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	<title>chimica Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sat, 01 Aug 2026 05:32:05 +0000</lastBuildDate>
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	<title>chimica Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>La chimica come arma: gas e altre sostanze nelle guerre del nostro tempo</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-chimica-come-arma-gas-e-altre-sostanze-nelle-guerre-del-nostro-tempo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Beccaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 05:31:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[chimica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/armi-chimiche.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="armi chimiche" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/armi-chimiche.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/armi-chimiche-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/armi-chimiche-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/armi-chimiche-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/armi-chimiche-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/armi-chimiche-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le armi chimiche, sebbene impiegate fin dalla Prima guerra mondiale, rischiano di essere le armi del futuro. Ecco perché.  </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/armi-chimiche.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="armi chimiche" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/armi-chimiche.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/armi-chimiche-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/armi-chimiche-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/armi-chimiche-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/armi-chimiche-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/armi-chimiche-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un aspetto dei conflitti degli ultimi anni che viene spesso ignorato, o comunque non particolarmente messo in evidenza, riguarda <strong>l’impiego di sostanze chimiche di vario genere. </strong>Ciò non deve sorprendere perché, benché queste ultime siano comparse con una certa costanza in confitti recenti e anche vicini a noi, in realtà il loro impiego è comunque limitato se paragonato a quello di altre armi. Tuttavia è un aspetto che deve essere affrontato.</p>



<p><strong>L’impiego di armi chimiche di varia natura è un tratto distintivo delle guerre moderne</strong> a partire dalla Prima guerra mondiale, poi sono state impiegate dagli italiani e da altre potenze europee nelle colonie, dagli americani in Vietnam con l’Agente arancione, ovvero un defogliante, dall’Iraq di Saddam Hussein contro i curdi negli anni Ottanta, dal regime di Assad durante la guerra civile in Siria e poi ancora, specialmente le bombe al cloro, dall&#8217;ISIS. Negli ultimi anni si ha la certezza dell’impiego da parte di Israele di defoglianti ed erbicidi in Siria e Libano per tenere sgombro il terreno di fronte alle posizioni occupate. Ovviamente tali sostanze hanno poi ripercussioni da valutare su terreni che le popolazioni locali utilizzavano, almeno in alcune circostanze, per la locale produzione agricola.</p>



<p>L’impiego di tale tipologia di arma è anche stato registrato, e non solo ora, anche in Ucraina dove, probabilmente, stiamo assistendo a un interessante sviluppo. <strong>Sia la Russia sia l’Ucraina hanno sperimentato in modi, tempi e quantità diverse queste sostanze,</strong> per esempio Kiev pubblicizzò un paio di anni fa il &#8220;drone drago&#8221; ovvero un FPV equipaggiato con una miscela di termite spruzzata come metallo fuso ad altissime temperature per incendiare filari di alberi, vegetazione e fortificazioni nemiche ed esporre così il nemico. Chi scrive dubita della reale efficacia di tale strumento, ma è una testimonianza dell’impiego di queste armi. Comunque è un altro uso che risulta molto più interessante e foriero di impieghi futuri, infatti <strong>ci sono ormai vari riscontri dell’impiego di droni che utilizzano munizionamento basato su gas non letali </strong>come, per esempio, varie tipologie di gas lacrimogeni o simili. La tattica più utilizzata è quella di impiegare delle bombe a mano appositamente costruite per forze di polizia e di sicurezza agganciandole sotto un drone commerciale con un dispositivo di sgancio che quando viene aperto sgancia la spoletta, attiva l’ordigno che quindi diffonde la sostanza in prossimità del nemico che si intende colpire.</p>



<p> La granata maggiormente impiegata, ma non l’unica, è la K-51 di produzione ancora sovietica che presumibilmente contiene l’agente irritante denominato clorobenziliden malononitrile. Quando viene attivata, la granata rilascia l’agente riempiendo in pochi secondi un’ampia stanza rendendo le persone al suo interno inabili se sono prive di dispositivi di protezione. Oltre a queste <strong>sono state impiegate anche versioni più moderne, più artigianali</strong> (sono stati documentati casi di munizioni chimiche improvvisate, in cui, ad esempio, uno spray per autodifesa è stato fissato con del nastro adesivo a una granata esplosiva modificata, oppure munizioni improvvisate contenenti ammoniaca o altri agenti irritanti sono state modificate per essere sganciate da un drone) o con altri scopi (come per esempio le flash-bang).</p>



