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	<title>classe Kilo Archives - InsideOver</title>
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	<title>classe Kilo Archives - InsideOver</title>
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		<title>Le navi russe al largo della Sardegna e due fregate italiane che le controllano</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/le-navi-russe-al-largo-della-sardegna-e-due-fregate-italiane-che-le-controllano.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 05:54:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[classe Kilo]]></category>
		<category><![CDATA[Fregate Fremm]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Militare Italiana]]></category>
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<p>La Marina Militare domenica ha inviato una seconda fregata per monitorare le navi russe al largo della Sardegna</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/G_mc2PAXwAAWQOM.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/G_mc2PAXwAAWQOM.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/G_mc2PAXwAAWQOM-300x160.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/G_mc2PAXwAAWQOM-1024x546.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/G_mc2PAXwAAWQOM-768x410.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/G_mc2PAXwAAWQOM-1536x819.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/G_mc2PAXwAAWQOM-600x320.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Domenica 8 febbraio, la <strong>Marina Militare italiana</strong> ha inviato una seconda fregata di classe Bergamini (o tipo FREMM) per sorvegliare il piccolo gruppo navale russo che sta incrociando poco al largo della coste orientale della Sardegna dal 4 febbraio. </p>



<p>Nave “<strong>Emilio Bianchi</strong>” è stata distaccata temporaneamente dall&#8217;operazione Mediterraneo Sicuro (nota sino ad agosto 2022 come Mare Sicuro), la quale vede il dispiegamento di un dispositivo militare marittimo che può contare sino a 6 tra navi e sommergibili, col supporto dei velivoli organici delle unità navali e dei velivoli della Marina Militare e dell’Aeronautica Militare basati a terra, per assicurare attività di presenza e sorveglianza, <strong>in applicazione della legislazione nazionale e dei vigenti accordi internazionali, in particolare per quanto riguarda i traffici da e verso la Libia. </strong>Tra i compiti di Mediterraneo Sicuro hanno particolare rilevanza la difesa delle linee di comunicazione marittime, il controllo del dominio subacqueo, la salvaguardia delle attività economiche di interesse in alto mare, la protezione delle flotte nazionali, mercantile e peschereccia, nonché dei mezzi appartenenti ad altri corpi dello Stato.</p>



<p>Nave “Bianchi”, per come l&#8217;abbiamo osservata tramite il suo AIS (<em>Automatic Identification System</em>), ha effettuato un pattugliamento della zona interessata dalla presenza di unità navali russe affiancandosi così a nave “Spartaco Schergat”, fregata ASW (<em>Anti Submarine Warfare</em>) <em>Enhanced </em>come la precedente, che sta monitorando <strong>il gruppo navale russo composto da un cacciatorpediniere classe Udaloy, un cargo e una cisterna</strong> da quando hanno improvvisamente virato verso la Sardegna dalla loro rotta originale.</p>



<p>Le navi russe sono state inizialmente prese in carico dal dispositivo navale della <strong>NATO SNMG2</strong> (<em>Standing Maritime Group 2</em>) almeno dal 26 gennaio scorso, quando l&#8217;Alleanza ne ha dato comunicazione ufficiale. Dello SNMG2 fa parte ancora un&#8217;altra fregata nazionale, nave “Virginio Fasan”. Nella foto pubbliche rilasciate dalla NATO a quel tempo, si può riconoscere il cacciatorpediniere “<strong>Severomorsk</strong>”, la cisterna “<strong>Kaman</strong>” e il sottomarino della classe Kilo migliorata (project 636.3) “<strong>Krasnodar</strong>”, in rotta verso il porto siriano di Tartus. A fine gennaio, il gruppo di navi da guerra di Mosca si trovava a Sud-Est della Sicilia.</p>



<p><strong>La presenza del “Krasnodar” in queste acque è più che di routine. </strong>Dal suo debutto in combattimento nel 2017, quando lanciò missili da crociera “Kalibr” dal Mediterraneo verso la Siria, il sottomarino è diventato uno strumento chiave nella proiezione della Russia di capacità di attacco a lungo raggio al di fuori delle sue tradizionali zone operative. Nel contesto di crisi internazionale del 2026, questo dispiegamento riflette una spinta strategica per sfidare il predominio marittimo della NATO e affermare la propria influenza su infrastrutture vitali. L&#8217;intensificazione della posizione navale russa, inclusa la raccolta di informazioni in prossimità di cavi sottomarini in fibra ottica, infrastrutture petrolifere e attività della flotta NATO, <strong>aumenta il rischio di un più ampio confronto su interessi vitali. </strong>L&#8217;impiego del “Severomorsk” a fianco del sottomarino amplifica tale segnale.</p>



<p>Lungo la rotta di ritorno da Tartus – destinazione Russia via Gibilterra – la squadra navale ha scortato il cargo “<strong>Sparta IV</strong>”, probabilmente dopo che quest&#8217;ultimo ha caricato in Siria equipaggiamento relativo al ritiro delle forze russe in quel Paese una volta saltati gli accordi col nuovo governo di Damasco. </p>



<p>Come accennato, il 4 febbraio le navi russe hanno improvvisamente e inusualmente virato verso Nord mentre erano in transito nel Canale di Sicilia, dirigendosi verso il Tirreno occidentale al largo delle coste della <strong>Sardegna</strong>, e una volta raggiunta una posizione più o meno centrale rispetto alla nostra isola maggiore, hanno iniziato una lento e continuo andirivieni in una posizione al di fuori del limite delle acque territoriali (12 miglia nautiche) ma dentro quello della zona contigua (24 miglia nautiche).</p>



<p>Questa improvvisa deviazione di rotta ha innescato la risposta della difesa nazionale che ha mobilitato i suoi assetti aerei e navali per il monitoraggio delle navi russe: oltre alla già citata fregata “Schergat”, che segue le navi da giorni, sono entrati in azione velivoli da pattugliamento P-72A e B e <a href="https://www.itamilradar.com/2026/02/09/an-update-on-the-russian-naval-group-operating-off-sardinia/">Beechcraft B.350ER</a> dell&#8217;<strong>Aeronautica Militare</strong>. </p>



<p>In questi ultimi giorni si è speculato parecchio sulla motivazione di quell&#8217;improvviso, strano, cambio di rotta delle navi russe, e ora cerchiamo di dare una spiegazione in base ai dati che abbiamo raccolto. Una possibilità è l&#8217;intenzione di <strong>creare una certa pressione – o quantomeno un disagio – per un Paese NATO</strong>, costretto a mantenere una sorveglianza continua, e quindi osservarne i tempi di reazione, le modalità e financo le metodologie di comunicazione. Un&#8217;altra è che <strong>le condizioni del cargo “Sparta IV” potrebbero non essere ottimali</strong> per affrontare anche un mare moderatamente agitato. </p>



<p>A partire dalla scorsa settimana, infatti, una serie di importanti perturbazioni di origine atlantica ha cominciato a flagellare il Mediterraneo Occidentale, con un <strong>susseguirsi di tempeste</strong> che hanno determinato anche la chiusura dei terminal merci nei porti di quella regione. Probabilmente il cargo russo, in determinate condizioni di carico oppure per la natura del carico stesso, non è in grado di tenere il mare molto agitato e si è preferito restare al riparo della Sardegna in attesa che passi la tempesta. In alternativa, la decisione potrebbe essere legata proprio alla natura del carico trasportato dalla nave, ma non si capisce per quale motivo i russi possano sentirsi più al sicuro in acque prospicienti il territorio nazionale piuttosto che lungo il resto della loro rotta, data la pesante scorta al cargo.</p>



<p>Da <strong>escludere totalmente</strong>, invece, è la possibilità che siano in quella zona per un qualche tipo di attività di spionaggio (o peggio sabotaggio) sui cavi sottomarini: i collegamenti tra Sardegna e continente si trovano a Cagliari e Olbia/Golfo di Aranci, mentre i cavi posati in senso Nord-Sud nel Tirreno sono molto più a Est, in mare aperto. Probabilmente i cavi c&#8217;entrano ma non nel senso appena confutato: <strong>i russi sanno che lì non ce ne sono</strong>, così come lo sa la nostra Difesa, pertanto per non innescare ulteriori tensioni hanno deciso di posizionarsi in quel particolare braccio di mare.</p>



<p>In ogni caso, e quale che sia il vero motivo, le navi di Mosca hanno attivato la risposta dello strumento aeronavale nazionale oltre a quello della NATO, e la Marina Militare ha mandato un segnale inequivocabile distaccando nave “Bianchi” dalla sua normale missione di routine al largo della Libia.</p>



