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	<title>Capacità missilistica Archives - InsideOver</title>
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	<title>Capacità missilistica Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Sorpresa: gli Usa non hanno una vera difesa aerea. Per questo Trump vuole un Iron Dome</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/sorpresa-gli-usa-non-hanno-una-vera-difesa-aerea-per-questo-trump-vuole-un-iron-dome.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jan 2025 05:51:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[armi ipersoniche]]></category>
		<category><![CDATA[Armi nucleari]]></category>
		<category><![CDATA[Attacco nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Capacità missilistica]]></category>
		<category><![CDATA[difesa antimissile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="1149" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/The_command_Post_of_the_North_American_Air_Defense_Command_NORAD_Cheyenne_Mountain_Complex_DF-ST-84-06737-e1738064544904.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/The_command_Post_of_the_North_American_Air_Defense_Command_NORAD_Cheyenne_Mountain_Complex_DF-ST-84-06737-e1738064544904.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/The_command_Post_of_the_North_American_Air_Defense_Command_NORAD_Cheyenne_Mountain_Complex_DF-ST-84-06737-e1738064544904-600x673.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/The_command_Post_of_the_North_American_Air_Defense_Command_NORAD_Cheyenne_Mountain_Complex_DF-ST-84-06737-e1738064544904-267x300.jpg 267w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/The_command_Post_of_the_North_American_Air_Defense_Command_NORAD_Cheyenne_Mountain_Complex_DF-ST-84-06737-e1738064544904-913x1024.jpg 913w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/The_command_Post_of_the_North_American_Air_Defense_Command_NORAD_Cheyenne_Mountain_Complex_DF-ST-84-06737-e1738064544904-768x862.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Gli Usa non hanno un vero sistema di difesa antiaerea integrato e la deterrenza basata sulla "mutua distruzione" non basta più.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/sorpresa-gli-usa-non-hanno-una-vera-difesa-aerea-per-questo-trump-vuole-un-iron-dome.html">Sorpresa: gli Usa non hanno una vera difesa aerea. Per questo Trump vuole un Iron Dome</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="1149" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/The_command_Post_of_the_North_American_Air_Defense_Command_NORAD_Cheyenne_Mountain_Complex_DF-ST-84-06737-e1738064544904.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/The_command_Post_of_the_North_American_Air_Defense_Command_NORAD_Cheyenne_Mountain_Complex_DF-ST-84-06737-e1738064544904.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/The_command_Post_of_the_North_American_Air_Defense_Command_NORAD_Cheyenne_Mountain_Complex_DF-ST-84-06737-e1738064544904-600x673.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/The_command_Post_of_the_North_American_Air_Defense_Command_NORAD_Cheyenne_Mountain_Complex_DF-ST-84-06737-e1738064544904-267x300.jpg 267w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/The_command_Post_of_the_North_American_Air_Defense_Command_NORAD_Cheyenne_Mountain_Complex_DF-ST-84-06737-e1738064544904-913x1024.jpg 913w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/The_command_Post_of_the_North_American_Air_Defense_Command_NORAD_Cheyenne_Mountain_Complex_DF-ST-84-06737-e1738064544904-768x862.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Si stenta e crederlo, ma gli <strong>Stati Uniti d&#8217;America</strong>, considerati la prima potenza militare del mondo, attualmente non possiedono un sistema di difesa aerea &#8220;completamente integrato&#8221;, in grado di intercettare minacce emergenti come le <a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/corsa-armi-ipersoniche-delloccidente-passa-australia-e-nuova-2403930.html">armi ipersoniche</a> e i suoi vettori. Anzi, a quanto pare affidano la loro difesa complessiva a una combinazioni di sistemi missilistici che, stando alle analisi di esperti osservatori come <strong>Stephen Bryen</strong>, non rappresentano &#8220;essenzialmente&#8221; quello che potrebbe essere definito &#8220;<a href="https://weapons.substack.com/p/the-us-will-build-an-iron-dome-air">un buon modello</a>&#8221; di difesa.</p>



<p>Per questa ragione, negli ultimi giorni si parla della decisione annunciata dal presidente <strong>Donald Trump</strong> e dal segretario alla Difesa <strong>Pete Hegseth </strong>di dotare gli Stati Uniti di un <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/funziona-iron-dome-sistema-antimissile-israele.html">sistema di difesa </a>aerea a più livelli, simile al sistema Iron Dome israeliano, che protegge lo Stato ebraico attraverso una serie di sistemi missilistici appositamente scelti per rispondere ai diversi tipi di minaccia che possono interessare uno spazio aereo protetto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un sistema come quello di Israele</h2>



<p>Come è stato scritto più volte su queste pagine, durante gli <a href="https://it.insideover.com/guerra/nel-mirino-di-teheran-la-capacita-aerea-di-israele-cosa-deve-aspettarsi-ora-liran.html">attacchi lanciati dall&#8217;Iran</a>, dallo Yemen, dal Libano e dall&#8217;Iraq contro<strong> Israele</strong>, il sistema di difesa aerea integrato dello Stato ebraico è composto da Iron Dome, Iron Beam, David&#8217;s Sling, Arrow 2 e Arrow 3 che, attraverso radar a lungo raggio intercettano le minacce e ne assegnano l&#8217;eliminazione al sistema preposto. Ciò è stato pensato per garantire una una difesa efficace da missili balistici che viaggiano nell&#8217;esoatmosfera come da droni o razzi che volano a poche centinaia di metri dal suolo. Gran parte delle tecnologie militari impiegate provengono e sono state finanziate dagli Stati Uniti.</p>



<p>Tra gli <strong>ordini esecutivi</strong> destinati alla Difesa degli Stati Uniti, quindi, è stato inserito quello di schierare un sistema &#8220;c<em>ome quello utilizzato da Israele per deviare i missili in arrivo</em>&#8220;, dal momento che le &#8220;<em>minacce ipersoniche si stanno moltiplicando</em>&#8221; e si ritiene che&#8221; <em>la vecchia dottrina della distruzione reciproca assicurata non funzionerà per prevenire un primo attacco e gli Stati Uniti potrebbero essere sottoposti a un devastante e fatale attacco missilistico nucleare</em>&#8220;, spiega Bryen. Ma cosa ha realmente in testa il nuovo Commander in Chief degli Stati Uniti? E quali sono le principali preoccupazioni del <strong>Pentagono</strong>?</p>



<h2 class="wp-block-heading">I &#8220;buchi&#8221; del NORAD</h2>



<p>Palloni sonda o spia cinesi e violazioni dello spazio aereo statunitense da parte di <em>misteriosi droni</em> a parte, gli Stati Uniti in questo momento non sono della posizione di vantare una &#8220;<em>difesa aerea a tempo pieno&#8221; </em>sulla<strong> costa orientale</strong>, e secondo quando viene reso noto, non esiste una vera e propria difesa integrata nel <strong>settore centrale</strong> degli Stati Uniti e lungo la costa bagnata dal <strong>Mar dei Caraibi</strong>.</p>



<p>Se ci immaginavamo una sorta di onnipresenza e onnipotenza del NORAD &#8211; <em>North&nbsp;American Aerospace Defense Command </em>&#8211; e dei sistemi di Difesa sottoposti ai suoi comandi e pronti a intervenire in una bolla di difesa estremamente efficiente come abbiamo sempre idealizzato, beh, forse sbagliavamo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I sistemi di difesa degli Stati Uniti </h2>



