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	<lastBuildDate>Sat, 16 Mar 2024 10:48:34 +0000</lastBuildDate>
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	<item>
		<title>Il paradosso di un Egitto &#8220;condannato&#8221; a non fallire</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-paradosso-di-un-egitto-condannato-a-non-fallire.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Mar 2024 12:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[default]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1302" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Abdel-Fatta-al-Sisi-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Al Sisi Egitto (La Presse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Abdel-Fatta-al-Sisi-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Abdel-Fatta-al-Sisi-La-Presse-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Abdel-Fatta-al-Sisi-La-Presse-768x521.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Abdel-Fatta-al-Sisi-La-Presse-1024x695.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Di recente, una decisione in particolare ha suscitato scalpore sia all&#8217;interno dell&#8217;Egitto che all&#8217;estero: a Il Cairo, la banca centrale ha deciso di aumentare i tassi d&#8217;interesse del 6%, portandoli al 27,25%. Una mossa che può essere interpretata in due direzioni: da un lato, è il segno delle enormi difficoltà dell&#8217;economia egiziana, dall&#8217;altro però potrebbe &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-paradosso-di-un-egitto-condannato-a-non-fallire.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-paradosso-di-un-egitto-condannato-a-non-fallire.html">Il paradosso di un Egitto &#8220;condannato&#8221; a non fallire</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1302" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Abdel-Fatta-al-Sisi-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Al Sisi Egitto (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Abdel-Fatta-al-Sisi-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Abdel-Fatta-al-Sisi-La-Presse-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Abdel-Fatta-al-Sisi-La-Presse-768x521.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Abdel-Fatta-al-Sisi-La-Presse-1024x695.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Di recente, una decisione in particolare ha suscitato scalpore sia all&#8217;interno dell&#8217;Egitto che all&#8217;estero: a Il Cairo, la <strong>banca centrale</strong> ha deciso di<strong> aumentare i tassi d&#8217;interesse del 6%</strong>, portandoli al 27,25%. Una mossa che può essere interpretata in due direzioni: da un lato, è il segno delle enormi <strong>difficoltà</strong> dell&#8217;economia egiziana, dall&#8217;altro però potrebbe essere l&#8217;avvio di un essenziale <strong>percorso di risanamento </strong>per le casse del Paese arabo, considerando anche lo sblocco del piano di aiuti concordato nei mesi scorsi dal governo del<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-abdel-fattah-al-sisi.html"> presidente Al Sisi</a> con l&#8217;<strong>Fmi</strong>.</p>



<p>Tra i corridoi diplomatici, vige una significativa certezza su un punto in particolare: l&#8217;Egitto è il classico esempio di un attore internazionale &#8220;<em>too big to fail</em>&#8220;, troppo grande per fallire. A confermarlo anche una fonte diplomatica sentita da InsideOver: <em>&#8220;Il Cairo non verrà lasciato fallire&#8221;</em>. Il prezzo però che sarà pagato da Al Sisi potrebbe essere molto salato: <em>&#8220;Aumento dei prezzi, diminuzione del potere d&#8217;acquisto delle classi medie, aumento della povertà</em> &#8211; ha sottolineato la fonte diplomatica &#8211; <em>potrebbero <strong>destabilizzare</strong> la società egiziana&#8221;.</em></p>



<h2 class="wp-block-heading">I faraonici investimenti di Al Sisi</h2>



<p><em>&#8220;Se il prezzo del progresso implica il non poter né mangiare e né bere, allora non mangeremo e non berremo&#8221;</em>: a pronunciare questa frase è stato, nel corso di un convegno tenuto a Il Cairo alcuni anni fa, lo stesso presidente Al Sisi. Parole piuttosto <strong>emblematiche</strong>: l&#8217;Egitto, secondo questa visione, deve dotarsi di nuove infrastrutture e nuove opere per proiettarsi al futuro. Costi quel che costi. In effetti, il prezzo pagato dal Paese è molto esoso: si calcola che l&#8217;<strong>esposizione debitoria </strong>de Il Cairo sia aumentata notevolmente, sforando quota 150 miliardi di Dollari. Circostanza che ha alimentato anche una <strong>spirale inflazionistica</strong> importante, arrivata a toccare lo scorso anno anche il 40% prima di scendere al 29% registrato nello scorso mese di gennaio.</p>



<p>Da quando si è insediato alla presidenza nel 2014, Al Sisi ha investito miliardi su progetti importanti e che, almeno secondo le stime del suo governo, dovrebbero garantire al Paese la disponibilità futura di risorse in grado di rilanciare l&#8217;economia. Si tratta soprattutto di <strong>mega opere infrastrutturali</strong>. Quali, tra tutte, la costruzione della<strong> nuova capitale amministrativa</strong> a 50 km da Il Cairo: una metropoli sorta dal nulla che dovrebbe essere ultimata nei prossimi anni e che dovrebbe garantire il decongestionamento dell&#8217;attuale capitale. Il costo è stimato in circa sessanta miliardi di Dollari. </p>



<p>Ci sono poi i lavori per le <strong>nuove ferrovie</strong> tra il Mar Rosso e Alessandria d&#8217;Egitto, quelli per l&#8217;allargamento e il<strong> raddoppio del canale di Suez,</strong> nonché le opere per altre &#8220;<strong>new town</strong>&#8221; sparse per il Paese. Nei progetti futuri, ci sono poi <strong>nuovi<a href="https://it.insideover.com/ambiente/dighe-segrete-scontri-e-conflitti-la-mappa-mondiale-della-guerra-dellacqua.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> canali idrici</a> </strong>per portare le acque del Nilo in aree aride e creare nuovi terreni coltivabili. Infine, negli ultimi cinque anni l&#8217;Egitto si è dotato di<strong> nuove autostrade </strong>come, non ultima, quella a otto corsie poco fuori Il Cairo destinata a essere la prima parte di una lunga dorsale panafricana per collegare il Mediterraneo con il Sudafrica. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La piaga economica</h2>



<p>Il ragionamento alla base del pensiero di Al Sisi è tutto sommato semplice: all&#8217;Egitto servono nuove opere per rilanciare l&#8217;economia e occorre <strong>investire</strong> per costruirle. Ci sono problemi di sovrappopolamento e allora ecco gli assegni di svariati miliardi di Dollari per impiantare nuove città, c&#8217;è la seria questione legata alla progressiva perdita di risorse idriche e allora via libera ai progetti per nuovi canali. Il problema però è che, nel bel mezzo della corsa per dotarsi di opere essenziali per il futuro, l&#8217;Egitto potrebbe aver fatto <strong>il passo più lungo della gamba</strong>. Spendendo risorse ed energie per progetti che, in alcuni casi, appaiono come il riflesso della megalomania della mente che li ha partoriti. </p>



<p>A questo, occorre aggiungere anche una buona dose di <strong>sfortuna</strong> per Il Cairo: gli investimenti sono stati effettuati in una delle fasi più critiche e difficilmente prevedibili della storia recente. Prima il <strong>Covid</strong>, poi la <strong>guerra in Ucraina</strong> hanno contribuito a far mancare introiti nelle casse dello Stato e a richiedere maggiori esborsi per sussidi e per acquisti di materie prime e di viveri. In seguito, è arrivata anche la <strong>guerra a Gaza </strong>a complicare il quadro, al pari delle azioni degli <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-sono-gli-houthi.html">Houthi</a> che stanno decimando il valore del traffico marittimo lungo il canale di Suez.</p>



<p><em>&#8220;Se ci si fa caso</em> &#8211; ha sottolineato la fonte diplomatica sentita ai nostri microfoni &#8211; <em>basta guardare una cartina e ci si accorge che l&#8217;Egitto è letteralmente circondato da conflitti&#8221;</em>. A ovest c&#8217;è infatti una <strong>Libia</strong> instabile dalla caduta di Gheddafi, a sud c&#8217;è un <strong>Sudan</strong> alle prese da circa un anno con la guerra civile, a est  c&#8217;è Israele e la questione relativa alla <strong>Striscia di Gaza.</strong> Infine, come accennato in precedenza, c&#8217;è la questione legata all&#8217;instabilità del Mar Rosso causata dalle iniziative delle milizie filo sciite degli Houthi nello Yemen.  </p>



<p>L&#8217;Egitto si è quindi ritrovato senza due delle principali fonti di guadagno: il <strong>turismo</strong> e il canone per l&#8217;attraversamento del <strong>canale di Suez</strong>. Questo ha portato non solo a difficoltà nel pagare il deficit, ma anche al quasi totale <strong>esaurimento</strong> delle riserve di valuta estera. Circostanza che ha messo in allarme non solo Al Sisi, ma l&#8217;intera regione. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un salvataggio esoso</h2>



<p>In queste condizioni, Il Cairo rischierebbe di avvicinarsi inesorabilmente verso il default. Tuttavia, come sottolineato dallo studioso<strong> Giuseppe Dentice</strong> del CeSI su <em>AgenziaNova</em>, l&#8217;Egitto non verrà mai lasciato fallire. <em>&#8220;Il concetto </em>&#8211; si legge nelle dichiarazioni di Dentice &#8211;<em> non è più ‘too big to fail’, ma ‘too important to fail’: questo garantisce all&#8217;Egitto, almeno nel breve termine, una certa stabilità sui mercati anche finanziari e nella gestione delle partite correnti&#8221;.</em></p>



<p>Pur di non lasciare allo sbaraglio Il Cairo, i Paesi della regione hanno deciso di sborsare parecchi soldi. Da un fondo emiratino, sono arrivati almeno 35 miliardi di Dollari. Dall&#8217;Arabia Saudita invece, dovrebbero arrivare altri 15 miliardi di Dollari. L&#8217;aumento dei tassi di interesse, è poi propedeutico per un piano da dieci miliardi di Dollari da parte dell&#8217;Fmi. Piano che dovrà però prevedere<strong> tagli alla spesa</strong> e controllo dei prezzi. Anche perché all&#8217;Egitto, per scongiurare definitivamente la crisi, servono riforme strutturali in grado di riequilibrare nel lungo periodo la situazione. Diversamente, terminata la boccata d&#8217;ossigeno garantita dai prestiti, a Il Cairo si tornerà a parlare di bancarotta. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa rischia Al Sisi</h2>



<p>I primi costi politici per il presidente egiziano riguardano la<strong> politica estera</strong>. I prestiti ricevuti da Abu Dhabi e Riad rischiano di ancorare a tempo indeterminato la linea de Il Cairo ai due Paesi finanziatori: <em>&#8220;I soldi in arrivo dal Golfo</em> &#8211; sottolinea la fonte diplomatica &#8211; <em>non sono certo beneficenza&#8221;.</em> Conseguenze importanti però potrebbero arrivare anche a <strong>livello interno</strong>. Al Sisi dovrà affrontare un periodo dove l&#8217;aumento dei prezzi e il taglio delle spese potrebbero potenzialmente suscitare molto più di un semplice malumore. </p>



<p>La sfida più importante in tal senso potrebbe arrivare dall&#8217;apparato più legato all&#8217;attuale presidente, quello <strong>militare</strong>. L&#8217;Egitto potrebbe infatti essere costretto a rivedere le proprie spese in termini di difesa, circostanza che non verrebbe di certo gradita dai generali e dalle tante aziende che ruotano attorno al sistema militare. </p>



<p>L&#8217;attenzione sull&#8217;Egitto sarà quindi massima nei prossimi mesi soprattutto da parte delle cancellerie internazionali, sia in medio oriente che in Europa. Del resto il governo de Il Cairo è strategico per diversi motivi: immigrazione, mediazione con Hamas, non ultimo anche gas e risorse energetiche. Argomenti che interessano da vicino l&#8217;Italia, con<strong> <a href="https://it.insideover.com/politica/la-tentazione-di-essere-protagonisti.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Giorgia Meloni</a> </strong>volata in queste ore proprio alla corte di Al Sisi. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-paradosso-di-un-egitto-condannato-a-non-fallire.html">Il paradosso di un Egitto &#8220;condannato&#8221; a non fallire</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>La Russia è vicina al default, ma il rublo non crolla: ecco perché</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/russia-vicina-al-default-ma-il-rublo-non-crolla-ecco-perche.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 May 2022 09:02:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[default]]></category>
