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	<title>Difesa Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Wed, 17 Jun 2026 04:56:49 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Difesa Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>La Marina Militare e il &#8220;Punto 2026&#8221;: il mare, dominio essenziale per il futuro del Paese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 04:56:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Militare Italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1272" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae-600x398.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae-1024x678.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae-1536x1018.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il "Punto Nave" della Marina Militare: dall'Artico all'Indo-Pacifico la chiave del successo è innovazione, adattamento e velocità</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-marina-militare-e-il-punto-2026-il-mare-dominio-essenziale-per-il-futuro-del-paese.html">La Marina Militare e il &#8220;Punto 2026&#8221;: il mare, dominio essenziale per il futuro del Paese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1272" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae-600x398.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae-1024x678.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae-1536x1018.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Anche quest&#8217;anno, la <strong>Marina Militare italiana</strong> ha edito un rapporto sulle attività, prospettive, sfide e sulla strategia e le priorità della forza armata nel contesto geopolitico e marittimo globale. Il “Punto Nave” 2026 si focalizza sul mutamento del concetto di “potenza marittima” e <strong>sull&#8217;importanza del mare nella politica di sicurezza nazionale,</strong> precisando come la Marina Militare italiana si adatti alle nuove sfide strategiche globali, puntando su presenza, interoperabilità e innovazione.</p>



<p>Il punto di partenza dell&#8217;analisi è la considerazione della sfumatura della linea di demarcazione tra pace e conflitto. Ancora una volta, si riconosce che il confronto tra Stati non si manifesta soltanto attraverso strumenti militari tradizionali, ma si sviluppa lungo uno <strong>spettro ibrido</strong> che comprende pressioni economiche, campagne informative, attacchi cyber, sabotaggi e azioni indirette contro infrastrutture critiche. In questo contesto il potere marittimo deve evolversi da efficiente a rilevante, con presenza, prontezza e connessione come elementi chiave.</p>



<p>Il mare è tornato centrale nelle competizioni tra potenze come è emerso soprattutto dalla crisi nel Golfo Persico, con vulnerabilità legate a rotte energetiche, infrastrutture critiche e sicurezza regionale. <strong>Per l’Italia, il dominio marittimo è vitale</strong>, essenziale per energia, commercio, dati e infrastrutture strategiche, pertanto la sicurezza marittima è fondamentale per la prosperità e la stabilità nazionale.<strong> </strong></p>



<p>Oggi più che mai si richiede capacità di <strong>adattamento</strong>, di analisi della minaccia e di <strong>velocità di reazione</strong>, e la Marina sta continuando a percorrere la strada intrapresa qualche anno fa di modernizzazione degli assetti, di ampliamento delle capacità del personale e della Flotta e di interazione con alleati e partner nazionali nel quadro di una diffusione delle competenze alla ricerca di una maggiore interoperabilità e della creazione di una rete di Paesi “<em>like minded</em>” per affrontare le nuove sfide globali. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Presente in tutti i teatri</h2>



<p>La Marina Militare è – ed è stata – presente in tutti i teatri di rilevanza per la sicurezza nazionale: Artico, Mediterraneo Allargato e Indo-Pacifico. Per la stessa natura del mare, che non ha confini, la Marina è presente in queste macroregioni geografiche offrendo proiezione globale grazie alle maggiori capacità acquisite negli ultimi anni. Questa presenza credibile, fatta di mezzi ma soprattutto di equipaggi ben rodati e amalgamati anche in un contesto internazionale, è il fattore essenziale – ma sarebbe meglio dire l&#8217;unico – per esprimere una <strong>deterrenza credibile</strong>. Soprattutto in un mondo in cui esistono attori statali e non statali in grado di mettere a rischio la libertà di navigazione, oppure di effettuare veri e propri blocchi marittimi <a href="https://it.insideover.com/difesa/guerra-ibrida-la-cina-si-esercita-con-la-sua-flottiglia-da-pesca.html">secondo una filosofia asimmetrica</a>, la forza armata deve essere in grado di poter esprimere questa deterrenza in modo efficace ovunque occorra farlo. </p>



<p>Per questo anche nell&#8217;anno trascorso, la Marina Militare ha stabilito una proiezione in Indo-Pacifico con attività di Nave “Marceglia” e di Nave “<a href="https://it.insideover.com/difesa/rimpac-e-pacific-dragon-con-il-bande-nere-la-marina-italiana-torna-nellindo-pacifico.html">Giovanni dalle Bande Nere</a>”, miranti alla tutela di rotte e al mantenimento di alleanze. Le operazioni nel Mediterraneo Allargato e nel Mar Rosso – e in prospettiva quella nel Golfo Persico – come <strong>IRINI </strong>e <strong>ASPIDES </strong>sono state effettuate a tutela delle nostre rotte energetiche e commerciali, <strong>garantendo stabilità economica europea.</strong> Non bisogna nemmeno dimenticare la presenza nel Nord Atlantico e nell’Artico, che rafforza la sicurezza euro-atlantica e l’accesso alle rotte emergenti passanti per i mari artici, ma che soprattutto sono finalizzate alla maggiore conoscenza di un settore del globo in cui i cambiamenti climatici in atto sono più veloci ed evidenti.</p>



<p>Dal punto di vista dell&#8217;innovazione e della cooperazione tecnologica, l&#8217;anno trascorso ha visto la consegna di <a href="https://it.insideover.com/scienza/varo-tecnico-per-la-nuova-nave-oceanografica-della-marina-militare.html">Nave “Quirinale”</a> e la prosecuzione di importanti programmi di rinnovo della flotta come quello per una nuova classe di cacciatorpediniere o per i sottomarini U-212 NFS, senza dimenticare l&#8217;evoluzione delle <strong>fregate FREMM</strong> e la decisione di portare tutti i PPA/MCS allo standard “full”. </p>



<p>Anche l&#8217;attività dedicata alla dimensione subacquea – ma sarebbe ora chiamarlo “<strong>dominio sottomarino</strong>” &#8211; è proseguita al Polo Nazionale della Subacquea di La Spezia, e dal f<a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica-estera/fondali-cavi-e-gasdotti-modello-italia-contro-guerra-ibrida-2675105.html">orum “Shangri La” di Singapore</a> è arrivata la certificazione internazionale della validità del modello italiano, con anche l&#8217;ampliamento del partenariato per quanto riguarda la sicurezza sottomarina a nuovi partner regionali ma soprattutto globali. Mai come negli ultimi anni è emersa la priorità della protezione delle infrastrutture sottomarine, siano esse cavi di comunicazione o gasdotti, a causa soprattutto delle nuove tecnologie e capacità emerse nel campo della “lotta ai cavi”, ma soprattutto per via della volontà di certi attori internazionali di effettuare azioni distruttive su queste infrastrutture restando al di sotto della soglia di attivazione di un conflitto diretto. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Capacità di innovazione e adattamento</h2>



<p>Permettiamoci ora una piccola riflessione: proprio l&#8217;avvento di nuove tecnologie ha permesso una sorta di <strong>democratizzazione della minaccia</strong>. Sebbene in modo diverso rispetto all&#8217;avvento dei “droni kamikaze” per via dei costi imposti da un ambiente totalmente diverso – e ostile dal punto di vista fisico – la possibilità di effettuare importanti azioni di “disturbo” alle infrastrutture sottomarine si è allargata grazie alla negazione plausibile e all&#8217;accessibilità/facilità di utilizzo degli strumenti offensivi. Oggi, ad esempio, i tagli “accidentali” di cavi di comunicazione sottomarina per via del trascinamento di un&#8217;ancora di una nave sono più frequenti rispetto al passato e più geograficamente circoscritti in quelle zone globali di crisi o confronto diretto tra fazioni rivali (Taiwan, Mar Baltico). Chiaramente il nostro Paese, che è proteso nel Mar Mediterraneo e crocevia di condutture sottomarine oltre che di merci, <strong>deve pensare a proteggere queste vitali infrastrutture.</strong></p>



<p>Anche per questo, alla Marina Militare come all&#8217;ecosistema Difesa nazionale è richiesta capacità di innovazione e adattamento rapido: <strong>ridurre i tempi di innovazione</strong> e adattare lo strumento marittimo sono obiettivi chiave per mantenere efficacia e credibilità. L&#8217;appello alla rapidità e all&#8217;adattamento si accompagna alla considerazione dell&#8217;importanza di garantire continuità finanziaria e coerenza programmatica, in modo da evitare discontinuità industriali ma soprattutto per preservare la sovranità tecnologica. In ultima analisi, per continuare ad essere un Paese rilevante nel consesso globale, <strong>la Marina deve seguire direttrici operative/dottrinali ben precise come il controllo del mare,</strong> avere capacità di adattamento, dotarsi di un&#8217;architettura delle forze scalabile, continuare con l&#8217;ampliamento del personale e con la cooperazione internazionale.</p>



<p>Il controllo del mare, per l&#8217;Italia è <strong>una condizione essenziale di sicurezza e prosperità</strong>, e in un mondo dove vige ancora l&#8217;interdipendenza e si assiste all&#8217;assurgere di realtà diverse che minacciano la libertà di navigazione, è imperativo guardare oltre il nostro “giardino di casa”; pena delegare la protezione delle nostre linee di comunicazione a Paesi terzi, e quindi essere obbligati a pagarne il conseguente prezzo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Paracadutisti su Tristan de Cunha per un caso di Hantavirus nell&#8217;isola abitata più remota del mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/paracadutisti-su-tristan-de-cunha-per-un-caso-di-hantavirus-nellisola-abitata-piu-remota-del-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2026 14:42:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Oceano Atlantico]]></category>
		<category><![CDATA[Regno unito]]></category>
		<category><![CDATA[Royal Air Force (Raf)]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/HH8THv6XwAMZDNo.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/HH8THv6XwAMZDNo.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/HH8THv6XwAMZDNo-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/HH8THv6XwAMZDNo-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/HH8THv6XwAMZDNo-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/HH8THv6XwAMZDNo-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/HH8THv6XwAMZDNo-600x400.jpeg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Pathfinders e medici paracadutisti dell’Esercito britannico si sono lanciati su Tristan da Cunha, l’isola abitata più remota del mondo, per prestare soccorso a un cittadino britannico contagiato dall’Hantavirus.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/paracadutisti-su-tristan-de-cunha-per-un-caso-di-hantavirus-nellisola-abitata-piu-remota-del-mondo.html">Paracadutisti su Tristan de Cunha per un caso di Hantavirus nell&#8217;isola abitata più remota del mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/HH8THv6XwAMZDNo.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/HH8THv6XwAMZDNo.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/HH8THv6XwAMZDNo-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/HH8THv6XwAMZDNo-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/HH8THv6XwAMZDNo-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/HH8THv6XwAMZDNo-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/HH8THv6XwAMZDNo-600x400.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Pathfinders</strong> e <strong>medici paracadutisti</strong> dell’Esercito britannico si sono <a href="https://www.gov.uk/government/news/military-conducts-daring-parachute-drop-to-deliver-critical-medical-support-to-tristan-da-cunha">lanciati su Tristan da Cunha</a>, l’isola abitata più remota del mondo, per prestare soccorso e cure mediche a un cittadino britannico contagiato dall’Hantavirus. Secondo quanto riportato dal ministero della Difesa inglese, l’<strong>audace lancio </strong>con il paracadute per fornire “supporto medico essenziale” nel remoto arcipelago dell’oceano Atlantico meridionale appartenente al t<strong>erritorio britannico d’oltremare</strong> che comprende l’<strong>isola di Tristan da Cunha,</strong> la principale, e le isole di Sant’Elena e Ascensione, dista circa 2.810 chilometri dalle coste del Sudafrica e quasi 10.000 chilometri da Londra. Sull’isola di Tristan da Cunha, considerata uno degli insediamenti umani più remoti al mondo a causa della sua distanza dai continenti e dell’assenza di porti e aeroporti, sono presenti <strong>solo 221 abitanti</strong>, che possono essere raggiunti con cinque o sei giorni di navigazione dalle coste più vicine, ragione per cui è stata preferita una soluzione aviotrasportata.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Pathfinders e medici paracadutisti dell&#39;Esercito britannico si sono lanciati su <a href="https://twitter.com/hashtag/Tristan?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Tristan</a> da Cunha, l&#39;isola abitata più remota del mondo, per prestare soccorso e cure mediche a un cittadino britannico contagiato dall&#39; <a href="https://twitter.com/hashtag/Hantavirus?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Hantavirus</a>. L&#39;arcipelago è popolato da 221 abitanti. <a href="https://t.co/xb37WM0uR5">pic.twitter.com/xb37WM0uR5</a></p>&mdash; Davide B. (@DBinTweet) <a href="https://twitter.com/DBinTweet/status/2053472108575920353?ref_src=twsrc%5Etfw">May 10, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Il team specializzato dell’Esercito, composto da sei pathfinders e due medici paracadutisti, si è lanciato da un <strong>A400M Atlas</strong>, un quadrimotore turboelica da trasporto militare tattico e strategico della Royal Air Force, decollato dalla base di Brize Norton, nell’Oxfordshire, dopo che l’<strong>Agenzia britannica per la sicurezza sanitaria </strong>(UKHSA) ha confermato venerdì un caso sospetto di Hantavirus in un cittadino britannico a Tristan da Cunha. L’<strong>Hantavirus</strong> è uno dei virus zoonotici che infettano naturalmente i roditori e possono occasionalmente essere trasmessi all’uomo, che può infettarsi accidentalmente entrando in contatto con urine, saliva o feci di roditori infetti oppure respirando particelle contaminate. Tale virus avrebbe contagiato una coppia di ornitologi imbarcata sulla<strong> nave da crociera MV Hondius </strong>dopo aver svolto una sessione di <em>birdwatching</em> nella <strong>discarica di Ushuaia</strong>.</p>



