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	<title>Crisi economica venezuelana Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Tue, 22 Jun 2021 16:37:32 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Crisi economica venezuelana Archives - InsideOver</title>
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		<title>La bomba venezuelana che può cambiare gli equilibri dell&#8217;America Latina</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/la-bomba-venezuelana-che-puo-cambiare-gli-equilibri-dellamerica-latina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jun 2021 16:37:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi economica venezuelana]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi politica venezuelana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/venezuela-Agenzia_Fotogramma_IPA14110261-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/venezuela-Agenzia_Fotogramma_IPA14110261-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/venezuela-Agenzia_Fotogramma_IPA14110261-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/venezuela-Agenzia_Fotogramma_IPA14110261-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/venezuela-Agenzia_Fotogramma_IPA14110261-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/venezuela-Agenzia_Fotogramma_IPA14110261-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/venezuela-Agenzia_Fotogramma_IPA14110261-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Oltre cinque milioni e mezzo di venezuelani, su una popolazione di poco superiore ai trenta milioni di abitanti, hanno lasciato il proprio Paese negli ultimi cinque anni per sfuggire alla crisi economica e politica che lo sta devastando. La maggior parte è fuggita dal Venezuela a partire dal 2017, quando la crisi ha iniziato a &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/la-bomba-venezuelana-che-puo-cambiare-gli-equilibri-dellamerica-latina.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/la-bomba-venezuelana-che-puo-cambiare-gli-equilibri-dellamerica-latina.html">La bomba venezuelana che può cambiare gli equilibri dell&#8217;America Latina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/venezuela-Agenzia_Fotogramma_IPA14110261-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/venezuela-Agenzia_Fotogramma_IPA14110261-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/venezuela-Agenzia_Fotogramma_IPA14110261-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/venezuela-Agenzia_Fotogramma_IPA14110261-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/venezuela-Agenzia_Fotogramma_IPA14110261-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/venezuela-Agenzia_Fotogramma_IPA14110261-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/venezuela-Agenzia_Fotogramma_IPA14110261-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Oltre<strong> cinque milioni e mezzo</strong> di venezuelani, su una popolazione di poco superiore ai trenta milioni di abitanti, hanno lasciato il proprio Paese negli ultimi cinque anni per sfuggire alla crisi economica e politica che lo sta devastando. La maggior parte è fuggita dal Venezuela a partire dal 2017, quando<strong> la crisi</strong> ha iniziato a provocare una scarsità di benzina, cibo medicine e le dimostrazioni anti-governative sono diventate una costante della vita quotidiana dei cittadini. Il 31% dei migranti venezuelani, secondo i dati forniti dall&#8217;UNHCR ed aggiornati nel marzo del 2021, ha scelto come propria destinazione<strong> la Colombia</strong> mentre al secondo posto c&#8217;è il <strong>Perù</strong> (scelto dal 18%) ed a seguire si trovano Cile, Ecuador ( 8% ciascuno) ed il Brasile (preferito dal 5%). La confinante Colombia ospita circa 1.74 milioni di migranti, spesso privi di documenti ed ha deciso di fornire a tutti loro, clandestini o meno, uno status di protezione temporanea della durata di 10 anni. La protezione verrà accordata anche a tutti quelli che faranno il proprio ingresso nel Paese, una volta che verranno riaperti i confini, sino al primo luglio del 2023. Si tratta di una mossa volta ad incoraggiare<strong> l&#8217;immigrazione legale</strong> e che potrebbe far incrementare il numero di arrivi sino ai 3-5 milioni stimati per la fine del 2022.</p>
<h2>Un dramma di gravi proporzioni</h2>
<p>La questione umanitaria è resa più complessa dallo scontro tra <strong>Nicolas Maduro</strong>, che ha vinto le contestate elezioni del maggio 2018 e <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/juan-guaido-lingegnere-deposto-maduro.html">Juan Guaidó</a>, a capo dell&#8217;Assemblea Nazionale ed autoproclamatosi presidente nel gennaio del 2019. Gli Stati Uniti e dozzine di altri governi in tutto il mondo riconoscono Guaidó come presidente ad interim mentre la Cina, la Russia e l&#8217;esercito venezuelano hanno scelto di supportare Maduro, che nega l&#8217;esistenza di una crisi umanitaria e ritiene che le sanzioni dall&#8217;estero abbiano provocato i problemi esistenti. <strong>Il Covid-19</strong> ha provocato un&#8217;intensificazione dell&#8217;emergenza umanitaria ed ha indotto, almeno in una prima fase, molti migranti a tornare in Venezuela. Le carenze di benzina, elettricità ed acqua pulita hanno però provocato rivolte ed una rinnovata spinta migratoria alla fine del 2020. Sullo sfondo c&#8217;è anche <strong>l&#8217;iperinflazione</strong>, che ha provocato una grave svalutazione del Bolivar venezuelano, ormai sostituito dal dollaro americano come valuta ed anche dei salari. Un simil-censimento realizzato tra la fine del 2019 e l&#8217;inizio del 2020 dai ricercatori della Andres Bello Catholic University è giunto ad una conclusione inquietante. Più del 96% della popolazione, tenendo conto del reddito stimato, vive in povertà.</p>
