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	<title>Doha Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Fri, 12 Sep 2025 10:14:46 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Doha Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Nell&#8217;attacco a Doha Israele potrebbe aver usato un nuovo tipo di missile : il Silver Sparrow</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/nellattacco-a-doha-israele-potrebbe-aver-usato-un-nuovo-tipo-di-missile-il-silver-sparrow.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Sep 2025 09:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Doha]]></category>
		<category><![CDATA[Hamas]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[missile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223165126577_52434cfcac9aa1d93d547bc671cb1881-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223165126577_52434cfcac9aa1d93d547bc671cb1881-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223165126577_52434cfcac9aa1d93d547bc671cb1881-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223165126577_52434cfcac9aa1d93d547bc671cb1881-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223165126577_52434cfcac9aa1d93d547bc671cb1881-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223165126577_52434cfcac9aa1d93d547bc671cb1881-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223165126577_52434cfcac9aa1d93d547bc671cb1881-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel cercare di colpire la delegazione di Hamas a Doha, Israel potrebbe aver usato il nuovo missile Silver Sparrow. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/nellattacco-a-doha-israele-potrebbe-aver-usato-un-nuovo-tipo-di-missile-il-silver-sparrow.html">Nell&#8217;attacco a Doha Israele potrebbe aver usato un nuovo tipo di missile : il Silver Sparrow</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223165126577_52434cfcac9aa1d93d547bc671cb1881-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223165126577_52434cfcac9aa1d93d547bc671cb1881-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223165126577_52434cfcac9aa1d93d547bc671cb1881-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223165126577_52434cfcac9aa1d93d547bc671cb1881-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223165126577_52434cfcac9aa1d93d547bc671cb1881-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223165126577_52434cfcac9aa1d93d547bc671cb1881-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223165126577_52434cfcac9aa1d93d547bc671cb1881-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un missile sperimentale aviolanciato del quale si conosce solo il nome. La capacità di violare uno spazio aereo potenzialmente ostile, furtivamente, per colpire un target di altissimo valore, localizzato a una grandissima distanza : i<a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2025/09/09/media-esplosione-a-doha-attacco-a-funzionari-hamas_4c7c3573-e230-455a-8062-7bfebda3485c.html"> dirigenti di <strong>Hamas </strong></a>che dovevano portare avanti le trattative per la cessazione delle ostilità a Gaza, con gli emissari della Cia e degli altri servizi segreti coinvolti nella delicatissima mediazione, e che contava sull&#8217;asilo e sulle garanzie di protezione dal <strong>Qatar</strong>. Garanzie evidentemente &#8220;<em>insufficienti</em>&#8220;. Israele ha colpito ancora una volta, in maniera chirurgica, letale e indiscriminata. Questa volta a Doha. E ora tutti si domandano come sia stato possibile, <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-salto-nel-buio-del-medio-oriente-sulle-bombe-di-doha-lombra-dellappoggio-usa.html">chi fosse davvero al corrente</a> dell&#8217;operazione, e se queste <a href="https://it.euronews.com/2025/09/11/chi-sapeva-dellattacco-israeliano-a-doha-legitto-e-la-turchia-avevano-avvertito-hamas">entità</a> fossero in accordo con i vertici militare e politici dello Stato ebraico.</p>



<p>Secondo <em><a href="https://www.intelligenceonline.com/government-intelligence/2025/09/10/israeli-strikes-on-doha-analyses-point-to-use-of-silver-sparrow-missile%2C110520602-gra?did=110515218">Intelligence Online</a></em>, le prime analisi sull&#8217;attacco israeliano condotto su Doha il 9 settembre indicano che le Forze di Difesa israeliane hanno probabilmente &#8220;<em>sorvolato la Siria</em>,<em> senza provocare alcuna reazione da parte dei sistemi di difesa antiaerea statunitensi basati nel Paese</em>&#8220;, evitando cieli più pericolosi, come quelli del Iraq e della Giordania, impiegando un particolare tipo di <a href="https://www.israeldefense.co.il/en/node/37530">missile</a>, denominato <strong>Silver Sparrow</strong>.</p>



<p>Tra le prime informazioni importanti da considerare, stando al report di Intelligence Online, è che se Israele ha davvero utilizzato questo nuovo missile balistico aria-terra sviluppato da <strong>Rafael Advanced Defense Systems</strong> e dalla statunitense <strong>Raytheon</strong>, avrebbe dovuto richiedere l&#8217;approvazione degli Stati Uniti. Ciò &#8220;<em>suggerisce che Washington debba aver dato il via libera a Israele</em>&#8220;. Ipotesi messa al vaglio già nelle prime che sono seguite all&#8217;attacco, e che in parte sono state confermato dalla stampa americana, dal momento che si ritiene che Tel Aviv abbia informato Washington che a sua volta avrebbe informato Doha.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un&#8217;arma segreta mai usata prima</h2>



<p>I dati di questo nuova arma sono ancora &#8220;confidenziali&#8221;, o più semplicemente <em>top-secret</em>. Tutto ciò che sappiamo è che il &#8220;Blue Sparrow&#8221;, missile che appartiene alla <a href="https://www.rafael.co.il/wp-content/uploads/2023/12/silver-sparrow260515.pdf">famiglia Sparrow</a> sviluppata dalla Rafael, è un arma creata originariamente per testare il sistema di difesa aerea israeliano Arrow, <strong>in seguito adattata per trasportare una testata ad alto potenziale esplosivo</strong>. Quella che avrebbe dovuto colpire il target di alto valore.</p>



<p>Questo tipo di missile include un veicolo di rientro separabile che colpisce il bersaglio, utilizza sia il Gps che la navigazione inerziale per la guida, e secondo alcune indiscrezione sarebbe già stato utilizzato negli attacchi lanciati <a href="https://it.insideover.com/guerra/raid-di-israele-e-finte-delliran-il-conflitto-e-anche-messa-in-scena.html">contro l&#8217;Iran</a>.  Il <strong>Blue Sparrow</strong> possiede una gittata effettiva di <strong> 2.000 chilometri</strong>, può essere equipaggiato con una testata a penetrazione o a frammentazione. Si ritiene perciò che il &#8220;<em>Silver</em>&#8220;, l&#8217;arma incriminata, potrebbe condividere alcune di queste specifiche. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I caccia israeliani &#8220;indisturbati&#8221;</h2>



<p>Secondo le prime ricostruzioni l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/politica/lasso-nella-manica-israele-la-fionda-davide-laviazione.html">Aeronautica Israeliana</a> potrebbe aver utilizzato uno o più caccia F-15I Ra&#8217;am o F-16I Sufa, entrambi jet da combattimento prodotti da Lockheed Martin e implementati con delle <strong>particolari modifiche regolarmente richieste o istallate autonomamente da Israele. </strong>Non sarebbero stati coinvolti i caccia stealth di ultima generazione <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/f-35-modificati-colpire-liran-profondit-2495319.html">F-35 Adir</a>.</p>