<p><strong>&#8211; AGGIORNAMENTO-</strong></p>



<p>La flottiglia russa nella serata di ieri, lunedì 9 febbraio, ha <strong>lasciato il Tirreno</strong> occidentale dirigendosi verso il Canale di Sicilia per riprendere la rotta originaria verso Gibilterra, sotto continua scorta di nave &#8220;Schergat&#8221;. A quanto risulta le condizioni meteo nel Mediterraneo occidentale sono migliorate al punto da poter far riprendere il viaggio alle navi di Mosca</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/le-navi-russe-al-largo-della-sardegna-e-due-fregate-italiane-che-le-controllano.html">Le navi russe al largo della Sardegna e due fregate italiane che le controllano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Novorossijsk, un altro colpo ucraino contro la flotta russa</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/novorossijsk-un-altro-colpo-ucraino-contro-la-flotta-russa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2025 06:06:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[classe Kilo]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Nero]]></category>
		<category><![CDATA[Voenno-morskoj Flot (Flotta Russa)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="641" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G8Y93iYWwAAy5sh.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G8Y93iYWwAAy5sh.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G8Y93iYWwAAy5sh-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G8Y93iYWwAAy5sh-1024x513.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G8Y93iYWwAAy5sh-768x385.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G8Y93iYWwAAy5sh-600x300.jpg 600w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>L'attacco ucraino a Novorossisjk ha menomato ulteriormente la flotta russa nel Mar Nero decimando la sua potenza di fuoco.</p>
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<p>Lunedì 15 dicembre, il Servizio di Sicurezza Ucraino (SBU) ha <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/lintelligence-kiev-colpisce-ancora-affondato-sottomarino-2583523.html">attaccato</a> il porto di <strong>Novorossijsk </strong>– nella regione di Krasnodar – diventato sede di ciò che resta della <strong>Flotta Russa del Mar Nero</strong> con un nuovo tipo di drone killer sottomarino denominato “Sub Sea Baby”.</p>



<p>L&#8217;azione ha coinvolto un sottomarino di classe “<strong>Improved Kilo II</strong>” secondo la denominazione NATO (project 636.3 secondo i russi) ormeggiato lungo la banchina che separa il porto dal mare aperto, e dalle immagini satellitari emerse recentemente si può osservare il risultato dell&#8217;esplosione, che ha distrutto una parte importante della banchina vicino al battello. <strong>Non si è trattato quindi di un colpo diretto a poppavia lungo lo scafo</strong>, sul lato di dritta, come originariamente si era pensato dal video emerso a poca distanza dall&#8217;attacco, bensì di un “<em>near miss</em>”, ovvero di un colpo mancato di poco.</p>



<p>La <strong>valutazione dei danni</strong> al momento non è possibile, ma sebbene la propaganda russa riferisca che il sottomarino non ne abbia subiti, essa è poco credibile per le stesse dinamiche dell&#8217;attacco e per la dinamica dei fluidi. La carica bellica del “Sub Sea Baby” è stata sufficiente a distruggere la banchina portuale con un&#8217;esplosione subacquea, generando un&#8217;<strong>onda d&#8217;urto distruttiva a poca distanza dal battello</strong>: l&#8217;acqua ha una densità circa mille volte superiore rispetto a quella dell&#8217;aria, e date le sue caratteristiche di incomprimibilità, l&#8217;onda d&#8217;urto di un&#8217;esplosione subacquea – oltre a propagarsi più rapidamente – ha effetti maggiori rapportati a quelli di un&#8217;esplosione in atmosfera a parità di quantità di esplosivo utilizzato. Ciò significa che trovandosi alla stessa distanza da un&#8217;esplosione subacquea e da una subaerea, si subiscono più danni dalla prima rispetto alla seconda. Ovviamente l&#8217;attenuazione dell&#8217;onda in funzione della distanza è altresì diversa. <strong>Essendo l&#8217;esplosione del drone ucraino avvenuta a poca distanza dal battello</strong>, sebbene non ci si trovi davanti a un colpo diretto – che avrebbe potuto provocare l&#8217;affondamento del sottomarino – possiamo ipotizzare con un certo grado di sicurezza che l&#8217;unità abbia subito <strong>danni relativamente gravi</strong> a bordo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le conseguenze dell&#8217;esplosione</h2>



<p>L&#8217;esplosione, da quello che si è potuto osservare, ha interessato la zona poppiera del battello, pertanto è ipotizzabile che <strong>elica e relativo asse</strong> abbiano subito danni che necessiteranno di essere riparati in bacino di carenaggio, ed è anche probabile che i <strong>sensori</strong> di bordo abbiano subito danneggiamenti di qualche tipo. Non esistono foto del battello di prima e dopo l&#8217;esplosione, quindi non è possibile osservarne la linea di galleggiamento e stabilire se ci sia stato allagamento di qualche scompartimento. Sicuramente lo scafo esterno si sarà deformato e anche le <strong>timonerie </strong>presenti a poppa prima del mozzo dell&#8217;elica. Questi danni non potranno essere riparati a Novorossijsk, che <a href="https://it.insideover.com/guerra/attacco-ucraino-a-sebastopoli-cosa-puo-cambiare-dopo-il-blitz-di-kiev.html">non possiede strutture idonee</a> – manca di bacini di carenaggio – pertanto il battello dovrà essere trasportato a Sebastopoli, quindi trovarsi più esposto agli attacchi aerei ucraini, oppure messo fuori servizio. Il battello, come tutte le unità da guerra dei belligeranti, non potrà nemmeno attraversare gli stretti del Bosforo e dei Dardanelli, chiusi dalla Turchia secondo le norme della <strong>Convenzione di Montreux</strong>, quindi non potrà raggiungere i porti russi del Baltico o del Nord per le riparazioni. </p>



<p>La Russia ha un sistema fluviale/artificiale che connette il Mar Nero al Mar Baltico (la via Don-Volga-Baltico) ma è <strong>impraticabile </strong>per le unità navali di medie/grandi dimensioni come un sottomarino della classe Kilo, a meno di importanti, costose e dispendiose in termini di tempo, modifiche alla stessa via d&#8217;acqua. Di conseguenza, il sottomarino danneggiato a Novorossijsk rappresenta <strong>una perdita irreversibile</strong> per tutta la durata della guerra, indipendentemente dal suo status formale sulla carta. Ciò che rimane poco chiaro è quale battello sia stato colpito, se il B-265 “Krasnodar”, il B-268 “Velikij Novgorod” o il B-271 “Kolpino”, gli unici rimasti in servizio nel Mar Nero dopo la messa fuori combattimento del B-237 “Rostov sul Don” per opera di un missile da crociera ucraino a settembre del 2023 mentre era in bacino a Sebastopoli, ma qualunque sia il caso, il risultato è lo stesso: un sottomarino in meno con <strong>capacità di lancio di missili da crociera</strong> da attacco terrestre/antinave “Kalibr” a disposizione della Flotta Russa del Mar Nero.</p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🇷🇺BSF: NOVOROSSIYSK🇷🇺<br>0.5M📷 from 1 Oct 2023. If ever there were a good time to hit Novo&#8230;<br>2x Grigorovich<br>1x Krivak<br>URSA MAJOR (back from Tartus, still loaded)<br>all in close proximity + ⬇️⬇️<br>3x KILO<br>3x Ropucha<br>1x Pr. 22160<br>1x Pr. 21631<br>1x Ivan Gren<br>1x Alligator <a href="https://t.co/35pCVEHEwo">pic.twitter.com/35pCVEHEwo</a></p>&mdash; MT Anderson (@MT_Anderson) <a href="https://twitter.com/MT_Anderson/status/1708649952996688039?ref_src=twsrc%5Etfw">October 2, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Le capacità della flotta russa</h2>



<p>Questo ci porta direttamente all&#8217;aggiornamento delle capacità della flotta di Mosca in quello specchio d&#8217;acqua. Come sappiamo, il comando della marina russa ha stabilito, a fronte dei continui attacchi aerei ucraini, di spostare il grosso della flotta <strong>da Sebastopoli a Novorossijsk</strong> tra la fine di settembre e l&#8217;inizio di ottobre del 2023: essa consisteva in due fregate classe Admiral Grigorovich, una Krivak, tre sottomarini classe Kilo, tre navi da sbarco classe Ropucha, una nave da assalto anfibio classe Alligator e una di classe Ivan Gren, e due corvette lanciamissili. Sei piccole imbarcazioni lanciamissili e diverse navi ausiliarie sono state invece spostate nel porto civile di Feodosia, circa 150 chilometri a Est di Sebastopoli. </p>



