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	<title>Diritti umani Archives - InsideOver</title>
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	<title>Diritti umani Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Zambia, i rifiuti di zinco e piombo che avvelenano i bambini</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/zambia-i-rifiuti-di-zinco-e-piombo-che-avvelenano-i-bambini.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Apr 2025 10:12:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Colonialismo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="630" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/zambia.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="zambia" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/zambia.webp 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/zambia-600x315.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/zambia-300x158.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/zambia-1024x538.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/zambia-768x403.webp 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Il Governo dello Zambia sta facilitando l'estrazione e la lavorazione di rifiuti tossici di piombo a Kabwe.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/zambia-i-rifiuti-di-zinco-e-piombo-che-avvelenano-i-bambini.html">Zambia, i rifiuti di zinco e piombo che avvelenano i bambini</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="630" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/zambia.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="zambia" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/zambia.webp 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/zambia-600x315.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/zambia-300x158.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/zambia-1024x538.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/zambia-768x403.webp 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Il Governo dello <strong>Zambia </strong>sta facilitando l&#8217;estrazione e la lavorazione di <strong>rifiuti tossici di piombo</strong> a <strong>Kabwe</strong>, aggravando i rischi per la salute già devastanti per i residenti locali, esposti da decenni a livelli pericolosi di piombo provenienti da una ex miniera. Questa zona è infatti uno dei luoghi più inquinati da piombo al mondo sia per la contaminazione dell&#8217;ex miniera, che per le operazioni di estrazione di piombo e zinco. Il primo è un metallo pesante estremamente tossico se ingerito o inalato.</p>



<p><strong>Human Rights Watch</strong> denuncia come le<strong> licenze rilasciate</strong> dal Governo a imprese sudafricane, cinesi e locali per l&#8217;estrazione di <strong>piombo e zinco</strong> e la lavorazione di rifiuti tossici stiano aumentando l&#8217;esposizione dei cittadini, con effetti particolarmente gravi su donne in gravidanza e bambini. Il piombo rappresenta un grave pericolo soprattutto per la salute dei bambini, nei quali può compromettere in modo irreversibile lo sviluppo del cervello e del sistema nervoso. Nelle donne in gravidanza, invece, l’esposizione può provocare aborti spontanei, parti prematuri e diverse altre complicazioni. Negli adulti, inclusi coloro che sono stati esposti al piombo durante l&#8217;infanzia, l&#8217;esposizione può causare effetti a lungo termine, tra cui un maggior rischio di danni renali, ipertensione, patologie cardiovascolari e, di conseguenza, morte prematura.</p>



<p>Nel <a href="https://www.hrw.org/report/2025/03/05/poisonous-profit/lead-waste-mining-and-childrens-right-healthy-environment-kabwe">rapporto </a>di Hrw &#8220;<em>Profitto velenoso: l’estrazione di rifiuti di piombo e il diritto dei bambini a un ambiente sano a Kabwe, Zambia</em>&#8221; viene richiesta la sospensione delle operazioni, la revoca delle licenze e una bonifica completa della città. Decenni di attività estrattive e di fusione hanno prodotto circa <strong>6,4 milioni di tonnellate di cumuli di rifiuti contenenti piombo</strong>. Questi cumuli di rifiuti composti da materiale scuro e sabbioso vengono sparsi sul territorio, nelle vicinanze dei quali non è raro vedere i bambini giocare, questo perché privi di recinsioni o segnalazioni che avvertono della presenza di rifiuti tossici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ciclo dannoso del piombo</h2>



<p>Come suggerisce l&#8217;analisi delle immagini satellitari condotta da Human Rights Watch, tra la metà del 2023 e tutto il 2024, aziende e privati hanno rimosso ingenti quantità di rifiuti di piombo dall&#8217;area di Kabwe, trasportandoli in vari punti della città, apparentemente per processarli. Mentre per le aziende si tratta di mero lucro, <strong>i piccoli minatori si guadagnano da vivere tra i cumuli di rifiuti,</strong> esponendosi a rischi molto maggiori. Questa attività è conosciuta in Zambia come &#8220;<strong>scavenging</strong>&#8221; e viene svolta senza l&#8217;uso di macchinari adeguati, spesso a mani nude o con strumenti rudimentali. <strong>Anche i bambini di soli 7 anni vengono coinvolti</strong> in questo tipo di attività e le donne, costrette a lavorare come minatori informali, spesso portano con sé i loro bambini più piccoli.</p>



<p>L’attività di estrazione, rimozione e trasporto solleva polvere di piombo, diffondendola ulteriormente in altre zone di Kabwe, aumentando i rischi per la salute della popolazione già esposta al piombo per decenni. Nonostante la gravità della situazione, il Governo non è riuscito a fermare queste operazioni pericolose né a garantire la protezione del diritto dei cittadini a vivere in un ambiente salubre.</p>



<p>Le polveri trasportate dal vento hanno quindi contaminato le aree residenziali intorno alla zona, esponendo <strong>fino a 200.000 persone</strong>. I danni più gravi sono quelli subiti dagli abitanti più poveri: non solo sono i più fragili, ma ammalarsi può peggiorare le condizioni di povertà, sia per i costi legati alle cure mediche, sia per le conseguenze negative sullo sviluppo cognitivo. Gli studi condotti da ricercatori medici hanno stimato che oltre il<strong> 95% dei bambini</strong> che risiedono nei dintorni dell&#8217;ex miniera ha livelli elevati di piombo nel sangue, metà dei quali richiede cure mediche urgenti. Secondo le Nazioni Unite, Kabwe è una &#8220;<strong>zona di sacrificio</strong>&#8221; proprio per l&#8217;alta esposizione delle comunità a inquinamento e sostanze tossiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Niente di nuovo </h2>



<p>La miniera di Kabwe fu avviata nel 1904 da una <strong>compagnia coloniale britannica</strong> per l’estrazione di piombo, zinco e vanadio, ed è stata nazionalizzata nel 1971, sette anni dopo l&#8217;indipendenza dello Zambia. Le attività si sono concluse definitivamente nel 1994 con la sua chiusura.</p>



<p>I danni alla salute causati dalla lavorazione del piombo erano <strong>noti sin dagli anni Trenta</strong>, ma venivano deliberatamente coperti dall&#8217;azienda che spostava i lavoratori avvelenati dai metalli tossici in altre aree di lavoro. Solo nel 1975 furono accertati gli effetti nocivi che il piombo aveva anche sui bambini che vivevano nelle vicinanze. Nel corso di novant’anni di attività mineraria e di fusione sono stati generati circa <strong>6,4 milioni di tonnellate</strong> di rifiuti contenenti piombo.</p>



<p>In seguito alla dismissione della miniera nel 1994, l’area non è mai stata adeguatamente risanata né dalle aziende responsabili né dalle autorità competenti. I residui tossici, lasciati incustoditi, hanno progressivamente rilasciato polveri di piombo che si sono diffuse nelle zone abitate limitrofe, causando l’inquinamento ambientale osservato oggi.</p>



<p>Nel 2020, la <strong>Anglo American </strong>fu accusata di aver avvelenato migliaia di bambini con la sua miniera. La società &#8220;era a conoscenza o avrebbe dovuto ragionevolmente conoscere i rischi dell’inquinamento da piombo causati dalla miniera e sapeva quali misure erano necessarie per prevenire e affrontare questo inquinamento&#8221;, recita il <a href="https://www.aljazeera.com/economy/2020/10/21/anglo-american-sued-for-lead-poisoning-in-zambia-mining-town">testo della causa. </a>La causa collettiva intentata in un tribunale sudafricano, che chiedeva un risarcimento, un sistema di screening del piombo per donne e bambini colpiti e la bonifica dell&#8217;area, è stata <strong>respinta </strong>dal tribunale. Tra il 2022 e la fine del 2024 alcune imprese hanno continuato a condurre attività minerarie pericolose nell&#8217;area. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il business dei metalli</h2>



<p>I minerali contenuti nei rifiuti dell&#8217;ex miniera rappresentano una<strong> risorsa cruciale</strong> nell’economia globale della <strong>transizione energetica</strong>. Zinco, piombo e vanadio, estratti in passato e ancora presenti nell’area, sono diventati elementi chiave per<a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-sono-le-terre-rare-quante-ne-ha-kiev-e-perche-potrebbero-far-litigare-mosca-e-pechino.html"> lo sviluppo delle <strong>energie rinnovabili</strong>.</a></p>



<p>Lo <strong>zinco</strong>, in particolare, è impiegato nella produzione di <strong>turbine eoliche </strong>e <strong>impianti solari</strong> e <strong>idroelettrici</strong>, con una domanda destinata a crescere dell’80% entro il 2050. Anche il piombo e il vanadio trovano nuove applicazioni, dalle batterie alle tecnologie per l’accumulo energetico. Nonostante il governo zambiano abbia recentemente riconosciuto questi minerali come “<strong>essenziali </strong>per accelerare lo sviluppo dello Zambia&#8221;, gli interventi concreti per bonificare l’area contaminata tardano ad arrivare.</p>



<p>Gli annunci del presidente <strong>Hakainde Hichilema</strong>, che ha promesso l’istituzione di un comitato governativo nel 2022 e poi di nuovo nel 2024, non si sono ancora tradotti in azioni operative, lasciando la popolazione locale in una situazione di incertezza tra opportunità economica e rischio ambientale.</p>



<p>La <strong>strategia nazionale</strong> per la crescita verde dello Zambia, per il periodo 2024-2030, prevede un piano volto al &#8220;ripristino e alla gestione delle aree dismesse delle miniere&#8221;. Questo rappresenta un passo positivo e sarebbe fondamentale che tale piano venga concretamente applicato anche a Kabwe. Il governo dello Zambia dovrebbe sviluppare e attuare un<strong> programma di bonifica </strong>completo per l&#8217;ex miniera di piombo e per i suoi rifiuti, al fine di proteggere la salute della popolazione e ripristinare l&#8217;ambiente.</p>



<p>Secondo l&#8217;<strong>Environmental Management Act</strong> dello Zambia, le aziende dovrebbero presentare una valutazione dell&#8217;impatto ambientale alla Zambia Environmental Management Agency (Zema) e attendere l&#8217;approvazione prima di intraprendere qualsiasi attività potenzialmente dannosa per l&#8217;ambiente. Tuttavia, è ormai evidente che <strong>il Governo non ha preso misure adeguate per far rispettare le leggi minerarie</strong>, ambientali e sul lavoro. Di conseguenza, i diritti delle persone a un ambiente sano e alla protezione della salute non sono stati adeguatamente tutelati, facilitando piuttosto l&#8217;estrazione e la lavorazione di materiale contenente piombo attraverso il rilascio di ulteriori licenze di estrazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/zambia-i-rifiuti-di-zinco-e-piombo-che-avvelenano-i-bambini.html">Zambia, i rifiuti di zinco e piombo che avvelenano i bambini</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gran Bretagna, quando l&#8217;algoritmo prevede che commetterai un reato</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gran-bretagna-quando-lalgoritmo-prevede-che-commetterai-un-reato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Thomas Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Apr 2025 06:27:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[regno unito]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250410154349899_029758cf3e73e40012ffa5b707a8e9fa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250410154349899_029758cf3e73e40012ffa5b707a8e9fa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250410154349899_029758cf3e73e40012ffa5b707a8e9fa-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250410154349899_029758cf3e73e40012ffa5b707a8e9fa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250410154349899_029758cf3e73e40012ffa5b707a8e9fa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250410154349899_029758cf3e73e40012ffa5b707a8e9fa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250410154349899_029758cf3e73e40012ffa5b707a8e9fa-1536x1025.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il ministero della Giustizia britannico studia un programma di algoritmi che ambisce a fare delle previsioni su chi commetterà omicidi.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250410154349899_029758cf3e73e40012ffa5b707a8e9fa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250410154349899_029758cf3e73e40012ffa5b707a8e9fa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250410154349899_029758cf3e73e40012ffa5b707a8e9fa-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250410154349899_029758cf3e73e40012ffa5b707a8e9fa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250410154349899_029758cf3e73e40012ffa5b707a8e9fa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250410154349899_029758cf3e73e40012ffa5b707a8e9fa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250410154349899_029758cf3e73e40012ffa5b707a8e9fa-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una serie di <strong>algoritmi che analizzano grandi quantità di dati</strong> aggregati afferenti a persone note alle autorità giudiziarie o di polizia, spesso con precedenti penali o situazioni psico-sociali particolari, con lo scopo ultimo di creare uno <strong>strumento in grado di identificare e schedare gli individui</strong> che riscuotono, sempre secondo gli algoritmi, <strong>maggiori possibilità di commettere omicidi</strong>. </p>



<p>Non si tratta di un film distopico ma della realtà che caratterizza le priorità e gli obiettivi del <strong>ministero della Giustizia del Regno Unito</strong>, che negli ultimi giorni, grazie all’attività di indagine e <a href="https://www.statewatch.org/news/2025/april/uk-ministry-of-justice-secretly-developing-murder-prediction-system/">ricerca condotta dal think tank <em>Statewatch</em></a>, è finito al centro delle cronache per la sua attività segreta di studio del programma noto come <strong>“Progetto per la previsione degli omicidi”,</strong> poi ribattezzato in “Condivisione dei dati per migliorare la valutazione del rischio”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le caratteristiche e il funzionamento del progetto</h2>