<p>Si ritiene che sia i Ra&#8217;am che i Sufa possono &#8220;<em>trasportare i missili Silver Sparrow</em>&#8220;, e che per &#8220;<strong>passare inosservati</strong>&#8221; a dispetto delle loro ridotte capacità furtive, avrebbero sorvolato la Siria, che non dispone più di sistemi di difesa aerea e radar per rilevare una simile minaccia. Dallo spazio aereo siriano il velivolo lanciatore avrebbe sganciato almeno uno di questi missili a doppio stadio, lunghi oltre 8 metri, che possono trasportare una testata da 150 kg e percorrere una corsa sull&#8217;obiettivo di oltre 1.500 km.</p>



<p> Secondo le prima analisi, i<strong> caccia israeliani non avrebbero violato lo spazio aereo del Qatar</strong>. La distanza dell&#8217;obiettivo e la mancata violazione dello spazio aereo del Qatar, bastano ad escludere l&#8217;ipotesi che possano essere state impiegate le &#8220;classiche&#8221; munizioni Gbu.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="1024" height="672" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/DOHA-ATTACCO-3-e1757520980893-1024x672.jpg" alt="L'attacco a Doha e il rilancio della guerra Nato-Russia" class="wp-image-485155" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/DOHA-ATTACCO-3-e1757520980893-1024x672.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/DOHA-ATTACCO-3-e1757520980893-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/DOHA-ATTACCO-3-e1757520980893-768x504.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/DOHA-ATTACCO-3-e1757520980893-1536x1008.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/DOHA-ATTACCO-3-e1757520980893-600x394.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/DOHA-ATTACCO-3-e1757520980893.jpg 1843w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Una delle prime immagini dell&#8217;esplosione a Doha</em></figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;onnipresente ombra del Mossad</h2>



<p>Secondo il <em>Middle East Eye</em>, l&#8217;<a href="https://www.middleeasteye.net/news/blast-site-israels-attack-qatar-does-not-match-narrative-operation-experts-say">obiettivo selezionato</a> da Israele, una villetta di due piani situata nelle vicinanze della spiaggia di Qatara, sarebbe stato troppo ridotto per lanciare più missili, dunque si ritiene che le munizioni aviolanciate siano state inferiori in numero rispetto alle &#8220;<strong>otto esplosioni</strong>&#8221; attribuite all&#8217;attacco.</p>



<p>Si parlerebbe di &#8220;<em>due o tre missili al massimo</em>&#8221; diretti contro l&#8217;edificio identificato come bersaglio dagli informatori infiltrati in Qatar, o peggio, da una cellula del Mossad che lavorava per individuare il bersaglio e segnalarlo ai caccia.</p>



<p>Un funzionario arabo ha dichiarato al <em>Middle East Eye</em>, che i paesi del Golfo non escludono che Israele abbia inviato una <strong>squadra a terra </strong>a Doha come parte dell&#8217;operazione. Questo implicherebbe, ancora una volta, un cellula del <strong>Mossad</strong> che ha &#8220;<em>illuminato</em>&#8221; l&#8217;obiettivo, come è <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/dietro-loperazione-impossibile-mossad-iran-profili-uomini-2497734.html">accaduto in Iran</a>.</p>



<p>Il <strong>raid condotto da Israele</strong> avrebbe &#8220;<em>ucciso almeno sei persone, tra cui un membro delle forze di sicurezza del Qatar, ma ha mancato i suoi obiettivi principali, gli alti funzionari politici di Hamas</em>&#8220;, dunque l&#8217;attacco sarebbe &#8220;<strong>fallito</strong>&#8221; secondo alcune fonti, dal momento che il &#8220;<em>vero punto scelto per l&#8217;incontro sarebbe stato camuffato per motivi di sicurezza</em>&#8220;. Tutte queste informazioni andranno verificate. Ma per ora è quello che sappiamo. </p>



<p><strong><em>Lo sviluppo di tecnologie militari&nbsp;d’avanguardia e il loro schieramento deciderà le sorti delle guerre future. Conoscerle, analizzarle, e cercare di spiegare la loro importanza e il ruolo che svolgono nei conflitti&nbsp;è parte del nostro sforzo quotidiano.&nbsp;Se vuoi approfondire queste tematiche ed essere sempre aggiornato sugli sviluppi nell’ambito della Difesa, segui InsideOver, e sostieni il nostro lavoro,&nbsp;</em><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati oggi!</a></strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;attacco a Doha e il rilancio della guerra Nato-Russia</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/lattacco-a-doha-e-il-rilancio-della-guerra-nato-russia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Sep 2025 16:24:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Doha]]></category>
		<category><![CDATA[Hamas]]></category>
		<category><![CDATA[polonia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1843" height="1210" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/DOHA-ATTACCO-3-e1757520980893.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="L&#039;attacco a Doha e il rilancio della guerra Nato-Russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/DOHA-ATTACCO-3-e1757520980893.jpg 1843w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/DOHA-ATTACCO-3-e1757520980893-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/DOHA-ATTACCO-3-e1757520980893-1024x672.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/DOHA-ATTACCO-3-e1757520980893-768x504.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/DOHA-ATTACCO-3-e1757520980893-1536x1008.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/DOHA-ATTACCO-3-e1757520980893-600x394.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1843px) 100vw, 1843px" /></p>
<p>Tel Aviv, che si sente libera di fare quel che vuole, in sfregio al diritto internazionale e ai più basilari diritti umani, anzitutto quello alla vita, negato ai palestinesi chiamati a evacuare a suon di bombe Gaza City per andare incontro a un destino altrettanto funesto (89 morti stanotte).</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lattacco-a-doha-e-il-rilancio-della-guerra-nato-russia.html">L&#8217;attacco a Doha e il rilancio della guerra Nato-Russia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1843" height="1210" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/DOHA-ATTACCO-3-e1757520980893.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="L&#039;attacco a Doha e il rilancio della guerra Nato-Russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/DOHA-ATTACCO-3-e1757520980893.jpg 1843w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/DOHA-ATTACCO-3-e1757520980893-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/DOHA-ATTACCO-3-e1757520980893-1024x672.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/DOHA-ATTACCO-3-e1757520980893-768x504.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/DOHA-ATTACCO-3-e1757520980893-1536x1008.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/DOHA-ATTACCO-3-e1757520980893-600x394.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1843px) 100vw, 1843px" /></p>
<p>Nel giorno in cui iniziava l&#8217;Assemblea generale dell&#8217;Onu, nella quale alcuni Paesi importanti dovrebbero riconoscere lo Stato della Palestina, Israele ha bombardato negoziati e negoziatori di <a href="https://it.insideover.com/guerra/doha-affonda-la-propaganda-di-netanyahu-la-guerra-di-israele-non-e-per-gli-ostaggi-ma-un-fine-in-se.html">Hamas a Doha, in Qatar. </a>E oggi, il caso polacco, con il premier Donald Tusk che ha chiesto l&#8217;attivazione dell&#8217;articolo 4 della Nato per lo sconfinamento di alcuni droni russi sul proprio territorio. Al solito, le escalation in Medio oriente e Ucraina viaggiano in parallelo.</p>



