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	<title>Chiesa Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Jul 2026 16:46:27 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Chiesa Archives - InsideOver</title>
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		<title>Dello scisma dei lefebvriani</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/dello-scisma-dei-lefebvriani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 16:46:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[lefebvriani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260707164030515_a3b24a8e971b169d152d75a1d81f5f52.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Dello scisma dei lefebvriani" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260707164030515_a3b24a8e971b169d152d75a1d81f5f52.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260707164030515_a3b24a8e971b169d152d75a1d81f5f52-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260707164030515_a3b24a8e971b169d152d75a1d81f5f52-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260707164030515_a3b24a8e971b169d152d75a1d81f5f52-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260707164030515_a3b24a8e971b169d152d75a1d81f5f52-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260707164030515_a3b24a8e971b169d152d75a1d81f5f52-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Come avvenuto per altri scismi del passato ci sembra una convergenza tra una propensione genuina a distaccarsi da una Chiesa che non si riconosce e una spinta politica, e di politica internazionale, volta a porre criticità alla stessa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/dello-scisma-dei-lefebvriani.html">Dello scisma dei lefebvriani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260707164030515_a3b24a8e971b169d152d75a1d81f5f52.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Dello scisma dei lefebvriani" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260707164030515_a3b24a8e971b169d152d75a1d81f5f52.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260707164030515_a3b24a8e971b169d152d75a1d81f5f52-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260707164030515_a3b24a8e971b169d152d75a1d81f5f52-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260707164030515_a3b24a8e971b169d152d75a1d81f5f52-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260707164030515_a3b24a8e971b169d152d75a1d81f5f52-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260707164030515_a3b24a8e971b169d152d75a1d81f5f52-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Improvviso, inatteso, improvvido è arrivato il nuovo scisma dei lefebvriani attraverso la consacrazione di quattro nuovi vescovi. Non c&#8217;era nessun vero motivo per rompere nuovamente con Roma. Soprattutto ora che al Soglio di Pietro è asceso un papa che ha scelto come nome Leone XIV, richiamandosi esplicitamente a Leone XIII, pontefice antecedente al Concilio Vaticano II che per i lefebvriani è pietra di scandalo, e che è particolarmente amato dalla Fraternità sacerdotale San Pio X come lo era dal loro fondatore.</p>



<p>A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca, così a intuito ci viene da pensare che con Gesù Cristo questa rottura, peraltro tanto drammatizzata, c&#8217;entra e non c&#8217;entra, almeno da parte dei decisori.</p>



<p>Come avvenuto per altri scismi del passato ci sembra una convergenza tra una propensione genuina a distaccarsi da una Chiesa che non si riconosce e una spinta politica, e di politica internazionale, volta a porre criticità alla stessa.</p>



<p>E, mutatis mutandis sembra riecheggiare quanto stava accadendo sotto papa Francesco, con certa parte di Chiesa tradizionalista che, nell&#8217;ambito della diuturna dialettica interna che ne ha caratterizzato il pontificato, aveva evocato la possibilità di uno scisma nel caso non riconoscesse la veridicità delle apparizioni di Medjugorje.</p>



<p>Evocazione invero alquanto bizzarra perché tale tragica lacerazione si sarebbe consumata su una questione pure di rilievo, ma che nulla ha a che vedere con la rivelazione o l&#8217;essenza della fede (un fedele può non credere alle apparizioni della Madonna et similia anche se <a href="https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2024/05/17/0403/00842.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">riconosciute ufficialmente dalla Chiesa</a>).</p>



<p>D&#8217;altronde, certa destra americana da tempo tenta di strumentalizzare la destra tradizionalista, che troppo spesso pretende di avere l&#8217;esclusiva sulla Tradizione cattolica, per cercare di porre criticità alla Chiesa e influenzarne le decisioni-prospettive.</p>



<p>Fu così con il sedicente ideologo di Trump, Steve Bannon, che prese dimora addirittura presso la Certosa di Trisulti per tentare di fare della Chiesa un ariete contro la Cina e ostacolare il processo di riavvicinamento con la Chiesa patriottica cinese portato avanti da Francesco.</p>



<p>A papa Leone invece è toccato in sorte, tra gli altri, Peter Thiel, sbarcato a Roma in nome e per conto della tecnoreligione che rappresenta, e soprattutto degli interessi che rappresenta (anzitutto quelli legati al genocidio di Gaza, al quale il suo Palantir ha dato un notevole contributo e che è&nbsp;<a href="https://it.euronews.com/2025/03/28/israele-una-conferenza-sullantisemitismo-riunisce-lestrema-destra-europea-e-accende-le-pol" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legittimato dalla destra francese</a>, che ha legami strettissimi con i lefebvriani) per sproloquiare del suo Anticristo, che nei discorsi romani veniva identificato con la Cina.</p>



<p>L&#8217;ultima specifica è doverosa perché al tecno-intellettuale piace variare, con l&#8217;Anticristo, per il quale ha un&#8217;ossessione tipo sindrome di Stoccolma, che viene identificato via via in una potenza o prospettiva diversa.</p>



<p>È interessante notare, appunto, che nella visita romana, nella quale di fatto si rivolgeva alla Chiesa e al Papa, abbia riecheggiato in altri termini, meno brutali, le posizioni-pretese di Bannon.</p>



<p>Simpatico teatrino, peraltro, quello che ha visto il Seraphicum come sede prevista per i suoi sproloqui &#8211; santa ingenuità, diciamo così &#8211; poi dirottati a Palazzo Taverna quando Leone XIV, infuriato per lo scivolone della Pontificia università, ha posto il veto.</p>



<p>Al di là della digressione, resta la lacerazione dello scisma. Per ironia della sorte, il distacco più drammatico da Roma, dopo quello primevo di monsignor Marcel Lefebvre, è stato consumato dal primo italiano chiamato a guidare la Fraternità, don Davide Pagliarani, sacerdote di Rimini.</p>



<p>Il vulnus alla tunica inconsuntile di Gesù Cristo, come da richiamo di Leone XIV nel suo ultimo tentativo di dissuadere i lefebvriani a procedere, è stato drammatizzato al parossismo, così da renderlo più doloroso possibile.</p>



<p>La sensazione, però, è che la Chiesa, nel procedere alla scomunica, che non poteva non comminare perchè automatica, <em>latae sententiae</em>, abbia contribuito a tale drammatizzazione facendo il gioco altrui.</p>



<p>Inutile dilungarsi sul punto, magari sbagliamo, resta la scomunica per quanti aderiscono &#8220;formalmente&#8221; alla Fraternità sacerdotale San Pio X, dove quel formalmente apre vie di fuga ai fedeli laici che partecipano alle celebrazioni liturgiche o ad altre attività del movimento.</p>



