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	<title>cronaca nera Archives - InsideOver</title>
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	<title>cronaca nera Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Omicidio di Garlasco: nuove tracce di Dna e un nuovo supertestimone sull&#8217;arma del delitto</title>
		<link>https://it.insideover.com/delitto-di-garlasco/omicidio-di-garlasco-nuove-tracce-di-dna-e-un-nuovo-supertestimone-sullarma-del-delitto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diana Mihaylova]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jun 2025 05:48:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[Delitto di Garlasco]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[delitto di Garlasco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Paola-e-Stefania-le-gemelle-Cappa-e-fotomontaggio-con-Chiara-Poggi-Delitto-di-Garlasco.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Paola-e-Stefania-le-gemelle-Cappa-e-fotomontaggio-con-Chiara-Poggi-Delitto-di-Garlasco.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Paola-e-Stefania-le-gemelle-Cappa-e-fotomontaggio-con-Chiara-Poggi-Delitto-di-Garlasco-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Paola-e-Stefania-le-gemelle-Cappa-e-fotomontaggio-con-Chiara-Poggi-Delitto-di-Garlasco-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Paola-e-Stefania-le-gemelle-Cappa-e-fotomontaggio-con-Chiara-Poggi-Delitto-di-Garlasco-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Paola-e-Stefania-le-gemelle-Cappa-e-fotomontaggio-con-Chiara-Poggi-Delitto-di-Garlasco-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Paola-e-Stefania-le-gemelle-Cappa-e-fotomontaggio-con-Chiara-Poggi-Delitto-di-Garlasco-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Importanti novità sul delitto di Garlasco: le tracce di Dna sul cestino di casa Poggi e il nuovo testimone sull'arma del delitto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/delitto-di-garlasco/omicidio-di-garlasco-nuove-tracce-di-dna-e-un-nuovo-supertestimone-sullarma-del-delitto.html">Omicidio di Garlasco: nuove tracce di Dna e un nuovo supertestimone sull&#8217;arma del delitto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Paola-e-Stefania-le-gemelle-Cappa-e-fotomontaggio-con-Chiara-Poggi-Delitto-di-Garlasco.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Paola-e-Stefania-le-gemelle-Cappa-e-fotomontaggio-con-Chiara-Poggi-Delitto-di-Garlasco.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Paola-e-Stefania-le-gemelle-Cappa-e-fotomontaggio-con-Chiara-Poggi-Delitto-di-Garlasco-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Paola-e-Stefania-le-gemelle-Cappa-e-fotomontaggio-con-Chiara-Poggi-Delitto-di-Garlasco-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Paola-e-Stefania-le-gemelle-Cappa-e-fotomontaggio-con-Chiara-Poggi-Delitto-di-Garlasco-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Paola-e-Stefania-le-gemelle-Cappa-e-fotomontaggio-con-Chiara-Poggi-Delitto-di-Garlasco-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Paola-e-Stefania-le-gemelle-Cappa-e-fotomontaggio-con-Chiara-Poggi-Delitto-di-Garlasco-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da mesi <strong>il delitto di Garlasco è al centro di centinaia di dibattiti, polemiche e insinuazioni</strong> di ogni genere. Dopo la riapertura del caso a 18 anni dal brutale assassinio di Chiara Poggi, le nuove indagini stanno portando alla luce sempre più stranezze: nuove prove, oggetti, tracce e impronte mai repertate in questi anni, su cui il procuratore di Pavia Fabio Napoleone sta cercando di fare chiarezza. Com’è noto, attualmente l’unico condannato in via definitiva per l’omicidio è l’allora fidanzato della vittima Alberto Stasi, che sta scontando la pena in carcere, anche se <a href="https://it.insideover.com/delitto-di-garlasco/perche-la-nuova-pista-su-garlasco-punta-al-santuario-della-madonna-della-bozzola.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dall’apertura delle indagini un nuovo nome</a> è ora al centro della cronaca: Andrea Sempio.</p>



<p>Sono infatti di Andrea Sempio le tracce di Dna rinvenute sotto le unghie della vittima, oltre al fatto che il suo profilo genetico è stato trovato anche in corrispondenza della nota impronta “33” nella cantina della villetta di via Pascoli, dove il corpo di Chiara Poggi era stato gettato nella mattina del 13 agosto 2007, giorno dell&#8217;omicidio, dopo che la ragazza era stata violentemente colpita. In questi giorni si sono aggiunte altre <strong>due importanti novità, che potrebbero riscrivere la storia del caso:</strong> <strong>sono infatti arrivati i primi risultati dell’incidente probatorio sulle tracce di cibo nel cestino di casa Poggi</strong>, oltre al racconto di un nuovo “super testimone”, che ha dato una nuova versione a proposito degli attrezzi rinvenuti nel canale di Tromello, vicino a Garlasco, dopo l’inchiesta della trasmissione <em>Le iene. </em>Ma andiamo con ordine.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le tracce di Dna nel cestino: sono di Chiara e Alberto Stasi</h2>



<p>Dopo la riapertura del caso, negli ultimi mesi <strong>la procura di Pavia aveva deciso di analizzare il contenuto del cestino della spazzatura della villetta della famiglia Poggi, </strong>conservato tra gli altri reperti per tutti questi anni, dato che potrebbe rivelarsi utile per le nuove indagini. Una verifica necessaria, per scoprire se l’assassino di Chiara potrebbe aver fatto colazione con lei lasciando delle tracce, nell’eventualità che possa non trattarsi dell&#8217;effettivo condannato Alberto Stasi.</p>



<p>Tra i resti di cibo rinvenuti nel cestino: un brick di Estathé con cannuccia, due vasetti di yogurt di plastica vuoti, la buccia di una banana e un piattino di plastica, oltre ad un cucchiaino metallico nel lavandino. I primi risultati dell’incidente probatorio, eseguito dalla genetista Denise Albani, perito scelto dal gip di Pavia, e dal dattiloscopista Domenico Marchegiani, non hanno per il momento trovato nulla di nuovo:<strong> la maggior parte delle tracce di Dna sono risultate infatti compatibili con la vittima, Chiara Poggi, oltre ad una traccia di Alberto Stasi </strong>sulla cannuccia dell’Estathé. Non una novità, insomma, dato che anche lo stesso Stasi non aveva mai escluso che potesse esserci questo esito.</p>



<p>Tuttavia, potrebbe non essere ancora detta l’ &#8220;ultima parola&#8221; dato che nell’indagine i consulenti tecnici <strong>hanno acquisito anche altre nuove impronte, in particolare sullo stipite della porta che conduce alla cantina</strong>, <strong>e un’altra invece sulla cornetta del telefono fisso</strong>, che secondo le nuove ricostruzioni, Chiara potrebbe aver cercato di utilizzare dopo essere stata colpita la prima volta. Tracce che saranno analizzate nei mesi a venire, nella difficile ricostruzione delle dinamiche dell&#8217;omicidio.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="593" height="443" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Omicidio-di-Garlasco-le-tracce-nel-cestino-della-spazzatura-nuova-indagine-incidente-probatorio-casa-Poggi.jpg" alt="" class="wp-image-475882" style="width:697px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Omicidio-di-Garlasco-le-tracce-nel-cestino-della-spazzatura-nuova-indagine-incidente-probatorio-casa-Poggi.jpg 593w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Omicidio-di-Garlasco-le-tracce-nel-cestino-della-spazzatura-nuova-indagine-incidente-probatorio-casa-Poggi-300x224.jpg 300w" sizes="(max-width: 593px) 100vw, 593px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il contenuto del cestino e del lavandino di casa Poggi nella mattina dell&#8217;omicidio</em></figcaption></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Un nuovo testimone per l&#8217;arma del delitto</h2>



<p>Infine, se in questa prima fase gli avvocati di Andrea Sempio, e in particolare Angela Taccia, hanno commentato con serenità l’esito di questo incidente probatorio, dove al momento non sono state rinvenute tracce del loro assistito, una novità rilevante riguarda invece la possibile arma del delitto, fino ad ora mai accertata. <a href="https://it.insideover.com/delitto-di-garlasco/garlasco-la-vicina-il-supertestimone-e-tutti-gli-strani-personaggi-del-caso-che-fa-discutere-litalia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Come vi avevamo raccontato, negli ultimi mesi il programma Mediaset <em>Le iene </em>aveva trasmesso una inedita testimonianza</a>, che aveva &#8211; presumibilmente &#8211; portato al <strong>ritrovamento nel canale di Tromello, adiacente alla casa della nonna delle sorelle Paola e Stefania Cappa</strong> &#8211; cugine della vittima, al momento non indagate &#8211; <strong>di alcuni utensili e attrezzi</strong>, insinuando che potesse trattarsi dell’arma del delitto, in compatibilità con la testimonianza (poi smentita) di Marco Muschitta, che già anni fa aveva raccontato ai carabinieri di aver visto una ragazza bionda in biciletta con in mano un attizzatoio da camino davanti a casa Poggi la mattina del 13 agosto 2007.</p>



<p>La testimonianza delle <em>Iene</em>, inizialmente anonima, è stata poi confermata a gran voce dal diretto interessato, ovvero dal signor Gianni Bruscagin, un uomo di Garlasco, che ha deciso di rivelare la propria identità. Eppure, lui potrebbe non essere affatto stato il solo a conoscenza della posizione degli attrezzi nel canale, dato che <strong><a href="https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2025/06/27/garlasco-fu-un-vicino-di-casa-a-consegnare-gli-attrezzi_a3cbf8c1-c246-487d-8dc8-3f4d365c0fdf.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un altro “super testimone”</a> – un operaio egiziano di Garlasco, di cui al momento non è nota l’identità</strong> – nelle ultime ore ha riportato una versione simile, nell’ultima puntata della trasmissione <em>Ore 14 </em>di Milo Infante.</p>



<p>In questa nuova versione l’operaio ha sostenuto che gli attrezzi, e in particolare martello, attizzatoio da camino, mazzetta e piccozza che sono stati acquisiti recentemente dai carabinieri nel corso delle nuove indagini, <strong>non sarebbero stati per tutti questi anni sul fondo del canale</strong>, come finora diffuso sui media, ma che sarebbe stato invece l’operario stesso a consegnarli agli inquirenti spontaneamente, dopo averli raccolti, prima che il canale venisse ripulito, già diversi anni fa.</p>



<p>Un clamoroso colpo di scena e una nuova versione, dunque, confermata però da altre persone del posto. Certo, al momento non si ha alcuna certezza che possa effettivamente trattarsi delle armi – al plurale – del delitto di Garlasco, né è mai stato dimostrato un coinvolgimento effettivo delle gemelle Cappa. Tuttavia, il quadro si fa sempre più inquietante: un mosaico sempre più complesso, in cui ci si chiede se, dopo 18 anni, Chiara Poggi avrà finalmente giustizia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/delitto-di-garlasco/omicidio-di-garlasco-nuove-tracce-di-dna-e-un-nuovo-supertestimone-sullarma-del-delitto.html">Omicidio di Garlasco: nuove tracce di Dna e un nuovo supertestimone sull&#8217;arma del delitto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Non solo Garlasco: Erba, Brembate, Avetrana e il &#8220;ragionevole dubbio&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/cronaca-nera/non-solo-garlasco-erba-brembate-avetrana-e-il-ragionevole-dubbio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diana Mihaylova]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jun 2025 05:01:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[Giudiziaria]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[delitto di Garlasco]]></category>
		<category><![CDATA[omicidio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1708" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Delitti-omicidi-Italia-utlimi-20-anni-Chiara-Poggi-Sarah-Scazzi-Yara-Gambirasio-Erba-Ansa.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Delitti-omicidi-Italia-utlimi-20-anni-Chiara-Poggi-Sarah-Scazzi-Yara-Gambirasio-Erba-Ansa.jpeg 1708w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Delitti-omicidi-Italia-utlimi-20-anni-Chiara-Poggi-Sarah-Scazzi-Yara-Gambirasio-Erba-Ansa-600x337.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Delitti-omicidi-Italia-utlimi-20-anni-Chiara-Poggi-Sarah-Scazzi-Yara-Gambirasio-Erba-Ansa-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Delitti-omicidi-Italia-utlimi-20-anni-Chiara-Poggi-Sarah-Scazzi-Yara-Gambirasio-Erba-Ansa-1024x576.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Delitti-omicidi-Italia-utlimi-20-anni-Chiara-Poggi-Sarah-Scazzi-Yara-Gambirasio-Erba-Ansa-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Delitti-omicidi-Italia-utlimi-20-anni-Chiara-Poggi-Sarah-Scazzi-Yara-Gambirasio-Erba-Ansa-1536x863.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Delitti-omicidi-Italia-utlimi-20-anni-Chiara-Poggi-Sarah-Scazzi-Yara-Gambirasio-Erba-Ansa-334x188.jpeg 334w" sizes="auto, (max-width: 1708px) 100vw, 1708px" /></p>
<p>Omicidio di Garlasco, strage di Erba, Sarah Scazzi ad Avetrana, Yara Gambirasio a Brembate, i casi di omicidio più discussi d'Italia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/cronaca-nera/non-solo-garlasco-erba-brembate-avetrana-e-il-ragionevole-dubbio.html">Non solo Garlasco: Erba, Brembate, Avetrana e il &#8220;ragionevole dubbio&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1708" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Delitti-omicidi-Italia-utlimi-20-anni-Chiara-Poggi-Sarah-Scazzi-Yara-Gambirasio-Erba-Ansa.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Delitti-omicidi-Italia-utlimi-20-anni-Chiara-Poggi-Sarah-Scazzi-Yara-Gambirasio-Erba-Ansa.jpeg 1708w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Delitti-omicidi-Italia-utlimi-20-anni-Chiara-Poggi-Sarah-Scazzi-Yara-Gambirasio-Erba-Ansa-600x337.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Delitti-omicidi-Italia-utlimi-20-anni-Chiara-Poggi-Sarah-Scazzi-Yara-Gambirasio-Erba-Ansa-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Delitti-omicidi-Italia-utlimi-20-anni-Chiara-Poggi-Sarah-Scazzi-Yara-Gambirasio-Erba-Ansa-1024x576.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Delitti-omicidi-Italia-utlimi-20-anni-Chiara-Poggi-Sarah-Scazzi-Yara-Gambirasio-Erba-Ansa-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Delitti-omicidi-Italia-utlimi-20-anni-Chiara-Poggi-Sarah-Scazzi-Yara-Gambirasio-Erba-Ansa-1536x863.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Delitti-omicidi-Italia-utlimi-20-anni-Chiara-Poggi-Sarah-Scazzi-Yara-Gambirasio-Erba-Ansa-334x188.jpeg 334w" sizes="auto, (max-width: 1708px) 100vw, 1708px" /></p>
<p>“Oltre ogni ragionevole dubbio”, un’espressione giuridica utilizzata nel diritto penale per condannare il colpevole di un delitto, che negli ultimi tempi è entrata nel dibattito pubblico e nel linguaggio mediatico. Soprattutto a causa di un interrogativo: davvero, in alcuni casi, <strong>è stato condannato un sospettato di omicidio “oltre ogni ragionevole dubbio”?</strong></p>



<p>Con l’inattesa <strong>riapertura del caso di Garlasco</strong>, <a href="https://it.insideover.com/delitto-di-garlasco/perche-la-nuova-pista-su-garlasco-punta-al-santuario-della-madonna-della-bozzola.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il nuovo indagato Andrea Sempio</a> e l’enorme caos mediatico esploso attorno all’omicidio di Chiara Poggi nelle ultime settimane, l’opinione pubblica ha iniziato a valutare in modo sempre più critico la trasparenza di alcuni processi e il modo in cui le indagini vengono condotte, tanto che nei salotti televisivi, sui maggiori quotidiani e sui social <strong>molti sono arrivati a mettere in dubbio lo stesso senso di giustizia</strong>, su cui recentemente è intervenuto persino il ministro Carlo Nordio.</p>



<p><strong>“Dopo un proscioglimento è irragionevole una condanna. Soprattutto se le assoluzioni sono due. Come puoi condannare ‘al di là di ogni ragionevole dubbio’, se due giudici hanno già dubitato?”</strong> ha infatti dichiarato il ministro a proposito della condanna di Alberto Stasi. Nel dicembre del 2015 Alberto Stasi è stato condannato a 16 anni di carcere (con rito abbreviato), accusato dell’omicidio volontario della sua fidanzata, Chiara Poggi. Tutto ciò, nonostante la precedente doppia assoluzione, in primo grado nel processo del 2009 e in appello nel 2011 e in assenza di un reale movente. Una situazione che oggi, con la riapertura delle indagini, viene da molti giudicata come paradossale.</p>



