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	<title>democrazia illiberale Archives - InsideOver</title>
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	<title>democrazia illiberale Archives - InsideOver</title>
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		<title>Democrazia contro autoritarismo: che anno sarà il 2023</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jan 2023 15:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia illiberale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1409" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20230101170158872_117d68529ac6a891a41ab2f90c209c7b-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20230101170158872_117d68529ac6a891a41ab2f90c209c7b-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20230101170158872_117d68529ac6a891a41ab2f90c209c7b-300x220.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20230101170158872_117d68529ac6a891a41ab2f90c209c7b-1024x751.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20230101170158872_117d68529ac6a891a41ab2f90c209c7b-768x564.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20230101170158872_117d68529ac6a891a41ab2f90c209c7b-1536x1127.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20230101170158872_117d68529ac6a891a41ab2f90c209c7b-2048x1503.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il confronto tra Cina e Stati Uniti, ovvero i rappresentanti principali di due sistemi politici tra loro agli antipodi e in competizione. L’eterna sfida tra la democrazia e l’autoritarismo, con in mezzo l’emergere di un fenomeno sociale relativamente recente, e cioè quello della democratura. E ancora: la presenza di tanti altri modelli ibridi, pronti a &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/democrazia-contro-autoritarismo-che-anno-sara-il-2023.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1409" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20230101170158872_117d68529ac6a891a41ab2f90c209c7b-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20230101170158872_117d68529ac6a891a41ab2f90c209c7b-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20230101170158872_117d68529ac6a891a41ab2f90c209c7b-300x220.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20230101170158872_117d68529ac6a891a41ab2f90c209c7b-1024x751.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20230101170158872_117d68529ac6a891a41ab2f90c209c7b-768x564.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20230101170158872_117d68529ac6a891a41ab2f90c209c7b-1536x1127.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20230101170158872_117d68529ac6a891a41ab2f90c209c7b-2048x1503.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il confronto tra <strong>Cina </strong>e <strong>Stati Uniti</strong>, ovvero i rappresentanti principali di due sistemi politici tra loro agli antipodi e in competizione. L’eterna sfida tra la <strong>democrazia </strong>e l’<strong>autoritarismo</strong>, con in mezzo l’emergere di un fenomeno sociale relativamente recente, e cioè quello della <strong>democratura</strong>. E ancora: la presenza di tanti altri <strong>modelli ibridi</strong>, pronti a ritagliarsi spazi di manovra sempre più grandi in mezzo alle mille incertezze dei governi democratici, e l’ingresso in scena di leader forti, apparentemente apprezzati dall’elettorato, almeno in un primo momento. Queste sono soltanto alcune delle sfide che caratterizzeranno il <strong>2023</strong>, l’ennesimo anno spartiacque che costringerà il mondo a ridefinire concetti che, soltanto fino a pochi decenni prima, sembravano immutabili. </p>