<p>La difesa aerea degli Stati Uniti si basa su una combinazione di sistemi, come è stato premesso non completamente integrati tra loro, che comprendono il <strong>GID</strong>, <em>Ground Based Interceptor</em>, che fa parte del <em>Ground Based Midcourse Defense System</em>, si basa su sistema di intercettazione <em>hit to kill</em>, ed è focalizzata sull&#8217;abbattimento di testate di missili balistici che vengono &#8220;<em>distrutte dalla forza cinetica di un veicolo di distruzione non esplosivo parte dell’intercettore</em>&#8220;, schierati in <strong>Alaska </strong>(considerata una &#8220;<a href="https://it.insideover.com/guerra/alaska-la-linea-difesa-gli-attacchi-missilistici-lanciati-agli-usa.html">prima linea di difesa</a>&#8221; per l&#8217;intercettazione) e in <strong>California</strong>. Tale sistema dovrebbe essere schierato anche sulla costa orientale; sul<strong> sistema THAAD</strong>, <em>Terminal High Altitude Air Defense</em>, che è schierato in diverse parti del mondo &#8211; Corea del Sud, Emirati Arabi Uniti, Israele, Romania e sull&#8217;isola di Guam; e sui sistemi di difesa aerea<strong> AEGIS </strong>schierati a bordo dei <strong>cacciatorpediniere </strong>classe Arleigh Burke e <strong>incrociatori </strong>Ticonderoga, per un totale di 56 unità di superficie equipaggiate con AEGIS, e tre sistem<strong>i AEGIS-Ashore (a terra)</strong>, schierati a<strong> Guam</strong>, in <strong>Polonia </strong>e in<strong> Romania. </strong></p>



<p>Tutti i sistemi sono efficaci come i missili balistici e secondo le considerazione di <em>Weapons &amp; Strategy,</em> l&#8217;AEGIS è considerato un elemento essenziale per la <a href="https://it.insideover.com/difesa/ecco-come-il-pentagono-vuole-estendere-la-copertura-antimissile-degli-stati-uniti.html">difesa missilistica statunitense</a> nel Pacifico, nell&#8217;Atlantico, nel Mar Rosso e nel Golfo Persico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un problema di dottrina</h2>



<p>A quanto pare, alla base del problema strutturale della difesa missilistica degli Stati Uniti, che sono considerati &#8220;<em>meno preparati a contrastare i missili balistici nemici e altre minacce</em>&#8221; rispetto ai Paesi alleati, ci sarebbero i detrattori della <strong>Strategic Defense Initiative</strong> del presidente Ronald Reagan che negli anni Ottanta erano dell&#8217;idea che &#8220;<em>realizzare uno scudo missilistico non era né tecnicamente fattibile né strategicamente accettabile</em>&#8220;. Ciò minava inoltre la dottrina del <strong>Mutually Assured Destruction</strong>, o MAD, basata sul concetto che &#8220;<em>né gli Stati Uniti né i suoi avversari avrebbero utilizzato armi nucleari poiché il risultato del loro utilizzo sarebbe stata la distruzione assicurata della parte contendente</em>&#8220;.</p>



<p>Nel passato gli accordi per il controllo degli armamenti nucleari e per i missili, che hanno sempre rappresentato la principale minaccia in caso di escalation, sono sempre stati concepiti attorno all&#8217;opposizione tra <strong>Stati Uniti</strong> e Unione Sovietica prima e <strong>Federazione Russa</strong> poi, e hanno sempre posto una particolare attenzione sulla capacità di <em>First Strike</em>. Il desiderio era &#8220;ottenere una credibile capacità di primo attacco&#8221; che avrebbe come target le armi nucleari dell&#8217;avversario per annientarle prima di una rappresaglia, o <em>Second Strike</em>. Ciò non ha tenuto conto di minacce intermedie, né di attori o potenze internazionali emergenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Nuovi attori internazionali e nuove minacce</h2>



<p>In passato la <strong>Cina</strong> non partecipava agli accordi sul controllo degli armamenti, e questo nonostante Pechino abbia continuato negli anni ad implementare non solo le capacità nucleari, ma abbia raggiunto, come Mosca, un <strong>vantaggio nello sviluppo di armi</strong> e vettori capaci di raggiungere <strong>velocità ipersoniche</strong>: il vero cruccio del Pentagono. <em>Weapons &amp; Strategy</em> cita l&#8217;ascesa di quelli che vengono definiti altri &#8220;attori nucleari&#8221;, come la <strong>Corea del Nord </strong>e l&#8217;<strong>Iran</strong>, che è in fase di progettazione.</p>



<p>Secondo la US Defense Intelligence Agency, la Cina ha &#8220;<em>il <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-corsa-alle-armi-ipersoniche-della-cina-e-sempre-piu-veloce.html">principale arsenale ipersonico</a> al mondo</em>&#8220;, mentre la Russia ha già <a href="https://it.insideover.com/difesa/lallarme-di-kiev-lanciato-un-missile-balistico-intercontinentale-su-dnipropetrovsk.html">impiegato in battaglia</a> un missile balistico a raggio intermedio <strong>Oreshnik </strong>con un veicolo planante ipersonico <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-missili-ipersonici-di-putin-sono-operativi.html">Avangard.</a> Mostrando all&#8217;<strong>Ucraina</strong> e al mondo le sue capacità strategiche.</p>



<p>In conclusione, l&#8217;Iron Dome a<em> stelle e strisce</em> richiesto da Donald Trump rappresenta una sfida ma anche una necessità per gli Stati Uniti, che devono potersi garantire una difesa integrata ed efficace da minacce convenzionali, armi nucleari e vettori ipersonici, aumentando le capacità di intercettazione nello spazio e integrando i sistemi di difesa con l&#8217;Intelligenza Artificiale<strong>  </strong>per <strong>&#8220;gestire tattiche sempre più sofisticate</strong>&#8221; in tempi di reazione sempre più rapidi. E devono portare a termine il suo obiettivo prima che i suoi avversari teorici si trovino nella condizione di poter pensare, nonostante la deterrenza, che l&#8217;America Continentale, dopo tutto, è un obiettivo plausibile. e che la sua difesa missilistica possa essere vulnerabile alle armi del futuro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/sorpresa-gli-usa-non-hanno-una-vera-difesa-aerea-per-questo-trump-vuole-un-iron-dome.html">Sorpresa: gli Usa non hanno una vera difesa aerea. Per questo Trump vuole un Iron Dome</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il confronto missilistico tra Taiwan e la Cina: così Taipei può colpire Pechino</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-confronto-missilistico-tra-taiwan-e-la-cina-cosi-taipei-puo-colpire-pechino.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Aug 2022 15:14:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Capacità missilistica]]></category>
		<category><![CDATA[taiwan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220808164310439_769f5bade0c5335773330fec32e65b97-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220808164310439_769f5bade0c5335773330fec32e65b97-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220808164310439_769f5bade0c5335773330fec32e65b97-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220808164310439_769f5bade0c5335773330fec32e65b97-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220808164310439_769f5bade0c5335773330fec32e65b97-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220808164310439_769f5bade0c5335773330fec32e65b97-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220808164310439_769f5bade0c5335773330fec32e65b97-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Cina può contare su un arsenale missilistico moderno e sempre più sofisticato, ormai capace di impensierire seriamente gli Stati Uniti e i suoi partner nel teatro dell&#8217;Asia-Pacifico. Attenzione però, perché anche Taiwan è in possesso di jolly che non dovrebbero essere sottovalutati, soprattutto in chiave difensiva. Se analizziamo le recenti tensioni che stanno scuotendo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-confronto-missilistico-tra-taiwan-e-la-cina-cosi-taipei-puo-colpire-pechino.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-confronto-missilistico-tra-taiwan-e-la-cina-cosi-taipei-puo-colpire-pechino.html">Il confronto missilistico tra Taiwan e la Cina: così Taipei può colpire Pechino</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220808164310439_769f5bade0c5335773330fec32e65b97-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220808164310439_769f5bade0c5335773330fec32e65b97-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220808164310439_769f5bade0c5335773330fec32e65b97-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220808164310439_769f5bade0c5335773330fec32e65b97-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220808164310439_769f5bade0c5335773330fec32e65b97-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220808164310439_769f5bade0c5335773330fec32e65b97-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220808164310439_769f5bade0c5335773330fec32e65b97-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La <strong>Cina</strong> può contare su un <strong>arsenale missilistico</strong> moderno e sempre più sofisticato, ormai capace di impensierire seriamente gli Stati Uniti e i suoi partner nel teatro dell&#8217;Asia-Pacifico. Attenzione però, perché anche <strong>Taiwan</strong> è in possesso di jolly che non dovrebbero essere sottovalutati, soprattutto in chiave difensiva.</p>
