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	<title>donne Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Tue, 27 Jan 2026 18:31:50 +0000</lastBuildDate>
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	<title>donne Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il Corpo Conteso: la nuova frontiera dei conflitti passa attraverso la biologia femminile</title>
		<link>https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/il-corpo-conteso-la-nuova-frontiera-dei-conflitti-passa-attraverso-la-biologia-femminile.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jan 2026 15:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica della salute]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="612" height="409" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/istockphoto-470436874-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/istockphoto-470436874-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/istockphoto-470436874-612x612-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/istockphoto-470436874-612x612-1-600x401.jpg 600w" sizes="(max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>Nel panorama della geopolitica contemporanea, la guerra ha progressivamente spostato il proprio baricentro. Non è più soltanto una questione di frontiere, arsenali o superiorità tecnologica. Sempre più spesso, il vero terreno di scontro è la capacità di controllare la vita quotidiana delle popolazioni, la loro salute, la loro riproduzione e la loro possibilità di futuro. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/il-corpo-conteso-la-nuova-frontiera-dei-conflitti-passa-attraverso-la-biologia-femminile.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="612" height="409" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/istockphoto-470436874-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/istockphoto-470436874-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/istockphoto-470436874-612x612-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/istockphoto-470436874-612x612-1-600x401.jpg 600w" sizes="(max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>Nel panorama della geopolitica contemporanea, la guerra ha progressivamente spostato il proprio baricentro. Non è più soltanto una questione di frontiere, arsenali o superiorità tecnologica. Sempre più spesso, il vero terreno di scontro è la capacità di <strong>controllare la vita quotidiana delle popolazioni</strong>, la loro salute, la loro riproduzione e la loro possibilità di futuro. In questo scenario, il <strong>corpo femminile</strong> emerge come uno spazio strategico centrale, al tempo stesso vulnerabile e decisivo, sul quale si giocano equilibri militari, demografici e politici.</p>



<p>Secondo le stime delle Nazioni Unite, <strong>oltre il 70% dei civili colpiti dai conflitti armati contemporanei sono donne e minori</strong>. Questo dato non è solo il risultato di bombardamenti indiscriminati o di violenze dirette, ma riflette una realtà più profonda: nei contesti di guerra, la distruzione dei sistemi sanitari colpisce in modo sproporzionato la <strong>salute femminile</strong>. Quando ospedali, cliniche e reti di assistenza primaria vengono smantellati o resi inaccessibili, gravidanza, parto, contraccezione e cure ginecologiche diventano fattori di rischio letale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha documentato che, nei paesi in conflitto, il <strong>rischio di morte materna</strong> può essere fino a venti volte superiore rispetto ai contesti stabili, con picchi drammatici nelle aree sottoposte ad assedio o a sfollamenti di massa.</p>



<p>In questo senso, la salute femminile non è un effetto collaterale della guerra, ma uno dei suoi strumenti. Negare l’accesso a cure riproduttive significa indebolire la capacità di una comunità di rigenerarsi, aumentare la mortalità evitabile e produrre instabilità sociale a lungo termine. Ogni parto non assistito, ogni aborto clandestino, ogni complicanza ginecologica non trattata contribuisce a erodere il tessuto demografico e psicologico di una popolazione. La biologia femminile diventa così una variabile strategica, capace di incidere sulla durata e sugli esiti di un conflitto.</p>



<p>A rendere questa vulnerabilità ancora più profonda interviene un problema strutturale che precede la guerra, ma che in guerra diventa letale: <strong>la sistematica assenza di dati clinici adeguati sulle donne</strong>. Per decenni, la ricerca biomedica internazionale ha utilizzato il corpo maschile come riferimento standard, escludendo le donne dagli studi clinici per ragioni legate alla variabilità ormonale o al potenziale rischio riproduttivo. Studi autorevoli hanno dimostrato che fino agli anni Duemila la maggioranza dei trial farmacologici non riportava dati disaggregati per sesso, con conseguenze dirette sulla sicurezza e sull’efficacia dei trattamenti.</p>



<p>In contesti di conflitto, questa lacuna si traduce in un <strong>aumento silenzioso della mortalità e della morbilità femminile</strong>. Farmaci salvavita possono avere effetti collaterali più gravi sulle donne, anestetici possono risultare sovra- o sottodosati, protocolli di emergenza possono non tenere conto delle differenze fisiologiche legate al ciclo ormonale, alla gravidanza o alla menopausa. L’assenza di una medicina calibrata sui corpi femminili diventa una forma di violenza strutturale, invisibile ma sistematica, che si somma agli effetti diretti della guerra.</p>



<p>Negli ultimi anni, alcune forze armate hanno iniziato a riconoscere che questa invisibilità non è solo un problema etico, ma un limite operativo. I dati raccolti dai sistemi sanitari militari di paesi come <strong>Stati Uniti</strong>, <strong>Canada</strong> e <strong>Israele</strong> mostrano che l’integrazione della medicina di genere migliora la prontezza operativa delle truppe, riduce le assenze per motivi sanitari e aumenta la capacità di risposta in scenari complessi. La presenza crescente di donne nelle forze armate ha reso evidente che ignorare la biologia femminile significa compromettere l’efficienza complessiva delle operazioni. In questo quadro, la tutela della salute femminile diventa un fattore di vantaggio strategico, capace di rafforzare la coesione interna e la legittimità esterna delle missioni militari.</p>



<p>La dimensione più estrema di questa geopolitica del corpo emerge nei <strong>campi profughi</strong>. Secondo l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, oltre la metà dei circa cento milioni di sfollati nel mondo sono donne e ragazze. Nei campi, dove l’accesso all’acqua, ai servizi igienici e ai farmaci è limitato, il ciclo mestruale, le patologie ginecologiche croniche e la gestione della fertilità diventano problemi di sicurezza collettiva. Ricercatori dell’UNFPA hanno documentato come la <strong>mancanza di prodotti per l’igiene mestruale</strong> aumenti il rischio di infezioni, ma anche l’esposizione a violenze e sfruttamento, poiché molte donne sono costrette a barattare beni essenziali per soddisfare bisogni primari legati al proprio corpo.</p>



<p>In questi contesti, il corpo femminile smette di essere una dimensione privata e diventa una questione di <em>governance</em>. Chi controlla l’accesso alle cure, ai farmaci e ai servizi riproduttivi esercita un potere diretto sulla vita quotidiana delle persone e sulle dinamiche interne delle comunità sfollate. La salute femminile diventa un indicatore di stabilità o di collasso sociale.</p>



<p>Questa centralità del corpo femminile nei conflitti non è una novità storica, ma oggi assume forme più sistematiche e meno dichiarate. Il <strong>controllo della riproduzione è sempre stato uno strumento di guerra</strong>: dallo stupro utilizzato come arma di terrore e pulizia etnica, documentato in modo estensivo nei <strong>Balcani</strong>, e in <strong>Rwanda</strong>, fino alle politiche di sterilizzazione forzata o di restrizione delle nascite in contesti di occupazione. La Commissione Internazionale per i Crimini di Guerra ha riconosciuto che la violenza riproduttiva non è un effetto collaterale, ma una strategia deliberata volta a distruggere l’identità e la continuità delle comunità colpite.</p>



<p>Nel mondo contemporaneo, però, il controllo non passa solo attraverso la violenza diretta, ma anche attraverso la gestione della conoscenza. Studiare o non studiare i corpi femminili, raccogliere o ignorare dati sulla loro salute, significa decidere quali vite sono degne di protezione e quali possono essere sacrificate. La geopolitica della salute rivela così una verità scomoda: la neutralità scientifica è un’illusione quando la produzione di conoscenza incide sulla sopravvivenza di intere popolazioni.</p>



<p>Studiare davvero le donne oggi non è soltanto una questione di equità, ma un atto strategico. Significa riconoscere che il futuro demografico, economico e politico dei territori passa attraverso la salute e l’autonomia dei corpi femminili. Chi controlla quei corpi, chi ne garantisce o ne nega la cura, esercita un potere che va ben oltre il campo di battaglia. In un’epoca in cui le guerre sono sempre più lunghe, ibride e diffuse, la biologia femminile diventa uno dei luoghi decisivi in cui si gioca il destino delle società.</p>
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		<item>
		<title>Blaise Metreweli, una donna a capo dell&#8217;MI6</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/blaise-metreweli-una-donna-a-capo-dellmi6.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2025 14:13:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[MI6]]></category>
		<category><![CDATA[spionaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1482" height="1920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240707175513946_2694ad3ba323b198897e55b2d27adb56.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240707175513946_2694ad3ba323b198897e55b2d27adb56.jpg 1482w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240707175513946_2694ad3ba323b198897e55b2d27adb56-600x777.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240707175513946_2694ad3ba323b198897e55b2d27adb56-232x300.jpg 232w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240707175513946_2694ad3ba323b198897e55b2d27adb56-790x1024.jpg 790w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240707175513946_2694ad3ba323b198897e55b2d27adb56-768x995.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240707175513946_2694ad3ba323b198897e55b2d27adb56-1186x1536.jpg 1186w" sizes="(max-width: 1482px) 100vw, 1482px" /></p>
<p>Alla fine la realtà ha seguito la finzione, e la prima M donna da oggi firmerà con la penna verde tutti gli ordini del massimo livello di segretezza per l&#8217;intelligence di Sua maestà. Blaise Metreweli, agente di carriera dell&#8217;intelligence britannico è la prima donna a capo del Secret Intelligence Service, il servizio di spionaggio estero &#8230; <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/blaise-metreweli-una-donna-a-capo-dellmi6.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/blaise-metreweli-una-donna-a-capo-dellmi6.html">Blaise Metreweli, una donna a capo dell&#8217;MI6</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1482" height="1920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240707175513946_2694ad3ba323b198897e55b2d27adb56.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240707175513946_2694ad3ba323b198897e55b2d27adb56.jpg 1482w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240707175513946_2694ad3ba323b198897e55b2d27adb56-600x777.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240707175513946_2694ad3ba323b198897e55b2d27adb56-232x300.jpg 232w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240707175513946_2694ad3ba323b198897e55b2d27adb56-790x1024.jpg 790w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240707175513946_2694ad3ba323b198897e55b2d27adb56-768x995.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240707175513946_2694ad3ba323b198897e55b2d27adb56-1186x1536.jpg 1186w" sizes="auto, (max-width: 1482px) 100vw, 1482px" /></p>
<p>Alla fine la realtà ha seguito la finzione, e la<a href="https://www.reuters.com/world/uk/britain-appoints-first-female-head-mi6-spy-agency-2025-06-15/?utm_campaign=trueAnthem%3A+Trending+Content&amp;utm_medium=trueAnthem&amp;utm_source=facebook&amp;fbclid=IwY2xjawK8McJleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA1R2hCMVZMbXkzdzJLTFJjAR5DZqSPX_w1nCdXJ87eC4u2J4Om8Wu0IdfSsz8IFbKd2uiDS2T-tBsiaeVTTw_aem_geKPg-YdgwnQD1Gr4zA3DQ"> prima M donna</a> da oggi firmerà con la <em>penna verde</em> tutti gli ordini del massimo livello di segretezza per l&#8217;intelligence di Sua maestà.</p>



