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	<title>Democratici Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Wed, 16 Apr 2025 14:54:37 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Democratici Archives - InsideOver</title>
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		<title>Al Coachella 2025 è nata una stella: ha 83 anni e si chiama Bernie Sanders</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Apr 2025 14:54:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Democratici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="712" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Bernie-Sanders-primarie-South-Carolina-La-Presse-e1582706409449.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sanders Arabia" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Bernie-Sanders-primarie-South-Carolina-La-Presse-e1582706409449.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Bernie-Sanders-primarie-South-Carolina-La-Presse-e1582706409449-300x142.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Bernie-Sanders-primarie-South-Carolina-La-Presse-e1582706409449-768x365.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Bernie-Sanders-primarie-South-Carolina-La-Presse-e1582706409449-1024x486.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Bernie Sanders è alle prese con il suo tour negli Stati Uniti per combattere il GOP nelle piazze e nei palazzetti. Dove vuole arrivare?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/al-coachella-2025-e-nata-una-stella-ha-83-anni-e-si-chiama-bernie-sanders.html">Al Coachella 2025 è nata una stella: ha 83 anni e si chiama Bernie Sanders</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="712" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Bernie-Sanders-primarie-South-Carolina-La-Presse-e1582706409449.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sanders Arabia" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Bernie-Sanders-primarie-South-Carolina-La-Presse-e1582706409449.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Bernie-Sanders-primarie-South-Carolina-La-Presse-e1582706409449-300x142.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Bernie-Sanders-primarie-South-Carolina-La-Presse-e1582706409449-768x365.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Bernie-Sanders-primarie-South-Carolina-La-Presse-e1582706409449-1024x486.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il <strong>Coachella 2025</strong> ha nuovamente trasformato il deserto di Indio in un vibrante epicentro di musica e cultura, fondendo la sua storia leggendaria con l&#8217;energia del presente. Il primo weekend del festival, svoltosi dall’11 al 13 aprile, ha visto protagonisti nomi di primo piano come <strong>Lady Gaga</strong>, <strong>Green Day</strong>, <strong>Post Malone</strong> e <strong>Travis Scott</strong>, ciascuno con performance cariche di identità e potenza scenica. Se Lady Gaga ha stregato il pubblico con un set teatrale in cui ha presentato i brani del nuovo album <em>Mayhem</em>, i Green Day hanno infiammato – in tutti i sensi – il palco con un’esibizione carica di messaggi politici, culminata in un incidente pirotecnico che ha causato l’incendio di una palma. Post Malone ha chiuso il fine settimana con uno show che ha mescolato generi, celebrando il suo nuovo progetto country <em>F-1 Trillion</em>.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.rollingstone.it/wp-content/uploads/2024/11/467757905_531357553050219_1632985489190746146_n.jpg" alt="" style="width:386px;height:auto"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Bernie Sanders a sorpresa al Coachella 2025</h2>



<p>Ma quest&#8217;anno il Coachella ha regalato un ospite d&#8217;eccezione, che ha portato il festival musicale a un altro livello: il senatore <strong>Bernie Sanders </strong>ha compiuto un’apparizione inaspettata portando la sua campagna <strong><em><a href="https://berniesanders.com/oligarchy/">Fighting Oligarchy</a></em></strong> direttamente nel cuore del più emblematico festival musicale della cultura giovanile contemporanea. Nella serata di sabato 12 aprile, affiancato dal deputato Maxwell Frost, Sanders ha introdotto l’artista <strong>Clairo </strong>con parole di apprezzamento per il suo impegno civile, in particolare sul fronte dei diritti riproduttivi e la sua netta presa di posizione contro il conflitto in corso a Gaza.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Bernie Sanders makes surprise appearance at Coachella 2025 music festival" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/BzAJ3OhJmJk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_BzAJ3OhJmJk");</script>
