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	<title>Carestia in Yemen Archives - InsideOver</title>
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	<title>Carestia in Yemen Archives - InsideOver</title>
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		<title>&#8220;I bombardamenti aerei sauditi in Yemen sono stati sostenuti dagli Usa&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jun 2022 07:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Carestia in Yemen]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Yemen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220606090027501_c8a000c2b66f97f3ef586eeeadc40d19-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220606090027501_c8a000c2b66f97f3ef586eeeadc40d19-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220606090027501_c8a000c2b66f97f3ef586eeeadc40d19-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220606090027501_c8a000c2b66f97f3ef586eeeadc40d19-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220606090027501_c8a000c2b66f97f3ef586eeeadc40d19-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220606090027501_c8a000c2b66f97f3ef586eeeadc40d19-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220606090027501_c8a000c2b66f97f3ef586eeeadc40d19-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dallo scorso 24 febbraio ad oggi i riflettori dei media sono puntati sulla guerra che si sta combattendo in Ucraina. Nel mondo, da ormai sette anni, continua tuttavia a consumarsi, tra i tanti, anche un altro conflitto particolarmente sanguinoso, finito ormai fuori dai radar: quello che ha sostanzialmente distrutto lo Yemen. Mentre, all&#8217;inizio del 2022, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-bombardamenti-aerei-sauditi-in-yemen-sono-stati-sostenuti-dagli-usa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-bombardamenti-aerei-sauditi-in-yemen-sono-stati-sostenuti-dagli-usa.html">&#8220;I bombardamenti aerei sauditi in Yemen sono stati sostenuti dagli Usa&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220606090027501_c8a000c2b66f97f3ef586eeeadc40d19-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220606090027501_c8a000c2b66f97f3ef586eeeadc40d19-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220606090027501_c8a000c2b66f97f3ef586eeeadc40d19-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220606090027501_c8a000c2b66f97f3ef586eeeadc40d19-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220606090027501_c8a000c2b66f97f3ef586eeeadc40d19-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220606090027501_c8a000c2b66f97f3ef586eeeadc40d19-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220606090027501_c8a000c2b66f97f3ef586eeeadc40d19-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Dallo scorso 24 febbraio ad oggi i riflettori dei media sono puntati sulla guerra che si sta combattendo in Ucraina. Nel mondo, da ormai sette anni, continua tuttavia a consumarsi, tra i tanti, anche un altro conflitto particolarmente sanguinoso, finito ormai fuori dai radar: quello che ha sostanzialmente distrutto lo <strong>Yemen</strong>.</p>
<p>Mentre, all&#8217;inizio del 2022, l&#8217;attenzione globale era concentrata sull&#8217;Ucraina, è importante non dimenticare che, proprio nello Yemen, la <strong>coalizione a guida saudita</strong> ha effettuato oltre <strong>150 attacchi aerei</strong> contro <strong>obiettivi civili</strong>, comprese case, ospedali e torri di comunicazione. I dati sono stati riportati dallo Yemen Data Project e fotografano una delle crisi umanitarie più gravi al mondo, con centinaia di migliaia di persone morte a causa dei combattimenti o delle conseguente indirette, in primis la fame (stime delle Nazioni Unite).</p>
<p>Migliaia di attacchi simili ai bombardamenti a tappeto che i russi hanno sferrato contro ospedali e altri obiettivi civili in <strong>Ucraina,</strong> hanno dunque avuto luogo anche in Yemen. Ebbene, secondo quanto riportato dal <a href="https://www.washingtonpost.com/investigations/interactive/2022/saudi-war-crimes-yemen/?itid=hp-more-top-stories"><em>Washington Post</em></a> molti degli squadroni dell&#8217;aviazione coinvolti nella campagna della coalizione saudita nel territorio yemenita sarebbero stati sostenuti dagli <strong>Stati Uniti</strong>.</p>
<h2>Il (presunto) sostegno Usa ai bombardamenti sauditi in Yemen</h2>
<p>In una lunghissima e accurata analisi, il quotidiano statunitense ha sottolineato come gli attacchi aerei sauditi nello Yemen, definiti <strong>crimini di guerra</strong>, abbiano fatto affidamento sul supporto degli Stati Uniti. In particolare, il sostegno Usa allo sforzo bellico saudita è iniziato durante l&#8217;amministrazione Obama ed è continuato, a singhiozzo, per sette anni. Il <em>WP</em> e il Security Force Monitor presso lo Human Rights Institute (SFM) della Columbia Law School hanno fornito un quadro ancora più completo e dettagliato di quanto fin qui era stato ipotizzato.</p>
<p>A quanto pare, la maggior parte dei <strong>raid</strong> aerei sono stati effettuati grazie a <strong>jet</strong> sviluppati e venduti da compagnie statunitensi, nonché da <strong>piloti addestrati</strong> dall&#8217;esercito americano. È vero che l&#8217;amministrazione Biden, nel 2021, ha annunciato la fine del sostegno militare statunitense alle &#8220;operazioni offensive&#8221; condotte dalla coalizione a guida saudita contro i ribelli Houthi dello Yemen, e ha pure sospeso alcune vendite di munizioni. Ma è altrettanto vero che i <strong>contratti di manutenzione</strong> adempiuti sia dall&#8217;esercito americano che dalle compagnie statunitensi agli squadroni della coalizione che svolgono missioni offensive sarebbero continuati come se niente fosse.</p>
<h2>Armi, addestramento e supporto tecnico</h2>
<p>Il <em>WP</em> e il SFM hanno identificato 19 squadroni di caccia che avrebbero preso parte alla campagna aerea saudita contro lo Yemen. Oltre la metà degli squadroni che hanno partecipato alla missione provenivano da <strong>Arabia Saudita</strong> ed <strong>Emirati Arabi</strong>, ovvero dai due Paesi che hanno effettuato la maggior parte dei raid e che hanno ricevuto una sostanziale assistenza dagli Stati Uniti.</p>
<p>Pare che Washington abbia fornito <strong>armi</strong>, <strong>addestramento</strong> e <strong>supporto</strong> per la manutenzione alla maggior parte degli squadroni di caccia coinvolti. Nell&#8217;analisi si legge che 39 squadroni degli Stati membri della coalizione a guida saudita hanno pilotato aerei con capacità di attacco; la maggior parte di queste unità volava su jet da combattimento sviluppati e venduti da compagnie americane. &#8220;I contratti esaminati per l&#8217;analisi sono solo una piccola parte delle vendite totali di armi statunitensi ai paesi della coalizione&#8221;, ha aggiunto il <em>Washington Post</em>.</p>