<h2>La gravità della crisi</h2>
<p>Il regime gioca<a href="https://dialogo-americas.com/articles/the-venezuelan-migration-and-the-maduro-regime/"> un ruolo passivo</a> nell&#8217;esodo, che può rivelarsi <strong>benefico</strong> per la propria sopravvivenza. I sociologi venezuelani Iván De la Vega e Claudia Vargas hanno evidenziato come chi migra supporta, con maggiore probabilità, l&#8217;opposizione e questo trend, che si è rafforzato nel corso degli anni, ha portato ad una diminuzione delle voci critiche presenti nel paese, delle presenze alle proteste anti-governative ed ha reso più complessa la partecipazione degli oppositori alle elezioni. <strong>La minaccia interna</strong> si è dunque ridotta ma l&#8217;esodo si è rivelato benefico anche per le tasche dell&#8217;esecutivo riducendo il numero di bambini e giovani che devono essere educati e di pazienti che devono essere curati. Meno bocche da sfamare, dunque, meno richiesta di medicine ed una riduzione della pressione sulle <strong>spese pubbliche</strong>. Il terzo beneficio è invece legato alle <strong>rimesse</strong> inviate dai rifugiati in Venezuela. Queste contribuiscono a sostenere l&#8217;economia del Venezuela, creano posti di lavoro, consentono ad alcune famiglie di vivere decentemente e forniscono moneta straniera. Non tutto, ovviamente, può essere sfruttato positivamente dal governo dato che l&#8217;emigrazione di migliaia di dottori, infermiere, educatori e scienziati ha provocato una vera e propria fuga dei cervelli ma l&#8217;esodo, per quanto paradossalmente, può rivelarsi un vero e proprio asso nella manica di Maduro. La ricollocazione all&#8217;estero dei politici dell&#8217;opposizione fornisce un impagabile margine di manovra.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Maduro ribatte al nuovo pacchetto di sanzioni degli Stati Uniti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/maduro-ribatte-al-nuovo-pacchetto-di-sanzioni-degli-stati-uniti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maddalena Pezzotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jan 2021 17:32:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi economica venezuelana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1108" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_10898709-e1579599879314.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_10898709-e1579599879314.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_10898709-e1579599879314-300x173.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_10898709-e1579599879314-768x443.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_10898709-e1579599879314-1024x591.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Venezuela è intenzionato a incrementare la produzione petrolifera, malgrado le sanzioni americane che ne impediscono la compravendita, di recente ampliate per bloccare i principali attori di un meccanismo studiato per aggirarle. Si vuole arrivare a 800 mila barili al giorno nel breve termine &#8211; il doppio di quanto avviene al momento &#8211; e 1.4 &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/maduro-ribatte-al-nuovo-pacchetto-di-sanzioni-degli-stati-uniti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1108" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_10898709-e1579599879314.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_10898709-e1579599879314.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_10898709-e1579599879314-300x173.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_10898709-e1579599879314-768x443.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_10898709-e1579599879314-1024x591.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il <strong>Venezuela</strong> è intenzionato a incrementare la produzione petrolifera, malgrado le <a href="https://it.insideover.com/politica/come-si-aggirano-le-sanzioni-americane-in-venezuela.html">sanzioni americane</a> che ne impediscono la compravendita, di recente ampliate per bloccare i principali attori di un meccanismo studiato per aggirarle. Si vuole arrivare a 800 mila barili al giorno nel breve termine &#8211; il doppio di quanto avviene al momento &#8211; e 1.4 milioni nel lungo termine. Un elemento utile  di paragone è il dato secondo il quale il paese, uno dei grandi esportatori a livello mondiale, per decenni, ha estratto 3.5 milioni e mezzo di barili al giorno.</p>
<p>Le condizioni della compagnia statale <strong>Petróleos de Venezuela Sa</strong> (Pdvsa), deteriorate da cattiva gestione, corruzione, e fuga di personale qualificato, richiedono ingenti investimenti, da destinarsi a ristrutturazione e riqualificazione, per il raggiungimento della portata di tale obiettivo. La riattivazione del settore esige anche una flessibilizzazione del controllo esclusivo del mercato da parte di Pdvsa. In un contesto chiuso al capitale straniero, con un sistema di organizzazione industriale di stampo socialista, queste sembrerebbero dichiarazioni prive di fondamento.</p>
<p>Per tutto contrario, il governo di <strong>Nicolás Maduro</strong> si appella alla discussa legge antiblocco del 2020, che attribuisce capacità speciali al governo, per intervenire in maniera trasversale nel tessuto economico, e aprire ad accordi internazionali. Nella tutela del giro di affari che costituisce l’asse centrale delle finanze nazionali, e in quella che si definisce una &#8220;nuova tappa&#8221;, Maduro conta con il ministro del petrolio, Tarek El Aissami, uno dei pezzi da novanta dello scacchiere politico, e Asdrúbal Chávez, attuale presidente della Pdvsa, il quale ne ha detenuto la caduta libera.</p>