<p>L’impiego di tali armi è particolarmente interessante perché prevede che il drone voli sulla trincea nemica o all’interno dell’edificio occupato dal nemico e sganci l’ordigno. A quel punto se le truppe presenti non hanno protezioni adeguate saranno costrette a uscire diventando facile bersaglio per gli attaccanti che possono poi occupare la posizione. Tali munizioni non sono quindi pensate per uccidere gli occupanti di una determinata posizione, bensì per costringerli semplicemente a uscire allo scoperto e abbandonare la stessa oppure renderli incapaci di reagire all’attacco.</p>



<p>A fronte di questa situazione serve svolgere qualche riflessione aggiuntiva. La prima riflessione è che, sebbene ci siano riscontri da entrambe le parti del fronte dell’impiego di tale munizionamento, <strong>in realtà è la Russia ad avere dimostrato una maggiore continuità di impiego. Secondo il Ministero della Difesa Ucraino, fonte certamente non super partes, i russi avrebbero impiegato questa tipologia di arma chimica circa 13.300 volte durante il conflitto</strong>. Inoltre, il fatto che vengano utilizzate, come detto in precedenza, granate risalenti alla Guerra fredda ma anche di produzione moderna, sottolinea che Mosca ritiene questo strumento utile e impiegabile sui campi di battaglia moderni. Questi due aspetti non devono sorprendere particolarmente per due ragioni. Primo, come si è messo in luce, queste granate servono per liberare una postazione dai difensori, di conseguenza è l’attaccante, ovvero i russi, che necessitano maggiormente di utilizzare tale arma che è efficace senza essere mortale (si tratta solo di forme diverse di gas lacrimogeni) e senza arrecare danni agli edifici. Secondo, le guerre di oggi e molto probabilmente del prossimo futuro saranno principalmente combattute in ambito urbano, che è esattamente la situazione tattica più favorevole all’impiego di gas di qualunque derivazione. Infatti, fin dalla Prima guerra mondiale, <strong>il problema principale nell’impiego di tali armi erano le condizioni meteorologiche </strong>(vento, umidità e simili) che impattavano in modo significativo sulla loro efficacia: basta che il vento cambi direzione e chi usa il gas si trova investito dalla sua stessa sostanza. In ambienti chiusi come appunto gli edifici di una città, invece, il gas rimane più concentrato e non si disperde mantenendo la sua efficacia.</p>



<p>Una seconda riflessione riguarda gli utilizzi futuri. Perché se, come appena detto, con l’urbanizzazione dei conflitti queste armi potrebbero essere maggiormente impiegate, non va nemmeno dimenticato che milizie come ISIS e gruppi terroristici hanno già impiegato rudimentali armi chimiche, principalmente cloro, e con un più facile accesso a queste tecnologie tali scenari sono sicuramente da prendere in considerazione.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Concorrenza di Cina e Corea e stop al gas russo: così la chimica olandese ha perso il 20% in tre anni</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/concorrenza-di-cina-e-corea-e-stop-al-gas-russo-cosi-la-chimica-olandese-ha-perso-il-20-in-tre-anni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2025 10:41:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[chimica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Concorrenza-sino-coreana-e-stop-al-gas-russo-la-tempesta-perfetta-sulla-chimica-olandese.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Concorrenza-sino-coreana-e-stop-al-gas-russo-la-tempesta-perfetta-sulla-chimica-olandese.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Concorrenza-sino-coreana-e-stop-al-gas-russo-la-tempesta-perfetta-sulla-chimica-olandese-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Concorrenza-sino-coreana-e-stop-al-gas-russo-la-tempesta-perfetta-sulla-chimica-olandese-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Concorrenza-sino-coreana-e-stop-al-gas-russo-la-tempesta-perfetta-sulla-chimica-olandese-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Concorrenza-sino-coreana-e-stop-al-gas-russo-la-tempesta-perfetta-sulla-chimica-olandese-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Concorrenza-sino-coreana-e-stop-al-gas-russo-la-tempesta-perfetta-sulla-chimica-olandese-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Concorrenza sino-coreana e stop al gas russo, la tempesta perfetta sulla chimica olandese che cala del 20% dal 2022.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Concorrenza-sino-coreana-e-stop-al-gas-russo-la-tempesta-perfetta-sulla-chimica-olandese.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Concorrenza-sino-coreana-e-stop-al-gas-russo-la-tempesta-perfetta-sulla-chimica-olandese.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Concorrenza-sino-coreana-e-stop-al-gas-russo-la-tempesta-perfetta-sulla-chimica-olandese-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Concorrenza-sino-coreana-e-stop-al-gas-russo-la-tempesta-perfetta-sulla-chimica-olandese-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Concorrenza-sino-coreana-e-stop-al-gas-russo-la-tempesta-perfetta-sulla-chimica-olandese-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Concorrenza-sino-coreana-e-stop-al-gas-russo-la-tempesta-perfetta-sulla-chimica-olandese-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Concorrenza-sino-coreana-e-stop-al-gas-russo-la-tempesta-perfetta-sulla-chimica-olandese-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>crisi dell&#8217;industria chimica olandese</strong> si sta manifestando in tutta la sua ampiezza e mostra uno spaccato di quello che potrebbe essere un futuro di crisi per le produzioni europee in un quadro di competizione globale sempre più calda. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;assalto alla chimica olandese</h2>



