereo, istituito ai fini dello svolgimento di un&#8217;operazione militare speciale” e che “al fine di identificare l&#8217;intruso, sono stati mandati in volo i caccia delle forze di difesa aerea in servizio. A seguito di brusche manovre intorno alle 9:30 (ora di Mosca), il drone Mq-9 è entrato in volo incontrollato con una perdita di quota e si è schiantato in acqua”. Il Cremlino riferisce anche che i caccia “non hanno utilizzato armi, non sono entrati in contatto con lo Uav e sono tornati sani e salvi al loro aeroporto di base”. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
https://twitter.com/markito0171/status/1635919593821667330
</div></figure>



<p>Washington, sebbene abbia apertamente attribuito alla Russia la responsabilità dell&#8217;incidente nel comunicato stampa, <strong>ha minimizzato</strong> successivamente l&#8217;accaduto affermando che non si è trattato di un atto deliberato, ma solo di un incidente dovuto appunto a un&#8217;intercettazione effettuata con metodi poco professionali. </p>



<p>Effettivamente i piloti russi hanno dimostrato molte volte di tenere un comportamento a dir poco “esuberante” durante le intercettazioni dei velivoli statunitensi e della Nato: si ricordano, nella storia recente ma anche passata, diversi casi in cui i caccia russi hanno effettuato manovre pericolose vicino agli aerei intercettati, e in qualche caso ci sono state collisioni in volo. </p>



<p>Il <a href="https://theaviationgeekclub.com/the-story-of-the-norwegian-air-force-p-3-orion-that-was-damaged-in-a-collision-with-a-soviet-su-27-flanker-over-the-barents-sea/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">13 settembre del 1987</a>, ad esempio, sempre un caccia Su-27 dell&#8217;aviazione sovietica urtò con uno dei due timoni verticali le eliche di uno dei quattro motori di un <strong>P-3B “Orion” norvegese</strong> impegnato a seguire un&#8217;esercitazione navale nel Mare di Barents. Le foto scattate dall&#8217;equipaggio del P-3B sono indicative di quanto vicino al pattugliatore volasse il caccia russo. Parimenti, più recentemente, i piloti russi hanno dimostrato di volersi avvicinare parecchio agli aerei occidentali: in almeno due occasioni i caccia di Mosca hanno effettuato manovre spericolate vicino a un bombardiere B-52H e a un P-8 “Poseidon”, in località diverse. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Russian Su-27 crosses in front of U.S. B-52 during intercept" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/MGL5shiPGCQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_MGL5shiPGCQ");</script>
</div></figure>



<p>Sembra essere quindi una <strong>prassi consolidata</strong> quella di mostrare le proprie abilità di volo in sprezzo delle regole di sicurezza durante le intercettazioni da parte dei piloti russi, e probabilmente anche in questo caso si è trattato dello stesso fenomeno, anche se resta sempre il dubbio che possa trattarsi di un atto deliberato dalla duplica valenza. </p>



<p>Il “Reaper”, in configurazione raccolta dati, è dotato di tutta una <em>suite </em>di <strong>sensori elettronici/telecamere</strong> per svolgere l&#8217;attività Isr (<em>Intelligence, Surveillance and Reconnaissance</em>) quindi è “pieno” di materiale sensibile. Il fatto di averlo “urtato” nei pressi della Crimea potrebbe far pensare che i piloti abbiano ricevuto l&#8217;ordine di farlo precipitare in modo da recuperarne i rottami e così poter mettere le mani sulle preziose dotazioni elettroniche dello Uav. </p>



<p>Sembra infatti che navi russe con sommozzatori a bordo siano già nel luogo supposto dello schianto, ma al momento non è possibile confermarlo. Sappiamo però che il direttore del Russian Foreign Intelligence Service, Serghei Naryshkin, citato da <em>Ria Novosti</em>, ha affermato che ci siano le possibilità tecniche per recuperarlo e studiarlo, lasciando intendere che forse la Russia si sia già veramente attivata in tal senso.</p>



<p>Da parte statunitense, il portavoce della sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Kirby, ha affermato che gli Stati Uniti stanno cercando di impedire che il drone caduto finisca nelle mani sbagliate e che il Pentagono sta &#8220;ancora valutando se è possibile organizzare un recupero. Potrebbe non esserci&#8221;, in quanto, secondo Washington, le acque dov&#8217;è precipitato il drone sarebbero &#8220;molto molto profonde&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr"><a href="https://twitter.com/hashtag/BREAKING?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#BREAKING</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/Russia?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Russia</a> war &#8211; NOTAM airspace of <a href="https://twitter.com/hashtag/SMO?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#SMO</a> that <a href="https://twitter.com/hashtag/USAF?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#USAF</a> MQ-9 Reaper violated &#8211; Russia MOD <a href="https://t.co/ABaMIvXp09">pic.twitter.com/ABaMIvXp09</a></p>&mdash; CrisP (@crispSV) <a href="https://twitter.com/crispSV/status/1635739040753352712?ref_src=twsrc%5Etfw">March 14, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>L&#8217;incidente potrebbe facilmente avere anche una <strong>valenza politica</strong>, ovvero dissuadere la Nato dall&#8217;effettuare questo tipo di voli in una zona di spazio aereo internazionale che Mosca ha unilateralmente chiuso al volo da quando è cominciato il conflitto. </p>



<p>A questo punto occorre fare una precisazione: questo tipo di <strong>voli di ricognizione</strong> sono ormai diventati di routine. Infatti diversi assetti aerei da ricognizione della Nato e di altri Paesi amici (come la Svezia) effettuano missioni di sorveglianza/intelligence da ben prima dell&#8217;inizio della guerra in Ucraina, muovendosi nello spazio aereo internazionale a ridosso di quello russo e bielorusso. L&#8217;invasione ha portato, almeno nel Mar Nero e sull&#8217;Ucraina, a un atteggiamento più prudente da parte dell&#8217;Alleanza Atlantica, che ha generalmente spostato le rotte lontano dalla “zona calda” – ovvero al perimetro della zona chiusa al volo dalla Russia – appunto per evitare incidenti di questo tipo che potrebbero innescare un&#8217;escalation non controllata. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">RC-135 Rivet Joint ZZ665 as &quot; RRR7218 &quot; was escorted by 2 Eurofighter Typhoons ZK362 &amp; ZK351 as &quot; PSYCHO61 &amp; PSYCHO62 &quot; into the Black Sea. <a href="https://t.co/xYQBu4legA">pic.twitter.com/xYQBu4legA</a></p>&mdash; 𝙎𝙍_𝙋𝙡𝙖𝙣𝙚𝙨𝙥𝙤𝙩𝙩𝙚𝙧 ( 𝙏𝙓 ) 🇺🇸 (@SR_Planespotter) <a href="https://twitter.com/SR_Planespotter/status/1582405997724696580?ref_src=twsrc%5Etfw">October 18, 2022</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Quanto accaduto ieri, però, non avrà dinamiche di questo tipo in quanto si è trattato di uno Uav, quindi di un velivolo senza equipaggio, la cui perdita rappresenta sì un atto ostile (se ne viene appurato l&#8217;abbattimento) ma non grave come potrebbe essere il colpire con un missile un velivolo pilotato. Anche in quest&#8217;ultimo caso, non è detto che ci possa essere un rapido scivolamento verso un conflitto aperto tra le parti: la storia ci insegna che è molto più facile che si aprano <strong>profonde crisi diplomatiche</strong> piuttosto che si dia il via a una guerra guerreggiata, ma non è comunque da sottovalutare quest&#8217;ultimo rischio. </p>