<p>Doha ha definito, legittimamente, l&#8217;attacco israeliano &#8220;terrorismo di Stato&#8221;. Una definizione ascrivibile anche al duplice attacco alla Freedom flottilla, contro civili impegnati in una missione umanitaria.</p>



<p>Ma tutto ciò appartiene all&#8217;impunità di Tel Aviv, che si sente libera di fare quel che vuole, in sfregio al diritto internazionale e ai più basilari diritti umani, anzitutto quello alla vita, negato ai palestinesi chiamati a evacuare a suon di bombe Gaza City per andare incontro a un destino altrettanto funesto (89 morti stanotte).</p>



<p>Il Qatar ha trovato un sostegno forte nei Paesi arabi, che forse iniziano a comprendere di non essere immuni dall&#8217;aggressività israeliana. Da vedere se riusciranno a uscire dalla paralisi di cui sono preda dal 7 ottobre.</p>



<p>Resta da dirimere il ruolo di Trump nell&#8217;attacco. Facile fare il parallelo con quanto avvenuto per l&#8217;Iran, bombardato da Tel Aviv mentre erano in corso i negoziati con gli Usa, cronologia che ha indotto tanti a reputare che la mano tesa americana serviva a far abbassare la guardia agli iraniani.</p>



<p>Un po&#8217; quel che sarebbe accaduto stavolta, con i capi di Hamas indotti a riunirsi a Doha per esaminare la proposta di tregua Usa solo per essere facili bersagli. Ed è ovvio che l&#8217;U.S. Army, che in Qatar ha la più importante base regionale, fosse stata avvertita perché non interferisse o peggio.</p>



<p>Diverso è se l&#8217;imperatore abbia dato luce verde o sia vera la sua versione, che cioè l&#8217;avvertimento pervenutogli dall&#8217;esercito americano sia giunto tardi, così da lasciargli il tempo solo di contattare Witkoff per allarmare il Qatar (che ha smentito una previa avvertenza).</p>



<p>Versione che va integrata con la variabile di un eventuale sabotaggio interno, dal momento che tanti alti gradi dell&#8217;esercito e degli apparati sono consegnati al Credo delle guerre infinite, e intorbidire le acque e far slittare i tempi è facile.</p>



<p>Resta, comunque, la critica di Trump all&#8217;attacco israeliano, al solito querula e confusa come accade quando si tratta di Israele, con annessa, solita, dichiarazione di subordinazione alle linee guida di Tel Aviv.</p>



<p>Subordinazione che appare favorita dal caso Epstein, che Trump soffre. In una <a href="https://www.piccolenote.it/mondo/gaza-pressioni-per-laccordo-con-hamas-ma-netanyahu-tira-dritto" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nota pregressa</a> accennavamo come la vicenda fosse stata relegata nell&#8217;oblio per qualche tempo, cioè dopo che il tycoon si era defilato dal caos mediorientale.</p>



<p>Ma, quando Trump ha provato a rilanciare il negoziato con Hamas, con una proposta brutale, ma che Hamas avrebbe potuto accettare (da cui le bombe per impedirlo), il caso è tornato con prepotenza.</p>



<p>Così, alla vigilia dell&#8217;attacco a Doha, gli eredi di Epstein consegnavano <a href="https://www.npr.org/2025/09/08/nx-s1-5534397/trump-epstein-birthday-book" target="_blank" rel="noreferrer noopener">al Congresso Usa</a> un suo libro e i media imperiali, Washington Post e New York Times, nelle rispettive prime pagine (fotocopia l&#8217;una dell&#8217;altra), riportavano un&#8217;immagine tratta da esso: il disegnino di una donna nuda accompagnato da frasi allusive che Trump avrebbe realizzato per Epstein.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.npr.org/2025/09/08/nx-s1-5534397/trump-epstein-birthday-book"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-NPR-1024x392.jpg" alt="Estate of Jeffrey Epstein gives Congress 'birthday book' allegedly signed by Trump" class="wp-image-78206"/></a></figure>



<p>Non sappiamo se gli ignoti eredi di Epstein siano risorse dell&#8217;intelligence israeliana come sembra sia stato lo <a href="https://www.intelligenceonline.com/government-intelligence/2024/01/15/confidential-intel-report-shows-us-was-concerned-attorney-dershowitz-had-mossad-ties,110147916-art" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scomparso</a> miliardario pedofilo, ma la tempistica interpella. Al di là del particolare, la rinnovata eplosione del caso Epstein può autare a spiegare l&#8217;arrendevolezza di Trump nei confronti di Tel Aviv, ma non ne discende necessariamente che abbia dato luce verde all&#8217;attacco.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.intelligenceonline.com/government-intelligence/2024/01/15/confidential-intel-report-shows-us-was-concerned-attorney-dershowitz-had-mossad-ties,110147916-art"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-IO-1024x510.jpg" alt="Confidential intel report shows US was concerned attorney Dershowitz had Mossad ties" class="wp-image-78208"/></a></figure>



<p>Nel dubbio, ricordiamo come la tesi che, negoziando con l&#8217;Iran, Trump volesse tendergli una trappola, ci sembra <a href="https://www.piccolenote.it/mondo/trump-e-il-cessate-il-fuoco-iran-israele" target="_blank" rel="noreferrer noopener">smentita dai fatti</a>. E registriamo come i media consegnati alle guerre infinite, israeliani e americani, siano stati i primi a parlare di un coordinamento Netanyahu-Trump per l&#8217;attacco a Doha, da cui la suggestione della trappola contro Hamas (coordinamento smentito da Netanyahu perché rischiava troppo in caso di un diniego della Casa Bianca).</p>



<p>Questione forse di lana caprina per quanto riguarda il Medioriente, dal momento che, come dimostrano le bombe su Hamas, Trump ha serie difficoltà a intervenire sulle criticità regionali; meno sul fronte ucraino.</p>



<p>Infatti, la sottolineatura dell&#8217;inaffidabilità di Trump &#8211; che è altro dall&#8217;ambiguità manifesta, che usa per pararsi dalle critiche &#8211; serve a minare i negoziati con Putin, indotto a convincersi dell&#8217;inutilità del dialogo (ma lo zar per ora resta aperto).</p>



<p>Così veniamo ai droni russi sconfinati in territorio polacco, che hanno spinto Varsavia a invocare l&#8217;articolo 4 della Nato, che chiama i Paesi membri a riunirsi per decidere un&#8217;eventuale risposta.</p>