<p><strong>Il combinato disposto tra la concorrenza delle aziende cinesi e coreane da un lato</strong> e i prezzi crescenti dell&#8217;energia legati all&#8217;esaurimento della produzione nazionale di gas e alla riduzione delle <strong>entrate di gas naturale liquefatto russo </strong>dall&#8217;altro hanno chiuso in una morsa un&#8217;industria che contribuisce con il 16% del totale all&#8217;export del Paese. E dà un&#8217;idea della crisi del settore, soprattutto sul fronte della chimica di base, nel Vecchio Continente.</p>



<p>Nel 2022 l&#8217;industria chimica olandese valeva 86,7 miliardi di euro nel Pil de L&#8217;Aja, <a href="https://www.statista.com/statistics/504320/turnover-manufacturing-chemical-industry-netherlands/#:~:text=Chemicals%20and%20chemical%20products%20manufacturing%20turnover%20in%20the%20Netherlands%202021%2D2023&amp;text=In%202023%2C%20the%20turnover%20of,by%20approximately%20600%20million%20Euros.">ora è scesa sotto i 70</a>, contraendosi del 20% in meno di tre anni. LyondellBasell e Tronox hanno chiuso, rispettivamente, uno stabilimento per la produzione di pigmenti e un centro produttivo per la chimica di base al <a href="https://it.insideover.com/difesa/da-rotterdam-a-genova-i-porti-europei-diventano-anche-basi-militari.html">porto di Rotterda</a>m a marzo, <a href="https://www.dutchnews.nl/2025/03/two-chemicals-plants-shut-at-rotterdam-port-citing-high-costs/">citando</a> <strong>l&#8217;incapacità di competere sul costo con i concorrenti asiatici</strong> come motivo della riduzione delle linee. Analoga la scelta di Sabic per la chiusura di un cracker di nafta nel Limburgo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La concorrenza asiatica</h2>



<p>Sul fronte della concorrenza asiatica <a href="https://www.nrc.nl/nieuws/2025/10/14/nederlandse-chemiebedrijven-kunnen-de-moordende-concurrentie-met-china-niet-aan-een-voor-een-vallen-ze-om-a4909569">Nrc</a> ha realizzato un <strong>corposo servizio</strong> legato all&#8217;analisi in profondità delle sue determinanti e intervistato <strong>Hendrik de Zeeuw</strong>, direttore commerciale della Teijin Aramid, il quale ha detto che:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>&#8220;Il principale istigatore è il concorrente coreano. Riceviamo persino segnalazioni di concorrenti cinesi che si lamentano dei prezzi coreani sul loro mercato. I produttori di entrambi i Paesi non sono tenuti a rispettare le normative ambientali che noi siamo tenuti a rispettare. Come società e come azienda, vogliamo una produzione sostenibile, ma quando mi rivolgo a un acquirente importante, come un produttore di pneumatici, confrontano ciecamente i miei prezzi con le offerte che ricevono dalla Cina o dalla Corea&#8221;</p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Il problema energetico della chimica olandese</h2>