<p>I <em>parà</em> della <strong>16ª Brigata d’Assalto Aereo</strong>, unità d’élite dell’Esercito britannico nota per la sua capacità di rapido dispiegamento, si sono lanciati contemporaneamente ai <strong>rifornimenti vitali di ossigeno</strong> e ad altro <strong>materiale medico</strong> che potrebbe rivelarsi salvifico nel caso di un aggravamento del paziente. Il governo di Londra ha dichiarato che questa operazione rappresenta “<em>la prima volta che le forze armate britanniche hanno inviato personale medico per fornire supporto umanitario tramite lancio con il paracadute</em>”, dimostrando “la capacità delle forze armate di intervenire con brevissimo preavviso in tutto il mondo per una vasta gamma di compiti”.</p>



<p>Considerate le “<em>scorte di ossigeno sull’isola a livelli critici</em>”, un lancio aereo con personale medico era l’unico modo per fornire tempestivamente assistenza vitale al paziente. Secondo quanto riportato dal ministero della Difesa inglese, l’operazione garantirà inoltre la <strong>resilienza del sistema sanitario dell’isola</strong>, supportando l’équipe medica di due persone presente a Tristan da Cunha.</p>



<p>La squadra di soccorso inviata sull’isola di Tristan da Cunha ha<strong> volato per 6.788 chilometri fino all’isola di Ascensione</strong>, per poi percorrere altri <strong>3.000 chilometri fino a Tristan da Cunha</strong>, dove il personale si è lanciato con il paracadute. Il lungo volo ha previsto un rifornimento aereo da parte di un’aerocisterna Voyager. Va sottolineato come le condizioni meteorologiche che interessano l’arcipelago di Tristan da Cunha possano essere decisamente ostili, con<strong> venti che spesso superano anche i 40 km/h</strong>, creando<strong> condizioni “estreme” per i paracadutisti</strong>. Il comandante della 16ª Brigata d’Assalto Aereo ha dichiarato: “<em>Si è trattato di un’operazione congiunta con la Royal Air Force, che evidenzia la rapidità, la portata e l’utilità del paracadutismo. L’arrivo di paracadutisti, personale medico e forniture mediche dal cielo ha, si spera, rassicurato la popolazione di Tristan da Cunha</em>”.</p>



<p>La missione si inserisce nel quadro della collaborazione tra il governo britannico e le autorità internazionali per far fronte all’<a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/la-nave-da-crociera-il-birdwatching-le-indagini-cosa-sappiamo-sul-focolaio-da-hantavirus.html">epidemia di Hantavirus</a> scoppiata a bordo della nave da crociera <strong>MV Hondius</strong>. I cittadini britannici rimpatriati dalla MV Hondius vengono trasportati nel Regno Unito con un volo charter speciale. Nessuno dei cittadini britannici rimpatriati ha manifestato sintomi, ma tutti sono tenuti sotto stretto monitoraggio. Tutti i passeggeri e i membri dell’equipaggio britannici a bordo della MV Hondius sono stati posti in <strong>isolamento per 45 giorni </strong>al loro rientro nel Regno Unito e l’Agenzia britannica per la salute e i servizi sanitari sta monitorando attentamente queste persone, effettuando test secondo necessità.</p>



<p>Le autorità sanitarie hanno tenuto a precisare che attualmente sono in corso le “<em>attività di follow-up per le persone che potrebbero essere entrate in contatto con casi positivi e che sono rientrate nel Regno Unito o si trovano nei territori britannici d’oltremare</em>”. Il governo del Regno Unito garantirà che coloro che si autoisolano ricevano il supporto adeguato. Il Ministero della Difesa ha collaborato con l’apparato sanitario per <strong>fornire materiali diagnostici essenziali</strong>, inclusi i test PCR (reazione a catena della polimerasi), che sono stati consegnati all’isola di Ascensione tramite un aereo militare il 7 maggio. Il <strong>rischio per la popolazione generale rimane molto basso</strong>, secondo le conclusioni dell’Agenzia britannica per la salute e i servizi sanitari.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/paracadutisti-su-tristan-de-cunha-per-un-caso-di-hantavirus-nellisola-abitata-piu-remota-del-mondo.html">Paracadutisti su Tristan de Cunha per un caso di Hantavirus nell&#8217;isola abitata più remota del mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Proteggere gli U-2 nei cieli contesi: la nuova missione di BAE Systems</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/proteggere-gli-u-2-nei-cieli-contesi-la-nuova-missione-di-bae-systems.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 10:31:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aerei spia]]></category>
		<category><![CDATA[Us Air Force (Usaf)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1090" height="613" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/image005.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/image005.jpg 1090w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/image005-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/image005-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/image005-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/image005-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/image005-600x337.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1090px) 100vw, 1090px" /></p>
<p>BAE Systems è stata chiamata a modernizzare il sistema di difesa del venerabile U-2, uno degli aerei spia più celebri e longevi della storia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/proteggere-gli-u-2-nei-cieli-contesi-la-nuova-missione-di-bae-systems.html">Proteggere gli U-2 nei cieli contesi: la nuova missione di BAE Systems</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1090" height="613" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/image005.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/image005.jpg 1090w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/image005-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/image005-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/image005-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/image005-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/image005-600x337.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1090px) 100vw, 1090px" /></p>
<p>Gli <strong>aerei spia</strong> continuano a rivelarsi <em>asset</em> preziosi, anche nelle crisi internazionali contemporanee. Le loro missioni, oggi come nel passato, sono estremamente delicate e insidiose, specie quando vengono inviati nei cieli altamente ostili di potenze dotate di sistemi di difesa aerea avanzati. Per questo BAE Systems è stata chiamata a modernizzare il sistema di difesa del venerabile <strong>U-2 “Dragon Lady”</strong>, uno degli aerei spia più celebri e longevi della storia, schierato dall&#8217;Aeronautica degli Stati Uniti e, prima ancora, dalla CIA fin dal lontano 1957.</p>



<p>Nonostante l&#8217;avvento della sorveglianza satellitare, velivoli come l&#8217;U-2 nelle sue versioni aggiornate rimangono protagonisti di importanti <a href="https://it.insideover.com/storia/gli-aerei-spia-della-cia-abbattuti-dalla-cina.html">missioni di intelligence</a>, e non a caso, sono stati schierati presso la base RAF di Akrotiri, a <strong>Cipro</strong>, per svolgere il loro compito nel conflitto contro l&#8217;Iran.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The U.S. also maintains a military presence at RAF Akrotiri, where two to three U-2 “Dragon Lady” spy planes are currently deployed. I believe that may have been the reason Iranian missiles were launched toward Cyprus.<br><br>These aircraft are operated by the 99th Expeditionary… <a href="https://t.co/ligKn2ZQXb">https://t.co/ligKn2ZQXb</a> <a href="https://t.co/THXc4IrV5o">pic.twitter.com/THXc4IrV5o</a></p>&mdash; Egypt&#39;s Intel Observer (@EGYOSINT) <a href="https://twitter.com/EGYOSINT/status/2028049933668958559?ref_src=twsrc%5Etfw">March 1, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Per questo, il supporto e la manutenzione del sistema di difesa avanzato <strong>AN/ALQ-221 (ADS)</strong> del velivolo da sorveglianza e ricognizione U-2 Dragon Lady dell&#8217;Aeronautica statunitense si rendono necessari; e un&#8217;assistenza continua sul campo per il sistema di guerra elettronica (EW) del velivolo è stata assegnata a BAE, che effettuerà riparazioni per &#8220;<em>mantenerne la disponibilità e fornirà aggiornamenti software per consentirgli di rilevare e neutralizzare nuove minacce</em>&#8220;.</p>



<p>Gli aggiornamenti del software miglioreranno la <strong>consapevolezza situazionale</strong> e le capacità di autodifesa del venerabile Dragon Lady, spiegano gli esperti di BAE Systems. Il supporto e l’aggiornamento del sistema di <strong>guerra elettronica</strong> del velivolo da ricognizione strategica dell’US Air Force puntano a rafforzare in modo significativo le <strong>capacità di sopravvivenza</strong> dell’U-2 in scenari sempre più saturi di minacce, aumentando la capacità di rilevare, identificare e contrastare sistemi radar e difese antiaeree di nuova generazione.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Dal 1955 al 2025, attraverso la guerra fredda e le principali crisi internazionali, l&#39;aereo spia U-2  è rimasto una componente fondamentale per le capacità dell&#39;USAF, volando ai confini dello spazio per raccogliere informazioni ad alta quota e svolgere missioni di intelligence <a href="https://t.co/Xmu4b84vS6">pic.twitter.com/Xmu4b84vS6</a></p>&mdash; Davide B. (@DBinTweet) <a href="https://twitter.com/DBinTweet/status/2035844843298033828?ref_src=twsrc%5Etfw">March 22, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il veterano degli aerei</h2>



<p>Il sistema AN/ALQ-221 <em>Advanced Defensive System </em>integra <strong>sensori a lungo raggio</strong> e capacità di elaborazione a bordo, permettendo all’U-2 di operare anche in spazi aerei contesi e di continuare a fornire informazioni strategiche per le operazioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione.</p>



