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	<title>diritti dei minori Archives - InsideOver</title>
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	<title>diritti dei minori Archives - InsideOver</title>
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		<title>Usa: via il dipartimento dell&#8217;Educazione e 9 milioni di bambini rischiano di saltare i pasti</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/usa-via-il-dipartimento-delleducazione-e-9-milioni-di-bambini-rischiano-di-saltare-i-pasti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Mar 2025 12:46:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[diritti dei minori]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza alimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="850" height="600" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/scuola.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="usa" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/scuola.jpg 850w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/scuola-600x424.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/scuola-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/scuola-768x542.jpg 768w" sizes="(max-width: 850px) 100vw, 850px" /></p>
<p>9 milioni di bambini negli Usa affrontano insicurezza alimentare: per loro i pasti a scuola rappresentano la principale fonte di nutrizione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/usa-via-il-dipartimento-delleducazione-e-9-milioni-di-bambini-rischiano-di-saltare-i-pasti.html">Usa: via il dipartimento dell&#8217;Educazione e 9 milioni di bambini rischiano di saltare i pasti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="850" height="600" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/scuola.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="usa" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/scuola.jpg 850w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/scuola-600x424.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/scuola-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/scuola-768x542.jpg 768w" sizes="(max-width: 850px) 100vw, 850px" /></p>
<p>Nell&#8217;immaginario collettivo la parola &#8220;fame&#8221; difficilmente è riconducibile agli Stati Uniti, terra di eccessi alimentari e cibo spazzatura. Se parliamo di bambini, soprattutto, ci appare ancor meno plausibile. Eppure, <strong>tra i 74 milioni di bambini che vivono negli Stati Uniti, 11 milioni vivono in povertà.</strong> Un bambino su sei sotto i cinque anni (3 milioni di bambini) è considerato povero, il tasso più alto di qualsiasi gruppo di età. Dati che con la pandemia sono andati peggiorando, soprattutto fra i non bianchi.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSJbFRnv59xTtXKHS6Xy_Tiae0-rZdEeBW9Cw&amp;s" alt="" style="width:542px;height:auto"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Soglia di povertà, motel kids e fame</h2>



<p>Vivere in povertà significa non riuscire a concludere un pasto decente ogni giorno. Proprio da queste colonne vi avevamo raccontato dello <a href="https://it.insideover.com/chi-siamo/le-buone-notizie-bruno-serato-che-salva-lamerica-con-la-pastasciutta.html">chef italiano Bruno Serato</a> che ogni giorno offre pasti a migliaia di bambini americani, con l&#8217;aiuto di aziende e celebrità. Si tratta dei &#8220;<strong>motel kids</strong>&#8220;, bambini e adolescenti che abitano in squalidi alberghi a basso costo perché le famiglie non riescono a permettersi un affitto. Stipati con fratelli e genitori dentro una stanza: attorno a loro prostitute, tossici, spacciatori e sbandati di ogni genere. Qui le giornate sono lunghe e quasi sempre si mangia una volta al giorno, depredando macchinette automatiche che a pochi centesimi mettono a tacere lo stomaco.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.healthyeating.org/images/default-source/home-0.0/products-activities/programs-services/professional-development/sfstraining_detailfeature.jpg?sfvrsn=7ac1d09b_6" alt=""/></figure>



<p>La scuola, per questi bambini è l&#8217;unica ancora di salvezza: non solo per il loro futuro ma anche per i loro stomaci. Negli Stati Uniti, la scuola garantisce ai bambini non solo istruzione ma spesso anche <strong>l’unico pasto completo della giornata</strong>. Un dato che racconta una realtà meno visibile ma profondamente diffusa: milioni di famiglie americane vivono in condizioni di insicurezza alimentare, senza la certezza di poter mettere in tavola cibo sufficiente ogni giorno. Per questo motivo, negli anni sono stati creati programmi come il <strong><a href="https://fns-prod.azureedge.us/sites/default/files/resource-files/NSLPFactSheet.pdf">National School Lunch Program</a></strong> e lo <strong>School Breakfast Program</strong>, che offrono pasti gratuiti o a basso costo agli studenti provenienti da famiglie a basso reddito. In molte scuole, soprattutto nei quartieri più poveri, tutti gli alunni hanno accesso a questi pasti senza bisogno di fare richiesta. Il National School Lunch Program venne istituito ai sensi del National School Lunch Act, firmato dal presidente <strong>Harry Truman</strong> nel 1946.</p>