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<p>Nel suo intervento, Sanders ha affrontato con toni decisi tematiche cruciali dell’<strong>agenda progressista</strong>: l’emergenza climatica, la giustizia sociale, l’accesso universale all’aborto e il dilagare dell’influenza dei grandi capitali nella sfera politica statunitense. Non sono mancate critiche esplicite al presidente <strong>Donald Trump</strong>, accusato di negare la crisi ambientale e di perpetuare politiche favorevoli all’élite economica a scapito della collettività. Accolto con entusiasmo da una platea giovane e politicamente ricettiva, il discorso di Sanders ha rappresentato un momento di forte impatto simbolico: l’incontro tra militanza politica e cultura pop, tra l’attivismo generazionale e le istanze istituzionali. </p>



<p>L’apparizione segue una partecipata manifestazione a Los Angeles, dove, insieme alla deputata <strong>Alexandria Ocasio-Cortez</strong>, il senatore del Vermont ha richiamato <strong>oltre 36.000 persone</strong>, a testimonianza di un crescente fermento contro la concentrazione del potere economico nelle mani di pochi. &#8220;Bernie-chella&#8221; – come è stato ribattezzato dai sostenitori online – ha visto esibizioni e dichiarazioni di Joan Baez, Maggie Rogers e Neil Young. Il raduno è stato l&#8217;evento più grande del Fighting Oligarchy Tour.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Bernie Sanders, AOC&#039;s &#039;Fight Oligarchy&#039; rally in Los Angeles" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/1K6l3zjWwQk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_1K6l3zjWwQk");</script>
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<h2 class="wp-block-heading">Il Coachella è davvero un palco &#8220;progressista&#8221;?</h2>



<p>La domanda, però, sorge spontanea: quanto è davvero progressista un palco per il quale il pubblico paga un biglietto il cui costo parte dai 649 $? Coachella può essere considerato un palcoscenico progressista sotto diversi aspetti, in particolare per la varietà della sua lineup, che spesso include artisti provenienti da generi, culture e paesi differenti. Il festival è noto per dare spazio a talenti globali, mescolando nomi affermati del mainstream con proposte indie o sperimentali. Inoltre, detta tendenze in ambito moda e cultura giovanile, e investe fortemente in installazioni artistiche di grande impatto visivo e all’avanguardia. </p>



<p>Tuttavia, la sua natura progressista appare più ambigua se osservata da vicino. Coachella è infatti organizzato da <strong>AEG</strong> e <strong>Goldenvoice</strong>, e il proprietario di AEG<strong>, Philip Anschutz</strong>, è stato al centro di polemiche per aver finanziato in passato cause di orientamento conservatore. Nonostante una lineup apparentemente inclusiva, il festival è stato anche criticato per la scarsa rappresentanza femminile e di comunità emarginate, sebbene negli ultimi anni si siano registrati sforzi per colmare queste lacune. Una realtà progressista sul piano estetico e culturale, dunque, ma con un percorso più controverso in ambito sociale e politico. Ma si sa, Parigi val bene una messa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa hanno in mente Sanders e Ocasio-Cortez</h2>



<p>Ma, al di là del Coachella, cosa stanno combinando questi due <em>Father and daughter</em> dell&#8217;ala radicale dei Dem? Sanders ha sottolineato che i suoi eventi in Nebraska, Iowa, Wisconsin, Michigan, Nevada, Colorado e Arizona hanno prodotto un&#8217;affluenza complessiva di oltre 100.000 persone e che ora intende concentrarsi sugli <strong>Stati conservatori</strong>: &#8220;<em>La maggior parte di questi eventi si terrà in distretti congressuali rappresentati dai repubblicani. E c&#8217;è un motivo per cui lo stiamo facendo</em>&#8220;. Con eventi che richiamano decine di migliaia di persone, il tour sta cercando di ravvivare la base progressista, soprattutto in quelle aree dove il movimento ha registrato battute d’arresto. Le manifestazioni uniscono il dibattito politico ad elementi culturali, con esibizioni di artisti che aiutino a indugiare sul mito dei Sessanta. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://media.cnn.com/api/v1/images/stellar/prod/gettyimages-2205638035.jpg?c=16x9&amp;q=h_653,w_1160,c_fill/f_webp" alt=""/></figure>



<p>Oltre a criticare le politiche repubblicane, Sanders e AOC non stanno risparmiando attacchi ai <strong>democratici centristi</strong>, accusati di essere troppo vicini ai grandi donatori e poco incisivi su temi chiave. Il loro messaggio è chiaro: il Partito Democratico deve tornare a rappresentare con forza gli interessi della <strong>classe lavoratrice</strong>. Il tour sta cercando di spingere l’acceleratore anche sull’<strong>impegno locale</strong>, esortando i partecipanti a coinvolgersi nell’organizzazione dal basso. Tappe in Stati a maggioranza conservatrice come <strong>Utah </strong>e<strong> Idaho</strong> testimoniano la volontà di costruire una coalizione ampia. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il futuro è indipendente?</h2>



