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	<title>Ceuta Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Thu, 22 Jun 2023 11:10:08 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Ceuta Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Duemila migranti assaltano Melilla, cinque morti nella calca</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/duemila-migranti-assaltano-melilla-cinque-morti-nella-calca.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jun 2022 17:39:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ceuta]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Melilla]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1910" height="1055" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/melilla.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/melilla.jpg 1910w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/melilla-300x166.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/melilla-1024x566.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/melilla-768x424.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/melilla-1536x848.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1910px) 100vw, 1910px" /></p>
<p>Si contano almeno cinque vittime tra i migranti che nelle scorse ore hanno provato ad entrare nell&#8217;enclave spagnola di Melilla. Qui, come nella &#8220;gemella&#8221; Ceuta, i confini tra Africa ed Europa sono terrestri. I due territori, pur essendo situati nel continente africano, sono parte integrante della Spagna. Per cui chi riesce a scavalcare le recinsioni, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/duemila-migranti-assaltano-melilla-cinque-morti-nella-calca.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/duemila-migranti-assaltano-melilla-cinque-morti-nella-calca.html">Duemila migranti assaltano Melilla, cinque morti nella calca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1910" height="1055" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/melilla.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/melilla.jpg 1910w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/melilla-300x166.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/melilla-1024x566.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/melilla-768x424.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/melilla-1536x848.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1910px) 100vw, 1910px" /></p><p>Si contano almeno cinque vittime tra i migranti che nelle scorse ore hanno provato ad entrare nell&#8217;enclave spagnola di <strong>Melilla</strong>. Qui, come nella &#8220;gemella&#8221; Ceuta, i <strong>confini</strong> tra Africa ed Europa sono terrestri. I due territori, pur essendo situati nel continente africano, sono parte integrante della Spagna. Per cui chi riesce a scavalcare le recinsioni, entra direttamente in Unione Europea senza provare lunghe traversate nel Mediterraneo. Recinsioni spesse e muri molto alti hanno negli anni provato a limitare il flusso migratorio. Oggi però almeno in duemila hanno tentato quello che le stesse autorità locali hanno descritto come &#8220;<strong>assalto</strong>&#8220;. Una circostanza simile già accaduta, nel maggio del 2021, a Ceuta.</p>
<h2>La calca fatale di Melilla</h2>
<p>Tutto sembra essere successo all&#8217;improvviso e senza particolari segnali premonitori. I cittadini di Melilla, tra giovedì e venerdì, hanno notato la presenza lungo i confini di diversi gruppi di persone assiepate. Nella mattinata di oggi i primi veri tentativi di ingresso in massa nel territorio dell&#8217;enclave. Le autorità spagnole hanno contato almeno 500 migranti in grado di <strong>forzare</strong> i blocchi tra i muri e le recinsioni che dividono il Marocco da Melilla. In almeno 130 sarebbero riusciti nel loro intento. E infatti nelle scorse ore sono giunti i video di migranti che corrono nelle strade della città spagnola, alla ricerca probabilmente di un mezzo con cui partire verso la penisola iberica.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true">
<p lang="en" dir="ltr">📹 <a href="https://twitter.com/hashtag/Spain?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Spain</a>&#8211; More than 2000 migrants tried to storm the border between Spain&#39;s Melilla and <a href="https://twitter.com/hashtag/Morocco?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Morocco</a> on Friday.<br />📹 <a href="https://t.co/cR4hEzStTh">pic.twitter.com/cR4hEzStTh</a></p>
<p>&mdash; Mete Sohtaoğlu (@metesohtaoglu) <a href="https://twitter.com/metesohtaoglu/status/1540356133415706625?ref_src=twsrc%5Etfw">June 24, 2022</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<p>Tutti gli altri invece sarebbero stati respinti. E questo sia grazie alla reazione della polizia iberica, così come anche di quella marocchina. Probabilmente sono state diverse le <strong>ondate</strong> di migranti che a più riprese hanno tentato di sfondare gli ingressi sia principali che periferici dell&#8217;enclave. In totale, secondo il ministero dell&#8217;Interno di Madrid, almeno in duemila avrebbero provato a oltrepassare il confine. Si è quindi creata una <strong>calca</strong> in cui, così come confermato dai media spagnoli, sarebbero morti almeno cinque migranti. Ma il <strong>bilancio</strong> potrebbe essere più grave. Perché si parla di 76 feriti tra gli stessi migranti e 140 invece tra gli agenti della polizia marocchina. Sono stati infatti gli uomini di Rabat a intervenire per smorzare la situazione ed evitare la fuga verso la Spagna di migliaia di persone. Durante la fase più caotica che ha portato alla calca, alcuni hanno provato ad arrampicarsi sulle inferriate che delimitano i confini. E sarebbe stato questo tentativo a causare le ferite rivelatesi poi fatali alle vittime.</p>
<h2>Perché l&#8217;assalto a Melilla?</h2>
