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	<title>Cambiamenti climatici Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 08 Aug 2025 14:13:28 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Cambiamenti climatici Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Cambiamento climatico e trasformazioni geopolitiche: così il West Nile Virus è uscito dall’ombra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Aug 2025 14:13:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[West Nile Virus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1268" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250808090916142_a277f3d3b0135f93f61c4b9fdc8d72a9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250808090916142_a277f3d3b0135f93f61c4b9fdc8d72a9.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250808090916142_a277f3d3b0135f93f61c4b9fdc8d72a9-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250808090916142_a277f3d3b0135f93f61c4b9fdc8d72a9-1024x676.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250808090916142_a277f3d3b0135f93f61c4b9fdc8d72a9-768x507.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250808090916142_a277f3d3b0135f93f61c4b9fdc8d72a9-1536x1014.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250808090916142_a277f3d3b0135f93f61c4b9fdc8d72a9-600x396.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre in Italia registriamo già numerosi casi confermati di West Nile Virus e alcuni decessi dall&#8217;inizio del 2025, con un picco preoccupante nella provincia di Latina che ha segnalato oltre 20 contagi, è tempo di guardare oltre i numeri della cronaca sanitaria. Il virus del Nilo occidentale non è più un episodio isolato da gestire &#8230; <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/cambiamento-climatico-e-trasformazioni-geopolitiche-cosi-il-west-nile-virus-e-uscito-dallombra.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/cambiamento-climatico-e-trasformazioni-geopolitiche-cosi-il-west-nile-virus-e-uscito-dallombra.html">Cambiamento climatico e trasformazioni geopolitiche: così il West Nile Virus è uscito dall’ombra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1268" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250808090916142_a277f3d3b0135f93f61c4b9fdc8d72a9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250808090916142_a277f3d3b0135f93f61c4b9fdc8d72a9.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250808090916142_a277f3d3b0135f93f61c4b9fdc8d72a9-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250808090916142_a277f3d3b0135f93f61c4b9fdc8d72a9-1024x676.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250808090916142_a277f3d3b0135f93f61c4b9fdc8d72a9-768x507.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250808090916142_a277f3d3b0135f93f61c4b9fdc8d72a9-1536x1014.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250808090916142_a277f3d3b0135f93f61c4b9fdc8d72a9-600x396.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre in Italia registriamo già numerosi casi confermati di <strong><a href="https://it.insideover.com/societa/west-nile-in-italia-aumentano-i-decessi-ma-lallarmismo-non-serve-meglio-la-prevenzione.html">West Nile Virus</a> </strong>e alcuni decessi dall&#8217;inizio del 2025, con un picco preoccupante nella provincia di Latina che ha segnalato oltre 20 contagi, è tempo di guardare oltre i numeri della cronaca sanitaria.</p>



<p>Il virus del Nilo occidentale non è più un episodio isolato da gestire con protocolli di emergenza, ma rappresenta una cartina di tornasole delle <strong>trasformazioni geopolitiche </strong>che il <strong>cambiamento climatico</strong> sta imponendo al continente europeo.</p>



<p>Nel 2025, e fino al 2 luglio, nessun paese europeo aveva ancora riportato casi umani acquisiti localmente, ma questa apparente tranquillità nasconde una realtà più complessa: il virus si sta consolidando come <strong>presenza endemica</strong> nel nostro ecosistema mediterraneo.</p>



<p>La biologia del West Nile virus ci insegna che i <strong>confini nazionali</strong> sono mere convenzioni cartografiche per un patogeno che viaggia sulle ali degli uccelli migratori. Le due specie di <strong>zanzare</strong> vettore, <em>Culex pipiens</em> e <em>C. modestus</em>, stanno ampliando il loro areale di diffusione seguendo l&#8217;innalzamento delle <strong>temperature medie</strong>. Non si tratta di fantascienza climatica: le proiezioni scientifiche indicano che entro pochi decenni il 30% del territorio europeo potrebbe trovarsi in zona a rischio, con oltre 200 milioni di cittadini potenzialmente esposti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’importanza della prevenzione integrata</strong></h2>



