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	<title>Coalizione saudita Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Fri, 24 May 2019 06:43:40 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Coalizione saudita Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>La chiave del Paradiso in cambio della vita</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/yemen-chiave-paradiso-houthi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Cianciarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 May 2019 06:43:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Coalizione saudita]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Yemen]]></category>
		<category><![CDATA[Milizie houthi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1195" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8973848.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8973848.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8973848-300x187.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8973848-768x478.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8973848-1024x637.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una chiave &#8220;per entrare in Paradiso&#8221;: con questa promessa gli Houthi continuano ad arruolare i minori in battaglia, cui promettono in cambio la salvezza dell&#8217;anima. &#8220;Quando alcuni bambini sono arrivati da noi, indossavano alcune chiavi e ci hanno spiegato che erano le chiavi del Paradiso&#8221; &#8211; racconta Nathra Al-Omari, supervisore del Rehabilitation of Children Recruited &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/yemen-chiave-paradiso-houthi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1195" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8973848.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8973848.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8973848-300x187.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8973848-768x478.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8973848-1024x637.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Una <a href="https://www.mirror.co.uk/news/world-news/kidnapped-boy-found-key-told-15684153">chiave</a> &#8220;per entrare in Paradiso&#8221;: con questa promessa gli Houthi continuano ad arruolare i minori in battaglia, cui promettono in cambio la salvezza dell&#8217;anima.</p>
<p>&#8220;Quando alcuni bambini sono arrivati da noi, indossavano alcune chiavi e ci hanno spiegato che erano le chiavi del Paradiso&#8221; &#8211; racconta Nathra Al-Omari, supervisore del Rehabilitation of Children Recruited and Impacted by War in Yemen Project, un progetto che mira a salvare i bambini coinvolti nel conflitto &#8211; &#8220;Gli era stato detto che combattendo nel conflitto avrebbero compiuto il jihad che li conduce in Paradiso&#8221;.</p>
<p>Non è una novità che i ribelli yemeniti utilizzino i bambini sul campo di battaglia, arrivando anche ad arruolare minori di 10 anni. Nel dicembre dello scorso anno, un loro ufficiale ha riferito all&#8217;agenzia di stampa internazionale <em>Associated Press</em> che dal 2014 &#8211; anno di inizio della guerra civile in Yemen &#8211; gli Houthi avrebbero impiegato tra le loro fila almeno <a href="https://www.apnews.com/0232eaa4f3fd4f4eaf3882e4160a747c">18 mila bambini soldato</a>.</p>
<p>I minori vengono spesso rapiti e torturati, in molti casi anche costretti a drogarsi a loro insaputa. Una volta addestrati a combattere, i bambini vengono registrati in un database. La loro cartella corrisponde a un numero, il &#8220;numero del jihadista&#8221;, inciso in un braccialetto che i minori indossano con la speranza che il loro cadavere venga riconsegnato ai genitori.</p>
<p>&#8220;Sono bambini portati via dai loro padri e dalle loro case, <a href="http://www.arabnews.com/node/1497301/middle-east">a cui è stata rubata l&#8217;infanzia</a>, per essere mandati in prima linea&#8221;, questa la denuncia di Samah Hadid, vice direttrice delle campagne di Amnesty International sul Medio Oriente.</p>
<p>Questa è la storia, ad esempio, di Absullah Al-Dhani, di soli 12 anni, rapito l&#8217;anno scorso dai ribelli yemeniti e riuscito a fuggire dopo essere rimasto ferito al fronte. &#8220;All&#8217;inizio&#8221; &#8211; racconta &#8211; &#8220;gli Houthi sono venuti in casa mia e hanno chiesto di parlare con mio padre. Si sono offerti di comprarmi, ma lui ha rifiutato. Il giorno successivo, sono andato a scuola nel mio villaggio, come al solito, ma, improvvisamente, alcuni uomini sono comparsi e mi hanno rapito. Mi hanno portato in una città grande, in cui non ero mai stato. Sono stato in una base militare e mi hanno insegnato a sparare&#8221;.</p>
<p>Allontanato dalla famiglia e tenuto prigioniero, viene addestrato e mandato a combattere. &#8220;Dopo circa una settimana dal rapimento, mi hanno mandato sul campo di battaglia, dove venivamo usati come scudi umani. Prima di andare in missione ci davano una pastiglia, non so di cosa si trattasse, ma mi faceva sentire diverso&#8221;, continua Absullah.</p>
<p>Poi l&#8217;incidente. Un razzo cade vicino al giovane e alcuni frammenti lo feriscono al ginocchio. Portato prima in ospedale e poi in una &#8220;casa di cura&#8221;, Absullah approfitta dell&#8217;assenza dei soldati per fuggire e trova riparo in una scuola a Marib. &#8220;Due dei miei amici stanno ancora combattendo&#8221; &#8211; racconta ancora scosso &#8211; &#8220;Io sono uno dei fortunati&#8221;.</p>
<p>La storia di Absullah non è un caso isolato. Le condizioni disperate in cui versa la popolazione dello Yemen stanno costringendo le famiglie a vendere i propri figli per poter sopravvivere. Le femmine diventano <a href="https://it.insideover.com/donne/sposa-a-3-anni-per-comprare-il-cibo.html">spose bambine</a>, mentre ai maschi è riservato il ruolo di bambini-soldato. La maggior parte di loro sono minorenni e non hanno ancora raggiunto i 18 anni, l&#8217;età minima per arruolarsi o per sposarsi, secondo quanto stabilito dal diritto internazionale.</p>
<p>Il destino di molti bambini Houthi è condiviso da altri minori, sul fronte opposto. Un reportage di <em><a href="https://www.aljazeera.com/news/middleeast/2019/03/exclusive-yemeni-child-soldiers-recruited-saudi-uae-coalition-190329132329547.html">Al-Jazeera</a> </em>ha svelato l&#8217;esistenza di bambini soldato anche all&#8217;interno di campi di reclutamento della coalizione araba, a guida saudita, che combatte nella guerra civile yemenita contro i ribelli. Sono ragazzi minorenni, poveri e disperati, che sono stati reclutati con la promessa di un assegno mensile e di ruoli non operativi. Nella realtà dei fatti, però, questi giovani verrebbero mandati ad Al-Buqa&#8217;, territorio di confine tra lo Yemen e l&#8217;Arabia Saudita, per difendere il Regno dagli attacchi dei ribelli.</p>
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		<title>I droni degli Houthi infiammano il Golfo</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/droni-houthi-golfo-persico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Cianciarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 May 2019 07:04:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Coalizione saudita]]></category>
