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	<title>coronavirus Israele Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Tue, 23 Nov 2021 18:06:31 +0000</lastBuildDate>
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	<title>coronavirus Israele Archives - InsideOver</title>
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		<title>Israele, Islanda, Cape Cod: perché qui il Covid è sorvegliato speciale</title>
		<link>https://it.insideover.com/scienza/israele-islanda-cape-cod-perche-qui-il-covid-e-sorvegliato-speciale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Nov 2021 05:06:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus Israele]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/israele-la-presse--scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/israele-la-presse--scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/israele-la-presse--300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/israele-la-presse--1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/israele-la-presse--768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/israele-la-presse--1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/israele-la-presse--2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tre luoghi molto lontani fra loro: una nazione-isola, l’Islanda, uno Stato leader nella vaccinazione di massa, Israele, e la penisola a forma di uncino di Cape Cod, nel Massachusetts, tutti sorvegliati speciali nella lotta al Covid. Queste tre aree, infatti, stanno dando una risposta “anomala” alla lotta al virus che, lungi dal dichiarare l’inefficacia della &#8230; <a href="https://it.insideover.com/scienza/israele-islanda-cape-cod-perche-qui-il-covid-e-sorvegliato-speciale.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/scienza/israele-islanda-cape-cod-perche-qui-il-covid-e-sorvegliato-speciale.html">Israele, Islanda, Cape Cod: perché qui il Covid è sorvegliato speciale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/israele-la-presse--scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/israele-la-presse--scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/israele-la-presse--300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/israele-la-presse--1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/israele-la-presse--768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/israele-la-presse--1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/israele-la-presse--2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Tre luoghi molto lontani fra loro: una nazione-isola, l’<strong>Islanda</strong>, uno Stato leader nella vaccinazione di massa, <strong>Israele</strong>, e la penisola a forma di uncino di <strong>Cape Cod</strong>, nel Massachusetts, tutti sorvegliati speciali nella lotta al Covid. Queste tre aree, infatti, stanno dando una risposta “anomala” alla lotta al virus che, lungi dal dichiarare l’inefficacia della vaccinazione, aiuterebbero a comprendere quali sono i fenomeni turbativi dell’immunizzazione massiccia.</p>
<h2>Islanda</h2>
<p>Qui l’86% della popolazione over 16 risulta vaccinata (al 16 novembre, l&#8217;89% di quelli di età pari o superiore a 12 anni), il che equivale a circa <strong>il 70% della popolazione immunizzata</strong> (l’Islanda ha quasi 370mila abitanti). Per questa ragione, agli inizi della scorsa estate, erano state eliminate tutte le restrizioni pandemiche, poi tornate a partire dal 25 luglio per via di un nuovo picco di contagi che ha inaugurato un nuovo trend in salita: ad allarmare le autorità sanitarie locali fu, infatti, una “crescita esponenziale delle infezioni” passate da 213 a 869 nell’ultima settimana tra luglio e agosto.</p>
<p>Lo scorso 15 novembre, invece, sono stati registrati 206 casi, il maggior numero di diagnosi di coronavirus in un solo giorno dall&#8217;inizio della pandemia: è bastato questo per far finire l’isola nella categoria di rischio più elevato, il livello 4, dei Cdc statunitensi, che addirittura arrivano a sconsigliare un viaggio in Islanda. Le infezioni sono state diagnosticate in quasi tutte le regioni del Paese: fra i pazienti circa il 50% era in quarantena al momento della diagnosi e circa il 50% era completamente vaccinato. Aumentano anche i tassi di ospedalizzazione: nelle ultime settimane e mesi, circa il 2% di quelli diagnosticati è stato ricoverato in ospedale, lo 0,4% è stato ricoverato in terapia intensiva e circa lo 0,2 % ha richiesto l&#8217;assistenza di un ventilatore.</p>
<p><a href="https://www.ruv.is/frett/2021/10/26/breyta-smitsjukdomadeild-aftur-i-covid-deild"><strong>Cosa sta accadendo in Islanda? </strong></a>Presumibilmente nulla di nuovo: per la prima volta si sta osservando un sistema che aveva eliminato ogni restrizione nel momento di massima dei flussi turistici. Sebbene la vaccinazione diffusa prevenga l&#8217;infezione, e soprattutto le malattie gravi, il caso islandese mostra che ciò non sembra essere sufficiente per fermare l&#8217;ondata in corso né per prevenire il ricovero in ospedale di coloro che sono gravemente malati. Del resto, fino a qualche mese fa, soprattutto i Paesi occidentali hanno sperimentato la vaccinazione massiccia in una <em>confort zone </em>fatta di regole ancora molto restrittive in fatto di distanziamento, spostamenti, uso delle mascherine, eventi pubblici. Il resto dell&#8217;inverno ci dirà di più e meglio.</p>
<h2>Israele</h2>
<p>Su poco più di 9 milioni di abitanti, 6.263.415 israeliani hanno ricevuto una prima dose di vaccino e 5.761.459 hanno ricevuto due dosi. Di questi, a 4.038.711 persone è stata somministrata una terza dose di richiamo, secondo i dati del Ministero della Salute. A breve, partiranno le vaccinazioni per la popolazione infantile tra i 5 e gli 11 anni.</p>
<p>Agli inizi di agosto anche Israele è rientrato fra i luoghi attenzionati per studiare il corso dell’epidemia in un contesto particolare: in quei giorni erano stati registrati 221 ricoveri in gravi condizioni, di cui il 42% non-vaccinati e 58% vaccinati (nella scorsa estate il 62% della popolazione aveva già ricevuto due dosi, mentre il 66% una dose). Poi, degli ulteriori picchi di contagi a metà settembre. Lo scorso venerdì i dati indicavano che <a href="https://graphics.reuters.com/world-coronavirus-tracker-and-maps/countries-and-territories/israel/"><strong>il tasso di riproduzione del coronavirus è arrivato a quota 1</strong></a>, indicando che il virus si sta nuovamente diffondendo, anche se i casi gravi continuano a diminuire. Un mese fa c&#8217;erano più di 300 israeliani in gravi condizioni.</p>
<p>In Israele sta accadendo qualcosa di simile a ciò che si sta verificando in Islanda? A causa dell’aumento dei contagi, che si è iniziato a registrare a luglio, Israele è diventato il primo Paese al mondo a iniziare a somministrare la <strong>terza dose del vaccino</strong>, partendo dagli over 60 ed estendendo la campagna a tutti i cittadini dai 12 anni in su. C’è da dire che la scorsa estate l’innalzamento dei contagi ha riguardato soprattutto bambini e adolescenti non vaccinati, ma ci sono anche casi di persone contagiate nonostante il vaccino (le cosiddette <strong>infezioni rivoluzionarie</strong>). Il caso israeliano, perciò, sarebbe da imputare alla combinazione tra diminuzione dell’efficacia dei vaccini dopo sei mesi (essendo stato fra i primi Paesi al mondo a somministrarlo, i tempi sono maturi, dunque), fattore che ha giustificato l’avvio rapido della somministrazione delle terze dosi, e la virulenza alta dovuta alla <strong>variante Delta</strong>. Come l’Islanda, poi, rientra fra quei Paesi che la scorsa estate ha eliminato ogni tipo di restrizione, mantenendo solo l’obbligo di mascherina al chiuso. Ergo, ora, sarà una delle prime realtà a essere sotto osservazione per comprendere se e come il <em>booster</em> vaccinale agirà, abbattendo drasticamente i contagi o meno.</p>
<h2>Cape Cod</h2>
<p>Il caso Cape Cod, placida penisola nella Contea di Plymouth, era anch’esso esploso quest’estate a seguito di un boom di contagi. Agli inizi di agosto il picco inquietante: <strong>il 74% dei contagi riguardavano persone completamente vaccinate, con l’80% dei casi di tipo sintomatico</strong>. Ma facciamo un passo indietro. All’inizio dell’estate, in occasione della festa nazionale del 4 luglio, Cape Cod sembrava tornata alla gioiosa normalità pre-pandemia: ristoranti pieni, spiagge brulicanti, discoteche altrettanto, in virtù del fatto di essere la comunità più vaccinata dello Stato (il Massachusetts). I casi iniziano a diventare decine e decine e <strong>Provincetown</strong>, folkloristica comunità balneare sulla punta di Cape Cod, diventa un caso studio che fa riflettere per il Paese, riportando bruscamente gli americani alla cautela di un anno fa. La presenza di un dato in particolare ha reso questa comunità una cavia da laboratorio: le cariche virali tra le persone vaccinate sono risultate pari a quelle dei non vaccinati. Da qui, a cascata, la revisione di una serie di misure precauzionali.</p>
