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		<title>Da &#8220;democratura&#8221; ad autocrazia: la stretta sul dissenso in Russia fino al caso Navalny</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/da-democratura-ad-autocrazia-la-stretta-sul-dissenso-in-russia-fino-al-caso-navalny.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Feb 2024 06:19:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1252" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Militari-russi-in-parata-a-Mosca-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Forze armate Russia (La Presse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Militari-russi-in-parata-a-Mosca-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Militari-russi-in-parata-a-Mosca-La-Presse-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Militari-russi-in-parata-a-Mosca-La-Presse-768x501.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Militari-russi-in-parata-a-Mosca-La-Presse-1024x668.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La morte di Navalny è arrivata tre giorni dopo la firma di Putin su una nuova legge contro il dissenso. Una coincidenza. Ma la Russia è cambiata e non in meglio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/da-democratura-ad-autocrazia-la-stretta-sul-dissenso-in-russia-fino-al-caso-navalny.html">Da &#8220;democratura&#8221; ad autocrazia: la stretta sul dissenso in Russia fino al caso Navalny</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1252" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Militari-russi-in-parata-a-Mosca-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Forze armate Russia (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Militari-russi-in-parata-a-Mosca-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Militari-russi-in-parata-a-Mosca-La-Presse-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Militari-russi-in-parata-a-Mosca-La-Presse-768x501.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Militari-russi-in-parata-a-Mosca-La-Presse-1024x668.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra i tanti rimandi che la fine drammatica e improvvisa di<a href="https://it.insideover.com/politica/navalny-putin-e-labbaglio-occidentale.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> <strong>Aleksej Navalny</strong></a> ha ispirato, ce n&#8217;è uno che è sfuggito a tutti: il dissidente è morto nella colonia penale IK-3 dell&#8217;Artico tre giorni dopo che Vladimir Putin ha controfirmato, rendendola effettiva, la legge che aggiunge il sequestro dei beni alla pena fino a un massimo di 5 anni di carcere prevista per coloro che diffondono &#8220;notizie false&#8221; sulle forze armate russe. Una coincidenza, certo. Ma un combinato disposto di fatti che gettano piena luce su una realtà indiscutibile: tra le cose che i due anni della guerra in Ucraina, che ricorreranno il 24 febbraio, hanno cambiato in Russia c&#8217;è anche la natura del potere che la regge. </p>



<p>Per molti anni la Russia ha potuto essere definita una <em>demokratura</em>, cioè un regime fortemente centralizzato con spazi di democrazia. D&#8217;altra parte <strong>Vladimir Putin</strong> era stato molto chiaro, una volta arrivato al vertice della politica russa, nel definire le &#8220;sue&#8221; priorità: la prima, riportare coesione nel sistema riportando il centro (Mosca, il Cremlino) al centro di tutto, con le periferie chiamate a eseguire le direttive del Governo (appunto) centrale. </p>



<p><a href="https://lospiegone.com/2019/08/29/ricorda-1999-la-seconda-guerra-in-cecenia/">L&#8217;ultima guerra di Cecenia</a>, che Putin condusse nel modo che sappiamo a cominciare da quand&#8217;era &#8220;solo&#8221; primo ministro, nel 1999, era in essenza il monito definitivo  tutti coloro che, com&#8217;era successo nell&#8217;epoca Eltsin, erano tentati di mettere in discussione l&#8217;unità della Federazione Russa. <strong>D&#8217;altra parte, il pensiero che occorre uno Stato forte all&#8217;interno per essere rispettati e/o temuti all&#8217;esterno è sempre stato presente in Putin.</strong> Però per molti anni la stampa critica ha potuto lavorare, le organizzazioni umanitarie aprire sedi e condurre missioni, l&#8217;opposizione farsi sentire, i giornalisti stranieri viaggiare nel Paese e raccontare ciò che vedevano. Non che fosse facile. I limiti non erano ampi, le intimidazioni non mancavano ma in generale si poteva. Se <strong>Dmitrij Muratov</strong>, direttore della <em>Novaja Gazeta</em>, ha avuto il Premio Nobel per la Pace nel 2021, è perché per anni il suo giornale (che pure ha avuto le sue vittime) è uscito, <a href="https://www.youtube.com/watch?v=BCT5A6AQF3k">ha raccontato una Russia certo non di regime</a> e ha potuto raggiungere i lettori.</p>