<p>Il <strong>flusso migratorio</strong> tra il Marocco e le due enclavi spagnole negli ultimi anni è stato tutto sommato posto sotto controllo. E questo sia per la <strong>linea dura</strong> scelta dagli ultimi governi spagnoli, sia di centro-destra che socialisti, e sia per gli <strong>accordi</strong> conclusi tra Madrid e Rabat sull&#8217;immigrazione. La vera emergenza per la Spagna si è spostata dai confini terrestri a quelli marittimi, con migliaia di barchini che riescono ogni anno a raggiungere sia la penisola iberica che l&#8217;arcipelago delle Canarie. Quando accadono assalti di questo tipo, verosimilmente si tratta di un&#8217;<strong>azione pianificata.</strong> Chi gestisce il traffico migratorio cioè, tra trafficanti e criminali comuni, permette il transito verso Melilla o Ceuta di migliaia di persone che aspettano l&#8217;occasione giusta per tentare di scavalcare le barriere.</p>
<p><a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronache/adesso-andate-mare-cos-iniziato-lassedio-dei-migranti-ceuta-1948130.html">Nel maggio del 2021 una situazione del genere è stata osservata a Ceuta</a>. Qui, nel giro di poche ore, in tanti hanno dato l&#8217;assalto alla frontiera. La polizia spagnola ha gestito con fatica la situazione, riuscendo solo dopo due giorni a riportare la calma e a respingere buona parte di chi era entrato. Ma il contesto politico di dodici mesi fa era diverso rispetto a quello attuale. Madrid e Rabat erano ai ferri corti, soprattutto per via della vicenda legata al ricovero in Spagna di<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-brahim-ghali-l-uomo-della-discordia-tra-spagna-e-marocco.html"> Brahim Ghali</a>, leader del <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cos-e-il-fronte-del-polisario.html">Polisario</a>, ossia del fronte indipendentista del <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-il-sahara-occidentale.html">Sahara Occidentale</a> in guerra da quasi quarant&#8217;anni con il Marocco. E così le autorità del Paese nordafricano hanno usato una linea morbida sull&#8217;immigrazione verso Ceuta, circostanza che ha quantomeno favorito la pressione sui confini spagnoli.</p>
<p>Oggi invece il contesto diplomatico è diametralmente opposto. I due Paesi <a href="https://it.insideover.com/politica/spagna-e-marocco-si-riavvicinano-si-alla-proposta-di-rabat-sul-sahara.html">hanno ripreso ottime relazioni diplomatiche</a> e hanno ricucito diversi strappi. La Spagna poi ha riconosciuto la bontà del piano marocchino sull<strong>&#8216;autonomia</strong> del Sahara occidentale, confermando quindi i tanti passi avanti compiuti dai due governi. Come mai allora migliaia di migranti si sono presentati lungo i confini? Le autorità di Madrid hanno sottolineato che la polizia marocchina ha collaborato fattivamente per respingere gli assalti. Tanto è vero che si contano più di cento feriti tra gli agenti. Anche il premier spagnolo <strong>Pedro Sanchez</strong>, commentando da Bruxelles l&#8217;accaduto, ha dichiarato che &#8220;Spagna e Marocco hanno risolto bene la situazione&#8221;. Difficile quindi stabilire cosa possa essere accaduto attorno i confini di Melilla. Appena un mese fa, nel segno sempre del riavvicinamento tra i due Paesi,<a href="https://www.youtube.com/watch?v=02yv9deutF8"> sono stati riaperti dopo due anni i confini sia a Ceuta che a Melilla</a>. L&#8217;assalto odierno quindi sembra poter assumere, al momento, i connotati di un vero e proprio mistero.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/duemila-migranti-assaltano-melilla-cinque-morti-nella-calca.html">Duemila migranti assaltano Melilla, cinque morti nella calca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Sanchez blinda Ceuta e Melilla</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/sanchez-blinda-ceuta-e-melilla.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Nov 2019 11:28:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ceuta]]></category>
		<category><![CDATA[Melilla]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1287" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Migranti-allassalto-di-Ceuta.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Migranti-allassalto-di-Ceuta.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Migranti-allassalto-di-Ceuta-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Migranti-allassalto-di-Ceuta-768x515.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Migranti-allassalto-di-Ceuta-1024x686.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il neo costituito governo socialista di Pedro Sanchez non perde tempo e, a pochi giorni dal suo insediamento, decide di mettere subito in pratica una delle sue promesse elettorali. Il Ministero degli Interni spagnolo, infatti, già lunedì scorso ha annunciato l’inizio delle opere di &#8220;ammodernamento e rinforzo&#8221; dei reticolati che circondano le enclavi spagnole in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/sanchez-blinda-ceuta-e-melilla.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1287" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Migranti-allassalto-di-Ceuta.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Migranti-allassalto-di-Ceuta.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Migranti-allassalto-di-Ceuta-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Migranti-allassalto-di-Ceuta-768x515.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Migranti-allassalto-di-Ceuta-1024x686.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il neo costituito governo socialista di Pedro Sanchez non perde tempo e, a pochi giorni dal suo insediamento, decide di mettere subito in pratica una delle sue promesse elettorali. Il Ministero degli Interni spagnolo, infatti, già lunedì scorso ha annunciato l’inizio delle opere di &#8220;ammodernamento e rinforzo&#8221; dei reticolati che circondano le enclavi spagnole in Marocco di <strong>Ceuta</strong> e <strong>Melilla</strong>. Lavori che, nelle intenzioni del primo ministro iberico, dovranno iniziare prima della fine del mese.</p>
