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	<title>D-Day Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 14 Aug 2026 15:51:45 +0000</lastBuildDate>
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	<title>D-Day Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>D-Day: il suicidio di Rommel che annunciò il crollo del Reich</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/d-day-il-suicidio-di-rommel-che-annuncio-il-crollo-del-reich.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jun 2024 12:37:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[D-Day]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[nord Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Seconda Guerra Mondiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="504" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Bundesarchiv_Bild_101I-719-0240-22_Pas_de_Calais_Speidel_Lang_Rommel.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Bundesarchiv_Bild_101I-719-0240-22_Pas_de_Calais_Speidel_Lang_Rommel.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Bundesarchiv_Bild_101I-719-0240-22_Pas_de_Calais_Speidel_Lang_Rommel-600x378.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Bundesarchiv_Bild_101I-719-0240-22_Pas_de_Calais_Speidel_Lang_Rommel-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Bundesarchiv_Bild_101I-719-0240-22_Pas_de_Calais_Speidel_Lang_Rommel-768x484.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Ferito in un'incursione aerea degli Alleati, Rommel fu considerato tra i congiurati che cercarono di eliminare Hitler e decise di suicidarsi. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/d-day-il-suicidio-di-rommel-che-annuncio-il-crollo-del-reich.html">D-Day: il suicidio di Rommel che annunciò il crollo del Reich</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="504" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Bundesarchiv_Bild_101I-719-0240-22_Pas_de_Calais_Speidel_Lang_Rommel.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Bundesarchiv_Bild_101I-719-0240-22_Pas_de_Calais_Speidel_Lang_Rommel.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Bundesarchiv_Bild_101I-719-0240-22_Pas_de_Calais_Speidel_Lang_Rommel-600x378.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Bundesarchiv_Bild_101I-719-0240-22_Pas_de_Calais_Speidel_Lang_Rommel-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Bundesarchiv_Bild_101I-719-0240-22_Pas_de_Calais_Speidel_Lang_Rommel-768x484.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Quando venne posto al comando del Gruppo Armate B, il feldmaresciallo <strong>Erwin Rommel</strong>, lo stratega che si era guadagnato nella campagna d&#8217;Africa il soprannome di &#8220;Volpe del deserto&#8221;, ebbe ben chiara la situazione. Fin dal primo momento. Il famoso <strong>Vallo Atlantico</strong> ordinato da Hitler, da linea difensiva fortificata che doveva proteggere le coste da ogni tentativo d&#8217;invasione da parte degli Alleati, e correva dalle coste della Danimarca al confine tra Francia e Spagna, non era assolutamente adeguato alle aspettative.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una disfatta annunciata</h2>



<p>Rinforzarlo, erigendo altri bunker, disseminando le spiagge con &#8220;cinque cinture&#8221; di mine e differenti tipi di ostacoli anticarro, allagando le zone dell&#8217;entroterra e piantando nei campi più spaziosi dei pali di legno con mine sulla cima &#8211; i cosiddetti <em>asparagi</em> di Rommel &#8211; per impedire l&#8217;atterraggio di alianti d&#8217;assalto, non sarebbe stato comunque sufficiente, se non si fosse opposta subito una resistenza adeguata attraverso una <strong>controffensiva efficace</strong> con mezzi corazzati e divisioni ben schierate a ridosso della spiaggia.</p>



<p>Se gli alleati fossero sbarcati in gran numero e avessero conquistato e oltrepassato le spiagge, rafforzando le loro teste di ponte del <a href="https://it.insideover.com/dossier/80-anni-fa-il-d-day">D-Day</a>, tutto sarebbe stato perduto. Se le divisioni tedesche non fossero state pronte al contrattacco, nei settori minacciati, tutto sarebbe stato perduto. E questo per una ragione semplice quanto sconfortante: Rommel aveva concluso già da tempo che ogni movimento offensivo sarebbe stato impossibile a causa della&nbsp;<strong>supremazia aerea</strong>&nbsp;ottenuta dagli Alleati. Essa avrebbe impedito ogni movimento di truppe diurno, e avrebbe decretato la sconfitta in Francia. Ed è quasi un segno del destino che egli stesso sia stato poi ferito a morte da un raid aereo alleato. Un <strong>segno</strong> della <strong>disfatta totale</strong> che attendeva la Wehrmacht.</p>



<p>Il 17 luglio del 1944, Rommel era sulla sua automobile personale in transito tra&nbsp;Sainte-Foy-de-Montgommery&nbsp;e&nbsp;Vimoutiers quando un caccia della Royal Canadian Air Force, un <strong>Supermarine Spitfire</strong>, effettua un mitragliamento a bassa quota. La Volpe del deserto, sorpresa da una delle &#8220;<a href="https://www.ilgiornale.it/news/cultura/ali-ben-visibili-e-divise-confondersi-primo-squadrone-2061113.html">Angry Wasp</a>&#8221; canadesi, riporterà nell&#8217;incidente un frattura al cranio, due alla tempia, una allo zigomo e una lesione all&#8217;occhio sinistro. Sarà portato con urgenza nel vicino&nbsp;ospedale militare&nbsp;di&nbsp;Bernay. Solo tre giorni dopo il fallito&nbsp;<strong>complotto del 20 luglio</strong>&nbsp;contro&nbsp;<strong>Adolf Hitler</strong> lo vedrà comparire tra i possibili &#8220;congiurati&#8221;. Decretandone, almeno inizialmente, l&#8217;immediata degradazione e l&#8217;espulsione dalla Wehrmacht.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una fine onorevole</h2>



<p>Ferito e umiliato dalle posizioni assunte dal <em>Führer</em> e dalla sua stretta cerchia, che lo credeva un traditore, Rommel si troverà di fronte solo tre opzioni: presentarsi a Hitler per convincerlo della sua incorruttibile fedeltà; <strong>suicidarsi&nbsp;</strong>con una pasticca di&nbsp;cianuro, o affrontare la corte marziale per alto tradimento, che , nel caso di un verdetto di colpevolezza, avrebbe portato certamente alla <strong>condanna a morte</strong>. Da uomo d&#8217;onore, sceglierà il suicidio. Diranno per per evitare le rappresaglie nei confronti della famiglia.</p>