<p>La <strong>pandemia </strong>ha contribuito a mescolare le carte sul tavolo, costringendo ciascun governo, in nome di un’emergenza senza precedenti, a partorire modelli e ricette anti Covid più o meno liberali, e scatenando conseguenti polemiche non ancora del tutto assorbite. Ci sono, poi, innumerevoli tematiche che spingono – e continueranno a spingere &#8211; i Paesi a fornire determinate risposte ai propri cittadini. Pensiamo al fenomeno migratorio, alla criminalità e alle crisi economiche: non sempre le democrazie hanno oggettivamente prevalso, in termini di efficacia, in un ipotetico confronto con altri sistemi politici. </p>



<p>Tutto questo, oltre ad alimentare infiniti dibattiti sulle &#8220;democrazie in declino&#8221;, sulle democrazie a corto di idee e incapaci di offrire risposte concrete ai nuovi problemi dei cittadini, ha reso indirettamente le autocrazie sempre più attraenti. Trovandoci in una <strong>Guerra Fredda 2.0</strong>, le propagande incrociate dei due blocchi hanno fatto il resto, confondendo ulteriormente la già fin troppo disorientata platea elettorale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Trasformazioni in corso</h2>



<p>L&#8217;Istituto internazionale per la democrazia e l&#8217;assistenza elettorale (IDEA) ha realizzato un report intitolato <em>Global State of Democracy 2022</em>. Il documento ha acceso i riflettori su un fatto particolarmente emblematico: il numero di Paesi con la più grave <strong>erosione democratica</strong> è al suo apice, e comprende persino democrazie consolidate come l&#8217;India e gli Stati Uniti. </p>



<p>Il think tank con sede a Stoccolma ha rilevato potenziali <strong>trasformazioni politiche</strong> in nazioni che, solitamente, hanno sempre navigato su standard democratici di livello medio-alti. In altre parole, in tutto il mondo sempre più Paesi si starebbero muovendo verso l’autoritarismo, mentre la democrazia allo stesso tempo sarebbe in erosione. </p>



<p>IDEA ha fatto presente che metà delle democrazie del mondo sono in uno stato di declino a causa del peggioramento delle libertà civili e dello stato di diritto. Il progressivo declino democratico rischia quindi di consolidarsi anche nel 2023. Soprattutto nelle <strong>regioni più fragili</strong>, dove le conseguenze della pandemia di Covid-19, della guerra tra Russia e Ucraina, dell’aumento del costo della vita, del cambiamento climatico e di una probabile, incombente, recessione globale si faranno sentire in maniera evidente. </p>



<p>L’<em>Economist</em> aveva precedentemente lanciato l&#8217;allarme nell&#8217;ultima edizione del&nbsp;<a href="https://archive.ph/o/FJfMU/https:/www.eiu.com/n/campaigns/democracy-index-2021/?utm_source=economist&amp;utm_medium=daily_chart&amp;utm_campaign=democracy-index-2021" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Democracy Index</a>&nbsp;del 2021.&nbsp;Il sondaggio annuale, che valuta lo stato della democrazia in 167 Paesi sulla base di cinque misure (processo elettorale e pluralismo, funzionamento del governo, partecipazione politica, cultura politica democratica e libertà civili), ha rilevato che più di un terzo della popolazione mondiale vive sotto un regime autoritario e che solo il 6,4% gode di una democrazia completa.&nbsp;</p>



<p>Il punteggio globale, inoltre, è sceso da 5,37 a un nuovo minimo di 5,28 su dieci.&nbsp;L&#8217;unico calo equivalente dal 2006 è stato nel 2010 dopo la crisi finanziaria globale. I <strong>Paesi nordici</strong> continuano a dominare la vetta della classifica, a conferma della forza delle loro democrazie. Tre Paesi asiatici sono fanalini di coda: la Corea del Nord è stata scalzata per la prima volta dal fondo della classifica dal colpo di Stato in Myanmar e dal&nbsp;ritorno dei talebani&nbsp;in Afghanistan.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il confronto tra Cina e Stati Uniti</h2>



<p>Il declino della democrazia globale include l&#8217;indebolimento dei risultati elettorali credibili, le restrizioni alle libertà e ai diritti online, la disillusione giovanile nei confronti dei partiti politici, nonché leader fuori dal mondo e una corruzione intrattabile. </p>