		<category><![CDATA[Rublo]]></category>
		<category><![CDATA[Sanzioni alla Russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1157" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Russia-default-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Russia-default-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Russia-default-300x181.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Russia-default-1024x617.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Russia-default-768x463.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Russia-default-1536x926.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Russia-default-2048x1235.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Fino a che punto gli Usa e l&#8217;Occidente intendono spingere la guerra finanziaria alla Russia? La presenza di manovre politiche volte a portare Mosca al default tecnico per gli Stati legati a Washington (ma non per il resto del mondo) è la definitiva consacrazione di una strategia a tutto campo volta a escludere la Russia dai &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/russia-vicina-al-default-ma-il-rublo-non-crolla-ecco-perche.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/russia-vicina-al-default-ma-il-rublo-non-crolla-ecco-perche.html">La Russia è vicina al default, ma il rublo non crolla: ecco perché</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1157" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Russia-default-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Russia-default-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Russia-default-300x181.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Russia-default-1024x617.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Russia-default-768x463.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Russia-default-1536x926.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Russia-default-2048x1235.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Fino a che punto gli Usa e l&#8217;Occidente intendono spingere la <strong>guerra finanziaria alla Russia</strong>? La presenza di manovre politiche volte a portare Mosca al <strong>default tecnico</strong> per gli Stati legati a Washington (ma non per il resto del mondo) è la definitiva consacrazione di una strategia a tutto campo volta a escludere la Russia dai marcati finanziari globali. Ma questo rischia di creare un contraccolpo a tutto campo mentre nel frattempo il rigorismo totale messo in campo dalla Banca centrale guidata da <strong>Elvira Nabiullina</strong> prova a tutelare il rublo dagli impatti più duri delle sanzioni mirando al consolidamento della rendita energetica in sostegno alla divisa di Mosca.</p>
<p>Dopo le Ferrovie russe, spinte al default tecnico, il blocco della possibilità di pagare il debito estero in dollari per il mancato rinnovo di una licenza speciale concessa dal governo Usa può, spiega il <em>Corriere della Sera, </em>concretizzare lo stesso esito anche per il governo russo che &#8220;dovrebbe rimborsare circa <strong>100 milioni di dollari di debito estero</strong> in scadenza proprio oggi&#8221;. E anche la Credit Bank of Moscow (Mbk), controllata dall&#8217;oligarca russo Roman Avdeev, lotta contro il tempo per evitare il <span class="hilg1">default</span> sul pagamento di una cedola maturata lo scorso 10 maggio su un eurobond subordinato. &#8220;La capacità della banca di fare pagamenti&#8221; attraverso &#8220;i consueti canali è ancora limitata dalle restrizioni sul congelamento degli asset imposte a Mkb dall&#8217;Ufficio sull&#8217;implementazione delle<a href="https://it.insideover.com/economia/addio-londongrad-johnson-taglia-fuori-i-russi-dalla-city.html" target="_blank" rel="noopener"> sanzioni della Gran Bretagna (Ofsi)</a>&#8220;, scrive l&#8217;istituto moscovita, una delle maggiori banche private del Paese, in una nota.</p>
<p>Ma in quest&#8217;ottica, <a href="https://it.insideover.com/energia/la-strategia-dellembargo-al-gas-russo-e-chiusa-definitivamente.html" target="_blank" rel="noopener">come abbiamo avuto più volte modo di sottolineare</a>, le sanzioni finanziarie perdono il focus principale che dovrebbero tenere sotto considerazione: <strong>il ruolo del rublo e dell&#8217;industria energetica </strong>nell&#8217;alleviare il danno macroeconomico alla Russia. Sull&#8217;ondata della fuga di capitali massiccia, dell&#8217;assalto finanziario e dell&#8217;effetto-caos scatenato dalla guerra in Ucraina, l&#8217;Occidente si è illuso che il crollo del rublo delle prime ore di conflitto fosse strutturale; ha ritenuto possibile scegliere la via degli ignavia, aspettando l&#8217;implosione finanziaria della Russia senza accelerarla laddove si rischiavano conseguenze dirette in campo energetico; non ha compreso la strategia di <strong>resistenza economica </strong>messa in campo dal 2014 dalla Nabiullina, che vincolava di fatto lo stesso governo di <strong>Vladimir Putin</strong> a una durissima deflazione interna e a un&#8217;austerità rigorosa in nome del consolidamento delle riserve valutarie e auree. Tutto questo, con il corollario del mancato distacco tra Russia e Cina, tiene a galla il rublo. Il quale, anzi, dopo esser tracollato ha recuperato fino ai massimi da cinque anni a questa parte contro euro e dollaro.</p>
<p>Dopo averli portati a inizio guerra al 20% per arginare la fuga di capitali la Banca centrale russa si è perfino permessa di operare tre tagli lineari ai tassi di interesse. A fine aprile li ha portati al 17%, in seguito a inizio maggio li ha abbassati di altri tre punti percentuali e la scorsa settimana li ha portati all&#8217;11%. Sul mercato dei cambi, sottolinea il <em>Corriere,</em> &#8220;il<strong> rublo</strong>, che due giorni fa aveva toccato un massimo di 55 sul dollaro (55 rubli per un biglietto verde), protetto dalle misure di controllo dei capitali messe in campo dal governo russo e dalla sua banca centrale, ha ora iniziato una fase di correzione: la valuta è arrivata a perdere l&#8217;8% sul dollaro, scivolando quasi a quota 65&#8243;, un valore comunque migliore di qualsiasi rapporto col biglietto verde raggiunto dalla pandemia in avanti e esattamente dimezzato dal picco negativo di 130 a 1 raggiunto il 10 marzo scorso.</p>
<p>Tutto questo, ovviamente, non significa che l&#8217;economia russa non soffrirà le sanzioni: la stessa Nabiullina è stata la <a href="https://it.insideover.com/economia/due-anni-di-recessione-le-previsioni-della-russia-sono-fondate.html" target="_blank" rel="noopener">più dura nel <strong>ricordare le difficoltà </strong>cu</a>i la Russia, e soprattutto i suoi cittadini, è immersa: una feroce inflazione (attorno al 20%) unita a un duro colpo al Pil (-8 o addirittura -10% di tracollo nel 2022) faranno sentire le loro conseguenze sul Paese. Ma la strategia di spingere Mosca al default tecnico rischia di rimbalzare sugli Usa e gli alleati finché non si risolverà un nodo gordiano oggi difficilmente affrontabile: Mosca lucra decisamente sui <strong>contratti energetici</strong> e si consolida sotto il profilo valutario e macroeconomico grazie alla conversione di euro e dollari ricevuti dai<a href="https://it.insideover.com/energia/eni-apre-ai-conti-su-gazprombank-cosa-succede-ora.html" target="_blank" rel="noopener"> Paesi europei in rubli attraverso i Conti K di Gazprom.</a> Che senso ha spingere Mosca su un fronte a un default unilaterale impedendogli di pagare in dollari se dall&#8217;altro fronte le si consente di tesaurizzare valuta pregiata? Tutto ciò, in prospettiva, può solo arrecare <strong>danni e sofferenze alla popolazione russa </strong>senza danneggiare minimamente la macchina bellica russa impegnata in Ucraina. Danneggiando al contempo la credibilità delle valute occidentali come riserva di valore globale. La dottrina difensiva della Banca centrale russa è stata, sino ad ora, inscalfibile tanto <a href="https://it.insideover.com/economia/la-trincea-della-banca-centrale-russa-e-caduta.html" target="_blank" rel="noopener">dal populismo finanziario del Cremlino</a> quanto dall&#8217;assalto occidentale. Ed è la vera garanzia sulla sopravvivenza di Mosca, difficilmente intaccabile anche da una possibile insolvenza imposta dall&#8217;Occidente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/russia-vicina-al-default-ma-il-rublo-non-crolla-ecco-perche.html">La Russia è vicina al default, ma il rublo non crolla: ecco perché</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Cosa significa per la Russia pagare il debito in rubli</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/cosa-significa-per-la-russia-pagare-il-debito-in-rubli.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 May 2022 14:44:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Debito pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[default]]></category>
		<category><![CDATA[Sanzioni alla Russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYDh9FAaLAYtjW3cTI7L_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYDh9FAaLAYtjW3cTI7L_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYDh9FAaLAYtjW3cTI7L_ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYDh9FAaLAYtjW3cTI7L_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYDh9FAaLAYtjW3cTI7L_ANSA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYDh9FAaLAYtjW3cTI7L_ANSA-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYDh9FAaLAYtjW3cTI7L_ANSA-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Russia intende continuare a pagare gli interessi e le tranche del suo debito estero in rubli se gli Usa le impediranno di farlo in dollari: la guerra delle sanzioni va verso un nuovo momento decisivo? Secondo quanto ha detto il ministero delle Finanze di Mosca, citato dall&#8217;agenzia Tass, la decisione della Russia è di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/cosa-significa-per-la-russia-pagare-il-debito-in-rubli.html">[...]</a></p>
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<p>Si sta per verificare lo scenario più problematico che su <em>Inside Over </em>avevamo segnalato come possibile: il fatto che <strong>Mosca potesse essere dichiarata in default </strong>per l&#8217;Occidente e non ritenuta tale dal resto del <a href="https://it.insideover.com/economia/la-battaglia-sul-default-russo-puo-travolgere-la-finanza-mondiale.html" target="_blank" rel="noopener">mondo che non impedisce gli scambi con i <strong>rubli</strong>.</a> Un problema di carattere strutturale per la finanza mondiale che può colpire sia la Russia che gli Stati Uniti e il loro blocco. Vediamo perché.</p>
<p>In primo luogo, l&#8217;opzione di impedire dopo la fine del periodo di garanzia alla Russia le transazioni in dollari sul debito è il coronamento del percorso con cui gli Usa vogliono estromettere Mosca dalla finanza internazionale. Una mossa iniziata con il <strong>congelamento degli asset esteri </strong>del Cremlino, proseguita con l&#8217;embargo energetico decretato da diversi Paesi, il blocco delle fortune di molti oligarchi vicini a Vladimir Putin, l&#8217;estromissione di molte istituzioni finanziarie russe dal <strong>sistema Swift </strong>e un&#8217;ampia indagine sulle manovre di Mosca tra paradisi fiscali e criptovalute, oggi culminata con il blocco al <strong>debito estero della Russia</strong>. Per un sistema come quello russo, abituato a pasteggiare tra Wall Street e &#8220;Londongrad&#8221;, indubbiamente un duro colpo che fa sicuramente il gioco americano di dividere sempre di più l&#8217;Occidente e la Russia.</p>
<p>Al contempo, però, con questa serie di manovre gli Stati Uniti mettono sul piatto il futuro del <strong>ruolo del dollaro</strong> come valuta di riserva dominante in campo globale. E dunque una delle vittorie maggiori della crisi ucraina: il compattamento dietro la leadership militare, politica, diplomatica e anche economica degli Usa dell&#8217;intero Occidente. Trasformare una valuta che di fatto è squisitamente a stelle e strisce ma <em>de iure </em>è un perno degli scambi globali in uno strumento di <strong>pressione geopolitica </strong>e strategica apre alla prospettiva di un calo della fiducia degli attori globali nei confronti del biglietto verde. Dalla Cina all&#8217;India, dal mondo arabo all&#8217;America Latina, molti investitori avranno sicuramente preso nota: l&#8217;idea di un congelamento degli asset pregiati e del contrasto finanziario nei confronti di un Paese ad opera degli Usa è pesata da chiunque si metta sulla strada di Washington e non giova certamento alla tenuta di un sistema globale centrato sul dollaro. Lasciando margini a valute come lo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-russia-prepara-la-guerra-al-dollaro-possibile-asse-con-la-cina.html">yuan che, per interposta persona (Arabia Saudita ad esempio) si stanno facendo spazio come alternative.</a></p>