<p>Le regole di questi programmi sono molto semplici: <strong>i bambini provenienti da famiglie con un reddito pari o inferiore al130% del livello di povertà federale hanno diritto ai pasti gratuiti.</strong> Quelli con reddito compreso tra il 130 e il 185% del livello di povertà federale hanno diritto a pasti a prezzo ridotto. In ogni caso, le scuole non possono far pagare ai bambini più di 40 centesimi per un pranzo a prezzo ridotto.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.fns.usda.gov/sites/default/files/styles/featured/public/media/image/blog-schoolmeals-011824-1.jpg?itok=nfEdMMxB" alt=""/></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Perché la scuola è sicurezza alimentare negli Usa</h2>



<p>Il valore di questi programmi va ben oltre la nutrizione. Garantire un pasto significa dare ai bambini la possibilità di concentrarsi, apprendere e crescere in salute. Diversi studi hanno dimostrato che l’accesso al cibo a scuola migliora la frequenza, i risultati scolastici e persino il comportamento degli studenti. Il che è come scoprire l&#8217;acqua calda. Per molte famiglie in difficoltà, sapere che i propri figli mangeranno a scuola rappresenta un sollievo quotidiano. L’importanza di questi pasti si è resa ancora più evidente durante la <strong>pandemia di Covid-19</strong>, quando la chiusura delle scuole ha privato milioni di bambini di questo fondamentale supporto. In risposta, molti istituti si sono organizzati distribuendo pasti da asporto o consegnandoli direttamente alle famiglie, dimostrando quanto la scuola, negli Stati Uniti, sia anche un presidio sociale in un Paese che appare sempre più in bianco e nero.</p>



<p>Su questo disastroso stato di cose va oggi a impattare <strong>la fine del Dipartimento dell’Istruzione voluto dall’amministrazione Trump</strong>, con tanto di celebrazione grottesca nello Studio Ovale. Lo smantellamento del Dipartimento potrebbe, infatti, rappresentare <strong>una grave minaccia</strong> per la sicurezza alimentare di milioni di bambini che dipendono dai programmi di pasti scolastici. Attualmente, il National School Lunch Program serve circa 30 milioni di studenti al giorno, mentre il School Breakfast Program fornisce colazione a circa 15 milioni di bambini. Sebbene questi programmi siano gestiti principalmente dal Dipartimento dell&#8217;Agricoltura (USDA), il Dipartimento dell’Istruzione svolge un ruolo essenziale nel garantire che i fondi raggiungano le scuole in modo efficiente, monitorando la conformità e sostenendo il finanziamento di questi servizi. </p>



<p>Senza una <strong>supervisione federale</strong>, la distribuzione delle risorse e la gestione dei programmi alimentari ricadrebbero interamente sui singoli Stati, molti dei quali devono affrontare vincoli di bilancio o opposizione politica ai programmi di assistenza. Questo potrebbe creare forti disuguaglianze, con gli studenti degli Stati più ricchi che continuerebbero a ricevere pasti scolastici, mentre quelli delle regioni più povere rischierebbero di rimanere a digiuno.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://i.abcnewsfe.com/a/6b5d3021-7cdb-4f96-8a6c-724691697467/donald-trump-9-rt-gmh-250320_1742503837368_hpMain.jpg" alt=""/></figure>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Programmi non essenziali&#8221;, dice il Governo</h2>



<p>Attualmente, oltre 9 milioni di bambini negli Stati Uniti vivono in famiglie che affrontano insicurezza alimentare, secondo lo USDA, e per molti di loro i pasti scolastici rappresentano la principale fonte di nutrizione quotidiana. L&#8217; USDA ha recentemente <strong>annullato più di 1 miliardo di dollari dai due programmi </strong>che aiutavano le banche alimentari e i programmi di pasti scolastici ad acquistare cibo locale, inclusi 660 milioni di dollari per gli scolari. Creati in risposta alla pandemia di COVID-19, i programmi <strong>Local Food Purchase Assistance</strong> e <strong>Local Food for Schools</strong> miravano a costruire catene di fornitura di cibo nazionale più resilienti, collegando scuole e dispense alimentari con piccoli ranch, fattorie e caseifici. Il programma è stato inizialmente finanziato dall&#8217;American Rescue Plan Act del 2021, ma in seguito ampliato dall&#8217;amministrazione Biden. Il Segretario all&#8217;agricoltura degli Stati Uniti Brooke Rollins ha recentemente descritto i programmi come &#8220;non essenziali&#8221;. </p>