<p>Indossata l&#8217;alta uniforme di comandante dell&#8217;<strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/storia/uccidete-rommel-sicari-inglesi-caccia-nel-deserto-2126321.html">Afrika Korps</a></strong>, l&#8217;Armata che sotto il suo comando aveva imperversato nella guerra del Nord Africa quando la Germania era a un solo passo dalla vittoria, con il bastone da maresciallo in una mano e una croce <em>Pour le Mérite</em> al collo che spiccava nel suo bel celeste sulla Croce di Cavaliere di prima classe &#8211; le più alte onorificenze concesse a un soldato nei due conflitti mondiali a cui aveva preso parte con grande valore &#8211; inghiottì una capsula di<strong> cianuro di potassio</strong>. Provocando la sua morte il 14 ottobre del 1944.</p>



<p>Il &#8220;referto clinico ufficiale&#8221; dichiarò che il generale Rommel era morto &#8220;a causa di un&nbsp;arresto cardiaco, complicato da un&#8217;embolia&nbsp;cerebrale, derivata dalle fratture al cranio che aveva subito in precedenza&#8221; durante l&#8217;attacco aereo alleato. Per anni gli storici parleranno di un &#8220;<a href="https://pochestorie.corriere.it/2016/12/19/rommel-il-suicidio-di-stato-della-volpe-del-deserto/">suicidio di Stato</a>&#8220;, altri maligneranno riguardo una vendetta ordinata da Hilter. Seppellito con tutti gli onori militari come previsto per un eroe di guerra, venne tumulato nel cimitero di&nbsp;Herrlingen. Per decenni dopo la fine della guerra, i veterani della Campagna d&#8217;Africa e quanti aveva servito con lui nelle due guerre scatenate da una Germania devastata nell&#8217;animo nel morale, gli portarono omaggio nella ricorrenza della morte. Una morte onorevole che precedette la <strong>disfatta totale </strong>del <strong>Terzo Reich</strong> e in qualche modo ne rappresentò il preludio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/d-day-il-suicidio-di-rommel-che-annuncio-il-crollo-del-reich.html">D-Day: il suicidio di Rommel che annunciò il crollo del Reich</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>D-Day: la leggenda di Priller, l&#8217;unico pilota tedesco in volo il 6 giugno</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/d-day-la-leggenda-di-prilles-lunico-pilota-tedesco-in-volo-il-6-giugno.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jun 2024 09:31:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Aerei]]></category>
		<category><![CDATA[caccia]]></category>
		<category><![CDATA[D-Day]]></category>
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<p>Per molto tempo, complice la narrazione e le sue forzature letterarie che affascinano i lettori, ci si è convinti che la mattina del 6 giugno 1944 l’unico pilota tedesco ad alzarsi in volo per dare battaglia all’imponente forza d’invasione Alleata fosse stato un certo Josepf &#8220;Pips&#8221; Priller, un asso da caccia della miglior stirpe che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/storia/d-day-la-leggenda-di-prilles-lunico-pilota-tedesco-in-volo-il-6-giugno.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1000" height="649" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/pip-1-Fw-190A8-JG26-B13-Josef-Priller-Rambuillet-France-1944.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/pip-1-Fw-190A8-JG26-B13-Josef-Priller-Rambuillet-France-1944.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/pip-1-Fw-190A8-JG26-B13-Josef-Priller-Rambuillet-France-1944-600x389.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/pip-1-Fw-190A8-JG26-B13-Josef-Priller-Rambuillet-France-1944-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/pip-1-Fw-190A8-JG26-B13-Josef-Priller-Rambuillet-France-1944-768x498.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Per molto tempo, complice la narrazione e le sue forzature letterarie che affascinano i lettori, ci si è convinti che la mattina del 6 giugno 1944 l’unico pilota tedesco ad alzarsi in volo per dare battaglia all’imponente forza d’invasione Alleata fosse stato un certo <strong>Josepf &#8220;Pips&#8221; Priller</strong>, un asso da caccia della miglior stirpe che accompagnato dal suo fedele gregario, Heinz Wodarczyk, condusse con due caccia Focke Wulf 190A-8 la sola, unica, disperata sortita nei cieli della Normandia, portando un timido attacco al suolo nel settore di sbarco britannico. Precisamente su Sword Beach. Entrambi erano tornati incredibilmente incolumi alla base. Senza imbattersi nelle pattuglie di caccia Alleati che riempivano il cielo: gli Spitfire, gli Hurricane, i Typhoon e i P-51 Mustang con le ali dipinte da strisce bianche e nere per &#8220;riconoscersi&#8221; tra loro. Le <em>invasion stripes</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La missione di Priller</h2>



<p>I due piloti, appartenenti allo <em>Jagdschwader 26 Schlageter</em> che <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Josef_Priller&amp;action=edit&amp;redlink=1"> Priller</a> comandava, furono &#8220;verosimilmente&#8221; i primi ad entrare in azione nel del D-Day. Decollati, nonostante la completa confusione e contraddizione tra ordini e contrordini, per &#8220;rendersi conto&#8221; con i loro occhi di cosa stesse accadendo, e se stesse davvero avendo luogo l&#8217;<em>invasione</em>. Nascosti tra le nubi, i due caccia con la <em>Balkenkreuz</em> sulle ali riuscirono a spingersi indisturbati fino a <strong>Le Havre</strong> per proseguire lungo la costa e imbattersi nella flotta d&#8217;invasione.</p>



<p>Nonostante il rischio di essere sopraffatti dalla caccia avversaria che aveva di fatto la completa superiorità aerea, Priller e il suo gregario si lanciarono in picchiata per mitragliare la spiaggia; prima di cabrare e <strong>rifugiarsi </strong>nuovamente<strong> </strong>nelle<strong> nuvole</strong> per evitate di farsi abbattere dal fuoco antiaereo delle migliaia di navi da guerra che li avevano avvistati, solitari nel cielo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una vecchia leggenda</h2>