<p>Infatti, la condanna, come specifica la nota esplicativa richiamata, può non essere accreditata addirittura a fedeli che partecipano abitualmente alle loro celebrazioni liturgiche (<a href="https://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/intrptxt/documents/rc_pc_intrptxt_doc_19960824_vescovo-lefebvre_it.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tale partecipazione</a>, infatti, &#8220;è segno non univoco poiché c’è la possibilità che qualche fedele prenda parte alle funzioni liturgiche dei seguaci di Lefebvre senza condividere però il loro spirito scismatico&#8221;).</p>



<p>Tutto sta al foro interno, alle disposizioni dei singoli fedeli rispetto alle posizioni della Fraternità sulla Chiesa cattolica, se cioè siano coscienti e ne condividano lo spirito scismatico etc.</p>



<p>Altro aspetto importante della scomunica è che i sacramenti della confessione e del matrimonio amministrati da sacerdoti e vescovi della Fraternità sono dichiarati invalidi. Viene così annullato quanto stabilito da papa Francesco che, al termine dell&#8217;anno della misericordia, aveva concesso che il sacramento della confessione, come altri sacramenti amministrati dai lefebvriani, benché amministrati in maniera illegittima, avesse validità. E l&#8217;anno successivo trovò un modo per validare anche l&#8217;altro sacramento invalido: il matrimonio (che poteva essere <a href="https://www.famigliacristiana.it/attualita/e-il-papa-rende-validi-i-matrimoni-celebrati-dai-preti-lefebvriani-dz30g3zj" target="_blank" rel="noreferrer noopener">convalidato dal vescovo cattolico del luogo</a>). &#8220;Salus animarum suprema lex&#8221;&#8230;</p>



<p>Disposizione, quella di Francesco, contenuta nell&#8217;enciclica <a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_letters/documents/papa-francesco-lettera-ap_20161120_misericordia-et-misera.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Misericordia et misera</em></a> che inizia così: &#8220;<em>Misericordia et misera</em> sono le due parole che sant’Agostino utilizza per raccontare l’incontro tra Gesù e l’adultera [&#8230;]: «Rimasero soltanto loro due: la misera e la misericordia»&#8221;. Ne accenniamo, oltre che per la commovente immagine, perché è toccato in sorte proprio a un agostiano quale Leone XIV rivedere quella concessione.</p>



<p>Resta che, come specificato allora, la concessione papale fu un gesto di buona volontà per favorire una riconciliazione con la Fraternità ora guidata dal sacerdote riminese. Un&#8217;apertura che attraverso le recenti consacrazioni episcopali è stata respinta al mittente.</p>



