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	<title>Douma Archives - InsideOver</title>
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	<title>Douma Archives - InsideOver</title>
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		<title>Snowden, Assange e la gola profonda dell&#8217;Opac</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/snowden-e-assange-e-la-gola-profonda-dellopac.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Dec 2019 16:06:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Douma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1037" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Snowden-in-diretta-streaming-La-Presse-e1575216324394.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Snowden diretta (La Presse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Snowden-in-diretta-streaming-La-Presse-e1575216324394.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Snowden-in-diretta-streaming-La-Presse-e1575216324394-300x162.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Snowden-in-diretta-streaming-La-Presse-e1575216324394-768x415.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Snowden-in-diretta-streaming-La-Presse-e1575216324394-1024x553.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ci sono due signori negli Stati Uniti. Uno è un agente (forse ex?) della Cia e vive sotto la protezione dell’Fbi. L’agente, infatti, poté raccogliere una serie di informazioni riservate sulla conversazione telefonica in cui il presidente Donald Trump (il “suo” presidente) chiedeva al presidente ucraino Volodimir Zelensky di procurargli materiale compromettente sul figlio di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/snowden-e-assange-e-la-gola-profonda-dellopac.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/snowden-e-assange-e-la-gola-profonda-dellopac.html">Snowden, Assange e la gola profonda dell&#8217;Opac</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1037" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Snowden-in-diretta-streaming-La-Presse-e1575216324394.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Snowden diretta (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Snowden-in-diretta-streaming-La-Presse-e1575216324394.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Snowden-in-diretta-streaming-La-Presse-e1575216324394-300x162.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Snowden-in-diretta-streaming-La-Presse-e1575216324394-768x415.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Snowden-in-diretta-streaming-La-Presse-e1575216324394-1024x553.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Ci sono due signori negli Stati Uniti. Uno è un agente (forse ex?) della Cia e vive sotto la protezione dell’Fbi. L’agente, infatti, poté raccogliere una serie di informazioni riservate sulla conversazione telefonica in cui il presidente Donald Trump (il “suo” presidente) chiedeva al presidente ucraino Volodimir Zelensky di procurargli materiale compromettente sul figlio di <strong>Joe Biden</strong>, candidato democratico alle elezioni presidenziali del 2020 e dunque suo rivale. L’agente, allora, decise che quel <a href="https://www.nytimes.com/interactive/2019/09/26/us/politics/whistle-blower-complaint.html">vergognoso conflitto di interessi andava rivelato</a>. Smise i panni dell’agente segreto, per definizione obbligato a difendere le massime cariche istituzionali del Paese, e diventò un <em>whistleblower</em>, un guardiano della democrazia. Il sistema americano (che in seguito alle sue rivelazioni ha messo in stato d’accusa il presidente Trump) non lo persegue. Al contrario, lo protegge come un “bene” prezioso per la collettività.</p>
<p>Negli Usa, però, c’è anche un altro signore che a suo tempo decise di battersi per la verità e la giustizia. Un altro<em> whistleblower. </em> <strong>È l’ispettore dell’Opac</strong> che fu mandato nell’area di Douma, un sobborgo della capitale siriana Damasco, a verificare se davvero, e come, le forze armate del presidente Bashar al-Assad avessero bombardato con armi chimiche, il 7 aprile 2018, uno degli ultimi caposaldi della resistenza anti-governativa, facendo decine di vittime tra i civili. Tutti ricordiamo il clima di quei giorni: la tesi che Assad fosse colpevole era stata avanzata dalle cancellerie occidentali e fatta prontamente circolare da media ossequienti alle versioni ufficiali. In Italia, intellettuali, intellettualini e uomini e donne dello <em>show business</em> avevano lanciato la campagna “mani sulla bocca”, per significare il dramma di chi era morto soffocato. E Usa, Francia e Regno Unito si erano affrettati a scaricare un altro po’ di bombe sulla Siria, uccidendo altre persone.</p>
<p>Quell’ispettore scrisse ai vertici dell’Opac (l’Organizzazione per la proibizione delle armi i chimiche, premiata con il Nobel per la Pace nel 2013 e nel 2018 diretta da un turco che aveva un americano per vice, guarda combinazione) una lunga lettera (<a href="https://www.repubblica.it/esteri/2019/11/24/news/wikileaks_la_verita_sull_attacco_chimico_a_douma_in_siria-241742122/">in Italia è stata pubblicata da </a><em>la Repubblica</em>) per contestare il rapporto finale pubblicato dall’Opac dopo lunghi maneggi ed esitazioni e costruito per alludere comunque a responsabilità di Assad. Un rapporto poco o nulla rispondente a quanto quell’ispettore aveva verificato sul campo. Di quest’uomo, però, nessuno si occupa. Nessuna polizia lo ha messo sotto protezione. Anzi, è stato ed è costretto a nascondersi. A dargli una mano c’è solo la Courage Foundation (<a href="https://couragefound.org/">https://couragefound.org</a>), un’organizzazione di volontari che cerca appunto di aiutare chi ha rivelazioni importanti da fare. Personalità anche prestigiose (l’ex direttore dell’Opac José Bustani, il direttore di Wikileaks Kristinn Hrafnsson, l’ex capo delle forze speciali inglesi John Taylor Holmes) ma nulla di paragonabile alla forza dell’Fbi.</p>
<p>Una bella differenza di trattamento, soprattutto se teniamo conto di un fatto. Nel “caso Trump”, al di là dei trucchi sporchi del Presidente, è in gioco “solo” la reputazione di un politico, Joe Biden, che comunque deve ancor spiegare come sia successo che, mentre lui si occupava di Ucraina dall’alto del ruolo di vice-presidente degli Usa che allora occupava, suo figlio ricevesse 50 mila dollari al mese da un oligarca ucraino del petrolio e del gas. <strong>Nel “caso Douma</strong>”, invece si trattava di vite umane. Come minimo, quelle cancellate dai bombardamenti americani, inglesi e francesi.</p>
<p>Non ci dobbiamo stupire troppo, però. Questo doppio standard, in apparenza assurdo, è in realtà la regola. Ci sono dittature che ci stanno benissimo e con cui facciamo cospicui affari. E ci sono dittature che vanno eliminate. Allo stesso modo <strong>c’è <em>whistleblower</em> e <em>whistleblower</em>.</strong> Chi fa rivelazioni in un senso viene esaltato. Chi le fa in senso opposto viene perseguitato.</p>
<p>Proviamo con qualche esempio. È stata raccontata come una grande operazione di verità e libertà l’inchiesta sui cosiddetti <strong>Panama Papers</strong>, il più grande furto di dati della storia, realizzato ai danni dello studio Mossack e Fonseca di Panama City. Da lì sono emerse decine di rivelazioni sugli investimenti off shore, a volte legali ma spesso illegali, di attori, calciatori, cantanti e soprattutto politici di ogni genere e risma. Ma allora perché <strong>Edward Snowden</strong>, il tecnico informatico che collaborava con la National Security Agency americana, è inseguito dai mandati d’arresto degli Usa ed è costretto a vivere in esilio in Russia?</p>
<p>Snowden è stato protagonista di una grande operazione di verità. Nel 2013 ha raccontato al mondo che i servizi segreti americani intercettavano, senza mandato della magistratura, le comunicazioni internet e telefoniche dei cittadini americani, quelle in arrivo dall’estero, quelle dei diplomatici stranieri in territorio americano e anche quelle riservatissime dei principali politici europei, a partire da Angela Merkel e Francois Hollande. <strong>Rivelazioni così fondate</strong> che il presidente Obama fece approvare prima lo <a href="https://www.congress.gov/114/plaws/publ23/PLAW-114publ23.htm">Us Freedom Act</a> (per vietare l’intercettazione selvaggia delle comunicazioni dei cittadini americani) e poi il <a href="https://www.congress.gov/114/plaws/publ126/PLAW-114publ126.pdf">Judicial Redress Act</a> (per vietare la stessa cosa ai danni dei cittadini stranieri). Di Snowden si potrebbe dire che non solo ha rivelato cose interessanti ma ha anche contribuito a migliorare la grande democrazia americana. Se però mette il naso fuori lo arrestano.</p>
<p>Lo stesso ragionamento può essere fatto per <strong>Chelsea Manning e Julian Assange,</strong> protagonisti nel 2010 del “caso Wikileaks”. In estrema sintesi, la Manning (un’analista dei servizi segreti militari di stanza in Iraq) avrebbe passato al sito Wikileaks più di 250 mila documenti riservati o secretati del Dipartimento di Stato Usa che Assange (che peraltro non ha mai ammesso la “complicità della Manning) aveva poi messo in rete. Quei documenti ci hanno raccontato un sacco di cose inutili (giudizi sprezzanti su questo o quel politico, pettegolezzi d&#8217;ambasciata, voci non confermate) ma anche tante cose importanti. Per esempio, che <strong>l’Arabia Saudita</strong> era il principale finanziatore del terrorismo islamista e di Al Qaeda, e che l’amministrazione Usa lo sapeva benissimo. Che il vice-presidente dell’Afghanistan, Ahmad Zia Massoud, era un corrotto e che il fratello del presidente Karzai, Ahmed Wali, era un trafficante d’oppio. Che la Siria continuava a fornire armi a Hezbollah. Che il segretario di Stato <strong>Hillary Clinton</strong> aveva dato ordine ai servizi segreti di spiare il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon. Che le operazioni militari in Iraq erano punteggiate di stragi di civili e altre porcherie, come l’uccisione di un giornalista spagnolo poi messa a tacere con pressioni della Cia sul Governo di Madrid.</p>