		<category><![CDATA[houthi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="792" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8973840-e1557990625828.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8973840-e1557990625828.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8973840-e1557990625828-300x124.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8973840-e1557990625828-768x317.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8973840-e1557990625828-1024x422.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Alcuni droni partiti dallo Yemen hanno colpito il regno dell’Arabia Saudita, danneggiando un oleodotto in due punti distinti. Eludendo i sistemi di sicurezza del regno, gli aeromobili sono stati perfettamente in grado di centrare un obiettivo economico sensibile per  il Paese, accrescendo le tensioni nel Golfo. Oltre a trovarsi alla stessa latitudine di Riad, l’oleodotto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/droni-houthi-golfo-persico.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="792" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8973840-e1557990625828.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8973840-e1557990625828.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8973840-e1557990625828-300x124.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8973840-e1557990625828-768x317.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8973840-e1557990625828-1024x422.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Alcuni droni partiti dallo <strong>Yemen</strong> hanno colpito il regno dell’Arabia Saudita, <a href="https://www.reuters.com/article/us-saudi-oil-usa-iran/saudi-arabia-says-oil-facilities-near-riyadh-attacked-idUSKCN1SK0YM">danneggiando un oleodotto</a> in due punti distinti. Eludendo i sistemi di sicurezza del regno, gli aeromobili sono stati perfettamente in grado di centrare un obiettivo economico sensibile per  il Paese, accrescendo le tensioni nel Golfo.</p>
<p>Oltre a trovarsi alla stessa latitudine di Riad, l’oleodotto in questione rappresenta un asset strategico per il regno, essendo una via alternativa allo <strong>Stretto di Hormuz</strong> per l’esportazione di petrolio. Un’ancora di salvezza, dunque, nel caso in cui l’Iran decidesse di chiudere Hormuz in vista di un conflitto militare con gli Stati Uniti.</p>
<p>Lo Stretto è da sempre oggetto di tensioni e dispute internazionali, rappresentando l’unico passaggio marittimo per il trasporto di petrolio dai principali Paesi produttori della regione. L’Iran ha più volte minacciato di bloccare il transito di navi nello Stretto, in risposta all&#8217;imposizione di sanzioni da parte degli Stati Uniti o a causa di tensioni con i Paesi del Golfo, in particolare l&#8217;Arabia Saudita.</p>
<h2>DRONI SEMPRE PIÚ SOFISTICATI</h2>
<p>Gli Houthi non dispongono di forze aeree. Che siano quindi riusciti a colpire indisturbati un obiettivo economico così sensibile per Riad costituisce un chiaro segno del miglioramento delle capacità militari dei ribelli yemeniti, una delle fazioni coinvolte nella guerra civile dello Yemen.</p>
<p>Di per sé, l’utilizzo dei droni nelle operazioni contro la coalizione araba, a guida saudita, che combatte in Yemen contro i <strong>ribelli</strong>, non è una novità. Già nel 2017, il leader del gruppo, Abdul Malik Al-Houthi, aveva parlato apertamente della sua strategia di utilizzare droni e <strong>missili balistici</strong> nel conflitto.</p>
<p>Negli anni, gli episodi di utilizzo di aeromobili si sono moltiplicati. Nel luglio 2018, un drone era esploso nei pressi dell’<a href="https://www.reuters.com/article/us-yemen-security-emirates-attack/uae-denies-report-of-houthi-drone-attack-on-abu-dhabi-airport-idUSKBN1KG23W">aeroporto di Abu Dhabi</a>. Secondo le autorità emiratine l’attacco non aveva causato danni, tuttavia il messaggio inviato dagli Houthi era arrivato forte e chiaro: gli interessi economici del Paese erano più vulnerabili del previsto.</p>
<p>Qualche mese dopo, nel gennaio scorso, un drone armato ha raggiunto la base aeronautica yemenita di <strong>Al-Anad</strong>, colpendo almeno <a href="https://www.aljazeera.com/news/2019/01/houthi-drone-attack-hits-military-base-yemen-reports-190110071518307.html">20 militari</a>, tra i quali anche un funzionario dell’Intelligence. Infine, nel mese di marzo, gli Houthi hanno diffuso alcune <a href="https://www.dailymail.co.uk/travel/travel_news/article-6776769/Swooping-Saudi-Stunning-drone-photos-reveal-remote-Arabic-villages-ancient-structures.html">immagini</a> registrate da un drone mentre sorvolava la centrale termoelettrica saudita di Al-Shuqaiq, a 130 km dal confine con lo Yemen.</p>
<p>Tuttavia, l’attacco di martedì scorso ha dimostrato un salto di qualità nelle capacità degli Houthi, dal momento che il drone avrebbe volato per più di 800 chilometri all&#8217;interno del territorio saudita prima di raggiungere il suo obiettivo. L’aeromobile sarebbe stato guidato utilizzando la tecnologia satellitare, dal momento che, oltre un certo raggio, i droni hanno bisogno di un <strong>collegamento dati satellitare</strong> per inviare le informazioni al pilota.</p>
<h2>IL RUOLO DELL’IRAN</h2>
<p>Di fronte alle prove del potenziamento delle capacità di tali droni, gli analisti si sono interrogati su quanto l’Iran abbia contribuito al loro sviluppo. Che Teheran sostenga gli Houthi all&#8217;interno del conflitto yemenita non è una novità.</p>
<p>Inizialmente, la strategia dell’Iran consisteva nell&#8217;inviare armi e consiglieri agli Houthi direttamente in Yemen, oppure attraverso la Somalia. Una rotta rischiosa, perché le imbarcazioni iraniane potevano facilmente entrare in contatto con le navi internazionali di pattuglia nel golfo di Oman e nel Mar Arabico.</p>
<p>Per ovviare a questo problema, a partire dal marzo 2017, Teheran ha iniziato a seguire una <a href="https://www.reuters.com/article/us-gulf-kuwait-iran-exclusive-idUSKBN1AH4I4">nuova rotta</a>, attraverso le acque internazionali del Golfo, situate tra il Kuwait e l’Iran, aggirando così il provvedimento di embargo sulla spedizione di armi agli Houthi, imposto dal <strong>Consiglio di Sicurezza dell&#8217;Onu</strong> il 14 aprile 2015.</p>
<p>In merito alla questione dei droni, già nel gennaio 2018, un <a href="https://reliefweb.int/sites/reliefweb.int/files/resources/N1800513.pdf">report del Consiglio di sicurezza</a> dell’Onu ha fornito le prove che dimostrano che i droni prodotti in Yemen possedevano le stesse capacità dei veicoli aerei senza pilota iraniani Qasef-1. Un dato allarmante, dal momento che, secondo il ministro degli Esteri yemenita, Khaled Al-Yamani, l’Iran starebbe utilizzando lo Yemen “come <a href="https://www.alaraby.co.uk/english/indepth/2019/4/30/middle-east-drone-wars-heat-up-in-yemen">terreno di prova</a> per lo sviluppo dei suoi missili e della sua tecnologia”.</p>
<p>Da parte loro, gli Houthi affermano di “essere in grado di costruire da soli i droni, avendo imparato come fare” e utilizzando parti facilmente reperibili sul mercato internazionale, secondo quanto riferito da <a href="https://www.aljazeera.com/news/2019/05/houthi-drone-attacks-saudi-show-level-sophistication-190515055550113.html">Sami Hamdi</a>, caporedattore della rivista International Interest. “Non è strano che gli Houthi producano i droni. Al di fuori della guerra in Yemen, ad esempio in Iraq, è successo anche alle forze curde: sono state in grado di creare i droni e di usarli”.</p>
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			</item>