<p>Novorossijsk invece si trova a circa 350 chilometri a Est di Sebastopoli. Questa decisione già di per sé rappresenta una <strong>limitazione operativa</strong> e concede all&#8217;Ucraina maggior capacità di risposta agli attacchi marittimi. La Russia, all&#8217;indomani dell&#8217;invasione, aveva trasferito nel Mar Nero da altri distretti militari marittimi (Baltico, Nord) sei grandi navi anfibie, portando così il raggruppamento di navi da sbarco presente nel Mar Nero a tredici unità. Insieme, esse potevano trasportare fino a 5.500 soldati, 100 carri armati e 145 veicoli trasporto truppe. <strong>L&#8217;Ucraina ha</strong> <strong>attaccato pesantemente</strong> la Flotta del Mar Nero arrivando a eliminarla come minaccia dal punto di vista dello sbarco anfibio e della capacità di interdizione marittima: nel corso del conflitto le forze di Kiev hanno affondato o messo fuori combattimento l&#8217;incrociatore “Moskva” della classe Atlant, nave ammiraglia della flotta, una nave anfibia classe Alligator, tre Ropucha, due corvette e una serie di unità minori tra cui anche una nave per intelligence, oltre al già citato sottomarino classe Kilo.</p>



<p>L&#8217;ultimo attacco ucraino ha costretto il comando della flotta a prendere un drastico provvedimento rappresentato dalla <strong>chiusura del porto di Novorossijsk</strong>: immagini satellitari riprese il 17 dicembre mostrano che l&#8217;imboccatura del porto è stata bloccata con l&#8217;affondamento di tre pontoni galleggianti, portando quindi all&#8217;imbottigliamento di tutte le navi da guerra ormeggiate, ovvero quello che è rimasto della Flotta del Mar Nero. Si tratta ovviamente di una <strong>misura provvisoria</strong>, volta a prevenire ulteriori attacchi con droni sottomarini, in attesa di trovare una soluzione definitiva per la protezione del naviglio ormeggiato o alla fonda nel porto. </p>



<p>In ogni caso l&#8217;azione ucraina del 15, e la reazione russa, certifica una volta di più due evidenze: la Flotta Russa del Mar Nero <strong>ha perso circa il 66% del suo potenziale bellico</strong> (<a href="https://www.oryxspioenkop.com/2022/03/list-of-naval-losses-during-2022.html">23 unità</a> di vario tonnellaggio complessivamente), che in termini militari rappresenta trovarsi nell&#8217;<strong>impossibilità di combattere</strong>, e le azioni marittime asimmetriche, ovvero l&#8217;utilizzo di unità sottili, droni di varia natura, sistemi missilistici e ove possibile cacciabombardieri sono efficaci per eliminare la minaccia di una flotta d&#8217;altura come quella russa in determinate condizioni di teatro (flotta “rinchiusa” in un mare periferico/chiuso e con il giusto apporto di <em>situational awareness</em>).</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/novorossijsk-un-altro-colpo-ucraino-contro-la-flotta-russa.html">Novorossijsk, un altro colpo ucraino contro la flotta russa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;avaria di un sottomarino Kilo II e le strategie della flotta russa per restare nel Mediterraneo</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/lavaria-di-un-sottomarino-kilo-ii-e-le-strategie-della-flotta-russa-per-restare-nel-mediterraneo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Sep 2025 23:34:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[classe Kilo]]></category>
		<category><![CDATA[Flotta russa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="744" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Sottomarino-russo-La-Presse-e1568355180348.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Russia marina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Sottomarino-russo-La-Presse-e1568355180348.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Sottomarino-russo-La-Presse-e1568355180348-300x116.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Sottomarino-russo-La-Presse-e1568355180348-768x298.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Sottomarino-russo-La-Presse-e1568355180348-1024x397.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'ultimo sottomarino russo classe Kilo presente nel Mediterraneo ha avuto una grave avaria mentre stava dirigendosi verso Gibilterra</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/lavaria-di-un-sottomarino-kilo-ii-e-le-strategie-della-flotta-russa-per-restare-nel-mediterraneo.html">L&#8217;avaria di un sottomarino Kilo II e le strategie della flotta russa per restare nel Mediterraneo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p><br><br><br>Secondo quanto racconta il canale Telegram russo <em>VChK-OGPU</em>, un sottomarino <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/sottomarino-russo-avvistato-nel-canale-della-manica-diretto-nel-baltico.html">classe Kilo II</a></strong> (o Kilo migliorata) appartenente alla Flotta del Mar Nero, il “Novorossijsk”, ha subito una <strong>grave avaria</strong> mentre era in navigazione per uscire dal Mediterraneo. A causa di danni al sistema di alimentazione il carburante si sarebbe diffuso direttamente nella sentina. Viene riportato che a bordo non ci sarebbero pezzi di ricambio per le riparazioni, né specialisti qualificati in grado di effettuarle, pertanto, dato che l&#8217;accumulo di carburante rappresenta un fattore di rischio esplosione elevato, a quanto risulta sarebbe stata presa la decisione di scaricare il carburante in mare.</p>



<p>Da quanto sappiamo da fonti OSINT il battello ha attraversato lo Stretto di Gibilterra (in emersione) il <strong>26 settembre</strong>, per dirigersi verso i porti russi del Nord. Il “Novorossijsk” era l&#8217;unico sottomarino che Mosca avesse ancora nel Mediterraneo, e in questo momento si può affermare che non esista più una flotta russa presente nella regione. <a href="https://www.itamilradar.com/2025/09/24/russian-navy-continues-its-withdrawal-from-the-mediterranean/">Attualmente</a>, infatti, a parte la petroliera “Kola” che opera nel Mare di Alboran, l&#8217;unica nave da guerra russa rimasta è la corvetta della classe Steregushchy “Boiky”, che è rientrata nel Mediterraneo pochi giorni fa per scortare la nave cargo “Sparta IV” nel suo viaggio verso Est, molto probabilmente diretta al porto siriano di <strong>Tartus</strong>.</p>



<p>All&#8217;inizio della guerra in Ucraina, nel Mediterraneo la Flotta Russa del Mar Nero schierava <strong>10 unità da guerra</strong>, tra cui due sottomarini e due incrociatori – il &#8220;Marshal Ustinov&#8221; e il &#8220;Varyag&#8221; della classe Slava, o Atlant per i russi – insieme ai loro Gruppi d&#8217;Azione di Superficie. <strong>Da allora, si è assistito a un lento ma costante ritiro dalla regione</strong>, prima da parte delle principali unità da combattimento di superficie e poi delle restanti navi, lasciando il Mediterraneo privo di una presenza russa significativa a causa della mancanza di una base operativa permanente, ovvero quella siriana di Tartus, nonostante il ritiro fosse già iniziato prima ancora della perdita dell&#8217;unico scalo russo nel Mare Nostrum. Oggi, con una sola unità minore ancora in mare, si può affermare a tutti gli effetti che <strong>la minaccia rappresentata da una forza navale russa nel Mediterraneo non esiste più</strong>, almeno per ora.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Per Mosca obiettivo Libia e Sudan</h2>



<p>La perdita della possibilità di appoggiarsi in Siria, dato il recente cambio di regime a Damasco, ha levato un importante <strong>punto di appoggio tecnico</strong> per le unità della Flotta del Mar Nero presenti nel Mediterraneo, restate così imbottigliate in un mare diventato di difficile praticabilità a causa dell&#8217;impossibilità di attraversare gli stretti del Bosforo e dei Dardanelli e della lontananza dei porti russi della Flotta del Nord e del Baltico. La Turchia, infatti, con lo scoppio delle ostilità in Ucraina ha applicato la <strong>Convenzione di Montreux</strong> (1936) proibendo il passaggio attraverso quegli stretti al naviglio militare dei Paesi belligeranti. Le unità russe presenti nel Mar Mediterraneo, si sono così trovate impossibilitate a raggiungere gli scali del Mar Nero (Sebastopoli – Novorossijsk) per effettuare le riparazioni più importanti, e hanno potuto contare solo sullo scalo di Tartus per quelle leggere e per i rifornimenti. Ora che <strong>il nuovo governo di Damasco ha cancellato l&#8217;accordo di utilizzo della base navale da parte russa</strong>, le unità da guerra si vedono costrette a effettuare un lunghissimo viaggio anche solo per effettuare la manutenzione di routine che è impossibile svolgere in mare.</p>



<p>Bisogna ricordare anche che <strong>il porto di Sebastopoli, in Crimea, ha subito pesanti attacchi da parte ucraina</strong>, che hanno anche danneggiato i bacini di carenaggio, quindi la capacità di supportare le esigenze della Flotta del Mar Nero si sono notevolmente ridotte, mentre a Novorossijsk la base navale non ha installazioni di riparazione paragonabili a quelle di Sebastopoli, pertanto i lavori di manutenzione non possono essere effettuati in modo completo e accurato. <strong>Non è da escludere che il comando della Flotta Russa possa inviare qualche tipo di sottomarino a propulsione nucleare nel Mediterraneo</strong>, come già fatto nel recentissimo passato, per continuare a tenere il fianco meridionale dell&#8217;Alleanza Atlantica sotto pressione e dare un segnale di continuità ai partner che ha nella regione.</p>