<p>Già nel marzo 2015, i funzionari statunitensi temevano che gli attacchi aerei della coalizione potessero aver violato le <strong>regole di guerra</strong>. L&#8217;aiuto ai <strong>crimini di guerra</strong> ai sensi del diritto internazionale, infatti, è stato applicato in modo diverso nei tribunali, compresi quelli nazionali. Secondo uno standard, ha ricordato ancora il <em>WP</em>, individui o addirittura uno Stato, possono essere giudicati colpevoli di favoreggiamento nel caso in cui abbiano continuato a fornire assistenza a un attore problematico sapendo che il loro sostegno avrebbe contribuito a crimini futuri e nonostante le assicurazioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-bombardamenti-aerei-sauditi-in-yemen-sono-stati-sostenuti-dagli-usa.html">&#8220;I bombardamenti aerei sauditi in Yemen sono stati sostenuti dagli Usa&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Yemen, la guerra dimenticata che continua a mietere vittime</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/yemen-la-guerra-dimenticata-che-continua-a-mietere-vittime.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jan 2020 07:28:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Carestia in Yemen]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Yemen]]></category>
		<category><![CDATA[houthi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="922" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Yemen-protesta-guerra-La-Presse-e1573499372616.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Yemen, guerra" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Yemen-protesta-guerra-La-Presse-e1573499372616.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Yemen-protesta-guerra-La-Presse-e1573499372616-300x144.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Yemen-protesta-guerra-La-Presse-e1573499372616-768x369.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Yemen-protesta-guerra-La-Presse-e1573499372616-1024x492.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Forse perché più lontano della Libia e della Siria, forse perché politicamente più marginale rispetto ai delicati contesti internazionali che stanno coinvolgendo il medio oriente negli ultimi anni, fatto sta che di Yemen si parla sempre meno ed il conflitto in corso in questo paese dal 2015 viene spesso messo in secondo piano. Eppure, da &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/yemen-la-guerra-dimenticata-che-continua-a-mietere-vittime.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/yemen-la-guerra-dimenticata-che-continua-a-mietere-vittime.html">Yemen, la guerra dimenticata che continua a mietere vittime</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="922" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Yemen-protesta-guerra-La-Presse-e1573499372616.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Yemen, guerra" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Yemen-protesta-guerra-La-Presse-e1573499372616.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Yemen-protesta-guerra-La-Presse-e1573499372616-300x144.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Yemen-protesta-guerra-La-Presse-e1573499372616-768x369.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Yemen-protesta-guerra-La-Presse-e1573499372616-1024x492.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Forse perché più lontano della Libia e della Siria, forse perché politicamente più marginale rispetto ai delicati contesti internazionali che stanno coinvolgendo il medio oriente negli ultimi anni, fatto sta che di <strong>Yemen</strong> si parla sempre meno ed<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/punto-la-guerra-nello-yemen.html"> il conflitto in corso in questo paese dal 2015</a> viene spesso messo in secondo piano. Eppure, da queste parti non si è mai smesso di combattere, né di morire. La guerra continua a fare stragi, così come ad aggravare situazioni umanitarie sempre più deleterie e gravose. E gli ultimi episodi, non sembrano orientati a favore di un ritorno alla possibilità di un dialogo politico.</p>
<h2>Le nuove stragi che hanno insanguinato il paese</h2>
<p>Il conflitto ha oramai quasi un decennio di vita, un po&#8217; come in Siria ed in Libia del resto. Tutto è partito con la destabilizzazione di questi paesi a seguito della cosiddetta &#8220;<strong>primavera araba</strong>&#8221; del 2011, i moti cioè che hanno portato in piazza molti cittadini contro i rispettivi governi. Nello Yemen ad essere destabilizzato è stato il sistema di potere che da anni era retto dal presidente <strong>Abdullah Saleh</strong>. Quest&#8217;ultimo, dopo essere rimasto ferito a seguito di un attacco attuato con un razzo contro la sua abitazione il 3 giugno 2011, ha rassegnato le dimissioni pochi mesi dopo l&#8217;inizio delle proteste. A succedergli è stato il suo ex vice <strong>Abdrabbuh Mansour Hadi</strong>. Ma intanto il paese era scivolato già nel vortice di un conflitto civile latente. In particolare, le milizie filo sciite del partito <strong>Ansarullah</strong>, <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-sono-gli-houthi.html">meglio note come &#8220;Houti&#8221;</a>, hanno iniziato ad avanzare prendendo nel 2014 la capitale <strong>Sana&#8217;a</strong>. Contro questo gruppo, sospettato di essere filo iraniano, l&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong> ha costituito una coalizione di paesi arabi con la quale è stata lanciata, nel marzo del 2015, un&#8217;offensiva militare.</p>
<p>L&#8217;operazione è ancora in corso, nonostante il ritiro di alcuni paesi originariamente schierati con Riad e nonostante soprattutto i mancati progressi sul campo contro gli stessi Houti. Da allora per lo Yemen è stato un susseguirsi di episodi luttuosi e di morte. I raid sauditi hanno provocato centinaia di vittime, la stessa Sana&#8217;a ad oggi risulta gravemente danneggiata dai bombardamenti che spesso purtroppo hanno coinvolto anche i civili. Ma si muore anche nell&#8217;altro versante: gli Houti sono stati in grado di lanciare più volte dei missili contro il territorio saudita, così come i propri ordigni sono stati usati contro le postazioni nemiche. L&#8217;ultimo episodio in tal senso, si è avuto lo scorso 19 gennaio a <strong>Marib</strong>: città petrolifera controllata dall&#8217;esercito vicino al governo di Hadi, e dunque inquadrato tra le forze filo saudite, <a href="https://www.repubblica.it/esteri/2020/01/19/news/yemen_arabia_saudita_huthi_iran-246157908/">qui gli Houti hanno colpito con un drone una moschea nei pressi di un accampamento militare</a>. Le vittime, gran parte giovanissimi militari colti di sorpresa, sarebbero 83. Ma non si muore solo per le bombe: il blocco navale imposto da Riad, unito alle difficoltà nei collegamenti per via dei combattimenti, non permette l&#8217;arrivo di medicine e cibo. E questo, giorno dopo giorno, fa aumentare il numero di chi muore per <strong>malnutrizione</strong> o per le malattie. Una situazione disperata che però, come detto ad inizio articolo, spesso viene considerata marginale e fatta passare in secondo piano.</p>
<h2>Lo stallo militare</h2>
<p>E sul campo non si assiste ad alcun cambiamento: la guerra, oltre ad essere cruenta, è anche di <strong>logoramento</strong> ed impedisce ogni tentativo di dialogo tra le parti. Nonostante i mezzi ed i soldi a propria disposizione, l&#8217;Arabia Saudita non è riuscita a far guadagnare terreno all&#8217;esercito del governo da lei sostenuto. Gli Houti, dal canto loro, stanno resistendo soprattutto nella parte settentrionale del paese. Il risultato è una situazione di sostanziale <strong>stallo</strong>, in cui nessuna delle principali parti in causa riesce a provocare decisivi mutamenti sul terreno.</p>