<p>Infine, sono da valutare gli effetti a cascata sugli altri rapporti internazionali tra Occidente e Russia. Tanto che l&#8217;Unione Europea, ha già messo le mani avanti. Non si può non leggere il blocco Usa al pagamento del debito in dollari in parallelo con la cerchiobottista decisione dell&#8217;Europa di non frenare il via libera al <strong>pagamento del gas nella divisa di Mosca</strong>. Gli Usa di fatto stracciano i contratti già scritti laddove compaiono i dollari nel pagamento del debito russo, l&#8217;Europa si appiglia al loro rispetto formale. E questo può aprire spaccature: una Russia mandata in <strong>default tecnico </strong>dagli Usa sarebbe una Russia ben più attenta e puntigliosa verso un&#8217;Europa in perenne bolletta energetica.</p>
<p>A Bruxelles si prende tempo. La possibilità che<a href="https://it.insideover.com/energia/la-strategia-dellembargo-al-gas-russo-e-chiusa-definitivamente.html" target="_blank" rel="noopener"> anche il pagamento del gas russo</a> in <span class="hilg1">rubli</span> finisca tra le violazioni delle sanzioni passibili di confisca, dipenderà da come sarà definita la direttiva Ue in materia. Lo ha detto il commissario Ue alla Giustizia<strong> Didier Reynders</strong> presentando alla stampa le iniziative della Commissione sul congelamento e la confisca dei beni oggetti di misure restrittive, a partire da quelli degli oligarchi sanzionati. &#8220;E&#8217; possibile ma è presto per dirlo&#8221;, ha sottolineato il commissario. &#8220;Dipenderà dalle definizioni che verranno date nella direttiva&#8221; alle diverse violazioni di sanzioni, ha spiegato, visto che &#8220;ci sono diversi tipi di sanzione e le copriremo tutte con misure restrittive che stiamo considerando come reati criminali&#8221;. Nessun passaggio sul controverso <strong>tema del debito</strong> che, ora più che mai, è una grana che nessuno può permettersi di sdoganare: <strong>Russia, Usa e Europa, ora più che mai, </strong>camminano sul bilico di un conflitto finanziario indiscriminato. Da cui tutti uscirebbero perdenti.</p>
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		<title>Cosa c&#8217;è dietro alle violente proteste in Sri Lanka</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cosa-ce-dietro-alle-violente-proteste-in-sri-lanka.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 May 2022 16:18:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[default]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022051112325957_5752efad07b448893f9471b89587855d-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022051112325957_5752efad07b448893f9471b89587855d-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022051112325957_5752efad07b448893f9471b89587855d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022051112325957_5752efad07b448893f9471b89587855d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022051112325957_5752efad07b448893f9471b89587855d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022051112325957_5752efad07b448893f9471b89587855d-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022051112325957_5752efad07b448893f9471b89587855d-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Sri Lanka la popolazione è scesa per le strade a manifestare chiedendo le dimissioni di tutto il governo e un cambiamento radicale del potere istituzionale. Le manifestazioni sono state violentemente represse dai militari e gli scontri sembrano non placarsi. L&#8217;Isola sta attraversando la più grave crisi economica ed istituzionale da quando nel 1948 raggiunse l’indipendenza &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-ce-dietro-alle-violente-proteste-in-sri-lanka.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022051112325957_5752efad07b448893f9471b89587855d-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022051112325957_5752efad07b448893f9471b89587855d-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022051112325957_5752efad07b448893f9471b89587855d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022051112325957_5752efad07b448893f9471b89587855d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022051112325957_5752efad07b448893f9471b89587855d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022051112325957_5752efad07b448893f9471b89587855d-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_2022051112325957_5752efad07b448893f9471b89587855d-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>In <strong>Sri Lanka</strong> la popolazione è scesa per le strade a manifestare chiedendo le dimissioni di tutto il governo e un cambiamento radicale del potere istituzionale. Le manifestazioni sono state violentemente represse dai militari e gli scontri sembrano non placarsi. L&#8217;Isola sta attraversando la più grave crisi economica ed istituzionale da quando nel 1948 raggiunse l’indipendenza dalla Regno Unito. Da gennaio i prezzi di generi alimentari ed energia sono vorticosamente aumentati e il governo cingalese si è trovato impreparato non riuscendo a rispondere alle domande della popolazione che attraverso delle violente manifestazioni chiedeva le dimissioni del primo ministro.</p>
<h2>La crisi economica</h2>
<p>La rabbia è alimentata da una profonda crisi non recente che risiede in una cattiva gestione dei fondi pubblici e di una profonda corruzione in seno al governo cingalese che è al pari di un vero e proprio clan familiare. Il presidente <strong>Gotabaya Rajapaksa</strong>, eletto nel novembre 2019, ha infatti da subito installato fratelli e parenti ai posti più ambiti delle istituzioni. Suo fratello <strong>Mahinda</strong> ad esempio, anch’esso presidente dal 2005 al 2015, è<span class="Apple-converted-space"> </span>adesso primo ministro, mentre le finanze sono state affidate a un altro fratello, Basil. In tutto sono ben cinque i Rajapaksa che occupano posizioni governative.</p>
<p>Il clan familiare è ritenuto responsabile di non aver saputo gestire la crisi ma anzi di aver approfittato delle finanze del paese e di aver fatto degli investimenti sbagliati sperperando soldi pubblici. Uno dei tanti è stato voler trasformare il paese nel primo a eliminare i fertilizzanti e diventare totalmente bio, azione non riuscita e che ha provocato l’ira degli agricoltori. Un altro investimento non riuscito è stato quello di modernizzare le infrastrutture turistiche ma che ha portato il Paese a indebitarsi ancora di più.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Il crollo economico è anche dovuto da altri fattori: il calo del turismo dovuto alla pandemia di Covid-19, una politica fiscale non adeguata, la decisione di abolire alcune tasse e il gravoso debito pubblico pari a 51 miliardi di dollari. Adesso lo Sri Lanka ha le casse praticamente vuote e non dispone più di valuta estera per poter comprare i beni di prima necessità. Così da gennaio i prezzi dei generi alimentari e dell’energia sono aumentati vertiginosamente e lo Stato è a corto di tutto costringendo la popolazione a vivere con carenze e interruzioni di corrente. Manca tutto: cibo, gas, benzina, medicine.</p>
<p>L’inflazione è alle stelle toccando il 19% a marzo e la Borsa si è contratta del 3,6%. A tutto ciò si aggiungono anche le conseguenze della guerra in Ucraina che stanno stravolgendo tutto il mondo e più di tutti i paesi già in estrema difficoltà come lo Sri Lanka. Per cercare di tamponare la situazione il governo a gennaio ha cercato di attuare delle politiche che però non hanno avuto successo: un piano di aiuti di un miliardo di euro che avrebbe riguardato almeno due milioni di cittadini. Non avendo però accostato a questo piano un aumento delle tasse si è così incrementato ancora di più il debito pubblico. Per la penuria di cibo è stato chiesto alla popolazione di coltivarsi da soli verdure e ortaggi, per l’energia invece si è chiesto aiuto &#8211; non per la prima volta &#8211; all’India che ha inviato 40.000 tonnellate di gasolio a inizio aprile. La popolazione, stanca dei prezzi diventati insostenibili e capito che il governo non sarebbe stato in grado di risolvere la situazione, ha deciso quindi di scendere in piazza a manifestare.</p>
<h2>Le proteste e le dimissioni del presidente</h2>
<p>I cingalesi da subito hanno chiesto le dimissioni del governo che in quel momento aveva appena chiesto al Fondo Monetario Internazionale un prestito di 3-4 miliardi di dollari. Dopodiché il 12 aprile il paese ha annunciato il default sul debito estero. Da quel momento le manifestazioni sono diventate più cruente e la richiesta di dimissioni più pressante. Decine di migliaia di automobilisti hanno bloccato le strade per protestare contro l’aumento del carburante. Rajapaksa ha cercato di tamponare la situazione nominando un nuovo governo e rimuovendo alcuni suoi familiare ma mantenendo suo fratello Mahinda come primo ministro.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Nel tentativo di disinnescare la crisi, il 9 maggio il Presidente Rajapaksa ha nominato un nuovo governo, dal quale sono stati rimossi due suoi fratelli e un nipote. Lo stesso giorno il primo ministro Mahinda, fratello del presidente, ha dato le sue dimissioni, segnando un gran cambiamento. Le dimissioni del premier hanno portato automaticamente allo scioglimento del governo<strong>.</strong> Da quel giorno le manifestazioni si sono radicalizzate portando i sostenitori del presidente ad attaccare armati di bastoni e manganelli gli accampamenti creati dai manifestanti davanti al palazzo presidenziale. Quesi hanno risposto e durante la notte del 10 maggio sono usciti per le strade della capitale e hanno dato fuoco alle case di vari politici.</p>
<p>A sud dell’Isola invece alcuni rivoltosi hanno attaccato e distrutto la residenza storica della famiglia Rajapaksa. Le proteste sembrano non volersi placare. Il 10 maggio, nonostante le rassicurazioni da parte del presidente di un cambiamento in seno al governo e a tutto il sistema politico, le occupazioni di strade e piazze sono continuate. Il presidente ha quindi deciso di schierare ancora più forze dell&#8217;ordine e infine l&#8217;esercito ha ordinato di sparare munizioni vere per evitare &#8220;l&#8217;anarchia&#8221;. Ormai quelli che potevano essere dei manifestanti stufi ed arrabbiati sono diventati un vero e proprio movimento insurrezionale che chiede un cambiamento radicale, un ribaltamento totale delle istituzioni a loro avviso legate direttamente al clan Rajapaksa. Il presidente sta cercando di correre ai ripari annunciando di voler rinunciare alla maggior parte delle sue prerogative, di voler nominare un nuovo premier e di essere disposto ad affidare più poteri al Parlamento.</p>
<p>Per <strong>Alan Keenan</strong> dell&#8217;International Crisis Group, i cingalesi hanno capito che la causa principale del fallimento dello Stato è da attribuire alla famiglia Rajapaksa che adesso dovrebbe prendersi le sue responsabilità e lasciare definitivamente il potere.</p>
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		<title>La battaglia sul default russo può travolgere la finanza mondiale</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-battaglia-sul-default-russo-puo-travolgere-la-finanza-mondiale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2022 15:24:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[default]]></category>
		<category><![CDATA[dollaro]]></category>
		<category><![CDATA[Euro]]></category>
		<category><![CDATA[Rublo]]></category>