<p>I due stanno già pensando alle <em><strong>midterm</strong></em>? Probabilmente sì. Ma con due prospettive differenti. Se da un lato Sanders, 83 anni, sembra avviarsi verso la fine della carriera politica, dall’altro Ocasio-Cortez emerge sempre più come possibile futura guida del movimento progressista. Il suo ruolo centrale nel tour alimenta le voci su una potenziale candidatura a incarichi più alti, inclusa la presidenza, sebbene abbia poche <em>chance</em>, vista la sua posizione nell’agone politico americano. A questo proposito, va ricordato che il senatore del Vermont, che da tempo ha un rapporto teso con il Partito Democratico, ha suggerito in un&#8217;intervista che più progressisti dovrebbero unirsi a lui candidandosi come <strong>indipendenti</strong>. Una suggestione che aveva raccontato lo scorso mese in un&#8217;intervista al <em>New York Times</em> alla vigilia di un tour di tre giorni in cinque città degli Stati occidentali insieme a Ocasio-Cortez. &#8220;<em>Uno degli aspetti di questo tour è cercare di mobilitare le persone affinché si impegnino nel processo politico e si candidino come indipendenti al di fuori del Partito Democratico</em>&#8220;, aveva affermato candidamente Sanders.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="1024" height="766" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250414184357957_1b75d80ba0dda7285567c666c7b7652f-1024x766.jpg" alt="" class="wp-image-465324" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250414184357957_1b75d80ba0dda7285567c666c7b7652f-1024x766.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250414184357957_1b75d80ba0dda7285567c666c7b7652f-600x449.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250414184357957_1b75d80ba0dda7285567c666c7b7652f-300x224.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250414184357957_1b75d80ba0dda7285567c666c7b7652f-768x574.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250414184357957_1b75d80ba0dda7285567c666c7b7652f-1536x1149.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250414184357957_1b75d80ba0dda7285567c666c7b7652f.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Bernie Sanders ha fatto un&#8217;apparizione a sorpresa al festival musicale di Coachella, salendo sul palco mentre la folla accorreva con i cellulari in mano, per immortalare l&#8217;appello politico del senatore statunitense. &#8220;Non ci metterò molto, ma questo Paese si trova ad affrontare sfide molto difficili e il futuro dell&#8217;America dipende dalla vostra generazione. Potete ignorare ciò che sta accadendo, ma lo fate a vostro rischio e pericolo. Abbiamo bisogno che vi alziate per lottare per la giustizia&#8221;, ;;ha detto tra scroscianti applausi.
INSTAGRAM BERNIE SANDERS
+++ ATTENZIONE LA FOTO NON PUO&#8217; ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L&#8217;AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA+++ NPK +++</figcaption></figure>
</div>


<p>Il fatto che Sanders – un socialista democratico dichiarato, ma mai realmente parte del Partito Democratico – sia tornato a guidare il fronte anti-Trump <strong>evidenzia in modo impietoso le difficoltà identitarie che affliggono i Democratici</strong>, un partito i cui consensi sono ormai in caduta libera. I suoi comizi hanno segnato anche il ritorno della cosiddetta &#8220;resistenza&#8221; democratica, quella stessa ondata di opposizione che aveva preso forma durante il primo mandato di Trump. I Democratici hanno messo a segno una vittoria simbolica conquistando un seggio chiave alla Corte Suprema del Wisconsin e sono riusciti a ridurre sensibilmente il vantaggio repubblicano in due elezioni suppletive per la Camera in Florida. I progressisti potrebbero mostrare un po&#8217; di forza alle <strong>elezioni governatoriali </strong>del prossimo anno. Ma finora, nessuno nell&#8217;affollato schieramento dei candidati democratici si sta facendo portavoce del movimento di Sanders. E l&#8217;errore si ripete.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La sfida finale tra il moderatismo dem e il socialismo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ecco-la-sfida-finale-tra-il-moderatismo-dem-e-il-socialismo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2020 15:15:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Democratici]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni primarie negli Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Bernie-Sanders-primarie-democratiche-Usa-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Primarie Dem South Carolina, la campagna elettorale dei candidati Sanders (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Bernie-Sanders-primarie-democratiche-Usa-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Bernie-Sanders-primarie-democratiche-Usa-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Bernie-Sanders-primarie-democratiche-Usa-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Bernie-Sanders-primarie-democratiche-Usa-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il