<p>Senza un coordinamento federale, <strong>gli Stati meno finanziati e i distretti scolastici rurali</strong>—già in difficoltà per la scarsità di risorse—potrebbero essere costretti a tagliare completamente i programmi alimentari. Inoltre, senza il supporto normativo e l’azione di advocacy del Dipartimento dell’Istruzione, il rischio di riduzioni dei finanziamenti, burocrazia inefficiente e persino privatizzazione dei pasti scolastici aumenterebbe significativamente. Questo potrebbe tradursi in criteri di ammissibilità più severi, costringendo molte famiglie che prima beneficiavano di pasti gratuiti a dover pagare o, nel peggiore dei casi, a rinunciare al servizio.</p>



<p></p>
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		<item>
		<title>Minori stranieri non accompagnati: 10.100 &#8220;fantasmi&#8221; arrivati e poi spariti solo nel 2023</title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/minori-stranieri-non-accompagnati-10-100-fantasmi-arrivati-e-poi-spariti-solo-nel-2023.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Ida Settembrino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Sep 2024 14:31:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[diritti dei minori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1329" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240901071426381_a2eee38dde04bde71d884ab22b4e40d4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="immigrazione" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240901071426381_a2eee38dde04bde71d884ab22b4e40d4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240901071426381_a2eee38dde04bde71d884ab22b4e40d4-600x415.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240901071426381_a2eee38dde04bde71d884ab22b4e40d4-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240901071426381_a2eee38dde04bde71d884ab22b4e40d4-1024x709.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240901071426381_a2eee38dde04bde71d884ab22b4e40d4-768x532.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240901071426381_a2eee38dde04bde71d884ab22b4e40d4-1536x1063.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'anno scorso sono "spariti" dal sistema  di accoglienza 17.500 minori stranieri non accompagnati. La loro vita a rischio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/minori-stranieri-non-accompagnati-10-100-fantasmi-arrivati-e-poi-spariti-solo-nel-2023.html">Minori stranieri non accompagnati: 10.100 &#8220;fantasmi&#8221; arrivati e poi spariti solo nel 2023</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1329" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240901071426381_a2eee38dde04bde71d884ab22b4e40d4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="immigrazione" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240901071426381_a2eee38dde04bde71d884ab22b4e40d4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240901071426381_a2eee38dde04bde71d884ab22b4e40d4-600x415.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240901071426381_a2eee38dde04bde71d884ab22b4e40d4-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240901071426381_a2eee38dde04bde71d884ab22b4e40d4-1024x709.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240901071426381_a2eee38dde04bde71d884ab22b4e40d4-768x532.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240901071426381_a2eee38dde04bde71d884ab22b4e40d4-1536x1063.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p></p>



<p>Al 30 giugno 2024, risultano presenti in Italia <strong>20.206 minori stranieri non accompagnati</strong>. Un dato che la dice lunga se paragonato a un altro di pari importanza numerica: il 30% di loro “scompare” misteriosamente e non sembrano esserci “briglie governative” atte a ridimensionare il fenomeno.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="297" height="170" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/images.jpg" alt="" class="wp-image-434154"/></figure>
</div>


<p>I minori stranieri che arrivano soli in Italia e in Europa sembrano destinati ad un futuro non particolarmente roseo. Sul lungomare di Palermo, per citare una delle piazze di più fervida esposizione dei minori stranieri a fenomeni di microcriminalità, tre adulti italiani sfruttavano sessualmente i giovani ospiti di un centro di accoglienza. Li adescavano sul lungomare offrendo 5 o 10 euro, qualche birra, ricariche telefoniche o pacchetti di sigarette, poi davano sfogo alle loro perversioni. </p>