<p>Cosa potrebbe succedere ora? Chi scrive ritiene <strong>difficile </strong>che gli Stati Uniti decidano di scortare i voli dei droni da ricognizione coi caccia: il rischio di altre azioni ostili pericolose dall&#8217;esito aleatorio è troppo alto. È però possibile che il Pentagono decida di dare una scorta ai velivoli Isr, Sigint, Elint con equipaggio – come ha fatto il Regno Unito dopo l&#8217;incidente al suo <strong>Rc-135</strong> – , mantenendoli però al di fuori dello spazio aereo che la Russia ha chiuso per effettuare la sua “operazione militare speciale”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/drone-usa-precipitato-scatta-la-corsa-per-il-suo-recupero.html">Drone Usa precipitato: scatta la corsa per il suo recupero?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Linee rosse e rischio escalation: gli scenari dopo lo scontro tra jet russo e drone Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/linee-rosse-e-rischio-escalation-gli-scenari-dopo-lo-scontro-tra-jet-russo-e-drone-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Mar 2023 09:06:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[drone]]></category>
		<category><![CDATA[Drone Mq-9 Reaper]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Nero]]></category>
		<category><![CDATA[Sukhoi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=388466</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1275" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/MQ-9_Reaper_UAV-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/MQ-9_Reaper_UAV-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/MQ-9_Reaper_UAV-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/MQ-9_Reaper_UAV-1024x680.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/MQ-9_Reaper_UAV-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/MQ-9_Reaper_UAV-1536x1020.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/MQ-9_Reaper_UAV-2048x1360.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Che minacce può scoperchiare lo scontro tra i due caccia russi Sukhoi Su-27 e il drone americano MQ-9 Reaper da loro indotto a precipitare sul Mar Nero nella giornata del 14 marzo? La domanda è legittima per capire se l&#8217;azzardata mossa dell&#8217;aeronautica di Mosca avrà conseguenze in un teatro caldissimo. Le provocazioni russe sono già &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/linee-rosse-e-rischio-escalation-gli-scenari-dopo-lo-scontro-tra-jet-russo-e-drone-usa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/linee-rosse-e-rischio-escalation-gli-scenari-dopo-lo-scontro-tra-jet-russo-e-drone-usa.html">Linee rosse e rischio escalation: gli scenari dopo lo scontro tra jet russo e drone Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1275" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/MQ-9_Reaper_UAV-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/MQ-9_Reaper_UAV-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/MQ-9_Reaper_UAV-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/MQ-9_Reaper_UAV-1024x680.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/MQ-9_Reaper_UAV-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/MQ-9_Reaper_UAV-1536x1020.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/MQ-9_Reaper_UAV-2048x1360.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Che minacce può scoperchiare lo scontro tra <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/escalation-sul-mar-nero-jet-russo-contro-drone-usa-attacco-2126706.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">i due caccia russi <strong>Sukhoi Su-27</strong> e il drone americano MQ-9 Reaper</a> da loro indotto a precipitare sul Mar Nero nella giornata del 14 marzo? La domanda è legittima per capire se l&#8217;azzardata mossa dell&#8217;aeronautica di Mosca avrà conseguenze in un teatro caldissimo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le provocazioni russe sono già un escalation</h2>



<p><strong>John F. Kirby,</strong> portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale, ha dichiarato che questi tipi di &#8220;intercettazioni&#8221; da parte di aerei russi nelle ultime settimane si stanno moltiplicando negli ultimi mesi ma al contempo ha ribadito di considerare questo episodio &#8220;degno di nota a causa di quanto fosse pericoloso e poco professionale&#8221;. La tensione è ai massimi in un mare tornato, nell&#8217;ultimo anno, <strong>zona di guerra</strong>. Un&#8217;area in cui la Nato fronteggia la spinta russa per trasformare buona parte del Mar Nero in un &#8220;lago&#8221; sotto il suo controllo. Chiaro che la presenza di basi dei due campi e, in mezzo, dell&#8217;Ucraina invasa aumenta il rischio di confronti diretti.</p>



<p>Prima di capire se e come ci potranno essere nuovi episodi di confronto diretto tra Russia e Stati Uniti nei cieli o nelle acque del Mar Nero, è bene ricordare che l&#8217;abbattimento (indotto) del Reaper non è stato certamente un caso isolato. In un certo senso, l&#8217;escalation è già in atto. A maggio 2022, fu proprio l&#8217;opera dell&#8217;intercettazione satellitare o aeronautica occidentale unita alla mano delle spie dell&#8217;Anglosfera (Usa e Regno Unito) a guidare i missili ucraini Neptune che colpirono e affondarono nelle acque del Mar Nero <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-in-ucraina-dopo-il-siluramento-del-moskva.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l&#8217;<strong>incrociatore russo <em>Moskva</em>.</strong></a> La Russia percepisce un timore nel muoversi nel mare meridionale più vicino ai suoi confini e con la mossa contro il drone Usa, precipitato a poche decine di chilometri dalla Crimea, ha voluto garantire una limitata risposta al percepito calo nel controllo delle acque del Mar Nero. In un certo senso ha <strong>mostrato bandiera</strong> imponendo, senza spargimenti di sangue o incidenti coinvolgenti militari occidentali impegnati in prima persona, le sue personalissime <strong>linee rosse</strong>.</p>



<p>Del resto la Russia già in passato, ben prima delle accuse di Kirby,<a href="https://nationalinterest.org/blog/the-buzz/su-27-the-russian-fighter-jet-almost-crashed-us-spy-plane-24277"> ha usato i Su-27</a> per minacciare e mettere in difficoltà i droni Usa impegnati nella raccolta informativa sul Mar Nero. Mostrare di saper arrivare a un abbattimento di fatto dei velivoli senza pilota di Washington significa tracciare un passaggio verso un&#8217;ulteriore capacità d&#8217;interdizione. <strong>Escalation</strong>, nel breve periodo, significa mostrare di poter interdire o disturbare agli avversari le manovre di proiezione in uno spazio conteso. Ed essendo Mosca messa sotto pressione dalla Nato tanto nel Mar Baltico quanto nel Mar Nero, la mossa sul MQ-9 è a suo modo segnaletica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I timori russi e le sfide Nato</h2>



<p>Ma la Russia può permettersi di chiamare a colpi di provocazioni nel fronte sud della Nato un crescente dispiego di mezzi? A nostro avviso no, ciò sarebbe quanto meno autolesionista. Si è visto nella scorsa primavera quanto un dispiegamento tutto sommato modesto a cavallo tra Romania e Bulgaria abbia contribuito al sostegno all&#8217;Ucraina sostanziatosi nella manovra, durissima per Mosca, sull&#8217;incrociatore affondato. Un incidente può essere forzato su un drone senza provocare conseguenze ad ampio raggio. Ma trovare un <strong>rinforzato schieramento di caccia e navi</strong> nel Mar Nero non farebbe il gioco di Mosca, che sentirebbe il fiato sul collo proprio mentre è impegnata nella difficile avanzata in Ucraina.</p>



<p>Al contempo, l&#8217;Occidente vuole che il Mar Nero sia al massimo preservato dai giochi di guerra e sul breve periodo ha l&#8217;obiettivo di spingere Mosca a non far saltare del tutto gli <strong>accordi sul grano</strong> che scadranno tra due mesi. Offrire con una maggiore presenza militare l&#8217;assist alla Russia per alzare l&#8217;asticella delle provocazioni e darle una sponda per giustificare la fine di tali accordi, potenzialmente destabilizzante, sarebbe un autogol.</p>



