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	<title>Christine Lagarde Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sun, 10 Nov 2019 16:12:46 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Christine Lagarde Archives - InsideOver</title>
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		<title>Lagarde benedice l&#8217;euro (e l&#8217;austerity)</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/lagarde-benedice-leuro-e-lausterity.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Crudelini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Nov 2019 16:12:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Austerità]]></category>
		<category><![CDATA[Austerity]]></category>
		<category><![CDATA[Banca centrale europea (Bce)]]></category>
		<category><![CDATA[Christine Lagarde]]></category>
		<category><![CDATA[Euro]]></category>
		<category><![CDATA[Fondo monetario internazionale (Fmi)]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="862" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Christine-Lagarde-La-Presse-e1572523653823.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Lagarde Bce" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Christine-Lagarde-La-Presse-e1572523653823.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Christine-Lagarde-La-Presse-e1572523653823-300x172.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Christine-Lagarde-La-Presse-e1572523653823-768x441.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Christine-Lagarde-La-Presse-e1572523653823-1024x588.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>È iniziata ufficialmente la nuova avventura di Christine Lagarde come presidente della Banca centrale europea, prima guidata dall’italiano Mario Draghi. Un incarico che manterrà, salvo imprevisti, fino al 2027 e che quindi segnerà il corso dell’Unione europea in anni difficili, fatti di guerre commerciali, riconversioni green dell’industria, rivoluzione tecnologica e disoccupazione crescente. La nuova strategia &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/lagarde-benedice-leuro-e-lausterity.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/lagarde-benedice-leuro-e-lausterity.html">Lagarde benedice l&#8217;euro (e l&#8217;austerity)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="862" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Christine-Lagarde-La-Presse-e1572523653823.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Lagarde Bce" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Christine-Lagarde-La-Presse-e1572523653823.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Christine-Lagarde-La-Presse-e1572523653823-300x172.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Christine-Lagarde-La-Presse-e1572523653823-768x441.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Christine-Lagarde-La-Presse-e1572523653823-1024x588.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>È iniziata ufficialmente la nuova avventura di <a href="https://it.insideover.com/economia/perche-la-lagarde-si-traveste-da-colomba.html">Christine Lagarde</a> come presidente della Banca centrale europea, prima guidata dall’italiano Mario Draghi. Un incarico che manterrà, salvo imprevisti, fino al 2027 e che quindi segnerà il corso dell’Unione europea in anni difficili, fatti di guerre commerciali, riconversioni green dell’industria, rivoluzione tecnologica e disoccupazione crescente.</p>
<h2>La nuova strategia di comunicazione di Christine Lagarde</h2>
<p>Un ruolo, quello della Lagarde, impegnativo che sembra essere stato assunto con notevole entusiasmo. Nel primo giorno ufficiale di lavoro Lagarde si è subito distinta dal suo predecessore per una nuova strategia di comunicazione. La nuova Presidente della Bce è infatti attivissima sui social network, dove ha scandito con video e foto la sua prima giornata all’Eurotower. Un’attività inusuale per la carica di Presidente dell’istituzione finanziaria più importante in Europa, se confrontata con il mandato precedente.</p>
<p><strong>Mario Draghi</strong> non aveva infatti account ufficiali sui social network e le sue comunicazioni verso l’esterno si sono sempre limitate a conferenze e comunicati stampa. Un cambio di paradigma che non può essere casuale. Probabilmente il risultato delle ultime elezioni europee che ha certificato la continua crescita dei partiti sovranisti a discapito di quelli tradizionali ha fatto scattare un campanello d’allarme ai vertici.</p>
<p>La distanza tra le istituzioni europee e i cittadini è molto ampia, sia in termini di rappresentanza, sia per l’effettiva difficoltà di comprensione delle intricate procedure che caratterizzano il funzionamento di quest’organizzazione sovranazionale. Aspetti che con buona probabilità hanno contribuito alla crescita della disaffezione popolare verso Bruxelles. Comunicare meglio sembra quindi essere una delle armi utilizzate dalla nuova dirigenza europea per riavvicinarsi ai cittadini.</p>
<h2>L&#8217;euro gode davvero di ottima popolarità?</h2>