<p>Tuttavia, l’omicidio di Garlasco non è l’unico caso ad aver suscitato polemiche e malumori negli ultimi anni. Basti pensare al recente tentativo di riaprire il processo a carico dei <strong>coniugi di Erba, Rosa e Olindo</strong>; la colpevolezza dell’operaio <strong>Massimo Bossetti per l’omicidio di Yara Gambirasio</strong>, messa in dubbio da alcuni, tanto da farne persino una serie Netflix; e poi ancora <strong>il caso di Sarah Scazzi ad Avetrana</strong>, anche questo, finito in una serie tv. Tuttavia, non si tratta di si tratta solo di colpevolezza &#8211; che in alcuni dei casi appena elencati non viene certamente messa in dubbio &#8211; ma anche un fatto di omertà, di testimonianze tardive, di rapporti familiari torbidi, di ex fidanzati, madri, cugine, zii, ma anche vicini di casa e sconosciuti che spesso hanno negato coinvolgimenti, salvo poi venire incastrati nei processi da prove schiaccianti.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="767" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Sarah-Scazzi-delitto-di-Avetrana-Ansa-767x1024.jpg" alt="" class="wp-image-472470" style="width:518px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Sarah-Scazzi-delitto-di-Avetrana-Ansa-767x1024.jpg 767w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Sarah-Scazzi-delitto-di-Avetrana-Ansa-600x801.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Sarah-Scazzi-delitto-di-Avetrana-Ansa-225x300.jpg 225w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Sarah-Scazzi-delitto-di-Avetrana-Ansa-768x1025.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Sarah-Scazzi-delitto-di-Avetrana-Ansa-1150x1536.jpg 1150w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Sarah-Scazzi-delitto-di-Avetrana-Ansa.jpg 1438w" sizes="auto, (max-width: 767px) 100vw, 767px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Sarah Scazzi, uccisa a 15 anni ad Avetrana, in provicina di Taranto, nel 2010</em></figcaption></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Rosa, Olindo e la strage di Erba</h2>



<p>Tra i delitti più discussi degli ultimi vent’anni, oltre all’omicidio di Garlasco, troviamo senza dubbio la strage di Erba, ovvero la condanna all’ergastolo dei coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi, di cui, proprio come nel caso di Garlasco, si erano ampiamente occupati nel programma Mediaset <em>Le iene.</em></p>



<p><strong>Nel gennaio del 2007 Rosa e Olindo</strong>, rispettivamente 43 e 44 anni all’epoca, vennero <strong>arrestati a Erba, sospettati dell’omicidio di quattro persone: </strong>Raffaella Castagna, il figlio Youssef Marzouk di 2 anni, la madre di Raffaella, Paola Galli, di 57 anni e la vicina di casa Valeria Cherubini, 55. Un omicidio brutale, violentissimo, che aveva scosso l’Italia intera. Rosa e Olindo, che vivevano nello stesso stabile, avevano contenziosi aperti con la famiglia Marzouk, tanto che Raffaella Castagna li aveva anche denunciati per ingiurie e lesioni dopo una lite nel dicembre 2005. Appena due giorni dopo il fermo, <strong>i due confessano – o sono portati a confessare, a seconda del giudizio sulla loro colpevolezza – il delitto</strong>: “Il bambino l’ho fatto io. La mamma l’ho fatta io e gliene ho date tantissime e idem anche alla Raffaella” una delle dichiarazioni di Rosa Bazzi che negli anni è stata ripresa decine di volte dai quotidiani di cronaca nera. Il movente, stando alla confessione, riconduce proprio a quelle liti tra vicini, andate avanti negli anni.</p>



<p>Successivamente i due coniugi ritrattano, sostenendo di essere stati manipolati e incastrati, ma è tutto inutile: <strong>verranno condannati all’ergastolo, con isolamento diurno per tre anni.</strong> Un caso che però, a distanza di ormai 18 anni – proprio come Garlasco &#8211; divide ancora moltissimo, dato che, proprio come con Garlasco, anche qui, recentemente, si sono sollevati dubbi sulla trasparenza delle indagini, oltre a presunte nuove testimonianze  e <strong>una possibile pista alternativa, ovvero la presenza di un furgone e un gruppo di uomini dalla “carnagione olivastra”,</strong> che qualcuno negli anni ha raccontato di aver visto appostato fuori dal condominio in cui si è consumato l’omicidio, che ha fatto ipotizzare un coinvolgimento del compagno di Raffaella Castagna, il cittadino tunisino <strong>Azouz Marzouk</strong> e padre del piccolo Youssef, assente nei giorni prima e dopo il delitto, che aveva <strong>precedenti condanne per spaccio.</strong></p>



<p><strong>Nel 2024 era stata infatti chiesta una revisione del processo</strong> e una riapertura del caso, proprio attorno a queste piste alternative, che si è però comunque conclusa con un nulla di fatto. Lo scorso 25 marzo 2025 i giudici della Corte Suprema hanno infine ritenuto che nessuno dei motivi per i quali si riteneva di rivedere il processo, era fondato e valido. Rosa e Olindo restano in carcere, colpevoli “oltre ogni ragionevole dubbio”.</p>


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<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="678" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Olindo-Romano-e-Rosa-Bazzi-strage-di-Erba-Ansa-1024x678.jpg" alt="" class="wp-image-472471" style="width:668px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Olindo-Romano-e-Rosa-Bazzi-strage-di-Erba-Ansa-1024x678.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Olindo-Romano-e-Rosa-Bazzi-strage-di-Erba-Ansa-600x398.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Olindo-Romano-e-Rosa-Bazzi-strage-di-Erba-Ansa-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Olindo-Romano-e-Rosa-Bazzi-strage-di-Erba-Ansa-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Olindo-Romano-e-Rosa-Bazzi-strage-di-Erba-Ansa-1536x1018.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Olindo-Romano-e-Rosa-Bazzi-strage-di-Erba-Ansa.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>I coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi, condannati all&#8217;ergastolo per la strage di Erba del 2007</em></figcaption></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">Yara Gambirasio e Sarah Scazzi, due vittime giovanissime</h2>



<p>Tra i casi di cronaca nera degli ultimi anni particolarmente sconvolgenti anche gli omicidi di due ragazze giovanissime: <strong>Yara Gambirasio, scomparsa a 13</strong> anni nel novembre del 2010, e ritrovata uccisa in un campo nel febbraio del 2011, e <strong>Sarah Scazzi, scomparsa a 15 ann</strong>i nell’agosto del 2010 e ritrovata in fondo a un pozzo, l’ottobre dello stesso anno.</p>



<p>Pochi mesi di distanza tra gli omicidi delle due ragazze e un clamore mediatico inaudito, tanto che entrambe le loro tragiche storie sono diventate oggi serie tv: <em>Il caso Yara &#8211; Oltre ogni ragionevole</em> <em>dubbio</em>, uscita su Netflix nel luglio 2024 e <em>Avetrana &#8211; Qui non è Hollywood</em>, uscita invece sulla piattaforma Disney+ nell’ottobre dello stesso anno. Forse solo <strong>una macabra coincidenza, che mostra però come lo smodato interesse mediatico per la pornografia del dolore e dettagli più minuziosi dietro a questi delitti</strong>, possono oggi essere trasformati in serie tv “true crime” accattivanti, appetibili per il grande pubblico.</p>



<p>Entrambi i casi sono oggi conclusi: <strong>Massimo Giuseppe Bossetti, 44 anni all’epoca dei fatti, muratore di Mapello, incensurato, venne giudicato colpevole dell’omicidio di Yara Gambirasio</strong> dopo che il suo DNA venne ritenuto corrispondente a quello dell’“ignoto 1”, le cui tracce furono trovate sugli slip e leggins di Yara. Bossetti, dopo un’infinita serie di processi, pur proclamando sempre la sua innocenza, è stato condannato definitivamente all’ergastolo nel 2018. Il movente è di fatto ignoto, ma si ritiene un tentativo di violenza sessuale nei confronti della 13enne. Proprio questa è però, una delle ragioni che negli anni ha alimentato molti a dubitare della sua colpevolezza, come sottolineato anche nella serie Netflix sul suo caso: “oltre ogni ragionevole dubbio”.</p>



<p>Anche il caso di Sarah Scazzi è stato per anni oggetto di un acceso dibattito: conclusosi definitivamente nel 2017 – anche in questo caso dopo infiniti processi – ha portato alla<strong> condanna all’ergastolo di Sabrina Misseri e Cosima Serrano, cugina e zia della vittima</strong>, accusate anche di aver inquinato le prove con la “fredda pianificazione d&#8217;una strategia finalizzata, attraverso comportamenti spregiudicati, obliqui e fuorvianti, al conseguimento dell&#8217;impunità”. La colpevolezza, in questo caso è certa, così come lo è il movente: la gelosia di Sabrina Misseri nei confronti della cuginetta 15enne, soprattutto rispetto alle attenzioni di Ivano – un amico delle due ragazze – &nbsp;ha portato Sabrina Misseri a volersi liberare di Sarah, aiutata dalla madre e in parte dal padre, Michele Misseri – diventato famoso sui media come lo “zio Michele” &#8211; che, in un primo momento, aveva anche cercato di addossarsi l’intera colpevolezza dell’omicidio, simulando un tentativo di stupro della nipote, mai di fatto avvenuto.</p>



<p>Un caso, quest’ultimo, analizzato decine di volte da psicologi, criminologi, programmi televisivi e articolisti di cronaca nera, soprattutto a causa della torbida dinamica dietro al <strong>contesto familiare di Sarah, alimentata ulteriormente dalla falsa narrazione di Sabrina</strong>, che per settimane era apparsa in tv, sostenendo che la cuginetta era stata rapita da ignoti, a cui chiedeva a gran voce il rilascio.</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="769" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Yara-Gambirasio-Ansa-1024x769.jpg" alt="" class="wp-image-472472" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Yara-Gambirasio-Ansa-1024x769.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Yara-Gambirasio-Ansa-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Yara-Gambirasio-Ansa-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Yara-Gambirasio-Ansa-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Yara-Gambirasio-Ansa-1536x1153.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Yara-Gambirasio-Ansa.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Yara Gambirasio, scomparsa a 13 anni a Brembate, in provincia di Begamo, nel 2010</em></figcaption></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">Testimonianze, ombre ipotesi. E la verità?</h2>



<p>Anche nel caso di Chiara Poggi, recentemente, <a href="https://it.insideover.com/delitto-di-garlasco/garlasco-la-vicina-il-supertestimone-e-tutti-gli-strani-personaggi-del-caso-che-fa-discutere-litalia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">si è tornato a parlare di un possibile coinvolgimento di alcuni <strong>parenti della vittima, ovvero le cugine Paola e Stefania Cappa</strong></a>, che comunque, come abbiamo sottolineato, non sono al momento indagate. Tuttavia, anche in questo caso sono emerse molteplici narrazioni su possibili liti precedenti: gelosia, liti, incomprensioni all’interno della sfera familiare, che raccontano di rapporti tesi prima del delitto del 13 agosto 2007.</p>



<p>Certo, negli ultimi vent’anni i casi di omicidio che hanno suscitato clamore mediatico sono comunque molti altri, come il <strong>delitto di Cogne</strong> <strong>del piccolo Samuele</strong> e le accuse verso la madre, Annamaria Franzoni; il brutale omicidio di <strong>Tommaso Onofri</strong>, appena 17 mesi a Casalbaroncolo, frazione di Parma; il <strong>doppio infanticidio di Chiara Pertrolini</strong>, nel permanse emerso lo scorso anno e <strong>la morte di stenti della piccola Diana</strong>, abbandonata da Alessia Pifferi, che hanno fatto molto riflettere sul senso dell’essere madre. E poi i casi tuttora aperti di Pierina Paganelli, uccisa con 29 coltellate a Rimini nel 2023, e Liliana Resinovich, scomparsa nel 2021 e ritrovata cadavere nel 2022, attorno a cui si specula moltissimo, ma di cui non è ancora stata confermata alcuna condanna.</p>



<p>Ombre, verità sfuggenti, testimonianze e smentite, che continuano ancora a intrecciarsi nei meandri di questi delitti, dove la certezza della giustizia, sempre più spesso, si scontra con l’eco inquietante di dubbi mai sopiti, lasciando l’Italia a interrogarsi: oltre ogni ragionevole dubbio, la verità è davvero stata trovata?</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="690" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Delitto-di-Garlasco-nuova-pista-Andrea-Sempio-i-personaggi-omicidio-Chiara-Poggi-Ansa-1024x690.jpg" alt="" class="wp-image-471297" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Delitto-di-Garlasco-nuova-pista-Andrea-Sempio-i-personaggi-omicidio-Chiara-Poggi-Ansa-1024x690.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Delitto-di-Garlasco-nuova-pista-Andrea-Sempio-i-personaggi-omicidio-Chiara-Poggi-Ansa-600x404.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Delitto-di-Garlasco-nuova-pista-Andrea-Sempio-i-personaggi-omicidio-Chiara-Poggi-Ansa-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Delitto-di-Garlasco-nuova-pista-Andrea-Sempio-i-personaggi-omicidio-Chiara-Poggi-Ansa-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Delitto-di-Garlasco-nuova-pista-Andrea-Sempio-i-personaggi-omicidio-Chiara-Poggi-Ansa-1536x1034.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Delitto-di-Garlasco-nuova-pista-Andrea-Sempio-i-personaggi-omicidio-Chiara-Poggi-Ansa.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Chiara Poggi uccisa a Garlsco, in provincia di Pavia, nel 2007</em></figcaption></figure>
</div><p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/cronaca-nera/non-solo-garlasco-erba-brembate-avetrana-e-il-ragionevole-dubbio.html">Non solo Garlasco: Erba, Brembate, Avetrana e il &#8220;ragionevole dubbio&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Perché la nuova pista su Garlasco punta al santuario della Madonna della Bozzola</title>
		<link>https://it.insideover.com/delitto-di-garlasco/perche-la-nuova-pista-su-garlasco-punta-al-santuario-della-madonna-della-bozzola.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diana Mihaylova]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 May 2025 13:13:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[Delitto di Garlasco]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[delitto di Garlasco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Avvocato-di-Andrea-Sempio-Massimo-Lovati-Ansa-omicidio-di-Garlasco-pista-santuario-Madonna-della-Bozzola.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Avvocato-di-Andrea-Sempio-Massimo-Lovati-Ansa-omicidio-di-Garlasco-pista-santuario-Madonna-della-Bozzola.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Avvocato-di-Andrea-Sempio-Massimo-Lovati-Ansa-omicidio-di-Garlasco-pista-santuario-Madonna-della-Bozzola-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Avvocato-di-Andrea-Sempio-Massimo-Lovati-Ansa-omicidio-di-Garlasco-pista-santuario-Madonna-della-Bozzola-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Avvocato-di-Andrea-Sempio-Massimo-Lovati-Ansa-omicidio-di-Garlasco-pista-santuario-Madonna-della-Bozzola-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Avvocato-di-Andrea-Sempio-Massimo-Lovati-Ansa-omicidio-di-Garlasco-pista-santuario-Madonna-della-Bozzola-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Avvocato-di-Andrea-Sempio-Massimo-Lovati-Ansa-omicidio-di-Garlasco-pista-santuario-Madonna-della-Bozzola-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una nuova e inquietante pista è al centro del dibattito mediatico &#8211; e non solo – attorno al controverso caso dell’omicidio di Garlasco: il santuario della Madonna della Bozzola e uno scandalo di abusi sessuali che potrebbero essere stati scoperti da Chiara Poggi, che sarebbe dunque stata uccisa in quanto “scomoda”. A sollevare per primo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/delitto-di-garlasco/perche-la-nuova-pista-su-garlasco-punta-al-santuario-della-madonna-della-bozzola.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/delitto-di-garlasco/perche-la-nuova-pista-su-garlasco-punta-al-santuario-della-madonna-della-bozzola.html">Perché la nuova pista su Garlasco punta al santuario della Madonna della Bozzola</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Avvocato-di-Andrea-Sempio-Massimo-Lovati-Ansa-omicidio-di-Garlasco-pista-santuario-Madonna-della-Bozzola.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Avvocato-di-Andrea-Sempio-Massimo-Lovati-Ansa-omicidio-di-Garlasco-pista-santuario-Madonna-della-Bozzola.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Avvocato-di-Andrea-Sempio-Massimo-Lovati-Ansa-omicidio-di-Garlasco-pista-santuario-Madonna-della-Bozzola-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Avvocato-di-Andrea-Sempio-Massimo-Lovati-Ansa-omicidio-di-Garlasco-pista-santuario-Madonna-della-Bozzola-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Avvocato-di-Andrea-Sempio-Massimo-Lovati-Ansa-omicidio-di-Garlasco-pista-santuario-Madonna-della-Bozzola-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Avvocato-di-Andrea-Sempio-Massimo-Lovati-Ansa-omicidio-di-Garlasco-pista-santuario-Madonna-della-Bozzola-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Avvocato-di-Andrea-Sempio-Massimo-Lovati-Ansa-omicidio-di-Garlasco-pista-santuario-Madonna-della-Bozzola-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una nuova e inquietante pista è al centro del dibattito mediatico &#8211; e non solo – attorno al controverso caso dell’omicidio di Garlasco: <strong>il santuario della Madonna della Bozzola e uno scandalo di abusi sessuali che potrebbero essere stati scoperti da Chiara Poggi</strong>, che sarebbe dunque stata uccisa in quanto “scomoda”. A sollevare per primo questa strana pista è stato l’avvocato di Andrea Sempio, Massimo Lovati, nei suoi interventi in diverse trasmissioni televisive. La scorsa settima il legale ha infatti dichiarato che <a href="https://it.insideover.com/delitto-di-garlasco/garlasco-la-vicina-il-supertestimone-e-tutti-gli-strani-personaggi-del-caso-che-fa-discutere-litalia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">secondo lui l’omicidio sarebbe stato commesso da un “sicario”,</a> sostenendo l’innocenza tanto di Alberto Stasi, ad ora l’unico condannato per l’omicidio, quanto del suo assistito Andrea Sempio, al centro delle nuove indagini.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli scandali sessuali dietro al Santuario, l’estorsione dei rumeni e il prete esorcista</h2>



