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	<title>Chiesa ortodossa Archives - InsideOver</title>
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	<title>Chiesa ortodossa Archives - InsideOver</title>
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		<title>Hilarion e il tramonto del soft power religioso russo</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/hilarion-e-il-tramonto-del-soft-power-religioso-russo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 08:13:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa ortodossa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1320" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/hilarion.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="russia" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/hilarion.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/hilarion-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/hilarion-1024x704.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/hilarion-768x528.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/hilarion-1536x1056.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/hilarion-600x413.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il metropolita Hilarion per oltre un decennio è stato il principale artefice della politica estera ecclesiastica del Patriarcato di Mosca. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1320" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/hilarion.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="russia" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/hilarion.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/hilarion-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/hilarion-1024x704.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/hilarion-768x528.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/hilarion-1536x1056.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/hilarion-600x413.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;arresto del <strong>metropolita Hilarion (al secolo Grigorij Alfeyev) </strong>nella città termale ceca di Karlovy Vary rischia di essere ricordato come uno degli episodi più singolari nella storia recente dell&#8217;Ortodossia russa. Fermato dalla polizia il 24 maggio dopo il ritrovamento di alcuni contenitori con una sostanza proibita nel bagagliaio dell&#8217;automobile su cui viaggiava, il prelato è stato rilasciato dopo due giorni senza incriminazioni. <strong>Mosca ha denunciato una provocazione politica, il Patriarcato di Mosca ha parlato di una montatura e il ministero degli Esteri russo ha convocato il rappresentante diplomatico ceco per protestare formalmente.</strong></p>



<p>Al di là delle circostanze ancora controverse del caso, l&#8217;episodio assume rilievo soprattutto per la personalità coinvolta. Hilarion non è infatti un semplice vescovo di provincia. <strong>Per oltre un decennio è stato il principale artefice della politica estera ecclesiastica del Patriarcato di Mosca,</strong> una figura che per influenza, visibilità e rete di relazioni internazionali può essere descritta senza eccessive forzature come il vero &#8220;ministro degli Esteri&#8221; della Chiesa ortodossa russa.</p>



<p>Dal 2009 al 2022, alla guida del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne, Hilarion è stato il volto internazionale dell&#8217;Ortodossia russa. Ha dialogato con il Vaticano, con le Chiese protestanti, con i patriarchi ortodossi e con numerosi governi europei. Contemporaneamente però consolidava anche i legami con i settori più conservatori del mondo ortodosso, in particolare in Grecia, Cipro e nella diaspora ortodossa in Occidente. In un&#8217;epoca in cui la Federazione Russa cercava ancora di presentarsi in Europa come una potenza civile e culturale oltre che militare, <strong>il metropolita rappresentava uno degli strumenti più efficaci del soft power russo.</strong></p>



<p>La sua missione non consisteva semplicemente nel difendere gli interessi della Chiesa. <strong>Hilarion cercava di accreditare Mosca come il principale centro dell&#8217;Ortodossia mondiale</strong>, contrapponendola progressivamente al Patriarcato di Costantinopoli. Nella sua visione, il primato storico rivendicato dal <strong>patriarca Bartolomeo </strong>non poteva più bastare in un mondo nel quale la Chiesa russa raccoglieva la maggioranza dei fedeli ortodossi, disponeva di risorse economiche incomparabilmente superiori e godeva dell&#8217;appoggio di uno Stato tornato a considerare la religione un elemento fondamentale della propria identità strategica.</p>



<p>In questa strategia va collocata anche la vicenda dell&#8217;Institut Saint-Serge di Parigi, uno dei più prestigiosi centri della teologia ortodossa mondiale. Nato dall&#8217;esperienza dell&#8217;emigrazione russa successiva alla rivoluzione del 1917 e legato per decenni all&#8217;arcivescovado delle parrocchie russe in Europa occidentale sotto la giurisdizione di Costantinopoli, l&#8217;istituto rappresentava il principale lascito intellettuale della diaspora anticomunista. <strong>Le opere di teologi come Sergij Bulgakov, Georges Florovsky e Vladimir Lossky hanno segnato profondamente la riflessione ortodossa contemporanea</strong> ben oltre i confini del mondo russo. Il progressivo ritorno dell&#8217;arcivescovado russo-occidentale sotto l&#8217;obbedienza del Patriarcato di Mosca e l&#8217;acquisizione del controllo di Saint-Serge hanno assunto quindi un valore che andava oltre la semplice questione amministrativa. Per uomini come Hilarion, il recupero di quel patrimonio rappresentava la ricomposizione simbolica della frattura aperta dalla rivoluzione bolscevica e il ricongiungimento tra la Russia ecclesiastica e quella parte della sua élite teologica costretta all&#8217;esilio dopo il 1917. Una vittoria culturale prima ancora che canonica, destinata a rafforzare la pretesa di Mosca di proporsi come centro dell&#8217;Ortodossia mondiale</p>



<p><strong>Fu proprio Hilarion a diventare il principale interprete della battaglia ecclesiastica contro Costantinopoli culminata nella crisi ucraina del 2018-2019.</strong> Quando Bartolomeo riconobbe l&#8217;autocefalia della nuova Chiesa ortodossa d&#8217;Ucraina, il metropolita guidò la risposta di Mosca, accusando il Patriarcato ecumenico di avere provocato uno scisma nel mondo ortodosso. Le sue critiche nei confronti dell&#8217;ex metropolita Filarete Denisenko, scomparso di recente furono altrettanto severe. In quella fase Hilarion appariva come il principale stratega di una Chiesa russa intenzionata a contendere a Costantinopoli la leadership dell&#8217;Ortodossia mondiale.</p>



<p>Paradossalmente, proprio mentre la sua influenza sembrava raggiungere l&#8217;apice, la sua parabola iniziò a declinare. Il 7 giugno 2022, pochi mesi dopo l&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina, il Sinodo lo rimosse improvvisamente dalla guida del Dipartimento per le relazioni esterne e lo trasferì alla piccola diocesi di Budapest e Ungheria. Per molti osservatori la decisione non fu casuale.</p>



<p>A differenza di altre personalità ecclesiastiche russi, <strong>Hilarion non sostenne mai pubblicamente la guerra con l&#8217;enfasi ideologica adottata dal patriarca Kirill e da altri esponenti della gerarchia ecclesiastica. </strong>Continuò a difendere le posizioni canoniche di Mosca sulla questione ucraina, ma evitò di trasformare il conflitto in una guerra religiosa. Già prima dell&#8217;invasione aveva affermato che la guerra non rappresentava uno strumento per risolvere le controversie politiche e, una volta iniziato il conflitto, mantenne un profilo più prudente rispetto a quello dominante nel Patriarcato di Mosca.</p>



<p>In realtà la guerra colpiva al cuore il progetto che aveva perseguito per oltre dieci anni. <strong>L&#8217;intera strategia di Hilarion presupponeva infatti l&#8217;esistenza di un ponte tra Russia e Occidente.</strong> Il suo lavoro diplomatico, i rapporti costruiti con il Vaticano, il dialogo ecumenico, le relazioni con il mondo accademico europeo e nordamericano si fondavano sull&#8217;idea che Mosca potesse esercitare influenza internazionale attraverso il prestigio culturale e religioso. L&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina ha compromesso gran parte di questo capitale politico e simbolico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Non solo diplomatico ma anche teologo</h2>



<p>Per comprendere il ruolo di Hilarion è però necessario guardare oltre la diplomazia. A differenza di molti gerarchi contemporanei, <strong>egli si è affermato anche come teologo di primo piano.</strong> Le sue opere sono state tradotte in numerose lingue e hanno contribuito a diffondere la tradizione ortodossa ben oltre i confini del mondo slavo.</p>



<p>Il suo libro più celebre, &#8220;Il mistero della fede&#8221;, pubblicato negli anni Novanta, è considerato ancora oggi una delle migliori introduzioni contemporanee alla spiritualità e alla teologia ortodossa. L&#8217;opera riuscì a rendere accessibile a un pubblico ampio il patrimonio della tradizione patristica orientale in una fase in cui la Russia usciva da decenni di ateismo di Stato.</p>



<p>Accanto a questo testo, Hilarion ha dedicato studi approfonditi a figure fondamentali della spiritualità cristiana come Isacco il Siro e Simeone il Nuovo Teologo, contribuendo in modo significativo alla riscoperta della tradizione ascetica orientale. <strong>Ancora più ambiziosa è stata la monumentale serie &#8220;Gesù Cristo. Vita e insegnamento&#8221;</strong>, nella quale ha tentato di coniugare l&#8217;esegesi moderna con la lettura patristica dei Vangeli. L&#8217;opera ha ricevuto apprezzamenti da studiosi ortodossi, cattolici e protestanti, un riconoscimento raro in un panorama spesso segnato da forti divisioni confessionali.</p>



<p>Questa dimensione intellettuale spiega perché, fino al 2022, il suo nome fosse frequentemente indicato tra quelli dei possibili successori del patriarca Kirill. Non si trattò mai di una candidatura ufficiale né di una prospettiva imminente, ma l&#8217;ipotesi circolava con insistenza negli ambienti ecclesiastici e diplomatici. Hilarion possedeva una discreta autorevolezza teologica, esperienza internazionale, capacità comunicativa e una rete di contatti costruita in decenni di attività.</p>



<p>Anche alcune sue prese di posizione mostrano una personalità più complessa degli stereotipi spesso associati all&#8217;attuale gerarchia russa. <strong>Nel 2020 si oppose pubblicamente all&#8217;idea di inserire un mosaico raffigurante Stalin nel nuovo tempio delle Forze Armate russe. </strong>Definì il dittatore sovietico un persecutore della Chiesa e ricordò il sangue versato da milioni di vittime del regime. In altre occasioni arrivò persino a descrivere Stalin come un &#8220;mostro spirituale&#8221; e a paragonare la natura repressiva del sistema staliniano a quella del nazismo.</p>



<p>Ciò non significava rinnegare il ruolo patriottico della Chiesa durante la Seconda guerra mondiale. Al contrario, Hilarion sottolineò ripetutamente il contributo fornito dal clero e dai fedeli alla difesa della patria contro l&#8217;invasione tedesca. Ma proprio <strong>questa distinzione tra il sacrificio del popolo russo e le responsabilità del regime staliniano</strong> rivela un tratto significativo della sua visione storica e politica probabilmente anche per favorire la visione russa in occidente.</p>