<p>Proprio parlando di questi ultimi, Mosca sta da tempo cercando un accordo con la <strong>Libia</strong> del generale Khalifa Haftar per ottenere l&#8217;utilizzo di un porto in Cirenaica, e continuare ad avere una presenza navale stabile nel Mediterraneo, ma <strong>per il momento da Tobruk è riuscita a ottenere una base aerea al confine col Sudan</strong> e il Ciad (al-Serra). Non bisogna nemmeno dimenticare che Mosca è tornata prepotentemente a cercare un accordo, proprio col Sudan, per avere uno scalo permanente sul Mar Rosso e così porsi direttamente sulla via di navigazione più trafficata al mondo: la direttrice Gibilterra – Bab el-Mandeb.</p>



<p>Parlare quindi di generale cessazione della minaccia russa nel Mediterraneo, nonostante l&#8217;arretramento delle sue forze navali, è quindi prematuro considerando i rapporti che Mosca sta intessendo col Sudan ma soprattutto con la Libia di Haftar: il rischio di vedere una base navale russa – con annesse unità lanciamissili da crociera – a poche centinaia di chilometri dalla Sicilia resta reale.</p>
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		<title>Nuovi sottomarini classe Kilo per la Flotta del Nord: così la Russia blinda il fronte Artico</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/nuovi-sottomarini-classe-kilo-per-la-flotta-del-nord-cosi-la-russia-blinda-il-fronte-artico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jul 2023 11:59:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[classe Kilo]]></category>
		<category><![CDATA[flotta del nord]]></category>
		<category><![CDATA[Voenno-morskoj Flot (Flotta Russa)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1260" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Agenzia_Fotogramma_IPA5251246-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Agenzia_Fotogramma_IPA5251246-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Agenzia_Fotogramma_IPA5251246-scaled-600x394.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Agenzia_Fotogramma_IPA5251246-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Agenzia_Fotogramma_IPA5251246-1024x672.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Agenzia_Fotogramma_IPA5251246-768x504.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Agenzia_Fotogramma_IPA5251246-1536x1008.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Agenzia_Fotogramma_IPA5251246-2048x1344.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La flotta russa ha firmato un contratto per la costruzione di sei nuovi sottomarini classe Kilo da assegnare alla Flotta del Nord</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/nuovi-sottomarini-classe-kilo-per-la-flotta-del-nord-cosi-la-russia-blinda-il-fronte-artico.html">Nuovi sottomarini classe Kilo per la Flotta del Nord: così la Russia blinda il fronte Artico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1260" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Agenzia_Fotogramma_IPA5251246-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Agenzia_Fotogramma_IPA5251246-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Agenzia_Fotogramma_IPA5251246-scaled-600x394.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Agenzia_Fotogramma_IPA5251246-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Agenzia_Fotogramma_IPA5251246-1024x672.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Agenzia_Fotogramma_IPA5251246-768x504.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Agenzia_Fotogramma_IPA5251246-1536x1008.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Agenzia_Fotogramma_IPA5251246-2048x1344.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <em><strong>Voenno-Morskoj Flot</strong></em> (Vmf), la marina militare russa, ha firmato un contratto con la <strong>United Shipbuilding Corporation</strong> – colosso di Stato che raccoglie la quasi totalità dei cantieri navali russi – per la costruzione di sei nuovi sottomarini a propulsione convenzionale <em>hunter/killer</em> (Ssk) classe 636.3, altrimenti detta “<strong>Kilo migliorata</strong>” nel mondo occidentale. </p>



<p>La notizia è stata diffusa dal <em><a href="https://thebarentsobserver.com/en/security/2023/07/new-submarine-northern-fleet-will-be-named-mariupol" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Barents Observer</a></em>, che riporta anche come il contratto dei primi tre battelli sia stato firmato durante il forum militare Army-2022, ad agosto del 2022. Attualmente la Vmf ha in servizio dieci unità classe Kilo migliorata, e queste nuove saranno le prime ad entrare in linea nella <strong>Flotta del Nord</strong>. Secondo quanto riferito, il primo battello sarà impostato nel 2024 presso il cantiere navale “Ammiragliato” di San Pietroburgo e dovrebbe prendere il nome di “<strong>Mariupol</strong>”, e anche gli altri cinque riceveranno nomi di territori ucraini occupati. </p>



<p>Molto probabilmente questa scelta, che potrebbe apparire discutibile, è stata determinata da due fattori legati al conflitto in atto: i sottomarini Kilo della <strong>Flotta del Mar Nero</strong> hanno un ruolo centrale nelle operazioni belliche in quanto piattaforme di lancio di missili da crociera tipo “<strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/missili-kalibr-in-azione-cosa-si-nasconde-dietro-il-nuovo-raid-russo.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Kalibr</a></strong>” (3M-54) insieme alle fregate della classe “Admiral Grigorovich”, inoltre la Russia ha impiegato, sin dalle primissime fasi della guerra, la fanteria di marina in operazioni terrestri – tra cui proprio l&#8217;assalto a Mariupol – con reparti provenienti anche dalla Flotta del Nord. </p>



<p>In questa trattazione non ci dilungheremo in considerazioni di ordine politico inerenti questa particolare scelta, ma ci soffermeremo sul valore strategico del futuro ingresso in servizio di questi battelli nella flotta settentrionale, che come sappiamo rappresenta la <strong>componente di punta</strong> della Vmf in quanto difende i mari artici che sono il “bastione” marittimo in cui operano gli <strong>Ssbn </strong>(sottomarini lanciamissili balistici a propulsione nucleare) russi. Questi, insieme agli Icbm (Intercontinental Ballistic Missile) e ai bombardieri strategici, sono un ramo della triade nucleare di Mosca, ovvero della sua capacità di deterrenza atomica, l&#8217;unica realmente efficace stante il divario che intercorre con l&#8217;Occidente per quanto riguarda quella convenzionale. </p>



<p>La decisione di avere ben sei nuove unità subacquee di questo tipo nella Flotta del Nord non è infatti casuale e va ricercata proprio nell&#8217;attenzione che la Russia è tornata ad avere per la sua <strong>frontiera artica</strong>: qui Mosca sta ricominciando a <strong>militarizzare </strong>e sviluppare a livello infrastrutturale lo sterminato territorio che si affaccia sul Polo Nord per la sicurezza della propria capacità di deterrenza nucleare, per il <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-la-russia-ha-blindato-lartico.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">controllo delle nuove rotte di navigazione</a> (il passaggio a Nord Est) apertesi parzialmente grazie ai cambiamenti climatici, e per le proprie istanze di rivendicazione territoriale sulla piattaforma continentale artica, sede di importanti giacimenti di risorse minerarie tra cui anche idrocarburi. </p>



<p>La “Nuova Dottrina Navale della Federazione Russa”, risalente al 2010 ma aggiornata nel 2015, ha previsto infatti la creazione di un <strong>comando interforze per l’Artico</strong> che, dal nucleo iniziale, è stato costantemente rafforzato nel corso degli anni. </p>



<p>Esso <a href="https://it.insideover.com/guerra/quella-nuova-base-degli-usa-per-sfidare-la-russia-nellartico.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">può contare su diverse basi</a>, di cui alcune nuove, che formano un cordone dal Mare di Barents sino a quello di Bering supportate dallo <a href="https://it.insideover.com/economia/russia-invia-centrale-nucleare-galleggiante-artico.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sviluppo infrastrutturale di porti</a> sul Mar Glaciale Artico. I centri nevralgici sono situati nelle isole della Novaya Zemlja, Kotelny e Zemlja Aleksandry dove è stato costruito un nuovo complesso chiamato “<strong>Trifoglio Artico</strong>” in grado di accogliere 150 uomini in modo permanente e con una nuovissima pista di atterraggio. Sull’isola di Kotelny invece è situato il complesso “Severny Klever” in grado di ospitare 250 uomini e sede dalla Task Force Artica, anche questo dotato di pista di atterraggio e sistemi di difesa antiaerea come quelli presenti a Zemlja Aleksandry. </p>



<p>La nascita del <strong>Comando Strategico Congiunto della Flotta Settentrionale</strong> (indicato anche come Comando Strategico Congiunto Artico o in russo Osk – <em>Obedinonnye Stategicheskoe Komandovanie</em>) il primo dicembre 2014 ha profondamente mutato l’organizzazione delle forze armate della Russia. L’area di responsabilità di questo nuovo comando comprende i territori russi nell’Artico, in particolare gli <em>oblast </em>di Murmansk e Arkhangelsk, nonché tutte le isole del Mar Glaciale Artico. La Flotta del Nord può disporre di 46 navi di superficie e 43 sottomarini, di cui nove per scopi speciali, basati tra i porti di Severodvinsk, Murmansk, Vidyaevo, Gadzhiyevo, Gremikha, Zapadnaya Litsa e Polyarny che come detto hanno principalmente il compito di proteggere il “bastione” marittimo settentrionale insieme a quello di garantire la sopravvivenza delle infrastrutture e la protezione della <strong><em>Northern Sea Route</em></strong> e quindi della linea costiera sino al Mare di Bering, oltre il quale si entra nell’area di competenza della <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-flotta-russa-del-pacifico-cosi-mosca-fronteggia-cina-e-stati-uniti.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Flotta del Pacifico</a>.</p>