<p>Contrariamente alla credenza popolare, il tenente colonnello Priller e il suo gregario non furono gli <strong>unici aerei</strong> della Luftwaffe ad attaccare le teste di ponte nel D-Day. Sebbene le forze aeree tedesche fossero in una condizione di sconfortante inferiorità numerica.  Tale da risultare impotenti nei confronti della Royal Air Force britannica, dell&#8217;Ottava e Nova Forza Area statunitense, e della <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cultura/ali-ben-visibili-e-divise-confondersi-primo-squadrone-2061113.html">2° Tactical Air Force</a> appositamente creata dagli Alleati per supportare le operazioni anfibie. Altri piloti tedeschi volarono e attaccarono gli avversari come e dove potevano.</p>



<p>Ad esempio il capitano <strong>Helmut Eberspächer</strong> intercettò e abbatté con una formazione di quattro Fw 190 diversi bombardieri Avro Lancaster inglesi. Altri caccia portarono attacchi, limitati nella loro portata ed efficacia, sempre sulle spiagge del settore britannico. Tra questi viene menzionato il tenente <strong>Adalbert Bärwolf</strong>, che a bordo di un caccia Messerschmitt Bf-109 da ricognizione notturna è forse stato il &#8220;primo&#8221; tedesco ad individuare la grande flotta che all&#8217;alba del 6 giugno portava sulle coste della Normandia la forza d&#8217;invasione. Una flotta che si estendeva a perdita d&#8217;occhio.</p>



<p>Secondo i registri della Luftwaffe il 6 giugno 1944 furono diverse le sortite potenzialmente &#8220;suicide&#8221; condotte dai pochi caccia schierati nel settore. L&#8217;ultima incursione venne condotta poco dopo il tramonto. Nel complesso, i tedeschi  rivendicarono <strong>diciotto vittorie</strong> aeree contro <strong>due perdite</strong>. Dati difficili da confermare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una difesa disperata nei cieli della Normandia</h2>



<p>Nonostante il dominio dell&#8217;aria ottenuto e mantenuto da tempo dagli Alleati, durante il D-Day e nei giorni seguenti la Luftwaffe continuò a portare battaglia nei cieli della Normandia.  Portare a termine <strong>319 sortite</strong> con una forza di 168 caccia tra&nbsp;Bf-109&nbsp;e&nbsp;Fw 190, e 67 cacciabombardieri.  </p>



<p>Secondo alcune versioni solo il <strong>50%</strong> circa degli apparecchi era in <strong>condizioni operative</strong>. Ciò nonostante i piloti tedeschi come Pips Priller tentarono l&#8217;impossibile. Proprio lui, il 15 di giugno, abbatterà il suo 100° avversario nei cieli della Normandia. Verrà insignito, il 2 luglio del 1944, della Croce di Cavaliere della Croce di Ferro con foglie di quercia e spade. </p>
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			</item>
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		<title>Quando la BBC annunciò il D-Day con strani messaggi cifrati</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/quando-la-bbc-annuncio-il-d-day-con-strani-messaggi-cifrati.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jun 2024 13:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[D-Day]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[radio]]></category>
		<category><![CDATA[resistenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="705" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/radio-vichy-parle.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/radio-vichy-parle.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/radio-vichy-parle-600x413.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/radio-vichy-parle-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/radio-vichy-parle-768x529.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Tre punti e una linea nel codice Morse. Poi la voce: &#8220;Ici Londres! Les Français parlent aux Français!&#8221; e la trasmissione più importante mai andata in onda da quella emittente clandestina ebbe inizio. Erano le 21.15 del 5 giugno 1944. Quando alla sera la Francia occupata sintonizzava la manopola delle piccole radio da salotto sulla &#8230; <a href="https://it.insideover.com/storia/quando-la-bbc-annuncio-il-d-day-con-strani-messaggi-cifrati.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/quando-la-bbc-annuncio-il-d-day-con-strani-messaggi-cifrati.html">Quando la BBC annunciò il D-Day con strani messaggi cifrati</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="705" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/radio-vichy-parle.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/radio-vichy-parle.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/radio-vichy-parle-600x413.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/radio-vichy-parle-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/radio-vichy-parle-768x529.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Tre punti e una linea nel codice Morse. Poi la voce: &#8220;<em>Ici Londres! Les Français parlent aux Français!</em>&#8221; e la trasmissione più importante mai andata in onda da quella emittente clandestina ebbe inizio. Erano le 21.15 del 5 giugno 1944.<br><br>Quando alla sera la Francia occupata sintonizzava la manopola delle piccole radio da salotto sulla <strong>BBC</strong>, e udiva l’accenno alla <em>5° Sinfonia</em> di Beethoven, ossia la V di Vittoria secondo l’alfabeto Morse, seguito dall’annuncio di alcuni messaggi “speciali”, qualcuno capiva immediatamente di dover destare più attenzione degli altri, che spesso non capivano affatto il significato di frasi apparentemente senza senso, o di banale ovvietà come &#8220;<em><a href="https://www.youtube.com/watch?v=CVg-hT8FdK4">Giovanni ha i baffi lunghi</a></em>&#8221; o &#8220;<em>Felice non è felice</em>&#8221; o &#8220;<em>Non amo le crepes seuzette</em>&#8220;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il SOE e la Resistenza</h2>



<p>Affidata dallo <strong>Special Operations Executive</strong> britannico a un gruppo di francesi sfuggiti all’occupazione nazista, tutti fedeli alla chiamata del generale De Gaulle come esponente del governo in elisio a Londra, <strong>Radio Londres</strong> aprì i battenti nel 1940; contrastando la propaganda e la falsa informazione trasmessa dalla sua avversaria Radio Paris, controllata dal governo collaborazionista di <strong>Vichy</strong>.<br><br> L’obiettivo iniziale era uno solo: quello di tenere alto il morale nella popolazione costretta all’occupazione e di sollevare la<strong> Resistenza</strong> contro Vichy e il Nazismo; solo in un secondo momento quello di portare a partigiani francesi messaggi in codice che li tenessero aggiornati sugli sviluppi della guerra in Europa e in Africa. Il primo studio radiofonico destinato a questa &#8220;guerra indiretta&#8221; aprì presso la sede della BBC di Londra, divenendo appuntamento quotidiano per il popolo francese, e cruccio perenne per <strong>Gestapo</strong> e <strong>Abwehr</strong>, il servizio d’intelligence dell’esercito tedesco, che ogni sera si chiedevano cosa volessero dire quelle parole.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La Radio Londres e la sua missione speciale</h2>