<p>Nrc nota inoltre che &#8220;l&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina ha comportato anche un massiccio aumento dei costi energetici. Il flusso di gas russo a basso costo è cessato e le aziende chimiche sono diventate dipendenti dal GNL, molto più costoso, proveniente da Stati Uniti e Qatar&#8221;. <strong><a href="https://euobserver.com/eu-and-the-world/arbcfebfe0">Eu Observer</a> </strong>ricorda che anche durante il governo dell&#8217;attuale segretario generale <strong>Nato </strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-mark-rutte.html"><strong>Mark Rutte</strong> </a>l&#8217;Olanda ha &#8220;speso più soldi per il gas naturale liquefatto (GNL) russo che per il sostegno finanziario all&#8217;Ucraina&#8221;, ma col tempo la stretta sanzionatoria europea si è fatta sentire.</p>



<p>A questo si aggiungono i dazi americani, che renderanno meno competitivi i prodotti destinati oltre Atlantico, pari a circa il 5% dell&#8217;export chimico olandese. Al contempo, sarà più concorrenziale il prodotto americano, favorito da un prezzo dell&#8217;energia che <a href="https://think.ing.com/articles/dutch-chemicals-industry-stuck-in-stagnation-amid-deep-structural-challenges/">dal 2021 a oggi è passato </a>da un costo due volte a uno 3,5 volte inferiore quello europeo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Verso la desertificazione industriale?</h2>



<p>Tutto questo mentre l&#8217;Europa ha &#8220;daziato&#8221; la sua industria dall&#8217;interno con regolamentazioni<a href="https://fakti.bg/en/biznes/1007727-dutch-chemical-industry-faces-crisis-due-to-russian-gas-cutoff#goog_rewarded"> stringenti e una <strong>rottura delle dipendenze dalla Russia</strong></a> condotta spesso mettendo la politica di fronte alla logica dell&#8217;economia e della programmazione industriale. Un <a href="https://it.insideover.com/energia/le-reti-non-reggono-le-rinnovabili-olanda-in-trappola-tra-costi-in-volo-e-razionamenti.html">periodo di costi alti, scarsa integrazione delle rinnovabili e <strong>problemi di rete</strong></a> quest&#8217;estate ha acuito i guai per un&#8217;industria energivora come quella della chimica olandese. I cui problemi sono un <em>proxy</em> di una crisi settoriale europea che non accenna a diminuire la sua intensità. E che potrebbe essere il preludio a una vera e propria desertificazione industriale.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/concorrenza-di-cina-e-corea-e-stop-al-gas-russo-cosi-la-chimica-olandese-ha-perso-il-20-in-tre-anni.html">Concorrenza di Cina e Corea e stop al gas russo: così la chimica olandese ha perso il 20% in tre anni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Chimica, l&#8217;anno cruciale per l&#8217;Italia in un settore strategico</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/chimica-lanno-cruciale-per-litalia-in-un-settore-strategico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2025 16:36:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[chimica]]></category>
		<category><![CDATA[Eni]]></category>
		<category><![CDATA[Industria]]></category>
		<category><![CDATA[Versalis]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="620" height="438" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/660bc5ddbbd39f930f1e9d86024b6151.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/660bc5ddbbd39f930f1e9d86024b6151.jpg 620w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/660bc5ddbbd39f930f1e9d86024b6151-600x424.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/660bc5ddbbd39f930f1e9d86024b6151-300x212.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px" /></p>
<p>Il 2025 sarà l&#8217;anno decisivo per l&#8217;industria chimica europea, che deve definire il suo futuro strategico alla luce di una scelta cruciale: la decisione di governo Meloni e Eni di chiudere la produzione chimica di base di Versalis, controllata dal Cane a sei zampe, nei siti siciliani di Priolo e Ragusa e in quello pugliese &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/chimica-lanno-cruciale-per-litalia-in-un-settore-strategico.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/chimica-lanno-cruciale-per-litalia-in-un-settore-strategico.html">Chimica, l&#8217;anno cruciale per l&#8217;Italia in un settore strategico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="620" height="438" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/660bc5ddbbd39f930f1e9d86024b6151.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/660bc5ddbbd39f930f1e9d86024b6151.jpg 620w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/660bc5ddbbd39f930f1e9d86024b6151-600x424.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/660bc5ddbbd39f930f1e9d86024b6151-300x212.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px" /></p>
<p>Il <strong>2025 sarà l&#8217;anno </strong>decisivo per l&#8217;industria chimica europea, che deve <strong>definire il suo futuro strategico</strong> alla luce di una scelta cruciale: la decisione di <strong>governo Meloni e Eni</strong> di chiudere la produzione chimica di base di <strong>Versalis, controllata dal </strong><a href="https://it.insideover.com/energia/cane-a-sei-zampee-a-stelle-e-strisce-kkr-acquista-il-25-di-enilive.html"><strong>Cane a sei zampe,</strong> nei siti siciliani di Priolo e Ragusa e in quello pugliese di Brindisi</a>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La chimica italiana e le sue sfide</h2>