<p>La tendenza costruttiva dei cantieri russi, fatta esclusione per la modernizzazione di alcune (poche) unità maggiori, è quella di un <em>procurement </em>che guarda a unità medio/piccole ma armate pesantemente, in grado quindi di effettuare efficacemente l’attività di interdizione navale. I sottomarini della classe “<a href="https://it.insideover.com/guerra/sottomarino-russo-avvistato-nel-canale-della-manica-diretto-nel-baltico.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Kilo migliorata</a>”, proprio perché capaci di lanciare missili da crociera a lungo raggio come i Kalibr, offrono la possibilità di <strong>interdizione in profondità</strong> in modo furtivo oltre a quella più classica legata al ruolo <em>hunter/killer</em>, cioè di caccia/distruzione del naviglio nemico sia esso di superficie o subacqueo. </p>



<p>Se la tendenza alla maggior militarizzazione della frontiera artica proseguirà, è ragionevole supporre che la Russia <a href="https://it.insideover.com/difesa/nascera-una-flotta-russa-dellartico.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">istituirà una Flotta Artica</a> che ingloberà quella del Nord, in quanto l&#8217;asse di quest&#8217;ultima è fortemente spostato verso l&#8217;Atlantico. </p>



<p>La decisione di impostare sei nuovi battelli non deve quindi sorprendere – sarà piuttosto una sorpresa se le tempistiche di varo/consegna saranno rispettate – e non è nemmeno direttamente correlata all&#8217;attuale <a href="https://it.insideover.com/difesa/tutti-i-fronti-della-nato.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">maggiore presenza della Nato nell&#8217;area artica</a>, in quanto, dati alla mano, Mosca ha dimostrato di avere interesse a rafforzare la sua presenza in quella sconfinata regione da prima dell&#8217;Alleanza per le motivazioni di ordine strategico ed economico già individuate nel corso della trattazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/nuovi-sottomarini-classe-kilo-per-la-flotta-del-nord-cosi-la-russia-blinda-il-fronte-artico.html">Nuovi sottomarini classe Kilo per la Flotta del Nord: così la Russia blinda il fronte Artico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Nuove armi russe per l&#8217;Algeria</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/nuove-armi-russe-per-lalgeria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Nov 2022 17:54:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Caccia Su-34]]></category>
		<category><![CDATA[Caccia Su-57]]></category>
		<category><![CDATA[classe Kilo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1250" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA5574017-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA5574017-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA5574017-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA5574017-1024x667.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA5574017-768x500.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA5574017-1536x1000.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA5574017-2048x1333.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Algeria è in procinto di firmare un importante contratto con la Russia per la fornitura di armi di valore compreso tra i 12 e i 17 miliardi di dollari, secondo quanto riportato da Africa Intelligence e da Rt Russia. Le indiscrezioni trapelate ai media riferiscono che sono in corso negoziati per un accordo quadro sulle &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/nuove-armi-russe-per-lalgeria.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1250" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA5574017-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA5574017-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA5574017-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA5574017-1024x667.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA5574017-768x500.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA5574017-1536x1000.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA5574017-2048x1333.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;<strong>Algeria</strong> è in procinto di firmare un importante contratto con la <strong>Russia </strong>per la fornitura di armi di valore compreso tra i <strong>12 e i 17 miliardi di dollari</strong>, secondo quanto riportato da <em><a href="https://www.africaintelligence.com/north-africa/2022/10/31/armaments-algiers-to-sign-new-dollars12bn-mega-contract-with-moscow,109839871-art" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Africa Intelligence</a></em> e da <em>Rt Russia</em>. Le indiscrezioni trapelate ai media riferiscono che sono in corso negoziati per un accordo quadro sulle forniture di armamenti russi ad Algeri per i prossimi 10 anni. L&#8217;accordo sarà siglato durante la visita ufficiale del presidente algerino Abdelmadjid Tebboune a Mosca il prossimo dicembre. </p>



<p>Diversi gli assetti che interessano alla difesa del Paese nordafricano: si parla di ulteriori sottomarini, caccia di quinta generazione <strong><a href="https://insideover.ilgiornale.it/schede/guerra/il-sukhoi-su-57-il-falco-predatore-della-russia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sukhoi Su-57</a></strong>, altri cacciabombardieri <strong><a href="https://insideover.ilgiornale.it/guerra/cacciabombardieri-russi-in-arrivo-per-laeronautica-algerina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Su-34</a></strong> e Su-30. L&#8217;Algeria spera anche di acquisire nuovi sistemi di difesa aerea, come l&#8217;<strong>S-400</strong>, il <a href="https://defense-update.com/20181106_bukm3.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Buk M3</a>, e l&#8217;<a href="https://www.overtdefense.com/2020/09/01/russia-reveals-new-antey-4000-air-defense-complex-at-army-2020/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Antey-4000</a>, oltre a sistemi da guerra elettronica (<a href="https://insideover.ilgiornale.it/difesa/cosa-si-intende-per-guerra-elettronica-e-cose-il-jamming.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Electronic Warfare</em> – Ew</a>) ed equipaggiamento per l&#8217;esercito. </p>



<p>Il budget per la Difesa dell&#8217;Algeria potrebbe quindi aumentare del 130%, raggiungendo i 22,6 miliardi di dollari, secondo la bozza della legge finanziaria del 2023. Se così fosse, Algeri stanzierebbe il più grande volume di denaro per la Difesa di tutti i Paesi africani. </p>



<p>La questione della possibile vendita dei Su-57 è nota da tempo: <a href="https://insideover.ilgiornale.it/guerra/lalgeria-sara-il-primo-paese-estero-ad-avere-il-nuovo-caccia-russo-su-57.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">già nel 2019</a> erano girate voci che avevano fatto pensare che Algeri avesse siglato un contratto per l&#8217;acquisizione di 14 velivoli di questo tipo, poi rivelatasi infondata per i traccheggi del governo algerino. L&#8217;anno scorso, invece, <a href="https://insideover.ilgiornale.it/guerra/cacciabombardieri-russi-in-arrivo-per-laeronautica-algerina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">siamo venuti a conoscenza</a> della firma di un accordo per altrettanti Su-34 “Fullback”, la cui consegna molto probabilmente è stata rinviata per le ben note difficoltà incontrate dall&#8217;industria bellica russa per far fronte alle esigenze del conflitto in Ucraina. </p>



<p>Mosca e Algeri vantano uno stretto rapporto che dura sin dai tempi dall’indipendenza algerina. Nei primi 10 anni di vita dell&#8217;Algeria indipendente, il Paese nordafricano ha guardato all&#8217;<strong>Unione Sovietica</strong> per quanto riguarda gli armamenti aeronautici: l’aviazione acquisì aerei dall’Urss, principalmente MiG-15Uti e MiG-17, anche se alcuni di essi vennero donati dall’Egitto. Quando nel 1963 si verificarono gli scontri al confine con il Marocco, il governo algerino decise di potenziare le capacità dell’esercito e dell’aviazione acquistando dall’Unione Sovietica MiG-17F, MiG-21, Su-7Bmk e alcuni velivoli An-12 oltre a elicotteri Mi-1 e Mi-4. I velivoli algerini parteciparono anche a operazioni di combattimento durante la Guerra dei Sei Giorni nel 1967: due stormi di MiG-17F, e uno di MiG-21 insieme a uno di Su-7Bmk erano di stanza in Egitto per supportare la coalizione araba. Successivamente, negli anni ’70, arrivarono velivoli più moderni come il Mig-23 o il Mig-25, ma è solo negli anni ’80 che l’Algeria si apre ufficialmente all’Occidente con l’arrivo, nelle fila della sua aeronautica, di 18 C-130H Hercules, 12 T-34 Mentors e altrettanti Hawker Beechcrafts forniti dagli Stati Uniti tra il 1981 ed il 1989. Fu solo una breve parentesi, tuttavia, in quanto la linea attuale di velivoli parla sempre russo e vede schierati i Mig-29Smt, Su-24Mk e Su-30Mka. </p>