<p>Il santuario della Madonna della Bozzola è un noto luogo di culto e punto di riferimento spirituale nella provincia pavese, situato in campagna, poco fuori Garlasco, a circa 2,9 chilometri dalla villetta di via Pascoli della famiglia Poggi. Nel 2014, ovvero sette anni dopo l’omicidio di Chiara, <strong>venne a galla uno stranissimo scandalo sessuale, legato proprio al santuario, e in particolare a don Gregorio Vitali,</strong> ai tempi rettore del santuario, oltre che fondatore di una comunità di recupero di persone in difficoltà, tossicodipendenti, vittime di abusi, e noto esorcista della zona.</p>



<p>Lo scandalo sarebbe emerso grazie a un carabiniere della compagnia di Vigevano, che, nel corso di un’indagine sotto copertura, si sarebbe travestito da prete e avrebbe <strong>registrato un tentativo di estorsione rivolto a don Vitali da parte di due cittadini romeni.</strong> In particolare, i due romeni avrebbero chiesto a don Vitali una <strong>somma di 250mila euro in cambio del proprio silenzio, ovvero per non diffondere una registrazione estremamente compromettente</strong>, in cui si sentirebbe la voce di Vitali impegnato in atti sessuali, oltre ad alcuni video girati nella camera da letto del religioso con alcuni giovani. Una serie di eventi a dir poco disturbanti, soprattutto se legati a un centro religioso. Ma cosa c’entra tutto ciò con il delitto di Garlasco, avvenuto ben sette anni prima?</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’avvocato Lovati azzarda: Chiara sarebbe stata uccisa da un sicario vicino alla Chiesa?</h2>



<p>Come accennato, a rilanciare questa pista è stato proprio l’avvocato di Andrea Sempio, Massimo Lovati, che oltre agli interventi televisivi, recentemente ha rilasciato una serie di sinistre dichiarazioni nel corso di una recente <a href="https://milano.repubblica.it/cronaca/2025/05/26/news/massimo_lovati_andrea_sempio_avvocato_garlasco_intervista-424628723/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">intervista con <em>Repubblica</em></a><em>. </em>Secondo l’avvocato il santuario era <strong>“un luogo di periferia di Garlasco, dove ogni mercoledì si praticava l’esorcismo” ma poi “emersero fatti di pedofilia”</strong>, in particolare tra 2012 e 2014. Per Lovati Chiara Poggi sarebbe arrivata a scoprire tutto e per questo sarebbe stata uccisa da qualcuno legato alla Chiesa: <strong>“Non sarebbe la prima volta. Guardi che cosa è successo con la povera Emanuela Orlandi”</strong> ha infatti detto il legale, che però, come fonte della sua teoria, ha risposto &#8211; forse ironicamente &#8211; di averla avuta “in sogno”, affermando anche “non voglio guai”. </p>



<p>Ma non è finita qui, perché Massimo Lovati, nel corso dell’intervista, è arrivato a sostenere persino che Alberto Stasi sarebbe stato a conoscenza di tutto, ma che avrebbe avuto paura per sé, preferendo la condanna e il silenzio: <strong>“Alberto Stasi ha detto un sacco di bugie sulla scoperta del corpo. Tante. Un racconto che non sta in piedi. E quando ne dici così tante vuol dire solo che ti hanno imbeccato”, </strong>riaffermando poi la sua teoria sul “sicario”, come esecutore materiale dell’omicidio. “La figura del sicario è nella letteratura criminologica, il modo in cui fu uccisa quella ragazza servì a confondere le acque. I sicari sono abilissimi. Entrano dovunque. Non li scopriamo mai. Ricorda cosa successe con Trotzky, in Messico?”.</p>


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<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="802" height="600" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Garlasco-santuario-della-Madonna-della-Bozzola-omicidio-Chiara-Poggi-Wikimedia-Commons.jpg" alt="" class="wp-image-471829" style="width:757px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Garlasco-santuario-della-Madonna-della-Bozzola-omicidio-Chiara-Poggi-Wikimedia-Commons.jpg 802w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Garlasco-santuario-della-Madonna-della-Bozzola-omicidio-Chiara-Poggi-Wikimedia-Commons-600x449.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Garlasco-santuario-della-Madonna-della-Bozzola-omicidio-Chiara-Poggi-Wikimedia-Commons-300x224.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Garlasco-santuario-della-Madonna-della-Bozzola-omicidio-Chiara-Poggi-Wikimedia-Commons-768x575.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 802px) 100vw, 802px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il santuario della Madonna della Bozzola</em></figcaption></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">L’avvocata di Stasi minacciata e la telefonata dei rumeni a “Chi l’ha visto?”</h2>



<p>La tesi portata avanti dall’avvocato Lovati appare senza dubbio bizzarra, dato che non è chiaro se le sue dichiarazioni si appoggino a fondi reali, seppur anonime, o se non si tratti di un ingegnoso modo di distogliere l’attenzione dal suo assistito, Andrea Sempio, confondendo le acque. Tuttavia, recentemente <strong>anche l’avvocata di Alberto Stasi, Giada Bocellari, ha dichiarato che in passato aveva ricevuto minacce dopo alcuni tentativi d’indagare proprio sul santuario</strong>, in seguito all’omicidio: “So che in quel periodo stavo scavando su alcuni suicidi avvenuti a Garlasco, mi sembrava importante capire il paese, le sue dinamiche, ricostruire vicende oscure come quella del santuario della Bozzola” ha dichiarato l’avvocata, facendo riferimento a <strong>una serie di strani casi di omicidi e suicidi avvenuti nel piccolo comune di Garlasco</strong> negli anni successivi all’omicidio di Chiara Poggi, in cui però, secondo diversi quotidiani, almeno tre delle persone decedute sarebbero di conoscenza della famiglia Sempio.</p>



<p>Ad aumentare ulteriormente i dubbi attorno alla pista del santuario è stata poi una telefonata trasmessa dal programma televisivo <em>Chi l’ha visto? </em>in cui uno dei due cittadini romeni coinvolti nel ricatto a don Vitali afferma che <strong>“Chiara Poggi aveva scoperto il giro [di abusi] e aveva detto che avrebbe parlato, da lì è partito tutto”</strong>. Una sorta di prova, dunque, che gli abusi sessuali nel santuario potevano essere in corso anche negli anni precedenti al 2012-2014, e che Chiara, essendone venuta a conoscenza, sarebbe stata eliminata, come affermato anche da Massimo Lovati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le strane ricerche di Chiara sulla chiavetta: il santuario, vittime di pedofilia e omicidi irrisolti</h2>



<p>Infine, nell’intricato puzzle attorno a questa vicenda, negli ultimi giorni è diventata di dominio pubblico un’altra notizia inquietante: <strong>il contenuto della chiavetta usb di Chiara Poggi che, </strong>poche settimane prima di essere uccisa aveva fatto delle ricerche sospette proprio sul<strong> santuario della Madonna delle Bozzole</strong>. La ragazza in particolare aveva salvato sulla sua chiavetta un file, denominato <strong>“abusati550.doc” </strong>in cui aveva raccolto diversi Pdf di articoli e indagini di varia natura. Sono stati trovati infatti alcuni articoli riguardanti <strong>vittime di pedofilia, persone con disturbi alimentari, effetti della cocaina e casi di omicidi irrisolti e senza colpevole</strong>. Un dettaglio, quest’ultimo, che fa venire i brividi, dato che è quasi come se la vittima avesse anticipato, involontariamente, il suo destino.</p>



<p>Inoltre, l’ingegnere Roberto Porta, consulente tecnico del giudice sul caso, ha rivelato l’esistenza anche di <strong>alcuni file cancellati, che sono stati in parte recuperati, contenenti articoli su abusi sessuali da parte di religiosi e immagini proprio del santuario della Madonna della Bozzola</strong>, che sarebbero stati scaricati poche settimane prima di quel tragico 13 agosto 2007, mentre la ragazza lavorava a Milano. Un quadro sempre più complesso quello di <a href="https://it.insideover.com/cronaca-nera/svolta-nel-caso-garlasco-un-martello-tra-gli-oggetti-recuperati-nel-canale-di-tromello.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Garlasco</a>, ma soprattutto angosciante, dato che, se tutto ciò che sta emergendo in questi giorni, dovesse essere confermato ufficialmente dalla procura che sta attualmente svolgendo le nuove indagini, potrebbe riscrivere completamente uno dei delitti più torbidi degli ultimi anni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/delitto-di-garlasco/perche-la-nuova-pista-su-garlasco-punta-al-santuario-della-madonna-della-bozzola.html">Perché la nuova pista su Garlasco punta al santuario della Madonna della Bozzola</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Garlasco: la vicina, il supertestimone e tutti gli strani personaggi del caso che fa discutere l&#8217;Italia</title>
		<link>https://it.insideover.com/delitto-di-garlasco/garlasco-la-vicina-il-supertestimone-e-tutti-gli-strani-personaggi-del-caso-che-fa-discutere-litalia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diana Mihaylova]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 May 2025 09:19:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[Delitto di Garlasco]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[delitto di Garlasco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1293" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Delitto-di-Garlasco-nuova-pista-Andrea-Sempio-i-personaggi-omicidio-Chiara-Poggi-Ansa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Delitto-di-Garlasco-nuova-pista-Andrea-Sempio-i-personaggi-omicidio-Chiara-Poggi-Ansa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Delitto-di-Garlasco-nuova-pista-Andrea-Sempio-i-personaggi-omicidio-Chiara-Poggi-Ansa-600x404.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Delitto-di-Garlasco-nuova-pista-Andrea-Sempio-i-personaggi-omicidio-Chiara-Poggi-Ansa-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Delitto-di-Garlasco-nuova-pista-Andrea-Sempio-i-personaggi-omicidio-Chiara-Poggi-Ansa-1024x690.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Delitto-di-Garlasco-nuova-pista-Andrea-Sempio-i-personaggi-omicidio-Chiara-Poggi-Ansa-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Delitto-di-Garlasco-nuova-pista-Andrea-Sempio-i-personaggi-omicidio-Chiara-Poggi-Ansa-1536x1034.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tutti i personaggi dell'omicidio di Garlasco e una nuova pista: lo zio, le gemelle Cappa, gli avvocati, la madre di Sempio, la vicina.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/delitto-di-garlasco/garlasco-la-vicina-il-supertestimone-e-tutti-gli-strani-personaggi-del-caso-che-fa-discutere-litalia.html">Garlasco: la vicina, il supertestimone e tutti gli strani personaggi del caso che fa discutere l&#8217;Italia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1293" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Delitto-di-Garlasco-nuova-pista-Andrea-Sempio-i-personaggi-omicidio-Chiara-Poggi-Ansa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Delitto-di-Garlasco-nuova-pista-Andrea-Sempio-i-personaggi-omicidio-Chiara-Poggi-Ansa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Delitto-di-Garlasco-nuova-pista-Andrea-Sempio-i-personaggi-omicidio-Chiara-Poggi-Ansa-600x404.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Delitto-di-Garlasco-nuova-pista-Andrea-Sempio-i-personaggi-omicidio-Chiara-Poggi-Ansa-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Delitto-di-Garlasco-nuova-pista-Andrea-Sempio-i-personaggi-omicidio-Chiara-Poggi-Ansa-1024x690.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Delitto-di-Garlasco-nuova-pista-Andrea-Sempio-i-personaggi-omicidio-Chiara-Poggi-Ansa-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Delitto-di-Garlasco-nuova-pista-Andrea-Sempio-i-personaggi-omicidio-Chiara-Poggi-Ansa-1536x1034.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nonostante siano passati ormai 18 anni, l’intricato caso del delitto di <strong>Garlasco solleva ancora decine di interrogativi. </strong>Dopo la recente riapertura delle indagini, indirizzate ora verso un <strong>nuovo indagato, Andrea Sempio</strong>, tra testimonianze anonime, smentite, inchieste televisive, gossip e accuse di ogni genere, <strong><a href="https://it.insideover.com/cronaca-nera/svolta-nel-caso-garlasco-un-martello-tra-gli-oggetti-recuperati-nel-canale-di-tromello.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l’omicidio di Chiara Poggi potrebbe essere completamente riscritto</a></strong>, dando forse (e finalmente) giustizia a una ragazza che all’epoca dei fatti aveva solo 26 anni, e che è stata brutalmente uccisa nella propria casa.</p>



<p>Tanti i nomi vecchi e nuovi che si susseguono attorno al caso in questi giorni: <strong>Alberto Stasi, fidanzato della vittima e unico condannato</strong>, in via definiva, a una pena di 16 anni di reclusione per omicidio volontario. E poi <strong>Andrea Sempio, 19enne all’epoca dei fatti e amico di Marco Poggi, nuovo indagato per l’omicidio, dopo che il suo DNA è stato trovato sotto le unghie della vittima</strong>, oltre all’ormai <a href="https://it.insideover.com/giudiziaria/garlasco-tg1-impronta-di-andrea-sempio-vicina-al-corpo-di-chiara-poggi.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">noto caso dell’“impronta 33” trovata sulla parete della cantina della famiglia Poggi</a>, in cui il corpo di Chiara è stato rinvenuto in una pozza di sangue, e che secondo gli ultimi sviluppi, corrisponderebbe al palmo della mano proprio di Sempio.</p>



<p>E poi ancora <strong>le gemelle Cappa, cugine di Chiara</strong>, per il momento non indagate, ma interrogate e attorno a cui sono sorti moltissimi dubbi; <strong>gli amici della comitiva di Marco Poggi e Andrea Sempio, tra cui anche l’avvocata di quest’ultimo, Angela Taccia</strong>; l’alibi della madre di Sempio e i sospetti sullo scontrino del parcheggio di Vigevano; la nuova testimone anonima dell’Ansa; <strong>il “supertestimone” delle <em>Iene; </em>le indagini contro il procuratore di Pavia Mario Venditti</strong>; le intercettazioni del padre delle gemelle Cappa, l<strong>’avvocato Ermanno, e le dichiarazioni contro Vittorio Feltri</strong>, e tanti altri nomi, volti, dubbi, strani legami, in una matassa che via via si avvolge sempre di più in quello che sembra essere <strong>uno dei casi italiani di omicidio più assurdi degli ultimi vent’anni.</strong> Che cos’è accaduto davvero quel lunedì 13 agosto del 2007, nella villetta di via Pascoli a Garlasco? Chi c’era sulla scena del crimine? Chi potrebbe essere coinvolto davvero nell’omicidio di Chiara? Tante questioni irrisolte e un’unica certezza, il piccolo comune di Garlasco nel pavese, appena 10mila anime, custodisce ancora tanti segreti.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="633" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Omicidio-di-Garlasco-delitto-nuova-pista-Andrea-Sempio-Alberto-Stasi-condannato-1024x633.jpg" alt="" class="wp-image-471298" style="width:751px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Omicidio-di-Garlasco-delitto-nuova-pista-Andrea-Sempio-Alberto-Stasi-condannato-1024x633.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Omicidio-di-Garlasco-delitto-nuova-pista-Andrea-Sempio-Alberto-Stasi-condannato-600x371.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Omicidio-di-Garlasco-delitto-nuova-pista-Andrea-Sempio-Alberto-Stasi-condannato-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Omicidio-di-Garlasco-delitto-nuova-pista-Andrea-Sempio-Alberto-Stasi-condannato-768x474.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Omicidio-di-Garlasco-delitto-nuova-pista-Andrea-Sempio-Alberto-Stasi-condannato-1536x949.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Omicidio-di-Garlasco-delitto-nuova-pista-Andrea-Sempio-Alberto-Stasi-condannato.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Alberto Stasi nel 2014</em></figcaption></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Amici, parenti e stranezze</h2>



<p>Alcuni personaggi recentemente entrati nella cronaca dell’omicidio di Garlasco sono i parenti della vittima e del nuovo indagato: il fratello e lo zio di Chiara, Marco Poggi ed Ermanno Cappa, e la madre di Andrea Sempio, Daniela.</p>