<p>In ogni caso, nel 2023 sarà interessante capire come si svilupperà il duello tra Cina e Stati Uniti. Oltre la Muraglia,<strong> Xi Jinping</strong> ha appena consolidato il suo potere, ottenendo un inedito terzo mandato da segretario del Partito Comunista Cinese, in attesa di blindare anche la presidenza della Repubblica Popolare Cinese. Le recenti proteste della popolazione contro le severe norme anti Covid non sembrerebbero aver scalfito il potere cinese. Neppure il rallentamento economico del Dragone appare, al momento, una minaccia in grado di far vacillare Xi. Tuttavia, a maggior ragione dopo tre anni di chiusura totale, la società cinese è sempre più simile ad una <strong>pentola a pressione</strong>. </p>



<p>Negli Stati Uniti, invece,<strong> Joe Biden</strong> ha limitato i danni alle ultime Midterm ma deve fare i conti con le solite contraddizioni interne che minacciano il tessuto sociale dell’America più profonda: disuguaglianza, razzismo, violenza. L’assalto a Capitol Hill sembra essere alle spalle ma il 2023 potrebbe rivelarsi l’anno della verità nel testa a testa con Pechino.&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Ucraina e Russia, quando la democrazia è un optional</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ucraina-e-russia-quando-la-democrazia-e-un-optional.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Mar 2022 06:22:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia illiberale]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina nella NATO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320183314643_b44a7ad157015c8495df8c2e324a755d-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320183314643_b44a7ad157015c8495df8c2e324a755d-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320183314643_b44a7ad157015c8495df8c2e324a755d-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320183314643_b44a7ad157015c8495df8c2e324a755d-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320183314643_b44a7ad157015c8495df8c2e324a755d-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320183314643_b44a7ad157015c8495df8c2e324a755d-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320183314643_b44a7ad157015c8495df8c2e324a755d-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Ucraina si sta consumando un nuovo capitolo di quella che papa Francesco aveva ribattezzato la &#8220;terza guerra mondiale a pezzi&#8221; nel 2014. Per i giornalisti è la guerra fredda 2.0, mentre per gli addetti ai lavori è la competizione tra grandi potenze, ma la sostanza è una e identica in ognuno dei tre casi: &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/ucraina-e-russia-quando-la-democrazia-e-un-optional.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320183314643_b44a7ad157015c8495df8c2e324a755d-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320183314643_b44a7ad157015c8495df8c2e324a755d-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320183314643_b44a7ad157015c8495df8c2e324a755d-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320183314643_b44a7ad157015c8495df8c2e324a755d-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320183314643_b44a7ad157015c8495df8c2e324a755d-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320183314643_b44a7ad157015c8495df8c2e324a755d-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320183314643_b44a7ad157015c8495df8c2e324a755d-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>In <strong>Ucraina</strong> si sta consumando un nuovo capitolo di quella che<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/francesco-il-papa-venuto-dalla-periferia-che-sogna-il-multipolarismo.html"> papa Francesco </a>aveva ribattezzato la &#8220;terza guerra mondiale a pezzi&#8221; nel 2014. Per i giornalisti è la guerra fredda 2.0, mentre per gli addetti ai lavori è la competizione tra grandi potenze, ma la sostanza è una e identica in ognuno dei tre casi: nel mondo, da diversi anni, si sta combattendo per la<strong> transizione multipolare</strong>.</p>