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		<title>Dai deserti dell&#8217;Africa allo Yemen  I mercenari al soldo degli Emirati</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/mercenari-africa-yemen-emirati.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Oct 2018 12:44:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Coalizione saudita]]></category>
		<category><![CDATA[Contractors]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Yemen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="3072" height="2049" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/1444285291-saudi-ba.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/1444285291-saudi-ba.jpg 3072w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/1444285291-saudi-ba-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/1444285291-saudi-ba-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/1444285291-saudi-ba-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 3072px) 100vw, 3072px" /></p>
<p>Pochi ma ricchissimi, gli Emirati Arabi Uniti hanno problema: non hanno un numero adeguato di cittadini da arruolare nell&#8217;esercito. E la &#8220;piccola Sparta&#8221;, come la chiamano nei corridoi del Pentagono, cerca in ogni modo di rimediare a questa lacuna, soprattutto per la guerra in Yemen. Coinvolti da anni nel conflitto yemenita, gli Emirati, come l&#8217;Arabia Saudita, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/mercenari-africa-yemen-emirati.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/mercenari-africa-yemen-emirati.html">Dai deserti dell&#8217;Africa allo Yemen  I mercenari al soldo degli Emirati</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="3072" height="2049" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/1444285291-saudi-ba.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/1444285291-saudi-ba.jpg 3072w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/1444285291-saudi-ba-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/1444285291-saudi-ba-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/1444285291-saudi-ba-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 3072px) 100vw, 3072px" /></p><p>Pochi ma ricchissimi, gli <strong>Emirati Arabi Uniti</strong> hanno problema: non hanno un numero adeguato di cittadini da arruolare nell&#8217;esercito. E la &#8220;piccola Sparta&#8221;, come la chiamano nei corridoi del Pentagono, cerca in ogni modo di rimediare a questa lacuna, soprattutto per la <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/punto-la-guerra-nello-yemen/">guerra in Yemen</a>. Coinvolti da anni nel conflitto yemenita, gli Emirati, come l&#8217;Arabia Saudita, non hanno soldati a sufficienza per portare avanti questa guerra con i <em>boots on the ground</em>. Ma hanno i soldi. E grazie ai <strong>petroldollari</strong>, riescono ad arruolare <strong>mercenari</strong> che facciano il lavoro che i soldati emiratini non possono svolgere, sia per mancanza di uomini che per mancanza di preparazione.</p>
<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/yemen-mercenari/">Quello che però si è scoperto</a>, in questi anni, è che le forze della <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/come-la-coalizione-dellarabia-saudita-ha-attaccato-lo-yemen-data-jihad/">coalizione araba</a> non utilizzano solo società di contractors internazionali. La politica di Abu Dhabi e Riad, infatti, è anche quella di arruolare uomini dai Paesi africani. Alcuni tramite accordi internazionali con gli Stati più poveri dell&#8217;Africa, altri invece ingaggiati direttamente dagli inviati dei governi del Golfo. </p>
<p>Su questa seconda pratica, è interessante quanto riportato da <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.middleeastmonitor.com/20181003-abu-dhabi-recruits-mercenaries-from-arab-tribes-of-chad-and-niger-to-fight-in-yemeni-war/"><em>Middle East Monitor</em></a>. Secondo il portale d&#8217;informazione mediorientale, gli inviati degli Emirati sono stati mandati tra le<strong> tribù arabe</strong> di vari Stati africani per arruolare mercenari da usare in Yemen. La testata cita come esempio <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.google.it/maps/place/Sebha,+Libia/@27.055127,9.9388381,6z/data=!4m5!3m4!1s0x13c6fb0743ae42a5:0x8ce7c2164ba3340a!8m2!3d27.0365406!4d14.4290236">Sebha</a>, nel sud della Libia, dove vive un gruppo di famiglie per lo più nomadi ma di etnia araba che si sposta fra Ciad, Niger e, appunto, Libia.</p>

<p>Dedite in larga parte alla pastorizia e ai traffici illegali anche di migranti, queste tribù hanno molti giovani desiderosi di una nuova vita, lontana dai deserti africani. Ed è su questo che gli Emirati hanno deciso di puntare offrendo soldi e prospettive di vita negli Emirati ai giovani in cambio dell&#8217;arruolamento in Yemen. Le offerte prevedono compensi che variano<strong> dai 900 ai 3mila dollari al mese</strong>: cifre enormi rispetto ai proventi del deserto africano.</p>
<p>Con questo bagaglio di promesse e di soldi, in delegazione di Abu Dhabi sembra sia giunta in Niger a gennaio, dove ha incontrato i vari capi delle tribù arabe, reclutando migliaia di giovani da inviare in Yemen. Lì, nella guerra agli <strong>Houthi</strong>, gli Emirati hanno bisogno di uomini. Perché dopo anni di conflitto <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/yemen-arabia-emirati/">non sono ancora riusciti a vincere</a>. Né loro né i sauditi, nonostante i bombardamenti costanti dell&#8217;aviazione e l&#8217;appoggio degli americani.</p>
<p>Qualcuno si è ribellato. In Ciad, alcuni attivisti come <strong>Mohamed Zain Ibrahim</strong> hanno pubblicato video di denuncia da far circolare su internet per avvertire i ragazzi di questa campagna di reclutamento. Un avvertimento che è anche politico. Ibrahim ha denunciato una &#8220;vera e propria campagna di reclutamento militare per raccogliere mercenari per la guerra yemenita e usarli per combattere il popolo dello Yemen, che è anche arabo e musulmano&#8221;. E infatti il suo annuncio è stato ripreso dai media iraniani e più affini alle forze Houthi, trovando pochissimo spazio in altre testate.</p>

<p>Ma è chiaro che la lotta per evitare che i giovani africani si arruolino è molto difficile. Prima di tutto, perché queste monarchie offrono soldi e una prospettiva di vita che i governi locali non possono minimamente proporre. Poi c&#8217;è <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/cosi-i-sauditi-mandano-lafrica-a-combattere-in-yemen/">un profilo di natura internazionale</a>: le monarchie del Golfo servono necessariamente a questi Stati per sopravvivere. Sommersi dai debiti e da una <strong>povertà</strong> endemica, in molti casi i governi locali accolgono a braccia aperte le offerte dei Paesi arabi.</p>
<p>E proprio per questo motivo, i legami stanno diventando non solo economici, ma anche politici e culturali. La diplomazia di Riad e di Abu Dhabi si fonda non solo sui petroldollari, ma anche sull&#8217;<strong>islam</strong> e sui legami culturali con la parte araba della popolazione a cui si rivolgono. Queste varie direttrici dell&#8217;asse fra le monarchie del Golfo e alcuni Paesi africani sta facendo sì che queste abbiano sempre maggior peso nelle scelte politiche dei governi a cui si rivolgono.</p>