<p>Un’operazione verità che alla Manning è costata una condanna a 35 anni di carcere. Ne ha scontati poco più di 7 prima del perdono da parte di Obama nel 2017, ma è stata riarrestata nel 2019 per aver rifiutato di testimoniare contro Wikileaks. Perché nel frattempo Assange, braccato dai mandati di cattura emessi dalla Svezia (per un’accusa di violenza sessuale poi caduta) e dagli Usa, è stato costretto a vivere per sette anni nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra, per essere infine arrestato dagli inglesi nel 2019, <strong>in attesa di essere estradato negli Usa</strong>.</p>
<p>Quando esaminiamo questi casi, dovremmo almeno ricordarci un nome: <strong>Mark Felt</strong>. Quarant’anni fa era il numero due dell’Fbi ed era soprannominato <strong>Gola Profonda</strong> da due giornalisti che, grazie a lui, divennero assai noti: Bob Woodward e Carl Bernstein. Furono le rivelazioni di Felt a far cadere il presidente Richard Nixon. Qualcuno è in grado di spiegare perché Felt è ricordato come un eroe e Snowden e la Manning braccati come delinquenti?</p>
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		<title>Douma, una &#8220;talpa&#8221; sbugiarda l&#8217;Opac</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/douma-una-talpa-sbugiarda-lopac-e-le-indagini-sullattacco-chimico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Oct 2019 08:56:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Douma]]></category>
		<category><![CDATA[Wikileaks]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="865" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Douma-Siria-La-Presse-e1571993814422.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="attacco chimico Douma" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Douma-Siria-La-Presse-e1571993814422.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Douma-Siria-La-Presse-e1571993814422-300x135.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Douma-Siria-La-Presse-e1571993814422-768x346.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Douma-Siria-La-Presse-e1571993814422-1024x461.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Douma, Siria, 7 aprile 2018. Un presunto attacco chimico attribuito all&#8217;esercito arabo siriano di Bashar al Assad scatena la reazione delle cancellerie occidentali contro Damasco. In quei giorni l’aviazione russa e quella siriana stanno bombardando Douma, uno dei più importanti centri abitati della Ghouta orientale, mentre le truppe di terra avanzano faticosamente. Come ricordava Matteo Carnieletto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/douma-una-talpa-sbugiarda-lopac-e-le-indagini-sullattacco-chimico.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/douma-una-talpa-sbugiarda-lopac-e-le-indagini-sullattacco-chimico.html">Douma, una &#8220;talpa&#8221; sbugiarda l&#8217;Opac</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="865" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Douma-Siria-La-Presse-e1571993814422.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="attacco chimico Douma" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Douma-Siria-La-Presse-e1571993814422.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Douma-Siria-La-Presse-e1571993814422-300x135.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Douma-Siria-La-Presse-e1571993814422-768x346.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Douma-Siria-La-Presse-e1571993814422-1024x461.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Douma, Siria, 7 aprile 2018. Un presunto attacco chimico attribuito all&#8217;esercito arabo siriano di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html">Bashar al Assad</a> scatena la reazione delle cancellerie occidentali contro <strong>Damasco</strong>. In quei giorni l’aviazione russa e quella siriana stanno bombardando Douma, uno dei più importanti centri abitati della Ghouta orientale, mentre le truppe di terra avanzano faticosamente. Come ricordava Matteo Carnieletto <a href="https://it.insideover.com/guerra/documento-attacco-chimico-douma.html">su questa testata,</a> in questo fazzoletto di terra non lontano dalla capitale sono asserragliati i miliziani dell’<strong>Esercito dell’islam</strong>, una fazione radicale che, in passato, si è resa protagonista di crimini efferati contro le minoranze religiose ed è proprio da quei sobborghi che i jihadisti continuano a far piovere missili e colpi di mortaio sulla capitale Damasco.</p>
<p>Nella notte fra il 7 e l&#8217;8 aprile si verifica un presunto attacco chimico che subito viene attribuito ad Assad. Il 14 aprile gli Stati Unit reagiscono all&#8217;accaduto, appoggiati da Francia e Gran Bretagna, e bombardano la Siria con dei missili da crociera indirizzati contro un presunto sito usato dal regime per sviluppare armi chimiche. Il 1° marzo scorso, l&#8217;Opac &#8211; Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche &#8211; <span style="font-size: 1rem;">ha pubblicato il report tecnico su <strong>Douma</strong>, concludendo che esistono &#8220;ragionevoli prove che un attacco con un&#8217;arma chimica sia avvenuto il 7 aprile 2018&#8221; e che la &#8220;sostanza tossica usata era in tutta probabilità il cloro&#8221;. Il rapporto non stabilisce responsabilità precise, sebbene molti abbiano continuato ad accusare Damasco. </span>Ora la storia di quei giorni potrebbe essere completamente riscritta.</p>
<p>Come riporta <em>Repubblica</em>, infatti, una gola profonda potrebbe riaprire il caso. A rendere nota l&#8217;esistenza di questo whistleblower è un gruppo di esperti e attivisti che si sono riuniti a Bruxelles il 15 ottobre scorso su iniziativa dell&#8217;organizzazione <a href="https://couragefound.org/">Courage Foundation</a>, un ente che protegge <em>whistleblower</em> di alto profilo e da anni è impegnata nella difesa di Edward Snowden, Chelsea Manning e Julian Assange.</p>
<h2>Douma, le rivelazioni della &#8220;talpa&#8221;</h2>
<p>Ci sarebbe dunque una talpa, interna all’Opac, che avrebbe mostrato documenti e mail interne che testimonierebbero &#8220;<strong>pratiche inaccettabili</strong> durante l’indagine sul presunto attacco chimico a Douma&#8221;. Ad ascoltare le rivelazioni il gruppo di esperti già citato. Come spiega <em>Repubblica</em>, si tratta di un gruppo di esperti e attivisti che include l&#8217;ex direttore generale dell&#8217;Opac, José Bustani; l&#8217;accademico Richard Falk, professore emerito di legge internazionale a Princeton; l&#8217;attuale direttore di <em>WikiLeaks</em>, il giornalista islandese <strong>Kristinn Hrafnsson</strong>; Helmut Lohrer, che è uno dei dirigenti dell&#8217;organizzazione internazionale International Physicians for the Prevention of Nuclear War; il professore Guenter Meyer, dell&#8217;università tedesca Johannes Gutenberg di Mainz; Elizabeth Murray, ex analista dell&#8217;intelligence per il Medio Oriente presso il National Intelligence Council di Washington, e infine l&#8217;ex capo delle forze speciali inglesi, John Taylor Holmes.</p>
<p>Come racconta Kristinn Hrafnsson a <em>Repubblica</em>: &#8220;Al nostro gruppo di esperti sono state presentate prove che gettano dubbi sull&#8217;integrità dell&#8217;<strong>Opac</strong>. Sebbene il <em>whistleblower</em> non sia pronto a rivelare la propria identità e a presentare i documenti al pubblico, WikiLeaks ritiene che sia assolutamente nell&#8217;interesse dell&#8217;opinione pubblica mostrare tutti i materiali raccolti dalla missione di fact-finding dell&#8217;Opac a Douma e tutti i report scientifici dell&#8217;indagine. Noi invitiamo chi ha accesso ad essi all&#8217;interno dell&#8217;Opac a inviarli in modo sicuro a WikiLeaks attraverso la nostra piattaforma wikileaks.org/#submit&#8221;.</p>
<p><strong>José Bustani</strong> ha osservato che &#8220;le prove evidenti di un comportamento irregolare nelle indagini dell’Opac su un presunto attacco chimico a Duma confermano i dubbi e i sospetti che già avevo. Non riuscivo a capire quello che leggevo sulla stampa internazionale. Perfino i rapporti ufficiali sulle indagini sembravano incoerenti, nella migliore delle ipotesi. Adesso il quadro è più chiaro sicuramente, anche se molto inquietante&#8221;.</p>
<h2>Sempre più dubbi su Douma</h2>
<p>Lo scorso anno, il sito <em>Working Group on Syria. Propaganda and Media</em>, vicino a Damasco, ha diffuso un <a href="http://syriapropagandamedia.org/wp-content/uploads/2019/05/Engineering-assessment-of-two-cylinders-observed-at-the-Douma-incident-27-February-2019-1.pdf" target="_blank" rel="noopener">documento datato 27 febbraio stilato da Ian Henderson</a>, uno dei tecnici dell’Opac che in alcuni punti contrasta con la versione diffusa dall&#8217;ente internazionale premio nobel per la Pace: &#8220;Le dimensioni, le caratteristiche e l’aspetto dei cilindri e la scena circostante gli incidenti erano incoerenti con quanto ci si sarebbe aspettati nel caso in cui uno dei due cilindri fosse stato lanciato da un aereo (…) In sintesi, le osservazioni sulla scena dei due luoghi, insieme all’analisi successiva, suggeriscono che vi è una maggiore probabilità che entrambi i cilindri siano stati posizionati manualmente in queste due posizioni anziché essere stati lanciati dagli aerei&#8221;.</p>