<p>Un rigetto che non poteva essere ignorato. Arduo conciliare il principio &#8220;salus animarum suprema lex&#8221; con le esigenze di salvaguardare la successione apostolica. Si spera in un futuro meno confuso e conflittuale.</p>
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		<title>Trump compatta il fronte conservatore</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trump-compatta-il-fronte-conservatore.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2020 17:26:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="787" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Donald-Trump-memorial-La-Presse-e1590427587925.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump Stati Uniti (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Donald-Trump-memorial-La-Presse-e1590427587925.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Donald-Trump-memorial-La-Presse-e1590427587925-300x157.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Donald-Trump-memorial-La-Presse-e1590427587925-768x403.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Donald-Trump-memorial-La-Presse-e1590427587925-1024x537.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Donald Trump vuole che i governatori degli Stati riaprano le chiese, che sono state interessate pure negli States dai sigilli del lockdown. Il presidente degli Stati Uniti la chiama fase di transizione: è quella che dovrebbe consentire agli Usa di ripartire, mettendosi alle spalle il virus pandemico o imparando a convivere con il Sars-Cov2 nella &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-compatta-il-fronte-conservatore.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="787" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Donald-Trump-memorial-La-Presse-e1590427587925.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump Stati Uniti (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Donald-Trump-memorial-La-Presse-e1590427587925.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Donald-Trump-memorial-La-Presse-e1590427587925-300x157.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Donald-Trump-memorial-La-Presse-e1590427587925-768x403.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Donald-Trump-memorial-La-Presse-e1590427587925-1024x537.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Donald Trump vuole che i governatori degli Stati riaprano le <strong>chiese</strong>, che sono state interessate pure negli States dai sigilli del lockdown. Il presidente degli Stati Uniti la chiama fase di transizione: è quella che dovrebbe consentire agli Usa di ripartire, mettendosi alle spalle il virus pandemico o imparando a convivere con il Sars-Cov2 nella maniera più produttiva possibile. Difficile non notare le differenze con la gestione cinese della pandemia: Cina e Stati Uniti d&#8217;America, anche dal punto di vista culturale, sembrano destinate ad un confronto lungo e non privo di frizioni. Una <a href="https://it.insideover.com/politica/guerra-fredda-cina.html?utm_source=ilGiornale">&#8220;nuova guerra fredda&#8221;</a> sembra essere ormai alle porte.</p>
<p>Le <strong>elezioni presidenziali</strong> americane si terranno a novembre. Si sta discutendo sul &#8220;come&#8221;, ma non sul &#8220;quando&#8221;. Non è previsto che l&#8217;appuntamento elettorale possa essere spostato per via della possibile diffusione dei contagi. Al limite, come i Democratici sembrano caldeggiare con insistenza, si procederà con l&#8217;incremento del voto online. Ma a votare si voterà. Sarà <strong>Donald Trump</strong> a confrontarsi con la nuova guerra fredda? Oppure sarà <strong>Joe Biden</strong>? I sondaggi, per ora, danno il candidato degli asinelli in vantaggio. Ma le statistiche sono abituata ad essere smentite. Vedremo cosa accadrà da qui a novembre.</p>
<p>Tra coloro che si recheranno al voto, vale la pena annotare anche i fedeli cristiani, tanto i cattolici quanto i protestanti, con gli evangelici in testa.La mossa del tycoon, quella volta a domandare ai governatori di spalancare le porte delle <strong>chiese</strong> per poter consentire al popolo di prendere parte al culto, va interpretata anche alla stregua di una necessità: il fronte conservatore, che è composto anche se non soprattutto da persone appartenenti a questa o a quella chiesa, va compattato in vista di novembre. <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html">Joe Biden</a> è a sua volta un credente. E questo è un fattore che <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Trump</a> avrà tenuto a mente in relazione alla<strong> strategia elettorale</strong>.</p>
<p>Battagliare affinché i cristiani possano ricevere i sacramenti, soddisfacendo così quella &#8220;emergenza spirituale&#8221; che per un fedele è sempre persistente, è di sicuro un atteggiamento utile a convincere le persone che, in questo frangente pandemico, vorrebbero che i luoghi di culto costituissero un fronte in difesa delle liberalità comportamentali e spirituali. Non si tratta tanto di fare un&#8217;eccezione quanto di circoscrivere l&#8217;ambito spirituale per quello che è nella visione di un fedele: qualcosa d&#8217;irrinunciabile. Anche in contemporanea allo sviluppo di un cigno nero metastorico. Trump, in questo senso, è molto coerente: il Commander in chief non è mai stato troppo favorevole ad una chiusura troppo prolungata. E questo è valso un po&#8217; per tutti i settori.</p>
<p>Poi c&#8217;è il confronto con i governatori &#8211; <a href="https://www.politico.com/news/2020/05/23/can-trump-order-states-to-open-churches-275170">come raccontato</a> da <em>Politico</em> &#8211; . Nella narrativa trumpiana, i governatori democratici che si rifiutano di restituire il diritto alla vita religiosa fanno parte del paniere degli illiberali. Di coloro, insomma, che non starebbero consentendo agli States di recuperare un po&#8217; di respiro perso in questi mesi interessati dal <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html">Covid-19</a>. Anche questa è un&#8217;argomentazione che potrebbe fare presa, in specie sul fronte libertario, che negli Stati Uniti è spesso stato piuttosto rilevante. Queste richieste possono essere frutto di un calcolo elettorale oppure no: cambia poco. Quello che conta è il risultato, che sarà constatabile solo per mezzo delle urne novembrine.</p>
<p>Joe Biden, nel frattempo, è impegnato nella ricerca della candidata vicepresidente. Già sappiamo che sarà donna. Ma l&#8217;elenco appare lungi dall&#8217;essere scremato in maniera definitiva. Per quanto tutte le strade sembrerebbero portare dalle parti di <strong>Kamala Harris</strong>, nulla, compresa la discesa in campo di Michelle Obama, è escludibile a sei mesi dalle elezioni presidenziali. I cristiano-democratici, che hanno sempre preferito votare per il partito degli Obama, potrebbero comunque recepire positivamente la battaglia condotta da The Donald per le chiese aperte.</p>
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		<title>Spagna, il doppiopesismo tra islam e Chiesa</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/spagna-il-doppiopesismo-tra-islam-e-chiesa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Gombacci]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2020 16:13:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1462" height="930" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Chiesa-Spagna-Getty-e1589818313449.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Spagna Chiesa messa (Getty)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Chiesa-Spagna-Getty-e1589818313449.jpg 1462w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Chiesa-Spagna-Getty-e1589818313449-300x191.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Chiesa-Spagna-Getty-e1589818313449-768x489.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Chiesa-Spagna-Getty-e1589818313449-1024x651.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1462px) 100vw, 1462px" /></p>