<p>L&#8217;impressione è che si andrà avanti con questo scenario per ancora un tempo molto lungo. Da Riad non c&#8217;è alcuna intenzione, specialmente in questo periodo, di trattare con una forza vicina all&#8217;Iran. Tra gli Houti, dopo una resistenza quasi quinquennale, nessuno ha la volontà di sedersi al tavolo con le forze del governo di Hadi. L&#8217;unico confronto politico di questi anni ha riguardato la situazione nella città portuale di <strong>Hodeidah</strong>, qui dove forze filo saudite e filo Houti si contendono il controllo di questo strategico territorio da cui transitano gran parte delle merci destinate allo Yemen. Dal dicembre 2018, dopo l&#8217;accordo di Stoccolma mediato dalle Nazioni Unite, ad Hodeidah dovrebbe esserci una tregua volta a garantire l&#8217;arrivo di aiuti umanitari. Ma si è continuato a sparare da entrambe le parti, tanto che quell&#8217;accordo si è poi rivelato solo una piccola ed infruttuosa parentesi politica nel bel mezzo di un marasma contrassegnato solo dalla guerra.</p>
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		<title>Yemen, continua il massacro silenzioso della popolazione</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/yemen-continua-il-massacro-silenzioso-della-popolazione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Mar 2019 10:18:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Carestia in Yemen]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Yemen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9404362.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9404362.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9404362-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9404362-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9404362-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>(Damasco) Mentre la guerra della coalizione guidata dai sauditi in Yemen arriva al suo quarto anniversario senza nessuna vittoria decisiva o risultati tangibili, si possono prevedere ancora moltissimi morti e distruzione ovunque in un Paese già di per sé fragile ed impoverito. A rendere ancora peggiore una situazione già negativa, l&#8217;incombente carestia e la diffusione delle epidemie &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/yemen-continua-il-massacro-silenzioso-della-popolazione.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/yemen-continua-il-massacro-silenzioso-della-popolazione.html">Yemen, continua il massacro silenzioso della popolazione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9404362.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9404362.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9404362-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9404362-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9404362-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>(Damasco)</strong> Mentre la guerra della coalizione guidata dai sauditi in Yemen arriva al suo quarto anniversario senza nessuna vittoria decisiva o risultati tangibili, si possono prevedere ancora moltissimi morti e distruzione ovunque in un Paese già di per sé fragile ed impoverito.</p>
<p>A rendere ancora peggiore una situazione già negativa, l&#8217;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.occhidellaguerra.it/emergenza-yemen-paese-arabo-piu-povero-rischio-grande-carestia/" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #0000ff; text-decoration: underline;">incombente carestia</span> </a></span>e la diffusione delle epidemie che si temevano, minacciano, più che mai in passato, di sancire la tragica fine di milioni di civili yemeniti, proprio sotto gli occhi di un&#8217;attonita comunità internazionale e delle organizzazioni umanitarie.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.nytimes.com/2018/11/21/world/middleeast/yemen-famine-children.html" target="_blank" rel="noopener">Una stima prudente</a></span></span> prevede che il numero dei soli bambini morti superi i 100mila, la maggior parte dei quali sotto i cinque anni. Come risultato di bombardamenti, denutrizione e mancanza di cure sanitarie, ulteriormente complicate dalla grave carenza di cibo, di medicinali e ospedali.</p>
<p>Le pur scarse forniture di cibo che raramente riescono a raggiungere i porti di questo Paese massacrato, languono per mesi nei magazzini, e se ne ostacola o si impedisce anche la loro distribuzione al popolo yemenita che ne ha tremendamente bisogno. Il conflitto armato e la fame sono profondamente interconnesse.</p>
<p>I colloqui di pace tra partiti e fazioni yemenite spesso finiscono prima ancora di cominciare, e nel frattempo questo Paese devastato dalla guerra, che è ritenuto il punto di origine da cui quasi ogni tribù araba è migrata verso l’Arabia ed altre aree del Medio Oriente secoli fa, sta affrontando un triste destino ed un futuro incerto.</p>
<p>Secondo le<strong> Nazioni Unite</strong> servono 4 miliardi di dollari per salvare milioni di yemeniti dalla carestia. Il pesante tributo in vite umane di questa crisi è stato recentemente evidenziato dal Segretario Generale dell’Onu, <strong>Antonio Guterres</strong> durante una conferenza di donatori per lo Yemen che si è tenuta a Ginevra.</p>
<p>&#8220;24 milioni di yemeniti, o 4/5 della popolazione, hanno bisogno di aiuto e protezione&#8221;, ha dichiarato Guterres, mentre chiedeva i quattro miliardi di aiuti per 15 milioni di yemeniti per quest’anno (è stato questo il maggior appello per singolo Stato mai lanciato dalle Nazioni Unite). &#8220;Quasi dieci milioni di persone sono ad un passo dalla carestia”, ha detto Guterres.</p>
<p>Paradossalmente, la maggior parte del contributo di 2,6 miliardi impegnati dai donatori in seguito all’appello del capo delle Nazioni Unite, con un incremento del 30% dell’importo promesso dai donatori ad un evento simile tenuto l’anno scorso, è arrivato dall’<strong>Arabia Saudita</strong> e dagli<strong> Emirati Arabi</strong>, gli stessi Paesi che stanno conducendo la guerra in Yemen.</p>
<p>L’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi, che hanno impegnato 1,5 miliardi di dollari alla conferenza di Ginevra, sono alla testa della coalizione araba <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.occhidellaguerra.it/punto-la-guerra-nello-yemen/" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #0000ff; text-decoration: underline;">che ha combattuto negli ultimi quattro anni</span> </a></span>per cacciare i ribelli Houthi che controllano la maggior parte del nord dello Yemen, inclusa la strategica città portuale di Hodeidah.</p>
<p>&#8220;Se non riceviamo il denaro, la popolazione morirà&#8221;, ha dichiarato Lise Grande, coordinatore umanitario delle Nazioni Unite per lo Yemen. &#8220;Ci sono intese regolari con i donatori affinché assicurino le loro donazioni, ma gli aiuti verranno distribuiti in base ai principi basilari delle Nazioni Unite&#8221;, ha dichiarato il portavoce delle Nazioni Unite, Stéphane Dujarric, ai giornalisti a New York.</p>
<p>Il dilemma dei Mulini del Mar Rosso (Red Sea Mills) è un chiaro esempio di quanto sia intricato il conflitto in Yemen e delle complicazioni che via via si frappongono agli sforzi internazionali per evitare che la <strong>minaccia della fame</strong> in Yemen aumenti. Gli incaricati a fornire aiuti non hanno potuto avere accesso ai Mulini da settembre, perché la coalizione guidata dai Sauditi ha lanciato una pesante offensiva per strappare la città di Hodeidah dal <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/chi-sono-gli-houthi/" target="_blank" rel="noopener">controllo degli Houthi</a></span></span>. Le battaglie in questa città strategica sono infuriate fino a dicembre, quando entrambe le parti si sono incontrate vicino Stoccolma ed<span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/spiragli-speranza-lo-yemen-la-guerra-sta-davvero-finire/" target="_blank" rel="noopener"> hanno firmato una tregua</a></span></span>, negoziata delle Nazioni Unite, ed hanno promesso di ritirare le loro truppe dalla città entro il 7 gennaio.</p>
