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Religioni

I cristiani dimenticati di Cipro

Nella parte turca di Cipro si assistenza ad una discriminazione a donna dei cristiani: le chiese sono lasciate in uno stato di abbandono, le opere d'arte sacre necessitano di profondi interventi di restauro, i cimiteri profanati quarant'anni fa non possono essere sistemati. I cristiani infatti in questo Paese non hanno il diritto di mettere a posto le tombe dei propri cari. Da Cipro Giovanni Masini per Gli Occhi della Guerra, montaggio di Roberto Di Matteo

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I cristiani dimenticati di Cipro

Nella parte turca di Cipro si assistenza ad una discriminazione a donna dei cristiani: le chiese sono lasciate in uno stato di abbandono, le opere d'arte sacre necessitano di profondi interventi di restauro, i cimiteri profanati quarant'anni fa non possono essere sistemati. I cristiani infatti in questo Paese non hanno il diritto di mettere a posto le tombe dei propri cari. Da Cipro Giovanni Masini per Gli Occhi della Guerra, montaggio di Roberto Di Matteo

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L’ultimo villaggio cristiano di Cipro Nord

Da Kormakitis – “Repubblica turca di Cipro nord”. “Apri, Signore, le porte della tua misericordia - sillaba suor Piera seguendo con il dito l'iscrizione nel legno – Questa è la porta più antica dell'isola: è del 1300, sai caro?”. Poi si ferma sulla soglia e lascia correre lo sguardo sulla chiesa di San Giorgio: l'unica campana che in tutta Cipro nord non ha mai smesso di suonare, in tutti e quarantadue gli anni dell'occupazione turca.Questa primazia è l'orgoglio delle tre suore francescane missionarie del Sacro Cuore che, alle soglie degli ottant'anni, ancora presidiano il piccolo convento di Kormakitis: il villaggio sopravvissuto.Popolato dai discendenti dei cristiani maroniti che secoli fa attraversarono il mare ed arrivarono fin qui dal Libano, per centinaia di anni rappresentò un'enclave araba e cattolica che ha sempre resistito alle invasioni di veneziani, ottomani e britannici .Quando nel 1974 le truppe turche sbarcarono nella parte nord dell'isola – dove Ankara mantiene ancor oggi decine di migliaia di soldati – gli abitanti di Kormakitis furono fra i pochissimi che non fuggirono ma scelsero di restare in paese, aggrappati al campanile e “alla protezione di San Giorgio”, spiega suor Paola, sempre sorridente nonostante i 78 anni e una gamba malandata

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Quelle feste cristiane nel mirino dei terroristi

Siamo a Lahore, la capitale del Pakistan. Qui nel 2016 il giorno di Pasqua si è consumata una delle stragi più efferate che abbiano colpito il Paese. Un kamikaze si fa esplodere all'interno del parco di divertimento Gulshan e Iqbal Park e le vittime, 70, sono soprattutto donne e bambini. Per Gli Occhi della Guerra Daniele Bellocchio e Marco Gualazzini sono a Lahore esattamente un anno dopo la tragedia per vedere come la comunità cristiana si prepara alla Pasqua. L'allerta è massima e la veglia pasquale ha inizio: centinaia di lumini riempiono le navate della cattedrale ma, intorno, ci sono poliziotti in borghese. Sono tutti musulmani a difesa della comunità cristiana. Montaggio di Roberto Di Matteo (Bobomatto

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Mattoni di Apartheid

Gli Occhi della Guerra sono alla prima periferia di Lahore nella fabbrica di mattoni dove i cristiani lavorano dall'alba al tramonto in condizioni di semi schiavitù. Lo sforzo disumano, i soprusi quotidiani all'interno di queste fabbriche fanno parlare di vera e propria apartheid ai danni della minoranza cristiana in Pakistan. Servizio di Daniele Bellocchio e Marco Gualazzini