<p>“<em>L&#8217;evoluzione, la modernizzazione e il mantenimento dei sistemi di guerra elettronica (EW) sono nel nostro DNA. Il nostro impegno garantisce che possano operare efficacemente per tutto il loro ciclo di vita.</em>”, ha dichiarato Tim Angulas, sottolineando come l’evoluzione dell’ADS rappresenti un processo continuo. Non si tratta solo di &#8220;<em>aggiornare una piattaforma storica</em>&#8220;, ma di adattarla a un ambiente operativo in cui lo <strong>spettro elettromagnetico</strong> è sempre più conteso.</p>



<p>Proprio in questo contesto, il design modulare dell’U-2 e la sua <strong>architettura avionica aperta</strong> rappresentano un vantaggio decisivo. Consentono infatti di integrare rapidamente nuove capacità, testarle e renderle operative senza dover riprogettare l’intero sistema. Un approccio che permette di mantenere competitivo un velivolo nato negli anni Cinquanta, trasformandolo in una piattaforma ancora rilevante nel XXI secolo. <strong>Il programma sarà supportato dagli specialisti BAE Systems di Nashua</strong>, nel New Hampshire, insieme a team tecnici dispiegati sul campo, a conferma di un modello operativo che unisce sviluppo industriale e supporto diretto alle operazioni.</p>



<p>In un’epoca in cui droni e satelliti sembrano dominare la scena, la scelta di investire e potenziare le capacità di un aereo come l’U-2 Dragon Lady, che ha effettuato il primo volo nel 1955, ci ricorda come la <strong>guerra d’intelligence</strong> necessiti di una combinazione di sistemi che punta ancora sui velivoli con equipaggio, i quali hanno bisogno di essere protetti. Perché nei cieli contesi e ostili, dove i nuovi sistemi devono misurarsi nel dominio dello spettro elettromagnetico, i <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/pilota-spia-dimenticato-nella-crisi-dei-missili-cuba-2400701.html">missili SAM </a>ancora incombono.</p>



<p><strong><em>Lo sviluppo di tecnologie militari&nbsp;d’avanguardia e il loro schieramento deciderà le sorti delle guerre future. Conoscerle, analizzarle, e cercare di spiegare la loro importanza e il ruolo che svolgono nei conflitti&nbsp;è parte del nostro sforzo quotidiano.&nbsp;Se vuoi approfondire queste tematiche ed essere sempre aggiornato sugli sviluppi nell’ambito della Difesa, segui InsideOver, e sostieni il nostro lavoro,&nbsp;</em><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati oggi!</a></strong></p>
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		<title>Varato il primo pattugliatore offshore per la Marina Militare</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/varato-il-primo-pattugliatore-offshore-per-la-marina-militare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Militare Italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="574" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OPV-Vivaldi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OPV-Vivaldi.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OPV-Vivaldi-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OPV-Vivaldi-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OPV-Vivaldi-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OPV-Vivaldi-600x336.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Varato il primo nuovo pattugliatore offshore (OPV - Offshore Patrol Vessel) per la Marina Militare italiana. Le sue caratteristiche.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="574" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OPV-Vivaldi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OPV-Vivaldi.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OPV-Vivaldi-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OPV-Vivaldi-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OPV-Vivaldi-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OPV-Vivaldi-600x336.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Sabato 21 febbraio si è svolta, presso il cantiere navale Fincantieri di Riva Trigoso, la cerimonia di varo del pattugliatore offshore di nuova generazione (<strong>OPV &#8211; Offshore Patrol Vessel</strong>) “Ugolino Vivaldi”, primo di quattro unità che Fincantieri sta costruendo per la Marina Militare. Le navi rientrano nel programma affidato a Orizzonte Sistemi Navali, joint venture tra <strong>Fincantieri </strong>(51%) e <strong>Leonardo </strong>(49%), dalla Direzione degli Armamenti Navali, parte della Direzione Nazionale degli Armamenti. La consegna dell’unità alla Marina è prevista per il <strong>2027</strong>.</p>



<p>Il programma OPV è stato avviato il 31 luglio 2023 col finanziamento complessivo di 925 milioni di euro per le prime tre unità, a cui è seguita una quarta ordinata ad agosto del 2024 del valore di circa 236 milioni di euro. L&#8217;avvio del programma OPV risponde alla necessità di continuare a garantire adeguate capacità di presenza e sorveglianza, <strong>vigilanza marittima, controllo del traffico mercantile, protezione delle linee di comunicazione</strong> e della Zona Economica Esclusiva (ZEE), oltre ad attività di tutela dalle minacce derivate dall’inquinamento marino, quali lo sversamento di liquidi tossici. </p>



<p>In particolare, l&#8217;esigenza della Marina Militare era di sostituire i vetusti pattugliatori della <strong>famiglia “Costellazioni”</strong>, meglio noti come classe Cassiopea (quattro unità) e Sirio (due unità). I classe Cassiopea, infatti, sono stati varati tutti tra il 1989 e il 1990 mentre i classe Sirio nel 2002. Il contratto originario dei nuovi OPV include anche opzioni per la costruzione di ulteriori tre unità oltre al potenziamento infrastrutturale per operare e supportare le navi dalle basi operative di Augusta, Cagliari e Messina, suddiviso in diversi lotti.</p>



<p>Gli OPV hanno una lunghezza di circa 95 metri, una larghezza massima di 14,2 e un pescaggio di 5,4 che <strong>permette loro di operare da porti poco profondi.</strong> Il dislocamento è di circa 2.400 tonnellate e possono ospitare a bordo 93 membri d&#8217;equipaggio. Il “Vivaldi” si distingue per la concentrazione di soluzioni tecnologiche, nonché per standard di eccellenza in termini di automazione e manovrabilità, che lo rendono adatto a operare in un ampio ventaglio di scenari tattici e condizioni atmosferiche. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un hangar per il recupero dei naufraghi</h2>



<p>Tra le innovazioni di spicco, c&#8217;è il <strong>cockpit navale</strong> integrato, sviluppato per le Multi Purpose Combat Ships (già note come PPA) della Marina Militare, frutto della collaborazione tra Fincantieri, NexTech e Leonardo, che rappresenta un salto generazionale. Questa postazione permette il controllo delle macchine, dei timoni e degli impianti di piattaforma, oltre che di alcune funzioni del sistema di combattimento da parte di soli due operatori, il pilota e il copilota, ottimizzando efficienza e sicurezza. Lo scafo degli OPV è caratterizzato da un bulbo prodiero e un&#8217;area di ormeggio completamente coperta, insieme a pinne stabilizzatrici attive a centro nave per garantire la capacità operativa in condizioni di mare mosso e condizioni meteorologiche avverse. </p>



<p>Le sovrastrutture della nave sono divise in due blocchi principali: quello prodiero comprende il Naval Cockpit e il centro operativo di combattimento, mentre il blocco poppiero comprende un ampio hangar per un elicottero di medie dimensioni <strong>NH-90</strong> e un drone AW-Hero Classe 2 a decollo e atterraggio verticale. L&#8217;area di poppa della nave comprende il ponte di volo e un&#8217;area sottostante per i carichi utili di missione, principalmente <strong>i serbatoi galleggianti gonfiabili per contenere il petrolio recuperato</strong> tramite il sistema antinquinamento o, in alternativa, un gran numero di naufraghi che possono essere ospitati nell&#8217;ampio hangar in situazioni di emergenza. Sul ponte principale a centro nave sono posizionate le stazioni di lancio e recupero RHIB (<em>Rigid Hull Inflatable Boat</em>) e le attrezzature per le operazioni antinquinamento.</p>



<p>La <strong>propulsione </strong>è di tipo CODLAD (<em>COmbined Diesel-eLectric And Diesel</em>) su due assi, ciascuno comprendente un motore diesel da 8 MW e un motore elettrico reversibile da 500 kW, direttamente accoppiati a un riduttore ed eliche a passo variabile, mentre i timoni sono di tipo convenzionale. I motori diesel insieme a quelli elettrici garantiscono una velocità massima superiore a 24 nodi, mentre i motori elettrici forniscono velocità operative fino a 10 nodi. L&#8217;autonomia massima è di 3500 miglia a una velocità di 14 nodi, con un&#8217;autonomia massima di missione di 20 giorni. </p>



<p>L&#8217;<strong>armamento</strong> è costituito da un cannone Leonardo 76/62 mm Super Rapido montato a prua con caricatore multi-alimentatore e munizioni guidate DART (adatte per munizioni Vulcano da 76 mm) insieme a due sistemi d&#8217;arma a controllo remoto Leonardo “Lionfish” da 30 mm sui lati della piattaforma. Su richiesta della Marina Militare, Orizzonte Sistemi Navali ha completato, in collaborazione con MBDA Italia e Fincantieri, uno <a href="https://www.navalnews.com/naval-news/2025/01/italys-future-ppx-opv-a-technical-overview/">studio di fattibilità</a> per la potenziale aggiunta del sistema missilistico navale terra-aria <strong>Albatros NG</strong> basato sul missile a medio raggio CAMM-ER, la cui collocazione a bordo è però sarà dipendente da modifiche degli alloggiamenti della nave per trovare lo spazio sufficiente per un ragionevole numero di celle di lancio verticali (si ritiene un massimo di 12) a partire dalle unità della seconda serie. </p>



<p>Se questa soluzione dovesse essere approvata – e finanziata – gli OPV sarebbero in grado di operare come parte di un gruppo operativo marittimo distribuito, condividendo dati tattici e sensoriali con, cacciatorpediniere, fregate, velivoli da pattugliamento marittimo e strutture di comando NATO. In termini operativi, gli OPV non sarebbero più solo una tradizionale piattaforma di polizia marittima, ma un nodo di sorveglianza e interdizione connesso con gli altri strumenti aeronavali nazionali e dell&#8217;Alleanza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/varato-il-primo-pattugliatore-offshore-per-la-marina-militare.html">Varato il primo pattugliatore offshore per la Marina Militare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>AUKUS: gli Stati Uniti ora pensano di non cedere i sottomarini all&#8217;Australia</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/aukus-gli-stati-uniti-ora-pensano-di-non-cedere-i-sottomarini-allaustralia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2026 23:23:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aukus]]></category>
		<category><![CDATA[classe Virginia]]></category>
		<category><![CDATA[sottomarino nucleare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="845" height="566" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/US_Navy_100601-N-8750E-250_The_Virginia-class_attack_submarine_USS_New_Mexico_SSN_779_transits_the_Thames_River_to_her_new_homeport_at_Naval_Submarine_Base_New_London.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/US_Navy_100601-N-8750E-250_The_Virginia-class_attack_submarine_USS_New_Mexico_SSN_779_transits_the_Thames_River_to_her_new_homeport_at_Naval_Submarine_Base_New_London.jpg 845w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/US_Navy_100601-N-8750E-250_The_Virginia-class_attack_submarine_USS_New_Mexico_SSN_779_transits_the_Thames_River_to_her_new_homeport_at_Naval_Submarine_Base_New_London-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/US_Navy_100601-N-8750E-250_The_Virginia-class_attack_submarine_USS_New_Mexico_SSN_779_transits_the_Thames_River_to_her_new_homeport_at_Naval_Submarine_Base_New_London-768x514.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 845px) 100vw, 845px" /></p>
<p>Una nuova spallata all'AUKUS arriva dal Congresso USA: la proposta è di non cedere più i sottomarini nucleari all'Australia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/aukus-gli-stati-uniti-ora-pensano-di-non-cedere-i-sottomarini-allaustralia.html">AUKUS: gli Stati Uniti ora pensano di non cedere i sottomarini all&#8217;Australia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="845" height="566" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/US_Navy_100601-N-8750E-250_The_Virginia-class_attack_submarine_USS_New_Mexico_SSN_779_transits_the_Thames_River_to_her_new_homeport_at_Naval_Submarine_Base_New_London.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/US_Navy_100601-N-8750E-250_The_Virginia-class_attack_submarine_USS_New_Mexico_SSN_779_transits_the_Thames_River_to_her_new_homeport_at_Naval_Submarine_Base_New_London.jpg 845w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/US_Navy_100601-N-8750E-250_The_Virginia-class_attack_submarine_USS_New_Mexico_SSN_779_transits_the_Thames_River_to_her_new_homeport_at_Naval_Submarine_Base_New_London-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/US_Navy_100601-N-8750E-250_The_Virginia-class_attack_submarine_USS_New_Mexico_SSN_779_transits_the_Thames_River_to_her_new_homeport_at_Naval_Submarine_Base_New_London-768x514.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 845px) 100vw, 845px" /></p>
<p>Dagli <strong>Stati Uniti</strong> arriva l&#8217;ennesimo scossone al primo pilastro dell&#8217;<strong><a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/cose-aukus.html">AUKUS</a></strong>, il trattato trinazionale di cooperazione nei settori della Difesa e della sicurezza tra Australia, Regno Unito e USA. Quello che prima era stato solo ventilato dall&#8217;esecutivo statunitense, ora si sta concretizzando per voce del <strong>Congresso</strong>: all&#8217;Australia non saranno forniti sottomarini da attacco a propulsione nucleare (SSN).</p>



