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	<title>Cartelli messicani Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sat, 09 Aug 2025 06:24:10 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Cartelli messicani Archives - InsideOver</title>
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		<title>Messico sotto pressione: gli Usa si prendono i narcos ma i cartelli non perdono il loro potere</title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/messico-sotto-pressione-gli-usa-si-prendono-i-narcos-ma-i-cartelli-non-perdono-il-loro-potere.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Aug 2025 06:24:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Cartelli messicani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/messico.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Messico" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/messico.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/messico-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/messico-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/messico-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Il 27 febbraio 2025 il Messico ha trasferito negli Stati Uniti 29 capi narcos legati al crimine organizzato ma i problemi restano. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/messico-sotto-pressione-gli-usa-si-prendono-i-narcos-ma-i-cartelli-non-perdono-il-loro-potere.html">Messico sotto pressione: gli Usa si prendono i narcos ma i cartelli non perdono il loro potere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/messico.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Messico" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/messico.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/messico-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/messico-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/messico-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Il <strong>27 febbraio 2025</strong>, il <a href="https://it.insideover.com/economia/il-messico-fa-il-funambolo-allineato-agli-usa-aperto-alla-cina-finche-dura.html"><strong>Messico</strong> ha trasferito negli <strong>Stati Uniti</strong> </a>29 <strong>narcotrafficanti </strong>legati al crimine organizzato, un’operazione senza precedenti sia per il numero dei criminali spostati che per l’importanza dei soggetti coinvolti. Coordinata dalla <strong>Procuraduría General de la República e dalla Secretaría de Seguridad y Protección Ciudadana</strong>, l’azione si è svolta in concomitanza con colloqui di alto livello a <strong>Washington</strong> (incontri tra funzionari messicani e statunitensi per discutere temi di sicurezza bilaterale, come <a href="https://it.insideover.com/criminalita/jalisco-e-sinaloa-cosi-i-narcos-hanno-costruito-le-loro-multinazionali.html"><strong>narcotraffico</strong> e <strong>sicurezza frontaliera</strong>)</a>.</p>



<p>Tra i trasferiti figurano <strong>Rafael Caro Quintero</strong>, ex leader del <strong>Cartello di Guadalajara</strong>, ricercato da 40 anni per <strong>l’omicidio dell’agente DEA Enrique Camarena</strong> nel 1985, i fratelli Miguel e Omar Treviño Morales (“Z40” e “Z42”), ex capi <strong>Zetas</strong>, e Vicente Carrillo Fuentes (“El Viceroy”) del <strong>Cartello di Juárez</strong>. Più recenti sono i casi di José Ángel Canobbio Inzunza (“El Güerito”), capo della sicurezza dei <strong>Chapitos del Cartello di Sinaloa</strong>, catturato il 19 febbraio 2025 a Culiacán, e Antonio Oseguera Cervantes (“Tony Montana”), fratello del leader del <strong>Cartello di Jalisco Nueva Generación (CJNG)</strong>, Nemesio Oseguera Cervantes (“El Mencho”). Il <strong>Dipartimento di Giustizia USA</strong> ha confermato l’operazione, con la procuratrice generale <strong>Pamela Bondi</strong> che ha promesso processi rigorosi con “con tutto il peso della legge”.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un impatto nullo sui cartelli</strong></h2>



<p>Tra il <strong>2019 e il 2023</strong>, il Messico ha estradato in media <strong>65 sospettati all’anno</strong> verso gli Stati Uniti. In un solo giorno, il 27 febbraio 2025, sono state eseguite circa il <strong>45% del totale medio di estradizioni</strong> che il Messico effettua in un intero anno. Ma nonostante l’affidamento dei criminali all’alleato più potente, l’impatto sui cartelli appare limitato, se non nullo. Caro Quintero, ancora attivo ma privato del ruolo centrale che aveva in passato, o altri narcos come José Alberto García Vilano (“La Kena”) del Cartello del Golfo e Erick Valencia Salazar (“El 85”) del CJNG, sono già stati sostituiti da nuovi capi.</p>