<p>Ovvero: sarebbero stati i jihadisti dell’<strong>Esercito dell’islam</strong> a posizionare i cilindri contenenti il cloro in una zona precedentemente bombardata dai governativi per far ricadere la colpa su Assad e scatenare così la reazione americana. Ipotesi che con le nuove rivelazioni potrebbe prendere sempre più piede.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/douma-una-talpa-sbugiarda-lopac-e-le-indagini-sullattacco-chimico.html">Douma, una &#8220;talpa&#8221; sbugiarda l&#8217;Opac</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Attacco chimico a Douma, la verità è ancora lontana</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/documento-attacco-chimico-douma.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Carnieletto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 May 2019 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Attacco chimico]]></category>
		<category><![CDATA[Douma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1305" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8869986.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8869986.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8869986-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8869986-768x522.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8869986-1024x696.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Partiamo dall&#8217;inizio. Da quella notte tra il 7 e l&#8217;8 aprile dell&#8217;anno scorso che ha segnato uno dei momenti di massima tensione nella guerra in Siria. L&#8217;aviazione russa e quella sirana stanno bombardando Douma, uno dei più importanti centri abitati della Ghouta orientale, mentre le truppe di terra avanzano faticosamente. In questo fazzoletto di terra &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/documento-attacco-chimico-douma.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/documento-attacco-chimico-douma.html">Attacco chimico a Douma, la verità è ancora lontana</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1305" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8869986.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8869986.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8869986-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8869986-768x522.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8869986-1024x696.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Partiamo dall&#8217;inizio. Da quella notte tra il 7 e l&#8217;8 aprile dell&#8217;anno scorso che ha segnato uno dei momenti di massima tensione nella guerra in Siria. L&#8217;aviazione russa e quella sirana stanno bombardando <strong>Douma</strong>, uno dei più importanti centri abitati della Ghouta orientale, mentre le truppe di terra avanzano faticosamente.</p>
<div id="gallery_206947" class="inline-gallery-container"></div><script>var gallery_206947 = [{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/LP_8280560.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/LP_8280560.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/LP_8280565.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/LP_8280565.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/LP_8280568.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/LP_8280568.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/LP_8280571.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/LP_8280571.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/LP_8280583.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/LP_8280583.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/LP_8869981.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/LP_8869981.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/LP_8869986-1.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/LP_8869986-1.jpg","subHtml":""}];</script>
<p>In questo fazzoletto di terra non lontano dalla capitale sono asserragliati i miliziani dell&#8217;<strong>Esercito dell&#8217;islam</strong>, una fazione radicale che, in passato, si è resa protagonista di crimini efferati contro le minoranze religiose ed è proprio da quei sobborghi che i jihadisti continuano a far piovere missili e colpi di mortaio sulla capitale Damasco.</p>
<p><strong>Donald Trump</strong> traccia la sua linea rossa e annuncia che gli Stati Uniti sono pronti a bombardare la Siria nel caso in cui si dovessero verificare <strong>attachi chimici</strong>. Ed è proprio quello che accade nella notte tra il 7 e l&#8217;8 aprile. Le immagini diffuse dai civili di Douma sono tremende. Donne e bambini sono costretti a indossare delle maschere per continuare a respirare e molte persone appaiono con la bava alla bocca. Subito si punta il dito contro <strong>Bashar al Assad</strong>, accusato &#8211; ancora una volta &#8211; di aver usato le armi chimiche contro il suo stesso popolo. Un crimine tremendo che deve essere punito. Per questo motivo, gli Stati Uniti, subito appoggiati da Francia e Gran Bretagna, bombardano la Siria. Ma non subito. Il mondo rimane col fiato sospeso per sei giorni, fino a quando &#8211; il 14 aprile &#8211; i missili da crociera americani illuminano il cielo per poi impattarsi contro un presunto sito usato dal regime per sviluppare armi chimiche.</p>
<p>Nel frattempo, l&#8217;<strong>Organizzazione per la proibizione delle armi chimche</strong> (Opcw) comincia ad indagare. Non senza difficoltà dato che, almeno all&#8217;inizio, i suoi ispettori finiscono prima nel mirino di alcuni uomini armati (ad oggi non si sa ancora con certezza se a sparare furono i governativi oppure i ribelli) e poi rallentati nel loro ingresso a Douma. Insomma, la verità era ancora lontana in quei giorni di metà aprile e anche oggi pare ancora un lontano miraggio, in quanto i rapporti dell&#8217;Opcw hanno sì negato la possibilità che Assad abbia usato dei <a href="https://www.ilpost.it/2018/07/09/attacco-chimico-cloro-douma-assad-siria/" target="_blank" rel="noopener">gas nervini</a>, ma hanno lasciato invece intedere che <a href="http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2019/03/01/siria-opac-usate-armi-chimiche-a-duma_7727620f-fc89-4275-96bb-06b1b1ef5fe2.html" target="_blank" rel="noopener">potrebbe aver usato del <strong>cloro</strong></a>. Fin qui la storia. Ma la cronaca di questi giorni aggiunge un nuovo tassello a questa vicenda non priva di ombre.</p>
<p>Qualche giorno fa, il sito <em>Working Group on Syria. Propaganda and Media</em>, che già nel nome lascia intedere la sua vicinanza al regime di Assad, ha diffuso un <a href="http://syriapropagandamedia.org/wp-content/uploads/2019/05/Engineering-assessment-of-two-cylinders-observed-at-the-Douma-incident-27-February-2019-1.pdf" target="_blank" rel="noopener">documento datato 27 febbraio stilato da Ian Henderson</a>, uno dei tecnici dell&#8217;Opcw, che in alcuni punti contrasta con la versione diffusa dall&#8217;Opcw, soprattutto quando si legge: &#8220;Le dimensioni, le caratteristiche e l&#8217;aspetto dei cilindri e la scena circostante gli incidenti erano incoerenti con quanto ci si sarebbe aspettati nel caso in cui uno dei due cilindri fosse stato lanciato da un aereo (&#8230;) In sintesi, le osservazioni sulla scena dei due luoghi, insieme all&#8217;analisi successiva, suggeriscono che vi è una maggiore probabilità che entrambi i cilindri siano stati posizionati manualmente in queste due posizioni anziché essere stati lanciati dagli aerei&#8221;. Ovvero: sarebbero stati i jihadisti dell&#8217;Esercito dell&#8217;islam a posizionare i cilindri contenenti il cloro in una zona precedentemente bombardata dai governativi per far ricadere la colpa su Assad e scatenare così la reazione americana.</p>
<div id="gallery_207054" class="inline-gallery-container"></div><script>var gallery_207054 = [{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/LP_7702239.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/LP_7702239.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/LP_7700168.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/LP_7700168.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/LP_7700167.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/LP_7700167.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/LP_7700163.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/LP_7700163.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/LP_7700156.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/LP_7700156.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/LP_7700153.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/LP_7700153.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/LP_7700158.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/LP_7700158.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/LP_7700152.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/LP_7700152.jpg","subHtml":""}];</script>
<p>L&#8217;esistenza di questo documento è stata rivelata al grande pubblico da Peter Hitchens,<a href="https://hitchensblog.mailonsunday.co.uk/2019/05/strange-news-from-the-opcw-in-the-hague-.html" target="_blank" rel="noopener"> sul suo blog sul <em>Mail Online</em></a>, che, data la fonte iniziale (come detto, certamente non imparziale), si è subito premurato di conttatre l&#8217;Opcw, ottenendo una risposta molto articolata che si conclude con le seguenti parole: &#8220;In base alle sue politiche, il segretariato tecnico dell&#8217;Opcw sta conducendo un&#8217;indagine interna sul rilascio non autorizzato del documento in questione&#8221;. Che in soldoni significa: il documento è genuino ed è nostro.</p>
<h2>Cos&#8217;è successo a Douma?</h2>
<p>Ancora oggi, a oltre un anno di distanza, non è possibile sapere con certezza ciò che è successo a Douma. Probabilmente, nemmeno l&#8217;Opcw lo sa, come testimonia il documento citato. Del resto, <a href="https://www.independent.co.uk/voices/douma-syria-opcw-chemical-weapons-chlorine-gas-video-conspiracy-theory-russia-a8927116.html" target="_blank" rel="noopener">come ha scritto Robert Fisk sull&#8217;<em>Independent</em></a>, &#8220;in tutti i casi di questo tipo, è necessario capire che la ricerca di prove di un attacco chimico è notoriamente complessa. È necessariamente una scienza inesatta. Diversamente dai frammenti delle bombe, le schegge di proiettile, le basi d&#8217;appoggio dei mortai, i codici informatici dei razzi o i manuali delle armi, i gas non riportano nessuna pratica etichetta che possa rivelare i proprietari dei manufatti&#8221;.</p>