<p>La marina algerina può contare invece sui sottomarini di fabbricazione russa <strong>classe Kilo</strong>: due battelli di questo tipo, l&#8217;Ouarsenis e l&#8217;Hoggar, sono stati <a href="https://sldinfo.com/2019/01/algerian-kilo-class-submarines/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">messi in servizio nel 2019</a>. Queste due unità fanno parte di un ordine risalente al 2013/2014 e si aggiungono a due della classe <a href="https://www.weaponsystems.net/system/659-Project%20636%20Varshavyanka%20class" target="_blank" rel="noreferrer noopener">636E</a> consegnati nel 2010 frutto di un accordo da 400 milioni di dollari e ai due più vecchi <a href="https://www.armscom.net/products/project_877ekm_large_diesel_electric_submarine_with_club_s_missile_system" target="_blank" rel="noreferrer noopener">877Ekm</a> che l&#8217;Algeria ha ricevuto nel 1987-1988. Sembra che i nuovi sottomarini facenti parte del “mega-pacchetto” di armamenti recentemente concordato siano della versione 877Ekm, la versione da esportazione migliorata dei primissimi classe Kilo attualmente in produzione da parte dei cantieri <a href="https://ckb-rubin.ru/en/projects/naval_engineering/conventional_submarines/projects_877e_and_877ekm/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rubin</a>, portando quindi a <strong>8 i battelli in forza nella marina algerina</strong>. </p>



<p>L&#8217;ambasciatrice degli Stati Uniti in Algeria, Elizabeth Moore Aubin, <a href="https://www.msn.com/en-ae/news/other/us-efforts-to-impose-sanctions-on-algeria-stir-debate/ar-AA13zdGo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha commentato</a> questa settimana la richiesta presentata il mese scorso da diversi membri del Congresso Usa che chiedevano l&#8217;elevazione di sanzioni ad Algeri per l&#8217;acquisto di armi dalla Russia affermando che parte del suo lavoro diplomatico consiste nello spiegare la legge statunitense ai funzionari algerini. “I funzionari dell&#8217;Algeria prenderanno quindi decisioni nell&#8217;ambito della sovranità di Paese”, ha sottolineato in modo alquanto sibillino in un&#8217;intervista a <em>Interlignes</em>. </p>



<p>Alla fine del mese scorso, un certo numero di membri del <strong>Congresso </strong>degli Stati Uniti, guidati dalla repubblicana Lisa McClain, hanno indirizzato una lettera al Segretario di Stato Antony Blinken esprimendo le loro preoccupazioni per i recenti rapporti sui legami sempre più stretti tra Russia e Algeria. La lettera ricordava che l&#8217;anno scorso Algeri ha finalizzato l&#8217;acquisto di armi con Mosca per un totale di oltre 7 miliardi di dollari, <a href="https://www.middleeastmonitor.com/20210702-algeria-to-seal-7bn-arms-deal-with-russia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dopo la visita ufficiale</a> del capo di Stato maggiore, il generale Said Chengriha, rendendo l&#8217;Algeria il terzo Paese al mondo destinatario di armi russe. Algeri potrebbe infatti ricadere nell&#8217;ambito del <strong>Caatsa </strong>(<em>Countering America&#8217;s Adversaries Through Sanctions Act</em>), il provvedimento del 2017 varato dal Congresso che prevede sanzioni per quei Paesi che acquistano sistemi per la Difesa da una lista di Paesi tra cui c&#8217;è anche la Russia. </p>



<p>I rapporti tra Algeri e Mosca non interessano solamente Washington. <a href="https://insideover.ilgiornale.it/politica/la-partita-a-scacchi-nel-mediterraneo-tra-italia-e-algeria.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Parigi e Roma guardano attentamente a quanto sta facendo l&#8217;Algeria</a> sia per questioni legate al Sahel, sia perché il Paese si sta ponendo come un attore sempre più assertivo nel contesto del Mediterraneo, per questioni legate alla Zona di Esclusività Economica. L&#8217;Italia, poi, ha un&#8217;importante legame con l&#8217;Algeria che passa per gli approvvigionamenti energetici: il <strong>gasdotto Trans-Mediterranean</strong>, entrato in attività nel 1983 e passante per la Tunisia, parte dai campi di estrazione di Hassi Rmel. Mosca è anche un partner commerciale diretto di Algeri, con un interscambio del valore di 4,5 miliardi di dollari. Una cooperazione non solo energetica: i due Paesi vogliono lanciare progetti comuni in materia di sicurezza informatica e telemedicina, ma anche accordarsi dal punto di vista delle scorte alimentari (grano nella fattispecie), e di cooperazione nel settore della sicurezza cyber.</p>



<p>Se sino al conflitto ucraino la cooperazione russo-algerina avrebbe potuto svilupparsi in modo preoccupante nella fascia subsahariana là dove <a href="https://insideover.ilgiornale.it/difesa/non-solo-wagner-luniverso-dei-contractors-russi-nel-mondo.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mosca ha le sue Pmsc</a> (ad esempio in Mali), ora è difficile pensare che questo accada, in quanto la Russia sta ridimensionando la sua presenza militare nel continente africano per far fronte ai consumi della guerra in corso. </p>