<p>Questo termine è scaduto senza che nessuna delle forze in campo lasciasse la città, ed ognuna delle parti ha accusato l’altra di malafede.</p>
<p>Il 17 febbraio le Nazioni Unite hanno delineato un nuovo accordo tra le due parti per un ritiro delle truppe, che incrementi la reciproca fiducia, dalle città di Saleef e Ras Issa, due porti minori nelle vicinanze. La mossa avrebbe dovuto portare ad uno svuotamento di Hodeidah. Michael Anker Lollesgaard, un generale danese a capo della missione Onu a Hodeidah, ha tenuto colloqui sul posto con le parti in conflitto, ma non si sono raggiunti risultati tangibili.</p>
<p>Gli inviati Onu sono andati avanti e indietro continuamente nel tentativo di far finire la guerra in Yemen e le sofferenze della sua popolazione, ma finora ci sono stati pochissimi progressi. Senza una forte pressione delle Nazioni Unite su Arabia Saudita ed Emirati Arabi per far finire il loro finora sfortunato attacco chiamato &#8220;Tempesta Decisiva&#8221; sullo Yemen, che avrebbe dovuto far finire la guerra con una decisiva sconfitta degli Houthi in pochi mesi, tutti gli sforzi diplomatici continueranno ad avere scarsissime possibilità di successo.</p>
<p>Se le forti richieste di milioni di persone di questo Paese devastato dalla guerra, che chiedono la fine dello spargimento di sangue e la fine del peggior disastro umanitario della storia moderna, resteranno inascoltate, lo Yemen facilmente scivolerà in un periodo ancor peggiore di combattimenti, ed aumenteranno enormemente le possibilità che si verifichi una catastrofica carestia.</p>
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		<title>Riparte il programma alimentare  nelle zone di guerra dello Yemen</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/yemen-riparte-programma-alimentare-nelle-zone-guerra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2019 16:18:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Carestia in Yemen]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Yemen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2706" height="1940" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8973847.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8973847.jpg 2706w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8973847-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8973847-768x551.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8973847-1024x734.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 2706px) 100vw, 2706px" /></p>
<p>Più di 3mila tonnellate di cibo hanno raggiunto i distretti di Tuhayta e Darahimi, situati nel governatorato di Hodeidah, nel sud dello Yemen, martedì 15 gennaio, secondo quanto riferito dal World Food Programme. Tra furti e ostacoli di ogni genere, l’ultima consegna, avvenuta a Hodeidah, risaliva al luglio 2018. In quell’occasione, un furgone del World &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/yemen-riparte-programma-alimentare-nelle-zone-guerra.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2706" height="1940" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8973847.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8973847.jpg 2706w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8973847-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8973847-768x551.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8973847-1024x734.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 2706px) 100vw, 2706px" /></p><p>Più di <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.al-monitor.com/pulse/contents/afp/2019/01/yemen-conflict-un-aid.html">3mila tonnellate di cibo</a> hanno raggiunto i distretti di Tuhayta e Darahimi, situati nel governatorato di Hodeidah, nel sud dello Yemen, martedì 15 gennaio, secondo quanto riferito dal World Food Programme. Tra furti e ostacoli di ogni genere, l’ultima consegna, avvenuta a Hodeidah, risaliva al luglio 2018. In quell’occasione, un furgone del World Food Programme era stato raggiunto da proiettili: un episodio ancora oscuro, riferito dal portavoce dell’agenzia, Herve Verhoosel, sul quale non erano stati forniti ulteriori dettagli.</p>
<p>Furto di aiuti umanitari</p>
<p>Nei mesi scorsi, l’agenzia delle Nazioni Unite ha ripetutamente accusato i ribelli Houthi di aver <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.aljazeera.com/news/2018/12/houthis-stole-food-mouths-hungry-yemenis-181231143128776.html">deviato la rotta</a> di alcune imbarcazioni che trasportavano generi alimentarli e di averli rubati, sottraendoli alla popolazione civile, ridotta sull’orlo della carestia.</p>
<p>Il World Food Programme afferma di essere in possesso di prove, anche fotografiche, che mostrerebbero alcuni conducenti di furgoni mentre prelevano, in modo illecito, beni alimentari dai centri di distribuzione designati. Non solo: le immagini immortalerebbero anche funzionari locali mentre falsificano i registri e manipolano la lista dei beneficiari dei sussidi.</p>
<p>Anche l’agenzia di stampa internazionale <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.apnews.com/bcf4e7595b554029bcd372cb129c49ab">Associated Press</a></em>, che si è occupata del caso, è giunta alla conclusione che non soltanto gli Houthi, ma anche le forze fedeli al presidente Hadi avrebbero rubato i beni alimentari destinati alle famiglie in difficoltà, in particolare nella città di Taiz.</p>
<p>Hodeidah: principale accesso allo Yemen</p>
<p>Affacciato sul mar Rosso, il porto di Hodeidah è l’accesso allo Yemen più utilizzato dalle Nazioni Unite per la consegna di aiuti umanitari. Da qui, transita circa l’80% delle importazioni e degli aiuti destinati al Paese. Secondo la coalizione araba a guida saudita, Hodeidah costituirebbe anche l’accesso principale per il traffico di armi che l’Iran invierebbe agli Houthi. </p>
<p>Negli ultimi mesi, il porto è stato il principale fronte del confitto yemenita. Gli scontri si sono intensificati a partire dal 13 giugno 2018, giorno in cui la coalizione araba ha lanciato l’offensiva “Golden Victory”, con l’intento di strappare Hodeidah al controllo degli Houthi.</p>
<p>I negoziati di pace</p>
<p>L’impresa di consegnare aiuti alimentari attraverso il porto di Hodeidah sarebbe stata possibile questa volta grazie alla diminuzione dei combattimenti, resa possibile dai colloqui di pace di dicembre. Il mese scorso, le parti coinvolte nella guerra civile yemenita si erano riunite a Stoccolma per negoziare le condizioni di pace. In questa occasione, si era raggiunto un accordo per il cessate il fuoco nel territorio, condizione indispensabile per l’invio di aiuti umanitari alla popolazione civile yemenita.</p>
<p>Con la sottoscrizione dell’accordo, gli scontri tra gli Houthi e le forze governative sono diminuiti drasticamente: una svolta nel confitto yemenita e un primo passo verso il raggiungimento della pace definitiva nel Paese. Tuttavia <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.aljazeera.com/news/2019/01/yemen-substantial-progress-peace-envoy-190109173856904.html">Martin Griffiths</a>, inviato Onu per lo Yemen, pur riconoscendo una netta diminuzione delle ostilità, ha denunciato alcuni episodi di violazione del cessate il fuoco nel territorio di Hodeidah, commessi da parte di entrambi gli attori del conflitto.</p>