<p>“I processi di estradizione tra Messico e Stati Uniti sono spesso intesi come una procedura tecnica per annullare l’influenza e il comando che i capi possono mantenere sulle loro strutture criminali anche dal carcere. Ma la realtà è che si tratta di processi attraversati da interessi politici delle autorità statunitensi, volti a concentrare informazioni sulle organizzazioni del narcotraffico e sui governi messicani”, hanno dichiarato <strong>Armando Vargas</strong> e <strong>Yair Mendoza</strong>, coordinatore e ricercatore del programma di sicurezza di <strong>México Evalúa</strong>.</p>



<p>I cartelli hanno strutture estremamente flessibili, si adattano rapidamente, mantenendo sempre operatività ed efficacia nonostante la perdita di capi storici. Inoltre, questa operazione ha sollevato una serie di preoccupazioni sull’indipendenza giudiziaria messicana. <strong>Juan Manuel Delgado</strong>, avvocato dell’ex capo Zetas <strong>Treviño Morales</strong>, ha denunciato violazioni della legge durante suddetto processo, con trasferimenti effettuati senza alcuna autorizzazione giudiziaria. Nel caso di Caro Quintero, un appello per sospendere l’estradizione era ancora in esame, ma è stato ignorato. Questi elementi suggeriscono un intervento diretto della presidente <strong>Claudia Sheinbaum</strong>, probabilmente in risposta alle crescenti pressioni USA, in particolare da parte di <strong>Donald Trump</strong>, che ha minacciato dazi e che ha già designato i cartelli come organizzazioni terroristiche.</p>



<p>“Il fatto che l’amministrazione federale messicana ignori le violazioni delle garanzie giuridiche degli individui estradati permette di comprendere il livello di tensione che caratterizza la relazione tra Messico e Stati Uniti a causa dell’attività delle organizzazioni criminali messicane. Inoltre, la commissione di tali violazioni riflette la centralizzazione del potere nella figura della titolare del potere esecutivo federale e la sua capacità di annullare la separazione dei poteri”.<br>Hanno dichiarato Armando Vargas e Yair Mendoza, coordinatore e ricercatore del programma di sicurezza di México Evalúa.</p>



<p>Questo episodio richiama precedenti significativi nelle relazioni USA-Messico. Nel gennaio 2017, l’estradizione di <strong>Joaquín “El Chapo” Guzmán</strong>, avvenuta alla vigilia dell’insediamento di Trump, fu interpretata come un gesto del Messico per rafforzare la cooperazione bilaterale e placare le minacce di possibili ripercussioni economiche sul Paese. Alcuni analisti videro l’estradizione come un “regalo” all’amministrazione Obama, altri come un’apertura a Trump per evitare attriti. Successivamente, nel 2019, la sospensione temporanea dei dazi USA sul Messico fu ottenuta solo dopo negoziati che inclusero impegni messicani su temi sensibili per la Casa Bianca (uno tra tutti l’immigrazione), dimostrando come concessioni su temi di sicurezza bilaterale possano influenzare l’economia e la sovranità del paese centroamericano. Questi tasselli confermano la tesi che il trasferimento del 2025 sia stato una mossa strategica per cercare di mantenere lo status di partner affidabile degli Stati Uniti, oltre che un punto di riferimento nello scacchiere geopolitico regionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Luci e ombre degli accordi con gli USA</strong></h2>



<p>Un altro aspetto interessante di questo controverso passaggio è la possibilità che <strong>alcuni narcos collaborino con le autorità USA</strong>, seguendo un modello già ampiamente consolidato. Jesús Vicente Zambada (“El Vicentillo”), estradato nel 2010, testimoniò contro “El Chapo” nel 2018-2019, ottenendo una condanna ridotta e protezione nel Programma di Protezione Testimoni USA. Ovidio Guzmán López, figlio di “El Chapo”, ha formalizzato un accordo di colpevolezza a Chicago l’11 luglio 2025, offrendo informazioni su alcune rotte di traffico ed episodi di corruzione.</p>



<p>“Così come i processi di estradizione sono attraversati da interessi politici, anche i capi estradati giocano un gioco politico, poiché, consapevoli della loro rilevanza per le autorità statunitensi, scambiano informazioni in cambio di condizioni migliori per scontare le loro condanne&#8221;, hanno dichiarato Armando Vargas e Yair Mendoza, coordinatore e ricercatore del programma di sicurezza di México Evalúa.</p>