<p>Sorge tuttavia un punto di domanda naturale rispetto a questa nuova attitudine: è sufficiente potenziare gli strumenti di comunicazione per riacquistare la fiducia dei cittadini, lasciando invariati i contenuti? Se infatti Christine Lagarde ha dimostrato discontinuità in merito alla tecnica di comunicazione, la stessa cosa non può invece dirsi sulle intenzioni concrete del prossimo inquilino della Bce.</p>
<p>“L’Euro è popolare come non mai”, <a href="https://quifinanza.it/soldi/bce-debutto-di-lagarde-euro-popolare-come-non-mai/324354/">ha annunciato trionfalmente Lagarde</a> durante un recente discorso a Berlino. Un’affermazione che lascia perplessi sia per la già citata crescita dei partiti sovranisti ed euroscettici in tutto il Continente, sia per le reiterate affermazioni di svariati esperti, molto critiche nei confronti della moneta unica. Addirittura un irriducibile europeista come <strong>Carlo Cottarelli</strong>, ex funzionario del Fondo monetario internazionale, <a href="https://quifinanza.it/soldi/cottarelli-leuro-e-una-gabbia-ma-ce-lo-dobbiamo-tenere/224882/">ha dichiarato</a> apertamente come l’euro rappresenti “una gabbia” per alcuni Paesi membri. Christine Lagarde ha scelto quindi, in questo caso, la perfetta continuità con il suo predecessore, autore della famosa sentenza sull’irrevocabilità della moneta unica.</p>
<h2>Nessun mea culpa sull&#8217;austerità</h2>
<p>L’atteggiamento è quindi sempre lo stesso da parte dei vertici di Francoforte: chiudersi a riccio sulla moneta unica, escludendo qualsiasi possibilità di autocritica. Non è tuttavia solo la moneta unica a non essere messa minimamente in discussione da parte di <a href="https://it.insideover.com/economia/von-der-leyen-e-lagarde-si-torna-allausterita.html">Christine Lagarde</a>. Anche le politiche economiche utilizzate all’interno dell’Europa negli ultimi anni sembrano divenute oggetto di culto acritico. Nella stessa conferenza di Berlino, Christine Lagarde non ha perso occasione per rendere omaggio all’ex Ministro delle Finanze tedesco, <strong>Wolfgang Schaeuble</strong>, conosciuto non a caso con l’appellativo di falco.</p>
<p>Schaeuble è quel Ministro che, durante la crisi greca del 2015, arrivò ad imporre condizioni così dure agli ellenici <a href="https://www.lettera43.it/euro-crisi-la-notte-in-cui-schaeuble-umilio-la-grecia/?refresh_ce">da suscitare lo “scandalo”</a> di tutti gli altri leader europei. Il già Ministro tedesco è ricordato per le sue continue affermazioni volte a rimarcare il peso dei Paesi del sud Europa e dei loro conti in disordine nei confronti dei virtuosi Paesi nordici. L’omaggio di Christine Lagarde a Schaeuble appare oggi come una benedizione di quelle politiche e il fatto risulta decisamente in contrasto con la recente ammissione di colpe della stessa Lagarde per l’eccessiva durezza adottata dal Fondo monetario internazionale nei confronti della Grecia.</p>
<p>Tutte queste contraddizioni non possono essere nascoste sotto al tappeto con un semplice cambio di immagine. La comunicazione può diventare efficace se supportata da contenuti, che tuttavia non sembrano essere cambiati e sono gli stessi che stanno portando al tracollo l’attuale classe dirigente dell’Unione europea.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il triplice fuoco contro l&#8217;Italia: così fu fatto cadere Berlusconi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/sarkozy-berlusconi-spread.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Dec 2018 06:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Christine Lagarde]]></category>
		<category><![CDATA[Fondo monetario internazionale (Fmi)]]></category>
		<category><![CDATA[Spread]]></category>
		<category><![CDATA[unione-europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_5163974-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_5163974-1.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_5163974-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_5163974-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_5163974-1-1024x682.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Nelle ultime giornate, un Emmanuel Macron sempre più in crisi, schiacciato tra la vertiginosa caduta di consensi in Francia, l&#8217;appannamento della sua stella nel proscenio internazionale e le rivendicazioni dei gilet gialli, ha avviato uno stretto giro di consultazioni con gli esponenti del tradizionale establishment politico nazionale. Con quelli che Lucio Caracciolo ha definito &#8220;ottimati&#8221;, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/sarkozy-berlusconi-spread.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/sarkozy-berlusconi-spread.html">Il triplice fuoco contro l&#8217;Italia: così fu fatto cadere Berlusconi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_5163974-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_5163974-1.