<p>Il gruppo <strong>Statewatch</strong>, nato nel <strong>1991</strong>, è conosciuto nel Regno Unito per essere un’organizzazione benefica che si occupa principalmente di tutela e denuncia in ambito di <strong>rispetto dei diritti umani</strong> in territorio europeo tramite ricerche approfondite, indagini di giornalismo investigativo e analisi di tipo politico-sociale. Dopo aver visionato alcuni documenti ottenuti mediante una richiesta di accesso alle informazioni, gli attivisti di Statewatch hanno definito il programma del MOJ (Ministero della Giustizia) come “agghiacciante e distopico”. </p>



<p>La pubblicazione ha messo in luce che il progetto, commissionato dall&#8217;ufficio del primo ministro quando il conservatore <strong>Rishi Sunak</strong> era ancora al potere ma non ostacolato dalla nuova amministrazione laburista di <a href="https://it.insideover.com/politica/profili-keir-starmer-baronetto-come-i-beatles-piacione-come-blair-indeciso-come-tutti.html"><strong>Starmer</strong>,</a> utilizza diversi dati sui crimini commessi provenienti da fonti ufficiali che riguardano non solo persone con precedenti penali, ma <strong>anche individui che non hanno commesso alcun reato</strong>. Oltre a dati più semplici e lineari come nome, data di nascita, sesso e provenienza etnica – denuncia Statewatch – verranno inseriti nei database utili alle previsioni anche informazioni relative a <strong>salute mentale degli individui coinvolti, fattori di dipendenza, dati sulle tendenze al suicidio e all’autolesionismo, indicatori di vulnerabilità e disabilità e informazioni su episodi di violenza domestica subiti o praticati attivamente</strong>. Il tutto per poter produrre previsioni sulle propensioni alla criminalità violenta e all’omicidio dei singoli soggetti analizzati.</p>



<p>Il programma, che nasce da una stretta collaborazione istituzionale fra tra il ministero della Giustizia (MoJ), il ministero dell&#8217;Interno, la Polizia della Greater Manchester (GMP) e la Polizia Metropolitana di Londra, secondo quanto pubblicato dall’organizzazione, ha fino ad ora lavorato su dati provenienti da un numero compreso fra <strong>100.000 e 500.000</strong> individui. In uno dei documenti tratti dall’accordo di condivisione dati fra ministeri, pubblicato da Statewatch sul proprio sito, si intravede chiaramente una lista di voci inerenti a fattori della storia personale e giudiziaria degli individui messi sotto indagine.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La risposta del ministero della Giustizia</h2>



<p>Il ministero della Giustizia del Regno Unito, interpellato dagli attivisti dell’organizzazione, ad oggi si è limitato a <strong>negare che vengano utilizzati dati di persone prive di condanne</strong>, affermando che nel database compaiono solamente informazioni relative ad individui già precedentemente interessati da almeno una condanna penale, con lo scopo di &#8220;esaminare le caratteristiche del criminale che aumentano il rischio di commettere omicidio&#8221; ed &#8220;esplorare tecniche alternative e innovative di scienza dei dati per la valutazione del rischio di omicidio” e, in ultima istanza, migliorare la sicurezza pubblica.</p>



<p>Secondo il commento del MOJ, il progetto è inoltre condotto con “lo scopo esclusivo della ricerca” e si appoggia su un <strong>sistema già collaudato e utilizzato in ambito penitenziario</strong> che si basa sempre su strumenti di valutazione del rischio e serve a verificare se l’aggiunta di nuovi dati possa condurre ad un miglioramento effettivo nella valutazione del rischio. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gran-bretagna-quando-lalgoritmo-prevede-che-commetterai-un-reato.html">Gran Bretagna, quando l&#8217;algoritmo prevede che commetterai un reato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Donne, povertà, scuole. In Angola l&#8217;influencer Neth Nahara ne parla e va in galera</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/donne-poverta-scuole-in-angola-linfluencer-neth-nahara-ne-parla-e-va-in-galera.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Oct 2024 13:32:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[diritti delle donne]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/neth-nahara.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="angola" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/neth-nahara.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/neth-nahara-600x338.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/neth-nahara-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/neth-nahara-1024x576.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/neth-nahara-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/neth-nahara-1536x864.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/neth-nahara-334x188.jpeg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'influencer Silvia Miguel, nota sui social come Neth Nahara, è stata arrestata per aver denunciato i problemi del suo Paese, l'Angola.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/donne-poverta-scuole-in-angola-linfluencer-neth-nahara-ne-parla-e-va-in-galera.html">Donne, povertà, scuole. In Angola l&#8217;influencer Neth Nahara ne parla e va in galera</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/neth-nahara.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="angola" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/neth-nahara.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/neth-nahara-600x338.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/neth-nahara-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/neth-nahara-1024x576.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/neth-nahara-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/neth-nahara-1536x864.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/neth-nahara-334x188.jpeg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Silvia Miguel</strong>, nota sui social come <strong>Neth Nahara</strong>, è una cantante e influencer angolana di 32 anni diventata simbolo di resistenza civile. Con un seguito numeroso, ha denunciato su <strong>TikTok </strong>le gravi problematiche sociali ed economiche del suo Paese, <a href="https://it.insideover.com/societa/angola-e-sud-sudan-quando-il-basket-porta-alla-pace.html">l&#8217;<strong>Angola</strong></a>. Le sue dichiarazioni, audaci e a volte provocatorie, sono riuscite a mettere in luce situazioni di disagio che rimangono spesso nell&#8217;ombra. Tuttavia, la sua esposizione l&#8217;ha portata a uno scontro diretto con le autorità del Paese nell&#8217;agosto 2023, culminato in un <strong>arresto </strong>e in una <strong>condanna</strong> prima di sei mesi di reclusione, poi divenuti due anni per aver “insultato il presidente”<strong> João Lourenço</strong> nell&#8217;ottobre 2023.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La situazione dell&#8217;Angola</h2>



<p>L&#8217;Angola è un Paese dell&#8217;Africa subsahariana ricco di <strong>risorse naturali</strong>, soprattutto petrolio e diamanti. Nonostante queste risorse, però, una gran parte della popolazione vive in condizioni di <strong>povertà</strong>. L’instabilità politica, le ineguaglianze economiche e la forte corruzione frenano lo sviluppo e limitano drasticamente le opportunità per i giovani e le donne. La carenza di scuole, strutture sanitarie e posti di lavoro impedisce infatti alle nuove generazioni di costruirsi un futuro.</p>



<p><strong>João Lourenço</strong>, l&#8217;attuale presidente, è salito al potere nel 2017, ed è stato rieletto per il secondo mandato nell&#8217;agosto dell&#8217;anno scorso, con la promessa di combattere la corruzione e rilanciare l&#8217;economia. Molti angolani, tra cui appunto Silva Miguel, non riescono a percepire questi cambiamenti. Anzi, il Governo viene spesso percepito come oppressivo e poco attento ai bisogni della popolazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La denuncia di Neth Nahara</h2>



<p>Sfruttando la sua visibilità con 230.000 follower, Silvia Miguel, ha iniziato a pubblicare video e post in cui denunciava apertamente le mancanze strutturali del suo Paese, accusando il Governo di negligenza verso i problemi che affliggono il popolo angolano. Ha portato quindi alla luce questioni che includono la <strong>scarsità di istituti scolastici </strong>adeguati, l’<strong>assenza di lavoro</strong> e opportunità, soprattutto per i giovani e per le <strong>donne</strong>. L&#8217;influencer non si limitava solo a una descrivere le difficoltà, ma lanciava anche un messaggio di speranza, esortando le donne angolane a cercare istruzione e indipendenza economica.</p>



<p>In una diretta su TikTok, l’influencer ha mosso accuse dirette al presidente, definendolo incapace di guidare il Paese e migliorare le condizioni di vita della popolazione e accusandolo di &#8220;anarchia e disorganizzazione&#8221;. In Angola, le accuse dirette al capo dello Stato vengono prese molto seriamente e spesso sono considerate una <strong>minaccia alla stabilità nazionale</strong>. Le autorità hanno quindi deciso di intervenire, arrestando Silvia Miguel per il reato di &#8220;oltraggio allo Stato, ai suoi simboli e ai suoi organismi&#8221;, condannandola inizialmente a <strong>sei mesi di reclusione.</strong> Ritenuta una pena &#8220;troppo clemente&#8221; dalla corte d&#8217;appello, la sua condanna è stata aumentata a<strong> due anni di carcere</strong>. Il giudice <a href="https://www.bbc.com/news/world-africa-67062264">ha aggiunto </a>che, grazie al suo seguito considerevole, avrebbe potuto<strong> influenzare l&#8217;opinione pubblica</strong>, rendendola quindi un pericolo per il Governo.</p>



<p>Silva aveva chiesto clemenza sostenendo che era la prima volta che trasgrediva il divieto, era madre di bambini piccoli e si era pentita delle sue affermazioni. La sua richiesta non è stata accolta e le è stato persino <a href="https://www.bbc.com/news/world-africa-67062264">ordinato</a> di pagare una multa di 1.200 dollari al presidente per il “danno” arrecato alla sua reputazione.  L&#8217;influencer aveva reso pubblico il suo stato di sieropositività all&#8217;HIV sui social nel 2020 e secondo <a href="https://www.amnesty.org/en/documents/afr12/7535/2023/en/">Amnesty International</a>, nei primi mesi di detenzione Miguel è stata privata dei suoi farmaci per il virus. Le sue condizioni di salute sono infatti peggiorate fino al ricovero nel dicembre 2023.</p>



<p>Nello specifico Silva è stata <a href="https://www.dw.com/pt-002/neth-nahara-mais-um-caso-de-ultraje-ao-estado-em-angola/a-66571787">condannata</a> ai sensi dell&#8217;articolo 333 del Codice penale angolano, promulgato nel 2021, che prevede una pena detentiva da sei mesi a tre anni per chiunque esprima &#8220;indignazione contro lo Stato&#8221; attraverso &#8220;parole, immagini, scritti o suoni&#8221;. La legge è stata già ampiamente criticata poiché vaga e violerebbe il diritto dei cittadini alla <strong>libertà di espressione</strong>.</p>



<p>Il suo caso, come affermato dal suo avvocato, è il primo in cui una persona viene condannata in Angola per qualcosa che ha pubblicato sui social. L’arresto ha infatti generato una forte reazione sia all&#8217;interno dell&#8217;Angola sia a livello internazionale. <strong>Molti influencer, attivisti e organizzazioni hanno espresso il loro sostegno</strong>, sia sui social media che attraverso <a href="https://www.amnesty.it/appelli/firma-per-neth-nahara/">petizioni e campagne</a> per la sua liberazione. Molti hanno visto in questa mossa una conferma del fatto che il Governo angolano non tollera critiche e che il diritto alla libertà di espressione è fortemente limitato.</p>



<p>Se c&#8217;è un lato positivo è che l’episodio ha portato all&#8217;attenzione internazionale la situazione dell’Angola, accendendo un dibattito su temi come la libertà d’espressione, i diritti civili e la necessità di riforme sociali ed economiche.&nbsp;In particolare la vicenda ha reso ancora più evidente la discrepanza tra le promesse di modernizzazione e trasparenza fatte da Lourenço e la realtà delle pratiche politiche repressive messe in atto. L’arresto di Neth Nahara ha inviato un messaggio molto chiaro a tutti coloro che osano denunciare pubblicamente le mancanze del Governo.&nbsp;</p>



<p>&nbsp;</p>
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		<title>Afghanistan: ti tagli la barba e non vai in moschea? Polizia morale e via in galera</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/afghanistan-ti-tagli-la-barba-e-non-vai-in-moschea-polizia-morale-e-via-in-galera.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Oct 2024 10:31:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241001155750578_c0656efea6ed51c24f13c5c957c14293.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241001155750578_c0656efea6ed51c24f13c5c957c14293.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241001155750578_c0656efea6ed51c24f13c5c957c14293-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241001155750578_c0656efea6ed51c24f13c5c957c14293-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241001155750578_c0656efea6ed51c24f13c5c957c14293-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241001155750578_c0656efea6ed51c24f13c5c957c14293-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241001155750578_c0656efea6ed51c24f13c5c957c14293-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo anni di severissime restrizioni per le donne, il regime talebano in Afghanistan ha iniziato ad applicare nuove regole anche agli uomini.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/afghanistan-ti-tagli-la-barba-e-non-vai-in-moschea-polizia-morale-e-via-in-galera.html">Afghanistan: ti tagli la barba e non vai in moschea? Polizia morale e via in galera</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Dopo anni di severissime restrizioni per le <strong>donne</strong>, il regime talebano in Afghanistan ha iniziato ad applicare nuove regole anche agli uomini. Benché fossero già presenti delle regole per ambo i sessi nelle leggi in vigore nel Paese da quanto i Talebani hanno preso il potere tre anni fa, la loro severa applicazione era obbligata prevalentemente per donne. Generalmente, gli uomini nei centri urbani erano liberi di comportarsi come più aggradava loro. Nelle ultime settimane, invece, anche uomini stanno affrontando la repressione della<strong> polizia morale</strong>, con detenzioni fino a tre giorni per infrazioni religiose. Si tratta delle leggi promulgate a fine agosto, le stesse che imponevano alle donne il <a href="https://it.insideover.com/donne/afghanistan-le-donne-non-vogliono-perdere-la-voce-per-un-decreto-dei-talebani.html">divieto di utilizzare la propria <strong>voce</strong></a>. Quest&#8217;ultima è qualcosa di troppo  &#8220;intimo&#8221;, per questo non è loro consentito loro cantare, leggere ad alta voce o fare discorsi pubblici. </p>



