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	<title>Colpo di stato in Gabon Archives - InsideOver</title>
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	<title>Colpo di stato in Gabon Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Sahel, Gabon e colpi di Stato: viaggio nell&#8217;instabilità africana</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/sahel-gabon-e-colpi-di-stato-viaggio-nellinstabilita-africana.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Oct 2023 06:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Colpo di stato in Gabon]]></category>
		<category><![CDATA[Colpo di stato Sudan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230623152702747_56913517e6d3908ee7178546d82103ec-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230623152702747_56913517e6d3908ee7178546d82103ec-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230623152702747_56913517e6d3908ee7178546d82103ec-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230623152702747_56913517e6d3908ee7178546d82103ec-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230623152702747_56913517e6d3908ee7178546d82103ec-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230623152702747_56913517e6d3908ee7178546d82103ec-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230623152702747_56913517e6d3908ee7178546d82103ec-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230623152702747_56913517e6d3908ee7178546d82103ec-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'Africa è un continente percorso da instabilità pervasiva che però non è ascrivibile solo a motivazioni anticolonialiste</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/sahel-gabon-e-colpi-di-stato-viaggio-nellinstabilita-africana.html">Sahel, Gabon e colpi di Stato: viaggio nell&#8217;instabilità africana</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230623152702747_56913517e6d3908ee7178546d82103ec-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230623152702747_56913517e6d3908ee7178546d82103ec-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230623152702747_56913517e6d3908ee7178546d82103ec-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230623152702747_56913517e6d3908ee7178546d82103ec-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230623152702747_56913517e6d3908ee7178546d82103ec-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230623152702747_56913517e6d3908ee7178546d82103ec-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230623152702747_56913517e6d3908ee7178546d82103ec-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230623152702747_56913517e6d3908ee7178546d82103ec-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il conflitto intestino in <strong>Sudan </strong>cominciato lo scorso 15 aprile è ben lungi dall&#8217;essere concluso. Martedì 3 ottobre l&#8217;ambasciata etiope della capitale Khartoum è stata bombardata e le due fazioni in lotta &#8211; le forze armate sudanesi (Saf) e le forze paramilitari di supporto rapido (Rsf) &#8211; si sono scambiate reciproche accuse.</p>



<p>Tutti i tentativi di cessate il fuoco sono falliti, e il conflitto si è geograficamente esteso: <a href="https://www.africanews.com/2023/09/19/clashes-in-port-sudan-for-first-time-since-war-began/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">a metà settembre</a> si sono registrati i primi combattimenti nella città costiera di <strong>Port Sudan</strong>, sul Mar Rosso. Secondo quanto riferito da fonti locali, l&#8217;esercito sudanese si è scontrato coi miliziani fedeli a Sheba Darar, un leader della tribù Beja, nel centro della città.</p>



<p>Sino a questo evento, gli scontri a fuoco si sono avuti solo a Khartoum e nel Darfur, in quanto la maggior parte delle tribù orientali si è schierata in supporto dell&#8217;esercito regolare. Port Sudan, che ospita l&#8217;unico aeroporto ancora operativo del Paese e dove le <strong>Nazioni Unite</strong> hanno stabilito il proprio centro logistico, fino ad allora era stata risparmiata dai combattimenti, ma lo spostamento del quartier generale dell&#8217;esercito dalla capitale, in preda a violenti scontri armati, ha causato l&#8217;attacco del 19 settembre da parte delle Rsf. </p>



<p>Sono migliaia i morti di questa guerra intestina (alcune fonti parlano di 7500) e ancora di più sono gli sfollati: l&#8217;<a href="https://reports.unocha.org/en/country/sudan/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Onu stima</a> in circa 5,4 milioni i rifugiati che hanno abbandonato le proprie case per sfuggire al conflitto, spostandosi all&#8217;interno del Paese o emigrando. La guerra ha danneggiato infrastrutture già fragili e ha costretto la chiusura del 80% degli ospedali del Paese, generando una crisi alimentare che affligge milioni di persone. </p>



