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	<title>Difesa aerea Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Tue, 31 Mar 2026 04:51:12 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Difesa aerea Archives - InsideOver</title>
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		<title>Così l&#8217;Iran colpisce le basi Usa che nessuno ha pensato a proteggere</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/cosi-liran-colpisce-le-basi-usa-che-nessuno-ha-pensato-a-proteggere.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 04:51:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Awacs]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa aerea]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
		<category><![CDATA[Us Air Force (Usaf)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-30-at-17.23.03.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-30-at-17.23.03.jpeg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-30-at-17.23.03-300x225.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-30-at-17.23.03-1024x768.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-30-at-17.23.03-768x576.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-30-at-17.23.03-600x450.jpeg 600w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Il recente attacco a una base aerea USA in Arabia Saudita pone il problema della protezione nelle installazioni: che fine hanno fatto?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/cosi-liran-colpisce-le-basi-usa-che-nessuno-ha-pensato-a-proteggere.html">Così l&#8217;Iran colpisce le basi Usa che nessuno ha pensato a proteggere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-30-at-17.23.03.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-30-at-17.23.03.jpeg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-30-at-17.23.03-300x225.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-30-at-17.23.03-1024x768.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-30-at-17.23.03-768x576.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-30-at-17.23.03-600x450.jpeg 600w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Il recente attacco iraniano alla base aerea saudita <strong>Prince Sultan</strong> situata ad Al Kharj, non lontano da Riad, avrebbe danneggiato “<a href="https://theaviationist.com/2026/03/27/iranian-attack-on-prince-sultan-air-base/">parecchie aerocisterne</a>” tipo KC-135 presenti nel sito e distrutto un aereo AWACS (<em>Airborne Warning and Control System</em>) E-3 “Sentry”. L&#8217;attacco, secondo quanto riferito, sarebbe stato condotto con un misto di missili balistici non specificati e droni <em>one way </em>Shahed-136, e a quanto sembra a colpire l&#8217;AWACS sarebbe stato proprio uno o più di questi ultimi.</p>



<p><strong>L&#8217;azione è identica a una precedente, effettuata il 6 marzo,</strong> in cui altre aerocisterne non specificate sono state danneggiate. <strong>La base aerea Prince Sultan è situata a circa 600 km dalla costa iraniana vicino alla capitale</strong>, e proprio per via di questa sua posizione avanzata risulta strategica per le operazioni aeree statunitensi ospitando aerei cisterna, velivoli AWACS e per la raccolta l&#8217;intelligence dei segnali (SIGINT). A causa della presenza statunitense, la base è stata bersaglio di attacchi aerei iraniani in diverse occasioni negli ultimi tempi che hanno causato anche la morte di militari USA di stanza nella base.</p>



<p>L&#8217;Iran dall&#8217;immediato inizio delle ostilità ha dimostrato la <strong>capacità di colpire le basi militari</strong> nella regione, comprese quelle statunitensi, bersagliandole con missili balistici e droni <em>one way</em>. In questo modo si è anche concentrato sul tentativo di degradazione delle capacità di osservazione avversarie avendo attaccato, e in alcuni casi distrutto, radar di scoperta e tracciamento come l&#8217;AN/TPY-2 a Muwaffaq al-Salti in Giordania, e l&#8217;AN/FPS-132 – radar da <em>Early Warning</em> – in Qatar, quest&#8217;ultimo acquistato dall&#8217;emirato nel 2013. Colpiti anche i radar di controllo del fuoco di batterie di Patriot così come <em>relais </em>satellitari.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">This satellite imagery is noteworthy. It appears to show at least two precise impact points on a large bunker used by U.S. forces at Al Udeid Air Base in Qatar 🇶🇦, located at 25°06&#39;45.71&quot;N 51°20&#39;43.17&quot;E. <br><br>Curious which munitions were used in that strike. <a href="https://t.co/unbsGZmZUc">https://t.co/unbsGZmZUc</a> <a href="https://t.co/CItRQjA9gr">pic.twitter.com/CItRQjA9gr</a></p>&mdash; Egypt&#39;s Intel Observer (@EGYOSINT) <a href="https://twitter.com/EGYOSINT/status/2032259062042161532?ref_src=twsrc%5Etfw">March 13, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Lo schema è evidente: l&#8217;Iran sta cercando di ridurre da un lato la capacità di “vedere” degli Stati Uniti, dall&#8217;altro quella più generale di colpire con gli attacchi alle aerocisterne: aver messo fuori combattimento “parecchie” di queste ultime significa che i caccia devono ridurre il loro rateo di missione. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I bandi per i rifugi</h2>



<p><em><a href="https://www.twz.com/news-features/hardened-underground-facilities-now-being-sought-for-al-udeid-air-base">The War Zone</a></em> riferisce che il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) sta quindi <strong>ricercando soluzioni più efficaci per proteggere le proprie truppe e capacità operative</strong>. Questa settimana, il Comando e le sue unità subordinate hanno pubblicato <strong>due bandi di gara rivolti ad aziende in grado di progettare e fornire infrastrutture rinforzate, inclusi rifugi sotterranei e bunker.</strong> Una necessità che si è presentata dopo che 13 soldati statunitensi sono stati uccisi, oltre 300 feriti e infrastrutture e attrezzature, come i già citati sistemi radar e velivoli, sono state distrutte o danneggiate dall&#8217;inizio dell&#8217;operazione Epic Fury, il 28 febbraio. Il <em><a href="https://www.nytimes.com/2026/03/25/us/politics/iran-us-bases.html">New York Times</a></em> riferisce anche che gli attacchi sono stati “talmente intensi” da costringere parte del personale presente nelle basi a spostarsi negli alberghi e altre strutture civili, lavorando sostanzialmente da remoto, con l&#8217;eccezione di piloti e personale di terra ovviamente.</p>



<p>La scorsa settimana, l&#8217;<strong>AFCENT (U.S. Air Forces Central)</strong> ha lanciato un bando di gara volto a cercare società costruttrici in grado di rafforzare la protezione delle forze presso la base aerea di Al Udeid in Qatar, la più grande installazione militare americana in Medio Oriente. Nel bando, ci ricorda ancora <em>The War Zone</em>, è presente <strong>la richiesta di costruzione di ulteriori strutture,</strong> tra cui uffici amministrativi, centri di comando e controllo, strutture per la prontezza operativa e il supporto vitale per il personale specializzato, ascensori e un parcheggio multipiano. Il CENTCOM, invece, ha fatto richiesta per strutture prefabbricate progettate per proteggere il personale da esplosioni e schegge che devono essere consegnabili al terminal merci dell&#8217;aeroporto internazionale King Hussein di Aqaba, in Giordania, esprimendo quindi una certa urgenza che si riflette in consegne entro 3, 15 e 30 giorni.</p>



<p>Viene ora da chiedersi per quale motivo ci si sia accorti della fragilità delle installazioni militari statunitensi in Medio Oriente a operazioni belliche ampiamente già iniziate. Da ben prima del fatidico 28 febbraio l<strong>a capacità iraniana di colpire a grande distanza con missili balistici e soprattutto droni <em>one way</em></strong> era ben nota: Israele è stato messo sotto stress da tutta una serie di fitti attacchi avvenuti negli anni precedenti che avevano evidenziato l&#8217;efficacia di questa possibilità. Probabilmente, proprio quegli attacchi che hanno danneggiato risorse militari israeliane ma in modo non grave, e il potenziamento delle difese aeree di Tel Aviv da parte statunitense, hanno fatto <strong>sopravvalutare la capacità USA di difendere le installazioni militari</strong>.</p>



<p>Soprattutto restiamo stupiti davanti alla <strong>cattiva organizzazione delle infrastrutture militari statunitensi</strong> nell&#8217;area del Medio Oriente, almeno di quelle colpite e di quelle per le quali si è reso necessario l&#8217;acquisto urgente di protezioni. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le misure che si prendevano un tempo</h2>



<p>Se potessimo guardare alla struttura di una base aerea durante la Guerra Fredda, vedremmo un assetto ben diverso rispetto alle attuali basi mediorientali utilizzate dall&#8217;U.S. Air Force. Innanzitutto, i velivoli in caso di operazioni belliche in cui vi fosse il rischio di reazione avversaria sarebbero stati <strong>dispersi nelle numerose piazzole presenti</strong>, collocate, a gruppi, a notevole distanza reciproca e molto spesso protette da terrapieni per evitare che le schegge di un&#8217;esplosione in una potessero avere effetti nelle altre vicine. Nella base saudita, invece, aerocisterne e AWACS erano ordinatamente parcheggiati negli spazi a margine delle piste, senza alcun tipo di protezione, e infatti è molto probabile che un singolo colpo possa aver danneggiato più aerocisterne in una sola volta. </p>



<p>La medesima situazione si ritrova anche in altre basi aeree, e non solo in Medio Oriente: immagini satellitari di Diego Garcia, nell&#8217;Oceano Indiano, mostrano la stessa identica metodologia di parcheggio dei velivoli. I <strong>centri di comando e controllo</strong> di una base aerea durante la Guerra Fredda, oltre a essere corazzati in bunker, erano anche diversificati per avere capacità di ridondanza in caso di attacco. Gli stessi cacciabombardieri erano posizionati all&#8217;interno di <strong>shelter corazzati </strong>quando non nelle piazzole protette, mentre alla vigilia e durante l&#8217;attuale conflitto abbiamo visto immagini di aerei ancora una volta parcheggiati uno di fianco all&#8217;altro presso le piste.</p>



<p>Forse, <strong>troppi anni di air show</strong> hanno influito su talune decisioni di sicurezza, insieme alla convinzione che sarebbero bastati pochi giorni di campagna aerea per portare Teheran a più miti consigli.  Non abbiamo idea di dove vengano stoccate le munizioni, in particolare gli ordigni utilizzati, ma a questo punto è possibile che parte di esse siano sistemate in semplici magazzini senza nessun tipo di protezione.</p>



<p>Facciamo ora una veloce considerazione sulle <strong>capacità di difesa aerea delle basi</strong>: è possibile che dopo 4 anni di guerra in Ucraina, le forze statunitensi non abbiano mai preso nota di come poter eliminare non tanto la minaccia missilistica – in questo i Patriot sono discretamente efficaci – quanto quella dei droni <em>one way</em>? Avviare un conflitto contro un Paese che ha in queste armi uno dei suoi principali punti di forza senza aver prima predisposto un&#8217;adeguata difesa contro di esse, è stato privo di senso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/cosi-liran-colpisce-le-basi-usa-che-nessuno-ha-pensato-a-proteggere.html">Così l&#8217;Iran colpisce le basi Usa che nessuno ha pensato a proteggere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;F-35 USA colpito e la contraerea iraniana: tra video falsi e notizie incerte, ecco che cosa può essere successo</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/lf-35-usa-colpito-e-la-contraerea-iraniana-tra-video-falsi-e-notizie-incerte-ecco-che-cosa-puo-essere-successo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 01:36:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Caccia F-35]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa aerea]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema S-300]]></category>
		<category><![CDATA[Us Air Force (Usaf)]]></category>
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<p>Nella giornata di venerdì, è stato segnalato un F-35 costretto a fare un atterraggio di emergenza. Colpito dalla contraerea iraniana?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lf-35-usa-colpito-e-la-contraerea-iraniana-tra-video-falsi-e-notizie-incerte-ecco-che-cosa-puo-essere-successo.html">L&#8217;F-35 USA colpito e la contraerea iraniana: tra video falsi e notizie incerte, ecco che cosa può essere successo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211217112337976_f98f7135868bd88b81c9aef9a969af0c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211217112337976_f98f7135868bd88b81c9aef9a969af0c-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211217112337976_f98f7135868bd88b81c9aef9a969af0c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211217112337976_f98f7135868bd88b81c9aef9a969af0c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211217112337976_f98f7135868bd88b81c9aef9a969af0c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211217112337976_f98f7135868bd88b81c9aef9a969af0c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211217112337976_f98f7135868bd88b81c9aef9a969af0c-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 19 marzo, un caccia di quinta generazione stealth <strong>F-35 dell&#8217;U.S. Air Force</strong> ha <a href="https://www.businessinsider.com/us-f-35-fighter-emergency-landing-combat-run-over-iran-2026-3">effettuato un atterraggio di emergenza</a> in una base non precisata in Medio Oriente dopo aver completato una missione di combattimento sull&#8217;<strong>Iran</strong>, come confermato giovedì da un funzionario militare USA.</p>