<p>Intanto l’assemblea del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, riunitasi martedì 15 gennaio, ha votato la decisione di stabilire una propria missione in Yemen della durata di sei mesi, il cui compito sarà proprio quello di monitorare il cessate il fuoco e sorvegliare il ritiro delle forze.</p>

<p>Proprio in questi giorni, è in corso, in Giordania, il <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.reuters.com/article/us-yemen-jordan-meeting/yemen-combatants-start-talks-in-jordan-on-prisoner-swap-deal-idUSKCN1PA1Z3?utm_campaign=20190117&amp;utm_source=sailthru&amp;utm_medium=email&amp;utm_term=Middle%20East%20Minute">secondo round</a> dei negoziati tra gli Houthi e le forze governative. Questa volta, le trattative dovrebbero concentrarsi su una exit strategy condivisa per lo scambio di prigionieri.</p>
<p>La guerra civile yemenita</p>
<p>Lo Yemen è dilaniato dalla guerra civile dal 21 marzo 2015. Nel conflitto si contrappongono due fazioni che rivendicano la legittimità al potere: i ribelli Houthi, un gruppo zaidita sciita, e le forze del governo del presidente Rabbo Mansour Hadi, deposto con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale.</p>
<p>In sostegno del presidente Hadi, il 26 marzo 2015, è intervenuta nel conflitto la coalizione araba a guida saudita, composta da Arabia Saudita, Bahrein, Egitto, Kuwait, Sudan ed Emirati Arabi Uniti. Gli Houthi, invece, sarebbero sostenuti dall’Iran, che invierebbe segretamente rifornimenti e armi ai ribelli. La coalizione a guida saudita e l’Iran mirano a stabilire il proprio controllo nel Paese, ampliando così l’influenza sunnita o sciita nella regione. </p>
<p>La più grave crisi umanitaria</p>
<p>La situazione dello Yemen è stata definita dalle Nazioni Unite “<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://news.un.org/en/focus/yemen">la più grave crisi umanitaria a livello mondiale</a>”. Secondo i dati forniti dall’Onu, le vittime del conflitto sarebbero circa 10mila e più del 75% della popolazione yemenita, ovvero 22 milioni di persone, necessitano di aiuti umanitari. Di queste, circa <a href="https://www.al-monitor.com/pulse/contents/afp/2019/01/yemen-conflict-un-aid.html">10 milioni</a> sarebbero sull’orlo della carestia.</p>

<p>Nel Paese si è diffusa anche un’epidemia di colera, che ha colpito oltre 1 milione di persone. Stando ai dati diffusi dall’<a href="http://www.emro.who.int/yem/yemen-news/cholera-and-malnutrition-in-yemen-a-real-threat-to-millions-of-people.html">Organizzazione Mondiale della Sanità,</a> soltanto nel 2018, sono stati registrati 280.198 casi di colera e 372 morti dovute alla malattia. I bambini sotto i 5 anni rappresentano il 32% dei casi di contagio. Oltre al colera si sono verificati casi di difterite, una malattia tossinfettiva acuta e contagiosa, assente nel Paese dal 1982.</p>
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		<title>Yemen, mezzo milione di sfollati: e i sauditi attaccano ancora Sana&#8217;a</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/yemen-mezzo-milione-sfollati-sauditi-attaccano-ancora-sanaa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Dec 2018 21:22:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Carestia in Yemen]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Yemen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="4000" height="2619" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Bimbi-Yemen.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Bimbi-Yemen.jpg 4000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Bimbi-Yemen-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Bimbi-Yemen-768x503.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Bimbi-Yemen-1024x670.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 4000px) 100vw, 4000px" /></p>
<p>Sono oltre mezzo milione. Sono tutti senza cibo e in fuga dai combattimenti che, da quasi quattro anni, non smettono di tormentare lo Yemen. Nonostante gli accordi voluti dalle Nazioni Unite e decisi in Svezia per un immediato cessate il fuoco e il ritiro di tutte le parti belligeranti da Hodeidah, porto strategico per l&#8217;arrivo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/yemen-mezzo-milione-sfollati-sauditi-attaccano-ancora-sanaa.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="4000" height="2619" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Bimbi-Yemen.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Bimbi-Yemen.jpg 4000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Bimbi-Yemen-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Bimbi-Yemen-768x503.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Bimbi-Yemen-1024x670.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 4000px) 100vw, 4000px" /></p><p>Sono oltre <strong>mezzo milione</strong>. Sono tutti senza cibo e in<strong> fuga</strong> dai combattimenti che, da quasi quattro anni, non smettono di tormentare lo <strong>Yemen</strong>. Nonostante gli accordi voluti dalle Nazioni Unite e decisi in Svezia per un immediato cessate il fuoco e il ritiro di tutte le parti belligeranti da Hodeidah, porto strategico per l&#8217;arrivo di aiuti umanitari .</p>
<p>Tra i profughi, donne incinte e bambini</p>
<p>Sono migliaia, i <strong>profughi</strong> che, al momento, provano a sopravvivere senza riparo. Anche in condizioni meteorologiche non favorevoli, esposti al freddo e alle intemperie stagionali. L&#8217;allarme è stato dato da <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.oxfam.org/en/emergencies/crisis-yemen">Oxfam</a></em> , che ha segnalato tre milioni di sfollati e <strong>14 milioni</strong> di yemeniti &#8220;sull&#8217;orlo della carestia&#8221;. Di questi, 1,8 milioni sono<strong> bambini</strong>, di cui 400mila sotto i cinque anni, e 1,1 milione sono<strong> donne incinte</strong>.</p>
<p>Il lascito della guerra</p>
<p>Tre anni di guerra hanno provocato<strong> 6.660 vittime civili</strong> e oltre <strong>10.500 feriti</strong>. Chi è <strong>sopravvissuto</strong>, oggi, deve fare i conti con il <strong>freddo</strong>, soprattutto nelle aree del Paese non fornite di rifugi per proteggersi o che non sono raggiunte dalle forniture di carburante necessario per il riscaldamento. In alcune aree del Paese, le temperature potrebbero scendere sotto lo zero, soprattutto nelle zone di montagna. E la pioggia, portata dai venti sud-occidentali, potrebbe gonfiare i torrenti causando inondazioni.</p>
<p>Oxfam lancia l&#8217;allarme: &#8220;Soccorrerli subito&#8221;</p>
<p>&#8220;Bisogna soccorrere immediatamente 75mila famiglie di sfollati, nei distretti di tutto il Paese che, senza aiuti adeguati, difficilmente potranno superare l&#8217;inverno&#8221;, ha dichiarato Oxfam. Secondo<strong> Paolo Pezzati</strong>, policy advisor per le emergenze umanitarie dell&#8217;organizzazione, le prossime settimane potrebbero essere &#8220;fatali per tantissimi&#8221;. E ha aggiunto: &#8220;Immaginate di provare a sopravvivere al gelo invernale in montagna dentro a una tenda, lontano da casa vostra e senza avere la minima idea di come mettere insieme il prossimo pasto per i vostri figli. Questa è la terribile prospettiva che si trovano di fronte<strong> decine di migliaia di famigli</strong>e in Yemen, ogni giorno&#8221;. Per l&#8217;organizzazione &#8220;è vitale che il cessate il fuoco venga rispettato per soccorrere il maggior numero possibile di persone&#8221;. Oxfam ritiene anche fondamentale continuare &#8220;a fare pressione sulle parti in conflitto affinché i combattimenti cessino davvero e si possa ridare una vera speranza al popolo yemenita&#8221;.</p>