<p>Dal caso di Cape Cod gli scienziati hanno tratto importanti conclusioni sulla variante Delta del coronavirus, che ha contribuito a causare un aumento dei ricoveri in tutto il Paese, soprattutto tra i non vaccinati. La buona notizia è che le persone infette a Provincetown, circa tre quarti delle quali erano completamente vaccinate, erano, per la maggior parte, non gravemente malate; la cattiva notizia è che, essendo la variante Delta straordinariamente contagiosa, le infezioni “rivoluzionarie” diventano mezzo di diffusione del virus. Come altrove, durante l&#8217;apice della pandemia, Provincetown aveva seguito rigidi protocolli. Presto, però, a estate inoltrata i visitatori hanno iniziato ad arrivare a ondate, passando da decine a centinaia, con l’aggiunta del venire meno delle misure di contenimento. Una letale combinazione di un territorio piccolo, picco di presenze, variante Delta e restrizioni crollate.</p>
<p><strong>Qui il fenomeno continua ad essere costante</strong>: il dipartimento statale di Sanità ha dichiarato nel suo rapporto settimanale di giovedì scorso che i casi di Covid-19 sono in aumento in tutto lo Stato e in particolare a Cape Cod e se il tasso di positività ai test nelle ultime due settimane è stato del 2,26% nel Massachusetts raggiunge quasi il 4% nella contea di Barnstable a Cape Cod.</p>
<p>Un <a href="https://www.bostonglobe.com/2021/10/21/metro/new-study-reveals-why-provincetown-did-not-become-covid-superspreader/">nuovo studio</a>, tuttavia, ha chiarito meglio le origini del super-focolaio estivo. Lo studio ha scoperto che la variante Delta che si è diffusa a Provincetown proveniva da più di 40 diverse fonti al di fuori della comunità di Cape Cod. E solo uno di queste, da un individuo o da un piccolo gruppo, ha seminato l&#8217;83% delle infezioni studiate. L&#8217;epidemia avrebbe potuto esplodere in un evento super-diffusore simile a quello scatenato alla conferenza Biogen di Boston del febbraio 2020. Nonostante questo, Cape Cod ha retto e sta reggendo bene all’aumento dei contagi: il team di ricercatori, guidato da scienziati del Broad Institute del MIT e di Harvard, ha concluso che l&#8217;alto tasso di vaccinazione di Cape Cod e le rapide misure di salute pubblica nel Massachusetts probabilmente hanno impedito all&#8217;epidemia di esplodere. Analisi genomiche hanno permesso di comprendere di più e meglio: i ricercatori, quest’estate, erano preoccupati che la rapida diffusione dell&#8217;epidemia di Provincetown segnalasse una possibile nuova versione turbo della variante Delta, ancora più trasmissibile. Ma il team ha scoperto che il 99% dei casi che hanno sequenziato era la stessa variante Delta che circolava altrove.</p>
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		<item>
		<title>Cosa ci insegna il caso della variante Delta in Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/cosa-ci-insegna-il-caso-della-variante-delta-in-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jul 2021 06:52:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/13187661_large-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israeli Prime Minister Naftali Bennett, center right, listens as Health Minister Nitzan Horowitz speaks during his visit to a Maccabi healthcare maintenance organisation in Israel" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/13187661_large-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/13187661_large-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/13187661_large-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/13187661_large-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/13187661_large-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/13187661_large-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La variante Delta mette (parzialmente) in crisi il vaccino Pfizer e getta nuove ombre sul processo di riaperture in Israele. I dati provenienti dal ministero della Salute e riportati dal portale Ynet news parlano chiaro. Il preparato aveva un&#8217;efficacia del 94 per cento contro i sintomi del coronavirus nel periodo compreso tra il 2 maggio &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/cosa-ci-insegna-il-caso-della-variante-delta-in-israele.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/13187661_large-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israeli Prime Minister Naftali Bennett, center right, listens as Health Minister Nitzan Horowitz speaks during his visit to a Maccabi healthcare maintenance organisation in Israel" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/13187661_large-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/13187661_large-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/13187661_large-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/13187661_large-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/13187661_large-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/13187661_large-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La <strong>variante Delta</strong> mette (parzialmente) in crisi<a href="https://it.insideover.com/schede/societa/la-lista-dei-principali-vaccini-contro-il-coronavirus.html"> il vaccino</a> Pfizer e getta nuove ombre sul processo di riaperture in Israele. I dati provenienti dal ministero della Salute e riportati dal portale <em>Ynet news</em> parlano chiaro. Il preparato aveva un&#8217;efficacia del 94 per cento contro i sintomi del <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html">coronavirus</a> nel periodo compreso tra il 2 maggio ed il 5 giugno, ma nel mese successivo questa percentuale è calata fino a toccare il 64 per cento. Non è un caso dato che nello stesso arco temporale la variante Delta, più contagiosa, è diventata predominante in Israele ed ora costituisce il 90 per cento delle nuove infezioni nel paese mediorientale. Più o meno inalterata, invece, l&#8217;efficacia  contro i sintomi gravi e la morte provocata dal Covid-19, passata dal 98 per cento di maggio al 93 per cento di giugno. I dati indicano che la vaccinazione continua ad impedire, nella stragrande maggioranza dei casi, lo sviluppo di una sintomatologia severa ma risulta (relativamente) meno protettiva nei confronti dei sintomi lievi.</p>
<h2>La situazione sul campo</h2>
<p>Gli sviluppi hanno indotto l&#8217;esecutivo guidato da Naftali Bennett a (re)introdurre alcune <strong>restrizioni</strong> e ad interrompere il processo di riapertura della società scegliendo di non seguire la strada tracciata, nel Regno Unito, da Boris Johnson. Gli esperti hanno segnalato che il numero di casi giornalieri potrebbe crescere dai 300 attuali fino a 1000 nel giro di due settimane se non verranno prese misure per arginare le infezioni e nella prossima riunione di gabinetto ci si aspetta che il governo si muoverà in questo senso. Per il momento è stato imposto <strong>l&#8217;obbligo delle mascherine</strong> al chiuso, è stata rinviata ad agosto la riapertura dei <strong>confini</strong> per i turisti vaccinati e si è scelto di imporre una quarantena più stringente ai nuovi arrivi. Tra le nuove misure potrebbero esserci, secondo alcuni canali televisivi locali, <strong>il divieto di accesso</strong> ad alcuni locali pubblici per i non immunizzati e l&#8217;obbligo di quarantena per i genitori vaccinati dei bambini che contraggono il Covid-19 fino alla guarigione di questi ultimi. Il direttore generale uscente del ministero della Salute Chez Levy ha dichiarato che potrebbero essere limitati <strong>i grandi assembramenti</strong>, in particolare modo quelli che riguardano i bambini e gli anziani.</p>
<p>Israele è stato uno dei paesi più efficienti al mondo nell&#8217;affrontare la pandemia ed ha implementato un veloce <strong>programma di vaccinazione</strong> che ha consentito di immunizzare, parzialmente o totalmente, più della metà della popolazione. Non si è trattata, però, di una battaglia senza conseguenze se si pensa che nel mese di gennaio sono state registrate anche 60mila infezioni a settimana. <strong>Tre lockdown</strong> e la vaccinazione sono riusciti a ridurre, drasticamente, il numero di casi.</p>
<h2>L&#8217;allerta italiana</h2>