<p>“Siamo a conoscenza delle notizie relative a un aereo F-35 statunitense che ha effettuato un atterraggio di emergenza in una base aerea regionale americana dopo aver completato una missione di combattimento sull&#8217;Iran”, ha dichiarato il capitano Tim Hawkins, portavoce del <strong>CENTCOM</strong>, il Comando Centrale degli Stati Uniti che sovrintende alle operazioni militari in Medio Oriente e Asia Centrale. “L&#8217;aereo è atterrato in sicurezza e il pilota è in condizioni stabili. L&#8217;incidente è oggetto di indagine”, ha aggiunto Hawkins.</p>



<p>La <em>CNN </em>aveva precedentemente riportato che l&#8217;F-35 era stato <strong>colpito dalla contraerea iraniana</strong>, ma il CENTCOM non ha fornito ulteriori informazioni. </p>



<p>Nelle ore successive, durante la giornata di venerdì, è emerso un video di fonte iraniana che riprenderebbe l&#8217;F-35 nel momento in cui viene colpito di striscio da un missile, ma <strong>ci sono seri dubbi sull&#8217;autenticità delle riprese</strong>. Il video infatti appare, se non del tutto falso, ampiamente modificato. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="648" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/iran-2-1-1024x648.png" alt="" class="wp-image-510052" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/iran-2-1-1024x648.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/iran-2-1-300x190.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/iran-2-1-768x486.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/iran-2-1-600x380.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/iran-2-1.png 1107w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il momento dell&#8217;esplosione del missile nel video iraniano</figcaption></figure>
</div>


<p>Dopo un&#8217;attenta analisi effettuata fotogramma per fotogramma, appare infatti evidente la progressione “a scatti” e l&#8217;insolita durata del flash dell&#8217;esplosione, soprattutto se paragonato ad altri video di pubblico dominio che riprendono azioni simili. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="652" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/iran-5-1-1024x652.jpg" alt="" class="wp-image-510053" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/iran-5-1-1024x652.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/iran-5-1-300x191.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/iran-5-1-768x489.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/iran-5-1-600x382.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/iran-5-1.jpg 1109w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il presunto &#8220;colpo di striscio&#8221; e la palla di fuoco che si esaurisce di colpo</figcaption></figure>
</div>


<p>Il video vorrebbe essere la ripresa da parte di un sistema di puntamento all&#8217;infrarosso (IR) di un sistema di difesa aerea missilistico con strumentazione elettro-ottica/infrarosso per il puntamento (EO/IR). <strong>Il caccia F-35, da questo punto di vista, appare molto luminoso per un sensore IR</strong>: solitamente la scia del motore e la parte posteriore appaiono molto più chiari rispetto al resto del velivolo, mentre nel video diffuso dagli iraniani tutto il caccia ha la stessa segnatura ottica uniforme. Questo però potrebbe essere dovuto alla distanza della ripresa e al contrasto col fondo, che esalta o degrada i dettagli in base alle condizioni meteo. In linea generale, però, la distinzione tra parte più calda e più fredda di un velivolo è sempre evidente in un sensore EO/IR.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="621" height="881" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/FLIR-F16-F35.jpg" alt="" class="wp-image-510054" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/FLIR-F16-F35.jpg 621w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/FLIR-F16-F35-211x300.jpg 211w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/FLIR-F16-F35-600x851.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 621px) 100vw, 621px" /><figcaption class="wp-element-caption">Segnatura IR di un F-35 (sotto) rispetto a quella di un F-16 (sopra)</figcaption></figure>
</div>


<p>Tornando all&#8217;analisi effettuata per fotogrammi, il video iraniano mostra un presunto colpo messo a segno in più di 50 decimi di secondo, con alcuni fotogrammi “congelati” che si susseguono. Effettuando la stessa analisi su altri video provenienti dal sensore FLIR (Forward Looking Infrared) dei caccia, come quello dell&#8217;abbattimento del velivolo Yak-130 iraniano da parte di un F-35 israeliano, <strong>si osserva come tutta la sequenza, dall&#8217;impatto alla fine della palla di fuoco, si concluda in circa 20 decimi di secondo</strong>, senza fotogrammi congelati o “scatti” come nel video iraniano.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="823" height="541" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/IDF-1.jpg" alt="" class="wp-image-510055" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/IDF-1.jpg 823w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/IDF-1-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/IDF-1-768x505.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/IDF-1-600x394.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 823px) 100vw, 823px" /><figcaption class="wp-element-caption">Lo Yak-130 appena colpito da un missile AA di un F-35 israeliano</figcaption></figure>
</div>


<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="826" height="545" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/IDF-2.jpg" alt="" class="wp-image-510056" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/IDF-2.jpg 826w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/IDF-2-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/IDF-2-768x507.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/IDF-2-600x396.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 826px) 100vw, 826px" /></figure>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="824" height="544" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/IDF-3.jpg" alt="" class="wp-image-510057" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/IDF-3.jpg 824w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/IDF-3-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/IDF-3-768x507.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/IDF-3-600x396.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 824px) 100vw, 824px" /><figcaption class="wp-element-caption">La palla di fuoco evolve linearmente e scompare in meno di 20 decimi di secondo</figcaption></figure>
</div>


<p>Molto probabilmente, pertanto, il video diffuso da Teheran è completamente falso (probabilmente un ritocco da un DCS) oppure è stato fatto un ampio ritocco di una vera ripresa, che ha aggiunto l&#8217;impatto del missile. L&#8217;ipotesi più plausibile, resta comunque la prima. </p>



<p><strong>Cosa è successo all&#8217;F-35?</strong> Dando per falso il video iraniano, e nell&#8217;attesa di avere immagini o comunicazioni dal CENTCOM, possiamo ammettere comunque che la contraerea iraniana possa aver colpito di striscio il caccia durante una missione notturna sull&#8217;Iran. Che un velivolo stealth come l&#8217;F-35 o l&#8217;F-22 possa essere colpito da un missile a guida IR, è cosa nota: la furtività di un caccia di questo tipo è data per la maggior parte dall&#8217;invisibilità ai radar, non ai sensori all&#8217;infrarosso. In ogni caso velivoli come l&#8217;F-22 e lo stesso F-35 hanno una segnatura IR minore rispetto a quelli della generazione precedente, appunto per ridurre la possibilità di essere ingaggiati dai sensori infrarossi di caccia e sistemi di difesa aerea avversari.</p>



<p>Ora invece facciamo qualche considerazione, partendo sempre dal presupposto che il caccia sia stato inquadrato da un missile della difesa aerea iraniana. La prima cosa da considerare è la <strong>capacità di sopravvivenza</strong>. L&#8217;F-35 è stato progettato per operare in uno spazio aereo altamente contestato, che vede <strong>la presenza di sistemi di rilevamento, sorveglianza e puntamento di ultima generazione. </strong>Il caccia, ipotizzando che davvero abbia subito un colpo da qualunque sistema iraniano, è comunque riuscito a disimpegnarsi e tornare in territorio amico. Parlando di caccia stealth, L&#8217;F-117 abbattuto sulla Serbia nel 1999 si è schiantato, e sappiamo che quell&#8217;abbattimento è stato l&#8217;unico di tutta la campagna aerea sulla Serbia e determinato da diversi fattori, tra cui anche la routine delle missioni che portava i caccia a volare sempre sulle stesse rotte di avvicinamento, e la sicurezza del pilota che effettuava comunicazioni in chiaro, diventando un “radiofaro” per la difesa aerea serba.</p>



<p>Per essere stato capace di tornare su un aeroporto amico dopo aver subito danni, significa che la cellula, i sistemi di controllo del volo dell&#8217;F-35 insieme l&#8217;addestramento del pilota hanno funzionato nelle peggiori condizioni possibili. Se questo è il miglior risultato che la rete di difesa aerea iraniana può produrre contro l&#8217;F-35, il velivolo ha confermato la sua capacità di sopravvivenza nel test più difficile possibile. </p>



<p>Bisogna anche considerare che il presunto colpo a segno è stato <strong>effettuato nel 20esimo giorno della campagna aerea</strong>, che non ha accennato a diminuire di intensità e che viene effettuata al di dentro dello spazio aereo iraniano: il segretario alla Guerra <strong>Pete Hegseth</strong> aveva annunciato il più grande rateo di attacchi mai realizzato lo stesso giorno in cui l&#8217;F-35 sarebbe stato colpito. Un caso fortuito considerando il rateo di missione dei caccia stealth. Quale potrebbe essere stato il missile che avrebbe colpito il caccia? Molto probabilmente si tratta del <strong>Bavar-373</strong>, che dispone di sensori elettro-ottici, o di una batteria di <strong>S-300</strong> modificata per poter effettuare un puntamento con un EO/IR.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lf-35-usa-colpito-e-la-contraerea-iraniana-tra-video-falsi-e-notizie-incerte-ecco-che-cosa-puo-essere-successo.html">L&#8217;F-35 USA colpito e la contraerea iraniana: tra video falsi e notizie incerte, ecco che cosa può essere successo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Francia manderà il nuovo SAMP/T in Ucraina per essere testato in combattimento</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-francia-mandera-il-nuovo-samp-t-in-ucraina-per-essere-testato-in-combattimento.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 05:55:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa aerea]]></category>
		<category><![CDATA[Samp-T]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923230514916_22e3b4606c970509f83dfe61b388750e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923230514916_22e3b4606c970509f83dfe61b388750e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923230514916_22e3b4606c970509f83dfe61b388750e-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923230514916_22e3b4606c970509f83dfe61b388750e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923230514916_22e3b4606c970509f83dfe61b388750e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923230514916_22e3b4606c970509f83dfe61b388750e-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923230514916_22e3b4606c970509f83dfe61b388750e-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Francia manderà il sistema SAMP/T NG in Ucraina per testarlo in combattimento contro i missili balistici russi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-francia-mandera-il-nuovo-samp-t-in-ucraina-per-essere-testato-in-combattimento.html">La Francia manderà il nuovo SAMP/T in Ucraina per essere testato in combattimento</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923230514916_22e3b4606c970509f83dfe61b388750e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923230514916_22e3b4606c970509f83dfe61b388750e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923230514916_22e3b4606c970509f83dfe61b388750e-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923230514916_22e3b4606c970509f83dfe61b388750e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923230514916_22e3b4606c970509f83dfe61b388750e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923230514916_22e3b4606c970509f83dfe61b388750e-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240923230514916_22e3b4606c970509f83dfe61b388750e-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Volodymyr Zelensky ha annunciato che la <strong>Francia </strong>invierà in Ucraina il nuovo sistema di difesa aerea, il <strong>SAMP-T NG (Next Generation)</strong>, per effettuare test in ambiente di combattimento. “Quest&#8217;anno riceveremo un sistema che testeremo contro le minacce balistiche”, <a href="https://www.lexpress.fr/monde/europe/le-samp-t-ce-nouveau-systeme-de-defense-aerienne-franco-italien-que-lukraine-va-tester-TNLLT26CINCRDMYOJCCTKJINQ4/?cmp_redirect=true">ha dichiarato</a> il presidente ucraino a diversi media francesi venerdì 13 marzo. L&#8217;annuncio era stato tenuto segreto per due giorni.</p>