<p>Questo scenario ridefinisce completamente l&#8217;approccio alla sicurezza sanitaria. Mentre l&#8217;Italia ha sviluppato un <strong>sistema di sorveglianza “One Health”</strong> che integra monitoraggio umano, veterinario e ambientale, altri paesi europei mantengono strutture più centralizzate. La <strong>Slovenia</strong> e la <strong>Serbia</strong>, per esempio, possono contare su meccanismi decisionali più snelli rispetto alla nostra architettura regionale, spesso più efficace nella risposta rapida ma potenzialmente meno capillare nella prevenzione territoriale.</p>



<p>La <strong>correlazione tra temperature elevate, irrigazione agricola e incidenza del virus </strong>è ormai consolidata dalla letteratura scientifica. In Italia, le zone con maggiore presenza di terreni irrigati e antropizzazione mostrano una correlazione diretta con i focolai di West Nile. Questo dato apparentemente tecnico nasconde implicazioni geopolitiche profonde: chi saprà investire in <strong>prevenzione</strong> <strong>integrata</strong>, combinando urbanistica sostenibile, gestione intelligente delle risorse idriche e riduzione dei siti di riproduzione larvale, acquisirà un vantaggio competitivo nella resilienza sanitaria.</p>



<p>L&#8217;esempio britannico del 2025 è emblematico: per la prima volta il virus è stato rilevato in zanzare presenti sul territorio del Regno Unito, pur senza casi umani confermati. Gli esperti inglesi hanno immediatamente compreso che l&#8217;isolamento geografico non è più una protezione sufficiente e stanno rafforzando i programmi di cooperazione sanitaria internazionale, riconoscendo che la sicurezza domestica dipende sempre più dalla stabilità sanitaria globale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La situazione italiana</strong></h2>



<p>Il nostro paese si trova in una posizione paradossale ma strategicamente rilevante. Da un lato, subiamo direttamente l&#8217;impatto del fenomeno &#8211; l&#8217;Italia figura <strong>tra i paesi europei più colpiti </strong>da almeno un decennio, con centinaia di casi neuro-invasivi tra il 2018 e il 2022. Dall&#8217;altro, questa esperienza diretta ci ha permesso di sviluppare competenze avanzate che potrebbero trasformarsi in leve geopolitiche.</p>



<p>La capacità italiana di sequenziare e tracciare le varianti virali ha già dimostrato la sua importanza: l&#8217;identificazione di ceppi di lineage 1 e 2 in Sicilia e Toscana nel 2022 ha fornito informazioni cruciali sulla diffusione e l&#8217;origine delle varianti. Questa competenza nella sorveglianza molecolare rappresenta un asset strategico che può essere condiviso con i partner europei meno attrezzati e con paesi terzi, creando rapporti di collaborazione che vanno oltre i tradizionali aiuti umanitari.</p>



<p>Il West Nile virus ci costringe a ripensare la <strong>diplomazia sanitaria</strong> come strumento di politica estera. Non si tratta più di inviare aiuti durante le crisi, ma di costruire sistemi di governance multilivello che permettano scambio continuo di dati genetici ed epidemiologici, trasferimento di tecnologie e sviluppo di strategie preventive condivise.</p>



<p>L&#8217;approccio deve necessariamente essere integrato: locale, per la gestione territoriale dei vettori; nazionale, per il coordinamento delle politiche sanitarie; europeo, per la standardizzazione dei protocolli di sorveglianza; globale, per il controllo alle fonti endemiche. Questa architettura di governance rappresenta un modello per affrontare altre minacce sanitarie emergenti che il cambiamento climatico sta moltiplicando.</p>



<p>Il <strong>Mediterraneo</strong> si sta trasformando in un <strong>laboratorio naturale</strong> dove <a href="https://it.insideover.com/ambiente/il-cambiamento-climatico-e-lombra-della-crisi-alimentare-globale.html">clima</a>, mobilità umana e dinamiche ecosistemiche interagiscono in modi che richiedono risposte innovative.</p>



<p>La prevenzione anticipata non è più un lusso per sistemi sanitari ricchi, ma una necessità strategica per la stabilità sociale ed economica. I costi della reattività superano largamente quelli della prevenzione, ma richiedono una visione politica che sappia guardare oltre i cicli elettorali immediati.</p>