Super Tuesday può coincidere con l&#8217;ultimo duello tra due correnti di pensiero. Joe Biden e Bernie Sanders sono perfetti come protagonisti di questa storia. Moderatissimo e pragmatico il primo, massimalista, socialista ed utopistico il secondo: Eraclito sosteneva che un polo non potesse sopravvivere senza la persistenza del suo contrario, ma nella nottata di oggi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-la-sfida-finale-tra-il-moderatismo-dem-e-il-socialismo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-la-sfida-finale-tra-il-moderatismo-dem-e-il-socialismo.html">La sfida finale tra il moderatismo dem e il socialismo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Bernie-Sanders-primarie-democratiche-Usa-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Primarie Dem South Carolina, la campagna elettorale dei candidati Sanders (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Bernie-Sanders-primarie-democratiche-Usa-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Bernie-Sanders-primarie-democratiche-Usa-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Bernie-Sanders-primarie-democratiche-Usa-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Bernie-Sanders-primarie-democratiche-Usa-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-il-super-tuesday.html">Super Tuesday</a> può coincidere con l&#8217;ultimo duello tra due correnti di pensiero. <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html">Joe Biden</a> e <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bernie-sanders.html">Bernie Sanders</a> sono perfetti come protagonisti di questa storia. Moderatissimo e pragmatico il primo, massimalista, socialista ed utopistico il secondo: Eraclito sosteneva che un polo non potesse sopravvivere senza la persistenza del suo contrario, ma nella nottata di oggi uno dei due dovrà pur lasciare qualcosa per strada.</p>
<p>Chi ottiene il maggior numero di delegati in questa tappa delle primarie, di solito, stacca tre quarti di biglietto per la nomination che vale la candidatura alla Casa Bianca. Quello che è accaduto in queste ore ha già sconvolto le previsioni: Joe Biden, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/bernie-vola-nei-sondaggi-e-buttigieg-si-ritira-grande-sfida-1834564.html">dopo il trionfo in South Carolina</a>, ha incassato tre &#8220;sì&#8221;. <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-pete-buttigieg.html">Pete Buttigieg</a>, che si è ritirato per mancanza di fondi, <strong>Amy Klobuchar</strong> e <strong>Beto O&#8217;Rourke</strong> si sono presentati a Dallas nel corso della serata di ieri, annunciando in pubblico il dirottamento delle loro preferenze sull&#8217;ex vicepresidente di Barack Obama. Prima di allora, sembrava difficile che Joe Biden potesse tornare competitivo. Tutto, andamento dei sondaggi alla mano, suggeriva come <strong>Michael Bloomberg</strong> potesse rappresentare l&#8217;unica alternativa percorribile al radicalismo liberal dilagante.</p>
<p>Invece i moderati si sono compattati attorno al loro Ettore, certificando di saper fare squadra al momento della verità. Bloomberg, che è a sua volta un moderato, è percepito come un esterno. Una sorta di Donald Trump che ha scelto di abitare nell&#8217;altro campo. E questo dettaglio spaventa i vertici partitici. Achille, che nella nostra narrativa corrisponde al senatore del Vermont, non è più tanto certo della vittoria. <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-elizabeth-warren.html">Elizabeth Warren</a>, la principale competitor nel campo della &#8220;new left&#8221;, non si è affatto ritirata. Anzi, la senatrice del Massachusetts sta rilanciando, mentre i centristi hanno reso la vita più semplice agli elettori moderati: Biden o sconfitta interna. La variabile Bloomberg, dopo il taglia-fuori di queste ore, può essere ridimensionata. Ma bisognerà comunque aspettare gli esiti elettorali di ogni singolo Stato prima di emettere sentenze.</p>
<p>Certo, lo spontaneismo strategico è un elemento della politica americana. Ma l&#8217;innesco di un effetto domino così palese, con tutte queste dichiarazioni di sostegno verso Biden in poche ore, fa pensare. Gli Obama e i <strong>Clinton</strong>, che contano ancora molto, soprattutto in termini d&#8217;influenza economica, potrebbero aver deciso da che parte stare: con Biden, appunto.</p>
<p>La Warren, che sembrava essere stata scelta da Barack Obama <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/barack-obama-snobba-joe-biden-sostiene-warren-1803536.html">nelle prime fasi di queste primarie</a>, è stranamente ancora della partita. Si tratta di un altro dettaglio che avvalora la tesi di Trump. Quella secondo cui i Dem starebbero lavorando per impedire che Bernie Sanders arrivi trionfante alla convention estiva. La senatrice pesca del resto dallo stesso elettorato del &#8220;vecchio leone&#8221; E la &#8220;mano invisibile&#8221; che ha mosso questa operazione può essere quella della <strong>vecchia gestione obamiana</strong>. Si comprenderà qualcosa di più quando verranno fatti i nomi dei candidati come vice-presidente: Biden ha già allargato le braccia in direzione di Michelle. Sanders, quasi all&#8217;improvviso, si è ritrovato accerchiato. Ma la sfida di stanotte &#8211; come premesso &#8211; non riguarda soltanto gli uomini.</p>