<p>Non sappiamo come siano andati i fatti. Per ora ci sono solo le accuse di Kiev e Varsavia su un asserito attacco russo alla Polonia e le smentite di Mosca. Nell&#8217;incertezza appare plausibile quanto riferito dal ministero della Difesa bielorusso: i droni russi sono stati dirottati sia sul loro territorio che su quello polacco a causa un <a href="https://ctrana.one/news/491258-drony-zaleteli-v-polshu-i-belarus-iz-za-reb-minoborony-rb.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">disturbo elettronico</a>. Non un attacco a Varsavia, dunque, peraltro inspiegabile.</p>



<p><a href="https://ctrana.one/news/491251-chto-oznachajut-zajavlenija-varshavy-o-dronakh-rf-zaletevshikh-v-polshu.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Strana </a>ricorda come altri vettori siano caduti in Polonia senza provocare una reazione tanto spropositata, prodotta da due fattori. Il primo è il duello tra il premier polacco Tusk, sostenitore alla crociata anti-russa, e il neopresidente Karol Nawrocki, meno propenso allo scontro; con Tusk che intende usare il caso per incrementare i propri consensi.</p>



<p>Il secondo fattore della drammatizzazione lo riprendiamo da <a href="https://ctrana.one/news/491251-chto-oznachajut-zajavlenija-varshavy-o-dronakh-rf-zaletevshikh-v-polshu.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Strana</a>: &#8220;Il &#8216;partito della guerra&#8217; occidentale cercherà probabilmente di sfruttare la situazione dell&#8217;attacco dei droni per risolvere il suo dilemma più importante del momento: riportare il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sul piede di guerra con la Federazione Russa&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://ctrana.one/news/491251-chto-oznachajut-zajavlenija-varshavy-o-dronakh-rf-zaletevshikh-v-polshu.html"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A3-STRANA-4-1024x565.jpg" alt="Zeroing Alaska: On Poland's Drone Attack Claims" class="wp-image-78210"/></a></figure>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lattacco-a-doha-e-il-rilancio-della-guerra-nato-russia.html">L&#8217;attacco a Doha e il rilancio della guerra Nato-Russia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Così il Qatar ha resistito a un anno di embargo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cosi-il-qatar-ha-resistito-a-un-anno-di-embargo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Jun 2018 07:54:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[crisi del Golfo]]></category>
		<category><![CDATA[Doha]]></category>
		<category><![CDATA[Golfo persico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1039" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180603135716_26548461.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180603135716_26548461.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180603135716_26548461-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180603135716_26548461-768x532.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180603135716_26548461-1024x709.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>È passato circa un anno da quando  Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi ed Egitto hanno interrotto i rapporti diplomatici con il Qatar, chiudendo tutte le frontiere aeree e terrestri verso la nazione accusata di fomentare il terrorismo nei paesi confinanti e nello Yemen  ed istituendo un embargo economico e commerciale contro Doha. Secondo quanto riportato da Al-Jazeera, i Paesi che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-il-qatar-ha-resistito-a-un-anno-di-embargo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1039" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180603135716_26548461.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180603135716_26548461.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180603135716_26548461-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180603135716_26548461-768x532.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/LAPRESSE_20180603135716_26548461-1024x709.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>È passato circa un anno da quando  <strong>Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi ed Egitto</strong> hanno interrotto i rapporti diplomatici con il Qatar, chiudendo tutte le frontiere aeree e terrestri verso la nazione accusata di fomentare il terrorismo nei paesi confinanti e nello Yemen  <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://edition.cnn.com/2017/06/05/middleeast/saudi-bahrain-egypt-uae-qatar-terror/index.html">ed istituendo un embargo economico e commerciale</a> contro Doha.<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.aljazeera.net/news/arabic/2017/7/25/%D8%AF%D9%88%D9%84-%D8%A7%D9%84%D8%AD%D8%B5%D8%A7%D8%B1-%D8%AA%D8%B9%D9%84%D9%86-%D9%82%D8%A7%D8%A6%D9%85%D8%A9-%D8%AC%D8%AF%D9%8A%D8%AF%D8%A9-%D9%84%D9%84%D8%A5%D8%B1%D9%87%D8%A7%D8%A8"> Secondo quanto riportato da <em>Al-Jazeera</em></a>, i Paesi che hanno imposto l’embargo al Qatar, hanno deciso di includere altri enti e individui &#8220;nel contesto del loro impegno fermo e deciso nella lotta al terrorismo, di prosciugamento delle sue fonti di finanziamento e di persecuzione di coloro che sono coinvolti&#8221;. L&#8217;obiettivo era mettere in ginocchio Doha, arrivando a un Regime change. Tuttavia, a un anno di distanza dall’embargo, secondo <em>Foreign Affairs,</em>  <strong>il Qatar ha vinto la sua battaglia </strong>ed evitato il peggio. </p>
<p>A un anno dall’embargo</p>
<p><a href="https://www.foreignaffairs.com/articles/middle-east/2018-06-11/how-qatar-weathered-gulf-crisis?cid=int-fls&amp;pgtype=hp">Come spiega <em>Foreign Affairs,</em></a> prima dell’embargo, fino a quattro quinti delle importazioni di prodotti alimentari entravano nel sultanato  <strong>attraverso il confine terrestre con l&#8217;Arabia Saudita</strong> o indirettamente attraverso le rotte marittime che attraversavano i porti degli Emirati come Jebel Ali. Ma nel giugno 2017, i sauditi e gli Emirati hanno chiuso i loro porti verso le coste del Qatar e gli Emirati Arabi Uniti hanno vietato l’ingresso alle navi del Qatar. Queste restrizioni riguardavano anche le petroliere.</p>
<p></p>
<p>È importante sottolineare, tuttavia, che l&#8217;Egitto non ha bloccato il Qatar nel Canale di Suez e soprattutto non ha costretto 300mila egiziani che vivono in Qatar a lasciare il Paese, come hanno fatto Bahrain, emirati e i sauditi. Se Il Cairo avesse seguito gli alleati, avrebbero causato enormi complicazioni alla capacità di Doha di esportare il gas naturale liquefatto (Lng) nei principali mercati europei e danneggiato il funzionamento della burocrazia del Qatar, che impiega molti egiziani.</p>
<p>Nuove relazioni e investimenti</p>
<p>A questo punto, il <strong>Qatar ha dovuto per forza di cose tessere nuovi rapporti</strong>. “Il Paese &#8211; spiega <em>Foreign Affairs</em> &#8211; aveva già iniziato il processo di diversificazione delle partnership regionali e internazionali dopo la prima crisi del Golfo nel 2014”. Gli emiri “hanno incrementato gli investimenti in Asia, Europa, Nord America e Russia. Il Qatar ha acquisito società di punta in Francia, Germania e Regno Unito come il Parigi Saint-Germain, la Deutsche Bank e il distretto finanziario di Canary Wharf a Londra; è diventato un investitore fondamentale nella Agricultural Bank of China; investito in progetti turistici, energetici e infrastrutturali nel sud-est asiatico; e lanciato iniziative congiunte nel settore alimentare, della sicurezza, degli affari e degli investimenti in India”.</p>