<p>Le cose cominciano a cambiare quando le cosiddette &#8220;rivoluzioni colorate&#8221; arrivano in Georgia nel 2003 e in Ucraina nel 2004, cioè ai confini della Russia. L&#8217;allargamento dell&#8217;Unione Europea (2004) a una serie di Paesi usciti dall&#8217;esperienza sovietica con una carico di rancori anti-russi, e il corrispondente allargamento della Nato, cioè di un&#8217;alleanza militare a guida Usa, fanno il resto. Lo Stato forte desiderato da Putin comincia a dotarsi di un pensiero a sua volta forte e a ricostruire la storia patria sulla base delle nuove esigenze politiche. Non è un caso se l&#8217;uomo politico russo più amato da Putin è  <strong>Pjotr Stolypin</strong>, il tedesco ch&#8217;era stato primo ministro dal 1906 al 1911, <a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/petr-arkadqevic-stolypin_(Enciclopedia-Italiana)/">grande riformatore e grande fautore dello Stato autoritario</a>. La Russia non è uno Stato ma una forma particolare di civiltà, disconoscere la sua storia (in cui tutto si tiene, dalla <strong>Rus&#8217; culla dell&#8217;ortodossia alla Russia imperiale fino alla Russia post-sovietica</strong>, passando però per Stalin condottiero della lotta dei russi contro il nazismo) e sposare i valori occidentali significa tradirla. In questa fase entrano in vigore i provvedimenti che proibiscono la cosiddetta &#8220;propaganda LGBT&#8221;, perché uno dei tratti distintivi dello Stato-civiltà russo è il suo attaccamento ai &#8220;valori tradizionali&#8221;, patria-famiglia-religione in primo luogo. </p>



<p>In quel modo la <strong><em>demokratura</em>  diventa, appunto, Stato autoritario. Stato del pensiero unico,</strong> condizione che diventa sempre più stringente man mano che il confronto con l&#8217;Occidente si fa più serrato. L&#8217;Euromaidan che scuote l&#8217;Ucraina nel 2014, e che il Cremlino considera non una rivoluzione ma un colpo di Stato a guida americana, convince Putin e i suoi che nessun dialogo è più possibile e nessun varco può essere lasciato aperto. <a href="https://www.amnesty.it/russia-due-anni-dopo-larresto-di-navalny-lopposizione-e-ridotta-al-silenzio-in-carcere-o-in-esilio/">Il cappio al dissenso si stringe piano piano</a>, fino al 2021 in cui Navalny viene arrestato, le sue organizzazioni messe al bando, i suoi collaboratori costretti all&#8217;esilio. È la vigilia dell&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina, e questi due anni di regime di guerra hanno compiuto l&#8217;opera, compimento simboleggiato, come dicevamo, dalla morte dello stesso Navalny.  Ogni spazio viene chiuso con una serie di leggi speciali, la più emblematica delle quali è quella che citavamo all&#8217;inizio: diffondere &#8220;notizie false&#8221; sulle forze armate può costare cinque anni di carcere e il sequestro dei beni. Scrivere, per fare un esempio teorico, che <strong>i russi hanno conquistato Avdeevka</strong> ma hanno perso un sacco di uomini, può essere considerato un notizia falsa, con quel che ne consegue. Il sequestro dei beni, poi, è mirato non alle persone comuni ma a tutti coloro che possono avere molto da perdere: scrittori, intellettuali, artisti, che magari sono emigrati all&#8217;estero senza però potersi portare appresso case, dace, diritti d&#8217;autore o altri possessi materiali. La Russia è ora un&#8217;autocrazia. Il percorso si è compiuto.</p>



<p>     </p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/da-democratura-ad-autocrazia-la-stretta-sul-dissenso-in-russia-fino-al-caso-navalny.html">Da &#8220;democratura&#8221; ad autocrazia: la stretta sul dissenso in Russia fino al caso Navalny</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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