<p>La notizia giunge mentre Francia e Italia cercano di accelerare le consegne di questo nuovo sistema di difesa aerea, di cui hanno ordinato circa dieci unità ciascuna. <strong>Oltre a Italia, Francia e Ucraina, anche la Danimarca prevede di acquistare otto batterie del SAMP/T NG</strong>, mentre Norvegia, Grecia e Belgio hanno manifestato interesse.</p>



<p><strong>Eurosam</strong>, la joint venture che raccoglie le maggiori aziende europee della Difesa come <strong>MBDA </strong>e che costruisce il sistema da difesa aerea, ha ridotto le tempistiche di produzione da 42 a 30 mesi, ma da quanto riferito la batteria di prova dovrebbe essere consegnata all&#8217;Ucraina durante il 2026. </p>



<p>L&#8217;Ucraina rappresenta un <strong>test bed ideale</strong> per il SAMP/T NG: l&#8217;offensiva missilistica russa viene portata da missili balistici a corto raggio (tipo Iskander e corrispondente copia nordcoreana KN-23) e saltuariamente utilizza anche vettori a raggio intermedio (come l&#8217;Oreshnik) per cui il teatro offre la possibilità di testare l&#8217;efficacia della capacità antimissili balistici; secondariamente, l&#8217;Ucraina dispone di un <strong>sistema di difesa aerea stratificato ma disomogeneo</strong> che necessita di un livello alto, antimissili balistici, più robusto. Sappiamo che gli Stati Uniti hanno ceduto all&#8217;Ucraina tre batterie di Patriot e 12 sistemi NASAMS e che la Germania, nel dicembre 2024, aveva consegnato cinque sistemi IRIS-T SLM completi e tre Patriot. Kiev ha anche ricevuto una prima batteria SAMP/T franco-italiana nel 2023 e l&#8217;Italia si è impegnata a fornire un secondo sistema SAMP/T nel 2024. Al di sotto di questi livelli occidentali, l&#8217;Ucraina si affida ancora ai sistemi S-300 e Buk di progettazione sovietica. </p>



<p>Schierando in Ucraina il SAMP/T NG Parigi intende riprendere il controllo della narrazione sui sistemi missilistici da difesa aerea in un momento in cui il mercato europeo sta subendo una ridistribuzione delle forniture, con gli Stati Uniti e Israele in primo piano grazie all&#8217;<a href="https://it.insideover.com/difesa/germania-capacita-operativa-iniziale-per-i-missili-arrow-3.html"><strong>ESSI</strong> a guida tedesca</a> e soprattutto grazie alla possibilità statunitense di avere sistemi disponibili “dallo scaffale”. <strong>Il sistema franco-italiano possiede i punti di forza necessari</strong>, ma il suo successo dipenderà anche da numerosi altri fattori tra cui proprio l&#8217;esito delle prove in combattimento e il rateo di produzione, che deve per forza accelerare per soddisfare anche solo le richieste italiane e francesi.</p>



<p>L&#8217;accordo con l&#8217;Ucraina è stato inizialmente firmato nel novembre 2025, durante una visita di Zelensky in Francia, e <a href="https://www.rfi.fr/en/international/20260317-ukraine-to-test-french-italian-alternative-to-us-patriot-missiles">prevedeva</a> la potenziale acquisizione anche di 100 cacciabombardieri Rafale F4 entro il 2035, un numero imprecisato di sistemi di difesa aerea SAMP/T, radar di difesa aerea, missili aria-aria e bombe aeree. L&#8217;intesa prevedrebbe inoltre la possibilità di trasferimento tecnologico e di <strong>produzione congiunta di velivoli “con localizzazione in Ucraina”, nonché la produzione congiunta di droni.</strong> Progettato da Francia e Italia, il SAMP/T è entrato in servizio nel 2008, diventando il primo sistema missilistico terra-aria a lungo raggio d&#8217;Europa. Il suo impiego iniziale è rimasto limitato, con un solo cliente estero nel 2013: Singapore. La flotta globale comprendeva solo una quindicina di sistemi installati, il che ne ha ridotto la visibilità e ostacolato l&#8217;accumulo di esperienza operativa su larga scala.</p>



<p>Il sistema SAMP/T NG rappresenta un notevole passo avanti rispetto alla prima versione già in servizio. Secondo MBDA ed Eurosam, una batteria può schierare fino a sei lanciatori verticali con otto missili pronti al lancio ciascuno, per un totale di 48 intercettori in linea. <strong>Il sistema è progettato per una protezione a 360 gradi</strong>, può ingaggiare combinazioni di minacce aeree e missilistiche a distanze superiori a 150 km, utilizza un radar multifunzione in grado di rilevare e identificare bersagli oltre i 350 km e può essere reso operativo in meno di 30 minuti. La scheda tecnica di MBDA aggiunge che ogni lanciatore può sparare otto missili in circa 10 secondi e che sono necessari solo tre uomini per il funzionamento del sistema. La versione NG del SAMP/T è pensata per utilizzare il missile <strong>Aster 30 Block 1 NT</strong> sviluppato da MBDA e progettato per intercettare missili a corto e medio raggio e missili balistici con una gittata fino a 1500 km. A ottobre del 2024 sono stati effettuati con successo i primi lanci di prova del nuovo missile e ora si attendono le consegne ai primi clienti.</p>



<p>Le batterie di SAMP/T già fornite all&#8217;Ucraina hanno fatto registrare diversi abbattimenti di droni, missili di vario tipo e del primo cacciabombardiere russo nella storia operativa del sistema. Durante un&#8217;audizione al Senato francese a novembre 2025, il Capo di Stato Maggiore francese, <strong>generale Fabien Mandon,</strong> ha affermato che i sistemi SAMP/T forniti all&#8217;Ucraina hanno “intercettato con successo” missili russi modificati che i sistemi Patriot avevano difficoltà a neutralizzare, aggiungendo che il SAMP/T è “significativamente più efficace” della sua controparte americana. In realtà il SAMP/T è concepito per eliminare minacce aeree nel livello medio della stratificazione della difesa aerea ma a più grande distanza, mentre il Patriot lavora su un livello più alto ma a distanze inferiori.</p>
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		<title>Leonardo lavora per testare il suo Michelangelo Dome in Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/leonardo-lavora-per-testare-il-suo-michelangelo-dome-in-ucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Mar 2026 05:52:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa aerea]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo]]></category>
		<category><![CDATA[michelangelo dome]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1120" height="630" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Multidomain-2.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Multidomain-2.jpeg 1120w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Multidomain-2-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Multidomain-2-1024x576.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Multidomain-2-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Multidomain-2-334x188.jpeg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Multidomain-2-600x338.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1120px) 100vw, 1120px" /></p>
<p>Leonardo sta lavorando per testare una componente del nuovo Michelangelo Dome sul campo di battaglia in Ucraina entro la fine del 2026.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1120" height="630" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Multidomain-2.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Multidomain-2.jpeg 1120w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Multidomain-2-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Multidomain-2-1024x576.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Multidomain-2-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Multidomain-2-334x188.jpeg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Multidomain-2-600x338.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1120px) 100vw, 1120px" /></p>
<p><strong>Leonardo </strong>prevede di testare alcuni elementi del suo nuovo progetto di difesa aerea integrata <strong>Michelangelo Dome</strong> in Ucraina entro la fine di quest&#8217;anno. “Il primo componente del Michelangelo Dome è attualmente in costruzione per i nostri partner ucraini”, ha <a href="https://aviationweek.com/defense/missile-defense-weapons/leonardo-sees-michelangelo-dome-trials-ukraine">dichiarato</a> l&#8217;amministratore delegato <strong>Roberto Cingolani</strong> il 12 marzo, presentando il piano industriale aggiornato dell&#8217;azienda. L&#8217;impegno si concentrerà sullo strato di difesa di punto dell&#8217;architettura multilivello, per contrastare minacce a bassa quota difficili da individuare, come gli sciami di droni.</p>



<p>Cingolani ha affermato anche che la nuova costellazione di satelliti per l&#8217;osservazione terrestre, denominata <strong>Space Guardian</strong>, sarà un elemento chiave del progetto Michelangelo Dome per individuare le minacce prima del lancio. L&#8217;entrata in funzione dei satelliti è prevista per il 2028. Altri elementi fondamentali del sistema dovrebbero raggiungere la piena capacità operativa <strong>intorno al 2030</strong>, sebbene esso sia destinato a evolversi ulteriormente. </p>



<p>Il Michelangelo Dome rappresenta un&#8217;applicazione concreta della nuova visione <strong>multidominio </strong>di Leonardo. Si tratta di una piattaforma che sfrutta capacità, risorse e tecnologie <strong>nei domini aereo, terrestre, marittimo, spaziale e cibernetico, avvalendosi di intelligenza artificiale</strong>, calcolo ad alte prestazioni, cloud e fusione di dati. Non si tratta quindi di un singolo prodotto, ma di un&#8217;architettura aperta, modulare e scalabile che crea una cupola protettiva dinamica. Michelangelo Dome può quindi venire rappresentato come una sorta di software che mette a sistema diversi sistemi da difesa aerea (anche imbarcati), sensori come radar e satelliti, e capacità cyber per creare una rete che comunica in tempo reale, in grado di eliminare le minacce missilistiche e aeree di ogni tipo con l&#8217;ausilio della capacità di <strong>calcolo predittivo dell&#8217;intelligenza artificiale</strong>. </p>



<p>Leonardo può quindi contribuire alla protezione di infrastrutture critiche attraverso una soluzione progettata fin dall&#8217;inizio per essere aperta alla cooperazione internazionale e pienamente interoperabile nell&#8217;ambito della NATO. Il cuore del sistema è <strong>MC5</strong>, un modulo plug-in che interconnette tutti i domini, consentendo l&#8217;interoperabilità, processi decisionali a bassa latenza e l&#8217;integrazione con altre piattaforme esistenti, comprese quelle di terze parti.  Michelangelo Dome ha quindi la piena capacità di intercettare, tracciare e neutralizzare le minacce lungo l&#8217;intero spettro operativo: dalle minacce balistiche e ipersoniche agli attacchi di saturazione, fino alle minacce a bassa quota e difficili da rilevare, come i grandi sciami di droni. </p>