<p>Nel settembre 2021, i governi australiano, britannico e statunitense hanno annunciato una nuova importante partnership per la sicurezza, l&#8217;AUKUS, che si articola in due principali aree di intervento, o pilastri. Il <strong>pilastro 1</strong> è un progetto che prevede il dispiegamento a rotazione di quattro SSN statunitensi e un SSN britannico da un porto dell&#8217;Australia Occidentale, ma soprattutto stabilisce la vendita di prima <strong>tre e poi cinque SSN di classe Virginia</strong> all&#8217;Australia e la successiva costruzione di altrettanti SSN sostitutivi per la marina statunitense. Inoltre, è prevista la fornitura di assistenza all&#8217;Australia da parte degli Stati Uniti e del Regno Unito per un&#8217;iniziativa australiana volta a costruire da tre a cinque SSN aggiuntivi di un nuovo progetto britannico-australiano di sottomarini per completare una forza di SSN australiana pianificata di otto battelli. </p>



<p>Il Congresso USA aveva approvato la legge abilitante per il pilastro 1 a dicembre 2023, e i governi di Stati Uniti, Regno Unito e Australia stanno ora implementando le prime fasi del progetto. A giugno 2025, il Dipartimento della Difesa USA aveva avviato una revisione del pilastro 1, ma <strong>la Casa Bianca aveva espresso l&#8217;intenzione di sostenere comunque l&#8217;AUKUS nonostante la revisione. </strong>All&#8217;inizio di dicembre 2025, a seguito del completamento dello studio, i funzionari dell&#8217;amministrazione Trump hanno pubblicamente affermato il sostegno dell&#8217;amministrazione all&#8217;AUKUS, incluso il pilastro 1.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I problemi della US Navy</h2>



<p>Il problema, analizzato dal Congresso <a href="https://www.congress.gov/crs-product/RL32418">nell&#8217;ultimo documento</a>, riguarda il <strong>tasso di approvvigionamento degli SSN</strong> di classe Virginia nell&#8217;anno fiscale 2026 e in quelli successivi, ovvero se sarà di due imbarcazioni all&#8217;anno oppure inferiore o superiore a questo valore. </p>



<p>Come sappiamo, la cantieristica statunitense sta attraversando <a href="https://apnews.com/article/navy-frigate-shipyard-workforce-retention-318c99f2161c4284e5ddcf0c1fa2b353">un&#8217;annosa crisi</a> produttiva determinata dalla passata chiusura di cantieri navali e perdita di maestranze, a cui si aggiungono le mutevoli priorità della Difesa, le modifiche progettuali dell&#8217;ultimo minuto e gli sforamenti dei costi. Questo ha avuto ripercussioni sulla <strong>prontezza operativa</strong> della U.S. Navy che fatica a effettuare le manutenzioni programmate e vede meno unità entrare in servizio rispetto al passato. </p>



<p>Pertanto <a href="https://it.insideover.com/difesa/gli-usa-ripensano-anche-allaukus-australia-in-allarme-sottomarini-a-rischio.html">a marzo 2025</a> la nuova amministrazione USA, in forza della politica “America First”, aveva già messo in dubbio il pilastro 1 dell&#8217;accordo con l&#8217;Australia e successivamente <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-pentagono-rivede-laccordo-sui-sottomarini-dellaukus.html">a giugno</a> il Dipartimento della Difesa, come accennato, aveva avviato una revisione volta a determinare se gli Stati Uniti avrebbero dovuto abbandonare il progetto guidata da Elbridge Colby, un alto funzionario del Dipartimento che in precedenza aveva espresso scetticismo riguardo all’AUKUS.</p>



<p>Il rapporto del Congresso afferma che il piano quinquennale di costruzione navale della marina USA per l&#8217;anno fiscale 2025 (2025-2029) prevede un totale di <strong>nove battelli di classe Virginia</strong>, di cui uno nell&#8217;anno fiscale 2025 e due nel 2026-2029. Il <a href="https://it.insideover.com/economia/250-navi-in-10-anni-gli-usa-lanciano-una-nuova-politica-per-la-cantieristica-navale.html">piano trentennale</a> di costruzione navale per il periodo 2025-2054 prevede che gli SSN continueranno ad essere acquisiti al ritmo di due all&#8217;anno dal 2030 fino almeno al 2043. Si prevede che il numero di SSN in servizio, pertanto, subirà <strong>una flessione</strong> o un calo dalla metà degli anni 2020 fino all&#8217;inizio degli anni 2030. Questa flessione è una conseguenza dell&#8217;acquisizione di un numero relativamente esiguo di SSN durante gli anni Novanta, nei primi anni del periodo successivo alla Guerra Fredda. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;alternativa al Pilastro 1</h2>



<p>Per contribuire a riempire parte della lacuna capacitiva prevista, la U.S. Navy prevede di rifornire di carburante e prolungare la vita operativa di un massimo di sette sottomarini SSN <strong>classe</strong> <strong>Los Angeles</strong>, ma secondo il piano di costruzione navale trentennale la forza di SSN scenderebbe a 47 battelli nel 2030 (segnando il minimo) per poi aumentare a 50 entro il 2032 e a 64 o 66 nel 2054. La questione è che queste stime della forza prevista di SSN <strong>non tengono conto dell&#8217;impatto della vendita di tre o cinque sottomarini classe Virginia all&#8217;Australia </strong>nell&#8217;ambito dell&#8217;accordo AUKUS. Alcuni analisti temono che questa prevista riduzione dei livelli di forza degli SSN possa portare a un periodo di maggiore stress operativo per i sottomarini (equipaggi compresi) e forse a un periodo di indebolimento della deterrenza convenzionale contro potenziali avversari come la Repubblica Popolare Cinese.</p>



<p>Si propone pertanto <strong>un&#8217;alternativa al pilastro 1</strong> così com&#8217;è strutturato in questo momento, ovvero una divisione dei compiti tra Stati Uniti e Australia, in base alla quale gli SSN statunitensi svolgerebbero <strong>sia missioni USA sia australiane</strong>, mentre l&#8217;Australia investirebbe in capacità militari per svolgere altri compiti non legati ai sottomarini sia per l&#8217;Australia sia per gli Stati Uniti. Una tale divisione dei compiti, si afferma, potrebbe essere sostanzialmente simile a quelle già esistenti tra gli Stati Uniti e alcuni o tutti i suoi alleati NATO o altri (inclusa la stessa Australia) per capacità navali come portaerei, SSN, grandi navi da combattimento di superficie e navi anfibie, e per capacità non navali come (per citare solo alcuni esempi) armi nucleari, risorse spaziali e capacità ISR. In base a questa nuova divisione, il dispiegamento degli SSN statunitensi e britannici in Australia previsto dal pilastro 1 verrebbe comunque implementato. </p>



<p>Soprattutto verrebbero costruiti fino a otto SSN aggiuntivi di classe Virginia e, invece di venderne da tre a cinque all&#8217;Australia, quei battelli verrebbero mantenuti in servizio presso la U.S. Navy e gestiti dall&#8217;Australia insieme ai cinque SSN statunitensi e britannici che sono già previsti per essere gestiti dall&#8217;Australia nell&#8217;ambito dell&#8217;accordo. Inoltre, l&#8217;Australia, invece di <a href="https://it.insideover.com/difesa/aukus-laustralia-fissa-le-linee-industriali-e-strategiche-per-i-sottomarini-nucleari.html">utilizzare i fondi</a> per acquistare, costruire, gestire e mantenere i propri SSN, investirebbe tali fondi <strong>in altre capacità militari</strong>, come, ad esempio, missili antinave a lungo raggio, droni, munizioni vaganti, bombardieri a lungo raggio B-21 o altri aerei d&#8217;attacco a lungo raggio, o sistemi per la difesa da attacchi con missili balistici, missili da crociera, aerei con equipaggio o droni, in modo da creare una capacità australiana per svolgere altre missioni. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Missioni australiane, mezzi americani</h2>



<p>Il Congresso ipotizza anche la continuazione della condivisione della tecnologia di propulsione nucleare navale statunitense e della tecnologia sottomarina statunitense, degli investimenti australiani nella capacità di costruzione di sottomarini australiani e statunitensi e le altre azioni per supportare l&#8217;eventuale costruzione australiana di SSN, e <strong>quindi l&#8217;Australia alla fine costruirebbe i propri SSN</strong> riducendo a quel punto la necessità di sottomarini USA per svolgere missioni australiane.</p>



<p>Oppure, l&#8217;esecuzione delle missioni SSN australiane da parte di SSN statunitensi continuerebbe <strong>a tempo indeterminato</strong>, e invece di implementare la condivisione tecnologica, effettuare investimenti nella capacità di costruzione di sottomarini e intraprendere le altre azioni necessarie per costruire gli SSN, l&#8217;Australia continuerebbe a investire in altre capacità militari per supportare una continua divisione del lavoro con gli Stati Uniti. In base a questa variante, la dimensione della forza di SSN statunitensi verrebbe pertanto ampliata di otto imbarcazioni rispetto ai livelli precedentemente pianificati. </p>



<p>Questa revisione dell&#8217;AUKUS proposta dal Congresso è significativamente profonda ed è <strong>indicativa di come la Casa Bianca stia ridefinendo la propria postura in politica estera </strong>anche con alleati storici come l&#8217;Australia: il <em>leitmotiv </em>ora è “che vantaggi posso avere da un accordo qualsiasi” indipendentemente dal tipo di relazioni che sussitono. L&#8217;America First al suo estremo, e la fine del <em><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/asse-cina-russia-difficile-da-scalfire-lue-non-molli-mosca-parla-nye-il-teorizzatore-del-soft-power.html">soft power</a></strong></em>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/aukus-gli-stati-uniti-ora-pensano-di-non-cedere-i-sottomarini-allaustralia.html">AUKUS: gli Stati Uniti ora pensano di non cedere i sottomarini all&#8217;Australia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Ora più che mai serve un consiglio di sicurezza europeo</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/ora-piu-che-mai-serve-un-consiglio-di-sicurezza-europeo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 05:17:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9731445.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9731445.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9731445-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9731445-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9731445-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In questo momento storico serve un consiglio di sicurezza europeo per sbloccare l'Unione Europea dall'impasse burocratica</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/ora-piu-che-mai-serve-un-consiglio-di-sicurezza-europeo.html">Ora più che mai serve un consiglio di sicurezza europeo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9731445.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9731445.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9731445-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9731445-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9731445-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La messa in discussione dei legami transatlantici da parte della nuova amministrazione <strong>Trump</strong>, e il continuo e rapido deterioramento del panorama di sicurezza internazionale, devono essere l&#8217;ultimo campanello d&#8217;allarme per l&#8217;<strong>Unione Europea</strong> sul piano di una maggiore integrazione e su quello della ridefinizione dello stesso sistema fondante l&#8217;UE, troppo legato da vincoli burocratici che ne limitano l&#8217;agire. </p>