<p>Quello che testimonia questo documento è che, come riporta lo stesso Fisk, all&#8217;interno dell&#8217;Opcw</p>
<blockquote><p>c&#8217;è una maggioranza di scienziati che è arrivata alla conclusione che i cilindri di &#8216;gas&#8217; siano passati attraverso il tetto e una minoranza che non lo crede</p></blockquote>
<p>Come dimostrano gli stessi documenti dell&#8217;Opcw, di fronte a notizie di presunti attacchi chimici bisogna fare molta attenzione. E lo prova anche <a href="https://www.insideover.com/war/syria-the-usa-denounces-a-chemical-attack-refuted-by-everyone.html" target="_blank" rel="noopener">lo smentito attacco chimico a Idlib</a> di cui è stato incolpato Assad lo scorso 19 maggio. Attacco chimico che, però, non c&#8217;è mai stato.</p>
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		<title>L&#8217;attacco chimico di Douma</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/quello-che-sappiamo-sullattacco-chimico-di-douma.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Jul 2018 12:30:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Damasco]]></category>
		<category><![CDATA[Douma]]></category>
		<category><![CDATA[Ghouta orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1071" height="712" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Douma-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Douma-1.jpg 1071w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Douma-1-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Douma-1-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Douma-1-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1071px) 100vw, 1071px" /></p>
<p>Il presunto  attacco chimico a Douma si è verificato il  7 aprile 2018, mentre la città vive momenti concitati dovuti all&#8217;evacuazione dei ribelli islamisti dal centro urbano. La notizia  arriva ad un anno di distanza esatta da quella sul presunto attacco a Khan Sheikhoun nella provincia di Idlib e a quasi cinque anni dal presunto bombardamento chimico di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/quello-che-sappiamo-sullattacco-chimico-di-douma.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1071" height="712" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Douma-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Douma-1.jpg 1071w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Douma-1-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Douma-1-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Douma-1-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1071px) 100vw, 1071px" /></p><p>Il presunto  <strong>attacco chimico a Douma</strong> si è verificato il  7 aprile 2018, mentre la città vive momenti concitati dovuti all&#8217;evacuazione dei ribelli islamisti dal centro urbano. La notizia  arriva ad un anno di distanza esatta da quella sul presunto attacco a Khan Sheikhoun nella provincia di Idlib e a quasi cinque anni dal <a href="http://www.occhidellaguerra.it/l-attacco-chimico-nella-ghouta-del-2013/" target="_blank">presunto bombardamento chimico di Jobar</a>.</p>
<p>Douma prima dell&#8217;attacco</p>
<p style="text-align: left">Douma è la più grande e importante città della  <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/la-battaglia-per-la-conquista-della-ghouta/" target="_blank">Ghouta</a>. Dal 2012, questa regione è occupata dalle milizie ribelli, in particolare <strong> Al Nusra</strong>, <strong>Esercito dell’islam</strong> e <strong>Ahrar Al Sham</strong>.</p>
<p>All&#8217;inizio del 2018 la <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/le-tappe-salienti-della-guerra-siria/" target="_blank">guerra in Siria</a> assume una connotazione ben precisa e favorevole alla vittoria finale del governo guidato dal presidente  <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/chi-e-bashar-al-assad/">Bashar Al Assad</a>. Con la  <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/la-battaglia-aleppo/">liberazione di Aleppo</a>, avvenuta nel dicembre 2016 e con la fine del califfato islamico dell&#8217;Isis, i vertici politici e militari siriani decidono di riconquistare Ghouta.</p>
<p>L&#8217;attacco ai territori occupati attorno a Damasco parte nel febbraio del 2018: non solo <strong>raid e incursioni aeree</strong> da parte dell&#8217;aviazione russa e siriana, ma anche operazioni di terra che, nel giro di poche settimane, liberano dal giogo islamista gran parte della zona rurale della Ghouta. A questo punto, il rischio di un combattimento casa per casa e di un relativo bagno di sangue nella zona urbana della Ghouta si fa concreto.</p>
<p>Per questo motivo, a Douma e in altre città della regione, Russia e Turchia iniziano un&#8217;opera di mediazione volta a scongiurare il peggio. Gli islamisti, vedendosi circondati dall&#8217;esercito siriano, capiscono che <strong>l&#8217;unica possibilità di sopravvivere</strong> è quella di trasferirsi a Idlib. E così, tra la fine di marzo e l&#8217;inizio di aprile, diverse città della Ghouta (Irbin, Harasta e il quartiere damasceno di Jobar) tornano in mano ai governativi.</p>
<p>Ma a Douma la situazione appare diversa: qui governano gli uomini dell&#8217;<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/esercito-islam-siria/" target="_blank">Esercito dell&#8217;islam</a>, che non accettano la resa. Il motivo è duplice: da un lato, la formazione islamista appare spinta da un certo fanatismo; dall&#8217;altro, le frizioni tra l&#8217;Esercito dell&#8217;islam e <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/il-ruolo-di-al-nusra-nel-conflitto-in-siria/" target="_blank">Al Nusra</a> non rendono agevole lo spostamento a Idlib.</p>
<p>Il presunto attacco chimico di Douma</p>
<p>Dal 5 aprile, i combattimenti a Douma iniziano ad essere meno intensi. La trattativa mediata da Mosca e Ankara sembra poter dare i suoi frutti e l&#8217;esercito governativo preferisce aspettare. È in questo contesto che,  nel pomeriggio del 7 aprile, viene lanciata la notizia di un <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/attacco-chimico-douma-ci-almeno-70-morti/" target="_blank">presunto attacco chimico a Douma</a>.</p>
<p>L&#8217;indiscrezione circola sul web in diversi siti ricollegabili all&#8217;opposizione siriana e viene subito accusato Assad. Vengono diffuse le  <strong>foto di persone intossicate</strong> e dei Caschi Bianchi che gettano acqua sui feriti, tra cui molti bambini che appaiono in difficoltà respiratoria. Le immagini sono riprese in un luogo chiuso, dove viene radunata la gran parte dei feriti. I soccorritori usano pompe d&#8217;acqua e in alcuni casi indossano una mascherina.</p>
<style>.embed-container{position:relative;padding-bottom:56.25%;height:0;overflow:hidden;max-width:100%}.embed-container iframe,.embed-container object,.embed-container embed{position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%}</style><div class="embed-container"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/3NYo_UePmg8" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<p>Le reazioni all&#8217;attacco di Douma</p>
<p>Poche ore dopo la diffusione della notizia, molte cancellerie occidentali accusano Bashar al Assad. La situazione appare da subito molto simile a quella già vissuta esattamente un anno prima, dopo un <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/damasco-non-uso-armi-chimiche/" target="_blank">presunto attacco chimico a Khan Shaykhun</a>, nella provincia di Idlib.</p>
<p>Le accuse più gravi provengono da Washington. Il presidente  <strong>Donald Trump</strong> parla di &#8220;red line&#8221; nuovamente superata da parte di Assad, definito un criminale senza scrupoli. Anche  <strong>Francia</strong> e <strong>Gran Bretagna</strong> puntano subito il dito contro il presidente siriano.</p>
<p>Washington e Parigi, in particolare,  <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://tg24.sky.it/mondo/2018/04/14/attacco-siria-prove-armi-chimiche.html" target="_blank">sostengono di avere le prove</a> dell&#8217;uso di armi chimiche da parte del governo siriano. Si pensa a raid mirati contro la Siria e nel Paese inizia un vero e proprio conto alla rovescia in vista dell&#8217;attacco.</p>
<p>Assad smentisce l&#8217;uso di armi chimiche a Douma</p>
<p>Il presidente siriano smentisce ogni uso di armi chimiche a Douma. Secondo il governo di Assad, si tratterebbe solamente di una  <strong>messinscena mediatica</strong> per destabilizzare lo Stato siriano. Il dittatore sostiene l&#8217;inutilità di un attacco chimico contro una città prossima ad essere conquistata dall&#8217;esercito. </p>
<p>Il 7 aprile, l&#8217;Esercito dell&#8217;islam accetta di esser trasferito a Jarabulus e il 10 aprile i governativi annunciano la definitiva riconquista di Douma.</p>
<p>La Russia chiede un&#8217;inchiesta internazionale</p>
<p>Contro l&#8217;eventualità di un attacco degli Usa contro la Siria, si muove il governo russo. <strong>Vladimir Putin</strong>, stretto alleato di Assad, chiede che le autorità internazionali investighino sul presunto attacco chimico.</p>
<p>Dal Cremlino, in particolare, si propone un&#8217;<strong>indagine indipendente</strong> e terza sia rispetto alle fonti dell&#8217;opposizione che a quelle di Damasco.</p>
<p>Dopo la liberazione di Douma, reparti della polizia militare russa entrano nella città per raccogliere indizi sufficienti ed avviare le indagini.</p>
<p>L&#8217;attacco di Usa, Francia e Gran Bretagna</p>