<p>Per quattro anni la &#8220;voce di Londra&#8221; ribadì l’appello alla resistenza e all’insorgere contro occupazione con ogni mezzo, promettendo che il giorno della liberazione, presto o tardi, sarebbe arrivato.<br><br>Scoperta l’esistenza di questa emittente “sovversiva”, i servizi d’intelligence nazisti proibirono alla popolazione su continente di ascoltare Radio Londres, o perfino la radio dopo un certo orario serale, perseguendo chiunque venisse sorpreso all’ascolto delle trasmissioni, tracciando e disturbano il segnale. Intanto, quei giovani annunciatori che rimasero nella storia della liberazione come Jacques Duchesne, Jean Oberlé, Pierre Bourdan, Maurice Schumann e Pierre Dac, ogni sera attendevano la luce rossa del segnale &#8220;<strong>On Air</strong>&#8220;, si avvicinavano al microfono dello studio e incominciavano ad inviare quei messaggi che nelle cantine di Parigi, o nelle locande di Normandia e Bretagna, allertavano i destinatari sul come e quando agire.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quegli strani messaggi cifrati</h2>



<p>Questi messaggi cifrati, diffusi tramite la rete di spionaggio attiva in Europa, erano stati ideati da Georges Bégué, un operativo del SOE a cui era venuto la brillante idea di comunicare con gli agenti infiltrati sotto copertura – magari lasciati sul campo dagli aerei <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cultura/lysander-laereo-che-traghettava-spie-2025555.html">Lysander </a>dello No. 161 &#8220;Special Duties&#8221; Squadron, o paracadutati nella campagna – per diffondere nella Resistenza informazioni classificate con l’obiettivo di ridurre al minimo il rischio che il nemico potesse capire il reale loro significato. Ogni trasmissione iniziava l’avvertimento &#8220;<strong>Prima di iniziare, ecco a voi alcuni messaggi personali</strong>&#8220;, poi seguivano i messaggi codificati, spesso esilaranti, poiché totalmente fuori dal contesto, che volevano dire qualcosa per uno specifico gruppo della Resistenza, e assolutamente nulla per un altro. Messaggi come &#8220;<strong><em>Giacomone bacia Maometto</em></strong>&#8221; o &#8220;<em>C’è un incendio nell’agenzia di viaggi, inutile andarci</em>&#8220;.<br><br>I messaggi cifrati venivano utilizzati per avviare operazioni, per avvertire gli agenti sotto copertura dell’esito di qualche movimento o di un imminente recupero. A volte solo per dare al nemico l’impressione che qualcosa fosse in procinto di accadere mobilitandolo a vuoto.</p>



<p> Data la natura cifrata dei messaggi, che non aveva apparentemente alcun significato senza l’apposito manuale, i tedeschi non riuscirono mai a scoprire il significato, e all’inizio di giungo, quando l’Operazione Overlord era in procinto d’iniziare, da Londra iniziarono ad inondare l’etere con messaggi in cifra più disparati. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Una poesia di Verlaine per l&#8217;inizio di Overlord</h2>