<p>Questi accordi, pur essendo utili per smantellare o comunque limitare le reti criminali, sono molto controversi in Messico, dove <strong>vengono percepiti come impunità per i criminali di alto profilo</strong>, una cessione di sovranità in cui il sistema giudiziario messicano viene relegato a un ruolo subordinato, per non dire raggirato. Inoltre, la recente entrata negli USA di 17 familiari di “El Chapo”, inclusa l’ex moglie Griselda López Pérez, come parte di un negoziato con Ovidio Guzmán López, ha sollevato non poche polemiche. Il segretario della Sicurezza messicana, <strong>Omar García Harfuch</strong>, ha confermato che il trasferimento era legato a un accordo con il Dipartimento di Giustizia USA, anche qui suscitando critiche per la mancanza di trasparenza e coordinamento con il Messico.</p>



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<p>Nonostante gli sforzi e la cooperazione Messico-USA,<strong> l’estradizione di massa dei narcos non intacca le radici del crimine organizzato.</strong> I cartelli continuano a prosperare grazie alla loro capacità di rigenerarsi in fretta. Le modalità delle operazioni, che bypassano le garanzie giudiziarie, evidenziano tensioni tra pragmatismo politico e indipendenza istituzionale. I dazi, le trattative, i favori confermano che il Messico utilizza concessioni in materia di sicurezza per tenere a bada il suo potente vicino, in un delicato equilibrio tra sovranità e scenari geopolitici locali estremamente fragili. Il costo di questa cooperazione potrebbe essere solo un rafforzamento della narrativa di un Messico costantemente costretto a piegarsi alle richieste di Washington.</p>
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		<item>
		<title>Messico, il terrore senza fine del crimine organizzato</title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/messico-il-terrore-senza-fine-del-crimine-organizzato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2025 13:58:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Cartelli messicani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="700" height="525" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/messico.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Messico" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/messico.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/messico-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/messico-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Dal 2006 a oggi, in Messico sono scomparse più di 112 mila persone. Il bilancio allucinante delle violenze del crimine organizzato. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="700" height="525" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/messico.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Messico" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/messico.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/messico-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/messico-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Nel marzo 2025, in una zona rurale nei pressi del <strong>comune di Teuchitlán, </strong>nello Stato messicano di Jalisco, è stata scoperta una fattoria utilizzata dal crimine organizzato come centro di addestramento per sicari e come luogo di esecuzioni e sparizioni forzate. A fare la scoperta è stato il collettivo <strong><a href="https://it.insideover.com/criminalita/le-mani-del-cartello-di-jalisco-sullamerica-latina-droga-ma-anche-oro-terre-rare-e-migranti.html">Guerreros Buscadores de Jalisco,</a></strong> composto da familiari di persone scomparse, che da anni svolge ricerche autonome in assenza di risposte da parte delle autorità, come ampiamente riportato dalla rivista Internazionale.</p>



<p>Nel sito, conosciuto come Rancho Izaguirre, sono stati rinvenuti resti umani, diverse fosse comuni e un numero impressionante di oggetti personali: oltre 430 capi d’abbigliamento, 150 paia di scarpe e quasi 20 valigie, presumibilmente appartenuti a vittime mai identificate. Gli indumenti e gli oggetti sono considerati <strong>tracce lasciate da coloro che, spesso reclutati con l’inganno</strong> attraverso offerte di lavoro, sono stati portati nella struttura e lì addestrati, costretti a commettere atti di violenza e infine eliminati.</p>



<p>Secondo le informazioni raccolte da ricercatori e giornalisti indipendenti, la struttura faceva parte di un più ampio sistema di centri clandestini sparsi nella regione dei Valles, utilizzati dai cartelli per il reclutamento forzato e l’addestramento dei nuovi affiliati. I giovani venivano selezionati in stazioni di autobus come quella di Tlaquepaque e <strong>trasferiti in località isolate.</strong> L’addestramento prevedeva la pratica della tortura, l’uccisione di altri detenuti e la successiva distruzione dei corpi mediante incenerimento, una tecnica frequentemente impiegata in Messico per cancellare ogni prova forense.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La filiera del terrore</h2>