<p>Dopo giorni di intensi colloqui diplomatici, alternati a vere e proprie minacce dei leader di Usa, Francia e Gran Bretagna, nella notte tra il 13 ed il 14 aprile viene lanciata la <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/usa-gran-bretagna-e-francia-attaccano-siria-1515351.html" target="_blank">rappresaglia contro Damasco</a>: Trump, Macron e May danno il via libera ai raid.</p>

<p>In un primo momento, l&#8217;attacco sembra avere una vasta portata ma, con le prime luci dell’alba, tutto appare ridimensionato e non ci sono vittime.</p>
<p>Il sistema difensivo siriano non appare pesantemente danneggiato: i radar e le strutture delle basi colpite risultano operativi già poche ore dopo i raid. Secondo i leader dei tre Paesi coinvolti nel bombardamento, la missione è un successo in quanto avrebbe colpito chirurgicamente i siti dove il governo siriano nasconderebbe laboratori in grado di assemblare  <strong>ordigni chimici</strong>.</p>
<p>Le prime inchieste sull&#8217;attacco di Douma</p>
<p>Dopo il raid occidentale, vengono  avviate alcune inchieste sia di enti internazionali che privati. Un primo racconto dettagliato di quanto avvenuto a Douma il 7 aprile 2018  arriva dal <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.bellingcat.com/news/mena/2018/04/11/open-source-survey-alleged-chemical-attacks-douma-7th-april-2018/">sito di approfondimento <em>Bellingcat</em></a>, fondato dall&#8217;inglese Eliot Higgins, che attribuisce la responsabilità al governo siriano. Nell&#8217;inchiesta si fa riferimento ai luoghi dove sarebbe avvenuto il raid per mezzo di armi chimiche: si tratterebbe, in particolare, del quartiere di  via Omar ben al Khattab<strong> </strong>e della zona posta nelle vicinanze di  piazza al Shuhada. Nei due attacchi, sarebbero morte quasi 70 persone, tra cui donne e bambini. I video messi in rete nelle ore successive sarebbero stati girati in locali e magazzini posti nelle vicinanze delle due zone sopra indicate.</p>
<p>A dar manforte all&#8217;inchiesta di Bellingcat, è il <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.nytimes.com/video/world/middleeast/100000004009169/aftermath-of-missile-attack-in-douma.html" target="_blank">New York Times</a></em>. Il quotidiano statunitense afferma infatti di aver visionato una ventina di video provenienti da Douma e che i sintomi riscontrati nei feriti e il ritrovamento di un contenitore di gas tossico nei pressi di piazza al Shuhada farebbero cadere la colpevolezza sul governo siriano.</p>
<p>[Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;1123&#8243; gal_title=&#8221;Douma città fantasma&#8221;]</p>
<p>Contro queste conclusioni però, si schiera  <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.independent.co.uk/voices/syria-chemical-attack-gas-douma-robert-fisk-ghouta-damascus-a8307726.html" target="_blank">Robert Fisk</a>. Il giornalista britannico raggiunge Douma pochi giorni dopo l&#8217;attacco e non trova alcuna traccia di bombardamenti non convenzionali. Fisk, inoltre, intervista  Assim Rahaibani, un medico presente a Douma il giorno dell&#8217;attacco. Rahaibani, quel giorno, opera in una clinica operativa in uno dei bunker sotterranei che affollano la città. Secondo la sua testimonianza, l&#8217;intossicazione dei civili sarebbe stata provocata dal fumo e dalla polvere dei bombardamenti governativi. Secondo il medico, inoltre, nessun ferito avrebbe presentato sintomi riconducibili all&#8217;uso di armi non convenzionali.</p>
<p>Sul luogo indicato come bersaglio di attacchi chimici viene condotta anche una prima inchiesta della polizia militare russa. <a href="http://eng.mil.ru/en/news_page/country/more.htm?id=12170583@egNews" target="_blank">Un comunicato</a> del ministero della Difesa russo del 9 aprile 2018 smentisce il ritrovamento di sostanze chimiche nell&#8217;area di Douma. Anche secondo Mosca l’attacco chimico non sarebbe mai avvenuto.</p>
<p>Gli ispettori dell&#8217;Opcw entrano a Douma il 14 aprile, ma il loro lavoro può iniziare soltanto dieci giorni dopo.</p>
<p>Le conclusioni delle inchieste dell&#8217;Opcw</p>
<p>Dopo quasi tre mesi di lavoro, il 6 luglio del 2018 l&#8217;Opcw emette il <a href="https://www.opcw.org/news/article/opcw-issues-fact-finding-mission-reports-on-chemical-weapons-use-allegations-in-douma-syria-in-2018-and-in-al-hamadaniya-and-karm-al-tarrab-in-2016/">primo rapporto preliminare</a> sull&#8217;inchiesta per i fatti di Douma. In esso si specifica il non ritrovamento di evidenti prove dell&#8217;effettuazione di un attacco chimico nella città di Douma.  In particolare, non vengono rilevate tracce di<strong> gas nervino</strong> nei campioni analizzati e di ferite riconducibili all&#8217;uso di armi chimiche. Le uniche sostanze &#8220;sospette&#8221; riguardano vari prodotti chimici clorurati rilevati tra i campioni. Quella dell’Opcw è una prima ricostruzione, non definitiva, e il lavoro da parte degli ispettori è destinato a proseguire nei prossimi mesi.</p>
<p>Per i detrattori di Assad, il rapporto dell’Opcw sarebbe condizionato dal passaggio di numerosi giorni tra l&#8217;attacco e l&#8217;avvio del lavoro degli ispettori. Per i sostenitori del presidente siriano e per lo stesso Assad, la relazione dell&#8217;Opcw sarebbe la prova maestra in grado di dimostrare l&#8217;innocenza del governo di Damasco.</p>

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		<title>La battaglia di Douma</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/guerra/la-battaglia-per-la-presa-di-douma.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jul 2018 13:49:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Douma]]></category>
		<category><![CDATA[Ghouta orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_7661751.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_7661751.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_7661751-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_7661751-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_7661751-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La battaglia di Douma è la più importante che ha coinvolto la regione della Ghouta orientale e si inserisce nel più ampio contesto della guerra in Siria e delle operazioni belliche per la presa di Damasco. La battaglia di Douma è tra le prime ad aver insanguinato la Siria. Già tra il 2011 ed il 2012 esercito &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-battaglia-per-la-presa-di-douma.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_7661751.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_7661751.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_7661751-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_7661751-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_7661751-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La battaglia di <strong>Douma</strong> è la più importante che ha coinvolto la regione della <a href="http://www.occhidellaguerra.it/la-battaglia-per-la-conquista-della-ghouta/#disqus_thread" target="_blank" rel="noopener">Ghouta orientale</a> e si inserisce nel più ampio contesto della <a href="http://www.occhidellaguerra.it/le-tappe-salienti-della-guerra-siria/" target="_blank" rel="noopener">guerra in Siria</a> e delle <a href="http://www.occhidellaguerra.it/lultimo-mese-battaglia-liberato-damasco/" target="_blank" rel="noopener">operazioni belliche per la presa di Damasco.</a></p>
<p>La battaglia di Douma è tra le prime ad aver insanguinato la Siria. Già tra il 2011 ed il 2012 esercito e ribelli si fronteggiano per la presa della città, strategica ed importante all&#8217;interno della regione attorno la capitale siriana.</p>
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		<title>A Douma niente gas nervino Lo dice il report dell&#8217;Opcw</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/douma-niente-gas-nervino-lo-dice-report-dellopcw.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Jul 2018 13:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Douma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="957" height="636" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Douma-2-957x636-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Douma-2-957x636-1.jpg 957w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Douma-2-957x636-1-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Douma-2-957x636-1-768x510.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 957px) 100vw, 957px" /></p>
<p>Per ora è solo un report preliminare in attesa di “stabilire il significato dei risultati”, ma la prima conclusione è chiara: tra i campioni prelevati a Douma dalla Fact-Finding Mission dell’OPCW e inviati ai laboratori di analisi il 22 maggio scorso “non sono stati rilevati agenti nervini organofosforici o loro prodotti di degradazione, né nei &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/douma-niente-gas-nervino-lo-dice-report-dellopcw.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="957" height="636" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Douma-2-957x636-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Douma-2-957x636-1.jpg 957w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Douma-2-957x636-1-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Douma-2-957x636-1-768x510.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 957px) 100vw, 957px" /></p><p>Per ora <a style="color: #0000ff" href="https://www.opcw.org/fileadmin/OPCW/S_series/2018/en/s-1645-2018_e_.pdf" target="_blank">è solo un report preliminare</a> in attesa di <em>“stabilire il significato dei risultati”</em>, ma la prima conclusione è chiara: tra i campioni prelevati a Douma dalla Fact-Finding Mission dell’OPCW e inviati ai laboratori di analisi il 22 maggio scorso <em>“<strong>non sono stati rilevati agenti nervini</strong> organofosforici o loro prodotti di degradazione, né nei campioni ambientali né nei campioni di plasma delle presunte vittime”.</em></p>
<p>No gas nervini, solo cloro</p>
