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	<title>Diga delle Tre Gole Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il dilemma ambientale della Cina</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/dilemma-ambientale-della-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jul 2019 06:58:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Diga delle Tre Gole]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1272" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2474259.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2474259.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2474259-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2474259-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2474259-1024x678.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nelle ultime settimane l&#8217;attenzione del mondo si è concentrata sulla Cina dopo lo scoppio delle nuove proteste ad Hong Kong, segnate da un escalation di violenza dei manifestanti e da un duro braccio di ferro tra i cittadini e i rappresentanti del governo di Pechino nell&#8217;ex colonia britannica. Tuttavia, altri focolai di protesta si sono &#8230; <a href="https://it.insideover.com/ambiente/dilemma-ambientale-della-cina.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1272" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2474259.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2474259.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2474259-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2474259-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2474259-1024x678.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nelle ultime settimane l&#8217;attenzione del mondo si è concentrata sulla Cina <a href="https://it.insideover.com/guerra/guerriglia-urbana-a-hong-kong-come-reagira-adesso-pechino.html">dopo lo scoppio delle nuove proteste ad Hong Kong</a>, segnate da un <a href="https://it.insideover.com/guerra/hong-kong-i-manifestanti-tentano-di-fare-irruzione-nel-parlamento.html">escalation di violenza dei manifestanti</a> e da un duro braccio di ferro tra i cittadini e i rappresentanti del governo di Pechino nell&#8217;ex colonia britannica. Tuttavia, altri focolai di protesta si sono accesi nella Repubblica Popolare per motivazioni molto diverse da quelle legislative che hanno aperto la faglia ad Hong Kong: a Wuhan, popolosa città di dieci milioni di abitanti e capoluogo dell&#8217;Hubei, a inizio giorno sono scoppiate manifestazioni di contestazione contro la decisione del governo regionale di costruire un nuovo inceneritore nel popoloso quartiere di Yangluo, in cui vivono oltre 300.000 persone.</p>
<p><a href="http://www.globaltimes.cn/content/1157087.shtml">Come sottolinea il </a><em>Global Times, </em>il progetto di inceneritore è opera delle autorità regionali dell&#8217;Hubei ed è stato ipotizzato circa dieci anni fa, quando ancora era impronosticabile la vertiginosa crescita dell&#8217;urbanizzazione di Wuhan, centro di una provincia il cui Pil cresce dell&#8217;8,5% annuo.</p>
<p>Le proteste di Wuhan colpiscono uno dei ventri molli del sistema di potere cinese, le rappresentanze locali del Partito comunista cinese e la loro difficoltà nel coniugare i bisogni strategici e gli indirizzi del governo centrale con le aspettative di una popolazione le cui aspettative socio-economiche sono in continua evoluzione. E l&#8217;ambiente è uno dei temi in cui la società civile cinese non manca di far sentire la sua voce. Nel 2013, l&#8217;inquinamento atmosferico a Pechino e nelle altre metropoli cinesi toccò livelli insostenibili nel corso di quella che fu definita dai media internazionali <em>airpocalypse</em>.</p>
<h2>La guerra all&#8217;inquinamento di Xi Jinping</h2>
<p>Da allora, specie dopo l&#8217;ascesa di Xi Jinping, il Partito comunista e il governo hanno dichiarato una vera e propria guerra all&#8217;inquinamento, rendendo in pochi anni la Cina una potenza <a href="https://it.insideover.com/ambiente/la-cina-pronta-guidare-mondo-nella-lotta-ai-cambiamenti-climatici.html">guida nella lotta ai cambiamenti climatici</a> per capacità e programmazione degli investimenti.</p>