<p>L&#8217;arresto di Karlovy Vary potrebbe alla fine rivelarsi un episodio marginale, destinato a scomparire dalle cronache nel giro di poche settimane. Più duratura appare invece la sua valenza simbolica. Coinvolge infatti l&#8217;uomo che per oltre un decennio ha incarnato la diplomazia religiosa della Russia post-sovietica e il tentativo di Mosca di estendere la propria influenza attraverso la fede, la cultura e il dialogo internazionale.</p>



<p>La parabola di Hilarion racconta in fondo la storia di una stagione in parte conclusa. Se il patriarca Kirill rappresenta oggi l&#8217;Ortodossia mobilitata attorno alla potenza statale russa, Hilarion aveva cercato di costruire una diversa forma di influenza, fondata sul prestigio teologico e sul soft power religioso. L&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina non ha soltanto ridimensionato la sua carriera personale. Ha probabilmente segnato il tramonto dell&#8217;intero progetto che egli aveva contribuito a edificare.</p>
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		<title>Gli 007 di Kiev alzano il tiro: così il Patriarcato di Mosca finisce nel mirino</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gli-007-di-kiev-alzano-il-tiro-cosi-il-patriarcato-di-mosca-finisce-nel-mirino.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Pizzorno]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Nov 2023 11:39:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa ortodossa]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito russo]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[Mosca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1442" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_2023111412384435_782c6943f0d3368d12a459c5dd5990c0-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_2023111412384435_782c6943f0d3368d12a459c5dd5990c0-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_2023111412384435_782c6943f0d3368d12a459c5dd5990c0-scaled-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_2023111412384435_782c6943f0d3368d12a459c5dd5990c0-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_2023111412384435_782c6943f0d3368d12a459c5dd5990c0-1024x769.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_2023111412384435_782c6943f0d3368d12a459c5dd5990c0-768x577.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_2023111412384435_782c6943f0d3368d12a459c5dd5990c0-1536x1153.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_2023111412384435_782c6943f0d3368d12a459c5dd5990c0-2048x1537.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>“Il servizio di sicurezza ha smascherato la leadership della Chiesa ortodossa russa per la creazione di proprie compagnie militari private”. Questo è quanto riporta, testualmente, il comunicato dell’intelligence ucraina. Da una prima analisi delle risorse aperte, si evincerebbe, infatti, che gruppi privati paramilitari sarebbero impegnati in attività addestrative per combattere contro le forze di Kiev &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-007-di-kiev-alzano-il-tiro-cosi-il-patriarcato-di-mosca-finisce-nel-mirino.html">[...]</a></p>
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<p>“Il servizio di sicurezza ha <strong>smascherato</strong> la leadership della Chiesa ortodossa russa per la creazione di proprie compagnie militari private”. Questo è quanto riporta, <a href="https://ssu.gov.ua/en/novyny/sbu-vykryla-rpts-na-stvorenni-pravoslavnykh-pvk-dlia-viiny-v-ukraini">testualmente</a>, il comunicato dell’intelligence ucraina. Da una prima analisi delle risorse aperte, si evincerebbe, infatti, che gruppi privati paramilitari sarebbero impegnati in attività addestrative per combattere contro le forze di Kiev e che queste disposizioni siano provenute addirittura dal Patriarcato russo. I servizi riferiscono, inoltre, che tale compagnia è conosciuta come St. Andrew&#8217;s Cross ed operativa a San Pietroburgo, al di fuori della cattedrale di Kronstadt. Secondo le indagini le attività di reclutamento delle nuove leve sarebbero avvenute all’interno dell’istituzione religiosa, coinvolgendo i loro parrocchiani con il fine d’inserirli nei gruppi di combattenti di prima linea, per poi destinarli alle manovre di occupazione</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come avviene il reclutamento</h2>



<p>L’intelligence dettaglia che la selezione per gli arruolamenti prediligerebbe uomini dotati di una pregressa esperienza militare ed attitudine al combattimento. Una volta individuati e successivamente arruolati, nei mercenari, questi neo-combattenti seguirebbero, poi, un addestramento “tattico-militare” con istruttori dei servizi speciali russi. Quanto ufficializzato dagli uomini di Zelensky descrive che il training avveniva, però, “<a href="https://t.me/SBUkr/10049">esclusivamente</a>” all’<strong>interno</strong> delle mura della Chiesa, oltre ad ulteriori luoghi prescelti per le attività addestrative. Il sostegno economico, invece, proverrebbe da esponenti dell’industria e di gruppi finanziari, che l’informativa descrive vicino al Cremlino. Il flusso di denaro intercettato su conti della Chiesa ortodossa russa, da quanto si recepisce, sembrerebbe essere il frutto di donazioni o contributi devoluti sotto forma di beneficenza, con il fine di poter costruire nuove Chiese. Sulla questione le <a href="https://bloknot.ru/?s=Андреевский+крест%22.">risorse aperte</a>, riferirebbero, però, che la creazione di questo gruppo, conosciuto anche come “Andreevsky Cross&#8221;, non fosse in realtà una nuova scoperta e tantomeno di recente creazione, bensì avrebbe visto la luce già qualche tempo fa. Tali narrative, infatti, ne citavano l’esistenza non solo nel 2022, ma addirittura nel 2017.</p>



<p>L’analisi rivela infatti, che il canale russo di <a href="https://t.me/breakingmash/39813">Telegram Mash</a> già riportava notizie sulla formazione di questa forza mercenaria ed in più, testualmente, riferiva di “battaglioni di volontari da inviare nella zona del distretto militare settentrionale” che si sarebbero avvalsi anche della <a href="https://belsat.eu/ru/news/12-11-2022-v-rossii-sozdali-chastnuyu-voennuyu-organizatsiyu-pri-pravoslavnoj-tserkvi-andreevskij-krest">benedizione</a> del rettore del tempio, Alexy Ganzhin. Le stesse fonti, inoltre, chiariscono che il direttore del St. Andrew’s Cross fosse un certo <a href="https://ru.espreso.tv/v-sankt-peterburge-sozdayut-pravoslavnuyu-chvk-rossmi">Vladimir Khilchenko,</a> figura che assunse anche il ruolo di coordinatore, il quale avrebbe dichiarato testualmente che “il compito principale di queste nuove forze sarebbe stato quello di partecipare all&#8217;operazione speciale in Ucraina”. Le ammissioni prevedevano un numero che <a href="https://www.rbc.ru/politics/12/11/2022/636fa71c9a7947614a2af2d3">oscillava</a> tra le 70 a 100 unità di aspiranti, al fine di ottenere &#8220;competenze scientifiche di sopravvivenza o una formazione specializzata&#8221;, usufruendo, peraltro, della partecipazione delle unità speciali russe.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le risposte di Mosca alle accuse</h2>



<p>Sulla questione, però, non mancarono malcontenti e proprio nel 2022 una risposta di Mosca pubblicata su <a href="https://ria.ru/20221114/chvk-1831329810.html">Ria-Novosti</a>, non si fece attendere. Quest’ultima, infatti, non solo chiariva testualmente che la &#8220;Andreevsky Cross&#8221; esisteva da molti anni, ma confermava anche che la stessa era impegnata nella preparazione di volontari,  “solo” per quella tipologia di addestramento utile alla sopravvivenza in situazioni ostili. E che tutto ciò che riguardasse la gestione delle armi era, invece, di competenza degli uffici di registrazione e arruolamento militare. Il rettore della cattedrale, sempre nel 2022, rigettò, infatti, le accuse che gli furono rivolte e secondo quanto riportato, affermò testualmente: “Lavoriamo con i giovani da molto tempo. Abbiamo veterani delle forze speciali, affinché possano comunicare ai ragazzi come sopravvivere e come fare le medicazioni. Questo è tutto ciò di cui ha bisogno un combattente per imparare a come sopravvivere”.</p>



<p>Inoltre, sempre sulla medesima testata, replicò che, seppur si continuasse a parlare ad alta voce di una &#8220;società militare privata&#8221;, nella realtà si trattava solo di persone riunite per aiutare chi fosse desideroso di svolgere il servizio di volontariato. Ma attualmente l’intelligence ucraina, riferisce, però che “sulla base dei fatti documentati, sta agendo per stabilire tutte le circostanze dell&#8217;attività criminale venute allo scoperto e consegnare le persone coinvolte alla giustizia&#8221;. Dall’inizio del conflitto russo-ucraino, fa sapere anora Kiev, che sono stati avviati ben 68 procedimenti penali contro i rappresentanti della Chiesa ortodossa ucraina del Patriarcato di Mosca, ed emesse anche già 19 condanne giudiziarie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-007-di-kiev-alzano-il-tiro-cosi-il-patriarcato-di-mosca-finisce-nel-mirino.html">Gli 007 di Kiev alzano il tiro: così il Patriarcato di Mosca finisce nel mirino</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La sponda ortodossa: perché il patriarca polacco difende la guerra di Putin</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/la-sponda-ortodossa-perche-il-patriarca-polacco-difende-la-guerra-di-putin</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Aug 2023 13:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa ortodossa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[InsideNews]]></category>
		<category><![CDATA[kirill]]></category>
		<category><![CDATA[Vladimir Putin]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-2-20.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-2-20.png 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-2-20-600x338.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-2-20-300x169.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-2-20-1024x576.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-2-20-768x432.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-2-20-334x188.png 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Con la sua posizione a favore dell'invasione russa e del suo stretto rapporto col patriarca russo Kirill, Sawa deve vedersela con una Polonia infuriata </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-2-20.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-2-20.png 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-2-20-600x338.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-2-20-300x169.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-2-20-1024x576.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-2-20-768x432.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-2-20-334x188.png 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<figure class="wp-block-video"><video height="1080" style="aspect-ratio: 1920 / 1080;" width="1920" controls poster="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-2-20.png" src="https://cdn.evolutionadv.it/insideover/website/2023/08/kirill-e-sawa.mp4"></video></figure>