		<category><![CDATA[Sanzioni alla Russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1227" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220413102150713_a350b233786eccee86ae24c0dceac602-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220413102150713_a350b233786eccee86ae24c0dceac602-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220413102150713_a350b233786eccee86ae24c0dceac602-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220413102150713_a350b233786eccee86ae24c0dceac602-1024x654.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220413102150713_a350b233786eccee86ae24c0dceac602-768x491.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220413102150713_a350b233786eccee86ae24c0dceac602-1536x982.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220413102150713_a350b233786eccee86ae24c0dceac602-2048x1309.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Russia in default per una parte di mondo e ancora solvente per l&#8217;altra? Il rischio che la battaglia economica parallela alla guerra russo-ucraina degeneri fino a una spaccatura del sistema finanziario globale è elevato. A due mesi dall&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina non è infatti solo fallita l&#8217;illusione russa di una guerra-lampo in grado di travolgere con forza le difese di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-battaglia-sul-default-russo-puo-travolgere-la-finanza-mondiale.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-battaglia-sul-default-russo-puo-travolgere-la-finanza-mondiale.html">La battaglia sul default russo può travolgere la finanza mondiale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1227" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220413102150713_a350b233786eccee86ae24c0dceac602-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220413102150713_a350b233786eccee86ae24c0dceac602-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220413102150713_a350b233786eccee86ae24c0dceac602-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220413102150713_a350b233786eccee86ae24c0dceac602-1024x654.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220413102150713_a350b233786eccee86ae24c0dceac602-768x491.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220413102150713_a350b233786eccee86ae24c0dceac602-1536x982.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220413102150713_a350b233786eccee86ae24c0dceac602-2048x1309.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Russia </strong>in default per una parte di mondo e ancora solvente per l&#8217;altra? Il rischio che la battaglia economica parallela alla <strong>guerra russo-ucraina </strong>degeneri fino a una spaccatura del sistema finanziario globale è elevato. A due mesi dall&#8217;<strong>invasione dell&#8217;Ucraina </strong>non è infatti solo fallita l&#8217;illusione russa di una guerra-lampo in grado di travolgere con forza le difese di Kiev. Mosca ha tolto l&#8217;assedio a Kiev, ma al contempo resiste in maniera più sorprendente del previsto all&#8217;offensiva economica occidentale.</p>
<p>L&#8217;economia di resistenza e la stretta monetaria <a href="https://www.businessinsider.co.za/russian-central-banker-warns-country-reserves-finite-nabiullina-ukraine-war-2022-4">imposta dalla governatrice della Banca centrale russa <strong>Elvira Nabiullina </strong>hanno ottenuto,</a> indubbiamente, un triplice effetto: in primo luogo, consentire al rublo di venire difeso nel cambio contro le divise occidentali dopo la fiammata deflattiva iniziale; in secondo luogo, fermare la <strong>fuga di capitali</strong> in atto dal Paese; infine, tenere aperto il circolo tra i residui canali di esportazione (legati essenzialmente all&#8217;oil and gas) e il <strong>consolidamento delle riserve.</strong></p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://bit.ly/3tKsF19" target="_blank" rel="noopener"><strong>Lo shock economico che può colpire la Russia nei prossimi mesi</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3JzgSZ3" target="_blank" rel="noopener"><strong>La ripresa del rublo a marzo</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3iRNjGe" target="_blank" rel="noopener"><strong>La “guerra dell’oro” di Mosca</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3iUFrE0" target="_blank" rel="noopener"><strong>Scholz e Macron, porte in faccia a Putin sul gas in rubli</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<p>Al contempo, la mossa dell&#8217;Occidente ha provato a spingere la Russia verso la dichiarazione di insolvenza attraverso il congelamento delle riserve all&#8217;estero in modo tale da bloccare a Mosca e alle società controllate dal governo di Vladimir Putin la possibilità di <strong>onorare i propri debiti </strong>in forma diversa rispetto all&#8217;utilizzo di valute più pregiate (dollari, sterline, yen, franchi, euro) così da accelerare il deterioramento della fiducia degli investitori internazionali verso Mosca.</p>
<h2>I nuovi fronti della guerra economica</h2>
<p>Si crea, all&#8217;incrocio tra queste dinamiche, una situazione complessa. <a href="https://www.geopolitica.info/algeria-rapporti-russia-settore-energetico-militare/" target="_blank" rel="noopener">In cui Mosca continua a commerciare in forma pressoché naturale con buona parte dei suoi partner in Asia</a> (India, Cina, Pakistan), Medio Oriente (Turchia, Arabia Saudita, Emirati Arabi), Africa (Algeria, Egitto, Mali), America Latina (Argentina, Brasile, Venezuela) ma è di fatto spinta all&#8217;angolo sul fronte occidentale. Per Unione Europea, Regno Unito, Svizzera, Giappone, Australia e, soprattutto, Stati Uniti <strong>Mosca potrebbe essere in default già il 4 maggio</strong> prossimo, <a href="https://www.wallstreetitalia.com/moodys-russia-in-default-il-4-maggio/">quando andranno in scadenza cedole su cui c&#8217;è il dubbio che la Russia possa essere solvente.</a> Perché questa difficoltà? Non per un&#8217;assenza di riserve valutarie da parte della Russia, che come visto la Nabiullina da anni mira a difendere, quanto piuttosto per l&#8217;impossibilità tecnica delle società e del governo russi di mettervi mano.</p>
<p>Secondo gli ultimi rilevamenti, le <span class="hilg1">riserve</span> internazionali della <span class="hilg2">Russia</span> ammontavano a 609,4 miliardi di dollari all&#8217;8 aprile, in aumento di 2,9 miliardi di dollari rispetto alla settimana precedente. ma 30 miliardi in meno di inizio 2022. Le <span class="hilg1">riserve</span> internazionali (<strong>oro e valuta estera</strong>) sono costituite da attività estere altamente liquide a disposizione della Banca centrale e del governo. Questi includono oro monetario, diritti speciali di prelievo, posizioni di riserva nel Fondo monetario internazionale e valute estere.</p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://bit.ly/36q3fgo" target="_blank" rel="noopener"><strong>Washington vuole il default della Russia</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/37rGo4w" target="_blank" rel="noopener"><strong>La Russia ha le risorse per resistere alle sanzioni?</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3O7MnMp"><strong>La scommessa di Putin: sarà colpito di più l&#8217;Occidente</strong></a></li>
</ul>
<h2>La geografia delle riserve russe</h2>
<p>L&#8217;ultimo spaccato annuale sulla presenza delle riserve nei vari forzieri internazionali era invece quella del <strong>30 giugno 2021, </strong>in cui secondo le comunicazioni internazionali erano pari a 591 miliardi di dollari. In questo paniere, analizza il <em>Corriere della Sera,</em> &#8220;il valore dell’oro è pari al 21,7%, cioè 128 miliardi di dollari, interamente stoccato in Russia. Poi ecco la prima sorpresa: il 13,8%, cioè ben 81,5 miliardi di dollari, si trova nelle banche cinesi; il 12,2%, cioè 72,1 miliardi, in Francia; il 10%, 59,1 miliardi, in Giappone; il 9,5%, 56,1 miliardi, in Germania; il 6,6%, 39 miliardi, negli Stati Uniti; il 5,5%, 32,5 miliardi, nelle Istituzioni multilaterali, come il Fondo monetario e la Banca dei Regolamenti internazionali, infine il 4,5%, 26,5 miliardi, nel Regno Unito&#8221;.</p>
<p>In termini di valute, invece, <strong>l&#8217;euro (32,3%), il dollaro (16,4%) e le altre valute occidentali (16,5%) </strong>costituivano la stragrande maggioranza degli asset in valuta straniera. Ebbene, se da un lato metà delle riserve si trova attualmente congelato fuori dalla Russia, dall&#8217;altro escludere Mosca definitivamente dalle transazioni in valute occidentali priverebbe la Russia dalla possibilità di utilizzare circa il 65% dei suoi valori a disposizione e, in quest&#8217;ottica, di liquidare il suo oro, la cui vendita inizierebbe a mostrare difficoltà nella capacità di tenuta del sistema russo.</p>
<h2>I rischi globali del braccio di ferro</h2>
<p>Alla Russia resterebbe, in quel caso, solo il canale cinese. Stimato, nota il <em>Corriere, </em>in 81,5 miliardi di dollari denominati in <strong>yuan</strong>. La Banca centrale russa, in quest&#8217;ottica, non ha ancora deciso dove investire le <span class="hilg1">riserve ottenute da inizio guerra in avanti, pari a 40 miliardi di dollari con la vendita di gas e petrolio. Il paniere a disposizione,</span> a causa delle sanzioni e del congelamentio degli asset, si compone solo di oro e yuan. Lo ha detto, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/economia/grande-gelo-putin-e-zarina-banca-centrale-cosa-succede-2014328.html">come riporta Bloomberg, la governatrice <strong>Elvira Nabiullina</strong> intervenendo alla Duma</a>. Secondo Nabiullina &#8220;la lista di paesi che emettono valute di riserva liquide (come il dollaro, la sterlina, l&#8217;euro e il franco) è limitata e si tratta di quelli che hanno preso misure ostile e limitato il nostro accesso&#8221; ai mercati. Per la governatrice le sanzioni iniziano a colpire duramente l&#8217;economia russa, e il calo delle riserve lo testimonia. Ma spingere la guerra valutaria alle estreme conseguenze può creare una serie di conseguenze shock per il sistema finanziario globale.</p>
<p>La Russia potrebbe, dall&#8217;oggi al domani, estinguere il suo esiguo debito estero, da <strong>40 miliardi di dollari</strong>. Non permettere che ciò accada significherebbe esplicitare la <em>weaponization </em>della finanza globale a guida occidentale contro la Russia. E depotenziare, indirettamente, le stesse sanzioni contro Mosca. In sostanza, una situazione in cui la Russia è tecnicamente in default per una parte di mondo, partner ancora affidabile per la rimanente e, sul fronte interno, accumula convertendole in rubli riserve finanziate di fatto da chi la sta sanzionando su altri fronti e mira a obliterarne l&#8217;economia senza tagliare i legami diretti rischia di essere il presupposto del caos. In Ucraina è andato in frantumi <a href="https://it.insideover.com/politica/la-guerra-fredda-2-0-e-i-destini-del-mondo.html" target="_blank" rel="noopener">anche l&#8217;<strong>ordine finanziario globale </strong>e di</a> questo bisognerà tenere conto. Difficile ad ora trovare spazi per un compromesso. Anche in Russia la Nabiullina si confronta, da pragmatica, con le lune del Cremlino che immagina una guerra economica aperta da affrontare vigorosamente in cui, però, la Russia uscirebbe con le ossa rotte. Quel che è certo è che se il 4 maggio prossimo Mosca sarà in default per una parte di mondo e non lo sarà per l&#8217;altro una parte fondamentale dell&#8217;architettura globale costruita dopo il 1945, fondata sulla certezza del diritto negli scambi economici globali, andrà in frantumi aumentando la sfiducia in un mondo sempre più anarchico.</p>
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		<title>La guerra all&#8217;economia russa: la mossa per il default</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-guerra-alleconomia-russa-la-mossa-per-il-default.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Apr 2022 09:55:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[default]]></category>
		<category><![CDATA[dollaro]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[jp morgan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1207" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220316093112515_6b0142f682549aa4114c4ca703829ae0-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220316093112515_6b0142f682549aa4114c4ca703829ae0-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220316093112515_6b0142f682549aa4114c4ca703829ae0-300x189.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220316093112515_6b0142f682549aa4114c4ca703829ae0-1024x644.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220316093112515_6b0142f682549aa4114c4ca703829ae0-768x483.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220316093112515_6b0142f682549aa4114c4ca703829ae0-1536x966.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220316093112515_6b0142f682549aa4114c4ca703829ae0-2048x1287.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Washington vuole il default della Russia, e ora lo ammette apertamente. Lunedì 4 aprile, il Dipartimento del Tesoro Usa guidato dall&#8217;ex governatrice della Fed, Janet Yellen, ha decretato un&#8217;ulteriore mossa restrittiva verso la finanza moscovita. Il Tesoro Usa ha infatti deciso di imporre al Cremlino lo stop a ogni tipo di pagamento sulle cedole e il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-guerra-alleconomia-russa-la-mossa-per-il-default.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-guerra-alleconomia-russa-la-mossa-per-il-default.html">La guerra all&#8217;economia russa: la mossa per il default</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1207" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220316093112515_6b0142f682549aa4114c4ca703829ae0-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220316093112515_6b0142f682549aa4114c4ca703829ae0-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220316093112515_6b0142f682549aa4114c4ca703829ae0-300x189.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220316093112515_6b0142f682549aa4114c4ca703829ae0-1024x644.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220316093112515_6b0142f682549aa4114c4ca703829ae0-768x483.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220316093112515_6b0142f682549aa4114c4ca703829ae0-1536x966.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220316093112515_6b0142f682549aa4114c4ca703829ae0-2048x1287.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Washington </strong>vuole il default della Russia, e ora lo ammette apertamente. Lunedì 4 aprile, il Dipartimento del Tesoro Usa guidato dall&#8217;ex governatrice della Fed, Janet Yellen, ha decretato un&#8217;ulteriore mossa restrittiva verso la finanza moscovita. Il Tesoro Usa ha infatti deciso di imporre al Cremlino lo stop a ogni tipo di pagamento sulle cedole e il capitale legato alle proprie obbligazioni effettuato in valuta straniera attingendo conti correnti depositati in banche statunitensi.</p>