<p>L’investimento per la realizzazione dell’opera si aggira attorno ai 18 milioni di euro (17.899.886,69 per l’esattezza). I lavori, secondo le intenzioni del governo, si concluderanno nel giro di una decina di mesi e presuppongono un rinforzo della sicurezza su tutta la cortina presente attorno alle frontiere terrestri delle due enclavi europee in Africa. L’opera permetterà la sostituzione &#8220;degli attuali fili spinati e delle aste tridimensionali presenti lungo tutto il perimetro con altri elementi più sicuri e meno dannosi per chi intende scavalcarli&#8221;, come recita il comunicato stampa del nuovo esecutivo di Madrid.</p>
<p>Oltre allo sforzo per l’ammodernamento delle recinzioni poste attorno al confine spagnolo-marocchino, il governo “rosso-viola” Psoe &#8211; <strong>Podemos</strong> ha messo in cantiere anche una serie di interventi per il rinforzo del perimetro delle due frontiere, che includono l’inserimento di 66 telecamere a circuito chiuso, 14 delle quali termiche, e un sistema di riconoscimento facciale nei posti di frontiera, per un investimento complessivo di 32 milioni di euro.</p>
<p>Durante il tempo necessario alla costruzione della nuova opera di contenimento, il controllo delle due frontiere verrà coperto da <strong>Guardia Civil</strong> e <strong>Policía Nacional</strong>, costrette così a prevedibili corpo a corpo con i plotoni di immigranti che ciclicamente si presentano nei due confini terrestri fra Marocco e Spagna. Come accaduto nella notte fra domenica e lunedì scorso, quando un <a href="https://www.abc.es/espana/abci-furgoneta-kamikaze-ceuta-llevaba-52-subsaharianos-hacinados-interior-201911221706_video.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>furgone “kamikaze”</strong></a> pieno di migranti ha letteralmente sfondato la dogana di Tarajal, nell’enclave di Ceuta, nel tentativo di introdurre 52 immigrati, schiantandosi nella doppia rete di filo spinato. Il conducente, un marocchino dal passaporto francese di 38 anni, trasportava con sé 34 uomini, 16 donne, un bambino di 6 anni e un bebé di cinque mesi.</p>
<p>Quello degli automezzi kamikaze è uno dei sistemi più utilizzati negli ultimi mesi per attraversare l’unica frontiera terrestre esistente fra Africa ed Europa, nonché il più efficace e conveniente da un punto di vista giudiziario per i passeur. Basti pensare che, come denuncia il quotidiano spagnolo <em>Abc</em>, per chi tenta l’attraversamento schiantandosi sul confine spagnolo, il rischio di finire in galera è minimo. La pena massima riconosciuta per questi particolari tentativi di introduzione illegale di immigrati è stata di 675 euro e un anno e mezzo di carcere con la condizionale, per un episodio simile a quello di domenica scorsa.</p>
<p>Nel frattempo, per blindare il perimetro confinario nei mesi necessari alla creazione del nuovo reticolato, il governo di Pedro Sánchez ha chiesto appoggio al governo marocchino. La risposta, al termine di una serie di incontri avvenuti già nei mesi precedenti, fra il ministro dell’interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska con il suo omologo di Rabat, Abdelouafi Laftit, è stata quella di un sì non troppo convinto.</p>
<p>Fattore che ha scatenato l’ira dell’opposizione di destra, rappresentata da Vox, il partito che in cinque anni è passato dall’1,6% al 15% delle preferenze alle recenti elezioni politiche. Secondo il suo segretario, <strong>Santiago Abascal</strong>, il rinnovamento della “valla” attorno a Ceuta e Melilla, unito a questi accordi di collaborazione promessi da Rabat, altro non sono che azioni palliative e per niente risolutive del problema dell’immigrazione clandestina. Proprio in tal senso il segretario di Vox ha proposto martedì al Congresso dei Deputati una proposta di legge per la creazione di un vero e proprio muro in cemento armato attorno alle due cittadine costiere, in modo da contenere al meglio quella che Abascal stesso ha definito una &#8220;autentica invasione migratoria”.</p>
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		<title>REPORTAGE &#124; L&#8217;inferno delle porteadoras</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/linferno-delle-porteadoras</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jul 2019 05:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Ceuta]]></category>
		<category><![CDATA[porteadoras]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="640" height="480" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/sddefault-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/sddefault-1.jpg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/sddefault-1-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Ceuta rappresenta uno snodo commerciale importante per il Nord Africa, ma far arrivare i prodotti al Marocco direttamente dal continente europeo costerebbe ai negozianti marocchini circa cinque volte di più rispetto al passaggio da Ceuta.<br />
Sono quindi le donne il sistema più economico per far arrivare le merci dall'Europa all'Africa. Così mentre gli impresari nordafricani traggono benefici dal sistema, le porteadoras vengono sfruttate e sottopagate.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/linferno-delle-porteadoras">REPORTAGE | L&#8217;inferno delle porteadoras</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="480" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/sddefault-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/sddefault-1.jpg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/sddefault-1-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p><p>Ceuta rappresenta uno snodo commerciale importante per il Nord Africa, ma far arrivare i prodotti al Marocco direttamente dal continente europeo costerebbe ai negozianti marocchini circa cinque volte di più rispetto al passaggio da Ceuta.<br />
Sono quindi le donne il sistema più economico per far arrivare le merci dall&#8217;Europa all&#8217;Africa. Così mentre gli impresari nordafricani traggono benefici dal sistema, le porteadoras&nbsp;vengono sfruttate e sottopagate.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/linferno-delle-porteadoras">REPORTAGE | L&#8217;inferno delle porteadoras</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Le porteadoras sfruttate di Ceuta</title>