<p>La sfida per l&#8217;Europa è epocale, e uscirne vincitori significa poter restare protagonisti in uno scenario internazionale dove “giganti” dettano le modalità e le tempistiche dei cambiamenti che stiamo osservando, che si susseguono a un ritmo quasi frenetico mandando in frantumi l&#8217;ordine internazionale che aveva retto le sorti del mondo per decenni. </p>



<p>I <a href="https://moderndiplomacy.eu/2026/01/26/decoding-trumps-coercive-demonstration-and-u-turn-at-davos/">messaggi </a>da <strong>Washington </strong>sono oltremodo chiari: le alleanze sopravvivono solo se servono l&#8217;interesse nazionale immediato statunitense e tutto il resto è negoziabile. Mettendo apertamente in discussione l&#8217;affidabilità della NATO, etichettandola come &#8220;ingrata&#8221;, mettendo in dubbio gli impegni di difesa reciproci, minacciando dazi agli alleati e lanciando apertamente l&#8217;idea di acquisire la Groenlandia, il messaggio implicito degli USA all&#8217;Europa è che la protezione non è più gratuita e la sovranità è condizionata. Dall&#8217;altro lato, una <strong>Russia </strong>sempre più intenta all&#8217;affannoso recupero della sua sfera di influenza, guarda alla nuova politica statunitense con attenzione e interesse, cercando di carpire segnali di crisi in cui innestarsi, per separare gli storici alleati, dividere il fronte europeo e così poter eliminare il Vecchio Continente dalla lista delle sue minacce economiche e politiche: se non esistesse più un&#8217;area di libero scambio in Europa, se il modello europeo fallisse e con esso la <strong>NATO </strong>per come la conosciamo oggi (ovvero se venissero a mancare le garanzie di sicurezza USA), Mosca avrebbe più opportunità di attrarre a sé – in un modo o nell&#8217;altro – i Paesi del vecchio spazio sovietico. </p>



<p>Da questo punto di vista anche la Casa Bianca ha scoperto le sue carte: nell&#8217;ultima <strong>National Security Strategy</strong>, diffusa lo scorso dicembre, è stato messo nero su bianco che gli Stati Uniti intendono sostenere i sovranismi europei col fine di distruggere quell&#8217;ente sovranazionale (l&#8217;UE) che rischia di diventare un competitor globale non solo dal punto di vista economico. In quel di Washington lo sanno da tempo: se prima una difesa europea veniva vista di buon occhio per la condivisione del peso della sicurezza europea e per avere un altro appoggio per le guerre statunitensi, ora <a href="https://it.insideover.com/difesa/uneuropa-capace-di-difendersi-negli-usa-qualcuno-non-la-vuole.html">l&#8217;avversione per questa possibilità è palese</a>. Significa che il timore che l&#8217;UE possa diventare un attore politico e non solo economico (e normativo) esiste. </p>



<p>Di campanelli di allarme ce ne sono stati tanti, e non sono stati recepiti nel modo giusto dai leader europei salvo qualche eccezione: in occasione del frettoloso ritiro USA dall&#8217;Afghanistan, il presidente francese Emmanuel Macron aveva affermato a chiare lettere che ci fosse bisogno di <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/alleuropa-serve-autonomia-strategica-cosi-il-presidente-macron-al-consiglio-atlantico.html">autonomia strategica</a></strong> in Europa. La reazione UE fu il nascere del nucleo della difesa europea: quel primo contingente di personale per effettuare l&#8217;<em>early entry</em> in caso di necessità. Anche la stessa NATO sta cambiando: l&#8217;esercitazione Steadfast Dart lanciata nei giorni scorsi è la più grande esercitazione dell&#8217;Alleanza programmata per questo 2026 a cui non partecipano le forze statunitensi. </p>



<p>In questo quadro generale la <strong>Germania </strong>ha <a href="https://www.defensenews.com/global/europe/2026/01/29/germany-proposes-two-speed-eu-to-hasten-defense-buildup/">riproposto </a>una vecchia idea per avere una UE più efficace che aggiri il tradizionale processo decisionale consensuale in modo da accelerare la cooperazione in materia di difesa e la competitività industriale. Un&#8217;<strong>Unione Europea a due velocità</strong> con un blocco di sei Paesi economicamente più forti (Germania, Francia, Italia, Polonia, Spagna e Olanda) che decidono le sorti della comunità intera. Tuttavia, questo approccio rischia di frantumare la coesione europea alienando i membri dell&#8217;UE che sono favorevoli a una più profonda integrazione ma non fanno parte del gruppo dei sei. </p>



<p>Esiste un&#8217;altra soluzione? Sì, ed è la nascita di un <strong>consiglio di sicurezza europeo</strong> che vede la presenza, oltre ai sei Paesi già citati, di un altro Paese dell&#8217;Unione scelto con rotazione annuale. Il passaggio fondamentale però, a differenza di un altro più famoso Consiglio di Sicurezza (quello dell&#8217;ONU), riguarda l&#8217;assenza del diritto di veto per i membri e il processo decisionale con voto a maggioranza. E il Parlamento Europeo? Suo compito sarebbe quello di ratificare le decisioni del consiglio di sicurezza non emergenziali, ed essere esclusivamente un organo consultivo per quelle più urgenti. In questo modo avremmo forse la razionalizzazione del procuremente militare a cui mirava il piano ReArm Europe ma che in sostanza non si è ancora vista. Vedremmo forse nascere hub regionali interni all&#8217;UE per la produzione degli assetti che servono agli Stati membri. Assisteremmo magari alla diffusione di una rete di eccellenza tecnologica comune con alcuni poli accademici/industriali prestabiliti e scelti in base alle competenze. Oppure vedremmo la nascita di una filiera per i microchip (con annesse strutture per la raffinazione delle importanti Terre Rare) in grado di mettere a sistema le eccellenze europee.</p>
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		<title>Usa, strategia di Sicurezza e strategia di Difesa: similitudini e differenze</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/usa-strategia-di-sicurezza-e-strategia-di-difesa-similitudini-e-differenze.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 05:47:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Pentagono]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1235" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Trump-vance-hegseth-e1769502362485.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Trump-vance-hegseth-e1769502362485.jpg 1235w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Trump-vance-hegseth-e1769502362485.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Trump-vance-hegseth-e1769502362485.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Trump-vance-hegseth-e1769502362485.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Trump-vance-hegseth-e1769502362485.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1235px) 100vw, 1235px" /></p>
<p>Ecco quali sono le similitudini e le differenze tra la nuova strategia di difesa nazionale e la strategia di sicurezza nazionale Usa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/usa-strategia-di-sicurezza-e-strategia-di-difesa-similitudini-e-differenze.html">Usa, strategia di Sicurezza e strategia di Difesa: similitudini e differenze</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1235" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Trump-vance-hegseth-e1769502362485.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Trump-vance-hegseth-e1769502362485.jpg 1235w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Trump-vance-hegseth-e1769502362485.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Trump-vance-hegseth-e1769502362485.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Trump-vance-hegseth-e1769502362485.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Trump-vance-hegseth-e1769502362485.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1235px) 100vw, 1235px" /></p>
<p>Il 23 gennaio il <strong>Dipartimento della Guerra</strong> statunitense ha rilasciato la sua <strong>Strategia di Difesa Nazionale</strong>. Il documento fa seguito alla <strong>Strategia di Sicurezza Nazionale</strong> (NSS) rilasciata a inizio dicembre dell&#8217;anno scorso, e fissa in modo molto più dettagliato le linee guida della politica estera della nuova amministrazione Trump.</p>



<p>Nell&#8217;introduzione del documento si afferma che per troppo tempo il governo degli Stati Uniti ha trascurato, perfino rifiutato, di mettere al primo posto gli americani e i loro interessi concreti. Le precedenti amministrazioni hanno sperperato i vantaggi militari, le vite, la buona volontà e le risorse del popolo in grandiosi progetti di <em>nation building</em>, <strong>in promesse autocelebrative di sostenere astrazioni utopistiche come l&#8217;ordine internazionale basato su regole.</strong> Il presidente Trump ha cambiato radicalmente questa situazione, mettendo gli americani al primo posto per rendere gli Stati Uniti di nuovo grandi. Il Dipartimento, pertanto, secondo l&#8217;intento statunitense non sarà più distratto da interventismo, guerre infinite, cambi di regime e <em>nation building</em>. Invece si metterà al primo posto gli interessi pratici e concreti del popolo americano, sostenendo una politica di<strong> vera pace attraverso la forza</strong>. Viene affermato perentoriamente che “saremo la spada e lo scudo per scoraggiare la guerra con l&#8217;obiettivo della pace”, ma restando pronti a combattere e vincere i conflitti necessari alla nazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pace attraverso la forza e non interventismo</h2>



<p>Anche in questo documento, come nella strategia di sicurezza nazionale, viene riaffermato il principio del <strong>non interventismo</strong> ovvero una postura diversa dall&#8217;isolazionismo. Viene detto infatti che significa avere un approccio mirato e genuinamente strategico alle minacce che gli Stati Uniti devono affrontare e gestire al meglio. Anche qui viene sottolineato che questo approccio si basa su un <strong>realismo flessibile e pratico</strong> che guarda al mondo con chiarezza, essenziale per servire gli interessi americani. Ancora una volta si afferma che l&#8217;America è al primo posto e che la pace va ottenuta attraverso la forza. </p>



<p>Si sottolineano anche alcuni aspetti chiave della politica estera statunitense, che stiamo già osservando. Si afferma che i confini americani sono stati violati, i narcoterroristi e altri nemici sono diventati più potenti in tutto l&#8217;emisfero occidentale e l&#8217;accesso degli Stati Uniti a territori chiave come il <strong>Canale di Panama</strong> e la <strong>Groenlandia </strong>è stato sempre più messo in dubbio. Nel frattempo, in Europa, dove il presidente Trump aveva precedentemente guidato gli alleati della NATO a iniziare a prendere sul serio la loro difesa, l&#8217;ultima amministrazione li ha di fatto incoraggiati a fare i <em>free rider</em>, lasciando l&#8217;Alleanza incapace di scoraggiare o rispondere efficacemente all&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina. In <strong>Medio Oriente</strong>, Israele ha dimostrato di essere in grado e disposto a difendersi dopo i barbari attacchi del 7 ottobre – in breve, di essere un alleato modello. Eppure, anziché rafforzare Israele, l&#8217;ultima amministrazione gli ha legato le mani. Nel frattempo, la <strong>Cina </strong>e il suo esercito sono diventati più potenti nella regione indo-pacifica, l&#8217;area di mercato più grande e dinamica del mondo, con implicazioni significative per la sicurezza, la libertà e la prosperità degli americani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La questione cinese </h2>