<h2>A cosa mira Biden</h2>
<p>&#8220;In questo modo giunge di fatto un&#8217;ulteriore stretta sulle riserve estere russe, oggi pari a 604 miliardi di dollari (dato al 25 marzo fornito dalla Bank of Russia) e già congelate dalle sanzioni occidentali per circa la metà&#8221;, nota <em>La Repubblica</em>.</p>
<p>La portavoce della Casa Bianca, <strong>Jen Psaki</strong>, ha affermato che lo scopo principale è quello di fiaccare le risorse finanziarie della Russia, che nella strategia dell&#8217;amministrazione di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html"><strong>Joe Biden </strong></a>deve essere di fatto accerchiata sotto il profilo finanziario. &#8220;L&#8217;obiettivo è costringerli a fare una scelta. La Russia non ha risorse illimitate, soprattutto ora, date le sanzioni paralizzanti che abbiamo messo in atto, e saranno costretti a scegliere tra il prosciugamento delle riserve di dollari rimanenti o il default&#8221;, ha detto Psaki in conferenza stampa. Mosca, complici le accorte strategie di autarchia monetaria e di difesa del cambio promosse dalla governatrice <strong>Elvira Nabiullina, </strong>ha accumulato riserve di valuta straniera e oro per difendere il cambio del rublo attraverso l&#8217;investimento dei proventi di gas e petrolio venduti all&#8217;estero. &#8220;La parte più grande del nostro obiettivo è esaurire le risorse di cui Vladimir Putin ha bisogno per continuare la sua guerra contro l&#8217;Ucraina&#8221;, ha aggiunto  Psaki.</p>
<h2>L&#8217;offensiva finanziaria</h2>
<p>Con la sua decisione il Tesoro lascia la porta aperta a Mosca per continuare a usare i dollari non congelati dalle sanzioni per i pagamenti del debito, ma secondo gli analisti è tecnicamente difficile per la Russia riuscire a farlo. &#8220;L&#8217;annuncio degli Stati Uniti è arrivato proprio nel giorno in cui per Mosca era previsto un rimborso di capitale da <strong>552 milioni di dollari su titoli da 2 miliardi</strong> (parzialmente ricomprati di recente), oltre che il pagamento di interessi per 84 milioni di dollari su obbligazioni in scadenza nel 2042&#8243;, sottolinea <em>Repubblica. </em></p>
<p>Tra le istituzioni finanziarie Usa <strong>JPMorgan</strong>, la banca che ha gestito cinque pagamenti coupon sui bond russi dall&#8217;inizio dell&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina, ha rifiutato di elaborare <a href="https://it.insideover.com/economia/default-o-ristrutturazione-il-dilemma-sul-debito-russo.html" target="_blank" rel="noopener">le due operazioni in questione.</a> La Russia inizialmente dopo l&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina aveva minacciato di onorare unicamente in rubli le sue obbligazioni puntando così da un lato spingere l’Occidente a sbloccare <a href="https://it.insideover.com/economia/rublo-e-borse-lo-choc-economico-per-la-russia.html" target="_blank" rel="noopener">le riserve valutarie e auree russe all’estero, dal valore complessivo di 300 miliardi di dollari,</a> attualmente congelate per le sanzioni e, dall’altro, operare affinché il <a href="https://it.insideover.com/economia/il-giallo-sul-default-della-russia.html"><strong>fardello debitorio </strong>risulti meno pesante.</a> Ma il 16 marzo scorso una prima cedola da 117 milioni di dollari è stata onorata con un pagamento in dollari</p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://bit.ly/3ubIhLb" target="_blank" rel="noopener"><strong>Effetto boomerang per il dollaro dalle sanzioni? Il commento di Massimo Amato</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3JzgSZ3" target="_blank" rel="noopener"><strong>Come Elvira Nabiullina ha salvato il rublo</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3iRNjGe" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il ruolo dell&#8217;oro nella difesa economica di Putin</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<p>Lo stop tecnico deciso dagli Usa cambia tutto e rende operativamente difficile, di fatto, per la Russia gestire i <strong>pagamenti arretrati.</strong> Mosca ha ora un periodo di grazia di un mese che dovrà gestire per far giungere i fondi dovuti agli investitori che detengono le quote di debito in questione e prepararsi ai <strong>pagamenti successivi</strong> altrimenti potrebbe andare secondo i canoni occidentali in<a href="https://www.ilgiornale.it/news/cultura/lezione-storica-default-russo-1998-2016531.html"> default per la prima volta 1998</a>. Il 25 maggio, inoltre, va in scadenza l&#8217;esenzione che consente agli<strong> investitori e alle entità americane di ricevere pagamenti sul debito russo, inserita nelle sanzioni americane</strong> per alleviarne l&#8217;effetto sull&#8217;economia a stelle e strisce. Un&#8217;ulteriore mossa per portare Mosca al collasso economico.</p>
<p>Che utilità può avere questa strategia nell&#8217;indebolimento delle prospettive del governo di Vladimir Putin? Ad oggi la politica del braccio di ferro contro la Russia non sembra essere una strategia vincente. Da parte russa si mira a rendere controproducente la mossa Questo perchè la rete delle sanzioni è forata in più punti e, soprattutto, gli Stati Uniti stanno mettendo in gioco il <strong>ruolo globale del dollaro </strong>e della<a href="https://it.insideover.com/economia/a-rischio-il-colosso-russo-dellacciaio-cosa-puo-succedere-al-dollaro.html" target="_blank" rel="noopener"> fiducia associata ad un sistema valutario per un fine nettamente politico.</a> <strong>Mosca potrebbe non poter più usare le riserve in dollari </strong>detenute negli Usa, ma continua ad incassare circa un miliardo di dollari al giorno dai proventi energetici.</p>
<h2>Auotogol per il dollaro?</h2>
<p>&#8220;La politica di sanzioni degli Stati Uniti mina la fiducia nel dollaro americano&#8221;, ha afferma il presidente della <span class="hilg1">Duma</span> <strong>Vyacheslav Volodin</strong>. &#8220;La situazione creata dagli Usa si ritorce contro di loro e i loro cittadini. Non è casuale che il Fondo Monetario Internazionale sia giunto alla conclusione che le sanzioni anti-russe minano la fiducia nel dollaro.<strong> La sua quota negli insediamenti globali è in declino</strong>&#8220;, scrive Volodin su Telegram ripreso da Interfax. &#8220;Questo è l&#8217;inizio della fine del monopolio globale del dollaro&#8221;, assicura. &#8220;Chiunque abbia risparmi in dollari non può più essere <strong>sicuro che gli Usa non rubino questi soldi&#8221;</strong>, osserva Volodin. &#8220;Il Dipartimento del Tesoro Usa ha proibito al nostro Paese di pagare il debito sovrano dalle riserve congelate sotto le sanzioni&#8221;, epure, &#8220;il nostro Paese ha fondi nei conti per <strong>soddisfare pienamente i suoi obblighi anche sotto le sanzioni</strong>&#8220;. E &#8220;la decisione di Vladimir Putin di eseguire gli accordi sul gas con i Paesi ostili in rubli e la discussione di una più ampia lista di beni da vendere in rubli hanno reso il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti isterico&#8221;.</p>
<p>Certo è una guerra di dichiarazioni e propaganda, e la mossa di Putin sul rublo e il gas, finora non seguita da conseguenze pratiche sulle forniture energetiche, lo testimonia. Ma c&#8217;è del fondo di verità in quanto sottolinea Volodin. Per minare il potere del Cremlino gli Usa sono pronti a muovere da oggettiva ad arbitraria, anche esplicitamente, la governance del dollaro. Valuta che potrebbe rinforzarsi invece con decisione dopo che, paradossalmente, la guerra ha indebolito<a href="https://www.ilgiornale.it/news/economia/rischi-e-opportunit-quale-futuro-leuro-guerra-2017311.html"> il suo <strong>vero concorrente </strong>nel sistema internazionale degli scambi, l&#8217;<strong>euro</strong>.</a> Molti Paesi, dall&#8217;India alla Cina passando per la Turchia, il Brasile, il Sudafrica, staranno prendendo buona nota: gli Usa sono pronti a usare come arma la valuta laddove con uno Stato non allineato nasca una situazione di conflitto. E la ripresa del <strong>cambio del rublo </strong>sopra i valori pre-invasione del 24 febbraio mostra che i mercati sottolineano come la corsa alle estreme conseguenze da parte degli Usa non è ritenuta, per ora, efficace. E che un default russo potrebbe di fatto avvenire solo a deterimento del ruolo di riserva mondiale del biglietto verde.</p>
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		<title>A rischio il colosso russo dell&#8217;acciaio. Cosa può succedere al dollaro</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/a-rischio-il-colosso-russo-dellacciaio-cosa-puo-succedere-al-dollaro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Mar 2022 14:23:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Acciaio]]></category>
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		<category><![CDATA[Sanzioni alla Russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1538" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325150902987_fb6b777139e335e0672092d6350036be-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325150902987_fb6b777139e335e0672092d6350036be-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325150902987_fb6b777139e335e0672092d6350036be-300x240.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325150902987_fb6b777139e335e0672092d6350036be-1024x820.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325150902987_fb6b777139e335e0672092d6350036be-768x615.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325150902987_fb6b777139e335e0672092d6350036be-1536x1231.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325150902987_fb6b777139e335e0672092d6350036be-2048x1641.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>C&#8217;è un primo colosso industriale russo che rischia il default secondo i criteri analizzati dalle agenzie di rating. E per l&#8217;Occidente non è una buona notizia. Sì, perchè la scelta di Citigroup di sospendere l&#8217;incasso della cedola da 12,6 milioni di dollari su un prestito obbligazionario contratto da Severstal, gigante russo dell&#8217;acciaio può creare una crisi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/a-rischio-il-colosso-russo-dellacciaio-cosa-puo-succedere-al-dollaro.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/a-rischio-il-colosso-russo-dellacciaio-cosa-puo-succedere-al-dollaro.html">A rischio il colosso russo dell&#8217;acciaio. Cosa può succedere al dollaro</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1538" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325150902987_fb6b777139e335e0672092d6350036be-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325150902987_fb6b777139e335e0672092d6350036be-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325150902987_fb6b777139e335e0672092d6350036be-300x240.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325150902987_fb6b777139e335e0672092d6350036be-1024x820.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325150902987_fb6b777139e335e0672092d6350036be-768x615.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325150902987_fb6b777139e335e0672092d6350036be-1536x1231.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325150902987_fb6b777139e335e0672092d6350036be-2048x1641.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>C&#8217;è un primo colosso industriale russo che rischia il default secondo i criteri analizzati dalle agenzie di rating. E per l&#8217;Occidente non è una buona notizia. Sì, perchè la scelta di <strong>Citigroup </strong>di sospendere l&#8217;incasso della cedola da 12,6 milioni di dollari su un prestito obbligazionario contratto da <strong>Severstal</strong>, gigante russo dell&#8217;acciaio può creare una crisi di fiducia verso il sistema di pagamenti fondato sulle divise occidentali. I soldi non mancano al colosso da otto miliardi di dollari di fatturato che in Italia ha acquisito negli anni scorsi il <strong>Gruppo Lucchini</strong>: &#8220;Citigroup che svolge il ruolo di &#8220;paying agent&#8221; per il pagamento della cedola, ha bloccato il denaro chiedendo a Severstal di ottenere l&#8217;autorizzazione dell&#8217;U.S. Office of Foreign Assets Control&#8221;, nota <em>Il Sole 24 Ore</em>.</p>