<p>Se analizziamo le recenti tensioni che stanno scuotendo lo stretto di Taiwan dal punto di vista militare, è impossibile non mettere a confronto i programmi della Repubblica Popolare Cinese e della Repubblica di Cina. Anche perché non sappiamo che cosa succederà nell&#8217;imminente futuro, né se la <strong>crisi</strong> scatenatasi in seguito alla visita di Nancy Pelosi sull&#8217;isola potrà rientrare senza lasciare cicatrici indelebili nei rapporti diplomatici tra Pechino e Washington. Da giorni i funzionari cinesi ripetono che ogni opzione è sul tavolo, compresa quella militare, e che molto dipenderà dalle reazioni, o meglio provocazioni nell&#8217;ottica della Cina, che arriveranno dall&#8217;asse Taiwan-Usa.</p>
<p>Se l&#8217;ipotesi migliore coincide con un riappacificamento, al momento una pista piuttosto fredda, il <em>worst case scenario</em> fa rima con un conflitto aperto, che potrebbe, tra l&#8217;altro, contagiare il resto dell&#8217;Asia e del mondo. Non è detto che si arrivi al punto di non ritorno, anche perché tutti gli attori coinvolti andrebbero a pagare un prezzo altissimo, tanto in termini di vite umane quanto di economia pura. È probabile però che la situazione continuerà a restare tesa per mesi, in una &#8220;fisarmonica di tensioni&#8221;, tra avvicinamenti e nuovi allontamenti.</p>
<p>A patto che non avvengano incidenti (il rischio è altissimo), durante questo lasso di tempo, di durata ancora indefinita, Cina e Taiwan faranno leva su fattori psicologici, utilizzerano bluff e si provocheranno a vicenda, ben attenti a non superare l&#8217;invisibile <strong>linea rossa</strong> che potrebbe segnare l&#8217;inizio di una guerra. Sfoggiare le proprie armi, stringendo i muscoli nel caso cinese, chiudendosi a riccio nell&#8217;ottica taiwanese, è un atteggiamento che potrebbe caratterizzare la nuova quotidianità nel Mar Cinese Meridionale.</p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://it.insideover.com/guerra/i-cinque-segnali-che-preoccupano-taiwan.html"><strong>I 5 segnali che preoccupano Taiwan</strong></a></li>
<li><a href="https://it.insideover.com/guerra/la-spada-di-damocle-di-taiwan-mancano-i-piloti-per-i-jet-americani.html"><strong>La Spada di Damocle di Taiwan</strong></a></li>
<li><a href="https://it.insideover.com/guerra/la-strategia-del-porcospino-cosi-taiwan-si-difende-da-pechino.html"><strong>La strategia del porcospino di Taipei</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<h2>I missili della Cina</h2>
<p>Come ha sottolineato il <em>Center for Strategic and Inteernational Studies (CSIS)</em> nel suo progetto <em>Missile Defense Project</em>, l&#8217;arsenale missilistico della Cina è avvolto nel mistero, a causa di ambiguità intenzionali e riluttanza a sottoscrivere accordi relativi al controllo degli armamenti. Il piatto forte di Pechino è tuttavia caratterizzato da una combinazione di <strong>missili balistici</strong> e da <strong>crociera</strong> lanciati da terra, aria e mare, pensati in primis per prendere di mira le risorse militari Usa dislocate nell&#8217;Asia-Pacifico. La Cina sta inoltre sviluppando varie capacità avanzate, che comprendono missili balistici antinave manovrabili, MIRV e veicoli di planata ipersonici.</p>
<p>In generale, la Repubblica Popolare vanta il programma di sviluppo missilistico più attivo e diversificato al mondo. Il Dragone sta modernizzando i suoi missili balistici intercontinentali, sviluppando più veicoli di rientro e veicoli ipersonici boost-glide. La marina cinese, al contempo, sta schierando una nuova flotta di sottomarini dotati di missili balistici nucleari. Tutto questo rappresenta una significativa minaccia sia per gli Stati Uniti che per le forze alleate Usa dell&#8217;Indo-Pacifico.</p>
<p>Scendendo nei dettagli, tra i missili cruise citiamo l&#8217;<strong>HN-2</strong> e l&#8217;<strong>HN-3</strong>, dotati rispettivamente di un range di 1.400-1.800 e 3.000 chilometri. Tra i missili balistici intercontinentali (ICBM) elenchiamo il <strong>DF-5</strong> e il <strong>DF-41</strong>, con range di 13.000 e 12-15.000 chilometri. Passiamo poi al <strong>DF-21</strong>, un missile balistico a medio raggio (MRBM) capace di arrivare fino a 2.150 chilometri di distanza, e al <strong>DF-15</strong> e <strong>DF-16</strong>, due missili balistici a breve raggio d&#8217;azione (SRBM) con range di 600 e 800-1000 chilometri.</p>
<h2>I missili di Taiwan</h2>
<p>Il programma missilistico di Taiwan è stato pensato per essere un elemento chiave della sua politica militare di <strong>deterrenza</strong> nei confronti della Repubblica Popolare Cinese. Taipei sa bene di non essere allo stesso livello di Pechino, e quindi preferisce concentrarsi sulla difesa, su eventuali attacchi intelligenti e mirati. Nella sfida tra il Davide taiwanese e il Golia cinese, la piccola isola ha così scelto ormai da tempo di <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-strategia-del-porcospino-cosi-taiwan-si-difende-da-pechino.html">adottare la <strong>strategia del porcospino</strong></a>.</p>
<p>In ogni caso, guai a sottovalutare i missili di Taiwan. È vero che Taipei ha limitato la composizione delle sue forze missilistiche a mezzi per lo più difensivi, come <strong>missili da crociera antinave</strong> e <strong>missili balistici a corto raggio</strong>. È però altrettanto vero che, in anni più recenti, Taiwan ha iniziato a sviluppare e implementare anche sistemi missilistici più adatti per missioni di attacco, compresi i <strong>missili da crociera a lungo raggio</strong> e da <strong>attacco terrestre</strong>. Ovviamente il governo taiwanese ha perseguito tali programmi con discrezione, facendo bene attenzione a non sollevare preoccupazioni né da parte statunitense né da quella cinese. <em>Last but not least</em>, bisogna considerare un aspetto non da poco: visto che la maggior parte dei Paesi del mondo non intrattiene relazioni diplomatiche ufficiali con l&#8217;isola, per Taiwan è stato spesso complicato acquisire sistemi d&#8217;arma avanzati nel mercato internazionale. Di conseguenza, Taipei ha scelto di sviluppare a livello nazionale una nuova tecnologia missilistica, dando vita, come diretta conseguenza, ad una solida industria della Difesa &#8220;made in Taiwan&#8221;.</p>
<p>Dando uno sguardo all&#8217;arsenale taiwanese notiamo subito la presenza dei fondamentali missili antinave (ASCM). Troviamo varie versioni dello <strong>Hsiung Feng</strong>: l&#8217;Hsiung Feng I / IA, con range di appena 40 chilometri, l&#8217;Hsiung Feng II, 100-120 chilometri, e l&#8217;Hsiung Feng III che va dai 120 ai 150 chilometri. Taipei si affida poi al <strong>Tien Chi</strong>, un SRBM con range di 120 chilometri, e al <strong>Wan Chien</strong>, un missile da crociera aviolanciato da 240 chilometri. Arriviamo così ai due jolly taiwanesi: lo <strong>Hsiung Feng IIE</strong> e lo <strong>Yun Feng </strong>(non ancora operativo), due missili da crociera ad attacco terrestre (LACM) dotati rispettivamente di un range di 600 e 1200-2000 chilometri.</p>
<h2>La capacità di risposta di Taipei</h2>
<p>Va da sé che, in caso di scontro aperto tra Cina e Taiwan, i ruoli ricoperti dai due attori sarebbero facilmente definibili: offensivo per Pechino, difensivo per Taipei. Eppure, la piccola isola non ha alcuna intenzione di passare per semplice vittima sacrificale. Intanto l&#8217;<strong>esercito taiwanese</strong> ha fatto sapere che condurrà esercitazioni militari martedì 9 e giovedì 11 agosto nella contea di Pingtung, nel sud. Secondo l&#8217;agenzia di stampa di Taiwan, queste manovre sono una risposta alle esercitazioni militari cinesi. A essere coinvolti nelle esercitazioni saranno veicoli da combattimento ed elicotteri, oltre a tiratori scelti.</p>
<p>Al di là delle prove di forza, è interessante ragionare sulle capacità missilistiche dei due Paesi. Per quanto riguarda la Cina c&#8217;è poco da dire: i missili di Pechino sono puntati su Taiwan da anni, pronti ad ogni evenienza. Il discorso si fa più interessante se cambiamo prospettiva. Taipei è in teoria in possesso di missili capaci di colpire obiettivi cinesi nonché la terraferma della Repubblica Popolare.</p>