<p><strong>Blaise Metreweli</strong>, agente di carriera dell&#8217;intelligence britannico è la <strong>prima donna</strong> a capo del<a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/le-spie-del-regno-unito-come-funziona-lintelligence-di-londra.html"> <strong>Secret Intelligence Service</strong></a>, il servizio di spionaggio estero noto come <strong>MI6</strong>. Al secolo Military Intelligence 6, sesta sezione dello spionaggio militare che è diventato famoso nel mondo per un romanzo brillante, vergato da un misogino impenitente: stiamo parlando ovviamente di <a href="https://mowmag.com/culture/ma-chi-era-davvero-ian-fleming-il-creatore-di-james-bond-un-rasputin-al-servizio-di-sua-maesta-rubato-da-hollywood-e-dal-film-di-guy-ritchie-e-ora-i-tunnel-sotterranei-da-spia-a-londra-aprono-al-pubblico">Ian Fleming</a> e il suo Agente 007.</p>



<p>Ma questa è <strong>storia antica</strong>. La storia moderna vede e vedrà a capo dell&#8217;intero servizio segreto per le operazioni all&#8217;estero, del controspionaggio e della sicurezza nazionale se ne occupa l&#8217;<strong>MI5</strong>, una donna dalle spiccate capacità e dall&#8217;esperienza indubbia nel campo dell&#8217;intelligence di alto livello.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La nuova M del Secret Intelligence Service</h2>



<p>La nuova &#8220;<em>M</em>&#8220;, ossia il vertice del servizio che secondo la consuetudine si firmerebbe con la sola iniziale e con una penna con l&#8217;inchiostro verde, anche se la storia è complessa, poiché si ritiene la figura di M sia ispirata a<a href="https://it.insideover.com/spionaggio/maxwell-knight-in-arte-m-il-maestro-di-james-bond-e-di-smiley.html"> Maxwell Knight</a>, che fu capo della sezione Infiltrazione del MI5 dal 1931 al 1961, e non al primo direttore del servizio, <strong>Sir George Mansfield Smith-Cumming</strong>, che prese per primo il nome in codice&nbsp;<strong>C</strong>, dalle iniziali del cognome e firmava tutti i documenti ufficiali con inchiostro verde, era comunque già nota con una lettera.</p>



<p>Già vertice del reparto tecnologico dell&#8217;MI6, la <strong>Metreweli</strong> era la <a href="https://it.insideover.com/storia/prima-di-james-bond-tutti-i-trucchi-dellmi9-per-aiutare-i-piloti-inglesi-a-sfuggire-ai-nazisti.html">figura nota come &#8220;Q&#8221; </a>nell&#8217;immaginario comune forgiato proprio dalla saga di James Bond, la quarantasettenne posta a capo del servizio segreto più famoso del mondo è entrata a far parte del Secret Intelligence Service nel <strong>1999</strong> e ha trascorso gran parte della sua carriera in<strong> ruoli operativi </strong>in ​​<strong>Medio Oriente</strong> e in <strong>Europa</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le sfide raccolte dal nuovo vertice dell&#8217;MI6</h2>



<p>&#8220;<em>So che Blaise continuerà a fornire l&#8217;eccellente leadership necessaria per difendere il nostro Paese</em>&#8220;, ha affermato quello che da oggi è l&#8217;ex-capo dei servizi segreti, Richard Moore. Le sfide più grandi per la Metreweli saranno probabilmente quelle a noi fgià note: l&#8217;operato sommerso di <strong>Russia</strong>,<strong> Cina</strong> e <strong>Iran</strong>. </p>



<p>Proprio l&#8217;agenzia <em>Reuters</em>, nel dare la notizie stanotte, ha ricordato come proprio la Russia in particolare, vecchia nemica della Guerra Fredda, venga accusata di aver condotto una vasta &#8220;campagna di sabotaggio&#8221; in tutta <strong>Europa</strong> per scoraggiare altri Paesi dal sostenere l&#8217;Ucraina nella sua resistenza contro l&#8217;ingerenza sfociata nell&#8217;<strong>invasione russa</strong>.<em> In primis</em> il Regno Unito, che ha sempre fornito un particolare sostengo all&#8217;Ucraina. Specialmente nel campo dell<strong>&#8216;intelligence</strong>.</p>



<p>La Metreweli aveva precedentemente ricoperto un ruolo dirigenziale nell&#8217;MI5, il controspionaggio appunto, e secondo quanto riportato dalla stampa inglese ha studiato antropologia all&#8217;Università di Cambridge. Anche se la nomina di Metreweli arriva &#8220;<em>tre decenni dopo che l&#8217;attrice Judi Dench ha interpretato per la prima volta un dirigente donna dell&#8217;MI6 nel film di James Bond &#8220;GoldenEye</em>&#8220;, ora quella finzione ben pensata è diventata<strong> affascinante realtà</strong>.</p>



<p><strong><span><span><span><i>Lo spionaggio e il ruolo svolto dall&#8217;intelligence sono sempre stati elementi affascinanti quanto decisivi per gli equilibri regionali e globali. Conoscere, analizzare, e cercare di spiegare la loro importanza e il ruolo che svolgono nei processi della diplomazia e nei conflitti&nbsp;è parte del nostro sforzo quotidiano.&nbsp;Se vuoi approfondire queste tematiche ed essere sempre aggiornato sugli sviluppi nell’ambito della Difesa e dello Spionaggio, segui InsideOver, e sostieni il nostro lavoro,&nbsp;</i></span></span></span><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati oggi!</a></strong></p>



<p></p>
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		<item>
		<title>Cina, la dura vita delle mamme imprenditrici</title>
		<link>https://it.insideover.com/donne/cina-la-dura-vita-delle-mamme-imprenditrici.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Mar 2025 16:56:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250309105205709_6d09bc946f3c6add4657bc8aeee508a7.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250309105205709_6d09bc946f3c6add4657bc8aeee508a7.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250309105205709_6d09bc946f3c6add4657bc8aeee508a7-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250309105205709_6d09bc946f3c6add4657bc8aeee508a7-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250309105205709_6d09bc946f3c6add4657bc8aeee508a7-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250309105205709_6d09bc946f3c6add4657bc8aeee508a7-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250309105205709_6d09bc946f3c6add4657bc8aeee508a7-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le chiamano Mompreneurs, un termine inglese intraducibile in italiano che unisce due parole: madri e imprenditrici. In Cina ha preso piede una nuova categoria di donne affamate di successo e ossessionate dall'equilibrio tra la vita domestica e quella lavorativa. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250309105205709_6d09bc946f3c6add4657bc8aeee508a7.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250309105205709_6d09bc946f3c6add4657bc8aeee508a7.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250309105205709_6d09bc946f3c6add4657bc8aeee508a7-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250309105205709_6d09bc946f3c6add4657bc8aeee508a7-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250309105205709_6d09bc946f3c6add4657bc8aeee508a7-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250309105205709_6d09bc946f3c6add4657bc8aeee508a7-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250309105205709_6d09bc946f3c6add4657bc8aeee508a7-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le chiamano <em><strong>Mompreneurs</strong></em>, un termine inglese intraducibile in italiano che unisce due parole: <strong>madri </strong>e <strong>imprenditrici</strong>. In <strong>Cina </strong>ha preso piede una nuova categoria di <strong>donne </strong>affamate di successo e ossessionate dall&#8217;equilibrio tra la <strong>vita domestica</strong> e quella <strong>lavorativa</strong>. Sono le sempre più numerose mamme imprenditrici che alimentano, a loro modo, il motore economico del Dragone, sdoppiandosi in due ruoli spesso inconciliabili e alternando, con un&#8217;efficienza quasi estrema, la cura dei <strong>figli </strong>a fittissimi <strong>programmi aziendali</strong>. Queste figure si sono moltiplicate nelle aree più sviluppate del Paese, come nel delta del fiume Yangtze o nella cosiddetta Greater Bay Area, tra Guangdong, Hong Kong e Macao. È però impossibile quantificarle, poiché non esiste una discriminante, in termini di salario o guadagno, che consenta di inserirle in una categoria specifica. </p>



<p>Sappiamo tuttavia che, a livello nazionale, in Cina sono impiegate circa <strong>320 milioni </strong>di donne, pari al 4<strong>3,2% </strong>della forza lavoro totale, e che la quota di <strong>Miss dirigenti</strong> è aumentata di 1,2 punti percentuali, passando dal 22,84% del 2017 al 24,03% del 2021. Non solo: secondo una rilevazione della società di reclutamento <em>Liepin</em>, relativa al 2022, il 48% delle donne lavoratrici spera, sogna e ambisce ad aprire un&#8217;attività propria.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250309105107298_7ed1724345706dedc672d81d7e901836-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-460064" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250309105107298_7ed1724345706dedc672d81d7e901836-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250309105107298_7ed1724345706dedc672d81d7e901836-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250309105107298_7ed1724345706dedc672d81d7e901836-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250309105107298_7ed1724345706dedc672d81d7e901836-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250309105107298_7ed1724345706dedc672d81d7e901836-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250309105107298_7ed1724345706dedc672d81d7e901836.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le mamme imprenditrici della Cina</strong></h2>



<p>Le <em>Mompreneurs</em> non sono necessariamente tutte <a href="https://it.insideover.com/donne/chi-e-e-come-ha-fatto-i-soldi-zhou-chaonan-la-miliardaria-cinese-dellia.html">a capo di grandi multinazionali</a>. Molte di loro gestiscono negozi di abbigliamento o attività commerciali online, mentre altre dirigono aziende creative o ristoranti. Il loro <strong>identikit</strong>? Sono <strong>economicamente indipendenti</strong>, abbastanza ricche da vivere agiatamente, possiedono una casa di proprietà, sono laureate e vantano esperienze lavorative pregresse. Soprattutto, possono contare su ampie risorse sociali e culturali, due caratteristiche necessarie per sfondare nel mondo dell&#8217;imprenditoria. </p>



<p>Le mamme imprenditrici cinesi, in ogni caso, non scelgono di dedicarsi solo alla carriera o solo alla vita familiare: mostrano la massima dedizione su entrambi i fronti. Un altro aspetto rilevante è che tutto ciò che fanno – che si tratti di assumere una babysitter o frequentare un corso di pianoforte – è alimentato dalle loro <strong>risorse</strong>. </p>