<p>Una guerra in cui sono coinvolti attori internazionali: in Sudan è presente la Pmc (<em>Private Military Company</em>) russa “<strong>Wagner</strong>” che fornisce assistenza ai ribelli delle Rsf. </p>



<p>Proprio recentemente una serie di otto attacchi che ha colpito le forze ribelli ha fatto sospettare che l&#8217;azione sia stata condotta col <strong><a href="https://edition.cnn.com/2023/09/19/africa/ukraine-military-sudan-wagner-cmd-intl/index.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">supporto ucraino</a></strong>: il pannello di controllo dei droni usati per le azioni mostra scritte in ucraino. Inoltre le tattiche utilizzate erano molto insolite in Sudan e nella più ampia regione africana. </p>



<p>L&#8217;Ucraina non ha rivendicato ufficialmente la responsabilità degli attacchi, né una partecipazione di qualche tipo, però sappiamo che il presidente <strong>Volodymyr Zelensky</strong> si è incontrato in Irlanda, a Shannon, con <strong>Abdel Fattah al-Burhan</strong>, capo del supremo consiglio sudanese, in una riunione non prevista tenutasi per “discutere le nostre sfide alla sicurezza in comune, vale a dire le attività di gruppi armati illegali finanziati dalla Russia”. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;eterna instabilità africana</h2>



<p>Mosca, come sappiamo, si è innestata in alcune dinamiche di instabilità dell&#8217;Africa, in particolare nella <strong>fascia subsahariana</strong> dove è presente anche in <strong>Mali </strong>e molto probabilmente anche in Niger e nella Burkina Faso, ma la sua presenza “storica” &#8211; oltre alla Libia – è quella nella <strong>Repubblica Centrafricana</strong> dove ci sono un migliaio di contractor della “Wagner” che sostengono il governo centrale nella lotta contro i ribelli, effettuano addestramento delle forze di sicurezza locali, e controllano le infrastrutture minerarie del Paese (oro e diamanti). </p>



<p>Anche la Repubblica Centrafricana si trova ancora ad affrontare una <strong>crisi umanitaria</strong>: oltre al milione di sfollati a causa delle violenze, si stima che nel 2022 sia morto il 5,6% della popolazione, un tasso due volte più alto di qualsiasi altro Paese. Nel giugno 2023 3,4 milioni di persone avevano bisogno di assistenza, con una situazione generale aggravata dalle inondazioni che hanno colpito più di 100mila abitanti. Dal 2021, le forze allineate al governo hanno fatto lenti progressi, ma i ribelli mantengono il controllo di molte aree settentrionali e orientali. </p>



<p>Va ricordato che il governo di Bangui non è sostenuto solo dalla Russia nella sua lotta ai ribelli: nel Paese è presente una missione di <em>peacekeeping </em>Onu (Minusca) forte di più di 15mila unità, mentre la presenza francese è ufficialmente cessata a <strong>dicembre del 2022</strong>, a seguite del “<a href="https://www.reuters.com/world/africa/france-suspends-aid-military-support-central-african-republic-2021-06-08/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">raffreddamento</a>” dei reciproci rapporti. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo strano caso del Gabon</h2>



<p>Se si potrebbe identificare un <em>fil rouge</em> per i golpe o l&#8217;allontanamento della presenza occidentale per l&#8217;area subsahariana dato dalla presenza di Mosca – possibile comunque grazie al malcontento interno per la non risoluzione dei conflitti intestini – che ha soffiato sul vento dei sentimenti anticolonialisti, così non è per il <strong>Gabon</strong>, dove il colpo di Stato che ha deposto Ali Bongo non appare mosso dall&#8217;influsso russo o comunque da anticolonialismo, anzi è l&#8217;esatto contrario. </p>