<p>Lo Hsiung Feng III può lambire le coste della provincia del <strong>Fujian</strong>, mentre il Wan Chen può penetrare nel cuore della stessa provincia. Attenzione poi al Tien Chi sparato dalle isole Tungyn, a ridosso della Cina, ma soprattutto allo Hsiung Feng IIE e allo Yun Feng I, ancora in fase di rodaggio. Con questi ultimi due missili, infatti, Taiwan potrebbe rispettivamente colpire bersagli situati tra lo <strong>Jiangxi</strong>, il Fujian e lo <strong>Zhejiang</strong> e praticamente tutta la <strong>Cina occidentale</strong>. Guai, dunque, a sottovalutare Taiwan.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-confronto-missilistico-tra-taiwan-e-la-cina-cosi-taipei-puo-colpire-pechino.html">Il confronto missilistico tra Taiwan e la Cina: così Taipei può colpire Pechino</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il nuovo missile Usa che farà tremare la Russia e la Cina</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-nuovo-missile-usa-che-fara-tremare-la-russia-e-la-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 May 2020 12:50:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Capacità missilistica]]></category>
		<category><![CDATA[Missili balistici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Lo abbiamo, è un missile ipersonico in grado di volare almeno 17 volte più veloce di quelli dei nostri rivali&#8221;. Con questa parole, come riportato dalla testata giornalistica The Guardian, Donald Trump annuncia il nuovo armamento in mano agli Stati Uniti, il quale avrebbe già positivamente superato i test e che dovrà essere dato in dotazione nei &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-nuovo-missile-usa-che-fara-tremare-la-russia-e-la-cina.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Lo abbiamo, è un <strong>missile ipersonico</strong> in grado di volare almeno 17 volte più veloce di quelli dei nostri rivali&#8221;. Con questa parole, come riportato dalla testata giornalistica <em><a href="https://www.theguardian.com/us-news/2020/may/15/super-duper-missile-us-trump-military">The Guardian</a>, </em><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a> annuncia il nuovo armamento in mano agli Stati Uniti, il quale avrebbe già positivamente superato i test e che dovrà essere dato in dotazione nei prossimi mesi all&#8217;esercito statunitense. Il progetto, confermato anche dal segretario alla Difesa <strong>Mark Esper</strong>, è considerato dalla Casa Bianca di vitale importanza per tenere il passo con i principali rivali internazionali della Russia e della Cina, che negli ultimi anni hanno compiuto grandi passi in avanti sul terreno dei missili balistici a lungo raggio. E abbinato alle recenti volontà del presidente Trump di ritirare gli Stati Uniti dal <a href="https://it.insideover.com/politica/presto-sara-rinnovato-il-trattato-start.html">trattato Start</a>, accresce ancora una volta i <strong>timori</strong> legati ad una nuova corsa agli armamenti in grado di mettere l&#8217;umanità di fronte ad una potenza di fuoco mai vista prima.</p>
<h2>Gli Stati Uniti recuperano terreno?</h2>
<p>Come già sottolineato da <a href="https://it.insideover.com/politica/guerra-degli-armamenti-adesso-pompeo-apre-alla-cina.html"><em>InsideOver</em></a>, gli Stati Uniti in questi anni hanno portato avanti un programma militare volto più al potenziamento delle strumentazioni <strong>difensive</strong>, passando principalmente tramite l&#8217;ammodernamento delle strumentazioni già in utilizzo. Tuttavia, al tempo stesso la Russia è stata in grado di sviluppare un folto programma balistico che ha surclassato i modelli americani, rendendoli obsoleti e non in grado di rendere il confronto. Il tutto, mentre anche la <strong>Cina</strong> ha da poco annunciato la propria volontà di<strong> triplicare</strong> le testate nucleari in suo possesso, per non farsi cogliere impreparata rispetto a Mosca e Washington e dando definitivamente il via ad una corsa a tre per il predominio tecnologico militare.</p>
<p>Col programma balistico-spaziale portato già avanti in segreto negli ultimi anni e grazie agli ingenti investimenti messi in campo dal governo statunitense, Trump è convinto però di poter superare i concorrenti, mettendo in campo un&#8217;arma che al momento non avrebbe rivali in termini di gittata e di velocità. E benché i portavoce della Casa Bianca &#8211; una volta ricevute le domande ai margini della conferenza stampa &#8211; non abbiano ancora rilasciato dichiarazioni specifiche, la sensazione è che gli Stati Uniti siano riusciti davvero a mettere a punto un&#8217;arma dalla <strong>potenza devastante</strong>.</p>
<h2>La corsa ai missili supersonici</h2>
<p>Poche settimane fa anche il <strong>Cremlino</strong> aveva annunciato la messa a punto di un&#8217;arma capace di doppiare la barriera del suono di almeno 20 volte, trasformandosi quasi in una &#8220;palla di fuoco volante&#8221;. Ed è anche in questo contesto ed in risposta a questa metafora che è da intendersi la pirotecnica conferenza stampa degli Stati Uniti, decisi a non farsi superare da Mosca anche sotto il <strong>piano scenografico</strong>.</p>
<p>Tuttavia, dalle attenzioni rivolte dalla Russia e dagli Stati Uniti ai rispettivi programmi balistici si intende come il nuovo terreno di scontro tra le due potenze sarà giocato principalmente sull&#8217;intimidazione che passa tramite il possesso di armamenti balistici sofisticati. In fondo &#8211; come già considerato valido durante la <strong>Guerra Fredda</strong> &#8211; è nelle corde sia di Mosca sia di Washington la credenza circa la quale siano proprio gli armamenti il più grande veicolo di pace, a causa del timore che un piccolo sgarbo possa provocare un&#8217;escalation missilistica dalle conseguenze devastanti.</p>
<p>In questo scenario, dunque, i programmi balistici di entrambi i Paesi &#8211; e del dragone cinese &#8211; sono stati e continuano ad essere portati avanti, cercando ogni volta di superare non soltanto i propri ma anche i limiti dei propri avversari; in una corsa agli armamenti che sta diventando sempre più interessante &#8211; e <strong>terrificante</strong>. E se gli Stati Uniti si riveleranno davvero in grado di riuscire a gestire questa nuova arma balistica, anche la risposta analoga del Cremlino non tarderà sicuramente ad arrivare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-nuovo-missile-usa-che-fara-tremare-la-russia-e-la-cina.html">Il nuovo missile Usa che farà tremare la Russia e la Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Quei missili killer della Cina  che preoccupano il Pentagono</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/i-missili-killer-cinesi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Oct 2018 06:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[b-2]]></category>
		<category><![CDATA[Capacità missilistica]]></category>
		<category><![CDATA[guam]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1287" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8652600.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8652600.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8652600-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8652600-768x515.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8652600-1024x686.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Pentagono è preoccupato dai missili tattici cinesi, e per questo schiera i bombardieri strategici B-2 &#8220;Spirit&#8221; nella base aerea di Pearl Harbor, dalla quale proseguono le esercitazioni aeree dimostrative definite &#8220;intimidatorie&#8221; dal governo di Pechino. Contestualmente, le immagini satellitari hanno individuato bombardieri strategici cinesi Xian H-6J armati di missili anti-nave: e questo è segno che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-missili-killer-cinesi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1287" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8652600.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8652600.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8652600-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8652600-768x515.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8652600-1024x686.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il Pentagono è preoccupato dai <strong>missili tattici cinesi</strong>, e per questo schiera i bombardieri strategici B-2 &#8220;Spirit&#8221; nella base aerea di Pearl Harbor, dalla quale proseguono le esercitazioni aeree dimostrative definite &#8220;intimidatorie&#8221; dal governo di Pechino. Contestualmente, le immagini satellitari hanno individuato bombardieri strategici cinesi Xian H-6J armati di missili anti-nave: e questo è segno che anche la Cina vuole mostrare i &#8220;muscoli nel Pacifico&#8221;.</p>