<p>La <strong>giornata tipo</strong> delle <em>Mompreneurs</em>? Sveglia all&#8217;alba; accompagnare i figli a scuola; un po&#8217; di sport prima di arrivare al lavoro; breve pausa pranzo; eventuale allenamento; prendere i figli da scuola; ancora lavoro e ritorno a casa. Nel tempo libero o durante i weekend non mancano attività ricreative, come gite fuori porta o shopping.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250309105229374_bd43502b174813bb5a70ec3b3699c386-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-460068" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250309105229374_bd43502b174813bb5a70ec3b3699c386-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250309105229374_bd43502b174813bb5a70ec3b3699c386-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250309105229374_bd43502b174813bb5a70ec3b3699c386-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250309105229374_bd43502b174813bb5a70ec3b3699c386-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250309105229374_bd43502b174813bb5a70ec3b3699c386-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250309105229374_bd43502b174813bb5a70ec3b3699c386.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;altra metà del cielo</strong></h2>



<p>Per <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-era-mao-zedong.html">Mao Zedong</a>, le donne sostenevano &#8220;l&#8217;altra metà del cielo&#8221;. In Cina, come abbiamo visto, oggi ci sono donne imprenditrici che portano sulle loro spalle il peso dell&#8217;intero cielo, considerando i loro partner inadatti o incompetenti. </p>



<p>In un contesto simile è difficile volere, o anche solo pensare, di avere uno o più figli, ed è un bel problema per l&#8217;ex Paese più popoloso del mondo. Oltre la Muraglia, infatti, le <strong>nascite </strong>sono in costante calo da anni. Nel 2024, il <strong>tasso di fertilità</strong> è sceso a 1,0 nascite per donna, ben al di sotto del livello di sostituzione di 2,1 necessario per sostenere la crescita della popolazione. </p>



<p>Questa tendenza continua nonostante la fine della politica del figlio unico e un&#8217;ondata di misure governative pro natalità. Il tempo intanto stringe perché la Cina si sta muovendo inesorabilmente verso quella che le Nazioni Unite classificano come una <strong>società &#8220;super anziana&#8221;</strong> (non certo l&#8217;unica dell&#8217;Asia, come abbiamo <a href="https://it.insideover.com/societa/soli-anziani-e-senza-figli-il-declino-demografico-dellasia.html">spiegato qui</a>). Secondo alcune stime, la popolazione cinese in età lavorativa (dai 14 ai 64 anni) si ridurrà dal 70 al 64% entro il 2040. </p>



<p>Pechino ha quindi deciso di <a href="https://it.insideover.com/societa/pronto-sei-gia-incinta-la-soluzione-cinese-al-crollo-demografico.html">implementare </a>provvedimenti per attenuare l&#8217;impatto dell&#8217;invecchiamento della popolazione, incoraggiando nel contempo le coppie più giovani ad avere più figli. Alcuni esempi? Sussidi per l&#8217;assistenza all&#8217;infanzia e l&#8217;ampliamento dei servizi per le donne nelle prime fasi della gravidanza. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250309105252735_e054d195af461d7cab21f34c898ffa9f-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-460069" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250309105252735_e054d195af461d7cab21f34c898ffa9f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250309105252735_e054d195af461d7cab21f34c898ffa9f-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250309105252735_e054d195af461d7cab21f34c898ffa9f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250309105252735_e054d195af461d7cab21f34c898ffa9f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250309105252735_e054d195af461d7cab21f34c898ffa9f-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250309105252735_e054d195af461d7cab21f34c898ffa9f.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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			</item>
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		<title>Donne senza finestre: l&#8217;ultimo degli 80 decreti dei Talebani per l&#8217;apartheid di genere</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/donne-senza-finestre-lultimo-degli-80-decreti-dei-talebani-per-lapartheid-di-genere.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jan 2025 11:02:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Apartheid]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Sharia]]></category>
		<category><![CDATA[Talebani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010423294335_429cdaaa1722937c283c0cb62a678d0b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Afghanistan" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010423294335_429cdaaa1722937c283c0cb62a678d0b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010423294335_429cdaaa1722937c283c0cb62a678d0b-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010423294335_429cdaaa1722937c283c0cb62a678d0b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010423294335_429cdaaa1722937c283c0cb62a678d0b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010423294335_429cdaaa1722937c283c0cb62a678d0b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010423294335_429cdaaa1722937c283c0cb62a678d0b-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sabato 28 dicembre un nuovo decreto emesso dal governo afghano impone il divieto di avere finestre su aree destinate alle donne.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010423294335_429cdaaa1722937c283c0cb62a678d0b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Afghanistan" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010423294335_429cdaaa1722937c283c0cb62a678d0b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010423294335_429cdaaa1722937c283c0cb62a678d0b-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010423294335_429cdaaa1722937c283c0cb62a678d0b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010423294335_429cdaaa1722937c283c0cb62a678d0b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010423294335_429cdaaa1722937c283c0cb62a678d0b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010423294335_429cdaaa1722937c283c0cb62a678d0b-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sabato 28 dicembre un <strong>nuovo decreto </strong>emesso dal <strong>governo afghano </strong>impone il <strong>divieto di avere finestre </strong>su aree destinate alle donne, imponendo la chiusura di quelle già esistenti. Il Governo ha imposto alle autorità locali di monitorare i cantieri per assicurarsi che non vi sia modo di vedere nelle case dei vicini. Le nuove direttive agiscono sulle nuove e vecchie costruzioni. Laddove una stanza ha già una finestra che si affaccia su una cucina, un cortile o un&#8217;area della casa dove è possibile che una donna svolga le proprie attività, il proprietario dell’immobile è obbligato a trovare una soluzione murando la finestra o utilizzando qualcosa che ne impedisca l’utilizzo e la vista attraverso &#8220;per evitare fastidi ai vicini&#8221;, afferma il decreto. Vedere le donne che lavorano in cucina, nei cortili o nei pozzi mentre raccolgono l’acqua, potrebbe indurre ad <strong>atti impuri</strong>”, si legge nel decreto a cinque articoli. Lo scopo è quello di evitare la possibilità di vedere i corpi delle donne in casa, l&#8217;unico luogo in cui possono evitare di indossare il burqa.</p>



<p>L’ultimo assurdo decreto della Polizia morale dei talebani prevede che “anche vedere il posto in cui le donne vivono, la cucina, il bagno e la porta del locale per il wc è pericoloso”. Il portavoce ufficiale dei talebani, <strong>Zabihullah Mujahid</strong>, che ha annunciato la pubblicazione del decreto su X, ha dichiarato che la normativa mira ad impedire “atti osceni”. L’applicazione del decreto è immediata, “in vigore dalla data di pubblicazione”, è specificato.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="ps" dir="rtl">د ودانیو جوړولو پر مهال د همسایه ودانۍ پر لور د کړکۍ اېښودلو د څرنګوالي په اړه د عالیقد امیرالمؤمنین حفظه الله تعالی فرمان <a href="https://t.co/HKNMbrhDs6">pic.twitter.com/HKNMbrhDs6</a></p>&mdash; ارگ &#8211; ARG (@ARG_1880) <a href="https://twitter.com/ARG_1880/status/1873001062053167479?ref_src=twsrc%5Etfw">December 28, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Le donne, relegate in quelle parti della casa che secondo lo stereotipo appartengono solo a loro, verranno ulteriormente isolate affinché lo sguardo e persino l’udito non possano più percepire la loro presenza.</p>



<p>Nel mese di agosto è stato infatti introdotto il <strong>divieto di utilizzare la voce </strong>femminile per le preghiere e i canti religiosi, anch’essa considerata strumento di seduzione e una possibilità di “cadere in tentazione” per gli uomini. Dal primo novembre, invece, il ministro<strong> Khalid Hanafi </strong>ha vietato alle donne afghane di udire anche le voci delle altre donne. Perciò, “anche quando una femmina adulta prega e un&#8217;altra femmina passa nei pressi, non deve pregare a voce così alta da farsi sentire”. La voce di una donna è considerata &#8220;<strong>awrah</strong>&#8220;, il che significa che dovrebbe essere coperta e non essere udita in pubblico, ha detto Hanafi secondo il <em>New York Post</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le ultime leggi dei Talebani</h2>



<p>L&#8217;ultimo provvedimento fa parte del più ampio insieme di leggi emanate dal Ministero per la Prevenzione dei vizi e la Promozione delle virtù, con lo scopo di promuovere il rispetto secondo la rigida interpretazione della <strong>Sharia</strong>, ovvero la dottrina islamica. I 35 articoli del <a href="https://it.insideover.com/societa/afghanistan-ti-tagli-la-barba-e-non-vai-in-moschea-polizia-morale-e-via-in-galera.html">compendio </a>stabiliscono una serie di divieti che colpiscono prevalentemente le donne, tra cui impossibilità di cantare, recitare o leggere ad alta voce in pubblico, restrizioni di vestiario, divieto di frequentare scuole e università, di viaggiare e spostarsi liberamente senza la presenza di un uomo della famiglia, ma anche impossibilità di frequentare luoghi come palestre, saloni di bellezza e parchi pubblici. </p>



<p>Anche con il nuovo decreto a essere colpita è per l’ennesima volta la vita delle donne, che verrà ulteriormente limitata e separata da quella degli uomini in modo drastico e sempre più preoccupante. Recentemente sono stati vietati alle donne anche tutti i corsi (gli unici consentiti) per l’accesso alle professioni sanitarie, compresa <strong>ostetricia</strong>, una delle poche professioni aperte alle donne.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Niente donne nelle Ong</h2>



<p>Qualche giorno dopo le ultime direttive, il regime ha anche annunciato la <strong>chiusura di associazioni e Ong </strong>afghane e straniere che vedono la partecipazione di donne. Un divieto simile era stato <a href="https://apnews.com/article/afghanistan-education-taliban-7583cf97e3d96e0d07cd7674c3b5a3c3">emanato </a>già nel 2022, ma senza la sua reale applicazione. Il ministero locale dell’Economia ha sottolineato lo scorso 26 dicembre che per le Ong internazionali stanziate in Afghanistan il mancato rispetto dell’ordine di non assumere collaboratrici donne, risalente a due anni fa, comporterà la sospensione della licenza e l’azzeramento di tutti i progetti in corso.</p>



<p>Il ministero ha infatti dichiarato di essere responsabile della registrazione, coordinamento, direzione e supervisione di tutte le attività svolte dalle organizzazioni nazionali e straniere. In una lettera pubblicata su X, il ministero ha poi intimato nuovamente di interrompere tutte le attività femminili nelle istituzioni non controllate dai talebani, presumibilmente perché non indossavano il velo islamico nel modo corretto. Ha poi aggiunto che “in caso di mancata collaborazione, tutte le attività di quell&#8217;istituzione saranno cancellate e anche la licenza di attività concessa dal ministero sarà annullata”.</p>