<p>&#8220;Una catastrofe senza precedenti&#8221;</p>
<p>Dall&#8217;organizzazione che si occupa di povertà, quella nello Yemen è stata definita &#8220;una <strong>catastrofe umanitaria</strong> senza precedenti, che si sta consumando nell&#8217;<strong>inerzia</strong> della<strong> comunità internazionale</strong>&#8220;. I numeri segnalati da Oxfam, infatti, evidenziano 16 milioni di persone che non riescono ad avere accesso all&#8217;<strong>acqua potabile</strong>. E, inoltre, circa 530mila sfollati si trovano in<strong> rifugi</strong> di fortuna, con circa 20mila persone rimaste senza cibo. </p>
<p>La priorità? Aiutare i malnutriti</p>
<p>Per l&#8217;associazione, <strong>priorità assoluta</strong> va al soccorso delle &#8220;tantissime <strong>persone malnutrite</strong>, che difficilmente potranno sopportare ancora a lungo freddo e malattie&#8221;. Il tutto in una circostanza in cui il prezzo del paniere base di prodotti alimentari è salito del 137% dall&#8217;inizio della guerra e del 15% solo da ottobre. Nel frattempo, però, la coalizione guidata dall&#8217;Arabia Saudita, che interviene militarmente a fianco del governo yemenita, ha annunciato di avere condotto un <strong>raid aereo</strong> sull&#8217;aeroporto della capitale, Sana&#8217;a, sotto il controllo degli Houthi. Quello di oggi è il primo attacco dopo la tregua stabilità fra le parti, in Svezia. La coalizione, in un comunicato diffuso dall&#8217;emittente pubblica saudita <strong>Al-Akhbariya</strong>, avrebbe riferito di avere mirato a un drone distruggendo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/yemen-mezzo-milione-sfollati-sauditi-attaccano-ancora-sanaa.html">Yemen, mezzo milione di sfollati: e i sauditi attaccano ancora Sana&#8217;a</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il mese più nero dello Yemen:  a novembre quasi 3mila morti</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/yemen-e-novembre-il-mese-piu-nero-con-quasi-3mila-morti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Bellotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Dec 2018 16:47:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Carestia in Yemen]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Yemen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1210" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8938012.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8938012.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8938012-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8938012-768x484.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8938012-1024x645.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È stato uno dei mesi più difficili, per lo Yemen. E, probabilmente, il più sanguinoso dall&#8217;inizio del conflitto. Perché soltanto nel periodo di novembre 2018 si sarebbero registrati almeno 2.959 morti documentati. Li ha contati l&#8217;osservatorio Acled (the Armed Conflict Location and Event Data), che ha sottolineato anche come la coalizione saudita (con gli Emirati Arabi Uniti) &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/yemen-e-novembre-il-mese-piu-nero-con-quasi-3mila-morti.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/yemen-e-novembre-il-mese-piu-nero-con-quasi-3mila-morti.html">Il mese più nero dello Yemen:  a novembre quasi 3mila morti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1210" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8938012.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8938012.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8938012-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8938012-768x484.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_8938012-1024x645.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>È stato uno dei mesi più difficili, per lo Yemen. E, probabilmente, il più sanguinoso dall&#8217;inizio del conflitto. Perché soltanto nel periodo di novembre 2018 si sarebbero registrati almeno 2.959 morti documentati. Li ha contati l&#8217;<strong>osservatorio <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.acleddata.com/">Acled</a></strong> (the Armed Conflict Location and Event Data), che ha sottolineato anche come la coalizione saudita (con gli Emirati Arabi Uniti) abbia intensificato la sua campagna di<strong> bombardamenti</strong> prima dei colloqui di pace in Svezia, fortemente voluti dalle Nazioni Unite.</p>
<h2>La conta delle vittime di guerra</h2>
<p>Secondo quanto riportato da <em><a href="https://www.aljazeera.com/">Al Jazeera</a></em>, Acled avrebbe fornito anche il numero delle <strong>vittime</strong> nei primi undici mesi dell&#8217;anno. Che corrisponderebbero a <strong>28.115 persone</strong>, con un aumento del 68% rispetto al 2017. In totale, da gennaio 2016, nove mesi dopo che l&#8217;Arabia Saudita aveva lanciato una massiccia campagna aerea contro uno dei Paesi più poveri al mondo, i morti sarebbero stati 60.110. Una cifra sei volte superiore a quella citata dall&#8217;ONU (che contava 10.000 decessi). Secondo <strong>Clionadh Raleigh</strong> (direttore esecutivo di Acled), citato dal quotidiano qatariota, la stima dell&#8217;osservatorio delle morti &#8220;per conflitto diretto&#8221; nel Paese &#8220;è di gran lunga superiore ai numeri ufficiali ed è ancora sottovalutata&#8221;.  Raleigh ha spiegato come questi numeri rappresentino soltanto una sorta di &#8220;<strong>approssimazione della tragedia</strong>&#8220;. Che invece, nei fatti, corrisponde a una delle peggiori <strong>crisi umanitarie</strong> contemporanee.</p>
<p>Le molte facce del conflitto (senza fine)</p>
<p>A determinare un numero così alto di<strong> vittime</strong> è la tipologia di<strong> conflitto</strong> . Che, dal 2014, coinvolge diversi attori internazionali. Come l&#8217;Arabia Saudita (e i suoi alleati) e l&#8217;Iran. All&#8217;inizio, il gruppo sciita degli <strong>Houthi</strong> aveva cercato di sfruttare la rabbia diffusa che la popolazione nutriva (già da tempo) nei confronti del presidente <strong>Abd-Rabbu Mansour Hadi</strong>, rovesciando il suo potere nel 2015.</p>
<h2>Il simbolo Hodeidah e la fame</h2>
<p>La presa (e il successivo blocco) della città portuale di <strong>Hodeidah</strong> ha fermato, nel tempo, l&#8217;arrivo degli <strong>aiuti umanitari</strong> e delle merci. Situazione che non ha fatto altro che esasperare le già <strong>difficili condizioni</strong> della popolazione. In particolare dei più piccoli. Alcune organizzazioni non governative, come<strong> Save The Children</strong>, per esempio, hanno riferito che circa 85.000 bambini potrebbero essere <strong>morti di fame</strong> dall&#8217;inizio dell&#8217;offensiva della coalizione guidata dai sauditi. E anche per Acled, Hodeidah è stata la testimonianza diretta della peggiore escalation di violenze del 2018, &#8220;con un aumento del 820% delle vittime totali collegate al conflitto&#8221;. Gli scontri, nella zona, si sarebbero intensificati dal 13 giugno, data in cui la coalizione diretta da Riad avrebbe lanciato un&#8217;operazione per riprendersi Hodeidah dai ribelli. Per i sauditi, infatti, la città sarebbe il principale punto di ingresso per le <strong>armi</strong> dirette agli Houthi. Le associazioni umanitarie hanno segnalato che l&#8217;assalto alla città potrebbe chiudere, definitivamente, una delle ultime linee considerate di <strong>sopravvivenza</strong> rimanenti per milioni di civili affamati dal conflitto e dalla povertà.</p>