<p>Solo il 1° giugno Radio Londra trasmise <strong>200 messaggi</strong>, rendendo chiaro a chi ascoltava che qualcosa stava per muoversi. E sarebbe stato qualcosa di grosso. Alla vigilia del del D-Day, poco prima che le lancette degli orologi dei paracadutisti alleati segnassero la mezzanotte del 6 giugno 1944, e che le luci verdi degli aerei li avvertissero che dovevano lanciarsi sulla Normandia, Radio Londra trasmise la celebre strofa della poesia di <strong>Paul Verlaine</strong> &#8220;Chanson d’automne&#8221;: per avvertire una volta per tutte che l’invasione sarebbe iniziata da lì alle prossime 24 ore, dunque di stare pronti, e di colpire gli obiettivi affidati ad ogni gruppo della resistenza coinvolto: sabotare ponti e strade, o linee di comunicazione.<br><br>&#8220;<em>Les sanglots longs Des violons De l’automne Blessent mon cœur D’une langueur Monotone.</em>&#8221; &#8211; <strong>Feriscono il mio cuore con un languore monotono</strong> &#8211; avvertì la radio, e alcuni francesi tripudiarono di gioia. L’invasone, tanto attesa, era arrivata. All’alba l’orizzonte si sarebbe riempito di migliaia e migliaia di navi da guerra alleate, il cielo di aerei. E il <strong>D-Day</strong> avrebbe avuto inizio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/quando-la-bbc-annuncio-il-d-day-con-strani-messaggi-cifrati.html">Quando la BBC annunciò il D-Day con strani messaggi cifrati</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>D-Day, 80 anni dopo</title>
		<link>https://it.insideover.com/dossier/80-anni-fa-il-d-day</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jun 2024 07:06:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[D-Day]]></category>
		<category><![CDATA[Seconda Guerra Mondiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1545" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Into_the_Jaws_of_Death_23-0455M_edit.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Into_the_Jaws_of_Death_23-0455M_edit.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Into_the_Jaws_of_Death_23-0455M_edit-600x483.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Into_the_Jaws_of_Death_23-0455M_edit-300x241.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Into_the_Jaws_of_Death_23-0455M_edit-1024x824.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Into_the_Jaws_of_Death_23-0455M_edit-768x618.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Into_the_Jaws_of_Death_23-0455M_edit-1536x1236.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 6 giugno del 1944 una forza d'invasione forte di 160.000 uomini prese parte all'Operazione Overlord: lo sbarco in Normandia. Divisioni di fanteria e aviostrasportate Alleate, supportate da una flotta di navi e aerei mai vista prima, invase le 80km di costa, da Oistreahm nel Calvados, a Saint-Martin-de-Varreville, penisola del Cotentin in cinque settori rinominati in codice Utah, Omaha, Gold, Juno, Sword, e tre DZ di lancio per i paracadutisti. A difesa della costa, oltre il cosiddetto "Vallo Atlantico", linea difensiva voluta da Hilter per difendere la Fortezza Europa disseminando le spiagge di cavalli di Frisia, ostacoli anticarro, mine di ogni genere, bunker e casematte che potevano dirigere sugli invasori il fuoco incrociato, due armate della Wehrmacht agli ordini generale Rommel che attendeva ormai da tempo quello che il generale veterano della guerra del Nord Africa aveva descritto come "il giorno più lungo": il D-Day di un'operazione Alleata per aprire un secondo fronte in Europa.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1545" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Into_the_Jaws_of_Death_23-0455M_edit.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Into_the_Jaws_of_Death_23-0455M_edit.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Into_the_Jaws_of_Death_23-0455M_edit-600x483.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Into_the_Jaws_of_Death_23-0455M_edit-300x241.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Into_the_Jaws_of_Death_23-0455M_edit-1024x824.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Into_the_Jaws_of_Death_23-0455M_edit-768x618.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Into_the_Jaws_of_Death_23-0455M_edit-1536x1236.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 6 giugno del 1944 una forza d&#8217;invasione forte di 160.000 uomini prese parte all&#8217;Operazione Overlord: lo sbarco in Normandia. Divisioni di fanteria e aviostrasportate Alleate, supportate da una flotta di navi e aerei mai vista prima, invase le 80km di costa, da Oistreahm nel Calvados, a Saint-Martin-de-Varreville, penisola del Cotentin in cinque settori rinominati in codice Utah, Omaha, Gold, Juno, Sword, e tre DZ di lancio per i paracadutisti. A difesa della costa, oltre il cosiddetto &#8220;Vallo Atlantico&#8221;, linea difensiva voluta da Hilter per difendere la Fortezza Europa disseminando le spiagge di cavalli di Frisia, ostacoli anticarro, mine di ogni genere, bunker e casematte che potevano dirigere sugli invasori il fuoco incrociato, due armate della Wehrmacht agli ordini generale Rommel che attendeva ormai da tempo quello che il generale veterano della guerra del Nord Africa aveva descritto come &#8220;<em>il giorno più lungo</em>&#8220;: il D-Day di un&#8217;operazione Alleata per aprire un secondo fronte in Europa.</p>
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		<title>D-Day: gli eroici fantocci che ingannarono i generali di Hitler</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/d-day-gli-eroici-fantocci-che-ingannarono-i-generali-di-hitler.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jun 2024 15:06:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[D-Day]]></category>
		<category><![CDATA[Seconda Guerra Mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1346" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/British_airborne_troops_who_have_just_disembarked_from_Stirling_aircraft_at_Gardermoen_airfield_near_Oslo_11_May_1945._CL2629.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/British_airborne_troops_who_have_just_disembarked_from_Stirling_aircraft_at_Gardermoen_airfield_near_Oslo_11_May_1945._CL2629.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/British_airborne_troops_who_have_just_disembarked_from_Stirling_aircraft_at_Gardermoen_airfield_near_Oslo_11_May_1945._CL2629-600x421.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/British_airborne_troops_who_have_just_disembarked_from_Stirling_aircraft_at_Gardermoen_airfield_near_Oslo_11_May_1945._CL2629-300x210.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/British_airborne_troops_who_have_just_disembarked_from_Stirling_aircraft_at_Gardermoen_airfield_near_Oslo_11_May_1945._CL2629-1024x718.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/British_airborne_troops_who_have_just_disembarked_from_Stirling_aircraft_at_Gardermoen_airfield_near_Oslo_11_May_1945._CL2629-768x538.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/British_airborne_troops_who_have_just_disembarked_from_Stirling_aircraft_at_Gardermoen_airfield_near_Oslo_11_May_1945._CL2629-1536x1077.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli inglesi li chiamavano Rupert... Semplici fantocci che nella notte tra il 5 e il 6 giugno 1944 riempirono i cieli di Francia. </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1346" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/British_airborne_troops_who_have_just_disembarked_from_Stirling_aircraft_at_Gardermoen_airfield_near_Oslo_11_May_1945._CL2629.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/British_airborne_troops_who_have_just_disembarked_from_Stirling_aircraft_at_Gardermoen_airfield_near_Oslo_11_May_1945._CL2629.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/British_airborne_troops_who_have_just_disembarked_from_Stirling_aircraft_at_Gardermoen_airfield_near_Oslo_11_May_1945._CL2629-600x421.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/British_airborne_troops_who_have_just_disembarked_from_Stirling_aircraft_at_Gardermoen_airfield_near_Oslo_11_May_1945._CL2629-300x210.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/British_airborne_troops_who_have_just_disembarked_from_Stirling_aircraft_at_Gardermoen_airfield_near_Oslo_11_May_1945._CL2629-1024x718.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/British_airborne_troops_who_have_just_disembarked_from_Stirling_aircraft_at_Gardermoen_airfield_near_Oslo_11_May_1945._CL2629-768x538.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/British_airborne_troops_who_have_just_disembarked_from_Stirling_aircraft_at_Gardermoen_airfield_near_Oslo_11_May_1945._CL2629-1536x1077.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli inglesi li chiamavano Rupert, ed erano dei simpatici fantocci o &#8220;<strong>paradummy</strong>&#8221; che nella notte tra il 5 e il 6 di giugno 1944 riempirono il cielo della Francia occidentale per confondere i tedeschi e dare una <em>chance</em> di successo in più agli Alleati in quella che può essere ancora oggi considerata una delle più complesse e famose operazione militare del XX secolo: lo sbarco in <strong>Normandia</strong>. </p>