<p>Il giorno dopo il golpe, il generale <strong>Brice Oligui Nguema</strong> ha incontrato l&#8217;ambasciatore francese Alexis Lamek e gli avrebbe promesso che avrebbe rafforzato le relazioni con Parigi. La velocità della normalizzazione del Paese farebbe poi pensare che, sostanzialmente, la vecchia <em>élite </em>è ancora al potere. Quello in Gabon si potrebbe quindi definire un “colpo di Stato di palazzo” poiché Nguema è un lontano cugino di Ali Bongo e ha trascorso la sua carriera all’interno della cerchia ristretta dell&#8217;ex presidente. Il rapporto tra Francia e Gabon quindi probabilmente rimarrà invariato, sebbene tra l’opinione pubblica gabonese esista un sentimento antifrancese. </p>



<p>Attualmente non vi è alcun indizio sulla possibilità che Nguema inizi a riscrivere i contratti francesi sulle risorse o a fomentare proteste pubbliche contro la Francia come hanno fatto i governi militari nel Sahel. Al contrario era il regime di Bongo che aveva iniziato ad allontanarsi dalla Francia con l&#8217;ingresso nel <a href="https://thecommonwealth.org/our-member-countries/gabon" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Commonwealth </strong></a>a giugno 2022 e la promessa a Pechino di una <strong>base navale</strong> nel Paese (offerta che ora è di fatto sospesa). </p>



<p>Il continente africano resta percorso da un&#8217;instabilità che sembra permanente, con ampie ripercussioni – non solo di ordine migratorio – sulla sicurezza europea, e non sempre i <em>driver </em>delle rivolte o dei colpi di Stato sono da ascrivere a sentimenti antioccidentali o anticoloniali, con quindi aperture verso la Russia e la Cina, che pure, in alcuni casi, hanno avuto un ruolo fondamentale nello spargere disinformazione e propaganda in tal senso.<br><br><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/sahel-gabon-e-colpi-di-stato-viaggio-nellinstabilita-africana.html">Sahel, Gabon e colpi di Stato: viaggio nell&#8217;instabilità africana</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il continente dei colpi di Stato: perché l&#8217;Africa è sempre instabile</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-continente-dei-colpi-di-stato-perche-lafrica-e-sempre-instabile-e-perche-si-susseguono.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Sep 2023 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Colpo di stato in Gabon]]></category>
		<category><![CDATA[Colpo di stato in Niger]]></category>
		<category><![CDATA[Colpo di stato Sudan]]></category>
		<category><![CDATA[G5 Sahel]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Sahel]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/golpe-in-gabon-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/golpe-in-gabon-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/golpe-in-gabon-scaled-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/golpe-in-gabon-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/golpe-in-gabon-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/golpe-in-gabon-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/golpe-in-gabon-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/golpe-in-gabon-2048x1363.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dal Mali al Niger, dal Sahel al Gabon: perché in Africa nell'ultimo decennio è un continuo susseguirsi di colpi di Stato </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-continente-dei-colpi-di-stato-perche-lafrica-e-sempre-instabile-e-perche-si-susseguono.html">Il continente dei colpi di Stato: perché l&#8217;Africa è sempre instabile</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/golpe-in-gabon-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/golpe-in-gabon-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/golpe-in-gabon-scaled-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/golpe-in-gabon-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/golpe-in-gabon-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/golpe-in-gabon-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/golpe-in-gabon-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/golpe-in-gabon-2048x1363.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>C&#8217;è una precisa data di inizio dell&#8217;attuale<strong> scia di</strong> <strong>instabilità</strong> che sta attanagliando l&#8217;Africa. È il 21 marzo 2012, giorno in cui a <strong>Bamako</strong>, capitale del <strong>Mali</strong>, alcuni militari provenienti dalla base militare di Kati hanno preso il potere e deposto l&#8217;allora presidente <strong>Amadou Toumani Touré</strong>. Da allora, gli eserciti sono diventati decisivi attori protagonisti nell&#8217;intera regione del <strong>Sahel</strong>. E oggi il “<strong>vento golpista</strong>” sembra diffondersi oggi in buona parte del continente.</p>