<p>Leonardo <a href="https://www.leonardo.com/en/press-release-detail/-/detail/12-03-2026-leonardo-industrial-plan-update?f=%2Fpress-release-detail">prevede </a>che Michelangelo Dome genererà <strong>21 miliardi di euro di nuove opportunità commerciali nel prossimo decennio, di cui 6 miliardi tra il 2026 e il 2030</strong> &#8211; già inclusi nel piano industriale aggiornato dell&#8217;azienda &#8211; e ulteriori 15 miliardi tra il 2031 e il 2035, con impatti previsti su elettronica, sicurezza informatica, droni, piattaforme ad ala fissa e rotante, integrazione di piattaforme, HPC/IA e nuovi sistemi spaziali. L&#8217;azienda intende iniziare i test del sistema in <strong>ambito NATO nel 2027</strong>, con esercitazioni di difesa da missili balistici, e di proseguire coi test di integrazione C2 (comando e controllo) della difesa aerea e missilistica integrata entro la fine del prossimo anno. </p>



<p>L&#8217;obiettivo è avere una <strong>finestra di lancio di Michelangelo Dome nel 2028</strong>, con l&#8217;ottenimento della capacità iniziale dei sistemi C2 multidominio, del sistema MC5 e dell&#8217;integrazione con gli effettori e sensori legacy italiani. Come detto, il traguardo finale è posto al 2030 per la piena capacità operativa dell&#8217;architettura C2 multidominio, del sistema MC5 e la piena integrazione nell&#8217;architettura NATO e UE.</p>



<p>Il concetto rivoluzionario alla base di Michelangelo Dome è il “<strong><em>kill web: any sensor, best shooter</em></strong>”, ovvero eseguire una valutazione della minaccia da una rete di sensori sicuri e avviare una modalità di contrasto adeguata, con conseguente assegnazione dell’arma più adatta. Per fare un esempio pratico e semplice: una rete di sensori formata da componenti diversi (radar, satelliti, UAV, velivoli da ricognizione, navi) individua la minaccia che viene elaborata, assegnata ad altri sistemi di tracciamento più idonei a seguirla, e infine affidata a un altro sistema di <em>targeting </em>e agli effettori migliori presenti nella rete per eliminarla. Il tutto con la condivisione in tempo reale dei dati e con l&#8217;ausilio della capacità di calcolo dell&#8217;intelligenza artificiale. Michelangelo Dome sarà quindi in grado di <strong>mettere a sistema tutti gli assetti presenti nella difesa aerea dell&#8217;Europa</strong>: dalle fregate tipo FREMM coi loro missili Aster passando per il singolo cannone d&#8217;artiglieria contraerea, passando anche per i SAMP/T, i “Patriot” e i futuri “Aquila” che dovranno intercettare le minacce balistiche ipersoniche.</p>



<p>Leonardo ha già iniziato a dimostrare alcuni elementi del sistema Michelangelo Dome nell&#8217;ambito del più ampio programma di modernizzazione della difesa aerea e missilistica italiana. <a href="https://thedefensepost.com/2025/12/11/michelangelo-dome-defense-test/">A dicembre 2025</a>, l&#8217;azienda ha condotto con successo il primo test di difesa aerea associato al programma utilizzando il radar ad alta potenza Kronos Grand Mobile (sempre di Leonardo) insieme al sistema missilistico terra-aria <strong>SAMP/T</strong>, rilevando un bersaglio e guidando un intercettore a una distanza mai raggiunta prima durante le prove a terra. L&#8217;<strong>Italia</strong>, secondo i piani dell&#8217;azienda e delle forze armate, fungerà da base operativa iniziale per il sistema in vista degli obiettivi di allargamento all&#8217;intera Europa e alla NATO prefissati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/leonardo-lavora-per-testare-il-suo-michelangelo-dome-in-ucraina.html">Leonardo lavora per testare il suo Michelangelo Dome in Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Sette giorni di guerra: i costi per gli Usa, gli armamenti rimasti all&#8217;Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/sette-giorni-di-guerra-i-costi-per-gli-usa-gli-armamenti-rimasti-alliran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 06:15:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa aerea]]></category>
		<category><![CDATA[droni kamikaze]]></category>
		<category><![CDATA[Missili balistici]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Sistema-Patriot.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Sistema-Patriot.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Sistema-Patriot-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Sistema-Patriot-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Sistema-Patriot-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Sistema-Patriot-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Sistema-Patriot-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Sistema-Patriot-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Vi offriamo una prima valutazione del costo del conflitto tra USA, Israele e l'Iran. Dalla spesa statunitense ai missili balistici lanciati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/sette-giorni-di-guerra-i-costi-per-gli-usa-gli-armamenti-rimasti-alliran.html">Sette giorni di guerra: i costi per gli Usa, gli armamenti rimasti all&#8217;Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Sistema-Patriot.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Sistema-Patriot.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Sistema-Patriot-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Sistema-Patriot-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Sistema-Patriot-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Sistema-Patriot-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Sistema-Patriot-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Sistema-Patriot-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo sette giorni dall&#8217;avvio dell&#8217;operazione militare <strong>Epic Fury</strong>, con la quale le forze aeree congiunte di <strong>Israele </strong>e <strong>Stati Uniti</strong> stanno eliminando il potenziale militare iraniano, e hanno eliminato buona parte della leadership politica/militare del Paese, possiamo fare un primo bilancio del conflitto sotto il profilo del consumo delle risorse missilistiche impiegate.</p>



<p>Cominciando dal <strong>costo in denaro</strong>, da parte statunitense <a href="https://www.csis.org/analysis/37-billion-estimated-cost-epic-furys-first-100-hours">si è calcolato</a> che le prime 100 ore della guerra sono costate, in totale, 3,7 miliardi di dollari così distribuiti: 3,1 spesi per il munizionamento impiegato, 193 milioni per supporto e operazioni, 359 milioni a causa dei danni subiti dalla reazione iraniana. </p>



<p>In particolare, le <strong>operazioni aeree con velivoli basati a terra</strong> (F-35, F-15, F-16, B-1B, B-2A), nello stesso arco temporale sono costate 125,2 milioni di dollari, pertanto ogni giorno aggiuntivo vengono aggiunti almeno 30 milioni di dollari. Sotto questo punto di vista, la spesa – ammettendo lo stesso rateo di missioni – sarebbe arrivata pertanto a circa <strong>216 milioni di dollari</strong>. </p>



<p>Le <strong>operazioni navali</strong> assommano a 64 milioni di dollari (15 milioni al giorno), raggiungendo così i <strong>109 milioni di dollari</strong>, mentre le <strong>operazioni terrestri</strong> (ad. es. lancio da HIMARS) arrivano a 7 milioni di dollari (1,6 al giorno), toccando gli <strong>11,8 milioni di dollari</strong> per 7 giorni. </p>



<p>La parte preponderante della spesa, come visto, è rappresentata dal <strong>munizionamento </strong>usato (dagli HARM agli ATACMS passando per le bombe JDAM) ed è stato stimato che valga 758,1 milioni di dollari al giorno: ciò significa che al settimo giorno si è speso <strong>5,3 miliardi di dollari circa</strong>. </p>



<p>Le <strong>difese aeree</strong> hanno consumato risorse, in considerazione del numero di vettori di vario tipo lanciati dall&#8217;Iran (daremo a breve le stime numeriche). È stato calcolato che tra THAAD, Patriot e missili SM lanciati, la spesa complessiva sia stata di 1,66 miliardi di dollari, pertanto al settimo giorno si può stimare che sia di <strong>2,9 miliardi</strong>. </p>



<p>In conclusione, gli Stati Uniti stanno spendendo per questa guerra circa <strong>8,54 miliardi di dollari</strong>, a cui vanno sommati i 359 milioni per i danni subiti. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le possibilità di rappresaglia dell&#8217;Iran</h2>



<p>Passiamo ora al “consumo” delle risorse di munizionamento. La <strong>difesa aerea</strong> statunitense ha utilizzato in 100 ore di conflitto 208 vettori tra quelli già elencati, il che, facendo una media, ci porta a un totale di <strong>364 per 7 giorni di guerra</strong>. Il carico maggiore è stato assorbito dai vettori SM-2/6 (96) seguiti dai Patriot PAC-3 (64). </p>



<p>Sono stati lanciati 168 missili da crociera Tomahawk e 56 JASSM nei primi quattro giorni, insieme a 216 missili HARM/AARGM, 1988 bombe tipo JDAM, 100 droni kamikaze LUCAS, 16 PrSM e 56 ATACMS. Il totale stimato è quindi di 2.600 ordigni di vario tipo nelle prime 100 ore che <strong>diventerebbero 4.550 in 7 giorni</strong>, ancora una volta ammettendo lo stesso rateo di consumo. I Paesi del Golfo attaccati dall&#8217;Iran hanno contribuito alla difesa aerea utilizzando i propri missili intercettori: gli <strong>Emirati Arabi Uniti</strong>, di cui abbiamo dati aggiornati a venerdì 6 marzo, riferiscono di aver abbattuto 1.001 droni kamikaze su 1.072 individuati, 8 missili da crociera su 8, e 181 missili balistici su 196 individuati. In media quindi, l&#8217;Iran ha lanciato verso gli EAU 28 missili balistici e 153 droni kamikaze al giorno. </p>



<p>Il Paese è quello che ha subito il maggior peso della rappresaglia iraniana (operazione “Roaring Lion”), seguito dal Kuwait, che sino al 3 marzo ha visto lanciare verso il suo territorio 178 missili balistici e 384 droni, il Bahrain (73 e 91) e il Qatar (101 e 24). Per quanto riguarda Arabia Saudita, Israele, Oman e Giordania non ci sono ancora dati ufficiali.</p>



<p>In linea generale però, l&#8217;Iran ha dimostrato una <strong>progressiva diminuzione del rateo di lanci</strong> durante 7 giorni di guerra. Per quanto riguarda i vettori balistici, il primo giorni ne sono stati lanciati 350, progressivamente diminuiti a 28 il settimo. Per quanto riguarda i droni kamikaze, il primo giorno se ne sommavano 294, progressivamente scesi a 30 il settimo. Questo per via della progressiva distruzione di piazzole di lancio, lanciatori e depositi. </p>



<p>Stime effettuate in base alle prime valutazioni dei danni in combattimento riferiscono la distruzione del<strong> 75% dei lanciatori di missili balistici</strong> (partendo da un totale di 400), di una forbice tra il 47% e il 73% dei missili balistici a medio raggio (MRBM) e di una forbice tra il 23% e il 52% dei missili balistici a corto raggio (SRBM). L&#8217;Iran, che era il Paese del Medio Oriente col più grande arsenale di missili balistici, era stimato possedere circa 2mila MRBM e tra i 6 e gli 8mila SRBM prima della guerra. Si ritiene anche che Teheran possieda ancora una scorta di droni kamikaze pari al 90/95% di quella di partenza, difficilmente stimabile. </p>