<p>Quest&#8217;ultima istituzione è &#8220;l&#8217;emanazione del Dipartimento del Tesoro&#8221; di Washington, incaricata di &#8220;applicare e di dare seguito pratico alle sanzioni. Il punto è che Severstal &#8211; come si evince dallo stesso sito della U.S. Office of Foreign Assets Control &#8211; non è tra le aziende russe sanzionate dagli Stati Uniti&#8221; e questo rischia di creare un grosso imbarazzo: Severstal ha dato esplicita volontà di voler onorare in dollari il suo debito, ha predisposto il pagamento e avviato l&#8217;iter, muovendosi evidentemente senza esser stata espulsa dai circuiti Swift. Ma Citigroup ha bloccato l&#8217;operazione più per <strong>motivazioni politiche </strong>che per ragioni economiche, e questo rischia di mandare dagli Usa un messaggio negativo sulla fiducia nei confronti delle obbligazioni contratte in dollari. Dalla Cina all&#8217;India, dalla Turchia all&#8217;America Latina, molti attori pubblici e privati avranno preso buona nota: c&#8217;è il rischio che unicamente perché un&#8217;obbligazione è denominata in dollari essa rischi il congelamento di fatto anche in assenza di sanzioni ufficiali colpenti tale attore. E questo minaccia la <a href="https://www.ilgiornale.it/news/economia/rischi-e-opportunit-quale-futuro-leuro-guerra-2017311.html"><strong>credibilità del dollaro come valuta di riserva</strong></a>.</p>
<p>“Questa è una situazione straordinaria per noi”, ha spiegato in un comunicato<strong> Alexander Shevelev</strong>, amministratore delegato di Severstal. “Continuiamo &#8211; aggiunge &#8211; le consultazioni con i partner e facciamo il nostro meglio per garantire che gli obbligazionisti ricevano i fondi in conformità con i termini dell’emissione obbligazionaria. Spero che questa ingiustizia sarà risolta presto e che i diritti degli obbligazionisti siano rispettati”. Severstal è tra i venti gruppi siderurgici più grandi al mondo e in quest&#8217;ottica un suo default di fatto colpirebbe duramente il mercato, ma la situazione è comprensibile in forma più sistemica analizzando la sovrapposizione tra partita finanziaria e politica delle sanzioni, dinamiche industriali e contesto <a href="https://fondazionefeltrinelli.it/la-guerra-ibrida-tra-pressioni-economiche-e-ingerenze-non-militari/">di <strong>guerra economica </strong>tra Russia e Occidente.</a></p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://bit.ly/3IDPuYw" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il dilemma del default russo</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3DcPP3a"><strong>Perché Putin ha pagato il primo debito in dollari</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3JzgSZ3" target="_blank" rel="noopener"><strong>Perché il rublo è in ripresa</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<p>In primo luogo, Severstal, che risulta fornitrice anche della Difesa russa, a febbraio  ha annunciato il blocco delle consegne in Europa contribuendo al boom dell&#8217;acciaio che la guerra in Ucraina ha incentivato. <a href="https://www.tag43.it/ucraina-mordashov-chie-sanzioni-ue-severstal-acciaierie-lucchini-yacht-rossyia-bank/" target="_blank" rel="noopener"><em>Tag43 </em>ricorda</a> che &#8220;le consegne in Europa sono in media di circa 2,5 milioni di tonnellate di acciaio all’anno e rappresentano circa un terzo del fatturato totale dell’azienda&#8221;. La manovra protezionistica, oltre che a favorire l&#8217;approvvigionamento interno, ha colpito duramente le manifatture europee, tanto<a href="https://it.insideover.com/economia/la-battaglia-dellacciaio-stop-allexport-di-rottami-ferrosi.html" target="_blank" rel="noopener"> che <strong>Paesi come l&#8217;Italia</strong> hanno dovuto pensare a contromosse per evitare di restare a corto di rottami ferrosi.</a></p>
<p>In secondo luogo, non bisogna dimenticare chi è il patron di Severstal: <strong>Alexei Mordashov</strong>, uno degli uomini più ricchi di Russia, colui che ha favorito l&#8217;espansione internazionale del gruppo (che ha riventuo <strong>le acciaierie di Piombino </strong>a un consorzio indiano dopo averle lasciate in un mare di debiti) e che nelle scorse settimane è stato tra gli oligarchi a cui maggiormente Usa e Ue hanno dato la caccia. A inizio marzo la Guardia di Finanza <a href="https://www.riviera24.it/2022/03/sequestrato-lady-m-super-yacht-delloligarca-russo-alexey-mordashov-ormeggiato-a-imperia-746612/">ha sequestrato nel porto di Imperia, in Liguria, &#8220;Lady M&#8221;, il</a> super-yacht di Mordashov dal valore di 65 milioni di euro. L&#8217;attenzione particolare della politica e della finanza Usa per gli oligarchi rientra nella strategia di minare alle basi il sistema di potere di Vladimir Putin aumentando<a href="https://it.insideover.com/politica/purghe-e-lotte-di-potere-il-cuore-conteso-dellimpero-di-putin.html" target="_blank" rel="noopener"> il costo della guerra in Ucraina per il cerchio magico di oligarchi che lo circonda.</a></p>
<p>Dunque la mossa contro Severstal ha senso più se viene letta nel quadro della <strong>guerra economica e ibrida </strong>mossa dall&#8217;Occidente a guida Usa <a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/ucraina-per-putin-come-la-finlandia-per-stalin-lincubo-della-russia.html">a Vladimir Putin</a> piuttosto che come manovra tecnica. In ogni caso parliamo di una strategia che presenta dei rischi: per minare il potere del Cremlino gli Usa sono pronti a muovere da oggettiva ad arbitraria, anche esplicitamente, la governance del dollaro. Si tratta di un passo a cui sono veramente pronti? La risposta si capirà solo guardando a quanti casi Severstal dovremo affrontare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/a-rischio-il-colosso-russo-dellacciaio-cosa-puo-succedere-al-dollaro.html">A rischio il colosso russo dell&#8217;acciaio. Cosa può succedere al dollaro</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il cambio del rublo è in ripresa: ecco perché</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-cambio-del-rublo-e-in-ripresa-ecco-perche.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Mar 2022 08:30:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Debito pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[default]]></category>
		<category><![CDATA[dollaro]]></category>
		<category><![CDATA[Euro]]></category>
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		<category><![CDATA[Sanzioni alla Russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1221" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324092107317_7e9d1e063fc202704c7e0966332b1242-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324092107317_7e9d1e063fc202704c7e0966332b1242-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324092107317_7e9d1e063fc202704c7e0966332b1242-300x191.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324092107317_7e9d1e063fc202704c7e0966332b1242-1024x651.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324092107317_7e9d1e063fc202704c7e0966332b1242-768x489.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324092107317_7e9d1e063fc202704c7e0966332b1242-1536x977.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324092107317_7e9d1e063fc202704c7e0966332b1242-2048x1303.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo la fiammata di deprezzamento delle prime settimane dell&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina il rublo recupera terreno spinto dalla relativa fiducia che circola negli ambienti economici russi: l&#8217;Occidente non è ancora pronto a premere il pulsante nucleare della disconnessione completa di Mosca dall&#8217;economia internazionale, a bloccare le importazioni energetiche, a disconnettere ogni banca russa dal sistema Swift. Il rublo respira &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/il-cambio-del-rublo-e-in-ripresa-ecco-perche.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-cambio-del-rublo-e-in-ripresa-ecco-perche.html">Il cambio del rublo è in ripresa: ecco perché</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1221" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324092107317_7e9d1e063fc202704c7e0966332b1242-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324092107317_7e9d1e063fc202704c7e0966332b1242-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324092107317_7e9d1e063fc202704c7e0966332b1242-300x191.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324092107317_7e9d1e063fc202704c7e0966332b1242-1024x651.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324092107317_7e9d1e063fc202704c7e0966332b1242-768x489.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324092107317_7e9d1e063fc202704c7e0966332b1242-1536x977.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324092107317_7e9d1e063fc202704c7e0966332b1242-2048x1303.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Dopo la fiammata di deprezzamento delle prime settimane dell&#8217;<strong>invasione dell&#8217;Ucraina </strong>il rublo recupera terreno spinto dalla relativa fiducia che circola negli ambienti economici russi: l&#8217;Occidente non è ancora pronto a premere il pulsante nucleare della disconnessione completa di Mosca dall&#8217;economia internazionale, <a href="https://www.insideover.com/economy/which-resource-will-replace-oil.html" target="_blank" rel="noopener">a bloccare le importazioni energetiche, a </a>disconnettere ogni <a href="https://it.insideover.com/economia/lopzione-nucleare-dello-swift-cosa-rischia-putin.html">banca russa dal sistema Swift.</a></p>
<h2>Il rublo respira</h2>
<p>Il cambio col dollaro è passato dal valore di 81,48 rubli per un dollaro del 23 febbraio, vigilia dell&#8217;invasione, a quello di 139 a 1 nel giorno del 7 marzo, segnalando una svalutazione del 41,39%. In seguito la stabilizzazione relativa lo ha riportato su un terreno di maggiore sostenibilità: dal 7 al 22 marzo, su un periodo di tempo paragonabile a quello precedente, il rublo ha guadagnato circa un terzo della perdita di valore, apprezzandosi del 34,1% per la precisione.</p>
<p>Un dollaro è scambiato ora con <strong>103,96 rubli (chiusura del 22 marzo</strong>): ciò segnala un deprezzamento complessivo su base mensile del 21,63%, tutt&#8217;altro che indifferente ma decisamente più contenuta rispetto alle iniziali aspettative che lasciavano presagire uno <strong>tsunami finanziario</strong>. La scelta di Mosca di pagare una prima cedola di bond denominata in dollari e di evitare così, per ora, il <a href="https://it.insideover.com/economia/la-russia-paga-il-debito-in-dollari-che-cosa-significa.html" target="_blank" rel="noopener">default ha fatto il resto, bloccando lo stimolo a una ulteriore fuga di capitali.</a></p>
<p>Come mai il rublo non è andato in avvitamento nonostante le previsioni di un <a href="https://fondazionefeltrinelli.it/la-guerra-ibrida-tra-pressioni-economiche-e-ingerenze-non-militari/">crac economico con pochi precedenti</a> per la Russia, i timori di un&#8217;insolvenza del  Paese e l&#8217;assedio economico occidentale? Le ragioni sono numerose.</p>
<p>In primo luogo, è lo stesso Occidente ad aver dato una sponda al rilancio del rublo continuando con gli acquisti di gas e petrolio. In sostanza, la rendita quotidiana di Mosca da fonti fossili sta negando parte dell&#8217;efficacia delle sanzioni già prese.  &#8220;Preservati dal blocco&#8221;, ha scritto <strong>Federico Fubini </strong>sul <em>Corriere della Sera,</em> &#8220;gli istituti pubblici russi Gazprombank e Sberbank incassano ancora <a href="https://www.ilgiornale.it/news/economia/rischi-e-opportunit-quale-futuro-leuro-guerra-2017311.html">euro e dollari</a> in cambio di gas, petrolio e carbone venduto all&#8217;Europa&#8221;, che contribuisce secondo i calcoli del <strong>ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani </strong>con una somma compresa tra i 700 milioni e il miliardo di dollari al giorno.</p>