<p>Di certo, però, l&#8217;Africa non sta conoscendo soltanto adesso le esperienze relative ai colpi di Stato. Ma nell&#8217;ultimo decennio l&#8217;interventismo dei militari è di gran lunga accentuato. Con implicazioni geopolitiche interne ed esterne al continente al momento imprevedibili.  </p>



<h2 class="wp-block-heading">Dal Mali alla Repubblica Centrafricana, i primi segnali di instabilità nel Sahel</h2>



<p>Le immagini delle bandiere russe a <strong>Niamey</strong>, capitale del Niger, <a href="https://it.insideover.com/politica/il-colpo-di-stato-gli-arresti-e-lombra-della-wagner-cosa-succede-in-niger.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">in occasione del recente colpo di Stato attuato nel Paese africano </a>hanno suscitato non poco clamore. In particolare, si è avuta l&#8217;impressione di un <strong>duello</strong> tra Mosca e l&#8217;occidente trasferito in Africa e con l&#8217;opinione pubblica locale sbilanciata a favore del Cremlino in funzione anti occidentale e anti coloniale. In realtà però la crisi nel Sahel ha origini lontane. Come detto, occorre andare indietro fino al golpe nel Mali del 2012. In quell&#8217;occasione l&#8217;intervento militare ha avuto ragioni prettamente interne. Il Paese era alle prese con la ribellione dell&#8217;<strong>Azawad</strong>, la regione settentrionale a maggioranza tuareg che aveva proclamato la secessione. Un contesto forse favorito anche dalla fine <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/la-storia-di-muammar-gheddafi.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">drammatica in Libia del regime di Gheddafi</a>, avvenuta con la cattura e la morte del rais a Sirte pochi mesi prima. </p>



<p>I militari maliani, indispettiti da una pessima gestione del conflitto nel nord del Paese, si sono mossi nel marzo 2012 contro l&#8217;allora presidente Touré. Le giunte militari successive e i governi nati dopo travagliati periodi di transizione non hanno espresso da subito una retorica anti francese e anti occidentale. Al contrario, vista l&#8217;avanzata dei <strong>gruppi jihadisti </strong>nell&#8217;Azawad favorita dal caos di quei mesi, è stata avviata una collaborazione con Parigi per l&#8217;invio di truppe francesi nel Paese. Sono così iniziate le operazioni <strong>Serval</strong> e <strong>Barkhane</strong>, il cui obiettivo era l&#8217;eliminazione della minaccia islamista nel Sahel. </p>



<p>Anche nella vicina <strong>Repubblica Centrafricana</strong>, dove nel 2013 la coalizione dei <strong>Seleka</strong> ha spodestato l&#8217;ex presidente <strong>Francois Bozizé</strong>, il repentino cambio di regime ha avuto un&#8217;origine prettamente interna. A giocare un ruolo decisivo in questo caso sono state le ataviche e mai risolte diatribe etnico-politiche centrafricane. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La debolezza degli Stati subsahariani</h2>



<p>Dopo la presa di potere da parte dei militari a Bamako, in tutto il Sahel è passato il messaggio secondo cui i gravi problemi dell&#8217;area possono essere risolti con un<strong> repentino ribaltamento</strong> del sistema politico. È per questo che molti eserciti sono intervenuti ricevendo anche il <strong>sostegno</strong> da parte dell&#8217;opinione pubblica. Nell&#8217;aprile del 2019, <a href="https://it.insideover.com/politica/come-si-e-arrivati-al-colpo-di-stato-in-sudan.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">quando i militari hanno circondato la casa dell&#8217;allora presidente sudanese Omar Al Bashir</a>, la gente è scesa in piazza per festeggiare. A <strong>Khartoum</strong> molti giovani hanno avuto la sensazione di aver conquistato, grazie all&#8217;azione dei soldati, la democrazia. Si tratta delle stesse scene di giubilo viste poi pochi anni dopo a <strong>Ouagadougou</strong> e <strong>Niamey</strong>. Nel settembre del 2021, quando l&#8217;allora presidente della <strong>Guinea</strong> Alpha Condé ha annunciato di voler forzare la costituzione e continuare con un altro mandato, i militari hanno deciso di attuare un nuovo golpe.</p>