<p><strong>Save The Children</strong> monitora il fenomeno e mette in guardia sui dati «in forte crescita». <strong>Nel 2021 i minori stranieri scomparsi erano stati 8.700, </strong>ma è il 2023 &#8220;l&#8217;annus horribilis&#8221; delle sparizioni: <a href="https://www.rainews.it/articoli/2024/04/minori-stranieri-in-europa-ogni-giorno-ne-scompaiono-piu-di-50-c9eaee58-f41d-4d41-a3f3-09ff3365b4ff.html">10.100 è il dato sbalorditivo</a>. Sotto la lente c’è un sistema di accoglienza che secondo l’organizzazione «non è ancora pronto e strutturato»: si stima infatti che nell’88% dei casi la scomparsa sia determinata da allontanamento volontario dalle comunità assegnatarie. Un&#8217;emergenza che, secondo Save the Children «lascia degli spazi in chiaroscuro» e che si verifica non solo in Italia. L’altro fronte, infatti, è la Spagna: nel 2023 si è registrato «un preoccupante aumento degli arrivi di bambini e bambine stranieri» negli sbarchi alle Canarie, che poi raggiungono la Francia e il centro Europa. Che fine fanno? Una domanda inquietante, cui si fatica ancora a dare risposte convincenti.</p>



<p>La scelta di allontanamento, che sia autonoma, forzata o spesso influenzata dalla famiglia, espone sempre il minore a un ventaglio di fattori di rischio che aumenta esponenzialmente il livello di vulnerabilità dello stesso, considerando altresì che i minori stranieri non accompagnati sono già di per sé una categoria altamente vulnerabile. Tra i fattori di rischio a cui i minori vengono esposti in seguito all’abbandono del centro di accoglienza, vi è la re-immigrazione, così come il rischio di divenire nuovamente vittime di <em>trafficking </em>e/o <em>smuggling </em>ed essere sottoposti a violenza fisica e/o psicologica da parte di trafficanti o diventare vittime di pratiche di lavoro forzato e/o sfruttamento lavorativo.</p>



<p><strong>L’affido familiare</strong> rappresenta una delle soluzioni più efficaci e rimane la soluzione prioritaria – come sancito dall’art. 7 della Legge 47/2017 – per l’accoglienza dei minorenni e adolescenti che arrivano in Italia soli, senza figure adulte di riferimento. Tuttavia, <strong>resta anche la forma di accoglienza meno utilizzata.</strong> Secondo i dati del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, <strong>solo 2 minorenni su 10 sono accolti in famiglia.</strong> Oltre il 70% dei casi riguarda minorenni provenienti dall’Ucraina, molto spesso accolti presso familiari in Italia.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’affondo della malavita negli arrivi ai porti</strong></h2>



<p>Eppure, tra le sponde delle regioni in cui più abbondanti sono gli arrivi in mare, agli sbarchi sembra prendere forma uno strano meccanismo che agevola le maglie dell’adozione “clandestina”. Non si tratta di un’adozione, questo è fuori da ogni dubbio. I minori adottabili sono solo quelli riconosciuti in stato di abbandono. I minori stranieri non accompagnati (MSNA) invece non si trovano in tale situazione, perché nella stragrande maggioranza dei casi questi bambini o adolescenti hanno lasciato dei parenti nel loro Paese di origine o arrivano in Italia con la speranza di ricongiungersi ai familiari già residenti qui o in altri Paesi europei. Trattandosi di un illecito a prescindere, chiunque accarezzi l’idea di “fare propri” questi bambini è perseguibile dalla legge italiana. Un crimine in piena regola, quindi. </p>



<p>Nei fatti, però, le cose sembrano prendere un’altra piega. Giunge voce di &#8220;famiglie rispettabilissime dedite alla conoscenza degli sbarchi in casa propria che farebbero ricorso all’antica pratica di mare: quando qualcosa manca, la si può trovare al mercato del pesce giù al porto&#8221;. Sono i riservatissimi stralci di un‘inchiesta che ha radici lontane e che affonda nei traffici della malavita “la consegna di bambini stranieri giunti in Italia con mezzi di fortuna” alle famiglie “vicine”, desiderose di avere prole senza passare per le stringenti regole delle adozioni. Una sorta di passepartout che, se confermato da condanne giudiziali, metterebbe non poco in imbarazzo la buona società di sedicenti scali portuali.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I dati italiani dei MSNA</strong></h2>