<p>La dinamica delle sparizioni in Messico segue una logica sistemica. Gli oggetti personali vengono spesso alterati o sostituiti per ostacolare il riconoscimento da parte delle famiglie, mentre il ricorso al fuoco impedisce l’identificazione dei resti tramite analisi del DNA. Questo rende molte delle vittime irreperibili in modo definitivo.</p>



<p>Dal 2006 a oggi, secondo le fonti ufficiali, <strong>in Messico sono scomparse più di 112.000 persone</strong>. Lo stato di Jalisco si conferma come uno dei principali epicentri della violenza e delle sparizioni forzate. In questo contesto, la scoperta del ranch di Teuchitlán rappresenta solo <strong>uno dei tanti nodi di una rete più ampia di luoghi di detenzione e sterminio</strong> che operano nel silenzio e nella complicità di ampi settori del territorio.</p>



<p>L’evidenza raccolta suggerisce l’esistenza di una filiera del terrore che unisce il reclutamento forzato, l’addestramento disumano e l’eliminazione sistematica di esseri umani, nel quadro di un controllo territoriale esercitato dai cartelli con modalità paramilitari e con un alto grado di impunità.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le mani del cartello di Jalisco sull&#8217;America Latina: droga ma anche oro, terre rare e migranti</title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/le-mani-del-cartello-di-jalisco-sullamerica-latina-droga-ma-anche-oro-terre-rare-e-migranti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2025 11:17:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[America Latina]]></category>
		<category><![CDATA[Cartelli messicani]]></category>
		<category><![CDATA[Narcotraffico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1148" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208180614418_ef8f6340c00c4700cf71aabf7e93af0e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208180614418_ef8f6340c00c4700cf71aabf7e93af0e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208180614418_ef8f6340c00c4700cf71aabf7e93af0e-600x359.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208180614418_ef8f6340c00c4700cf71aabf7e93af0e-300x179.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208180614418_ef8f6340c00c4700cf71aabf7e93af0e-1024x612.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208180614418_ef8f6340c00c4700cf71aabf7e93af0e-768x459.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208180614418_ef8f6340c00c4700cf71aabf7e93af0e-1536x918.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da quando il noto leader del cartello di Sinaloa, Joaquin “El Chapo” Guzmán, è stato catturato ormai 9 anni fa, il panorama del narcotraffico globale ha subito un cambiamento epocale. Non solo si è assistito a sanguinosi avvicendamenti di potere tra cartelli ma è anche cambiato alla radice il modus operandi delle organizzazioni nel fare &#8230; <a href="https://it.insideover.com/criminalita/le-mani-del-cartello-di-jalisco-sullamerica-latina-droga-ma-anche-oro-terre-rare-e-migranti.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/le-mani-del-cartello-di-jalisco-sullamerica-latina-droga-ma-anche-oro-terre-rare-e-migranti.html">Le mani del cartello di Jalisco sull&#8217;America Latina: droga ma anche oro, terre rare e migranti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1148" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208180614418_ef8f6340c00c4700cf71aabf7e93af0e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208180614418_ef8f6340c00c4700cf71aabf7e93af0e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208180614418_ef8f6340c00c4700cf71aabf7e93af0e-600x359.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208180614418_ef8f6340c00c4700cf71aabf7e93af0e-300x179.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208180614418_ef8f6340c00c4700cf71aabf7e93af0e-1024x612.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208180614418_ef8f6340c00c4700cf71aabf7e93af0e-768x459.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208180614418_ef8f6340c00c4700cf71aabf7e93af0e-1536x918.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da quando il noto leader del cartello di <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/criminalita/chi-e-el-chapo-il-narcotrafficante-che-conquisto-il-messico.html">Sinaloa, Joaquin “El Chapo” Guzmán,</a></strong> è stato catturato ormai 9 anni fa, il panorama del narcotraffico globale ha subito un cambiamento epocale. Non solo si è assistito a sanguinosi avvicendamenti di potere tra cartelli ma è anche cambiato alla radice il <em>modus operandi</em> delle organizzazioni nel fare affari e generare profitti. Questa rivoluzione ha visto come principale attore il <strong>Cartel Jalisco New Generation (CJNG)</strong>, il quale non solo ha <a href="https://it.insideover.com/criminalita/jalisco-e-sinaloa-cosi-i-narcos-hanno-costruito-le-loro-multinazionali.html">acquisito il primato per dimensioni ed influenza tra i cartelli messicani</a> ma ha esteso la propria ragnatela ben al di fuori dei confini nazionali. Un’estensione così ampia che neanche il leggendario cartello di Guadalajara sotto Miguel Angel “El Padrino” Gallardo o lo stesso cartello di Sinaloa sotto “El Chapo” siano mai riusciti a raggiungere.</p>