<p><strong>In altre parole, nella città siriana di Douma, non c’è stato alcun attacco chimico con gas nervini da parte dell’aviazione di Assad. </strong></p>
<p>Smentita l’accusa principale di quello che fu considerato, senza alcuna prova, un bombardamento del regime in piena violazione dei diritti umani e che portò al violento <a style="color: #0000ff" href="http://www.occhidellaguerra.it/siria-non-cerano-armi-chimiche-la-verita-nascosta-dietro-gli-attacchi/" target="_blank">attacco militare occidentale su Damasco</a> pochi giorni dopo.</p>
<p>Ciò che per ora la missione OPCW ha trovato, sono <em>“varie sostanze chimiche organiche clorurate in campioni (&#8230;) insieme a residui di esplosivo”.</em></p>
<p>Queste sostanze clorurate sono elencate nell’Allegato 3 del documento e si tratta di agenti tossici spesso anche di uso civile (utilizzati per esempio nella disinfestazione delle acque). <strong>Nel rapporto non vi è specifica sulle concentrazioni di queste sostanze che quindi potrebbero essere così basse da escludere una presenza dovuta a bombardamento chimico.</strong></p>

<p><strong>Quindi bisognerà ancora aspettare per avere i risultati definitivi anche sull’ipotesi dell’uso del cloro.</strong></p>
<p>Le analisi sono state condotte utilizzando <em>“i protocolli più rigorosi previsti”</em> e assicurando la <em>“catena di conservazione completa in conformità con le procedure operative standard”</em>. La raccolta dei campioni è avvenuta alla presenza di un rappresentante del Governo siriano ed ogni operazione di prelievo di sangue umano dai presunti feriti e le interviste a testimoni sono state supervisionate dagli esperti del team OPCW.</p>
<p>Per i media mainstream, questo rapporto (ripetiamo preliminare e non conclusivo) confermerebbe che <em>“il cloro è stato utilizzato da Assad”</em>, <strong>come ha scritto il <a style="color: #0000ff" href="https://www.thedailybeast.com/watchdog-chlorine-was-used-in-syrias-chemical-attack" target="_blank">Daily Beast</a> e confermato da <a style="color: #0000ff" href="http://www.abc.net.au/news/2018-07-07/opcw-report-finds-chlorine-used-in-syria-douma/9952312" target="_blank">Abc</a> </strong>, <a style="color: #0000ff" href="https://www.aljazeera.com/news/2018/07/interim-opcw-report-finds-proof-chlorine-syria-douma-180706191015007.html" target="_blank">Al Jazeera</a><strong> ed altri </strong>(Washington Post e Bbc hanno per lo meno in seguito modificato i loro articoli). <strong>Ma è falso. Il rapporto non dice assolutamente questo; rimanda le conclusioni al completamento del lavoro di ricerca</strong>. Tanto più che il team OPCW non ha ancora pubblicato tutte le prove raccolte, comprese le interviste video e audio dei testimoni, né l’analisi delle &#8220;fonti aperte&#8221;, cioè immagini e video presi dalla rete.</p>
<p>A questo va aggiunta un&#8217;altra considerazione: l&#8217;uso di armi chimiche al cloro è stato in passato prerogativa proprio dei ribelli anti-Assad, <a style="color: #0000ff" href="http://www.occhidellaguerra.it/i-ribelli-possiedono-armi-chimiche/" target="_blank">come Occhi della Guerra ha documentato in questo articolo</a>; <strong>quindi se venisse confermata la presenza di armi al cloro a Douma, bisognerebbe essere certi dell&#8217;attribuzione ad una delle parti.</strong></p>
<p>La strana storia dell&#8217;attacco a Douma</p>
<p>Siamo nell’aprile scorso e Douma, città della regione della Goutha orientale, è da mesi sotto assedio siriano. Roccaforte delle formazioni jihadiste anti-Assad, in primis di Jaish al-Islam, organizzazione integralista salafita finanziata dall’Arabia Saudita, la città sta capitolando; da lì a pochi giorni sarà liberata dall’esercito siriano. <strong>In questo contesto, chi aveva reale interesse ad un attacco chimico affinché Assad venisse accusato di violazione dei diritti umani permettendo all’Occidente un intervento militare diretto? Forse i ribelli sconfitti.</strong></p>

<p>E infatti l’8 aprile vengono caricati sul web due video terribili ( <a style="color: #0000ff;" href="https://www.youtube.com/watch?v=0K9H8dh12uE" target="_blank">questo</a> e <a style="color: #0000ff" href="https://www.youtube.com/watch?v=m4lkf1SNcJI&amp;bpctr=1523547422" target="_blank">questo</a>) messi in rete proprio dai ribelli di Jaish al-Islam. Sono immagini di circa una trentina di civili morti dentro locali chiusi (forse una casa o un rifugio), tra cui donne e bambini. Si tratta di immagini terrificanti di cadaveri con sintomi chiari di soffocamento chimico; <strong>dai video non è possibile identificare né il luogo, né la cronologia</strong>.</p>
<p>A farlo ci pensa <a href="https://twitter.com/SyriaCivilDef/status/983768284133806080?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E983768284133806080&amp;ref_url=https%3A%2F%2Fwww.ilpost.it%2F2018%2F04%2F12%2Fattacco-chimico-douma-siria-russia-prove%2F" target="_blank">questo altro video pubblicato su Twitter il giorno dopo dagli Elmetti Bianchi</a>, la Ong fondata dai Servizi britannici e finanziata da Arabia Saudita e Usa, composta per lo più da miliziani delle formazioni jihadiste e che opera esclusivamente (e non a caso) nei territori occupati dai ribelli anti-Assad (una sorta di struttura logistica e propagandistica dei ribelli che opera sotto copertura di organizzazione umanitaria in modo da poter ricevere finanziamenti dall’Occidente). Il video mostra un contenitore giallo simile a quello utilizzato per bombe al cloro che sarebbe entrato dal tetto di un palazzo di Douma.</p>
<p>Ma è sopratutto <a style="color: #0000ff" href="https://video.repubblica.it/mondo/siria-decine-di-morti-per-sospetto-attacco-chimico-a-douma-bambini-soccorsi-e-lavati/301701/302329" target="_blank">il più famoso video girato nell’ospedale di Douma</a> a decretare per il mainstream e per i governi occidentali la colpevolezza di Assad davanti all&#8217;opinione pubblica internazionale.</p>
<p>Le immagini concitate dei soccorsi a bambini con maschere di ossigeno e lavati con acqua per disinfettarli dagli agenti chimici, fecero il giro del mondo e procurarono la reazione violenta di tutti <strong>i leader occidentali particolarmente inclini alle suggestioni del mainstream</strong>; tanto che il 14 Aprile i bombardieri di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna attaccarono (illegalmente) la Siria colpendo obiettivi ritenuti e sopratutto concentrando i missili sul un Centro Ricerche a Damasco, considerato dalla Cia uno dei laboratori di armi chimiche del regime;<a style="color: #0000ff" href="http://www.occhidellaguerra.it/siria-non-cerano-armi-chimiche-la-verita-nascosta-dietro-gli-attacchi/" target="_blank"> ma che abbiamo dimostrato in questo articolo</a> essere stato ispezionato dall’OPCW un mese prima senza risultato (uno strano e mai chiarito bombardamento contro un obiettivo inutile).</p>
<p><strong>Il video dell’ospedale di Douma <a style="color: #0000ff" href="http://blog.ilgiornale.it/rossi/2018/04/13/siria-1957-false-flag-e-la-storia-che-si-ripete/" target="_blank">si dimostrerà un clamoroso falso</a></strong>. Robert Fisk, primo giornalista occidentale ad entrare nella città liberata si recherà all’ospedale, intervisterà medici e pazienti e scoprirà la verità in un reportage che farà il giro del mondo:  quelle immagini erano vere, ma quei bambini non avevano subìto un attacco chimico ma un principio di soffocamento a causa della polvere del crollo del rifugio dove erano rifugiati. E le immagini dei lavaggi furono costruite dai ribelli e dagli Elmetti Bianchi per inscenare un attacco chimico che non c’era mai stato.</p>
<p>La stessa storia di un anno prima a Khan Shaykhun; anche in quel caso l&#8217;attacco avvenne puntualmente a ridosso della vittoria di Assad e dopo le dichiarazioni di Trump di un disimpegno Usa verso la Siria (per chi volesse approfondire, sulla storia delle False Flag e del loro uso in Siria <a style="color: #0000ff" href="http://blog.ilgiornale.it/rossi/2018/04/13/siria-1957-false-flag-e-la-storia-che-si-ripete/" target="_blank">ne abbiamo parlato qui</a>).</p>

<p><strong>A distanza di 4 mesi, la verità su ciò che è successo a Douma, non è stata chiarita</strong>. Nonostante tre mesi di attività del team investigativo dell’OPCW, bisognerà aspettare ancora. <strong>L’unica certezza è che gas nervini non sono stati usati. </strong>Qualsiasi altra conclusione <strong>è pura manipolazione della verità da parte di un mainstream occidentale abituato ormai a mettere presunti colpevoli sul banco degli imputati addirittura prima ancora che l’accusa sia formulata.</strong></p>
<p><em>@GiampaoloRossi puoi seguirlo anche su <a href="http://blog.ilgiornale.it/rossi/" target="_blank">Il Blog dell’Anarca</a> </em></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/douma-niente-gas-nervino-lo-dice-report-dellopcw.html">A Douma niente gas nervino Lo dice il report dell&#8217;Opcw</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Le battaglie che hanno portato alla liberazione finale di Damasco</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/guerra/lultimo-mese-battaglia-liberato-damasco.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 May 2018 13:46:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Damasco]]></category>
		<category><![CDATA[Douma]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito dell'islam]]></category>