<p>Il <em>chavismo</em> alla ricerca di capitali ha parecchi ostacoli lungo il suo percorso. I veti, e il conseguente isolamento, costituiscono un problema per le maggiori compagnie occidentali e i requisiti di trasparenza dettati dalla loro <em>governance</em>. Nonostante ciò, il governo potrebbe ragionevolmente ottenere la collaborazione di <strong>operatori privati venezuelani</strong>, contrattisti esteri di media grandezza, e produttori turchi, iraniani, e indiani. Con la riapertura dei pozzi della costa orientale, il lago Maracaibo, lo stato di Zulia, e il bacino del Orinoco, perlomeno gli 800 mila barili sarebbero garantiti.</p>
<p>Le società petrolifere private risentono della alta tassazione, il credito irrisolto con lo stato e le difficoltà nel ritorno dall’estero dei propri attivi. La fine del controllo dei cambi, sancita dalla banca centrale in due fasi, nel 2018 e il 2019, gli ha concesso respiro. La legge antiblocco, per dimostrare la sua efficacia, dovrà contribuire ad alleviare l’eccesso di regolamentazione che ha danneggiato l’industria, rimettere in moto le <strong>imprese miste</strong>, e garantire sicurezza al patrimonio privato delle compagnie straniere che sono rimaste in Venezuela, pur in modalità stand by.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Maduro annuncia l&#8217;arresto di un agente della Cia (ma qualcosa non quadra)</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/maduro-annuncia-larresto-di-un-agente-della-cia-ma-qualcosa-non-quadra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2020 06:34:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi economica venezuelana]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi politica venezuelana]]></category>
		<category><![CDATA[petrolio venezuelano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Soldati-in-Venezuela-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Soldati-in-Venezuela-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Soldati-in-Venezuela-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Soldati-in-Venezuela-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Soldati-in-Venezuela-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Soldati-in-Venezuela-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Soldati-in-Venezuela-2048x1367.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il regime di Nicolas Maduro ha reso noto lunedì 14 settembre di aver arrestato un agente della Central intelligence agency (Cia), in compagnia di tre cittadini venezuelani, che stavano pianificando attentati contro le installazioni petrolifere nell&#8217;ovest del Paese. Secondo quanto riferito dal procuratore generale, Tarek William Saab, i quattro sono stati identificati come Daeven Enrique &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/maduro-annuncia-larresto-di-un-agente-della-cia-ma-qualcosa-non-quadra.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Soldati-in-Venezuela-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Soldati-in-Venezuela-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Soldati-in-Venezuela-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Soldati-in-Venezuela-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Soldati-in-Venezuela-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Soldati-in-Venezuela-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Soldati-in-Venezuela-2048x1367.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il regime di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-nicolas-maduro-il-leale-delfino-di-chavez.html?sd=SDA" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Nicolas Maduro</strong></a> ha reso noto lunedì 14 settembre di aver arrestato un agente della <strong>Central intelligence agency (Cia)</strong>, in compagnia di tre cittadini venezuelani, che stavano pianificando attentati contro le installazioni petrolifere nell&#8217;ovest del Paese.</p>
<p>Secondo quanto riferito dal procuratore generale, Tarek William Saab, i quattro sono stati identificati come Daeven Enrique Rodriguez Argueta, Marco Antonio Garces Carapaica, Darwin Adreizo Urdaneta Pardo (ufficiale della Guardia nazionale bolivariana) e <strong>John Matthew Heath</strong>, quest&#8217;ultimo indicato come ex marine che avrebbe prestato servizio in Iraq. Le autorità di Caracas hanno inoltre riferito che i quattro sono stati sorpresi a bordo di un&#8217;auto all&#8217;interno della quale è stato trovato un armamentario che include un lanciagranate AT4 calibro 84, una mitraglietta UZI 9mm, quattro pezzi di esplosivo C4, un telefono satellitare, tre cellulari, denaro in valuta estera e un cappello con un non meglio specificato stemma governativo.</p>
<h2>I presunti agenti della Cia</h2>
<p>Il regime di Maduro è da tempo che ostenta arresti di presunti agenti della Cia; lo si è visto la scorsa primavera in seguito a una rocambolesca <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/la-fallita-invasione-anti-maduro-tra-contractors-e-strani-ribelli.html">azione armata</a> andata in malora ancor prima di iniziare, per mano di un gruppo di oppositori del regime affiancati da due ex militari statunitensi in veste di contractors e il tutto sotto la regia di Jordan Goudreau, ex Berretto Verde reinventatosi contractor. Nonostante Goudreau abbia vantato rapporti con l&#8217;amministrazione Trump, Washington ha ampiamente smentito qualsiasi legame con la disastrosa iniziativa e lo stesso presidente ha affermato &#8220;se fossimo stati noi, le cose sarebbero andate diversamente&#8221;.</p>
