Skip to content
Guerra

Putin incontra Assad a Damasco

Il 7 gennaio Vladimir Putin è arrivato a Damasco per fare visita alle sue truppe in Siria in occasione del Natale ortodosso. In questa occasione incontrato il presidente siriano Bashar confrontandosi con lui sulla situazione del Paese.

Guerra

Medici italiani in Siria. Viaggio tra i feriti di guerra

DAMASCO - Il conflitto siriano è un complesso mosaico di interessi economici e geopolitici ma è soprattutto la storia di giovani infermiere donne che medicano giovani soldati uomini che a loro volta si sono sacrificati per difendere il loro avvenire. Mano nella mano, uniti da un solo obiettivo: liberare la Siria dal terrorismo che da più di cinque ha creato il deserto laddove c’era la pace. La guerra ha la capacità e la forza di trasformare l’approccio spirituale che solitamente ogni essere umano intrattiene con l’esistenza. Provate a chiedere ad un bambino di Aleppo, Homs o Damasco cosa vuole fare da grande. Risponderà entusiasta: “il soldato!”. Da quelle parti non esistono le “popstar” perché gli eroi sono diventati i generali dell’esercito premiati da medaglie al valore, feriti o morti sul fronte. Ecco che improvvisamente giovani tra i 18 e 25 anni si sono ritrovati a condurre una vita che molti non avevano nemmeno immaginato. Alcuni di loro si sono lanciati in prima linea a combattere con le armi, altri invece hanno scelto di stare nelle retrovie, negli ospedali di guerra, per curare ogni forma di trauma.Montaggio di Roberto Di Matteo

Guerra

Damasco, i cristiani sotto tiro

(Damasco) Prima un boato, poi un tremito che risale dall’asfalto, fa tremare i vetri delle finestre, riecheggia tra le viuzze anguste di quest’intrico di case chiese e scuole alla periferia orientale di Damasco. La bimba alza la testa, scruta il ritaglio di cielo disegnato tra i tetti dei casermoni di mattoni e cemento. Cerca di vedere, immaginare, schivare le bombe. Ma la prima è già caduta. Ed il suo eco diffonde il consueto fremito di terrore. In un attimo la paura attanaglia il quartiere. Porte e finestre si chiudono, la gente si barrica in casa e lei, la bimba, ormai sola in mezzo alla strada, accelera il passo, corre trafelata, scompare ansimando in questo dedalo di viuzze dove i rigagnoli delle fognature si mescolano all’immondizia.

Guerra

La strage degli innocenti

Tra i bimbi falcidiati da quel missile c’era anche Garand. Aveva otto anni era cristiano, era arrivato in Siria con la madre per fuggire dalla guerra che dilania il Sud Sudan. Il suo corpicino straziato adesso riposa in una bara bianca posata davanti all’altare della chiesa del Memoriale di San Paolo.

Guerra

Mattatoio Damasco

Siamo a Kashkoul, il quartiere popolare alla periferia est di Damasco teatro della più sanguinosa strage di civili delle ultime settimane. Una strage costata la vita a 44 tra donne, uomini e bambini. Una strage messa a segno da quei ribelli di Ghouta che l’Europa per anni ha dipinto come le uniche vittime del conflitto siriano dimenticando e ignorando morti e feriti di Damasco e delle altre zone controllate dal governo.

Guerra

“La mia famiglia distrutta dai ribelli”

(Damasco) “Ogni volta che sento l’esplosione di un colpo di mortaio, ogni volta che sento di qualcuno ucciso da un missile rivedo mio marito e i miei figli. Rivivo il loro strazio e la mia tragedia”. Safaa Skaf ha gli occhi velati di lacrime. Nella chiesa del Memoriale di San Paolo si è appena conclusa la Messa per Garand, un bambino sudanese di soli otto anni dilaniato da un missile lanciato dai ribelli di Ghouta.

Newsletter
Notizie e approndimenti direttamente nella tua inbox

Perché abbonarsi

Sostieni il giornalismo indipendente

Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.