<p>L&#8217;intervento degli eserciti però sottintende una <strong>debolezza</strong> tanto politica quanto strutturale dei vari Paesi coinvolti. L&#8217;attuazione di un golpe mostra infatti la mancanza sia di una società civile in grado di incidere nel processo decisionale e così come di una valida alternativa, all&#8217;interno degli apparati statali, all&#8217;interventismo dei militari. </p>



<p>Lo si è visto anche in <strong>Ciad</strong> nell&#8217;aprile del 2021, quando il presidente <strong>Idriss Déby </strong>è stato ucciso in prima linea mentre i ribelli entrati dalla Libia minacciavano la capitale N’Djamena. Dopo la sua morte, i generali hanno imposto la nomina del figlio Mahamat Déby come nuovo capo di Stato. In tal modo è stata sospesa la costituzione e ancora una volta l&#8217;esercito è stato visto come unico attore in grado di preservare la stabilità. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="668" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905135010180_ecaf5876501d71e5e508eced0e2a860f-1024x668.jpg" alt="" class="wp-image-409056" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905135010180_ecaf5876501d71e5e508eced0e2a860f-1024x668.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905135010180_ecaf5876501d71e5e508eced0e2a860f-scaled-600x392.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905135010180_ecaf5876501d71e5e508eced0e2a860f-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905135010180_ecaf5876501d71e5e508eced0e2a860f-768x501.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905135010180_ecaf5876501d71e5e508eced0e2a860f-1536x1003.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905135010180_ecaf5876501d71e5e508eced0e2a860f-2048x1337.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905135010180_ecaf5876501d71e5e508eced0e2a860f-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Soldati ciadian in un veicolo parcheggiato davanti a un manifesto elettorale del defunto presidente Idriss Deby lungo il ciglio di una strada a N&#8217;Djamena, in Ciad, il 23 aprile 2021. Il presidente del Ciad Idriss Deby è morto per le ferite riportate negli scontri con i ribelli nel nord del Paese. Deby era al potere dal 1990 ed era stato rieletto per un sesto mandato nelle elezioni dell&#8217;11 aprile 2021. I funerali di Stato si sono tenuti la mattina del 23 aprile 2021, alla presenza del presidente francese Emmanuel Macron. Foto: EPA/CHRISTOPHE PETIT TESSON / POOL.</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">I problemi economici che attanagliano il continente</h2>



<p>La debolezza dei Paesi africani ha origini soprattutto economiche. E le principali rivendicazioni delle varie popolazioni interessate dagli interventi golpisti sono quindi di <strong>natura economica</strong>. In Mali, così come in Niger, in Burkina Faso e in gran parte della fascia sub sahariana, in migliaia vivono al di sotto della soglia di povertà. La situazione nell&#8217;ultimo decennio è andata peggiorando. Soprattutto nelle regioni più remote dei Paesi in questione, è impossibile trovare lavoro e mezzi di sostentamento per le proprie famiglie. Una circostanza che, soprattutto nel Sahel, sta favorendo tra le altre cose il <strong>proselitismo</strong> di matrice jihadista e l&#8217;emersione di gruppi criminali e dediti al contrabbando. </p>



<p>Un <strong>circolo vizioso</strong> di difficile soluzione. L&#8217;instabilità causa povertà e, a sua volta, la povertà richiama ulteriore instabilità. L&#8217;opinione pubblica nel Sahel ha puntato il dito sia contro i propri sistemi politici che contro l&#8217;influenza di attori internazionali. Da qui l&#8217;ampio sostegno dato ai militari arrivati al potere e la diffusione del &#8220;vento golpista&#8221; nella regione. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il sentimento anti occidentale</h2>