<p>Nonostante le promesse di una maggiore libertà per le donne, sin dal ritorno dei talebani nell’agosto 2021 le donne sono state progressivamente bandite dalla vita pubblica, creando quella che le Nazioni Unite hanno denunciato come “<strong>apartheid di genere</strong>”. Ben <strong>ottanta </strong>sono state in tutto le restrizioni fino ad oggi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/donne-senza-finestre-lultimo-degli-80-decreti-dei-talebani-per-lapartheid-di-genere.html">Donne senza finestre: l&#8217;ultimo degli 80 decreti dei Talebani per l&#8217;apartheid di genere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Giappone, benvenuti all&#8217;hostess club ma&#8230; giù le mani!</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/giappone-benvenuti-allhostess-club-ma-giu-le-mani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Aug 2024 14:23:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1353" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/host-club-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/host-club-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/host-club-2-600x423.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/host-club-2-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/host-club-2-1024x722.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/host-club-2-768x541.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/host-club-2-1536x1082.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli host/hostess club impiegano personale, o maschile o femminile, per rivolgersi a clienti in cerca di attenzioni... lecite.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1353" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/host-club-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/host-club-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/host-club-2-600x423.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/host-club-2-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/host-club-2-1024x722.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/host-club-2-768x541.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/host-club-2-1536x1082.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sono <strong>night club</strong> diffusissimi in <strong>Giappone</strong>. Impiegano personale, o maschile o femminile, per rivolgersi a clienti del sesso opposto in cerca di conversazioni, attenzioni o drink da consumare in dolce compagnia. Si chiamano <strong>hostess club</strong> se le intrattenitrici sono dolci donzelle che hanno come target uomini di ogni età affamati di complimenti e comprensione. Diventano <strong>host club</strong> se invece gli addetti sono ragazzi tirati a lucido e i bersagli da attrarre coincidono con insospettabili signore e signorine.</p>



<p>Nonostante siano night club non lasciatevi ingannare: al loro interno il <strong>sesso </strong>e gli &#8220;argomenti sconci&#8221; sono proibiti da rigidi regolamenti. Locali del genere, infatti, rientrano nel cosiddetto <em>mizu shobai</em>, ovvero il <strong>settore dell&#8217;intrattenimento notturno</strong>, e rispondono a politiche chiare e nette: nessun cliente può “toccare” gli host o le hostess, né possono iniziare conversazioni private o a tema sessuale. Chi lo fa viene subito rimosso dalla sicurezza. Certo, esistono versioni più hot di questi club, dove agli avventori è permesso toccare il loro host/hostess (ma soltanto sopra la vita), tentare di dare baci o parlare di temi tabù, ma non sono i più comuni.</p>



<p>Gli host/hostess club sono ufficialmente locali di ristorazione e intrattenimento regolamentati dal <em>Business Affecting Public Morals Regulation Act</em>, che proibisce qualsiasi forma di contatto sessuale tra dipendenti e clienti, oltre ad altre norme nazionali.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/host-club-1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-429317" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/host-club-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/host-club-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/host-club-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/host-club-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/host-club-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/host-club-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La moda degli host/hostess club</strong></h2>



<p>Ma perché andare in un locale, e pagare tantissimo, soltanto per parlare con un cameriere, e per di più evitando tematiche piccanti e qualsiasi approccio sentimentale? </p>



<p>Nel caso degli host club, le clienti di solito cercano <strong>intimità psicologica</strong> e una pausa dalla quotidianità. Gli host, uomini ben vestiti, spesso truccati come le star del K-pop, non chiedono mai quanti anni abbiano le clienti o cosa facciano nella vita. Danno loro attenzioni, mettono in fila complimenti e lusinghe, e riempiono i bicchieri di alcol. Lo stesso accade negli hostess club, solo che in quel caso i ruoli si invertono: a dirigere le danze sono hostess e gli avventori uomini. </p>



<p>In entrambi i casi, il sesso è bandito ma potrebbe accadere altrove e in altri momenti. In ogni caso, decine di migliaia di ragazzi e ragazze lavorano in questo settore controverso. I prezzi dei servizi? Variano a seconda del prestigio del locale. A <strong>Kabukicho</strong>, il “quartiere a luci rosse” più famoso di <a href="https://it.insideover.com/societa/visitare-il-giappone-sbrigatevi-il-momento-buono-e-adesso-ecco-perche.html">Tokyo</a>, un&#8217;ora e mezza in un host club può arrivare intorno ai <strong>200 dollari</strong>. Molto, però, dipende da quanto e cosa il cliente intende bere. Locali del genere servono bevande con prezzi fortemente maggiorati. Un esempio? C&#8217;è chi fa pagare una bottiglia di acqua minerale anche più di 40 dollari.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="756" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/host-club-1024x756.jpg" alt="" class="wp-image-429318" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/host-club-1024x756.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/host-club-600x443.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/host-club-300x221.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/host-club-768x567.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/host-club-1536x1134.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/host-club.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La ribalta dei club per donne</strong></h2>



<p>Negli ultimi anni sono saliti alla ribalta gli host club. La loro crescente popolarità è in parte spiegata da un paio di statistiche: oltre il 60% delle <strong>donne giapponesi</strong> di età compresa tra i 20 e i 30 anni non sono sposate &#8211; il doppio rispetto alla metà degli anni &#8217;80 &#8211; mentre più di un terzo degli adulti non sposati di età compresa tra i 20 e i 49 anni non ha mai avuto una <strong>relazione</strong>. </p>



<p>Un altro fattore rilevante è il legame che si viene a creare tra l&#8217;host, che in alcuni casi sono diventati vere e proprie <strong>celebrità </strong>che compaiono in programmi televisivi e su cartelloni pubblicitari, e il cliente, folgorato da personaggi del genere come se fossero artisti famosi. </p>



<p>Gli host club, ha spiegato l&#8217;<em>Economist</em>, sono stati accusati di <strong>sfruttamento</strong>. Il motivo? Molti fanno pagare troppo per le bevande e manipolano i clienti per accumulare conti enormi. Lo scorso 20 maggio, ha riportato il <em>Japan Times</em>, la Tokyo Metropolitan Public Safety Commission ha chiuso le porte del LOVE, un host club di Kabukicho. </p>



<p>L&#8217;host, inteso come l&#8217;addetto principale del posto, è stato arrestato con l&#8217;accusa di aver favorito la prostituzione della sua cliente dopo averla fatta indebitare per 10 milioni di yen (oltre 70mila euro) utilizzando il <strong>sistema di vendita a credito</strong>. Si chiama <em>urikakekin</em> e funziona così: prevede che un host si offra di farsi carico delle enormi commissioni dei clienti per servire loro bevande e servizi, appunto, venduti a credito. </p>



<p>Il conto si accumula, costringendo alcune clienti anche a prostituirsi pur di saldare i propri debiti. Sebbene il sistema di pagamento non sia illegale, una protesta nazionale ha recentemente spinto le autorità a proporre ulteriori restrizioni per queste attività commerciali.</p>
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		<title>Donne e ambiente: le spine dell&#8217;Iraq vent&#8217;anni dopo l&#8217;invasione</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/donne-e-ambiente-le-spine-delliraq-ventanni-dopo-linvasione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jun 2023 14:32:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[ambientalismo]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1246" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529161823417_6a88d95628cd61766b92be2fdaa6b786-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529161823417_6a88d95628cd61766b92be2fdaa6b786-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529161823417_6a88d95628cd61766b92be2fdaa6b786-scaled-600x389.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529161823417_6a88d95628cd61766b92be2fdaa6b786-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529161823417_6a88d95628cd61766b92be2fdaa6b786-1024x664.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529161823417_6a88d95628cd61766b92be2fdaa6b786-768x498.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529161823417_6a88d95628cd61766b92be2fdaa6b786-1536x997.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529161823417_6a88d95628cd61766b92be2fdaa6b786-2048x1329.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel febbraio 2003, parti della mia tesi di dottorato sull&#8217;apparato di sicurezza di Saddam Hussein sono state plagiate nel famigerato &#8220;dossier di intelligence&#8221; che ha giustificato la guerra in Iraq del 2003. Esattamente vent&#8217;anni dopo, nel giro di una settimana, un importante attivista ambientale è stato rapito e uno Youtuber è stato assassinato in un &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/donne-e-ambiente-le-spine-delliraq-ventanni-dopo-linvasione.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/donne-e-ambiente-le-spine-delliraq-ventanni-dopo-linvasione.html">Donne e ambiente: le spine dell&#8217;Iraq vent&#8217;anni dopo l&#8217;invasione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1246" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529161823417_6a88d95628cd61766b92be2fdaa6b786-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529161823417_6a88d95628cd61766b92be2fdaa6b786-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529161823417_6a88d95628cd61766b92be2fdaa6b786-scaled-600x389.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529161823417_6a88d95628cd61766b92be2fdaa6b786-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529161823417_6a88d95628cd61766b92be2fdaa6b786-1024x664.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529161823417_6a88d95628cd61766b92be2fdaa6b786-768x498.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529161823417_6a88d95628cd61766b92be2fdaa6b786-1536x997.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529161823417_6a88d95628cd61766b92be2fdaa6b786-2048x1329.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel febbraio 2003, parti della mia tesi di dottorato sull&#8217;apparato di sicurezza di Saddam Hussein sono state plagiate nel famigerato &#8220;<a href="https://www.aljazeera.com/opinions/2015/10/25/blair-the-iraq-war-and-me">dossier di intelligence</a>&#8221; che ha giustificato la guerra in Iraq del 2003. Esattamente vent&#8217;anni dopo, nel giro di una settimana, un importante attivista ambientale è stato rapito e uno Youtuber è stato assassinato in un delitto d&#8217;onore in Iraq, parte della violenza quotidiana degli ultimi due decenni.</p>



<p>Il governo britannico ha plagiato la mia ricerca sulla <a href="https://www.aljazeera.com/opinions/2023/3/21/my-plagiarised-work-was-used-to-launch-the-war-on-iraq">rete</a> di polizia segreta, agenzie di spionaggio e unità militari che hanno mantenuto il governo di Saddam Hussein in Iraq, indicato come la &#8220;repubblica della paura&#8221;. Dopo l&#8217;invasione e il collasso dello stato, l&#8217;Iraq divenne una &#8220;<strong>repubblica dell&#8217;anarchia</strong>&#8220;. Decenni dopo lo è ancora.</p>



<p>Il settore della sicurezza iracheno, come ho documentato nel mio lavoro, è stato brutale sotto Saddam Hussein, ma la violenza è stata inflitta principalmente dallo stato. Dopo il 2003, gli iracheni hanno subito violenze da una miriade di fonti, non solo dalle forze di occupazione straniere, ma da bande criminali irachene, milizie, tribù e familiari, oltre ai nuovi organi di sicurezza dello stato.</p>



<p>I due recenti eventi in Iraq sono emblematici di come lo Stato post-2003 non riesca a garantire&nbsp;<strong>la sicurezza ambientale o umana</strong>. Di conseguenza, le donne saranno colpite in modo sproporzionato e sopporteranno il peso del cambiamento climatico in Iraq rispetto agli uomini.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;insicurezza di genere e ambientale dell&#8217;Iraq dal 2003</h2>



<p>All&#8217;inizio di febbraio una star irachena di YouTube di 22 anni, <strong><a href="https://www.newarab.com/analysis/iraqi-women-still-live-legacy-gender-based-violence">Tiba Al-Ali</a></strong>, è stata strangolata da suo padre in un &#8220;<strong>delitto d&#8217;onore</strong>&#8220;. L&#8217;omicidio fa parte dell&#8217;aumento della violenza di genere, a causa di una rinascita della cultura tribale che Saddam ha incoraggiato dopo la guerra del Golfo del 1991 per mantenere l&#8217;ordine, che è aumentato solo quando il settore della sicurezza è crollato dopo l&#8217;invasione del 2003.</p>