<p>Per gli uomini questi provvedimenti includono il <strong>divieto di tagliare la barba</strong>, di imitare i non musulmani nell’aspetto e nel comportamento, evitando di indossare jeans o adottare tagli di capelli contrari alla legge islamica, quindi occidentali. Ma anche <strong>l’obbligo di coprire il capo e l&#8217;aumento dei controlli sulla frequenza alla moschea.</strong> Agli uomini è inoltre proibito guardare le donne che non siano loro mogli o parenti. <strong>A tutti, indistintamente, è invece vietato ascoltare o suonare musica.</strong></p>



<p>Il compendio di 114 pagine e 35 articoli presentato dai Talebani elenca nuovi e vecchi divieti, come l’obbligo di indossare il burqa per le donne, presente da maggio 2022, o il divieto per gli uomini di indossare pantaloni che arrivano sopra al ginocchio.</p>



<p>Viene proibita anche la pubblicazione sui media locali di <strong>foto e immagini di qualsiasi essere vivente</strong>, comprese persone e animali. Quest&#8217;ultimo si lega al divieto di riprodurre visi di esseri umani nell&#8217;arte e quindi con la proibizione dell&#8217;idolatria e con la convinzione che la raffigurazione delle cose viventi sostituisca il potere creativo, che è attribuibile solo a Dio. Un divieto simile era già presente nel Paese durante il primo regime, tra il 1996 e il 2001, quando era vietato riprodurre immagini di esseri viventi sui giornali e in tv.</p>



<p>Allo stesso modo è vietata la condivisione nei media di “contenuti contrari alla Sharia e alla religione” oppure che “umiliano i musulmani”. <strong>Con i non musulmani è vietato stringere rapporti di amicizia, sia per gli uomini sia per le donne.</strong></p>



<p>Ad ogni modo, rispetto alle regole che impediscono di condurre una vita dignitosa alle donne, si potrebbe dire che si tratta di piccole restrizioni. Alle donne viene infatti impedito di frequentare la scuola secondaria, di svolgere qualsiasi tipo di lavoro retribuito, ma anche di passeggiare da sole nei parchi pubblici, frequentare palestre o saloni di bellezza. Per questo le donne continuano a <a href="https://it.insideover.com/societa/lafghanistan-tre-anni-dopo-la-fuga-usa-dai-talebani-un-lager-a-cielo-aperto-per-le-donne.html">protestare </a>nonostante i gravi rischi per la loro sicurezza a cui sono costantemente esposte.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le pene previste</h2>



<p>Le nuove leggi concedono alla polizia morale di trattenere i sospettati fino a tre giorni e nei casi più gravi, come ad esempio nel caso di chi reitera la mancata preghiera in moschea, i colpevoli potranno essere processati e condannati in base alla loro applicazione, e quindi interpretazione, della legge islamica della sharia. </p>



<p>Oltre a multe e pene detentive, i colpevoli delle infrazioni più gravi potrebbero incorrere alla condanna alla <strong>fustigazione </strong>o alla morte per <strong>lapidazione</strong>,<strong> come nel caso dell’adulterio</strong>, ma sono puniti severamente anche l’omosessualità, il gioco d’azzardo, i combattimenti tra animali. Negli ultimi tre anni, secondo quanto affermato da un portavoce del ministero, i funzionari del ministero hanno <strong>arrestato più di 13mila persone per &#8220;atti immorali&#8221;.</strong></p>



<p>Ciò che rappresenta una novità è il raggruppamento di tutte le leggi in un <strong>unico codice</strong>, rappresentando la prima proclamazione ufficiale delle leggi sui &#8220;vizi e le virtù&#8221; sotto la nuova amministrazione talebana. Questa volta, &#8220;vi assicuriamo che questa legge islamica sarà di grande aiuto nella promozione della virtù e nell&#8217;eliminazione del vizio&#8221;, aveva affermato il portavoce del ministero, <strong>Maulvi Abdul Ghafar Farooq.</strong></p>



<p>Tutte le regole che finora sono state imposte sono indicative del grande obiettivo dei talebani di far rispettare la loro versione della legge islamica in ogni aspetto della vita afghana, purificando il popolo dalle influenze occidentali.  Un rapporto delle Nazioni Unite pubblicato il mese scorso ha denunciato che il ministero talebano sta alimentando un <strong>clima di paura</strong> e intimidazione tra la popolazione afghana tramite editti e rigidi metodi di applicazione delle leggi. Il documento evidenzia l&#8217;espansione del ruolo del ministero, che ora comprende anche il controllo dei media.</p>



<p>La libertà di azione sul popolo è dovuta al fatto che i talebani rifiutano l&#8217;idea che uno Stato abbia obblighi nei confronti dei diritti dei propri cittadini, in quanto concepiscono la sovranità statale assoluta. Di conseguenza, rifiutano la legittimità delle organizzazioni internazionali per i diritti umani, che rappresentano una limitazione all&#8217;autonomia nazionale, soprattutto quando sono in conflitto con la loro concezione dell&#8217;Islam.</p>
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		<title>L&#8217;Olanda contro i migranti (e la Ue): niente case, niente permessi di soggiorno, tornate a casa vostra</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/lolanda-allattacco-dei-migranti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Sep 2024 11:16:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923114651381_c22e3ce836b8f896fb88305d5bb6b839.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923114651381_c22e3ce836b8f896fb88305d5bb6b839.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923114651381_c22e3ce836b8f896fb88305d5bb6b839-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923114651381_c22e3ce836b8f896fb88305d5bb6b839-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923114651381_c22e3ce836b8f896fb88305d5bb6b839-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923114651381_c22e3ce836b8f896fb88305d5bb6b839-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923114651381_c22e3ce836b8f896fb88305d5bb6b839-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Governo olandese ha avanzato un piano controverso che punta a introdurre misure molto rigide in materia di immigrazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/lolanda-allattacco-dei-migranti.html">L&#8217;Olanda contro i migranti (e la Ue): niente case, niente permessi di soggiorno, tornate a casa vostra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923114651381_c22e3ce836b8f896fb88305d5bb6b839.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923114651381_c22e3ce836b8f896fb88305d5bb6b839.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923114651381_c22e3ce836b8f896fb88305d5bb6b839-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923114651381_c22e3ce836b8f896fb88305d5bb6b839-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923114651381_c22e3ce836b8f896fb88305d5bb6b839-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923114651381_c22e3ce836b8f896fb88305d5bb6b839-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923114651381_c22e3ce836b8f896fb88305d5bb6b839-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Governo olandese ha avanzato un piano controverso che punta a introdurre misure molto rigide in materia di immigrazione. Nonostante sia stato <a href="https://www.euronews.com/my-europe/2024/09/13/dutch-government-to-ask-opt-out-clause-from-eu-asylum-rules-as-soon-as-possible">giudicato</a> inverosimile e con scarse possibilità di successo, la notizia è stata molto discussa.</p>



<p>Il Governo intende presentare una richiesta di <strong>opt-out</strong> per essere esentata dalla politica di asilo Ue, nonché una deroga dalla politica migratoria che l&#8217;UE ha&nbsp;<strong><a href="https://it.euronews.com/my-europe/2024/05/14/approvata-definitivamente-la-riforma-della-politica-migratoria-ue">approvato a maggio</a></strong><a href="https://it.euronews.com/my-europe/2024/05/14/approvata-definitivamente-la-riforma-della-politica-migratoria-ue"><strong>,</strong></a> attraverso cui si dovrebbe disciplinare in modo armonico i&nbsp;<strong>flussi</strong>&nbsp;di migranti nei Paesi membri. È prevista l&#8217;introduzione di un sistema di&nbsp;<strong>&#8220;solidarietà obbligatoria&#8221;</strong>&nbsp;che darebbe ai Paesi tre opzioni per gestire i richiedenti asilo: accettare un certo numero di migranti, pagare 20mila euro per ogni richiedente respinto o finanziare un sostegno operativo.</p>



<p>&#8220;Qui non c&#8217;è posto per chi abusa della nostra ospitalità&#8221;, ha commentato la ministra per l&#8217;Asilo, <strong>Marjolein Faber,</strong> del Partito per la Libertà (PVV), esponente dell&#8217;ultradestra di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/geert-wilders-il-populista-olandese.html"><strong>Geert Wilders</strong>,</a> convinta di chiedere così &#8220;un&#8217;Olanda più sicura&#8221; e ribadendo: &#8220;il mio obiettivo è la politica di asilo più severa di sempre&#8221;. La stessa ministra in passato aveva parlato di messa al bando del Corano, chiusura di tutte le moschee e «eliminazione dell’Islam».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il contesto olandese</h2>



<p>L&#8217;Olanda ha storicamente adottato una politica di immigrazione relativamente aperta, mantenendo al contempo elevati standard di integrazione e gestione dei migranti. Negli ultimi anni, però, la crescente pressione dovuta ai flussi migratori, sia interni all&#8217;Unione Europea sia provenienti da Paesi extraeuropei, ha portato a una revisione delle politiche di accoglienza. Questa pressione si è intensificata con il susseguirsi delle crisi internazionali.</p>



<p>Negli ultimi mesi, il numero di richiedenti asilo è aumentato notevolmente, sovraccaricando il sistema di accoglienza del Paese. Le strutture per l’accoglienza sono sature e si sono verificati episodi in cui i migranti sono stati costretti a vivere in condizioni inadeguate, con conseguenti proteste sia da parte della popolazione locale sia delle organizzazioni umanitarie. Di fronte a questa situazione, il Governo ha cercato di trovare soluzioni per ridurre il numero di nuovi arrivi e gestire meglio coloro che già risiedono in Olanda.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il piano &#8220;più duro di sempre&#8221;</h2>



<p>Il nuovo piano è stato <a href="https://www.rijksoverheid.nl/actueel/nieuws/2024/09/13/minister-faber-nederland-krijgt-strengste-asielregime-ooit">presentato</a> ai primi di settembre dal primo ministro <strong>Dick Schoof&nbsp;</strong>e prevede misure piuttosto drastiche. In linea di massima, prevede un inasprimento dei controlli alle frontiere e procedure più rapide per le espulsioni.</p>



<p>La proposta più significativa riguarda la <strong>cancellazione dei permessi di soggiorno</strong> a tempo indeterminato per i migranti, un provvedimento che colpirebbe principalmente coloro che sono già stati accettati come rifugiati o che hanno ottenuto il diritto di risiedere permanentemente nel Paese. L&#8217;idea alla base di questa misura è quella di incentivare i migranti a tornare nel proprio Paese d&#8217;origine il prima possibile, evitando che la permanenza diventi definitiva.</p>



<p>Un altro punto chiave del piano è la <strong>stretta sui ricongiungimenti familiari</strong>. Attualmente, i migranti che ottengono lo status di rifugiato o un permesso di soggiorno possono richiedere il ricongiungimento familiare, ovvero fare arrivare in Olanda i propri familiari. Il Governo intende rendere questo processo molto più complesso, limitando il numero di persone che possono beneficiare di questa misura e imponendo criteri più restrittivi.</p>



<p>Tuttavia, per implementare queste misure, il Governo dovrebbe prima dichiarare lo <strong>stato di emergenza</strong> sull’accoglienza dei migranti. Quest&#8217;ultimo generalmente serve per gestire conflitti, disastri naturali o gravi crisi sanitarie e per attivarlo serve un voto a maggioranza di entrambe le camere degli Stati Generali, quindi il Parlamento bicamerale dei Paesi Bassi. È un procedimento che potrebbe richiedere mesi ma, se andasse a buon fine, il Governo sarebbe libero di adottare delle misure in autonomia senza più coinvolgere le due Camere.</p>



<p>Ci sono però dei dubbi sul fatto che il numero di arrivi di migranti e richiedenti asilo rappresenti un motivo valido per dichiarare una crisi e chiedere di attivare lo stato di emergenza.&nbsp;Nel 2023&nbsp;<strong><a href="https://www.cbs.nl/en-gb/dossier/asylum-migration-and-integration/how-many-asylum-seekers-enter-the-netherlands-">sono entrati </a></strong>in Olanda&nbsp;Paese circa 48.500 richiedenti asilo e familiari, per la maggior parte siriani, turchi, yemeniti, somali ed eritrei.&nbsp;</p>



<p>Il programma propone anche una&nbsp;modifica alle leggi sull&#8217;edilizia abitativa&nbsp;per rendere più complesso ai richiedenti asilo con permesso di soggiorno di ottenere l&#8217;accesso agli alloggi sociali.</p>