<p>A prescindere di tutto, quindi, né la Russia né gli Usa vogliono portare il duello a più gravi conseguenze, a territori dove si rischiano incidenti fatali. <a href="https://www.vox.com/world-politics/2023/3/14/23639988/russia-ukraine-war-aircraft-us-drone-black-sea" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Vox </em>suggerisce però</a> che si creino nuovamente le condizioni per incanalare il braccio di ferro sul segno della prevedibilità: &#8220;Washington e Mosca hanno istituito una linea di deconfliction in Siria, per comunicare ed evitare altri errori di calcolo. All&#8217;inizio della guerra in Ucraina, <a href="https://www.defenseone.com/threats/2022/03/us-russia-agree-deconfliction-hotline-putins-attack-ukraine-escalates/362750/">la Russia e gli Stati Uniti hanno nuovamente mantenuto una tale linea di deconflittualità</a> per evitare il potenziale di simili errori che potrebbero spingere le due potenze nucleari in uno scontro più diretto&#8221;. Riprendere la linea diretta tra i comandi Usa e quelli russi è oggi più che mai <strong>necessario </strong>per evitare che il mix di provocazioni e duelli causi incidenti fatali per la stabilità della regione. E acceleri la discesa di Usa e Russia lungo la china del confronto diretto tra le massime potenze militari del pianeta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/linee-rosse-e-rischio-escalation-gli-scenari-dopo-lo-scontro-tra-jet-russo-e-drone-usa.html">Linee rosse e rischio escalation: gli scenari dopo lo scontro tra jet russo e drone Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli Stati Uniti vogliono dare all&#8217;Ucraina i droni da combattimento Gray Eagle</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gli-stati-uniti-vogliono-dare-allucraina-i-droni-da-combattimento-gray-eagle.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jun 2022 09:55:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Drone Mq-9 Reaper]]></category>
		<category><![CDATA[Droni armati]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=359643</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220602115509109_6ac4b9ae85c62e240c136b1f8f9b48d5-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220602115509109_6ac4b9ae85c62e240c136b1f8f9b48d5-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220602115509109_6ac4b9ae85c62e240c136b1f8f9b48d5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220602115509109_6ac4b9ae85c62e240c136b1f8f9b48d5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220602115509109_6ac4b9ae85c62e240c136b1f8f9b48d5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220602115509109_6ac4b9ae85c62e240c136b1f8f9b48d5-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220602115509109_6ac4b9ae85c62e240c136b1f8f9b48d5-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli Stati Uniti vogliono dare all&#8217;Ucraina almeno quattro Ucav (Unmanned Combat Air Vehicle) MQ-1C Gray Eagle, che possono essere armati coi letali missili Hellfire. Il velivolo è un Male (Medium Altitude Long Endurance) sviluppato dalla General Atomics Aeronautical Systems per l&#8217;esercito statunitense come aggiornamento del ben noto MQ-1 Predator. Il Gray Eagle può trasportare un &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-stati-uniti-vogliono-dare-allucraina-i-droni-da-combattimento-gray-eagle.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-stati-uniti-vogliono-dare-allucraina-i-droni-da-combattimento-gray-eagle.html">Gli Stati Uniti vogliono dare all&#8217;Ucraina i droni da combattimento Gray Eagle</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220602115509109_6ac4b9ae85c62e240c136b1f8f9b48d5-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220602115509109_6ac4b9ae85c62e240c136b1f8f9b48d5-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220602115509109_6ac4b9ae85c62e240c136b1f8f9b48d5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220602115509109_6ac4b9ae85c62e240c136b1f8f9b48d5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220602115509109_6ac4b9ae85c62e240c136b1f8f9b48d5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220602115509109_6ac4b9ae85c62e240c136b1f8f9b48d5-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220602115509109_6ac4b9ae85c62e240c136b1f8f9b48d5-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Gli <strong>Stati Uniti</strong> <a href="https://www.reuters.com/business/aerospace-defense/exclusive-us-plans-sell-armed-drones-ukraine-coming-days-sources-2022-06-01/" target="_blank" rel="noopener">vogliono dare</a> all&#8217;Ucraina almeno quattro Ucav (<em>Unmanned Combat Air Vehicle</em>) <strong>MQ-1C Gray Eagle</strong>, che possono essere armati coi letali <a href="https://it.insideover.com/difesa/ecco-come-funziona-il-missile-hellfire-r9x-la-bomba-a-lame-della-cia.html" target="_blank" rel="noopener">missili Hellfire</a>.</p>
<p>Il velivolo è un Male (<em>Medium Altitude Long Endurance</em>) sviluppato dalla General Atomics Aeronautical Systems per l&#8217;esercito statunitense come aggiornamento del ben noto <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-svolta-dellaeronautica-italiana-possibili-armi-per-i-droni-reaper.html" target="_blank" rel="noopener">MQ-1 Predator</a>. Il Gray Eagle può trasportare un carico utile interno di 261 chilogrammi e uno esterno di 227 eseguendo missioni di ricognizione, sorveglianza, acquisizione di bersagli, comando e controllo, collegamento comunicazioni, intelligence dei segnali (Sigint), <a href="https://it.insideover.com/difesa/cosa-si-intende-per-guerra-elettronica-e-cose-il-jamming.html" target="_blank" rel="noopener">guerra elettronica (Ew)</a>, ma soprattutto di attacco. Il drone infatti è stato integrato con successo con il missile Agm-114 Hellfire nel dicembre del 2009, quasi immediatamente con l&#8217;avvio della sua produzione. I test condotti con gli Hellfire a bordo del Gray Eagle si sono conclusi nell&#8217;agosto 2010 e questi Ucav sono stati destinati principalmente al teatro Afghano, dove hanno avuto il loro battesimo del fuoco, ma anche in Iraq. Nel giugno 2012 è stato schierato il primo reparto dell&#8217;U.S. Army con in dotazione gli MQ-1C. Basato sul design della cellula dei Predator, il Gray Eagle è dotato di un sistema di controllo tollerante ai guasti con un&#8217;architettura del sistema avionico a tripla ridondanza.</p>
<p>Il drone ha un&#8217;apertura alare maggiore rispetto al Predator, inoltre la sua architettura modulare consente l&#8217;integrazione e il funzionamento di più carichi utili dando al Gray Eagle una maggiore flessibilità di impiego. L&#8217;Ucav ha una lunghezza di nove metri, un&#8217;apertura alare di 17 e un&#8217;altezza di 2,1, e può trasportare diversi sensori tra cui uno elettro-ottico/infrarosso con designatore laser, un sensore StarLite <em>Synthetic Aperture Radar</em> (Sar)/indicatore di bersagli mobili (Gmti), sistemi di comunicazione e quattro missili Hellfire che possono ingaggiare bersagli mobili e fissi a terra entro un raggio da 500 metri otto chilometri. Il motore dei Gray Eagle da 165 cavalli è multicarburante potendo usare sia diesel che carburante per jet. L&#8217;Ucav è gestito da un sistema di stazioni di controllo a terra in configurazione modulare, montato sul veicolo medio tattico standard da cinque tonnellate. Il drone può volare ad un&#8217;altitudine massima di 29mila piedi (8800 metri) e può restare in aria per oltre 30 ore. Il suo peso massimo al decollo è di 1633 chilogrammi e può sviluppare una velocità massima di 150 nodi.</p>
<p>La decisione di inviare i droni in Ucraina sarà formalizzata nei prossimi giorni dalla presidenza degli Stati Uniti notificandola al Congresso. L&#8217;introduzione nel conflitto dell&#8217;MQ-1C darebbe all&#8217;Ucraina un sistema senza pilota ad alta resistenza con capacità che superano quelle dell&#8217;unico drone da combattimento utilizzato da Kiev, il <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronache/cosa-sono-i-droni-turchi-bayraktar-e-perch-possono-far-male-2016327.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Bayraktar TB2</strong></a>. Oltre al carico bellico, che come abbiamo visto, nonostante sia limitato rispetto ad altri Ucav di grandi dimensioni, è comunque più grande di quello dei Bayraktar (150 chilogrammi), il Gray Eagle permetterà di fare un importante salto di qualità per quanto riguarda la <strong><em>situational awareness</em></strong> degli ucraini grazie alla sua <em>suite</em> di sensori. Questa, a nostro giudizio, è la vera motivazione della cessione all&#8217;Ucraina del MQ-1C: recentemente Washington ha affermato di non voler più fornire a Kiev i dati di intelligence che potrebbero essere utilizzati per colpire il territorio russo. Ora invece l&#8217;esercito ucraino potrà procedere autonomamente sfruttando proprio le informazioni raccolte dai Gray Eagle.</p>
<p>I droni però saranno sicuramente nel mirino dei sistemi missilistici da difesa aerea russi, che sono stati schierati ai confini ucraini e nel Donbass, come gli <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/il-sistema-s-300.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>S-300</strong></a> ed <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/il-sistema-s-400-la-spina-nel-fianco-dellaviazione-della-nato.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>S-400</strong></a> essendo degli obiettivi altamente paganti. Questi sistemi possono contare su missili aventi un raggio d&#8217;azione esteso: il 40N6 dell&#8217;S-400 è efficace sino a una distanza di 400 chilometri mentre il 48N6DM è in grado di intercettare bersagli sino a 230/250 chilometri (a seconda delle fonti).</p>