<p><strong>Alberto Stasi, cinicamente definito dalla stampa dell’epoca come “il biondino dagli occhi di ghiaccio”</strong>, è attualmente l’unico condannato per l’omicidio di Chiara Poggi, anche se fino ad ora non è mai stato chiarito un movente verosimile. Tuttavia, già a partire dal 19 dicembre del 2016 la difesa di Stasi aveva presentato una perizia genetica che indica che il DNA ritrovato sotto le unghie della vittima apparterrebbe a un altro conoscente della famiglia Poggi<strong>, ovvero Andrea Sempio</strong>, amico del fratello di Chiara, Marco Poggi, portando alla riapertura del caso a cui stiamo assistendo in queste settimane. Dalle ricostruzioni ufficiali, <strong>la conoscenza tra Chiara Poggi e Sempio era superficiale,</strong> vedendosi i due solo nelle occasioni in cui Sempio frequentava casa Poggi per incontrare Marco e in passato la famiglia Poggi ha sempre dichiarato di credere fermamente nella colpevolezza di Stasi, mostrando dubbi sulla pista Sempio.</p>



<p><strong>Marco Poggi, “anello di congiunzione” tra la vittima e il nuovo indagato, all’epoca dei fatti aveva solo 19 anni </strong>e fino agli sviluppi recenti è sempre stato molto fuori dalla cronaca, tanto che non ha mai voluto rilasciare interviste, né ha mai partecipato a programmi televisivi, a differenza dei suoi genitori, <strong>Rita Preda e Giuseppe Poggi.</strong> Nel giorno dell’omicidio, Marco, secondo quanto dichiarato da lui e dalla famiglia, si trovava in vacanza con i genitori in Trentino, nella provincia di Bolzano, e proprio per questo motivo, fino ad ora non era mai stato coinvolto nella vicenda, anche dal punto di vista mediatico, essendo assente dal luogo del delitto. Dall’avvio delle indagini verso Andrea Sempio, però, <strong>Marco ha sempre sostenuto che l’amico sarebbe innocente ed “estraneo alla vicenda”, fatto ripetuto anche nel corso dell’ultimo interrogatorio coi Pm del 20 maggio</strong>.</p>



<p>Un&#8217;altra faccenda poco chiara riguardante Marco Poggi e Andrea Sempio sono però le <strong>due diverse versioni rispetto alla presenza delle impronte di Sempio nella cantina di casa Poggi:</strong> negli ultimi giorni sul web sono tornate a circolare molte vecchie interviste rilasciate dai genitori di Chiara, in cui si sosteneva che Sempio, pur frequentando Marco, non era solito entrare in casa e soprattutto, che non era mai entrato in cantina. Tuttavia, dopo che la sua impronta – la già citata “impronta 33” che è stata trovata proprio sulla parete della cantina – a giustificazione, c’è ora una nuova versione: <strong>“Forse Andrea non frequentava solo la stanza del pc e la sala tv, ma può essere che sia sceso anche in cantina”</strong> ha infatti affermato recentemente Marco Poggi, come riportato dal <em>Corriere della Sera.</em></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Omicidio-di-Garlasco-Andrea-Sempio-nuovo-indagato-e-la-sua-avvocata-Angela-Taccia-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-471300" style="width:726px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Omicidio-di-Garlasco-Andrea-Sempio-nuovo-indagato-e-la-sua-avvocata-Angela-Taccia-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Omicidio-di-Garlasco-Andrea-Sempio-nuovo-indagato-e-la-sua-avvocata-Angela-Taccia-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Omicidio-di-Garlasco-Andrea-Sempio-nuovo-indagato-e-la-sua-avvocata-Angela-Taccia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Omicidio-di-Garlasco-Andrea-Sempio-nuovo-indagato-e-la-sua-avvocata-Angela-Taccia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Omicidio-di-Garlasco-Andrea-Sempio-nuovo-indagato-e-la-sua-avvocata-Angela-Taccia-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Omicidio-di-Garlasco-Andrea-Sempio-nuovo-indagato-e-la-sua-avvocata-Angela-Taccia.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Andrea Sempio e la sua avvocata Angela Taccia</em></figcaption></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">l mistero dello scontrino</h2>



<p>Legate ad Andrea Sempio, ci sono poi le dichiarazioni di sua madre Daniela, diffuse recentemente in un servizio del programma Mediaset <em>Le iene. </em><strong>Daniela Sempio, cercando forse di allontanare i sospetti dal figlio</strong>, ha infatti affermato di aver personalmente udito la testimonianza di una donna, vicina di casa di Chiara Poggi, che le avrebbe raccontato di <strong>aver visto Chiara litigare la cugina Stefania Cappa il 12 agosto 2007, ovvero il giorno prima dell’omicidio</strong>. Una testimonianza poi smentita ai microfoni delle <em>Iene</em> dalla diretta interessata, ovvero la presunta testimone e vicina di casa.</p>



<p>Tuttavia, questa non è la sola “stranezza” legata alla madre di Andrea Sempio. Fino ad ora il 37enne aveva sempre avuto un alibi per la mattina dell’omicidio: si trovava a Vigevano, come ha testimoniato <strong>attraverso l’anonimo scontrino di un parcheggio in Piazza Ducale, indicante l’orario le 10.18</strong>. Tuttavia, oltre a un’intercettazione telefonica in cui, in una conversazione tra i membri della famiglia Sempio sarebbe stata detta la famosa frase <strong>“ne abbiamo cannata una” riferita proprio all’alibi dello scontrino</strong>, recentemente una nuova pista fa ipotizzare che lo scontrino del parcheggio potrebbe non essere appartenuto ad Andrea Sempio, ma bensì alla signora Daniela, dato che il suo cellulare si è attaccato alle celle telefoniche di Vigevano nella mattina del 13 agosto 2007, mentre quello del figlio no.</p>



<p>Infine, un altro nome tornato sui giornali proprio in questi giorni è quello di <strong>Ermanno Cappa</strong>: zio della vittima e avvocato di un prestigioso studio nel cuore di Brera. Il settimanale <em>Giallo </em>in particolare, ha diffuso il contenuto di alcune vecchie intercettazioni telefoniche proprio di <strong>Ermanno Cappa, risalenti al 2007, in cui l’uomo riferendosi alle figlie Paola e Stefania</strong>, le avvertirebbe di stare lontani dai riflettori e dai programmi Tv: “Vi stritolano, siete già su Internet, fate ridere i polli”, ma soprattutto avrebbe rivolto delle accuse dirette a Vittorio Feltri, da sempre sostenitore dell’innocenza di Stasi: <strong>“Ho un incontro con alcuni deputati per attaccare Vittorio Feltri”</strong> avrebbe detto l’uomo, aggiungendo di voler scoprire chi passa a Feltri “i documenti a favore di Stasi”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il “supertestimone”, l’avvocato dei Poggi, le gemelle Cappa</h2>



<p>Una delle notizie più clamorose attorno al caso di Garlasco sono poi <strong>le dichiarazioni del “supertestimone” anonimo ai microfoni del programma <em>Le iene.</em></strong><em> </em>Nella puntata andata in onda lo scorso 20 maggio “Carlo” (nome di fantasia) ha infatti raccontato una storia assurda che coinvolgerebbe le gemelle Cappa e l’avvocato della famiglia Poggi, <strong>Gian Luigi Tizzoni</strong>. “Carlo” ha infatti detto che già nel 2007 aveva conosciuta una donna di Tromello – piccolo comune vicino a Garlasco &#8211; che abitava accanto alla nonna materna delle gemelle Cappa, Paola e Stefania. La donna gli avrebbe riferito di aver <strong>visto Stefania Cappa recarsi in quella casa proprio il 13 agosto 2007, in uno stato di estrema agitazione, con un pesante borsone.</strong> Successivamente, sempre secondo il racconto di Carlo, la donna avrebbe udito come Stefania g<strong>ettava pesanti oggetti metallici nel canale vicino alla casa della nonna</strong> e il fatto l’avrebbe colpita molto, perché né Paola, né Stefania erano solite recarsi in quella casa prima di allora.</p>



<p>La testimonianza di Carlo fa poi riferimento all’<strong>avvocato della famiglia Poggi, Gian Luigi Tizzoni</strong>, sostenendo che queste rivelazioni gli erano state fatte già nel momento delle primissime indagini sull’omicidio, <strong>ma Tizzoni “non volle saperne”.</strong> “Dissi all’avvocato della famiglia Poggi che avevo novità sulle gemelle Cappa, ma l’avvocato mi rispose che c’era già un’indagine in corso su Stasi”, ha infatti affermato il supertestimone. Una pista alternativa e senza dubbio inquietante, dove ricordiamo che le gemelle Cappa, comunque, non sono al momento indagate. Tuttavia, proprio la testimonianza del signor “Carlo” alle <em>Iene, </em>consegnata agli inquirenti, ha di fatto portato al <strong>ritrovamento in queste settimane, di un martello e altri oggetti</strong>, attualmente al centro delle nuove indagini, nel piccolo canale di scolo di Tromello, accanto alla casa della nonna delle gemelle.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Paola-e-Stefania-le-gemelle-Cappa-e-fotomontaggio-con-Chiara-Poggi-Delitto-di-Garlasco-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-471302" style="width:714px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Paola-e-Stefania-le-gemelle-Cappa-e-fotomontaggio-con-Chiara-Poggi-Delitto-di-Garlasco-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Paola-e-Stefania-le-gemelle-Cappa-e-fotomontaggio-con-Chiara-Poggi-Delitto-di-Garlasco-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Paola-e-Stefania-le-gemelle-Cappa-e-fotomontaggio-con-Chiara-Poggi-Delitto-di-Garlasco-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Paola-e-Stefania-le-gemelle-Cappa-e-fotomontaggio-con-Chiara-Poggi-Delitto-di-Garlasco-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Paola-e-Stefania-le-gemelle-Cappa-e-fotomontaggio-con-Chiara-Poggi-Delitto-di-Garlasco-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Paola-e-Stefania-le-gemelle-Cappa-e-fotomontaggio-con-Chiara-Poggi-Delitto-di-Garlasco.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il fotomontaggio delle gemelle Paola e Stefania Cappa con la cugina Chiara Poggi, aggiunta alla foto dopo l&#8217;omicidio nel 2007</em></figcaption></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">I legali di Sempio come personaggi mediatici</h2>



<p>Del resto, anche gli avvocati di Andrea Sempio non sono da meno, dato che in poco tempo sono diventati dei veri e propri personaggi mediatici. <strong>Massimo Lovati, spesso ospite in Tv ha infatti sorpreso moltissimo l’opinione pubblica, dopo è arrivato a dichiarare l’innocenza di Stasi: </strong>“L’assassino non è Stasi, è stato un sicario e ho un’idea del mandante”, ha infatti dichiarato il legale. Inoltre, durante un’ospitata al programma <em>Quarto Grado </em>ha aggiunto: “Non troviamo un movente sufficiente né per Stasi, né per Sempio, tale da commettere un omicidio di questo genere”, oltre a sostenere che <strong>Chiara Poggi potrebbe essere stata uccisa perché a conoscenza di una verità “scomoda”</strong>, riguardante un giro di scandali sessuali. Affermazioni molto forti, che ridisegnano completamente le possibili cause dell&#8217;omicidio.</p>



<p>Anche l’altra legale che rappresenta Stasi è finita al centro della cronaca: <strong>Angela Taccia</strong>, coetanea di Sempio e amica di lunga data, alcuni giorni fa aveva diffuso sul suo profilo Instagram alcuni <strong>messaggi di “sfida” a sostegno del suo assistito: “Guerra dura senza paura, Cpp we love you”,</strong> una frase accompagnata dall’emoji di una tigre e un cuore blu che in poco tempo ha fatto il giro del web. Quel giorno &#8211; il 20 maggio &#8211; Andrea Sempio avrebbe dovuto presentarsi a un interrogatorio, poi saltato per un’imprecisione procedurale nella convocazione.<strong> Un comportamento, quello di Angela Taccia, da molti considerato bizzarro e discutibile</strong>, tanto che si è diffusa la voce di un richiamo ufficiale dell’Ordine degli avvocati milnaesi nei suoi confronti, per intimarla a mantenere un comportamento riservato e di decoro sui social, anche se lei stessa ha poi negato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La testimonianza rimangiata di Marco Muschitta</h2>



<p>Ancora più strane sono poi le <strong>rivelazioni di due testimoni secondari sul caso Garlasco: il dipendente dell’Ams Marco Muschitta e la nuova testimone anonima dell’Ansa.</strong> Il nome di Marco De Montis Muschitta non è in realtà nuovo nelle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi.  Diversi anni fa l’uomo, nel corso di un interrogatorio, <strong>aveva infatti raccontato ai carabinieri di aver visto Stefania Cappa in sella a una biciletta nera vicino alla villetta di via Pascoli la mattina del 13 agosto, mentre teneva in mano un attizzatoio da camino</strong>. Una testimonianza contenuta nel verbale in cui però Muschitta, dopo cinque ore di interrogatorio, alla fine ritrattò e disse di esserci inventato tutto. Stefania Cappa, dal canto suo, aveva invece dichiarato che quella mattina era in casa, e si era poi recata in piscina assieme all’amico (e attuale marito) Emanuele Arioldi, che ha sempre confermato questo alibi.</p>



<p>Una novità in questo senso si è però “aggiunta” negli ultimi giorni: <strong>una donna di 48 anni di Garlasco, una testimone al momento anonima</strong>, difesa dall’avvocato Stefano Benvenuto, ha raccontato alla procura di Pavia che all’epoca dei fatti aveva un rapporto di amicizia con Stefania Cappa e di come quest’ultima le avrebbe confidato fatti spiacevoli riguardanti la cugina Chiara Poggi, come riportato dall&#8217;Ansa. <strong>“Stefania Cappa mi confidò di non essere affezionata alla cugina Chiara Poggi</strong>, anzi di non avere particolare simpatia nei suoi confronti.<strong> Si avvertiva invidia o rancore verso la cugina. Le stava antipatica. Diceva: ‘Adesso che è morta tutti a dire che è buona, brava, bella. Non è buona e non è bella</strong>’” le sue parole. Ma non solo, perché la donna, in un altro punto della testimonianza, ha anche aggiunto che Stefania le avrebbe detto: <strong>“Loro mi devono vedere che vado al cimitero”</strong>, riferito all’attenzione dei giornalisti sul posto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Troppi silenzi e troppo rumore</h2>



<p>Infine, un ultimo <strong>tassello incongruente nella vicenda riguarda proprio chi in passato ha svolto le indagini e le forze dell’ordine</strong>: l&#8217;ex procuratore di Pavia Marco Venditti è al momento al centro di un’inchiesta su fondi e intercettazioni sospette, mentre era alla guida dell’ufficio. L’uomo, oggi in pensione, era ai vertici della Procura di Pavia e <strong>fu proprio lui, nel 2017, a decidere di archiviare la prima indagine su Andrea Sempio</strong> nell’omicidio di Chiara Poggi. Attualmente, la Procura di Brescia ha avviato un’indagine sul suo operato, dato che si ipotizza un possibile “sistema” in cui, per diversi anni, magistrati, politici, imprenditori e carabinieri del pavese avrebbero gestito in modo sospetto dei fondi, legati alle intercettazioni telefoniche. “Calunnie, non ne so nulla” ha recentemente affermato Venditti, ma nel frattempo due carabinieri sono stati arrestati, sollevando nuovi dubbi sulla trasparenza delle indagini di quegli anni.</p>