<p>In Italia, dove la variante Delta è presente in tutte le regioni,<strong> l&#8217;allerta</strong> è alta. Si teme un aumento dei contagi come nel Regno Unito ed il ritorno del lockdown ad ottobre. Il virologo <strong>Fabrizio Pregliasco</strong>, direttore sanitario del Galeazzi di Milano, ha dichiarato, come riportato da Radio Cusano Campus e in un&#8217;intervista al <em>Giornale</em>,  che è verosimile che ci sarà un rialzo dei contagi ed anche che quello che sta avvenendo in Inghilterra lo vedremo tra 2-3 mesi anche in Italia. Loro hanno aperto prima e poi hanno lasciato al virus <strong>occasioni di infezione</strong>. Pregliasco chiarisce anche che &#8220;(In Inghilterra) hanno avuto 65mila casi in una settimana però con solo 78 decessi a dimostrazione dell&#8217;efficacia della vaccinazione con due dosi&#8221;. Sembrerebbe che non ci sia bisogno di preoccuparsi eccessivamente ma l&#8217;opinione pubblica (o almeno una parte di essa) ha iniziato ad interrogarsi sulle decisioni politiche correlate alla risalita del contagio. Secondo alcuni, <a href="https://www.facebook.com/pillolediottimismo" target="_blank" rel="noopener">come ricordato sulla pagina <strong>Pillole di Ottimismo</strong> curata anche dal Dottor Paolo Spada</a>, nuove misure restrittive sono certe. Spada, però, non concorda e ritiene che &#8220;vista la divaricazione tra il contagio e le sue conseguenze, nessuno avrà alcun vantaggio ad imporre chiusure e restrizioni, e che buon senso e sangue freddo non mancheranno&#8221;.</p>
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		<title>Ecco come Israele sta sconfiggendo il Covid-19</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/ecco-come-israele-sta-sconfiggendo-il-covid-19.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Apr 2021 14:27:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/israele-mascherine-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="israele vaccini" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/israele-mascherine-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/israele-mascherine-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/israele-mascherine-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/israele-mascherine-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/israele-mascherine-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/israele-mascherine-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La campagna di vaccinazione in Israele, tra le più veloci ed efficienti al mondo, continua a restituire libertà ai cittadini. A partire da questa domenica, infatti, non sarà più obbligatorio indossare le mascherine facciali all&#8217;aria aperta e potranno riaprire tutte le scuole in presenza. Si tratta di passi avanti che evidenziano quanto la progressiva immunizzazione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/ecco-come-israele-sta-sconfiggendo-il-covid-19.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/israele-mascherine-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="israele vaccini" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/israele-mascherine-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/israele-mascherine-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/israele-mascherine-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/israele-mascherine-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/israele-mascherine-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/israele-mascherine-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>La <a href="https://it.insideover.com/societa/luci-e-ombre-della-campagna-vaccinale-in-israele.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">campagna di vaccinazione</a></strong> in Israele, tra le più veloci ed efficienti al mondo, continua a restituire libertà ai cittadini. A partire da questa domenica, infatti, non sarà più obbligatorio indossare le mascherine facciali all&#8217;aria aperta e potranno riaprire tutte le scuole in presenza. Si tratta di passi avanti che evidenziano quanto la progressiva immunizzazione della popolazione, a partire dai più fragili, si traduca in miglioramenti concreti nella vita di tutti i giorni. Diversi esperti del settore sanitario avevano già chiarito, nelle ultime settimane, come la rimozione dell&#8217;obbligo delle mascherine all&#8217;aperto fosse imminente ma non tutti erano d&#8217;accordo.</p>
<p>Chezy Levy, un  funzionario del ministero della Salute, si era mostrato scettico ed aveva affermato che l&#8217;uso dei dispositivi di protezione non doveva essere abbandonato. Da settimane, però, le forze di polizia avevano cessato di vigilare sulle mascherine dei cittadini ed avevano preferito focalizzarsi su chi viola la quarantena. Levy e molti altri &#8220;chiusuristi&#8221; sono così stati smentiti dalla prassi ed anche dalle evidenze scientifiche, che hanno sminuito il rischio di contagio all&#8217;aperto. L&#8217;obbligo di mascherine permane, però, negli ambienti chiusi, uno degli ultimi baluardi del <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html">Covid-19</a>.</p>
<h2>Numeri che inducono all&#8217;ottimismo</h2>
<p>I risultati raggiunti da <strong>Israele</strong> non sono frutto del caso ma i risultati diretti di un&#8217;eccellente<a href="https://it.insideover.com/schede/societa/la-lista-dei-principali-vaccini-contro-il-coronavirus.html"> campagna vaccinale</a>. L&#8217;80% degli <strong>over-60</strong>, la fascia di popolazione più a rischio di ospedalizzazione e morte in caso di contagio, ha già ricevuto due dosi del vaccino Pfizer mentre un altro 9%, come emerge da quanto <a href="https://ourworldindata.org/vaccination-israel-impact">riportato</a> da Our World in Data, è in attesa del richiamo. Nella fascia di età compresa tra i 16 ed i 59 anni, invece, il 19.9% ha ricevuto due dosi ed il 16% attende il richiamo. Al 17 aprile era stato completamente vaccinato il 57.4% della popolazione, una percentuale non superata da quasi nessun altro Paese al mondo, tralasciando alcune eccezioni come il Bhutan e le Seychelles.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/societa/gli-effetti-dei-vaccini-sulla-popolazione-il-caso-israele.html"> Gli effetti</a> dei sieri sulle <strong>curve dei contagi</strong>, suddivise per età, sono evidenti  e mostrano una marcata e generalizzata flessione delle stesse. La media dei casi settimanali tra gli over-60 è passata da oltre 6mila alla metà di gennaio ad 850 alla metà marzo. Nei più giovani (16-59 anni) la media delle infezioni settimanali, nello stesso arco temporale, è passata da oltre 51mila a poco più di 12mila. Negli ultimi dieci giorni i <strong>casi giornalieri</strong> di Covid-19 sono stati (quasi) sempre meno di 300 mentre alla metà di gennaio, poco dopo l&#8217;inizio del terzo lockdown nazionale, superavano gli 8mila. A ridursi drasticamente sono stati anche i <strong>ricoveri settimanali</strong> nei reparti ed in terapia intensiva che il 17 gennaio erano rispettivamente 1985 e 1184 ed il 18 aprile 105 e 61. Il medesimo discorso è applicabile anche alla curva dei decessi.</p>
<h2>Non tutto è (ancora) normalizzato</h2>
<p>La situazione in cui si trova Israele è legata all&#8217;acquisizione precoce del <strong>vaccino Pfizer</strong> ed alla presenza di un sistema sanitario che, al tempo stesso, è digitalizzato e centralizzato e che ha velocizzato i passaggi necessari eliminando la burocrazia. Non tutti, però, possono beneficiare delle aperture. L&#8217;accesso ad alcuni locali commerciali e di svago è riservato (anche se i controlli scarseggiano) agli israeliani completamente vaccinati ed a chi può provare di essere negativo al Covid-19. La partecipazione ad eventi, come i concerti e le partite di calcio, è ancora soggetta a<strong> restrizioni</strong> che, però, si stanno progressivamente allentando.</p>
<p>Il 23 maggio verranno riaperti i confini nazionali ai turisti vaccinati che viaggiano in gruppo mentre quelli che si muovono individualmente potrebbero essere ammessi a partire da luglio. Tutti, una volta arrivati, dovranno sottoporsi ad un test degli anticorpi per provare il proprio status di vaccinati. <span style="font-size: 1rem;">Israele si trova in una <strong>situazione positiva</strong> se paragonata a quella di buona parte del resto del mondo che, in una forma o nell&#8217;altra, è ancora afflitta dai lockdown ma la<strong> vera normalità</strong>, seppur a portata di mano, non è ancora arrivata. Per raggiungerla ( e non ci sono dubbi che Tel Aviv sarà una delle prime nazioni a tagliare l&#8217;ambito traguardo) ci sarà ancora da attendere, si spera non troppo. </span></p>