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_5163974-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_5163974-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_5163974-1-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>Nelle ultime giornate, un <strong>Emmanuel Macron</strong> sempre più in crisi, schiacciato tra la vertiginosa caduta di consensi in Francia, l&#8217;appannamento della sua stella nel proscenio internazionale e le rivendicazioni dei gilet gialli, ha avviato uno stretto giro di consultazioni con gli esponenti del tradizionale establishment politico nazionale. Con quelli che Lucio Caracciolo ha definito &#8220;ottimati&#8221;, i rappresentanti di un&#8217;élite politico-economica che ha puntato su Macron come suo campione ma, al tempo stesso, come sua ultima risorsa. Se l&#8217;incontro con il Commissario europeo Pierre Moscovici ha fatto discutere, ancora più chiacchierato sarà <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/macron-talmente-crisi-che-adesso-si-fa-aiutare-sarkozy-1619463.html" target="_blank">il vertice con l&#8217;ex presidente Nicolas Sarkozy</a>.</p>
<p>Ricevendo all&#8217;Eliseo il <a href="https://www.independent.co.uk/news/world/europe/yellow-vest-protests-france-macron-nicolas-sarkozy-paris-gilet-jaunes-president-a8690651.html" target="_blank">suo predecessore di centrodestra,</a> Macron non punta solo a risultati politici immediati o a una legittimazione nell&#8217;elettorato dei Republicains. Certifica anche l&#8217;esistenza di un&#8217;identità trasversale all&#8217;establishment francese, uno spirito di corpo che la crisi apparentemente irrisolvibile di Macron appare destinato a fomentare. C&#8217;è aria da ultima ridotta, in Francia. E pensando a Sarkozy la mente non può non tornare a sette anni fa, ai tempi della <strong>tempesta finanziaria</strong> che sconvolse l&#8217;Eurozona nel 2011, portando al crollo del governo di <strong>Silvio Berlusconi</strong> in Italia sotto i colpi dello <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/parametro-tecnico-arma-politica-due-diversi-volti-dello-spread/" target="_blank">spread</a>.</p>
<p>Tra i protagonisti del dramma dell&#8217;estate e dell&#8217;autunno 2011 <strong>Nicolas Sarkozy</strong> spicca assieme a pochi altri protagonisti. Tre per la precisione. Assieme alla Cancelliera <strong>Angela Merkel,</strong> due francesi: l&#8217;allora governatore della Bce <strong>Jean-Claude Trichet </strong>e la direttrice del Fondo monetario internazionale<strong> Christine Lagarde</strong>. Lo spirito di corpo degli &#8220;ottimati&#8221; allora unì fortemente <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/litalia-dopo-la-grecia-nel-mirino-di-lagarde-e-fmi/">Lagarde</a>, Sarkozy e Trichet. Che a una lettura chiara dei fatti appaiono come i principali responsabili delle dinamiche politiche ed economiche che sprofondarono nella crisi più nera l&#8217;Italia, portando alla caduta del governo.</p>
<p>La Francia protagonista dell&#8217;offensiva contro Berlusconi</p>
<p>Nella memoria collettiva riguardante quei mesi di acutissima tensione, il profilo del responsabile principale per l&#8217;offensiva finanziaria che mise in ginocchio l&#8217;Italia sembra coincidere con quello della Germania di Angela Merkel, i cui istituti giocarono invero un ruolo notevole: basti pensare alla vendita allo scoperto di 7 miliardi di titoli pubblici italiani da parte di Deutsche Bank, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/la-vera-minaccia-per-leconomia-europea-si-chiama-deutsche-bank/">attuale mina vagante dell&#8217;economia europea</a>, tra la fine del 2010 e il luglio 2011 che contribuì a portare i rendimenti dei Btp alle stelle.</p>
<p>Tuttavia, una lettura incrociata delle principali fonti sui fatti del 2011 rafforza i sospetti su Parigi e sui suoi uomini nelle istituzioni finanziarie internazionali. Mano a mano che si costituiva l&#8217;asse franco-tedesco in seno all&#8217;Eurozona, Nicolas Sarkozy si andava convincendo che solo attraendo l&#8217;Italia come satellite la Francia avrebbe potuto<strong> riequilibrare l&#8217;egemonia di Berlino</strong>. Da qui l&#8217;azione su due fronti. Sul versante mediterraneo, l&#8217;azione contro la Libia di Gheddafi, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/cosi-cugini-francesi-ci-hanno-fatto-guerra-libia-mentre-renzi-122204.htm" target="_blank">aperta sfida geopolitica a Roma</a> a cui il governo Berlusconi fu costretto a partecipare dietro le pressioni del Quirinale. Sul fronte finanziario, la manovra accerchiante per costringere l&#8217;Italia ad accettare una manovra di &#8220;lacrime e sangue&#8221; e, in prospettiva, l&#8217;intervento della Troika. Premessa necessaria per una svendita massiccia di asset e un ridimensionamento economico del Paese di cui gli attori francesi avrebbero inevitabilmente tratto giovamento.</p>
<p>La pista francese della crisi del 2011</p>