<p>la postura del&nbsp;<strong>Patriarca Kirill</strong>, con la sua benedizione dell&#8217;”operazione speciale” di&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-vladimir-putin.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Vladimir Putin</a>, poi, ha finito per aprire un secondo fronte “ortodosso”, tra condanne e avalli all’invasione dell’Ucraina. Si tratta infatti del Patriarca polacco Sawa, che con la sua posizione pro Putin sta facendo scalpore in Polonia</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Scopri di più: </strong> <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-sponda-ortodossa-perche-il-patriarca-polacco-difende-la-guerra-di-putin.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La sponda ortodossa: perché il patriarca polacco difende la guerra di Putin</a></li>
</ul>
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		<title>La sponda ortodossa: perché il patriarca polacco difende la guerra di Putin</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-sponda-ortodossa-perche-il-patriarca-polacco-difende-la-guerra-di-putin.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Aug 2023 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa ortodossa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=406990</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/patriarca-polacco-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/patriarca-polacco-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/patriarca-polacco-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/patriarca-polacco-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/patriarca-polacco-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/patriarca-polacco-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/patriarca-polacco-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/patriarca-polacco-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mezzo milione di fedeli, la chiesa ortodossa polacca non ha mai reciso il legame con Mosca a cui è rimasta fedele.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/patriarca-polacco-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/patriarca-polacco-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/patriarca-polacco-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/patriarca-polacco-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/patriarca-polacco-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/patriarca-polacco-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/patriarca-polacco-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/patriarca-polacco-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nell&#8217;ottobre 2018 ebbe inizio il divorzio tra la <strong>Chiesa ortodossa russa</strong> e il <strong>Patriarcato ecumenico di Costantinopoli</strong>, quando la prima interruppe unilateralmente la piena comunione con il secondo per via dell&#8217;intenzione di concedere l’autocefalia alla Chiesa ortodossa di Kiev. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo scisma ortodosso del 2018</h2>



<p>Questa vicenda, intimamente annodata al contesto del <strong>conflitto in Ucraina</strong>, ha seminato a lungo zizzania nel mondo ortodosso: la postura del <strong>Patriarca Kirill</strong>, con la sua benedizione dell'&#8221;operazione speciale&#8221; di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-vladimir-putin.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Vladimir Putin</a>, poi, ha finito per aprire un secondo fronte &#8220;ortodosso&#8221;, tra condanne e avalli all&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina. </p>



<figure class="wp-block-image size-large is-style-default"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://mospat.ru/upload/iblock/cdb/ue94pe720vlrpj0law186pfgyccb8wf3.jpg" alt=""/><figcaption class="wp-element-caption">I Patriarchi Sawa (a sinistra) e Kirill.</figcaption></figure>



<p>Se da Istanbul il patriarca Bartolomeo I si è sempre pronunciato contro il divisivo Kirill, da Varsavia il &#8220;papa di Putin&#8221; ottiene la solidarietà del suo modesto epigono in loco, il <strong>Patriarca Sawa</strong> (al secolo Michal Hrycuniak), arrivato perfino a definire &#8220;perseguitata&#8221; quella frangia della chiesa ortodossa ucraina fedele a Mosca. Lo scorso maggio, il Metropolita di &#8220;Varsavia e di tutta la Polonia&#8221; aveva celebrato i suoi 25 anni dall&#8217;intronizzazione nonché alla guida degli ortodossi polacchi, una comunità di circa mezzo milione di persone, in un lago prevalentemente cattolico come la Polonia. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La storia recente della Chiesa ortodossa polacca</h2>



<p>Le ragioni di questa vicinanza, sono legate sia alla storia polacca del Secondo dopoguerra, ma anche all&#8217;esperienza personale di Sawa, che ha ricoperto anche rilevanti cariche pubbliche come quella di <strong>Ordinario militare ortodosso dell&#8217;esercito polacco</strong>.</p>



<p>La chiesa ortodossa polacca venne stabilita nel 1924 dopo che la Polonia riguadagnò la sua indipendenza, per dare forma e sostanza alla fede delle comunità ucraine e bielorusse nell&#8217;est del Paese. L&#8221;ironia del destino volle che il primo metropolita degli ortodossi di Polonia fosse un ucraino, Yurii Yaroshevsky, nominato dal Patriarcato di Mosca. Quando costui inizio a mostrare la propria avversione per lo strapotere e l&#8217;ingerenza del patriarcato moscovita, venne ucciso da un monaco russo. Nel periodo fra le due guerre la chiesa ortodossa polacca dovette sopravvivere a numerose avversità e <strong>persecuzioni</strong>: un gran numero di chiese ortodosse vennero distrutte  e alcune convertite in cristiane in quel crocevia tra Polonia, Bielorussia e Ucraina, che ancora oggi è la <strong>Volinia</strong>. Alla fine della Seconda guerra mondiale, con la Polonia attirata nell&#8217;orbita sovietica e le annessioni territoriali che seguirono, 8 su 10 tra parrocchie e congregazioni finirono sotto il patriarcato di Mosca. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi è il Patriarca Sawa</h2>



<p>Con un lungo <em>cursus honorum</em> da teologo e docente, Sawa, classe 1938, ha lavorato (almeno dal 1965) per la <em><strong>Sluzba Bezpieczenstwa</strong></em>, la Polizia di sicurezza polacca dell&#8217;era sovietica, con il nome in codice di Tw Jurek e la matricola 12348: l&#8217;Istituto per la memoria polacco, ancora oggi conserva tutta la documentazione a suo carico, che non lascia dubbio sul fatto che Sawa fosse sul libro paga della polizia comunista, come quasi tutti i leader della chiesa ortodossa polacca del Dopoguerra, all&#8217;interno della quale non era insolito veder penetrare anche agenti del Kgb su ordine diretto del Politburo moscovita. </p>



<p>La collaborazione era legata alla sua assunzione nella Cancelleria metropolitana: il suo ruolo era quello di offrire <strong>informazioni aggiornate sui cambiamenti in atto nella Chiesa ortodossa</strong> con particolare attenzione ai contatti con l&#8217;estero e ai fenomeni negativi legati al rapporto Chiesa-seguaci. Dalle numerose note conservate dagli archivi polacchi, scritte di suo pugno ci sono informazioni e &#8220;pagelle&#8221; su tutto il clero ortodosso locale, ma anche sulla comunità cattolica e protestante, in particolar modo sulle frange dedite all&#8217;<strong>ecumenismo</strong>, considerato eresia dai fondamentalisti dell&#8217;eccezionalismo della chiesa moscovita. Numerose sono anche le &#8220;<strong>denunce morali</strong>&#8221; rivolte ai suoi omologhi delle altre fedi, nelle quali ricorrono spesso &#8220;sospetti di omosessualità&#8221;. Parole dure, durissime, per i suoi predecessori e &#8220;colleghi&#8221; che taccia, a turno, di incompetenza e poco rigore nella vorace speranza di giungere quanto prima al soglio di Varsavia. L&#8217;atteggiamento rigoroso e collaborazionista finì per procurargli l&#8217;idiosincrasia dei giovani polacchi, ortodossi compresi, soprattutto quelli che iniziarono a simpatizzare per <strong>Solidarność</strong>.</p>



<p>Con il crollo del muro di Berlino e la tumultuosa uscita della Polonia dall&#8217;orbita di Mosca, complice anche un Papa cattolico polacco, la figura di Sawa ha finito per divenire marginale, pallido baluardo del tempo che fu, sebbene indigesto. Il conflitto in Ucraina, con la sua appendice teologica, ha riportato agli onori della cronaca questa strana figura di esagitato supporter di Kirill, che continua a mostrare deferenza verso Mosca e i suoi alti papaveri. Tanto da indurre, nel febbraio scorso, un gruppo di ex attivisti anticomunisti polacchi a chiedere al presidente della Polonia di privare Sawa del suo gradi militare. A scatenare l&#8217;ira dei polacchi, la <a href="http://www.patriarchia.ru/db/text/6001192.html">lettera del febbraio scorso</a> con la quale Sawa inviava i suoi auguri a Kirill per il quattordicesimo anno dalla sua intronizzazione: &#8220;Il nemico della fede non ama la stabilità della Chiesa e cerca di distruggerla. Ciò che è accaduto in Ucraina lo testimonia&#8221;, tuonò Sawa, <strong>rendendo pubblico il suo <em>endorsement</em> non solo verso Kirill ma anche all'&#8221;operazione speciale&#8221;</strong>. </p>



<p>Alla levata di scudi da parte di un Polonia sempre più guardinga verso Mosca, Sawa aveva minimizzato il suo gesto facendolo passare per semplice &#8220;protocollo&#8221;, ribadendo di aver già condannato l&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina e di aver chiesto a questo proposito l&#8217;intercessione del fratello Kirill. &#8220;Perdonate me, un peccatore&#8221;, era stato il suo messaggio alla comunità polacca per non inciampare in più serie reprimenda. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="pl" dir="ltr">Prawosławny arcybiskup przemyski i gorlicki Paisjusz (Martyniuk) wzywa wiernych do modlitwy w rocznicę rosyjskiej agresji przeciwko Ukrainie ☦️ <a href="https://t.co/dO4HgqnWhX">pic.twitter.com/dO4HgqnWhX</a></p>&mdash; ekumenizm.pl (@ekumenizmpl) <a href="https://twitter.com/ekumenizmpl/status/1626318470383038465?ref_src=twsrc%5Etfw">February 16, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div><figcaption class="wp-element-caption">La richiesta di pace dell&#8217;arcivescovo di Przemyśl e Gorlice.</figcaption></figure>



<p>La voce di Sawa, inoltre, rischia di essere ben presto oscurata dall&#8217;arcivescovo, anch&#8217;esso ortodosso, di Przemyśl e Gorlice, che nello scorso anniversario della guerra ha invitato i fedeli ortodossi a pregare &#8220;per la pace e per la sconfitta della Russia[&#8230;] Chiunque sfodera la spada morirà di spada&#8221;: parole forti che delegittimano la crociata anacronistica e sanguinosa di Sawa e del &#8220;fratello&#8221; Kirill.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-sponda-ortodossa-perche-il-patriarca-polacco-difende-la-guerra-di-putin.html">La sponda ortodossa: perché il patriarca polacco difende la guerra di Putin</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Chi è Ivan Soltanovsky, il nuovo ambasciatore russo in Vaticano</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/chi-e-ivan-soltanovsky-il-nuovo-ambasciatore-russo-in-vaticano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 May 2023 14:59:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa ortodossa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Santa Sede]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=395676</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/soltanovsky.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/soltanovsky.png 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/soltanovsky-600x338.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/soltanovsky-300x169.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/soltanovsky-1024x576.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/soltanovsky-768x432.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/soltanovsky-1536x864.png 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/soltanovsky-2048x1152.png 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/soltanovsky-334x188.png 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ivan Soltanovsky, fresco di nomina da parte di Vladimir Putin è il veterano della diplomazia russa nuovo ambasciatore in Vaticano</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-e-ivan-soltanovsky-il-nuovo-ambasciatore-russo-in-vaticano.html">Chi è Ivan Soltanovsky, il nuovo ambasciatore russo in Vaticano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/soltanovsky.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/soltanovsky.png 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/soltanovsky-600x338.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/soltanovsky-300x169.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/soltanovsky-1024x576.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/soltanovsky-768x432.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/soltanovsky-1536x864.png 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/soltanovsky-2048x1152.png 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/soltanovsky-334x188.png 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel cuore di Roma, in Oltretevere, ma a due passi da una delle capitali più importanti della Nato è pronto a prendere possesso dell&#8217;ambasciata russa presso la Santa Sede <strong>Ivan Soltanovsky</strong>, fresco di nomina da parte di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-vladimir-putin.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Vladimir Putin</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un veterano della diplomazia</h2>