<p>Il loro nominativo tecnico completo era <strong>Device Camouflage No. 15</strong> ma rimase nella storia come Rupert Dolls: dei manichini paracadutabili che consistevano in un sacchetto di sabbia, simile a quello per le fortificazioni improvvisate, riempito da una mistura di paglia e sabbia, della lunghezza di appena 1 metro con una conformazione tale da ricordare la sagoma di un uomo &#8211; o meglio di un bambino di 6 anni per la loro effettiva dimensione. Dotati di un paracadute di grandezza regolamentare integrato, che si apriva con un sistema a fune di vincolo uguale a quello impiegato dai veri paracadutisti, i Rupert, da una certa distanza, e soprattutto di notte, potevano essere tranquillamente scambiati per <strong>veri dei paracadutisti </strong>nemici mentre scendevano a terra.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un trucco ben congegnato </h2>



<p>Per aumentare l&#8217;efficacia di questo particolare <strong>sistema diversivo</strong>, le bambole Rupert erano state dotate di diversi tipi di &#8220;dispositivi&#8221; accessori. Alcuni possedevano sistemi di <strong>autodistruzione</strong> tarati per bruciare il manichino una volta scesi a terra: così da simulare perfettamente un lancio di paracadutisti avvenuto con successo, dove le truppe aviotrasportate si erano già dileguate delle loro zone di lancio nel silenzio della notte. Altri erano dotati di registratori che emettevano il suono di <strong>armi da fuoco</strong> per simulate una risposta al fuoco nemico. Atri ancora simulavano il fuoco di mortai. Altri toccando il suolo innescavano piccole cariche esplosive non molto distanti da piccoli fuochi d&#8217;artificio. </p>



<p>Tutto era stato accuratamente progettato per dare al nemico l’impressione che un imponente lancio di paracadutisti in prossimità di obiettivi fittizi &#8211; in zone diverse dalle reali DZ (zone designate) di lancio &#8211; stesse avendo luogo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo dello Special Air Service </h2>



<p>Per fare in modo che le operazioni diversive pianificate con questo <em>escamotage</em> fossero davvero efficaci, tutti i lanci di Rupert vennero associali al lancio di sabotatori in carne e ossa della 1° e 2° reggimento dello <strong>Special Air Service</strong> (SAS) che portavano con loro ulteriori apparecchiature per diffondere suoni di urla e ordini scanditi a gran voce per rendere l’atterraggio ancora più credibile. Un perfetto dispositivo di<strong> guerra psicologica</strong> che andava a sommarsi al grande inganno.</p>



<p>Questa grande e coreografica &#8220;messa in scena&#8221; che era stata designata come <strong>Operazione Titanic</strong>, parte della più ampia Operazione Body Guard, interessò quattro aree di lancio nell’entroterra nel nord-ovest della Francia: Seine-Maritime, Calvados a ovest di Caen, pressi di Marigny e Saint-Lô, nella regione Manche. Sempre per per sviare le forze di occupazione tedesche schierate nella Francia occidentale, e persuaderle a inviare rinforzi in zone costiere e dell&#8217;entroterra ben distanti dai reali settori di sbarco e dalle zone di lancio designate per stabilire le teste di ponte in Normandia.</p>



<p>Sfortunatamente la maggior parte dei sabotatori presero parte a questa operazione vennero catturati e uccisi per via del <em>Kommandobefehl</em>, l’ordine di uccidere tutti i commandos emesso da Hitler nel 1942. Alcuni vennero giustiziati nell&#8217;immediato, altri internati nel campo di concentramento di Bergen-Belsen da cui non fecero ritorno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il successo delle bambole Rupert</h2>



<p>Alle 02:00 del 6 giugno 1944, i tedeschi segnalarono paracadutisti nemici ad Est di Caen, nelle Coutances, Valognes e Saint-Lô. Tutti settori interessati dall&#8217;Operazione Titanic. </p>



<p>La 7 ° Armata della Wehrmacht venne messa in allerta per l&#8217;imminente invasione, ma quando le avanguardie si accorsero che si trattava solo di fantocci di stoffa, il generale Hans Speidel ordinò di revocare lo <strong>stato di allerta</strong>. Il lancio dei Rupert indusse il feldmaresciallo Gerd von Rundstedt a spostare la 12 ° SS Panzerdivision Hitlerjugend in prossimità della costa a Lisieux. E allontanò il Kampfgruppe del 915o reggimento granatieri e la riserva 352a divisione di fanteria dalle spiagge di nome in codice Omaha e Gold. Confermando il successo del piano. Gli eroici Rupert vennero riutilizzati &#8211; anche se con meno successo &#8211; durante l’<strong>Operazione Market Garden</strong> e sporadicamente nel teatro del Pacifico.</p>
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		<title>D-Day: Le spie mai esistite che resero possibile lo sbarco</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/d-day-le-spie-mai-esistite-che-resero-possibile-lo-sbarco.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Jun 2024 13:47:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[D-Day]]></category>
		<category><![CDATA[Seconda Guerra Mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=421563</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1491" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/Screenshot-2024-05-15-alle-00.39.42.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/Screenshot-2024-05-15-alle-00.39.42.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/Screenshot-2024-05-15-alle-00.39.42-600x466.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/Screenshot-2024-05-15-alle-00.39.42-300x233.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/Screenshot-2024-05-15-alle-00.39.42-1024x795.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/Screenshot-2024-05-15-alle-00.39.42-768x596.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/Screenshot-2024-05-15-alle-00.39.42-1536x1193.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo sbarco degli alleati in Normandia, il 6 giugno del 1944, fu preparato da una serie di false notizie che ingannarono i tedeschi.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1491" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/Screenshot-2024-05-15-alle-00.39.42.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/Screenshot-2024-05-15-alle-00.39.42.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/Screenshot-2024-05-15-alle-00.39.42-600x466.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/Screenshot-2024-05-15-alle-00.39.42-300x233.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/Screenshot-2024-05-15-alle-00.39.42-1024x795.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/Screenshot-2024-05-15-alle-00.39.42-768x596.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/Screenshot-2024-05-15-alle-00.39.42-1536x1193.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tutta la guerra si basa sull&#8217;inganno. Sull&#8217;inganno e sulla forza d&#8217;urto di un esercito che superi in numero l&#8217;avversario. Importante, è l&#8217;abilità nel comandare le truppe, certo, e &#8220;l&#8217;uso creativo e agile delle abilità&#8221;, nonché la &#8220;distinzione tra ciò che deve essere fatto in segreto e ciò che deve essere fatto apertamente&#8221; al fine di &#8220;cogliere di sorpresa il nemico&#8221;. È perciò bene sapere come gli Alleati, nell&#8217;assalto alla <strong>Fortezza Europa</strong> che tutti conosciamo come <strong>D-Day</strong>, o <strong>sbarco in Normandia</strong>, o più tecnicamente come Operazioni Neptune e Overlord, si stato basato su una fortuita combinazione degli insegnamenti di Sun Tzu. Poc&#8217;anzi enunciati. Il generale cinese che conosceva la guerra e le sue strategie meglio di Von Clausewitz, Rommel, Montgomery ed Eisenhower messi insieme.</p>