		<link>https://it.insideover.com/gallery/le-portadoras-sfruttate-di-ceuta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jun 2019 12:32:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Ceuta]]></category>
		<category><![CDATA[porteadoras]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/IMG_9359-Copia-Copia.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p>
<p>Ceuta rappresenta uno snodo commerciale importante per il Nord Africa, ma far arrivare i prodotti al Marocco direttamente dal continente europeo costerebbe ai negozianti marocchini circa cinque volte di più rispetto al passaggio dall'enclave. Donne e uomini vengono usati come manodopera a basso costo (Foto di Marianna Di Piazza)</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/IMG_9359-Copia-Copia.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p><p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/gallery/le-portadoras-sfruttate-di-ceuta.html">Le porteadoras sfruttate di Ceuta</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>I porteadores di Ceuta</title>
		<link>https://it.insideover.com/gallery/ceuta-linferno-delle-portadoras.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jun 2019 12:27:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Ceuta]]></category>
		<category><![CDATA[porteadoras]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="4032" height="3024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/IMG_9412.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/IMG_9412.jpeg 4032w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/IMG_9412-300x225.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/IMG_9412-768x576.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/IMG_9412-1024x768.jpeg 1024w" sizes="auto, (max-width: 4032px) 100vw, 4032px" /></p>
<p>Ceuta rappresenta uno snodo commerciale importante per il Nord Africa, ma far arrivare i prodotti al Marocco direttamente dal continente europeo costerebbe ai negozianti marocchini circa cinque volte di più rispetto al passaggio dall'enclave. Donne e uomini vengono usati come manodopera a basso costo (Foto di Marianna Di Piazza)</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="4032" height="3024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/IMG_9412.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/IMG_9412.jpeg 4032w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/IMG_9412-300x225.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/IMG_9412-768x576.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/IMG_9412-1024x768.jpeg 1024w" sizes="auto, (max-width: 4032px) 100vw, 4032px" /></p><p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/gallery/ceuta-linferno-delle-portadoras.html">I porteadores di Ceuta</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Dall&#8217;Africa all&#8217;Europa: il sogno disperato</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/migrazioni/dallafrica-alleuropa-il-sogno-disperato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jun 2019 13:20:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ceuta]]></category>
		<category><![CDATA[immigrati]]></category>
		<category><![CDATA[Tangeri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_8448774-1-1-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_8448774-1-1-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_8448774-1-1-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_8448774-1-1-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_8448774-1-1-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel 2018, Marocco e Spagna sono stati invasi da migliaia di migranti. Dopo che la rotta libica ha subito un rallentamento con le politiche del governo italiano, il regno marocchino è stato investito da un’ondata migratoria senza precedenti. Da lì, per raggiungere l’Europa, subsahariani, algerini e marocchini hanno preso d’assalto la cittadina di Ceuta, enclave spagnola in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/migrazioni/dallafrica-alleuropa-il-sogno-disperato.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_8448774-1-1-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_8448774-1-1-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_8448774-1-1-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_8448774-1-1-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_8448774-1-1-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nel 2018, Marocco e Spagna sono stati invasi da migliaia di migranti. Dopo che la rotta libica ha subito un rallentamento con le politiche del governo italiano, il regno marocchino è stato investito da un’ondata migratoria senza precedenti. Da lì, per raggiungere l’Europa, subsahariani, algerini e marocchini hanno preso d’assalto la cittadina di Ceuta, enclave spagnola in Nord Africa.</p>
<p>Per anni i flussi migratori erano stati gestiti con abilità dal regno marocchino: il Paese nordafricano aveva infatti capito di poter usare la tratta di esseri umani a suo piacimento. A fine 2018 però, sotto la pressione dell’Unione europea, il Marocco ha iniziato una vera e propria caccia ai migranti. Nei quartieri popolari di Tangeri, che fino a poco tempo fa erano abitati da un numero sempre crescente di migranti, ora non si vede più nessuno. Chi è riuscito a sfuggire ai raid delle forze dell’ordine si è nascosto nei boschi a sud della città o in abitazioni fatiscenti nella speranza di riuscire un giorno a raggiungere l’Europa. Ed è proprio di questo sogno disperato che la giornalista Marianna di Piazza ci racconta.</p>