<p>Una similitudine fondamentale tra i due documenti, che non stupisce affatto, è appunto la narrazione sulla <strong>minaccia cinese</strong>, anche se nella Strategia di Difesa Nazionale i toni sono leggermente diversi rispetto alla Strategia di Sicurezza Nazionale. Nel primo documento si sosteneva infatti che ci fossero 30 anni di errate convinzioni americane sulla Cina: in particolare, che aprendo i mercati a Pechino, incoraggiando le imprese americane a investire in Cina ed esternalizzando la produzione in quel Paese, si sarebbe facilitato l&#8217;ingresso della Cina nel cosiddetto &#8220;ordine internazionale basato sulle regole&#8221;. Ciò non è accaduto. La Cina è diventata ricca e potente, e ha usato la sua ricchezza e il suo potere a suo considerevole vantaggio. L&#8217;<strong>Indo-Pacifico</strong>, fonte di quasi la metà del PIL mondiale a parità di potere d&#8217;acquisto (PPA) e di un terzo in base al PIL nominale, continuerà a essere tra i principali campi di battaglia economici e geopolitici del prossimo secolo e per prosperare gli USA devono competere con successo in quella regione approfondendo ulteriormente i legami commerciali, culturali, tecnologici e di difesa, e riaffermando l&#8217;impegno per un Indo-Pacifico libero e aperto. </p>



<p>Nella NSS si afferma che gli USA intendono scoraggiare un conflitto per Taiwan, idealmente preservando la superiorità militare, ovvero costruendo “un esercito in grado di negare l&#8217;aggressione in qualsiasi punto della Prima Catena Insulare”. Nella Strategia di Difesa Nazionale si precisa che sebbene la Cina si trovi ad affrontare sfide interne molto significative in termini economici, demografici e sociali, il suo potere sta crescendo. Pechino ha già speso <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/la-cina-ha-tante-armi-ma-non-e-detto-che-sia-anche-capace-di-combattere-e-vincere.html">ingenti somme di denaro per l&#8217;Esercito Popolare di Liberazione</a></strong> negli ultimi anni, spesso a scapito delle priorità interne. Eppure, la Cina può ancora permettersi di spendere ancora di più per le sue forze armate, se decidesse di farlo, e ha dimostrato di saperlo fare in modo efficace. In effetti, la velocità, la portata e la qualità dello storico rafforzamento militare della Cina parlano da sole, comprese le forze progettate per operazioni nel Pacifico occidentale e quelle in grado di <strong>raggiungere obiettivi molto più lontani</strong>.</p>



<p>Questo è importante per gli interessi americani. Si precisa che se la Cina – o chiunque altro – dominasse l&#8217;Indo-Pacifico, sarebbe in grado di porre di fatto il veto all&#8217;accesso degli americani al centro di gravità economico mondiale, <strong>con implicazioni durature per le prospettive economiche USA</strong>, inclusa la capacità di reindustrializzarsi. Ecco perché la NSS ordina al Dipartimento della Guerra di mantenere un equilibrio favorevole del potere militare nell&#8217;Indo-Pacifico. Non per dominare, umiliare o strangolare la Cina. Al contrario, l&#8217;obiettivo è molto più ampio e ragionevole: è semplicemente garantire che <strong>né la Cina né nessun altro possa dominare gli Stati Uniti o gli alleati</strong>. Ciò non richiede un cambio di regime o qualche altra lotta esistenziale. Piuttosto – si afferma forse con un po&#8217; troppa sicumera – una pace dignitosa, a condizioni favorevoli agli americani ma che anche la Cina possa accettare e sotto cui vivere, è possibile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ritorna la Russia </h2>



<p>Nella Strategia di Difesa Nazionale compare la <strong>Russia </strong>che era sparita dalla NSS. Si afferma infatti che la Russia continuerà a rappresentare una <strong>minaccia persistente</strong> <strong>ma gestibile</strong> per i membri orientali della NATO nel prossimo futuro. Infatti, sebbene la Russia soffra di diverse difficoltà demografiche ed economiche, la guerra in corso in Ucraina dimostra che detiene ancora profonde riserve di potenza militare e industriale. La Russia ha anche dimostrato di possedere la determinazione nazionale necessaria per sostenere una guerra prolungata nei suoi confini più prossimi. Inoltre, sebbene la minaccia militare russa sia principalmente concentrata sull&#8217;Europa orientale, <strong>la Russia possiede anche il più grande arsenale nucleare al mondo, che continua a modernizzare e diversificare,</strong> nonché capacità sottomarine, spaziali e informatiche che potrebbe impiegare contro gli USA. Alla luce di ciò, il Dipartimento garantisce che le forze statunitensi sono pronte a difendersi dalle minacce russe agli USA e che continuerà a svolgere un ruolo vitale all&#8217;interno della NATO stessa, anche mentre si calibra la postura e le attività delle forze statunitensi nel teatro europeo per meglio tenere conto della minaccia russa agli interessi americani.</p>



<p>Il documento sostiene che Mosca non sia in grado di ambire all&#8217;egemonia europea. <strong>La NATO europea (ovvero senza gli USA ndr) surclassa la Russia in termini di dimensioni economiche, popolazione e, quindi, potenza militare latente.</strong> Allo stesso tempo, sebbene l&#8217;Europa rimanga importante, detiene una quota minore e in calo del potere economico globale. Ne consegue che, sebbene gli Stati Uniti siano e rimangano impegnati in Europa, debbano – e lo faranno – dare priorità alla difesa della patria e alla <strong>deterrenza nei confronti della Cina</strong>. Certamente questa priorità al teatro indopacifico non è affatto nuova, ma per la prima volta viene messo nero su bianco che a contenere la Russia debbano pensare gli alleati europei della NATO, in considerazione delle differenze economiche e demografiche tra le due parti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Iran e Corea del Nord </h2>



<p>Viene citato anche l&#8217;<strong>Iran</strong> come minaccia alla sicurezza statunitense, affermando che nonostante le gravi battute d&#8217;arresto subite negli ultimi mesi, il Paese sembra intenzionato a ricostituire le sue forze militari convenzionali. I leader iraniani hanno anche lasciato aperta la possibilità di un <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/liran-sta-ripristinando-i-siti-nucleari-sotterranei.html">nuovo tentativo di ottenere un&#8217;arma nucleare</a></strong>, anche rifiutandosi di impegnarsi in negoziati significativi. Inoltre, sebbene i proxy dell&#8217;Iran siano stati gravemente degradati, potrebbero anche cercare di ricostruire infrastrutture e capacità devastate. </p>



<p>La <strong>Corea del Nord</strong> viene presentata come una minaccia militare diretta per la Corea del Sud e per il Giappone, entrambi alleati degli Stati Uniti. Sebbene molte delle grandi forze convenzionali della Corea del Nord siano obsolete o in cattive condizioni di manutenzione, <strong>la Corea del Sud deve rimanere vigile contro la minaccia di un&#8217;invasione nordcoreana.</strong> Le forze missilistiche della Corea del Nord sono anche in grado di colpire obiettivi nel Sud e in Giappone con armi convenzionali e nucleari, nonché con altre armi di distruzione di massa. Allo stesso tempo, le forze nucleari del Nord sono sempre più in grado di minacciare il territorio nazionale degli Stati Uniti. Queste forze stanno crescendo in dimensioni e sofisticazione e rappresentano un chiaro e concreto pericolo di attacco nucleare contro il territorio nazionale americano.</p>



<p>Questo breve paragrafo sulla Corea del Nord, tematica totalmente assente nella NSS, molto probabilmente indica che Gli Stati Uniti recupereranno la loro politica di contenimento di Pyongyang in modo assertivo come fatto durante la precedente amministrazione Trump.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/usa-strategia-di-sicurezza-e-strategia-di-difesa-similitudini-e-differenze.html">Usa, strategia di Sicurezza e strategia di Difesa: similitudini e differenze</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217; Opa del Giappone sul Sud-Est Asiatico: così Tokyo vuole contenere l&#8217;influenza cinese</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/l-opa-del-giappone-sul-sud-est-asiatico-cosi-tokyo-vuole-contenere-linfluenza-cinese.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Jan 2026 07:07:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Cinese Meridionale]]></category>
		<category><![CDATA[navi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260124104416927_0475a9af685a111eeff3483c27126ce4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260124104416927_0475a9af685a111eeff3483c27126ce4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260124104416927_0475a9af685a111eeff3483c27126ce4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260124104416927_0475a9af685a111eeff3483c27126ce4-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260124104416927_0475a9af685a111eeff3483c27126ce4-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260124104416927_0475a9af685a111eeff3483c27126ce4-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260124104416927_0475a9af685a111eeff3483c27126ce4-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Giappone rafforza la sua presenza nel Sud-Est asiatico intrecciando sicurezza e cooperazione militare per contenere l’influenza cinese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/l-opa-del-giappone-sul-sud-est-asiatico-cosi-tokyo-vuole-contenere-linfluenza-cinese.html">L&#8217; Opa del Giappone sul Sud-Est Asiatico: così Tokyo vuole contenere l&#8217;influenza cinese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260124104416927_0475a9af685a111eeff3483c27126ce4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260124104416927_0475a9af685a111eeff3483c27126ce4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260124104416927_0475a9af685a111eeff3483c27126ce4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260124104416927_0475a9af685a111eeff3483c27126ce4-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260124104416927_0475a9af685a111eeff3483c27126ce4-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260124104416927_0475a9af685a111eeff3483c27126ce4-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260124104416927_0475a9af685a111eeff3483c27126ce4-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La recente e decisa virata del <strong>Giappone </strong>verso il <strong>Sud Est Asiatico</strong> racchiude molto più di un semplice tentativo di offrire nuovi, interessanti, <strong>sbocchi commerciali</strong> ai suoi colossi economici. Sul tavolo c&#8217;è ben altro: la volontà di espandere le relazioni in materia di sicurezza nell&#8217;area indo-pacifica per ridimensionare l&#8217;influenza della <strong>Cina</strong>. </p>



<p>Le ultime dichiarazioni della premier nipponica <a href="https://it.insideover.com/politica/profilo-takaichi-sanae-la-donna-che-punta-a-guidare-il-giappone.html">Takaichi Sanae</a> non hanno affatto nascosto questa esigenza. La signora ha infatti dichiarato che un ipotetico <a href="https://it.insideover.com/difesa/cina-2030-invasione-di-taiwan-ecco-che-cosa-succederebbe-se-la-spedizione-fosse-un-fallimento.html">attacco di Pechino a Taiwan</a> potrebbe innescare una <strong>risposta militare giapponese</strong>. Takaichi ha quindi aggiunto un altro particolare forse ignorato dai più: un eventuale attacco alle navi da guerra statunitensi, presumibilmente inviate da Washington per rompere il blocco cinese sull&#8217;isola, potrebbe costringere il <a href="https://it.insideover.com/economia/blocchi-allexport-e-terre-rare-cosi-la-cina-vuole-mettere-in-crisi-il-giappone.html">Giappone a intervenire militarmente</a>, sia per difendere se stessa sia per sostenere il proprio alleato. </p>