<p>Il West Nile virus, in definitiva, ci sta insegnando che la sicurezza sanitaria nel XXI secolo non può essere separata dalla geopolitica climatica e ambientale. Ogni zanzara infetta che attraversa i nostri confini porta con sé non solo un patogeno, ma anche il messaggio che il mondo interconnesso richiede governance interconnesse. L&#8217;alternativa è continuare a inseguire focolai invece di prevenirli, in un Mediterraneo sempre più caldo e sempre meno prevedibile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/cambiamento-climatico-e-trasformazioni-geopolitiche-cosi-il-west-nile-virus-e-uscito-dallombra.html">Cambiamento climatico e trasformazioni geopolitiche: così il West Nile Virus è uscito dall’ombra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>La Cina punta sulla diplomazia meteorologica</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/la-cina-punta-sulla-diplomazia-meteorologica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Dec 2024 14:37:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[Clima]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1110" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241217095516173_d4bab1501df4b7fc8291987e16424b94.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241217095516173_d4bab1501df4b7fc8291987e16424b94.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241217095516173_d4bab1501df4b7fc8291987e16424b94-600x347.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241217095516173_d4bab1501df4b7fc8291987e16424b94-300x173.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241217095516173_d4bab1501df4b7fc8291987e16424b94-1024x592.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241217095516173_d4bab1501df4b7fc8291987e16424b94-768x444.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241217095516173_d4bab1501df4b7fc8291987e16424b94-1536x888.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Cina è pronta a sfruttare la seconda presidenza di Trump per surclassare gli Usa nella cosiddetta diplomazia meteorologica e climatica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/la-cina-punta-sulla-diplomazia-meteorologica.html">La Cina punta sulla diplomazia meteorologica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1110" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241217095516173_d4bab1501df4b7fc8291987e16424b94.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241217095516173_d4bab1501df4b7fc8291987e16424b94.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241217095516173_d4bab1501df4b7fc8291987e16424b94-600x347.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241217095516173_d4bab1501df4b7fc8291987e16424b94-300x173.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241217095516173_d4bab1501df4b7fc8291987e16424b94-1024x592.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241217095516173_d4bab1501df4b7fc8291987e16424b94-768x444.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241217095516173_d4bab1501df4b7fc8291987e16424b94-1536x888.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Fino a qualche anno fa la <strong>National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) </strong>era l&#8217;attore principale e indiscusso nel campo della <strong>meteorologia </strong>internazionale. Nata nel 1970 come ramo scientifico del <strong>dipartimento del Commercio degli Usa</strong>, è stata a lungo in prima linea nel fornire accurate previsioni meteo, monitorare le condizioni di mari e oceani, tenere sotto controllo l&#8217;atmosfera, gestire la protezione dei mammiferi e delle specie in via di estinzione all&#8217;interno della zona economica esclusiva degli Stati Uniti. </p>



<p>Nel 1988, per aiutare gli altri governi del pianeta a replicare un simile modus operandi nelle rispettive patrie, il NOAA istituì appositi <strong>International Desk</strong>. L&#8217;obiettivo del programma? Formare decine e decine di <strong>scienziati stranieri</strong> espandendo, al contempo, il <strong>soft power americano</strong> a livello globale. </p>



<p>Anche perché Washington ha sempre fornito dati e competenze gratuite a chiunque ne facesse richiesta, in primis a quei Paesi alla disperata ricerca di previsioni di alta qualità e vittime di fenomeni climatici estremi. </p>



<p>Ebbene, come ha fatto notare <em>Bloomberg</em>, l&#8217;influenza e i finanziamenti della NOAA sono minacciati dal ritorno alla Casa Bianca di <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a></strong>. Non solo: qualora il tycoon dovesse ignorare, o peggio trascurare del tutto, il dossier climatico, a quel punto gli Stati Uniti lascerebbero spazio all&#8217;ascesa di un nuovo leader meteorologico: la <strong>Cina</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241217095642293_88225acbba89997d2fc7721c45347086-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-449536" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241217095642293_88225acbba89997d2fc7721c45347086-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241217095642293_88225acbba89997d2fc7721c45347086-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241217095642293_88225acbba89997d2fc7721c45347086-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241217095642293_88225acbba89997d2fc7721c45347086-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241217095642293_88225acbba89997d2fc7721c45347086.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Previsioni cinesi e diplomazia</strong></h2>