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		<title>Luci e ombre della campagna vaccinale in Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/luci-e-ombre-della-campagna-vaccinale-in-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Mar 2021 12:34:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[vaccino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1293" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/12490727_large-1-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="vaccinazioni israele risultati" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/12490727_large-1-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/12490727_large-1-300x202.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/12490727_large-1-1024x689.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/12490727_large-1-768x517.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/12490727_large-1-1536x1034.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/12490727_large-1-2048x1379.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La pandemia è ormai alle spalle ed Israele può guardare, con serenità, al futuro. Anzi no, la situazione è ancora instabile e se la gente non si comporterà nel migliore dei modi potrebbe essere necessario un quarto lockdown nazionale. Per questo, anche a Tel Aviv, si scontrano aperturisti e chiusuristi in un turbinio di parole, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/luci-e-ombre-della-campagna-vaccinale-in-israele.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1293" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/12490727_large-1-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="vaccinazioni israele risultati" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/12490727_large-1-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/12490727_large-1-300x202.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/12490727_large-1-1024x689.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/12490727_large-1-768x517.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/12490727_large-1-1536x1034.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/12490727_large-1-2048x1379.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La pandemia è ormai alle spalle ed Israele può guardare, con serenità, al futuro. Anzi no, la situazione è ancora instabile e se la gente non si comporterà nel migliore dei modi potrebbe essere necessario un quarto<strong> lockdown nazionale</strong>. Per questo, anche a Tel Aviv, si scontrano <em>aperturisti</em> e <em>chiusuristi</em> in un turbinio di parole, riportate dal <em>Times of Israel, </em>che appaiono  schizofreniche e che confondono l&#8217;opinione pubblica.</p>
<p>Del primo gruppo fa parte il primo ministro <strong>Benjamin Netanyahu</strong>, che ha gli occhi puntati sulle elezioni legislative del 23 marzo ed è stato fautore della straordinaria <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/la-lista-dei-principali-vaccini-contro-il-coronavirus.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">campagna di vaccinazione</a> israeliana che ha consentito al 52% di cittadini di immunizzarsi almeno parzialmente. Il secondo schiera tra le sue fila <strong>Nachman Ash</strong>, responsabile della gestione del coronavirus e sostenitore della linea della prudenza. La preoccupazione di Ash sembra essere condivisa dal Professor Ran Balicer che si è definito ottimista in merito alla riapertura dell&#8217;economia ma che ha anche ricordato come la situazione potrebbe deteriorarsi se non verranno seguite le precauzioni.</p>
<p>Per Balicer l&#8217;allentamento di alcune misure avrebbe dovuto essere posticipato e gli addetti ai lavori dovrebbero monitorare con più attenzione la possibile comparsa di una variante israeliana del Covid-19. Le promesse di <strong>normalità</strong> fatte da Netanyahu alla popolazione non vengono recepite dagli scienziati, che sono focalizzati sul monitoraggio del tasso di riproduzione del virus. Chi ha ragione? La risposta dipende da come si inquadra il problema e da quale approccio si sceglie per provare a risolverlo. Gli esperti di salute pubblica sono focalizzati sulla mera risoluzione dell&#8217;emergenza sanitaria senza considerarne le ricadute economiche e psicologiche, i politici, invece, devono evitare il fallimento economico dello stato ed il collasso psicologico dei cittadini.</p>
<h2>Luci ed ombre</h2>
<p>Israele<a href="https://www.ctvnews.ca/world/with-many-vaccinated-israel-reopens-economy-before-election-1.5337180" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> ha riaperto</a> buona parte della propria <strong>economia</strong> in seguito all&#8217;eliminazione delle ultime restrizioni legate al coronavirus in vigore da mesi. Le scuole primarie e secondarie, i bar ed i ristoranti e gli hotel sono tornati ad accogliere studenti ed ospiti mentre, dal punto di vista culturale, sono già stati organizzati alcuni eventi pubblici come concerti e spettacoli teatrali. Restano vigenti limitazioni alla capienza dei locali e agli eventi e per poter accedere ad alcuni servizi è necessario fare uso del Green Pass, una sorta di certificato vaccinale in formato digitale.</p>
<p>Più del 52% della popolazione ha ricevuto almeno una dose del <strong>vaccino Pfizer</strong> ed il 40% è stato completamente immunizzato. Il preparato della Pfizer è considerato tra i migliori al mondo nel fronteggiare il <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Covid-19</a> ed ha un tasso di efficacia di oltre il 94% nel prevenire la malattia. La vaccinazione delle persone più anziane, oltre l&#8217;84% degli ultra settantenni ha ricevuto le due dosi del siero, ha portato ad una drastica diminuzione dei casi gravi in questa fascia di età ed alla conferma dell&#8217;efficacia dei vaccini nel mondo reale.</p>
<p>Il Covid-19, malgrado gli sviluppi positivi, sta continuando a circolare in maniera sostenuta nel paese. La media a sette giorni dei nuovi casi, aggiornata al 6 marzo, è di 3.681 infezioni e questo dato non ha subito oscillazioni sostanziali nelle ultime tre settimane. Il picco dell&#8217;ondata dei contagi in corso è stato toccato il 18 gennaio, con una media di 8.624 casi in sette giorni e la decrescita, che comunque ha avuto luogo, sembra aver raggiunto una <strong>fase di stagnazione</strong> in cui non ci sono più progressi.</p>
<h2>Il fattore varianti</h2>
<p><a href="https://en.globes.co.il/en/article-israel-study-uk-variant-causes-serious-covid-surge-1001362083" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Uno studio</a> condotto su 50mila israeliani non vaccinati, infettati dal Covid-19 nei mesi di gennaio e febbraio, ha evidenziato alcuni dati preoccupanti. L&#8217;efficacia dei vaccini ha impiegato più tempo di quanto ci si aspettasse a manifestarsi ed è stata offuscata da una crescita del 70% dei casi severi della malattia tra chi non ha ricevuto la profilassi. Ad essere responsabile di questi sviluppi è la<strong> variante britannica</strong> del coronavirus, individuata in Israele alla fine del 2020 ed ormai dominante.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/societa/le-caratteristiche-delle-tre-varianti-del-covid-piu-diffuse.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La variante</a>, emersa a settembre nel Regno Unito, è molto più contagiosa del ceppo originario ed infetta con più facilità i giovani. La decisione di chiudere l<strong>&#8216;aeroporto di Ben Gurion</strong> ed i confini terrestri tanto agli stranieri quanto ai cittadini israeliani non è riuscita a proteggere la nazione dall&#8217;assalto delle mutazioni ed alcuni giorni fa si è deciso di riaprire l&#8217;aeroporto ad un numero limitato di passeggeri sperando che non portino altre varianti. Le regole di ingresso sono restrittive ed è obbligatorio presentare un test PCR negativo eseguito entro le ultime 72 ore, sottoporsi ad un altro test in aeroporto e poi passare un periodo di 10-14 giorni in quarantena. La quarantena può essere evitata in presenza di un certificato che attesti l&#8217;avvenuta vaccinazione o guarigione della persona dal Covid-19.</p>