<p>Emerge quindi, dal lato iraniano, un <strong>arsenale seriamente intaccato</strong> ma ancora consistente, sebbene sempre meno efficace in quanto l&#8217;operazione “Epic Fury” sta sistematicamente distruggendo i lanciatori di missili balistici e di droni kamikaze, rendendo sempre più difficoltosa, e quindi meno efficace, la rappresaglia iraniana. Soprattutto dal punto di vista degli attacchi di saturazione per cercare di oltrepassare le difese, questi saranno sempre meno frequenti portando a minori possibilità di colpire bersagli al suolo. Dal lato statunitense, le operazioni dovranno invece mantenere la <strong>stessa intensità</strong> almeno per altre due settimane per colpire il più possibile non solo i lanciatori di missili, ma anche i vettori stessi, nonché smantellare quello che resta dell&#8217;apparato militare iraniano. Operazione che, col passare del tempo, diventerà sempre più difficoltosa per via dell&#8217;occultamento in depositi sotterranei e del decentramento dei lanciatori in un territorio molto vasto come quello dell&#8217;Iran.</p>
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		<title>Il Brasile seleziona il sistema EMADS italiano per la sua difesa aerea</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/il-brasile-seleziona-il-sistema-emads-italiano-per-la-sua-difesa-aerea.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jan 2026 07:52:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa aerea]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo]]></category>
		<category><![CDATA[mbda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="576" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/G9GYi2GWQAABSKJ.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/G9GYi2GWQAABSKJ.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/G9GYi2GWQAABSKJ-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/G9GYi2GWQAABSKJ-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/G9GYi2GWQAABSKJ-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/G9GYi2GWQAABSKJ-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Il Brasile ha selezionato il sistema da difesa aerea a medio raggio EMADS di MBDA Italia per la sua difesa aerea</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-brasile-seleziona-il-sistema-emads-italiano-per-la-sua-difesa-aerea.html">Il Brasile seleziona il sistema EMADS italiano per la sua difesa aerea</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="576" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/G9GYi2GWQAABSKJ.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/G9GYi2GWQAABSKJ.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/G9GYi2GWQAABSKJ-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/G9GYi2GWQAABSKJ-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/G9GYi2GWQAABSKJ-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/G9GYi2GWQAABSKJ-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Il <strong>Brasile </strong>si sta muovendo verso il miglioramento della sua difesa aerea attraverso l&#8217;acquisizione di nuovi sistemi a medio raggio, che vedono l&#8217;Italia al primo posto come partner preferito rispetto all&#8217;India. L&#8217;esercito brasiliano ha infatti selezionato il sistema <strong>EMADS</strong> (<em>Enhanced Modular Air Defence Solutions</em>) sviluppato da <strong>MBD</strong>A Italia insieme a <strong>Leonardo</strong> per il suo programma SIS AAAe Me Altu/ME Alc (<em>Sistema de Artilharia Antiaérea de Média Altura/Medio Alcance</em>), ovvero per la difesa missilistica a medio raggio. Le trattative sono ancora in corso e un accordo potrebbe essere finalizzato entro la fine dell&#8217;anno, per un valore potenziale fino a circa <strong>900 milioni di dollari</strong>.</p>



<p>Questa decisione fa seguito a una direttiva interna firmata a dicembre dal capo di Stato maggiore dell&#8217;Esercito, generale Francisco Humberto Montenegro, che stabilisce requisiti tecnici che di fatto hanno escluso le <strong>società indiane</strong> della difesa BDL (Bharat Dynamics Limited) e BEL (Bharat Electronics). I funzionari brasiliani avevano precedentemente richiesto il sistema di difesa aerea Akash di fabbricazione indiana, ma avevano abbandonato le trattative <a href="https://www.armyrecognition.com/news/army-news/2025/brazil-opens-negotiations-for-european-emads-air-defense-missile-system-to-close-defense-gap">a luglio</a> dopo che BDL e BEL si erano dichiarate disposte a offrire solo una versione precedente che l&#8217;esercito considerava tecnologicamente obsoleta, aprendo così le porte al sistema italiano. </p>



<p>L&#8217;EMADS si basa sulle famiglie di missili <strong>CAMM</strong> (<em>Common Anti-Air Modular Missile</em>) e <strong>CAMM-ER</strong> (<em>Extended Range</em>), entrambe dotate di sensori radar attivi, tecnologia di lancio verticale e controllo del vettore di spinta. Il CAMM ha una gittata di oltre 25 chilometri, mentre il CAMM-ER la estende a oltre 45 chilometri e può ingaggiare bersagli fino a 20 chilometri di altitudine. Entrambi i missili sono progettati per intercettare un&#8217;ampia gamma di minacce aeree e supportare una copertura completa a 360 gradi. L&#8217;EMADS offre modularità e mobilità ed è integrabile con i sistemi radar e di comando e controllo brasiliani. In particolare, si sta valutando l&#8217;integrazione con il radar Saber M200 Vigilante sviluppato in Brasile e con il radar AESA ad alta potenza Kronos Grand Mobile italiano di Leonardo. Il sistema EMADS può essere schierato in modalità autonoma o come parte di una più ampia rete di difesa aerea nazionale ed è inoltre compatibile con configurazioni mobili e fisse oltre a utilizzare unità di lancio compatte in grado di essere rapidamente ridispiegate. </p>



<p>Finora, la difesa aerea brasiliana ha fatto affidamento in larga misura sulla flotta di caccia dell&#8217;aeronautica militare per rispondere a violazioni dello spazio aereo o attività aeree non identificate. Pur essendo efficaci, i voli di pattugliamento sono costosi, richiedono molta manodopera e non sono ottimizzati per minacce emergenti come droni a basso costo o missili da crociera a bassa quota. I pianificatori dell&#8217;esercito considerano l&#8217;EMADS una soluzione strutturale: un sistema missilistico permanente può rimanere in allerta 24 ore su 24, 7 giorni su 7, reagire in pochi secondi e difendere siti militari e strategici fissi senza consumare ore di volo o carburante. I funzionari della Difesa brasiliana descrivono il cambiamento come trasformativo dal punto di vista operativo ed economicamente razionale, soprattutto in vista della proliferazione di minacce senza pilota e a distanza ravvicinata a livello globale. La pianificazione attuale prevede il dispiegamento di batterie EMADS per proteggere <strong>basi militari e centri di comando chiave</strong>: le sedi iniziali includono Jundiaí (stato di San Paolo), Brasilia (Distretto Federale) e la regione settentrionale del Brasile, dove le distanze sono enormi e i tempi di reazione critici. Si prevede che ogni dispiegamento includa diversi lanciatori e un consistente arsenale missilistico, creando bolle difensive localizzate attorno alle risorse prioritarie. Insieme, questi siti costituiranno la spina dorsale della prima vera rete di difesa aerea terrestre a medio raggio del Brasile. </p>



<p>Un fattore che ha portato il Brasile a selezionare l&#8217;EMADS è l&#8217;attuale rapporto con MBDA: la marina brasiliana gestisce già il sistema di difesa aerea <strong>Sea Ceptor</strong>, che utilizza la stessa famiglia di missili CAMM, a bordo delle sue fregate classe Tamandaré. Pertanto il personale brasiliano è già avvezzo ai vettori e si apre la possibilità di un coordinamento congiunto della difesa aerea tra forze terrestri e navali. </p>



<p>Il Brasile si sposta su un approccio più integrato alla pianificazione della difesa nazionale, ma soprattutto <strong>serra i legami con l&#8217;Italia</strong>, che nel settore della Difesa sono altrettanto importanti quanto quelli storici e culturali. Brasilia infatti ha una lunga storia di collaborazione e cooperazione in ambito militare con Roma: basti pensare al velivolo AMX arrivando sino alle blindo Centauro II e ai veicoli tipo <a href="https://defensehere.com/en/idv-delivers-refurbished-lince-4x4s-to-brazilian-army/">Lince</a>. Il nostro Paese poi fornisce <strong>accordi G2G</strong> (<em>Government to Government</em>) già utilizzati fruttuosamente in altre occasioni (ad es. con l&#8217;Austria per restare in Europa) che velocizzano le tempistiche di finalizzazione ma soprattutto garantiscono il buon esito delle commesse. Questo tipo di approccio contrattuale permette poi di ampliare il ventaglio di partenariato: le discussioni in corso con l&#8217;Italia potrebbero includere anche l&#8217;aereo da trasporto militare <strong>KC-390 Millennium</strong> dell&#8217;Embraer, come parte di un più ampio pacchetto di difesa bilaterale, stante la ricerca di un nuovo velivolo da trasporto/rifornimento in volo da parte dell&#8217;Aeronautica Militare Italiana.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-brasile-seleziona-il-sistema-emads-italiano-per-la-sua-difesa-aerea.html">Il Brasile seleziona il sistema EMADS italiano per la sua difesa aerea</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il sistema di difesa aerea russo tiene ma ha tre punti deboli: elettronica, software e geografia</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/il-sistema-di-difesa-aerea-russo-tiene-ma-ha-tre-punti-deboli-elettronica-software-e-geografia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2025 05:58:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa aerea]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito russo]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema Pantsir-S1]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema S-300]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema S-400]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1265" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220523154459871_fc9d03bacf1d8eb27c90440fdda4bbda-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220523154459871_fc9d03bacf1d8eb27c90440fdda4bbda-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220523154459871_fc9d03bacf1d8eb27c90440fdda4bbda-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220523154459871_fc9d03bacf1d8eb27c90440fdda4bbda-1024x674.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220523154459871_fc9d03bacf1d8eb27c90440fdda4bbda-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220523154459871_fc9d03bacf1d8eb27c90440fdda4bbda-1536x1012.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220523154459871_fc9d03bacf1d8eb27c90440fdda4bbda-2048x1349.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dipendenza dall'estero per quanto riguarda componenti ad alta tecnologia, materie prime e altri materiali: le vulnerabilità della Russia</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-sistema-di-difesa-aerea-russo-tiene-ma-ha-tre-punti-deboli-elettronica-software-e-geografia.html">Il sistema di difesa aerea russo tiene ma ha tre punti deboli: elettronica, software e geografia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>La guerra in Ucraina ha permesso di approfondire e aggiornare l&#8217;ecosistema Difesa della <strong>Russia </strong>grazie alle osservazioni provenienti dal campo di battaglia e dall&#8217;intero apparato militare/industriale russo, andato modificandosi durante il conflitto per adeguarsi alle necessità belliche.</p>



<p>Modalità di combattimento terrestre, aereo e perfino navale sono state spesso profondamente modificate in risposta alle esigenze del campo di battaglia, e parimenti il sistema industriale che supporta la Difesa, con annessa filiera logistica, è stato adeguato per sostenere il conflitto. </p>



<p>Il <strong>RUSI </strong>(Royal United Service Institute), istituto di ricerca britannico nel campo delle forze armate e della Difesa, ha recentemente pubblicato <a href="https://www.rusi.org/explore-our-research/publications/research-papers/disrupting-russian-air-defence-production-reclaiming-sky">un dossier</a> sul sistema di difesa aerea integrata della Russia in cui, oltre ad analizzarne la struttura, <strong>ne individua le vulnerabilità</strong> alla luce di quasi quattro anni di conflitto e di relative sanzioni internazionali, <strong>evidenziando nel contempo le capacità di resilienza</strong> sviluppate per sostenerne l&#8217;architettura in modo efficace ed efficiente.</p>



<p>La difesa aerea russa odierna ha ereditato la convinzione sovietica della necessità di essere, oltre che <strong>multilivello </strong>per affrontare tutte le minacce aeree, diffusa, consistente e all&#8217;avanguardia per contrastare la superiorità aeronautica della NATO. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La difesa russa tiene, però&#8230;</h2>