<p>La situazione è chiara: mentre gli Stati Uniti di Trump sceglieranno quasi sicuramente di trascurare il <strong>cambiamento climatico</strong>, tagliando bilanci e progetti inerenti a questo enorme dossier, la Cina di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-xi-jinping.html">Xi Jinping </a>intende trasformarsi in una <strong>superpotenza meteorologica</strong>. </p>



<p>Xi in persona ha definito tra le varie priorità nazionali quella di dare a Pechino una voce sempre più autorevole nella <strong>governance meteorologica globale</strong>. Non è un caso che, nell&#8217;arco di appena un decennio, dal 2013 al 2023, il Dragone abbia aumentato la propria spesa per la cosiddetta diplomazia climatica di quasi il <strong>500%</strong>. E che, nello stesso periodo preso in esame, il gigante asiatico abbia iniziato a offrire alle altre nazioni aiuto finanziario e supporto per far sì che sempre più governi impiegassero tecnologia e servizi meteorologici made in China. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="899" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103135517703_10e77d63608f06c66e84700ce8e8a0e2-e1741182245579.jpg" alt="" class="wp-image-443369" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103135517703_10e77d63608f06c66e84700ce8e8a0e2-e1741182245579.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103135517703_10e77d63608f06c66e84700ce8e8a0e2-e1741182245579-600x281.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103135517703_10e77d63608f06c66e84700ce8e8a0e2-e1741182245579-300x140.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103135517703_10e77d63608f06c66e84700ce8e8a0e2-e1741182245579-1024x479.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103135517703_10e77d63608f06c66e84700ce8e8a0e2-e1741182245579-768x360.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103135517703_10e77d63608f06c66e84700ce8e8a0e2-e1741182245579-1536x719.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il presidente cinese Xi Jinping</figcaption></figure>



<p>Se, fino al 2019, la Cina investiva meno di 50 milioni di yuan all&#8217;anno per rafforzare la cosiddetta <strong>diplomazia meteorologica</strong>, dal 2020 in poi ha iniziato costantemente a superare tale soglia. Nel 2023 – anno degli ultimi dati disponibili – Pechino ha messo sul tavolo tra gli 80 e i 90 milioni di yuan. Una pioggia di denaro per occupare le enormi praterie lasciate vuote dagli Usa.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il Dragone sfrutta il vuoto Usa</strong></h2>



<p>Già, proprio gli Usa, che con il secondo mandato di Trump si apprestano a fare importanti passi indietro in merito a questioni climatiche e ambientali. Il <strong>Project 2025</strong> del think tank conservatore <em>Heritage Foundation</em> &#8211; un programma politico che mira a ridefinire i ruoli istituzionali dell&#8217;intero governo federale degli Stati Uniti d&#8217;America, e che probabilmente verrà più o meno seguito da The Donald &#8211; sostiene che il NOAA dovrebbe essere &#8220;spezzato e ridimensionato&#8221;, che gran parte della ricerca sul clima dell&#8217;agenzia venga &#8220;sciolta&#8221; e che le previsioni meteorologiche siano completamente privatizzate. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="599" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241217095618298_042be5940e6943239379804ed3130347-1024x599.jpg" alt="" class="wp-image-449539" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241217095618298_042be5940e6943239379804ed3130347-1024x599.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241217095618298_042be5940e6943239379804ed3130347-600x351.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241217095618298_042be5940e6943239379804ed3130347-300x176.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241217095618298_042be5940e6943239379804ed3130347-768x450.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241217095618298_042be5940e6943239379804ed3130347-1536x899.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241217095618298_042be5940e6943239379804ed3130347.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Nel caso in<a href="https://it.insideover.com/ambiente/trump-contro-greta-bocciata-nota-sui-cambiamenti-climatici.html"> cui Trump smantellasse le operazioni di previsione meteorologica del NOAA</a>, o smettesse di condividere i preziosi feed climatici dell&#8217;ente con gli altri governi, diversi Paesi –pensiamo a quelli in via di sviluppo che si affidavano agli strumenti e alla formazione Usa – sarebbero costretti a guardare altrove per assicurarsi quelle stesse informazioni.</p>