<p>Il successo dell&#8217;invasione della Normandia, di fatti, dipese in gran parte dalla riuscita di un&#8217;azione secondaria chiamata in codice<em>&nbsp;<a href="https://www.ilgiornale.it/news/cultura/l-esercito-fantasma-che-ingann-hitler-2037017.html">Fortitude</a></em>: una vasta operazione di <strong>depistaggio</strong> che contava sulla diffusione di <strong>informazioni compromesse</strong> da parte di spie doppiogiochiste che dovevano &#8220;avvalorare&#8221; la versione di un imminente sbarco del fantomatico &#8220;Primo gruppo d&#8217;armate statunitense&#8221; comandate dal <strong>generale Patton</strong> nel settore del Pais de Calais.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Comitato XX e le spie mai esistite</h2>



<p>In Inghilterra, già nel 1940, una sezione <em>particolare</em> del controspionaggio britannico comanda dal Sir John Masterman aveva decretato che “in un lontano futuro sarebbe arrivato un grande giorno in cui i nostri agenti sarebbero stati utilizzati per un grande e finale inganno del nemico”. Questo inganno perpetrato per 4 lunghi anni di guerra, era basato sull&#8217;arruolamento di spie &#8220;doppiogiochiste&#8221; che erano state arruolate dal servizio d&#8217;<strong>intelligence tedesco</strong> per lasciar trapelare false informazioni che sviassero gli alti comandi di Berlino dai veri obiettivi degli Alleati.</p>



<p>Le operazioni in Italia, come gli sbarco in Sicilia e l&#8217;inganno dell&#8217;uomo che non era &#8220;<a href="https://www.ilgiornale.it/news/cultura/cadavere-servizio-sua-maest-1953870.html">mai esistito</a>&#8220;, furono un primo grande banco di prova. Ma la missione più grande del <strong>Comitato XX</strong> e del suo &#8220;sistema&#8221;, arrivò il giorno in cui gli Alleati pianificarono lo sbarco in Normandia. Fu allora che una rete di agenti segreti estremamente &#8220;creati&#8221;, spesso al limite dell&#8217;arte della truffa, più che di un reale talento spionistico, seguendo l&#8217;esempio dell&#8217;agente <strong>Garbo</strong> &#8211; per i tedeschi <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Joan_Pujol_Garc%C3%ADa">Arabel</a> &#8211; crearono una &#8220;rete di <strong>subagenti fittizi</strong>&#8221; che presentavano rapporti da tutta la Gran Bretagna suggerendo l&#8217;imminenza di uno sbarco nel settore più a nord della Normandia. Lasciando &#8220;indifesi&#8221; i veri settori designati per lo sbarco.</p>



<p>Garbo nel corso degli anni aveva dato il vita a progetto personale che si basava su una rete immaginaria di<strong> non meno di 24 </strong>subagenti, fonti, e collaboratori che avevano &#8220;ognuno la propria personalità e il proprio stile di scrittura&#8221; per rendere estremamente credibili i loro rapporti. A questa iniziativa &#8211; sull&#8217;orlo della schizofrenia geniale &#8211; si sarebbe aggiunto l&#8217;intervento di altri agenti d&#8217;intelligence e il passaggio da parte di altre spie doppiogiochiste. In Francia e in Portogallo &#8211; dove operava <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cultura/du-ko-spia-che-ha-ispirato-james-bond-1677654.html">Dusan Popov</a>, l&#8217;agente Tricyle che ispirò James Bond &#8211;  e ovunque i servizi segreti e i loro collaboratori si erano attivati per &#8220;ingannare&#8221; i tedeschi e convincere Adolf Hitler che lo sbarco sarebbe stato nell&#8217;<strong>Alta Francia</strong>: dove il tratto di mare da percorrere nel Canale della Manica era &#8220;più breve&#8221; e le difese del <strong>Vallo Atlantico</strong> più efficaci.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ingannare l&#8217;Abwehr e l&#8217;SD per convincere Hitler </h2>



<p>Secondo quando venne reso nodo molto dopo lo sbarco, toccherà proprio all&#8217;agente Garbo, al secolo <strong>Joan Pujol García</strong>, spagnolo di Barcellona che aveva sviluppato un odio per i tedeschi durante la Guerra Civile Spagnola, a dare gli &#8220;ultimi ritocchi al grande inganno&#8221; messo appunto dal comando alleato. Garbo era una spia estremamente apprezzata dall&#8217;Abwehr, il servizio di <strong>spionaggio tedesco </strong>comandante dall&#8217;ammiraglio Wilhelm Canaris, e neanche lo Sicherheitsdienst (SD), servizio informazioni delle SS che era in competizione con l&#8217;intelligence dell&#8217;esercito tedesco, lo aveva privato della sua fiducia.</p>



<p>Nella notte scelta per lo sbarco, il comando Alleato lo abilitò ad inviare un <strong>comunicato finale</strong>, avvisando i suoi supervisori a Berlino che &#8220;le navi d&#8217;invasione stavano attraversando la Manica&#8221;. Ovviamente in direzione Calais. </p>



<p>Sebbene questo messaggio fosse arrivato &#8220;troppo tardi&#8221; ai tedeschi, che avevano già assistito allo sbarco sule spiagge del Calvados, esso servì a rafforzare la convinzione dell&#8217;alto comando tedesco che lo sbarco in Normandia fosse solo un&#8217;<strong>azione diversiva</strong>. Hitler mantenne questa convinzione almeno fino al 9 di giugno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il messaggio di Garbo</h2>