<p>E questo vale soprattutto per gli Emirati, che da tempo hanno intrapreso una politica di espansione nel continente africano. Lo dimostrano la presenza militare in Somalia, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/yemen-siria-guerra/">la conquista di varie basi nel Golfo di Aden</a> sfruttando il conflitto yemenita. Ma lo dimostra anche l&#8217;impegno in Libia, dove sono da sempre sponsor di Khalifa Haftar e dove le Nazioni Unite hanno denunciato <a href="https://www.middleeastmonitor.com/20180302-un-team-uae-is-developing-its-air-base-in-eastern-libya/">la costruzione di una base aerea</a> emiratina nella parte orientale del Paese, al confine con l&#8217;Egitto.</p>

<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/mercenari-africa-yemen-emirati.html">Dai deserti dell&#8217;Africa allo Yemen  I mercenari al soldo degli Emirati</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>I tre motivi della guerra in Yemen: ecco cosa vogliono gli Stati coinvolti</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/guerra/yemen-siria-guerra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jul 2018 10:08:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Coalizione saudita]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Yemen]]></category>
		<category><![CDATA[houthi]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="556" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/forze-saudite.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/forze-saudite.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/forze-saudite-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/forze-saudite-768x417.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Mentre gli occhi del mondo sono puntati sulla Siria, con le potenze del globo ad accordarsi sulla fine della guerra, in Yemen prosegue un altro conflitto che rischia di trasformarsi in fondamentale. Perché se la guerra in Siria ha dimostrato di essere il centro dello scacchiere mediorientale, lo Yemen potrebbe prenderne il posto nel momento &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/yemen-siria-guerra.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="556" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/forze-saudite.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/forze-saudite.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/forze-saudite-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/forze-saudite-768x417.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p><p>Mentre gli occhi del mondo sono puntati sulla Siria, con le potenze del globo ad accordarsi sulla fine della guerra, in Yemen prosegue un altro conflitto che rischia di trasformarsi in fondamentale. Perché se la guerra in Siria ha dimostrato di essere il centro dello scacchiere mediorientale, lo Yemen potrebbe prenderne il posto nel momento in cui finirà la tragedia siriana.</p>
<p>Non si può dimenticare questa guerra. Non lo si può fare per il <a href="https://www.repubblica.it/solidarieta/cooperazione/2018/07/05/news/yemen_non_fate_di_hodeidah_un_cimitero_oltre_500_mila_persone_senza_acqua_e_cibo_l_incubo_colera-200944366/" target="_blank" rel="noopener">disastro umanitario</a> in corso, ma non lo si può fare neanche per l&#8217;importanza strategica del conflitto. Perché quando la terrificante guerra siriana sarà conclusa, sarà quella yemenita a diventare il <strong>conflitto peggiore del Medio Oriente</strong>.</p>
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		<title>Yemen, inizia l&#8217;assedio di Hodeidah: si rischia una catastrofe umanitaria</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/yemen-assedio-hodeidah.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Bellotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jun 2018 08:26:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Coalizione saudita]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Yemen]]></category>
		<category><![CDATA[houthi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="556" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/forze-saudite.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/forze-saudite.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/forze-saudite-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/forze-saudite-768x417.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>È iniziata alle prime luci dell&#8217;alba l&#8217;offensiva contro Hodeidah, in Yemen, roccaforte Houthi sul Mar Rosso. Le truppe del governo yemenita stanno assediando il porto sciita, mentre le forze aeree di Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti continuano a martellare le postazioni intorno alla città per consentire all&#8217;esercito alleato di cingere la città in una morsa letale. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/yemen-assedio-hodeidah.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="556" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/forze-saudite.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/forze-saudite.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/forze-saudite-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/forze-saudite-768x417.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p><p>È iniziata alle prime luci dell&#8217;alba l&#8217;offensiva contro <strong>Hodeidah</strong>, in Yemen, roccaforte <strong>Houthi</strong> sul Mar Rosso. Le truppe del governo yemenita stanno assediando il <strong>porto sciita</strong>, mentre le forze aeree di Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti continuano a martellare le postazioni intorno alla città per consentire all&#8217;esercito alleato di cingere la città in una morsa letale.</p>
<h2>L&#8217;assedio ha inizio</h2>
<p>L&#8217;operazione &#8220;Golden Victory&#8221; è iniziata oggi dopo la scadenza delle 48 ore fissate dagli Emirati Arabi Uniti per abbandonare Hodeidah. Gli Houthi hanno risposto con un lancio di razzi che ha colpito una nave saudita. <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.reuters.com/article/us-yemen-security/saudi-led-coalition-launches-attack-on-yemens-hodeidah-idUSKBN1J90BA">Come riporta <em>Reuters</em></a>, &#8220;il leader ribelle <strong>Mohammed Ali Al-Houthi</strong>, che ha minacciato gli attacchi alle petroliere lungo la corsia strategica del Mar Rosso, ha avvertito l&#8217;alleanza sostenuta dall&#8217;Occidente di non attaccare il porto e ha detto su Twitter che le sue forze hanno preso di mira un&#8217;imbarcazione della coalizione&#8221;</p>
<p>Circostanza non confermata dal comando di Riad ma ribadita con forza dai ribelli, <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.lastampa.it/2018/06/13/esteri/comincia-lassalto-a-hodeidah-gli-houthi-colpiscono-una-nave-saudita-petlT281eN4Q0NqppP4yWJ/pagina.html">come ricordato da Giordano Stabile per <em>La Stampa</em></a>. E adesso, gli Houthi, ma soprattutto la popolazione civile, si prepara a un assedio che si ritiene possa trasformare la città yemenita in un cimitero.</p>
<h2>I tentativi delle Nazioni Unite per evitare l&#8217;assedio</h2>
<p>Le Nazioni Unite hanno cercato invano per settimane di fare in modo che le parti giungessero a un accordo. Hodeidah è attualmente l&#8217;unico porto che rifornisce di beni di prima necessità la popolazione civile sotto il controllo Houthi. Con l&#8217;assedio via terra e il <strong>blocco navale</strong> intorno al porto, la città sarebbe destinata a capitolare sotto la morsa della fame e dell&#8217;assenza di cure. Ma così rischierebbero di finire anche tutti i civili che vivono nelle regioni ribelli.</p>