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		<title>In fuga verso l&#8217;Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/migrazioni/dallafrica-alleuropa-il-sogno-disperato/in-fuga-verso-leuropa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Carnieletto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jun 2019 05:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ceuta]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_8451299-e1559488992768.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_8451299-e1559488992768.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_8451299-e1559488992768-300x120.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_8451299-e1559488992768-768x307.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_8451299-e1559488992768-1024x410.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ceuta (Spagna) Si nascondono sotto i rimorchi dei tir parcheggiati nel porto di Ceuta. E lì attendono impazienti. Il loro sogno è quello di raggiungere la penisola iberica e poi proseguire per Francia, Germania, Italia e Inghilterra. Sono in centinaia i giovani marocchini e algerini che ogni giorno cercano di arrivare in Europa sfruttando i &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/migrazioni/dallafrica-alleuropa-il-sogno-disperato/in-fuga-verso-leuropa.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_8451299-e1559488992768.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_8451299-e1559488992768.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_8451299-e1559488992768-300x120.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_8451299-e1559488992768-768x307.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_8451299-e1559488992768-1024x410.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Ceuta (Spagna)</strong> Si nascondono sotto i rimorchi dei tir parcheggiati nel porto di <strong>Ceuta</strong>. E lì attendono impazienti. Il loro sogno è quello di raggiungere la penisola iberica e poi proseguire per Francia, Germania, Italia e Inghilterra. Sono in centinaia i giovani marocchini e algerini che ogni giorno cercano di arrivare in Europa sfruttando i <strong>tir</strong> in sosta nel porto della piccola enclave spagnola. Molti hanno poco più di 20 anni, mentre la maggior parte di loro è ancora minorenne.</p>
<style>.embed-container{position:relative;padding-bottom:56.25%;height:0;overflow:hidden;max-width:100%}.embed-container iframe,.embed-container object,.embed-container embed{position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%}</style><div class="embed-container"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/lgy_WhjBPOU" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<p>Nella speranza di avere un futuro migliore, lasciano le loro famiglie per cercare fortuna in quel continente che dista meno di 30 chilometri. Quando il sole è alto e le nuvole lasciano spazio al cielo azzurro, la città spagnola di Algeciras sembra davvero ad un passo. <a href="https://it.insideover.com/reportage/migrazioni/lultima-frontiera-deuropa.html">Così, in molti decidono di attraversare</a>. Non solo migranti subsahariani. A voler lasciare il Paese anche centinaia di giovani <strong>marocchini</strong> e <strong>algerini</strong>. Vagano giorno e notte per il porto di Ceuta, cercando di non farsi notare da nessuno: provano a nascondersi sotto i rimorchi dei tir, prendono le misure degli angusti spazi e memorizzano gli orari di partenza delle navi dalla baia. Poi, quando il momento è favorevole, si aggrappano alla parte inferiore di un veicolo pronto a imbarcarsi e attendono.</p>
<p>&#8220;Voglio raggiungere la Spagna&#8221;, racconta un giovane 19enne di Tétouan che scoviamo tra i rimorchi in sosta. &#8220;<span style="font-size: 1rem;">Non voglio stare in Marocco, non c&#8217;è futuro lì. L&#8217;unica soluzione è andare via, solo in Europa potrò lavorare&#8221;. </span>&#8220;Spagna, Spagna!&#8221;, urlano in coro i suoi coetanei uscendo allo scoperto. Poi si mettono a correre di nuovo all&#8217;impazzata tra un camion e l’altro alla ricerca del nascondiglio perfetto. In tanti ci provano, ma non tutti riescono a raggiungere la penisola iberica. Molti vengono bloccati dalle forze dell&#8217;ordine che effettuano i controlli sui mezzi presenti nella zona portuale, altri invece perdono la vita, incastrati negli spazi più improbabili sotto i rimorchi. &#8220;Ieri un nostro amico è <strong>morto</strong> cercando di attraversare &#8211; spiega il giovane -. Ma non abbiamo altra scelta&#8221;.</p>
<h2>La rabbia dei camionisti</h2>
<p>&#8220;Portiamo le merci dalle navi alla frontiera terrestre del Tarajal e viceversa&#8221;, racconta Fernando, camionista al porto di Ceuta. &#8220;Quando entra ed esce dalla zona industriale, ogni mezzo viene controllato. La maggior parte delle volte ci accorgiamo se c&#8217;è qualche giovane a bordo e lo facciamo subito notare alla Guardia Civil&#8221;. Gli autisti vivono però nella paura. &#8220;Nel porto fanno quello che vogliono e non abbiamo soluzioni&#8221;, spiegano. &#8220;In questi ultimi anni, la situazione è diventata invivibile &#8211; continua con rabbia l’uomo -. Siamo sempre in <strong>pericolo</strong>: questi giovani ci minacciano, sono aggressivi, rubano nei nostri camion. Ogni giorno rischiamo molto&#8221;.</p>
<p>Spesso infatti al porto scoppiano violente risse tra i migranti che vivono in mezzo agli scogli aspettando il momento migliore per nascondersi sui tir. Ma anche i camionisti sono vittime dell&#8217;aggressività dei giovani marocchini e algerini. &#8220;Molti colleghi sono stati picchiati, alcuni sono finiti in ospedale&#8221;, denunciano gli autisti. Uno di loro è adesso sotto processo per aver investito con il tir un giovane. &#8220;I marocchini assaltano i camion ed è difficile tenere la situazione sotto controllo &#8211; spiega Fernando -. Cercano di introdursi in modo furtivo sui mezzi, avvicinandosi anche quando sono in corsa. Così il mio amico ha investito un ragazzo e ora è accusato di omicidio. Pazzesco&#8221;.</p>
<h2>I controlli</h2>
<p>La Guardia Civil pattuglia costantemente il porto della piccola enclave spagnola. In una delle ultime operazioni, le forze dell&#8217;ordine hanno fermato 92 ragazzi di origine marocchina, 39 dei quali minorenni, e un giovane algerino. Si nascondevano tra i rimorchi dei camion parcheggiati al porto. &#8220;Questi giovani non sanno quali pericoli corrono&#8221;, spiega Alfonso Cruzado, portavoce della Guardia Civil di Ceuta. &#8220;Sono solo impazienti di <strong>attraversare lo Stretto</strong> e arrivare in Europa, senza preoccuparsi dei rischi. Hanno un&#8217;idea distorta di quello che possono trovare dall&#8217;altra parte&#8221;, continua l’agente con rammarico.</p>