<p>In particolar modo negli ultimi anni si è assistito a una vera e propria “feudalizzazione” del mercato illegale dell’America Latina, con le varie organizzazioni criminali locali che finiscono per lavorare quasi esclusivamente<strong> per gli interessi di Jalisco, </strong>contribuendo alle innumerevoli fonti di profitto di cui il cartello messicano necessita per differenziare i propri affari. Un interessante <em>case study</em> può essere rappresentato dall’Ecuador, dove ogni centimetro del Paese risulta essere ormai direttamente o indirettamente sotto il controllo del crimine organizzato. Basti pensare che nel 2023 l’Ecuador ha raggiunto per la prima volta in assoluto nella sua storia il primato di Paese più violento dell’America Latina, passando da 22,5 omicidi per 100.000 abitanti nel 2022 a 44,5 nel 2023, con un <a href="https://insightcrime.org/news/insight-crime-2023-homicide-round-up/">aumento dell’800% negli ultimi 5 anni</a>.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il &#8220;modello Ecuador&#8221; del crimine</h2>



<p>Il principale gruppo criminale alleato di Jalisco, i Los Lobos, controllano direttamente circa 20 centri di estrazione illegali di oro, risorsa utilissima al cartello nelle sue attività di riciclaggio. Grazie alla forza di Jalisco i Los Lobos sono in grado di tenere a bada i gruppi rivali minori ed allo stesso tempo ad interferire con gli affari dei loro principali rivali nel Paese, i Los Choneros, alleati del cartello di Sinaloa. Tuttavia l’oro non è l’unica risorsa che irretisce i sogni di profitto del CJNG. Ovviamente i centri di produzione e stoccaggio della cocaina al confine tra Ecuador e Colombia sono una colonna portante di quest’economica sommersa, così come anche l’accesso ai porti del Paese o il facile accesso al<strong><a href="https://it.insideover.com/politica/quello-che-combinano-davvero-i-cinesi-a-panama.html"> Canale di Panama</a></strong>, da cui “El Producto” può essere esportato praticamente in tutto il mondo. Una volta che la cocaina è stata spedita ed i contanti invece rientrano, il controllo del sistema bancario locale e la sua flevile regolamentazione permette di mettere in funzione una vera e propria industria della pulizia del denaro che ha reso in pochi anni l’Ecuador uno dei principali centri del riciclaggio mondiale.&nbsp;</p>



<p>Lasciando da parte il caso eclatante dell’Ecuador, anche il resto dell’America Latina non è esente dalle mire espansionistiche del CJNG. È cronaca degli ultimi anni che in <a href="https://www.iiss.org/publications/armed-conflict-survey/2024/the-expansion-and-diversification-of-mexican-cartels-dynamic-new-actors-and-markets/">Cile, Paraguay, Uruguay e Argentina sono in aumento le attività dei gruppi criminali locali</a> legati a Jalisco per quanto riguarda il traffico di droga, le attività di riciclaggio e l’utilizzo dei porti per ogni genere di traffico illegale, come a voler imitare un “modello Ecuador” ormai divenuto di successo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il mercato delle droghe sintetiche</h2>



<p>Ancora, oltre a queste fonti di introiti il CJNG si sta concentrando molto sul traffico di specie selvatiche, sullo smercio di prodotti farmaceutici contraffatti e sul controllo del traffico di migranti ed esseri umani verso gli Stati Uniti. Dulcis in fundo, vi è anche <strong>il crescente interesse verso il contrabbando di minerali delle terre rare</strong>, litio e cobalto, i quali sembrano aver portato Jalisco anche su un piano “geopolitico” non di poco conto.</p>