<h2>Le conseguenze nel Paese</h2>
<p>Secondo quanto riportato dal quotidiano, su una popolazione di 28 milioni di persone, circa otto sarebbero sull&#8217;orlo di una<strong> pericolosa carestia</strong>. Intanto la <strong>moneta</strong> yemenita, il riyal, ha perso valore, deprezzandosi di quasi del 180% negli ultimi mesi, inasprendo quindi lo stato di crisi. I prezzi del cibo, inoltre, sono aumentati in media del 68%, così come le materie prime come benzina e gasolio.</p>
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		<title>Yemen, il Paese arabo più povero  adesso è a rischio grande carestia</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/emergenza-yemen-paese-arabo-piu-povero-rischio-grande-carestia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Oct 2018 08:10:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Carestia in Yemen]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Yemen]]></category>
		<category><![CDATA[houthi]]></category>
		<category><![CDATA[onu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="4000" height="2471" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/YEMEN.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/YEMEN.jpg 4000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/YEMEN-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/YEMEN-768x474.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/YEMEN-1024x633.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 4000px) 100vw, 4000px" /></p>
<p>Senza più cibo e con pochissime risorse rimaste a disposizione. E il pericolo, ormai imminente, di una &#8220;carestia diffusa&#8221;. Perché oggi, la situazione nello Yemen, è molto più grave di quando le Nazioni Unite avevano avvertito di un rischio di povertà all&#8217;inizio del 2017 e, di nuovo, lo scorso novembre. A riferirlo, martedì, al Consiglio &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/emergenza-yemen-paese-arabo-piu-povero-rischio-grande-carestia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="4000" height="2471" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/YEMEN.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/YEMEN.jpg 4000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/YEMEN-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/YEMEN-768x474.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/YEMEN-1024x633.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 4000px) 100vw, 4000px" /></p><p>Senza più cibo e con pochissime risorse rimaste a disposizione. E il pericolo, ormai imminente, di una &#8220;carestia diffusa&#8221;. Perché oggi, la situazione nello Yemen, è molto più grave di quando le Nazioni Unite avevano avvertito di un rischio di povertà all&#8217;inizio del 2017 e, di nuovo, lo scorso novembre. A riferirlo, martedì, al Consiglio di sicurezza, Mark Lowcock, il sottosegretario generale Onu per gli affari umanitari. </p>
<p>Secondo quanto riportato da <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.aljazeera.com/">Al Jazeera</a></em>, per il funzionario, la stima del mese scorso, secondo cui 11 milioni di persone potrebbero affrontare presto le &#8220;condizioni pre-carestia&#8221;, in realtà, si avvicinerebbe ai 14 milioni. Circa la metà della popolazione yemenita. Che, tra l&#8217;altro, si affiderebbe quasi completamente agli aiuti umanitari per la sopravvivenza. </p>

<p>Secondo le Nazioni Unite, le condizioni necessarie per dichiarare condizioni di carestia in un Paese sono diverse. La prima: una famiglia su cinque deve affrontare un&#8217;estrema mancanza di cibo. E poi quando più del 30% dei bambini di età inferiore ai cinque anni soffre di malnutrizione acuta. Al Palazzo di Vetro sono in corso le valutazioni per misurare il tasso di rischio nel Paese e i risultati, almeno iniziali, sono previsti per metà novembre. </p>
<p>&#8220;Lo Yemen è quasi interamente dipendente dalle <strong>importazioni di cibo</strong>, carburante e medicinali. E gli scambi valutari disponibili sono stati semplicemente inadeguati a finanziare livelli di importazioni per sostenere la popolazione&#8221;, ha specificato Lowcock. All&#8217;inizio del 2017, le Nazioni Unite e i suoi partner erano stati in grado di fornire aiuto ad almeno tre milioni di yemeniti affamati. Ma l&#8217;assistenza era aumentata, grazie ai finanziamenti inviati da alcuni donatori, aveva raggiunto otto milioni di persone. Molto al di sotto, però, dei 14 milioni di abitanti del paese arabo più povero. </p>

<p>Una crisi alimentare che, quindi, non si è mai arrestata dall&#8217;inizio del conflitto, nel 2014. E che sarebbe, in gran parte, il risultato di un&#8217;intensificazione dei combattimenti attorno alla città portuale di Hodeidah. Dove non si fermano né i bombardamenti né gli attacchi aerei. Che si sarebbero invece inaspriti dal 13 giugno, dopo che l&#8217;alleanza Emirati Arabi Uniti ha lanciato un&#8217;operazione per riconquistare il porto. Considerato, da tutti, strategico.</p>
<p>La città è, da quattro anni, sotto il controllo dei ribelli Houthi, insieme ad altre aree costiere e gran parte dello Yemen settentrionale. Il porto di Hodeidah è sempre stato responsabile della consegna del 70% delle importazioni del Paese, in particolare cibo, carburante e assistenza umanitaria. I sauditi, negli anni di conflitto, hanno accusato i ribelli Houthi di utilizzare il porto per contrabbandare armi dall&#8217;Iran. </p>

<p>Ma, in generale, il conflitto nel Paese è iniziato con l&#8217;acquisizione della capitale, Sana&#8217;a, da parte dei ribelli Houthi, che hanno rovesciato il governo del presidente Abd-Rabbu Mansour Hadi, riconosciuto a livello internazionale. La guerra, finora, ha ucciso oltre 10mila persone e provocato la peggior crisi umanitaria al mondo. Oltre a un&#8217;epidemia di <strong>colera</strong>.</p>
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		<title>La strage invisibile dei sauditi</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-strage-invisibile-dei-sauditi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Sep 2018 06:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Carestia in Yemen]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Yemen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1186" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/YEMEN.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/YEMEN.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/YEMEN-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/YEMEN-768x474.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/YEMEN-1024x633.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Yemen sono oltre 5 milioni i bambini a rischio carestia. Lo annuncia Save the children, precisando che la distribuzione di beni nella città di Hodeidah potrebbe &#8220;causare un&#8217;epidemia a livelli mai visti&#8221;. Il riferimento è alla città portuale nell&#8217;ovest del Paese che da mesi vede il bombardamento incessante dei caccia dell&#8217;Arabia Saudita. [Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;1186&#8243; gal_title=&#8221;MALNUTRIZIONE &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-strage-invisibile-dei-sauditi.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1186" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/YEMEN.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/YEMEN.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/YEMEN-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/YEMEN-768x474.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/YEMEN-1024x633.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>In <strong>Yemen</strong> sono oltre 5 milioni i bambini a rischio carestia. Lo annuncia Save the children, precisando che la distribuzione di beni nella città di <strong>Hodeidah</strong> potrebbe &#8220;causare un&#8217;epidemia a livelli mai visti&#8221;. Il riferimento è alla città portuale nell&#8217;ovest del Paese che da mesi vede il <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/yemen-assedio-hodeidah/" target="_blank">bombardamento</a> incessante dei caccia dell&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong>.</p>