<p>Joe Biden e Bernie Sanders sono due simboli. Il primo è espressione di una dottrina politica, quella più legata all&#8217;establishment, che sembrava destinata alla sparizione. Il secondo, d&#8217;altro canto, è l&#8217;incarnazione dell&#8217;egualitarismo economico-sociale. Il Super Tuesday, allora, diviene così un duello all&#8217;ultimo voto tra le due principali ideologie che si stanno contendendo il centrosinistra negli States, ma anche nell&#8217;intero Occidente.</p>
<p>Keir Starmer contro Jeremy Corbyn; Matteo Renzi contro Nicola Zingaretti; Emmanuel Macron contro Jean Luch Mélenchon. Il paradigma è sempre lo stesso. E chi vince le primarie americane, comunque vadano le presidenziali, è destinato a dettare tempi e temi anche in Europa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-la-sfida-finale-tra-il-moderatismo-dem-e-il-socialismo.html">La sfida finale tra il moderatismo dem e il socialismo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Così la sinistra può prendere il sopravvento alle primarie democratiche</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cosi-la-sinistra-puo-prendere-il-sopravvento-alle-primarie-democratiche.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jul 2019 09:48:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Democratici]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni Usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="937" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_10069516-e1564048115978.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_10069516-e1564048115978.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_10069516-e1564048115978-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_10069516-e1564048115978-768x375.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_10069516-e1564048115978-1024x500.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se tre anni fa avessimo scritto che i liberal-democratici statunitensi sarebbero finiti con il rappresentare la minoranza interna degli asinelli, nessuno avrebbe creduto a questo scenario. Alcuni fatti, però, comprovano come il fronte moderato interno ai Dem sia entrato in crisi: Hillary Clinton ha prima perso e poi rinunciato a ripresentarsi, Barack Obama non è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-la-sinistra-puo-prendere-il-sopravvento-alle-primarie-democratiche.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-la-sinistra-puo-prendere-il-sopravvento-alle-primarie-democratiche.html">Così la sinistra può prendere il sopravvento alle primarie democratiche</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="937" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_10069516-e1564048115978.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_10069516-e1564048115978.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_10069516-e1564048115978-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_10069516-e1564048115978-768x375.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_10069516-e1564048115978-1024x500.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Se tre anni fa avessimo scritto che i <strong>liberal-democratici</strong> statunitensi sarebbero finiti con il rappresentare la minoranza interna degli asinelli, nessuno avrebbe creduto a questo scenario. Alcuni fatti, però, comprovano come il fronte moderato interno ai Dem sia entrato in crisi: <strong>Hillary Clinton</strong> ha prima perso e poi rinunciato a ripresentarsi,<strong> Barack Obama</strong> non è più considerato, neppure nel suo partito, il &#8220;migliore dei presidenti possibili&#8221;, la vittoria di <strong>Joe Biden</strong> è tutto fuorché indubbia e un &#8220;vecchio leone&#8221; del Vermont, partecipando alla tornata interna del 2016, ha aperto la strada all&#8217;invasione delle istanze socialiste in una formazione politica che, pur collocandosi a sinistra, con i massimalisti aveva sempre avuto poco, se non nulla, a che spartire.</p>
<p><strong>Alexandria Ocasio Cortez</strong>, che nel frattempo Donald Trump ha ribattezzato &#8220;Evita&#8221;, come la Peron, è divenuta<a href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/ocasio-choc-basta-figli-lambiente-1654327.html"> l&#8217;icona del progressismo occidentale</a>. Senza Bernie Sanders, forse, sarebbe rimasta una bartender di Brooklyn. Sono gli elettori a decidere chi premiare, ma se il settantasettenne non avesse tentato la scalata alle primarie del 2016 nessuno, negli Stati Uniti, avrebbe avuto la possibilità di votare per un contenitore maggioritario che predica in favore della messa al bando degli aerei, pur di sostenere la causa ambientalista.</p>