<p>Quattro libri aiutano, incrociati l&#8217;uno con l&#8217;altro, a ricostruire lo scenario in maniera precisa. Lo ha fatto per primo <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.panorama.it/economia/lagguato-del-2011-contro-berlusconi/" target="_blank">Luca Ricolfi su </a><em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.panorama.it/economia/lagguato-del-2011-contro-berlusconi/" target="_blank">Panorama</a>, </em>in un&#8217;eccellente analisi a cui ora si vogliono integrare importanti prescrizioni per il presente. Si tratta delle autobiografie dell&#8217;ex premier spagnolo Zapatero (<em>El dilema</em>) e dell&#8217;ex Segretario al Tesoro statunitense Timothy Geithner (<em>Stress Test</em>) a cui bisogna aggiungere <em>My Way, </em>la biografia dello stesso Berlusconi curata da Alan Friedman e il recente saggio dell&#8217;ex direttore del <em>Sole 24 Ore </em>Roberto Napoletano, <em>Il Cigno nero e il Cavaliere bianco</em>.</p>
<p>La speculazione di Deutsche Bank, in questo contesto, resta sullo sfondo. Come ricorda Ricolfi, &#8220;fino al 5 agosto 2011, data di invio della <strong>famosa lettera Trichet-Draghi</strong> che intimava all&#8217;Italia di fare una decina di riforme e anticipare di un anno (al 2013) il pareggio di bilancio, l&#8217;azione del governo Berlusconi e del suo ministro dell&#8217;Economia (all&#8217;epoca Giulio Tremonti) aveva ricevuto solo lodi per la gestione dell&#8217;economia del Paese&#8221;, l&#8217;ultima delle quali espressa direttamente dal Consiglio europeo il 21 luglio precedente.</p>
<p>L&#8217;offensiva a tutto campo contro l&#8217;Italia e Berlusconi</p>
<p>A colpire al cuore le prospettive di ripresa dell&#8217;Italia non fu infatti la speculazione del colosso tedesco, quanto il combinato disposto tra la <strong>famosa lettera </strong>e la decisione della Banca centrale europea di Trichet di procedere a due <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.ecb.europa.eu/stats/policy_and_exchange_rates/key_ecb_interest_rates/html/index.en.html" target="_blank">incauti rialzi del tasso di sconto, che crebbe dall&#8217;1% all&#8217;1,50%</a>, una manovra insensata nel pieno di una crisi economica che aveva portato a una carenza di liquidità nell&#8217;Eurozona e che tuttora rappresenta l&#8217;unico caso di innalzamento dello stesso dal 2008 in avanti.</p>
<p>&#8220;E un&#8217;analisi statistica dimostrerà, qualche anno dopo, che il livello del tasso di riferimento della Bce è fra i fattori cruciali che influenzano la dispersione dei rendimenti: alzarlo significa far esplodere gli spread fra Paesi periferici e Paesi forti&#8221;, sottolinea giustamente Ricolfi. Ma questo era solo l&#8217;inizio. Sul finire dell&#8217;estate quella che Zapatero ha definito &#8220;un&#8217;offensiva per terra, mare, aria&#8221; contro l&#8217;Italia e il governo Berlusconi sarebbe stata portata avanti con baldanza. E avrebbe avuto, guarda caso, dei protagonisti francesi.</p>
<p>Sarkozy e Lagarde attaccano Berlusconi al G20</p>
<p>Mentre, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/parla-professore-emerito-economia-sapienza-1072338.html" target="_blank">come già denunciato da <em>IlGiornale</em></a>, le divisioni nel governo italiano tra i fautori di una manovra d&#8217;emergenza (Romani, Brunetta, Mattioli, Calderoli) e i ministri chiave del governo (Tremonti, ministro dell&#8217;Economia e Frattini, Ministro degli Esteri) esacerbavano ulteriormente gli animi, il presidente della Repubblica, negando l&#8217;<strong>uso del decreto per l&#8217;approvazione della manovra economica</strong> che doveva tranquillizzare la Ue, mandò Berlusconi disarmato al G20 di Cannes del 3 novembre, ledendo l&#8217;autorevolezza del governo.</p>

<p>A Cannes, sotto l&#8217;egida di Sarkozy, presidente del summit, Christine Lagarde, direttrice del Fondo Monetario ed ex ministro nei suoi esecutivi, avanzò una serie di proposte draconiane per la risoluzione del &#8220;problema Italia&#8221;, culminanti nell&#8217;offerta di un prestito da 80 miliardi di euro che avrebbe messo, di fatto, il Paese sotto il controllo della Troika. Supportati dalla Merkel e dal superfalco del rigore Schauble, Sarkozy e Lagarde esercitarono indebite pressioni sul premier affinché accettasse le misure che, di fatto, il Quirinale aveva già avallato dopo i colloqui irrituali di Napolitano con i leader di Francia e Germania.</p>
<p>Lo spread travolge il premier italiano</p>
<p>Geithner ha scritto nel suo libro che al G20 di Cannes &#8220;alcuni funzionari europei con i quali interagivamo in quei meeting si avvicinarono con un piano per far cadere il primo ministro italiano Berlusconi. Volevano che noi rifiutassimo di sostenere i prestiti del Fmi fin quando se ne fosse andato&#8221;. Tuttavia, Obama e la sua amministrazione ebbero un comportamento molto più lineare e comprensivo delle richieste del governo italiano.</p>
<p>Nel comunicato finale del G20, in ogni caso, sparì l&#8217;accenno del prestito all&#8217;Italia e, di converso, l&#8217;ipotesi di uno scenario &#8220;greco&#8221; per il nostro Paese. Ma era troppo poco, evidentemente, per frenare il circolo vizioso di speculazione finanziaria abbattutosi sull&#8217;Italia. Appena una settimana dopo la fine del G20, infatti, Berlusconi si sarebbe dimesso sotto la marea montante di uno spread salito oltre quota 570. Nasceva in Italia il governo Monti: le pressioni del trio francese avevano contribuito a togliere il terreno sotto i piedi di Palazzo Chigi, ma non avevano portato al commissariamento dell&#8217;Italia e all&#8217;apertura di opportunità strategiche per la Francia nel Paese. Si confermava, come ha scritto Carlo Pelanda su <em>Limes, </em>&#8220;l&#8217;inutilità degli sforzi francesi per dominare l&#8217;Italia&#8221;.</p>