<p>L&#8217;incapacità di prevenire i &#8220;delitti d&#8217;onore&#8221; è un esempio di&nbsp;<strong>patriarcato</strong>&nbsp;a livello statale. Gli Stati Uniti propagandavano l&#8217;Iraq post-Saddam come uno stato modello che avrebbe ispirato un&#8217;ondata di democratizzazione nella regione. Eppure gli articoli 41 e 409 del&nbsp;<a href="https://www.ilo.org/dyn/natlex/natlex4.detail?p_lang=en&amp;p_isn=57206&amp;p_country=IRQ&amp;p_count=232&amp;p_classification=01.04&amp;p_classcount=5">codice penale iracheno</a>, fino ad oggi, consentono ai maschi di &#8220;punire&#8221; i membri femminili di una famiglia.</p>



<p>Inoltre, il patriarcato di stato è evidente dal fatto che il settore della sicurezza non ha affrontato questo problema, poiché la&nbsp;<a href="https://twitter.com/hasamanshd/status/1620875927868837889">polizia</a>&nbsp;presumibilmente sapeva in anticipo che la sua vita era a rischio e non ha agito.</p>



<p>Il patriarcato sociale appare altrettanto pernicioso in Iraq. Un utente di Twitter, Ali Bey,&nbsp;<a href="https://twitter.com/alaweistaG/status/1621385036661460992">ha scritto</a>&nbsp;che le donne dovrebbero &#8220;comportarsi o affrontare lo stesso destino di Tiba Al-Ali&#8221;, insieme a una serie di altre voci nella cybersfera irachena che giustificano, se non celebrano l&#8217;omicidio.</p>



<p>Lo stesso giorno della notizia della morte di al-Ali, l&#8217;ambientalista iracheno&nbsp;<strong>Jassim Al-Asadi&nbsp;</strong>è stato&nbsp;<a href="https://www.rudaw.net/english/middleeast/iraq/050220233">rapito</a>&nbsp;vicino a Baghdad. Al fratello di Al-Asadi, con lui durante il rapimento, è stato assicurato che &#8220;i servizi di sicurezza e di intelligence iracheni&#8221; stanno indagando su dove si trovi, ma gli aiuti tecnici statunitensi, queste agenzie sono guidate&nbsp;<strong>dall&#8217;inerzia burocratica&nbsp;</strong>e dalle<strong>&nbsp;lotte intestine</strong>, e di conseguenza sono piuttosto inefficaci.</p>



<p>Al-Asadi è a capo dell&#8217;ONG &#8220;Nature Iraq&#8221;, che cerca di proteggere le vulnerabili paludi meridionali, patrimonio mondiale dell&#8217;UNESCO. Saddam Hussein aveva prosciugato le paludi, sede di una rivolta antigovernativa dal 1991, costruendo canali per deviare i fiumi Tigri ed Eufrate, un atto di&nbsp;<strong>ecologia politica punitiva</strong>, che portò alla scomparsa di diversi laghi d&#8217;acqua dolce e all&#8217;aumento della salinità del suolo.</p>



<p>Anche con i tentativi di ripristinare le paludi dopo il 2003, le&nbsp;<a href="https://www.middleeasteye.net/opinion/iraq-sandstorms-dual-threat-climate-change-and-bad-governance">azioni</a>&nbsp;di Saddam hanno lasciato bacini d&#8217;acqua prosciugati che forniscono il foraggio per&nbsp;<a href="https://www.unep.org/news-and-stories/story/new-report-explores-impact-sand-and-dust-storms">le tempeste di sabbia</a>, che sono state così intense l&#8217;anno scorso che sono persistite per mesi, bloccando il traffico aereo e portando a ricoveri ospedalieri.</p>



<p>In secondo luogo, l&#8217;eredità di Saddam ha reso più facile l&#8217;intrusione di acqua salata dal Golfo a Bassora, con l&#8217;innalzamento del livello del mare. La conseguente intrusione di acqua salata nei canali e nei torrenti di Bassora continua&nbsp;<a href="https://phys.org/news/2018-08-pollution-iraq-oil-rich-south.html">per 300 chilometri</a>&nbsp;verso l&#8217;alto attraverso il corso d&#8217;acqua Shatt al-Arab, uccidendo colture, bestiame e pesci nelle paludi.</p>



<figure class="wp-block-image"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529155946830_af2276c2708f7741b5f51dc2a8492f7c-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-397779" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529155946830_af2276c2708f7741b5f51dc2a8492f7c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529155946830_af2276c2708f7741b5f51dc2a8492f7c-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529155946830_af2276c2708f7741b5f51dc2a8492f7c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529155946830_af2276c2708f7741b5f51dc2a8492f7c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529155946830_af2276c2708f7741b5f51dc2a8492f7c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529155946830_af2276c2708f7741b5f51dc2a8492f7c-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230529155946830_af2276c2708f7741b5f51dc2a8492f7c-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Un pastore osserva la sua mandria di bufali raffreddarsi nelle acque sfuggenti del fiume Diyala, che si è trasformato in pozze di acque reflue a causa della desertificazione e dell&#8217;inquinamento, a est di Baghdad, Iraq, 11 ottobre 2022. Circa 1.200 famiglie sono state sfollate dalle paludi e dalle aree agricole nel sud dell&#8217;Iraq negli ultimi sei mesi a causa delle condizioni di siccità, secondo un funzionario locale nel governatorato di Dhi Qar. Le scarse precipitazioni e le dighe a monte nei vicini Iran e Turchia hanno portato a cali dei livelli delle acque del Tigri e dell&#8217;Eufrate. Crediti fotografici: EPA / AHMED JALIL</figcaption></figure>



<p>Questo è il motivo per cui il lavoro di Al-Asadi è stato così importante, insieme ad altre ONG che costituiscono la società civile ambientale irachena. Mentre lo stato pre-2003 ha punito l&#8217;ambiente, rilasciando petrolio nel Golfo nel 1991 e prosciugando le paludi, lo stato post-2003 è&nbsp;<strong>semplicemente disfunzionale</strong>, non riuscendo ad attuare politiche ambientali sostenibili.</p>



<p>Il governo ha gestito male le risorse idriche, non riuscendo a frenare pratiche agricole inappropriate, esaurendo rapidamente le risorse idriche sotterranee, che prosciugano la terra contribuendo alle tempeste di sabbia. Insieme alla corruzione, il Ministero delle risorse idriche iracheno ha&nbsp;<a href="https://www.jstor.org/stable/26965516?seq=1">subito tagli di bilancio</a>, non riuscendo a migliorare le pratiche di irrigazione e la gestione generale dell&#8217;acqua.</p>



<p>Il prosciugamento delle paludi ha anche una dimensione di sicurezza. Mentre l&#8217;afflusso di uomini che si sono uniti alle milizie sciite irachene nel 2014 per combattere lo Stato islamico (IS) è stato attribuito a una fatwa del Grande Ayatollah Sistani, anche il degrado ambientale ha contribuito a questa tendenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Antropocene di genere</h2>



<p>Pescatori, agricoltori e pastori di bestiame rimasero disoccupati a causa del deterioramento delle condizioni nelle paludi. A partire dal 2014 le milizie hanno offerto salari, dimostrando i legami tra disastro ambientale e&nbsp;<a href="https://climateandsecurity.org/2023/01/briefer-climate-water-and-militias-a-field-study-from-southern-iraq/">militarizzazione della società</a>.</p>



<p>IS e Al-Qaeda hanno assassinato e giustiziato i capifamiglia maschi, così come un buon numero di persone uccise combattendo questi gruppi terroristici.</p>



<p>Di conseguenza, <a href="https://middleeastvoice.co.uk/2023/01/20/marsh-women-struggle-with-climate-change-in-iraq/">le donne nelle paludi</a> sono lasciate ad affrontare la conseguente desertificazione e salinizzazione, e la morte di negozi di pesce o bestiame. </p>



<p>In altre aree, come la&nbsp;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=-a61x6IALlA">provincia di Diyala</a>, una regione che ha&nbsp;<a href="https://www.aljazeera.com/opinions/2022/3/29/isils-new-caliph-may-be-a-bigger-threat-than-his-predecessor">sofferto</a>&nbsp;a causa della presenza dell&#8217;IS, le donne erano impegnate nell&#8217;apicoltura, ma a causa della scarsità di acqua, le fattorie e le orchidee si stanno estinguendo.</p>



<p>Altrimenti, le famiglie di sfollati interni, in fuga da conflitti o&nbsp;<a href="https://www.thenewhumanitarian.org/news/2022/09/06/Iraq-wheat-farmers-climate-change-conflict">cambiamenti climatici</a>&nbsp;a causa della mancanza di acqua e della siccità, sono di solito guidate da donne.</p>



<p>Mentre l&#8217;Iraq sopporta l&#8217;Antropocene, le donne continueranno a soffrire.</p>