<p>Ecco, dunque, farsi avanti la Cina. Che ha appena svelato un nuovo <strong>progetto</strong>, con più di<strong> 2mila borse di studio formative</strong> offerte a scienziati &#8211; provenienti per lo più proprio da quei Paesi in via di sviluppo abbandonati dall&#8217;Occidente &#8211; per studiare con esperti cinesi, e per aiutarli a prevedere meglio minacce climatiche come ondate di calore, inondazioni e siccità. Il capo dell&#8217;agenzia meteorologica statale cinese, <strong>Chen Zhenlin</strong>, ha paragonato il programma a come &#8220;insegnare alle persone a pescare&#8221;, affermando che aiuterebbe le nazioni in via di sviluppo e diffonderebbe al contempo &#8220;la <strong>saggezza cinese</strong>&#8220;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/la-cina-punta-sulla-diplomazia-meteorologica.html">La Cina punta sulla diplomazia meteorologica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Chi semina raccoglie: fecondare le nuvole per far nascere la pioggia</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/chi-semina-raccoglie-fecondare-le-nuvole-per-far-nascere-la-pioggia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Apr 2024 13:17:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[Cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza climatica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1286" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426151702408_00dc5890783467538ac48d4da16a5654.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426151702408_00dc5890783467538ac48d4da16a5654.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426151702408_00dc5890783467538ac48d4da16a5654-600x402.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426151702408_00dc5890783467538ac48d4da16a5654-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426151702408_00dc5890783467538ac48d4da16a5654-1024x686.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426151702408_00dc5890783467538ac48d4da16a5654-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426151702408_00dc5890783467538ac48d4da16a5654-1536x1029.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo scorso 16 aprile hanno fatto il giro del mondo le immagini di Dubai sotto una pioggia sferzante che ha causato un&#8217;alluvione mai vista prima in un&#8217;area arida e desertica come questa. Nelle prime ore dall&#8217;accaduto, sul banco degli imputati è stata trascinata una moderna pratica d&#8217;uso comune in numerosi Paesi del mondo, nota come &#8230; <a href="https://it.insideover.com/ambiente/chi-semina-raccoglie-fecondare-le-nuvole-per-far-nascere-la-pioggia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1286" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426151702408_00dc5890783467538ac48d4da16a5654.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426151702408_00dc5890783467538ac48d4da16a5654.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426151702408_00dc5890783467538ac48d4da16a5654-600x402.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426151702408_00dc5890783467538ac48d4da16a5654-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426151702408_00dc5890783467538ac48d4da16a5654-1024x686.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426151702408_00dc5890783467538ac48d4da16a5654-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240426151702408_00dc5890783467538ac48d4da16a5654-1536x1029.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo scorso 16 aprile hanno fatto il giro del mondo le immagini di Dubai sotto una pioggia sferzante che ha causato un&#8217;alluvione mai vista prima in un&#8217;area arida e desertica come questa. Nelle prime ore dall&#8217;accaduto, sul banco degli imputati è stata trascinata una moderna pratica d&#8217;uso comune in numerosi Paesi del mondo, nota come &#8220;<strong>semina (o inseminazione) delle nuvole</strong>&#8220;: una portentosa innovazione che permette di nutrire di pioggia anche i climi più aridi, risolvendo numerosi problemi come la scarsità di riserve idriche per l&#8217;agricoltura. Ma sgomberiamo da subito il campo dall&#8217;incertezza: <strong>il caso di Dubai non ha nulla a che fare con questa forzatura della natura</strong>. Innanzitutto perché insufflazioni di questo tipo non sono state condotte recentemente nell&#8217;area, ma perché tecnicamente la semina delle nuvole non può generare fenomeni simili.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Dubai in the UAE was hit by flooding that submerged roads and vehicles and caused flights to be diverted after a reported 158mm of rain fell in 24 hours, equivalent to the typical yearly average. <a href="https://t.co/kx93DT4TFC">pic.twitter.com/kx93DT4TFC</a></p>&mdash; Al Jazeera English (@AJEnglish) <a href="https://twitter.com/AJEnglish/status/1780529134575161706?ref_src=twsrc%5Etfw">April 17, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Si tratterebbe, invece di &#8220;sistemi convettivi mesoscala&#8221;, ovvero di una serie di temporali scatenati da nubi temporalesche generate dal calore che attira l&#8217;umidità nell&#8217;atmosfera. Il vero imputato, dunque? Il <strong>cambiamento climatico</strong>. Micheal Mann, noto climatologo internazionale dell&#8217;Università della Pennsylvania, conferma questa ipotesi, smentendo perfino l&#8217;ipotesi sul ruolo che la semina delle nuvole ha nel peggiorare il cambiamento climatico. Nel caso dell&#8217;alluvione emiratina, dunque, si è trattato di un evento temporalesco come tanti altri a cui assistiamo e che risentono del <strong>riscaldamento terrestre</strong>. Questo perché la convezione, ovvero la forte corrente ascensionale nei temporali, si rafforza enormemente in un pianeta sempre più caldo. A questo si è aggiunta una questione di <strong>infrastrutture</strong>: Dubai, l&#8217;Oman e altre realtà locali non possiedono sistemi di drenaggio atti a fronteggiare questi eventi estremi.</p>