<p>Una vera e propria matassa, costellata di decine e decine di strane dichiarazioni e singolari personaggi, in cui le reali cause dell’omicidio di Chiara Poggi sono, forse, ancora ignote. <strong>Sempre più persone hanno iniziato a mettere in dubbio la colpevolezza di Alberto Stasi</strong>, anche considerando gli ultimi sviluppi, aprendo una speranza per una reale – almeno stavolta – giustizia per la vittima. Un delitto avvolto da insinuazioni torbide, mezze verità e strani silenzi, che non fanno che alimentare quella morbosità e pornografia del dolore, con migliaia ei migliaia di articoli e commenti sul web, dove forse la realtà è arrivata a superare la fantasia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/delitto-di-garlasco/garlasco-la-vicina-il-supertestimone-e-tutti-gli-strani-personaggi-del-caso-che-fa-discutere-litalia.html">Garlasco: la vicina, il supertestimone e tutti gli strani personaggi del caso che fa discutere l&#8217;Italia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Delitto di Garlasco: il romeno, l&#8217;avvocato, il maresciallo, i suicidi&#8230; quello che nessuno vi ha mai raccontato</title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/delitto-di-garlasco-il-romeno-lavvocato-il-maresciallo-i-suicidi-quello-che-nessuno-vi-ha-mai-raccontato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Mar 2025 15:32:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[Delitto di Garlasco]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[delitto di Garlasco]]></category>
		<category><![CDATA[omicidio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2126" height="1417" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240606170742527_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1058180.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240606170742527_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1058180.jpg 2126w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240606170742527_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1058180-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240606170742527_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1058180-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240606170742527_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1058180-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240606170742527_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1058180-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240606170742527_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1058180-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240606170742527_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1058180-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2126px) 100vw, 2126px" /></p>
<p>Il 13 agosto del 2007, a Garlasco, c'erano molte persone, tutte protagoniste di vicende trasversali che compongono un quadro inedito.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/delitto-di-garlasco-il-romeno-lavvocato-il-maresciallo-i-suicidi-quello-che-nessuno-vi-ha-mai-raccontato.html">Delitto di Garlasco: il romeno, l&#8217;avvocato, il maresciallo, i suicidi&#8230; quello che nessuno vi ha mai raccontato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2126" height="1417" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240606170742527_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1058180.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240606170742527_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1058180.jpg 2126w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240606170742527_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1058180-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240606170742527_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1058180-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240606170742527_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1058180-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240606170742527_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1058180-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240606170742527_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1058180-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240606170742527_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1058180-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2126px) 100vw, 2126px" /></p>
<p><strong><em>La riapertura delle indagini sul caso di Garlasco e la concentrazione degli inquirenti sulla figura di Andrea Sempio ci spinge a riproporre questa ampia e dettagliata analisi dei punti oscuri del caso del 2007 su cui Gianluca Zanella aveva indagato quando ancora il faro dei media era distante da un caso che sembrava chiuso. </em></strong></p>



<p>Esattamente 17 anni oggi, tanto il tempo trascorso dall&#8217;omicidio di Chiara Poggi. Un tempo superiore a quello comminato ad <strong>Alberto Stasi</strong>, condannato a 16 anni per omicidio volontario. Ci sono luoghi lontani dai grandi centri urbani che resteranno per sempre in una bolla di anonimato. Piccole e medie località che rimarranno note solamente a chi le abita o nella memoria di chi in quei luoghi ha lavorato, ha vissuto parte della propria vita o conserva gli affetti. Altri luoghi, invece, non sono così fortunati. E il loro nome entra nella memoria collettiva in quanto legato a fatti di sangue divenuti celebri: Erba, Avetrana, Brembate di Sopra, Cogne. E ovviamente Garlasco.</p>



<p>Tutti luoghi che fino a quel momento non suggerivano nulla, ma che improvvisamente sono saliti alla ribalta delle cronache, che da un giorno a un altro sono stati invasi da troupe televisive, forze dell’ordine, folle di curiosi. E a quel punto l’attenzione mediatica si focalizza sull’evento all’origine di tanto interesse, lo scandaglia, lo seziona alla ricerca dei dettagli più pruriginosi. E <strong>il contesto, il quadro d’insieme si perde, sfuma nell’indefinito</strong>.</p>



<p>Per il delitto di Garlasco è accaduto proprio questo. <strong>La storia di Chiara Poggi e Alberto Stasi ha sovraccaricato i media nazionali</strong> per mesi, anni, con il risultato di produrre un monolite informativo, una visione distorta che, per quanto minuziosa, in realtà banalizza gli eventi, scollegandoli dal contesto in cui essi sono maturati. Quasi il delitto di una ragazza di 28 anni sia stato una meteora, completamente scollegato da qualsiasi situazione pregressa.</p>



<p>In questo articolo che si configura come ideale conclusione di un <strong><a href="https://it.insideover.com/category/delitto-di-garlasco">percorso giornalistico</a> </strong>volto a scandagliare i fatti sotto punti di vista raramente battuti, quando non palesemente ignorati, racconteremo il contesto. Racconteremo una Garlasco differente da quella che emerge quando si pensa al delitto di Chiara Poggi. E in conclusione, entreremo nella scena del delitto. E vi indicheremo alcune cose mai entrate nella narrazione mediatica dell’omicidio. Cose che possono generare domande a cui nessuno, fin ora, ha cercato di dare una risposta.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Prendi un giorno d’estate a Garlasco</strong></h2>



<p>Per giustificare l’attenzione investigativa che sin da subito venne indirizzata solo ed esclusivamente su Alberto Stasi,<strong> è passata la versione che quel giorno, il 13 agosto 2007, a Garlasco – circa 10 mila anime – non ci fosse nessuno</strong>. Praticamente un paese fantasma. Ovviamente non è così, quel giorno a Garlasco c’erano tante persone, molte di queste, in effetti, gravitarono nella vicenda, finendone talvolta a vario titolo – mediatico o giudiziario – coinvolte. <strong>C’erano le gemelle Paola e Stefania Cappa</strong>, le cugine di Chiara, che finirono al centro delle polemiche dopo aver effettuato un fotomontaggio che le mostrava in compagnia della ragazza uccisa ed essersi esposte di fronte all’occhio delle telecamere. <strong>C’era Andrea Sempio</strong>, il diciannovenne amico di Marco Poggi, fratello di Chiara, che nel 2016 sarà indicato (e poi archiviato) come il possibile, vero killer, dopo che il suo Dna, poi ritenuto dalla Procura di Pavia inutilizzabile, era stato ritrovato sotto le unghie di Chiara. </p>



<p>C’erano tante altre persone che, come già detto, incroceranno questa storia marginalmente, ma finiranno talvolta al centro di altre vicende, tutte curiosamente germogliate in seno a quella comunità sconvolta dal delitto di Chiara Poggi, e che – per ragioni insondabili – negli anni sembra non trovare pace.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Scandalo al santuario</strong></h2>



<p>Qualche anno fa una fonte ci disse: “<strong>Non si può capire bene il contesto del delitto di Garlasco se non si approfondisce quello che succedeva alle Bozzole</strong>”. Non fu complicato capire a cosa si riferisse la fonte. Il Santuario della Madonna della Bozzola (e non Bozzole) è un punto di riferimento importante per la zona e non solo. Dal 1990 ne è rettore un prete che nel 2003 fonda una comunità per il recupero di ragazzi e ragazze con problemi di tossicodipendenza e di natura psicologica. Il suo nome salì alla ribalta delle cronache tra il 2014 e il 2015, quando <strong>venne coinvolto in una brutta storia di ricatti a sfondo sessuale</strong>. Un cittadino romeno sosteneva di averlo ripreso in atteggiamenti intimi con un altro uomo, chiedendogli poi una somma di denaro per comprare il suo silenzio. La storia si sarebbe potuta interrompere con una denuncia, e in effetti il religioso si rivolse all’allora comandante della Stazione dei Carabinieri che però, a quanto risulta dagli atti, si limitò ad ammonire verbalmente il romeno affinché interrompesse l’estorsione.</p>



<p>Questo non avviene e l’insistenza dell’uomo diventa talmente forte da determinare una decisione discutibile: il prete cede e decide di pagare. <strong>A fare da intermediario per la consegna dei soldi, l’allora sindaco di Garlasco</strong>. Il romeno ottiene qualche decina di migliaia di euro e, come se non bastasse, per farlo stare buono, l’allora sindaco, che era anche un commercialista, gli apre una ditta individuale per permettergli di lavorare nel ramo edilizio, grazie alla collaborazione di un altro professionista: un avvocato che, già in precedenza, aveva svolto il ruolo di intermediario tra il romeno e altre persone a vario titolo convinte a cedergli del denaro, approntando anche della documentazione che giustificasse la dazione. Alla fine, <strong>secondo gli inquirenti, il rettore del Santuario consegnerà in totale al romeno circa 150 mila euro</strong>, fin quando la situazione, ormai fuori controllo, arriverà a interessate le alte sfere del Vaticano e le autorità, che arresteranno l’uomo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’avvocato e la praticante</strong></h2>



<p>In questa storia a metà tra il boccaccesco e il noir, resta poco chiaro il motivo che ha portato l’allora sindaco di Garlasco e un avvocato del foro di Vigevano – che, è bene specificarlo, non sono mai stati indagati per questa vicenda &#8211; a esporsi in favore di un becero truffatore.</p>



<p>Lo stesso avvocato lo ritroviamo come difensore di <strong>Andrea Sempio</strong> quando il ragazzo finisce al centro della bufera, indicato dalla difesa di Alberto Stasi come il vero autore dell’omicidio, dopo che il suo Dna – a seguito di indagini difensive che verranno aspramente criticate, sebbene poi considerate del tutto legittime – verrà riconosciuto come lo stesso presente sotto le unghie di Chiara e, fino a quel momento, attribuito ad IGNOTO. &nbsp;Sull’esito delle indagini a carico di Sempio non ci soffermiamo. La posizione del ragazzo sarà archiviata dopo circa 4 mesi di indagini poiché il Dna viene ritenuto inutilizzabile in quanto troppo degradato.</p>



<p>C’è però una circostanza curiosa che merita di essere portata all’attenzione dei lettori e che aggiunge un ulteriore tassello a quel quadro di contesto che nel delitto di Garlasco è sempre rimasto in ombra. Sono le 13.50 del 5 febbraio 2017. Andrea Sempio, che è sotto indagine e che qualche sera prima è stato ospite della trasmissione Mediaset <em>Quarto Grado</em>, sin dall’inizio fortemente orientata verso la colpevolezza di Stasi, è al lavoro in un negozio e, mentre si trova dietro il bancone, riceve una telefonata di circa 50 secondi. Sempio risponde senza esitazioni, ma dalla trascrizione sembra quasi sorpreso, come non si aspettasse di sentir parlare quell’interlocutore.</p>



<p>A chiamare è un uomo che gli investigatori indicano come piuttosto in là con l’età. Non ha mai telefonato prima e non telefonerà mai più e non sembra essere mai stato identificato. Di per sé nel corso della telefonata non si dice nulla di particolare. L’uomo, che a Sempio dà del “tu”, chiede se vada tutto bene. Sempio, che invece dà del “lei”, dice di si, che “qualcosa si sta muovendo” e che di giornalisti, per ora, non se ne sono visti. “Bene” commenta l’uomo, che poi saluta.</p>



<p>Perché è interessante questa telefonata? Perché il telefono da cui viene effettuata è intestato a una donna di origine extra europea che diventerà successivamente praticante avvocato nello studio dell’avvocato di Sempio. L’uomo al telefono, se ve lo chiedeste, non è ovviamente l’avvocato, altrimenti non ci sarebbe nulla di curioso. Ad aggiungere coincidenze su coincidenze, il nome della stessa donna lo ritroviamo qualche anno prima in un’altra situazione che finisce all’attenzione delle autorità.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Sesso e veleni</strong></h2>



<p>È il 2013. Per l’allora comandante della stazione dei Carabinieri di Garlasco è quello che gli antichi romani avrebbero chiamato un <em>annus horribilis</em>. La famiglia Poggi, difesa dall’avvocato Gianluigi Tizzoni, lo ha <strong>denunciato per falsa testimonianza</strong> in relazione al mancato sequestro della bicicletta nera in uso alla famiglia Stasi e tenuta nel magazzino della ditta di Nicola Stasi, padre di Alberto. </p>



<p>Contestualmente, il maresciallo sta vivendo un periodo di forti tensioni: da un lato finisce nei guai per aver fornito a una sua amica – tra l’altro, altra coincidenza, parente stretta di Andrea Sempio –<s> </s>un dispositivo gps per spiare i movimenti del marito (sarà condannato per peculato); dall’altro finisce a processo (e sarà poi condannato) per <strong>favoreggiamento della prostituzione</strong>.</p>



<p>Secondo gli investigatori, l’uomo e altre persone hanno tollerato che nel locale notturno da loro gestito – l’Exclusive Club di Garlasco – alcune ragazze adescassero i clienti per poi condurli nelle stanze soprastanti. Non solo, il maresciallo e gli altri avrebbero anche trattenuto una parte di quanto pagato dai clienti. Tra gli atti prodotti nel corso del processo si leggono diversi nomi. Tra quelli delle ragazze, che vengono sentite dai carabinieri e che sostanzialmente confermano tutto, c’è quello della donna dal cui telefono, nel 2017, arriverà quella strana telefonata. Donna che, come detto, diventerà qualche anno dopo praticante avvocato nello studio del legale di Sempio.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Una lunga scia di suicidi</strong></h2>



<p>Purtroppo nel quadro di contesto ci sono anche alcuni suicidi piuttosto singolari. Nel 1990 due giovani, tali Giordano e Daniele, si erano uccisi con il gas di scarico della macchina di uno dei due dopo aver passato una serata con gli amici che non aveva lasciato presagire nulla di preoccupante. Di questa storia si trova labile traccia in alcuni articoli, ma i dettagli sfuggono. Di certo c’è solo che teatro di questo gesto è via Mulino, dove parecchi anni dopo, il 23 novembre 2010 si consumerà un’altra tragedia inspiegabile e inspiegata. </p>



<p><strong>Giovanni Ferri</strong>, meccanico in pensione, ultra ottantenne in buona salute, dedito alla moglie invalida, abitudinario e molto ben voluto, esce di casa come ogni mattina, percorre le solite strade, compra il giornale nella solita edicola e lo legge al tavolino del solito bar, dove sorseggia un caffè. Solo che quel giorno, Giovanni non torna a casa. Si infila tra un muro e un palazzo, in un pertugio di circa 50 cm – o almeno, è lì che viene ritrovato – e <strong>si taglia i polsi e la gola</strong>. Nonostante le nostre ricerche sul punto, non siamo mai riusciti a sapere se il coltello sia mai stato ritrovato sul posto.</p>



<p><strong>Negli anni a seguire, invece, a uccidersi saranno dei ragazzi</strong>. Tutti giovanissimi, poco più che ventenni. Uno di loro, che tra l’altro frequentava la comunità diretta dal rettore del Santuario, nel 2011 si lancia da un acquedotto. Un altro nel 2014 si impicca a una trave facendo un nodo scorsoio molto difficile da realizzare; nel 2015 un’altra impiccagione. Tragedie che lasciano intere famiglie distrutte. La spia di un disagio che corre silenzioso tra giovani che da anni, da quel maledetto 13 agosto 2007, vivono con il fantasma di un delitto che ha stravolto la quotidianità di un’intera cittadina, compresa la loro.</p>



<p>Questo è il quadro di contesto di Garlasco. Ora passiamo alla scena del delitto e a quei dettagli che nessuno ha mai portato all’attenzione del grande pubblico.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Elementi di serie B</strong></h2>



<p>Nel lungo lavoro d’inchiesta cominciato prima sulle pagine de<em> IlGiornale.it</em> e proseguito su quelle di <em>InsideOver</em>, più volte ci siamo trovati a sottolineare che molti elementi e molte potenziali piste investigative sono state sacrificate per concentrare tutti gli sforzi sul primo e unico indiziato: Alberto Stasi. <strong>Gli alibi di molte persone presenti quella mattina a Garlasco non vennero opportunamente verificati</strong>. Nessuno. E diversi elementi presenti sulla scena del delitto sono rimasti semplicemente ignorati.</p>



<p>Si è ignorata, per esempio, la sparizione di due teli da mare da un mobile della saletta tv, quella dove il fratello di Chiara e i suoi amici si chiudevano spesso a giocare alla Play Station. A dirlo ai carabinieri è Rita Preda, la mamma di Chiara, che si accorge di questa strana assenza. In effetti, dalle foto che ritraggono il mobile in cui i teli erano conservati, si vedono due cassetti semi aperti. Nessuno, però, ha mai pensato di rilevare eventuali impronte digitali o tracce biologiche.</p>



<p>Passando in cucina, oltre a un posacenere mai repertato di cui in precedenza abbiamo avuto modo di scrivere, <strong>c’è un cassetto della credenza, chiuso, con una traccia di sangue di Chiara</strong>. È quindi evidente, non essendo quella la stanza in cui si è consumata l’aggressione, che l’assassino sia entrato lì in un secondo momento e si sia diretto proprio verso quel cassetto. Cosa vi era contenuto? Sacchetti di plastica, buste della spesa.</p>



<p>Sacchetti che, con buona probabilità, vennero utilizzati per nascondere qualcosa. Forse l’arma del delitto sporca di sangue e mai ritrovata. O forse, ma questa è una suggestione, i teli da mare con cui l’assassino magari si è ripulito dopo essere arrivato alla soglia del bagno, dove c’è una sua impronta di scarpa, ed essersi specchiato. Lì, ricoperto di sangue, ha scelto di non lavarsi al lavandino – dove in effetti non verranno trovate tracce di sangue – ma di pulirsi con qualcos’altro.</p>



<p>Questo comporta una cosa: <strong>l’assassino, che è andato a colpo sicuro aprendo i cassetti giusti, doveva conoscere molto bene casa Poggi</strong>. Naturale pensare ad Alberto Stasi. Dopotutto, lui e Chiara stavano insieme da quattro anni. Ma che tipo di rapporto era il loro? Alberto conosceva davvero così bene casa Poggi?</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Fidanzati ma non troppo</strong></h2>