<p>68 anni, una vita in diplomazia, Soltanovsky è da ritenersi un veterano tra le feluche di Mosca, di cui ha interpretato ogni sorta di visione e ambivalenza. Da un lato, ha accettato la visione di Vladimir Putin sul neo-espansionismo russo dichiarando, nel 2017, l&#8217;annessione della <strong>Crimea</strong> conforme ai principi di Helsinki sulla convivenza tra i popoli europei stabiliti nel 1975 e criticando la minaccia posta a suo avviso dall&#8217;Occidente all&#8217;ordine europeo contrastando la Russia. Dall&#8217;altro, ha però cercato di tenere un filo diretto tra Mosca e le organizzazioni internazionali con cui il Cremlino ha rotto da tempo.</p>



<p>Ivan Soltanovsky è stato infatti incaricato negli ultimi tempi di due ruoli di peso. Dapprima, dal 2017 al 2019, è stato viceambasciatore alla Nato a Bruxelles. In seguito, dal 2019 fino allo scorso marzo, è stato l&#8217;ultimo rappresentante permanente della Russia al <strong>Consiglio d&#8217;Europa,</strong> organizzazione da cui Mosca si è ritirata nel 2022. Portatore della visione del Cremlino, Soltanovsky non può essere definito un falco interventista portavoce della visione di Putin e non ha avuto mai uscite eccessivamente interventiste e guerrafondaie. Anni fa forzò decisamente la realtà sui diritti umani ricordando che nella Crimea occupata dalla Russia non c’era alcuna traccia di tensioni etniche, deviando l&#8217;argomento dall&#8217;illegalità dell&#8217;annessione della penisola contesa da parte di Mosca.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Soltanovsky, falco a metà</h2>



<p>Pur sul fronte di una visione schierata sulla dottrina del suo Paese, Soltanovsky non ha mai cessato di ricordare l&#8217;importanza di un &#8220;<strong>sistema di sicurezza collettivo</strong>&#8221; in Europa. In occasione dell&#8217;ottantesimo anniversario dell&#8217;invasione della Polonia da parte della Germania nazista, l&#8217;1 settembre 2019, ricordò: &#8220;Questo anniversario è una buona ragione per pensare come il dogmatismo, la testardaggine e la miopia delle élite europee degli anni Trenta abbiano dato luogo a conseguenti eventi fatali che hanno portato l&#8217;umanità a una strage di sei anni. Non possiamo che trovare parallelismi molto spiacevoli se confrontiamo gli eventi di quel tempo e gli attuali processi politici&#8221;. Aggiungendo: &#8220;Gli Stati occidentali si sforzano ancora di garantire la loro sicurezza a spese degli altri. Tutte le recenti iniziative russe per creare un sistema di sicurezza comune in Europa sono state ignorate&#8221;. </p>



<p>Una visione dura, espressa però nel contesto del Consiglio d&#8217;Europa, dunque di un&#8217;organizzazione internazionale alla cui rottura avvenuta su decisione di Putin Soltanovsky si è opposto prima di essere di fatto <strong>rimosso</strong> per atto amministrativo dal Cremlino, che di fatto gli tagliò la faccia, avendo il diplomatico espresso poco prima il rifiuto della Russia di uscire dal Consiglio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le mosse del Vaticano con Mosca e Kiev</h2>



<p>Ora Soltanovsky avrà un compito complesso: <strong>gestire i rapporti</strong> con <a href="https://it.insideover.com/politica/la-visione-geopolitica-di-papa-francesco.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Papa Francesco, </a>&#8220;pontiere&#8221; d&#8217;Oltretevere, desideroso di mettere il <a href="https://it.insideover.com/religioni/papa-francesco-e-la-politica-estera-del-vaticano-nel-mondo-in-fiamme.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Vaticano </a>non tanto e non solo a diventare artefice di una mediazione politica che ad oggi nella guerra russo-ucraina è difficile veder emergere, ma piuttosto nella prospettiva di non chiudere porte alla pace. </p>



<p>La missione culturale, politica e in un certo senso anche &#8220;escatologica&#8221; della Santa Sede, dall&#8217;inizio della globalizzazione ad oggi, è stata quella di rendere ogni nazione e ogni potenza conscia del principio di responsabilità da e verso le altre nazioni. Questo ha portato molto spesso il Vaticano a prendere posizioni scomode: sull&#8217;Iraq e l&#8217;intervento Usa nel 2003, in un inedito asse con Putin nel 2013 per fermare i raid americani contro <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bashar al-Assad</a> in Siria, ma anche contro la guerra russa contro l&#8217;Ucraina nel 2022, quando Francesco non ha lesinato dichiarazioni sulle &#8220;crudeltà&#8221; subite dagli ucraini senza lesinare però sforzi per un compromesso, una riappacificazione tra i popoli, una sintonia umorale e culturale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una partita (anche) religiosa</h2>



<p>Il Vaticano vuole tenere le porte aperte per il dopoguerra. Lo ha dimostrato con la Via Crucis del 2022 e del 2023, unendo russi e ucraini nella lettura della Parola, a dimostrazione della volontà di mantenere la coscienza di un legame tra Mosca e Kiev che la storia ha plasmato e non si vuol vedere travolto dalla guerra in atto.<strong> Aleksandr Avdeyev,</strong> predecessore di Soltanovsky in carica da dieci anni, ha più volte mostrato di non capire questo trend storico. Anche, se non soprattutto, perché molte delle puntate del Vaticano nella guerra russo-ucraina hanno a che vedere con la volontà di preservare la <strong>comunione ecumenica</strong> tra le Chiese, che in campo ortodosso è stata travolta dalla rottura tra Russia e Ucraina. In quest&#8217;ottica, la missione di Soltanovsky sarà anche georeligiosa. </p>



<p>L&#8217;ambasciatore nominato è un grande amico del <a href="https://it.insideover.com/schede/religioni/chi-e-kiril-il-patriarca-di-mosca.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Patriarca Kiril, </a>capo della Chiesa di Mosca, con cui nel 2016 a L&#8217;Avana Francesco ha concluso il primo, storico incontro bilaterale tra capi delle due confessioni cristiane più rappresentate al mondo prima di distanziarsi per la sudditanza del &#8220;cappellano del Cremlino&#8221; alle logiche etno-nazionaliste di Putin. Perché il Vaticano abbia successo nella sua mediazione di lungo termine, missione spirituale prima ancora che politica, servirà riaprire un <strong>filo diretto</strong> tra le Chiese, oggi temporaneamente spezzato. A uno dei decani della diplomazia russa questo compito, che gli permetterà di frequentare da vicino le alte sfere pontificie. E, al contempo, guardare da vicino una capitale critica per la diplomazia occidentale, crocevia di ambasciatori, ministri, politici, spie. Non tanto e non solo per la presenza del cuore del potere italiano e di strutture strategiche della Nato, quanto per l&#8217;andirivieni che caratterizza il vero centro politico di Roma che rende oggi l&#8217;Urbe globale: la Santa Sede. Che Mosca vuole, come dimostra la nomina, presidiare in forze.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-e-ivan-soltanovsky-il-nuovo-ambasciatore-russo-in-vaticano.html">Chi è Ivan Soltanovsky, il nuovo ambasciatore russo in Vaticano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Francesco, Cirillo e la Pasqua nell&#8217;Europa in guerra</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/francesco-cirillo-e-la-pasqua-nelleuropa-in-guerra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Mar 2023 13:46:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa ortodossa]]></category>
		<category><![CDATA[Pasqua]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1129" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023033015451236_016a9a22e6902bd34b76fe8213f47b54-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023033015451236_016a9a22e6902bd34b76fe8213f47b54-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023033015451236_016a9a22e6902bd34b76fe8213f47b54-300x176.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023033015451236_016a9a22e6902bd34b76fe8213f47b54-1024x602.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023033015451236_016a9a22e6902bd34b76fe8213f47b54-768x452.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023033015451236_016a9a22e6902bd34b76fe8213f47b54-1536x903.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023033015451236_016a9a22e6902bd34b76fe8213f47b54-2048x1204.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Questo articolo è disponibile anche, in forma inglese, nel ventunesimo dossier del magazine di &#8220;Inside Over&#8221;, dal titolo &#8220;From the End of the Earth&#8221;, dedicato al decennale del pontificato di Papa Francesco. Qui è possibile leggere il numero completo. Per la prima volta da tre anni, tra pochi giorni la Pasqua sarà celebrata senza restrizioni &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/francesco-cirillo-e-la-pasqua-nelleuropa-in-guerra.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/francesco-cirillo-e-la-pasqua-nelleuropa-in-guerra.html">Francesco, Cirillo e la Pasqua nell&#8217;Europa in guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1129" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023033015451236_016a9a22e6902bd34b76fe8213f47b54-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023033015451236_016a9a22e6902bd34b76fe8213f47b54-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023033015451236_016a9a22e6902bd34b76fe8213f47b54-300x176.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023033015451236_016a9a22e6902bd34b76fe8213f47b54-1024x602.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023033015451236_016a9a22e6902bd34b76fe8213f47b54-768x452.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023033015451236_016a9a22e6902bd34b76fe8213f47b54-1536x903.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023033015451236_016a9a22e6902bd34b76fe8213f47b54-2048x1204.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><em>Questo articolo è disponibile anche, in forma inglese, nel ventunesimo dossier del magazine di &#8220;<strong>Inside Over&#8221;,</strong> dal titolo <strong>&#8220;From the End of the Earth&#8221;</strong>, dedicato al decennale del pontificato di Papa Francesco. <a href="https://www.insideover.com/issue/from-the-end-of-the-earth" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Qui è possibile leggere</a> il numero completo.</em></p>