		<category><![CDATA[Ghouta orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1022" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180522203429_26462457.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180522203429_26462457.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180522203429_26462457-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180522203429_26462457-768x523.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180522203429_26462457-1024x698.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Fino al luglio 2012, Damasco è rimasta tutto sommato immune dalla guerra che iniziava ad infervorare nel resto della Siria. Soltanto in quel mese, i gruppi armati del cosiddetto Esercito siriano libero (Fsa) hanno iniziato ad imperversare nella capitale, dando il via all’operazione denominata &#8220;Vulcano&#8221;. Con questa azione, l’Fsa aveva come obiettivo quello di far definitivamente crollare il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/lultimo-mese-battaglia-liberato-damasco.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1022" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180522203429_26462457.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180522203429_26462457.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180522203429_26462457-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180522203429_26462457-768x523.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180522203429_26462457-1024x698.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Fino al luglio 2012, <strong>Damasco</strong> è rimasta tutto sommato immune dalla guerra che iniziava ad infervorare nel resto della <strong>Siria</strong>. Soltanto in quel mese, i gruppi armati del cosiddetto <strong>Esercito siriano libero (Fsa) </strong>hanno iniziato ad imperversare nella capitale, dando il via all’operazione denominata &#8220;Vulcano&#8221;. Con questa azione, l’Fsa aveva come obiettivo quello di far definitivamente crollare il governo di <strong>Bashar al Assad</strong>: la bomba piazzata nel quartier generale della difesa siriana, che il 18 luglio 2012 ha ucciso i più alti vertici della sicurezza ed ha ferito lo stesso fratello del presidente, sembra far presagire l’epilogo a favore dei cosiddetti ribelli. Pur tuttavia, il 20 luglio l’esercito lealista è già impegnato nella controffensiva, riuscendo in pochi giorni a tenere lontano dal centro di Damasco i gruppi ribelli. Gli islamisti però rimarranno per anni in controllo di numerosi quartieri periferici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/lultimo-mese-battaglia-liberato-damasco.html">Le battaglie che hanno portato alla liberazione finale di Damasco</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Cos&#8217;è l&#8217;Esercito dell&#8217;islam e dove ha combattuto in Siria</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/guerra/esercito-islam-siria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 May 2018 12:43:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Douma]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito dell'islam]]></category>
		<category><![CDATA[Ghouta orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="981" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180324000601_26024515.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180324000601_26024515.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180324000601_26024515-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180324000601_26024515-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180324000601_26024515-1024x670.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>L&#8217;Esercito dell&#8217;Islam è una delle coalizioni islamiste che combattono in Siria contro Bashar al Assad. Il nome originario di questo gruppo, fondato da Zahran Alloush nel 2011, era Liwa al Islam. Durante la guerra, i suoi miliziani sono stati schierati soprattutto nella Ghouta orientale e, in particolare, nella città di Douma. Gran parte dei finanziamenti a questa &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/esercito-islam-siria.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/esercito-islam-siria.html">Cos&#8217;è l&#8217;Esercito dell&#8217;islam e dove ha combattuto in Siria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="981" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180324000601_26024515.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180324000601_26024515.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180324000601_26024515-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180324000601_26024515-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180324000601_26024515-1024x670.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>L&#8217;<strong>Esercito dell&#8217;Islam</strong> è una delle coalizioni islamiste che combattono in <strong>Siria</strong> contro <strong>Bashar al Assad</strong>. Il nome originario di questo gruppo, fondato da<strong> Zahran Alloush</strong> nel 2011, era Liwa al Islam. Durante la guerra, i suoi miliziani sono stati schierati soprattutto nella Ghouta orientale e, in particolare, nella città di Douma. Gran parte dei finanziamenti a questa fazione provengono dall&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong>, <a href="https://foreignpolicy.com/2016/02/12/the-road-to-a-syria-peace-deal-runs-through-russia/" target="_blank" rel="noopener">spiega <em>Foreign Policy</em></a>, e dalla <strong>Turchia</strong>.</p>
<p>[Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;977&#8243; gal_title=&#8221;Esercito dellislam nella Ghouta&#8221;]</p>
<p>L&#8217;ideologia del gruppo è fortemente settaria e legata all&#8217;islam più radicale. In più di un&#8217;occasione, inoltre, Alloush ha elogiato <strong>Osama bin Laden </strong>e ha espresso il desiderio di voler &#8220;purificare&#8221; la Siria dai fedeli sciiti e alauiti.</p>
<p><a href="https://www.middleeasteye.net/news/rise-jaish-al-islam-marks-turn-syria-conflict" target="_blank" rel="noopener">Per <em>Middle East Eye</em></a>, l&#8217;ascesa dell&#8217;Esercito dell&#8217;islam nel 2015 ha rappresentato una &#8220;svolta nel conflitto siriano&#8221; in quanto è riuscito a creare un&#8217;opposizione solida e coordinata contro Damasco.</p>
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		<title>Siria, qualunque decisione di Trump  può aprire scenari imprevedibili</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/siria-qualunque-decisione-trump-puo-aprire-scenari-imprevedibili.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Apr 2018 11:26:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Armi chimiche]]></category>
		<category><![CDATA[Douma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="976" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180419101732_26209945.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180419101732_26209945.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180419101732_26209945-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180419101732_26209945-768x500.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180419101732_26209945-1024x666.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Gli Stati Uniti presumono che il 7 aprile, in Siria, sia avvenuto un nuovo attacco con l&#8217;utilizzo di armi chimiche da parte del governo di Assad, sulla popolazione civile delle zone della città di Douma. Ciò ha fornito il pretesto a Washington per riferire una minaccia di attacco, espressa dal presidente Trump via social network, destando &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/siria-qualunque-decisione-trump-puo-aprire-scenari-imprevedibili.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="976" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180419101732_26209945.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180419101732_26209945.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180419101732_26209945-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180419101732_26209945-768x500.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180419101732_26209945-1024x666.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Gli Stati Uniti presumono che il 7 aprile, in Siria, sia avvenuto un nuovo attacco con l&#8217;<strong>utilizzo di armi chimiche</strong> da parte del <strong>governo di Assad</strong>, sulla popolazione civile delle zone della città di <strong>Douma</strong>. Ciò ha fornito il pretesto a Washington per riferire una minaccia di attacco, espressa dal presidente Trump <strong>via social network</strong>, destando anche l&#8217;<strong>imbarazzo dei vertici</strong> della difesa americana, primo fra tutti <strong>James Mattis</strong>, che in un primo momento aveva deciso di<strong> ritrattare la posizione del Pentagono</strong> in merito alle prove di questo attacco.</p>
<p>In seguito al <strong>bombardamento congiunto</strong> della Siria, deciso da <strong>Trump</strong> e appoggiato da <strong>Gran Bretagna</strong> e <strong>Francia</strong>, si aprono una serie di scenari, che tuttavia sembrerebbero assolutamente non praticabili. Questi dibattiti sulla Siria sono rivelatori, ma non nel modo in cui i suoi partecipanti spesso intendono. Il fatto che gli americani arrivino così spesso alla stessa politica di <strong>limitati attacchi aerei</strong> ci dice molto sul perché il problema della Siria sia così difficile. Ci dice anche molto sui blocchi della politica estera degli Stati Uniti.</p>
<p>Di fronte agli Stati Uniti, dunque, si presentano <strong>alcune possibilità</strong>, la cui risolutezza, tuttavia, è messa in dubbio da un quadro piuttosto complicato, molto più di un qualsiasi Afghanistan o Iraq. In un primo scenario, infatti, si potrebbe pensare che Washington potrebbe decidere di proseguire i propri<strong> raid aerei isolati</strong>, limitati e con <strong>funzione monitoria</strong>, come quello del 14 aprile, il cui scopo sarebbe quello di perpetrare una <strong>serie di avvertimenti</strong> su un futuro utilizzo di armi chimiche da parte di Assad, sempre a patto che tale condizione sia valsa per gli episodi passati, considerate comunque le analisi effettuate dagli esperti dell&#8217;Opac, che hanno <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/siria-non-cerano-armi-chimiche-la-verita-nascosta-dietro-gli-attacchi/">sempre restituito risultati negativi</a>, e dunque <strong>nessun campione di sostanza chimica</strong> è stato mai trovato in Siria fino al marzo di quest&#8217;anno.</p>