<p>Il giorno dopo il <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cultura/jebsen-spia-d-day-2030435.html">D-Day</a>,  proprio quando i tedeschi avevano iniziato a mobilitare le divisione della <strong>Quindicesima Armata</strong> schierata lungo il Pas de Calais per organizzare un attacco contro le teste di ponte Alleate in Normandia, Garbo inviò questo messaggio: “<em>È perfettamente chiaro che l’attuale attacco è un attacco su vasta scala ma di carattere diversivo per sfruttare al massimo le nostre riserve in modo da poter sferrare un colpo altrove con sicuro successo. Il costante bombardamento aereo che ha subito la zona del Pas de Calais e la strana disposizione di queste forze fanno pensare ad un attacco in quella regione della Francia che allo stesso tempo offre la via più breve per l&#8217;obiettivo finale delle loro delusioni. —Berlino</em> &#8220;. </p>



<p>Arrivato direttamente nelle mani di <strong>Adolf Hitler</strong> &#8211; che nel 1944 aveva l&#8217;ultima parola su ogni tipo di decisione militare dell&#8217;alto comando della Wehrmacht &#8211; questo messaggiò fu sufficiente a rallentare ulteriormente la reazione dei tedeschi.</p>



<p>È giusto ricordare come l&#8217;intera trama di questa storia, e la rete di spionaggio del Comitato XX rischiò d&#8217;essere svelata da un agente doppiogiochista<strong> Johnny Jebsen</strong>. Catturato, torturato e internato nel campo di concentramento di Sachsenausen dalle SS. Jebsen, tra i più <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cultura/jebsen-spia-d-day-2030435.html">improbabili eroi della storia</a>, non rivelò mai nulla di Garbo, della rete di <strong>spie immaginarie </strong>che resero possibile il grande inganno del D-Day.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/d-day-le-spie-mai-esistite-che-resero-possibile-lo-sbarco.html">D-Day: Le spie mai esistite che resero possibile lo sbarco</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il D-Day, il giorno più lungo</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/guerra/il-d-day-il-giorno-piu-lungo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2020 13:13:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[D-Day]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Commemorazione-dello-sbarco-in-Normandia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Commemorazione-dello-sbarco-in-Normandia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Commemorazione-dello-sbarco-in-Normandia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Commemorazione-dello-sbarco-in-Normandia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Commemorazione-dello-sbarco-in-Normandia-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Francia, 6 giugno 1944. Allo scoccare della mezzanotte, un brusio diffuso riempie i cieli della Manica, il tratto di mare che separa l&#8217;Inghilterra di Winston Churchill dalla &#8220;Fortezza Europa&#8221; che Adolf Hitler, nonostante brucianti sconfitte su altri fronti, tiene ancora sotto il suo giogo. Sono centinaia gli aerei da trasporto che volano in formazione ed &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/il-d-day-il-giorno-piu-lungo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Commemorazione-dello-sbarco-in-Normandia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Commemorazione-dello-sbarco-in-Normandia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Commemorazione-dello-sbarco-in-Normandia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Commemorazione-dello-sbarco-in-Normandia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Commemorazione-dello-sbarco-in-Normandia-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Francia, 6 giugno 1944. Allo scoccare della mezzanotte, un brusio diffuso riempie i cieli della Manica, il tratto di mare che separa l&#8217;Inghilterra di <strong>Winston Churchill</strong> dalla &#8220;Fortezza Europa&#8221; che <strong>Adolf Hitler</strong>, nonostante brucianti sconfitte su altri fronti, tiene ancora sotto il suo giogo. Sono centinaia gli aerei da trasporto che volano in formazione ed esibiscono ampie strisce bianche e nere dipinte di fresco sulle ali &#8211; le &#8220;invasion stripes&#8221;. Alcuni trainano alianti, altri trasportano fantocci di cotone cui è stata assegnata la missione &#8220;speciale&#8221; di confondere il nemico. La maggior parte è carica di paracadutisti: inglesi, canadesi e americani, tutti in attesa della &#8220;luce verde&#8221; &#8211; il segnale che darà il via al lancio sull&#8217;entroterra della penisola del Cotentin. Saranno i primi soldati alleati a invadere la Normandia nel <strong>D-Day.</strong> Il &#8220;giorno più lungo&#8221;, come lo aveva definito il feldmaresciallo <strong>Erwin Rommel</strong>, comandante in capo delle forze di occupazione tedesca insieme al generale Von Rundstedt, e uomo a cui Hitler affidò il delicato compito di riorganizzare la difesa del cosiddetto &#8220;Vallo atlantico&#8221;, la rete di fortificazioni costiere costruite lungo tutta la costa dell&#8217;Europa nord-occidentale per respingere ogni tentativo d&#8217;invasione. Secondo Rommel, la volpe del deserto, il più raffinato stratega del secondo conflitto mondiale, tutto si deciderà nelle prime 24 ore dall&#8217;inizio delle operazioni di sbarco. Operazione che gli alleati hanno già mostrato di saper condurre con successo, in Nord Africa e sopratutto nel Sud dell&#8217;Italia.</p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Se l&#8217;enorme spedizione militare guidata dal generale americano </span><strong style="font-size: 1rem;">Dwight D. Eisenhower</strong><span style="font-size: 1rem;"> verrà inchiodata sulla &#8220;spiagge&#8221;, sarà una carneficina, e gli Alleati dovranno rinunciare alla partita. La pressione sul fronte orientale, dove i tedeschi combattono con l&#8217;Armata Rossa, non verrà alleggerita come desiderato da Stalin, e il fronte potrebbe reggere chissà quanto ancora. Ma se invece riusciranno a conquistare e tenere una </span><strong style="font-size: 1rem;">testa di ponte</strong><span style="font-size: 1rem;"> che </span>consentirà<span style="font-size: 1rem;"> di portare a termine uno sbarco in forze, sarà il </span>preludio<span style="font-size: 1rem;"> della fine per il Terzo Reich.</span></p>
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