<p>Per la prima volta da tre anni, tra pochi giorni la Pasqua sarà celebrata senza restrizioni sanitarie in Vaticano. </p>



<p>L’immagine di un papa solo, nella piazza deserta, all’ombra di un cielo colmo di nuvole e pioggia rimane una delle immagini più impressionanti della pandemia. In quel giorno di marzo nel suo vuoto, piazza San Pietro aveva abbracciato<a href="https://it.insideover.com/religioni/la-via-del-papa-contro-il-liberismo.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> un’universalità nuova, planetaria.&nbsp;</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ritorno pieno della Pasqua</h2>



<p>Nella scenografia della sua preghiera<strong> <em>Urbi et Orbi </em>Francesco</strong> aveva scovato un modo per comunicare con l’umanità chiusa, confinata, indipendentemente dalla sua fede o dal suo ateismo. L’assenza diventava una presenza più acuta. &#8220;Nessuno si salva da solo” aveva detto.&nbsp;</p>



<p>La decisione di limitare la partecipazione dei fedeli alle celebrazioni pasquali, trasmettendole via <em>streaming</em>, rappresenta un momento che forse è scorso troppo rapidamente nell’attualità vertigiosa che attraversa i nostri schermi, ma che resterà probabilmente a lungo per definire una delle tendenze di fondo del nostro tempo. La Chiesa cattolica seguì, in parte anzi accompagnò le misure di distanziamento, perché capì le ragioni sanitarie e politiche che presiedevano questa scelta, adottando a volte in modo anche maldestro le possibilità permesse dal digitale per limitare la diffusione del virus.&nbsp;</p>



<p>Come si arrivò a questa decisione? Paradossalmente – almeno se ci arrestiamo al racconto delle divisioni vaticane – fu proprio il cardinale Robert Sarah, nominato da Benedetto XVI prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti a firmare il decreto “In tempo di Covid-19” (Congregatio de Cultu Divino et Disciplina Sacramentorum, Prot. n. 153/20) che offriva le indicazioni generali ai Vescovi.&nbsp;</p>



<p>Il beve testo del decreto nella sua asciuttezza ricordava che la Pasqua in quanto “<strong>cuore dell’anno liturgico non è una festa come le altre e non può essere trasferita</strong>.” Esprimeva però a tre riprese una formula decisiva. Le celebrazioni sono autorizzate “in misura della reale possibilità <em>stabilita da chi di dovere</em>”. Insomma qualora non fosse stato permesso, il decreto incitava i parroci a celebrare da soli “i misteri liturgici avvisando i fedeli dell&#8217;ora d&#8217;inizio in modo che possano unirsi in preghiera nelle proprie abitazioni”, suggerendo di aiutarsi con i “mezzi di comunicazione telematica in diretta, non registrata”.&nbsp;</p>



<p>La curva stretta della pandemia ha visto passare una Chiesa cattolica unita su un fronte che potremmo definire responsabile. Tra sanità e santità, in questo passaggio complicato si può misurare il rapporto della Chiesa con la nostra modernità estrema. Una forza che frena l’accelerazione, che riduce gli attriti e porta stabilità nelle convulsioni del contemporaneo.&nbsp;</p>



<p>Non sono certo mancate opposizioni, tra tutte quella del filosofo italiano <strong>Giorgio Agamben </strong>che si scandalizzava di questa scelta: “La Chiesa ha rinnegato puramente e semplicemente i suoi principi, dimenticando che il santo di cui l’attuale pontefice ha preso il nome abbracciava i lebbrosi, che una delle opere della misericordia era visitare gli ammalati, che i sacramenti si possono amministrare solo in presenza.”&nbsp;</p>



<p>Dobbiamo però notare che all’interno della Chiesa poche figure di rilievo hanno preso le distanze in modo plateale da queste misure inedite, anche sconvolgenti dal punto di vista liturgico. Un’eccezione è forse rappresentata dal caso dell&#8217;arcivescovo Carlo Vigano, ex nunzio apostolico negli Stati Uniti, entrato in una spirale complottista che lo ha condotto a prendere delle posizioni sempre più radicali, sviluppando una lettura apocalittica della pandemia e della gestione politica e ecclesiastica attraverso la nozione di <em>deep state </em>e <em>deep church</em>. Finirà per essere sostenuto dall’allora presidente degli Stati Uniti <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Donald Trump </a></strong>a cui aveva scritto una lettera dai toni singolari in cui evocava la lotta del Presidente americano contro “i figli delle tenebre”.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">La posizione della Chiesa ortodossa</h2>



<p>Troviamo qui una differenza radicale con la posizione assunta da una parte consistente della Chiesa ortodossa che ha spesso evocato esplicitamente la<strong> dimensione escatologica </strong>della crisi: la pandemia era letta come un segno e come un appello a essere pronti alla fine dei tempi. Nell’insieme della sua gerarchia ha peraltro adottato un approccio molto meno mansueto rispetto alle indicazioni sanitarie, soprattuto in relazione alla distanza e ai gesti barriera per la comunione. Va ricordato che gli ortodossi fanno la comunione con il pane e il vino benedetti, mescolati nel calice santo e somministrati dal sacerdote con un cucchiaio. </p>



<p>Per evitare che i doni sacri possano cadere a terra, un velo rosso è tenuto sotto il calice e pulisce la bocca dei fedeli che hanno ricevuto la comunione. I fedeli baciano poi il calice simbolo della loro appartenenza al sacerdozio di Cristo. Alla fine della liturgia, i sacerdoti o i diaconi consumano i resti dei doni sacri e lavano il calice con acqua calda.&nbsp;</p>



<p>Il rischio di contagio di questi gesti sembra evidente, ma un argomento teologico era opposto all’argomento epidemiologico. Secondo l’arciprete Maxim Kozlov, presidente del Comitato per l&#8217;educazione del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa russa infatti: &#8220;Come cristiani ortodossi, siamo convinti che sia impossibile essere contagiati attraverso la comunione dei santi doni, attraverso il Corpo e il Sangue di Cristo.&#8221;&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">La dialettica tra fede e mondo</h2>



<p>Osserviamo qui una tensione già notata dal cardinale<strong> Carlo Maria Martini </strong>alla fine dell’Unione sovietica, che aveva scoperto con inquietudine l’impreparazione di una Chiesa “uscita dalle catacombe”, ma “congelata e partanto impreparata al confronto con il pluralismo e la libertà democratica”.</p>



<p>In questo senso anche i doni della Chiesa ortodossa, definiti da <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/religioni/benedetto-xvi-il-papa-teologo.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Joseph Ratzinger</a></strong> come un “autentico ascetismo cristiano”, rischiano di essere un <strong>ostacolo all’espressione</strong> di quella “fede limpida e profonda, capace di esprimesi e di impegnarsi anche nelle più delicate frontiere e nei più intricati crocevia della storia” di cui parlava Martini.&nbsp;</p>



<p>Dobbiamo purtroppo notare che questa discrepanza esploderà con l’invasione dell’Ucraina. La crasi tra ortodossia moscovita e apparato putiniano sarà portata all’estremo dal <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/religioni/chi-e-kiril-il-patriarca-di-mosca.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Patriarca Kiril</a></strong>l quando il 6 marzo 2022, durante la celebrazione della Divina Liturgia nella Cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca la domenica di San Giovanni, domenica dell&#8217;esilio adamitico (&#8220;domenica del perdono&#8221;), ha pronunciato un infuocato sermone per giustificare le cause della guerra di Putin in Ucraina:&nbsp;</p>



<p>&#8220;Oggi c&#8217;è una prova di fedeltà al potere [occidentale], una sorta di lasciapassare per questo mondo &#8216;felice&#8217;, un mondo di consumi eccessivi, un mondo di apparente &#8216;libertà&#8217;. Sapete qual è questo test? Il test è molto semplice e allo stesso tempo terrificante: è una parata del gay pride&#8221;.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">La lezione di Carlo Maria Martini</h2>



<p>È in questo senso che, come lo ha notato il vaticanista Jean-Benoit Poulle, una parola biblica paradossalmente dedicata al &#8220;perdono&#8221; serve come giustificazione per la guerra nella tradizione bizantina del cesaropapismo:&nbsp;</p>



<p>&#8220;E così oggi, in questa domenica del perdono, io, da una parte, come vostro pastore, invito tutti a perdonare i peccati e i debiti, anche dove è molto difficile farlo, dove le persone sono in lotta tra loro. Ma il perdono senza la giustizia è una resa e una debolezza. Il perdono deve quindi essere accompagnato dall&#8217;indispensabile diritto di stare dalla parte della luce, dalla parte della verità di Dio, dalla parte dei comandamenti divini, dalla parte di ciò che ci rivela la luce di Cristo, la sua Parola, il suo Vangelo, le sue più grandi alleanze date al genere umano&#8221;.&nbsp;</p>