<p>Le primarie statunitensi non conoscono pause estive: i candidati, quelli ancora in lizza per ricevere la nomination alla Convention, si stanno preparando al confronto con gli elettori. Si parte, come da tradizione, dall&#8217;Iowa e dal New Hampshire, ma ci vorrà gennaio per affermare qualcosa di concreto. Per ora dobbiamo basarci sui sondaggi e su come gli elettori reagiscono ai dibattiti televisivi. Una rilevazione di <a href="http://www.rasmussenreports.com/public_content/politics/elections/election_2020/white_house_watch_jul05"><em>Rasmussen</em> <em>Reports</em> </a>dimostra come Joe Biden parta oggettivamente davanti a tutti, Donald Trump compreso, per le presidenziali del 2020. Ma è presto. Di sondaggi ne girano molti. Una di <a href="http://emersonpolling.com/2019/07/08/july-national-poll-biden-extends-lead-in-democratic-primary-trump-closes-the-gap-in-the-general-election/?fbclid=IwAR0Cm9FDFNC_JbDPlV3u89uHJAWekwzzmQk3gU4bMU_fWCf0_aUNZ1qLNZ4"><em>EmersonPolling.com</em> </a>stabilisce, in maniera significativa, come la somma dei voti attribuiti a <strong>Elizabeth Warren</strong>, <strong>Bernie Sanders</strong> e <strong>Kamala Harris</strong> costituisca il <strong>45%</strong> del totale contro il <strong>30%</strong> ascritto all&#8217;ex vice di Barack Obama. Non è un dato di secondo piano: avvalora almeno due ipotesi di studio.</p>
<p>La prima è la seguente: quando Joe Biden dovrà vedersela, uno contro uno, con l&#8217;ultimo degli sfidanti, quest&#8217;ultimo potrà contare su un numero di voti potenziali molto superiore rispetto a quello intercettato durante le precedenti battaglie nei singoli Stati. È difficile che un elettore che avrebbe votato Bernie Sanders, che stiamo dando per ritiratosi in questa congettura, per esempio, si tappi il naso, preferendo Biden alla Harris o alla Warren, a prescindere dal territorio di residenza. La seconda eventualità è che la polarizzazione del quadro, a lungo andare, possa addirittura favorire due candidati socialisti. E questo perché, mentre l&#8217;ex numero due di Barack Obama tende a scendere, gli altri competitor hanno iniziato a risalire la china. Non è più una suggestione: la campagna del 2020 può mutare per sempre il Partito Democratico.</p>
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		<title>La &#8220;filiera Obama&#8221; è in difficoltà: perché Joe Biden può perdere le primarie</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-filiera-obama-e-in-difficolta-perche-joe-biden-puo-perdere-le-primarie.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jul 2019 06:27:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Democratici]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni Usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="600" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190628101936_29779729-e1562912822103.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190628101936_29779729-e1562912822103.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190628101936_29779729-e1562912822103-300x120.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190628101936_29779729-e1562912822103-768x307.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190628101936_29779729-e1562912822103-1024x410.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Joe Biden, stando alle previsioni iniziali, avrebbe dovuto vincere le primarie democratiche con la scioltezza tipica di chi, utilizzando un&#8217;espressione divenuta celebre nel mondo del calcio, sta disputando &#8220;un campionato a parte&#8221;. Una gara impari, che non avrebbe dovuto riservare sorprese. Ma negli Stati Uniti sta iniziando a circolare una convinzione: può non andare così. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-filiera-obama-e-in-difficolta-perche-joe-biden-puo-perdere-le-primarie.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="600" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190628101936_29779729-e1562912822103.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190628101936_29779729-e1562912822103.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190628101936_29779729-e1562912822103-300x120.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190628101936_29779729-e1562912822103-768x307.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190628101936_29779729-e1562912822103-1024x410.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p><strong>Joe Biden</strong>, stando alle previsioni iniziali, avrebbe dovuto vincere le primarie democratiche con la scioltezza tipica di chi, utilizzando un&#8217;espressione divenuta celebre nel mondo del calcio, sta disputando &#8220;un campionato a parte&#8221;. Una gara impari, che non avrebbe dovuto riservare sorprese. Ma negli Stati Uniti sta iniziando a circolare una convinzione: può non andare così.</p>