<p>La missione di assistenza delle Nazioni Unite per l&#8217;Iraq ha chiesto&nbsp;<strong>una maggiore protezione per le donne</strong>&nbsp;alla luce della morte di Al-Ali. Il Programma delle Nazioni Unite per l&#8217;ambiente ha condannato il rapimento di Al-Asadi. L&#8217;organismo delle Nazioni Unite cerca di fornire soluzioni tecniche per le crisi irachene e di rafforzare le sue ONG. A differenza di Tiba Al-Ali, fortunatamente, Al-Asadi è stato infine rilasciato. Entrambe le agenzie delle Nazioni Unite dovranno vedere come entrambe le questioni sono collegate. I problemi dell&#8217;Iraq vent&#8217;anni dopo l&#8217;invasione possono essere collegati alle&nbsp;<strong>azioni unilaterali&nbsp;</strong>di una singola nazione, gli Stati Uniti.&nbsp;<strong>Le istituzioni multilaterali</strong>, in tandem con la società civile irachena, sono la più grande speranza della nazione per i prossimi 20 anni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/donne-e-ambiente-le-spine-delliraq-ventanni-dopo-linvasione.html">Donne e ambiente: le spine dell&#8217;Iraq vent&#8217;anni dopo l&#8217;invasione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Libertà velata</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/donne/welcome-to-afghanistan-2/liberta-velata.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Greg Kennedy]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Oct 2022 08:19:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?post_type=reportage&#038;p=369391</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1708" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/2P3A8573-Modifica-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/2P3A8573-Modifica-scaled.jpg 2560w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/2P3A8573-Modifica-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/2P3A8573-Modifica-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/2P3A8573-Modifica-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/2P3A8573-Modifica-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/2P3A8573-Modifica-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>“Se i talebani dovessero fare irruzione qui, in questo esatto momento, sicuramente mi arresterebbero, mi porterebbero nella loro stazione di polizia e credo che verrei picchiato e punito in modo molto severo”. Hussain Bakhai ha 27 anni, è un insegnante, ed è il direttore di una delle scuole clandestine per ragazze nate a Kabul dopo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/donne/welcome-to-afghanistan-2/liberta-velata.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/donne/welcome-to-afghanistan-2/liberta-velata.html">Libertà velata</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1708" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/2P3A8573-Modifica-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/2P3A8573-Modifica-scaled.jpg 2560w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/2P3A8573-Modifica-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/2P3A8573-Modifica-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/2P3A8573-Modifica-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/2P3A8573-Modifica-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/2P3A8573-Modifica-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p><div
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                    Libertà velata
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                        “Se i talebani dovessero fare irruzione qui, in questo esatto momento, sicuramente mi arresterebbero, mi porterebbero nella loro stazione di polizia e credo che verrei picchiato e punito in modo molto severo”. Hussain Bakhai ha 27 anni, è un insegnante,&#8230;
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        <p>“Se i talebani dovessero fare irruzione qui, in questo esatto momento, sicuramente mi arresterebbero, mi porterebbero nella loro stazione di polizia e credo che verrei picchiato e punito in modo molto severo”. Hussain Bakhai ha 27 anni, è un insegnante, ed è il direttore di una delle scuole clandestine per ragazze nate a Kabul dopo che i talebani hanno chiuso gli istituti superiori femminili, impedendo l’accesso all’istruzione alle studentesse afghane.</p><p>L’edificio in cui un gruppo di docenti ha deciso di tenere le lezioni si trova nella periferia della capitale e lo si raggiunge percorrendo un tratturo sabbioso puntellato da case di terra e fango. La catena dell’ Hindukush, tutt’intorno, domina e abbraccia la capitale, il sole inonda di luce la città, i mercati, alla vigilia della festa dell’ Id al-adha, sono animati da un folla brulicante e la musica diffusa dai carillons dei venditori di gelati si espande in ogni quartiere. Assume tutto questo i connotati di un dopo guerra artefatto e ostentato e della messa in scena di una normalità genuina ma fittizia, perché oggi, in Afghanistan, il visibile non è che un velo. Il Paese reale si trova al di là dello sguardo, nei baratri privati dei singoli che, dal 15 agosto del 2021, consumano i propri giorni sospesi sul filo di un presente incerto, scossi da un vento che viene dal passato e ignari del futuro in cui questo  li trascinerà o li farà precipitare.</p><figure id="attachment_369365" aria-describedby="caption-attachment-369365" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="size-large wp-image-369365" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/GUM_20220902_Afghanistan_023-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/GUM_20220902_Afghanistan_023-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/GUM_20220902_Afghanistan_023-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/GUM_20220902_Afghanistan_023-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/GUM_20220902_Afghanistan_023-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/GUM_20220902_Afghanistan_023-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-369365" class="wp-caption-text">Afghanistan, Kabul. Dopo la presa del potere da parte dei talebani, è stata provvisoriamente sospesa a tempo indefinito l’istruzione per le ragazze oltre i 13 anni. Per raggirare questo impedimento sono nate delle scuola segreta per ragazze, dove in clandestinità le studentesse afghane studiano materie umanistiche che il governo vieta poiché aiutano a formare uno sviluppo critico</figcaption></figure>
    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Tanto è abbacinante il sole su Kabul, tanto è buia invece la stanza in cui decine di studentesse, in un silenzio improprio, stanno seguendo la lezione di letteratura. Hussain dirige la scuola, insegna e ha costituito anche una squadra di professori che ogni settimana, in modo volontario, permettono alle allieve di continuare nel loro percorso didattico. “Noi stiamo vivendo un momento molto critico, ora, in Afghanistan. La chiusura delle scuole è un problema enorme ma io, come professore, ho una responsabilità: offrire la mia conoscenza, la mia educazione, a queste ragazze perché possano crescere. È un mio dovere. È un dovere di tutti noi se vogliamo che le cose cambino. Lo so che ci sono dei rischi; ma occorre affrontarli. E poi io non sto facendo nulla contro il governo, non sto facendo niente contro i talebani, sto soltanto aiutando la mia gente. Con i libri e con la cultura”. Parla con pacatezza Hussein mentre spiega, con l’onestà autentica di chi crede nel diritto della letteratura di trasgredire l’inconveniente della realtà, come sia essenziale per le studentesse leggere e acculturarsi, solo così, sostiene il professore, le alunne possono acquisire consapevolezza dei propri diritti. “Quello che noi stiamo facendo è dare una candela a queste ragazze perché possano muoversi nelle tenebre dell’Afghanistan di oggi”.</p>
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Afghanistan, un anno dopo" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/ZyQZrBunMUw?feature=oembed&#038;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
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<p>Le nuove regole dell’esecutivo talebano consentono alle bambine di andare alle scuole elementari e alle studentesse universitarie di proseguire i loro studi negli atenei del Paese. Per tutte le allieve delle scuole superiori invece è stato vietato l’accesso a scuola. I talebani sostengono che il provvedimento sia provvisorio ma da settembre 2021 ad oggi, il divieto continua a perdurare e la preclusione all’istruzione per le ragazze afghane è una delle misure discriminatorie più radicali introdotte dal governo dei mujaheddin che hanno dato vita a un vero e proprio regime di apartheid di genere nella nazione asiatica. “Riuscite a immaginare come sia cambiata la mia vita?”, domanda una giovane di 17 anni durante una pausa delle lezioni: “Andavo a scuola, sognavo un futuro felice, una carriera brillante e poi, dall’oggi col domani, tutto è crollato e mi è stato detto che non potevo più imparare e studiare perché sono una donna”. Sono parole lapidarie che portano direttamente all’essenza del dramma: “Appena ho scoperto dell’esistenza di questo posto sono subito venuta qua &#8211; prosegue l’allieva &#8211; Io non accetto che mi venga tolta la possibilità di studiare. I miei genitori, soprattutto mia madre, sono terrorizzati ogni volta che esco di casa per venire in questa scuola ma, anche se è pericoloso, io devo studiare. Non posso perdere la mia vita”. La ragazza, che vuole  divenire un giudice e parla in un inglese molto fluente, conserva ancora, nonostante ciò che sta affrontando, un’onesta fiducia nel domani e manifesta, con le sue parole, quell’audacia intellettuale capace di partorire una poetica del futuro tanto odiata da chi crede invece nel rigorismo oscurantista del passato: “I talebani se ne andranno presto. Un governo come questo non può durare per sempre e quando cadrà ritorneremo ad essere padrone del nostro domani e libere nelle nostre vite”.</p>

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        <p>“Il motivo per cui i talebani non vogliono che le ragazze studino è perché hanno paura. Si, loro hanno paura che noi studiamo, che prendiamo coscienza dei nostri diritti e che lottiamo per essi” racconta una docente che per ragioni di sicurezza vuole preservare l’anonimato e che si copre il volto durante l’intervista. “La vita di tutte noi donne afghane è cambiata. Io ora ho perso la mia vita. Mi viene detto dove posso andare, cosa posso studiare, chi mi deve accompagnare, persino come mi devo vestire. Io non sono più me stessa”. La docente spiega che le materie che sono maggiormente osteggiate dai talebani sono quelle umanistiche, in particolare la letteratura, perché permettono di sviluppare un pensiero critico e, analizzando l’attuale situazione che sta attraversando il Paese, aggiunge: “Le donne sono già scese in strada per protestare. L’hanno fatto quando i talebani sono entrati a Kabul e quando hanno chiuso le scuole. Non bisogna fermarsi. Occorre studiare, unirci e protestare”. Interrogata quindi se sarebbe disposta a indossare il burqa qualora divenisse obbligatorio, la giovane insegnante, difronte al materializzarsi di uno scenario possibile e imminente, si interrompe, sprofonda in una lunga pausa di smarrimento e macerazione interiore e poi scoppia in un pianto inconsolabile e definitivo.</p>

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    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/GUM_20220902_Afghanistan_024-scaled.jpg" alt="" class="wp-image-369366" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/GUM_20220902_Afghanistan_024-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/GUM_20220902_Afghanistan_024-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/GUM_20220902_Afghanistan_024-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/GUM_20220902_Afghanistan_024-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/GUM_20220902_Afghanistan_024-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/GUM_20220902_Afghanistan_024-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption>Afghanistan, Kabul. X.X. giovane studentessa afghana di 21 anni, insegnante in una scuola clandestina, dichiara che da quando sono saliti al potere i telebani, lei ha perso il suo futuro</figcaption></figure>
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        <p>Nell’Afghanistan del nuovo Emirato islamico le donne sono vittime di restrizioni anche in ambito lavorativo. E a raccontarlo è Madina Norwat, una giornalista di 23 anni dell’emittente Tolo News. “Nell’ultimo anno molte cose sono cambiate. Noi donne giornaliste siamo costrette a coprirci integralmente se vogliamo realizzare dei lavori in città, quando conduciamo il telegiornale dobbiamo nascondere il volto e inoltre i talebani hanno introdotto la censura perché ci dicono cosa si deve e cosa non si deve raccontare”. Una collega intanto, nella redazione della televisione afghana, si prepara ad andare in onda, si trucca gli occhi, sistema il velo e poi indossa una mascherina nera.</p>
<p>“La maschera uccide la nostra voce, la nostra personalità, uccide noi donne”. Chiosa Madina che conclude dicendo: “Io sono costretta ad indossarla perché sono l’unica in famiglia che ha un lavoro. Vista la condizione di crisi economica in cui siamo devo accettare anche questo pur di portare del cibo a casa”.</p>

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    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/GUM_20220902_Afghanistan_025-scaled.jpg" alt="" class="wp-image-369367" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/GUM_20220902_Afghanistan_025-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/GUM_20220902_Afghanistan_025-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/GUM_20220902_Afghanistan_025-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/GUM_20220902_Afghanistan_025-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/GUM_20220902_Afghanistan_025-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/GUM_20220902_Afghanistan_025-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption>Afghanistan, Kabul. Ogni giorno diverse, decine di donne afgane che vivono in stato di indigenza si affollano davanti alle panetterie della capitale elemosinando un pezzo di pane. Il proprietario della panetteria Mehrdel, Mehrdel Rahmati, aiuta donne e uomini in difficoltà distribuendo loro pane fresco quotidianamente</figcaption></figure>
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        <p>Scende la sera su Kabul, le vie della città si spopolano lentamente, i negozianti abbassano le saracinesche delle botteghe nei bazar ma nel distretto di Kotal Khair Khana centinaia di donne coperte dai burqa si dirigono verso la panetteria del quartiere e si siedono sul marciapiede difronte al forno per mendicare un tozzo di pane. I residenti, durante la giornata, lasciano delle offerte al titolare della panetteria che all’imbrunire, con le donazioni ricevute, sforna del pane fresco che distribuisce alle centinaia di donne sole e senza lavoro che ogni sera qui si radunano. “Io sono madre di cinque figli e sono vedova. Non ho niente. Vivo grazie agli aiuti dei vicini e di chi mi dona del cibo”, racconta, coperta da un burqa, una donna di 45 anni che prosegue spiegando: “Non ho più soldi perché non c’è più nulla in Afghanistan. Non c’è lavoro, non ci sono aiuti, non ci sono speranze. Solo venendo qua riesco ad avere del pane da portare ai miei bambini”.</p>