<p>Nei sommovimenti degli anni Venti, riemerge una differenza radicale e una sfida per la Chiesa universale, non solo o non tanto europea, di Francesco. Di fronte al ritorno della teologia politica, confrontati a una <strong>“guerra santa</strong>” condotta da una potenza nucleare, possiamo forse ripartire da un consiglio di Carlo Maria Martini: “le Chiese occidentali dovranno mostrare che la fede può essere vissuta seriamente e significativamente anche in un mondo tecnicizzato e complesso come il nostro”.</p>
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		<title>Montenegro, il caos politico al crocevia tra Europa, Serbia e Russia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/montenegro-il-caos-politico-al-crocevia-tra-europa-serbia-e-russia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Mar 2023 12:55:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa ortodossa]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Montenegro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1405" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320134819582_fa65d66b0ae40ae58f09264604d24f58-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320134819582_fa65d66b0ae40ae58f09264604d24f58-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320134819582_fa65d66b0ae40ae58f09264604d24f58-300x220.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320134819582_fa65d66b0ae40ae58f09264604d24f58-1024x749.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320134819582_fa65d66b0ae40ae58f09264604d24f58-768x562.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320134819582_fa65d66b0ae40ae58f09264604d24f58-1536x1124.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320134819582_fa65d66b0ae40ae58f09264604d24f58-2048x1499.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Montenegro il primo turno delle presidenziali di domenica 19 marzo ha promosso un ribaltamento rispetto alle aspettative iniziali: Andrija Mandic, leader del Fronte Democratico e politico ritenuto estremamente suggestionato dalle influenze di Belgrado e soprattutto Mosca, non sarà lo sfidante del capo dello Stato uscente Milo Dukanovic. Il travaglio dei filorussi Con solo il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/montenegro-il-caos-politico-al-crocevia-tra-europa-serbia-e-russia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1405" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320134819582_fa65d66b0ae40ae58f09264604d24f58-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320134819582_fa65d66b0ae40ae58f09264604d24f58-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320134819582_fa65d66b0ae40ae58f09264604d24f58-300x220.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320134819582_fa65d66b0ae40ae58f09264604d24f58-1024x749.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320134819582_fa65d66b0ae40ae58f09264604d24f58-768x562.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320134819582_fa65d66b0ae40ae58f09264604d24f58-1536x1124.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320134819582_fa65d66b0ae40ae58f09264604d24f58-2048x1499.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In <strong>Montenegro </strong>il primo turno delle presidenziali di domenica 19 marzo ha promosso un ribaltamento rispetto alle aspettative iniziali: <strong>Andrija Mandic</strong>, leader del Fronte Democratico e politico ritenuto estremamente suggestionato dalle influenze di Belgrado e soprattutto Mosca, non sarà lo sfidante del capo dello Stato uscente <strong>Milo Dukanovic</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il travaglio dei filorussi</h2>



<p>Con solo il 19% dei voti, Mandic si è infatti classificato terzo, venendo sopravanzato da Dukanovic, che guida il Partito dei Socialisti Democratici (Dps), evoluzione populista e moderata della Lega dei Comunisti Jugoslavi del Montenegro trasformatasi in formazione pigliatutto e fautrice del nazionalismo montenegrino, primo col 35%. In mezzo tra i due lo sfidante che contenderà la leadership di Podgorica nel ballottaggio di domenica 2 aprile: <strong>Jakov Milatovic</strong>, leader di Europa Adesso!, formazione di centrodestra nata dalle battaglie contro la <strong>corruzione nel Paese</strong> e fautrice dell&#8217;immediato ingresso nell&#8217;Unione Europea del Montenegro.</p>



<p>Nella notte, però, a sorpresa Mandic ha annunciato che al ballottaggio sosterrà proprio il leader di centrodestra rivale di Dukanovic, il quale dalla separazione dalla Serbia nel 2006 è stato premier per due mandati (2008-2010 e 2012-2016) ed è presidente della Repubblica dal 2018. Dukanovic, promotore di privatizzazioni finalizzate ad attirare capitali stranieri nel settore del turismo e autore della svolta che ha portato nella Nato Podgorica, unisce una retorica politica da uomo forte a uno stile di governo personalista che si fonda sulla creazione di <strong>narrazioni nazionali</strong> alternative a quella dello storico legame con la vicina Serbia. Troppo per Mandic e i suoi, ma anche per gli europeisti di Milatovic, che spingono su posizioni conservatrici sul piano sociale ma sono decisamente meno aperti al tema del nazionalismo.</p>



<p>Mandic, in quest&#8217;ottica, ha promosso un&#8217;agenda di aperta ostilità a Dukanovic che si è rafforzata dopo lo scoppio della guerra in Ucraina. Un antico proverbio montenegrino dice che &#8220;noi e i russi siamo duecento milioni&#8221; e su questa base si costruisce un&#8217;ideologia panslava che è ostile alle tirate nazionaliste di Dukanovic. Paradossalmente, in campagna elettorale questo ha fatto il gioco di Milatovic. Ma ora due politici assai diversi possono unire le forze in nome della sconfitta dell&#8217;<strong>uomo forte del Montenegro</strong>.</p>



<p>Milatovic, del resto, è un europeista convinto che però ha saputo dimostrare di saper convivere in un contesto politico di contrasto all&#8217;agenda Dukanovic e soprattutto ha fatto parte del primo esecutivo anti-Dps guidato da un serbo nella storia del Montenegro. Stiamo parlando dell&#8217;esecutivo di <strong>Zdravko Krivokapic</strong> in carica dal 2020 al 2022 e in cui Milatovic, ex alto dirigente della Banca Europea di Ricostruzione e Sviluppo (Bers), ha servito come Ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La battaglia della corruzione</h2>



<p>Il blocco anti-Dukanovic, che sommato sfiora il 50% dei consensi e potrebbe trasformarsi nell&#8217;ago della bilancia al ballottaggio, è stato plasmato dall&#8217;insoddisfazione di fette della società civile del Montenegro e dei suoi 620 mila abitanti per il clima venutosi a creare nel Paese principalmente sulla scia dell&#8217;<strong>esplosione della corruzone</strong></p>



<p>Già nel 2020 la rivista italiana di geopolitica <em>Eurasia</em> dedicava un&#8217;ampia analisi a questo problema ricordando che &#8220;l&#8217;oligarca Dusko Knezevic, rifugiatosi a Londra, ha dichiarato di aver finanziato il Dps per venticinque anni. Perseguito dalla giustizia montenegrina&#8221; Knezevic, presidente dell&#8217;Atlas Group Corporation (Agc), è stato accusato di &#8220;aver riciclato almeno 500 milioni di euro di denaro sporco&#8221; e dalle sue uscite pubbliche nel 2019 è diventato un portavoce delle battaglie anti-corruzione.</p>



<p>Il sistema di potere costruito da Dukanovic a ogni livello, dalla politica all&#8217;economia degli enti pubblici e dei settori privatizzati, è accusato di essere un creatore sistemico di corruzione e anche gli sbandierati progressi decantati dalla presidenza non stanno scaldando gli entusiasmi della popolazione. &#8220;Nel nostro paese continuano a vigere <strong>doppi standard</strong>, siamo ben lontani da una società guidata da decisori politici responsabili&#8221;, ha sottolineato Mira Popović Trstenjak, coordinatrice del programma “Democratizzazione ed europeizzazione” presso il Centro per l’educazione civica di Podgorica in un&#8217;intervista al <em> quotidiano <a href="https://www.vijesti.me/vijesti/drustvo/641349/calovic-markovic-borba-protiv-korupcije-u-funkciji-abazoviceve-promocije" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Vijesti</a></em> ripresa in Italia dall&#8217;<strong><a href="https://www.balcanicaucaso.org/aree/Montenegro/Montenegro-nessun-progresso-nella-lotta-alla-corruzione-223316" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Osservatorio Balcani-Caucaso.</a></strong></p>



<p>Su questo fronte il leader filoserbo e l&#8217;economista europeista e anti-corruzione hanno sicuramente un terreno comune di dialogo. Nel grande gioco della politica montenegrina che vede un ex comunista diventato nazionalista e privatizzatore, leader indiscusso del Paese per anni, sfidato da un conservatore anti-nazionalista e da un leader populista alleato di governi nazionalisti (Serbia e Russia) ma che rifiuta questo gioco per il suo Paese sono le condizioni concrete della vita quotidiana a fare la differenza.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="731" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320134822900_c5a5448f3522c4af68a0d9c8ba831e1a-1024x731.jpg" alt="" class="wp-image-389204" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320134822900_c5a5448f3522c4af68a0d9c8ba831e1a-1024x731.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320134822900_c5a5448f3522c4af68a0d9c8ba831e1a-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320134822900_c5a5448f3522c4af68a0d9c8ba831e1a-768x549.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320134822900_c5a5448f3522c4af68a0d9c8ba831e1a-1536x1097.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320134822900_c5a5448f3522c4af68a0d9c8ba831e1a-2048x1463.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230320134822900_c5a5448f3522c4af68a0d9c8ba831e1a-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il presidente montenegrino Milo Dukanovic ringrazia i suoi sostenitori dopo il primo turno delle elezioni presidenziali. Nel ballottaggio del 2 aprile affronterà Jakov Milatovic. Foto: Epa/Boris Pejovic</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La partita della Chiesa ortodossa</h2>



<p>Dukanovic deve temere anche un&#8217;altra saldatura politica a tutto campo che può toglierli il terreno sotto i piedi. Mandic e Milatovic, nella loro grande divergenza, hanno però avuto in comune le critiche al presidente per le sue mosse di <strong>riassetto della Chiesa ortodossa </strong>del Montenegro in senso nazionalista.</p>



<p>Dal 2019 Dukanovic ha sviluppato una politica di distacco dei beni appartenenti alla Chiesa ortodossa serba, nella sua filiale montenegrina, per creare una Chiesa autocefala, in proiezione simile a quella promossa in Ucraina da Petro Poroshenko e <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-e-volodymyr-zelensky.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Volodymyr Zelensky</a> con l&#8217;obiettivo di usare l&#8217;ortodossia per plasmare un&#8217;identità nazionale alternativa a quella legata alla Russia. Nella Chiesa ortodossa serba il Montenegro è rappresentato dall&#8217;eparchia del Montenegro e del Litorale Adriatico, che amministra ecclesiasticamente anche la Repubblica Srpska di Bosnia-Erzegovina.</p>



<p>Joanikije II, primate del Montenegro, guida un&#8217;istituzione che esiste dal 1219 e ha il suo cuore pulsante nell&#8217;Abbazia di Cettinge che risale al 1484. Ha guidato un risveglio politico, oltre che religioso, fondato sulla necessità di considerare in chiave ecumenica e non conflittuale il ruolo del Montenegro nel mondo ortodosso. I candidati anti Dukanovic in quest&#8217;ottica hanno goduto del sostegno politico degli alti prelati ortodossi in un&#8217;ottica di totale alienazione delle simpatie del clero per il potere centrale di Podgorica. A cui non si perdona, innanzitutto, il retaggio comunista della sua ascendenza. </p>