<p>L’inviato dell&#8217;Onu, <strong>Martin Griffiths</strong>, aveva anche proposto di mettere il porto sotto “controllo neutrale” per utilizzarlo esclusivamente come terminale di aiuti umanitari, fondamentali per uno Yemen ormai ridotto a una distesa di macerie e sangue. La carestia, il colera e la fuga di centinaia di migliaia di disperati hanno già creato un disastro umanitario senza precedenti.</p>
<p>I tentativi del Palazzo di Vetro sono stati però <strong>fallimentari</strong>. Le forze di Riad di Abu Dhabi non hanno accettato l&#8217;idea di un compromesso. E gli sciiti hanno fatto lo stesso. Non c&#8217;è volontà di accordo: l&#8217;idea è che si cerchi il totale annichilimento delle forze nemiche. Gli Emirati e i sauditi hanno continuato a bombardare ininterrottamente postazioni militari e civili. Vogliono finire la guerra e lo stanno facendo con ogni mezzo.</p>
<h2>La catastrofe umanitaria</h2>
<p>&#8220;Hodeidah è minacciata da un attacco&#8221; e &#8220;sono estremamente preoccupata per l&#8217;impatto che avrà sui bambini di questa città portuale e non solo. L&#8217;Unicef stima che almeno <strong>300.000 bambini</strong> vivano attualmente nella città di Hodeidah e nei dintorni &#8211; ragazzi e ragazze che soffrono già da tanto tempo&#8221;. La direttrice generale dell&#8217;Unicef, <strong>Henrietta H. Fore</strong>, lancia un disperato allarme per fermare l&#8217;offensiva.</p>
<p>&#8220;Milioni di bambini in tutto lo Yemen dipendono per la loro stessa <strong>sopravvivenza</strong> dai beni umanitari e commerciali che passano per quel porto ogni giorno. Senza importazioni alimentari, una delle peggiori crisi di malnutrizione al mondo non potrà che aggravarsi. Senza le importazioni di carburante, essenziali per pompare l&#8217;acqua, l&#8217;accesso all&#8217;acqua potabile si ridurrà ulteriormente, portando ad un numero ancora maggiore di casi di diarrea acuta e <strong>colera</strong> acquosa, che possono essere letali per i bambini piccoli&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.occhidellaguerra.it/arabia-yemen-catastrofe/">La catastrofe umanitaria continua</a>. E adesso, con questo assedio su Hodeidah, sembra destinata a riprendere forza. L&#8217;intervento umanitario, in questo caso, sarebbe provvidenziale. Ma evidentemente <strong>nessuno è interessato</strong>.</p>
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		<title>Gli Stati Uniti pronti ad aumentare l&#8217;intervento militare in Yemen</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/stati-uniti-yemen-emirati.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jun 2018 07:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Coalizione saudita]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Yemen]]></category>
		<category><![CDATA[houthi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="859" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/1280px-AWS_Casa-212_in_afghanistan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/1280px-AWS_Casa-212_in_afghanistan.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/1280px-AWS_Casa-212_in_afghanistan-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/1280px-AWS_Casa-212_in_afghanistan-768x515.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/1280px-AWS_Casa-212_in_afghanistan-1024x687.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Gli Stati Uniti potrebbero intervenire in maniera più diretta in Yemen dopo la richiesta di supporto da parte degli Emirati Arabi Uniti. A rivelarlo è il Wall Street Journal che cita fonti (anonime) di alto profilo all&#8217;interno del Dipartimento di Stato americano. La richiesta degli Emirati agli Stati Uniti Secondo il quotidiano statunitense, il governo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/stati-uniti-yemen-emirati.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/stati-uniti-yemen-emirati.html">Gli Stati Uniti pronti ad aumentare l&#8217;intervento militare in Yemen</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="859" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/1280px-AWS_Casa-212_in_afghanistan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/1280px-AWS_Casa-212_in_afghanistan.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/1280px-AWS_Casa-212_in_afghanistan-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/1280px-AWS_Casa-212_in_afghanistan-768x515.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/1280px-AWS_Casa-212_in_afghanistan-1024x687.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p><p>Gli <strong>Stati Uniti</strong> potrebbero intervenire in maniera più diretta in <strong>Yemen</strong> dopo la richiesta di supporto da parte degli <strong>Emirati Arabi Uniti</strong>.</p>
<p>A rivelarlo è il <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.wsj.com/articles/u-s-weighs-expanding-military-role-in-yemen-war-1528064393">Wall Street Journal</a></em> che cita fonti (anonime) di alto profilo all&#8217;interno del Dipartimento di Stato americano.</p>
<p>La richiesta degli Emirati agli Stati Uniti</p>
<p>Secondo il quotidiano statunitense, il governo degli Emirati avrebbe domandato a Washington <strong>un intervento diretto</strong> per aiutarli a conquistare il porto di <strong>Hodeidah</strong>. </p>

<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.google.it/maps/place/al-Hudayda,+Yemen/@14.7900203,42.8946139,12z/data=!3m1!4b1!4m5!3m4!1s0x16053be363aba37b:0x7aea559347f1b8a2!8m2!3d14.7909118!4d42.9708838">Hodeidah, sulle coste del Mar Rosso</a>, è il porto principale dei ribelli <strong>Houthi</strong>. Ed è diventato, nel tempo, l&#8217;obiettivo della campagna della coalizione saudita contro le forze sciite. Attualmente, le truppe della <strong>coalizione a guida saudita</strong> si trovano a meno di venti chilometri dalla città.</p>
<p>La conquista del porto è considerata come un pericolo non solo da parte degli Houthi e dei loro alleati, ma anche dalle Nazioni Unite e da molte agenzie internazionali. Il blocco del porto, unica porta d&#8217;accesso a beni di prima necessità che provengono dall&#8217;esterno, potrebbe condurre a una nuova <strong>catastrofe</strong> umanitaria. Che si aggiungerebbe, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/arabia-yemen-catastrofe/">come scrivemmo già su questa testata</a>, a quella che sta vivendo l&#8217;intero Yemen dall&#8217;inizio della guerra.</p>
<p>Dal <strong>Dipartimento di Stato</strong> non sono arrivate smentite. Tuttavia, da quanto rivelato dal Wall Street Journal, il Segretario di Stato <strong>Mike Pompeo</strong> ha chiesto ai suoi funzionari e al Pentagono una rapida valutazione della richiesta degli Emirati Arabi Uniti. L&#8217;idea, almeno per adesso, è che Washington intervenga con i <strong>droni</strong>, senza invio di forze per l&#8217;assedio del porto yemenita.</p>
<p>Lo Yemen e la coalizione a guida saudita</p>
<p>La richiesta da parte degli Emirati per un intervento in <strong>Yemen</strong> da parte degli Stati Uniti è interessante. Non solo perché significherebbe il coinvolgimento diretto da parte delle forze armate americane, oggi <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.independent.co.uk/news/world/americas/us-politics/us-special-forces-saudi-arabia-yemen-war-green-berets-houthi-rebels-mohammed-bin-salman-a8335481.html">presenti solo in operazioni delle forze speciali</a>. </p>