<p>Da una parte si trova l&#8217;Occidente, guidato dagli <strong>Stati Uniti</strong>, che nel dopo-guerra fredda ha tentato di prolungare il più possibile il &#8220;momento unipolare&#8221; e di trasporre in realtà l&#8217;affascinante tesi di <strong>Francis Fukuyama</strong> della Fine della storia: il modello politico, sociale, economico e valoriale della civiltà occidentale come capolinea universale di ogni popolo e nazione. La globalizzazione come mezzo, l&#8217;occidentalizzazione come fine.</p>
<p>Dall&#8217;altra parte si trova l&#8217;Oriente, trainato da <strong>Russia</strong> e <strong>Cina</strong>, due amici/nemici forzati dalla storia a diventare migliori amici, che ha intravisto nella pioggia di avvenimenti traumatici che ha contraddistinto il momento unipolare – dalla brutale esecuzione di <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-storia-di-saddam-hussein.html">Saddam Hussein</a> alla detronizzazione altrettanto violenta di <a href="https://it.insideover.com/persone/muammar-gheddafi">Muammar Gheddafi</a> – una mera anticipazione di ciò che sarebbe potuto accadere qualora l&#8217;unipolarismo, e dunque la<em> Pax americana</em>, avesse trionfato.</p>
<p>L&#8217;arrivo ad uno scontro frontale, al <em>redde rationem</em>, non era che un&#8217;inevitabile questione di tempo. La competizione tra i blocchi era andata aggravandosi con l&#8217;entrata dell&#8217;umanità negli anni Venti, facendo ingresso in uno stadio altamente destabilizzante,<a href="https://it.insideover.com/politica/guerra-fredda-2-0-e-giunto-il-momento-delle-periferie.html"> quello delle periferie al centro</a>, contraddistinto da una peculiarità: le<strong> ritorsioni simmetriche</strong>. Un colpo americano nell&#8217;Indo-Pacifico seguito da una mossa sino-russa nell&#8217;Atlantico. Un&#8217;operazione di disturbo occidentale in Asia centrale succeduta da un&#8217;azione sino-russa in Latinoamerica. Impensabile, persino impossibile, fino all&#8217;inizio del secolo.</p>
<p>La competizione tra grandi potenze ha assunto una dimensione crescentemente ideologica, quasi escatologica, con lo scorrere degli anni, delle rivoluzioni, delle guerre per procura e dei cambi di regime. Se ieri era una battaglia tra unipolaristi e multipolaristi, oggi è un confronto tra il mito sempiterno del Mondo libero (e i valori che lo definiscono) e i suoi nemici, vecchi e nuovi Imperi del male dalle aspirazioni totalitarie. Democrazie contro autocrazie. Progressismo contro conservatorismo. Apertura contro chiusura.</p>
<p>Scrivere dell&#8217;Ucraina assume ulteriore rilevanza alla luce della natura teologica della competizione tra grandi potenze. Perché questa terra contesa, spesso e volentieri descritta in termini di trincea lungo la quale si sta consumando l&#8217;ultimo sanguinoso regolamento di conti tra democrazie e autocrazie, ha una vetrina tanto lucida quanto una bottega piena di punti oscuri. E parlare di guerra in Ucraina come di conflitto tra il bene e il male, tra democrazia e autoritarismo, non ha alcun senso alla luce dei fatti.</p>
<h2>Democrazia contro dittatura, una contrapposizione fallace</h2>
<p><span lang="it-IT">Nelle ultime settimane si è descritto il conflitto in Ucraina come una sorta di scontro metafisico fra autoritarismo e democrazia. Questa narrazione, tuttavia, è alquanto imprecisa perché l’Ucraina non è una democrazia liberale di stampo occidentale ma una democrazia illiberale, a tratti persino autoritaria, tipica dello spazio postsovietico. </span></p>
<p><span lang="it-IT">È solo a partire dall&#8217;accettazione di questa verità (abbastanza) scomoda, e cioè che l&#8217;Ucraina non è una liberal-democrazia fatta e compiuta e non è meno autoritaria e problematica di altre realtà postsovietiche, che si può capire la vera posta in palio della guerra, nonché le sue origini e le sue ragioni: geopolitica allo stato puro, nessun dicotomico scontro tra il bene e il male.</span></p>