<p>Ma cosa è esattamente l'&#8221;inseminazione delle nuvole&#8221;, meglio nota come <em><strong>cloud seeding</strong></em>? La tecnica  così definita ha origine negli anni Quaranta e vede utilizzare due principali metodologie nel caricare le nuvole (ergo: non &#8220;crea&#8221; nuvole dal nulla): igroscopica per le nuvole calde e glaciogenica per quelle superaffreddate. Sostanzialmente si tratta di disperdere particelle di sale, come <strong>cloruro di sodio</strong> o <strong>cloruro di calcio</strong> in nubi liquide o innescare la produzione di ghiaccio in nubi fredde attraverso l&#8217;utilizzo di <strong>ioduro d&#8217;argento</strong>. Esistono, tuttavia, altre varianti che utilizzano anidride solforosa, ioduro di potassio, ghiaccio secco, propano e simili. Lo ioduro d&#8217;argento, nonostante l&#8217;esistenza di altre variabili, continua a essere lo strumento più utilizzato da molti Paesi, sebbene il suo utilizzo sollevi numerosi dubbi circa l&#8217;ecocompatibilità di tale sostanza, che potrebbe inquinare l&#8217;aria, le acque e i terreni su cui le precipitazioni andranno a insistere. Anche per questa ragione si stanno potenziando gli studi sull&#8217;utilizzo di cloruro di calcio, potenzialmente meno dannoso.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://u4d2z7k9.rocketcdn.me/wp-content/uploads/2023/10/CL2.png.webp" alt="" style="width:694px;height:auto"/></figure>



<p>Poichè non tutte le nuvole sono utili a produrre pioggia, la loro semina dovrà scegliere solo alcune di esse per ottenere degli effetti importanti. Come mostra l&#8217;immagine, esistono due metodi principali per caricare le nuvole: <strong>caricare la nuvola dal di sotto o dall&#8217;alto</strong>. Il caricamento avviene attraverso appositi razzi o simil fuochi pirotecnici che vengono lasciati cadere o che sono fissati sulle ali di appositi aerei. Proprio gli Emirati Arabi, dal 2021, hanno cominciato, a utilizzare <strong>piccoli droni </strong>per inseminare le nuvole attraverso cariche elettriche: le nuvole vengono &#8220;fulminate&#8221; attraverso un raggio laser, permettendo alle gocce di combinarsi e provocare la pioggia. Una manna dal cielo, insomma, per regioni storicamente aride e con problemi di approvvigionamento idrico, che tuttavia ancora oggi divide la comunità scientifica sebbene anche nei progetti di <em>cloud seeding</em> molto datati (30-40 anni) non sono stati riscontrati effetti dannosi per la popolazione o l&#8217;ambiente.</p>