<p>Nei primi sei mesi del 2024, per la prima volta, si assiste ad una inversione di tendenza, con una leggera ma costante decrescita delle presenze, anche se, in termini assoluti, il numero dei MSNA accolti nel territorio italiano, nei primi sei mesi dell’anno in corso, si attesta sempre al di sopra delle 20mila unità. I minori stranieri non accompagnati presenti al 30 giugno 2024 <strong>sono in prevalenza di genere maschile (88,4%)</strong>. Le minori di genere femminile sono 2.640 e rappresentano l’11,6% del totale. <strong>Quasi il 75% dei minori non accompagnati ha più di 16 anni di età</strong>, di questi il 50% circa ha 17 anni e il 25% ha 16 anni. I minori con età compresa tra 7 e 14 anni rappresentano il 10% del totale, i minori con 15 anni di età pesano il 14% e i fino a 6 anni di età sono poco più dell’1% dei minori considerati nel complesso. </p>



<p>La distribuzione per età delle minori di genere femminile è fortemente condizionata dalla presenza delle MSNA provenienti dall’Ucraina. I minori di cittadinanza ucraina al 30 giugno 2024 sono 3.811, di questi 1.928 sono di genere femminile, oltre il 78% rispetto al totale delle minori di genere femminile presenti nel territorio italiano. <strong>Oltre la metà delle minori ucraine accolte in Italia ha meno di 14 anni.</strong> Se si esclude il gruppo di cittadinanza ucraina, infatti, anche la distribuzione per età delle minori di genere femminile si normalizza rispetto a quella maschile e la presenza delle minori si conferma maggiore per le classi di età più elevate (16 e 17 anni).</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="751" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/image-1-1-1024x751.jpg" alt="" class="wp-image-434155" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/image-1-1-1024x751.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/image-1-1-600x440.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/image-1-1-300x220.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/image-1-1-768x563.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/image-1-1.jpg 1343w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>I minori non accompagnati presenti nel sistema di accoglienza del nostro Paese a fine giugno 2024 <strong>provengono da 65 paesi diversi</strong>. La maggior parte dei paesi appartiene al continente africano, si tratta di <strong>34 paesi da cui sono originari il 69% dei MSNA (quasi 14mila minori)</strong>. Il secondo continente per numero di paesi di origine dei minori è l’Asia, con 13 paesi coinvolti e 1.268 minori, pari all’8% del totale. I paesi dell’Est Europa di origine dei minori sono 11, da cui provengono 4.949 minori (24,5%). Infine, sono 7 i paesi del continente americano da cui provengono un totale di 40 minori (0,2% del totale minori).</p>



<p>Le principali cittadinanze dei minori censiti in Italia al 30 giugno 2024 <strong>sono l’egiziana (3.924 minori), l’ucraina (3.811), la gambiana (2.274), la tunisina (2.145</strong>), la guineana (1.679), l’ivoriana (1.043) e l’albanese (762). Considerate congiuntamente, queste sette cittadinanze rappresentano oltre i tre quarti dei MSNA presenti in Italia (77,4%). Le ulteriori cittadinanze maggiormente rappresentate sono la pakistana (519), la malese (500), la burkinabé (386), la bangladese (345) e la senegalese (327).</p>



<p>Le strutture di accoglienza sono dislocate su tutto il territorio nazionale e, in linea con i dati degli arrivi dei minori, sono maggiormente presenti nella Regione Sicilia dove ha sede un quarto dei presidi, a seguire, con incidenza inferiore, le Regioni Lombardia, Liguria, Lazio e Emilia-Romagna.</p>