<p>Fatto sta che i due ex militari Luke Alexander Denman e Airan Berry sono ancora detenuti in un carcere venezuelano e il regime Maduro ha suonato le trombe propagandistiche spacciando i due per agenti della Cia e l&#8217;azione come un enorme fallimento di Washington. Del resto il regime di Caracas ha sempre avuto il vizio di accusare cittadini statunitensi arrestati nel Paese di far parte della Cia e di voler destabilizzare il Paese.</p>
<p>Nell&#8217;aprile del 2013 toccò a <a href="https://www.semana.com/mundo/articulo/este-norteamericano-detenido-venezuela/341326-3/">Timothy Hallet Tracy</a>, un 35enne reporter indipendente arrestato all&#8217;aeroporto di Caracas mentre era in procinto di lasciare il Paese e accusato di &#8220;aver scattato foto e registrato filmati con l&#8217;obiettivo di documentare situazioni per fini sovversivi&#8221;; Tracy venne poi espulso dal Paese. Accuse simili vennero poi mosse nei confronti del missionario mormone Joshua Holt, originario dello Utah, sposato con una donna ecuadoriana con cittadinanza venezuelana e arrestato nel 2016 con l&#8217;accusa di &#8220;possesso di arma da guerra&#8221;. Holt veniva <a href="https://www.bbc.com/mundo/noticias-internacional-44266575">rilasciato</a> due anni dopo assieme alla moglie e ricevuto dal presidente, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Donald Trump</strong></a>.</p>
<h2>Tutto quello che non torna</h2>
<p><span style="font-size: 1rem;">Sul caso dell&#8217;arresto del presunto agente della Cia, John Michael Heath, le informazioni disponibili sono ancora insufficienti per poter inquadrare adeguatamente la situazione, ma è bene fare alcune riflessioni sugli elementi presentati fin&#8217;ora dal regime.</span></p>
<p>Secondo i dettagli attualmente disponibili, i quattro individui erano a bordo di una Chery modello Aruaca targata AH642ZA e risultante di proprietà di Ivonne Coromoto Barrios Finol (moglie di Daeven Enrique Rodriguez Argueta, uno dei quattro occupanti del mezzo). Heath avrebbe varcato il confine tra Colombia e Venezuela nei pressi della frontiera di Paraguachon e si trovava sul mezzo per essere accompagnato a Punto Fijo, dove si trovano le raffinerie di Amuay e Cardon, forse per scattare foto o addirittura per sabotare l&#8217;impianto, magari con il lanciagranate trovato a bordo o con il C4.</p>
<p>A bordo era presente anche il già citato ufficiale della GNB, Urdaneta Pardo, plausibilmente per aiutare Heath a superare eventuali controlli, ma i quattro sarebbero stati scoperti a un posto di blocco e tratti in arresto mentre viaggiavano sulla Troncal 3 all&#8217;altezza di Los Pedros.</p>
<p>Il primo elemento che desta perplessità riguarda quanto dichiarato dal Procuratore Generale della Repubblica, Tarek Saab, secondo cui Heath sarebbe un ex marine e contractor della società MVM che ha compiuto missioni in Iraq dal 2006 al 2016 per tre mesi all&#8217;anno, dove avrebbe lavorato come operatore di comunicazione presso una base segreta della Cia. Saab ha poi aggiunto: &#8220;Sappiamo che l&#8217;impresa MVM è utilizzata dal governo Usa per appaltare piani di destabilizzazione nei confronti di altri Paesi&#8221;.</p>
<p>Saab sembra però non essere al corrente del fatto che la MVM perse il contratto con la Cia nel 2008, come già riportato a suo tempo dal <em><a href="https://www.wsj.com/articles/SB121988605376078351">Wall Street Journal</a></em>. In aggiunta, emersero problemi anche in relazione a un accordo fatto tra MVM ed NSA.</p>
<p>Va inoltre sottolineato che la suddetta società non forniva personale alla Cia, ma si occupava di proteggere il personale dell&#8217;intelligence militare, cosa che avrebbe cessato di fare nel 2008. Non risulta dunque chiaro come Heath, ammesso che avesse realmente operato per la MVM, avrebbe potuto continuare a lavorare per altri otto anni.</p>
<p>Sempre secondo quanto riferito dalla Procura Generale venezuelana, Heath sarebbe stato in possesso della fotocopia del passaporto, nascosta all&#8217;interno della propria scarpa e di <a href="https://www.dw.com/es/venezuela-juzgar%C3%A1-por-terrorismo-al-supuesto-esp%C3%ADa-estadounidense-detenido-la-semana-pasada/a-54927201">una moneta</a> che lo ricollegava alla Cia.</p>
<p>In poche parole, Heath viaggiava su una delle strade più controllate del Venezuela (proprio perché a ridosso del confine con la Colombia e in direzione dei due principali stabilimenti petroliferi del Paese), pochi giorni dopo che le autorità di Caracas avevano scoperto un presunto sabotaggio nei confronti dello stabilimento PDVSA di El Palito, con la fotocopia del passaporto nella scarpa, senza ingresso ufficiale nel Paese, con un elemento identificativo che lo ricollegava alla Cia e come se non bastasse a bordo dell&#8217;auto il gruppo trasportava armi, denaro contante in gran quantità e un telefono satellitare. Insomma, un&#8217;operazione che non avrebbe nulla da invidiare allo sgangherato assalto dello scorso maggio da parte dei contractor di Goudreau.</p>
<p>La presenza in auto dell&#8217;ufficiale della Guardia Nazionale Bolivariana suona altrettanto strana, non solo per il fatto che non è certo garanzia di libero passaggio ad eventuali controlli, visto che i servizi segreti di Maduro diffidano di tutti, GNB inclusa, ma non si capisce nemmeno come un ufficiale di tale corpo possa aver voglia di infilarsi in un&#8217;auto carica di prove compromettenti assieme a un presunto agente statunitense (dal nome chiaramente anglosassone, cosa curiosa considerata l&#8217;ampia scelta di agenti dai nomi ispanici di cui l&#8217;Agenzia dispone) che gira con la fotocopia del passaporto nella scarpa e una medaglia (o moneta che sia) ricollegabile alla CIA.</p>