<p>L’applicazione del piano presenta notevoli difficoltà sia sul piano politico che legale. Innanzitutto, la cancellazione dei permessi di soggiorno a tempo indeterminato potrebbe violare i principi fondamentali del diritto internazionale e dell&#8217;Unione Europea. La Convenzione di Ginevra del 1951, che regola lo status dei rifugiati, impone agli Stati firmatari di garantire protezione ai rifugiati e di non rimpatriarli in Paesi in cui la loro vita o la loro libertà potrebbero essere minacciate. Allo stesso modo, le direttive europee in materia di immigrazione e asilo prevedono standard minimi per la protezione dei richiedenti asilo, e la cancellazione dei permessi di soggiorno permanenti potrebbe essere vista come una violazione di questi standard.</p>



<p>Anche la stretta sui ricongiungimenti familiari solleva questioni legali. Il diritto alla vita familiare è garantito dalla Carta dei diritti fondamentali dell&#8217;Unione Europea e dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Limitare in modo eccessivo il ricongiungimento familiare potrebbe portare a una violazione di questi diritti, esponendo il Governo olandese a potenziali ricorsi legali sia a livello nazionale sia europeo.</p>



<p>Dal punto di vista politico, la dichiarazione dello stato di emergenza sull’accoglienza dei migranti incontra una forte opposizione, non solo da parte dei partiti di sinistra e delle organizzazioni umanitarie, ma anche da una parte dell’opinione pubblica. Molti cittadini olandesi, sebbene preoccupati per l’alto numero di migranti, continuano a sostenere una politica di accoglienza basata su valori umanitari e sul rispetto dei diritti umani. I membri dell’opposizione hanno definito il piano “antidemocratico”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il contesto europeo</h2>



<p>Le difficoltà che sta affrontando l&#8217;Olanda non rappresentano un caso isolato. La gestione dei flussi migratori è una sfida condivisa da molti Stati membri dell’Unione Europea. In questo contesto, le politiche di uno Stato membro non possono essere considerate singolarmente, poiché le decisioni prese da un Governo nazionale possono avere ripercussioni significative sugli altri Paesi europei.</p>



<p>Uno degli elementi chiave del dibattito europeo sull’immigrazione è la mancanza di una politica comune efficace. Nonostante gli sforzi per creare un sistema di asilo e immigrazione uniforme, gli Stati membri continuano ad adottare politiche diverse, a volte in contraddizione tra loro. </p>



<p>Inoltre, dichiarare lo stato di emergenza e ottenere l&#8217;opt-out potrebbe essere interpretato come un tentativo di scaricare su altri Paesi il peso della gestione dei rifugiati. Questo alimenterebbe ulteriori divisioni all’interno dell’UE e complicherebbe il già difficile percorso verso una <a href="https://www.consilium.europa.eu/it/policies/eu-migration-policy/eu-migration-asylum-reform-pact/asylum-migration-management/">riforma del sistema di Dublino</a>, che regola la responsabilità dell’esame delle richieste di asilo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/lolanda-allattacco-dei-migranti.html">L&#8217;Olanda contro i migranti (e la Ue): niente case, niente permessi di soggiorno, tornate a casa vostra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gambia: gli uomini votano per mutilare le donne</title>
		<link>https://it.insideover.com/donne/reintrodurre-mutilazione-genitale-femminile-scelta-gambia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 May 2024 12:53:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[mutilazione genitale femminile]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1283" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240429093643124_6ab5b372c762b23b2b9a3980bef4d8c9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="gambia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240429093643124_6ab5b372c762b23b2b9a3980bef4d8c9.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240429093643124_6ab5b372c762b23b2b9a3980bef4d8c9-600x401.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240429093643124_6ab5b372c762b23b2b9a3980bef4d8c9-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240429093643124_6ab5b372c762b23b2b9a3980bef4d8c9-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240429093643124_6ab5b372c762b23b2b9a3980bef4d8c9-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240429093643124_6ab5b372c762b23b2b9a3980bef4d8c9-1536x1026.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Così l’Assemblea nazionale del Gambia, composta di soli uomini, ha votato per abrogare il divieto di mutilazioni genitali femminili.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/donne/reintrodurre-mutilazione-genitale-femminile-scelta-gambia.html">Gambia: gli uomini votano per mutilare le donne</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Il 18 marzo l’Assemblea nazionale del <strong>Gambia</strong> ha votato per abrogare il divieto di <strong>mutilazioni genitali femminili</strong>. Si tratta del <strong>primo paese</strong> al mondo a reintrodurre la pratica dopo averla abolita e a deciderlo sono stati parlamentari uomini.</p>



<p>La legge che vieta la pratica è in vigore dal 2015, ma è stata applicata per la prima volta nell’agosto 2023. In questa occasione erano state multate tre donne per aver praticato la mutilazione genitale femminile (<strong>MGF</strong>) su otto bambine. Alcuni politici gambiani hanno espresso il loro dissenso nei confronti del divieto, che qualcuno considera una violazione del diritto dei cittadini di praticare la loro cultura e religione. Il Consiglio islamico supremo del Gambia ha risposto al verdetto affermando che la circoncisione femminile è una delle virtù dell&#8217;Islam.</p>



<p>Nelle MGF sono incluse tutte le pratiche che prevedono lesioni agli organi genitali femminili, tra queste vi sono l’<strong>infibulazione</strong>, cioè la chiusura quasi completa dell&#8217;ostio vulvare, spesso accompagnata dalla <strong>clitoridectomia</strong>, ovvero la rimozione chirurgica del clitoride. Entrambe le pratiche mettono a rischio la vita delle giovani donne su cui vengono attuate, tanto da rientrare nelle prime cause di morte nei Paesi in cui vengono praticate.</p>



<p>Molte Ong locali e internazionali si sono mobilitate per tentare di esortare il Parlamento a votare contro “una legge che metterà chiaramente in pericolo la vita e il futuro delle ragazze, creando un pericoloso precedente nel mondo”, ha commentato <strong>ActionAid Gambia</strong>.</p>



<p>Diverse campagne per bandire la pratica negli anni hanno portato ad un loro lento abbandono in tutto il mondo. Un recente <a href="https://www.unicef.org/press-releases/over-230-million-girls-and-women-alive-today-have-been-subjected-female-genital#:~:text=New%20global%20estimates%20show%20a,to%20data%20released%20in%202016&amp;text=NEW%20YORK%2C%208%20March%202024,a%20newly%20released%20UNICEF%20report.">rapporto dell’UNICEF</a> ha però rilevato un aumento del 15% rispetto al 2016: attualmente ci sono 230 milioni di donne e ragazze che hanno subito qualche forma di MGF, di cui 144 milioni solo in Africa, 80 milioni in Asia e 6 milioni in Medio Oriente. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Origini culturali delle </strong>mutilazioni</h2>



<p>Le MGF vengono praticate per diverse ragioni che vanno dalle<strong> usanze sanitarie</strong> alle <strong>ragioni socio-culturali </strong>e variano da una religione all’altra. Sono diffuse principalmente in Africa, precisamente in 27 Paesi, tra cui Senegal, Egitto e Nigeria. Vengono praticate in particolar modo su bambine tra l’infanzia e l’adolescenza, più raramente anche su donne adulte.</p>



<p>È ancora molto diffusa poiché considerata una convenzione sociale, perciò influisce la pressione sociale che spinge a conformarsi alla norma diffusa, spesso in risposta al bisogno di essere accettati socialmente e alla paura di essere esclusi dalla comunità. Spesso sono considerate parte integrante della crescita delle giovani donne, un <strong>rito di passaggio</strong> per prepararle all’età adulta e al matrimonio, correlato al <strong>controllo della loro sessualità</strong> finalizzato al mantenimento della verginità prima del matrimonio e la fedeltà coniugale. Viene considerata una pratica religiosa, ma né il Corano né altre sacre scritture ne descrivono e impongono l’utilizzo.</p>



<p>Il fatto che sia una pratica adottata quasi esclusivamente nei confronti delle donne è indice di un retaggio culturale basato su una forte <strong>disuguaglianza di genere </strong>che, nel rispetto di tutte le religioni, andrebbe abolita poiché causa di sofferenze ingiustificate. </p>



<p><strong>La linea sottile tra cultura o violazione dei diritti</strong></p>



<p>Ciò che rende queste pratiche sbagliate è il fatto che non esiste un beneficio medico comprovato, come sostenuto dall’OMS. È considerata una pratica che <strong>viola i diritti umani</strong> delle ragazze e delle donne e che può lasciare conseguenze fisiche, psicologiche e sociali durature. Le MGF sono il prodotto della discriminazione e della disuguaglianza di genere, perciò, per quanto sia parte di una cultura, ciò non implica che non sia pericolosa. La pratica delle MGF è infatti riconosciuta a livello internazionale come una violazione dei diritti umani delle bambine e delle donne.</p>



<p>La giurisprudenza coranica ammette, fra le cause di&nbsp;divorzio, i difetti fisici della sposa, e spesso vengono incluse in questa definizione le circoncisioni mal riuscite. Anche questo è un atto di misoginia delle società patriarcali&nbsp;che non solo negano il piacere sessuale alle donne riservandolo solo agli uomini, ma creano loro anche problemi fisici di vario genere.</p>



<p>A differenza dell’infibulazione maschile, ovvero la circoncisione, prevista maggiormente nella religione ebraica ma anche islamica, dove l’uomo non viene privato né del piacere sessuale né della salute (al contrario in alcuni casi è considerato un beneficio per la salute), l’infibulazione femminile è molto più invasiva. Questa usanza culturale, infatti, comporta l&#8217;asportazione e il danneggiamento di tessuti genitali femminili sani e interferisce con le funzioni naturali del corpo delle ragazze e delle donne. Oltre al dolore intenso, c’è il rischio di emorragia, febbre e infezioni, problemi urinari e lesioni al tessuto genitale circostante, problemi mestruali, formazione di tessuto cicatriziale, problemi sessuali e aumento dei rischi di complicazione del parto. Ai danni fisici, bisogna sommare quelli psicologici, come depressione, ansia, disturbo da stress post-traumatico.</p>



<p>L&#8217;infibulazione impedisce i rapporti sessuali fino alla defibulazione, quindi la scucitura della vulva, che viene effettuata direttamente dallo sposo prima della consumazione del matrimonio. Le puerpere, le vedove e le donne divorziate sono sottoposte a reinfibulazione per ripristinare la situazione prematrimoniale di &#8220;purezza&#8221;. I rapporti diventano dolorosi e difficoltosi, spesso insorgono cistiti, ritenzione urinaria e infezioni vaginali. Lo scopo dell’asportazione totale o parziale degli organi genitali femminili è quello di impedire alla donna di conoscere l&#8217;orgasmo.</p>



<p>Essendo praticata quasi sempre da operatori tradizionali su minori, costituisce una violazione dei diritti dei bambini. Viene violato anche il diritto alla salute, alla sicurezza e all’integrità fisica, ma anche il diritto a non essere torturati e a non subire trattamenti crudeli, inumani o degradanti e il diritto alla vita, nei tanti casi in cui costituisce una causa di morte. Anche quando praticate da operatori sanitari e medicalizzate, le MGF non perdono la loro pericolosità.</p>



<p>Nel 2008, <a href="https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/female-genital-mutilation">l&#8217;Assemblea Mondiale della Sanità</a> ha approvato la <strong>risoluzione WHA61.16 </strong>sull&#8217;eliminazione delle MGF, sottolineando la necessità di un&#8217;azione concertata in tutti i settori: salute, istruzione, finanza, giustizia e questioni femminili. Ritornare a praticare le MGF in Gambia rappresenterebbe un passo indietro, una regressione generale che coinvolgerebbe altri Paesi.</p>
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		<title>L&#8217;altro volto della Corea del Sud</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/laltro-volto-della-corea-del-sud.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Feb 2024 09:04:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Protesta-dei-lavoratori-a-Seoul.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Protesta di lavoratori a Seoul (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Protesta-dei-lavoratori-a-Seoul.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Protesta-dei-lavoratori-a-Seoul-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Protesta-dei-lavoratori-a-Seoul-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Protesta-dei-lavoratori-a-Seoul-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le serie tv sudcoreane in onda su Netflix e gli idoli del K-pop hanno fatto dimenticare a gran parte del mondo che anche la Corea del Sud è alle prese con le proprie sfide in materia di diritti umani. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Protesta-dei-lavoratori-a-Seoul.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Protesta di lavoratori a Seoul (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Protesta-dei-lavoratori-a-Seoul.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Protesta-dei-lavoratori-a-Seoul-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Protesta-dei-lavoratori-a-Seoul-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Protesta-dei-lavoratori-a-Seoul-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>C&#8217;è la <strong>Corea del Sud</strong> del K-Pop, degli idoli musicali <a href="https://it.insideover.com/societa/dai-film-alle-serie-tv-il-soft-power-della-corea-del-sud-incanta-il-mondo.html">venerati in ogni continente</a>, delle serie televisive apprezzate e rinomate in tutto il mondo, dei film pluri premiati. C&#8217;è anche una Corea più concreta, specchio del &#8220;miracolo sul fiume Han&#8221; che ha consentito a questo Paese di affermarsi <a href="https://it.insideover.com/schede/economia/che-cosa-sono-le-tigri-asiatiche-e-perche-sono-importanti.html">come Tigre Asiatica in rampa di lancio</a>: quella che nel corso dei decenni ha saputo imporsi come grande potenza economica, produttrice di <strong>automobili </strong>(Daewoo, Hyundai, Kia) e di <strong>tecnologia di consumo</strong> (Lg e Samsung in primis) di alto livello. </p>