<p>La <strong>retorica anti occidentale</strong>, all&#8217;interno di questa catena di eventi, è piuttosto recente. Ancora una volta il Paese da cui tutto è partito è il Mali. Qui il deterioramento delle condizioni di sicurezza ha dato ai cittadini una percezione molto negativa della<strong> presenza francese</strong>. Parigi a più riprese è stata accusata di velleità imperialiste nascoste dalla volontà ufficiale di lottare contro il terrorismo. Già a ridosso delle elezioni del 2018, quelle che hanno incoronato <strong>Ibrahim Boubacar Keita </strong>quale nuovo presidente, in molti comizi si è fatto ampio riferimento alla possibilità di affrancarsi dalla Francia. </p>



<p>A spingere in questa direzione sono state anche le autorità religiose. Tra queste ad esempio l&#8217;imam <strong>Mahmoud Dicko</strong>, capo del consiglio islamico del Mali. I suoi discorsi hanno spesso puntato l&#8217;accento sulla cattiva gestione dello Stato, sull&#8217;incompetenza della classe politica, ma anche sui danni derivanti dalle operazioni francesi e, più in generale, dall&#8217;influenza di Parigi sul Paese. Una retorica tanto anti occidentale quanto anti coloniale, seguita poi da diversi politici e dagli stessi militari.</p>



<p>Per questo<a href="https://it.insideover.com/politica/il-mali-rischia-adesso-di-sprofondare-in-una-nuova-guerra-civile.html"> il golpe dell&#8217;agosto 2020</a> ha avuto una connotazione diversa da quello di otto anni prima. Il generale artefice del colpo di Stato, <strong>Assimi Goita</strong>, ha apertamente parlato della possibilità di un definitivo allontanamento dalla sfera di influenza francese. Circostanza ribadita in occasione di un secondo golpe, attuato sempre da Goita nel maggio del 2021. La fine dell&#8217;operazione Barkhane e l&#8217;avvicinamento alla <strong>Russia</strong> e alla compagnia <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/gruppo-wagner.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Wagner</a>, espresso con il voto di Bamako in linea con Mosca in diverse risoluzioni sulla guerra in Ucraina, hanno dato ulteriore dimostrazione della nuova politica anti occidentale. Non solo in Mali, ma anche nei Paesi confinanti. </p>



<p>La linea anti francese, culminata con l&#8217;ordine di abbandono del proprio territorio comunicato alle truppe di Parigi, è stata sposata anche dalla giunta militare in <strong>Burkina Faso</strong> che nel 2022, con un altro golpe, ha preso il potere a scapito dell&#8217;ex presidente Roch Kabore. Il colpo di Stato in Niger ha rappresentato quindi soltanto l&#8217;ultimo degli episodi da ricollegare alla crescita di una profonda insofferenza nei confronti dell&#8217;ex madrepatria coloniale, ossia la Francia, e dell&#8217;influenza occidentale. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le peculiarità del golpe in Gabon</h2>



<p>Il Gabon è in ordine di tempo l&#8217;ultimo Stato africano ad aver subito un colpo di Stato. Il presidente <strong>Ali Bongo</strong> è stato detronizzato dall&#8217;intervento dei militari, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-internazionale/gabon-i-militari-nominano-nuovo-presidente-2203431.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">guidati dal cugino Brice Clotaire Oligui Nguema. </a>Rispetto al Niger però, l&#8217;azione dei soldati non sembra avere una particolare connotazione geopolitica e anti occidentale. Appare, al contrario, un regolamento di conti interno favorito ancora una volta della <strong>debolezza</strong> del Paese, dalla percezione di una forte corruzione e dal <strong>malcontento</strong> popolare. </p>