<h2>Un nuovo muro</h2>
<p>Per riuscire a raggiungere i tir, i giovani marocchini e algerini hanno realizzato un&#8217;apertura nella barriera che delimita la zona portuale. Ora però le autorità sono determinate a fermare in tutti i modi il <strong>fenomeno migratorio</strong> e hanno così deciso di costruire un nuovo muro di protezione. Il progetto &#8211; dal valore di 2,7 milioni di euro &#8211; è stato annunciato dal presidente dell’Autorità portuale a fine aprile: la recinzione sarà alta quattro metri e i lavori si concluderanno entro il prossimo dicembre. I camionisti sono entusiasti della barriera anche se credono che il nuovo muro non ostacolerà i ragazzi, pronti a tutto pur di raggiungere l&#8217;Europa.</p>
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		<title>I migranti arrivano a Ceuta (agosto 2018)</title>
		<link>https://it.insideover.com/gallery/migranti-arrivano-a-ceuta-agosto-2018.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Apr 2019 15:46:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ceuta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/GETTY_20180822130336_27117407.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/GETTY_20180822130336_27117407.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/GETTY_20180822130336_27117407-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/GETTY_20180822130336_27117407-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/GETTY_20180822130336_27117407-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/GETTY_20180822130336_27117407.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/GETTY_20180822130336_27117407.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/GETTY_20180822130336_27117407-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/GETTY_20180822130336_27117407-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/GETTY_20180822130336_27117407-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p><p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/gallery/migranti-arrivano-a-ceuta-agosto-2018.html">I migranti arrivano a Ceuta (agosto 2018)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Schiaffo della Spagna agli Stati Uniti  La marina russa sbarca a Ceuta</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/marina-russa-ceuta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Nov 2018 12:40:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Ceuta]]></category>
		<category><![CDATA[Marina militare russa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/Marshal-Ustinov.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/Marshal-Ustinov.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/Marshal-Ustinov-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/Marshal-Ustinov-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/Marshal-Ustinov-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>La marina militare russa torna a Ceuta. Tre navi di Mosca si sono arrivate nell&#8217;enclave spagnola in territorio marocchino, tornando dopo due anni di blocco da parte della Nato. Una novità particolarmente importante vista la centralità del porto di Ceuta per la rotta russa che dai porti della Federazione conduce le navi nel Mediterraneo e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/marina-russa-ceuta.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/Marshal-Ustinov.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/Marshal-Ustinov.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/Marshal-Ustinov-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/Marshal-Ustinov-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/Marshal-Ustinov-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p><p>La marina militare russa torna a <strong>Ceuta</strong>. Tre navi di Mosca si sono arrivate nell&#8217;enclave spagnola in territorio marocchino, tornando dopo due anni di blocco da parte della Nato. Una novità particolarmente importante vista la centralità del porto di Ceuta per la rotta russa che dai porti della Federazione conduce le navi nel Mediterraneo e nei mai del Medio Oriente. E i dati, sotto questo profilo, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://elpais.com/politica/2018/11/09/actualidad/1541793262_668812.html">sono chiari</a>: la città ha visto le navi russe fermarsi 60 volte tra il 2010 e l 2016, con oltre 10mila membri dell&#8217;equipaggio e con un volume d&#8217;affari di circa 4,5 milioni di euro.</p>
<p>L&#8217;Alleanza atlantica, nel 2016, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://elpais.com/internacional/2016/10/25/actualidad/1477421097_408325.html">aveva ordinato alla Spagna</a> di interrompere l&#8217;accordo con la Federazione russa. Nel mezzo delle tensioni sempre più crescenti fra Gran Bretagna e Russia e con il Pentagono decisamente contrario al patto fra un Paese <strong>Nato</strong> e Mosca, da Bruxelles arrivò l&#8217;ordine di fermare questo traffico di navi a Ceuta anche per rendere più complicata, per la marina russa, la rotta verso i porti siriani. Una mossa che non piacque a Mosca, tanto che tra Russia e Spagna le relazioni raggiunsero uno dei livelli più bassi degli ultimi anni.</p>

<p>Ma adesso, le cose sembrano essere cambiate. Russia e Spagna sono tornate a dialogare come negli anni prima dell&#8217;ordine del Patto atlantico. E così, l&#8217;incrociatore antimissile <strong>Marshal Ustinov</strong>, il rimorchiatore SB-406 e la petroliera Dubna hanno potuto ormeggiare a Ceuta insieme ai 700 marinai a bordo delle tre navi. Di queste tre imbarcazioni, la più importante è sicuramente la Marshal Ustinov. Entrata in servizio nel 1986, appartiene alla flotta russa del Nord. Di base a Severomorsk, nel Mare di Barents, dove è partita il 5 luglio, la sua ultima sosta nel Mediterraneo risale al 20 ottobre, nel porto cipriota di Limassol.</p>