<p>Esiste però anche la faccia nascosta della Repubblica di Corea, strettamente connessa alla sua storia, nonché collegata alla necessità di arginare la <strong>minaccia comunista</strong> proveniente dalla <strong>Corea del Nord</strong>. Un retaggio del passato che ancora oggi, <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-guerra-di-corea-un-conflitto-mai-finito.html">a causa di una guerra mai finita e soltanto congelata con il Nord</a>, di tanto in tanto continua a macchiare un <strong>sistema democratico</strong> e, almeno in superficie, occidentalizzato. </p>



<p>L&#8217;ultimo esempio coincide con l&#8217;<strong>arresto di tre attivisti sudcoreani</strong> bollati come spie al soldo di Pyongyang. Risultato: <strong>12 anni di carcere</strong> a testa. Del resto, in materia di sicurezza, a Seoul tutto ruota attorno alla <strong>Legge sulla sicurezza nazionale (NSL)</strong>, attuata dall&#8217;allora presidente dal pugno di ferro Syngman Rhee nel 1948, ma ancora adesso pietra miliare della legislazione sudcoreana. L&#8217;<strong>articolo 7</strong> di questa disposizione controversa minaccia di punire &#8220;coloro che lodano, incoraggiano, diffondono (contenuti ndr) o collaborano con gruppi anti statali&#8221;. Vale a dire: la Corea del Nord e i suoi sostenitori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">In nome della sicurezza nazionale</h2>



<p>Sia chiaro: la Corea del Sud resta una democrazia. Il punto è che l&#8217;ombra di un&#8217;incombente minaccia di guerra con il Nord mette (e ha messo) spesso a dura prova le <strong>libertà personali</strong> dei cittadini sudcoreani. &#8220;Sebbene la Corea del Sud sia per molti versi una democrazia vivace, con media e società civile forti, i <strong>diritti umani</strong> continuano a essere sacrificati in nome della <strong>sicurezza nazionale</strong>&#8220;, scriveva il <em>Time </em>nel 2018, alludendo alla storia di <strong>Lee Jin-young</strong>, attivista di lunga data, già incarcerato negli anni Ottanta per aver promosso la democrazia nel Paese quando ancora la democrazia al di sotto del 38esimo parallelo era un miraggio, e arrestato di nuovo per la gestione di <em>Labor Books</em>, una biblioteca online di informazioni sulla Corea del Nord. </p>



<p>Lee, nello specifico, era stato accusato di aver diffuso letteratura che &#8220;ha portato beneficio al nemico&#8221;, e avrebbe potuto affrontare svariati anni di prigione se un tribunale non avesse annullato le accuse mosse contro la sua persona. </p>



<p>È andata molto peggio al signor <strong>Lee Yoon-seop</strong>, condannato nel novembre 2023 a <strong>14 mesi di prigione </strong>per aver elogiato la Corea del Nord in una <strong>poesia</strong>. Nel 2016, la poesia di Lee aveva vinto un concorso indetto dal sito statale del Nord <em>Uriminjokkiri</em>. Il tribunale distrettuale centrale di Seoul lo ha dunque condannato per aver violato la NSL. Chiara la posizione della corte: &#8220;L’imputato ha prodotto e diffuso un numero significativo di espressioni sovversive che rappresentano la posizione della Corea del Nord, la glorificano e la lodano, e che (al tempo stesso ndr) minacciano l’esistenza e la sicurezza del Paese (la Corea del Sud ndr) o l’ordine democratico liberale fondamentale. (Lo ha fatto ndr) per un lungo periodo di tempo, quindi è inevitabile che venga severamente punito&#8221;.</p>



<p>Lo scorso maggio, invece, i pubblici ministeri di Suwon hanno puntato il dito contro i <strong>leader sindacali</strong> sudcoreani accusandoli di <strong>spionaggio </strong>per conto di Pyongyang, evocando uno schema simile a quello di un film, con tanto di fantomatici <strong>incontri segreti</strong> tra i leader sindacali e presunti agenti nordcoreani in Cambogia, oltre a <strong>comunicazioni crittografate</strong> scambiate tra le parti nelle sezioni dei <strong>commenti</strong> di alcuni video pubblicati su <strong>YouTube</strong>. </p>



<p>Nel 2012, l&#8217;allora 24enne <strong>Park Jung-geun</strong> fu invece condannato a <strong>10 mesi di prigione</strong> per aver <strong>ritwittato </strong>alcuni post di un account nordcoreano. La sua intenzione era quella di prendere in giro la propaganda nordcoreana, ma le autorità del Sud interpretarono il gesto di Park come un elogio di Pyongyang. Alla fine il ragazzo fu assolto, ma ogni anno decine di altri cittadini finiscono schiacciati dal peso ingombrante della NSL.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ombra di Pyongyang</h2>



<p>Casi del genere, di accuse contro attivisti politici rei di spalleggiare in qualche modo Pyongyang, non sono così rari. Talvolta, come in occasione dell&#8217;ultimo episodio avvenuto pochi giorni fa, si intrecciano persino con lo spionaggio, creando dossier spinosi e di complessa lettura. </p>



<p>Il sito <em>Nk News</em> ha parlato di tre attivisti a favore dell&#8217;unificazione delle due Coree, membri del &#8220;Partito dei compagni di Chungcheong Nord per l&#8217;Unificazione Indipendente&#8221;, finiti in galera con l&#8217;accusa di aver spiato per conto della Corea del Nord, di aver preso ordini e accettato <strong>migliaia di dollari</strong> da agenti di Pyongyang. Nel 2021, l&#8217;ufficio della procura distrettuale di Cheongju aveva accusato i tre di aver svolto, a cavallo tra il 2017 e il 2021, &#8220;<strong>attività clandestine</strong>&#8221; per il Nord nella provincia nordcoreana di Chungcheong. </p>



<p>Gli attivisti – due uomini e una donna – avrebbero formato il <strong>Partito dei compagni di Chungcheong Nord</strong> e ricevuto dozzine di ordini dalla Corea del Nord. Le presunte spie, hanno sostenuto i pubblici ministeri, avrebbero ricevuto anche 20.000 dollari per condurre le loro operazioni, con gli 007 nordcoreani che avrebbero nascosto il denaro in contanti in un armadietto Walmart a Shenyang, in Cina, nel novembre 2019. Gli stessi pubblici ministeri hanno affermato che il gruppo avrebbe comunicato con gli agenti del Nord tramite messaggi crittografati, e che almeno un membro della comitiva avrebbe incontrato fisicamente i citati agenti a Phnom Penh, in Cambogia, nella primavera del 2018. </p>



<p>I tre avrebbero anche inviato informazioni ai funzionari di Pyongyang in merito alla posizione di un importante partito sudcoreano sull&#8217;introduzione della tecnologia dei <strong>jet stealth F-35A</strong> in Corea del Sud. Sempre secondo l&#8217;accusa, due dei tre membri sono stati accusati di aver organizzato proteste contro l&#8217;introduzione dell&#8217;F-35A nel Sud su istruzione degli agenti nordcoreani. Uno dei tre accusati ha negato tali ricostruzioni, affermando che il suo gruppo si era limitato a &#8220;preparare attivamente l’unificazione e a svolgere attività a livello privato&#8221; nel contesto del riavvicinamento intercoreano ai tempi del precedente governo nazionale guidato dal democratico<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-moon-jae-in.html"> Moon Jae-in</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">“Pericolo rosso”</h2>



<p>Nel novembre 2023, il <strong>Comitato per i diritti umani delle Nazioni Unite</strong> ha affermato di essere preoccupato per il fatto che in Corea del Sud continuino ad essere avviati <strong>procedimenti giudiziari</strong> ai sensi della legge sulla sicurezza nazionale, e in particolare in base alla formulazione eccessivamente vaga dell’articolo 7 della richiamata legge. Il Comitato ha quindi rimarcato la sua preoccupazione per l’effetto dissuasivo che le leggi penali sulla diffamazione e la legge sulla sicurezza nazionale hanno avuto sulla libertà di espressione in Corea del Sud. </p>



<p>&#8220;Sebbene esista una situazione geopolitica unica nel Paese, questa non giustifica <strong>restrizioni illegali</strong> alla <strong>libertà di espressione</strong> che violano gli <strong>standard internazionali</strong>. Eventuali limitazioni di questo tipo devono rimanere necessarie e proporzionate per affrontare le minacce reali alla sicurezza nazionale&#8221;, si era invece espressa <em>Amnesty </em>sempre nel novembre 2023, spiegando che la NSL &#8220;è stata ripetutamente utilizzata per censurare, intimidire e imprigionare persone ritenute aver elogiato la Corea del Nord&#8221;. </p>



<p>La formulazione vaga della NSL la lascia tecnicamente aperta ad abusi da parte della polizia e di altre autorità. I governi del Sud, del resto, in passato hanno usato la legge – o meglio: la scusa della sicurezza nazionale – per colpire spie o personaggi pericolosi, certo, ma in molti casi anche per prendere di mira dissidenti e oppositori. </p>



<p>Per contrastare il &#8220;<strong>pericolo rosso</strong>&#8221; incarnato dal Nord, i <strong>servizi di intelligence sudcoreani</strong> sono andati oltre i compiti previsti dal loro mandato, quando tentando di influenzare le elezioni attraverso campagne online e quando monitorando dissidenti e oppositori del governo. Nel 2015, Open Net, una ong che difende le libertà di Internet, aveva persino lanciato una app per smartphone che consentiva agli utenti di scansionare i propri telefoni alla ricerca di tracce di software di sorveglianza. Per la cronaca, quell&#8217;applicazione fu scaricata 50.000 volte in sole tre settimane. </p>



<p>Intanto, il governo sudcoreano guidato dal conservatore di ferro <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-yoon-suk-yeol-il-nuovo-presidente-della-corea-del-sud.html">Yoon Suk-yeol</a> sta prendendo in considerazione un progetto per combattere la <strong>disinformazione</strong>, che potrebbe richiedere la chiusura di qualsiasi mezzo di informazione, compresi i canali YouTube. Non sarebbe una novità, visto che in Corea del Sud centinaia di migliaia di siti, molti dei quali relativi al Nord, vengono bloccati o cancellati ogni anno. </p>



<p>Sempre a causa delle tensioni con il Nord, in Corea del Sud due anni di <strong>servizio militare</strong> sono obbligatori per tutti gli uomini normodotati. Solo che, a differenza di quanto accade nella maggior parte degli altri Paesi dove vige la coscrizione obbligatoria, qui non esiste un’alternativa civile all&#8217;esperienza in divisa. Chi rifiuta, per qualsiasi ragione, rischia una <strong>pena detentiva</strong> fino a<strong> 18 mesi</strong>. </p>



<p>Capitolo scioperi e proteste. Per quanto riguarda le <strong>manifestazioni di protesta</strong>, ha scritto <em>Le Monde</em> <em>Diplomatique</em>, le dimostrazioni devono rispettare rigide norme, ad esempio quella secondo cui le dimostrazioni pubbliche non devono superare i <strong>95dB di volume</strong> (equivalente a quello di un asciugacapelli). Pena per i trasgressori: fino a <strong>sei mesi di prigione</strong>. </p>



<p>In Corea ci sono innumerevoli restrizioni al <strong>diritto di sciopero</strong>. Oltre al divieto di &#8220;ostacolare gli affari&#8221;, punibile con la reclusione, è possibile scioperare solo contro il proprio datore di lavoro, un requisito che sostanzialmente trasforma gli accordi di subappalto in uno scudo protettivo per le grandi aziende. Di conseguenza, &#8220;essere un leader sindacale significa prima o poi andare in prigione&#8221;, ha dichiarato <strong>Yang Kyeung-soo</strong>, presidente della Confederazione coreana dei sindacati (KCTU), che ha ricevuto una condanna a un anno per aver organizzato uno sciopero durante la pandemia. Per Yoon, tra l&#8217;altro, gli scioperanti sono pericolosi quanto le &#8220;minacce nucleari nordcoreane&#8221;. </p>