<p>Ciononostante questo rinnovato partenariato tra i due Paesi non è da sottovalutare perché rinforza le forze armate di un Paese che nel Mediterraneo e in Nord Africa è anche in diretta competizione col nostro, e pertanto potrebbe alzare la posta in gioco per l&#8217;accesso alle sue risorse energetiche, che sono diventate più importante con la decisione di ridurre notevolmente la nostra dipendenza dalla Russia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/nuove-armi-russe-per-lalgeria.html">Nuove armi russe per l&#8217;Algeria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Missili Kalibr in azione: cosa si nasconde dietro il nuovo raid russo</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/missili-kalibr-in-azione-cosa-si-nasconde-dietro-il-nuovo-raid-russo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 May 2022 17:33:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[classe Kilo]]></category>
		<category><![CDATA[Missile Kalibr]]></category>
		<category><![CDATA[Missili da crociera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1210" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30456591.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30456591.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30456591-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30456591-1024x646.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30456591-768x484.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30456591-1536x968.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30456591-2048x1291.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il ministero della Difesa russo ha reso noto che durante la giornata di lunedì 23 maggio un sottomarino in servizio nella Flotta del Mar Nero ha lanciato una salva di missili da crociera 3M-14 Kalibr su posizioni ucraine. Quest&#8217;oggi la salva di missili è stata lanciata da un battello della classe Kilo migliorata – o &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/missili-kalibr-in-azione-cosa-si-nasconde-dietro-il-nuovo-raid-russo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1210" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30456591.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30456591.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30456591-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30456591-1024x646.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30456591-768x484.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30456591-1536x968.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30456591-2048x1291.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il ministero della Difesa russo <a href="https://function.mil.ru/news_page/country/more.htm?id=12422718@egNews" target="_blank" rel="noopener">ha reso noto</a> che durante la giornata di lunedì 23 maggio un sottomarino in servizio nella <strong>Flotta del Mar Nero</strong> ha lanciato una salva di missili da crociera <strong>3M-14 Kalibr</strong> su posizioni ucraine.</p>
<p>Quest&#8217;oggi la salva di missili è stata lanciata da un battello della <strong>classe Kilo migliorata</strong> – o project 646.3 – ma anche le unità di superficie della Flotta vengono impiegate per questo compito: nelle ultime ore è stato sempre il Cremlino a divulgare immagini di una fregata della <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-fregata-russa-admiral-makarov-ripresa-in-navigazione-dal-satellite.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>classe Admiral Grigorovich</strong></a> che, secondo quanto riportato, avrebbe colpito uno snodo ferroviario nei pressi del villaggio di Malin, nella regione di Zhytomyr.</p>
<p>I missili da crociera tipo Kalibr e quelli aviolanciati <strong>Kh-101</strong> vengono usati, insieme ai sistemi balistici a corto raggio <a href="https://it.insideover.com/guerra/in-ucraina-i-russi-hanno-usato-missili-iskander-m-caricati-con-inganni.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Iskander M</strong>,</a> per attacchi di precisione. Per quanto riguarda i 3M-14 si tratta di vettori utilizzati esclusivamente da unità navali ma la <strong><em>Voenno-morskoj Flot</em></strong>, la flotta russa, al contrario di altre marine, li ha imbarcati anche su unità minori come le corvette: le classe Buyan-M, ad esempio, hanno due lanciatori verticali da quattro celle ciascuno per i Kalibr o per i missili antinave tipo P-800 Oniks.</p>
<p>Non è affatto la prima volta che vediamo l&#8217;impiego di Kalibr lanciati da sottomarini: durante il recente intervento nel <strong>conflitto siriano</strong>, sempre battelli tipo Kilo hanno infatti sparato questi vettori per bersagliare le posizioni dello Stato Islamico.</p>
<p>I video rilasciati dal Cremlino sembrano quindi voler dimostrare che la Russia ha a disposizione un vasto arsenale di moderni missili di precisione da poter impiegare nel conflitto in Ucraina sconfessando così quanto affermano gli analisti e specialisti occidentali, però ci sono alcuni indizi che ci permettono di affermare il contrario.</p>
<p>Innanzitutto, in un articolo comparso su <a href="https://it.insideover.com/guerra/lex-colonnello-dellesercito-alla-tv-russa-lintero-mondo-e-contro-di-noi.html" target="_blank" rel="noopener"><em>Nezavisimaya Gazeta</em></a> all&#8217;inizio di febbraio, un ex colonnello dell&#8217;esercito russo aveva affermato chiaramente che “le riserve di armi moderne e di alta precisione nelle forze armate della Federazione Russa non sono di natura illimitata. I missili ipersonici del tipo Zircon non sono ancora in servizio, il numero di Kalibr, Kinzhal, Kh-101 e Iskander si misura al massimo in centinaia (decine nel caso dei Kinzhal<span style="color: #212529;"><span style="font-family: Merriweather, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">)</span></span></span>”. Secondariamente è lo stesso impiego estensivo di <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosa-sono-le-fab-le-bombe-a-caduta-libera-che-la-russia-usa-anche-in-ucraina.html" target="_blank" rel="noopener">munizionamento a caduta libera</a> da parte dei cacciabombardieri che ci fa capire come si preferisca usare i sistemi missilistici di ultima generazione per obiettivi sensibili, dove occorre un colpo preciso. Infine abbiamo assistito all&#8217;utilizzo di <strong>missili da crociera di prima generazione</strong> – risalenti agli inizi degli anni &#8217;60 – che si ritenevano essere ritirati dal servizio da parte di bombardieri. Almeno uno di essi è stato ripreso colpire l&#8217;edificio di un centro culturale a Lozova, presso Kharkiv. Durante questo e altri attacchi portati da bombardieri <strong>Tupolev Tu-22M3</strong> sono stati infatti <a href="https://it.insideover.com/guerra/russi-in-ritirata-da-kharkiv-ma-avanzano-nel-saliente-di-severodonetsk.html" target="_blank" rel="noopener">impiegati</a> i vecchi <strong>Kh-22</strong>, vettori che nella versione da attacco terrestre sono pensati per utilizzare una testata nucleare, avendo una bassa precisione con un Cep (<em>Circular Error Probable</em>) di 3,1 miglia. I missili Kalibr, invece, hanno un Cep di circa 3 metri grazie al loro sistema di guida misto: inerziale e Gps durante la fase di volo, e radar attivo durante la fase terminale.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true">
<p lang="it" dir="ltr">Lancio di missili Kh-22 (AS-4 Kitchen) da parte di un Tu-22M3 in Ucraina. Il Kh-22 è un missile da crociera entrato in servizio nei primi anni 60 che si pensava fosse stato ritirato dal servizio.<a href="https://twitter.com/hashtag/Russia?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Russia</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/Ukraine?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Ukraine</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/RussiaUkraineWar?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#RussiaUkraineWar</a> <a href="https://t.co/Pl2EgBpVkk">pic.twitter.com/Pl2EgBpVkk</a></p>
<p>&mdash; Paolo Mauri (@PaoloMauri78) <a href="https://twitter.com/PaoloMauri78/status/1524855092201115648?ref_src=twsrc%5Etfw">May 12, 2022</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<p>Si ritiene, a buon diritto, che la missilistica russa abbia difficoltà a rifornire i depositi in quanto la maggior parte dei sistemi di guida dei sistemi della Federazione veniva fabbricata in Ucraina, che dal 2014, dopo la destabilizzazione del Donbass e il colpo di mano in Crimea, ha messo sotto embargo totale Mosca. L&#8217;industria locale potrebbe aver in parte colmato questa lacuna, ma per avere strumenti efficaci in breve tempo occorrono investimenti che, molto probabilmente, la Russia ha faticato a stanziare per via delle sanzioni che la colpiscono sin dal 2014.</p>
<p>I missili Kalibr, o SS-N-30A in codice Nato, sono un miglioramento dei 3M-54E: essi hanno una gittata migliorata che, a seconda delle versioni, varia dai <strong>1500 ai 2500 chilometri</strong>, e possono portare 450 chilogrammi di esplosivo ad alto potenziale oppure una testata nucleare. Risultano essere entrati in servizio nel 2015, e pertanto il conflitto siriano è stato il loro battesimo del fuoco ufficiale nonché primo vero banco di prova operativo. Sappiamo che ne esiste anche una versione per l&#8217;esportazione, a prestazioni diminuite come sempre accade, con una gittata di circa 300 chilometri.</p>
<p>La scelta russa di armare pesantemente anche le unità più piccole, come le corvette o gli stessi sottomarini della classe Kilo, si configura come la prosecuzione della dottrina sovietica della guerra sul mare, volta più a ottenere la superiorità nella capacità di fuoco nei mari contigui alla Russia piuttosto che alla proiezione di forza a lungo raggio, ma le caratteristiche di gittata e precisione del Kalibr, unite alla possibilità di venire impiegato da unità di medio tonnellaggio come le fregate, amplia lo spettro operativo per la Flotta di Mosca rendendo possibile l&#8217;attacco in profondità anche su obiettivi molto distanti dalle proprie coste, un po&#8217; come avviene per i missili da crociera statunitensi tipo Tomahawk.</p>
<p>Per quanto riguarda i battelli della <a href="https://it.insideover.com/guerra/nel-mediterraneo-e-caccia-al-kilo-rosso.html" target="_blank" rel="noopener">classe Kilo migliorata</a> risulta che le loro doti di silenziosità, benché ancora non al livello di quelli occidentali, ne facciano uno strumento che, insieme ai Kalibr, può diventare particolarmente insidioso nei mari ristretti come il Mediterraneo, il Baltico o il Nero perché in grado di attaccare bersagli terrestri “di sorpresa”. La Russia nei giorni precedenti il conflitto <a href="https://www.navalnews.com/naval-news/2022/02/russias-improved-kilo-class-submarine-entering-black-sea/" target="_blank" rel="noopener">ha spostato</a> diversi assetti navali nel Mar Nero e tra essi era presente un battello di questa classe, il “Rostov sul Don” che è andato a unirsi agli altri tre già presenti di cui due però, il B-262 Stary Oskol e il B-265 Krasnodar, erano stati segnalati nella base navale russa di Tartus in Siria.</p>