<p>La questione infatti è importante soprattutto alla luce dell&#8217;autore della richiesta: il governo di <strong>Abu Dhabi</strong>. Segno che la coalizione a guida saudita in realtà ha una formazione almeno bicefala. Gli Emirati perseguono una propria strategia e richiedono direttamente all&#8217;alleato statunitense di intervenire. <strong>L&#8217;Arabia Saudita ha un&#8217;altra strategia</strong> ed è, per certi versi, del tutto divergente.</p>
<p>In sostanza, se l&#8217;obiettivo intermedio è uno, cioè gli Houthi, lo scopo a lungo termine della guerra è molto differente. E la strategia emiratina nel Paese lo sta dimostrando. <a href="http://www.occhidellaguerra.it/arabia-saudita-socotra/">Dopo la conquista di alcune isole</a> e postazioni per il controllo del traffico navale, la possibilità di guidare l&#8217;assedio di Hodeidah significa cercare di accaparrarsi un&#8217;altra base marittima nel <strong>Mar Rosso</strong>. Oltre che infliggere un colpo durissimo ai ribelli ma anche all&#8217;Arabia Saudita.</p>
<p>Di fatto, attraverso questa possibile conquista, gli Emirati potrebbero strappare a Riad il controllo della guerra in Yemen. E questo significherebbe eludere o direttamente affossare la strategia del principe <strong>Mohammed bin Salman</strong>. È stato lui a volere a tutti i costi le guerra saudita in Yemen. E adesso potrebbe perderne la <em>leaderhsip</em> o, nella migliore (per lui) delle ipotesi, ritrovarsi con una sconfitta d&#8217;immagine notevole.</p>

<p>Dopo la catastrofe umanitaria provocata dalla guerra, il fallimento delle sue forze armate e le accuse di compiere crimini nei confronti della popolazione civile, per bin Salman un nuovo colpo alla sua immagine. Ma anche una possibile crepa nei rapporti fra lui e il suo alleato <strong>Donald Trump</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/stati-uniti-yemen-emirati.html">Gli Stati Uniti pronti ad aumentare l&#8217;intervento militare in Yemen</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>La guerra segreta degli Usa in Yemen: i berretti verdi al fianco dei sauditi</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/usa-yemen-sauditi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 May 2018 21:50:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Coalizione saudita]]></category>
		<category><![CDATA[Forze speciali americane]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Yemen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="978" height="637" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/Immagine.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/Immagine.png 978w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/Immagine-300x195.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/Immagine-768x500.png 768w" sizes="auto, (max-width: 978px) 100vw, 978px" /></p>
<p>Le forze speciali americane sono in Yemen a sostengo della coalizione araba a guida saudita. Tutti impegnati contro i ribelli Houthi alleati dell&#8217;Iran. Da sempre gli Stati Uniti sono impegnati con missioni specifiche nello scenario yemenita. In particolare la Us Navy monitora le coste colpendo le postazioni ribelli e, contemporaneamente, Al Qaeda. Ma adesso ,arriva &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-yemen-sauditi.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="978" height="637" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/Immagine.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/Immagine.png 978w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/Immagine-300x195.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/Immagine-768x500.png 768w" sizes="auto, (max-width: 978px) 100vw, 978px" /></p><p>Le forze speciali americane sono in <strong>Yemen</strong> a sostengo della coalizione araba a guida saudita. Tutti impegnati contro i ribelli Houthi alleati dell&#8217;Iran.</p>
<p>Da sempre gli Stati Uniti sono impegnati con missioni specifiche nello scenario yemenita. In particolare la Us Navy monitora le coste colpendo le postazioni ribelli e, contemporaneamente, Al Qaeda. Ma adesso ,arriva una nuova verità, <a style="color: #0000ff" href="https://www.nytimes.com/2018/05/03/us/politics/green-berets-saudi-yemen-border-houthi.html">rivelata dalle pagine del <em>New York Times</em></a>: in Yemen ci sono anche le forze speciali americane.</p>
<p>Per anni, l&#8217;esercito americano ha cercato di prendere le distanze dall&#8217;orrenda guerra civile nello Yemen, spiegano i giornalisti del Nyt, &#8220;ma alla fine dell&#8217;anno scorso, una squadra di circa una dozzina di<strong> berretti verdi</strong> è arrivata al <strong>confine dell&#8217;Arabia Saudita con lo Yemen</strong>&#8220;. Tutto all&#8217;oscuro dell&#8217;opinione pubblica Usa, ma anche dello stesso potere legislativo. Nessun dibattito, nessuna discussione, nessun chiarimento. E intanto i berretti verdi erano in Yemen a sostenere i bombardamenti sauditi.</p>
<p>Secondo quanto hanno potuto apprendere i reporter del quotidiano, grazie a diplomatici europei e funzionari Usa, i berretti verdi sono giunti sulla linea dei confine a fine dicembre del 2017. Alcune settimane prima, <a style="color: #0000ff" href="http://www.bbc.com/news/world-middle-east-42412729">un missile sparato dallo Yemen era esploso vicino Riad</a>, la capitale saudita.</p>
<p>Le operazioni dei Berretti verdi</p>
<p class="g-unit">Secondo le fonti, la missione dei commando americani ha <strong>due obiettivi principali</strong>:</p>
<p>addestrare le truppe di terra saudite per migliorare la capacità di proteggere il confine; collaborare con l&#8217;intelligence americana presente nella città saudita di <a style="color: #0000ff" href="https://www.google.it/maps/place/Najran+Arabia+Saudita/data=!4m2!3m1!1s0x15feeb07c88f9155:0xd1a779128894f485?sa=X&amp;ved=0ahUKEwiNwouX9ezaAhVjQZoKHfChDBkQ8gEIhwEwDw">Najran</a> per localizzare i siti di missili Houthi all&#8217;interno dello Yemen.</p>
<p>Già a marzo, <strong>il Senato degli Stati Uniti aveva formalmente chiesto al Pentagono delucidazioni</strong> sull&#8217;impiego dei soldati in territorio yemenita. I senatori si chiedevano quali fossero i confini dell&#8217;impegno Usa al fianco della coalizione a guida saudita. E se non fosse il caso di approfondire l&#8217;utilizzo dei militari in un conflitto così complesso ed estremamente delicato.</p>
<p>&#8220;Siamo autorizzati ad aiutare i sauditi a difendere i loro confini&#8221; <a style="color: #0000ff" href="https://www.washingtonexaminer.com/policy/defense-national-security/general-counters-senators-says-us-needs-to-support-war-in-yemen">Così si espresse il generale <strong>Joseph L. Votel</strong></a>, capo di Centcom, alla Commissione del Senato. &#8220;Lo stiamo facendo attraverso la condivisione dell&#8217;intelligence, attraverso il supporto logistico e attraverso le consulenze militari che forniamo agli alleati&#8221;. Mentre il 17 aprile, Robert S. Karem, assistente del segretario alla Difesa, <a href="https://www.defense.gov/News/Article/Article/1495845/iran-using-yemen-as-test-bed-for-malign-activities-dod-official-says/">disse in Commissione Affari esteri del Senato </a>che gli Stati Uniti avevano circa 50 militari in Arabia Saudita, &#8220;per sventare in gran parte la minaccia dei missili balistici&#8221;.</p>
<p>[Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;954&#8243; gal_title=&#8221;Scuole riprendono in Yemen&#8221;]</p>
<p>L&#8217;impegno americano in Yemen</p>
<p>L&#8217;impegno degli Stati Uniti sul fronte yemenita è diversificato. Esistono due obiettivi non sovrapponibili: uno è <strong>Al Qaeda</strong> (e in parte minore l&#8217;Isis) e l&#8217;altro sono gli Houti.</p>