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    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/GUM_20220902_Afghanistan_033-1-scaled.jpg" alt="" class="wp-image-369623" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/GUM_20220902_Afghanistan_033-1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/GUM_20220902_Afghanistan_033-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/GUM_20220902_Afghanistan_033-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/GUM_20220902_Afghanistan_033-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/GUM_20220902_Afghanistan_033-1-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/GUM_20220902_Afghanistan_033-1-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption>Afghanistan, Kandahar. Nell&#8217;ospedale Mirwais Hospital di Kandahar, lo psichiatra Kamal Omari, ogni giorno visita donne affette da disturbi psichici. Da quando i talebani sono saliti al potere, sempre più donne, costrette ad essere confinate tra le mura domestiche, si sono rivolte alla sua struttura</figcaption></figure>
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        <p>Un ragazzo esce dalla panetteria con in mano una gerla colma di naan (tradizionale pane afghano di forma circolare ndr) che distribuisce al florilegio di mani che si levano da sotto i burqa blu. Alcune donne se ne vanno, altre ne arrivano e intanto sopraggiunge anche un miliziano talebano: mimetica, fascia bianca legata intorno alla fronte con impressa la professione di fede, kalashnikov a tracolla e sul braccio una toppa raffigurante il volto del mullah Omar. L’uomo, statuario, controlla la situazione e la donna che ci stava raccontando il suo vissuto smette di parlare all’istante.</p>