<p>Le strutture di seconda accoglienza sono maggiormente distribuite nel territorio, con presenze maggiori intorno alla città di Milano, Roma e Bologna. Le Regioni con maggior presenza di tali strutture sono la Lombardia (14% del totale nazionale), la Sicilia (13%), la Campania (11%), il Lazio (9%) e l’Emilia-Romagna con l’8% delle strutture di seconda accoglienza considerate nel complesso.</p>
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		<title>REPORTAGE &#124; Al Baqra 2.43</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/226283</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Aug 2019 13:40:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[corano]]></category>
		<category><![CDATA[diritti dei minori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="480" height="360" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/hqdefault-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/hqdefault-2.jpg 480w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/hqdefault-2-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px" /></p>
<p>Sono una presenza costante per le strade di Dakar e delle principali città del Senegal, impossibile da ignorare. Normalmente scalzi e con la  pelle, distrutta da anni di graffi e malattie. Hanno un solo obiettivo per la giornata: elemosinare il più possibile, e riportare al proprio maestro l’ammontare di cibo e denaro richiesto per sfuggire alle severe punizioni. La giustificazione? La zakat, l’obbligo religioso di purificazione dalle proprie ricchezze prescritto nella sura 2.43 del Corano.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="480" height="360" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/hqdefault-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/hqdefault-2.jpg 480w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/hqdefault-2-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px" /></p><p>Sono una presenza costante per le strade di Dakar e delle principali città del Senegal, impossibile da ignorare. Normalmente scalzi e con la pelle, distrutta da anni di graffi e malattie. Hanno un solo obiettivo per la giornata: elemosinare il più possibile, e riportare al proprio maestro l’ammontare di cibo e denaro richiesto per sfuggire alle severe punizioni. La giustificazione? La zakat, l’obbligo religioso di purificazione dalle proprie ricchezze prescritto nella sura 2.43 del Corano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/226283">REPORTAGE | Al Baqra 2.43</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Quelle torture contro i bambini dello Stato islamico in Iraq</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/quelle-torture-contro-i-bambini-dello-stato-islamico-in-iraq.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Mar 2019 16:38:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[diritti dei minori]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1620" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9351190-1620x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9351190-1620x1080.jpg 1620w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9351190-1620x1080-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9351190-1620x1080-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9351190-1620x1080-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1620px) 100vw, 1620px" /></p>
<p>L’Iraq si appresta ad ospitare una sorta di “Norimberga” dello Stato islamico, Baghdad si accolla (in previsione di qualche ricompensa) di processare e condannare (con le mani del boia pronte ad essere usate) centinaia di jihadisti non iracheni catturati nel corso della guerra all’Isis. Un conflitto costato caro al Paese, sia in termini di vite umane che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/quelle-torture-contro-i-bambini-dello-stato-islamico-in-iraq.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1620" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9351190-1620x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9351190-1620x1080.jpg 1620w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9351190-1620x1080-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9351190-1620x1080-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9351190-1620x1080-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1620px) 100vw, 1620px" /></p><p>L’Iraq si appresta ad ospitare una sorta di “Norimberga” dello Stato islamico, Baghdad si accolla (in previsione di qualche ricompensa) di processare e condannare (con le mani del boia pronte ad essere usate) centinaia di jihadisti non iracheni catturati nel corso della guerra all’Isis. Un conflitto costato caro al Paese, sia in termini di vite umane che sotto il profilo economico. I primi “destinatari” della mossa del governo iracheno dovrebbero essere miliziani francesi catturati in Siria: consegnati alle autorità irachene, per loro si avvicina il momento della verità giudiziaria (e probabilmente della morte).</p>