<p>Non sappiamo se la cessione degli MQ-1C sia stata compresa nell&#8217;ultimo pacchetto di armamenti per l&#8217;Ucraina annunciato il primo giugno, del valore di <a href="https://www.defense.gov/News/Releases/Release/Article/3049483/fact-sheet-on-us-security-assistance-to-ukraine/source/fact-sheet-on-us-security-assistance-to-ukraine/" target="_blank" rel="noopener"><strong>700 milioni di dollari</strong></a>, e approvato recentemente dall&#8217;amministrazione statunitense. Gli Stati Uniti hanno speso a oggi circa 5,3 miliardi di dollari in assistenza all&#8217;Ucraina dall&#8217;inizio dell&#8217;amministrazione Biden, di cui circa 4,6 miliardi dall&#8217;inizio dell&#8217;invasione russa del 24 febbraio. L&#8217;ultima spedizione di armamenti approvata è l&#8217;undicesima dall&#8217;agosto 2021.</p>
<p>A oggi la fornitura di armamenti statunitensi all&#8217;Ucraina ha incluso oltre 1400 sistemi antiaerei Stinger, oltre 6500 Atgm (Anti Tank Ground Missile) Javelin insieme a circa 20mila altri sistemi anticarro. Sono invece più di 700 i “droni kamikaze” (meglio detti <em>loitering muntions</em>) di tipo <a href="https://it.insideover.com/guerra/larma-definitiva-scatta-lora-degli-switchblade.html" target="_blank" rel="noopener">Switchblade</a> e 108 gli obici da 155 millimetri tipo M-777, corredati da oltre 220mila proiettili. A questi si aggiungono 20 elicotteri Mil Mi-17 (la maggior parte di provenienza afghana), 200 veicoli da trasporto truppe M-113 e centinaia di Humvee senza contare le migliaia di armi leggere e relativo munizionamento insieme ad altri dispositivi per la protezione personale o sistemi elettronici per il tracciamento dei colpi di artiglieria oppure per l&#8217;acquisizione dei bersagli.</p>
<p>Dopo i Mlrs (<em>Multiple Launch Rocket System</em>) tipo <strong>Himars</strong>, che hanno una gittata massima di circa 300 chilometri, rappresentando quindi un vero e proprio possibile <em>game changer</em> di questa guerra d&#8217;attrito, Washington alza ulteriormente l&#8217;asticella del suo impegno nel sostenere militarmente l&#8217;Ucraina grazie agli MQ-1C, dimostrando che, in questo momento del conflitto, non intende aprire alla possibilità di de-escalation al di là dei <a href="https://it.insideover.com/politica/la-telefonata-austin-shoigu-putin-malato-e-il-rischio-golpe-i-retroscena.html" target="_blank" rel="noopener">contatti diretti</a> ricercati con la Russia attraverso i colloqui tra i rispettivi <a href="https://it.insideover.com/guerra/milley-chiama-gerasimov-prima-telefonata-dallinizio-della-guerra.html" target="_blank" rel="noopener">Stati maggiori</a> e ministeri della Difesa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-stati-uniti-vogliono-dare-allucraina-i-droni-da-combattimento-gray-eagle.html">Gli Stati Uniti vogliono dare all&#8217;Ucraina i droni da combattimento Gray Eagle</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La svolta dell&#8217;Aeronautica italiana: possibili armi per i droni Reaper</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-svolta-dellaeronautica-italiana-possibili-armi-per-i-droni-reaper.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Mar 2022 10:09:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aeronautica militare italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Drone Mq-9 Reaper]]></category>
		<category><![CDATA[Missile hellfire]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=348420</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1536" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323110806210_31227dda56f8e8ce02387497fa4f5552-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323110806210_31227dda56f8e8ce02387497fa4f5552-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323110806210_31227dda56f8e8ce02387497fa4f5552-300x240.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323110806210_31227dda56f8e8ce02387497fa4f5552-1024x819.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323110806210_31227dda56f8e8ce02387497fa4f5552-768x614.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323110806210_31227dda56f8e8ce02387497fa4f5552-1536x1229.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323110806210_31227dda56f8e8ce02387497fa4f5552-2048x1638.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo scorso 16 febbraio il capo di Stato Maggiore dell&#8217;Aeronautica Militare, generale di Squadra Aerea Luca Goretti, ha riferito alle commissioni difesa congiunte di Camera e Senato sulla situazione dell&#8217;Arma Azzurra, sulle nuove minacce e sulle necessità di forza armata. Il generale ci ha ricordato che l&#8217;attuale guerra in Ucraina ha mutato drasticamente il contesto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-svolta-dellaeronautica-italiana-possibili-armi-per-i-droni-reaper.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-svolta-dellaeronautica-italiana-possibili-armi-per-i-droni-reaper.html">La svolta dell&#8217;Aeronautica italiana: possibili armi per i droni Reaper</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1536" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323110806210_31227dda56f8e8ce02387497fa4f5552-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323110806210_31227dda56f8e8ce02387497fa4f5552-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323110806210_31227dda56f8e8ce02387497fa4f5552-300x240.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323110806210_31227dda56f8e8ce02387497fa4f5552-1024x819.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323110806210_31227dda56f8e8ce02387497fa4f5552-768x614.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323110806210_31227dda56f8e8ce02387497fa4f5552-1536x1229.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220323110806210_31227dda56f8e8ce02387497fa4f5552-2048x1638.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Lo scorso 16 febbraio il capo di Stato Maggiore dell&#8217;<strong>Aeronautica Militare</strong>, generale di Squadra Aerea <strong>Luca Goretti</strong>, ha riferito alle commissioni difesa congiunte di Camera e Senato sulla situazione dell&#8217;Arma Azzurra, sulle nuove minacce e sulle necessità di forza armata.</p>
<p>Il generale ci ha ricordato che l&#8217;attuale <strong>guerra in Ucraina</strong> ha mutato drasticamente il contesto di sicurezza internazionale, e che l&#8217;AM in questo ha trovato conferma “della necessità di dotarsi di un potere aerospaziale in grado di gestire tutte le minacce che giungono dall&#8217;atmosfera”. In questo senso è necessaria un&#8217;attenta pianificazione delle capacità dell&#8217;Arma Azzurra, con mezzi adeguati ai vari contesti in cui si possono trovare a operare, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronache/nato-italia-e-conflitto-ucraina-tutti-scenari-vengono-2019700.html" target="_blank" rel="noopener">anche quelli più improbabili</a>.</p>
<p>L&#8217;innovazione tecnologica ha espanso il dominio aereo connettendolo a quello spaziale, creando una connessione “osmotica” tra spazio e cielo, che ha ovvie ripercussioni sulla terra. Un sistema vasto e complesso da difendere che impone un processo evolutivo per l&#8217;Aeronautica Militare in modo che essa possa svolgere una delle sue funzioni di mandato, ovvero quella della <strong>difesa degli spazi e degli interessi nazionali</strong>.</p>
<p>Il generale ha avuto modo anche di sottolineare come anni di tagli allo strumento Difesa, contestuali anche al ventennio di operazioni <em>counterinsugercy/counterterrorism</em> dal quale siamo praticamente appena usciti anche “pensando di vivere in un mondo di pace”, abbiano inciso sul numero di assetti dell&#8217;Aeronautica. Goretti infatti quando ha detto che la “quantità sia di per sé già qualità”, fa riferimento all&#8217;illusione che un assetto di ultima generazione possa equivalere – e sopperire – a un numero corposo di macchine precedenti.</p>
<p>Il CSM ha infatti reso noto che l&#8217;Aeronautica è passata da “842 assetti a circa 500 aeromobili totali di cui meno di 200 con funzione <em>combat</em>” e considerando il rapporto di disponibilità di 1 a 3 per esigenze di manutenzione, si comprende come siano disponibili circa 100 velivoli (di ogni tipo) pronti all&#8217;azione.</p>
<p>Il citato vantaggio qualitativo e tecnologico, se ci ha permesso l&#8217;agevole conquista della superiorità aerea negli scenari permissivi dove si è operato negli ultimi 20 anni, dall&#8217;altro non può certamente essere un paradigma applicabile nel confronto con un <em>competitor</em> “alla pari” come quelli rappresentati dalle forze armate di uno Stato moderno.</p>
<p>Pochi aerei significa quindi non poter sostenere una <strong>campagna di lungo periodo</strong>, soprattutto se siamo chiamati a intervenire su più fronti. Un sistema d&#8217;arma, poi, più è complesso più richiede tempo per essere costruito, e “se poi tutti lo vogliono contemporaneamente, è la fine” ricorda il generale riferendosi implicitamente al successo degli <strong>F-35</strong>. Il generale a tal proposito ha riferito anche di voler “stimolare una riflessione sui velivoli a pilotaggio remoto” su cui Goretti dice di “essersi posto una domanda” in merito “alla possibilità di riavviare il processo autorizzativo volto ad armarli per dotarli finalmente di una componente di ingaggio al suolo”.</p>