<p>L’opportunità di permettere nell&#8217;era del coronavirus le celebrazioni delle messe ha infiammato il dibattito anche nella (ex) cattolicissima Spagna. Il governo socialista guidato da Pedro Sanchez ha emanato un decreto nel quale proibiva categoricamente le funzioni religiose allo scopo di evitare la diffusione del virus Covid19. Tale divieto però è stato fatto rispettare rigorosamente per &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/spagna-il-doppiopesismo-tra-islam-e-chiesa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1462" height="930" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Chiesa-Spagna-Getty-e1589818313449.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Spagna Chiesa messa (Getty)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Chiesa-Spagna-Getty-e1589818313449.jpg 1462w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Chiesa-Spagna-Getty-e1589818313449-300x191.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Chiesa-Spagna-Getty-e1589818313449-768x489.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Chiesa-Spagna-Getty-e1589818313449-1024x651.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1462px) 100vw, 1462px" /></p><p>L’opportunità di permettere nell&#8217;era del coronavirus le celebrazioni delle messe ha infiammato il dibattito anche nella (ex) cattolicissima Spagna. Il governo socialista guidato da <strong>Pedro Sanchez</strong> ha emanato un decreto nel quale proibiva categoricamente le funzioni religiose allo scopo di evitare la diffusione del virus <strong>Covid19</strong>. Tale divieto però è stato fatto rispettare rigorosamente per i fedeli cristiani che si sono visti multare o cacciare dai luoghi di preghiera, mentre per i mussulmani si è deciso di chiudere un occhio temendo problemi all’ordine pubblico.</p>
<h2>Funzioni cattoliche interrotte e fedeli sanzionati</h2>
<p>Durante i mesi della quarantena forzata nel Paese iberico, diverse incursioni delle forze dell’ordine si sono svolte all’interno delle chiese per identificare e multare i sacerdoti che stavano celebrando messa e sgomberare i pochi fedeli che si trovavano in quel momento a fare una preghiera. Nella chiesa di San Fernando Henares a <strong>Madrid</strong>, i poliziotti <a href="https://www.larazon.es/madrid/20200414/dtnxokwl4na3vmeulxuicuuifu.html">hanno interrotto</a> una messa con soli cinque fedeli, la polizia nazionale <a href="https://www.youtube.com/watch?v=cej0780Yboc">ha evacuato</a> anche la maestosa cattedrale di Granada dove erano presenti solo venti persone. In <strong>Catalogna</strong>, un prete e sei fedeli (di cui due stavano entrando) <a href="https://www.cugat.cat/noticies/societat/148514/els-mossos-denuncien-la-celebracio-d_una-missa-a-">sono stati denunciati</a> e sanzionati per trovarsi all’interno del luogo di culto. Perfino una messa che stava venendo celebrata da un solo sacerdote sul tetto di un edificio di <strong>Siviglia</strong> <a href="https://sevilla.abc.es/sevilla/sevi-coronavirus-sevilla-policia-desmantela-misa-azotea-iglesia-triana-">è stata bloccata</a> invocando la rigidità delle direttive del governo centrale spagnolo. L’ultimo eclatante caso è avvenuto a <strong>Valencia</strong> dove nonostante la tradizionale celebrazione della “Nuestra Señora de los Desamparados” si sia svolta a porte chiuse, la polizia ha deciso di sanzionare l’arcivescovo poiché per un breve lasso di tempo, il curato ha rivolto la statua della Vergine Maria verso la piazza antistante dove erano presenti casualmente poche decine di persone e tutte a distanza di sicurezza.</p>
<h2>Due pesi e due misure</h2>
<p>Con l’applicazione così rigida delle misure di contenimento del virus, molti spagnoli avevano pensato che queste regole dovessero essere valide per tutti e nessuno potesse celebrare le funzioni religiose. Ma non era così.  Secondo una <a href="https://okdiario.com/espana/gobierno-dejara-musulmanes-finalizar-rezo-via-publica-evitar-alteraciones-del-orden-5515608">circolare del ministero dell’Interno</a> spagnolo emanata per regolamentare il comportamento della polizia durante il periodo di preghiera dei musulmani per il <strong>Ramadan</strong>, si avvisava che, di fronte a un raduno pubblico di un numero indeterminato di persone, dopo aver intimato la conclusione della celebrazione, qualora questa non dovesse terminare, bisogna valutare la continuazione della stessa al fine di evitare problemi di ordine pubblico.</p>
<p>Proprio questo <strong>doppiopesismo</strong> è stato reso evidente in un <a href="https://okdiario.com/espana/vista-gorda-ramadan-calle-contrasta-celo-policial-misa-madrid-5508987">video</a> che ha fatto il giro della rete, in cui si confrontano i due comportamenti opposti della polizia nei confronti di due religiosi di fede diversa. Da una parte, a un sacerdote cattolico che celebrava messa è stato impedito di continuare, dall’altra un imam veniva lasciato indisturbato in strada a chiamare con un megafono i fedeli alla preghiera per il Ramadan.</p>
<h2>Le proteste della comunità cattolica</h2>
<p>Per voce di monsignor <strong>Luis Argüello</strong>, segretario generale della Conferenza episcopale spagnola, “alcune azioni della polizia all’interno dei luoghi di culto sono state esagerate”. Ora i vescovi spagnoli chiedono maggiore chiarezza al governo sulla possibilità di tornare a celebrare le funzioni senza essere interrotte dalle forze dell’ordine.</p>
<p>Più dura la <strong>Conferenza episcopale europea (Comece)</strong> che denuncia come le misure prese da alcuni Stati europei, inclusa la Spagna, violino il diritto fondamentale di libertà religiosa e vadano contro il diritto di esercitare la propria fede anche in luoghi pubblici. Il partito conservatore Vox ha denunciato il decreto d’emergenza del governo spagnolo alla Corte Costituzionale in quanto violerebbe le libertà fondamentali degli individui. Al momento il governo Sanchez non sembra fare marcia indietro e l’attacco alla Chiesa spagnola potrebbe essere solo all’inizio.</p>
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		<title>L&#8217;attacco silenzioso alle chiese</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/lattacco-silenzioso-alle-chiese.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Gombacci]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jan 2020 07:25:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[cristianesimo]]></category>
		<category><![CDATA[Cristianofobia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1620" height="627" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9176304-1620x1080-1-e1578381935299.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9176304-1620x1080-1-e1578381935299.jpg 1620w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9176304-1620x1080-1-e1578381935299-300x116.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9176304-1620x1080-1-e1578381935299-768x297.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9176304-1620x1080-1-e1578381935299-1024x396.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1620px) 100vw, 1620px" /></p>
<p>Sono stati oltre 3mila i simboli cristiani vandalizzati, distrutti o danneggiati in Europa durante il corso del 2019. Gli obiettivi sono stati per la maggior parte chiese, scuole cristiane, cimiteri, monumenti raffiguranti Santi o immagini bibliche. È quanto rileva uno studio del think thank Gatestone Institute che ha passato in rassegna articoli di giornale, rapporti delle &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/lattacco-silenzioso-alle-chiese.html">[...]</a></p>
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<p>I Paesi più colpiti da questi attacchi anti-cristiani sono la <strong>Francia</strong>, dove questi atti sacrileghi si sono verificati addirittura ad una media di tre al giorno, e la <strong>Germania</strong>, con una media di due per giorno, secondo quanto dichiarato dalla polizia federale. Anche altri Paesi europei hanno dovuto subire questa tipologia di violenze: Belgio, Spagna, <strong>Italia</strong>, Irlanda, Danimarca e Regno Unito con una media di quasi dieci al giorno.</p>