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		<title>Netanyahu non sa cosa fare con gli ultra-ortodossi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/netanyahu-non-sa-cosa-fare-con-gli-ultra-ortodossi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Futura D'Aprile]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2020 08:22:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus Israele]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Ultraortodossi-Israele-La-Presse-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele, ultraortodossi (La presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Ultraortodossi-Israele-La-Presse-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Ultraortodossi-Israele-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Ultraortodossi-Israele-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Ultraortodossi-Israele-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Ultraortodossi-Israele-La-Presse-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Ultraortodossi-Israele-La-Presse-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo più di un mese, Israele sta uscendo lentamente dal secondo lockdown imposto l’11 settembre dalle autorità per cercare di limitare la seconda ondata di coronavirus. Nonostante l’allentamento delle restrizioni, la vita non è ancora tornata alla normalità: le scuole sono chiuse, i ristoranti posso vendere solo tramite asporto e le visite nei luoghi sacri &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/netanyahu-non-sa-cosa-fare-con-gli-ultra-ortodossi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Ultraortodossi-Israele-La-Presse-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele, ultraortodossi (La presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Ultraortodossi-Israele-La-Presse-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Ultraortodossi-Israele-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Ultraortodossi-Israele-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Ultraortodossi-Israele-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Ultraortodossi-Israele-La-Presse-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Ultraortodossi-Israele-La-Presse-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Dopo più di un mese, Israele sta uscendo lentamente dal <a href="https://www.timesofisrael.com/easing-restrictions-israel-begins-opening-up-from-second-lockdown/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">secondo lockdown</a> imposto l’11 settembre dalle autorità per cercare di limitare la seconda ondata di <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">coronavirus</a>. Nonostante l’allentamento delle restrizioni, la vita non è ancora tornata alla normalità: le scuole sono chiuse, i ristoranti posso vendere solo tramite asporto e le visite nei luoghi sacri sono ancora a numero ridotto. Secondo quanto previsto dal piano delineato dal ministero della Salute, un vero ritorno alla normalità sarà forse possibile per <strong>febbraio del 2021</strong>, ma è ancora presto per sapere cosa succederà nei mesi a venire.</p>
<p>Il primo ministro <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-benjamin-netanyahu.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Benjamin Netanyahu</a> intanto ha festeggiato la fine del secondo lockdown e lodato l’operato dei suoi colleghi, presentando la decisione di imporre nuove misure restrittive come la mossa migliore per evitare ulteriori morti.</p>
<p>Nel Paese però non tutti sono d’accordo con l’operato del premier. Molti ritengono infatti che il Governo abbia deciso di riaprire determinate attività e di avviare un graduale ritorno alla normalità non per motivi economici o sanitari, ma <strong>per non perdere consensi</strong> tra gli ultra-ortodossi.</p>
<p>I religiosi sono stati al centro del dibattito pubblico fin dall’inizio della pandemia. Questa parte della popolazione ha rispettato ben poco le direttive del Governo e le misure imposte per contenere il virus, contribuendo invece ad aumentare il numero dei contagi. Già a luglio i dati del <em>Corona National Information and Knowledge Center</em> avevano mostrato come il numero maggiore di positivi al Covid-19 fosse concentrato nei quartieri a maggioranza ultra-ortodossa e la situazione non è migliorata con il passare del tempo. Anche in occasione del secondo lockdown la comunità haredi <strong>si è rifiutata</strong> di rispettare le nuove restrizioni, denunciando il comportamento del Governo e inasprendo i rapporti già tesi con il resto della popolazione.</p>
<p>La mancanza di rispetto delle regole mostrata dagli haredi ha infatti riaperto una ferita mai sanata con la componente laica e moderata di Israele e ha messo in difficoltà il premier Netanyahu. Per il leader del Likud l’appoggio degli ultra-ortodossi è fondamentale per la propria stabilità politica, come hanno dimostrato le ultime elezioni e le trattative per la formazione del Governo. Per questo motivo Bibi non ha potuto usare il pugno duro contro di loro come invece richiesto dalla maggioranza della popolazione israeliana, preoccupata dal comportamento degli haredi. Il premier ha cercato di convincere i rappresentati degli ultra-ortodossi del Parlamento ad intervenire, ma ogni sforzo è risultato inutile.</p>
<p>La situazione si è poi aggravata negli ultimi giorni, quando il rabbino Chaim Kanievsky ha ordinato la <strong>riapertura delle scuole haredi</strong>, in violazione delle norme anti-Covid imposte dal Governo. La mossa ha inasprito ulteriormente gli animi e aumentato le pressioni nei confronti del premier, che continua però a non agire con la dovuta risolutezza e a perdere terreno a vantaggio degli avversari politici.</p>
<p>Gli ultra-ortodossi sono infatti insoddisfatti dell’operato del premier e hanno più volte accusato il Governo di aver assunto un comportamento discriminatorio nei loro confronti, allontanandosi così dal Likud. Allo stesso tempo l’incapacità di Netanyahu di affrontare il problema rappresentato dagli haredi ha ridotto ulteriormente l’elettorato del Likud, mettendo in pericolo il futuro politico dell’attuale premier.</p>
<p>Secondo l’ultimo <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/.premium-poll-netanyahu-s-party-loses-steam-as-right-wing-yamina-surges-1.9244651" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sondaggio</a> realizzato da <em>Channel 13</em>, il partito di Netanyahu in caso di nuove elezioni otterrebbe solo<strong> 24 seggi</strong>, ossia ben 12 in meno rispetto a quelli che attualmente detiene nella Knesset. Il secondo partito sarebbe invece La casa ebraica dell’ex ministro della Difesa, <strong>Naftali</strong> <strong>Bennett</strong>, che fin dallo scoppio della pandemia ha visto crescere costantemente il proprio gradimento all’interno dell’elettorato deluso, in un modo o nell’altro, dal comportamento di Netanyahu.</p>
<p>Il premier si trova in una situazione da cui difficilmente potrà uscire indenne. Il rapporto politico con gli haredi ha costretto Bibi ad agire con cautela nei loro confronti, ma non è stato abbastanza per conservarne il sostegno elettorale. Allo stesso tempo, il favoritismo del premier ha allontanato anche l’elettorato moderato, indebolendo ulteriormente la sempre più fragile base del Likud. Che dovrà prima o poi scegliere se vale la pena continuare a farsi rappresentare da Netanyahu o se è tempo di cambiare leader.</p>
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		<item>
		<title>Gli ultra-ortodossi minacciano la stabilità del Governo israeliano</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gli-ultra-ortodossi-minacciano-la-stabilita-del-governo-israeliano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Futura D'Aprile]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2020 06:57:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus Israele]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/LP_11037315.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/LP_11037315.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/LP_11037315-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/LP_11037315-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/LP_11037315-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Israele per un breve momento sembrava fosse riuscito a contenere la diffusione del coronavirus tra la popolazione, permettendo così al Governo di allentare la stretta sulla società e pensare a un piano di rilancio del settore economico, fortemente provato dalla pandemia. In poco tempo, però, il premier Benjamin Netanyahu e i suoi ministri hanno dovuto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-ultra-ortodossi-minacciano-la-stabilita-del-governo-israeliano.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/LP_11037315.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/LP_11037315.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/LP_11037315-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/LP_11037315-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/LP_11037315-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Israele per un breve momento sembrava fosse riuscito a contenere la diffusione del <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">coronavirus</a> tra la popolazione, permettendo così al Governo di allentare la stretta sulla società e pensare a un piano di rilancio del settore economico, fortemente provato dalla pandemia. In poco tempo, però, il premier <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-benjamin-netanyahu.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Benjamin Netanyahu</a> e i suoi ministri hanno dovuto fare i conti con la realtà: il numero di contagi è tornato a salire, costringendo l’esecutivo a imporre nuove misure per contenere nuovamente il Covid. L&#8217;approccio del Governo al problema sanitario ha però creato delle <strong>fratture</strong> all&#8217;interno della società israeliana che minacciano la stessa stabilità politica del Paese.</p>