<hr />
<ul>
<li><strong><a href="https://bit.ly/3twGT5E" target="_blank" rel="noopener">L&#8217;Italia finalmente vedrà i suoi Reaper armati?</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://bit.ly/37Ts9FJ" target="_blank" rel="noopener">Il COA, il centro nevralgico della difesa aerea italiana</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://bit.ly/3NdyuvV" target="_blank" rel="noopener">La guerra in Ucraina sta utilizzando droni diversi, anche commerciali</a></strong></li>
</ul>
<hr />
<p>Il CSM ha ancora una volta sottolineato che se l&#8217;autorità politica ne permetterà l&#8217;utilizzo, si potrà ridurre il rischio connesso alla perdita di vite umane e parallelamente liberare risorse più pregiate destinate a “scenari non permissivi”, ovvero quelle aree definite in gergo “altamente contestate” in cui sono presenti assetti avversari moderni di <strong>interdizione d&#8217;area</strong> come lo sono i sistemi missilistici da difesa area <strong>S-400</strong> Triumf russi che attualmente sono dispiegati in diversi settori del territorio russo e altrove, ad esempio in Siria.</p>
<p>Anche nell&#8217;attuale conflitto in Ucraina sappiamo che sono stati dispiegati i Triumf di Mosca, e la loro presenza da sola è bastata per ridurre drasticamente l&#8217;attività delle già esigue forze aeree ucraine. Sul fronte opposto, invece, il fatto che l&#8217;esercito di Kiev possa disporre di alcuni <strong>S-300P</strong> ha tenuto ben lontani dai confini ucraini i velivoli AWACS di Mosca del tipo Beriev A-50, che sono stati visti su un aeroporto bielorusso.</p>
<p>Tornado alla possibilità di avere i nostri droni, del tipo <strong>MQ-9A Predator B</strong>, armati con ordigni da attacco al suolo, Goretti ha riferito che “noi non vogliamo utilizzarli, ma averli significa avere questa capacità, poi è qualcun altro che ci deve autorizzare a farlo, il non averli e dover essere poi necessariamente costretti a impiegarli significa ritornare allo scaffale, e non è detto che li troveremo”.</p>
<p>Il tema degli <strong>UAV (<em>Unmanned Air Vehicle</em>) armati</strong> per l&#8217;Aeronautica Militare ritorna dopo qualche mese: già<a href="https://it.insideover.com/difesa/litalia-acquistera-armamento-per-i-suoi-droni-mq-9-reaper.html" target="_blank" rel="noopener"> a settembre vi avevamo ricordato</a> come, nelle “pieghe” del DPP Difesa (Documento Programmatico Pluriennale della Difesa) 2021-2023 fossero presenti finanziamenti pari a 168 milioni di euro, di cui una prima tranche di 59 verrà distribuita in un arco temporale di 7 anni, per l&#8217;acquisto di armamento da attacco, definito come ottenimento di “livelli di sicurezza e protezione nell’ambito di missioni di scorta convogli, rendendo disponibile una flessibile capacità di difesa esprimibile dall’aria” e introducendo “una nuova opzione di protezione sia diretta alle forze sul terreno che a vantaggio di dispositivi aerei durante operazioni ad elevata intensità/valenza”. Qualcosa che già si era richiesto, anni fa, quando nel <strong>2015</strong> il Dipartimento di Stato aveva approvato la possibile vendita all’Italia di armamento per gli Mq-9 insieme alle associate componenti, attrezzature e al supporto logistico per un costo stimato di 129,6 milioni di dollari.</p>
<p>L’allora governo italiano aveva richiesto di poter acquistare <strong>156 missili Agm-114R2 Hellfire II</strong>; otto missili Hellfire II tipo M36-E8 Captive Air Training Missile; 30 bombe a guida laser Gbu-12, altrettante Gbu-38 Jdam; cinque missili fittizi Hellfire M34; 30 bombe a guida laser potenziate Gbu-49; altrettante Jdam laser Gbu-54; 26 rastrelliere per bombe; sei kit di armamento e installazione per MQ-9 e 13 lanciatori M-299 insieme a due suite elettroniche per test An/Awm-103 oltre all’addestramento/equipaggiamento, ai pezzi di ricambio e altre attrezzature di supporto. Il tutto per un valore totale stimato di 129,6 milioni di dollari dell’epoca.</p>
<p>Guardando alle operazioni belliche in Ucraina, <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-conflitto-in-ucraina-e-anche-una-guerra-di-droni.html" target="_blank" rel="noopener">dove varie tipologie di UAS (<em>Unmanned Air System</em>) vengono utilizzati attivamente</a> sul campo di battaglia, non possiamo che sperare che il decisore politico prenda seriamente in considerazione questa possibilità proprio per le motivazioni espresse dal generale Goretti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-svolta-dellaeronautica-italiana-possibili-armi-per-i-droni-reaper.html">La svolta dell&#8217;Aeronautica italiana: possibili armi per i droni Reaper</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Italia acquisterà armamento per i suoi droni Mq-9 Reaper?</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/litalia-acquistera-armamento-per-i-suoi-droni-mq-9-reaper.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Sep 2021 15:03:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aeronautica militare italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Drone Mq-9 Reaper]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=330139</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1193" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/11328889_large-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/11328889_large-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/11328889_large-300x186.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/11328889_large-1024x636.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/11328889_large-768x477.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/11328889_large-1536x955.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/11328889_large-2048x1273.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra le pieghe del Documento Programmatico Pluriennale della Difesa 2021-2023 (Dpp), una voce sta balzando all&#8217;occhio della stampa specializzata. È stata indicata come “Mq-9 payload”, ovvero traducibile come “carico pagante” per gli Uav (Unmanned Air Vehicle) Mq-9A Predator B in forza all&#8217;Aeronautica Militare. Nel documento si legge che “la finalità del programma risiede nel garantire &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/litalia-acquistera-armamento-per-i-suoi-droni-mq-9-reaper.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/litalia-acquistera-armamento-per-i-suoi-droni-mq-9-reaper.html">L&#8217;Italia acquisterà armamento per i suoi droni Mq-9 Reaper?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1193" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/11328889_large-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/11328889_large-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/11328889_large-300x186.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/11328889_large-1024x636.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/11328889_large-768x477.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/11328889_large-1536x955.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/11328889_large-2048x1273.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Tra le pieghe del <strong>Documento Programmatico Pluriennale</strong> della Difesa 2021-2023 (Dpp), una voce sta balzando all&#8217;occhio della stampa specializzata. È stata indicata come “<strong>Mq-9 payload</strong>”, ovvero traducibile come “carico pagante” per gli <strong>Uav</strong> (<em>Unmanned Air Vehicle</em>) <strong>Mq-9A Predator B</strong> in forza all&#8217;<strong>Aeronautica Militare</strong>.</p>
<p>Nel documento si legge che “la finalità del programma risiede nel garantire l&#8217;adeguamento dei sensori, dei payload e dei sistemi di comando e controllo agli ultimi standard tecnologici, assicurando un grado di sviluppo prestazionale in linea con l&#8217;output capacitivo ed operativo richiesto dalla Difesa in relazione agli attuali e futuri scenari di riferimento”. Questo aggiornamento delle possibilità di carico e dei sistemi di bordo, sembrerebbe essere finalizzato all&#8217;adozione di armamento da attacco, trasformando lo Uav in un <strong>Ucav</strong> (<em>Unmanned Combat Air Vehicle</em>) come avviene per altre forze aeree che lo utilizzano. In particolare, sempre nel Dpp, viene detto che “il velivolo garantirà incrementati livelli di sicurezza e protezione nell&#8217;ambito di missioni di scorta convogli, rendendo disponibile una flessibile capacità di difesa esprimibile dall&#8217;aria. Introdurrà, inoltre, una nuova opzione di protezione sia diretta alle forze sul terreno che a vantaggio di dispositivi aerei durante operazioni ad elevata intensità/valenza”. Questo aggiornamento del sistema richiederà un fabbisogno complessivo di <strong>168 milioni di euro</strong> di cui una prima tranche di 59 verrà distribuita in un arco temporale di 7 anni. L&#8217;Aeronautica Militare ha in dotazione <strong>sei</strong> di questi velivoli a pilotaggio remoto, di cui uno è andato perso il 20 novembre 2019 nei cieli della Libia.</p>