<p>Alla domanda su che fine fanno i jihadisti stranieri catturati tra Siria ed Iraq, la risposta dovrebbe per l’appunto essere compresa nei processi che da qui ai prossimi mesi potrebbero iniziare a Baghdad. Ma c’è un altro aspetto che il dopo Stato Islamico lascia in eredità non solo all’Iraq, ma alla coscienza dell’intero medio oriente: il destino riservato ai bambini dell’Isis. E, sotto questo fronte, emergono novità non molto positive.</p>
<h2>“1.500 bambini torturati”</h2>
<p>L’Isis nei territori che occupa in medio oriente non porta solo terroristi. Si crea un califfato e, nelle menti contorte dei jihadisti, un vero e proprio Stato. Dunque a vivere dentro lo Stato Islamico sono anche le famiglie dei terroristi. Oggi che questo autoproclamato califfato non c’è più, se non in quei pochi chilometri quadrati compresi all’interno del villaggio di Baghouz, viene quindi automatico chiedersi qual è il destino di donne e bambini al seguito dei combattenti terroristi. Da questo punto di vista, ci sono due categorie: minori vittime delle scelte dei padri, costretti a vivere dentro una guerra non voluta, così come però vi sono minorenni che invece sotto le insegne dello Stato Islamico combattono per scelta. In entrambi i casi la questione non è da sottovalutare.</p>
<p>Se i bambini e le loro madri rimaste vedove o con il marito in cella vengono accolti nei campi profughi, i minori catturati in battaglia sono prigionieri a tutti gli effetti. E secondo alcuni report avrebbero subito le medesime vessazioni degli adulti: torture, pestaggi, corpi appesi per i pollici o per gli alluci e forse anche qualcosa di peggio. Non solo l’Ong Human Rights Watch, ma anche alcuni report di attivisti locali puntano il dito sia contro le autorità della regione autonoma del Kurdistan e sia contro quelle del governo federale di Baghdad. In totale, qualcosa come 1.500 bambini “sarebbero rimasti vittima delle furia vendicativa sia di Erbil che di Baghdad”, si legge in un rapporto dell’Ong sopra citata. E adesso alcuni politici locali iniziano a voler vederci chiaro.</p>
<h2>Chi sono i bambini dell’Isis</h2>
<p>Le autorità smentiscono e, come si legge su La Stampa, sia dal Kurdistan iracheno che da Baghdad parlano di “rispetto delle norme per i detenuti ed i prigionieri di guerra”. I report, sia locali che di Human Rights Watch, si avvalgono di numerose testimonianze. Bambini presi nel pieno della guerra, minorenni catturati a Mosul durante l’ultimo assalto all’Isis in territorio iracheno, sono centinaia in generali i minori nelle carceri irachene e curdo irachene. Per questo il sospetto è che, in alcuni casi, le autorità possono aver usato maniere forti ed illegali anche sui bambini.</p>
<p>Se è vero che alcuni di loro possono rappresentare una minaccia, dall’altro lato è necessario considerare che i bambini dell’Isis spesso sono costretti dalle circostanze ad arruolarsi nel califfato. A volte perchè è l’unico modo per ricevere uno stipendio, altre invece in quanto già a 10 – 11 anni nei territori ex Stato Islamico si subisce un autentico lavaggio del cervello. Persone in ogni caso mosse dalla necessità e dal bisogno, che non hanno anticorpi culturali adeguati per sottrarsi dall’indottrinamento. Bambini che, in fin dei conti, sono essi stessi vittime di una guerra molto più grande di loro. Un principio però cancellato in un medio oriente imbruttito da anni di guerre e fondamentalismo, in cui anche coloro che dovrebbero riportare la legge sfogano a loro volta la frustrazione derivante da mesi di battaglie e violenze di ogni tipo.</p>
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		<title>I traumi dei bimbi fuggiti da Isis</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/i-traumi-dei-bimbi-fuggiti-da-isis.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Mar 2019 09:34:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[diritti dei minori]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1620" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190228110850_28605285-1620x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190228110850_28605285-1620x1080.jpg 1620w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190228110850_28605285-1620x1080-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190228110850_28605285-1620x1080-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190228110850_28605285-1620x1080-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1620px) 100vw, 1620px" /></p>