<p>In realtà il rapporto tra Chiara e Alberto ha subìto sin dalle primissime battute una deformazione imposta da una narrazione mediatica alla ricerca del pathos necessario per ogni grande storia di amore e morte. Si parlava di due ragazzi “fidanzati in casa”, dando per buono che, dopo quattro anni di relazione, Alberto fosse di casa tra le mura della villetta di via Pascoli.</p>



<p>In realtà non è così. Il rapporto di Chiara e Alberto, nonostante il tempo trascorso insieme, era un rapporto che non si potrebbe definire maturo. Alberto, più giovane di Chiara, doveva ancora laurearsi. Per lui lo studio veniva prima di tutto, anche del suo rapporto con la fidanzata, con cui in effetti si vedeva principalmente nel weekend. Durante la settimana si sentivano per lo più telefonicamente, ma raramente si vedevano. Dagli atti emerge una realtà differente da quella propinata nei talk show televisivi. Una realtà che emerge dalle parole non solo di Stasi, ma anche dei genitori di Chiara. Quando Alberto andava a prendere Chiara a casa, non entrava mai, la attendeva fuori dal cancello. I contatti con i suoceri erano quasi sempre a distanza. Un saluto e via. Nessun tipo di confidenza. Mai un pranzo o una cena di famiglia, mai un incontro tra genitori. E, cosa più importante, mai una volta in cui Chiara – che a sua volta non frequentava casa Stasi &#8211; sia rimasta a casa da sola. Almeno fino a quell’estate del 2007 quando, per la prima volta, Chiara non si unisce ai genitori per la vacanza.</p>



<p>È quella la prima volta in cui Alberto attraversa la soglia di casa Poggi e vi resta più di qualche minuto. Certo, si può dire che basta anche mezza giornata per memorizzare gli angoli strategici di una casa, soprattutto se si premedita un omicidio. Ma quello di Chiara Poggi è stato un delitto d’impeto, non premeditato. E di certo c’erano persone – al di fuori di quelle del nucleo famigliare – che quella casa la conoscevano molto meglio di Alberto, frequentandola molto più spesso e da diversi anni. Anche questo, però, è un aspetto mai approfondito.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Una presenza inspiegabile</strong></h2>



<p>Arriviamo alla fine di questo quadro d’insieme partito dalla cornice e finito al centro della scena, dove i particolari si sono persi. E alla fine dedichiamo qualche riga al particolare più inspiegabile di tutti, quello su cui ci siamo arrovellati per anni, cercando di dargli una spiegazione logica. Un particolare che emerge sempre grazie alle fotografie presenti in atti.</p>



<p>Sul divano di casa Poggi c’è una busta di una nota marca di abbigliamento. È poggiata come se qualcuno l’avesse lasciata lì un attimo e se la sia dimenticata. Dentro ci sono quattro mutande da donna, sporche (possiamo dirlo con certezza perché i carabinieri del RIS le analizzarono sul posto con il <em>crime scope</em>, rilevando tracce biologiche). Altre mutande mai analizzate saranno trovate sulla scrivania di Chiara, al piano superiore della casa, e nel bagno, sempre al piano superiore: un paio sul bordo della vasca da bagno e un paio nel lavandino.</p>



<p>Gli ambienti del piano superiore non furono scandagliati come quelli del piano sottostante. In quel bagno non vennero rilevate le impronte digitali, né si cercarono tracce latenti di impronte di scarpa o tracce biologiche. Nulla. Restano le foto a fissare delle scene che potrebbero raccontare di una poca attenzione all’ordine. Però, indubbiamente, per quanto si possa essere disordinati, lasciare mutande nel lavandino o sulla vasca da bagno è piuttosto singolare. Così come singolare è tenere altre mutande in una busta.</p>



<p>Qualcuno ha mai analizzato quelle mutande per capire se fossero di Chiara? No. Non vennero neanche sequestrate. Eppure, tra le ipotesi che si possono fare, non è peregrino immaginare che all’inizio anche le mutande ritrovate al piano superiore di casa Poggi fossero contenute in quella busta. Quasi che qualcuno le abbia volute spargere in giro per casa. A che pro? E soprattutto, questo “qualcuno” dove ha preso le mutande? Sicuramente non dai cassetti, perché erano sporche. Allora dalla lavanderia al piano interrato? O magari le ha portate da fuori? E inevitabilmente arriviamo alla domanda principale: se effettivamente qualcuno ha “sparso” quelle mutande in giro per casa, stiamo parlando dell’assassino? Se fosse stato lui, avrebbe dovuto farlo prima del delitto, altrimenti impronte di sangue sarebbero state trovate anche al piano superiore (e non possiamo saperlo, perché lì il luminol non è stato utilizzato).</p>



<p>Tutte queste sono e resteranno per sempre domande senza risposta. Una risposta avrebbero potuto e dovuto darla gli inquirenti, che però hanno ignorato tutto questo. <strong>Così come hanno ignorato alcune piste che avrebbero potuto delineare meglio il contesto della vita di Chiara oltre e prima Alberto</strong>, le sue amicizie, quelle di cui nemmeno il fidanzato era a conoscenza. Chissà, magari ne sarebbero usciti spunti del tutto inutili, o magari una traccia decisiva per arrivare a sbrogliare un caso che, probabilmente, pesa ancora sulla coscienza di tanti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/delitto-di-garlasco-il-romeno-lavvocato-il-maresciallo-i-suicidi-quello-che-nessuno-vi-ha-mai-raccontato.html">Delitto di Garlasco: il romeno, l&#8217;avvocato, il maresciallo, i suicidi&#8230; quello che nessuno vi ha mai raccontato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il Mostro di Firenze e il ritorno della &#8220;pista sarda&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/cronaca-nera/il-mostro-di-firenze-e-il-ritorno-della-pista-sarda.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Sep 2024 16:15:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[Omicidi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="640" height="375" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/FV-e1726503551181.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/FV-e1726503551181.jpg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/FV-e1726503551181-600x352.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/FV-e1726503551181-300x176.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Nuovo tassello nell'infinita vicenda del Mostro di Firenze: Francesco Vinci, sospettano i parenti, potrebbe essere vivo.</p>
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<p>Non sono passati che pochi giorni dalla notizia di un <a href="https://it.insideover.com/cronaca-nera/mostro-di-firenze-un-esperimento-potrebbe-ribaltare-tutto.html">esperimento scientifico</a> condotto dagli avvocati del nipote di<strong> Mario Vanni</strong> per scagionare lo zio e, di conseguenza, far crollare l&#8217;impianto accusatorio sui cosiddetti Compagni di merende, che un altro scoop arriva a eccitare gli animi dei tanti &#8220;mostrologi&#8221; che affollano la rete. Sembra infatti che a breve, sulla base di un&#8217;iniziativa privata dei famigliari, supportati da un investigatore privato, sarà riesumato il corpo &#8211; o quel che ne rimane &#8211; di <strong>Francesco Vinci</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I fratelli Vinci e l&#8217;omicidio del 1968</strong></h2>



<p>Per chi della vicenda del <strong>Mostro di Firenze</strong> è un esperto, il nome di Francesco Vinci apre un mondo. Per i tanti che potrebbero non averlo mai sentito nominare, Francesco Vinci era uno dei tanti sardi emigrati in Toscana tra gli anni Cinquanta e Settanta. Originario di Villacidro, di professione pastore, Francesco era un uomo violento, dedito, insieme al fratello maggiore Salvatore, più alla commissione di piccoli crimini che alla pastorizia. </p>



<p>La sua parabola criminale ha un picco nell&#8217;estate del 1968. Il 21 agosto, infatti, vicino al cimitero di Signa avviene un <strong>duplice omicidio</strong>: Barbara Locci, sarda, moglie di Stefano Mele, viene uccisa a colpi di pistola mentre intrattiene un rapporto sessuale all&#8217;interno di una macchina insieme a uno dei suoi amanti, Antonio Lo Bianco, anche lui freddato. Completamente illeso il figlio della Locci, addormentato sul sedile posteriore al momento del delitto. </p>



<p>Sin da subito le indagini portano al marito della donna che, una volta interrogato, dà la colpa dell&#8217;omicidio a Francesco e <strong>Salvatore Vinci</strong>. Sono loro, dice, ad aver sparato. Tuttavia, le indagini non trovano riscontri e Stefano Mele, oltre che per omicidio, viene condannato anche per calunnia. Storia chiusa? Neanche per sogno. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il &#8220;cittadino amico&#8221; e</strong> <strong>l&#8217;enigma della pistola </strong></h2>



<p>Luglio 1982. A Firenze, ma in generale in tutta Italia, è il panico. La psicosi da Mostro è alle stelle. Il 19 giugno si è consumato il quarto duplice delitto. Il Mostro di Firenze ha fatto il suo esordio nel 1974. Dopo una pausa di sette anni ha colpito due volte nel 1981 e ora nel 1982. Ed è proprio a luglio, dopo il delitto a Baccaiano di Montespertoli ai danni di Paolo Mainardi e Antonella Migliorini, che accade qualcosa: un anonimo, che firma la sua lettera come &#8220;<strong>un cittadino amico</strong>&#8220;, fornisce una dritta ai carabinieri che indagano sul caso: andate a vedere, dice in sostanza, gli atti del processo del 1968, quello a carico di Stefano Mele per il delitto di Barbara Locci e Antonio Lo Bianco.</p>



<p>Gli inquirenti allora tornano in Procura a spolverare i fascicoli di quel caso chiuso e &#8211; sorpresa &#8211; allegato a uno di questi fascicoli, attaccato con una spillatrice, c&#8217;è<strong> un sacchetto contenente cinque bossoli</strong>. Si tratta dei bossoli repertati sulla scena del delitto e &#8211; sorpresa ancora più grande &#8211; sono gli stessi di tutti i delitti fin ora commessi dal Mostro. Impossibile sbagliarsi, infatti la pistola del Mostro ha un difetto che imprime sul bossolo sparato una malformazione. Insomma, la pistola che ha sparato nel 1968 è la stessa che il Mostro ha iniziato a utilizzare nel 1974 e che userà fino alla fine. </p>



<p>Gli inquirenti, senza starsi troppo a interrogare su quel singolare ritrovamento, a quel punto tornano da Mele. L&#8217;uomo, ancora una volta, fa il nome di Francesco Vinci, sul quale tornano a concentrarsi le attenzioni. L&#8217;uomo nel frattempo è già finito in carcere per maltrattamenti nei confronti della moglie e a questo punto è su di lui che si addensano i maggiori sospetti. Il Mostro &#8211; pensano gli investigatori &#8211; è già in gabbia. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;omicidio di Giogoli che scagiona il sardo</strong></h2>



<p>Ma a scombinare i piani della giustizia, il 9 settembre 1983, a Giogoli, avviene l&#8217;ennesimo duplice omicidio, quello più strano, ai danni di Horst Wilhelm Meyer e Jens-Uwe Rüsch, due turisti tedeschi in sosta nel loro camper.<strong> Si tratta dell&#8217;unico delitto in cui il Mostro non infierisce sui cadaveri</strong>, forse proprio in ragione del fatto che si trattava di due uomini. Un errore? O forse una strategia? Quale che sia la verità, Francesco Vinci esce di prigione. Il Mostro non può essere lui. </p>



<p>Nonostante questo, ancora per diversi anni l&#8217;attenzione degli investigatori si concentrerà &#8211; formalmente e informalmente &#8211; su Francesco, Salvatore e il figlio di quest&#8217;ultimo, Antonio, senza che tuttavia si giunga mai a individuare elementi tali da poterli accusare di qualcosa. </p>



<p>La pista sarda esce di scena nel momento in cui a occupare le pagine dei giornali e i servizi televisivi arrivano le grottesche immagini dei <strong>compagni di merende</strong>, accusati di essere il braccio armato di un &#8220;secondo livello&#8221; composto da personaggi di alto livello mai individuati e, molto probabilmente, nemmeno mai esistiti. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I sardi, tra piccole condanne e strani omicidi</strong></h2>



<p>E i Vinci? Che fine hanno fatto? Salvatore, dopo essere entrato nell&#8217;orbita delle indagini, <strong>ha fatto perdere le proprie tracce</strong>. Oggi si troverebbe &#8211; molto anziano &#8211; all&#8217;estero, tra Spagna e Portogallo. Per qualche ragione, ha scelto di tagliare i ponti con l&#8217;Italia già molti anni fa e solo sporadicamente torna nella sua Villacidro per curare i suoi interessi. </p>



<p>Antonio, suo figlio, venne <strong>indicato come il vero Mostro </strong>da un&#8217;inchiesta &#8211; sfociata poi nel libro &#8220;Dolci colline di sangue&#8221; &#8211; del giornalista ne La Nazione Mario Spezi e del giallista americano Douglas Preston. Anche la scrittrice Magdanel Nabb, in un libro edito nel 1996, adombrò il sospetto che il killer potesse essere qualcuno gravitante attorno al &#8220;clan&#8221; dei sardi, ma fu evidentemente più sottile nel lanciare le sue accuse, perché si evitò &#8211; come invece accadde a Spezi &#8211; una condanna per calunnia (ai fini di un presunto depistaggio) che, nel 2006, lo portò addirittura in carcere. </p>



<p>Non risultano indagini legate ai delitti del Mostro a carico di Antonio che, se nel corso della sua vita ha incrociato diverse volte la giustizia più dura, oggi vive in tranquillità nei dintorni di Prato. </p>



<p>La sorte peggiore è toccata alla famiglia di Francesco. Uno dei suoi figli, Fabio, muore di overdose. <strong>Francesco, invece, muore in circostanze inquietanti &#8211; e in modo orribile &#8211; nel 1993</strong>. Il suo corpo, insieme a quello del suo servo pastore Angelo Vargiu, venne rinvenuto <strong>incaprettato, carbonizzato ed evirato </strong>all&#8217;interno del bagagliaio della sua macchina, a Chianni, un comune in provincia di Pisa. Un delitto senza colpevoli e senza movente. Più volte la sua è stata considerata una morte collaterale a quelle causate dal Mostro di Firenze, ma è anche possibile che l&#8217;omicidio sia maturato in un contesto di criminalità legata all&#8217;<strong>Anonima sequestri</strong>. </p>



<p>Ad ogni modo, l&#8217;annuncio dato nei giorni scorsi apre degli inquietanti interrogativi. Primo fra tutti: perché i parenti avrebbero il sospetto che non sia di Francesco il corpo dentro la sua tomba? Se effettivamente venisse riscontrato che i resti umani nella bara non siano attribuibili a lui, potrebbe valer la pena rintracciare il redivivo per un confronto del suo dna con quello recentemente repertato su alcuni bossoli? Tutte domande, al momento, prive di una risposta. Attendiamo con curiosità gli eventuali sviluppi di questa oscura vicenda. </p>



<p></p>
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		<title>Mostro di Firenze: un esperimento potrebbe ribaltare tutto</title>
		<link>https://it.insideover.com/cronaca-nera/mostro-di-firenze-un-esperimento-potrebbe-ribaltare-tutto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Sep 2024 15:29:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[Omicidi]]></category>
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<p>Mostro di Firenze, tutto da rifare. Ma tutto cosa? A dire il vero, soltanto un processo: quello a Mario Vanni, soprannominato &#8220;torsolo&#8221;, uno dei cd. Compagni di merende, insieme a Pietro Pacciani e Giancarlo Lotti. Eppure, se davvero &#8211; come chiedono un parente di Vanni e i suoi avvocati &#8211; si giungesse a una revisione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/cronaca-nera/mostro-di-firenze-un-esperimento-potrebbe-ribaltare-tutto.html">[...]</a></p>
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<p>Mostro di Firenze, tutto da rifare. Ma tutto cosa? A dire il vero, soltanto un processo: quello a <strong>Mario Vanni</strong>, soprannominato &#8220;torsolo&#8221;, uno dei cd. <strong>Compagni di merende</strong>, insieme a <strong>Pietro Pacciani e Giancarlo Lotti</strong>. Eppure, se davvero &#8211; come chiedono un parente di Vanni e i suoi avvocati &#8211; si giungesse a una revisione di questo processo, crollerebbe un castello di carte che, in effetti, resta in piedi solamente per mostrare tutta la sua fragilità.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;ultimo delitto del Mostro</strong></h2>



<p>Un esperimento portato a termine qualche giorno fa, infatti, rischia di retrodatare l&#8217;ultimo omicidio del Mostro, quello dell&#8217;8 settembre 1985, quando a venire massacrati furono i turisti <strong>Nadine Mauriot </strong>e <strong>Jean Michel Kraveichvili</strong>. Fu uno dei delitti più brutali del Mostro, il suo lascito di sangue: aggrediti mentre campeggiavano all&#8217;interno di una tenda in una piazzola di sosta, alla donna vennero asportati il seno sinistro e il pube; l&#8217;uomo, ferito da un colpo di pistola, tentò la fuga nei boschi, ma venne raggiunto e finito a coltellate, per poi essere gettato tra i rifiuti di una discarica improvvisata. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La testimonianza del compagno di merende</strong></h2>