<p>L&#8217;Mq-9A viene impiegato dall’Am per <a href="http://www.aeronautica.difesa.it/mezzi/mlinea/Pagine/MQ9APredatorB.aspx" target="_blank" rel="noopener">svolgere missioni di ricognizione, sorveglianza e acquisizione obiettivi</a>. Il drone, con un’apertura alare di oltre 20 metri, una velocità superiore ai 400 Km/h e una capacità di volo a media ed alta quota, garantisce una grande autonomia di volo, permettendo di ottenere elevate prestazioni sia nella condotta di missioni <strong>Istar</strong> (Intelligence, Surveillance, Target Acquisition and Reconnaissance) sia, in ambito marittimo e terreste, per operazioni di pattugliamento, ricerca e soccorso. I Predator B permettono di contribuire in modo unico alla creazione e mantenimento della cosiddetta <em>situational awareness</em>, ovvero al controllo dell’evoluzione della situazione da parte delle autorità responsabili del comando delle operazioni militari.</p>
<p>Il sistema d’arma si compone almeno di <strong>tre elementi</strong>: il velivolo, equipaggiato con un motore turboelica ad alte prestazioni; la <em>Ground Control Station</em> (Gcs), ovvero la stazione di controllo a terra che grazie ad un collegamento satellitare può controllare il velivolo durante le operazioni anche a centinaia di chilometri di distanza; la <em>Exploitation Data Station</em> (Eds), dove vengono analizzate in tempo reale le immagini ricevute dal velivolo e, attraverso un nodo di telecomunicazioni, trasmesse agli utenti operativi. La stazione di controllo è una vera e propria cabina di pilotaggio posta a terra, collegata allo Uav tramite antenne e ricevitori in grado di comunicare anche via satellite. L&#8217;Mq-9 è dotato di una suite di sensori elettro-ottici, infrarossi e radar (ne monta uno ad apertura sintetica) che gli consentono di ottenere informazioni sul campo di battaglia in ogni condizione meteorologica.</p>
<p>L&#8217;aggiornamento del sistema, così come indicato dal Dpp Difesa, è alquanto “sibillino” e lascia spazio ad altre interpretazioni: la “difesa esprimibile dall&#8217;aria” e la “protezione sia diretta alle forze sul terreno che a vantaggio di dispositivi aerei” potrebbero non voler significare che i Reaper B con le coccarde tricolori saranno necessariamente armati. È proprio il passaggio in cui si parla di “protezione a vantaggio di dispositivi aerei” che rende fumosa la questione.</p>
<p>Sappiamo, infatti, che i droni, nell&#8217;<strong>U.S. Air Force</strong>, sono armati per l&#8217;attacco al suolo potendo trasportare le bombe Gbu-12 Paveway II a guida laser, le Gbu-38 Joint Direct Attack Munitions (Jdam) ed i missili aria-terra Agm-114 Hellfire II. Gli stessi usati dagli Stati Uniti per eliminare, a gennaio 2020, il comandante della Forza Quds dei Pasadarn iranianai generale Qasem Soleimani, oppure, nella loro versione <a href="https://it.insideover.com/difesa/ecco-come-funziona-il-missile-hellfire-r9x-la-bomba-a-lame-della-cia.html" target="_blank" rel="noopener">R9X “blade bomb”</a>, per colpire “chirurgicamente” i terroristi in ambienti a forte rischio di danni collaterali.</p>
<p>Solo <a href="https://www.thedrive.com/the-war-zone/39677/mq-9-reaper-replacement-requirements-now-include-air-to-air-capability-in-contested-airspace" target="_blank" rel="noopener">molto recentemente</a> l&#8217;Air Force statunitense ha emanato una “Rfi” (<em>Request for Information</em> – richiesta di informazioni) in merito alla possibilità che i Predator possano essere armati con missili aria-aria <strong>Aim-9X Sidewinder</strong>, ed è improbabile che si possano vedere presto sui Reaper.</p>
<p>D&#8217;altro canto, proprio il linguaggio volutamente poco chiaro utilizzato, potrebbe far pensare che quel “a vantaggio di dispositivi aerei” possa essere considerato nel suo senso più ampio, e cioè non tanto riguardante l&#8217;eliminazione di minacce aeree, bensì quella di <strong>minacce terrestri rivolte verso aeromobili</strong>, quindi, ancora una volta, la possibilità di effettuare attacchi al suolo.</p>
<p>Per completezza dobbiamo sottolineare come il “payload”, ancora una volta, potrebbe non essere un carico strettamente bellico (bombe o missili), bensì una dotazione di nuovi strumenti elettronici in grado di trasformare il Reaper da una piattaforma passiva di ricognizione/sorveglianza ad una attiva in grado di effettuare la Ew (<em>Electronic Warfare</em>) disturbando i sensori e i sistemi radar/elettronici degli avversari. Perfino poter inibire i segnali radio che fanno esplodere gli ordigni improvvisati (Ied – <em>Improvised Explosive Device</em>) come già previsto per i velivoli C-27J versione Ew-Jedi.</p>
<p>Per risolvere questi dubbi potrebbe venirci in aiuto la <strong>Defense Security Cooperation Agency</strong>, l&#8217;ente statunitense che sovrintende alla vendita di armamenti all&#8217;estero. Sul loro sito <a href="https://www.dsca.mil/press-media/major-arms-sales/italy-weaponization-mq-9s" target="_blank" rel="noopener">leggiamo</a>, in data <strong>4 novembre 2015</strong>, che il Dipartimento di Stato aveva approvato la possibile vendita all&#8217;Italia di armamento per gli Mq-9 insieme alle associate componenti, attrezzature e al supporto logistico per un costo stimato di 129,6 milioni di dollari.</p>
<p>L&#8217;allora governo italiano aveva richiesto di poter acquistare <strong>156 missili Agm-114R2 Hellfire II</strong>; otto missili Hellfire II tipo M36-E8 Captive Air Training Missile; <strong>30</strong> bombe a guida laser <strong>Gbu-12</strong>, altrettante <strong>Gbu-38</strong> Jdam; cinque missili fittizi Hellfire M34; <strong>30</strong> bombe a guida laser potenziate <strong>Gbu-49</strong>; altrettante Jdam laser <strong>Gbu-54</strong>; 26 rastrelliere per bombe; sei kit di armamento e installazione per MQ-9 e 13 lanciatori M-299 insieme a due suite elettroniche per test An/Awm-103 oltre all&#8217;addestramento/equipaggiamento, ai pezzi di ricambio e altre attrezzature di supporto. Il tutto per un valore totale stimato di <strong>129,6 milioni di dollari</strong> dell&#8217;epoca. Cosa se ne sia fatto di quest&#8217;ordine, nessuno lo sa, ma leggendo “tra le righe” del Dpp possiamo sperare che sia andato in porto.</p>
<p>La soluzione Reaper+Hellfire (o Reaper+Gbu laser) permette infatti di colpire bersagli in modo preciso senza mettere a rischio l&#8217;assetto più importante di una forza armata: il personale. Intorno a questo tema si sono scatenate, nel corso degli anni, diverse <strong>voci di protesta</strong> per via di una <strong>questione “etica”</strong>, ma occorre riflettere se sia più etica una bomba sganciata da un cacciabombardiere oppure una sganciata da un drone: c&#8217;è davvero differenza? Gli insorti in armi di un conflitto asimmetrico hanno davvero speranza di poter abbattere un caccia – e quindi colpire “l&#8217;uomo” ai comandi – che sgancia una bomba a guida laser a decine e decine di chilometri dall&#8217;obiettivo? Sarebbero in grado di abbattere un B-52 che scarica un nugolo di ordigni da migliaia di metri di altezza? Sono più “difesi” nel caso si usino velivoli pilotati rispetto a quelli a pilotaggio remoto? Domande retoriche: nessuno si sognerebbe di abolire le bombe, come nessuno si sogna – purtroppo – di abolire i conflitti, e nessuno pensa che, utilizzando i droni, la guerra possa diventare un videogioco, come una certa filmografia vorrebbe far credere. Occorre pertanto una sana dose di realismo, per una volta, e mettere da parte certe polemiche che sono viziate da ipocrisia di fondo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/litalia-acquistera-armamento-per-i-suoi-droni-mq-9-reaper.html">L&#8217;Italia acquisterà armamento per i suoi droni Mq-9 Reaper?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Escalation tra Iran e Usa: facciamo un po&#8217; di chiarezza</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/escalation-tra-iran-e-usa-facciamo-un-po-di-chiarezza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jan 2020 14:05:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Drone Mq-9 Reaper]]></category>
		<category><![CDATA[Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc)]]></category>