<p>Il metodo venne testato per la prima volta negli anni Trenta, da due tecnici della <strong>General Electric</strong>, trovando ampio spazio in America, a livello scientifico, agricolo e delle forze armate. Contemporaneamente, esperimenti simili vennero condotti in Australia e più tardi, negli anni Sessanta, in Tasmania. Il più grande sistema di <em>cloud seeding</em> al mondo è oggi nella <strong>Repubblica Popolare Cinese</strong>, metodo che ha scatenato nel tempo diverse contese politiche con gli Stati vicini che accusano Pechino di &#8220;rubare la pioggia&#8221;. Più volte la Cina ha ammesso di aver utilizzato la semina delle nuvole per scopi differenti, dal ripulire il cielo dall&#8217;inquinamento atmosferico sino al garantirsi una stagione asciutta durante le Olimpiadi del 2008. Ma oggi tutto il mondo, soprattutto dagli anni Ottanta in poi, utilizza questa tecnica per rispondere a differenti problemi legati alle precipitazioni. Oggi ciò che preoccupa maggiormente governi e Paesi, non sono solo le possibili conseguenze negative sul clima ma anche l&#8217;eventuale<strong> utilizzo &#8220;non pacifico&#8221; di questa tecnica</strong>. L&#8217;<strong><em>Enviromental Modification Convention </em></strong>del 1977 è l&#8217;unico strumento internazionale che al momento regolamenta le modificazioni del clima a livello internazionale, proibendo categoricamente gli usi ostili e militari. La norma quadro, suscettibile di tutte le debolezze che il diritto internazionale porta con sé, venne approvata dopo la fine della <strong>Guerra del Vietnam</strong>, quando la semina delle nuvole venne studiata come una vera e propria arma nel famigerato &#8220;<strong><a href="https://history.state.gov/historicaldocuments/frus1964-68v28/d274">progetto Popeye</a></strong>&#8220;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://media.socastsrm.com/wordpress/wp-content/blogs.dir/2323/files/2019/06/Ho_chi_minh_trail.jpg" alt=""/></figure>
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		<title>Il clima estremo: il nemico invisibile della Cina</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/il-clima-estremo-il-nemico-invisibile-della-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Sep 2022 15:28:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[Clima]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220918172440162_cbf453284f63bce1f1ea27f519bfeb97-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220918172440162_cbf453284f63bce1f1ea27f519bfeb97-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220918172440162_cbf453284f63bce1f1ea27f519bfeb97-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220918172440162_cbf453284f63bce1f1ea27f519bfeb97-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220918172440162_cbf453284f63bce1f1ea27f519bfeb97-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220918172440162_cbf453284f63bce1f1ea27f519bfeb97-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220918172440162_cbf453284f63bce1f1ea27f519bfeb97-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È difficile prevenire le sue mosse, quasi impensabile prevederle. Non ha una forma fisica, ed è dunque impossibile tratteggiarne i contorni o sperare di sconfiggerlo utilizzando missili o bombe. Non stiamo parlando né degli Stati Uniti né di altre nazioni. Il nemico più pericoloso della Cina si chiama clima, o meglio, clima estremo. Ondate di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/ambiente/il-clima-estremo-il-nemico-invisibile-della-cina.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220918172440162_cbf453284f63bce1f1ea27f519bfeb97-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220918172440162_cbf453284f63bce1f1ea27f519bfeb97-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220918172440162_cbf453284f63bce1f1ea27f519bfeb97-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220918172440162_cbf453284f63bce1f1ea27f519bfeb97-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220918172440162_cbf453284f63bce1f1ea27f519bfeb97-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220918172440162_cbf453284f63bce1f1ea27f519bfeb97-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220918172440162_cbf453284f63bce1f1ea27f519bfeb97-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>È difficile prevenire le sue mosse, quasi impensabile prevederle. Non ha una forma fisica, ed è dunque impossibile tratteggiarne i contorni o sperare di sconfiggerlo utilizzando missili o bombe. Non stiamo parlando né degli Stati Uniti né di altre nazioni. Il nemico più pericoloso della <strong>Cina</strong> si chiama clima, o meglio, <strong>clima estremo</strong>. Ondate di caldo record, siccità, alluvioni e conseguenti frane: oltre la Muraglia, l&#8217;estate appena trascorsa è stata a dir poco travagiliata.</p>