<p><span lang="it-IT"><a href="https://freedomhouse.org/country/ukraine">Come rilevato dalla nota organizzazione no-profit statunitense Freedom House</a>, l&#8217;Ucraina è un &#8220;regime ibrido&#8221;, &#8220;parzialmente libero&#8221;, che &#8220;ha attuato una serie di riforme positive dopo la cacciata del presidente Viktor Yanukovich nel 2014&#8221; e dove &#8220;la corruzione rimane endemica e le iniziative per combatterla vengono attuate solo in parte. Gli attacchi contro giornalisti, attivisti della società civile e membri di gruppi minoritari sono frequenti e le risposte della polizia sono spesso inadeguate&#8221;.</span></p>
<p>Il cambio di schieramento non ha avuto riflessi tangibili e significativi: <a href="https://www.kyivpost.com/article/content/ukraine-politics/clearer-picture-112083.html">l&#8217;Ucraina veniva definita</a> una &#8220;cleptocrazia&#8221; nel pre-Euromaidan dai diplomatici statunitensi, e ha continuato a troneggiare incontrastata nella classifica della corruzione anche nel dopo-2014. L&#8217;anno scorso, secondo Transparency International, <a href="https://www.transparency.org/en/cpi/2021/index/ukr">l&#8217;Ucraina presentava l&#8217;indice di corruzione</a> più elevato d&#8217;Europa. Il secondo, in realtà, se nella definizione di Europa si volesse includere anche la Russia.</p>
<p><a href="https://www.cato.org/commentary/ukraines-accelerating-slide-authoritarianism">Secondo il rinomato Cato Institute</a>, <em>il</em> think tank del libertarismo a stelle e strisce, &#8220;Washington deve liberarsi del mito di vecchia data che vorrebbe l&#8217;Ucraina una fiorente democrazia all&#8217;americana. La verità è che [l&#8217;Ucraina] presenta molte più somiglianze con i sistemi pseudodemocratici di Russia, Ungheria e Turchia&#8221;.</p>
<p>Per quanto concerne la libertà di stampa, invece, <a href="https://rsf.org/en/ranking">Reporter senza frontiere</a> posiziona il Paese al 97esimo posto nel mondo – su 180 nazioni prese in considerazione –, poco dopo la <strong>Serbia</strong> e subito prima della <strong>Liberia</strong>. Secondo il rapporto, l&#8217;influenza degli oligarchi sui media è ancora troppo forte, il mestiere del giornalista continua a essere rischioso – più di 15 tra cronisti, opinionisti e corrispondenti assassinati tra il 2014 e il 2018 – e occorre fare di più per incoraggiare la nascita di media indipendenti.</p>
<h2>L&#8217;ingiustizia della giustizia</h2>
<p>Nel febbraio 2021, con una mossa acclamata dai segmenti filo-occidentali della popolazione, il presidente ucraino <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-volodymyr-zelensky.html">Volodymyr Zelenskij</a> oscurava tre reti televisive con l&#8217;accusa di diffusione di &#8220;propaganda&#8221; finanziata dal Cremlino e di essere il megafono del partito russofilo. Le reti erano nominalmente di proprietà di <strong>Taras Kozak</strong>, dell&#8217;Opposition Platform for Life (OPFL), anche se sembra che dietro ci fosse il capo dello stesso partito,<strong> Viktor Medvedchuk</strong>, che dal 2021 è agli arresti domiciliari con l&#8217;accusa di alto tradimento.</p>
<p>A disporre la misura cautelare nei confronti di Medvedchuk era stato il tribunale distrettuale Pecherskij di Kiev, lo stesso che dovrà stabilire se il politico ha trasferito informazioni militari secretate a Kozak mentre quest&#8217;ultimo si trovava in Russia per una visita. Kozak, per di più, nel febbraio dell&#8217;anno scorso fu anche sanzionato dal <span style="font-size: 1rem;">Consiglio nazionale per la sicurezza e la difesa.</span></p>