<p>Gli analisti militari cinesi li chiamano &#8220;<strong>Guam Killer</strong>&#8221; per destare scalpore, ed è il soprannome affibbiato al missile balistico <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.defensenews.com/global/asia-pacific/2018/04/26/china-deploys-advanced-df-26-missile/">Df-26</a>, che con una portata di oltre 4mila chilometri sarebbe capace di colpire con testate nucleari tattiche la principale base aera statunitense nel Pacifico situata sull&#8217;isola di Guam: vettore strategico per le operazioni della regione dell&#8217;Indo-pacifico. Secondo i funzionari cinesi infatti, gli americani starebbero predisponendo le forze per lanciare operazioni d&#8217;attacco basate sui bombardieri &#8220;invisibili&#8221;, e le dichiarazioni dell&#8217;operatività di questi nuovi missili dovrebbe fungere come monito.</p>
<p></p>
<p>Per questo stesso motivo gli Stati Uniti stanno pensando a &#8220;piani d&#8217;accatto che non prevedano Guam&#8221;, e hanno deciso si inviare 3 bombardieri strategici a lungo raggio con capacità stealth (e oltre 200 avieri) nella celebre base di<strong> Pearl Harbor</strong>alle Hawaii. Per dimostrare che <strong>potrebbero sferrare un attacco in ogni momento</strong>, senza dove per forza utilizzare il vettore di Guam come <em>hub</em>. Insieme ai caccia da superiorità aerea F-22 &#8220;Raptor&#8221;lo schieramento dei B-2 permetterebbe all&#8217;avamposto delle Hawaii di sferrare un duro colpo con la tecnologia più letale e rodata messa a disposizione dell&#8217;Usaf.</p>
<p>&#8220;Sebbene i bombardieri ruotino regolarmente in tutto l&#8217;Indo-Pacifico, il primo schieramento di B-2 Spirit nella base di Pearl Harbor rappresenta un segnale&#8221;, ha dichiarato un portavoce dell&#8217;Aeronautica statunitense.</p>
<p></p>
<p>La base aera di Guam è sempre stata la base d&#8217;ordinanza nella quale erano schierati i bombardieri strategici, ma l&#8217;operatività raggiunta dai missili a lungo-raggio, nordcoreani prima, e cinesi adesso, ha dimostrato come le forze debbano essere dislocate in più punti strategici per prevenire ogni genere di minaccia. Il<strong> pacchetto di &#8220;all-stealth strike&#8221;</strong> composto dagli <strong>F-22</strong> e B-2 potrebbe infatti colpire le basi di lancio dei missili in ogni momento. I caccia F-22 svolgerebbero un doppio ruolo: quello di difendere i bombardieri, e quello di sfruttare la loro &#8220;bassa osservabilità&#8221; per sopprimere obiettivi indispensabili alla griglia di difesa nemica, aprendo la strada ai bombardieri e potendo contare sulle propria capacità di superiorità aerea in caso di uno scontro con gli intercettori nemici.</p>
<p>Questo segnale è una risposta abbastanza chiara alle dimostrazioni dell&#8217;Esercito cinese, in una fase di tensione internazionali crescenti che vede sempre più contrapposte Washington e Pechino. Un pericoloso gioco di &#8220;gatto e topo&#8221;, che ha parole ha già ha schierato sulla carta un attacco e un contrattacco nucleare.</p>
<p></p>
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		<title>Le nuove armi di Cina e Russia che inquietano il Pentagono</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/armi-cina-russia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Mar 2018 07:47:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Capacità missilistica]]></category>
		<category><![CDATA[Oceano Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[Pentagono]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="363" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/1453147823-pentagon.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/1453147823-pentagon.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/1453147823-pentagon-300x136.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/1453147823-pentagon-768x348.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Come riporta il Washington Examiner, &#8220;l&#8217;era della portaerei americana come la principale incarnazione della potenza militare potrebbe finire, a meno che gli Stati Uniti non sviluppino le difese per la prossima generazione di armi ipersoniche altamente manovrabili e super veloci in fase di sviluppo da parte della Russia e della Cina&#8221;. Insomma, le forze armate &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/armi-cina-russia.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="363" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/1453147823-pentagon.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/1453147823-pentagon.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/1453147823-pentagon-300x136.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/1453147823-pentagon-768x348.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p><p>Come riporta il <a href="http://www.washingtonexaminer.com/chinas-hypersonic-weapons-could-sink-us-aircraft-carriers-pentagon-official-says/article/2650816"><em>Washington Examiner</em></a>, &#8220;l&#8217;era della <strong>portaerei</strong> americana come la principale incarnazione della potenza militare potrebbe finire, a meno che gli Stati Uniti non sviluppino le difese per la prossima generazione di <strong>armi ipersoniche</strong> altamente manovrabili e super veloci in fase di sviluppo da parte della Russia e della Cina&#8221;. Insomma, le forze armate statunitensi sono molto preoccupate, perché gli indizi che arrivano da Pechino e, in parte, da Mosca, inducono a ritenere che siamo di fronte a una nuova sfida per la geostrategia Usa nel Pacifico (e non solo) a cui il Pentagono non sembra ancora del tutto pronto.</p>
<p><strong>Michael Griffin</strong>, sottosegretario alla Difesa per la ricerca e l&#8217;ingegneria, ha affermato al quotidiano statunitense che la Cina spende già miliardi di dollari per sviluppare una versione non nucleare delle armi che potrebbe rendere le portaerei degli Stati Uniti vulnerabili agli attacchi senza avere ancora modo di potersi tutelare. Un pericolo estremamente importante, soprattutto perché i mari del <strong>Pacifico</strong>, dove è più forte la frizione fra le due potenze, sono da anni caldi e, da alcuni mesi, più che bollenti.</p>
<p>&#8220;In cifre tonde, la <strong>Cina</strong> ha svolto 20 volte il maggior numero di test di armi ipersoniche rispetto agli Stati Uniti negli ultimi dieci anni&#8221;, ha detto Griffin alla McAleese-Credit Suisse Defense Conference. Cifre che fanno impallidire il Pentagono e che stanno preoccupando notevolmente gli strateghi che si occupano di ocme tutelare le forze Usa nel Pacifico di fronte a queste minacce.</p>
<p></p>
<p>&#8220;Quando i cinesi possono schierare sistemi tattici o regionali ipersonici, sono a rischio tutti i nostri gruppi di battaglia. Tengono <strong>a rischio l&#8217;intera flotta di superficie</strong>. E sono a rischio le nostre forze terrestri schierate negli avamposti&#8221;, ha detto Griffin. Insomma, non è un problema secondario. Soprattutto adesso che la Cina ha manifestato a tutti la sua volontà di non essere più considerata un gigante esclusivamente commerciale, ma che vuole essere riconosciuta quale potenza militare in grado di decidere le sorti delle aree che ritiene di sua stretta competenza o interesse.</p>
<p>Griffin ha detto che sviluppare le difese per la minaccia ipersonica è la priorità tecnica numero uno per il Pentagono. &#8220;Senza la nostra capacità di difendere e senza almeno una capacità di risposta equa sul lato offensivo, allora quello che abbiamo fatto è che abbiamo permesso che esistesse una situazione in cui le nostre forze schierate sono a rischio. Non possiamo fare lo stesso rispetto a loro &#8220;, ha detto Griffin. La chiusura del sottosegretario rende bene la situazione: &#8220;La nostra unica risposta è di lasciarli fare a modo loro o di andare verso il <strong>nucleare</strong>. Bene, questa dovrebbe essere una situazione del tutto inaccettabile per gli Stati Uniti&#8221;.</p>
<p>I velivoli di planata ipersonici sono aerei senza pilota che viaggiano a più di cinque volte la velocità del suono, a più di un miglio al secondo, ben al di sotto delle capacità delle difese missilistiche degli Stati Uniti. Possono trasportare armi convenzionali o nucleari e raggiungere qualsiasi parte del mondo in tre ore o meno.</p>
<p></p>