<p>Insomma, le serie tv sudcoreane in onda su Netflix e gli idoli del K-pop hanno fatto dimenticare a gran parte del mondo che anche la <strong>Corea del Sud</strong> è alle prese con le proprie sfide in materia di diritti umani. Sfide da vincere al 100%, senza alcuna zona d&#8217;ombra, per restare nell&#8217;alveo delle democrazie mature.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/laltro-volto-della-corea-del-sud.html">L&#8217;altro volto della Corea del Sud</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;Piena applicazione&#8221; della Sharia: la stretta dei talebani sull&#8217;Afghanistan</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/piena-applicazione-della-sharia-la-stretta-dei-talebani-sullafghanistan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Nov 2022 16:33:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Legge e Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Sharia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221114170324853_711677aba0fa47171225b91408f5959c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221114170324853_711677aba0fa47171225b91408f5959c-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221114170324853_711677aba0fa47171225b91408f5959c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221114170324853_711677aba0fa47171225b91408f5959c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221114170324853_711677aba0fa47171225b91408f5959c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221114170324853_711677aba0fa47171225b91408f5959c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221114170324853_711677aba0fa47171225b91408f5959c-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Afghanistan tornerà l’applicazione totale della Sharia come mezzo punitivo per i reati. La &#8220;sentenza&#8221; è arrivata dal leader supremo dei talebani via Twitter, confermata dal portavoce dell&#8217;Emirato islamico, Zabihullah Mujahid. Mullah Akhundzada, da cui deriva tale decisione, governa per decreto da Kandahar, culla dei talebani e loro centro spirituale; il misterioso leader non è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/piena-applicazione-della-sharia-la-stretta-dei-talebani-sullafghanistan.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221114170324853_711677aba0fa47171225b91408f5959c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221114170324853_711677aba0fa47171225b91408f5959c-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221114170324853_711677aba0fa47171225b91408f5959c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221114170324853_711677aba0fa47171225b91408f5959c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221114170324853_711677aba0fa47171225b91408f5959c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221114170324853_711677aba0fa47171225b91408f5959c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221114170324853_711677aba0fa47171225b91408f5959c-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Afghanistan tornerà l’applicazione totale della <strong>Sharia </strong>come mezzo punitivo per i reati. La &#8220;sentenza&#8221; è arrivata dal <strong>leader supremo</strong> dei <strong>talebani</strong> via Twitter, confermata<strong> </strong>dal portavoce dell&#8217;Emirato islamico,<strong> Zabihullah Mujahid</strong>. </p>



<p><strong>Mullah Akhundzada</strong>, da cui deriva tale decisione, governa per decreto da <strong>Kandahar</strong>, culla dei talebani e loro centro spirituale; il misterioso leader non è mai stato filmato o fotografato in pubblico dalla sua ascesa al potere nell’agosto 2021. Il suo ordine obbligatorio è di esaminare “attentamente i casi di ladri, rapitori e sovversivi&#8221;, come ha affermato in un incontro con alcuni giudici, secondo la testimonianza del portavoce. Ma cosa comporta questa “piena attuazione”?</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="ps" dir="rtl">عالیقدر امیرالمؤمنین حفظه الله د قاضیانو په یوه غونډه کې<br>-د غلو، انسان تښتونکو او فتنه ګرو دوسیې په ښه ډول وڅېړئ.<br>ــ هغه دوسیې چې د حد او قصاص ټول شریعي شرایط یې پوره کړي وي مکلف یاست چې حد او قصاص ورباندي جاري کړئ،ځکه دا د شریعت حکم او زما امر دی او فرض ده ترڅو ورباندي عمل وکړئ.</p>&mdash; AfgNewsReporter (@Afgnewsreporter) <a href="https://twitter.com/Afgnewsreporter/status/1592004595131334657?ref_src=twsrc%5Etfw">November 14, 2022</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Secondo quanto affermato da un leader religioso afghano alla <em><a href="https://www.bbc.com/news/world-asia-63582047">Bbc</a></em>, le pene in discussione vanno da fustigazioni e lapidazioni all’amputazione di arti. &#8220;In quei casi in cui ricorrano le condizioni della legge questa va applicata, è la Sharia e il mio comando, che è obbligatorio&#8221; ha dichiarato il leader. Il riferimento è in particolare verso i reati <strong><em>hudud</em> </strong>(reati contro Dio), ovvero tutti i reati per i quali, secondo la legge islamica, sono obbligatori alcuni tipi di punizione, e i <em><strong>qisas</strong></em>, cioè i reati contro gli uomini. I crimini di hudud includono l&#8217;adulterio, consumo di alcolici, furto, rapimento e rapina, apostasia e ribellione. I reati <em>Qisas </em>includono, invece, omicidi e lesioni deliberate, ma è consentito alle famiglie delle vittime di accettare un risarcimento al posto della punizione.</p>



<p>Si tratta di un’ulteriore stretta da parte dei talebani al potere, gli stessi che avevano promesso una versione più morbida del duro governo che ha caratterizzato il loro primo periodo al potere, dal 1996 al 2001, ma la repressione dei diritti e della libertà continua ad essere attuata gradualmente dalla presa al potere dello scorso anno.</p>



<p>La realtà è che pian piano le loro richieste obbligate tornano a risuonare all’interno del Paese e a vietare l’accesso alle adolescenti nelle scuole o a impedire alle donne di viaggiare per lunghi tratti senza l’affiancamento di un uomo. Ancora, continuano ad essere escluse dal lavoro, mentre dal mese di maggio sono state costrette a tornare a coprire il volto in pubblico. Solo la scorsa settimana sono state bandite da tutti i parchi e luna park di Kabul.</p>



<p>&#8220;Per gli ultimi 14 o 15 mesi abbiamo tentato di offrire un ambiente coerente con la Sharia e la nostra cultura perché le donne si recassero nei parchi&#8221;, ha dichiarato <strong>Mujahir </strong>ai media locali, riferisce <em><a href="https://www.reuters.com/world/asia-pacific/taliban-ban-women-parks-morality-ministry-says-2022-11-11/">Reuters</a></em>. &#8220;Purtroppo i proprietari dei parchi non hanno cooperato con noi molto bene, e anche le donne non hanno adottato l&#8217;hijab come suggerito&#8221;, ha aggiunto, &#8220;per adesso, è stata presa la decisione di bandirle&#8221;.</p>



<p>In base alle norme imposte dai talebani dopo il loro ritorno al potere in Afghanistan nell&#8217;agosto del 2021, le donne possono visitare i parchi tre giorni alla settimana &#8211; domenica, lunedì, martedì &#8211; e gli uomini i restanti quattro. Ora le donne non saranno ammesse anche se accompagnate da parenti maschi.</p>



<p>Per le donne è impossibile frequentare anche palestre e bagni pubblici. &#8220;Le palestre sono vietate perché gli allenatori sono maschi e si tratta di palestre miste&#8221;, ha precisato il portavoce del ministero afghano per la Propagazione della Virtù e la Prevenzione del Vizio, <strong>Mohammad Akif Sadeq Mohajir</strong>. Per quanto riguarda gli <em>hammam</em>, i bagni pubblici tradizionali arabi, &#8220;ogni casa ha una stanza da bagno, non ci sarà alcun problema per le donne&#8221;, ha riferito il responsabile.</p>



<p>Senza dubbio la direzione intrapresa dal potere dei talebani è controcorrente rispetto all’emancipazione che il popolo sperava di ottenere col passare degli anni. &#8220;Con queste ulteriori limitazioni, ora le donne afghane sono letteralmente prigioniere nelle quattro mura di casa&#8221;, ha commentato una studentessa di Kabul.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Nulla di nuovo</strong></h2>



<p>Era passato poco più di un mese dalla presa di Kabul quando il governo talebano aveva già cominciato a parlare di esecuzioni e amputazioni come punizioni per i condannati secondo la Sharia. L’agenzia di stampa <em>Associated Press</em> aveva ricevuto la testimonianza da uno dei fondatori del movimento talebano e ex responsabile dell’organizzazione, <strong>Nooruddin Turabi</strong>. “Il taglio delle mani è necessario per la sicurezza”, aveva dichiarato.&nbsp;</p>



<p>Già dallo scorso anno sui social media erano apparsi video e immagini di combattenti talebani che infliggevano fustigazioni sommarie a persone accusate di vari reati. In varie occasioni sono anche stati mostrati in pubblico i corpi dei rapitori che secondo i talebani sarebbero stati uccisi in sparatorie. </p>



<p>Decisioni conservatrici come questa erano già state attuate durante il periodo in cui i talebani si sono ristabiliti al potere. Dunque, in tutto questo tempo, sembrerebbe lecito supporre che la rigida legge coranica sia stata pienamente applicata. I talebani hanno infatti regolarmente eseguito punizioni in pubblico, comprese fustigazioni e esecuzioni.</p>



<p><strong>Rahima Popalzai</strong>, analista legale e politico, ha affermato al <em><a href="https://www.theguardian.com/world/2022/nov/14/afghanistan-supreme-leader-orders-full-implementation-of-sharia-law-taliban">Guardian</a></em> che l&#8217;editto potrebbe essere un tentativo di rafforzare la loro reputazione ed evitare di far credere che possa essersi ammorbidita dal loro ritorno al potere.</p>