<p>La domanda sorge quindi spontanea: la spirale golpista in Africa è destinata a continuare? Il rischio principale nell&#8217;immediato è dato dalle aspettative rivolte verso i militari in molti Paesi del continente. Aspettative in grado di alimentare velleità golpiste in altri Stati caratterizzati da povertà e debolezza interna. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-continente-dei-colpi-di-stato-perche-lafrica-e-sempre-instabile-e-perche-si-susseguono.html">Il continente dei colpi di Stato: perché l&#8217;Africa è sempre instabile</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Nuovo presidente in Gabon, massicci aiuti a Taiwan, condanna a morte in Arabia Saudita: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/nuovo-presidente-in-gabon-massicci-aiuti-a-taiwan-condanna-a-morte-in-arabia-saudita-cose-successo-oggi-nel-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Aug 2023 17:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Colpo di stato in Gabon]]></category>
		<category><![CDATA[InsideNews]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-scaled-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-2048x1363.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dalla polveriera haitiana, al nuovo presidente in Gabon fino agli aiuti militari a Taiwan, ecco le cinque notizie del giorno</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/nuovo-presidente-in-gabon-massicci-aiuti-a-taiwan-condanna-a-morte-in-arabia-saudita-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">Nuovo presidente in Gabon, massicci aiuti a Taiwan, condanna a morte in Arabia Saudita: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-scaled-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-2048x1363.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli Usa approvano un pacchetto di 80 milioni di dollari destinati a Taiwan, acuendo ancora di più la tensione con Pechino. In Gabon è stato nominato un nuovo presidente, il generale Brice Oligui Nguema, uno dei responsabili del golpe. In Arabia Saudita viene condannato a morte un insegnante in pensione che ha criticato il regime. L&#8217;aeroporto di Timbuctù in Mali è stato attaccato da un gruppo jihadista perché rifugio del gruppo Wagner. Il dilagante terrore delle bande ad Haiti costringe tutti i civili americani a lasciare il Paese. Ecco le cinque notizie del giorno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ottanta milioni di dollari in armi a Taiwan aggravano la già precaria situazione con la Cina</h2>



<p>Per la prima volta nella lunga storia del sostegno americano a <strong>Taiwan</strong>, Washington ha deciso di approvare degli aiuti militari diretti a Taipei. L&#8217;amministrazione del Presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha approvato un pacchetto di <strong>80 milioni di dollari</strong>, modesto rispetto alle recenti vendite a Taiwan, ma che sarebbe il primo a Taipei e per la prima volta &#8211; anche se è ancora da confermare &#8211; le armi non verrebbero vendute ma donate. La decisione coincide con l&#8217;annuncio da parte di Taiwan di una spesa aggiuntiva pari a 2,97 miliardi di dollari per l&#8217;acquisto di armamenti il prossimo anno. Circa la metà dei fondi aggiuntivi verrà destinata all&#8217;acquisto di aerei da combattimento, e i fondi rimanenti andranno principalmente ai sistemi navali. Dall’altra parte della sponda, <strong>Pechino</strong> tuona e avverte che userò “tutte le misure necessarie” per contrastare gli aiuti Usa. “Gli aiuti militari statunitensi danneggiano la sicurezza e il benessere dei compatrioti di Taiwan&#8221;, ha detto il portavoce del ministero della Difesa cinese, Wu Qian, ribadendo la loro contrarietà a qualsiasi contatto tra Usa e Taiwan.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un nuovo presidente per un nuovo Paese golpista</h2>



<p>In <strong>Gabon</strong>, dopo il nuovo golpe che scuote l’Africa, è stato nominato un nuovo presidente, il <strong>generale Brice Oligui Nguema</strong>. Sono stati i militari ad annunciarlo nella tarda serata di ieri leggendo un comunicato in diretta su &#8220;Gabon 24&#8221; nel quale si precisa che Nguema, oggi capo della Guardia presidenziale, è stato scelto &#8220;all&#8217;unanimità&#8221; come presidente del Comitato per la transizione e il ripristino delle istituzioni (Ctri) &#8211; il nome della nuova giunta. Gli stessi militari che nella notte tra martedì e mercoledì hanno interrotto l’esito delle elezioni in diretta nazionale per annunciare la deposizione del neo presidente <strong>Ali Bongo</strong>, la chiusura delle frontiere e la sospensione delle istituzioni. Nel frattempo il Consiglio per la pace e la sicurezza dell&#8217;Unione africana ha annunciato che terrà una riunione nella giornata di oggi dopo aver fermamente condannato il golpe.</p>