<p>Uno dei pilastri del processo ai compagni di merende si basa proprio su questo delitto e sulla testimonianza di Giancarlo Lotti, che disse di aver assistito alla sua esecuzione con Pacciani nella veste di pistolero e Vanni in quello di chirurgo degli orrori. Peccato che, stando a questo esperimento svolto nei giorni scorsi, sia uscito fuori quello che già da tempo alcuni esperti vanno sostenendo: l&#8217;omicidio degli Scopeti (dalla zona in cui è stato commesso) è avvenuto uno o due giorni prima, dunque <strong>la testimonianza di Lotti è falsa</strong>. E se questo fosse vero, la notizia importante non è tanto che vada rifatto il processo a Vanni, deceduto nel 2009, ma che la macchina della giustizia italiana ha preso una cantonata e che il Mostro ha molto probabilmente passato una serena vecchiaia (sempre che non sia ancora vivo).</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;esperimento</strong></h2>



<p>Che l&#8217;omicidio non fosse avvenuto nella notte dell&#8217;8 settembre sin dall&#8217;inizio era apparso chiaro: a ritrovare i corpi era infatti stato un cercatore di funghi il 9 mattina, dunque poche ore dopo il massacro. Eppure, a quel punto, <strong>i cadaveri mostravano già i segni di una decomposizione di stadio avanzato</strong>. A dimostrarlo ci sono le foto dell&#8217;epoca. Tuttavia il processo ha cristallizzato la data dell&#8217;8 settembre. </p>



<p>Se nei giorni scorsi foste passati nella stessa piazzola dove sono state uccise le ultime vittime del mostro, come in un macabro deja vu avreste rivisto una tenda molto simile a quella utilizzata dai due francesi nel 1985 e, se vi foste affacciati all&#8217;interno, avreste trovato dei pezzi di carne. Lì nei pressi, poi, avreste visto due esperti: gli entomologi <strong>Fabiola Giusti </strong>e <strong>Stefano Vanin</strong> che, sotto lo sguardo degli avvocati <strong>Valter Biscotti </strong>e <strong>Antonio Mazzeo</strong>, attendevano il processo di decomposizione per studiare lo sviluppo della fauna di larve e mosche. </p>



<p>Insomma, una scena piuttosto bizzarra. Ne abbiamo parlato con una delle persone presenti sul posto, nonché uno dei promotori dell&#8217;iniziativa scientifico-forense: l&#8217;avvocato Valter Biscotti. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Elementi nuovi e decisivi</strong></h2>



<p>&#8220;Rispetto agli accertamenti di carattere tecnico scientifico che si sono svolti all&#8217;epoca dei fatti &#8211; ci ha detto &#8211; l&#8217;evoluzione della scienza in materia entomologica, cioè lo studio della crescita delle larve sui cadaveri, è stata enorme, anzi, diciamo che nel 1985, almeno in Italia, era quasi sconosciuta. Oggi, sulla base di questi studi, si può accertare con esattezza scientifica l&#8217;epoca di un decesso&#8221;. </p>



<p>Quello emerso dall&#8217;esperimento, secondo Biscotti, è un elemento &#8220;nuovo e decisivo&#8221; che ribalta la sentenza di condanna al processo dei compagni di merende. &#8220;Dallo studio delle larve, in base alla loro lunghezza, i nostri consulenti scientifici hanno dimostrato che la morte è avvenuta almeno il giorno prima. Lotti dunque non era presente sulla scena del delitto&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Nessun compagno di merende, ma un serial killer</strong></h2>



<p>Ma allora quello dei compagni di merende è stato tutto un grande abbaglio? O forse, in qualche modo, Pacciani, Vanni e Lotti hanno avuto un ruolo della catena di duplici delitti che ha insanguinato la Toscana tra il 1974 e il 1985? Anche su questo la posizione dell&#8217;avvocato è molto netta: &#8220;Io sono convinto che i compagni di merende non c&#8217;entrino assolutamente niente con gli omicidi del Mostro di Firenze. <strong>Sono convinto che il Mostro sia in realtà un serial killer unico</strong>, sicuramente dotato di un&#8217;intelligenza criminale molto avanzata. Il serial killer è solito sfidare gli investigatori, cosa che il Mostro ha fatto, inviando come suo ultimo atto proprio un lembo del seno asportato a Nadine Mauriot in procura. I compagni di merende sono stati messi in mezzo con lo scopo di chiudere questa vicenda. Ovviamente la debolezza dell&#8217;accusa era insita già nelle indagini, ma erano tempi in cui era difficile arrivare a sostenere le tesi contrarie alla procura&#8221;.</p>



<p>Un errore giudiziario di enorme portata, secondo Biscotti. E a ben vedere non gli si può dare torto. Sono celebri alcuni spezzoni di video disponibili su YouTube che riguardano questo processo. Davvero molto difficile pensare a personaggi come Vanni, Lotti e lo stesso Pacciani (che a suo modo un mostro lo era davvero) come a dei freddi serial killer. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dai sardi alla setta satanica: tante piste, nessun mostro</strong></h2>



<p>Eppure di piste, nel corso degli anni, ce ne sono state altre. Si è passati dalla cosiddetta &#8220;<strong>pista sarda</strong>&#8221; &#8211; che scandagliò la vita (e i crimini) della famiglia Vinci, cogliendo tante fortissime suggestioni, ma nessuna pistola fumante &#8211; alla pista delle sette esoteriche e di un secondo livello, passando per la vicenda perugina del delitto del medico <strong>Francesco Narducci</strong>. Possibile che la verità sull&#8217;identità del Mostro non sia mai stata sfiorata? &#8220;Durante gli anni &#8211; ricorda Biscotti &#8211; si è detto di tutto e si è investigato in ogni direzione. Per quanto riguarda la pista sarda, io credo che sia stato il Mostro stesso, quello vero, a indirizzare le indagini verso la famiglia Vinci. Questo per sviare le indagini che, probabilmente, stavano imboccando una direzione per lui pericolosa. Nessun rilievo ce l&#8217;ha la pista Narducci. In questo caso non c&#8217;è nemmeno un singolo elemento di prova che possa collegare il medico perugino agli omicidi del Mostro. Per quanto riguarda figure come quella di <strong>Giampiero Vigilanti</strong>, il cosiddetto Legionario su cui per un certo periodo si sono addensati i sospetti, e del farmacista Calamandrei, prendiamo atto dei provvedimenti di archiviazione del primo e di assoluzione del secondo. Io sono convinto comunque che negli atti della procura della Repubblica di Firenze ci sia la soluzione. Negli atti che non sono mai stati depositati c&#8217;è la chiave per risolvere il mistero&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Entro la fine dell&#8217;anno, la revisione</strong></h2>



<p>Alla luce dei nuovi elementi, entro la fine dell&#8217;anno gli avvocati Biscotti e Mazzeo intendono fare richiesta di revisione della sentenza di condanna di Mario Vanni per conto del nipote presso il tribunale competente di Genova. Già nel 2004 era stata avanzata una richiesta simile, che però venne respinta. &#8220;Siamo convinti &#8211; spiega Biscotti &#8211; che Vanni non abbia commesso alcun omicidio. Di certo è una strada molto difficile, il 90% delle richieste di revisione vengono rigettate e ritenute inammissibili. Ove noi arrivassimo in udienza per discutere l&#8217;ammissibilità o meno della richiesta, siamo certi di convincere i giudici di Genova a rifare il processo e dichiarare nulla la condanna di Vanni. <strong>Così facendo cade tutto il castello accusatorio ai compagni di merende</strong>. Io credo, ed è lo spirito che mi muove insieme al collega Mazzeo in questa vicenda, che i processi penali dopo 20/30 anni si leggono sotto una luce diversa, più chiara. Certi processi dubbi sono figli del loro tempo. Quello ai compagni di merende è figlio di quel tempo, non è stato un processo sereno, l&#8217;ho detto più volte, bisognava trovare per forza dei colpevoli. Bisogna fare luce, ma anche pulizia. Queste cose non devono più accadere, è un compito morale che noi come avvocati ci assumiamo nel rispetto della verità e della giustizia&#8221;.</p>
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		<title>Il killer invisibile di Sharon Verzeni</title>
		<link>https://it.insideover.com/cronaca-nera/il-killer-invisibile-di-sharon-verzeni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Aug 2024 12:30:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[omicidio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240817223929799_c53a3123bab206f4ef2c730be6e52bc1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240817223929799_c53a3123bab206f4ef2c730be6e52bc1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240817223929799_c53a3123bab206f4ef2c730be6e52bc1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240817223929799_c53a3123bab206f4ef2c730be6e52bc1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240817223929799_c53a3123bab206f4ef2c730be6e52bc1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240817223929799_c53a3123bab206f4ef2c730be6e52bc1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240817223929799_c53a3123bab206f4ef2c730be6e52bc1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il killer di Sharon Verzeni è riuscito a eludere l'occhio di oltre 50 telecamere. Già tra il 2016 e il 2017, sempre in Lombardia, tre casi di omicidio rimasti irrisolti hanno visto il killer sottrarsi alle telecamere. Coincidenza o c'è un collegamento? </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240817223929799_c53a3123bab206f4ef2c730be6e52bc1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240817223929799_c53a3123bab206f4ef2c730be6e52bc1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240817223929799_c53a3123bab206f4ef2c730be6e52bc1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240817223929799_c53a3123bab206f4ef2c730be6e52bc1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240817223929799_c53a3123bab206f4ef2c730be6e52bc1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240817223929799_c53a3123bab206f4ef2c730be6e52bc1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240817223929799_c53a3123bab206f4ef2c730be6e52bc1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli ingredienti del giallo ci sono tutti: <strong>un assassino invisibile</strong>, capace di sottrarsi allo sguardo elettronico di oltre cinquanta telecamere disseminate nella zona di Terno d&#8217;Isola (Bergamo) dove è avvenuto il delitto; una vittima, <strong>Sharon Verzeni</strong>, apparentemente senza ombre nel suo passato; un&#8217;indagine in pieno corso che tiene con il fiato sospeso un&#8217;intera comunità e, immancabili, frotte di criminologi e criminologhe da salotto televisivo che pontificano in attesa di additare un mostro. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il killer nel buio</strong></h2>



<p>E poi i fatti: <strong>quattro coltellate inferte con forza</strong>, sferrate di notte, mentre Sharon, come ormai da diverso tempo faceva, camminava per tenersi in forma. Una scelta, quella delle ore serali, dettata dal caldo. Una scelta che le è stata fatale. Perché lì, nel luogo in cui viveva e in cui si sentiva protetta, <strong>ad attenderla nel buio la sera del 30 luglio c&#8217;era il suo assassino</strong>. </p>



<p>Il dettaglio forse più inquietante di una vicenda ancora tutta da chiarire (sono diverse le piste sul tavolo degli investigatori) è proprio quello delle telecamere: <strong>i carabinieri del ROS di Bergamo stanno visionando oltre cento ore di filmati</strong> che, come già accennato, sono stati estrapolati da<strong> oltre cinquanta telecamere tutte intorno al luogo del delitto. Nessuna di queste, però, ha ripreso il killer</strong> né in azione, né durante la fuga. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il profilo del predatore</strong></h2>



<p>Questo dettaglio ha portato gli inquirenti a pensare che il responsabile dell&#8217;omicidio sia una persona del posto. Quello che però fin ora nessuno ha detto, per quanto scontato, è che esiste anche una seconda possibilità: <strong>l&#8217;assassino potrebbe aver studiato attentamente il suo terreno di caccia prima di colpire</strong>. </p>



<p>Lungi dal voler creare una psicosi da &#8220;mostro&#8221;, ma in punta di piedi e con la volontà di non lasciare nessuna ipotesi scoperta, ci permettiamo di ricordare ai nostri lettori che poco più di un mese fa, precisamente il 6 luglio, avevamo pubblicato un primo articolo in cui, rievocando i delitti di tre donne avvenuti tra il 2016 e il 2017 in Lombardia (due nel bergamasco), ci ponevamo il problema della presenza di <a href="https://it.insideover.com/cronaca-nera/ce-un-serial-killer-in-lombardia-ma-nessuno-lo-cerca.html"><strong>un serial killer che nessuno starebbe cercando</strong></a>. </p>



<p><a href="https://it.insideover.com/cronaca-nera/il-serial-killer-della-lombardia-il-criminologo-sulle-tracce-del-predatore.html">Il 16 luglio avevamo poi intervistato un detective di lungo corso</a>, Gianluca Lombardi, già carabiniere della squadra omicidi e oggi investigatore privato, che ci aveva parlato del <strong>profilo di un predatore</strong>, in particolare per il fatto che in tutti e tre i delitti &#8211; caratterizzati da un modus operandi pressoché identico -, il killer aveva aggirato lo sguardo elettronico delle telecamere, in un caso (l&#8217;omicidio di Marilena Negri a Milano) probabilmente spostando l&#8217;unica telecamera che l&#8217;avrebbe potuto inchiodare con un bastone. </p>



<p>Anche nel caso di questi tre delitti, sebbene per i primi due si sia tentato di trovare un collegamento attraverso il dna rinvenuto sulle scene del crimine, ufficialmente non ci sono connessioni. <strong>Tutti e tre i casi sono stati archiviati. Nessun movente, nessuna ombra nella vita delle tre donne uccise</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Modus operandi diverso o cambiato?</strong></h2>



<p>Nell&#8217;omicidio di Sharon Verzeni c&#8217;è una differenza sostanziale: se nei tre omicidi del 2016/2017 il killer aveva colpito con un unico fendente alla gola, stavolta ci troviamo di fronte a un delitto diverso: quattro coltellate che non hanno ucciso subito la ragazza, che infatti ha avuto il tempo e la forza di chiamare il 112 per chiedere aiuto prima di morire. Modus operandi diverso, quindi. Ma &#8211; la letteratura scientifica sul tema lo conferma &#8211;<strong> i modus operandi possono evolvere con il tempo</strong>. E un lasso di tempo di 7 anni è più che sufficiente per maturare una coscienza omicida diversa. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un fantasma e non per caso</strong></h2>



<p>Siamo nel campo delle ipotesi, è sempre doveroso ricordarlo. Ipotesi che in questo caso nasce dalla questione delle telecamere. Nel 2024 non può essere un caso sfuggire come un fantasma. Chiunque sia il killer di Sharon Verzeni, ha preparato il suo delitto con estrema cura. Proprio come un predatore. </p>



<p>Allo stato attuale è possibile che verremo smentiti dai fatti, ciononostante in una fase in cui ancora molte piste sono aperte, potrebbe non essere una perdita di tempo quella di confrontare le tracce di dna repertate sulla scena del crimine con quelle dei delitti di Gianna Del Gaudio, Daniela Roveri e Marilena Negri. </p>
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		<title>Elisa Claps: fotografia di un serial killer</title>
		<link>https://it.insideover.com/cronaca-nera/elisa-claps-fotografia-di-un-serial-killer.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Ida Settembrino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jul 2024 17:47:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[omicidio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240716124852231_b31142bcb3b6103d4a9dc6a611a8e373.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240716124852231_b31142bcb3b6103d4a9dc6a611a8e373.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240716124852231_b31142bcb3b6103d4a9dc6a611a8e373-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240716124852231_b31142bcb3b6103d4a9dc6a611a8e373-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240716124852231_b31142bcb3b6103d4a9dc6a611a8e373-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240716124852231_b31142bcb3b6103d4a9dc6a611a8e373-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240716124852231_b31142bcb3b6103d4a9dc6a611a8e373-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>«Avevo una gattaSi chiamava AliceCantava troppoL’ho uccisaElisa l’ho fatta sotterrarecon una pietra sopraHo solo la mia gatta sulla coscienzaElisa dov’è?» Si tratta di uno scritto anonimo ritrovato a Potenza nel parco di Montereale nel 1993. Ed è rimasto sempre sullo sfondo dell&#8217;inchiesta. L’inedito, però, sembrerebbe restituire un’amara verità: Danilo Restivo cela la sua responsabilità sull’omicidio &#8230; <a href="https://it.insideover.com/cronaca-nera/elisa-claps-fotografia-di-un-serial-killer.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240716124852231_b31142bcb3b6103d4a9dc6a611a8e373.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240716124852231_b31142bcb3b6103d4a9dc6a611a8e373.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240716124852231_b31142bcb3b6103d4a9dc6a611a8e373-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240716124852231_b31142bcb3b6103d4a9dc6a611a8e373-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240716124852231_b31142bcb3b6103d4a9dc6a611a8e373-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240716124852231_b31142bcb3b6103d4a9dc6a611a8e373-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240716124852231_b31142bcb3b6103d4a9dc6a611a8e373-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>«Avevo una gatta<br>Si chiamava Alice<br>Cantava troppo<br>L’ho uccisa<br>Elisa l’ho fatta sotterrare<br>con una pietra sopra<br>Ho solo la mia gatta sulla coscienza<br>Elisa dov’è?»</p>
</blockquote>