		<category><![CDATA[Missili balistici]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=251976</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Il-presidente-americano-Donald-Trump-parla-dopo-il-raid-che-ha-condotto-alla-morte-il-generale-iraniano-Qassem-Soleimani.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il presidente americano Donald Trump parla dopo il raid che ha condotto alla morte il generale iraniano Qassem Soleimani (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Il-presidente-americano-Donald-Trump-parla-dopo-il-raid-che-ha-condotto-alla-morte-il-generale-iraniano-Qassem-Soleimani.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Il-presidente-americano-Donald-Trump-parla-dopo-il-raid-che-ha-condotto-alla-morte-il-generale-iraniano-Qassem-Soleimani-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Il-presidente-americano-Donald-Trump-parla-dopo-il-raid-che-ha-condotto-alla-morte-il-generale-iraniano-Qassem-Soleimani-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Il-presidente-americano-Donald-Trump-parla-dopo-il-raid-che-ha-condotto-alla-morte-il-generale-iraniano-Qassem-Soleimani-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il Medio Oriente sta vivendo giorni ad altissima tensione cominciati con l&#8217;uccisione del generale delle Brigate al-Quds, Qassem Soleimani, e culminate con l&#8217;attacco iraniano di rappresaglia della scorsa notte che ha colpito la base aerea Usa di Ayn al-Asad ed Erbil in Iraq. In queste ore le notizie si stanno susseguendo ad un ritmo tale &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/escalation-tra-iran-e-usa-facciamo-un-po-di-chiarezza.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/escalation-tra-iran-e-usa-facciamo-un-po-di-chiarezza.html">Escalation tra Iran e Usa: facciamo un po&#8217; di chiarezza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Il-presidente-americano-Donald-Trump-parla-dopo-il-raid-che-ha-condotto-alla-morte-il-generale-iraniano-Qassem-Soleimani.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il presidente americano Donald Trump parla dopo il raid che ha condotto alla morte il generale iraniano Qassem Soleimani (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Il-presidente-americano-Donald-Trump-parla-dopo-il-raid-che-ha-condotto-alla-morte-il-generale-iraniano-Qassem-Soleimani.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Il-presidente-americano-Donald-Trump-parla-dopo-il-raid-che-ha-condotto-alla-morte-il-generale-iraniano-Qassem-Soleimani-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Il-presidente-americano-Donald-Trump-parla-dopo-il-raid-che-ha-condotto-alla-morte-il-generale-iraniano-Qassem-Soleimani-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Il-presidente-americano-Donald-Trump-parla-dopo-il-raid-che-ha-condotto-alla-morte-il-generale-iraniano-Qassem-Soleimani-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il <strong>Medio Oriente</strong> sta vivendo giorni ad altissima tensione cominciati con l&#8217;uccisione del generale delle Brigate al-Quds, <strong>Qassem Soleimani</strong>, e culminate con l&#8217;attacco iraniano di <a href="https://it.insideover.com/guerra/operazione-soleimani-martire.html" target="_blank" rel="noopener">rappresaglia della scorsa notte</a> che ha colpito la base aerea Usa di Ayn al-Asad ed Erbil in Iraq.</p>
<p><figure id="attachment_251947" aria-describedby="caption-attachment-251947" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-251947" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/raid-iran-basi-usa-iraq-1024x1024.png" alt="I raid dell'Iran sulle basi Usa Iraq (Alberto Bellotto)" width="1024" height="1024" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/raid-iran-basi-usa-iraq-1024x1024.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/raid-iran-basi-usa-iraq-150x150.png 150w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/raid-iran-basi-usa-iraq-300x300.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/raid-iran-basi-usa-iraq-768x768.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/raid-iran-basi-usa-iraq.png 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-251947" class="wp-caption-text">I raid dell&#8217;Iran sulle basi Usa Iraq (Alberto Bellotto)</figcaption></figure></p>
<p>In queste ore le notizie si stanno susseguendo ad un ritmo tale che è difficile avere una visione complessiva ed esaustiva di quanto sta accadendo in quel settore del globo tornato prepotentemente al centro dell&#8217;attenzione internazionale da quando gli <strong>Stati Uniti</strong> hanno unilateralmente deciso di denunciare il <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/tutto-quello-che-ce-da-sapere-sul-51-il-trattato-sul-nucleare-iraniano.html" target="_blank" rel="noopener">trattato Jcpoa</a>, che regolava lo sviluppo del <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/quello-ce-sapere-sul-programma-nucleare-delliran.html" target="_blank" rel="noopener">nucleare iraniano</a>. Cerchiamo quindi di ricostruire quanto accaduto per fare chiarezza.</p>
<h2>Perché uccidere Soleimani?</h2>
<p>Dopo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-stati-uniti-colpiscono-le-milizie-irachene-legate-a-hezbollah.html?fbclid=IwAR2UXPZL1ZNZvKGnST9TnlCbcb6JEBuNTcCtcRzgdYvbb5Zrr4PVegc9VqI" target="_blank" rel="noopener">mesi di attacchi alle installazioni militari americane</a> e a altri obiettivi sensibili, attacchi che Washington ha attribuito, pur senza fornire prove inconfutabili, all&#8217;Iran attraverso i suoi <em>proxy</em>, che fanno capo proprio al <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/soleimani-generale-iran.html" target="_blank" rel="noopener">generale Soleimani</a> e alle sue Brigate al-Quds, gli Stati Uniti hanno deciso di effettuare un <em>decapitation strike</em> per, ufficialmente, eliminare quello che considerano un &#8220;terrorista&#8221;.</p>
<p>La causa scatenante, ma se vogliamo potremmo definirlo pretesto, è stata fornita dall&#8217;uccisione di un contractor americano durante un attacco con razzi nei pressi di Baghdad. Il presidente <strong>Donald Trump</strong> aveva affermato, in quell&#8217;occasione, che era stata superata una <strong>&#8220;linea rossa&#8221;</strong> e che il sangue americano versato avrebbe chiamato altro sangue. Dichiarazione questa da tenere bene a mente durante il seguito di questa trattazione.</p>
<p>Il generale Soleimani è stato così eliminato con un attacco di un <strong>drone</strong> (un Ucav tipo Reaper) ma la motivazione potrebbe non essere strettamente legata agli attacchi di matrice &#8220;filo-iraniana&#8221;, più o meno riusciti, che hanno coinvolto le basi americane in Iraq.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/guerra/trump-deciso-uccidere-soleimani.html" target="_blank" rel="noopener">Come già rivelato su <em>InsideOver</em></a>, c&#8217;è la possibilità che il generale fosse in &#8220;<strong>missione diplomatica</strong>&#8221; per conto del governo iracheno.</p>
<p>Il premier iracheno, <strong>Adel Abdel </strong><span class="hilg1"><strong>Mahdi</strong> ha svelato, come scrive Matteo Carnieletto (ed è<a href="https://mobile.twitter.com/alihmourad/status/1213869115947008006?fbclid=IwAR1LHu2G5CDTfNSLRzd37D5QWwUOn9lLEvsBQgNQRfE9ngD25zJy40GfaLc" target="_blank" rel="noopener"> possibile vedere in questo video</a>) uno scenario molto interessante. Abdel Mahdi ha infatti detto: </span>&#8220;…E menzionerò questo perché venga registrato nella Storia: avrei dovuto incontrare Soleimani alle 8.30 della mattina in cui lo hanno martirizzato. Avrebbe dovuto portare con sé la risposta a un messaggio dell’Arabia Saudita, che noi stessi gli abbiamo consegnato, per trovare un accordo in Iraq e nella regione&#8221;.</p>
<p>Soleimani, quindi, potrebbe essere stato latore di una missiva destinata a Riad che avrebbe potuto portare a contatti in vista di una <strong>pacificazione</strong> della regione, sconvolta da scontri che definire solamente religiosi è limitante, sin dal 2003 quando l&#8217;invasione Usa portò alla caduta del regime di <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-storia-di-saddam-hussein.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Saddam Hussein</strong></a>.</p>
<p>Quella operazione militare, fortemente voluta da Washington e nata sotto il falso pretesto delle armi di distruzione di massa irachene, è stata in realtà effettuata per evitare che l&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong> potesse aumentare la sua <strong>influenza</strong> nella regione: eliminare Saddam Hussein ha portato la maggioranza sciita al potere, quindi ha portato ai confini di Riad la minaccia iraniana vista nell&#8217;ottica del contenimento del potere di casa Saud.</p>
<p>La strategia Usa, indipendentemente dal settore del globo, è sempre quella di contenere le potenze regionali affinché non espandano la loro influenza, anche se si tratta di &#8220;alleati&#8221;, e l&#8217;unico avversario regionale di Riad è proprio Teheran, quindi era indispensabile portare la sua presenza direttamente a ridosso dell&#8217;Arabia Saudita eliminando Saddam che, da sunnita, era un ostacolo alla maggioranza sciita.</p>
<p>Si può anche pensare che il generale Soleimani, che fino a qualche mese fa era considerato una pedina preziosa nel contrasto a <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cos-e-l-isis-genesi-della-rete-del-terrore.html" target="_blank" rel="noopener">Daesh</a> da Washington, ora, con il Califfato praticamente estinto a seguito anche dell&#8217;eliminazione di <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/abu-bakr-al-baghdadi-chi-e.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Al-Baghdadi</strong></a>, non fosse più utile e pertanto si sia deciso di non tollerare più l&#8217;artefice dell&#8217;espansione dell&#8217;influenza iraniana in quella porzione di Medio Oriente che va da Teheran a Beirut, la cosiddetta &#8220;Mezzaluna Sciita&#8221;.</p>
<p><figure id="attachment_252003" aria-describedby="caption-attachment-252003" style="width: 850px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-252003" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/sunniti-sciiti-iraq.png" alt="Come sono divisi i sunniti e gli sciiti in Iraq (Alberto Bellotto)" width="850" height="850" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/sunniti-sciiti-iraq.png 850w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/sunniti-sciiti-iraq-150x150.png 150w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/sunniti-sciiti-iraq-300x300.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/sunniti-sciiti-iraq-768x768.png 768w" sizes="auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px" /><figcaption id="caption-attachment-252003" class="wp-caption-text">Come sono divisi i sunniti e gli sciiti in Iraq (Alberto Bellotto)</figcaption></figure></p>