<p>Perchè entrare poi per la frontiera di Paraguachon e rischiare di essere scoperti percorrendo la &#8220;Troncal&#8221; per più di 400 chilometri fino a Punto Fiijo quando sarebbe stato sufficiente imbarcarsi dalla penisola colombiana di La Guajira e navigare per poco più di 50 km e raggiungere la penisola di Punto Fijo? Difficile credere che la Cia non disponga dei mezzi per un&#8217;azione così basilare.</p>
<p>Insomma, l&#8217;arresto del presunto agente statunitense e dei suoi collaboratori suona molto come l&#8217;ennesima azione propagandistica di un regime sempre più allo sbando, al punto che nonostante il Venezuela sia uno dei principali Paesi produttori di petrolio, il regime di Maduro è costretto a fare affidamento sulle importazioni di greggio dall&#8217;Iran e sarebbe arrivato addirittura al punto di <a href="https://finance.yahoo.com/news/venezuela-plucking-pieces-off-oil-155635138.html">smembrare oleodotti</a> per rivenderne il metallo.</p>
<p>Come se non bastasse, la Corte Suprema di Capo Verde ha <a href="https://diariolalibertad.com/sitio/2020/09/extradicion-de-alex-saab-es-aprobada/">autorizzato </a>l&#8217;estradizione negli Usa del businessman e faccendiere del regime venezuelano, Alex Saab Moran, <a href="https://www.agenzianova.com/a/5eee7942e295c8.37098498/2982260/2020-06-15/venezuela-usa-chi-e-alex-saab-l-imprenditore-vicino-a-maduro-arrestato-a-capo-verde/linked">arrestato</a> a inizio estate mentre era in volo verso l&#8217;Iran. Il 14 settembre è inoltre stato reso noto che Washington ha <a href="https://www.eltiempo.com/unidad-investigativa/alex-saab-congelan-us-700-millones-vinculados-al-senalado-testaferro-de-nicolas-maduro-537729">congelato</a> 700 milioni di proprietà di Saab Moran presenti su dei conti correnti in banche del Liechtenstein. Una volta estradato, il soggetto in questione potrebbe riferire agli USA informazioni di vitale importanza che potrebbero seriamente inguaiare il regime Maduro, gli alti apparati militari e il cosiddetto <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/il-venezuela-da-narco-stato-a-stato-mafia-dove-dominano-i-cartelli.html">Cartel de los Soles</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/maduro-annuncia-larresto-di-un-agente-della-cia-ma-qualcosa-non-quadra.html">Maduro annuncia l&#8217;arresto di un agente della Cia (ma qualcosa non quadra)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il Venezuela (allo sbando) è rimasto senza benzina</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-venezuela-allo-sbando-e-rimasto-senza-benzina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2020 10:12:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi economica venezuelana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Pdvsa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Una scultura di una mano che regge una struttura di pozzi petroliferi fuori dalla compagnia petrolifera statale venezuelana Pdvsa a Caracas (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Pdvsa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Pdvsa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Pdvsa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Pdvsa-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La crisi economica del Venezuela sembra non conoscere limiti ed ha coinvolto il settore petrolifero, che in passato era un asset privilegiato del Paese. La produzione di greggio è calata, nel mese di giugno, ad appena 400mila barili al giorno, una battuta d&#8217;arresto che la riporta ai livelli del 1934. A riferirlo è stata l&#8217;Organizzazione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/il-venezuela-allo-sbando-e-rimasto-senza-benzina.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Pdvsa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Una scultura di una mano che regge una struttura di pozzi petroliferi fuori dalla compagnia petrolifera statale venezuelana Pdvsa a Caracas (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Pdvsa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Pdvsa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Pdvsa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Pdvsa-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><a href="https://www.agi.it/economia/news/2020-07-14/venezuela-calo-produzione-petrolio-9154152/">La crisi economica</a> del Venezuela sembra non conoscere limiti ed ha coinvolto <strong>il settore petrolifero</strong>, che in passato era un asset privilegiato del Paese. La produzione di greggio è calata, nel mese di giugno, ad appena 400mila barili al giorno, una battuta d&#8217;arresto che la riporta ai livelli del 1934. A riferirlo è stata l&#8217;Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (OPEC) che ha certificato <strong>un crollo</strong> del 37,5 per cento rispetto al mese di maggio, quando la produzione era di 570mila barili al giorno. L&#8217;offerta venezuelana, che dodici anni fa aveva toccato i 3.2 milioni di barili al giorno è in calo a causa di <strong>mancanza di investimenti</strong>, della corruzione e delle sanzioni americane. La situazione è paradossale: Caracas può infatti contare sulle riserve di greggio più consistenti del mondo.</p>
<h2>Le ragioni di un tracollo pesante</h2>