<h2>Le cause degli attacchi</h2>
<p>Gli attacchi includono profanazione di tombe, chiese date alle fiamme, saccheggi, razzie, furti, scherni e defecazioni in luoghi sacri. Non sempre i perpetratori di questi atti sono stati fermati o arrestati e ciò rende difficile capire le ragioni esatte di queste violenze.</p>
<p>In Francia e Germania, segnala il report, questi attacchi sarebbero causati prevalentemente dalle recenti <strong>ondate migratorie</strong> da Paesi a prevalenza musulmana mentre in Spagna, ad esempio, la maggioranza di questi attacchi è di <strong>matrice anarchica</strong> o è realizzata da <strong>femministe radicali</strong> che hanno come obiettivo la cancellazione di tutti i simboli religiosi dalla sfera pubblica. &#8220;Tutti questi atti anti cristiani sono stati solo raramente riportati sui media occidentali, preferendo il silenzio alla denuncia&#8221;, accusa il report.</p>
<h2>In Italia</h2>
<p>Anche l’<strong>Italia</strong> non è indenne ad attacchi anti cristiani. Solo nel dicembre 2019 vi sono stati numerose denunce di <strong>attacchi contro i presepi</strong> esposti pubblicamente nelle piazze delle città durante il periodo natalizio. Dalle Alpi alla Sicilia, decine di presepi sono stati vandalizzati. Addirittura a Lodi, la statua di Gesù bambino è stata decapitata e rubata. A Milano dei delinquenti hanno posizionato una bottiglia di urina accanto alla statuetta della Madonna. L’ultimo caso ad Aquileia, in Friuli Venezia Giulia, dove dei vandali hanno distrutto l’intero presepe in legno il giorno antecedente all’Epifania.</p>
<p>Di diversa entità ma pur sempre attacchi contro i simboli cristiani, sono tutti quei tentativi di boicottare le festività religiose annullando le recite natalizie, evitando di allestire i presepi oppure più semplicemente conformandosi al politicamente corretto e augurando un neutro &#8220;Buone feste&#8221; invece del tradizionale &#8220;Buon Natale&#8221;.</p>
<h2>Altri attacchi alla cristianità</h2>
<p>Grandi marchi come la Nestlé avevano cancellato la croce cristiana in cima alle chiese greco-ortodosse dalle confezioni di yogurt greco oppure il <strong>Real Madrid</strong> che ha rimosso la croce dal suo stemma per poter giocare in Medio Oriente. In Inghilterra, in alcune scuole del Sussex, è vietato fare riferimenti temporali “prima di Cristo” o “dopo Cristo”, rivoluzionando la dicitura del calendario gregoriano che vige dal 1582. “La religione cristiana viene utilizzata per giustificare comportamenti omofobi o forme di neo-colonialismo”, si leggeva invece in un testo di alcuni studenti dell’Università inglese di Oxford che metteva al bando un’associazione studentesca cristiana. In Germania, a Karlsruhe, un artista aveva vinto un bando pubblico per dipingere le fermate della metro con affreschi che raffigurassero la <strong>Genesi</strong>, il primo libro della Bibbia. &#8220;Arte troppo cristiana!&#8221;, l’ignobile capo d’accusa che pendeva sul malcapitato pittore.</p>
<p>In Europa non vi sono solo attacchi fisici veri e propri, come segnalato dal Gatestone Institute, ma vi è un continuo attacco ai simboli e alle tradizioni cristiane tanto da far definire questi comportamenti &#8220;<a href="https://it.insideover.com/religioni/cardinale-sako-europa-cristianofobia.html">Cristianofobici</a>&#8221; dal cardinale <b>Louis Raphaël I Sako</b>. L&#8217;obiettivo è quello di cancellare il passato, per obbligare a dimenticarci delle nostre <strong>radici cristiane</strong> sulle quali si dovrebbe fondare proprio quell&#8217;Europa odierna che tende invece a rinnegarle.</p>
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		<title>Presenza indesiderata: perché in Eritrea la Chiesa è in pericolo</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/presenza-indesiderata-perche-in-eritrea-la-chiesa-e-in-pericolo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Meneghetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Aug 2019 18:04:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[dittatura]]></category>
		<category><![CDATA[persecuzioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="946" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_8273827-e1564769051958.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_8273827-e1564769051958.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_8273827-e1564769051958-300x148.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_8273827-e1564769051958-768x378.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_8273827-e1564769051958-1024x504.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tempi duri per chi si professa cristiano in Eritrea. La prima metà del 2019 ha visto un&#8217;improvvisa stretta del governo sulla Chiesa, colpendo sia la comunità ortodossa che quella cattolica in nome di un processo di &#8220;nazionalizzazione&#8221; che, in molti temono, potrebbe non essere altro che una violenta reazione del presidente Isaias Afewerki alla richiesta &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/presenza-indesiderata-perche-in-eritrea-la-chiesa-e-in-pericolo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="946" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_8273827-e1564769051958.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_8273827-e1564769051958.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_8273827-e1564769051958-300x148.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_8273827-e1564769051958-768x378.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_8273827-e1564769051958-1024x504.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Tempi duri per chi si professa cristiano in Eritrea. La prima metà del 2019 ha visto un&#8217;improvvisa stretta del governo sulla <strong>Chiesa</strong>, colpendo sia la comunità ortodossa che quella cattolica in nome di un processo di &#8220;nazionalizzazione&#8221; che, in molti temono, potrebbe non essere altro che una violenta reazione del presidente Isaias Afewerki alla richiesta (giuntagli proprio dall&#8217;ambiente ecclesiastico) di maggiori riforme e liberalizzazioni. Il regime, al potere dal 1993, ha infatti preso di mira numerosi beni di proprietà dei religiosi locali, oltre ad effettuare ripetutamente arresti e retate ai danni del clero e dei fedeli. Tentativo di intimidazione o l&#8217;inizio di una repressione definitiva?</p>
<h2>Una voce fuori dal coro</h2>
<p>Secondo le più recenti stime, in Eritrea è cristiana circa la metà della popolazione (il restante 48% è invece musulmano). I credenti sono a loro volta ripartiti in quattro confessioni: ortodossa, cattolica romana, cattolica eritrea ed evangelica. Quest&#8217;ultima è l&#8217;unica religione di stampo protestante a essere ufficialmente riconosciuta dalle autorità, che sin dal 2002 hanno dichiarato fuorilegge ogni altra corrente. La Chiesa ortodossa, la confessione cristiana più diffusa, è stata la religione praticata dalla maggior parte degli eritrei sin dal IV secolo, e mantiene ancor oggi stretti legami con la sua controparte etiope e con il Patriarcato copto di Alessandria. La sua importanza nel tessuto sociale del Paese è da sempre molto forte, e si è fatta sentire in particolare dopo il 1993, anno in cui l&#8217;Eritrea ha ottenuto <strong>l&#8217;indipendenza</strong> dall&#8217;Etiopia. Per questo motivo, molti eritrei ritengono la Chiesa l&#8217;unico bastione possibile a un governo che, nel corso degli anni, ha impresso una direzione sempre più autoritaria alle proprie politiche: un coraggioso esempio è rappresentato dal <strong>patriarca Antonios</strong>, che nel 2006 è stato messo agli arresti domiciliari per aver rifiutato di scomunicare un movimento critico al regime, nato nell&#8217;ambiente delle scuole domenicali. Dopo 13 anni di confino forzato, lo scorso 19 luglio Antonios <a href="https://www.bbc.com/news/world-africa-49043953">è stato ufficialmente espulso</a> dalla Chiesa ortodossa con una lettera firmata da alcuni tra i vescovi più in vista nel Paese. L&#8217;accusa è quella di eresia, ma la vera ragione potrebbe trovarsi in un video girato lo scorso aprile, nel quale l&#8217;anziano religioso si rivolge in modo estremamente critico al laico Yoftahe Dimetros, colui che molti ritengono l&#8217;uomo di Afewerki all&#8217;interno della Chiesa ortodossa: quest&#8217;ultima è peraltro priva di patriarca sin dal 2015, anno della morte di Abune Dioskoros, e si teme che tale vuoto di potere sia una scelta deliberata di Asmara a vantaggio dello stesso Dimetros.</p>