<p>Negli ultimi due anni, le truppe governative sostenute dagli americani e dagli Emirati arabi uniti hanno portato avanti un&#8217;oscura guerra in tutte le regioni centrali e meridionali dello Yemen per colpire le milizie tribali legate ad Al Qaeda.  Soltanto l&#8217;anno scorso,<a style="color: #0000ff" href="https://www.nytimes.com/2017/12/30/world/middleeast/yemen-al-qaeda-us-terrorism.html"> gli Stati Uniti hanno lanciato più di 130 attacchi aerei nello Yemen</a>. La maggior parte degli <em>strike</em> compiuti dagli Usa hanno preso di mira i militanti qaedisti, mentre 10 sono stati lanciati contro i combattenti dello Stato islamico.</p>

<p>Poi c&#8217;è l&#8217;impegno contro gli Houti, che assume connotati e scopi del tutto diversi. <strong>Susan E. Rice</strong>, allora consigliere per la Sicurezza nazionale di <strong>Barack Obama</strong>, stilò nel 2105 una sorta di vademecum per l&#8217;azione americana al fianco della coalizione composta da Arabia saudita, Emirati arabi uniti, Egitto, Giordania e <a style="color: #0000ff" href="https://issafrica.org/iss-today/what-are-african-countries-really-doing-in-yemen">altri Stati africani</a> più o meno obbligati a parteciparvi (<a href="http://www.occhidellaguerra.it/sudan-pronto-lasciare-sauditi-nella-guerra-gli-houthi-yemen/">come il Sudan pronto a ritirarsi</a>).</p>
<p>La nota affermava i compiti di assistenza militare nei confronti dei sauditi, ma intendeva tenere le forze degli Stati Uniti fuori dalle operazioni contro gli Houthi. Ma sotto l&#8217;amministrazione di<strong> Donald Trump</strong>, la portata di queste linee guida sembra essersi allargata, a tal punto che sono aumentati gli aerei di sorveglianza, i droni, le attività della Marina e, infine, l&#8217;impiego sul campo di decine di berretti verdi.</p>
<p>L&#8217;ennesima guerra per procura</p>
<p>L&#8217;impiego delle forze speciali americane, in barba all&#8217;autorizzazione del <strong>Congresso</strong>, è un altro segnale di come il Pentagono attui una strategia di guerra per procura nei confronti dell&#8217;Iran a prescindere dalla sua legittimazione politica e giuridica.</p>
<p>Il disastro umanitario dello Yemen, in cui gli aerei sauditi colpiscono con ferocia, rappresenta l&#8217;ennesimo risultato di questo scontro fra blocchi che non lascia scampo. E dove le prime vittime, così come in <strong>Siria</strong>, sono i civili. <a href="http://www.repubblica.it/solidarieta/emergenza/2018/03/26/news/yemen_dopo_il_colera_la_carestia-192290110/">Milioni di persone sono a rischio carestia</a>. I bambini vivono in condizioni disperate e malnutriti. I casi di colera faticano a contarsi. Nel frattempo, il Paese ha intere città distrutte e un&#8217;economia, già poverissima, ormai al collasso.</p>
<p>Ma<strong><a href="http://www.occhidellaguerra.it/yemen-strage-bimbo/"> nessuno sembra esserne particolarmente interessato</a></strong>. Né nell&#8217;opinione pubblica, né nella diplomazia mondiale. E non sembra che siano pronti interventi umanitari per salvare dalla disperazione quei milioni di martiri che la guerra sta colpendo giorno dopo giorno.</p>

<p>&nbsp;</p>
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		<title>Quel video &#8220;nascosto&#8221; dai media per coprire i massacri dei sauditi</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/yemen-strage-bimbo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Apr 2018 17:54:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Coalizione saudita]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Yemen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="981" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20161004210154_20850365.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20161004210154_20850365.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20161004210154_20850365-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20161004210154_20850365-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20161004210154_20850365-1024x670.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il sangue in Yemen continua a scorrere. Incessante. E i morti aumentano, lenti e inesorabili, come granelli di sabbia in una clessidra. La stessa sabbia del deserto dove la strage non sembra finire mai. La guerra in Yemen è un abisso di disperazione. Bombardamenti che colpiscono i civili, carestia, epidemie di colera, profughi che cercano &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/yemen-strage-bimbo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="981" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20161004210154_20850365.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20161004210154_20850365.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20161004210154_20850365-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20161004210154_20850365-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20161004210154_20850365-1024x670.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il sangue in <strong>Yemen</strong> continua a scorrere. Incessante. E i morti aumentano, lenti e inesorabili, come granelli di sabbia in una clessidra. La stessa sabbia del deserto dove la <strong>strage</strong> non sembra finire mai.</p>
<p>La guerra in Yemen è un abisso di disperazione. Bombardamenti che colpiscono i civili, carestia, epidemie di colera, profughi che cercano la via disperata del mare. In quello stretto di Bab el Mandeb che, per tragica ironia del destino, significa proprio &#8220;porta del lamento&#8221;.</p>
<p>La coalizione a guida saudita non cessa di colpire indistintamente sulla popolazione yemenita dove si pensa che si annidino i <strong>ribelli houti</strong>. Negli ultimi quattro giorni, gli aerei della coalizione araba hanno ucciso almeno<strong> 45 civili</strong>, compresi donne e bambini. Secondo le Nazioni Unite, le vittime sono state tutte causate da tre raid, compiuti tra venerdì 20 e domenica 22 aprile nei governatorati di Taiz e Hajja. Venerdì, il primo attacco: un<strong> aereo saudita</strong> ha bombardato un veicolo civile che viaggiava nel distretto di Mawza, nel governatorato di <strong>Taiz</strong>. Tutti morti innocenti, tutte vittime civili. Nella stessa zona, un altro bombardamento della coalizione araba, ha ucciso altri 21 civili, tra cui cinque bambini.</p>

<p>[Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;905&#8243; gal_title=&#8221;RAID SAUDITA A HAJJAH&#8221;]</p>
<p>Domenica, <a style="color: #0000ff" href="http://www.occhidellaguerra.it/raid-saudita-matrimonio/">la carneficina del matrimonio a Bani Qais</a>, nel governatorato di <strong>Hajja</strong>. Almeno 19 persone, tutte che festeggiavano le nozze, sono state barbaramente uccise nel raid. Altre fonti parlano di un numero di morti che oscilla tra le 23 e le 33. Ma sono inermi che non descrivono la tragedia. Sono solo numeri, che siamo abituati ormai ad osservare come fossimo di fronte a un inquietante segnapunti.</p>
<p>In quel matrimonio, il sangue ha colpito tutte vittime inermi. Questa non è una guerra, è una barbarie. E le immagini della carneficina dovrebbero essere viste da tutti coloro che stanno facendo in modo che questo orrore continui. In particolare un&#8217;immagine: un <strong>video</strong> di circa un minuto di un bimbo, ferito alle gambe, che piange accanto al cadavere del padre. I medici e i soccorritori cercano di spostarlo dal corpo del papà, ma lui non si sposta. Lo sguardo sgomento e denutrito già dice tutto. Non c&#8217;è sentenza che possa condannare chi ha commesso un tale crimine.</p>