<p>È una storia che conosciamo bene: il candidato per eccellenza, quello dato per vincente dai più, sconfitto dall&#8217;outsider considerato al massimo &#8220;interessante&#8221; dalla narrativa filo-democratica. <strong>Hillary Clinton</strong>, nel 2008, avrebbe dovuto sbaragliare la concorrenza. Poi arrivarono i caucus in Iowa, che sarà anche nel 2020 il primo Stato a votare. <strong>Barack Obama</strong> prese, arrivando dinanzi a tutti, il 37,58% dei voti. Era il principio, peraltro un po&#8217; ventilato, di una parabola politica che sarebbe durata otto anni. Ma se la corrente liberal-democratica, oggi, si trova in una situazione di palese difficoltà, non dipende solo dall&#8217;avanzata socialista, pure dalla fragilità di quella traiettoria, che si è rivelata tanto immaginifica quanto deleteria per le sorti politiche degli asinelli.</p>
<p>Non si può dare per scontato che <a href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/biden-e-sfida-fermare-donald-gioco-lanima-dellamerica-1684807.html">la candidatura di Joe Biden</a> finisca in un naufragio. Però la &#8220;filiera Obama&#8221;, quella che anche in<b> Europa</b> detta ancora legge a sinistra, almeno per quel che riguarda l&#8217;influenza ideologica, deve fare i conti con il fallimento conclamato di un&#8217;esperienza alla Casa Bianca verso cui non molti statunitensi provano nostalgia. Dalle parti nostre, questo malcontento, è stato raccontato poco. Tuttavia i risultati del 2016, nonostante lo stupore provato dai commentatori all&#8217;epoca, dovrebbero fungere da valutazione per tutti. L&#8217;ex vicepresidente degli Stati Uniti incarna la continuità, insomma, ma non si può dare per assodato che gli americani vogliano assistere alla replica di uno schema che hanno già respinto tre anni e mezzo fa.</p>
<p>Non c&#8217;è molto da scegliere nella parte centrista. Per accedere al dibattito televisivo settembrino, che si terrà a Houston, bisogna far registrare una certa percentuale di finanziamenti ricevuti e una certa percentuale di preferenze sondaggistiche. Joe Biden, considerando <strong>Kamala Harris</strong> e <strong>Pete Buttigieg</strong> due esponenti liberal-progressisti, quindi un po&#8217; meno spendibili per la base elettorale che fece la fortuna degli asinelli fino alle scorse presidenziali, è l&#8217;unico sicuro, tra i moderati, di prendere parte al <em>debate</em>. <strong>Beto O&#8217;Rourke</strong>, l&#8217;altro grande obamiano della contesa, alla fine dovrebbe farcela, ma le rilevazioni narrano di un <em>exploit</em> venuto meno con la sconfitta inflittagli da Ted Cruz alle elezioni di medio termine: se non si verificheranno miracoli, il texano non sarà il candidato che i Dem opporranno a Donald Trump per la presidenza degli Stati Uniti.</p>
<p>Il sindaco di New York <strong>Bill De Blasio</strong>, ancora, avrebbe dovuto fare da cassa di risonanza agli elettori post-clintoniani. Quelli non socialisti, ma poco disposti a ricollocare lo scettro nelle mani dei soliti noti. La campagna elettorale del primo cittadino della Grande Mela, però, non sembra produrre effetti degni di nota. Neppure lui dovrebbe spuntare la nomination. Quindi il fronte liberal &#8211; democratico si trova in una situazione di uno (Biden) contro tutti, dove per &#8220;tutti&#8221; bisogna intendere i candidati socialisti, davvero tanti, che si sono presentati alla tornata preliminare. Il che può essere un vantaggio in termini di voti, perché chi non vuole votare per <strong>Bernie Sanders</strong>, <strong>Elizabeth Warren</strong> e compagni deve per forza guardare a Biden, ma pure la spia di come l&#8217;universo democratico sia mutato da quando The Donald è stato eletto.</p>
<p>Queste sono considerazioni politologiche, poi ci sono fatti: le critiche avanzate da Kamala Harris, che sembra pronta a spiccare il volo, per le posizioni espresse nel passato da Biden su <strong>aborto</strong> e <strong>segregazionist</strong>i. E, infine, una specie di mistero sul perché Barack Obama non abbia ancora iniziato, con un endorsement pubblico, a fare la sua campagna con e per Joe Biden. Forse l&#8217;ex comandante in capo è consapevole di come la vittoria del suo numero due non abiti nella dimora delle certezze assodate.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-filiera-obama-e-in-difficolta-perche-joe-biden-puo-perdere-le-primarie.html">La &#8220;filiera Obama&#8221; è in difficoltà: perché Joe Biden può perdere le primarie</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Cory Booker è l&#8217;ennesimo candidato dei Democratici</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cory-booker-lennesimo-candidato-dei-democratici.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2019 17:31:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Democratici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9168650.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9168650.