<p>&#8220;Se davvero inizieranno a implementare hudud e qisas, mireranno a creare la paura che la società ha gradualmente perso&#8221; sostiene.&nbsp;&#8220;Come impostazione teocratica, i talebani vogliono rafforzare la loro identità religiosa tra i paesi musulmani&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/piena-applicazione-della-sharia-la-stretta-dei-talebani-sullafghanistan.html">&#8220;Piena applicazione&#8221; della Sharia: la stretta dei talebani sull&#8217;Afghanistan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>I Rohingya, un popolo alla ricerca di una terra da abitare </title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/i-rohingya-un-popolo-alla-ricerca-di-una-terra-da-abitare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 May 2022 13:02:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[genocidio]]></category>
		<category><![CDATA[Rifugiati]]></category>
		<category><![CDATA[Rohingya]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527154515560_fd3163164685fd7e3cd20b062150c22a-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="rifugiati Rohingya in una barca di legno mentre arrivano al porto di Krueng Geukueh" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527154515560_fd3163164685fd7e3cd20b062150c22a-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527154515560_fd3163164685fd7e3cd20b062150c22a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527154515560_fd3163164685fd7e3cd20b062150c22a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527154515560_fd3163164685fd7e3cd20b062150c22a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527154515560_fd3163164685fd7e3cd20b062150c22a-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527154515560_fd3163164685fd7e3cd20b062150c22a-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il mese di maggio decreta l’inizio della stagione dei monsoni nella regione del Myanmar e attraversare il mare per i Rohingya, che cercano ancora una terra da abitare, è sempre più pericoloso. Lo scorso sabato, 17 persone tra adulti e bambini hanno perso la vita: la loro barca si è capovolta. Save the Children ha &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/i-rohingya-un-popolo-alla-ricerca-di-una-terra-da-abitare.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527154515560_fd3163164685fd7e3cd20b062150c22a-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="rifugiati Rohingya in una barca di legno mentre arrivano al porto di Krueng Geukueh" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527154515560_fd3163164685fd7e3cd20b062150c22a-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527154515560_fd3163164685fd7e3cd20b062150c22a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527154515560_fd3163164685fd7e3cd20b062150c22a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527154515560_fd3163164685fd7e3cd20b062150c22a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527154515560_fd3163164685fd7e3cd20b062150c22a-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527154515560_fd3163164685fd7e3cd20b062150c22a-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><span data-contrast="none">Il mese di maggio decreta l’inizio della stagione dei monsoni nella regione del <strong>Myanmar</strong> e attraversare il mare per i Rohingya, che cercano ancora una terra da abitare, è sempre più pericoloso. Lo scorso sabato, 17 persone tra adulti e bambini hanno perso la vita: la loro barca si è capovolta.<em> Save the Children</em> ha registrato che “molti dei corpi trovati senza vita erano di bambini di età compresa tra gli 11 e i 12 anni, secondo i rapporti locali. Più di 50 persone rimangono disperse”. </span><span data-contrast="none">Non si tratta di un singolo episodio, ma dell’ennesimo incidente degli ultimi anni. Ogni anno centinaia di persone salgono su barche dismesse per raggiungere terre in cui poter vivere dignitosamente. Ma ogni volta un naufragio intercorre tra questo popolo e il loro obiettivo. </span></p>
<p><span data-contrast="none">Quella dei Rohingya è una storia di persecuzione e sofferenza. Musulmani sunniti, i Rohingya parlano una lingua di ceppo indoeuropeo, sono originari del <strong>Rakhine</strong>, territorio della Birmania al confine con il Bangladesh, dove convivevano con la maggioranza buddista dello Stato, ma senza essere riconosciuti dal Paese, nonostante rappresentassero un terzo della popolazione. Sull’origine della loro etnia si hanno molte teorie ma poche certezze. Secondo alcuni la loro terra è il Myanmar da secoli; per qualcun altro hanno raggiunto quella terra solo nell’ultimo secolo.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span><span data-contrast="none">La loro presenza è attestata dal 1785, l’anno dell’invasione birmana che uccise migliaia di indigeni e molti Rohingya. I superstiti fuggirono nelle zone adiacenti sotto il controllo britannico. Quando gli inglesi conquistarono lo Stato dell’Arakan, nome antico del Rakhine, il popolo fu incentivato a migrare in quelle terre. I Rohingya si stabilirono così nel Bengala orientale </span><span style="font-size: 1rem;" data-contrast="none">dell’Arakan</span><span style="font-size: 1rem;">, che oggi è il Bangladesh.</span></p>
<p><span data-contrast="none">La birmania ha ottenuto l’indipendenza nel 1948. Dopo il colpo di Stato che ha rovesciato il governo birmano nel 1962, i Rohingya sono stati discriminati perché ritenuti non appartenenti al Myanmar dalle autorità nazionaliste. A dimostrazione della loro mancata appartenenza a quelle terre, la <strong>legge sulla cittadinanza</strong> del 1982 non li include tra i gruppi etnici riconosciuti ufficialmente dal Paese.</span> <span data-contrast="none">In Birmania un Rohingya necessita di un permesso speciale per viaggiare, ma anche per cercare lavoro, andare dal medico o partecipare ad un funerale. Alcuni di loro sono costretti al lavoro forzato, vengono arbitrariamente arrestati, le tasse per loro sono discriminanti e subiscono anche violenza fisica e psicologica. Ai giovani, invece, non è garantito il diritto all’istruzione.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">Anche i <strong>monaci buddisti</strong> si sono accaniti nei loro confronti. Li considerano una minaccia per la purezza religiosa buddista, motivo per cui non sono permessi i matrimoni misti. Il<strong> Movimento 999</strong> a suon di “vivono sulla nostra terra, bevono la nostra acqua e non portano rispetto” rappresentano il gruppo portavoce di questa campagna. Il movimento è guidato da <strong>Ashin Wirathu</strong>, monaco buddista già incarcerato per 8 anni per incitamento all’odio.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<h2>Il genocidio che li ha spinti alla fuga</h2>
<p><span data-contrast="none">L’inizio delle loro peregrinazioni è legato agli scontri del 2012, in cui sono stati saccheggiati e distrutti interi villaggi in seguito dello stupro e uccisione di una giovane donna buddista, <strong>Thida Htwe</strong>. Il primo apice della fuga dei Rohingya si è verificato nel 2015, quando circa 25mila profughi hanno abbandonato il Golfo del Bengala. L’emergenza migranti si è intensificata ulteriormente per la mancata accoglienza dei Paesi limitrofi. Nel 2017 l’esercito birmano ha dato vita ad un’operazione di <strong>pulizia etnica</strong>: violenze sessuali, incendi, stragi e crimini contro l’umanità hanno causato una forte ondata migratoria di civili costretti a scappare in Bangladesh, dove hanno trovato una sistemazione nel <strong>Cox’s Bazar</strong>, un grande campo profughi alla frontiera.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span><span data-contrast="none">Un accorto bilaterale tra Bangladesh e Myanmar aveva stabilito il rimpatrio della sfortunata popolazione Rohingya all’inizio del 2018. Diverse sono state le proteste per la difesa dei diritti umani che ne hanno causato il rinvio. </span><span data-contrast="none">Sono state le Nazioni Unite a definire quelle azioni come &#8220;pulizia etnica&#8221;: l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha parlato di <strong>genocidio</strong>, in relazione alla violenza delle forze di sicurezza birmane chiaramente intenzionate a distruggere il gruppo etnico.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><figure id="attachment_358959" aria-describedby="caption-attachment-358959" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-358959" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527154723322_6a3d98b99cec73f4f08b90036a97d03f-1024x603.jpg" alt="I Rohingya rischiano la vita in mare per fuggire dai campi profughi del Bangladesh" width="1024" height="603" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527154723322_6a3d98b99cec73f4f08b90036a97d03f-1024x603.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527154723322_6a3d98b99cec73f4f08b90036a97d03f-300x177.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527154723322_6a3d98b99cec73f4f08b90036a97d03f-768x453.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527154723322_6a3d98b99cec73f4f08b90036a97d03f-1536x905.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527154723322_6a3d98b99cec73f4f08b90036a97d03f-2048x1207.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220527154723322_6a3d98b99cec73f4f08b90036a97d03f-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-358959" class="wp-caption-text">Campo improvvisato di Ukhia, distretto di Cox&#8217;s Bazar, Bangladesh, 30 luglio 2020</figcaption></figure></p>
<p><span data-contrast="none">In questa vicenda ha un ruolo, più passivo che attivo, <strong>Aung San Suu kyi</strong>, che dal 2016 è stata Consigliera di Stato e alla guida del ministero degli Esteri. Contrariamente a quanto dice il suo <strong>Nobel per la pace</strong>, le sue azioni, o meglio non-azioni, si sono limitate alla richiesta di “rispettare la legge e l’ordine”. Nel mentre continuava ad omettere il termine “Rohingya” nei suoi discorsi, sostituendolo con “bengalesi” o “musulmani”. È arrivata anche a revocare il permesso alla Bbc per recarsi sui luoghi del conflitto.</span> Le<span data-contrast="none"> Nazioni Unite hanno stabilito che la leader &#8220;non ha usato la sua posizione di capo di fatto del governo, né la sua autorità morale, per contrastare o impedire lo svolgersi degli eventi nello stato di Rakhine&#8221;. Nel 2019 è stata chiamata dalla <strong>Corte di Giustizia dell’Aja</strong> a rispondere delle accuse di genocidio contro i Rohingya. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">Nel 2021 la leader birmana è stata arrestata in seguito ad un colpo di Stato, ma il Paese è caduto in un abisso di violenze che ha solo peggiorato la situazione della minoranza, ma anche di tutta la società civile birmana. La risoluzione delle Nazioni Unite del 2021 ha chiesto l’immediata cessazione delle ostilità e di tutte le violazioni delle leggi umanitarie da parte dell’esercito del Mynmar contro i Rohingya e le altre minoranze.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">Intanto la popolazione continuava ad organizzarsi per fuggire, unica soluzione per un popolo non riconosciuto, discriminato e senza via di uscita. All’ennesimo naufragio, <strong>Sultana Begum</strong>, Regional humanitarian Advocacy and Policy Manager di <em>Save the Children,</em> ha affermato: “Questo dovrebbe essere un campanello d’allarme per tutti noi. La lunga persecuzione del popolo Rohingya ha ora mietuto nuove vittime innocenti, tra cui anche bambini”. E ancora, “le passate esperienze di violenza, così come la povertà e l’insicurezza, spingono le famiglie Rohingya a compiere questi viaggi mortali in mare alla ricerca di una vita migliore”. Per le famiglie “queste traversate sono estremamente pericolose e coloro che fuggono rischiano la morte, gravi danni fisici e mentali e la malattia. La necessità di garantire che i Rohingya siano al sicuro, rispettati e protetti è più urgente che mai”.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<h2>Prigionieri di un isola</h2>
<p><span data-contrast="none">Il capo dell’agenzia delle Nazioni unite per i rifugiati ha infatti accettato di aumentare il sostegno ai rifugiati trasferiti in un’isola sperduta e soggetta a inondazioni in Bangladesh. I rifugiati sono stati trasferiti sull’isola di Bahsan Char nel 2020, ma prima che le Nazioni Unite <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/il-bangladesh-trasferisce-i-rohingya-su-unisola.html">potessero verificare</a> se fosse adatta ad ospitarli.</span><span data-contrast="none"> Tra le motivazioni di questa scelta azzardata c’era anche la necessità di fronteggiare l’<a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/rohingya-una-tragedia-senza-fine-nella-morsa-del-covid-e-della-persecuzione.html">aggravante Covid</a></span><span data-contrast="none">. L’isola di <strong>Bahsan Char</strong> è emersa dal mare nel 2006, è costituita interamente da sedimenti di limo himalayano ed è nota per la sua vulnerabilità ai cicloni. Nulla ha fermato, però, la costruzione di abitazioni, negozi e moschee, tutto appositamente per i 100mila apolidi. Se non fosse per il piccolo particolare delle ostilità metereologiche che ogni anno sommergono le pianure di un metro d’acqua durante l’alta marea.</span></p>
<p><span data-contrast="none">Il governo del Bangladesh aveva suggerito per la prima volta questa soluzione nel 2015, soluzione giudicata “<a href="https://www.theguardian.com/world/2015/jun/14/un-concern-at-bangladesh-plan-to-move-thousands-of-rohingya-to-flooded-island">difficile dal punto di vista logistico</a>”</span><span data-contrast="none"> dall’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati. Nonostante questo, il Bangladesh ha comunque ordinato il loro reinsediamento nel 2017. Dal 2020 sono 29.116 i rifugiati Rohingya che possono lavorare e contribuire all’economia sull’isola, a patto che non ci si allontanino. Ed è proprio il limite di movimento imposto ai residenti che li ha spinti a fuggire disperatamente da una prigione in cui le acque rappresentano una barriera mortale.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">Le condizioni sono critiche anche per chi risiede ancora nelle terre del Bangladesh. A <strong>Shahjalal Upasahar</strong>, un quartiere povero nella città di Sylhet, nel Bangladesh nord-orientale, la stagione dei monsoni sta rendendo più complicata del solito la vita dei rifugiati del quartiere. Le forti piogge nella regione hanno innescato inondazioni pre-monsoniche la settimana scorsa e i fiumi Surma e Kushiara in piena hanno sommerso centinaia di villaggi. Oltre alla mancanza di acqua potabile e cibo, oltre 1,5 milioni di bambini erano a rischio di malattie trasmesse dall’acqua, annegamento e malnutrizione a causa delle inondazioni. Per i cittadini è impossibile vivere nelle proprie case, in cui l’acqua arriva alle ginocchia. Molti di loro si sono trasferiti nei rifugi istituiti dalla <strong>Shylet City Corporation</strong>.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">Nonostante gli elogi nei confronti del Bangladesh per aver accolto i rifugiati, in questi anni il Governo non solo non è riuscito a trovare una casa permanente per i Rohingya, ma non è riuscito neanche a garantire loro un soggiorno dignitoso nel loro Paese, abbandonandone altri in un&#8217;isola senza possibilità di scelta.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/i-rohingya-un-popolo-alla-ricerca-di-una-terra-da-abitare.html">I Rohingya, un popolo alla ricerca di una terra da abitare </a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La stretta di Erdogan sui diritti umani</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/diritti-umani-turchia-kavala-lotta-movimento-femminicidio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 May 2022 05:28:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=354506</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1315" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220502162646955_cae6088743a1f8586d19bc38313e2311-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220502162646955_cae6088743a1f8586d19bc38313e2311-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220502162646955_cae6088743a1f8586d19bc38313e2311-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220502162646955_cae6088743a1f8586d19bc38313e2311-1024x701.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220502162646955_cae6088743a1f8586d19bc38313e2311-768x526.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220502162646955_cae6088743a1f8586d19bc38313e2311-1536x1052.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220502162646955_cae6088743a1f8586d19bc38313e2311-2048x1402.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Osman Kavala, 64 anni, simbolo del concetto di società civile indipendente, è stato condannato all’ergastolo. L’accusa arriva dal presidente turco Recep Tayyip Erdoğan e scavalca le volontà dei suoi partner occidentali, che ne avevano chiesto la liberazione. Kavala era in custodia cautelare nella prigione di Silivri dal 1° novembre 2017. La vicenda di Kavala è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/diritti-umani-turchia-kavala-lotta-movimento-femminicidio.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1315" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220502162646955_cae6088743a1f8586d19bc38313e2311-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220502162646955_cae6088743a1f8586d19bc38313e2311-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220502162646955_cae6088743a1f8586d19bc38313e2311-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220502162646955_cae6088743a1f8586d19bc38313e2311-1024x701.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220502162646955_cae6088743a1f8586d19bc38313e2311-768x526.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220502162646955_cae6088743a1f8586d19bc38313e2311-1536x1052.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220502162646955_cae6088743a1f8586d19bc38313e2311-2048x1402.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Osman Kavala</strong>, 64 anni, simbolo del concetto di società civile indipendente, è stato condannato all’ergastolo. L’accusa arriva dal presidente turco <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html"><strong>Recep Tayyip Erdoğan</strong></a> e scavalca le volontà dei suoi partner occidentali, che ne avevano chiesto la liberazione. Kavala era in custodia cautelare nella prigione di Silivri dal <strong>1° novembre 2017</strong>.</p>