<p>La decisione di oscurare le cosiddette televisioni russofile, curiosamente, era stata accolta in maniera ambivalente in Occidente: supportata dagli Stati Uniti, condannata dall&#8217;Unione Europea. Il portavoce di <strong>Josep Borrell</strong>, l&#8217;alto rappresentante dell&#8217;Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, aveva commentato così la notizia: &#8220;la portata delle campagne di disinformazione che colpiscono l&#8217;Ucraina, anche dall&#8217;estero, non dovrebbe danneggiare la libertà dei media&#8221;.<strong> Joe Biden</strong>, diversamente, aveva telefonato al presidente ucraino in segno di incoraggiamento e supporto.</p>
<p>L&#8217;indipendenza della giustizia ucraina, la stessa che non ha voluto collaborare con l&#8217;Italia per fare luce sull&#8217;<strong>omicidio di Andrea Rocchelli</strong>, resta un grande punto interrogativo. Medvedchuk, infatti, non è l&#8217;unico esponente dell&#8217;opposizione a essere stato accusato di alto tradimento. Lo stesso destino è stato riservato all&#8217;ex presidente<strong> Petro Poroshenko</strong>. Lo scorso anno, a dicembre, l&#8217;Ufficio investigativo statale ucraino (SBI) annunciava che l&#8217;ex presidente è sospettato di alto tradimento e favoreggiamento di organizzazioni terroristiche. Gli inquirenti, riporta <em>Euronews</em>, sospettano un suo coinvolgimento nell&#8217;organizzazione di forniture illegali di carbone acquistato dalle aree ribelli del Donbas. Secondo l&#8217;accusa, dunque, i separatisti avrebbero beneficiato dei finanziamenti di Poroshenko. Un fatto che, se confermato, potrebbe costargli quindici anni di carcere.</p>
<h2>La questione neonazismo</h2>
<p>Nel giugno 2019, con il consenso tacito delle autorità e in concomitanza con l&#8217;anniversario<span style="font-size: 1rem;"> </span><span style="font-size: 1rem;">dell&#8217;invasione dell&#8217;Unione Sovietica da parte della Germania nazista</span><span style="font-size: 1rem;">, </span><a style="background-color: #ffffff; font-size: 1rem;" href="https://www.haaretz.com/world-news/europe/.premium-the-upcoming-neo-nazi-concert-in-ukraine-that-no-one-is-talking-about-1.7391007?=&amp;fbclid=IwAR3Q0acZCrW4m2uBUwwgpgWsS3DN94h_5imA4BiS3vihYvN5s8-zep7JNmY&amp;ts=_1561104554953">a Kiev si svolgeva un concerto organizzato dall&#8217;estrema destra ucraina</a><span style="font-size: 1rem;">. L&#8217;evento aveva attratto circa 1.500 persone da tutta Europa. </span></p>
<p>Come spiegava <em>Haaretz</em>, un noto quotidiano israeliano, sul palco del Bingo Club di Kiev si erano alternate una mezza dozzina di band neonaziste proponenti una musica fatta di testi estremamente violenti, razzisti e apertamente antisemiti, inneggianti all&#8217;Olocausto. Raduni di questo, solitamente, vengono allestiti in gran segreto, in luoghi che solo organizzatori e partecipanti conoscono, ma in Ucraina, al contrario, l&#8217;evento avveniva a due passi dalla sede dell&#8217;Università nazionale del commercio e di economia di Kiev.</p>
<p>La presa del neonazismo sulla società resta bassa, come dimostrato dai successi mancati di due forze radicali inizialmente popolari nel dopo-Euromaidan come Svoboda e Settore Destro, ma esiste ed è un fatto. Un fatto innegabile, tanto da averne preso atto lo stesso Zelenskij, che a più riprese ha parlato dell&#8217;ossessione degli ucraini per il controverso <strong>Stepan Bandera</strong>.</p>
<p>Ucraina, ultima trincea della Terza guerra mondiale a pezzi e nazione che deve indubbiamente avere il diritto alla libertà di una politica estera autonoma e indipendente. Ma è altrettanto giusto, moralmente ed eticamente giusto, ribadire che non è oro tutto quello che luccica e che in questo caso, come in molti altri del resto, non è una mera questione di Mondo libero contro Imperi del male. Non lo è mai stata. È pura e semplice (geo)politica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ucraina-e-russia-quando-la-democrazia-e-un-optional.html">Ucraina e Russia, quando la democrazia è un optional</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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