<p>Capitolo a parte è costituito dal promettente mercato delle <strong>droghe sintetiche</strong>, il quale ha visto la nascita dell’alleanza tra Jalisco e la banda Mara Salvatrucha (MS-13) in Honduras e il PCC in Brasile e Bolivia. Queste organizzazioni si occupano della produzione effettiva di fentanil e metanfetamine ricevendo i precursori dalla Cina per poi affidare il trasporto e la vendita all’ingrosso ai propri datori di lavoro messicani.&nbsp;</p>



<p>Nessuno degli Stati sudamericani menzionati è in alcun modo preparato ad affrontare tale situazione, né dal punto di vista sicuritario né tantomeno da quello legislativo. Mancanza di norme bancarie e antiriciclaggio adeguate, scarsa esperienza degli organi di sicurezza ed una sistema diffuso di corruzione a livello istituzionale rischiano di rendere tutti gli Stati dell’America Latina <strong>una succosa carcassa su cui gli sciacalli di Jalisco</strong> non aspettano altro che di pascersi. D’altro canto, vista la natura camaleontica del CJNG a differenza dei suoi competitor a livello globale, è molto probabile che Jalisco sarà l’organizzazione criminale dominante a livello planetario per influenza, potenza economica e potere di deterrenza negli anni a venire.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/le-mani-del-cartello-di-jalisco-sullamerica-latina-droga-ma-anche-oro-terre-rare-e-migranti.html">Le mani del cartello di Jalisco sull&#8217;America Latina: droga ma anche oro, terre rare e migranti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Aerei-spia Usa sorvegliano i cartelli: Washington prepara attacchi ai narcos?</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/aerei-spia-usa-sorvegliano-i-cartelli-washington-prepara-attacchi-ai-narcos.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Feb 2025 20:28:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Cartelli messicani]]></category>
		<category><![CDATA[Narcos]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250206112000741_c2b10b7293176707dd34326e4da28eba.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250206112000741_c2b10b7293176707dd34326e4da28eba.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250206112000741_c2b10b7293176707dd34326e4da28eba-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250206112000741_c2b10b7293176707dd34326e4da28eba-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250206112000741_c2b10b7293176707dd34326e4da28eba-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250206112000741_c2b10b7293176707dd34326e4da28eba-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250206112000741_c2b10b7293176707dd34326e4da28eba-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Trump ha deciso di giocare la carta più pesante contro i cartelli messicani, designandoli ufficialmente come organizzazioni terroristiche straniere. Questo potrebbe aprire la strada a un intervento militare diretto degli Stati Uniti in Messico, ma il percorso è disseminato di ostacoli legali, politici e diplomatici. Il Pentagono non ha mai condotto operazioni su larga scala &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/aerei-spia-usa-sorvegliano-i-cartelli-washington-prepara-attacchi-ai-narcos.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250206112000741_c2b10b7293176707dd34326e4da28eba.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250206112000741_c2b10b7293176707dd34326e4da28eba.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250206112000741_c2b10b7293176707dd34326e4da28eba-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250206112000741_c2b10b7293176707dd34326e4da28eba-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250206112000741_c2b10b7293176707dd34326e4da28eba-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250206112000741_c2b10b7293176707dd34326e4da28eba-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250206112000741_c2b10b7293176707dd34326e4da28eba-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Trump ha deciso di giocare la carta più pesante contro i<strong><a href="https://it.insideover.com/criminalita/100-morti-al-giorno-nel-messico-ostaggio-dei-cartelli-della-droga.html"> cartelli messicani,</a></strong> designandoli ufficialmente come organizzazioni terroristiche straniere. Questo potrebbe aprire la strada a un intervento militare diretto degli Stati Uniti in Messico, ma il percorso è disseminato di ostacoli legali, politici e diplomatici. Il Pentagono non ha mai condotto operazioni su larga scala contro i cartelli oltre confine, eppure la Casa Bianca sembra voler trasformare la guerra alla droga in una vera e propria guerra di sicurezza nazionale.</p>