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		<title>Nel Mediterraneo è &#8220;caccia al Kilo Rosso&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/nel-mediterraneo-e-caccia-al-kilo-rosso.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Mar 2021 08:09:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[classe Kilo]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=311531</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="864" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Marina-degli-Stati-Uniti-La-Presse-e1581267434189.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Marina Usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Marina-degli-Stati-Uniti-La-Presse-e1581267434189.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Marina-degli-Stati-Uniti-La-Presse-e1581267434189-300x135.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Marina-degli-Stati-Uniti-La-Presse-e1581267434189-768x346.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Marina-degli-Stati-Uniti-La-Presse-e1581267434189-1024x461.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo scorso 7 marzo, mentre sullo Stretto di Gibilterra imperversava una fitta pioggia, un sottomarino russo classe Kilo accompagnato da un rimorchiatore d&#8217;altura entrava nel Mar Mediterraneo. Il sottomarino risulterebbe essere, secondo fonti open source di intelligence, il Rostov sul Don (B-237), un battello della classe “Kilo migliorata” o nota in Russia come project 06363. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/nel-mediterraneo-e-caccia-al-kilo-rosso.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="864" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Marina-degli-Stati-Uniti-La-Presse-e1581267434189.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Marina Usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Marina-degli-Stati-Uniti-La-Presse-e1581267434189.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Marina-degli-Stati-Uniti-La-Presse-e1581267434189-300x135.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Marina-degli-Stati-Uniti-La-Presse-e1581267434189-768x346.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Marina-degli-Stati-Uniti-La-Presse-e1581267434189-1024x461.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Lo scorso 7 marzo, mentre sullo <strong>Stretto di Gibilterra</strong> imperversava una fitta pioggia, un <strong>sottomarino russo</strong> classe <strong>Kilo</strong> accompagnato da un rimorchiatore d&#8217;altura entrava nel <strong>Mar Mediterraneo</strong>.</p>
<p>Il sottomarino risulterebbe essere, secondo fonti <em>open source</em> di intelligence, il <strong>Rostov sul Don</strong> (B-237), un battello della classe “Kilo migliorata” o nota in Russia come <strong>project 06363</strong>. Questi vascelli sono stati soprannominati “buco nero”, per le loro qualità di silenziosità, da parte degli esperti russi e occidentali.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true">
<p lang="en" dir="ltr">Russian Navy tug Nikolay Muru and submarine Rostovon Don B237 East bound into the Med in heavy rain off <a href="https://twitter.com/hashtag/Gibraltar?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Gibraltar</a> <a href="https://twitter.com/Osint_1?ref_src=twsrc%5Etfw">@OSINT_1</a> <a href="https://twitter.com/shipohollic?ref_src=twsrc%5Etfw">@shipohollic</a> <a href="https://twitter.com/UKN_290G?ref_src=twsrc%5Etfw">@UKN_290G</a> <a href="https://twitter.com/Capt_Navy?ref_src=twsrc%5Etfw">@Capt_Navy</a> <a href="https://twitter.com/air_intel?ref_src=twsrc%5Etfw">@air_intel</a> <a href="https://twitter.com/DefenceSenseUK?ref_src=twsrc%5Etfw">@DefenceSenseUK</a> Photo by P Ferrary who braved the elements <a href="https://t.co/2JiqjYP2rm">pic.twitter.com/2JiqjYP2rm</a></p>
<p>&mdash; Michael J Sanchez (@key2med) <a href="https://twitter.com/key2med/status/1368536543326052352?ref_src=twsrc%5Etfw">March 7, 2021</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<p>Ancora prima che il Rostov sul Don varcasse la soglia del Mediterraneo si è scatenata una vera e propria “caccia” da parte dei mezzi aeronavali della <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cose-la-nato.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Nato</strong></a>, una caccia che ricorda quella di un noto film. In questi giorni, infatti, i movimenti del sottomarino russo sono stati seguiti da vicino da diversi <strong>Boeing P-8A</strong> Poseidon della Marina degli <strong>Stati Uniti</strong>, entrambi con base a Rota, in Spagna, e Sigonella, in Sicilia.</p>
<p>La stessa <strong>Royal Navy</strong> <a href="https://www.express.co.uk/news/uk/1403212/royal-navy-russian-attack-submarine-english-channel-vladimir-putin-hms-mersey" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ha tallonato da vicino il vascello durante il suo passaggio lungo il Canale della Manica</a>, “consegnandolo” ai pattugliatori marittimi statunitensi che lo hanno “preso in carico” davanti alle coste portoghesi, per poi continuare a seguirlo dopo il passaggio da Gibilterra e lungo la sua rotta verso il porto siriano di <strong>Tartus</strong>, la base navale della Russia in Mediterraneo.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true">
<p lang="en" dir="ltr">USNavy Boeing P-8A back to NAS Rota. The aircraft made a patrol mission of different hours over the area where is underway southbound the Russian Navy Tug &quot;Professor Nikolay Muru&quot; probably with an unidentified Russian Navy submarine <a href="https://t.co/aRvNYcaL6m">pic.twitter.com/aRvNYcaL6m</a></p>
<p>&mdash; Itamilradar (@ItaMilRadar) <a href="https://twitter.com/ItaMilRadar/status/1367946671112544256?ref_src=twsrc%5Etfw">March 5, 2021</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<p>Nella giornata di domenica 14, un <strong>Lockheed EP-3E</strong> “Orion” della U.S. Navy decollato dalla base di Suda, a Creta, ha seguito il transito del sottomarino nel Canale di Sicilia, e contemporaneamente un <strong>Beech 350</strong> dell&#8217;<strong>Aeronautica Militare italiana</strong> dotato di sensori Isr è partito da Decimomannu per tallonare il Rostov sul Don.</p>
<p>La nostra Arma Azzurra è stata coinvolta nella “caccia” anche durante la giornata del 15, quando un <strong>Atr P-72A</strong> ha effettuato una missione di sorveglianza sull&#8217;andamento del convoglio russo verso il Mediterraneo Orientale. Il velivolo in questione è <a href="https://it.insideover.com/guerra/consegnato-il-quarto-ed-ultimo-pattugliatore-p-72a-allaeronautica-militare.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">l&#8217;ultimo arrivato nella flotta dell&#8217;Aeronautica</a> e va a sostituire i pattugliatori Atlantic, mandati “in pensione” nel 2017. Sebbene non sia armato con sistemi antisom, il velivolo, grazie ai suoi sensori, è un&#8217;efficace piattaforma volante di sorveglianza marittima contro bersagli di superficie e in immersione.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true">
<p lang="en" dir="ltr">Today in area<br />🔢<br />2021-03-14<br />1055z ⏱️ 11:55 CET</p>
<p>🛩️ Italian Air Force 🇮🇹 P72 <a href="https://twitter.com/hashtag/MM62281?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#MM62281</a> c/s <a href="https://twitter.com/hashtag/IAM4101?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#IAM4101</a> is making an 🛰️ ISR mission over Malta Channel:</p>
<p>Russian Navy ⚓️🇷🇺 Kilo-class submarine &#39;escorted&#39; by 🚢 SB Prof Nikolay Muru 🇷🇺 Tug.<a href="https://twitter.com/hashtag/TheKiloFile?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#TheKiloFile</a> <a href="https://t.co/9cOntIHX2f">https://t.co/9cOntIHX2f</a> <a href="https://t.co/23XXac3BKi">pic.twitter.com/23XXac3BKi</a></p>
<p>&mdash; Sergio Scandura (@scandura) <a href="https://twitter.com/scandura/status/1371055304197165056?ref_src=twsrc%5Etfw">March 14, 2021</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<p>Come vi abbiamo anticipato sono state mobilitate risorse di molto Paesi della Nato per seguire le rotta del sottomarino: sempre il 15 è entrata in azione anche l&#8217;<strong>Aeronautica Ellenica</strong> con una missione di sorveglianza da parte di un <strong>Embraer 145 Aew &amp; C</strong> proveniente dalla base di Araxos che ha effettuato diverse “puntate” sopra l&#8217;area in cui è in navigazione il rimorchiatore della Marina Russa “Prof. Nikolay Muru”.</p>
<p>Il Rostov sul Don, insieme al Krasnodar, è un’unità a propulsione diesel-elettrica da attacco del tipo <em>hunter-killer</em> (Ssk) che dispone di una vasta suite di armamenti nonostante le relativamente ridotte dimensioni (73 metri di lunghezza e 3100 tonnellate di dislocamento in immersione). Il vascello è in grado di imbarcare infatti 8 sistemi missilistici superficie aria 9K310 Igla-1 (con missile 9M313), sei tubi di lancio da 533 mm per 18 siluri di vario tipo, e soprattutto il complesso missilistico Kalibr-PL (coi missili 3M54K e 3M14K) oppure 24 mine tipo DM-1.</p>
<p>Il vascello è il secondo sottomarino (il primo è Novorossiysk) dei sei previsti per la classe project 06363 della <strong>Flotta del Mar Nero</strong>. Il contratto per la prima unità è stato firmato nell&#8217;agosto 2010, mentre quello per gli altri cinque nel settembre 2011. Il terzo sottomarino, lo Stary Oskol (B-262) è stato impostato nell&#8217;agosto 2012 e lanciato alla fine di agosto del 2014. Il quarto vascello di questo tipo è il Krasnodar, mentre il quinto e il sesto sono rispettivamente il Veliky Novgorod e il Kolpino.</p>
<p>Non è affatto la prima volta che uno di questi vascelli attraversa la soglia di Gibilterra: le unità della Marina Russa, siano esse di base nel Mar Nero o in Siria, spesso attraversano il Mediterraneo e la Manica per raggiungere il Baltico, nella fattispecie i cantieri di San Pietroburgo, per effettuare lavori di manutenzione.</p>
<p>Lo scorso luglio proprio un altro battello della classe “Kilo migliorata”, il Krasnodar, <a href="https://it.insideover.com/guerra/sottomarino-russo-avvistato-nel-canale-della-manica-diretto-nel-baltico.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">aveva attraversato la Manica diretto verso il Baltico</a> per lo stesso motivo, venendo attentamente monitorato dalla Royal Navy che lo ha accompagnato nel passaggio a ridosso delle acque territoriali inglesi.</p>
<p>Perché questa caccia al sottomarino che ricorda un libro di Tom Clancy? Il motivo principale è dovuto proprio alle peculiarità della nuova classe Kilo, che sembra essere molto più “sfuggente” rispetto ai predecessori della classe da cui deriva. Pertanto il passaggio di un&#8217;unità di questo tipo nei mari che circondano i Paesi della Nato offre una perfetta occasione per testare le capacità dei sistemi di rilevamento e pattugliamento dell&#8217;Alleanza, tra cui proprio i velivoli come i P-8 Poseidon o i P-72A dell&#8217;Aeronautica Militare.</p>
<p>Da notare anche la presenza nel Mediterraneo, non molto distante dalla rotta del Kilo, del gruppo da battaglia (Csg- Carrier Strike Group) della <strong>portaerei Uss Dwight D. Eisenhower</strong> (Cvn-69) che ha effettuato nei giorni scorsi un&#8217;esercitazione congiunta con la Marina ellenica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/nel-mediterraneo-e-caccia-al-kilo-rosso.html">Nel Mediterraneo è &#8220;caccia al Kilo Rosso&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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