<h2 class="wp-block-heading">In Arabia Saudita si muore per un tweet: condannato a morte un uomo di 54 anni</h2>



<p>Un uomo di 54 anni viene condannato a morte in <strong>Arabia Saudita</strong>. Si tratta di <strong>Mohammad bin Nasser al-Ghamdi</strong>, un insegnante in pensione perseguito per i suoi post su Twitter e Youtube. &#8220;Al-Ghamdi non ha commesso alcun atto di violenza e dev&#8217;essere scarcerato immediatamente&#8221;, è l&#8217;appello di Amnesty International che lanciano un appello alle autorità saudite affinché annullino la condanna a morte. Secondo quanto riferito dal fratello, al-Ghamdi è stato arrestato l&#8217;11 giugno 2022 nella sua abitazione a La Mecca. &#8220;Le autorità saudite stanno spendendo miliardi di dollari per riabilitare la loro immagine, ma non c&#8217;è somma in grado di nascondere quando sia diventato repressivo il loro paese. La condanna di al-Ghamdi, che ha sì e no dieci follower, è un altro segnale dell&#8217;aumento del giro di vite contro ogni forma di dissenso&#8221;, ha dichiarato Philip Luther, direttore delle ricerche di <strong>Amnesty International </strong>sul Medio Oriente e l&#8217;Africa del Nord. Al-Ghamdi è stato condannato con l’accusa di &#8220;rottura del vincolo di fedeltà con i guardiani dello stato” e &#8220;sostegno a un&#8217;ideologia terrorista e a un&#8217;entità terrorista”. Nei post l’uomo criticava il re e il principe della corona e la politica estera dell&#8217;Arabia Saudita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">In Mali le forze jihadiste hanno bombardato un aeroporto rifugio del gruppo Wagner</h2>



<p>In <strong>Mali</strong> c’è stato un bombardamento all’aeroporto di <strong>Timbuctù</strong>. A rivendicarne la matrice è stato lo <strong>Jnim</strong>, Il Gruppo di sostegno all&#8217;Islam e ai musulmani, formazione filo-al Qaeda attiva nel Sahel. Secondo quanto comunicato dagli esponenti del gruppo, l’aeroporto era utilizzato come rifugio dal gruppo Wagner e dai soldati del “traditore” colonnello Assimi Goita, come lo hanno definito. Goita è l’attuale presidente della transizione in Mali, anch’esso protagonista di un colpo di stato avvenuto nel maggio del 2021. I miliziani hanno di recente conquistato la città e fatto già vittime con altri attacchi. Timbuctù adesso è bloccata ed è vietato l’ingresso ai camion merci provenienti dai Paesi confinanti, quali Algeria e Mauritania.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Polveriera Haiti: l&#8217;Ambasciata americana invita i cittadini statunitensi a lasciare il Paese</h2>



<p>“Data l&#8217;attuale situazione di sicurezza e i problemi infrastrutturali, i cittadini statunitensi che si trovano ad <strong>Haiti</strong> dovrebbero lasciare il Paese il più presto possibile utilizzando mezzi di trasporto commerciali o privati”, queste le parole dell’Ambasciata statunitense ad Haiti. L’isola caraibica non trova pace ed è preda di continui attacchi da parte della criminalità organizzata che ne fa da padrone. Il gruppo <strong>Kraze Baryè</strong>, guidato da<strong> Vithelhomme Innocent</strong>, potente capobanda che ha più volte sconfitto le forze dell’ordine, ha ormai preso di mira da mesi l’ambasciata Usa costringendo quindi i civili americani a lasciare il Paese quanto prima. La situazione sull’isola è ormai fuori controllo dove le bande controllano gran parte della capitale e dintorni diffondendo terrore tra stupri, omicidi e incendi.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/nuovo-presidente-in-gabon-massicci-aiuti-a-taiwan-condanna-a-morte-in-arabia-saudita-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">Nuovo presidente in Gabon, massicci aiuti a Taiwan, condanna a morte in Arabia Saudita: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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