<p>Basta unire i puntini – dossier economici, necessità militari e geopolitiche &#8211; e si capisce perché il Giappone stia lavorando per mettere stabili radici nei dintorni del conteso <strong>Mar Cinese Meridionale</strong>. Per comprendere come si sta muovendo Tokyo in loco, basta dare un&#8217;occhiata a quanto accaduto pochi giorni fa con le <strong>Filippine</strong>. Le parti hanno infatti firmato un nuovo <strong>patto di difesa</strong> per consentire un agevole trasferimento di materiali tra le rispettive forze armate.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="775" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260124104430274_edadfb935917bd3f3a174bd7fbb44d15-1024x775.jpg" alt="" class="wp-image-502895" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260124104430274_edadfb935917bd3f3a174bd7fbb44d15-1024x775.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260124104430274_edadfb935917bd3f3a174bd7fbb44d15-300x227.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260124104430274_edadfb935917bd3f3a174bd7fbb44d15-768x581.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260124104430274_edadfb935917bd3f3a174bd7fbb44d15-1536x1162.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260124104430274_edadfb935917bd3f3a174bd7fbb44d15-600x454.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260124104430274_edadfb935917bd3f3a174bd7fbb44d15.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il patto con le Filippine: un segnale alla Cina</strong></h2>



<p>Giappone e Filippine, dicevamo, hanno firmato un patto di difesa che consentirà la fornitura esentasse di <strong>munizioni</strong>, <strong>carburante</strong>, <strong>cibo </strong>e altri <strong>beni di prima necessità</strong> ogni volta che le <strong>forze armate</strong> dei due Paesi organizzeranno <strong>addestramenti congiunti</strong>, per rafforzare la deterrenza contro la crescente aggressione cinese nella regione e in preparazione alle catastrofi naturali. </p>



<p>Non solo: all&#8217;interno dell&#8217;<strong>Accordo di Acquisizione e Interscambio di Servizi </strong>firmato a Manila dal ministro degli Esteri nipponico, <strong>Toshimitsu Motegi</strong>, e dalla Segretaria degli Esteri filippina, <strong>Theresa Lazaro</strong>, c&#8217;è dell&#8217;altro. Cosa? Nuovi <strong>aiuti per la sicurezza</strong> e lo <strong>sviluppo economico</strong>, compresi finanziamenti per la costruzione di rifugi di sicurezza per imbarcazioni e l&#8217;espansione dell&#8217;accesso a Internet nelle province più povere. </p>



<p>&#8220;Entrambi abbiamo riconosciuto l&#8217;importanza di promuovere lo stato di diritto, compresa la libertà di navigazione e di sorvolo, soprattutto nel Mar Cinese Meridionale&#8221;, ha affermato Lazaro. <strong>È qui che il riferimento va alla Cina. </strong>Motegi ha non a caso aggiunto che i due Paesi &#8220;hanno concordato nel continuare a opporsi ai tentativi unilaterali di cambiare lo status quo con la forza o la coercizione nel Mar Cinese Orientale e Meridionale&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="739" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260124104437195_2ee9fb65b7cc2ffa4a2ea6bb17a214dc-1024x739.jpg" alt="" class="wp-image-502896" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260124104437195_2ee9fb65b7cc2ffa4a2ea6bb17a214dc-1024x739.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260124104437195_2ee9fb65b7cc2ffa4a2ea6bb17a214dc-300x216.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260124104437195_2ee9fb65b7cc2ffa4a2ea6bb17a214dc-768x554.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260124104437195_2ee9fb65b7cc2ffa4a2ea6bb17a214dc-1536x1108.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260124104437195_2ee9fb65b7cc2ffa4a2ea6bb17a214dc-600x433.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260124104437195_2ee9fb65b7cc2ffa4a2ea6bb17a214dc.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La strategia del Giappone</strong></h2>



<p>Ricordiamo che nel 2024 Giappone e Filippine avevano firmato l&#8217;<strong>Accordo di Accesso Reciproco,</strong> un&#8217;intensa valida ancora oggi che consente il dispiegamento delle forze militari di entrambi i Paesi nel territorio dell&#8217;altro per esercitazioni di combattimento congiunte (e su più ampia scala), anche a fuoco vivo. Tokyo ha inoltre più volte donato navi e altre attrezzature alla Guardia Costiera e alla Marina Militare di Manila. Adesso starebbe persino valutando la possibilità di vendere al partner <strong>navi da guerra</strong> di seconda mano e <strong>missili di difesa aerea</strong>. </p>



<p>In termini più generali, il Giappone ha raddoppiato il numero di Paesi della regione indo-pacifica che possono ricevere assistenza ufficiale alla sicurezza nell&#8217;ambito del programma <strong>Official Security Assistance (Osa)</strong>, portandoli a otto, così da rafforzare i legami con le nazioni direttamente collegate alla sua sicurezza marittima. </p>



<p>Nella lista troviamo <strong>Filippine</strong>, <strong>Indonesia</strong>, <strong>Malesia</strong>, ma anche <strong>Sri Lanka</strong>, <strong>Thailandia</strong>, <strong>Tonga</strong>, <strong>Timor Est</strong> e <strong>Papua Nuova Guinea</strong>. L&#8217;Osa fornisce assistenza gratuita, come droni per la sorveglianza marittima e il trasporto di rifornimenti dopo calamità naturali, navi di pattugliamento e soccorso e attrezzature per la rimozione dei detriti dopo i disastri. </p>



<p>Il bilancio per l&#8217;anno fiscale 2025 ammontava a circa 54,8 milioni di dollari, in aumento rispetto ai circa 32 milioni dell&#8217;anno precedente. Per il 2026 sono stati messi a regime <strong>116 milioni</strong>, segnando un <strong>incremento del 112%</strong> su base annua.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260124104505272_652750c4e49f5b836027e7b75e82c6e3-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-502897" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260124104505272_652750c4e49f5b836027e7b75e82c6e3-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260124104505272_652750c4e49f5b836027e7b75e82c6e3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260124104505272_652750c4e49f5b836027e7b75e82c6e3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260124104505272_652750c4e49f5b836027e7b75e82c6e3-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260124104505272_652750c4e49f5b836027e7b75e82c6e3-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260124104505272_652750c4e49f5b836027e7b75e82c6e3.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>La Groenlandia al centro della Difesa dei &#8220;segnali&#8221;, ecco come risponderà l&#8217;Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/laurynas-maciulis-la-groenlandia-al-centro-della-guerra-fredda-dei-segnali-ecco-come-rispondera-leuropa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jan 2026 05:39:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Groenlandia]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1056" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/KSAT_ground_station_in_Svalbard-e1767738217787.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/KSAT_ground_station_in_Svalbard-e1767738217787.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/KSAT_ground_station_in_Svalbard-e1767738217787.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/KSAT_ground_station_in_Svalbard-e1767738217787.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/KSAT_ground_station_in_Svalbard-e1767738217787.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/KSAT_ground_station_in_Svalbard-e1767738217787.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/KSAT_ground_station_in_Svalbard-e1767738217787.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Laurynas Mačiulis, CEO di Astrolight, spiega perché la Groenlandia sta diventando strategicamente essenziale per la sicurezza satellitare. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/laurynas-maciulis-la-groenlandia-al-centro-della-guerra-fredda-dei-segnali-ecco-come-rispondera-leuropa.html">La Groenlandia al centro della Difesa dei &#8220;segnali&#8221;, ecco come risponderà l&#8217;Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1056" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/KSAT_ground_station_in_Svalbard-e1767738217787.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/KSAT_ground_station_in_Svalbard-e1767738217787.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/KSAT_ground_station_in_Svalbard-e1767738217787.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/KSAT_ground_station_in_Svalbard-e1767738217787.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/KSAT_ground_station_in_Svalbard-e1767738217787.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/KSAT_ground_station_in_Svalbard-e1767738217787.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/KSAT_ground_station_in_Svalbard-e1767738217787.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;<strong>Artico</strong> sta diventando un punto &#8220;caldo&#8221; della geopolitica e la <strong>Groenlandia</strong>, al centro delle cronache per l&#8217;interesse reclamato dagli Stati Uniti, viene considerata un&#8217;area fondamentale per la <strong>sicurezza europea.</strong> Da quando la Russia ha intensificato le sue azioni di jamming satellitare e navale nella regione, soprattutto nel settore delle <strong>Isole Svalbard</strong>, gli analisti hanno registrato una estensione della &#8220;guerra elettronica&#8221; che interessa questa regione strategica, dove sta aumentando, al contempo, l&#8217;attività militare che sempre interessato, seppur marginalmente, queste gelide latitudini, mettendo a nudo una serie di vulnerabilità nelle comunicazioni europee che passano per il Polo.</p>



<p>L&#8217;ESA, Agenzia spaziale europea, ha appena annunciato un contratto con l&#8217;azienda lituana di tecnologia spaziale e di difesa <strong>Astrolight</strong>, attraverso la sua sussidiaria danese, per costruire la prima stazione di terra ottica resistente ai jamming della regione. Utilizzando <strong>collegamenti laser non intercettabili</strong>, la stazione proteggerà grandi volumi di dati satellitari in un&#8217;area in cui la Russia interrompe regolarmente i sistemi a radiofrequenza.</p>



<p>Sarà la stazione di terra ottica più settentrionale mai costruita e la prima nell&#8217;<a href="https://www.newsweek.com/new-nato-allies-arctic-laser-base-will-counter-russia-and-china-11103886">Artico</a>, destinata a fornire comunicazioni oltre 10 volte più veloci e sicure a un costo inferiore del 70%, risolvendo un enorme &#8220;<em>collo di bottiglia</em>&#8220;.</p>



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https://twitter.com/EsaTelecoms/status/1988700905173311757
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<p>Abbiamo intervistato <strong>Laurynas Mačiulis</strong>, CEO di Astrolight, che spiega perché la Groenlandia sta diventando strategicamente essenziale per la sicurezza satellitare, come la comunicazione laser <strong>bypassa le interferenze russe</strong> e cosa questo significa per la resilienza artica dell&#8217;Europa.</p>



<p><strong>Come è noto, la regione artica è sempre più considerata una delle principali aree di competizione strategica tra NATO, Russia e Cina. In questo contesto già teso e in evoluzione, quali rischi corrono le infrastrutture di comunicazione europee e quali contromisure possono essere realisticamente messe in atto?</strong></p>



<p>&#8220;Nell&#8217;Artico, come altrove, l&#8217;Europa è esposta ai rischi della guerra ibrida: danni ai cavi sottomarini e alle infrastrutture critiche, aumento delle attività di sorveglianza e di ricognizione, interferenze e spoofing del GPS. In risposta, la NATO ha rafforzato la sua presenza nelle acque artiche. Per quanto riguarda le interferenze GPS, l&#8217;Alleanza ha lanciato l&#8217;iniziativa Northlink per creare una rete di comunicazioni satellitari sicura e resiliente per l&#8217;Artico. Un&#8217;altra contromisura efficace ai rischi per la sicurezza nell&#8217;Artico è l&#8217;uso di comunicazioni laser resistenti alle interferenze come alternativa o backup alle radiofrequenze, sia in mare che nello spazio&#8221;.</p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🌐🪖NATO builds laser base in Greenland: Resilient communications against Arctic threats.<br><br>NATO, in cooperation with Lithuanian company Astrolight and the European Space Agency (ESA), is building the first Arctic Optical Ground Station (OGS) in Kangerlussuaq, Greenland.… <a href="https://t.co/C8iVk8YYrJ">pic.twitter.com/C8iVk8YYrJ</a></p>&mdash; 🌐geopolitics in the picture (@geogeolite) <a href="https://twitter.com/geogeolite/status/1994805812858958158?ref_src=twsrc%5Etfw">November 29, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p><strong>La Groenlandia è un punto particolarmente “caldo” rispetto ad altre aree artiche, nonostante il suo noto clima estremo? Quali sono i principali punti di forza del vostro piano e della “stazione” che Astrolight intende installare? In qualità di azienda specializzata in tecnologia spaziale e difesa, quale ruolo intende svolgere Astrolight in questo scenario e qual è la missione principale che perseguite?</strong></p>