<h2>Ultra-ortodossi e coronavirus</h2>
<p>L&#8217;impasse politica che aveva portato Israele alle terze elezioni consecutive in meno di un anno è stata superata solo grazie alla creazione di un Governo di coalizione che ha visto allearsi i due principali sfidanti, Benjamin Netanyahu del Likud e <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-binyamin-gantz.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Banny Gantz</a> di Blu&amp;Bianco. Alla formazione dell&#8217;esecutivo hanno contribuito anche partiti minori, tra cui <strong>Giudaismo Unito nella Torah</strong> che rappresenta il conservatorismo religioso e gli interessi degli ebrei ultra-ortodossi aschenaziti. Quest&#8217;ultima formazione, guidata alla Knesset (il Parlamento israeliano) da Moshe Gafni ha di recente messo in pericolo la tenuta del Governo, minacciando di lasciare la coalizione con effetti nefasti per la tenuta del potere politico di Netanyahu e Gantz. A inasprire gli animi e a portare Gafni verso la strada della defezione sono state le misure proposte dal premier per combattere la seconda ondata di contagi da coronavirus e il percepito accanimento della società e della politica israeliana nei confronti della comunità ultra-ortodossa. Ancora una volta, secondo i dati rilasciati dal <em>Corona National Information and Knowledge Center</em>, i contagi si sono registrati principalmente a Gerusalemme est e nei quartieri a maggioranza ultra-ortodossa, come già successo durante la prima ondata di coronavirus. Questa situazione e le conseguenti misure di isolamento della comunità religiosa implementate dal Governo da una parte erano state fortemente criticate dagli ultra-ortodossi – che hanno accusato l&#8217;esecutivo di <strong>discriminazione</strong> nei loro confronti – dall&#8217;altra hanno fatto emergere una diffidenza sempre più profonda da parte della generalità della società verso gli ultra-ortodossi, considerati irresponsabili. Gli haredi sono stati in molti casi tra gli ultimi a seguire le direttive governative per evitare la diffusione dei contagi anche a causa della diffidenza dimostrata dai rabbini nei confronti di Netanyahu e del Ministero della Salute. Questo atteggiamento aveva portato il Governo ad intervenire con la forza e ad utilizzare le forze dell’ordine per imporre il rispetto delle regole di distanziamento sociale e per isolare i quartieri con un alto numero di contagi.</p>
<h2>Le scuole della Torah</h2>
<p>Negli ultimi giorni lo scontro sulle misure da prendere contro il coronavirus e nei confronti degli haredi è tornato al centro del dibattito pubblico israeliano. I rappresentanti alla Knesset degli ultra-ortodossi lamentano una nuova politica di discriminazione nei loro confronti e alcuni di loro sono arrivati ad accusare il Governo di aver sostituito la democrazia con un <strong>regime</strong>. Ma a preoccupare maggiormente i rappresentanti di Giudaismo Unito nella Torah a tal punto da<a href="https://www.timesofisrael.com/top-ultra-orthodox-mk-threatens-party-will-exit-coalition-if-yeshivas-shuttered/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> minacciare di lasciare il Governo</a> è il futuro prossimo delle <strong>yeshivas</strong>, le scuole di Torha e Talmud. In realtà queste ultime sono le uniche scuole ancora aperte in Israele e gli ultra-ortodossi presenti in Parlamento hanno definito la loro eventuale chiusura come la linea rossa oltre la quale il Governo non deve spingersi se non vuole mettere in pericolo la sua stessa tenuta. Tuttavia, scontri tra haredi e forze dell’ordine si sono già registrati nei giorni scorsi a Gerusalemme, con i primi scesi in strada per manifestare contro le misure di sicurezze imposte dal Governo per limitare gli spostamenti nei quartieri a maggioranza ultra-ortodossa.</p>
<p>La situazione quindi è già molto tesa e il premier Netanyahu e il suo alleato Gantz devono adesso cercare di risolvere questo scontro crescente con gli haredi e i loro rappresentanti in Parlamento se vogliono evitare una nuova impasse politica, trovando allo stesso tempo il modo di evitare che i contagi continuino a crescere. Un compromesso non facile da raggiungere e da cui dipende la stabilità politica, economica e sociale del Paese.</p>
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		<title>In Israele la lotta al Covid-19 passa (anche) dal tracciamento</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/in-israele-la-lotta-al-covid-19-passa-anche-dal-tracciamento.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2020 08:22:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus Israele]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Coronavirus-in-Israele.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Coronavirus-in-Israele.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Coronavirus-in-Israele-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Coronavirus-in-Israele-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Coronavirus-in-Israele-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Israele è alle prese con quella che assomiglia, sempre di più, ad una seconda ondata epidemica di Covid-19. Nelle ultime 24 ore sono stati segnalati 532 nuovi casi della malattia, il numero più alto degli ultimi mesi e sono emersi nuovi focolai ad Ashdod, Gerusalemme, Tel Aviv ed Elad (che è tornata in lockdown). L&#8217;aumento &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/in-israele-la-lotta-al-covid-19-passa-anche-dal-tracciamento.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Coronavirus-in-Israele.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Coronavirus-in-Israele.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Coronavirus-in-Israele-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Coronavirus-in-Israele-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Coronavirus-in-Israele-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><a href="https://www.theguardian.com/world/2020/jun/25/israel-brings-back-tracking-system-amid-surge-in-covid-19-cases">Israele</a> è alle prese con quella che assomiglia, sempre di più, ad una <strong>seconda ondata</strong> epidemica di Covid-19. Nelle ultime 24 ore sono stati segnalati 532 nuovi casi della malattia, il numero più alto degli ultimi mesi e sono emersi nuovi focolai ad Ashdod, Gerusalemme, Tel Aviv ed Elad (che è tornata in lockdown). L&#8217;aumento dei casi ha avuto luogo a partire dalla fine di maggio: un arco temporale non casuale dato che, proprio in quei giorni, è stato allentato il lockdown e gli israeliani hanno iniziato ad affollare le spiagge in occasione di una festività. I dati sono allarmanti: dall&#8217;inizio della settimana sono stati segnalati ben 1392 contagi, più di quelli dell&#8217;intero mese di maggio e nei prossimi giorni ci si aspetta che emergano circa mille nuovi casi giornalieri. L&#8217;esecutivo di coalizione del premier Netanyahu ha così deciso di correre ai ripari.</p>
<h2>Una scelta audace</h2>