<p></p>
<p>Doha ha saputo adattarsi rapidamente all&#8217;embargo. Per esempio, il commercio tra il Qatar e l&#8217;Oman <strong>è cresciuto del 144%</strong> nel 2017, poiché tutte le rotte commerciali sono state dirottate attraverso i porti dell&#8217;Oman. Anche il commercio con Iran, Cina, Pakistan e Turchia è aumentato significativamente in seguito all’embargo.</p>
<p>Il Qatar guarda a est</p>
<p>Se i danni e le ripercussioni economiche ai danni di Doha non sono mancate &#8211; la compagnia di bandiera non solo ha perso l’11% delle proprie rotte (325 voli in meno a settimana da e verso i Paesi &#8216;accusatori&#8217;) e il 20% delle entrate &#8211; è anche vero che l’embargo ha rappresentato sotto altri aspetti un’opportunità per la piccola monarchia del Golfo. <a href="https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/cos-il-qatar-si-risollevato-dopo-sei-mesi-di-embargo">Come spiega <em>Avvenire</em></a>, &#8220;finora l’embargo ha sortito un solo effetto inequivocabile: <strong>il Qatar guarda più che mai verso Est</strong>. E così, dopo decenni di dipendenza da Emirati e Arabia Saudita per l’80% del proprio fabbisogno alimentare, ora lo scenario è cambiato: approfittando di agevolazioni fiscali e supporto governativo agli investimenti stranieri, i grandi produttori indiani, iraniani e turchi si preparano a delocalizzare nel sultanato e a sfruttare le nuove rotte marittime commerciali dal Qatar verso India e Oman&#8221;.</p>
<p></p>
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		<title>Il Qatar adesso spacca l&#8217;OPEC  e i sauditi cercano nuovi alleati</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/qatar-adesso-spacca-lopec-sauditi-cercano-nuovi-alleati.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Nov 2017 09:49:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Doha]]></category>
		<category><![CDATA[Fratelli musulmani]]></category>
		<category><![CDATA[Opec]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[Saudi Vision 2030]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="996" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171115124052_24989515.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171115124052_24989515.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171115124052_24989515-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171115124052_24989515-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171115124052_24989515-1024x680.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La crisi diplomatica tra Arabia Saudita e Qatar sta facendo saltare la già fragile intesa tra i Paesi dell’OPEC. Sono ormai trascorsi sei mesi dall’inizio della crisi tra Riyad e Doha. Un evento inaspettato che ha in parte sovvertito l’assetto geopolitico del Medio Oriente. La situazione tra i due Paesi sembra continuare a precipitare. Qatar &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/qatar-adesso-spacca-lopec-sauditi-cercano-nuovi-alleati.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/qatar-adesso-spacca-lopec-sauditi-cercano-nuovi-alleati.html">Il Qatar adesso spacca l&#8217;OPEC  e i sauditi cercano nuovi alleati</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="996" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171115124052_24989515.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171115124052_24989515.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171115124052_24989515-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171115124052_24989515-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171115124052_24989515-1024x680.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>La crisi diplomatica tra Arabia Saudita e Qatar sta facendo saltare la già fragile intesa tra i Paesi dell’OPEC. Sono ormai trascorsi sei mesi dall’inizio della crisi tra Riyad e Doha. Un evento inaspettato che ha in parte sovvertito l’assetto geopolitico del Medio Oriente. La situazione tra i due Paesi sembra continuare a precipitare.</p>
<p>Qatar e Arabia Saudita sempre più lontane</p>
<p>Secondo quanto riportato dal <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.aljazeera.com/news/2017/11/arab-nations-blockading-qatar-expand-blacklist-171123064444413.html">Al Jazeera</a>, Arabia Saudita insieme a Egitto, Baharein ed Emirati Arabi Uniti avrebbero da poco esteso la blacklist delle personalità qatariote. Si tratta di un elenco di persone ritenute essere coinvolte in azioni di supporto al terrorismo e contrarie alle politiche dei Paesi del Golfo. Queste “entità” subiranno quindi sanzioni economiche da parte dell’asse saudita.</p>
<p>Alla lista sono state aggiunte due organizzazioni islamiche, l’International Union of Muslim Scholars e l’International Islamic Council for Da&#8217;wah and Relief, oltre a undici individui tra cui il direttore dell’aiuto e dello sviluppo internazionale della Mezzaluna rossa qatariota (l’equivalente mediorientale della Croce Rossa occidentale). Non si torna indietro dunque, il distacco tra Riyad e Doha è ormai definitivo.</p>
<p>L&#8217;OPEC è in crisi già da due anni</p>
<p>Tale divisione rischia però ora di avere pericolose ripercussioni all’interno dell’OPEC, l’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio. All’interno di questa trovano infatti posto dodici nazioni, tra cui appunto Arabia Saudita e Qatar. Sappiamo poi come in questi ultimi due anni l’Organizzazione non abbia navigato in ottime acque, complice un continuo ribassamento del prezzo del greggio, stabilizzatosi sui 50$ al barile per un lunghissimo periodo di tempo.</p>
<p>Proprio l’Arabia Saudita si era fatta <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.reuters.com/article/us-saudi-asia-oil/saudi-arabia-cuts-crude-oil-allocations-in-september-by-more-than-its-opec-pledge-idUSKBN1AO033">promotrice</a> di un’iniziativa di taglio alla produzione che avrebbe dovuto portare come logica conseguenza ad un aumento del prezzo. L’economia reale è però diversa da quella di teoremi, grafici e tabelle. Iran e Iraq, ma anche Nigeria e Libia, hanno infatti <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2017-07-24/saudis-stress-commitment-to-cuts-as-opec-deal-sees-few-tweaks">più volte</a> sforato i tagli alla produzione che erano stati stabiliti in seno all’OPEC. Così il classico meccanismo che avrebbe dovuto generare un aumento del prezzo è saltato, o almeno è stato ritardato di molto. Giusto in queste ultime settimane infatti si sono registrati dei timidissimi segnali di ripresa sul listino del greggio, che tuttavia non hanno visto toccare la soglia dei 60$ al barile.</p>
<p>I Ministri OPEC non si parlano più tra di loro</p>
<p>L’OPEC appare così in una situazione di impasse. E la crisi qatariota di certo non aiuta. Secondo una fonte interna all’Organizzazione citata dalla <a href="https://www.reuters.com/article/us-opec-gulf-qatar/opec-chatroom-dead-as-qatar-crisis-hurts-gulf-oil-cooperation-idUSKBN1DN0TU">Reuters </a>il gruppo Whatsapp utilizzato dai Ministri e dai delegati dei Paesi membri dell’OPEC, un tempo vivacissimo e ricco di discussioni, “è ora morto”. La stessa fonte riferisce come ora “I ministri non possono incontrarsi. Devono (Arabia Saudita e Emirati) inoltrare i loro messaggi ai Ministri di Kuwait e Oman che a loro volta li devono rigirare a Doha, ma i sauditi non possono incontrarsi pubblicamente con esponenti del Qatar”. Quali possono essere le conseguenze di ciò?</p>