<p>Si tratta di uno scritto anonimo ritrovato a Potenza nel parco di Montereale nel 1993. Ed è rimasto sempre sullo sfondo dell&#8217;inchiesta. L’inedito, però, sembrerebbe restituire un’amara verità: <strong>Danilo Restivo</strong> cela la sua responsabilità sull’omicidio di <strong>Elisa Claps</strong>, trincerandosi dietro l’assassinio di una gatta. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La profezia del male</h2>



<p>Ma a un certo punto ammette: «L&#8217;ho fatta sotterrare con una pietra sopra», parole che rappresentano in pieno la scena che gli investigatori si sono ritrovati quando nel 2010 sono entrati per la prima volta nel sottotetto della chiesa che ha fatto da tomba alla ragazza. Sempre in queste poche righe prende forma il profilo criminale di quel ragazzone che a Potenza tutti indicavano come un fessacchiotto e che si è poi trasformato in un serial killer. Lo abbiamo indagato attraverso le parole di un cronista investigativo, Fabio Amendolara, esperto del crime-case su Elisa Claps e co-autore del libro inchiesta “Indagine nell’abisso della Chiesa della Trinità”, al cui interno “la profezia del male contenuta nel sadico biglietto” appare per la prima volta.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="480" height="323" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/Elisa_Claps-1.jpg" alt="" class="wp-image-428541" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/Elisa_Claps-1.jpg 480w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/Elisa_Claps-1-300x202.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px" /><figcaption class="wp-element-caption">La vittima: Elisa Claps</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La ritualità del killer</h2>



<p>&#8220;I manuali di criminal profiling &#8211; esordisce Amendolara &#8211; sembrano coincidere su un punto: ogni azione del serial killer ha un significato simbolico. A partire dai metodi utilizzati per catturare le vittime che, seppure non rimangono inalterati nel tempo e spesso diventano più sofisticati e pianificati con l&#8217;aumentare dell&#8217;età, presentano una ritualità. A volte i serial killer raccolgono feticci sulla scena del crimine, in altri casi invece le corredano. Si tratta, spiegano gli esperti, di simboli visivi che aiutano chi uccide a ricordare qualcosa che gli dà piacere. Nel caso di Danilo Restivo, condannato per l&#8217;omicidio di Elisa Claps, 12 settembre 1993,  in Italia a 30 anni di reclusione e per quello di Heather Barnett, 12 novembre 2002, Bournemouth) in Inghilterra a 40 anni, sembra presentarsi in modo concreto questa seriale ritualità&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="974" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/1366826061-restivo-cscortato-1-974x1024.jpg" alt="" class="wp-image-428542" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/1366826061-restivo-cscortato-1-974x1024.jpg 974w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/1366826061-restivo-cscortato-1-600x631.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/1366826061-restivo-cscortato-1-285x300.jpg 285w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/1366826061-restivo-cscortato-1-768x807.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/1366826061-restivo-cscortato-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 974px) 100vw, 974px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il killer: Danilo Restivo </figcaption></figure>



<p><br><strong>È possibile individuare l’incipit del sofisticato ingegno malefico del killer di Potenza, abbiamo un punto di svolta nella sua condotta criminale?</strong><br>&#8220;La prima azione di criminal profiling di Restivo viene introdotta solo nel 2007. Gli investigatori della Squadra mobile di Potenza lo dettagliano così: «Durante l’adolescenza Restivo si fa notare dai coetanei per un comportamento assai anomalo, in quanto ha la mania di tagliare i capelli alle ragazze sugli autobus. Questi episodi, sebbene ingenerino molta riprovazione, vengono sottovalutati e gli si dà il peso della ragazzata, in conseguenza non vengono mai formalmente denunciati dalle vittime. Viene descritto come un ragazzo scarsamente integrato, introverso, solitario, con comportamenti strani: era “appiccicoso” con le ragazze, suscitava un senso di compassione. Anche Elisa lo frequentava perché le dispiaceva per quel ragazzo solitario. Durante l’adolescenza mostra difficoltà nella socializzazione e cerca compagnia nei gruppi parrocchiali&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="740" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/Fabio-Amendolara-1-740x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-428552" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/Fabio-Amendolara-1-740x1024.jpeg 740w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/Fabio-Amendolara-1-600x830.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/Fabio-Amendolara-1-217x300.jpeg 217w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/Fabio-Amendolara-1.jpeg 750w" sizes="auto, (max-width: 740px) 100vw, 740px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il giornalista Fabio Amendolara</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Tre personalità per un solo assassino</h2>



<p>&#8220;Il comportamento di Danilo &#8211; dichiara Amendolara &#8211; mette in luce il suo rapporto ambivalente del tipo amore-odio con la figura femminile, che si manifesta da un lato con la violenza verbale, con l’agito sadico del taglio dei capelli, con la minaccia, e dall’altro con gesti gentili come l’invio di regalini. Alcune delle manifestazioni comportamentali sono state reiterate da Restivo anche successivamente. Egli, infatti, ha continuato a molestare telefonicamente le ragazze nelle città in cui si è recato dopo la scomparsa di Elisa&#8221;. Ma Restivo si rivelerà essere anche un grafomane. E in quegli scritti, secondo gli investigatori, emerge «il pericoloso delirio che sconvolgeva la sua mente all’età di 21 anni». «Nelle missive costruisce tre personaggi immaginari e interloquisce con le giovani raccontando di Vittorio, cattivo e molesto, Francesco, buono e gentile, Giuseppe, che sarebbe stato egli stesso». Ben tre personalità. Si descrive ora come soggetto malato, «morto fisicamente ma non spiritualmente», orfano di entrambi i genitori, in balia di Vittorio del quale non si fida perché avvezzo a comportamenti deleteri («sembra possa rappresentare il suo lato oscuro e aggressivo», annotano gli investigatori) impossibilitato per la sua malattia ad avere un contatto con l’altro sesso. «In buona sostanza», valutano gli investigatori, «gli scritti di Danilo, prodotti nel periodo temporalmente contiguo alla scomparsa di Elisa, sembrano estremamente efficaci a chiarire il quadro dello stato mentale dell’attenzionato».<br></p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ossessione per le donne</h2>



<p>Per l’altro sesso Danilo sembra avere un’ossessione. Gli inquirenti lo desumono dopo la perquisizione del 2 marzo del 2000. Nella sua camera da letto i poliziotti trovano «una serie di fotografie ritraenti lo stesso in compagnia di donne che evidenziavano malformazioni fisiche. Sia Danilo che le donne fotografate in sua compagnia erano in completa nudità e atteggiate in pose verosimilmente pornografiche». Non solo, dai cassetti di Danilo spuntano fuori «articoli di cronaca nera conservati con cura e recanti notizie di abusi e violenze subiti da minori». Altri dettagli della sua personalità emergono dalle conclusioni alle quali sono giunti gli psicologi del Servizio operativo centrale di sanità della polizia di Stato: «Dai comportamenti emerge un sistema di funzionamento ego sintonico e stabile al punto da ritenere come molto probabile la ripetitività degli elementi che lo caratterizzano». Per gli esperti della polizia, insomma, Danilo si comporterebbe sempre nello stesso modo, ripetendo i suoi modi di fare in modo stabile. E questo non può che spiegare il perché delle tante, troppe, analogie presenti in tutti gli avvenimenti che lo riguardano.<br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/cronaca-nera/elisa-claps-fotografia-di-un-serial-killer.html">Elisa Claps: fotografia di un serial killer</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il serial killer della Lombardia: Il criminologo sulle tracce del predatore</title>
		<link>https://it.insideover.com/cronaca-nera/il-serial-killer-della-lombardia-il-criminologo-sulle-tracce-del-predatore.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jul 2024 08:19:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[Omicidi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1258" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071514275929_5dc9c7335982346a168a8e4cb79abbff.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071514275929_5dc9c7335982346a168a8e4cb79abbff.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071514275929_5dc9c7335982346a168a8e4cb79abbff-600x393.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071514275929_5dc9c7335982346a168a8e4cb79abbff-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071514275929_5dc9c7335982346a168a8e4cb79abbff-1024x671.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071514275929_5dc9c7335982346a168a8e4cb79abbff-768x503.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071514275929_5dc9c7335982346a168a8e4cb79abbff-1536x1006.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Secondo il parere dell'esperto Gianluca Lombardi, dietro i tre omicidi avvenuti tra 2016 e 2017 c'è l'opera di un vero predatore.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/cronaca-nera/il-serial-killer-della-lombardia-il-criminologo-sulle-tracce-del-predatore.html">Il serial killer della Lombardia: Il criminologo sulle tracce del predatore</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1258" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071514275929_5dc9c7335982346a168a8e4cb79abbff.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071514275929_5dc9c7335982346a168a8e4cb79abbff.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071514275929_5dc9c7335982346a168a8e4cb79abbff-600x393.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071514275929_5dc9c7335982346a168a8e4cb79abbff-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071514275929_5dc9c7335982346a168a8e4cb79abbff-1024x671.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071514275929_5dc9c7335982346a168a8e4cb79abbff-768x503.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024071514275929_5dc9c7335982346a168a8e4cb79abbff-1536x1006.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando nei giorni scorsi abbiamo pubblicato l&#8217;articolo sulla <a href="https://it.insideover.com/cronaca-nera/ce-un-serial-killer-in-lombardia-ma-nessuno-lo-cerca.html">presunta presenza di un serial killer mai individuato in Lombardia </a>non ci saremmo aspettati tanto e tale interesse da parte del pubblico, ma anche di molti addetti e addette ai lavori. Questo accade solamente quando si toccano i nervi scoperti. E le uccisioni di Gianna Del Gaudio, Daniela Roveri e Marilena Negri sono proprio questo: un nervo scoperto. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ombra dell&#8217;assassino</h2>



<p>Nessun colpevole, nessun movente, nessuna pista investigativa che sia giunta nemmeno lontanamente vicina a dare un seppur minimo sollievo a tre famiglie sconvolte da <strong>atti tanto brutali quanto apparentemente immotivati</strong>, a meno che &#8211; appunto &#8211; non si abbia il coraggio di ammettere che forse sì,<strong> in Lombardia, negli anni a cavallo tra il 2016 e il 2017, ha imperversato un serial killer</strong>. </p>



<p>Come detto, sono diversi gli addetti ai lavori con cui ci siamo confrontati in questi giorni. Tra questi,<strong> Gianluca Lombardi</strong>, che dal 1999 al 2011 ha prestato servizio in diversi reparti investigativi dell&#8217;Arma dei Carabinieri, principalmente la Sezione omicidi del Reparto Operativo Carabinieri di Roma e la Sezione anticrimine &#8211; aliquota anti eversione &#8211; del ROS di Roma. </p>



<p>Oggi in congedo, in veste di criminologo investigativo ci ha detto cosa pensa di ciò che abbiamo scritto: &#8220;Non risulta certo agevole offrire un parere criminologico e investigativo senza aver avuto modo di studiare, ed anche approfonditamente, gli atti. Ma i casi di omicidio segnalati, anche ad una sola lettura del pezzo e con l’aggiunta delle poco (tecnicamente) approfondite notizie che si trovano in rete, a me personalmente provoca, sul versante prettamente investigativo, una tempesta sinaptica piuttosto apprezzabile. Ed il motivo sta tutto nell’unico elemento comune, oltre alla assolutamente non trascurabile circostanza che sono tutte donne, che ricorre nelle tre uccisioni: <strong>tutte e tre sono morte con la carotide recisa da un’arma da taglio</strong>&#8220;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La firma del killer</h2>



<p>Nei primi due casi &#8211; omicidi Del Gaudio e Roveri [che per un certo periodo furono collegati, salvo poi prendere strade diverse, ciascuna conclusasi con un&#8217;archiviazione] &#8211; <strong>l&#8217;assassino ha agito con tale e tanta ferocia da quasi decapitare le vittime</strong>. Nel terzo omicidio, quello avvenuto nel parco a Milano ai danni di Marilena Negri, la carotide è stata sì recisa, ma con un colpo sferrato di punta. </p>



<p>In tutti e tre i casi, si è battuta &#8211; tra le poche altre &#8211; la pista del tentativo di rapina finito male. Dice Lombardi: &#8220;Sul movente delle azioni omicidiarie la lettura delle cronache restituisce in maniera evidente una connotazione poco verosimile rispetto ad una rapina. Non solo per il fatto che in tutti i tre casi viene portato via poco o niente ma anche per una personalissima posizione, raggiunta studiando ed investigando su diversi casi di omicidio: <strong>la rapina non è (quasi) mai il movente “puro” di un atto predatorio</strong>; non si uccide per poter meglio portar via la borsetta o il portafoglio. Si uccide per reagire a propria volta a un tentativo di difesa, in alcuni casi. Oppure<strong> si uccide perché si è usciti di casa per uccidere</strong>, e la rapina è solo il “movente” dei turbamenti dell’assassino&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un predatore in azione</h2>



<p>Gianluca Lombardi si sofferma di nuovo sull&#8217;aspetto predatorio che caratterizza tutte e tre le aggressioni finite nel sangue. Un aspetto che fa supporre l&#8217;azione di una persona fortemente intenzionata a raggiungere un epilogo del genere: &#8220;Nei casi di Seriate e Colognola c’è anche un altro aspetto che merita attenzione: i riferimenti spazio temporali. A Seriate l’omicidio avviene in piena notte, mentre la coppia riassetta giardino e casa dopo una festa in famiglia. Non c’è bisogno di andare per tentativi, di esporsi per capire se sono in casa. Basta aspettare che tutti gli ospiti siano usciti, che in giardino cali il silenzio, per avere il semaforo verde all’ingresso ed all’aggressione mortale. A Colognola, per uccidere Daniela Roveri, la sera di un martedì di dicembre, basta appostarsi nel posto giusto appena qualche minuto prima che la donna torni a casa a cena alla “solita” ora, dopo la “solita” giornata trascorsa tra azienda e palestra all’ora di pranzo. Non c’è bisogno di un appostamento lungo ore, con il rischio che qualcuno ti veda e chiami la Polizia&#8221;. </p>



<p>Insomma, in entrambi i casi l&#8217;assassino sarebbe andato sul sicuro, magari avendo studiato sommariamente il profilo della propria vittima designata, ma cogliendo le occasioni al volo. <strong>Non una preparazione maniacale</strong>, insomma. Lo dimostra il fatto che nel primo caso, il killer è stato colto subito dopo il fatto dal marito di Gianna Del Gaudio. A fronte di una generale disorganizzazione, però, una motivazione eccezionalmente forte, che ha sopperito a qualsiasi mancanza organizzativa. </p>



<p>Diverso il discorso per l&#8217;omicidio di Marilena Negri. In quel caso, l&#8217;assassino è stato ripreso in entrata e in uscita dalle telecamere su strada. Peccato che la telecamera presente nel parco, proprio nel luogo in cui si è consumato il delitto, puntasse verso il cielo. Coincidenza? Lombardi crede di no: &#8220;A Milano, quando il proverbiale freddo meneghino di novembre giustifica cappelli, giacconi e cappucci anche facendo jogging o semplicemente camminando, basta entrare nel parco qualche minuto prima e scegliersi il punto dove, magari incrociandola camminando, sferrare una coltellata alla gola di Marilena Negri. Un punto dove la telecamera non arriva a guardare, anche perché basta un lungo ramo d’albero (o un manganello telescopico) per sollevarla quel tanto che basta affinché guardi il cielo e non la morte della donna&#8221;. Non il caso, dunque, ma un&#8217;azione deliberata per nascondere all&#8217;occhio elettronico l&#8217;omicidio. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Tenere gli occhi aperti</h2>



<p>Si tratta di teorie, ovviamente. E vanno prese per quel che sono. Non si può tuttavia restare indifferenti alla morte di tre donne in un così ristretto arco temporale e, per di più, in un quadrante geografico tanto ristretto: <strong>&#8220;L&#8217;ipotesi della presenza di un serial killer &#8211; conclude Lombardi &#8211; non è affatto peregrina</strong>. Anzi, leggendo le modalità e altre informazioni disponibili in rete, sarebbe utile avere una profilazione geografica dei luoghi del delitto&#8221;.</p>



<p>Cogliamo l&#8217;invito del dott. Lombardi e cercheremo di ottenere anche il parere di un esperto in questa precisa branca investigativa. Nel frattempo, lungi dal voler creare inutili allarmismi, sarebbe utile non abbassare la guardia e monitorare la situazione attorno alle zone interessate, cercando di scoprire se negli anni a seguire vi siano stati altri casi &#8211; magari passati sotto silenzio &#8211; di donne uccise con la gola tagliata. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/cronaca-nera/il-serial-killer-della-lombardia-il-criminologo-sulle-tracce-del-predatore.html">Il serial killer della Lombardia: Il criminologo sulle tracce del predatore</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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