<p>Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha lasciato intendere che tutte le opzioni restano sul tavolo. Se i cartelli rappresentano una minaccia diretta agli Stati Uniti, un intervento militare potrebbe essere giustificato<strong> sotto l’Articolo II della Costituzione o il più ampio Articolo 51 delle Nazioni Unite</strong>, che permette azioni di autodifesa. Alcuni analisti vedono nell’uso dei droni e delle operazioni speciali il metodo più probabile per attaccare le reti dei cartelli senza scatenare un conflitto aperto con il governo messicano.</p>



<p>Il problema è che un’azione del genere avrebbe implicazioni pesanti. <strong>Un raid alla Bin Laden contro i boss della droga in stile Seal Team 6</strong> potrebbe scatenare ritorsioni dei cartelli sul suolo americano, mentre il <strong>Messico difficilmente accetterebbe di buon grado incursioni armate sul proprio territorio.</strong> La presidente messicana <strong>Claudia Sheinbaum</strong> ha già avvertito che la sovranità nazionale non è in discussione, cercando al contempo di ottenere rassicurazioni da Washington.</p>



<p>Gli Stati Uniti potrebbero tentare di giustificare l’uso della forza con il War Powers Act, che concede 60 giorni di operazioni militari prima di richiedere l’approvazione del Congresso. Ma c’è un ostacolo legale: la designazione come FTO non autorizza automaticamente l’uso della forza militare. Gli unici precedenti simili riguardano operazioni contro l’ISIS e Al-Qaeda, gruppi considerati minacce globali dirette. I cartelli, per quanto violenti e ben armati, non rientrano ancora in quella categoria.</p>



<p>Il Congresso potrebbe varare una nuova <strong>AUMF (Authorization for Use of Military Force)</strong>, ma sarebbe un passo politicamente esplosivo. Qualcosa di simile era stato proposto già nel 2023 da alcuni membri repubblicani della Camera, ma la misura non è mai stata approvata. Senza un chiaro mandato legislativo, Trump potrebbe comunque ricorrere al Titolo 50, lo stesso strumento usato per operazioni segrete in paesi ostili.</p>



<p>Sul piano tattico, un’operazione militare potrebbe includere attacchi con droni Reaper, bombardamenti mirati o persino raid delle forze speciali per eliminare figure chiave dei cartelli. Ma il Messico è un territorio ostile e ben difeso. Alcune fazioni dei cartelli dispongono di droni armati, mezzi blindati artigianali e un livello di organizzazione paramilitare che li rende più simili a milizie che a bande di narcotrafficanti. Senza il consenso messicano, qualsiasi incursione rischia di trasformarsi in un caso diplomatico esplosivo, con il rischio di mettere le forze statunitensi in rotta di collisione con l’esercito messicano.</p>



<p>Per ora, il primo segnale di un’accelerazione arriva dai cieli. <strong>Aerei da ricognizione SIGINT sono stati avvistati mentre sorvolano la Baja California</strong>, una delle roccaforti dei cartelli. L’uso della sorveglianza aerea per mappare obiettivi strategici suggerisce che un’azione più concreta potrebbe essere imminente. Ma un attacco diretto cambierebbe la natura della guerra alla droga, trasformandola in una guerra aperta tra Stati Uniti e le organizzazioni criminali più potenti del Messico.</p>



<p>Il punto critico resta la reazione messicana. Washington potrebbe offrire sostegno alle unità d’élite messicane, <strong>come il 7° Gruppo Forze Speciali, già addestrato a combattere i cartelli. Ma il governo di Città del Messico </strong>ha già respinto qualsiasi ipotesi di intervento americano. Il rischio è che, senza un coordinamento chiaro, l’azione si trasformi in un’operazione unilaterale con conseguenze imprevedibili.</p>



<p>Se Trump dovesse procedere, ci sarebbe un precedente storico pericoloso: un intervento diretto degli Stati Uniti in un paese alleato senza il suo consenso. Una decisione del genere potrebbe riscrivere le regole del conflitto contro i cartelli, ma con un costo enorme sul piano geopolitico e della sicurezza interna.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/aerei-spia-usa-sorvegliano-i-cartelli-washington-prepara-attacchi-ai-narcos.html">Aerei-spia Usa sorvegliano i cartelli: Washington prepara attacchi ai narcos?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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