<p>Si rafforza l&#8217;asse sciita e i sauditi devono correre ai ripari</p>
<p>Sempre la <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.reuters.com/article/us-opec-gulf-qatar/opec-chatroom-dead-as-qatar-crisis-hurts-gulf-oil-cooperation-idUSKBN1DN0TU">Reuters</a> riporta come la divisione tra Qatar e Arabia Saudita potrebbe rafforzare l’asse sciita nell’OPEC e avvicinare ancora di più Baghdad a Teheran. L’Iran avrebbe infatti tra i suoi piani l’aumento dell’importazione di petrolio proprio da Baghdad. La spaccatura dell’OPEC potrebbe così concretizzarsi al prossimo vertice previsto per il 30 novembre. Secondo<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2017-11-22/l-opec-cerca-nuovi-alleati-i-tagli-produzione-210310.shtml?uuid=AEHPjXGD"> ilSole24Ore</a> però i sauditi starebbero già correndo ai ripari e avrebbero invitato nuovi Paesi, esterni all’organizzazione, al meeting. Chad, Turkmenistan e Uzbekistan sono pronti ad esserci. Insieme a loro, forse, si aggiungeranno Argentina, Benin, Bolivia, Congo e Repubblica democratica del Congo, Costa d’Avorio, Ghana, Indonesia, Mauritania, Sudafrica e Tajikistan.</p>
<p>Nuove preziose risorse per compiacere la volontà strategica di Riyad. L’Arabia Saudita, come già scritto su questo portale, ha un disperato bisogno di liquidità. Al regno saudita servono soldi per gli immensi investimenti previsti per il Vision 2030, il programma che serve proprio per emanciparsi dalla dipendenza dall’oro nero. Il piano di Riyad sembrerebbe dunque quello di “tirare a campare” con  il massimo possibile di proventi del petrolio nella prossima decade per poi prepararsi a questa totale rivoluzione economica. </p>
<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/qatar-adesso-spacca-lopec-sauditi-cercano-nuovi-alleati.html">Il Qatar adesso spacca l&#8217;OPEC  e i sauditi cercano nuovi alleati</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Quegli strani movimenti del Qatar  nella crisi dell&#8217;Arabia Saudita</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/quegli-strani-movimenti-del-qatar-nella-crisi-dellarabia-saudita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Nov 2017 14:08:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Doha]]></category>
		<category><![CDATA[Fronte al Nusra]]></category>
		<category><![CDATA[Ribelli siriani]]></category>
		<category><![CDATA[Teheran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1267" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1496659315-qatar-lapresse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1496659315-qatar-lapresse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1496659315-qatar-lapresse-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1496659315-qatar-lapresse-768x507.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1496659315-qatar-lapresse-1024x676.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’emirato del Qatar sta mettendo in atto strani manovre che potrebbero celare una più ampia strategia. Durante la crisi, per ora solo diplomatica, che sta colpendo il Medio Oriente, con Arabia Saudita e Libano protagoniste, un occhio di riguardo andrebbe puntato sull’emirato del Qatar. Da cortile di casa a nemico di Riyad Il Paese che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/quegli-strani-movimenti-del-qatar-nella-crisi-dellarabia-saudita.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1267" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1496659315-qatar-lapresse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1496659315-qatar-lapresse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1496659315-qatar-lapresse-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1496659315-qatar-lapresse-768x507.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1496659315-qatar-lapresse-1024x676.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L’emirato del <strong>Qatar</strong> sta mettendo in atto strani manovre che potrebbero celare una più ampia strategia. Durante la crisi, per ora solo diplomatica, che sta colpendo il Medio Oriente, con Arabia Saudita e Libano protagoniste, un occhio di riguardo andrebbe puntato sull’emirato del Qatar.</p>
<p>Da cortile di casa a nemico di Riyad</p>
<p>Il Paese che si affaccia sul Golfo Persico è stato infatti recentemente al centro di un’altra crisi, sempre diplomatica, che ha scosso gli equilibri mediorientali la scorsa estate. Fino ad allora il piccolo Paese era consiederato, se non cortile di casa, comunque alleato storico e imprescindibile di Riyad. Lo scorso giugno si è arrivati invece allo scontro frontale tra casa Saud e l’emiro qatariota Sheikh al-Thani. Quest’ultimo <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.washingtonpost.com/news/politics/wp/2017/11/09/an-overview-of-the-tensions-between-saudi-arabia-and-its-neighbors/?utm_term=.0b380bdde84b">venne accusato</a> di aver pubblicamente appoggiato <strong>Hamas</strong> e i <strong>Fratelli Musulmani</strong>, oltre ad aver descritto l’Iran come “potenza islamica”.</p>
<p>Un oltraggio per il credo wahabita di Riyad, secondo cui lo sciismo praticato a Teheran è da considerarsi come peccato di apostasia e quindi espiabile solamente con la pena capitale. Se è vero che tra tutti i Paesi sunniti del Golfo il Qatar è quello che più di tutti ha mantenuto nel tempo delle minime relazioni diplomatiche ed economiche con Teheran, è altrettanto vero che ciò veniva fatto alla luce del sole ed era conosciuto da tempo a tutti. Le accuse di Riyad sembravano dunque cavalcare gli eventi della scorsa estate.</p>
<p></p>
<p><strong>La sconfitta dei ribelli e dell’Isis in Siria</strong>, nonché le reiterate violazioni dei diritti umani da parte saudita in Yemen, stavano mettendo pressione a Casa Saud. Così scaricare le colpe su Doha e indirettamente su Teheran poteva essere una mossa per alleggerire le responsabilità manifeste di Riyad. L’allontamento del Qatar dall’asse saudita è stato sancito poi con l’esclusione dell’emirato dalle operazioni militari in Yemen, come riportato dalla Reuters lo scorso 20 luglio.</p>
<p>La &#8220;vendetta&#8221; di Doha contro Casa Saud</p>
<p>La recentissima crisi diplomatica tra Riyad e Beirut ha sancito ulteriormente questa divisione nella penisola arabica. Non è un caso infatti che l’emirato abbia voluto “vendicarsi” contro i sauditi proprio in queste settimane. Come riportato su <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/gli-stati-uniti-supporto-al-nusra-la-rivelazione-dellex-premier-del-qatar/">questo portale</a> l’ex Ministro degli Esteri qatariota, Jaber al-Thani, ha pubblicamente dichiarato alla Qatari Tv che il suo Paese è stato “usato” da Arabia Saudita, Turchia e Stati Uniti, come ponte di finanziamento per i terroristi in Siria.</p>
<p>La tempistica scelta per queste dichiarazioni sembra non essere casuale e sembra voler lanciare implicitamente un chiaro messaggio a Riyad. Per questo nuovo fronte che voi (Arabia Saudita) state aprendo non potrete contare su di noi (Qatar).</p>
<p>Il Qatar si schiera con Teheran</p>