<p>&#8220;La Groenlandia è diventata infatti sempre più importante nel contesto della sicurezza delle comunicazioni satellitari. Tradizionalmente, Svalbard è stata una località chiave per le comunicazioni satellitari grazie alla sua vicinanza alle orbite polari: la stazione di terra di Svalbard fornisce servizi a più satelliti di qualsiasi altra struttura al mondo. Tuttavia, con la crescente presenza della Russia nell&#8217;Artico, comprese attività come la sorveglianza delle navi e il jamming satellitare, Svalbard sta affrontando una maggiore vulnerabilità. La stazione di terra ottica che stiamo costruendo in Groenlandia sarà la prima in assoluto sull&#8217;isola e offrirà un&#8217;alternativa più sicura e un backup affidabile all&#8217;infrastruttura esistente di Svalbard. Inoltre, la stazione utilizzerà la comunicazione laser, che è molto più sicura dei tradizionali sistemi a radiofrequenza utilizzati a Svalbard. A differenza delle radiofrequenze, i raggi laser sono stretti e focalizzati, il che li rende quasi impossibili da disturbare o intercettare. Tutto ciò ci aiuterà a rendere l&#8217;infrastruttura di comunicazione satellitare nell&#8217;Artico più resiliente e affidabile&#8221;.</p>



<p><strong>Avete già riscontrato o documentato casi significativi di interferenze che hanno compromesso le comunicazioni nelle regioni che monitorate o in cui operate?</strong></p>



<p>&#8220;Finora, l&#8217;Europa ha registrato il maggior numero di casi documentati di interferenze. Ad esempio, i satelliti del Regno Unito sono stati recentemente disturbati per settimane. Abbiamo anche riscontrato casi isolati di interferenze, come quando il disturbo del segnale GPS da parte della Russia ha costretto l&#8217;aereo con a bordo la presidente Ursula von der Leyen a passare alla navigazione di riserva. Nella regione del Mar Baltico, le interferenze GPS hanno ripetutamente disturbato le navi e gli aerei dei Paesi circostanti. L&#8217;Amministrazione marittima svedese afferma che i marinai stanno ora tornando a misure “vecchia scuola” come i fari, dato che le interferenze russe si intensificano.</p>



<p>Anche i servizi commerciali sono stati colpiti. Ad esempio, l&#8217;anno scorso Finnair ha dovuto sospendere temporaneamente i voli per Tartu, in Estonia, a causa delle interferenze GPS. I funzionari estoni hanno collegato questo fatto agli attacchi della Russia. Non ci sono informazioni rese pubbliche sui tentativi di interferenza con i satelliti statunitensi. Tuttavia, alti funzionari della <a href="https://it.insideover.com/difesa/guerre-spaziali-usa-space-force-e-intelligence-uniscono-le-forze-in-nome-dei-satelliti-e-delle-informazioni.html">US Space Force </a>hanno ripetutamente messo in guardia sul crescente rischio che le capacità di interferenza di Russia e Cina, comprese le interferenze e gli attacchi informatici, rappresentano per le risorse spaziali e militari degli Stati Uniti&#8221;.</p>



<p><strong>A titolo più personale, in qualità di cittadino europeo e lituano, posso chiederle se è sinceramente preoccupata non solo per l&#8217;ingerenza russa nell&#8217;area NATO, ma anche per la possibilità di un confronto con la Federazione Russa che potrebbe andare oltre la zona grigia della guerra ibrida – compresa la guerra elettronica e dei segnali – e portare a un coinvolgimento diretto sul campo?</strong></p>



<p>“Sì, sono preoccupata, e questo è uno dei motivi per cui sto investendo molto del mio tempo in Astrolight per migliorare le capacità di difesa del nostro Paese”.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/laurynas-maciulis-la-groenlandia-al-centro-della-guerra-fredda-dei-segnali-ecco-come-rispondera-leuropa.html">La Groenlandia al centro della Difesa dei &#8220;segnali&#8221;, ecco come risponderà l&#8217;Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Trump ricopre d&#8217;oro il Pentagono: mille miliardi per la Difesa</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/trump-ricopre-doro-il-pentagono-mille-miliardi-di-dollari-per-la-difesa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Dec 2025 07:56:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Pentagono]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Trump-ricopre-doro-il-Pentagono-Mille-miliardi-di-dollari-per-la-Difesa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Trump-ricopre-doro-il-Pentagono-Mille-miliardi-di-dollari-per-la-Difesa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Trump-ricopre-doro-il-Pentagono-Mille-miliardi-di-dollari-per-la-Difesa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Trump-ricopre-doro-il-Pentagono-Mille-miliardi-di-dollari-per-la-Difesa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Trump-ricopre-doro-il-Pentagono-Mille-miliardi-di-dollari-per-la-Difesa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Trump-ricopre-doro-il-Pentagono-Mille-miliardi-di-dollari-per-la-Difesa-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Trump-ricopre-doro-il-Pentagono-Mille-miliardi-di-dollari-per-la-Difesa-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un piano da circa mille miliardi di dollari: Donald Trump ha firmato il National Defense Authorization Act (Ndaa), il documento di bilancio della Difesa americana, per l&#8217;anno fiscale 2026, un piano che mette in campo risorse notevoli e impone un aumento del 13% dei fondi per le forze armate americane. Come Trump finanzierà il Pentagono &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/trump-ricopre-doro-il-pentagono-mille-miliardi-di-dollari-per-la-difesa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Trump-ricopre-doro-il-Pentagono-Mille-miliardi-di-dollari-per-la-Difesa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Trump-ricopre-doro-il-Pentagono-Mille-miliardi-di-dollari-per-la-Difesa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Trump-ricopre-doro-il-Pentagono-Mille-miliardi-di-dollari-per-la-Difesa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Trump-ricopre-doro-il-Pentagono-Mille-miliardi-di-dollari-per-la-Difesa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Trump-ricopre-doro-il-Pentagono-Mille-miliardi-di-dollari-per-la-Difesa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Trump-ricopre-doro-il-Pentagono-Mille-miliardi-di-dollari-per-la-Difesa-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Trump-ricopre-doro-il-Pentagono-Mille-miliardi-di-dollari-per-la-Difesa-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un piano da <strong>circa mille miliardi di dollari: Donald Trump</strong> ha firmato il <strong>National Defense Authorization Act</strong> (Ndaa), il documento di bilancio della Difesa americana, per l&#8217;anno fiscale 2026, un piano che mette in campo risorse notevoli e impone un aumento del 13% dei fondi per le forze armate americane.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come Trump finanzierà il Pentagono nel 2026</h2>



<p><strong>Si parte dal finanziamento standard del Dipartimento per la Difesa, </strong>aumentato di 8 miliardi dal Congresso nel round di discussione e approvazione del disegno di legge rispetto alle richieste iniziali di The Donald a <strong>901 miliardi di dollari. </strong>Questo integra <a href="https://www.military.com/daily-news/2025/12/19/trump-signs-law-2026-military-pay-raise-heres-how-much-youll-get.html">un aumento del 3,8% della paga dei militari in servizio attivo</a>, del 2,8% della pensione ai veterani e del 2,4% delle indennità di missione. Di questi 901 miliardi di dollari, <strong>848 includono spese obbligatoriamente da sostenere nell&#8217;anno fiscale 2026</strong>, e a ciò si aggiungeranno <strong>113 miliardi stanziati nel 2025 ma che saranno spesi nel 2026</strong>. </p>



<p>La spesa sostanziale, dunque, ammonta a <strong>961 miliardi di dollari</strong>, minore del totale dell&#8217;investimento da 1.010 miliardi di dollari che il <strong>Dipartimento della Difesa rivendica</strong> sul suo sito. La somma, probabilmente, si raggiungerà con altre voci di spesa: la quota allocata nel 2026 di un piano di <strong>investimento in potenziamento in sistemi della Difesa dalla durata di 10 anni e dal valore di 150 miliardi di dollari</strong>, <a href="https://www.insidegovernmentcontracts.com/2025/07/one-big-beautiful-bill-act-makes-150b-investment-in-defense/">approvato con lo One Big Beautiful Bill Act</a>, e i fondi provenienti dal Dipartimento dell&#8217;Energia per coprire parte dei costi di ammodernamento della <strong>triade nucleare americana, stimati in 60 miliardi di dollari</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Volano le spese per la Difesa</h2>



<p>&#8220;Anche nei periodi migliori, il processo di bilancio del Dipartimento della Difesa è difficile da comprendere, ma quest&#8217;anno è ancora più complicato del solito&#8221;,<a href="https://www.thecipherbrief.com/the-math-behind-trump-s-1-trillion-defense-budget"> nota <em>The Cipher Brief</em></a> sottolineando le diversità di provenienza delle varie voci di spesa. </p>



<p>Quel che è certo, però, è che il Pentagono guidato da <strong>Pete Hegseth avrà un budget senza precedenti</strong> per provare a potenziare la spinta del sistema militare Usa verso il mantenimento di una leadership su ogni teatro e campo di operazione. </p>



<p>Mentre l&#8217;Europa fatica a strutturare un piano di potenziamento delle forze armate continentali e i bilanci dei Paesi membri dell&#8217;Ue si evolvono a macchia di leopardo, gli Usa possono allocare risorse in forma crescente con una maggiore elasticità, anche partendo da un contesto che <strong>vede Washington detenere di gran lunga il primo bilancio militare al mondo.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">I cambi nei programmi</h2>



<p>Il Pentagono, si legge nella comunicazione ufficiale, piazzerà 170,9 miliardi di dollari nelle spese trasversali (logistica, intelligence, comando e controllo, direzione delle operazioni interforze e via dicendo), 197,4 miliardi nell&#8217;esercito, 292,2 miliardi per la Marina e 301,1 per l&#8217;Us Air Force, inclusi anche 40 miliardi di dollari per la Space Force il cui budget sale del 30%. </p>



<p>Si risparmia su alcuni dossier (si tagliano da 74 a 47 i caccia F-35 da acquistare, si riducono da 14 miliardi a 400 milioni i finanziamenti all&#8217;Ucraina) ma si mira a <strong>rafforzare la capacità di <a href="https://it.insideover.com/economia/trump-i-dazi-sullacciaio-e-la-sponda-usa-giappone-cosa-sta-succedendo.html">cantieristica navale americana</a>,</strong> a rilanciare la produzione dei caccia F-15 Eagle II, a studiare il futuro F-47, a rafforzare con circa 10,5 miliardi la produzione balistica ipersonica e convenzionale, financo a potenziare la sicurezza dei confini (5 miliardi di dollari). </p>



<h2 class="wp-block-heading">Quattrini in nome del principio America First</h2>



<p><strong><a href="https://www.lemonde.fr/en/international/article/2025/12/19/us-sets-record-defense-budget-but-imposes-limits-on-donald-trump-s-military-ambitions_6748683_4.html">Una lunga lista della spesa,</a> quella di Trump: del resto, non c&#8217;è America First</strong> senza un efficace e profondo <strong>strumento militare</strong> in grado di effettuare una solida proiezione in profondità. <strong>A Washington il compito di capire quali siano i teatri prioritari e le sfide strategiche per eccellenza</strong>: per Trump, però, il Pentagono resta il centro della capacità di proiezione imperiale degli Usa. E questo, per il presidente che si vanta di aver fatto finire otto guerre, certifica la torsione militarista dell&#8217;amministrazione.</p>



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