<p><a href="https://fas.org/sgp/crs/row/IF10715.pdf">Le misure restrittive</a> decise da Washington contro la PvDSA (compagnia petrolifera statale venezuelana) sono in vigore dal 28 gennaio del 2019 ed impediscono a cittadini ed aziende americane di fare affari con la compagnia venezuelana ed hanno portato ad un blocco di quei beni della compagnia sottoposti alla giurisdizione americana. <a href="https://www.bnamericas.com/en/news/china-india-lead-buyers-of-venezuelas-oil">Il 56 per cento</a> <strong>dell&#8217;export petrolifero</strong> venezuelano, nel 2019, è stato ricevuto da <strong>Cina ed India</strong> ed a seguire da Europa, Cuba, Singapore e Malesia. La crescita della domanda da parte dell&#8217;Asia e del Vecchio Continente non è però riuscita ad arrestare il declino dell&#8217;export poiché le turbolenze politiche ed economiche hanno <strong>strozzato la produzione interna</strong>. Secondo un report realizzato dall&#8217;Inter-American Dialogue, un think thank basato negli Stati Uniti, la presenza delle sanzioni americane e di anni di cattiva gestione hanno portato <strong>l&#8217;economia venezuelana al collasso</strong> e non sembra che il presidente Nicolas Maduro abbia intenzione di invertire la rotta. La crisi economica scatenata dalla pandemia di Covid-19 ha portato ad una <strong>riduzione del fabbisogno energetico</strong> mondiale e ciò avrà pesanti ricadute sull&#8217;industria petrolifera venezuelana.</p>
<h2>Debolezza strutturale</h2>
<p><a href="https://www.novinite.com/articles/205280/Fuel+Crisis+in+Venezuela">Il Venezuela</a> è preda di una <strong>carenza di carburante</strong> che si sta facendo sempre più grave e Caracas ha dovuto ricorrere all&#8217;aiuto dell&#8217;Iran, che ha inviato rifornimenti via mare nel mese di giugno suscitando le ire di Washington. <span style="font-size: 1rem;"><strong>Il petrolio iraniano</strong> non è però riuscito ad incidere in maniera sostanziale: molti venezuelani (con l&#8217;eccezione della capitale Caracas) sono costretti a rimanere in fila per ore prima di poter fare rifornimento alle proprie autovetture. Per Ezio Angelini, a capo della Camera di Commercio di Maracaibo, si tratta &#8220;della cronaca di una morte annunciata&#8221; dato che &#8220;il Venezuela non </span>produce<span style="font-size: 1rem;"> benzina in quantità sufficiente&#8221;. <strong>La posizione di Maduro,</strong> che il primo giugno è stato costretto ad annunciare un aumento del prezzo del carburante (prima quasi gratuito), è precaria.</span></p>
<h2>Un Paese allo sbando</h2>
<p><span style="font-size: 1rem;"><strong>La crisi umanitaria</strong> del Venezuela,<a href="https://www.usglc.org/blog/venezuelas-escalating-humanitarian-crisis/"> definita</a> come la più grave degli ultimi decenni tra le nazioni che non sono in guerra, ha costretto 4.5 milioni di cittadini a lasciare il Paese mentre un cittadino su tre, tra quelli che sono rimasti, è afflitto da problemi legati all&#8217;insicurezza alimentare. <a href="https://www.thenewhumanitarian.org/news-feature/2020/06/23/Venezuela-coronavirus-COVID-19-remittances-economy-Panama">La pandemia</a> ha poi inciso negativamente sulle <strong>rimesse inviate dall&#8217;estero</strong> che, secondo l&#8217;economista Asdrúbal Oliveros, verranno decurtate dai 3.5 miliardi di dollari del 2019 agli 1.5 miliardi del 2020. Si tratta di una pessima notizia: due milioni di famiglie venezuelane dipendono dall&#8217;invio di denaro da parte dei parenti che risiedono all&#8217;estero. <strong>Altri parametri macroeconomici</strong> come il Prodotto Interno Lordo, che si è inabissato dell&#8217;88 per cento dal 2014 e l&#8217;inflazione, che ha raggiunto livelli incalcolabili, non sembrano lasciare alcuna speranza. </span><span style="font-size: 1rem;">Le elezioni previste per il 6 dicembre sono già state definite, dall&#8217;opposizione, come una farsa che favorisce il partito del presidente Maduro e sembra dunque improbabile che possano risultare decisive per contribuire a </span><strong style="font-size: 1rem;">sbloccare la situazione interna</strong><span style="font-size: 1rem;">.</span></p>
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		<title>Il Venezuela potrebbe essere il prossimo obiettivo americano</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-venezuela-potrebbe-essere-il-prossimo-obiettivo-americano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jan 2020 07:17:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi economica venezuelana]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi politica venezuelana]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1001" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Venezuela-proteste-Maduro-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Maduro Guaidò Venezuela" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Venezuela-proteste-Maduro-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Venezuela-proteste-Maduro-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Venezuela-proteste-Maduro-La-Presse-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Venezuela-proteste-Maduro-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>I rapporti tra Stati Uniti e Venezuela potrebbero conoscere, nel corso del 2020, un ulteriore peggioramento. Caracas è un potente elemento di disturbo alle strategie politiche di Washington in America Latina e l&#8217;avvicinarsi delle consultazioni presidenziali americane potrebbe spingere la Casa Bianca ad agire contro il regime venezuelano ed a favorirne la caduta. Una possibilità, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-venezuela-potrebbe-essere-il-prossimo-obiettivo-americano.