<p>Lezioni per il presente</p>
<p>Ciò che è accaduto nel 2011 può fornire istruttive lezioni per l&#8217;odierna situazione dell&#8217;Eurozona, in una fase che vede addensarsi all&#8217;orizzonte le nubi di una nuova crisi finanziaria. E il compattamento attorno a Macron di Sarkozy e alcuni dei suoi storici compagni di partito aiuta a capire la continuità nella linea di pensiero dei leader francesi.</p>
<p>Continuità che passa, tra le altre cose, per la ricerca di una vera e propria supremazia sull&#8217;Italia. Emmanuel Macron, con notevole miopia e un forte velleitarismo, ha più volte tentato di fare la voce grossa con Roma in diversi scenari. Dall&#8217;Eurozona alla <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/francia-italia-petrolio-libia/">Libia</a>, passando per le dinamiche dei più importanti attori economici dei due Paesi e la crisi migratoria, la <a href="http://www.occhidellaguerra.it/macron-un-anno-dopo-la-francia-e-il-rivale-numero-uno-dellitalia/">Francia ha messo particolarmente nel mirino l&#8217;Italia nell&#8217;ultimo anno</a>.</p>

<p>Si ripropongono gli scenari tradizionali: <em>junior partner </em>in quello che ai media è presentato come &#8220;asse franco-tedesco&#8221; in seno all&#8217;Unione europea, ma che di fatto è arena di quasi esclusiva pertinenza di Berlino, Parigi non punta a riequilibrare i rapporti di forza con la Germania facendo leva sull&#8217;Italia come alleato in diversi campi, tra cui la fondamentale riforma dei trattati, ma esercita su Roma pressioni indebite per convincerla a entrare nella sua orbita.</p>
<p>Nel 2011 Sarkozy, Trichet e Lagarde scaricarono sull&#8217;Italia una potenza di fuoco devastante. Non ottennero il commissariamento di Roma da parte del Fmi, ma contribuirono al crollo dell&#8217;ultimo governo Berlusconi accelerando la spirale dello spread. Oggi, Macron considera la Francia come un Paese potenzialmente in grado di condizionare sul lungo periodo il posizionamento dell&#8217;Italia. E in assenza di una vera capacità di posizionarci adeguatamente negli scenari politici europei, resteremo sempre a rischio di nuovi tentativi di condizionamento. La lezione del 2011 è un utile ammonimento per il futuro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/sarkozy-berlusconi-spread.html">Il triplice fuoco contro l&#8217;Italia: così fu fatto cadere Berlusconi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Dopo aver distrutto la Grecia  la Lagarde ora punta all&#8217;Italia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/litalia-dopo-la-grecia-nel-mirino-di-lagarde-e-fmi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Oct 2018 08:24:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Christine Lagarde]]></category>
		<category><![CDATA[Fondo monetario internazionale (Fmi)]]></category>
		<category><![CDATA[Troika]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1416" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/Lag.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/Lag.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/Lag-300x221.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/Lag-768x566.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/Lag-1024x755.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nelle scorse settimane il Fondo Monetario Internazionale ha più volte criticato la manovra economica del governo italiano, con Poul Thomsen, capo del dipartimento europeo dell&#8217;Fmi, che ha invitato Roma a &#8221; rispettare le regole dell&#8217;Unione europea con la sua legge di bilancio del 2019 e costruire un buffer di liquidità per attutire la prossima crisi economica&#8221; &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/litalia-dopo-la-grecia-nel-mirino-di-lagarde-e-fmi.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/litalia-dopo-la-grecia-nel-mirino-di-lagarde-e-fmi.html">Dopo aver distrutto la Grecia  la Lagarde ora punta all&#8217;Italia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1416" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/Lag.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/Lag.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/Lag-300x221.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/Lag-768x566.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/Lag-1024x755.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nelle scorse settimane il Fondo Monetario Internazionale ha più volte criticato la manovra economica del governo italiano, con <strong>Poul Thomsen</strong>, capo del dipartimento europeo dell&#8217;Fmi, che <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/economia/fmi-litalia-non-pu-fare-deficit-manovra-va-direzione-opposta-1587368.html" target="_blank">ha invitato Roma</a> a &#8221; rispettare le regole dell&#8217;Unione europea con la sua legge di bilancio del 2019 e costruire un buffer di liquidità per attutire la prossima crisi economica&#8221; e la direttrice Christine Lagarde che ha dichiarato di sperare in &#8220;una distanza&#8221; tra la &#8220;retorica&#8221; del governo italiano, che allarma Bruxelles, e &#8220;le cifre finali&#8221; del bilancio del Paese.</p>