<p>Anzi, se l’emirato dovesse proprio scegliere da che parte della barricata stare, probabilmente propenderebbe verso Teheran. Il portale d’informazione <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.egypttoday.com/Article/2/31750/Qatar-enhances-ties-with-Iran-amid-ongoing-Arab-boycott">Egypt Today</a></em> riportava il 9 novembre come fosse in corso un incontro a Teheran proprio tra l’ambasciatore qatariota in Iran e il Direttore Generale per gli Affari Esteri del Parlamento iraniano. “Il Qatar si schiererà contro tutte le minacce e le pressioni e cercherà sempre il dialogo per chiarire ogni fraintendimento”, ha dichiarato l’ambasciatore qatariota a margine dell’incontro.</p>
<p>Se sembra piuttosto chiara la direzione della politica di Doha con i vicini mediorientali, ancora rimane oscuro l’evolversi dei rapporti con Washington. Gli Stati Uniti stanno con Riyad e secondo la logica de “il nemico di un mio amico diventa automaticamente mio nemico”, dovrebbero anch’essi isolare Doha.</p>
<p>Stati Uniti e Qatar collaborano per combattere il terrorismo, ma quale?</p>
<p>Questa però non è logica, ma realpolitik. Gli Stati Uniti, fin dalla crisi della scorsa estate, non hanno mai chiuso la porta a Doha cercando anzi una mediazione tra i contendenti. E anche oggi, dopo le recenti evoluzioni, i rapporti tra Qatar e Usa continuano spediti. Giusto il 9 novembre, come riportato dal <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.gulf-times.com/story/570588/First-Qatar-US-counter-terrorism-dialogue-held">Gulf Times</a></em>, si svolgeva un incontro a Washigton tra alti rappresentanti dell’emirato e degli Stati Uniti. Il tema affrontato? “Un mutuo impegno per aumentare la condivisione di informazioni, distruggere i canali di finanziamento al terrorismo e intensificare le attività anti-terroristiche”.</p>
<p>Difficile immaginare la realizzazione di tali obiettivi tra due Stati che parlano linguaggi diametralmente opposti. Per Washington infatti il principale finanziatore de terrorismo è l’Iran. E Doha ha, proprio recentemente, riaperto costruttivi rapporti con Teheran. In ogni caso in Qatar si pensa ad una crisi imminente e si corre ai ripari. Secondo <em><a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2017-11-08/don-t-forget-qatar-and-its-asset-sales-amid-saudi-arabia-s-purge">Bloomberg</a> </em>infatti è in atto una corsa alla vendita di asset da parte delle compagnie qatariote. L’emirato dunque sembra voler incamerare quanta più liquidità possibile in vista di un possibile conflitto regionale. </p>
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		<title>L&#8217;Arabia Saudita adesso vuole  un nuovo emiro in Qatar</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/larabia-saudita-adesso-vuole-un-emiro-qatar.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Sep 2017 09:26:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Doha]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170915003106_24304680.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170915003106_24304680.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170915003106_24304680-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170915003106_24304680-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170915003106_24304680-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La Crisi del Golfo è ben lungi dall&#8217;avviarsi verso la conclusione e i rapporti tra Qatar e Arabia Saudita rimangono tesissimi. Lo scorso giugno, infatti, Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi, Egitto e Yemen hanno interrotto i rapporti diplomatici con il Qatar, chiudendo tutte le frontiere aeree e terrestri verso la nazione accusata di fomentare il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/larabia-saudita-adesso-vuole-un-emiro-qatar.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170915003106_24304680.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170915003106_24304680.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170915003106_24304680-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170915003106_24304680-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170915003106_24304680-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>La Crisi del Golfo è ben lungi dall&#8217;avviarsi verso la conclusione e i rapporti tra <strong>Qatar</strong> e <strong>Arabia Saudita</strong> rimangono tesissimi. Lo scorso giugno, infatti, Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi, Egitto e Yemen hanno interrotto i rapporti diplomatici con il Qatar, chiudendo tutte le frontiere aeree e terrestri verso la nazione accusata di fomentare il terrorismo e di sostenere la Fratellanza Musulmana. Nel mirino anche<em> Al-Jaazera</em>, l&#8217;emittente televisiva con sede a Doha che Arabia Saudita e gli altri stati del Golfo pretendono venga chiusa.</p>
<p>I rapporti tra le parti si sono ulteriormente deteriorati dopo la telefonata intercorsa, venerdì scorso, tra l&#8217;emiro Tamim Bin Hamad del Qatar e il principe della corona saudita Mohammad Bin Salman. Qualunque cosa si siano detti i due, infatti, non ha contribuito a porre in atto un riavvicinamento, anzi. <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.atimes.com/article/gulf-talks-turn-sour-stirrings-qatari-opposition-grow/">Come riporta <em>Asia Times</em></a>, Riyad ha immediatamente sospeso ogni ulteriore colloquio in agenda con il Qatar e il consulente principale della corte reale ha accusato Tamin e suo padre, <strong>Hamad Bin Khalifa</strong>, di “diffondere il disordine e il terrorismo nella regione”.</p>
<p>La conferenza di Londra</p>
<p>Il 14 settembre scorso uno dei &#8220;leader&#8221; dell&#8217;opposizione dell&#8217;attuale emiro del Qatar, <strong>Khaled al-Hali</strong>, ospitato dal deputato britannico conservatore Daniel Kawczynski, grande sostenitore dell&#8217;Arabia Saudita, ha partecipato a una conferenza dell&#8217;opposizione a Londra. Una conferenza volta a sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica internazionale su un possibile “regime change” in Qatar.</p>
<p></p>
<p>L&#8217;evento, spiega l&#8217;analista <strong>Cinzia Bianco</strong> intervistata da <em>Asia Times</em>, “è principalmente rivolto all&#8217;opinione pubblica internazionale piuttosto che ai qatarioti. Sul programma pubblicato sul sito web dell&#8217;evento si evince chiaramente che il sostegno delle potenze mondiali è essenziale per un cambiamento a Doha. Ciò è particolarmente vero poiché la presenza di truppe turche in Qatar è un deterrente fondamentale al fine di scongiurare qualsiasi tentativo di scalzare l&#8217;attuale emiro. Pertanto l&#8217;obiettivo della conferenza sembra essere quello di costruire un consenso internazionale intorno all&#8217;ipotesi di nuovo emiro”. L&#8217;analista tuttavia aggiunge che un cambio di regime in questo momento“non appare alla portata di mano” oltre al fatto che “non sembra che siano coinvolti altre personalità oltre ad Al-Hali”.</p>
<p>L&#8217;emiro indicato da Riyad</p>
<p>Ma più che in Al-Hali, la vera opposizione all&#8217;attuale emiro del <strong>Qatar</strong> è da ricercare all&#8217;interno della famiglia reale di Doha. Lo scorso 17 agosto, infatti, il re saudita Salman <a href="http://www.arabnews.com/node/1146686/saudi-arabia">ha ricevuto con tutti gli onori </a>nella sua residenza nella città marocchina di Tangeri <strong>Abdullah Bin Ali</strong>, lontano cugino dell&#8217;emiro e uomo molto gradito da Riyad. </p>