<p>&#8220;Il vantaggio dei sistemi ipersonici è, a grandi linee, indipendentemente dal loro raggio d&#8217;azione, che essi volano al di sotto della difesa missilistica e al di sopra della difesa aerea&#8221; ha spiegato Griffin.&#8221;Questo è un settore in cui non abbiamo investito molto tempo recentemente, e se dovessi scegliere la mia priorità tecnica più alta risponderei che, sia in senso offensivo che difensivo, quella sarebbe la mia priorità&#8221;, ha detto Griffin.</p>
<p>Un concetto già espresso a giugno del 2017 dall&#8217;ammiraglio <strong>Harris</strong>, a guida del <strong>Us Pacific Command</strong>. In audizione al Congresso il mese precedente, <a href="http://www.thedrive.com/the-war-zone/12456/the-united-states-and-australia-quietly-test-hypersonic-missiles">l&#8217;ammiraglio dichiarò</a>: &#8220;Sono preoccupato per lo sviluppo di armi ipersoniche cinesi e russe e ho espresso queste preoccupazioni nei posti giusti&#8221;. &#8220;Quello che possiamo fare è sviluppare le nostre armi ipersoniche e migliorare le nostre difese contro le loro&#8221;, ha detto Harris a una sottocommissione della Camera. E infatti, gli Stati Uniti stanno sviluppando non solo armi ipersoniche ma anche sistemi per contrastarle.</p>
<p>L&#8217;amministrazione Trump, nella sua dichiarazione di bilancio fiscale 2018 al Congresso il mese scorso, ha richiesto 75 milioni di dollari solo per &#8220;difesa ipersonica&#8221; come parte di un piano di finanziamento complessivo di 7,9 miliardi per le difese missilistiche. Ma i critici del Congresso lamentano che sia ben al di sotto del livello annuale di finanziamento di 9 miliardi previsto dall&#8217;amministrazione Bush. I test, comunque, continuano.</p>
<p></p>
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		<title>Cos&#8217;è il &#8220;rinascimento missilistico&#8221;  e perché dobbiamo preoccuparci</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/missili-rinascimento-mondo-preoccuparci.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Feb 2018 08:24:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Capacità missilistica]]></category>
		<category><![CDATA[Missile Balistico Intercontinentali (Icbm)]]></category>
		<category><![CDATA[Missili balistici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/LAPRESSE_20170916135906_24319761.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/LAPRESSE_20170916135906_24319761.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/LAPRESSE_20170916135906_24319761-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/LAPRESSE_20170916135906_24319761-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/LAPRESSE_20170916135906_24319761-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Gli Stati del mondo tornano a investire sui missili e per Ian Williams, direttore associato presso il Center for Strategic and International Studies, ci sono tutti i segnali per ritenere di stare per &#8220;entrare in un rinascimento missilistico&#8220;. Come riferito dal New York Times in una recente inchiesta, i dati delle potenze militari non lasciano dubbi: il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/missili-rinascimento-mondo-preoccuparci.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/LAPRESSE_20170916135906_24319761.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/LAPRESSE_20170916135906_24319761.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/LAPRESSE_20170916135906_24319761-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/LAPRESSE_20170916135906_24319761-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/LAPRESSE_20170916135906_24319761-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Gli Stati del mondo tornano a investire sui<strong> missili</strong> e per Ian Williams, direttore associato presso il Center for Strategic and International Studies, ci sono tutti i segnali per ritenere di stare per &#8220;entrare in un <strong>rinascimento missilistico</strong>&#8220;. Come riferito dal <a style="color: #0000ff" href="https://www.nytimes.com/interactive/2018/02/07/world/asia/north-korea-missile-proliferation-range-intercontinental-iran-pakistan-india.html?mc=adintl&amp;mcid=keywee&amp;mccr=intmob&amp;ad-keywords=IntlAudDev&amp;kwp_0=686997&amp;kwp_4=2435049&amp;kwp_1=1028962"><em>New York Times</em></a> in una recente inchiesta, i dati delle potenze militari non lasciano dubbi: il mondo sta diventando sempre più pericoloso e i governi virano su sistemi balistici all&#8217;avanguardia e sempre più potenti e capaci di raggiungere distanze maggiori. Ma questo comporta un rischio non solo perché sempre più Paesi aumentano la propria capacità distruttiva, ma soprattutto perché aumentano le possibilità che gli Stati ritengano che il proprio arsenale sia oggetto di una guerra più o meno preventiva da parte di un altro. Tutto ciò non fa che accrescere le tensioni e far cadere il mondo in una spirale di violenza difficile da fermare e col rischio che questi arsenali cadano in mano di gruppi terroristici o di milizie che imperversano in Paesi potenzialmente in guerra.</p>
<p>[Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;839&#8243; gal_title=&#8221;Test missile Hwasong-12&#8243;]</p>
<p></p>
<p>I Paesi che investono in missili cercano spesso, attraverso questa politica, di scoraggiare gli avversari regionali. Tuttavia gli effetti di questa corsa agli armamenti si propagano non solo in tutta la regione, ma in tutto il mondo, scatenando un effetto a catena di Stati che riconsiderano le loro politiche per seguire l&#8217;andamento mondiale. Un circolo vizioso per cui più Stati hanno missili, più aumentano quelli che li vogliono per evitare di essere colpiti o per evitare che il proprio arsenale lo sia. Una sorta di deterrenza missilistica che però, a differenza di quella nucleare, è meno sdoganata. Così, mentre il &#8220;club&#8221; degli Stati che possono colpire tutto il pianeta, rimane composto da cinque Stati &#8211; che tra l&#8217;altro sono i membri del <strong>Consiglio di Sicurezza</strong> delle Nazioni Unite &#8211; giungono continuamente nuovi Stati a voler ambire a questo primato balistico e che sono disposti a investire gran parte del proprio budget della Difesa a questo scopo. La <strong>Corea del Nord</strong> è un esempio tipico di questa corda alla missilistica. Come riporta il <em>Nyt</em>, le stime sul raggio massimo dei missili nordcoreani sono passate da 745 miglia nel 1990 a più di 8.000 miglia con gli ultimi test del 2017.</p>
<p>Ma, come detto più volte in questa testata, non è certo solo la Corea del Nord ambire a questa capacità missilistica. Il <strong>Pakistan</strong>, ad esempio, ha iniziato a investire tantissimo nel suo programma missilistico già negli anni &#8217;90.Verso la metà degli anni 2000, Islamabad aveva raggiunto la capacità di colpire la maggior parte del territorio indiano, principale rivale regionale. E l&#8217;<strong>India</strong>, dal canto suo, ha iniziato prima a raggiungere una capacità di lancio in grado di colpire i suoi diretti concorrenti asiatici, in particolare il Pakistan e la Cina, e adesso sta sviluppando, in particolare con l&#8217;Agni-V, un potenziale balistico in grado di farla entrare in tempi non troppo lunghi nel gruppo degli Stati possessori di Icbm e in grado di colpire chiunque. I <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/lindia-testa-un-missile-balistico/">test dei missili intercontinentale aumentano</a> e ottengono sempre risultati più soddisfacenti per il governo di Nuova Delhi che adesso potrebbe arrivare a produrre missili capaci di colpire un obiettivo a 5mila chilometri di distanza.</p>
<p></p>
<p>In Medio Oriente, le cose non vanno certo meglio. I tre principali avversari della regione, <strong>Arabia Saudita</strong>, <strong>Iran</strong> e <strong>Israele</strong>, hanno notevoli capacità missilistiche e uno di loro, Israele, ha anche un arsenale nucleare la cui grandezza è ancora oggetto di discussione. Questo chiaramente non aiuta la serenità della regione che vede anche un aumento della capacità missilistica da parte di attori non statuali, come gli <strong>houti</strong>, che hanno quantomeno raggiunto la capacità di colpire buona parte del territorio saudita visti gli attacchi anche<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/missili-yemeniti-raggiungono-cuore-del-territorio-saudita/"> nelle stesse vicinanze di Riad</a>. Non un raggio enorme come quello degli Icbm, ma fa riflettere la possibilità che gruppi di miliziani abbiano il potere di raggiungere con i missili territori lontani tra le 500 e le 600 miglia. </p>