<p>Per quanto riguarda la difesa <strong>antimissili balistici</strong>, al cuore del sistema di difesa aerea integrato (che da ora in avanti citeremo col suo acronimo anglosassone IADS), oltre a una rete di sensori (radar di allerta precoce e satelliti per il tracciamento dei missili), la Russia dispone attualmente di tre sistemi schierati principalmente a difesa di Mosca: i vettori A-135, A-235 (il primo con carica atomica il secondo con tecnologia <em>hit-to-kill</em>) guidati dal radar “Don-2N”, e l&#8217;S-500, sistema di difesa aerea mobile erede dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/il-sistema-s-400-la-spina-nel-fianco-dellaviazione-della-nato.html">S-400</a> capace anche di intercettare satelliti in orbita bassa. </p>



<p>Per quanto riguarda la <strong>difesa aerea strategica</strong>, ovvero quella a lungo raggio, le forze russe hanno in servizio <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/il-sistema-s-300.html">S-300</a>, S-350 (di portata inferiore), S-400 ed S-500 messi in rete e dipendenti da un&#8217;architettura radar incentrata sul nuovo “<a href="https://it.insideover.com/guerra/la-russia-aggiorna-la-propria-catena-radar-in-servizio-container.html">Container</a>”, un radar con capacità di scoperta “oltre l&#8217;orizzonte”. In aggiunta, vengono utilizzati aerei AWACS (tipo Beriev A-50) e radar mobili, come quelli delle batterie di missili già citati. Dal punto di vista <strong>tattico</strong> (considerabile come medio raggio), l&#8217;esercito russo può contare sul sistema mobile “Buk-M3”, osservato nel conflitto a seguito delle forze corazzate/meccanizzate impiegate in battaglia, e a protezione delle basi avanzate (ad esempio in Crimea). Per quanto riguarda il corto raggio, il perno della difesa aerea russa è il sistema “Tor-M2”, affiancato dal “Pantsir-S2” e da un numero considerevole di diversi tipi di MANPADS (missili spalleggiabili).</p>



<p>La guerra in Ucraina, e in particolare gli <strong>attacchi ucraini</strong> alle infrastrutture russe (raffinerie, porti, basi aeree e navali) ha generato la <strong>falsa percezione</strong> che le difese aeree russe siano inefficaci: il rapporto afferma, invece, che <strong>“le difese aeree russe hanno imposto notevoli limitazioni alle forze armate ucraine</strong>, hanno protetto l&#8217;esercito e l&#8217;industria russa dalla maggior parte dei tentativi di colpirli in profondità e sono migliorate sostanzialmente nel corso della guerra. La Russia ha anche evitato di utilizzare alcune parti dei suoi sistemi di difesa aerea che sono più preoccupanti per la NATO”. </p>



<p>Il dossier afferma però che “le difese aeree russe possono essere penetrate e distrutte. <strong>Non sono insormontabili</strong>, ma rappresentano un ostacolo importante per colpire efficacemente le forze e il territorio russo”, come hanno dimostrato le azioni ucraine tramite UAV one way a lungo raggio e missili da crociera/balistici a corto raggio. Quando l&#8217;ATACMS entrò per la prima volta in scena, ad esempio, il numero di intercettori S-400 che i russi hanno utilizzato per intercettarli era sproporzionato. Nel tempo, <strong>l&#8217;integrazione del sistema russo è migliorata</strong>, con un abbinamento molto più efficace degli intercettori appropriati ai bersagli.</p>



<p>Nonostante l&#8217;IADS russo sia robusto, la realtà ha dimostrato che comunque gli obiettivi non sono al sicuro per via della natura del Paese: <strong>in Russia ci sono molti obiettivi, e sono geograficamente dispersi</strong>, il che significa che non possono essere tutti difesi. L&#8217;Ucraina, nel tempo, è diventata piuttosto abile nell&#8217;attaccare obiettivi privi di difesa aerea e ha dato priorità a obiettivi in cui materiali infiammabili o sensibili hanno consentito a piccole quantità di munizioni con carichi utili limitati di causare danni a cascata. Questo ha provocato la reazione russa con la decisione di difendere i possibili obiettivi e, di conseguenza, ha determinato la difficoltà per l&#8217;Ucraina di colpirli: quando sono stati attaccati obiettivi più protetti, il tasso di successo complessivo è stato <strong>meno del 10%</strong>, e ancora meno è stato prodotto un effetto considerevole. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Una guerra di logoramento</h2>



<p>Gli attacchi riusciti su obiettivi rinforzati hanno spesso richiesto all&#8217;Ucraina di lanciare oltre 100 UAV per saturare le difese aeree e solo successivamente sparare missili da crociera o UAV più grandi per infliggere danni. Anche quando l&#8217;Ucraina ha utilizzato missili da crociera “Storm Shadow” o altre armi avanzate, i miglioramenti nell&#8217;adattamento della difesa aerea russa hanno fatto sì che spesso oltre il 50% di queste munizioni sia stato intercettato.</p>



<p>Queste percentuali hanno però avuto un peso considerevole nelle <strong>capacità di rifornimento</strong>, che sono state intaccate: Mosca sta subendo una campagna di attrito che ha faticato inizialmente a contenere con aumenti di produzione dei vettori più usati, sebbene abbia risparmiato i missili più performanti per mantenerli come deterrente verso le minacce aeree più complesse (bombardieri, caccia, missili balistici), per poi essere stata in grado di incrementarla. </p>



<p>Quindi è impossibile colpire l&#8217;ecosistema Difesa russo, in particolare quello per l&#8217;IADS? No. Il RUSI è molto chiaro in merito quando afferma che “le difese aeree russe utilizzano un&#8217;ampia gamma di <strong>componenti microelettronici di origine estera</strong> che la Russia ha faticato a produrre internamente, esponendola a rischi sistemici di interruzione della catena di approvvigionamento per sottocomponenti critici”. Come ad esempio per il radar dell&#8217;S-400, dove dal 2022 per alcune vitali componentistiche di calcolo si sono riscontrati ostacoli legati alla sua produzione. Gli equivalenti costruiti in Russia, dopo l&#8217;embargo e l&#8217;abbandono di fabbricanti stranieri di microcircuiti ad alta tecnologia, non hanno le stesse prestazioni, pertanto si stanno riscontrando perdite di efficacia. La conclusione del RUSI è che l&#8217;<strong>industria microelettronica russa è poco efficiente</strong>, dipende ancora da fornitori stranieri per chip più complessi, e che l&#8217;interruzione delle sue attività avrebbe un grave impatto sulla produzione di alcuni dei componenti più critici dei suoi sistemi di difesa aerea. Anche laddove la Russia produce la propria microelettronica, spesso essa dipende dalle <strong>importazioni di materiali</strong> e prodotti critici, anche dagli Stati Uniti. </p>



<p>Esiste anche una significativa dipendenza dalle forniture estere di <strong>materie prime</strong>, pertanto le importazioni di questi materiali potrebbero essere bloccate attraverso sanzioni economiche ad hoc. Inoltre, <strong>bisognerebbe sfruttare meglio la dipendenza del complesso militare/industriale russo da software di fabbricazione straniera</strong>, che è da tempo riconosciuta come una vulnerabilità informatica dallo Stato russo, che ha finanziato progetti per lo sviluppo di analoghi nazionali non all&#8217;altezza di quelli importati, al punto da ricercarli sul mercato attraverso triangolazioni con Paesi terzi. </p>



<p>Un&#8217;altra vulnerabilità, questa volta non dal punto di vista sanzionatorio, è data dalla “<strong>geografia</strong>” delle industrie della IADS russa: la maggior parte di esse sono composte da poli unici, ben individuabili, e quindi suscettibili di attacchi cinetici (oltre che cyber, aggiungiamo). Infine, per questi motivi, il RUSI sottolinea come l&#8217;esposizione dell&#8217;industria russa a interruzioni di produzione (o di produzione di materiale meno efficiente) potrebbe rendere la Russia un fornitore inaffidabile sul mercato estero in caso di crisi che imponga la richiesta di rifornimenti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-sistema-di-difesa-aerea-russo-tiene-ma-ha-tre-punti-deboli-elettronica-software-e-geografia.html">Il sistema di difesa aerea russo tiene ma ha tre punti deboli: elettronica, software e geografia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Il sistema missilistico SAMP/T certificato per il Michelangelo Dome</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/il-sistema-missilistico-samp-t-certificato-per-il-michelangelo-dome.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Dec 2025 06:02:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa aerea]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo]]></category>
		<category><![CDATA[mbda]]></category>
		<category><![CDATA[Missili Samp/T]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1120" height="630" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/SIM04305.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/SIM04305.jpg 1120w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/SIM04305-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/SIM04305-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/SIM04305-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/SIM04305-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/SIM04305-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1120px) 100vw, 1120px" /></p>
<p>Michelangelo Dome, la nuova architettura di difesa aerea di Leonardo, ottiene la prima certificazione col SAMP/T di Eurosam.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1120" height="630" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/SIM04305.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/SIM04305.jpg 1120w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/SIM04305-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/SIM04305-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/SIM04305-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/SIM04305-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/SIM04305-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1120px) 100vw, 1120px" /></p>
<p>A quasi una settimana dalla presentazione ufficiale del <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/leonardo-ha-presentato-michelangelo-dome-il-sistema-di-difesa-aerea-integrata-italiano.html">Michelangelo Dome</a></strong>, l&#8217;architettura di difesa aerea integrata di <strong>Leonardo </strong>ha visto la certificazione all&#8217;utilizzo del <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/il-sistema-missilistico-da-difesa-aerea-samp-t.html">SAMP/T NG</a></strong>, sistema missilistico di Eurosam (consorzio italo-francese che comprende <strong>MBDA</strong> e Thales) che utilizza il sensore radar ad alta potenza <strong>Kronos</strong> Grand Mobile di ultima generazione.</p>



<p>Il 3 dicembre è stato effettuato infatti il primo lancio di qualifica del missile terra-aria <strong>Aster 30 B1NT</strong> utilizzato dal SAMP/T NG, guidato sul bersaglio dal radar di Leonardo. Questo radar, di tipo AESA (<em>Active Electronically Scanned Array</em>) multifunzione e incorporante le più avanzate tecnologie richieste per questa capacità, ha dimostrato le sue prestazioni tracciando la minaccia e guidando il missile verso l&#8217;intercettazione a una distanza mai raggiunta prima durante le prove a terra. </p>



<p>Leonardo, in un <a href="https://www.leonardo.com/en/press-release-detail/-/detail/09-12-2025-michelangelo-security-dome-development-marks-first-achievement-with-successful-air-defence-test-in-italy">comunicato stampa</a>, afferma che “questa prestazione conferma il Kronos Grand Mobile High Power come il sensore radar migliore in Europa per i sistemi di difesa aerea e missilistica”. Questo risultato, prosegue ancora l&#8217;azienda italiana, si aggiunge a quelli già ottenuti nel corso delle esercitazioni internazionali di <strong>Integrated Air and Missile Defence</strong> (Formidable Shield e Pacific Dragon) e delle prove in tempo reale del sistema SAM (Surface-to-Air Missile) basato a terra, testimoniando la fattibilità del percorso intrapreso da Leonardo nello sviluppo di Michelangelo Dome che, grazie alla sua architettura dinamica e aperta, si candida a guidare l&#8217;integrazione di una cupola di difesa aerea contro le minacce, anche missilistiche, per l&#8217;Europa. </p>