<h2>&#8220;Ci penserà lo Stato&#8221;</h2>
<p>L&#8217;esplusione di Antonios arriva contemporaneamente a un&#8217;altra triste notizia per la Chiesa eritrea: agli inizi di luglio, il governo ha infatti disposto la confisca di 22 centri sanitari e di primo soccorso di proprietà di organizzazioni e congregazioni cattoliche: luoghi che per parte della popolazione (circa il 6% degli eritrei) costituivano l&#8217;unica possibilità di accesso a cure mediche essenziali, e che si sommano ad altri 8 ospedali che il regime ha espropriato tra il 2017 e il 2018. Fonti da Asmara assicurano che nessuno di essi cesserà le proprie funzioni, e che si è trattato semplicemente di un cambio di gestione, ma la gran parte di essi è stata sigillata e chiusa al pubblico direttamente da rappresentanti delle forze armate -che hanno preteso la consegna delle chiavi ricorrendo anche <strong>all&#8217;uso della forza</strong>&#8211; insieme alle residenze dei religiosi che li gestivano (costretti a trasferirsi altrove). Si teme anche per le 50 scuole e per i 100 asili cattolici sparsi per il Paese, il cui destino resterà incerto sino all&#8217;inizio dell&#8217;anno scolastico, previsto per settembre. Lo scenario più fosco potrebbe essere quello di una chiusura di massa, seguita dal trasferimento degli scolari nelle scuole pubbliche già esistenti. Tecnicamente, l&#8217;eventualità di un esproprio di Stato è prevista da una legge del 1995, che afferma che Asmara ha il controllo di tutte le opere sociali e di fruizione pubblica, ma la sua effettiva messa in pratica era sempre stata posticipata. Sino ad oggi.</p>
<h2>Una spirale di arresti e vendette</h2>
<p>L&#8217;ipotesi che questa morsa sulla Chiesa sia una rappresaglia atta a danneggiare quelli che oramai Afewerki considera dei veri e propri oppositori è confermata dalle irruzioni e dagli arresti che sacerdoti e fedeli cristiani stanno subendo in queste settimane. A maggio, 30 pentecostali sono stati arrestati in diverse comunità nella città di Godeif; lo stesso destino è capitato a 141 cristiani (di cui 118 tra donne e bambini) a Mai Temenai, un distretto della capitale. Gran parte di essi è stata detenuta senza accuse formali, e soltanto una cinquantina di fedeli è stata ad oggi rilasciata. Nel frattempo l&#8217;arcivescovo di Asmara, <strong>Abune Menghesteab Tesfamariam</strong>, ha indetto diciassette giorni di digiuno e preghiera in segno di protesta per i recenti espropri ai danni della comunità cattolica, <a href="https://www.vaticannews.va/en/church/news/2019-06/eritrea-prayer-fasting-closure-catholic-hospitals.html">come riporta</a> l&#8217;agenzia di stampa vaticana <em>Vatican News</em>.</p>
<p>L&#8217;appello di Tesfamariam giunge dopo che lo scorso 29 aprile i quattro vescovi del Paese avevano siglato una lettera pastorale che esortava il governo a intraprendere riforme e cambiamenti, sfruttando la nuova era sociale e politica apertasi dopo la firma del trattato di pace con l&#8217;Etiopia del luglio 2019, allo scopo di &#8220;fermare l&#8217;emigrazione dei nostri giovani e rispettare i diritti di ognuno&#8221;. Una situazione simile a quanto successo nel caso del patriarca Antonios, che dopo aver espresso il suo dissenso è stato improvvisamente rimosso da ogni carica, e tutt&#8217;altro che una semplice coincidenza. Per questi motivi, la responsabile dell&#8217;Onu per il monitoraggio della situazione umanitaria in Eritrea, la cilena Daniela Kravetz, <a href="http://www.rfi.fr/afrique/20190703-erythree-onu-situation-droits-homme-est-toujours-alarmante">ha parlato apertamente</a> di &#8220;persecuzione contro i cristiani&#8221;.</p>
<p>Non è chiaro come intenda procedere la comunità internazionale: non sono mancati gli appelli a fare un passo indietro da parte del Vaticano e dei principali osservatori per i diritti umani, ma si tratta di voci isolate: sembra chiaro come Afewerki non abbia nessuna intenzione di cambiare idea. Il quadro resta dunque estremamente fosco, e non si possono escludere nuovi arresti o tentativi di porre il clero, anche quello cattolico, sotto controllo attraverso la nomina di personaggi graditi al regime, di fatto nazionalizzando completamente la sfera religiosa del Paese. <em>Mala tempora currunt.</em></p>
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		<title>Il sacro Canada diventa secolarizzato: chiudono 9mila chiese</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/il-sacro-canada-diventa-secolarizzato-chiudono-9mila-chiese.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Mar 2019 10:13:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="954" height="636" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8342171-954x636.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8342171-954x636.jpg 954w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8342171-954x636-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8342171-954x636-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 954px) 100vw, 954px" /></p>
<p>Dalle volte costolonate ad arco acuto della chiesa anglicana di St. Jax, eretta 150 anni fa nel centro di Montreal, in Canada, può capitare di veder penzolare di tanto in tanto gli acrobati del circo, accompagnati da fumi, luci a led e rulli di tamburi. Sono alcuni protagonisti dello spettacolo di cabaret organizzato dalla compagnia Le &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/il-sacro-canada-diventa-secolarizzato-chiudono-9mila-chiese.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="954" height="636" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8342171-954x636.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8342171-954x636.jpg 954w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8342171-954x636-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8342171-954x636-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 954px) 100vw, 954px" /></p><p>Dalle volte costolonate ad arco acuto della chiesa anglicana di St. Jax, eretta 150 anni fa nel centro di Montreal, in <span id="more-72284"></span><strong>Canada</strong>, può capitare di veder penzolare di tanto in tanto gli acrobati del circo, accompagnati da fumi, luci a led e rulli di tamburi. Sono alcuni protagonisti dello spettacolo di cabaret organizzato dalla compagnia Le Monastère, che affitta il luogo di culto dal pastore anglicano Graham Singh in questo strano connubio tra sacro e profano. Il tutto per consentire alla comunità ecclesiastica di sopravvivere generando qualche introito extra, utile per pagare le bollette e finanziare qualche lavoro di ristrutturazione. Una scelta pragmatica ma obbligata, per evitare che St. Jax faccia la stessa fine delle migliaia di chiese che stanno chiudendo battenti in tutto il Canada. Nel 2009, c’erano 27.601 edifici di culto, formazione o promozione di proprietà di organizzazioni religiose sparse per il paese, ma l’ente benefico <em>National Trust for Canada</em> stima che 9000 tra questi sono destinati a scomparire nel prossimo decennio. Circa un terzo del totale.</p>