<p>La guerra all&#8217;inquinamento si è sostanziata in nuovi standard e parametri per i livelli di inquinamento, multe più salate per gli inquinatori recidivi, dure campagne d&#8217;ispezione governative e investimenti massicci in energie rinnovabili e diversificazione dei mix energetici, portando da 71,2 a 47,9 microgrammi per metro cubo d&#8217;aria il livello di particolato PM2,5 nelle atmosfere delle 50 maggiori città cinesi e, <a href="https://thediplomat.com/2019/07/is-china-winning-its-war-on-pollution/">come sottolinea </a><em>The Diplomat, </em>facendo sì che quest&#8217;anno, 337 città abbiano goduto di oltre l&#8217;80% di giornate d&#8217;aria pulite nei mesi da gennaio a giugno. Ma molto resta ancora da fare.</p>
<p>&#8220;Per ridurre gli alti tassi d’inquinamento, la Cina sta impiegando risorse energetiche più “pulite” quali petrolio, gas naturale, energia nucleare, eolica e solare per <a href="http://www.limesonline.com/cartaceo/ma-re-carbone-non-vuol-morire">limitare l’uso del carbone</a>. Quest’ultimo rappresenta ancora il 60% del fabbisogno energetico cinese. In questo contesto rientra anche l’utilizzo dei <strong>termovalorizzatori</strong>, ovvero inceneritori che generano energia con il vapore prodotto dalla combustione dei rifiuti. Il loro impatto sulla salute <a href="http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/rifiuti_e_riciclo/2018/11/16/i-termovalorizzatori-e-il-ciclo-dei-rifiuti_dc60faf8-c4ab-4f86-b47c-e13d6e3197b4.html" target="_blank" rel="noopener">è fortemente dibattuto</a>, a causa dell’emissione di anidride carbonica&#8221;, fa notare il <em>Bollettino Imperiale </em>di <em>Limes</em>.&#8221;La Cina è ancora lontana dal risolvere il problema ambientale. Secondo <a href="https://www.scmp.com/news/china/science/article/2166542/air-pollution-killing-1-million-people-and-costing-chinese">uno studio</a> della Chinese University di Hong Kong, l’inquinamento atmosferico uccide un milione di cinesi all&#8217;anno e farebbe perdere al paese 38 miliardi di dollari l’anno sotto forma di morti premature e di prodotti alimentari sprecati&#8221;.</p>
<h2>Il caso dell&#8217;Hubei e il ruolo della Diga delle Tre Gole</h2>
<p>La scelta di introdurre gli inceneritori si scontra con i timori delle comunità locali, molto spesso abitanti quartieri popolosi di grandi città, di vedere tornare le minacciose nubi di smog che per anni hanno avvelenato i cieli della Repubblica Popolare. Tale timore è particolarmente sentito in regioni come l&#8217;Hubei in cui il tessuto sociale ed economico è stato profondamente modificato dalle scelte del governo centrale compiute negli ultimi decenni. Lo <strong>Hubei </strong>deve infatti ancora abituarsi all&#8217;urbanizzazione massiccia imposta dal governo cinese nell’entroterra e legata, nel suo caso, principalmente al gigantesco progetto infrastrutturale della <strong>Diga delle Tre Gole </strong>che ha sede nel cuore dello Stato sul corso del Fiume Azzurro.</p>
<p>Completata tra il 2006 e il 2009, la diga (che con la sua capacità di 22,5 gigawatt (GW) e 98,8 terawattora (TWh) generati ogni anno, è l&#8217;impianto energetico più potente al mondo) ha stravolto la demografia e l&#8217;ambiente dell&#8217;Hubei in nome della rivoluzione del processo di fornitura energetica alle aree più produttive della regione e della Repubblica Popolare. 13 città, 140 paesi e 1352 villaggi sono finiti sott&#8217;acqua per permettere la realizzazione di un&#8217;opera che ha mobilitato verso i centri come <strong>Wuhan</strong> oltre cinque milioni di residenti dell&#8217;Hubei, provenienti dalla parte più profonda del Paese e poco avvezzi alle problematiche dell&#8217;urbanizzazione.</p>
<p>La diga ha portato allo scoperto i nervi tesi delle problematiche ambientali cinesi: degrado degli ecosistemi (ad essa è imputata l&#8217;estinzione del lipote, il delfino che abitava le acque del Fiume Azzurro), distanza tra centro e periferia, incertezza sulle soluzioni tra Stato e regioni, necessità di dare risposta ai problemi dell&#8217;urbanizzazione (principalmente la vulnerabilità degli ex abitanti delle campagne all&#8217;inquinamento atmosferico). In questo contesto,le proteste di Wuhan sono un campanello d&#8217;allarme che Pechino deve ascoltare: nonostante i successi ottenuti dalla campagna anti-inquinamento su scala aggregata, il governo dovrà capire i mutati rapporti sociali, demografici ed economici prima di portare avanti le prossime mosse. E ascoltare il richiamo di una popolazione che chiede sempre maggior voce sulle questioni ambientali, per evitare di assistere in futuro a un nuovo, precipitoso degrado della salute dell&#8217;ambiente in cui risiede.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/dilemma-ambientale-della-cina.html">Il dilemma ambientale della Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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