<p>Un passaggio decisivo e per molti <strong>analisti e addetti ai lavori quantomeno controverso</strong>: secondo un report <strong>Federchimica</strong> l&#8217;industria del settore in Italia è la terza d&#8217;Europa per valore aggiunto, contribuendo al Pil nazionale per 67 miliardi di euro. Tutto questo nonostante un trend declinistico del settore durato decenni, in Italia e in Europa. </p>



<p>Sul piano nazionale è ormai un lontano ricordo l&#8217;epoca degli <strong>anni ruggenti della chimica dell&#8217;Eni, della Montecatini e del gruppo Ferruzzi, </strong><a href="https://www.federchimica.it/docs/default-source/la-chimica-in-cifre/l'industria-chimica-in-cifre_mag2019.pdf?sfvrsn=e0e57493_57">mentre Federchimica ricorda che</a> &#8220;negli ultimi vent’anni la quota di valore della produzione chimica europea sulle vendite globali è diminuita dal 28% al 13%, riflettendo non solo la crescita più lenta del mercato locale, ma anche un deterioramento di competitività&#8221;. </p>



<p>In quest&#8217;ottica, la scelta di Versalis di chiudere la sua produzione di chimica di base (tramite il processo del cosiddetto cracking) riflette sia le <strong>cause che le conseguenze di questo processo</strong> ed è una decisione difficile da leggere in un contesto che spesso vede le politiche industriali analizzate sulla base di dicotomie semplicistiche. Da un lato, è indubbio che <strong>questo processo privi l&#8217;industria italiana</strong> di una serie di componenti di base fondamentali per molte produzioni strategiche, ma dall&#8217;altro Eni stava vedendo Versalis trasformarsi in un buco nero. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Come mai Versalis riconverte</h2>



<p><a href="https://www.polimerica.it/articolo.asp?id=32740">La testata di settore <em>Polimerica</em>, </a>commentando il piano industriale 2025-2029 di Versalis, ricordava a ottobre che &#8220;Eni punta a <strong>ridurre</strong> drasticamente l’esposizione di Versalis alla<strong> chimica di base</strong>, settore che versa in una <strong>crisi strutturale</strong> e ormai <strong>irreversibile</strong> a livello europeo e che ha comportato perdite economiche intorno ai <strong>7 miliardi di euro</strong> negli ultimi 15 anni&#8221;, trasformandosi in un <strong>onere improprio</strong> assorbito dalle casse del gruppo di San Donato Milanese controllato dallo Stato via Cassa Depositi e Prestiti. </p>



<p>In questa fase critica per l&#8217;economia europea, in cui nuovi protezionismi minacciano l&#8217;industria esportatrice dell&#8217;Ue e si rafforza una proiezione <strong>geoeconomica degli Stati</strong> a tutela degli asset critici, cosa conta di più? Il conto economico o la tutela di un <strong>pezzo di produzione strategico? La domanda rischia di essere una trappola</strong> ideologica. <strong>Pragmaticamente, si può dire che Eni con Versalis ha scelto di accettare l&#8217;inevitabilità di un mondo che cambia</strong> e di provare a giocare la partita dello spostamento dell&#8217;azienda su filiere più alte della catena del valore.</p>



<p><a href="https://www.industriaitaliana.it/versalis-eni-chimica-bioplastiche-novamont-hoop/">Adriano Alfani, amministratore delegato di Versalis, parlando con &#8220;Industria Italiana&#8221;</a> ha giustificato la transizione dell&#8217;azienda con &#8220;la perdita di competitività causata dagli alti costi di materie prime ed energia, dalle dimensioni ridotte degli impianti rispetto ai grandi complessi di Medio Oriente, Asia e Stati Uniti e da una normativa europea particolarmente stringente&#8221;, sottolineando l&#8217;impossibilità di molti impianti di operare oltre il 70% della loro capacità e sottolineando la necessità di spostare su altri settori, <strong>dalle bioplastiche all&#8217;economia circolare dei materiali biodegradabili e dei polimeri</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il quadro contraddittorio della chimica italiana</h2>