<p>In secondo luogo, c&#8217;è l&#8217;utilizzo di queste risorse. Le banche pubbliche russe commerciano gas e petrolio nelle valute occidentali e li reinvestono per rafforzare il cambio: &#8220;con l&#8217;80% di quei flussi di moneta forte acquistano rubli, sistematicamente. In altri termini la moneta di Mosca si rivaluta perché sostenuta dagli interventi &#8211; almeno venti miliardi di euro nell&#8217;ultimo mese &#8211; con soldi degli europei&#8221;. Gli Stati Uniti e il <a href="https://it.insideover.com/politica/la-grande-strategia-di-johnson-per-guidare-lopposizione-a-putin.html">Regno Unito</a> hannno chiuso alle importazioni di combustibili fossili, ma rappresentano solo una piccola quota degli acquisti dalla Russia.</p>
<h2>Il ruolo di Elvira Nabiullina</h2>
<p>Terzo punto chiave è il <strong>ruolo della Banca centrale russa</strong>. La figura chiave in questa fase politica nel campo interno alla Russia è la <strong>governatrice Elvira Nabiullina</strong>. Personalmente contraria all&#8217;invasione, la donna che da Ministro delle Finanze ha gestito la Grande Recessione e da governatrice (in carica dal 2013) la <strong>tempesta delle sanzioni </strong>del 2014, si trova di fronte alla prova più dura: gestire un&#8217;economia in declino chiamata a riconvertirsi allo sforzo bellico, un mercato valutario interno nel caos, la morsa di nuove sanzioni.</p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://bit.ly/3wz19Wb" target="_blank" rel="noopener"><strong>La Nabiullina e gli altri &#8220;ribelli&#8221; nell&#8217;impero di Putin</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/37UHPZh" target="_blank" rel="noopener"><strong>La fragilità economica della Russia</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3IBxNc2" target="_blank" rel="noopener"><strong>La guerra economica alle imprese occidentali</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<p>La Nabiullina ha scelto una strategia molto chiara in questi anni, paragonabile alla linea di <strong><a href="https://it.insideover.com/storia/mattioli-cuccia-menichella-carli-la-diplomazia-economica-della-prima-repubblica.html">Luigi Einaudi</a> (governatore della Banca d&#8217;Italia) </strong>e Giuseppe Pella (Ministro del Tesoro) nei governi italiani dell&#8217;immediato secondo dopoguerra guidati da <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/rovesciare-la-sconfitta-in-vittoria-la-lezione-di-de-gasperi-e-sforza.html">Alcide De Gasperi</a>: stimolare parallelamente l&#8217;accumulazione di riserve e una linea prudente di bilancio. &#8220;I tecnici economici del governo e Nabiullina non si sono piegati a pressioni populiste, cercando di parare per quanto possibile le ripercussioni della politica sulla disastrata moneta russa, e stringendo i cordoni della borsa, fin troppo secondo alcuni critici, perfino quando si sarebbe potuto utilizzare i fondi cospicui accumulati nel Fondo sovrano per finanziare il lockdown&#8221;, ha notato <em>Il Foglio</em>. Nabiullina ha potuto alzare i tassi da un giorno all&#8217;altro, dal 9,5% al 20%, per salvare il rublo dallo tsnuami sanzionatorio proprio perché la prima donna a capo di una grande banca centrale della storia contemporanea ha negli anni impostato una strategia su due binari: <strong>contenimento del deficit </strong>e apprezzamento del rublo con la rendita energetica.</p>
<p>Ora proprio su questo stretto crinale si gioca il futuro del rublo e dell&#8217;economia russa: la &#8220;linea Nabiullina&#8221; terrà e con essa la sostenibilità del debito pubblico e della valuta? Mosca ha spazi di manovra dati dalla rendita energetica e da un indebitamento relativamente basso, che potrebbe esplodere solo in caso di <strong>prolungamento delle guerra </strong>e fine delle esportazioni energetiche. Ma proprio su questo fronte si gioca il futuro del Paese: <a href="https://www.ilgiornale.it/news/economia/grande-gelo-putin-e-zarina-banca-centrale-cosa-succede-2014328.html">la Nabiullina</a> ha costituito un vero e proprio &#8220;stock di ricchezza: le riserve in valuta della Banca centrale, che sostiene l&#8217;autonomia, o, se si preferisce, la sovranità della Russia&#8221;. Ora, per ben due volte, avrebbe già minacciato le dimissioni temendo le conseguenze del <strong>populismo economico </strong>necessario a finanziare la guerra e di possibili scossoni interni per l&#8217;inflazione e l&#8217;aumento dela povertà. Sfide cruciali in un Paese che spende metà del bilancio pubblico in sussidi, pensioni e welfare. Per ora il rublo respira, grazie all&#8217;accortezza della banca centrale e al &#8220;buco&#8221; occidentale. Ma quanto a lungo sarà così? Sul fronte economico la Russia è debole. E solo i timori di uno shock globale impediscono, ad ora, ai suoi avversari di affondare il colpo.</p>
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		<title>La Russia paga il debito in dollari: che cosa significa</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-russia-paga-il-debito-in-dollari-che-cosa-significa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Mar 2022 10:22:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Debito pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[default]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1260" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_2022030910093991_51cc230bbab85b7261f220e2f9663989-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_2022030910093991_51cc230bbab85b7261f220e2f9663989-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_2022030910093991_51cc230bbab85b7261f220e2f9663989-300x197.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_2022030910093991_51cc230bbab85b7261f220e2f9663989-1024x672.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_2022030910093991_51cc230bbab85b7261f220e2f9663989-768x504.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_2022030910093991_51cc230bbab85b7261f220e2f9663989-1536x1008.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_2022030910093991_51cc230bbab85b7261f220e2f9663989-2048x1344.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Russia non sarà fatta andare in default secondo gli standard occidentali: il ministero delle Finanze di Mosca ha saldato le cedole dal valore di 117 milioni di dollari in scadenza nella giornata del 16 marzo attingendo alle sue risorse denominate nel biglietto verde. L&#8217;accredito è avvenuto sulla filiale di Londra di Citibank, che è la banca &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-russia-paga-il-debito-in-dollari-che-cosa-significa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1260" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_2022030910093991_51cc230bbab85b7261f220e2f9663989-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_2022030910093991_51cc230bbab85b7261f220e2f9663989-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_2022030910093991_51cc230bbab85b7261f220e2f9663989-300x197.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_2022030910093991_51cc230bbab85b7261f220e2f9663989-1024x672.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_2022030910093991_51cc230bbab85b7261f220e2f9663989-768x504.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_2022030910093991_51cc230bbab85b7261f220e2f9663989-1536x1008.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_2022030910093991_51cc230bbab85b7261f220e2f9663989-2048x1344.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La <strong>Russia </strong>non sarà fatta andare in default secondo gli standard occidentali: il ministero delle Finanze di Mosca ha saldato le cedole dal valore di <strong>117 milioni di dollari</strong> in scadenza nella giornata del 16 marzo attingendo alle sue risorse denominate nel biglietto verde. L&#8217;accredito è avvenuto sulla filiale di Londra di Citibank, che è la banca di riferimento della Russia per i pagamenti degli eurobond.</p>
<p>La mossa è importante perché segue di poche ore la dichiarazione di Fitch, una delle principali agenzie di rating, circa il fatto che una scelta russa di onorare in rubli tali obbligazioni sarebbe stata valutata come l&#8217;anticamera del default.  Mosca sarebbe infatti in quest&#8217;ottica stata etichettata come debitrice poco affidabile e sarebbe partito il periodo di grazia di trenta giorni prima di un definitivo crac del debito sovrano russo.</p>
<blockquote><p>La mossa indica chiaramente una serie di novità sulla gestione da parte della Russia della crisi causata dall&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina del 24 febbraio scorso</p></blockquote>
<p>In primo luogo si indica che Mosca non è ancora <a href="https://it.insideover.com/guerra/se-la-russia-paga-i-bond-in-rubli-e-default-altro-avvertimento-a-mosca.html" target="_blank" rel="noopener">pronta al decoupling definitivo con l&#8217;Occidente.</a> Soprattutto sul piano economico-finanziario. La fuga di capitali massiccia, la svalutazione del rublo del 40%, l&#8217;esclusione delle istituzioni finanziarie di Mosca dal circuito Swift erano state affrontate dalla Russia con un richiamo al <a href="https://it.insideover.com/economia/default-o-ristrutturazione-il-dilemma-sul-debito-russo.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>sovranismo economico-finanziario</strong>.</a>  <strong>Anton Siluanov</strong>, ministro delle Finanze ha nei giorni scorsi anticipato che la volontà del governo di <strong>Vladimir Putin</strong> è quella di saldare in rubli le obbligazioni per ovviare alla necessità di una ristrutturazione del debito. Tuttavia questo significherebbe la necessità di affrontare la marcia di avvicinamento verso un nuovo tracollo finanziario dopo quello del 1998.</p>
<p>In secondo luogo, di conseguenza, mostra che il partito dei pragmatici interni alle istituzioni russe sta avendo, per ora, la meglio nel campo della gestione dell&#8217;economia. <strong>Elvira Nabiullina, </strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/economia/grande-gelo-putin-e-zarina-banca-centrale-cosa-succede-2014328.html">la donna dei miracoli</a> a capo della Banca centrale russa, che già in passato ha tirato Mosca fuori dalle secche della Grande Recessione prima e delle sanzioni post-Crimea poi, ha nel giorno dell&#8217;attacco all&#8217;Ucraina promosso un raddoppio dei tassi dal 9,5% al 20% per fermare la fuga di capitali e salvare il rublo. Deprezzato del 40% ma non affossato nel braccio di ferro valutario delle ultime settimane. L&#8217;opzione nucleare della rottura con l&#8217;Occidente metterebbe a rischio i 50 miliardi di dollari di obbligazioni sovrane con Paesi ritenuti ostili e costringerebbe Mosca ad avere un unico vero partner, la Cina. Che nei giorni scorsi ha iniziato a muoversi sia contro il dollaro che, in previsione, per ovviare a uno shock legato al crollo delle forniture energetiche in caso di default russo iniziando <a href="https://it.insideover.com/energia/larabia-saudita-e-la-cina-possono-colpire-il-dollaro-con-il-petro-yuan.html">a trattare sul <strong>petro-yuan con l&#8217;Arabia Saudita</strong>.</a> Un&#8217;attrazione del rublo nella galassia di una valuta come lo yuan, meno forte rispetto a dollaro o euro nei mercati globali, sottoporrebbe l&#8217;economia russa a shock sistemici di ampia portata.</p>
<p>In terzo luogo, Mosca ammette che la finanza è il suo punto debole e, in quest&#8217;ottica, la mossa del pagamento in dollari può avere matrice distensiva. Mostrando di non poter opporre armi pari all&#8217;Occidente, che lavora alla disconnessione della Russia, apre anche a un canale diplomatico. Una Russia desiderosa di fare concessioni a favore del mantenimento dell&#8217;attuale <strong>contesto valutario globale </strong>sarebbe una Russia che avrebbe dunque offerte da fare al tavolo delle trattative in caso di pacificazione dell&#8217;Ucraina.</p>
<p>Quarto e ultimo punto è il fatto che Paesi come la Russia, dotati di economie legate in primo luogo al commercio di materie prime prezzate in dollari non possono, volenti o nolenti, fare a meno del dollaro in cui per ora le commodities sono prezzate. I discorsi degli anni passati sulla <strong>valuta sovrana, </strong>dopo la pandemia e la guerra in Ucraina, sono superati dai fatti: in questo momento una moneta è forte e sovrana se sostenuta da un&#8217;economia in grado di consolidarne il ruolo geopolitico. La moneta è riserva di valore e di potere e il rublo si dimostra ad oggi incapace di assolvere a entrambe le funzioni: il sovranismo valutario fine a sè stesso, lo dimostra la scelta della Russia di pagare le cedole in dollari, rischia di essere un feticcio su cui mandare al collasso le proprie economie. Non a caso, dalla <strong>Turchia alla Nigeria, dall&#8217;Argentina all&#8217;Iran,</strong> negli ultimi anni le grandi crisi valutarie hanno riguardato Paesi dotati di banche centrali autonome, emissioni controllate su base nazionale e valute formalmente sovrane, ma di fatto dipendenti dalle dinamiche inflattive ed economiche dei principali attori. Tra cui il dollaro spicca e, con un po&#8217; di buona volontà, potrebbe unirsi anche l<a href="https://www.ilgiornale.it/news/economia/rischi-e-opportunit-quale-futuro-leuro-guerra-2017311.html">&#8216;<strong>euro</strong>.</a> Un club ristretto (sterlina, yen, yuan in misura complementare ne fanno parte) a cui la Russia ammette, con il rublo, di non poter fare ancora parte.</p>