<p>Il responsabile del progetto di rigenerazione del <em>Ntc</em>, Robert Pajot, dice a <em>Cbc News</em> che ogni comunità del Paese vedrà almeno uno dei vecchi edifici ecclesiastici chiusi, venduti o demoliti. Insieme a loro andranno persi non solo notevoli esempi di sacralità e la bellezza secolare, ma anche l’inestimabile senso di comunità che rappresentano.</p>
<p>Le chiese infatti non sono un semplice punto di riferimento domenicale, ma ospitano senzatetto, rifugiati, alcolisti anonimi, lezioni di pianoforte e incontri politici. Oltre, ovviamente, a matrimoni e funerali.</p>
<p>“I luoghi di fede sono stati, per generazioni, i centri di gran parte della vita comunitaria. Svolgono de facto un ruolo di hub comunitario, un ruolo di servizio alla comunità”, confessa Pajot.</p>
<p>Nelle zone rurali le comunità si stanno riducendo a causa del passare degli anni e dell’abbandono delle campagne. Nelle città, invece, i luoghi di culto restano deserti per via della <strong>secolarizzazione</strong> della società, unita alla comparsa di <strong>nuove pratiche spirituali</strong>. Con meno persone sui banchi e meno soldi nelle casse, l’aumento dei costi di manutenzione dei vecchi edifici ha costretto molte congregazioni ad alzare bandiera bianca. Tante altre, invece, si stanno arrangiando.</p>
<p>Detto dell’esperimento delle <strong>chiese-circo</strong>, il <em>National Trust for Canada</em> sta collaborando con un gruppo no-profit di Toronto chiamato <em>Faith &amp; the Common Good</em> per tenere sessioni di formazione e insegnare alle congregazioni come gestire il patrimonio immobiliare a disposizione. Sulla scia di questi insegnamenti il reverendo Victoria Scott della chiesa anglicana di St. Luke a Ottawa ha deciso di demolire un’intera ala dell’edificio per far spazio ad appartamenti e garage. Così le messe della domenica, pur ristrette, sono sopravvissute e il piano interrato è stato riallestito a mensa per poveri e centro per programmi diurni per il supporto degli emarginati.</p>
<p>Altri edifici invece sono stati venduti ai privati e riutilizzati come biblioteche, sale concerti e addirittura fabbriche di birra.</p>
<p>La Hazlet Lutheran Church, a nord-ovest di Swift Current, Sask., è rimasta vuota per quasi 25 anni, finché due amici, Lindsay Alliban e Erin McKnight, l’hanno acquistata nel 2016 e l’hanno trasformata in uno spazio di musica dal vivo. Will e Victoria Sutherland, invece, hanno acquistato la chiesa anglicana di San Giovanni sconsacrata cinque anni fa e hanno trasformato il vecchio edificio in una casa con quattro camere. In qualche modo è comunque un salvataggio, visto che il precedente proprietario voleva utilizzarlo come magazzino.</p>
<p>“Abbiamo avuto persone che bussano alla porta e dicono: Mi sono sposato in questa chiesa, posso vedere cosa state facendo? – dice Victoria -. Se le persone hanno un legame emotivo con questo luogo e sono grate per quello che facciamo mi sento quasi obbligata a lasciarle entrare nel nostro spazio perché, in un certo senso, è anche il loro spazio”.</p>
<p>È il messaggio che intende promuovere il <em>National Trust for Canada</em>, per cui qualsiasi riutilizzo resta bene accetto pur di evitare la demolizione.</p>
<p>“Vedere un edificio che viene abbattuto finisce per essere un momento straziante per la comunità – conclude Pajot -. A volte c’è si percepisce un misto di vergogna, imbarazzo e rabbia. Si tratta di un vero e proprio cocktail volatile, un mix di emozioni che deve essere, molto delicatamente, elaborato e gestito”.</p>
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		<title>Cina, la Chiesa adesso rischia un nuovo scisma</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/cina-la-chiesa-adesso-rischia-un-scisma.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jan 2018 07:38:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/LAPRESSE_20180124131624_25531938.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/LAPRESSE_20180124131624_25531938.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/LAPRESSE_20180124131624_25531938-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/LAPRESSE_20180124131624_25531938-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/LAPRESSE_20180124131624_25531938-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il Vaticano ha chiesto a due vescovi legittimi di fare un passo di lato per favorire la nomina di altri due presuli, che però risultano essere illegittimi, ma contigui al governo cinese. La notizia è stata rilanciata da Asia News. &#8220;Lo scorso dicembre &#8211; ha scritto l&#8217;agenzia citata &#8211; mons. Pietro Zhuang Jianjian di Shantou &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/cina-la-chiesa-adesso-rischia-un-scisma.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/LAPRESSE_20180124131624_25531938.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/LAPRESSE_20180124131624_25531938.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/LAPRESSE_20180124131624_25531938-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/LAPRESSE_20180124131624_25531938-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/LAPRESSE_20180124131624_25531938-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il <strong>Vaticano</strong> ha chiesto a due vescovi legittimi di fare un passo di lato per favorire la nomina di altri due presuli, che però risultano essere illegittimi, ma contigui al governo cinese. La notizia è stata rilanciata da Asia News. &#8220;Lo scorso dicembre &#8211; <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.asianews.it/notizie-it/Il-Vaticano-domanda-ai-vescovi-legittimi-di-farsi-da-parte-per-lasciare-spazio-a-quelli-illegittimi-42896.html">ha scritto</a> l&#8217;agenzia citata &#8211; mons. Pietro Zhuang Jianjian di Shantou (Guangdong) è stato obbligato ad andare a Pechino dove “un prelato straniero” del Vaticano gli ha chiesto di lasciare la cattedra al vescovo illecito Giuseppe Huang Bingzhang&#8221;. La medesima richiesta, poi, è stata fatta lo scorso ottobre a Mons. Giuseppe Guo Xijin, che da vescovo ordinario dovrebbe diventare l&#8217;ausiliare di un illegittimo. L&#8217;intento, pare chiaro, è quello favorire il dialogo tra la Chiesa cattolica e l&#8217;autorità governativa della Cina accondiscendendo a qualche richiesta proveniente da quest&#8217;ultima. Ma non a tutti sta bene. Il governo cinese, d&#8217;altro canto, ha tutto l&#8217;interesse a rimuovere due vescovi &#8220;sotterranei&#8221;, cioè due difensori della fede cattolica ostili per dottrina e convinzione all&#8217;assolutizzazione ideologica. </p>
<p><strong>Il cardinale Zen</strong>, che è un esponente di spicco della Chiesa cinese, sarebbe stato in qualche modo &#8220;esautorato&#8221; dal processo decisionale in questione. Il porporato, che è l&#8217;arcivescovo di Honk Kong, ha scritto una lettera sul suo blog, <a href="http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/">che è stata rilanciata da più di una fonte giornalistica</a>. Poche, in realtà, considerando la portata della notizia. &#8220;Francesco &#8211; ha scritto Sandro Magister sul suo di blog &#8211; gli ha risposto d&#8217;aver dato ordine di &#8220;non creare un altro caso Mindszenty&#8221;, alludendo all&#8217;eroico cardinale primate d&#8217;Ungheria che nel 1971 fu obbligato dalle autorità vaticane a lasciare il suo paese, nel 1973 fu rimosso dalla sua carica e nel 1975 fu sostituito da un nuovo primate gradito al regime comunista&#8221;. Zen, insomma, ha sostenuto in qualche modo di essere stato &#8220;avvisato&#8221; dal pontefice sulle conseguenze di una eventuale e strenua resistenza alle mosse cinesi del Vaticano. Un retroscena che fornirebbe la prova definitiva di un clima molto teso e per nulla dialettico. </p>
<p></p>