<p>In quest&#8217;ottica dunque, al ballottaggio le convergenze parallele che possono schiantare Dukanovic non sono poche. Ma quale che sia il vincitore, il piccolo Paese adriatico a due passi dall&#8217;Italia si troverà in una fase di acuta volatilità e divisione politica. Un tassello ulteriore della crisi di sistema che attraversa i Balcani. Intenti a produrre più storia di quanta ne possano digerire. Oggi come ieri.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/montenegro-il-caos-politico-al-crocevia-tra-europa-serbia-e-russia.html">Montenegro, il caos politico al crocevia tra Europa, Serbia e Russia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Cirillo, il patriarca di Mosca, di tutte le Russie (e di Putin)</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/religioni/cirillo-il-patriarca-di-mosca-di-tutte-le-russie-e-di-putin.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Mar 2023 21:16:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa ortodossa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1378" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230305221548865_fa611a964ac7a8f23410eb16667eb981-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230305221548865_fa611a964ac7a8f23410eb16667eb981-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230305221548865_fa611a964ac7a8f23410eb16667eb981-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230305221548865_fa611a964ac7a8f23410eb16667eb981-1024x735.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230305221548865_fa611a964ac7a8f23410eb16667eb981-768x551.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230305221548865_fa611a964ac7a8f23410eb16667eb981-1536x1102.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230305221548865_fa611a964ac7a8f23410eb16667eb981-2048x1469.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ogni re ha bisogno di tre figure: un consigliere, cioè un&#8217;eminenza grigia alla Richelieu, un confessore, ovvero un chierico a metà tra il confidente e lo stratega, e un vescovo. Vladimir Putin, lo &#8220;zar&#8221; della nuova Russia, non fa eccezione alla regola ed è, infatti, circondato da consiglieri e popi ortodossi. Se dei consiglieri di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/religioni/cirillo-il-patriarca-di-mosca-di-tutte-le-russie-e-di-putin.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1378" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230305221548865_fa611a964ac7a8f23410eb16667eb981-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230305221548865_fa611a964ac7a8f23410eb16667eb981-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230305221548865_fa611a964ac7a8f23410eb16667eb981-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230305221548865_fa611a964ac7a8f23410eb16667eb981-1024x735.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230305221548865_fa611a964ac7a8f23410eb16667eb981-768x551.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230305221548865_fa611a964ac7a8f23410eb16667eb981-1536x1102.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230305221548865_fa611a964ac7a8f23410eb16667eb981-2048x1469.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ogni re ha bisogno di tre figure:<strong> un consigliere</strong>, cioè un&#8217;eminenza grigia alla Richelieu, <strong>un confessore</strong>, ovvero un chierico a metà tra il confidente e lo stratega, e <strong>un vescovo</strong>. <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-vladimir-putin.html">Vladimir Putin</a>, lo &#8220;zar&#8221; della nuova Russia, non fa eccezione alla regola ed è, infatti, circondato da consiglieri e popi ortodossi. Se dei consiglieri di Putin si scrive di più, dei suoi confessori e vescovi si sa di meno. E scrivere di questi ultimi equivale a parlare, tra gli altri, di<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/tikhon-il-confessore-di-putin.html"> padre Tichon</a>, del <strong>metropolita Hilarion</strong> e del <strong>patriarca Cirillo</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/religioni/cirillo-il-patriarca-di-mosca-di-tutte-le-russie-e-di-putin.html">Cirillo, il patriarca di Mosca, di tutte le Russie (e di Putin)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Svizzera conferma: &#8220;Il patriarca Kirill era una spia del Kgb&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/svizzera-patriarca-russia-kirill-spia-kgb.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2023 11:48:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa ortodossa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230207121606964_352554bcb250689e4f5fa810ff868bdd-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="kirill" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230207121606964_352554bcb250689e4f5fa810ff868bdd-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230207121606964_352554bcb250689e4f5fa810ff868bdd-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230207121606964_352554bcb250689e4f5fa810ff868bdd-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230207121606964_352554bcb250689e4f5fa810ff868bdd-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230207121606964_352554bcb250689e4f5fa810ff868bdd-1536x1026.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230207121606964_352554bcb250689e4f5fa810ff868bdd-2048x1367.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Kirill, patriarca ortodosso della Chiesa di Mosca, era una spia del Kgb? Questa la clamorosa rivelazione di Le Matin Dimanche e Sonntagszeitung, due testate svizzere che hanno compiuto un&#8217;inchiesta approfondita su documenti riservati di agenzie di sicurezza occidentali accostando ai servizi di spionaggio sovietici l&#8217;attuale Patriarca di Russia, &#8220;falco&#8221; pro-governo nella guerra in Ucraina. Proprio &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/svizzera-patriarca-russia-kirill-spia-kgb.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/svizzera-patriarca-russia-kirill-spia-kgb.html">La Svizzera conferma: &#8220;Il patriarca Kirill era una spia del Kgb&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230207121606964_352554bcb250689e4f5fa810ff868bdd-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="kirill" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230207121606964_352554bcb250689e4f5fa810ff868bdd-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230207121606964_352554bcb250689e4f5fa810ff868bdd-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230207121606964_352554bcb250689e4f5fa810ff868bdd-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230207121606964_352554bcb250689e4f5fa810ff868bdd-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230207121606964_352554bcb250689e4f5fa810ff868bdd-1536x1026.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230207121606964_352554bcb250689e4f5fa810ff868bdd-2048x1367.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong><a href="https://it.insideover.com/schede/religioni/chi-e-kiril-il-patriarca-di-mosca.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Kirill</a></strong>, patriarca ortodosso della Chiesa di Mosca, era una <strong>spia</strong> del <strong>Kgb</strong>? Questa la <a href="https://www.tdg.ch/pretre-espion-propagandiste-la-vie-secrete-du-chef-de-leglise-russe-en-suisse-766374038310" target="_blank" rel="noreferrer noopener">clamorosa rivelazione</a> di <em>Le Matin Dimanche</em> e <em>Sonntagszeitung</em>, due testate svizzere che hanno compiuto un&#8217;inchiesta approfondita su documenti riservati di agenzie di sicurezza occidentali accostando ai servizi di spionaggio sovietici l&#8217;attuale Patriarca di Russia, &#8220;falco&#8221; <strong>pro-governo</strong> nella guerra in Ucraina.</p>



<p>Proprio in <strong>Svizzera</strong> Kirill avrebbe operato durante la Guerra fredda sfruttando la neutralità di Berna nel conflitto bipolare che vedeva l&#8217;Occidente e Mosca guardarsi in cagnesco nel Vecchio continente. &#8220;<strong>Mikhailov</strong>&#8221; sarebbe stata l&#8217;identità di Kiril mentre si trovava a Ginevra per rappresentare in prima persona il Patriarcato di Mosca al Consiglio ecumenico delle Chiese (Cec), organo animato dallo spirito del Concilio Vaticano II. <strong>Ginevra</strong> era città-ponte per la <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/il-kazakistan-all-onu-si-al-multilateralismo-no-alla-guerra-fredda.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Guerra fredda,</a> </strong>la diplomazia bipolare, i punti d&#8217;incontro tra l&#8217;Europa e l&#8217;Est.</p>



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<ul class="wp-block-list"><li><strong><a href="https://it.insideover.com/religioni/la-guerra-investe-la-chiesa-ucraina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La guerra investe la Chiesa ucraina</a></strong></li><li><strong><a href="https://it.insideover.com/religioni/frattura-nellortodossia-perche-kiev-rompe-del-tutto-con-mosca.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Frattura nell&#8217;ortodossia: perché Kiev rompe del tutto con Mosca</a></strong></li><li><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/orban-cirillo-e-l-ombra-di-macron.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Perché Orban difende Kirill (e cosa c&#8217;entra con la Francia)</a></strong></li></ul>



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<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo di Kirill</h2>



<p>L&#8217;obiettivo dei sovietici sarebbe stata su quel fronte la spinta ad ammorbidire gli attacchi del Cec all&#8217;assenza di <strong>libertà religiosa</strong> in Unione Sovietica e di mettere in campo attività di lobbying a favore del blocco comunista nella città che avrebbe avuto modo di trasformarsi nella capitale del dialogo bipolare ai tempi di Ronald Reagan e Mikhail Gorbacev.</p>



<p>Kirill non sarebbe stato esclusivamente un <strong>agente d&#8217;influenza</strong>, quanto piuttosto sarebbe rientrato in un gruppo ristretto di uomini e donne &#8220;soggetti al controllo del Kgb&#8221;, secondo quanto racconta l&#8217;inchiesta. </p>



<p>Il Cec ha confermato che i suoi organi &#8220;non hanno informazioni&#8221; su questo argomento mentre il <strong>nipote</strong> di Kiril, Mikhail Goundiaev, che oggi ricopre lo stesso ruolo, ricorda ai due quotidiani che lo hanno contattato che lo zio &#8220;non era un agente, anche se era soggetto a scrutinio severo&#8221; delle sue attività da parte della Lubjanka.  </p>



<p>Kirill è un uomo centrale nel sistema di potere di <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-vladimir-putin.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Vladimir Putin</a></strong>. Ha plasmato il ritorno della Chiesa ortodossa al centro dello Stato. Ha promosso, al contempo, un legame stretto tra potere politico e mondo religioso, un nuovo <strong>cesaropapismo</strong> che in passato ha contribuito alla sinergia tra trono e altare, come nel ruolo giocato per l&#8217;avvicinamento al Vaticano, ma negli anni è diventato sempre più a senso unico. </p>



<p>Trasformando Kirill nel <a href="https://it.insideover.com/religioni/mosca-atene-e-nicosia-il-grande-gioco-nella-chiesa-di-cipro.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&#8220;cappellano del Cremlino&#8221;</a> prima e soprattutto dopo l&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina. Per il suo sostegno e appoggio alla guerra di Putin è stato inserito nella lista di <strong>figure sanzionate</strong> nel Regno Unito da giugno 2022. L&#8217;Unione Europea non l&#8217;ha invece inserito per il ruolo ungherese nel mediare la sua esclusione.</p>



<p>Kirill è peraltro inseribile nell&#8217;<strong>elenco degli</strong> oligarchi per un patrimonio stimato tra i 4 e gli 8 miliardi di euro. &#8220;Dopo la caduta dell’Unione Sovietica, la Chiesa ortodossa ha ricevuto privilegi ufficiali tra cui il diritto di importare alcol e tabacco esenti da dazi&#8221;, <a href="https://www.avvenire.it/mondo/pagine/kirill-patrimonio-milionario-sara-colpito-da-sanzioni-ue-ucraina" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha fatto notare <em>Avvenire</em>.</a> &#8220;Negli anni in cui Kirill era a capo del dipartimento delle relazioni ecclesiastiche estere, il patriarcato aveva incamerato 75 milioni di dollari all’anno a partire dal 1995. Tra i beni a sua disposizione vi sarebbe una <strong>villa a Gelendzhik</strong> sul Mar Nero, vicina a quella di Putin, oltre a uno yacht sul quale è stato anche fotografato&#8221;. Già gli archivi dell&#8217;Unione Sovietica avevano fatto trasparire l&#8217;idea di una vicinanza tra Kirill e il Kgb, ma non si aveva conferma della sua destinazione o del ruolo preciso che ricopriva quando aveva iniziato a collaborare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Glielo si leggeva in faccia&#8221;</h2>