<p>Proprio<strong> Christine Lagarde</strong>, nei prossimi mesi, potrebbe essere chiamata a un ruolo di maggiore visibilità nel contesto dell&#8217;economia internazionale. Negli ultimi tempi eventi come la crisi commerciale sino-americana, il crollo del valore delle valute di diversi Paesi in via di sviluppo (Turchia, Iran, Pakistan, Argentina) e i rischi per una nuova, grande <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/i-segnali-di-una-nuova-crisi-finanziaria/" target="_blank">crisi sistemica</a> generata dalle disfunzionalità del mercato bancario non sono stati bilanciati da un&#8217;adeguata capacità di reazione da parte del Fmi.</p>
<p>Intrappolato nella ristretta area ideologica che ha sempre influenzato la sua azione, fondata sulla concessione di aiuti a Paesi in difficoltà in cambio di riforme strutturali draconiane nel sistema economico, sociale e previdenziale, il Fmi ha proposto le prime, timide aperture a politiche in <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.ilmessaggero.it/economia/flashnews/fmi_appello_di_lagarde_servono_azioni_forti_per_evitare_una_bassa_crescita-1942405.html" target="_blank">sostegno alla domanda</a> nel 2016, ma senza che ciò producesse sostanziali cambiamenti. E il timore per un mancato cambio di direzione dell&#8217;ente guidato dalla Lagarde rende necessario considerare con dovuta cautela il suo recente interesse per il nostro Paese.</p>
<p>La Troika &#8220;informale&#8221; contro l&#8217;Italia</p>
<p>Tra l&#8217;11 e il 12 ottobre il governo Conte ha ricevuto reprimende da tutti e tre le istituzioni costituenti la famosa &#8220;Troika&#8221; vista in azione in Grecia: il fatto che <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/nemico-europa-juncker/" target="_blank">Jean-Claude Juncker</a>, presidente della Commissione europea, e<strong> Mario Draghi</strong>, direttore della Bce, fossero in completo disaccordo con la manovra italiana era però prevedibile. Meno che critiche della stessa intensità arrivassero anche da oltre Atlantico, sede Fmi. Segno che<a href="https://www.huffingtonpost.it/2018/10/12/la-troika-preoccupata-nuove-raccomandazioni-allitalia-da-fmi-bce-e-ue_a_23558887/" target="_blank"> l&#8217;allineamento di intenti </a>tra Bce, Commissione e Fmi nei confronti dell&#8217;Italia appare simile a quello che caratterizzò il caso greco nel 2011.</p>
<p>Il vicepresidente del Consiglio <strong>Luigi Di Maio</strong> ha ironizzato sottolineando che all&#8217;elenco dei critici della manovra italiana manca &#8220;solo la Nasa e qualche ente di qualche altro pianeta&#8221;. In ogni caso, la situazione è da tenere monitorata: spiace vedere in questo contesto oppositori del governo italiano di diversa estrazione, dall&#8217;ex presidente dell&#8217;Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem alla giornalista del <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.la7.it/coffee-break/video/maria-teresa-meli-andremo-a-sbattere-contro-il-muro-magari-arrivasse-la-troika-22-10-2018-253532" target="_blank"><em>Corriere</em> Maria Teresa Meli</a>, invocare il commissariamento del Paese da parte dei <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://ildubbio.news/ildubbio/2018/06/24/vero-problema-dellitalia-salvarsi-dalle-grinfie-della-troika/" target="_blank">custodi dell&#8217;austerità</a> senza preoccuparsi di cosa ciò costituirebbe per un Paese che ha già sperimentato, in forma non completa, il rigore imposto da Mario Monti, Elsa Fornero e i tecnici loro accoliti tra il 2011 e il 2013. Il caso greco insegna che la Troika significherebbe, per l&#8217;Italia, la rovina.</p>
<p>I disastri del Fmi della Lagarde nella Grecia distrutta dall&#8217;austerità</p>
<p>Nel giugno scorso la Troika ha definitivamente tolto la Grecia dal commissariamento economico e finanziario in cui era stata vincolata dal 2011 in avanti. Proprio nel momento in cui la Lagarde ascese alla guida del Fmi, la Troika ampliò la sua esposizione nei confronti di Atene.</p>

<p>&#8220;Giunta al Fmi nel 2011, Lagarde esaminò alla lente il Paese di Platone. &#8216;È in bancarotta&#8217;, pontificò&#8221;, scrive <em>La Verità</em>. Con l&#8217; Ue, decisero di togliergli la sovranità e governarlo loro. Il torchio è durato sette anni&#8221;. Ora, &#8220;la Grecia è tornata padrona di sé stessa e ha scoperto che dall&#8217;orlo, dove stava prima, era finita nel baratro&#8221;.  </p>