<p>Il risultato ottenuto, il primo verso la via dell&#8217;integrazione dei sistemi da difesa aerea europei, è sicuramente importante anche considerando che il radar Kronos, operante in banda C, utilizzato dal SAMP/T NG è la versione a singola faccia rotante del radar navale a facce fisse <strong>Kronos Quad</strong>, utilizzato sui PPA/MCS della <strong>Marina Militare italiana </strong>e sarà impiegato nella medesima versione sulle nuove fregate tipo <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/impostata-la-prima-fregata-tipo-fremm-evo-per-la-marina-militare.html">FREMM EVO</a></strong> di Fincantieri. Il radar, nella sua versione antecedente denominata MFRA (<em>Multi Functional Radar Active</em>), viene utilizzato dalle fregate di classe Bergamini e dai cacciatorpediniere di classe Orizzonte. Questo significa che il Michelangelo Dome potrebbe già vedere la certificazione dei sistemi di difesa aerea imbarcati nella nostra Marina Militare – e in altre europee utilizzanti lo stesso complesso – previa effettuazione di un test di lancio. </p>



<p>Leonardo sta sviluppando il Michelangelo Dome seguendo il concetto di difesa aerea integrata, che implica la <strong>messa a sistema di diversi assetti</strong> per contrastare tutte le minacce nel dominio aereo (missili balistici, caccia, droni, vettori da crociera), con uno schema multilivello (definito in base al tipo di minaccia da neutralizzare, solitamente discriminato sulla quota di ingaggio) la cui spina dorsale è formata da sensori di varia natura (radar e satelliti) per la scoperta, tracciamento e ingaggio dei bersagli volanti. La vera novità di Michelangelo Dome, il cuore del sistema, è il software che permette l&#8217;integrazione completa di sensori terrestri, navali, aerei e spaziali di nuova generazione, piattaforme di cyber-difesa, sistemi di comando e controllo, Intelligenza Artificiale e diversi effettori in modo coordinato. </p>



<p>Michelangelo Dome introduce <strong>un nuovo paradigma nella difesa aerea</strong>: la possibilità di gestire simultaneamente diverse tipologie di minacce e di selezionare istantaneamente il sistema, o i sistemi, più idonei a eliminarle. Questo significa che il software sviluppato da Leonardo può raccogliere tutti i dati dai sensori messi in rete, elaborare la tipologia di minaccia, selezionare l&#8217;effettore per neutralizzarla e anche calcolare in anticipo l&#8217;attività ostile grazie all&#8217;Intelligenza Artificiale. Bisogna quindi immaginare la nascita di <strong>una rete</strong>, di tipo europeo, in grado non solo di reagire ma di pensare al modo migliore per farlo con la capacità di predire l&#8217;evolversi della minaccia in corso.</p>



<p>Quando il sistema sarà operativo – all&#8217;incirca a partire dal 2027 – assisteremo a una vera e propria rivoluzione nel vitale settore della difesa aerea e missilistica, in attesa che i nuovi intercettori missilistici ipersonici attualmente in fase di sviluppo da parte di MBDA siano pronti. </p>



<p>Michelangelo Dome si candida a essere l&#8217;architettura di difesa aerea europea proprio perché in grado di mettere a sistema sistemi molto diversi tra di loro, operanti in ogni livello della “cupola” che difende il cielo. Ciò significa che, potenzialmente, può essere il sistema adatto a integrare l&#8217;<strong>European Sky Shield Initiative (ESSI)</strong>, guidata dalla Germania, nata per rafforzare le difese aeree dell’Europa continentale. Questo strumento, che vede la partecipazione di quasi tutti gli stati europei eccezion fatta per Italia, Francia, Spagna, Croazia e Montenegro, utilizza 3 piattaforme missilistiche di cui due extraeuropee: il missile “<a href="https://it.insideover.com/difesa/germania-capacita-operativa-iniziale-per-i-missili-arrow-3.html">Arrow 3</a>” israeliano, con relativo radar Super Green Pine, operante in banda L, e il Patriot PAC-3 statunitense, che utilizza il radar multifunzione AN/MPQ-65, anch&#8217;esso operante in banda C.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-sistema-missilistico-samp-t-certificato-per-il-michelangelo-dome.html">Il sistema missilistico SAMP/T certificato per il Michelangelo Dome</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Leonardo ha presentato “Michelangelo Dome”: il sistema di difesa aerea integrata italiano</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/leonardo-ha-presentato-michelangelo-dome-il-sistema-di-difesa-aerea-integrata-italiano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Nov 2025 05:51:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa aerea]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=495692</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1089" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/samp-t-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/samp-t-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/samp-t-scaled-600x340.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/samp-t-300x170.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/samp-t-1024x581.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/samp-t-768x436.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/samp-t-1536x871.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/samp-t-2048x1162.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/samp-t-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Presentato il nuovo rivoluzionario sistema di difesa aerea integrata di Leonardo: Michelangelo Dome. Ecco cosa sappiamo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/leonardo-ha-presentato-michelangelo-dome-il-sistema-di-difesa-aerea-integrata-italiano.html">Leonardo ha presentato “Michelangelo Dome”: il sistema di difesa aerea integrata italiano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1089" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/samp-t-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/samp-t-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/samp-t-scaled-600x340.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/samp-t-300x170.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/samp-t-1024x581.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/samp-t-768x436.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/samp-t-1536x871.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/samp-t-2048x1162.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/samp-t-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella giornata di ieri, a Roma presso le Officine Farneto, <strong>Leonardo</strong> ha presentato il suo nuovo sistema di difesa aerea integrata: <strong>Michelangelo Dome</strong>. Il sistema <a href="https://www.leonardo.com/en/focus-detail/-/detail/michelangelo-sistema-multidominio-difesa-aerea-leonardo">nasce</a> per contrastare le minacce emergenti in uno scenario globale sempre più complesso e <strong>proteggere infrastrutture critiche, aree urbane sensibili, territori e asset di interesse nazionale </strong>ed europeo, attraverso una soluzione modulare, aperta, scalabile e <strong>multi-dominio</strong>. Il concetto di difesa aerea integrata implica la messa a sistema di diversi assetti per contrastare tutte le minacce nel dominio aereo (missili balistici, caccia, droni, vettori da crociera), con uno schema multilivello (definito in base al tipo di minaccia da neutralizzare, solitamente discriminato sulla quota di ingaggio) la cui spina dorsale è formata da sensori di varia natura (<strong>radar e satelliti</strong>) per la scoperta, tracciamento e ingaggio dei bersagli volanti.</p>



<p>Michelangelo Dome non è un singolo sistema, ma un&#8217;<strong>architettura completa</strong> che integra sensori terrestri, navali, aerei e spaziali di nuova generazione, piattaforme di cyber-difesa, sistemi di comando e controllo, <strong>intelligenza artificiale</strong> ed effettori coordinati. <strong>La piattaforma crea una cupola di sicurezza dinamica</strong> in grado di rilevare, tracciare e neutralizzare le minacce anche in caso di attacchi su larga scala, in tutti i domini operativi: minacce aeree e missilistiche &#8211; inclusi missili ipersonici e sciami di droni &#8211; attacchi di superficie e sottomarini in mare e forze terrestri ostili. La vera novità del sistema sviluppato da Leonardo è proprio a possibilità di mettere a sistema assetti nei vari domini (terrestre, navale, cyber&#8230;) per la risposta e la neutralizzazione delle minacce provenienti da domini diversi sfruttando l&#8217;intelligenza artificiale predittiva. Il progetto introduce infatti un nuovo paradigma di difesa: la <strong>gestione simultanea e integrata di minacce eterogenee</strong>, sfruttando l&#8217;interconnessione tra i domini aereo, marittimo, terrestre e spaziale, all&#8217;interno di un ambiente cyber-sicuro supportato da un sofisticato sistema di intelligenza artificiale.</p>



<p>Grazie all&#8217;avanzata fusione di dati provenienti da più sensori e all&#8217;utilizzo di algoritmi predittivi, Michelangelo Dome è in grado di <strong>anticipare l&#8217;attività ostile</strong>, ottimizzare le risposte operative e coordinare automaticamente i meccanismi di risposta più adatti. L&#8217;infrastruttura è progettata per essere aperta, ovvero pienamente compatibile con gli assetti e le piattaforme difensive di altre nazioni e conforme agli standard NATO. In altre parole, se un Paese della NATO non possiede caccia moderni, ma solo batterie di missili da difesa aerea, queste possono essere integrate nel sistema in modo da offrire un efficace strumento di contrasto alle minacce. </p>



<p>Il Michelangelo Dome è concepito per la difesa e la protezione del <strong>territorio nazionale ed europeo</strong>, ma può anche essere impiegato per salvaguardare specifiche aree di interesse strategico, come basi militari, porti e aeroporti, infrastrutture civili critiche e siti industriali, aree urbane, grandi eventi e asset strategici, garantendo la neutralizzazione di piattaforme ostili prima che possano rappresentare un rischio per la sicurezza. </p>



<p>Il sistema, come riporta <em><a href="https://www.rid.it/shownews/7716/leonardo-presenta-il-michelangelo-dome">RID</a></em>, è in grado di effettuare analisi computazionali su volumi di dati, provenienti da radar, satelliti e rilevatori a infrarossi, pari a centinaia di terabyte al secondo, garantendo al contempo la protezione di tali dati (<em>cyber resilient and secure by design</em>). Dal punto di vista pratico, il centro nevralgico del sistema è rappresentato da un modulo plugin denominato <strong>MC5</strong> che consente l&#8217;integrazione di varie piattaforme con tempo di latenza ridotto e capacità di distribuzione e sincronizzazione dati assistita da Intelligenza artificiale per velocizzare il processo decisionale. Praticamente il modulo consente il passaggio da un approccio “<em>kill chain</em>”, ovvero “un sensore / un effettore” a “<em>kill web</em>”, cioè “un sensore / il migliore o qualsiasi effettore disponibile”.</p>



<p><strong>Si tratta di una rivoluzione</strong>: il sistema, per spiegare meglio quest&#8217;ultimo concetto, sarà in grado di analizzare la tipologia di minaccia e di suggerire automaticamente il migliore sistema integrato in rete per neutralizzarla, o la migliore architettura di sistemi (ad es. Skyranger + IRIS-T SLM in caso di drone o missile da crociera).</p>



<p>Con Michelangelo Dome, Leonardo punta a stabilire un punto di riferimento per i futuri sistemi di difesa multi-dominio: <strong>reti in grado di pensare, reagire e adattarsi alla velocità di una macchina</strong>. </p>



<p>L&#8217;Amministratore Delegato e presidente di Leonardo, Roberto Cingolani, ha affermato durante la presentazione che il sistema “sarà basato su un <em>integrated project team</em> a cui parteciperanno tutte le <strong>Forze Armate</strong> italiane”, senza il cui apporto il progetto si rivelerebbe solo un “velleitario esercizio tecnologico”. </p>



<p>Leonardo prevede che i primi prodotti di Michelangelo Dome saranno pronti entro la <strong>fine del 2027</strong>, dopo un biennio di integrazione con gli attuali sistemi di difesa aerea integrata.</p>