<p>La vicenda di Kavala è solo una delle ultime a mettere in evidenza il problema dei diritti umani in Turchia. Esprimere le proprie idee o semplicemente narrare i fatti ha reso la vita impossibile a giornalisti e scrittori e ha condotto a numerose accuse pregne di teorie del complotto prevalentemente nei confronti di Erdoğan. Per le donne, invece, risulta sempre più difficile lottare per i propri diritti e ne è testimonianza la recente accusa nei confronti del movimento <strong>We Will Stop Femicide Platform (WWSF)</strong>.</p>
<h2>L&#8217;atto d&#8217;accusa era una &#8220;finzione fantastica&#8221;</h2>
<p>L’atto d’accusa contro i manifestanti era incoerente dal principio: pullulava di assurde teorie del complotto e non figuravano reali prove di attività criminali. Kavala lo aveva infatti definito una “<strong>finzione fantastica</strong>”. La versione raccontata pare essere in realtà una riscrittura della storia delle proteste.</p>
<p>La condanna si appella alla presunta volontà di Kavala di “rovesciare il governo turco”, poiché considerato ispiratore di una rivolta di giovani di Istanbul nel 2013 presso il parco Gezi. Kavala fu un mediatore tra i giovani e le autorità. Un ruolo che gli è costato già quattro anni e mezzo di prigione e che gli costerà ancora.</p>
<p><strong>Yiğit Aksakoğlu</strong>, che lavorava in una fondazione che si occupava dello sviluppo della prima infanzia, è stato incarcerato il 17 novembre 2018, accusato di aver ricevuto istruzioni da Kavala per fomentare le proteste in una telefonata durata <strong>35 secondi</strong>. Le prove del fatto che i due si siano mai incontrati prima non esistono. Eppure per l’accusa sì. Aksakoğlu è stato rilasciato su cauzione il 25 giugno 2019.</p>
<p>Insieme a Kavala, nonostante anche per loro la condanna prevista fosse l’ergastolo, sono stati condannati a diciotto anni di prigione anche altri sette imputati. L’accusa principale nei loro confronti è “tentativo di rovesciamento del governo o di impedimento parziale o totale delle sue funzioni”. La condanna per tutti gli imputati, se giudicati colpevoli, sarebbe stata l’ergastolo senza condizionale. Si tratta di uno dei reati più gravi del codice penale turco. Inoltre, il pubblico ministero li riteneva responsabili di crimini commessi dai manifestanti durante le <strong>proteste di Gezi</strong>. Perciò, gli imputati hanno dovuto fronteggiare ulteriori accuse come: danneggiamento di beni pubblici, danneggiamenti di un luogo di culto, detenzione illegale di sostanze pericolose, detenzione illegale di armi, lesioni gravi.</p>
<p><figure id="attachment_355173" aria-describedby="caption-attachment-355173" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-355173" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220502163057134_8fc75d74f63e04f2e7b39117d74405a2-1024x567.jpg" alt="Proteste di Gezi 2013" width="1024" height="567" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220502163057134_8fc75d74f63e04f2e7b39117d74405a2-1024x567.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220502163057134_8fc75d74f63e04f2e7b39117d74405a2-300x166.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220502163057134_8fc75d74f63e04f2e7b39117d74405a2-768x425.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220502163057134_8fc75d74f63e04f2e7b39117d74405a2-1536x851.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220502163057134_8fc75d74f63e04f2e7b39117d74405a2-2048x1134.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220502163057134_8fc75d74f63e04f2e7b39117d74405a2-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-355173" class="wp-caption-text">Polizia utilizza lacrimogeni durante una protesta a Gezi Park</figcaption></figure></p>
<p>&#8220;La condanna di Osman Kavala e degli altri sette in un processo farsa in cui affermazioni selvagge e teorie del complotto hanno sostituito qualsiasi cosa somigliante a prove è una grave violazione dei diritti umani e un&#8217;ampia prova che i tribunali turchi operano sotto le istruzioni della presidenza Erdoğan&#8221;, ha dichiarato Kenneth Roth, direttore esecutivo di <a href="https://www.hrw.org/news/2022/04/26/turkey-life-sentence-rights-defender-osman-kavala"><strong>Human Rights Watch</strong></a>.</p>
<p>Kavala è considerato un oppositore dal presidente turco Erdoğan, a tal punto che l’anno scorso aveva minacciato di <strong>espulsione dieci diplomatici occidentali</strong>, tra cui ambasciatori di Usa, Francia e Germania, per aver richiesto il rilascio dell’attivista in occasione del quarto anniversario del suo arresto.</p>
<p>&#8220;L&#8217;essenza dell&#8217;accusa era perseguitare gli attivisti per aver esercitato il loro diritto di protestare, un diritto protetto sia dal diritto turco che internazionale&#8221;, aveva affermato qualche tempo fa <strong>Andrew Gardner</strong>, ricercatore turco per <strong>Amnesty International</strong>. &#8220;La Corte europea dei diritti umani dovrebbe nuovamente pronunciarsi sul caso Kavala e le condanne accelereranno sicuramente la procedura d&#8217;infrazione contro la Turchia e aggraveranno la crisi nelle relazioni del Paese con il Consiglio d&#8217;Europa&#8221;, continua Roth. Questa storia ancora non trova una fine. Per avere ben chiaro lo scenario in cui l’accusa è sorta, proviamo a ripercorrere gli eventi.</p>
<h2>La protesta di Gezi del 2013</h2>
<p>La <strong>protesta di Gezi</strong> è nata come un sit-in per proteggere un parco del centro città che sarebbe stato demolito per far posto ad un centro commerciale per volontà del primo ministro Erdogan. La protesta è degenerata quando la polizia ha iniziato a rispondere con maggiore violenza contro i manifestanti. Sono morte otto persone, ottomila feriti, centoquattro con gravi ferite alla testa e undici hanno perso un occhio. I fatti di Gezi hanno scatenato proteste in tutta la Turchia. Una manifestazione per salvare il parco è diventata una rivolta nazionale contro il crescente autoritarismo del leader e del suo <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/la-storia-del-partito-di-erdogan.html"><strong>partito della</strong> <strong>Giustizia e dello Sviluppo (Akp)</strong></a>.</p>
<p>Tutti i manifestanti rappresentavano e rappresentano un nemico appartenente ad una società civile che il governo turco non può tollerare. Il processo è stato uno specchio della profonda crisi dello stato di diritto che ha strisciato attraverso tutto il paese in questi anni.</p>
<p>Nel 2019 la <strong>Corte europea per i diritti umani</strong> (Cedh), organismo del Consigio d’Europa di cui anche la stessa Turchia fa parte, aveva stabilito che la detenzione di Kabala fosse “un abuso” senza basi solide e che fosse un deterrente per i difensori dei diritti umani. La Turchia ha ignorato la decisione. Ciò potrebbe comportare delle sanzioni, ma i componenti del Consiglio d’Europa ancora non hanno agito per il timore che la Turchia possa uscire dall’istituzione. L’acquisizione di un potere talmente ampio per il Paese non può essere una motivazione per non rispettare le decisioni prese e l’autoritarismo non dovrebbe sovrastare il Consiglio d’Europa.</p>
<h2>Scenario politico</h2>
<p>Le <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/guida-al-voto-turchia.html"><strong>elezioni del 2018</strong></a> che hanno visto Recep Tayyip Erdoğan rieletto e il <strong>Partito per la giustizia e lo sviluppo (Akp)</strong> di nuovo al governo, si sono svolte in uno scenario singolare. Dopo il tentato <strong>colpo di stato militare </strong>del luglio 2016 era stato imposto uno stato di emergenza con una crescente censura e repressione dei nemici, o ritenuti tali, del governo.</p>
<p>Tra la lunga lista di critici mal tollerati dal governo vediamo emergere il nome di <strong>Sener Levent</strong>, editore di giornali turco-cipriota, condannato ad un anno di carcere per aver insultato il presidente turco in una vignetta dell’8 dicembre 2017. La Turchia è il leader mondiale nella detenzione di giornalisti che scontano condanne per reati di terrorismo. La maggior parte dei media manca di indipendenza e promuove la linea politica del governo.</p>
<p>Non è la prima volta che chi esprime le proprie idee si trova a scontare pene troppo severe per uno stato “democratico”. <strong>Ahmet Altan</strong>, <strong>Mehmet Altan</strong> e<strong> Nazlı Ilıcak</strong> sono alcuni dei nomi di scrittori e commentatori che sono stati condannati all’ergastolo senza condizionale nel 2018 con l’accusa di colpo di stato senza fondamento. I giornalisti che lavoravano per i canali di informazione curdi in Turchia sono stati ripetutamente incarcerati in questi anni, ostacolando informazioni e rapporti critici dal sud-est del paese.</p>
<p>La polizia ha anche arrestato alcuni studenti durante proteste pacifiche nel campus contro l’offensiva della Turchia su <strong>Afrin</strong>, distretto popolato da curdi siriani nord-occidentali attaccato nel gennaio 2018, per aver utilizzato striscioni che manifestavano criticità nei confronti del presidente.</p>
<p>La lotta alla popolazione curda è infatti una costante. Il 18 aprile 2022 è stata lanciata l&#8217;ennesima offensiva militare contro i curdi in Iraq, nello specifico nei confronti del <strong>Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk),</strong> un’organizzazione del territorio turco e iracheno che lotta per l’indipendenza dello “Stato mai nato” e che viene considerata terroristica da Ankara. La realtà è che quest’ultimo non vuole permettere una riunificazione riconosciuta in modo ufficiale del <a href="https://it.insideover.com/schede/nazionalismi/cose-il-kurdistan.html">Kurdistan</a>.</p>
<p>L’avversione è stata riversata anche nei confronti di alcuni membri del <strong>Partito Democratico del Popolo (Hdp)</strong>. Il partito non ha mai vissuto un momento di pace. Molti dei suoi esponenti e parlamentari sono stati arrestati e condannati con la solita infondata accusa di terrorismo, compreso il leader <strong>Selehattin Demirtas</strong>. Il motivo degli attacchi era dovuto all’accusa di essere in relazione con il Pkk, relazione che il partito ha sempre negato. La privazione della libertà di espressione del pensiero è una prassi ormai consolidata nel Paese. Ma non sono gli unici diritti a non essere rispettati.</p>
<h2>E i diritti delle donne?</h2>
<p>Negli ultimi temi anche i diritti delle donne hanno visto una preoccupante stretta. Il più grande movimento femminista della Turchia, <strong>We Will Stop Femicide Platform</strong>, ne sa qualcosa.</p>
<p>La piattaforma si chiama <strong>Cinayetlerini Durduracagiz Platformu (Kcdp)</strong>, “Piattaforma Noi Fermeremo il Femminicidio”, conosciuta fuori dalla Turchia con il nome We Will Stop Femicide Platform (WWSF). La procura di Istanbul ne ha chiesto lo scioglimento perché accusato di essere “contro la morale”. I procuratori sostengono che il gruppo abbia violato la legge e agito in modo immorale “disintegrando la struttura familiare ignorando il concetto di famiglia con il pretesto di difendere i diritti delle donne”.</p>
<p>Le accuse sono ritenute infondate e illegittime dalle donne che fanno parte del movimento. Si tratta secondo loro di un attacco che rientra nella strategia politica di repressione del dissenso da parte del presidente Erdoğan, soprattutto in vista delle presidenziali che avranno luogo nel 2023. <strong>Fidan Ataselim</strong>, segretaria generale del WWSF, ha dichiarato: “Non vediamo questo come un semplice attacco nei nostri confronti. Per noi, questo è un attacco a tutte le donne in Turchia, a tutti i movimenti sociali, all&#8217;intera opinione pubblica democratica&#8221;.</p>
<p><figure id="attachment_355174" aria-describedby="caption-attachment-355174" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-355174" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220502163330532_977d554ca9e035f635a7ceb7202badfd-1024x682.jpg" alt="Proteste contro la violenza sulle donne a Istanbul" width="1024" height="682" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220502163330532_977d554ca9e035f635a7ceb7202badfd-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220502163330532_977d554ca9e035f635a7ceb7202badfd-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220502163330532_977d554ca9e035f635a7ceb7202badfd-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220502163330532_977d554ca9e035f635a7ceb7202badfd-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220502163330532_977d554ca9e035f635a7ceb7202badfd.jpg 1985w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-355174" class="wp-caption-text">Donne protestano contro la violenza sulle donne e femminicidio a Istanbul</figcaption></figure></p>
<p><strong>Gulsum Kav</strong> ha fondato il movimento nel 2010, un anno dopo il ritrovamento del cadavere di Munevver Karabulut, una studentessa di 17 anni uccisa e abbandonata in un bidone della spazzatura a Istanbul. Le indagini per trovare il colpevole sono durate sei mesi e l’evento ha provocato numerose proteste. Con l’associazione si sono imposte l’obiettivo di capire quanti omicidi il cui movente era legato al genere avessero luogo in Turchia.</p>
<p>WWSF è ben collegata con movimenti femministi di tutto il mondo e ha organizzato grandi proteste nel 2021 contro la decisione di Erdoğan di ritirare il paese dalla <strong>Convenzione del Consiglio d’Europa</strong> sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, conosciuta come <strong>Convenzione di </strong><b>Istanbul</b>. Fu infatti ratificata nella città turca e la Turchia fu la prima a firmarla quando Erdoğan era già presidente. Le cose sono cambiate in questi anni.</p>
<p>“Si sono ritirati dalla Convenzione di Istanbul e la società ha reagito in modo molto forte. Ora stanno cercando di polarizzare la società. Stanno cercando di emarginare il nostro movimento ma non saranno in grado di farlo, perché siamo un&#8217;organizzazione che trae il suo potere dalla società”, ha affermato Ataselim.</p>
<p>Nel <a href="https://kadincinayetlerinidurduracagiz.net/veriler/3005/2021-annual-report-of-we-will-stop-femicides-platform">report annuale dello scorso anno</a> si è calcolato che in Turchia sono state uccise 280 donne dai mariti, ma il numero effettivo potrebbe essere più alto: ci sono almeno altri 217 casi non confermati dalle autorità.</p>
<p>Gulsum Kav non permetterà la chiusura del movimento e ha affermato che “questo è un attacco al diritto alla vita delle donne. Quindi non rinunceremo mai ai nostri diritti, alla nostra lotta. Combatteremo insieme al pubblico in modo che questo passo illegale possa essere annullato&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/diritti-umani-turchia-kavala-lotta-movimento-femminicidio.html">La stretta di Erdogan sui diritti umani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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