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                            Testo 
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                                    Daniele Bellocchio
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                                    Marco Gualazzini
                                </a>
                                                                        </div>
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                                    Daniele Bellocchio
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                                    Marco Gualazzini
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/donne/welcome-to-afghanistan-2/liberta-velata.html">Libertà velata</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La &#8220;morte vivente&#8221; delle donne cristiane perseguitate</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/la-morte-vivente-delle-donne-cristiane-perseguitate.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Dec 2020 07:08:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani perseguitati]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1348" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Pakistan-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Pakistan-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Pakistan-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Pakistan-1024x719.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Pakistan-768x539.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Pakistan-1536x1078.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Pakistan-2048x1438.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In quelle zone del mondo dove i cristiani sono perseguitati la prima vittima è la donna. E questo non solo perché è vista come l’obiettivo più facile da colpire, ma anche perché, in quanto appartenente al genere femminile, è il simbolo pulsante di una determinata comunità. Quindi colpirla vuol dire affondare l’intera comunità. Le varie &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/la-morte-vivente-delle-donne-cristiane-perseguitate.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1348" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Pakistan-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Pakistan-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Pakistan-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Pakistan-1024x719.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Pakistan-768x539.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Pakistan-1536x1078.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Cristiani-in-Pakistan-2048x1438.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>In quelle zone del mondo dove i cristiani sono perseguitati la prima vittima è la <strong>donna</strong>. E questo non solo perché è vista come l’obiettivo più facile da colpire, ma anche perché, in quanto appartenente al genere femminile, è il simbolo pulsante di una determinata comunità. Quindi colpirla vuol dire affondare l’intera <strong>comunità</strong>. Le varie vicende degli ultimi anni emerse da Paesi dove i cristiani appaiono come una minoranza perseguitata, l&#8217;hanno tragicamente confermato.</p>
<h2>Le sofferenze inflitte alle donne cristiane</h2>
<p>Violenze, mutilazioni, stupri e tanto altro. Porre in essere azioni che possano causare un dolore fisico permanente con ripercussioni tangibili anche a livello psicologico, è l’obiettivo dei gruppi <strong>islamisti</strong> che perseguitano le donne cristiane. Spinti dall’obiettivo di affermare la loro religione quale unica fede da professare, gli estremisti sono mossi anche da un profondo odio verso i cristiani. Con queste azioni cruente umiliano, torturano e “puniscono” gli infedeli e le donne, in questo caso, rappresentano la mira maggiormente simbolica. Lo stupro e la conversione forzata delle donne è un “dovere” per i miliziani. Sono gli stessi leader dei gruppi che incitano alle violenze e agli stupri verso le donne cristiane. Diventa facile colpire il sesso femminile e questo perché le donne in alcuni Paesi, come il <strong>Pakistan</strong>, rischiano di essere addirittura condannate per adulterio.</p>
<p><em>Anche tu puoi aiutare i cristiani (<a href="http://speciali.ilgiornale.it/acs/home.html">Qui tutti i dettagli</a>).</em></p>
<p><em>Per sostenere i cristiani che soffrono potete donare tramite Iban, inserendo questi dati:</em></p>
<p><em>Beneficiario: Aiuto alla Chiesa che Soffre ONLUS</em><br />
<em>Causale: ILGIORNALE PER I CRISTIANI CHE SOFFRONO</em><br />
<em>IBAN: IT23H0306909606100000077352</em><br />
<em>BIC/SWIFT: BCITITMM</em></p>
<p><em>Oppure tramite pagamento online <a href="https://sostieni.acs-italia.org/?ilgiornale">a questo link</a></em></p>
<p>Quindi cosa succede? Chi è vittima di stupro preferisce la via del silenzio e tenere il dolore dentro perché sa che raccontare quanto subito vuol dire rischiare di andare incontro a condanna sicura. Dal momento che provare di aver subito una violenza in alcuni paesi è pressoché impossibile, è quasi scontato che la donna venga arrestata, fustigata o condannata a morte per lapidazione. Solamente in Pakistan, l’88% delle donne in carcere sono quelle che hanno denunciato uno stupro che non hanno potuto provare.</p>
<h2>Una vita in sottomissione</h2>
<p>Se la fortuna è quella di non essere vittime di abusi e violenze fisiche, non mancano però le torture psicologiche per le donne professanti il credo cristiano. Dall’obbligo di indossare un certo tipo di abbigliamento ai <strong>matrimoni forzati</strong>, fino alla rinuncia dell’affidamento dei figli. Sono questi gli scenari che fanno parte della quotidianità delle donne per rimarcare il loro ruolo di inferiorità “causato” dal fatto di appartenere al sesso femminile e di essere cristiane. Impossibile in alcuni Paesi pensare di andare in giro senza indossare il velo che copra il volto, mettere dei pantaloni o più semplicemente, poter cospargere il corpo di profumi. Il “mancato rispetto” del “codice di abbigliamento” è causa certa di violenze o stupri. E che dire allora dei matrimoni forzati dove le donne vengono rapite dalla loro famiglia cristiana per essere convertite all’Islam? Ci sono poi anche i paradossi: le donne convertite al cristianesimo vengono date in spose agli islamisti per ricondurle sulla “retta via”. Se una donna si converte al cristianesimo già da sposata e, nelle migliori delle ipotesi, il marito chiede il “divorzio forzato”, lei perderà l’affidamento dei figli. Una vita di sottomissione in tutti i sensi.</p>
<p>A raccontare su <em>InsideOver</em> quello che accade in questi Paesi è <strong>Cristina Merola</strong>, specialista sulla persecuzione di genere di “<a href="https://www.porteaperteitalia.org/">Porte Aperte Onlus</a>”: “La violenza sessuale &#8211; afferma la specialista &#8211; e il matrimonio coatto, sono i principali strumenti per perseguitare le donne cristiane che hanno una vita da noi definita “<em>morte vivente</em>” perché sono donne invisibili e isolate dal momento che queste violenze si consumano dentro la loro famiglia&#8221;.</p>
<p>&#8220;La condizione di donne cristiane ha forti ripercussioni nella vita giornaliera &#8211; prosegue Cristina Merola &#8211; basti pensare che nei loro confronti viene applicato il divieto di attingere l’acqua da sorgenti che si trovano nel raggio di pochi chilometri dal villaggio perché si pensa che possano contaminare ciò che toccano proprio perché cristiane. <a href="https://insideover.ilgiornale.it/religioni/quella-lezione-di-asia-bibi-sulle-persecuzioni-mai-imparata-dalleuropa.html">Il caso di Asia Bibi ne è un esempio</a>, ma ci sono tante Asia Bibi in Pakistan. Le donne sono quindi obbligate a ricorrere a sorgenti più lontane con tutti i rischi di violenza che ne derivano durante il tragitto. E i casi di persecuzione delle donne ma anche dei cristiani in genere è notevolmente aumentata nel corso di questo 2020”.</p>
<h2>Il caso di Boko Haram in Nigeria</h2>
<p>Aprile 2014: il mondo sta conoscendo gli orrori dell&#8217;<a href="https://insideover.ilgiornale.it/schede/guerra/cos-e-l-isis-genesi-della-rete-del-terrore.html">Isis</a> in medio oriente, si è infatti alla vigilia della proclamazione dello Stato Islamico tra <strong>Siria</strong> e <strong>Iraq</strong>. Ma i riflettori vengono poi puntati improvvisamente sulla <strong>Nigeria</strong>. Qui, nella città settentrionale di <strong>Chibok</strong>, 276 studentesse vengono rapite all&#8217;interno di un college. L&#8217;azione è stata prontamente rivendicata da<a href="https://insideover.ilgiornale.it/video/in-fuga-da-boko-haram"> Boko Haram</a>, il gruppo islamista attivo nel nord del Paese africano e che l&#8217;anno dopo giurerà fedeltà all&#8217;Isis. Il video mostrato pochi giorni dopo il rapimento ha fatto il giro del mondo: nelle immagini, tutte le ragazze indossavano il velo e vistosi copricapi. Per molte di loro quei vestiti hanno rappresentato una forzatura: almeno 165 erano infatti cristiane. Il rapimento non è stato a scopo estorsivo, bensì intimidatorio.<strong> Daniel Agbiboa</strong>, professore nigeriano dell&#8217;università di Harvard, <a href="https://journals.co.za/content/accordc/2014/3/EJC159674">in un volume del 2014</a> dedicato a questo fenomeno ha spiegato come la strategia di rapire le donne viene usata da Boko Haram per intimidire governo e popolazione. E, in particolare, costringere i cristiani ad abbandonare il nord della Nigeria.</p>
<p>Delle 276 studentesse rapite a Chibok, alcune sono state rilasciate. Tra queste soprattutto le ragazze musulmane. Altre invece sono riuscite a scappare, mentre di 100 di loro non si è saputo più nulla. A confermare la barbarie perpetuata da Boko Haram contro le ragazze cristiane, è la testimonianza di una studentessa fuggita nel 2017 dal sequestro: “Mi hanno picchiata e violentata fin quando non mi sono convertita forzatamente all&#8217;Islam – si legge nel racconto riportato da <strong>Cornelia Toelgyes</strong> su <em><a href="https://www.africa-express.info/2020/04/15/nigeria-sparite-nel-nulla-oltre-100-delle-ragazze-rapite-dai-boko-haram-nel-2014/">AfricanExpress</a></em> – Mi sono dovuta sposare e sono rimasta incinta. Oggi il rientro in società è molto difficile”. Il caso di Chibok è solo uno dei tanti che ha preso di mira le ragazze cristiane in Nigeria. Sono diversi gli episodi di rapimenti, uccisioni, sequestri e violenze attuati da Boko Haram contro le donne a scopo intimidatorio. Nelle zone settentrionali del Paese africano anche questo <strong>Natale</strong> sarà all&#8217;insegna dell&#8217;insicurezza: celebrare la festività potrebbe infatti esporre molte comunità cristiane alle persecuzioni del gruppo islamista.</p>
<h2>Le violenze contro le donne in guerra</h2>
<p>Il Natale potrà festeggiarsi dopo diversi anni anche ad <strong>Aleppo</strong> e in molte altre parti della <strong>Siria</strong>. Seppur in tono minore e con addosso le cicatrici di una guerra non ancora finita. Il ritorno di vaste zone del Paese sotto il controllo del governo di <a href="https://insideover.ilgiornale.it/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html">Assad</a> ha permesso alla locale comunità cristiana di tornare a vivere. Ma quanto accaduto soprattutto contro le donne<a href="https://insideover.ilgiornale.it/schede/guerra/le-tappe-salienti-della-guerra-siria.html"> negli anni più bui del conflitto</a>, non è facilmente cancellabile. E ha dimostrato come anche nelle persecuzioni attuate durante le guerre, la donna si conferma come il soggetto più vulnerabile. <a href="https://www.avvenire.it/mondo/pagine/la-guerra-in-siria-per-le-donne-9-anni-dopo-non-terminata">Secondo un rapporto della <em>Caritas</em> dello scorso marzo</a>, dall&#8217;inizio del conflitto avvenuto nel marzo del 2011 sono 28.076 le donne uccise, 10.363 quelle scomparse nel nulla. Tra di esse, molte sono cristiane. Quando i gruppi islamisti hanno preso il sopravvento in alcune aree di Aleppo, di <strong>Idlib</strong> o della stessa <strong>Damasco</strong> dove erano presenti le comunità cristiane, lo stupro è stato usato come arma di persecuzione.</p>
<p>In tutta la Siria, si legge sempre nel rapporto Caritas, “gli stupri di guerra sono spesso stati intesi come forme di ritorsione verso esperimenti sociali di emancipazione e governo al femminile”. In quelle zone controllate per anni dalle fazioni jihadiste,<a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/comandamento-choc-dellisis-giusto-rapire-donne-e-farle-1059236.html"> in alcuni casi le donne cristiane sono state imprigionate e vendute come schiave</a>. Molte di loro non hanno fatto ritorno a casa. E molte famiglie, come nelle intenzioni degli estremisti, si sono viste private del principale simbolo dell&#8217;integrità della comunità. Per questo, anche se oggi in buona parte del Paese le armi tacciono, il Natale per i cristiani sarà comunque triste. Con ferite difficilmente rimarginabili.</p>
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		<title>Trump conquista donne e latinos</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/trump-conquista-donne-e-latinos</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Apr 2019 15:03:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="640" height="480" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-8-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-8-1.jpg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-8-1-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>È passata più di una settimana dalla vittoria di Donald Trump alle presidenziali statunitensi, ma è ancora grande la sorpresa per chi non si aspettava questo risultato. Dopo il voto del referendum su Brexit, si è trattato di un altro esito politico shoccante per la maggior parte della popolazione occidentale. Gli stessi votanti di Trump non speravano nella sua elezione, ma col senno di poi e a mente fredda si possono fare alcune analisi sul perché di questo trionfo a sorpresa.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="480" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-8-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-8-1.jpg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-8-1-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p><p><span>È passata più di una settimana dalla vittoria di Donald Trump alle presidenziali statunitensi, ma è ancora grande la sorpresa per chi non si aspettava questo risultato. Dopo il voto del referendum su Brexit, si è trattato di un altro esito politico shoccante per la maggior parte della popolazione occidentale. Gli stessi votanti di Trump non speravano nella sua elezione, ma col senno di poi e a mente fredda si possono fare alcune analisi sul perché di questo trionfo a sorpresa.</span></p>
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		<title>Fine alla differenza di genere:  donne e uomini insieme nei Marines</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/fine-alla-differenza-di-genere-donne-e-uomini-insieme-nei-marines.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2019 07:34:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Forze speciali americane]]></category>
		<category><![CDATA[Marines]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_5301326.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_5301326.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_5301326-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_5301326-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_5301326-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per oltre settant&#8217;anni, le allieve donne del corpo dei Marines che arrivano nei campi di reclutamento venivano separate dagli allievi uomini per tutta la durata dell&#8217;addestramento. Imparavano a sparate con i fucili d&#8217;assalto, a terminare i percorsi di guerra tra filo spinato e ostacoli e, solo una volta terminato il corso con successo, venivano integrate con &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/fine-alla-differenza-di-genere-donne-e-uomini-insieme-nei-marines.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_5301326.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_5301326.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_5301326-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_5301326-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_5301326-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Per oltre settant&#8217;anni, le allieve donne del <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/marines-degli-stati-uniti/">corpo dei Marines</a> che arrivano nei campi di reclutamento venivano separate dagli allievi uomini per tutta la durata dell&#8217;addestramento. Imparavano a sparate con i fucili d&#8217;assalto, a terminare i percorsi di guerra tra filo spinato e ostacoli e, solo una volta terminato il corso con successo, venivano integrate con i loro commilitoni di sesso maschile. Adesso però i Marines hanno deciso di rompere questo tabù, integrando fin dall&#8217;inizio del percorso di addestramento un intero<strong> plotone di donne</strong> pronte a fare la loro parte nel più glorioso corpo armato degli Stati Uniti. </p>
<p>Per decisione dello Stato Maggiore, un plotone di 50 donne assegnato al campo reclute di Parris Island nella Carolina del Sud, si addestrerà insieme agli uomini per gran parte delle missioni di maggior entità, mentre parte degli esercizi più basici proseguiranno ad essere comunque svolti separatamente (probabilmente quelli più legati allo sforzo fisico <em>ndr</em>).</p>
<p></p>
<p>A riportare la notizia è stato il <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.nytimes.com/2019/01/04/us/female-marines-boot-camp-training.html?em_pos=large&amp;emc=edit_war_20190111&amp;nl&amp;nlid=89652223dit_war_20190111&amp;ref=img&amp;te=1&amp;fbclid=IwAR0CbuVBwzifP35GVm2-TtnLV5VqhzjnEmKzpSBvTy5gEjboBKJeFOfAOdc">New York Times</a></em>, che descrive la decisione rivoluzionaria un come piccolo passo, ma allo stesso tempo un notevole progresso nell&#8217;<strong>integrazione</strong> per il corpo dei Marines, che tutt&#8217;ora mantiene il record per la percentuale più bassa di donne &#8211; in ogni specializzazione- e per molto tempo ha resistito agli sforzi d&#8217;integrazione rivolti alla componente femminile che desiderava entrare nelle forze armate. </p>
<p>Le altre forze armate, come l&#8217;Esercito ad esempio, hanno già abbracciato questo processo di integrazione nel contesto del primo addestramento, unendo nelle missioni di combattimento che si protraggono per tempi più ampi formazioni miste. Nelle simulazioni di guerra che si svolgono nei boschi ad esempio, dove non esiste alcun genere di suddivisione. I Marines, al contrario, continuato a ritenere la mescolanza un scelta avventata, che nella fase di reclutamento potrebbe distrarre o intimidire le Marines donne e anche gli uomini.   </p>
<p></p>
<p>Per adesso, queste donne integrate in un battaglione maschile, in addestramento continueranno ad avere le loro istruttrici e abiteranno un piano a loro riservato nelle caserme. Si uniranno però al resto del battaglione senza alcuna<strong> &#8220;suddivisione di genere&#8221;</strong> in diverse parti delle sessione, incluso il test di resistenza finale noto come il &#8220;Crogiolo&#8221; (<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.mcrdpi.marines.mil/Recruit-Training/Crucible/"> the Crucible</a>): una prova di 54 ore che mira a dimostrare la propria tempra prima della consegna del distintivo. In un comunicato stampa, il Corpo dei Marines ha affermato che la separazione dei plotoni in virtù del genere &#8220;consente un adeguato adattamento all&#8217;ambiente formativo, lo sviluppo delle relazioni con istruttori esperti e la corretta attenzione durante la trasformazione di giovani donne e uomini nei Marines statunitensi&#8221;. </p>
<p>Secondo una fonte anonima dei Marines, questa decisione non sarebbe parte di uno sforzo voluto per procedere sulla via dell&#8217;integrazione e della maggiore uguaglianza , ma una semplice scelta d&#8217;efficenza e praticità dovuta al basso numero di reclute femmine, che ha portato al completare un battaglione (che comprende 5/6 plotoni) con un plotone di sole donne.</p>
<p></p>
<p>La discussione all&#8217;interno del corpo continua ad avere due posizioni contrastanti. La prima, sostenuta da diversi ufficiali, sopratutto donne, ritiene che integrare uomini e donne fin dall&#8217;inizio delle loro carriera dei Marines è fondamentale: &#8220;È qui che abbiamo la possibilità di modellare percezioni o stereotipi. È dove possiamo insegnare il rispetto per le donne e le loro realizzazioni&#8221;. Molti ufficiali uomini invece si dicono preoccupati riguardo un numero crescente di donne tra i ranghi, temendo un <strong>abbassamento degli standard fisici</strong> che potrebbe finire col minare una delle più preziose qualità vantate dal Marine: la &#8220;letalità&#8221;.</p>
<p>Secondo l&#8217;ex ufficiale dell&#8217;Usmc Kate Giordano, l&#8217;esiguo numero di donne nei Marines è strettamente collegato alle quote &#8220;basse&#8221; contemplate da un corpo con una cultura ancora molto &#8220;conservatrice&#8221;. Poche donne si arruolano dell&#8217;Usmc e poca è la spinta per l&#8217;integrazione. Il centro di reclutamento di San Diego per esempio è ancora riservato ai soli uomini. I funzionari del centro di reclutamento di Parris Island e del Pentagono non hanno risposto a diverse domande poste per avere un quadro più chiaro su decisione &#8220;rivoluzionaria&#8221;, che, a prescindere dalla sua natura pratica o integrativa, entra a far parte del percorso per raggiungere la completa uguaglianza di genere nelle Forze Armate degli Stati Uniti. Che ovunque, dai piloti donna di F-35 dell&#8217;Aeronautica, ai primi ufficiali donna nell&#8217;Esercito fino alle cadette nelle<a href="http://www.occhidellaguerra.it/le-forze-speciali-americane-aprono-alle-donne/"> forze speciali</a>, sembra proseguire senza arrestarsi.</p>
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