<p><a href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/conflitti-non-dimenticare/" rel="attachment wp-att-61452"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-61452" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/11/strip_articolo_occhi.jpg" alt="strip_articolo_occhi" /></a></p>

<p>Un peso certamente decisivo sulle sorti dell&#8217;accordo fra Madrid e Mosca per l&#8217;utilizzo del porto spagnolo lo ha avuto la recente visita di <strong>Sergei Lavrov</strong> in Spagna, dove ha incontrato sia il ministro degli Esteri Josep Borrell, sia il re Filippo VI. Un incontro che è servito a ricucire dopo lo strappo del 2016 e dopo una serie di tensioni fra i due Stati anche durante i difficili momenti del referendum in Catalogna, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/la-spagna-ora-accusa-la-russia-catalogna-unoffensiva-spudorata/">quando da Madrid accusarono Mosca</a> di voler fomentare il secessionismo catalano.</p>
<p>Dall&#8217;incontro con i vertici spagnoli, Lavrov è riuscito a strappare l&#8217;accordo sul ritorno delle navi russe. Ma questa mossa non è piaciuta né alla Nato né agli Stati Uniti. Come scrive <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.elconfidencialdigital.com/articulo/defensa/vuelta-buques-rusos-ceuta-indigna-estados-unidos-plena-visita-oficial/20181112181823118009.html"><em>El Confidencial Digital</em></a>, Washington ha già fatto arrivare attraverso canali non ufficiali il proprio disappunto nei confronti della decisione di Madrid una decisione non solo ritenuta inappropriata per motivi politici e strategici, ma anche perché è arrivata in un momento decisamente poco opportuna. Infatti, mentre le navi russe arrivavano a Ceuta, dall&#8217;altra parte dello Stretto di Gibilterra, era presenta una folta delegazione americana in visita ufficiale a Jerez, per il<strong> 23esimo forum Spagna &#8211; USA</strong> e nella base navale di Rota.</p>

<p>L&#8217;evento, che si tiene a cadenza annuale e che riunisce uomini d&#8217;affari e politici di alto livello di entrambe le nazioni, è no dei momenti pi important per intavolare affari economici e politici fra le classi dirigenti di Spagna e Stati Uniti. Ed è un incontro che ha sempre dei risvolti particolarmente interessati anche sul fronte delle relazioni internazionali. Quest&#8217;anno, ad esempio, la delegazione statunitense era guidata da <strong>Tim Kaine</strong>, senatore che, in tandem con Hillary Clinton, puntava alla vicepresidenza degli Stati Uniti.</p>
<p>Scelta inopportuna, fanno sapere dal Pentagono. Ma che evidentemente per la Spagna era fondamentale per riallacciare i legami con Mosca. Con l&#8217;avvento di <strong>Pedro Sanchez</strong>, i rapporti tra Madrid e Washington si sono fatti più complessi, e <a href="http://www.occhidellaguerra.it/spagna-sesta-flotta-italia/">Donald Trump ha già fatto capire di non apprezzare il governo spagnolo</a>. Il Pentagono non vede di buon occhio l&#8217;attuale esecutivo ma in generale non considera la Spagna un alleato stabile. E questa mossa può servire a Madrid per inviare un messaggio a Washington , ma anche a Mosca per dare uno &#8220;schiaffo&#8221; all&#8217;accerchiamento posto dalla Nato. Un porto dell&#8217;Alleanza atlantica che riceve e supporta la flotta russa on è un dato secondario.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/marina-russa-ceuta.html">Schiaffo della Spagna agli Stati Uniti  La marina russa sbarca a Ceuta</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Perché la Spagna espelle i migrantimentre l&#8217;Italia ha le mani legate</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Aug 2018 08:58:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Ceuta]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/GETTY_20180822130041_27117387.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/GETTY_20180822130041_27117387.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/GETTY_20180822130041_27117387-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/GETTY_20180822130041_27117387-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/GETTY_20180822130041_27117387-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Da una parte la nave Diciotti della Guardia Costiera italiana e lo stallo su cosa fare dei migranti a bordo. Dall&#8217;altra parte l&#8217;espulsione da Ceuta dei 116 migranti che hanno assaltato le frontiere spagnole con il pugno duro di Pedro Sanchez e del governo di Spagna. Una differenza di immagini che ha fatto porre degli interrogativi. Uno &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/spagna-espulsione-migranti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/GETTY_20180822130041_27117387.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/GETTY_20180822130041_27117387.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/GETTY_20180822130041_27117387-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/GETTY_20180822130041_27117387-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/GETTY_20180822130041_27117387-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Da una parte la nave <strong>Diciotti</strong> della Guardia Costiera italiana e <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/i-pm-stringono-cerchio-agli-interrogatori-uomini-salvini-1567899.html">lo stallo</a> su cosa fare dei migranti a bordo. Dall&#8217;altra parte l&#8217;espulsione da Ceuta dei 116 migranti che hanno assaltato le frontiere spagnole con il pugno duro di Pedro Sanchez e del governo di Spagna. Una differenza di immagini che ha fatto porre degli interrogativi. Uno su tutti: perché la Spagna può rimandare in Marocco chi arriva clandestinamente nel Paese mentre l&#8217;Italia non può fare lo stesso con chi arriva sulle nostre coste?</p>
<p>L&#8217;accordo del 1992</p>
<p>La ragione è semplice: c&#8217;è un accordo fra Marocco e Spagna. Un patto <strong>siglato nel 1992</strong> dal governo socialista di Felipe Gonzalez e il regno di Marocco e che oggi Sanchez ha rispolverato per tamponare l&#8217;emergenza migratoria nelle enclave marocchine di Ceuta e Melilla. </p>