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9168650-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9168650-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9168650-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I Democratici a stelle e strisce si avvicinano spediti alla conta. Avrebbe potuto aspettare il compimento dei giochi per staccare un biglietto valevole per la candidatura da vicepresidente, ma Cory Booker ha preferito tentare la corsa in solitaria.  Il senatore, eletto nello stato del New Jersey, è il nono esponente degli asinelli ad annunciare, con &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/cory-booker-lennesimo-candidato-dei-democratici.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/cory-booker-lennesimo-candidato-dei-democratici.html">Cory Booker è l&#8217;ennesimo candidato dei Democratici</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9168650.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9168650.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9168650-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9168650-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9168650-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>I <strong>Democratici</strong> a stelle e strisce si avvicinano spediti alla conta. Avrebbe potuto aspettare il compimento dei giochi per staccare un biglietto valevole per la candidatura da vicepresidente, ma <strong>Cory Booker</strong> ha preferito tentare la corsa in solitaria. </p>
<p>Il senatore, eletto nello stato del New Jersey, è il <strong>nono</strong> esponente degli asinelli ad annunciare, con tutti i distinguo che vanno operati tra una dichiarazione di discesa in campo diretta e la semplice predisposizione di un comitato elettorale, la partecipazione alle primarie interne che avranno inizio, come abbiamo avuto modo di scrivere in tutti gli articoli in cui si parla dei candidati Dem, con i caucus in<strong>Iowa</strong>. </p>
<p></p>
<p>La lista di coloro che parteciperanno alla corsa per la <strong>Casa Bianca</strong> è destinata ad allungarsi ancora. A gennaio del 2020 si confronteranno più di venti esponenti e Booker, a scanso di equivoci, non sarà tra i favoriti. Il suo nome è in giroalmeno dal 2016, cioè da quando era stata ventilata l&#8217;accoppiata con <strong>Bernie Sanders</strong> nel caso il senatore del Vermont fosse riuscito a sconfiggere <strong>Hillary Clinton</strong> nella battaglia per la nomination. Non se n&#8217;è fatto niente. </p>
<p>Poi Booker ha iniziato a coltivare aspirazioni da presidente. Ora si permette persino di schernire <strong>Michelle Obama</strong>, nel dichiarare che gli manca sì l&#8217;ex presidente degli <strong>Stati Uniti d&#8217;America</strong>, ma pure &#8220;suo marito&#8221;. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.ilpost.it/2019/02/02/cory-booker-michelle-obama/">Lo ha svelato</a>, tra gli altri, <em>Il Post</em>. Booker deve sperare che l&#8217;ex first lady non risponda alla boutade: altrimenti la sua esperienza da candidato sarebbe sostanzialmente terminata qui. </p>
<p></p>
<p>L&#8217;ex primo cittadino di <strong>Newmark</strong> è cresciuto e punta a rappresentare la variabile impazzita, lo dimostrano le dichiarazioni di cui sopra, in una competizione che mieterà parecchie vittime, nel senso politico del termine. E pure in questo caso ci troveremo dinanzi all&#8217;ennesimo difensore delle minoranze e dell&#8217;estensione dei cosiddetti diritti civili. Cory Booker, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://notizie.tiscali.it/feeds/usa-2020-cory-booker-dem-stile-obama-annuncia-candidatura-00001/">come si legge su <em>Tiscali.it</em></a>, ha già raccontato di quando la sua famiglia avrebbe voluto che cambiasse istituto scolastico per via delle discriminazioni che era costretto a subire a causa del suo essere <strong>afroamericano</strong>. Siamo pienamente dentro alla narrativa obamiana. </p>
<p><a href="https://edition.cnn.com/2019/02/01/politics/year-end-fec-reports-2020-contenders-warren-gillibrand-sanders/index.html?fbclid=IwAR1B7chdUsMTi5pCW0HLMSZIYcHCOualA4wwAaadZH0PzJvuPDYERg4OfjI">Secondo quanto riportato dalla <em>Cnn</em></a>, però, il senatore non avrà troppe munizioni a disposizione: è <strong>quarto</strong> nella speciale classifica sui finanziamenti ricevuti fino a questo punto della campagna elettorale. Si è messo alle spalle, però, gente come <strong>Kamala Harris</strong> e <strong>Beto O&#8217;Rourke</strong> che vengono dati per favoriti da più di un analista politico. Ma Booker dovrebbe ricevere un po&#8217; di credito da quegli ambienti finanziari cui è spesso associato. </p>
<p></p>
<p>Cory Booker, per farla corta, non dovrebbe essere la personalità scelta dalla base dei Democratici per sfidare Donald Trump, ma nel cammino delle primarie potrebbe restare in corsa per parecchi mesi. </p>
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