<p>Migliaia di bambini stranieri e siriani sono stati evacuati dall’ultimo fazzoletto di terra ancora sotto il controllo dello Stato islamico. Al sicuro, nei campi profughi allestiti nel nord-est della Siria, i minori evidenziano numerosi disagi psicologici. Agitazione, isolamento, aggressività, incubi ed enuresi notturna sono solo alcuni dei sintomi che si riscontrano nei bambini di età compresa &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-traumi-dei-bimbi-fuggiti-da-isis.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1620" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190228110850_28605285-1620x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190228110850_28605285-1620x1080.jpg 1620w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190228110850_28605285-1620x1080-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190228110850_28605285-1620x1080-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190228110850_28605285-1620x1080-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1620px) 100vw, 1620px" /></p><p>Migliaia di bambini stranieri e siriani sono stati evacuati dall’ultimo fazzoletto di terra ancora sotto il controllo dello Stato islamico. Al sicuro, nei campi profughi allestiti nel nord-est della Siria, i minori evidenziano numerosi disagi psicologici.</p>
<p>Agitazione, isolamento, aggressività, incubi ed enuresi notturna sono solo alcuni dei sintomi che si riscontrano nei bambini di età compresa tra i 10 e i 14 anni che sono stati costretti a vivere nel califfato islamico.</p>
<p>Sotto bombardamenti intensi, costretti a subire continue privazioni, i minori che hanno vissuto nell’ultimo bastione del califfato sono stati spesso testimoni di atti brutali. “Quando vedevano una donna parlare con un uomo, i combattenti dell’Isis li lapidavano entrambi”, racconta Mai, 11 anni, che ha trascorso l’infanzia in quei territori.</p>
<p>“Qualche volta decapitavano i prigionieri davanti agli occhi dei loro familiari. Io cercavo sempre di non guardare quando venivano eseguite le decapitazioni. Mi nascondevo dietro mia mamma”, continua la ragazzina, che adesso si è stabilita in un campo profughi nel nord-est della Siria. Nella sua memoria, sono ancora troppo vividi i ricordi della vita sotto lo Stato islamico.</p>
<p>Suo fratello maggiore è stato imprigionato dall’Isis quattro anni fa. Da quel momento, la famiglia ha completamente perso le sue tracce. “Hanno dato fuoco alla nostra casa per costringerci a uscire”, racconta Mai. “Quando c’era l’Isis non ci era permesso andare a scuola o studiare. Avevano aumentato il prezzo della verdura, eravamo tutti affamati”.</p>
<p>Via dall’ultimo bastione dell’Isis<br />
Secondo i dati di Save the Children, al momento, più di 2.500 minori stranieri, di cui 38 non accompagnati, provenienti da almeno 30 Paesi, si troverebbero nei tre campi profughi allestiti nel nord-est della Siria – ad Al-Hol, Ain Issa e Roj.</p>
<p>Nell’ultimo mese, le basse temperature, la malnutrizione e la mancanza di cure mediche avrebbero causato la morte di almeno 80 persone, di cui 60 bambini siriani e iracheni, deceduti ancora prima di riuscire ad arrivare nei campi. Due terzi delle vittime sarebbero neonati sotto il primo anno di età.</p>
<p>“La maggior parte dei bambini sono costretti a resistere senza scarpe o cappotti. Moltissime madri arrivano con bambini molto piccoli, spesso in cattive condizioni di salute, perché sono rimasti per molte settimane senza cibo, acqua o cure mediche adeguate”, racconta Misty Buswell, Regional Advocacy Director di Save the Children.</p>
<p>Le condizioni di vita di questi bambini sono divenute disperate soprattutto negli ultimi mesi, a causa dell’assedio serrato dell’ultimo bastione dello Stato islamico a Baghouz – Deir Ezzor -, da parte delle Syrian Democratic Forces (Sdf), sostenute dalla coalizione internazionale.</p>
<p>I traumi dei bambini fuggiti dall’Isis<br />
All’interno del campo profughi di Al-Hol, dove vive la maggior parte delle persone sfollate dalle aree del califfato, Save the Children ha istituito spazi ricreativi e centri per i bambini non accompagnati.</p>
<p>Secondo Hassan, un operatore dell’organizzazione che lavora a stretto contatto con i bambini della struttura, “i minori mostrano segni di paura nei confronti dell’altro e mancanza di fiducia. Quando chiediamo loro di raccontare la loro vita negli ultimi anni, si rifiutano di parlare. Si isolano e hanno difficoltà a socializzare”.</p>
<p>La Siria è un conflitto che non si può dimenticare. E noi vogliamo tornare per raccontarvelo. Scopri come aiutarci<br />
I bambini sono così traumatizzati da non riuscire “a distinguere tra i ricordi e la realtà” e spesso non realizzano il fatto che ora si trovano “in un campo in cui non ci sono combattimenti”. Quando cala la notte” – racconta Hassan – “hanno paura, perché per loro il buio è sinonimo di raid aerei e bombardamenti”.</p>
<p>Per facilitare la guarigione dei bambini che hanno vissuto conflitti, violenze ed eventi traumatici, sarebbe necessario supporto psicologico e psicosociale, all’interno di ambienti protetti. Altrimenti, sottolinea Marcia Brophy, di Save the Children, “rischiamo di condannare una generazione di bambini a una vita di problemi di salute mentale e fisica. Hanno già perso anni di vita, dobbiamo assicurarci che non perdano anche il futuro”.</p>
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