<p>L&#8217;inchiesta svizzera sembra aggiungere elementi di precisione del ruolo di Kirill nello spionaggio sovietico. Un ruolo di quinta colonna che però non dovrebbe destare scalpore secondo il professor <strong>Aldo Giannuli</strong>, docente di Storia del mondo contemporaneo all&#8217;Università degli Studi di Milano fino al 2022 ed esperto d&#8217;intelligence. &#8220;<strong>Si poteva leggere in faccia</strong> a Kirill che fosse vicino al Kgb&#8221;, dichiara Giannuli a <em>InsideOver</em>, &#8220;e questo è comprensibile anche dal fatto che parla la stessa lingua di Vladimir Putin, anche lui ex spia, sull&#8217;Ucraina&#8221;. </p>



<p>Del resto, &#8220;le <strong>ricchezze favolose</strong> accumulate da Kirill seguono la scia di molti ex membri degli apparati di sicurezza ascesi a posizioni di potere&#8221;, ma al contempo &#8220;è chiaro che nei decenni post-Seconda guerra mondiale la Chiesa ortodossa cercasse un punto di dialogo con il potere di Mosca&#8221; e che questo abbia aperto a un ruolo più importante dei servizi di sicurezza&#8221;.</p>



<p>&#8220;La Chiesa ortodossa&#8221;, spiega Giannuli, viene &#8220;a patti con il potere sovietico nel dicembre 1941, dopo l&#8217;invasione tedesca&#8221;, quando Stalin riscopre anche l&#8217;identità della Santa Russia contro i nazisti, e &#8220;da allora cerca un <em>modus vivendi</em> con l&#8217;Unione Sovietica&#8221;. Logico pensare che &#8220;questo rapporto sia andato nelle due direzioni&#8221;, con &#8220;influenze reciproche ben comprensibili nel mantenimento di <strong>basi di potere</strong> e privilegi da parte della Chiesa ortodossa russa, ampliatisi dopo la caduta dell&#8217;Urss&#8221;. </p>



<p>In quest&#8217;ottica, &#8220;è chiaro che figure come Kirill abbiano funto da <strong>ponti tra i due mondi</strong>&#8220;, dato che in Russia ogni sfera di potere non è mai veramente slegata dal sacro e il sacro è sempre, in un modo o nell&#8217;altro, legato a doppio filo con gli apparati politici. Valeva per l&#8217;Urss e vale anche per la Russia di Putin. Tra i cui mondi Kirill ha costruito una graduale e inesorabile ascesa.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/svizzera-patriarca-russia-kirill-spia-kgb.html">La Svizzera conferma: &#8220;Il patriarca Kirill era una spia del Kgb&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La guerra investe la Chiesa ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/la-guerra-investe-la-chiesa-ucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jan 2023 16:43:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa ortodossa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Kiev]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1276" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230106174005241_d4fed633f31f42b8e9d7e72806c81e3c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230106174005241_d4fed633f31f42b8e9d7e72806c81e3c-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230106174005241_d4fed633f31f42b8e9d7e72806c81e3c-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230106174005241_d4fed633f31f42b8e9d7e72806c81e3c-1024x680.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230106174005241_d4fed633f31f42b8e9d7e72806c81e3c-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230106174005241_d4fed633f31f42b8e9d7e72806c81e3c-1536x1021.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230106174005241_d4fed633f31f42b8e9d7e72806c81e3c-2048x1361.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La religione è un elemento costante della guerra in Ucraina. La separazione dei destini di Kiev e Mosca si è manifestata in questi anni anche con il processo di distacco della Chiesa ortodossa ucraina da quella russa. Distacco sostenuto dal patriarca ecumenico Bartolomeo. E nel corso della guerra, anche per l&#8217;appoggio del patriarca Kirill all&#8217;invasione, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/la-guerra-investe-la-chiesa-ucraina.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/la-guerra-investe-la-chiesa-ucraina.html">La guerra investe la Chiesa ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1276" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230106174005241_d4fed633f31f42b8e9d7e72806c81e3c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230106174005241_d4fed633f31f42b8e9d7e72806c81e3c-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230106174005241_d4fed633f31f42b8e9d7e72806c81e3c-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230106174005241_d4fed633f31f42b8e9d7e72806c81e3c-1024x680.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230106174005241_d4fed633f31f42b8e9d7e72806c81e3c-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230106174005241_d4fed633f31f42b8e9d7e72806c81e3c-1536x1021.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230106174005241_d4fed633f31f42b8e9d7e72806c81e3c-2048x1361.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>religione </strong>è un elemento costante della guerra in Ucraina. La separazione dei destini di Kiev e Mosca si è manifestata in questi anni anche con il processo di distacco della Chiesa ortodossa ucraina da quella russa. Distacco sostenuto dal patriarca ecumenico Bartolomeo. E nel corso della guerra, anche per l&#8217;appoggio del <strong>patriarca Kirill</strong> all&#8217;invasione, la comunità ortodosse ucraina e russa sono apparse sempre più divise, con l&#8217;Ucraina che vive inoltre al suo interno la frattura tra la Chiesa autocefala e quella che, al contrario, si ritiene in comunione con il patriarcato di Mosca. Una divisione nient&#8217;affatto secondaria, dal momento che ha avuto anche delle ripercussioni in tutto il mondo ortodosso ma che soprattutto si inserisce nel quadro di un conflitto che ha assunto connotati non solo strategici ma anche etnici, culturali e quindi anche religiosi.</p>



<p>Nelle ultime settimane il fattore confessionale ha avuto di nuovo particolare peso per diverse ragioni. In Russia, con una mossa politica ma anche propagandistica, Vladimir Putin ha annunciato di avere accolto pubblicamente la richiesta di Kirill per una <strong>tregua </strong>in concomitanza con il <strong>Natale ortodosso</strong>. Idea respinta in blocco da Kiev e dagli alleati occidentali che hanno bollato il cessate-il-fuoco di 36 ore proposto dal Cremlino come uno stratagemma propagandistico e denunciandone l&#8217;ipocrisia dopo avere invaso il Paese. Una conferma, in ogni caso, dell&#8217;utilizzo dell&#8217;elemento confessionale anche come strumento politico e diplomatico da non sottovalutare.</p>



<p>In Ucraina, invece, il fattore religioso si è nuovamente rivelato un punto fondamentale dell&#8217;agenda del governo, che ha ribadito la volontà di tagliare qualsiasi tipo di ponte con Mosca anche sotto il profilo confessionale. <strong>Volodymyr Zelensky</strong> ha avviato da tempo una politica volta a far sì che le organizzazioni religiose spezzino i legami con la Russia, e il parlamento ucraino &#8211; racconta <em>Agi </em>&#8211; sta valutando la messa al bando della Chiesa ortodossa che è ancora unita al Patriarcato di Mosca. Il segretario del Consiglio nazionale per la sicurezza e la difesa, <strong>Oleksiy Danilov</strong>, in diretta televisiva <a href="https://cne.news/artikel/2298-kyiv-official-asks-church-to-call-putin-and-kirill-devil">ha esortato la&nbsp;Chiesa&nbsp;ortodossa ucraina</a> legata a Mosca a rivelare pubblicamente l&#8217;unità con il patriarcato russo e di rinnegarla definendo Putin come &#8220;Satana&#8221;. Ed è di queste ore la conferma che lo Stato ucraino ha ripreso possesso della cattedrale dell&#8217;Assunzione nel <strong>Monastero delle grotte</strong> (<em>Pechersk Lavra</em>) di Kiev, strappandola definitivamente ai monaci della Chiesa ortodossa ucraina parte del Patriarcato di Mosca. Giacomo Gambassi, inviato a Kiev per <em>Avvenire</em>, <a href="https://www.avvenire.it/mondo/pagine/ucraina-il-governo-di-kiev-caccia-gli-ortodossi-di-mosca-dal-monastero-simbolo">ha raccontato</a> il clima di forte tensione che si percepisce nei dintorni del santuario del monachesimo slavo, con i prelati che hanno già svuotato la cattedrale e il segno di una frattura ormai profonda nel cuore del Paese.</p>



<p>Non è del resto un mistero che Kiev accusi la Chiesa ucraina di essere una sorta di centrale di spionaggio e di proselitismo della Federazione Russa, in cui il Patriarcato viene visto come la grancassa religiosa del Cremlino. I servizi segreti ucraini da mesi controllano i monasteri e le comunità, setacciano i luoghi considerati basi della propaganda di Mosca. <a href="https://www.politico.eu/article/ukraine-hunts-collaborators-ukrainian-orthodox-church-moscow-patriarchate-mykola-yevtushenko/">Come ha spiegato <em>Politico</em></a>, la Chiesa ucraina legata a Mosca, non quindi quella autocefala, vede al suo interno diversi sacerdoti arrestati con l&#8217;accusa di avere fornito informazioni ai russi o di avere svolto il lavoro di <strong>&#8220;quinte colonne&#8221;</strong>. Zelensky aveva evitato di imporre un giro di vite significativo per non mostrare una politica contraria alla libertà religiosa e per non ferire quegli ucraini orgogliosamente patriottici ma allo stesso tempo membri della Chiesa ortodossa ucraina unita tradizionalmente a Mosca.</p>



<p>Una politica che però adesso, <a href="https://apnews.com/article/russia-ukraine-government-moscow-religion-orthodox-church-edafd7fef7f0d12e692a30e56a05ed1b">con la fine del contratto</a> che concedeva il Monastero delle grotte ai monaci della Chiesa ucraina e la concessione alla <strong>Chiesa autocefala</strong>, sembra dirigersi verso la conclusione. Kiev non vuole comunità o istituzioni che rappresentino potenziali simboli di quello &#8220;spazio russo&#8221; sfruttato da Putin per l&#8217;invasione. E in questo rientra inevitabilmente anche la Chiesa, e con essa, la fede degli ucraini.</p>
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