<p>E di baratro è giusto parlare guardano la dimensione della macelleria sociale imposta al Paese ellenico: &#8220;Rispetto a quando stava male e Christine la prese in cura, la Grecia ha perduto il 25% del Pil, un quarto dei 5 milioni di abitanti è in povertà assoluta, 500mila sono emigrati, la disoccupazione è al 22% (43%, tra i giovani), il debito pubblico, che era al 140%, è oggi al 180 sul Pil&#8221;.</p>
<p>Atene si è impegnata a spalmare il <strong>rimborso dei suoi debiti</strong> su un lasso di tempo smodatamente lungo, destinato a protrarsi fino al 2060. Mettere preventivamente in conto quarant’anni di ulteriore austerità significa abdicare a ciò che resta della sovranità politica ed economica del Paese. La svendita di asset pubblici più grande della storia europea (compagnie energetiche, aeroporti, autostrade e così via) non contribuirà ad alleviare una sofferenza oramai indicibile e la perdita di una generazione, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/i-numeri-del-tracollo-della-grecia-distrutta-dallausterita/" target="_blank">distrutta assieme al tessuto sociale del Paese</a>.</p>
<p>Solo di recente l’Fmi ha dichiarato errate le stime effettuate in Grecia nel 2010, quando aveva imposto a 0,5 il cosiddetto moltiplicatore fiscale che,<a href="http://goofynomics.blogspot.com/2015/04/kpd6-limf-e-il-moltiplicatore-della.html" target="_blank"> come si può leggere sul blog di Alberto Bagnai</a>, “esprime l’impatto che una manovra di spesa pubblica avrà sul Pil. Moltiplicatore di 0.5 significa che un aumento di spesa pubblica di un euro incrementa il Pil di 0.5 euro, e naturalmente (moltiplicando per meno uno), che una diminuzione di spesa pubblica di un euro decrementa il Pil di 0.5 euro”.</p>

<p>Nella realtà, il moltiplicatore per la Grecia si è dimostrato essere addirittura triplo, come confermato da un crollo del Pil superiore al 25%. La tecnica tiranna, si dirà. Una tecnica che vorremmo si tenesse a lungo lontana dai lidi italiani. </p>
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		<title>Se il caso Khashoggi fa saltare  la Davos del principe bin Salman</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-davos-nel-deserto-per-il-futuro-dellarabia-saudita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Oct 2018 10:17:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Christine Lagarde]]></category>
		<category><![CDATA[Fondo monetario internazionale (Fmi)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/GETTY_20181005125657_27453786.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/GETTY_20181005125657_27453786.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/GETTY_20181005125657_27453786-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/GETTY_20181005125657_27453786-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/GETTY_20181005125657_27453786-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Sale la tensione dalle parti dell&#8217; Arabia Saudita, dove continua a tenere banco la vicenda legata alla misteriosa scomparsa di Jamal Khashoggi. Proseguono le indagini da parte delle intelligence occidentali, ma tuttora non si è ancora riusciti a fare chiarezza con quanto successo lo scorso 2 ottobre al consolato di Istanbul. Un&#8217;attenzione mai vista sull&#8217;Arabia &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-davos-nel-deserto-per-il-futuro-dellarabia-saudita.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/GETTY_20181005125657_27453786.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/GETTY_20181005125657_27453786.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/GETTY_20181005125657_27453786-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/GETTY_20181005125657_27453786-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/GETTY_20181005125657_27453786-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Sale la tensione dalle parti dell&#8217; Arabia Saudita, dove continua a tenere banco la vicenda legata alla misteriosa scomparsa di <strong>Jamal Khashoggi</strong>. Proseguono le indagini da parte delle intelligence occidentali, ma tuttora non si è ancora riusciti a fare chiarezza con quanto successo lo scorso 2 ottobre al consolato di Istanbul.</p>
<p>Un&#8217;attenzione mai vista sull&#8217;Arabia Saudita</p>
<p>Come era preventivabile la vicenda si sta lentamente allargando, da mero episodio di cronaca a un più ampio ribaltone geopolitico. Perché mai come oggi l’attenzione dell’opinione pubblica, con media, organizzazioni internazionali e della società civile, si era mai così concentrata sull’operato dell’<strong>Arabia Saudita</strong>. Nemmeno la recente e tuttora in corso, catastrofe umanitaria in <strong>Yemen</strong> era riuscita lontanamente a catalizzare così l’attenzione occidentale sull’operato di Riad.</p>
<p>E questo terremoto, causato dallo sdegno civile, si sta avvicinando sempre più alla Casa Bianca, rischiando di far crollare le fondamenta di un’alleanza con l&#8217; Arabia Saudita che fino ad oggi sembrava indiscutibile. È chiaro come il presidente <strong>Donald Trump</strong> sia sotto pressione in questo momento e stia cercando di prendere tutto il tempo necessario prima di giungere a conclusioni che potrebbero ritorcersi contro. &#8220;Adotteremo misure punitive&#8221;, ha detto il tycoon senza sbilanciarsi troppo.</p>