<style>.embed-container{position:relative;padding-bottom:56.25%;height:0;overflow:hidden;max-width:100%}.embed-container iframe,.embed-container object,.embed-container embed{position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%}</style><div class="embed-container"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/TuzQugRCxFo" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<p>Come si può continuare ad ammettere che in quel Paese continuino ad avvenire certe efferatezze? Di fronte a queste scene, di fronte a u migliaia di bambini morti di colera o di malnutrizione, gridano vendetta davanti al cielo gli editoriali di quei pontefici del mainstream che tessono le lodi di un principe saudita che si presenta come il nuovo perché apre gli stadi alle donne e i cinema in città. Dove sono quegli opinionisti che parlano di <strong>Ghouta</strong>? E perché in molti tacciono sullo Yemen?</p>
<p>C&#8217;è evidentemente qualcosa di sinistro. Non si può attaccare apertamente un alleato dell&#8217;Occidente come l&#8217;Arabia Saudita. Né si può attaccare la coalizione da lei capeggiata, comprensiva di Emirati Arabi Uniti e interventi delle forze speciali occidentali. È una guerra sporca che non può, evidentemente, essere raccontata troppo bene, perché <strong>gli interessi sono troppi</strong>. Ma se la compassione la fa da padrona quando gli &#8220;elmetti bianchi&#8221; mandano video di presunti attacchi chimici, deve esserci la stessa compassione di fronte a questi innocenti. </p>

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		<title>Ecco il piano di bin Salman per uscire dallo Yemen</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/piano-bin-salman-uscire-dallo-yemen.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Dec 2017 15:44:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Coalizione saudita]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Yemen]]></category>
		<category><![CDATA[houthi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="690" height="388" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/saudi-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/saudi-2.jpg 690w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/saudi-2-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/saudi-2-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 690px) 100vw, 690px" /></p>
<p>Mohammed bin Salman vuole porre termine al conflitto in Yemen. Marzo 2015, le forze sciite Houthi provano a estendere la loro zona d’influenza fino alla città di Aden. Lì si trova rifugiato l’ex Presidente ʿAbd Rabbih Manṣūr Hādī, che constatata la piega della situazione decide di rifugiarsi in Arabia Saudita. Il giorno dopo scatterà il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/piano-bin-salman-uscire-dallo-yemen.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="690" height="388" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/saudi-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/saudi-2.jpg 690w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/saudi-2-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/saudi-2-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 690px) 100vw, 690px" /></p><p>Mohammed bin Salman vuole porre termine al conflitto in Yemen. Marzo 2015, le forze sciite Houthi provano a estendere la loro zona d’influenza fino alla città di Aden. Lì si trova rifugiato l’ex Presidente ʿAbd Rabbih Manṣūr Hādī, che constatata la piega della situazione decide di rifugiarsi in Arabia Saudita. Il giorno dopo scatterà il primo blitz dell’aviazione di Riyad contro gli sciiti Houthi e prenderà così avvio la sanguinosissima guerra in Yemen.</p>
<p>Un conflitto brutale e infinito</p>
<p>L’Arabia Saudita, che ha sempre considerato lo Yemen come un fidato alleato se non addirittura “cortile di casa”, pensava di poter risolvere il conflitto a proprio favore in breve tempo. E invece la situazione è rimasta in stallo per più di due anni. Gli houthi hanno infatti beneficiato dell’appoggio iraniano e sono così riusciti a mantenere il controllo della capitale Sana’a. D’altra parte le metodologie di guerra saudite, più volte condannate da <a href="https://www.hrw.org/middle-east/n-africa/yemen">organizzazioni non governative</a>, hanno radicalizzato il risentimento sciita e in qualche modo compattato anche il fronte della resistenza.</p>
<p>Due anni e mezzo di guerra senza esito hanno ormai demotivato le antiche ambizioni di casa Saud. Complice una situazione finanziaria non ottimale, considerato il continuo ribassamento del prezzo del petrolio, i sauditi potrebbero ora decidere di disimpegnarsi dal conflitto. Riyad tuttavia non può mostrare segni di debolezza in un momento in cui si sta riscrivendo l’ordine geopolitico in Medio Oriente. Uscire in maniera netta dallo Yemen equivarrebbe ad una ritirata. Una soddisfazione  all’Iran che l’Arabia Saudita non vuole assolutamente concedere.</p>
<p>Una nuova pedina nelle mani di bin Salman</p>
<p>Così il Presidente  Ali Abdullah Saleh, finora alleato dei ribelli sciiti houthi, potrebbe essere la pedina giusta per Riyad. Già lo scorso settembre si erano infatti <a href="http://www.occhidellaguerra.it/yemen-gli-scontri-ribelli-favoriscono-sauditi/">registrati</a> degli scontri tra l’esercito di Saleh e i miliziani houthi. Qualche schermaglia e niente di più. Lo scorso sabato, però, Saleh pare aver ufficialmente chiuso qualsiasi tipo di rapporto con gli Houthi. “I cittadini dello Yemen hanno provato a tollerare l’incoscienza degli houthi durante questi due anni e mezzo, ma ora non possono più. Mi sono appellato ai nostri fratelli nei Paesi confinanti affinché pongano fine all’aggressione e al blocco navale e cambieremo pagina”, <a href="http://www.aljazeera.com/news/2017/12/yemen-houthi-saleh-alliance-collapse-171204070831956.html">ha dichiarato</a> Saleh alla televisione yemenita.</p>

<p>Un discorso piuttosto chiaro che segna un punto di svolta storico nell’andamento del conflitto. Secondo <a href="http://www.aljazeera.com/news/2017/12/yemen-houthi-saleh-alliance-collapse-171204070831956.html">al Jazeera</a> la decisione di Saleh non sarebbe però stata presa in maniera indipendente. Alcuni ufficiali yemeniti interpellati dall’emittente qatariota avrebbero dato per certo come Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita avessero già pianificato tutto. In pratica Riyad avrebbe cessato il suo appoggio all’ex Presidente Hadi, attualmente ancora residente a Riyad, per supportare Saleh.</p>
<p>Il piano sarebbe stato confezionato a Dubai tra bin Salman e alti rappresentanti degli Emirati Arabi Uniti. In questo modo il conflitto in Yemen terminerebbe ufficialmente per la fine dell’alleanza tra Houthi e Saleh, salvando così la faccia all’Arabia Saudita. A conferma di ciò ci sarebbe poi la notizia delle condizioni dell’ex Presidente Hadi, che secondo <a href="http://www.aljazeera.com/news/2017/11/hadi-killed-leaves-saudi-yemen-official-171111193442344.html">alcuni media</a> sarebbe ormai ridotto al ruolo di mero prigioniero in Arabia Saudita. La fine ormai imminente della guerra in Yemen toglierebbe così un grosso onere alle finanze di Riyad. Bin Salman può ora concentrarsi contro lo storico rivale iraniano. </p>
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