<p>Il governo si è riunito nella giornata di mercoledì ed ha convenuto sulla necessità di ripristinare il <strong>tracciamento digitale</strong> dei malati di Covid-19 e delle persone con cui questi ultimi sono entrati in contatto. Ad occuparsi del tracciamento sarà lo <strong>Shin Bet</strong>, che dovrà monitorare i cellulari di chi potrebbe aver contratto il virus: uno scenario, quest&#8217;ultimo, che ha suscitato le forti critiche dei gruppi che si occupano della tutela dei diritti umani. Queste organizzazioni ritengono che l&#8217;impiego del monitoraggio, già utilizzato nell&#8217;ambito dell&#8217;antiterrorismo, porterà ad un totale annientamento della privacy. Il piano di tracciamento dovrà ricevere luce verde da parte della <strong>Knesset</strong>, che lo ha già approvato in prima lettura con 45 voti a favore e 32 contrari e potrà essere attivato unicamente con il consenso congiunto del premier Netanyahu e del Ministro della Difesa<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-binyamin-gantz.html"><strong> Binyamin Gantz</strong></a> e nei casi di stretta necessità. Il sistema di monitoraggio era già stato attivato tra marzo e maggio: in quell&#8217;occasione chiunque avesse incrociato un portatore di coronavirus riceveva l&#8217;invito di auto-isolarsi in casa.</p>
<h2>Netanyahu è di fronte ad un bivio</h2>
<p><a href="http://www.xinhuanet.com/english/2020-06/24/c_139164618.htm">La Corte Suprema</a> aveva interrotto le attività di tracciamento alla fine di Aprile ed aveva dichiarato che sarebbe stata necessaria una legge ordinaria per consentire questo genere di attività. <a href="https://www.thejc.com/news/israel/israel-changes-tack-as-covid-19-cases-increase-1.501010">Il governo israeliano</a> si trova, ora, di fronte ad un dilemma: l&#8217;alternativa è quella tra il ritorno al <strong>lockdown</strong>, con i gravi danni economici che ciò comporterebbe e l&#8217;istituzione del controverso monitoraggio dei cellulari da parte dello Shin Bet. Benjamin Netanyahu ha già annunciato che &#8220;<strong>il processo di riapertura</strong> dell&#8217;economia è completato&#8221; e che &#8220;non ci saranno nuove aperture o chiusure per il momento&#8221; ma le incertezze permangono. Qui, come altrove, si deve scegliere se far ripartire il motore produttivo dello Stato ed avere a che fare con una recrudescenza del morbo oppure se tenere la situazione sotto controllo ma provocare il collasso dell&#8217;economia interna. Sullo sfondo, poi, ci sono le incertezze e la precarietà in cui versa questa zona del globo, da sempre attraversata da profonde tensioni e soggetta all&#8217;instabilità. Netanyahu sa che vincere la battaglia contro il Covid gli consentirebbe di guadagnare<strong> un credito politico</strong> immenso ma il nemico è insidioso e pronto ad agire con ben poco preavviso. La carriera politica del premier è dunque legata all&#8217;evoluzione della situazione epidemiologica israeliana ed al successo del sistema di tracciamento.</p>
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		<title>In Israele ancora nessun accordo, la parola passa alla Knesset</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/in-israele-ancora-nessun-accordo-la-parola-passa-alla-knesset.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2020 13:50:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Israele]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Rivlin.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Rivlin.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Rivlin-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Rivlin-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Rivlin-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Niente da fare: ancora una fumata nera dal palazzo della Presidenza della Repubblica israeliana, con il Capo dello Stato Reuven Rivlin costretto a decretare il fallimento del mandato esplorativo conferito a Benny Gantz nei giorni scorsi ed a passare la parola alla Knesset, il parlamento israeliano. Non si è quindi formato al momento il governo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/in-israele-ancora-nessun-accordo-la-parola-passa-alla-knesset.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/in-israele-ancora-nessun-accordo-la-parola-passa-alla-knesset.html">In Israele ancora nessun accordo, la parola passa alla Knesset</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Rivlin.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Rivlin.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Rivlin-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Rivlin-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Rivlin-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Niente da fare: ancora una fumata nera dal palazzo della Presidenza della Repubblica israeliana, con il Capo dello Stato<strong> Reuven Rivlin</strong> <a href="https://www.agi.it/estero/news/2020-04-16/israele-nessun-accordo-per-governo-scaduto-mandato-gantz-8348980/">costretto a decretare il fallimento del mandato esplorativo</a> conferito a <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-binyamin-gantz.html">Benny Gantz</a> nei giorni scorsi ed a passare la parola alla <em>Knesset</em>, il parlamento israeliano. Non si è quindi formato al momento il governo di unità nazionale a cui dovevano prendere parte sia il premier uscente, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-benjamin-netanyahu.html">Benjamin Netanyahu</a>, che lo stesso Gantz. I due rivali, in nome della sfida comune al <strong>coronavirus</strong> ed all&#8217;emergenza sanitaria, erano vicini ad un accordo ma qualcosa è andato evidentemente storto. Scaduto l&#8217;incarico a Gantz lo scorso lunedì, Rivlin aveva optato per ulteriori 48 ore di proroga, ma è stato tutto inutile.</p>
<h2>Lo spettro di nuove elezioni</h2>
<p>La Knesset, a partire da questo giovedì, avrà 21 giorni di tempo per arrivare ad un accordo. La legge infatti, prevede che in caso di fallimento del mandato dato dal Presidente ad un premier designato, è possibile coinvolgere il parlamento. I 120 deputati, potranno quindi designare un nuovo nome da proporre al Capo dello Stato se troveranno una maggioranza di almeno 61 parlamentari. Impresa tutt&#8217;altro che semplice. E così Israele adesso teme di dover virare verso nuove <strong>elezioni</strong> anticipate. Sarebbe la quarta volta in meno di un anno, quasi un primato mondiale non certo invidiabile allo Stato ebraico. Il mandato per formare un nuovo esecutivo era stato conferito a Gantz in quanto, in fase di consultazione, il leader della formazione <strong>Blu&amp;Bianco</strong> aveva ricevuto l&#8217;indicazione favorevole di 62 deputati.</p>
<p>Sembravano esserci le premesse per un governo formato dalla lista di Gantz, assieme alla <strong>Lista Araba Unita</strong>, ai <strong>Laburisti</strong> ed al partito <strong>Yisrael Beiteinu</strong> di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-avigdor-lieberman.html">Avigdor Lieberman</a>. A fine marzo però, complice anche l&#8217;emergenza coronavirus, la situazione si è ribaltata: la chiusura del parlamento per motivi di sicurezza e le dimissioni dello speaker della Knesset, <strong>Yuli Edelstein</strong>, hanno cambiato le carte in tavola. <a href="https://it.insideover.com/politica/in-israele-trovata-l-intesa-gantz-al-governo-con-netanyahu.html">Il 26 marzo scorso Benny Gantz è stato eletto nuovo presidente del parlamento</a>, una mossa a sorpresa che ha svelato un primo accordo tra lui e Netanyahu: quest&#8217;ultimo, in base all&#8217;intesa, doveva essere confermato premier per i primi 18 mesi, per poi passare il testimone a Gantz. Un governo di unità quindi, a cui però non hanno voluto aderire alcuni alleati del leader di Blu&amp;Bianco, tra cui <strong>Yair Lapid</strong>. L&#8217;intesa tuttavia non è stata ufficializzata ed il governo non è nato: da qui le evoluzioni delle ultime ore, che hanno consegnato alla Knesset le chiavi di questa legislatura che rischia, ancora una volta, di naufragare ancor prima di partire.</p>
<h2>Continuano le trattative tra Netanyahu e Gantz</h2>
<p>Ufficialmente quindi dovranno essere i deputati a trovare un&#8217;intesa ma, come si legge sul <em>The Jerusalem Post</em>, i colloqui tra <strong>Likud</strong> (il partito di Netanyahu) e Blu&amp;Bianco proseguiranno ad oltranza. Fallito un primo tentativo di accordo, adesso si proverà in qualche modo a salvare il salvabile giungendo ad un&#8217;intesa volta a creare le condizioni per un nuovo esecutivo. Diversi ancora i punti di divergenza tra i due principali leader israeliani, tra cui le politiche sanitarie da portare avanti e la questione legata alla <strong>giustizia</strong>. Quest&#8217;ultimo appare forse lo scoglio principale, visto che Netanyahu è alla vigilia di un processo che lo vedrà coinvolto per corruzione.</p>