<p>L&#8217;accordo del 1992, firmato dagli allora ministri dell&#8217;Interno dei due Paesi, <strong>Jose Luis Corcuera</strong> e Driss Basri, contempla <strong>l&#8217;espulsione in meno di 10 giorni</strong> per i cittadini di Paesi terzi che entrano illegalmente in Spagna dal Marocco. Un accordo utilissimo, ma che per ragioni politiche non è mai stato applicato dal governo di Madrid se non in casi eccezionali, tanto è vero, che come ricorda <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://elpais.com/politica/2018/08/23/actualidad/1535027599_502354.html"><em>El Pais</em></a>, &#8220;nei suoi primi 13 anni di vita l&#8217;accordo è servito a espellere solo 114 migranti&#8221;.</p>
<p>Nel 2006, il governo di <strong>José Luis Rodríguez Zapatero</strong>, anche in quel caso socialista, cercò di riattivarlo, ma senza successo. E stessa cosa avvenne con il governo di centrodestra di<strong> Mariano Rajoy</strong>. Negli ultimi anni è stato applicato solo dopo episodi molto violenti e comunque per un numero di immigrati assolutamente inferiore rispetto a quanti avevano effettivamente varcato illegalmente la frontiera spagnola.</p>

<p>Le cose sono cambiate in queste ultime settimane. Nonostante il cambio di governo, che è passato dalla destra del Partido Popular a una maggioranza di sinistra composta da Partito socialista, Podemos e sigle indipendentiste, Pedro Sanchez ha comunque confermato la linea dura di Madrid nei confronti dell&#8217;immigrazione clandestina. Non una novità per la Spagna: <strong>la sinistra non è mai stata &#8220;buonista&#8221;</strong> sul controllo delle frontiere a Ceuta e Melilla. E prova ne è, come visto, la storia del cosiddetto &#8220;accordo Corcuera&#8221;.</p>
<p>Perché Sanchez ha rispolverato l&#8217;accordo</p>
<p>La Spagna è sempre stata restia ad applicare pienamente l&#8217;accordo così come il Marocco non ha ovviamente mai avuto interesse a renderlo operativo in pianta stabile. I due Paesi hanno sempre mantenuto dei rapporti in cui l&#8217;arrivo dei clandestini a Ceuta, Melilla o nelle coste andaluse era un oggetto di scambio, con Rabat che ha usato il rubinetto dell&#8217;immigrazione come <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/immigrati-marocco-spagna/">una vera e propria arma di ricatto</a>. E se la Spagna non voleva esacerbare i rapporti con il vicino marocchino, dall&#8217;altro lato il Marocco non aveva alcun interesse a tenere nel proprio territorio persone di altri Paesi.</p>
<p>Le cose sono cambiate quest&#8217;estate con il boom di arrivi tra le enclave spagnole in territorio marocchino e tutta la costa meridionale di Spagna. Sono migliaia le persone giunte in Spagna dal Marocco nel 2018 e la contemporanea linea dura dell&#8217;Italia unita allo spostamento delle rotte migratorie verso Ovest, ha comportato un aumento esponenziale dei flussi sul lato occidentale del Nordafrica.</p>
<p>[Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;1162&#8243; gal_title=&#8221;Migranti arrivano a Ceuta (agosto 2018)&#8221;]</p>

<p>Sanchez fa parte di un governo in cui la maggioranza non ha mai negato una linea accogliente. Basti pensare alle manifestazioni contro il governo Rajoy che <strong>si rifiutava di accogliere i rifugiati</strong> spartiti in base agli accordi europei. Ma anche il nuovo primo ministro ha capito che il problema può diventare esplosivo, soprattutto avendo una maggioranza che non ha vinto le elezioni ma che ha rovesciato, in via costituzionale, il governo di centrodestra.</p>
<p>Fino a quando gli arrivi erano circoscritti, l&#8217;accordo poteva anche non essere utilizzato. Ma con l&#8217;assalto di centinaia di migranti contro le frontiere, il problema stava assumendo caratteristiche pericolose. Quando il 26 luglio, 600 persone hanno <strong>assaltato i recinti di Ceuta</strong>, il governo Sanchez ha capito che bisognava dare una svolta. Anche perché gli assalti si sono fatti violenti, pericolosi per la Guardia Civil, e si è capito che dietro non c&#8217;è solo la disperazione ma <a href="http://www.occhidellaguerra.it/mafia-ceuta-melilla/">un vero e proprio ordine criminale</a>.</p>
<p>Perché l&#8217;Italia ha le mani legate</p>
<p>Tornando alla domanda chiave, il problema italiano è che <strong>la Spagna ha due assi nella manica</strong>: l&#8217;accordo con il Marocco e la violenza degli assalti a Ceuta. Queste due carte, unite a una storica politica di respingimenti, rendono il gioco di Madrid estremamente più facile di quello del governo italiano.</p>
<p>L&#8217;Italia non ha subito un assalto al confine, ma ha preso queste persone dal mare. Questo cambia radicalmente anche l&#8217;approccio giuridico: Sanchez può fare appello alla violenza dei migranti, mentre l&#8217;Italia ne fa una questione politica. E la furbizia spagnola è stata appunto quella di <strong>spostare l&#8217;attenzione sul profilo della minaccia</strong>, non su quello del respingimento dei migranti. Dopo un attacco contro la polizia fatto con lanci di pietre, bastoni escrementi e calce viva, era chiaro che Madrid non avrebbe potuto fare altro che espellerli.</p>

<p>Così, quando da Rabat hanno detto di non voler rispettare quell&#8217;accordo del 1992, i due ministri incaricati, Josep Borrell e Fernando Grande-Marlaska, hanno fatto leva  non solo sull&#8217;esistenza di un patto, ma anche sull&#8217;arrivo in massa e violento di questi gruppi. Grazie a queste garanzie legali, la polizia spagnola ha individuato i clandestini, li ha registrati, li ha divisi in gruppi di dieci e i li ha riportati oltre confine: tutto a spese del governo di Madrid.</p>
<p>E infatti, le fonti del team di Grande-Marlaska hanno già detto al quotidiano spagnolo che &#8220;<strong>legalmente, la loro situazione è molto diversa da quelle salvate in mare</strong>&#8220;. Qui non c&#8217;è un accordo sul salvataggio o sul primo porto sicuro: è un problema di ordine pubblico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/spagna-espulsione-migranti.html">Perché la Spagna espelle i migrantimentre l&#8217;Italia ha le mani legate</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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