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Schiavi perchè Cristiani

Gli Occhi della Guerra sono alla prima periferia di Lahore nella fabbrica di mattoni dove i cristiani lavorano dall'alba al tramonto in condizioni di semi schiavitù. Lo sforzo disumano, i soprusi quotidiani all'interno di queste fabbriche fanno parlare di vera e propria apartheid ai danni della minoranza cristiana in Pakistan. Servizio di Daniele Bellocchio e Marco Gualazzini

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Il vescovo degli ultimi

''Oggi in Pakistan i cristiani, tra cattolici e protestanti, sono il 2% della popolazione. Il problema è che i cristiani sono vittime della discriminazione e questo ha costretto gran parte della minoranza cristiana a dover vivere facendo i lavori più umili. Poi, un'altra difficoltà che abbiamo come cattolici, è che parte della popolazione islamica del Pakistan ritiene che i non musulmani siano diversi e che non debbano godere dei loro stessi diritti. Non è una legge scritta, è un pregiudizio insito nel tessuto sociale di questo Paese''. A parlare è Joseph Coutts arcivescovo di Karachi e presidente della Conferenza episcopale del Pakistan che ha rilasciato un'intervista esclusiva per Gli Occhi della guerra. Reportage di Daniele Bellocchio e Marco Gualazzini. Montaggio di Giulia Bonaudi

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Cristiani senza paura

DA ILIGAN - Mentre in Siria ed Iraq lo Stato islamico sta subendo pesanti sconfitte, nell'isola di Mindanao, nelle Filippine del sud, le bandiere nere stanno avanzando, portando distruzione e terrore. Il terreno in queste zone è fertile. Da decenni, infatti, i ribelli musulmani richiedono l'autonomia da Manila. Ma se prima la loro battaglia è stata condotta solo contro il governo, negli ultimi anni alcuni gruppi si sono avvicinati ai tagliagole jihadisti. Con l'obiettivo di creare il primo Califfato nel sud-est asiatico, i miliziani del Maute ed Abu Sayyaf, considerati la costola filippina dell'ISIS, il 23 maggio scorso hanno avviato l'assedio della città di Marawi, capoluogo della provincia di Lanao del Sur. Oggi, dopo quasi cinque mesi di scontri e bombardamenti, l'esercito di Rodrigo Duterte non è riuscito ancora a riprendere completamente il controllo. Fino ad ora le violenze hanno causato la morte di oltre 700 persone e quasi 400mila sfollati. REPORTAGE DI GABRIELE ORLINI E FABIO POLESE

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I cristiani di Cuba

Unica voce fuori dal coro che si riesce a trovate in tutta L'Avana, è quella dei cristiani. Costretti a nascondersi nei decenni passati dalle persecuzioni messe in atto dal regime socialista, di recente i cristiani hanno ottenuto la possibilità di pregare senza più nascondersi, anche se non tutto può essere fatto alla luce del sole per le decisioni passate di Fidel Castro. Nonostante fosse nato in una famiglia di cattolici ed avesse studiato dai Gesuiti, l'ex presidente si schierò da subito contro la Chiesa dopo la sua salita al potere. La presenza di un'altra dottrina, qualsiasi essa fosse, oltre a quella del socialismo non era accettata dal Lider Maximo. Reportage di Andrea Indiano

Guerra

L’inferno dei cristiani di Aleppo

Le forze governative continuano ad avanzare sui quartieri orientali di Aleppo, che ormai, per metà, sono tornati sotto il controllo dell’esercito siriano. Migliaia di civili, più di 50mila, hanno lasciato le zone assediate per consegnarsi all’esercito regolare e ai curdi delle Forze democratiche siriane. La battaglia per la riconquista della seconda città siriana per importanza, sembra essere ormai ad una svolta. Una svolta favorevole al governo di Damasco che, secondo il viceministro degli Esteri di Mosca, Mikhail Bogdanov, potrebbe riconquistare Aleppo già entro la fine dell’anno.

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