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1001" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Venezuela-proteste-Maduro-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Maduro Guaidò Venezuela" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Venezuela-proteste-Maduro-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Venezuela-proteste-Maduro-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Venezuela-proteste-Maduro-La-Presse-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Venezuela-proteste-Maduro-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>I rapporti tra Stati Uniti e <strong>Venezuela</strong> potrebbero conoscere, nel corso del 2020, un ulteriore peggioramento. Caracas è un potente<strong> elemento di disturbo</strong> alle strategie politiche di Washington in America Latina e l&#8217;avvicinarsi delle consultazioni presidenziali americane potrebbe spingere la Casa Bianca ad agire contro il regime venezuelano ed a favorirne la caduta. Una possibilità, quest&#8217;ultima, che non si è mai realizzata malgrado la gravissima crisi economica che attanaglia da anni il Paese, peraltro dotato di enormi riserve petrolifere e l&#8217;emergere di un&#8217;opposizione politica interna decisa a scalzare l&#8217;esecutivo del Presidente Nicolas Maduro dal potere. Le <strong>Forze Armate venezuelane</strong>, almeno sinora, hanno fornito al governo un sostegno molto forte ed in grado di rafforzarne la stabilità e la loro presenza, unita alla vastità del territorio nazionale, ha continuato ad inibire una possibile offensiva militare su larga scala da parte degli Stati Uniti.</p>
<h2>Una strategia inefficace</h2>
<p>Washington ha cercato di facilitare il <strong>crollo del governo socialista</strong> venezuelano, nel corso degli anni, attraverso l&#8217;uso di sanzioni economiche ed isolando diplomaticamente la nazione. L&#8217;ambasciatore americano a Caracas, <a href="https://www.latimes.com/world-nation/story/2020-01-07/venezuela-opposition-leader-juan-guaido-takes-new-oath-amid-chaos">Elliot Abrams</a>, ha riconosciuto, però, che le strategie americane non hanno tenuto conto di un fattore particolarmente importante: il supporto fornito, in primis, da <strong>Russia e Cuba</strong> a Caracas. Secondo lo stesso Abrams, infatti, senza questo sostegno l&#8217;esecutivo venezuelano non sarebbe più, da ormai molto tempo, al potere. La presidenza di Nicolas Maduro è riuscita a resistere, nel corso degli anni, ad una serie di gravi difficoltà umanitarie, economiche e politiche che avrebbero con tutta probabilità abbattuto molti altri governi mondiali. La proclamazione nel 2019, da parte dell&#8217;Assemblea Nazionale, del decadimento di Nicolas Maduro dalla carica di Presidente e la nomina al suo posto del leader dell&#8217;opposizione Juan Guaidò ha portato numerose nazioni latinoamericane ed europee a riconoscere quest&#8217;ultimo come legittimo Capo di Stato del Paese. La crisi economica interna continua a provocare danni gravissimi ed una vera e propria emergenza umanitaria: più di quattro milioni e mezzo di persone (equivalenti al 16 per cento della popolazione) avevano lasciato il Paese dall&#8217;inizio delle <strong>difficoltà economiche</strong> alla fine del 2019 ed il numero di persone costrette ad abbandonare la propria nazione per cercare salvezza all&#8217;estero è destinato di certo ad aumentare.</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p>Emerge dunque chiaramente come, malgrado i problemi significativi, il governo venezuelano non sia mai imploso e come, nei fatti, continui a causare non pochi problemi alla visione strategica degli Stati Uniti: Caracas, infatti, non si limita ad intrattenere relazioni cordiali solamente con la Russia e con Cuba ma anche con la Siria e l&#8217;Iran, altri due nemici di lungo corso della Casa Bianca. Le <strong>multiformi iniziative</strong> della presidenza Trump sullo scacchiere mondiale, dunque, potrebbero arrivare a concentrarsi proprio sul Venezuela in un anno che si rivelerà cardine per la prosecuzione del progetto politico del leader conservatore. Una vittoria significativa che riesca a mutare gli equilibri interni di questo Paese chiave dell&#8217;America Latina, infatti, potrebbe costituire un volano elettorale di grande valore per Washington che, con tutta probabilità, ha trascurato quest&#8217;area del mondo in favore di regioni più lontane come il Medio Oriente. Non c&#8217;è dubbio, però, che Caracas continuerà ad opporre una strenua resistenza ad ogni tentativo di infiltrazione americana e che cercherà di rafforzare, in caso di crisi, la propria partnership con gli alleati tradizionali come Mosca e L&#8217;Avana. Queste ultime sostengono, grazie ai buoni rapporti politici e commerciali, il governo di Nicolas Maduro e potrebbero fornirgli, insieme alle Forze Armate Venezuelane, un sostegno molto utile.</p>
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		<title>Il Venezuela tra Maduro e Guaidò</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-venezuela-tra-maduro-e-guaido.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Nov 2019 14:16:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi economica venezuelana]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi politica venezuelana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=242941</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="727" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Venezuela-dollaro-Getty-e1574338766615.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Venezuela Maduro" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Venezuela-dollaro-Getty-e1574338766615.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Venezuela-dollaro-Getty-e1574338766615-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Venezuela-dollaro-Getty-e1574338766615-768x372.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Venezuela-dollaro-Getty-e1574338766615-1024x496.