<p>Riad pronta a rispondere chiudendo i rubinetti del petrolio</p>
<p>Sta di fatto che da parte saudita non si è rimasti a guardare e oltre ad aver sempre negato qualsiasi coinvolgimento nel presunto omicidio di Khashoggi si è anche risposto in maniera chiara all’ipotesi di ritorsioni. Come riportato da <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2018-10-14/saudi-arabia-says-it-will-retaliate-against-punitive-measures?srnd=premium-middle-east">Bloomberg</a>, Riad non esiterebbe a rispondere ad eventuali sanzioni “avvalendosi del suo ruolo vitale nell’economia globale”. Il che, tradotto, significa agire sull’offerta di petrolio, di cui l’ Arabia Saudita detiene <strong>il 18% delle riserve globali</strong>. La miglior difesa è l’attacco, come si suol dire.</p>
<p>L’occidente, con gli Stati Uniti in testa, si trova ora di fronte a un bivio: abbandonare la realpolitik per dare spazio una volta per tutte a quei diritti umani, decantati in certi casi, ma tatticamente nascosti di fronte ai sauditi, oppure proseguire l’attuale politica, sperando che l’onda lunga dello sdegno civile si spenga così com’è nata.</p>
<p>Un forum che sarà disertato dalla stampa internazionale</p>
<p>Un passaggio fondamentale per capire quale strada sarà presa è sicuramente il prossimo <strong>Future Investment Initiative</strong>, un forum economico internazionale previsto per il prossimo 23 ottobre proprio nella capitale saudita. Come riportato dal <a href="https://www.theguardian.com/world/2018/oct/12/saudi-arabia-fii-conference-withdrawal-jamal-khashoggi">The Guardian</a> sono già numerosi gli ospiti di prestigio che hanno deciso di non partecipare all’evento, come presa di distanze rispetto al regno saudita. Il <em>Financial Times</em>, <em>Bloomberg</em>, la <em>Cnn</em> e la <em>Cnbc</em> hanno già ritirato la loro sponsorship all’evento e i rispettivi giornalisti non vi parteciperanno.</p>
<p>Anche la Banca mondiale ha fatto sapere che il suo presidente, Jim Yong Kim, non parteciperà all&#8217;evento, come previsto. Blocco unanime occidentale quindi? Non proprio, perché l’istituzione “sorella” della Banca mondiale, ovvero il Fondo monetario internazionale sarà presente all’evento con la sua massima carica, <strong>Christine Lagarde</strong>. La stessa si è infatti dichiarata “inorridita” dalla vicenda Khashoggi, ma tale choc non le impedirà di stringere la mano al principe bin Salman. Una stretta di mano che verrà fatta anche dal Segretario del Tesoro americano Steven Mnuchin, anch’egli già confermato tra i partecipanti.</p>
<p>Interessi politici in vista delle elezioni di midterm</p>
<p>Appare dunque uno scenario in cui la comunità internazionale si presenterà frammentata rispetto all’appuntamento saudita e tale difformità di reazione potrebbe essere frutto di precisi calcoli politici da entrambe le parti. Il Fondo monetario internazionale non potrebbe mancare ad un appuntamento in cui il programma saudita <strong>Vision 2030</strong> sarà al centro dell’agenda. Un programma di riforme economiche che ha ricevuto il benestare proprio della stessa istituzione che, nell’ Arabia Saudita del futuro, ha investito in consulenti e in immagine. Solo lo scorso luglio il Ministro delle finanze saudita ringraziava il Fondo monetario internazionale per il supporto ricevuto. D’altra parte il Governo americano non può, ancora, rinunciare alla sua presenza, attraverso <strong>Steven Mnuchin</strong>, come dimostrato dall’attendismo di Trump. Questo almeno finché non verranno prodotte delle prove concrete sulla vicenda Khashoggi. Fini politici muovono anche, sicuramente, gli attori che non parteciperanno al summit.</p>

<p>Tra questi alcuni giornali di rilievo, come la Cnn, Bloomberg e il Financial Times si stanno distinguendo per un grande sforzo divulgativo volto a smascherare la natura liberticida di Riad. È tuttavia curioso come, non troppo tempo fa, le stesse testate riportassero in maniera quasi entusiastica le “conquiste civili” del principe <strong>bin Salman</strong>, su tutte la concessione del diritto di guida alle donne. Inoltre, sempre sulle stesse testate, poco spazio è sempre stato riservato alla catastrofe umanitaria che sta occorrendo in Yemen, per mano proprio dei sauditi. Una serie di sviste clamorose della stampa mainstream che rimarrebbero tali, non fosse per l’approssimarsi delle elezioni mid-term americane. Ecco che, in tal senso, l’affaire Khashoggi può diventare la vera spina nel fianco per la presidenza Trump e il grande sforzo mediatico anti saudita può essere un semplice strumento per raggiungere quest’obiettivo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-davos-nel-deserto-per-il-futuro-dellarabia-saudita.html">Se il caso Khashoggi fa saltare  la Davos del principe bin Salman</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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