<p>Questi attacchi, senza un diretto coinvolgimento delle truppe, i cosiddetti <strong>&#8220;boots on the ground&#8221;</strong>, potrebbero essere assorbiti in maniera rapida e quasi indolore, visto anche il <strong>supporto degli alleati russi e iraniani</strong>, e il fatto stesso che la Francia abbia deciso di <strong>avvisare il Cremlino</strong> degli attacchi imminenti, ha evitato che il bilancio delle vittime si muovesse dallo zero. </p>
<p>Una seconda opzione, anche <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.nytimes.com/2018/04/10/world/middleeast/syria-us-chemical-weapons.html">secondo quanto sostenuto</a> dal <em>New York Times</em>, consterebbe in un altro prosieguo della politica di Obama, operando un <strong>riarmo dei ribelli</strong> contro le forze governative, sostenendo la più pericolosa parte in causa per la sopravvivenza del governo di Assad. Obama, ad esempio, nel 2013 aveva dotato i ribelli del <strong>Free Syrian Army</strong> con i <strong>missili TOW</strong> anticarro, che avevano prodotto una forte offensiva contro l&#8217;esercito regolare, con quelle armi che erano state definite come i <strong>&#8220;domatori di Assad&#8221;</strong>. </p>
<p>Anche per questa opzione si dovrebbero fare i conti con la forza degli alleati Russia ed Iran, che a loro volta potrebbero <strong>armare Assad anche con maggiore vigore</strong> rispetto a quanto Washington possa fare coi ribelli, producendo una sorta di <strong>escalation di armamenti</strong> che potrebbe soltanto accrescere le perdite umane. Se non altro, per il motivo per cui tale successo dei ribelli aveva <strong>indotto nel 2015 la Russia ad intervenire</strong> sul campo al fianco dell&#8217;alleato siriano, facendo ritorcere contro agli Stati Uniti la stessa soluzione adottata. </p>

<p>Una terza opzione, la più drastica e pericolosa, sarebbe quella di un <strong>massiccio intervento</strong> con pesanti bombardamenti e <strong>invasione sul campo</strong>. Questi attacchi sarebbero efficaci se concretizzassero deliberatamente uno dei due rischi che gli Stati Uniti si sono sforzati di evitare. Il primo rischio è quello di <strong>far collassare il governo siriano</strong>, il che esacerberà le sofferenze siriane gettando nel caos milioni di altre vite e probabilmente<strong> prolungando la guerra</strong>. Il secondo rischio è quello di uno <strong>scontro militare diretto con la Russia</strong>, una potenza armata con la capacità di intensificarsi rapidamente nel Medio Oriente e nell&#8217;Europa orientale, mettendo a rischio milioni di non-siriani. Il tutto, ovviamente, costituirebbe una <strong>chiara violazione del diritto internazionale</strong>, se si dovesse provare ancora una volta che questi attacchi chimici non si sono mai verificati, <em>rebus sic stantibus</em>.</p>
<p>In sostanza <strong>non esiste una definitiva soluzione</strong> di intervento per gli Stati Uniti se non di riprodurre ciò che già hanno provocato in Afghanistan ed in Iraq, solo per citare gli esempi più recenti. La differenza rispetto a 15-20 anni fa risiede e soprattutto nella<strong> rinnovata presenza russa</strong> in Medio Oriente, che ostacola di certo una primazia militare americana, e l&#8217;<strong>immunizzazione dell&#8217;opinione pubblica</strong> al fenomeno delle notizie false che, nel 2003 hanno consentito agli Usa di muovere indisturbati degli attacchi nei confronti dei regimi mediorientali, ma che oggi, memori degli scenari e delle milioni di vittime prodotte, fungono da <strong>deterrente</strong> dal rimettere gli stivali sul terreno. </p>
<p>D&#8217;altro canto, Washington oggi paga delle <a href="http://www.occhidellaguerra.it/gli-usa-hanno-perso-la-loro-partita-a-scacchi-in-medio-oriente/"><strong>strategie errate</strong> della propria politica estera</a>, soprattutto in Medio Oriente, che però fatica a mutare, dalla sua <strong>continuità storica</strong> ormai pluridecennale, che tuttavia oggi si misura con le mire di una serie di <strong>attori regionali</strong>. </p>

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		<title>Camere dell&#8217;orrore a Douma: ​le atroci torture dei jihadisti</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/douma-torture-ribelli.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Apr 2018 08:49:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Douma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1296" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180419232227_26216514-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180419232227_26216514-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180419232227_26216514-1-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180419232227_26216514-1-768x518.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180419232227_26216514-1-1024x691.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non erano ribelli moderati, quelli asserragliati a Douma. Erano jihadisti che avevano come obiettivo quello di eliminare ogni minoranza &#8211; non importa se musulmana o cristiana &#8211; dalla Siria e di imporre un &#8220;emirato governato dalla sharia&#8221;. Jaysh al Islam, ovvero l&#8217;Esercito dell&#8217;islam, è stato l&#8217;incubo dei cittadini di Damasco. I miliziani di questo gruppo non &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/douma-torture-ribelli.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1296" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180419232227_26216514-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180419232227_26216514-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180419232227_26216514-1-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180419232227_26216514-1-768x518.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180419232227_26216514-1-1024x691.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Non erano ribelli moderati, quelli asserragliati a <strong>Douma</strong>. Erano jihadisti che avevano come obiettivo quello di eliminare ogni minoranza &#8211; non importa se musulmana o cristiana &#8211; dalla Siria e di imporre un &#8220;emirato governato dalla sharia&#8221;. Jaysh al Islam, ovvero l&#8217;<strong>Esercito dell&#8217;islam</strong>, è stato l&#8217;incubo dei cittadini di Damasco. I miliziani di questo gruppo non erano poi così diversi dagli uomini del Califfato o da quelli di Al Qaida. Eppure <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/siria-raid-russi-uccidono-alloush-jihadista-amico-delloccide-1207719.html" target="_blank">Zaharan Alloush</a>, il fondatore del gruppo, era tenuto in gran conto da quelli che, almeno sulla carta, sono gli alleati dell&#8217;Occidente.</p>
<p>[Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;876&#8243; gal_title=&#8221;DOUMA CAMERE ORRORE&#8221;]</p>
<p>Per anni, i missili dell&#8217;Esercito dell&#8217;islam sono piovuti sulle case della capitale siriana, provocando migliaia di vittime, soprattutto civili. Attraverso un sistema di coordinate precise, i ribelli riuscivano a colpire gli obiettivi e a fare il maggior numero di vittime. Nella Ghouta orientale, inoltre, erano presenti <a href="http://www.occhidellaguerra.it/ghouta-ribelli-tunnel/" target="_blank">diversi tunnel </a>che permettevano ai jihadisti di muoversi nell&#8217;ombra. Nessuno poteva vederli né colpirli.</p>

<p>L&#8217;odio dei jihadisti di Douma si era riversato sulla comunità alauita, alla quale appartiene anche il presidente <strong>Bashar al Assad.</strong> <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/viaggio-nellinferno-ghouta-ecco-chi-sono-i-ribelli-anti-1497525.html" target="_blank">Nel 2015</a>, alcune famiglie appartenenti a questa confessione furono messe in gabbia, fatte sfilare per la città e, infine, usate come <strong>scudi umani</strong>. </p>
<p>Ora che i terroristi hanno lasciato la città si cominciano a intravedere le tracce della loro brutalità. Dei 4mila prigionieri nelle mani dell&#8217;Esercito dell&#8217;Islam solo 200 sono potuti tornare a casa. Non si sa che fine abbiano fatto gli altri. Sono spariti nel nulla. <em>Desaparecidos</em>. Nei giorni scorsi, l&#8217;esercito di Damasco ha inoltre trovato una fossa comune contenente 30 corpi. Ma è solamente la punta dell&#8217;iceberg. Che fine hanno fatto gli altri 3800 prigionieri? Nessuno lo sa.</p>
<p>Giornalisti siriani rivelano inoltre a <em>Gli Occhi della Guerra</em> che in un ospedale della capitale sarebbero arrivati 117 corpi di persone uccise a Douma con un colpo di pistola.</p>

<p>Nelle foto diffuse dalle agenzie si può vedere una <strong>croce</strong> sopra la quale le persone venivano legate e poi <strong>torturate</strong>. Forse venivano fustigate. Impossibile dirlo. Tra i prigionieri in mano all&#8217;Esercito dell&#8217;islam c&#8217;erano anche molti soldati. È probabile che siano stati torturati per carpire loro alcune informazioni sulle forze governative.</p>
<p>E poi le gabbie. Nelle immagini che arrivano da Douma sono una presenza costante. Alcune sono state piegate dai bombardamenti, altre invece sono interrate per lasciare ai prigionieri solo un minimo spazio di visuale.</p>
<p>Chi è riuscito a scappare da Douma ha parlato di una realtà scioccante: gli abitanti della città alle porte di Damasco venivano continuamente angariati e costretti ai lavori forzati. Alcune famiglie hanno raccontato all&#8217;agenzia governativa <a href="https://sana.sy/en/?p=134759" target="_blank"><em>Sana</em> </a>che i ribelli avrebbero per lungo tempo sequestrato medicine, vaccini e cibo. Ora la situazione sta lentamente tornando alla normalità. Ma la strada è ancora lunga.</p>

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