<p>A questo incremento della missilistica, si aggiunge poi l&#8217;aumento degli investimenti nella cantieristica navale, in particolare per <strong>sottomarini lanciamissili</strong>. La costruzione di un mezzo in grado di raggiungere potenzialmente ogni specchio d&#8217;acqua e che lancia missili a migliaia di chilometri, evita anche l&#8217;obbligo di produrre vettori che colpiscano direttamente dal territorio dello Stato in questione il territorio che si vuole raggiungere. L&#8217;India e<a href="http://www.occhidellaguerra.it/la-corea-del-nord-si-rafforza-avra-sottomarino-missili-balistici/"> la Corea del Nord</a>, ad esempio, hanno avviato da molti anni il processo di costruzione di questi mezzi sottomarini proprio per ovviare a questo ostacolo logistico e sono in procinto di completare il loro programma di costruzione.</p>
<p></p>
<p><a href="http://www.ilgiornale.it/news/cronache/i-nostri-reporter-raccontano-violenze-sui-cristiani-nel-1493669.html"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-42557 size-full" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/02/bannerino-occhi.jpg" alt="bannerino-occhi" width="745" height="100" /><br /></a></p>
<p>Cristiani nel mirino: è questo il tema dell&#8217;incontro del<strong> 20 febbraio</strong> durante il quale Fausto Biloslavo e Gian Micalessin racconteranno la realtà drammatica di chi è perseguitato per la propria fede. L&#8217;incontro si terrà martedì 20 febbraio alle ore 17 in via Gaetano Negri 4. <strong>I posti sono limitati. Per partecipare potete scrivere a info@gliocchidellaguerra.it o chiamare il numero 028566445/028566308</strong></p>
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		<title>Kim ha raggiunto l&#8217;obiettivo:  costringere gli altri a trattare</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/kim-raggiunto-lobiettivo-costringere-gli-altri-trattare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Nov 2017 12:04:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Capacità missilistica]]></category>
		<category><![CDATA[Missile Balistico Intercontinentali (Icbm)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20170916140155_24319837.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20170916140155_24319837.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20170916140155_24319837-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20170916140155_24319837-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20170916140155_24319837-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il lancio del missile Hwasong-15 cambia di nuovo le carte in tavola nella crisi della penisola nordcoreana. Kim Jong-un, dopo due mesi di assoluto silenzio, è tornato a parlare. Lo ha fatto tramite il razzo più potente testato fino ad ora dall’esercito della Corea del Nord ed è un segnale che tutti hanno preso molto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/kim-raggiunto-lobiettivo-costringere-gli-altri-trattare.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20170916140155_24319837.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20170916140155_24319837.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20170916140155_24319837-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20170916140155_24319837-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20170916140155_24319837-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il lancio del missile<strong> Hwasong-15</strong> cambia di nuovo le carte in tavola nella crisi della penisola nordcoreana.<strong> Kim Jong-un</strong>, dopo due mesi di assoluto silenzio, è tornato a parlare. Lo ha fatto tramite il razzo più potente testato fino ad ora dall’esercito della <strong>Corea del Nord</strong> ed è un segnale che tutti hanno preso molto sul serio. A dimostrare la serietà e la gravità della situazione, sono state le parole del presidente Trump, anzi, soprattutto le parole non dette da Donald Trump. Se fino ad oggi il presidente Usa aveva sfoggiato una retorica tra il bellicista e il denigratorio nei confronti del leader nordcoreano, questa volta le parole sono state molto più accorte, dosate, quasi rispettose. “Ce ne occuperemo. È una situazione che gestiremo”, ha detto il presidente degli Stati Uniti, in un tono che ha dimostrato che qualcosa è cambiato nella percezione di quello che sta avvenendo in Corea. Il presidente Usa ha telefonato immediatamente dopo il test missilistico sia il presidente sudcoreano, <strong>Moon Jae-in</strong>, sia il primo ministro giapponese, <strong>Shinzo Abe</strong>. I due leader asiatici, partner fondamentali della struttura americana nel Pacifico, si erano già detti concordi nel considerare Pyongyang “sponsor del terrorismo” e si sono detti molto preoccupati dall’ultima provocazione della Corea del Nord. Gli stessi servizi sudcoreani avevano recentemente informato il governo e la stampa del fatto che ritenessero ormai quasi completato il programma nucleare nordcoreano, tanto che si riteneva il 2018 l’anno della svolta di tutto il progetto della dinastia Kim. Con il test di ieri, la Corea del Nord ha dimostrato che, potenzialmente, può arrivare a colpire a una distanza di circa 8mila miglia. E, secondo quanto detto dal ministro della Difesa giapponese, Itsunori Onodera, ha confermato che il regime di Kim “potrebbe avere i mezzi per il rientro nell&#8217;atmosfera”: il punto più alto del programma missilistico della Corea del Nord, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/la-corea-del-nord-lanciato/">come ampiamente analizzato da Franco Iacch per la nostra testata</a>.</p>
<p></p>
<p>Dal punto di vista politico, questo missile dimostra che la Corea del Nord ha raggiunto una capacità negoziale molto superiore a quanto si potesse credere. E non è un caso che la risposta della Cina a questo missile sia stata quella di “profonda preoccupazione”. Perché, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.scmp.com/news/china/diplomacy-defence/article/2122117/beijing-condemns-latest-missile-test-analysts-say-may">come ha detto Cai Jiain della Fudan University al <em>South China Morning Post</em></a>, “ciò significa che la Corea del Nord è molto vicina ad avere reali capacità di attacco nucleare e deterrenza”. Insomma, la Corea del Nord potrebbe a questo punto entrare a forza, più che di diritto, nel tavolo delle potenze nucleari asiatiche. Un tavolo cui appartengono già tanti Stati, ma a cui nessuno voleva far arrivare il regime di Kim. Se per la Cina, la Corea del Nord è stata per anni un alleato scomodo ma utile, adesso rischia di trasformarsi in un vicino scomodo e basta, che può minacciare l’uso dell’atomica portando la tensione a livelli altissimi. E adesso potrebbe avere anche i vettori adeguati, premettendo che la miniaturizzazione della testata sembra ancora non sia stata raggiunta. Ma tanto basta, forse, per far scendere gli Stati Uniti a compromesso, e con essi Corea del Sud e Giappone. Un tavolo che la Cina teme in quanto sarebbe costretta ad accettare Pyongyang come potenza e non più come Stato da poter guidare, arrivando anche potenzialmente a dover assistere a un accordo fra Usa e Nord Corea.</p>
<p>Il governo cinese ha da tempo cercato di attivare ogni canale diplomatico sia con gli Stati Uniti e suoi partner, sia con la Corea del Nord, per giungere alla soluzione della crisi. Ma i segnali sono molto inquietanti. L’inviato di Pechino sembra non sia stato ricevuto dal dittatore nordcoreano, ed è stato considerato da tutti come un pessimo messaggio rivolto a Xi Jinping da parte di Kim. Pochi giorni prima del test missilistico,<a href="http://www.occhidellaguerra.it/la-cina-isola-la-corea-del-nord-stop-ai-voli-pyongyang/"> la Cina aveva chiuso il traffico aereo per Pyongyang e quello commerciale attraverso il ponte dell’Amicizia</a>, sul fiume Yalu. Quasi a voler dimostrare di poter “soffocare” la ribellione della Corea del Nord. A conferma di questa crescente tensione al confine fra Corea del Nord e Cina, i soldati della 78a unità militare del comando settentrionale &#8211; con sede a Harbin, provincia di Heilongjiang, alla frontiera con la Corea del Nord &#8211; hanno condotto una serie di esercitazioni a est della Mongolia, sabato mattina. Le esercitazioni si sono svolte tra la neve e temperature di molti gradi sotto lo zero, con un focus particolare su scontri a fuoco tra unità, interferenze elettromagnetiche e ricognizioni aeree. Sono esercizi di routine, ma il fatto che arrivino quando è stato chiuso al traffico il ponte che rappresenta l’unica fonte di sostentamento della Corea del Nord, ha lasciato spazio a molti interrogati sul vero significato politico di queste manovre militari.</p>