<p>Un&#8217;altra ipotesi, non meno interessante, potrebbe essere quella della volontà Usa di <a href="https://it.insideover.com/politica/la-guerra-nucleare-usa-iran-dietro-il-medio-oriente-in-fiamme.html" target="_blank" rel="noopener">accelerare l&#8217;uscita dell&#8217;Iran dal Jcpoa</a>, cosa che è puntualmente avvenuta nelle ore successive all&#8217;attacco.</p>
<h2>La questione del drone</h2>
<p>Leviamo subito ogni dubbio. Il drone <strong>Mq-9 Reaper</strong> che ha effettuato il raid che ha ucciso Soleimani, non è partito dalla base di <strong>Sigonella</strong>, in Sicilia. Le voci di una simile eventualità hanno cominciato a circolare in Italia, rilanciate anche da alcuni organi di stampa, a seguito di una dichiarazione di un giornalista tedesco, Udo Gümpel corrispondente per l&#8217;Italia per la rete televisiva tedesca <em>Ntv</em>. Gümpel ha infatti scritto che il Reaper sarebbe partito da Sigonella e comandato a distanza dalla base di Ramstein.</p>
<p>Eventualità impossibile per una considerazione tecnica prima ancora che politica. L&#8217;Mq-9 ha infatti una autonomia massima di 1900 chilometri circa, che si ottiene in configurazione pulita, ovvero senza carichi utili che vengono trasportati esternamente dal velivolo. Oltretutto l&#8217;autonomia massima è diversa dal raggio operativo, che è quello che ci interessa, e che è la distanza percorribile da un velivolo per compiere una missione &#8220;andata e ritorno&#8221; quindi inferiore rispetto all&#8217;autonomia. Considerando che il Reaper non può essere rifornito in volo, che Baghdad dista da Sigonella più di 2600 chilometri, è facile capire come l&#8217;Ucav non possa essere partito dalla base americana in Sicilia.</p>
<p>Il Reaper, <a href="https://english.alarabiya.net/en/features/2020/01/05/Qatar-s-condolences-over-Soleimani-show-dangerous-drift-towards-Iran-Expert.html?fbclid=IwAR0z-sE2kUeqs6uLHl3kSUilLL8aHa0wPlrcKctcwbRSA8nauZoUdfpzkSo#" target="_blank" rel="noopener">come scritto nelle ore immediatamente successive all&#8217;attacco da <em>al-Arabya</em></a>, sarebbe partito, secondo fonti militari, dal <strong>Qatar</strong> e quindi dalla base Usa di <strong>al-Udeid</strong>, la più grande base americana in tutto il Medio Oriente. Questa eventualità ci risulta molto plausibile per almeno un paio di motivazioni.</p>
<p>A livello tecnico, l&#8217;Ucav, partendo da al-Udeid, non avrebbe sorvolato spazi aerei soggetti a sguardi &#8220;ostili&#8221; come quelli dei cieli del Mediterraneo orientale dove è presente la <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-sistema-di-difesa-russo-in-siria.html" target="_blank" rel="noopener">bolla A2/AD russa</a> di Khmeimim/Tartus coi radar del sistema <strong>S-400</strong> in grado di lanciare il proprio sguardo sino a una distanza di 600 chilometri.</p>
<p>A livello politico potrebbe essere vista come una richiesta di <strong>professione di &#8220;fedeltà&#8221;</strong> degli Stati Uniti al Qatar, che ha sempre dimostrato essere molto vicino alle sorti dell&#8217;Iran. Già in precedenza e proprio per questo Doha era arrivata ai ferri corti con Riad, che aveva annoverato l&#8217;emirato del Golfo tra i Paesi &#8220;terroristi&#8221;, e che aveva causato il diretto intervento della <strong>Turchia</strong> nella questione con la possibilità che Ankara inviasse anche truppe e carri in difesa del Qatar. La raffinata arte politica di Ergodan aveva saputo, in quella occasione, guardare oltre le divisioni religiose per concentrarsi sulla strategia regionale: contenere l&#8217;influenza saudita in Medio Oriente.</p>
<p>L&#8217;amicizia tra Doha e Teheran, in questo particolare contesto storico di rottura tra Usa e Iran, ha richiesto quindi una sorta di prova di fedeltà che è stata superata concedendo agli Stati Uniti l&#8217;utilizzo della base per quello che è stato, a tutti gli effetti, un atto di guerra. Non è un caso, infatti, che il Qatar si sia affrettato, immediatamente dopo l&#8217;uccisione di Soleimani, a <a href="https://english.alarabiya.net/en/features/2020/01/05/Qatar-s-condolences-over-Soleimani-show-dangerous-drift-towards-Iran-Expert.html?fbclid=IwAR0z-sE2kUeqs6uLHl3kSUilLL8aHa0wPlrcKctcwbRSA8nauZoUdfpzkSo#" target="_blank" rel="noopener">porgere le sue condoglianze</a> a Rouhani attraverso la voce del suo ministro degli Esteri <strong>al-Thani</strong>. Una mossa per mostrare vicinanza senza compromettersi troppo, del resto la presenza americana nel Paese è ingombrante.</p>
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="La crisi USA-Iran" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/jOCkl-xd5zs?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
<p><script>ga("set", "video_embed", "youtube_jOCkl-xd5zs");</script></p>
<h2>L&#8217;attacco missilistico iraniano</h2>
<p>Veniamo ora alla cronaca delle ultime ore. L&#8217;Iran ha effettuato un attacco missilistico di rappresaglia contro due obiettivi americani in Iraq: la base aerea di Ayn al-Assad ed Erbil. Secondo quanto riportano le stesse fonti ufficiali delle <strong>Irgc</strong>, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, sono stati lanciati circa <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/quello-ce-sapere-sul-programma-missilistico-delliran.html?fbclid=IwAR3kPG5_pzPy-S0wauEkpAwFVTPdlgWujhWNsYSzTQRzAKzGeKu1iORfmlo" target="_blank" rel="noopener"><strong>35 missili</strong></a> di tipo a <strong>corto raggio</strong> (Srbm) di cui almeno una dozzina sono arrivati a colpire la base di Ayn al-Assad, posta a nord-ovest di Falluja.</p>
<p>I video rilasciati dai media iraniani e altre fonti, tra cui anche Hezbollah, permettono di riconoscere il missile tipo <strong>Zolfaghar</strong>, che ha una gittata massima (stimata) di 700 chilometri, ma anche, forse, il missile <strong>Emad</strong>: un Mrbm dalla gittata compresa tra i 1500 e i 2000 chilometri.</p>
<p>L&#8217;attacco è stato portato dall&#8217;interno dell&#8217;Iran, come detto anche dalle autorità di Teheran, e questo potrebbe essere un segnale non da poco nel quadro delle riduzione del pericolo escalation. I missili usati proprio a causa della loro gittata hanno permesso una tempistica ragionevole per emanare l&#8217;allarme, e quindi evitare morti tra i soldati americani, come sembra che sia stato confermato anche dallo stesso presidente Trump, soprattutto se consideriamo il fatto che i cieli del Golfo, in questi giorni, sono costantemente pattugliati da velivoli Awacs.</p>
<p>Sostanzialmente quindi Teheran ha dato una risposta forte, diretta (senza usare <em>proxy</em>), ma allo stesso tempo anche un segnale a Washington sulla sua volontà di <strong>evitare l&#8217;escalation</strong> ed ulteriori spargimenti di sangue: a riprova di questa ipotesi le autorità iraniane hanno fatto sapere che si ritengono soddisfatte dell&#8217;attacco e che la rappresaglia è compiuta.</p>
<h2>La nottata di Trump</h2>
<p>Nei minuti successivi all&#8217;attacco iraniano, quando è stato confermato che fosse indirizzato alle basi americane e ad opera diretta dell&#8217;Iran, la prima reazione del presidente Trump è stata quella di preavvisare una conferenza stampa immediata, per poi, nel corso della nottata, decidere di posticiparla al mattino successivo.</p>
<p>Nel momento in cui scriviamo il presidente Usa non ha ancora rilasciato dichiarazioni se non un <a href="https://twitter.com/realDonaldTrump/status/1214739853025394693" target="_blank" rel="noopener">tweet</a> dove riferisce che è andato &#8220;tutto bene&#8221;, riferendosi forse all&#8217;assenza di vittime americane. Questo atteggiamento potrebbe essere indicativo della volontà della Casa Bianca di <strong>non reagire con la forza</strong> all&#8217;attacco iraniano: Trump è un uomo di parola, o almeno così vuole essere, e la sua &#8220;linea rossa&#8221;, ovvero l&#8217;uccisione di personale americano, questa volta non è stata oltrepassata, almeno così sembra.</p>
<p>Pertanto è ragionevole pensare, proprio in forza del tempo intercorso tra l&#8217;attacco e la conferenza stampa, che non ci sarà una immediata risposta militare e che, fondamentalmente, si sia giunti ad una <strong>stabilizzazione momentanea dell&#8217;escalation</strong>, ma sono speculazioni che saranno confermate, o smentite, solo nelle prossime ore. Chi scrive ritiene che, se fosse stato sparso sangue americano, quindi prevedendo una ritorsione, il presidente avrebbe parlato alla nazione nell&#8217;arco di pochissime ore (a Washington erano le 18:30 circa al momento dell&#8217;attacco) senza attendere il mattino successivo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/escalation-tra-iran-e-usa-facciamo-un-po-di-chiarezza.html">Escalation tra Iran e Usa: facciamo un po&#8217; di chiarezza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 58/608 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-10-17 20:58:07 by W3 Total Cache
-->