<p>Del resto, anche attorno il panorama mostra <strong>un quadro contraddittorio</strong>. <a href="https://it.insideover.com/economia/gruppo-radici-la-vendita-del-colosso-bergamasco-racconta-la-storia-di-un-territorio.html">La vendita da parte del gruppo bergamasco Radici</a> della divisione chimica al fondo di <strong>private equity statunitense<a href="https://bergamo.corriere.it/notizie/economia/25_febbraio_24/radicigroup-accordo-firmato-le-divisioni-chimica-e-polimeri-al-fondo-americano-lone-star-nuovo-capitolo-per-l-espansione-globale-ca8c6457-b40e-4ffb-8103-4e5c16300xlk.shtml" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Lone Star</a></strong> mostra la difficoltà del settore non garantito dalle major a <strong>mantenere il passo sugli investimenti</strong> strategici vista l&#8217;alta necessità di capitali che la chimica impone. Al contempo, chi è rimasto leader di mercato, come Mapei sulla chimica orientata ai materiali per l&#8217;edilizia e l&#8217;industria, o <strong>presidia nicchie di mercato sistemiche come Siad e Sapio nei gas industriali</strong> riesce a competere anche in un contesto che vede i player italiani lontani dai giganti europei, soprattutto tedeschi, per <strong>fatturato e risorse a disposizione</strong>. </p>