<p>I dirigenti dei due partiti ed i membri dei rispettivi staff, mentre la Knesset proverà a trovare la quadra, continueranno a vedersi. Appare forte, su entrambi i fronti, la necessità di evitare ad Israele quarte elezioni nel breve volgere di 12 mesi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/in-israele-ancora-nessun-accordo-la-parola-passa-alla-knesset.html">In Israele ancora nessun accordo, la parola passa alla Knesset</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;Il virus si esaurisce in 70 giorni&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/da-israele-uno-studio-contro-il-lockdown-il-virus-si-esaurisce-in-70-giorni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2020 05:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus Israele]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=269672</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Virus.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Virus (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Virus.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Virus-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Virus-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Virus-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>C&#8217;è un numero, tra i tanti diffusi in queste settimane contrassegnate dall&#8217;emergenza coronavirus, che secondo uno studio israeliano è quello da tenere maggiormente in considerazione: si tratta del 70. Esso rappresenterebbe il totale della durata di un ciclo epidemico di Sars Cov2 in tutti i vari Paesi colpiti dall&#8217;emergenza sanitaria. A rivelarlo è stato, in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/da-israele-uno-studio-contro-il-lockdown-il-virus-si-esaurisce-in-70-giorni.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/da-israele-uno-studio-contro-il-lockdown-il-virus-si-esaurisce-in-70-giorni.html">&#8220;Il virus si esaurisce in 70 giorni&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Virus.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Virus (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Virus.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Virus-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Virus-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Virus-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>C&#8217;è un numero, tra i tanti diffusi in queste settimane contrassegnate dall&#8217;emergenza coronavirus, che secondo uno studio israeliano è quello da tenere maggiormente in considerazione: si tratta del 70. Esso rappresenterebbe il totale della durata di un ciclo epidemico di <strong>Sars Cov2</strong> in tutti i vari Paesi colpiti dall&#8217;emergenza sanitaria. A rivelarlo è stato, in particolare, l&#8217;ex generale israeliano<strong> Isaac Ben Israel</strong>, capo del programma di studi sulla sicurezza dell’Università di Tel Aviv e presidente del Consiglio nazionale per le ricerche e lo sviluppo. Intervistato su <em>Channel12</em>, Ben Israel ha spiegato come sia possibile, in tutti i vari Paesi coinvolti dalla pandemia, scovare dei punti in comune nell&#8217;andamento della curva epidemiologica. A partire, per l&#8217;appunto, dal numero dei giorni che intercorrerebbero tra il primo e l&#8217;ultimo caso di contagio. Ed è proprio quest&#8217;indicazione ad essere risultata particolarmente interessante, specie per comprendere le possibili mosse in campo economico nel periodo successivo all&#8217;emergenza sanitaria.</p>
<h2>Le fasi del ciclo epidemiologico</h2>
<p>Secondo l&#8217;ex generale israeliano, <a href="https://www.agenzianova.com/a/5e95af1db8fbb7.43567953/2893889/2020-04-14/coronavirus-esperto-israeliano-la-diffusione-si-esaurisce-in-70-giorni-bloccare-tutto-e-un-errore/linked" target="_blank" rel="noopener">come riporta <em>Agenzia Nova</em></a>, non ci sarebbero differenze tra i vari Paesi venuti a contatto con il nuovo coronavirus. A prescindere dalle misure messe in campo dai governi coinvolti, l&#8217;arco temporale in cui si sviluppa il virus Sars Cov2, responsabile della malattia <strong>Covid-19</strong>, non andrebbe oltre le otto o massimo nove settimane. In particolare, lo studioso dell&#8217;università di Tel Aviv ha notato una distanza temporale di 40 giorni dalla comparsa del primo contagio per il raggiungimento del <strong>picco</strong>, subito dopo l&#8217;andamento della curva epidemiologica vira nettamente verso il basso. Infine, l&#8217;ultima fase è quella che porta alla fine dell&#8217;emergenza dopo poco più di due mesi e dunque entro i fatidici 70 giorni. Per arrivare a questa conclusione, Ben Israel ha analizzato i dati dell&#8217;evoluzione del virus in diversi Paesi, a partire proprio da <strong>Israele</strong>: &#8220;L&#8217;incidenza dei pazienti è stata maggiore di giorno in giorno. Questo è avvenuto nelle prime quattro settimane, dopo la scoperta dell&#8217;epidemia in Israele&#8221;, ha dichiarato lo studioso. Successivamente, a partire dalla sesta settimana, si è assistito ad una progressiva diminuzione dei pazienti, un calo che sta proseguendo ancora oggi e che potrebbe portare, dopo l&#8217;ottava settimana, alla fine dell&#8217;emergenza nello Stato ebraico.</p>
<p>Ma, ha per l&#8217;appunto sostenuto Ben Israel, sarebbe così in tutto il mondo: &#8220;Sia nei Paesi in cui hanno adottato misure di chiusura come l&#8217;<strong>Italia</strong> &#8211; si legge nelle sue dichiarazioni rilasciate alla tv israeliana &#8211; sia nei paesi che non hanno avuto chiusure come <strong>Taiwan</strong> o <strong>Singapore, </strong>si nota un aumento dell&#8217;incidenza del virus fino alla quarta-sesta settimana e subito dopo una diminuzione, fino a quando scompare durante l&#8217;ottava settimana&#8221;.</p>
<h2>Le misure per il dopo emergenza</h2>
<p>Le conclusioni a cui è pervenuto l&#8217;ex generale israeliano sono apparse di un certo peso. Infatti, esse sembrerebbero dare scarsa rilevanza alle misure di <strong>distanziamento sociale</strong> prese dalla stragrande maggioranza dei governi coinvolti nella pandemia, compreso quello israeliano. In realtà, come ha specificato lo stesso autore dello studio, le decisioni volte a chiudere le varie attività sono risultate utili per salvare molte vite umane. Ben Israel ha citato il caso americano, in cui l&#8217;elevato numero di vittime è dovuto alla forte pressione subita da ospedali dove già da settimane scarseggiano i posti letto. Quindi contenere il virus è comunque importante per evitare la saturazione del sistema sanitario e dunque fare in modo di salvare più vite umane possibili.</p>
<p>Il punto focale però, consiste nel fatto che il ciclo del nuovo coronavirus è destinato a durare 70 giorni, a prescindere da ogni tipo di misura: &#8220;Malgrado sia chiaro come inizia l&#8217;epidemia e cosa sta causando l&#8217;aumento &#8211; ha infatti aggiunto Ben Israel &#8211; non è chiaro cosa ne sta causando la diminuzione&#8221;. In poche parole, così come il virus improvvisamente è comparso, allo stesso modo entro due mesi è destinato a scomparire: &#8220;Pertanto &#8211; ha dichiarato Ben Israel &#8211; propongo di porre fine alle chiusure immediatamente dopo la settimana in corso. Inizieremo ad aumentare la forza lavoro dal 15 per cento al 50 per cento e tra due settimane arriveremo al 100 per cento&#8221;. Il suo riferimento specifico è ad Israele, ma lo studio da lui proposto riguarda tutti i vari Paesi colpiti dalla pandemia. Visto e considerato, secondo il suo ragionamento, che il ciclo del virus non è destinato ad oltrepassare i 70 giorni, allora occorrerebbe subito dopo riavviare l&#8217;economia.</p>
<p>&#8220;Ciò che mi preoccupa è il danno all&#8217;economia &#8211; ha infatti concluso Ben Israel &#8211; A causa di questa chiusura stiamo pagando 100 miliardi di Shekel al mese&#8221;. <strong>Ripartire</strong>, secondo l&#8217;ex generale, è quindi la parola d&#8217;ordine. Senza dimenticare però tutte le precauzioni fin qui adottate: dalle <strong>mascherine</strong> da indossare obbligatoriamente, fino ai divieti di creare assembramenti. Le conclusioni di Isaac Ben Israel non hanno mancato di suscitare polemiche nel suo Paese. Infatti, c&#8217;è chi ha voluto sottolineare come, in realtà, anche dopo la fine dell&#8217;epidemia occorrerà osservare molta attenzione ad eventuali nuove impennate nella curva dei contagi. Inoltre, come dimostrato dal caso cinese, non è da sottovalutare l&#8217;impatto dei cosiddetti &#8220;<em>contagi di ritorno</em>&#8220;. In Israele, come nel resto del mondo, ci si divide quindi tra due distinte scuole di pensiero per il dopo emergenza: c&#8217;è chi vorrebbe un&#8217;immediata ripartenza dell&#8217;economia e c&#8217;è chi, dall&#8217;altra parte, invece sarebbe propenso soltanto una graduale ripresa delle attività.</p>
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