<p>In quell&#8217;occasione, Bin Ali ha espresso il suo sentito ringraziamento a re Salman per aver approvato una proposta presentata dal principe ereditario <strong>Mohammed bin Salman</strong> inerente l&#8217;ingresso dei pellegrini del Qatar in Arabia Saudita attraverso l&#8217;attraversamento della frontiera di Salwa. Abdullah Bin Ali è membro della dinastia regnante degli Al Thani. Suo padre Ali era emiro prima di lui, e così pure il nonno e il fratello Ahmad, che fu rovesciato proprio dal nonno di Tamim nel 1972. Bin Ali è l&#8217;uomo su cui punta Riyad per un cambio di regime che tuttavia al momento appare poco probabile.</p>
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		<title>La base Usa in Qatar</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-base-usa-in-qatar-preoccupa-washington.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jun 2017 08:07:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Doha]]></category>
		<category><![CDATA[Pentagono]]></category>
		<category><![CDATA[Washington]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/06/LAPRESSE_20170605112835_23350611.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/06/LAPRESSE_20170605112835_23350611.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/06/LAPRESSE_20170605112835_23350611-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/06/LAPRESSE_20170605112835_23350611-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/06/LAPRESSE_20170605112835_23350611-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>«Durante il mio recente viaggio in Medio Oriente ho ribadito il fatto che non è più possibile finanziare l&#8217;ideologia radicale. I leader hanno indicato il Qatar». Questo il tweet del presidente statunitense Donald Trump rispetto alla decisione di Bahrein, Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Yemen, Maldive e Libia di sospendere i rapporti diplomatici con &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-base-usa-in-qatar-preoccupa-washington.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/06/LAPRESSE_20170605112835_23350611.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/06/LAPRESSE_20170605112835_23350611.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/06/LAPRESSE_20170605112835_23350611-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/06/LAPRESSE_20170605112835_23350611-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/06/LAPRESSE_20170605112835_23350611-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>«Durante il mio recente viaggio in Medio Oriente ho ribadito il fatto che non è più possibile finanziare l&#8217;ideologia radicale. I leader hanno indicato il <strong>Qatar</strong>». Questo il <em>tweet</em> del presidente statunitense <strong>Donald Trump</strong> rispetto alla decisione di Bahrein, Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Yemen, Maldive e Libia di sospendere i rapporti diplomatici con Doha, accusata di «finanziare il terrorismo».La strategia di Trump è quella di sposare la visione saudita del Medio Oriente, appoggiata da Israele: da un lato, dunque, l&#8217;obiettivo è quello di isolare il Qatar, rivale dell&#8217;Arabia Saudita per l&#8217;egemonia nel Golfo Persico nonché sponsor dell&#8217;organizzazione transnazionale della <strong>Fratellanza Musulmana</strong> e dell&#8217;Islam Politico; dall&#8217;altro quello di mettere sullo stesso piano la lotta contro il Califfato a quella nei confronti della Repubblica Islamica dell&#8217;Iran e della sua influenza nella regione, nonostante Tehran sia in prima linea su più fronti nel combattere il terrorismo islamista e il radicalismo jihadista, come i recenti attentati dimostrano. A complicare l&#8217;isolamento saudita del Qatar c&#8217;è però un dato oggettivo che preoccupa la diplomazia statunitense, a dispetto delle dichiarazioni entusiastiche del presidente Trump: la presenza militare Usa nell&#8217;Emirato.La più grande base Usa nel Medio Oriente è in Qatar<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://abcnews.go.com/International/stake-us-qatar-hit-diplomatic-crisis/story?id=47850458">Come riporta<em> Abc News</em></a>, nel corso di una conferenza stampa svoltasi lunedì a Sydney, in Australia, il Segretario di Stato americano <strong>Rex Tillerson</strong> e il Segretario alla Difesa <strong>James Mattis</strong> hanno assunto una posizione decisamente più cauta e prudente rispetto a quella di Donald Trump. «Penso che quello a cui stiamo assistendo sia il frutto di malumori che persistono da qualche tempo e sono arrivati a un livello tale che alcuni Paesi hanno deciso di agire &#8211; ha affermato Tillerson &#8211; Noi certamente cerchiamo di incoraggiare le parti a sedersi attorno a un tavolo insieme e ad affrontare le divergenze».A sud-ovest di Doha, infatti, ha sede una delle più grandi basi militari Usa di tutto il Medio Oriente, <strong>Al Udeid</strong>, anche conosciuta come Abu Nakhlah Airport, in cui lavorano oltre 11 mila militari americani e della coalizione occidentale e dove stanziano più di 100 caccia da guerra. Secondo l&#8217;Air Force, ad Al Udeid ogni 10 minuti un aereo americano atterra. La base ospita il quartier generale del commando centrale dell&#8217;aeronautica degli Stati Uniti, la divisione no. 83 della Air Force britannica e la 379esima divisione aerea Usa, oltre a essere la sede dell&#8217;aeronautica militare dell&#8217;Emirato del Qatar. In una nota, l&#8217;aeronautica statunitense ha confermato di non aver interrotto le missioni «a sostegno delle operazioni in corso in tutta la regione».Il Pentagono contro TrumpIn una dichiarazione ufficiale <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.reuters.com/article/us-gulf-qatar-usa-pentagon-idUSKBN18X2G2">riportata dall&#8217;agenzia di stampa <em>Reuters</em></a>, il <strong>Pentagono</strong> ha rinnovato il proprio apprezzamento per «il duraturo impegno per la sicurezza regionale» messo in campo da Doha e per ospitare l&#8217;importante base aerea statunitense. Nella giornata di lunedì, i funzionari governativi di Washington hanno ribadito la volontà di ricucire lo strappo e di calmare le acque tra <strong>Qatar</strong> e<strong> Arabia Saudita</strong>, affermando che il piccolo stato del Golfo è troppo importante per gli interessi militari e diplomatici degli Stati Uniti per essere isolato.La difesa del portavoce della Casa Bianca«Gli <strong>Stati Uniti</strong> stanno discutendo con tutte le parti in Medio Oriente al fine di risolvere i problemi e ripristinare la cooperazione» &#8211; <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.haaretz.com/us-news/1.794275">ha dichiarato il portavoce della Casa Bianca Sean Spicer</a>. «Gli Stati Uniti vogliono che la crisi venga risolta il prima possibile, in linea con i principi che il presidente Trump si è prefissato allo scopo di sconfiggere il terrorismo e l&#8217;estremismo». La posta in gioco è altissima e il tentativo delle agenzie governative Usa, al momento, è quello di mitigare le tensioni fra i Paesi del Golfo. Attorno alla base di Al Udeid gravitano troppi interessi strategici e militari.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-base-usa-in-qatar-preoccupa-washington.html">La base Usa in Qatar</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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