<p></p>
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		<title>Aumentano capacità russe in Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/aumentano-capacita-russe-in-europa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Aug 2016 09:39:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Capacità missilistica]]></category>
		<category><![CDATA[Missili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/08/%D0%A1-400_%C2%AB%D0%A2%D1%80%D0%B8%D1%83%D0%BC%D1%84%C2%BB.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/08/%D0%A1-400_%C2%AB%D0%A2%D1%80%D0%B8%D1%83%D0%BC%D1%84%C2%BB.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/08/%D0%A1-400_%C2%AB%D0%A2%D1%80%D0%B8%D1%83%D0%BC%D1%84%C2%BB-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/08/%D0%A1-400_%C2%AB%D0%A2%D1%80%D0%B8%D1%83%D0%BC%D1%84%C2%BB-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/08/%D0%A1-400_%C2%AB%D0%A2%D1%80%D0%B8%D1%83%D0%BC%D1%84%C2%BB-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’Institute for the Study of War, think tank di Washington, ha rilasciato un grafico informativo che evidenzia la crescente copertura missilistica terra-aria della Russia in Europa. Dagli Stati baltici a gran parte dell&#8217;Ucraina e del Mar Nero, dalla Polonia settentrionale alla Siria e parte della Turchia, senza tralasciare il Joint Air Defense Network che Mosca &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/aumentano-capacita-russe-in-europa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/08/%D0%A1-400_%C2%AB%D0%A2%D1%80%D0%B8%D1%83%D0%BC%D1%84%C2%BB.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/08/%D0%A1-400_%C2%AB%D0%A2%D1%80%D0%B8%D1%83%D0%BC%D1%84%C2%BB.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/08/%D0%A1-400_%C2%AB%D0%A2%D1%80%D0%B8%D1%83%D0%BC%D1%84%C2%BB-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/08/%D0%A1-400_%C2%AB%D0%A2%D1%80%D0%B8%D1%83%D0%BC%D1%84%C2%BB-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/08/%D0%A1-400_%C2%AB%D0%A2%D1%80%D0%B8%D1%83%D0%BC%D1%84%C2%BB-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L’<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://iswresearch.blogspot.it/2016/08/russian-anti-access-and-area-denial.html" target="_blank">Institute for the Study of War</a>, think tank di Washington, ha rilasciato un grafico informativo che evidenzia la c<strong>rescente copertura missilistica terra-aria della Russia in Europa</strong>. Dagli Stati baltici a gran parte dell&#8217;Ucraina e del Mar Nero, dalla Polonia settentrionale alla Siria e parte della Turchia, senza tralasciare il Joint Air Defense Network che Mosca gestisce in cooperazione con in Bielorussia ed Armenia. La Russia ha poi alterato l&#8217;equilibrio delle forze nel Mar Nero, nel Mediterraneo orientale e nel Medio Oriente attraverso la definizione di grandi zone A2D2, anti-access area-denial, nell’ambito di una precisa strategia di negazione. Nel grafico sono mostrati i principali asset difensivi di Mosca che, in un ipotetico scontro con la Nato, potrebbero ostacolare la capacità delle forze aeree statunitensi di accedere nelle zone operative. Le aree di difesa create dai russi &#8211; scrivono dal think tank – negherebbero la supremazia aerea nelle aree di rilevanza strategica. L’Institute for the Study of War conferma i timori del Pentagono per la crescente capacità SAM di Mosca.L’esempio di KaliningradL’enclave russa tra Polonia e Lituania con accesso diretto al mar Baltico è fondamentale nello scacchiere strategico russo. Se scoppiasse una crisi tra l’Europa e la Russia, Mosca potrebbe instaurare una no-fly zone che si estenderebbe da Kaliningrad fino a coprire un terzo dello spazio aereo polacco. I russi hanno schierato a Kaliningrad probabilmente il meglio della loro attuale tecnologia militare:<strong> dagli S-400 Triumph ai missili balistici Iskander-M</strong>. Sistemi integrati quindi, per un asset A2 / AD (anti-accesso/area di diniego). Il sistema stratificato ed integrato di difesa aerea e missilistica schierato prevede radar di allarme precoce e battaglioni armati con sistemi S-300/S400. <strong>Il Cremlino ha schierato a Kaliningrad tre brigate d’élite completamente equipaggiate</strong>.<img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-15412" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2016/08/unnamed.png" alt="unnamed" />Forze meccanizzate supportate da una brigata di artiglieria, basata come potenza primaria su 54 sistemi di grosso calibro. La 7054 Air Base ospita in turnazione quasi cinquanta velivoli tra elicotteri pesanti e caccia. A Kaliningrad, Mosca  schiera anche la 152a brigata missilistica del Distretto Occidentale equipaggiata con i missili balistici Iskander-M. Il sistema missilistico Iskander–M, prodotto dalla Kolomna KBM, è stato ufficialmente adottato dall&#8217;esercito russo nel 2006. La versione interna o M ha una gittata massima dichiarata di 480 km (in fase di test la possibilità di estendere il raggio ben oltre i 500 km) con una CEP o probabilità di errore circolare di 10 metri. L&#8217;Iskander è stato progettato per eludere i più avanzati sistemi di difesa aerea, compreso lo scudo spaziale americano. Capace di una velocità massima di 7mila km/h, l’Iskander nella fase terminale del volo si affida ad una guida optoelettronica, compiendo brusche manovre per eludere le difese aeree e rilasciando esche per ingannare i radar nemici. E’ corretto definire il sistema missilistico Iskander come una delle armi più letali dell&#8217;arsenale russo: progettato come un sistema balistico ad alta precisione, ma ottimizzato per l&#8217;utilizzo a distanza ravvicinata, sotto le 500 miglia. I missili possono essere lanciati in 16 minuti ed in quattro minuti in caso di prontezza operativa. Il secondo missile (solo per la versione interna) può essere lanciato in meno di 50 secondi. Isolata dalla Russia se non per via mare (in caso di conflitto i collegamenti ferroviari sarebbero inaffidabili), Kaliningrad è stata fortificata per arrecare il massimo delle perdite ad un attacco preventivo della NATO.Il mare, infineAl centro della nuova strategia marittima del Cremlino si trovano i mari che circondano la Russia, in un arco teorico di proiezione che va dall’Artico al Mediterraneo. Quello che al Pentagono è noto come “<strong><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/larco-dacciaio-di-putin/" target="_blank">arco d’acciaio</a></strong>”, è un’ideale tratto militarizzato dai russi in grado di confrontarsi con le forze della Nato in un ipotetico scontro.<a href="http://www.occhidellaguerra.it/larco-dacciaio-di-putin/" target="_blank">Per approfondire: L'&#8221;arco d&#8217;acciaio&#8221; di Putin</a>L’arco d’acciaio sarebbe stato espressamente teorizzato sulle capacità della Marina russa di contrastare quella della Nato e degli Stati Uniti. Mosca ha investito miliardi di dollari nel riattivare le basi nell’Artico e nel dislocare battaglioni operativi a protezione delle batterie missilistiche a medio e lungo raggio. Le capacità russe nel Baltico continuano ad aumentare mentre la flotta permanente del Mediterraneo è supportata dalla rinata capacità nel Mar Nero. L’arco d’acciaio andrebbe visto come la risposta russa al percepito accerchiamento militare delle strutture militari della Nato ed una capacità di proiettare il potere nel settore marittimo. La Siria, al di là della guerra, rappresenta la prima vera base nel Mediterraneo orientale dalla fine della guerra fredda. Alla capacità militare dobbiamo aggiungere anche quella asimmetrica maturata e strutturata per paralizzare con svariate attività il ciclo decisionale dell’Alleanza, specialmente focalizzato sul mare. Entro il 2020 con l’entrata in servizio delle nuove piattaforme, i russi potrebbero potenziare esponenzialmente l’arco d’acciaio, rendendo nullo anche lo Scudo (progettato in un’era in cui si credeva che la minaccia principale fosse di natura balistica), a breve superato dai sistemi ipersonici che entreranno in produzione entro due anni.</p>
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