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Tra tutti i Paesi sudamericani, ce n&#8217;è uno in particolare che versa in condizioni tragiche ormai da decenni: il Venezuela. Dalla dittatura di Hugo Chavez ai giorni odierni con il potere di Nicolas Maduro, il popolo venezuelano ha conosciuto  la durezza della carestia e la forza devastante della crisi economica e monetaria. Oltre ad un&#8217;economia &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-venezuela-tra-maduro-e-guaido.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-venezuela-tra-maduro-e-guaido.html">Il Venezuela tra Maduro e Guaidò</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="727" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Venezuela-dollaro-Getty-e1574338766615.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Venezuela Maduro" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Venezuela-dollaro-Getty-e1574338766615.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Venezuela-dollaro-Getty-e1574338766615-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Venezuela-dollaro-Getty-e1574338766615-768x372.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Venezuela-dollaro-Getty-e1574338766615-1024x496.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Tra tutti i Paesi sudamericani, ce n&#8217;è uno in particolare che versa in condizioni tragiche ormai da decenni: il <strong>Venezuela</strong>.<a href="https://it.insideover.com/politica/a-ventanni-dallascesa-di-chavez-il-venezuela-e-un-paese-distrutto.html"> Dalla dittatura di <strong>Hugo Chavez</strong></a> ai <a href="https://it.insideover.com/politica/oppositore-maduro-vi-racconto-linferno-venezuela.html">giorni odierni con il potere di <strong>Nicolas Maduro</strong></a>, il popolo venezuelano ha conosciuto  la durezza della carestia e la forza devastante della <a href="https://it.insideover.com/politica/venezuela-crisi-economica.html">crisi economica e monetaria</a>. Oltre ad un&#8217;<strong>economia distrutta</strong> e una popolazione allo stremo delle forze, gli ultimi due anni sono stati dominati dall&#8217;escalation politica del leader dell&#8217;opposizione <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/juan-guaido-lingegnere-deposto-maduro.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Juan Guaidò</strong></a>, immagine delle brame di rivolta del ceto istruito del Venezuela.</p>
<h3>Guaidò, leader democratico o popolare?</h3>
<p>Seguendo la dialettica dei propri sostenitori internazionali, Guaidò è l&#8217;unica persona in grado di ristabilire gli equilibri democratici del Paese. Osteggiando infatti il potere assoluto di Maduro sfidandolo con le manifestazioni di piazza, è riuscito a risvegliare la voglia di riscatto della popolazione della nazione sudamericana. Incentrando la propria campagna mediatica sul rispetto dei <strong>diritti civili</strong> e sulla necessità di rivoltare completamente l&#8217;apparato legislativo e governativo di Caracas ha ottenuto il sostegno di tutte le nazioni ostili a Maduro. Con il blocco della Nato ed i rivali storici del Paese a sostegno di Guaidò, il presidente eletto del Venezuela conta attualmente sul sostegno di Cina, Russia e Turchia, con il Consiglio di Sicurezza dell&#8217;Onu in questo modo spaccato.</p>
<p>Ad un&#8217;attenta osservazione però anche Guaidò non è sinonimo di garanzia delle più basilari libertà democratiche. Ponendosi a difesa del ceto medio del Paese, favorevole agli<strong> investimenti esteri</strong> ed alla rivoluzione dell&#8217;apparato democratico, espone il Venezuela a sua volta al rischio di diventare una dittatura spinta dal basso, con i medesimi effetti dei governi precedenti. L&#8217;unica differenza (e non di marginale importanza) nascerebbe dalle sue alleanze internazionali che si capovolgerebbero.</p>
<h3>L&#8217;embargo che uccide il popolo</h3>
<p><a href="https://it.insideover.com/economia/la-mossa-degli-stati-uniti-che-annichilisce-il-venezuela.html">Nonostante sia in vigore attualmente un <strong>embargo totale da parte del Stati Uniti</strong></a>, il Paese continua ad intrattenere rapporti economici, diretti ed indiretti, con il resto del mondo. La popolazione ricca del Paese, che da tempo si era dotata di dollari americani per concludere le transazioni, non ha risentito in modo particolare dei blocchi agli scambi commerciali,facendo ricorso a vie traverse.</p>
<p>La stessa fortuna non l&#8217;ha avuta la parte del popolo che vive sotto la soglia della povertà, in possesso solamente dell&#8217;iperinflazionato <strong>Bolivar Sovrano</strong>. L&#8217;alto tasso di inflazione che ha subito il Paese ha reso impossibile acquistare merci provenienti dall&#8217;estero. Sommato all&#8217;incapacità del mercato nazionale di soddisfare la domanda interna di beni primari, le condizioni di vita medie delle popolazione sono drasticamente peggiorate, portando all&#8217;insostenibile situazione odierna.</p>
<h3>Il Venezuela deve scegliere il proprio futuro</h3>
<p>Scegliere tra Nicolas Maduro e Juan Guaidò non significa semplicemente identificarsi in un credo politico: significa scegliere tra<strong> due diverse prospettive per il Paese</strong>. Mentre nel primo caso significa pro-iterare la condizione di isolamento a livello internazionale favorendo il mercato interno, la seconda possibilità apre il Venezuela al mondo, rendendolo preda però anche delle volontà speculative dei <strong>grandi investitori esteri</strong>. L&#8217;ampio appoggio di Donald Trump per il leader dell&#8217;opposizione (con tanto di riconoscimento internazionale) è la prova chiave di come siano alti gli interessi esteri nell&#8217;area. Tutto ciò, con il popolo venezuelano a fare da ago della bilancia per i giochi di potere delle grandi società e delle istituzioni internazionali.</p>
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