<p>Mentre le minacce globali continuano a evolversi, la presentazione di Roma segnala l&#8217;intenzione dell&#8217;Italia di svolgere <strong>un ruolo decisivo</strong> nel plasmare le tecnologie di difesa dei prossimi decenni e consolida il ruolo di Leonardo nella difesa aerea e missilistica nazionale, nello sviluppo europeo di radar e sensori, nella sorveglianza spaziale e nelle infrastrutture di sicurezza informatica. Si prevede che il progetto coinvolgerà numerosi partner italiani ed europei, rafforzando l&#8217;industria nazionale e migliorando al contempo la sicurezza complessiva dell&#8217;Europa. </p>



<p>Leonardo punta a far sì che Michelangelo Dome diventi un pilastro della futura architettura di difesa europea, promuovendo sia la capacità tecnologica che la collaborazione industriale in tutto il continente. Cingolani ha tenuto a ricordare a <em><a href="https://www.analisidifesa.it/2025/11/leonardo-presenta-michelangelo-the-security-dome/">RadioCor/Il Sole 24 Ore</a></em> che <strong>“non sta finendo la guerra, sta iniziando una guerra nuova.</strong> I prossimi anni di pace apparente potrebbero permettere agli aggressori di costruire armi che sono difficili da neutralizzare: mai come adesso bisogna investire nella difesa”, e non possiamo che concordare con quanto detto dall&#8217;AD di Leonardo.</p>
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		<title>La sagoma di un drone su un F-35 olandese: torna la tradizione dei &#8220;kill score&#8221; dei piloti da caccia </title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-sagoma-di-un-drone-su-un-f-35-olandese-torna-la-tradizione-dei-kill-score-dei-piloti-da-caccia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Oct 2025 04:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa aerea]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
		<category><![CDATA[droni kamikaze]]></category>
		<category><![CDATA[f-35]]></category>
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<p>La tradizione di segnare sulla carlinga gli avversari abbattuti risale alla seconda guerra mondiale. E ora con i droni... </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-sagoma-di-un-drone-su-un-f-35-olandese-torna-la-tradizione-dei-kill-score-dei-piloti-da-caccia.html">La sagoma di un drone su un F-35 olandese: torna la tradizione dei &#8220;kill score&#8221; dei piloti da caccia </a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>La sagoma di un piccolo drone disegnata sotto l&#8217;abitacolo di un caccia multiruolo F-35 della <em>Koninklijke Luchtmacht</em>, la Regia Aeronautica Militare dei Paesi Bassi, è la conferma dell&#8217;abbattimento di un <em>drone russo </em>nei cieli della Polonia?</p>



<p>Il fatto che un <strong>F-35A Lightning II</strong> del 313° squadrone &#8220;<em>Tiger</em>&#8221; dell&#8217;aeronautica olandese abbia esibito il suo primo &#8220;<em>kill mark</em>&#8221; o &#8220;<em>kill score</em>&#8221; di un misterioso drone ha spinto gli analisti a ipotizzate che la marcatura della &#8220;vittoria&#8221; sia strettamente collegata all&#8217;intercettazione e conseguente abbattimento di uno degli UAV che hanno violato lo <a href="https://it.insideover.com/difesa/insidewar-lannosa-questione-delle-violazioni-dello-spazio-aereo-nato.html"><strong>spazio aereo della Nato</strong> </a>durante l&#8217;incursione che ha interessato i cieli della Polonia nella notte del 9 settembre 2025.</p>



<p>Già nelle scorse settimane era stato reso noto che alcuni caccia F-35 della Forza aerea olandese erano &#8220;<em>entrati in azione</em>&#8221; in supporto dei caccia polacchi per identificare la minaccia. Un aereo comando e controllo <a href="https://it.insideover.com/guerra/saab-340-laereo-radar-made-in-svezia-collegato-allabbattimento-del-su-35-russo.html">Saab 340 Aew&amp;C</a> aveva partecipato e coordinato l&#8217;operazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un drone facilmente riconoscibile</h2>



<p>La sagoma del drone esibita dall&#8217;F-35 ricorda molto quella di un <strong>drone suicida </strong>iraniano <a href="https://it.insideover.com/guerra/kiev-va-a-lezione-dal-mossad-per-abbattere-i-droni-iraniani.html">Shahed-136</a>, ora prodotto anche dalla Federazione Russa, dove è noto con il nome di Geran-2. La sua sagoma è inoltre compatibile con quella dei nuovi <strong>droni esca</strong> denominati <strong>Gerbera</strong>: i droni multiuso russi appositamente sviluppati per condurre voli di ricognizione e trasmissione di segnali, per sviare i radar e le difese aeree del settore interessato alle operazioni che coinvolgono gli <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/i-droni-kamikaze-restano-elemento-essenziale-nella-strategia-2504753.html">sciami di droni russi</a> impiegati come munizioni circuitanti e &#8220;<em>aumentarne la resilienza contro la guerra elettronica</em>&#8220;, e non solo.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">A Russian Gerbera attack drone penetrated nearly 300 km of Polish airspace and was found in the Polish town of Mniszków, per RMF 24. <a href="https://t.co/6veUFznOhJ">pic.twitter.com/6veUFznOhJ</a></p>&mdash; OSINTtechnical (@Osinttechnical) <a href="https://twitter.com/Osinttechnical/status/1965679809205600587?ref_src=twsrc%5Etfw">September 10, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Stando a quanto riportato dal sito <em>Defense News</em> &#8211; che cita <a href="https://www.defensenews.com/global/europe/2025/09/11/nato-shot-down-3-russia-drones-in-poland-all-others-crashed-official/">fonti ufficiali</a> &#8211; nella notte tra il 9 e il 10 settembre &#8220;<em>tre droni sono stati abbattuti da aerei Nato</em>&#8221; e &#8220;<em>almeno altri otto si sono schiantati in Polonia</em>&#8220;. Il caccia avrebbe utilizzato un missile Aim-120 Amraam pochi istanti prima che il drone attraversasse la Polonia centrale, segnando la prima vittoria aria-aria confermata da un F-35 operato da una forza aerea europea. I<strong> Paesi Bassi </strong>hanno <a href="https://www.defensie.nl/actueel/nieuws/2025/09/30/brekelmans-de-oostelijke-navo-grens-is-ook-onze-veiligheidsgrens">confermato</a> che gli F-35 della loro aeronautica sono stati coinvolti nelle operazioni e impiegati per intercettare e <strong>abbattere alcuni di questi droni</strong>, senza specificarne il numero o la tipologia. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La tradizione di &#8220;marcare le vittorie&#8221;</h2>



<p>Quella di marcare le proprie vittorie personali su un aereo da caccia è una vecchia tradizione dei piloti da combattimento che risale alla <strong>Seconda guerra mondiale</strong>. Se durante il Primo conflitto mondiale i piloti avevano l&#8217;abitudine di atterrare o recarsi nei pressi del relitto avversario per privarlo delle insegne o di altre parti emblematiche, come eliche e mitragliatrici da esibire come simbolo della vittoria, la pericolosità di questo gesto, e l&#8217;allargarsi del campo di battaglia e della capacità degli aerei da combattimento, li ha gradualmente costretti a limitarsi nel segnare le vittorie con delle &#8220;kill score&#8221;. Segni che simboleggiava gli avversari abbattuti durante una sortita che sono via via comparsi sotto l&#8217;abitacolo (come nel caso dell&#8217;F-35 sopracitato) o sulla coda dell&#8217;aereo.</p>



<p>I piloti alleati erano soliti disegnare delle <strong>piccole croci</strong> patenti o delle svastiche inclinate per segnare ogni aereo tedesco abbattuto. I piloti tedeschi, a loro volto, segnavano le loro vittorie con delle &#8220;<strong>tacche</strong>&#8221; sulla coda. Ogni tacca era sormontata dalla coccarda dell&#8217;aereo avversario che avevano abbattuto: una coccarda blu e rossa se era inglese, una stella bianca in campo blu se era americano, una stella rossa se era sovietico. Sui caccia schierati nel Pacifico spiccavano invece delle <strong>piccole bandiere</strong> con il Sole Nascente per ogni aereo giapponese abbattuto.</p>



<p>I piloti sovietici segnavano ogni vittoria con una semplice stella rossa. Lo stesso tipo di <em>kill score </em>che useranno gli americani per tutta la durata della Guerra Fredda. È interessante notare come i bombardieri simboleggiassero il numero delle loro missioni, e non quello degli abbattimenti, con tacche e simboli di <strong>piccole bombe</strong>. Gli aerosiluranti, soprattutto quelli tedeschi impegnati nella &#8220;battaglia dell&#8217;Atlantico&#8221;, ma non solo, segnavano le sagome delle navi che avevano affondato, riportando anche la cifra del tonnellaggio. Gli aerei da attacco al suolo spesso hanno segnato le sagome dei carri armati distrutti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/544834133_10163770320274406_1149998120752789228_n-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-488287" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/544834133_10163770320274406_1149998120752789228_n-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/544834133_10163770320274406_1149998120752789228_n-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/544834133_10163770320274406_1149998120752789228_n-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/544834133_10163770320274406_1149998120752789228_n-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/544834133_10163770320274406_1149998120752789228_n-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/544834133_10163770320274406_1149998120752789228_n.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Nuovi tipi di guerra, nuovi simboli</h2>



<p>&#8220;<em>L’evoluzione dei conflitti aerei e degli armamenti impiegati ha portato un sostanziale cambiamento in <a href="https://www.difesaonline.it/2016/05/20/mondo-militare-nellaeronautica-militare-si-torna-parlare-di-kill-scores-un-f-22-fotografato-con-15/">questo simbolismo</a></em>&#8220;. </p>



<p>Il terminare dell’era dei duelli aerei &#8211; gli ultimi abbattimenti registrati sono avvenuti durante la Guerra del Vietnam, sulle Falkland e nella guerra tra Iran e Iraq &#8211; ha riservato maggiore spazio all’impiego delle bombe guidate, e l’esordio della guerra elettronica ha assistito alla comparsa di nuovi simboli per segnalare i risultati ottenuti nelle missioni EW.</p>



<p>La sagoma di un piccolo uomo attraversato da un fulmine sotto l&#8217;abitacolo di E/A-18 dell&#8217;Us Navy(nella foto), quella dei droni o dei missili da crociera abbattuti, fino alla singolare kill score che riportava la<a href="https://theaviationist.com/2012/07/23/f-22-raptor-kill-markings/"> sagoma di un F-22</a> sotto l&#8217;abitacolo di un caccia Typhoon tedesco, segno di una vittoria durante simulazione di guerra in esercitazione, ci mostrano quanto la tradizione delle kill score sia rimasta viva nel tempo. Come l&#8217;ego dei piloti da combattimento, che fin dagli albori della <a href="https://it.insideover.com/guerra/dai-caccia-ai-droni-cosi-cambia-la-guerra-nei-cieli.html">guerra aerea </a>sempre fanno bella mostra delle loro temerarie imprese.</p>



<p><strong><em>Lo sviluppo di tecnologie militari&nbsp;d’avanguardia e il loro schieramento deciderà le sorti delle guerre future. Conoscerle, analizzarle, e cercare di spiegare la loro importanza e il ruolo che svolgono nei conflitti&nbsp;è parte del nostro sforzo quotidiano.&nbsp;Se vuoi approfondire queste tematiche ed essere sempre aggiornato sugli sviluppi nell’ambito della Difesa, segui InsideOver, e sostieni il nostro lavoro,&nbsp;</em><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati oggi!</a></strong></p>
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