<p>La chiusura della chimica di base impatterà su questo tessuto? Forse, ma darsi per perduti significherebbe assecondare un <strong>declinismo che è poco giustificato</strong> per un&#8217;industria nazionale che su ogni settore, nonostante le difficoltà della produzione, si mantiene trainante per economia nazionale e export. C&#8217;è sempre un domani: <strong>all&#8217;ingegno italiano il compito di immaginarlo, anche nella chimica.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/chimica-lanno-cruciale-per-litalia-in-un-settore-strategico.html">Chimica, l&#8217;anno cruciale per l&#8217;Italia in un settore strategico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Così la Cina diventerà leader del settore chimico globale</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/cosi-la-cina-diventera-leader-del-settore-chimico-globale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 May 2021 12:41:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[chimica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/cina-chimica-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="cina chimica" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/cina-chimica-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/cina-chimica-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/cina-chimica-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/cina-chimica-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/cina-chimica-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/cina-chimica-la-presse-2048x1366.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una potenza di fuoco senza precedenti per dominare il settore globale della chimica e mettere in scacco il rivale statunitense. L’ultima mossa della Cina è un chiaro segnale lanciato al mondo intero. La fusione di Sinochem Group e China National Chemical, ovvero due giganti industriali entrambi di proprietà statale, ha dato vita alla più grande &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/cosi-la-cina-diventera-leader-del-settore-chimico-globale.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/cina-chimica-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="cina chimica" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/cina-chimica-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/cina-chimica-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/cina-chimica-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/cina-chimica-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/cina-chimica-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/cina-chimica-la-presse-2048x1366.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Una potenza di fuoco senza precedenti per dominare il <strong>settore globale della chimica</strong> e mettere in scacco il rivale statunitense. L’ultima mossa della <strong>Cina</strong> è un chiaro segnale lanciato al mondo intero. La fusione di <strong>Sinochem Group</strong> e <strong>China National Chemical</strong>, ovvero due giganti industriali entrambi di proprietà statale, ha dato vita alla più grande azienda di prodotti chimici del mondo. I due gruppi si ritrovano dunque sotto lo stesso ombrello, una holding finanziata e<a href="https://it.insideover.com/economia/il-segreto-delleconomia-cinese-cosi-pechino-spaventa-il-mondo.html"> supervisionata dalla SASAC</a>, la Commissione per la supervisione e l’amministrazione dei beni di proprietà dello Stato.</p>
<p>È così che Pechino ha costruito dal niente <strong>il più grande conglomerato chimico al mondo</strong>, un colosso capace di attirare quasi 1 trilione di yuan di entrate annue, che equivalgono a circa <strong>153 miliardi di dollari</strong>. L’operazione &#8220;ottimizzerà ulteriormente l&#8217;allocazione delle risorse, rafforzerà l&#8217;innovazione e stimolerà la crescita del business&#8221;, ha affermato Sinochem, che ha poi sottolineato un altro aspetto fondamentale dell’intera vicenda. La fusione aiuterà anche e soprattutto lo sviluppo dell&#8217;industria chimica in Cina, così da consentire all’ex Impero di Mezzo di superare la concorrenza e, al tempo stesso, diventare leader globale di un settore tanto strategico quanto delicato.</p>
<h2>Dominare il settore chimico</h2>
<p>Per capire di che cosa stiamo parlando, può essere utile analizzare le due aziende appena fuse. Lo scorso anno Sinochem si è classificata al 109esimo posto nella classifica Fortune Global 500. Accanto ai prodotti chimici, si occupa anche di altre attività, tra cui l’immobiliare e la finanza. China National Chemical, abbreviata in ChemChina, è la più grande azienda di prodotti agrochimici del Paese. Un anno fa occupata la 164esima posizione della medesima classifica Fortune.</p>
<p>Secondo quanto evidenziato dal sito <a href="https://www.yicaiglobal.com/news/sinochem-chemchina-merge-to-form-world-biggest-chemical-giant-?fbclid=IwAR3WdQGIGOaAGDLAYL4B1o8CNaZEn609lQx_iN7PDTdEtukcRr2AfOO8NZI"><em>Yicaiglobal</em></a>, la nuova creatura potrà contare su basi di produzione e strutture di ricerca e sviluppo dislocate in oltre <strong>150 tra Paesi e regioni di tutto il mondo</strong>, oltre che su una forza composta da <strong>220mila dipendenti</strong>. Come se non bastasse, alcune delle sue unità quotate includono Yangong Chemical, China Jinmao Holdings Group e Pirelli. Se l’obiettivo diretto della Cina è quello di trasformare la nazione in un’eccellenza nel settore chimico, il fine indiretto consiste nel competere con tutti i concorrenti internazionali nel giro dei prossimi 10 anni. Se sarà fumata bianca o nera dipenderà molto da come sarà gestito il colosso.</p>
<h2>Fusioni, colossi e Stati Uniti</h2>
<p>Come ha fatto notare <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/sinochem-chemchina-nasce-holding-petrolchimica-150-miliardi-dollari-ADdnViUB?refresh_ce=1"><em>Il Sole 24 Ore</em></a>, riunire le attività di ChemChina e Sinochem in un’unica creatura è anche una mossa necessaria per scongiurare il possibile controllo degli <strong>Stati Uniti</strong>. Già, perché Washington potrebbe sollevare revisioni sulla proprietà cinese nel gigante agricolo svizzero Syngenta. Non solo: dal 2020 entrambe le aziende chimiche statali cinesi si sono ritrovate nella lista nera del Pentagono. Il motivo? A detta degli americani, le società avrebbero avuto legami con le forze armate cinesi. E dunque la Casa Bianca potrebbe sanzionare ogni azienda internazionale faccia affari con loro.</p>
<p><a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2021-03-31/china-approves-restructuring-of-sinochem-and-chemchina"><em>Bloomberg</em> </a>ha aggiunto qualche dettaglio all’operazione. La Cina ha letteralmente creato dal niente un polo della chimica dal valore di oltre<strong> 100 miliardi di dollari di asset</strong>. Nel caso in cui il colosso dovesse essere quotato, questo potrebbe portare una capitalizzazione di mercato pari a 770 miliardi di yuan. La mossa attuata dalla Cina per controllare il settore chimico ricorda da vicino<a href="https://it.insideover.com/economia/cosi-la-cina-e-diventata-leader-del-settore-siderurgico.html"> quella realizzata nel 2019 per diventare leader nella produzione d’acciaio</a>. All’epoca il Dragone pianificò la <strong>fusione di due colossi dell’acciaio</strong>: China Baowu Steel Group e Magang Group Holding Co Ltd. Il risultato? Da quell&#8217;operazione ha preso vita un big capace, da solo, di sfornare la stessa quantità d’acciaio conseguita dall’intero settore siderurgico americano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/cosi-la-cina-diventera-leader-del-settore-chimico-globale.html">Così la Cina diventerà leader del settore chimico globale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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