<p>Dunque, in fin dei conti, possiamo affermare che sì, la Russia teme il default e non è ancora pronta a sobbarcarsene i costi. E questo è un buon segno per l&#8217;intero contesto economico globale, che come ha detto Giulio Tremonti vivrebbe il default di Mosca come una seconda Lehmann Brothers. La speranza è che la &#8220;diplomazia finanziaria&#8221; possa mantenere aperti gli stretti, ma fondamentali, corridoi di dialogo su cui si può imbastire una trattativa di pace che ponga fine alla guerra in Ucraina e alle <a href="https://it.insideover.com/difesa/difesa-comune-e-autonomia-strategica-leuropa-prepara-la-svolta-dopo-la-guerra-in-ucraina.html">contemporanee offensive economiche.</a></p>
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		<title>Perché l&#8217;Organizzazione mondiale della sanità (Oms) adesso rischia il fallimento</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/l-oms-adesso-rischia-il-fallimento.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Feb 2022 14:03:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[default]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220211150307372_26889e01e71370c81a4b130bd75131e6-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220211150307372_26889e01e71370c81a4b130bd75131e6-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220211150307372_26889e01e71370c81a4b130bd75131e6-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220211150307372_26889e01e71370c81a4b130bd75131e6-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220211150307372_26889e01e71370c81a4b130bd75131e6-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220211150307372_26889e01e71370c81a4b130bd75131e6-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220211150307372_26889e01e71370c81a4b130bd75131e6-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Oms, prima ancora di essere un&#8217;istituzione scientifica, è un organismo politico interno alle Nazioni Unite. E, come tale, è soggetto a una determinata organizzazione amministrativa sorretta da un bilancio. Tecnicamente dunque l&#8217;Oms potrebbe andare in default. Un&#8217;ipotesi remota, si potrebbe pensare. Al contrario, l&#8217;organizzazione è a rischio fallimento. A lanciare l&#8217;allarme è stato nei giorni &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/l-oms-adesso-rischia-il-fallimento.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/l-oms-adesso-rischia-il-fallimento.html">Perché l&#8217;Organizzazione mondiale della sanità (Oms) adesso rischia il fallimento</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220211150307372_26889e01e71370c81a4b130bd75131e6-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220211150307372_26889e01e71370c81a4b130bd75131e6-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220211150307372_26889e01e71370c81a4b130bd75131e6-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220211150307372_26889e01e71370c81a4b130bd75131e6-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220211150307372_26889e01e71370c81a4b130bd75131e6-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220211150307372_26889e01e71370c81a4b130bd75131e6-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220211150307372_26889e01e71370c81a4b130bd75131e6-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;<strong>Oms</strong>, prima ancora di essere un&#8217;istituzione scientifica, è un organismo politico interno alle Nazioni Unite. E, come tale, è soggetto a una determinata organizzazione amministrativa sorretta da un bilancio. Tecnicamente dunque l&#8217;Oms potrebbe andare in <strong>default</strong>. Un&#8217;ipotesi remota, si potrebbe pensare. Al contrario, l&#8217;organizzazione è a rischio <strong>fallimento</strong>. A lanciare l&#8217;allarme è stato nei giorni scorsi il segretario <strong>Tedros Adhanom Ghebreyesus</strong>: &#8220;Se l’attuale modello di finanziamento continua, l’Oms è destinata a fallire&#8221;, ha dichiarato senza troppi giri di parole il numero dell&#8217;ente.</p>
<h2>Come si finanzia l&#8217;Oms</h2>
<p>Gli uffici di <strong>Ginevra</strong> sono ogni mattina affollati. Centinaia di impiegati e addetti affollano i locali di<em> Avenue Appia</em>, lì dove sorge il palazzo a pochi passi dal lago di Ginevra dove ha sede l&#8217;Oms. Non solo scienziati delle varie commissioni tecniche, ma anche burocrati chiamati a mandare avanti l&#8217;attività amministrativa e a far funzionare i vari organismi di autogoverno interno. A partire dalla segreteria, retta per l&#8217;appunto dal segretario Ghebreyesus. Poi c&#8217;è un consiglio esecutivo composto da 34 membri. Ma il vero centro decisionale è rappresentato dall&#8217;<strong>assemblea mondiale</strong>, formata dai rappresentanti dei 193 Paesi aderenti. Solitamente l&#8217;assemblea si riunisce a maggio. Durante le sessioni espletate nella sede di Ginevra, vengono approvate le linee direttive di intervento e soprattutto viene approvato il bilancio. Si stanziano quindi i fondi necessari per il funzionamento dell&#8217;Oms e per perseguire i vari progetti sanitari. Dalla lotta alle malattie più diffuse, fino ai programmi relativi ai vaccini e al sostegno dei piani più delicati nei Paesi più poveri, nel bilancio sono queste le voci più importanti almeno sul fronte politico. Questo prima della pandemia da coronavirus, la quale nell&#8217;ultimo biennio ha assorbito molte somme e ha fatto dilatare le spese dell&#8217;Oms.</p>
<p>Prendendo in considerazione l&#8217;era pre Covid, <a href="https://apps.who.int/gb/ebwha/pdf_files/WHA72/A72_34-en.pdf">il bilancio dell&#8217;ente ammontava a circa 5 miliardi di euro.</a> Tra le voci in entrata, una quota è rappresentata dai cosiddetti &#8220;<strong>contributi fissi</strong>&#8220;. Somme cioè date dagli Stati membri in ragione del Pil, del loro peso economico e di altre variabili previste dallo statuto dell&#8217;Oms. Si tratta quindi di soldi erogati dai governi come quota obbligatoria dettata dall&#8217;appartenenza all&#8217;ente. Una volta i contributi fissi costituivano circa il 66% complessivo del bilancio. Nel budget 2018/2019 la percentuale ammontava invece ad appena il 15%. Gli Stati però, oltre ai contributi fissi, erogano anche i <strong>contributi volontari</strong>. Somme cioè in aggiunta a quelle dovute. La percentuale di questi contributi nell&#8217;anno finanziario 2018/2019 è stata del 35%. Complessivamente dunque la mano pubblica nel bilancio Oms, nell&#8217;anno finanziario 2018/2019, si è attestata attorno al 50%. La restante parte è arrivata dai privati. A fare la voce grossa in questa sezione è stata la<em> Bill&amp;Melinda Gates Foundation</em>, la fondazione cioè dell&#8217;ex patron Microsoft, la quale da sola ha contribuito con mezzo miliardo di Euro, il 10% del totale.</p>
<h2>L&#8217;Oms potrebbe davvero fallire?</h2>
<p>Nel maggio 2022 si riunirà nuovamente l&#8217;assemblea mondiale. Primo punto all&#8217;ordine del giorno sarà l&#8217;approvazione del bilancio 2022/2023. Ghebreyesus, nel lanciare il suo allarme, ha sottolineato come manchino almeno 420 milioni di Euro per coprire tutte le voci di spesa. E questo considerando soltanto la spesa, per così dire, &#8220;ordinaria&#8221;. Quella cioè derivante dall&#8217;organizzazione interna dell&#8217;ente, dalla gestione amministrativa e dai piani sanitari avviati negli anni precedenti. Ci sono poi le somme necessarie a garantire la copertura dei programmi di contrasto al <strong>coronavirus</strong>. La pandemia, nell&#8217;anno finanziario 2022/2023, potrebbe arrivare a costare fino a 380 milioni di Euro. Sommando quest&#8217;ultima cifra con i 420 milioni del bilancio &#8220;extra Covid&#8221;, per garantire la sopravvivenza dell&#8217;Oms mancherebbero all&#8217;appello 800 milioni di Euro. Centesimo più, centesimo meno. Non certo cifre di poco conto. Da qui l&#8217;appello del segretario: &#8220;Il cambio di paradigma nella salute mondiale che è necessario ora deve essere accompagnato da un cambio di paradigma nei finanziamenti&#8221;, ha dichiarato nei giorni scorsi Ghebreyesus.</p>
<p>L&#8217;Oms, anche in caso di grave deficit, non chiuderà di certo. Si tratta di un organismo delle Nazioni Unite, non si porteranno dunque i libri contabili nelle sezioni fallimentari dei tribunali. La carenza di fondi però peserà e non poco sulla sua operatività. Il segretario ha chiesto più fondi soprattutto agli Stati. Si sta parlando, nella sede di Ginevra, di un possibile aumento dei contributi fissi. Ma, <a href="https://quifinanza.it/info-utili/video/oms-fallimento-quanti-soldi-servono-per-salvarla/600056/">come sottolineato su <em>QuiFinanza</em></a>, gli Stati membri non sarebbero affatto d&#8217;accordo. Del resto l&#8217;Oms dalla gestione della pandemia non ne sta uscendo rafforzato a livello di <strong>immagine</strong>. I ritardi nel dichiarare l&#8217;emergenza, il sospetto di complicità con il governo di Pechino nel nascondere le prime informazioni a inizio 2020 hanno minato il già precario rapporto di fiducia tra la segreteria e molti degli Stati membri. L&#8217;ex presidente Usa <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a> aveva minacciato a suo tempo di congelare i finanziamenti erogati da Washington, i quali storicamente hanno sempre rappresentato la quota maggiore del bilancio (circa il 15%). Sarebbe già un successo dunque, a meno di ripensamenti in vista di maggio, se si riuscisse a mantenere intorno al 50% la quota determinata dalla mano pubblica.</p>
<h2>Il peso dei privati</h2>
<p>Il rischio concreto è rappresentato dall&#8217;aumento dei finanziamenti erogati dai privati. Come del resto già osservato ben prima della pandemia. La quota coperta dagli Stati è diminuita. Ma questo non tanto per un ridimensionamento dei contributi dei governi, quanto per la crescita dei compiti dell&#8217;Oms. A farlo presenti sono gli stessi membri della Gates Foundation: &#8220;Partecipo all&#8217;Assemblea Mondiale della Sanità quasi tutti gli anni &#8211; <a href="https://www.swissinfo.ch/ita/sanit%C3%A0-mondiale_bill-gates-ha-troppa-influenza-sull-oms-/46600166#:~:text=Tra%20le%20questioni%20principali%2C%20vi,il%20secondo%20finanziatore%20pi%C3%B9%20importante.">ha dichiarato Christopher Elias</a>, esponente della fondazione, in un webinar del <em>Graduate Institute</em> &#8211; e ogni volta gli Stati membri affidano all&#8217;Oms un mandato sempre più ampio e impegnativo, eppure il loro budget non è aumentato negli ultimi 20 anni&#8221;. L&#8217;aumento delle quote private sta rendendo sempre meno autonomo l&#8217;ente con sede a Ginevra. Le somme erogate da fondazioni, filantropi e magnati sono vincolate a specifici progetti. E ovviamente più un privato contribuisce al bilancio, più ha peso politico. Il <a href="https://www.nytimes.com/2020/11/23/world/bill-gates-vaccine-coronavirus.html"><em>New York Times</em></a> ha coniato il termine &#8220;<em>Bill Chill</em>&#8221; per indicare quei funzionari dell&#8217;Oms non sempre d&#8217;accordo con i piani di Bill Gates ma che, per non creare buchi al bilancio, si autocensurano.</p>
<p>Una verità non taciuta nemmeno dalle parti di Ginevra. Il 21 gennaio 2021 in un <a href="https://apps.who.int/gb/ebwha/pdf_files/EB148/B148(12)-en.pdf">documento del consiglio esecutivo dell&#8217;Oms</a> si è ammesso come &#8220;la più grande sfida è la mancanza di una fonte sufficiente di <strong>finanziamento sostenibile</strong> e questo rende l&#8217;Oms eccessivamente dipendente dai suoi maggiori finanziatori&#8221;. Per questo è stato istituto un gruppo di lavoro per cercare una soluzione. Ma il cammino verso una sostenibilità del bilancio dell&#8217;ente appare molto impervio e difficoltoso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/l-oms-adesso-rischia-il-fallimento.html">Perché l&#8217;Organizzazione mondiale della sanità (Oms) adesso rischia il fallimento</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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