<p>[Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;1186&#8243; gal_title=&#8221;MALNUTRIZIONE IN YEMEN CHOC&#8221;]</p>
<p>Secondo l&#8217;organizzazione, la decisione di chiudere il porto &#8220;potrebbe mettere in immediato pericolo le vite di centinaia di migliaia di bambini e spingerne milioni verso la carestia&#8221;. E Helle Thorning-Schmidt, ceo di Save the Children International, è stata ancora più drastica: &#8220;Milioni di bambini non sanno se e quando avranno un altro pasto&#8221;. I numeri sembrano dar ragione all&#8217;associazione. Le stime parlano infatti di oltre 5 milioni di bambini a rischio.  Thorning-Schmidt fornisce un racconto &#8211; in verità uno dei pochi che è possibile avere da questa terra martoriata &#8211; di come si vive in Yemen: &#8220;In un ospedale che ho visitato, i bambini erano troppo deboli per piangere, i loro corpi esausti dalla fame. Questa guerra rischia di <strong>uccidere un&#8217;intera generazione di bambini</strong> in Yemen che affrontano diverse minacce, dalle bombe alla fame, fino a malattie prevenibili come il colera&#8221;.</p>
<p>L&#8217;Unicef fornisce dati, se possibile, ancora peggiori e parlano di 11 milioni di bambini &#8211; l&#8217;80% del Paese &#8211; che hanno bisogno di assistenza umanitaria. In una nota diffusa dall&#8217;organizzazione si legge: &#8220;Questi bambini affrontano ogni giorno la minaccia della carenza di cibo, malattie, sfollamenti e grave carenza di accesso a servizi sociali di base. I servizi sociali sono a malapena in funzione e tutto il Paese è sull&#8217;orlo del collasso. Le già deboli infrastrutture civili &#8211; comprese le reti idriche, le scuole e le strutture sanitarie &#8211; sono sotto attacco. I beni di base sono gravemente insufficienti. Quando mancano i servizi, i bambini sono i primi a soffrire&#8221;.</p>
<p>Un agosto di sangue in Yemen</p>
<p>Fare una stima dei morti provocati dalla guerra in Yemen è impossibile. Le stime parlano di 20mila persone, ma le statistiche sono ferme da tempo. Solamente nel mese di agosto, secondo quanto l&#8217;Oxfam, sarebbero state <strong>uccise più di mille persone</strong>, tra cui almeno 300 bambini.  Paolo Pezzati, policy advisor per le emergenze umanitarie di Oxfam Italia, ha descritto così la realtà del conflitto: &#8220;In Yemen oggi è il far west. Tutti indistintamente in ogni momento della giornata possono finire nel mirino del nemico. La sofferenza del popolo yemenita è un affronto al nostro senso di umanità: il fallimento delle potenze mondiali nel riaffermare qui i valori fondanti della civiltà, una vergogna&#8221;. Pezzati ha poi spiegato che &#8220;siamo di fronte a un triste capitolo della diplomazia contemporanea fatta di accordi sotto banco, doppiezze, ipocrisia. Quanti bambini devono ancora morire perché si abbia un&#8217;ammissione di complicità da parte delle potenze che alimentano questa guerra da oltre tre anni? Si hanno prove di <strong>crimini di guerra</strong> perpetrati regolarmente, i responsabili dovranno renderne conto. La carneficina deve finire e in questa direzione i colloqui di pace di Ginevra possono essere decisivi per fermare gli attacchi sui civili&#8221;.</p>
<p>Le bombe occidentali in Yemen</p>
<p>Forse, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/punto-la-guerra-nello-yemen/" target="_blank">il vero problema dello Yemen</a>, non sono le bombe. O, almeno, non sono solamente queste ad uccidere in massa gli yemeniti. Proprio in questi giorni, diversi Paesi europei stanno discutendo se vendere o no le bombe all&#8217;Arabia Saudita. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/spagna-bombe-arabia-saudita/" target="_blank">Dopo la clamorosa retromarcia della Spagna</a>, la Germania ha deciso continuare a vendere armi a Riad. Si tratta in particolare di quattro sistemi di posizionamento dell&#8217;artiglieria, che possono essere montati su un veicolo per localizzare il nemico, consentendo contrattacchi più precisi. Come riporta l&#8217;<em>Agi</em>, si tratta &#8220;della prima spedizione di armi tedesche a Riad da marzo, quando il governo della cancelliera tedesca Angela Merkel aveva annunciato un bando alla vendita di armi ai Paesi coinvolti nella guerra in Yemen&#8221;.</p>

<p><a href="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/09/info-yemen-firma.png" rel="attachment wp-att-58547"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-58547" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/09/info-yemen-firma.png" alt="info yemen firma" /></a></p>
<p>Un dibattito simile è stato aperto anche in Italia, con un intervento del ministro della Difesa <strong>Elisabetta Trenta</strong> che su Facebook ha scritto: &#8220;Sono una persona che prima di parlare preferisce studiare e prendere contezza dei problemi nel loro complesso.  È un mio modo di essere e ne vado fiera. Ma davanti alle immagini di quel che accade in Yemen ormai da diversi anni, non posso restare in silenzio. Se lo facessi, sarei un&#8217;ipocrita. Fino ad ora, erroneamente, si era attribuita la paternità della questione al ministero della Difesa, mentre la competenza è del ministero degli Affari Esteri (Unità per le autorizzazioni dei materiali di armamento &#8211; Uama), al quale venerdì scorso ho inviato una richiesta di chiarimenti sottolineando, laddove si configurasse una <strong>violazione della legge 185 del 1990</strong>, di interrompere subito l&#8217;export e far decadere immediatamente i contratti in essere. Contratti, ricordo, firmati e portati avanti dal precedente governo&#8221;.</p>
<p><a href="https://www.difesa.it/Legislazione/Norme_in_rete/Pagine/urn_nir_parlamento_legge_1990-07-09_185_28_02_200501_06_2011_15_07_28.aspx" target="_blank">Le legge 185 del 1990</a> mette dei paletti, tra le altre cose, alla vendita di armi &#8220;verso i Paesi i cui governi sono responsabili di accertate violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti dell&#8217;uomo&#8221;. L&#8217;Arabia Saudita rientra in questa casistica? Forse, dato che in più di un&#8217;occasione si è parlato di <strong>crimini di guerra </strong>da parte di Riad.</p>
<p>Il vero problema dello Yemen</p>
<p>Come dimostrano i dati, il vero problema dello Yemen non sono le bombe. O, almeno, non sono il principale problema. Ad uccidere sono la carestia, il colera e la fame. Da tempo l&#8217;Arabia Saudita sta portando avanti un vero e proprio assedio umanitario per cercare di piegare la popolazione dello Yemen. Un assedio che ha provocato la diffusione di malattie e di malnutrizione. Che hanno colpito essenzialmente i civili. </p>
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