<p>&#8220;In questo momento cruciale e a causa della confusione che regna nei media &#8211; ha scritto nella missiva il cardinale di <strong>Honk Kong</strong> &#8211; conoscendo in modo diretto la situazione di Shantou e in modo indiretto quella di Mindong, mi sento in dovere di condividere la mia conoscenza dei fatti, affinché le persone sinceramente preoccupate per il bene della Chiesa possano conoscere la verità a cui hanno diritto. Sono perfettamente cosciente che, facendo ciò, sto parlando di cose che tecnicamente sono qualificate come “confidenziali”. Ma la mia coscienza mi dice che in questo caso, il “diritto alla verità” dovrebbe superare ogni “dovere di confidenzialità”. Zen, quindi, ha deciso di &#8220;vuotare il sacco&#8221;, prescindendo dalla natura confidenziale delle notizie rivelate.</p>
<p>&#8220;Nonostante il pericolo di essere accusato di rompere la confidenzialità &#8211; ha ribadito il cardinale &#8211; ho deciso di dirvi quanto sua Santità ha detto: “Sì, ho detto loro [i suoi collaboratori nella Santa Sede] di non creare un altro caso Mindszenty”! Ero là alla presenza del Santo Padre, in rappresentanza dei miei fratelli cinesi nella sofferenza. Le sue parole dovrebbero essere ben comprese come una consolazione e un incoraggiamento più per loro che per me&#8221;. Pur dichiarando assoluta fedeltà al pontefice della Chiesa cattolica, il cardinale Zen sembra non essere intenzionato a &#8220;mollare la presa&#8221; sulla vicenda Si è dichiarato &#8220;fiero&#8221;, del resto, di rappresentare &#8220;un ostacolo&#8221; a quella che ritiene essere una vera e propria &#8220;svendita&#8221; della religione cattolica al governo cinese. Una specifica posizione assunta da quest&#8217; uomo di Chiesa, infine, è destinata a far discutere più delle altre: per il cardinale Zen, la cosiddetta &#8220;Chiesa indipendente&#8221;, cioè quella patriottica e resistente al Vaticano, è una realtà scismatica. <strong>Bergoglio</strong>, insomma, si starebbe appoggiando a quest&#8217;ultima persino preferendola a quella riconosciuta dalla Chiesa di Roma. Le conseguenze derivanti da quanto evidenziato potrebbero sembrare banali e circoscritte alla nazione asiatica, ma data la situazione di divisione dottrinale vissuta dalla Chiesa, verrebbe da consigliare di mantenere gli occhi fissi sulla Cina. Un effetto domino, per quanto solo ipotizzabile, non è del tutto escludibile dal paniere delle ipotesi. </p>
<p>Ma il Vaticano nega</p>
<p>Greg Burke, direttore della sala stampa vaticana, ha però replicato alle notizie sulle presunte difformità di pensiero tra il Papa e i suoi collaboratori sulle questioni cinesi dicendo che il Santo Padre viene da loro informato in materia fedele e particolareggiata sulla situazione della Chiesa Cattolica in Cina e sui passi del dialogo in corso tra la Santa Sede e la Repubblica Popolare Cinese, che Egli accompagna con speciale sollecitudine&#8221;.</p>
<p></p>
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		<title>La chiesa</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/religioni/la-guerra-dei-peshmerga/la-chiesa-puntata-3.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2015 10:03:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1800" height="1237" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2015/12/Image00002.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2015/12/Image00002.jpg 1800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2015/12/Image00002-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2015/12/Image00002-768x528.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2015/12/Image00002-1024x704.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></p>
<p>Ainkawa è il quartiere cristiano di Erbil. Lo si riconosce subito dalle chiese, dalle donne per strada senza velo e dalle gigantografie di birre che fanno da pubblicità ai supermercati. Da quando lo Stato Islamico ha conquistato Mosul e i villaggi circostanti, migliaia di famiglie cristiane si sono riversate qui. L&#8217;atmosfera nel quartiere è tesa, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/religioni/la-guerra-dei-peshmerga/la-chiesa-puntata-3.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1800" height="1237" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2015/12/Image00002.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2015/12/Image00002.jpg 1800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2015/12/Image00002-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2015/12/Image00002-768x528.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2015/12/Image00002-1024x704.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></p><p>Ainkawa è il quartiere cristiano di Erbil. Lo si riconosce subito dalle chiese, dalle donne per strada senza velo e dalle gigantografie di birre che fanno da pubblicità ai supermercati. Da quando lo Stato Islamico ha conquistato Mosul e i villaggi circostanti, migliaia di famiglie cristiane si sono riversate qui. L&#8217;atmosfera nel quartiere è tesa, soprattutto davanti i luoghi di culto dove le misure di sicurezza sono state rinforzate a seguito dei numerosi attentati. A prestare servizio nel quartiere. Insieme ai tanti volontari ci sono le monache domenicane, profughe anche loro, costrette a scappare insieme agli altri.Incontriamo suor Huda nel convento di Ainkawa. Felice di ospitarci per un pomeriggio e disposta a raccontarci cosa è successo a Mosul nel giugno del 2014. &#8220;Ci hanno avvertiti che l&#8217;ISIS stava per entrare in città.Siamo scappati via circa tre quarti d&#8217;ora prima che arrivassero. Avevamo con noi solo i vestiti indosso.&#8221; Suor Huda, così come i tanti cristiani da queste parti, ha uno spirito molto pragmatico, ha le idee chiare sul come siano andate le cose: &#8220;molti vicini di casa musulmani non ci hanno aiutato a scappare, anzi molti di loro ci hanno tradito.&#8221;Le cose purtroppo sono andate così. Comunque adesso stiamo meglio. Non viviamo più nei container e possiamo dirci fortunate rispetto molte altre famiglie cristiane.&#8221; Chiediamo a suor Huda di cosa ha realmente bisogno oggi la comunità cristiana irachena. &#8220;Non vogliamo soldi, tanto quelli non arrivano mai. Abbiamo bisogno di aiuto spirituale. La gente qui è disperata, ma non è qualcosa che ha a che fare con il denaro. E&#8217; la speranza che ci serve.&#8221;</p>
<p><style>.embed-container{position:relative;padding-bottom:56.25%;height:0;overflow:hidden;max-width:100%}.embed-container iframe,.embed-container object,.embed-container embed{position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%}</style><div class="embed-container"><iframe src="https://player.vimeo.com/video/129790564" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div></p>
<p>Salutiamo suor Huda per andare a visitare la chiesa di S.Giuseppe, ma lungo la strada veniamo fermati da due suore, anche loro domenicane, che per anni hanno prestato servizio in Italia. Suor Lisa, una delle due, ha anche lei le idee chiare su come le cose siano andate a Mosul: &#8220;ci hanno tradito i nostri vicini musulmani. Prima ancora che l&#8217;Isis entrasse in città, la gente già buttava giù le croci. Quando siamo andati via sono entrati nelle nostre case. Siamo stati saccheggiati, capisci?&#8221;. Anche loro come tutti sperano di tornare presto a casa, ma sanno che non sarà possibile se non grazie ad un intervento internazionale che cacci dal nord dell&#8217;Iraq le truppe di Al-Baghdadi. Intanto la vita ad Ainkawa scorre tra la paura che un giorno i terroristi arrivino anche li.</p>
<p>Ed in effetti la gente ha di cosa temere: gli attentati sono stati molti negli ultimi mesi, l&#8217;ultimo ad aprile davanti al consolato americano dove tre persone hanno perso la vita e molte altre sono rimaste ferite. Il tutto nel centro del quartiere, a pochi passi dalla chiesa di S.Giuseppe e dalla scuola media dove studiano centinaia di bambini anche musulmani: &#8220;in questa scuola il preside non fa distinzioni. I cristiani studiano insieme ai musulmani. Una volta qui c&#8217;era la pace&#8221; ci dice un custode davanti l&#8217;entrata della scuola con sguardo rassegnato.</p>
<p></p>
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