<p>Sia chiaro: la Repubblica Popolare Cinese non è certo l&#8217;unico Paese ad essersi ritrovato a fare i conti con fenomeni metereologici del genere; basti pensare al Pakistan, in ginocchio a causa delle alluvioni, o anche, più banalmente, all&#8217;Italia, dove nelle Marche la situazione resta critica. Il Dragone è tuttavia particolarmente <strong>sensibile</strong> ad eventi climatici che rischiano di mettere in discussione tre pilastri del suo sistema politico: la <strong>sicurezza alimentare</strong> (leggi: produzione agricola), <strong>energetica</strong> ed <strong>economica</strong>.</p>
<p>Tralasciando in questa sede i danni provocati alle persone &#8211; e dunque i morti, i feriti e i dispersi &#8211; è importante ripercorrere quanto accaduto in Cina negli ultimi mesi per farsi un&#8217;idea dei rischi che sta correndo la seconda economia più grande del mondo.</p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://it.insideover.com/ambiente/cina-usa-cooperano-clima-cambiamento-climatico.html"><strong>La cooperazione Usa-Cina sul clima</strong></a></li>
<li><a href="https://it.insideover.com/ambiente/alluvioni-e-ondate-di-calore-la-natura-contro-la-cina.html"><strong>La &#8220;natura&#8221; contro la Cina</strong></a></li>
<li><a href="https://it.insideover.com/energia/la-tempesta-perfetta-che-minaccia-la-cina.html"><strong>Maltempo e carenza energetica minacciano la Cina</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<h2>Caldo e siccità minacciano l&#8217;economia della Cina</h2>
<p>Il binomio mortale formato da <strong>caldo record</strong> e <strong>siccità</strong> ha dimostrato di possedere il potenziale per minacciare la Cina. Secondo quanto riportato dall&#8217;agenzia cinese <em>Xinhua</em>, il Ministero cinese dell&#8217;Agricoltura e degli Affari Rurali, il Ministero delle Risorse Idriche, il Ministero della Gestione delle Emergenze e l&#8217;amministrazione meteorologica cinese sono particolarmente preoccupati per l&#8217;impatto che le folli temperature, raggiunte tra luglio e agosto, avranno sul raccolto di grano di questo autunno.</p>
<p>In alcune aree, come nella provincia del Sichuan, il termometro ha toccato il tetto dei 43 gradi celsius. L&#8217;ondata di caldo ha colpito circa il 64% della popolazione. Tutte le province del nord-est del Paese, tranne due, hanno emesso allarmi per temperature elevate. Le autorità hanno quindi sollecitato <strong>misure mirate</strong> per alleviare gli effetti della siccità, nel tentativo di garantire un buon raccolto.</p>
<p>Gopal Reddy, fondatore del gruppo Ready for Climate, ha spiegato che, di fronte alla <strong>carenza d&#8217;acqua</strong>, il Partito Comunista Cinese si è trovato costretto a scegliere se tagliare l&#8217;acqua per l&#8217;<strong>agricoltura</strong> o per la <strong>produzione di energia</strong>. Il dilemma è serio, perché togliere l&#8217;acqua al settore agricolo per destinarlo al funzionamento delle centrali idroelettriche, indispensabili per produrre energia, comporta il rischio di rovinare gran parte dei raccolti. Fare l&#8217;inverso, rischierebbe invece di lasciare un non irrilevante numero di aziende, soprattutto quelle impegnate nel settore manifatturiero, a secco di energia.</p>
<h2>Alluvioni e inondazioni</h2>
<p>Il suddetto Sichuan, ad esempio, si basa principalmente sull&#8217;<strong>energia idroelettrica</strong>. In questa provincia, situata sul fiume Yangtze, il più lungo della Cina con i suoi 6.300 chilometri, ad agosto la capacità idroelettrica è diminuita del 50% a causa del <strong>prosciugamento dei bacini idrici</strong>. Per compensare, è stato necessario rivolgersi al <strong>carbone</strong>, con il risultato che le centrali elettriche in tutta la Cina hanno bruciato 8,16 milioni di tonnellate di carbone durante le prime due settimane di agosto, il 15% in più rispetto a un anno fa, secondo i dati riportati dal <em>Global Times</em>.</p>
<p>Le conseguenze del clima estremo sono facilmente prevedibili: se non c&#8217;è abbastanza elettricità, le industrie chiudono e i prezzi salgono, con l&#8217;ombra di disordini sociali sempre più incombente. La Cina vuole e deve evitare tutto questo. Solo che, accanto al caldo record, Pechino ha dovuto fronteggiare anche <strong>alluvioni</strong> e <strong>inondazioni</strong>.</p>
<p>Lo scorso giugno, ha ricordato la Cnn, le precipitazioni estreme hanno battuto i record storici nella provincia costiera del Fujian e in parti delle province del Guandong e del Guangxi. Nel frattempo, gli analisti di Morgan Stanley hanno affermato che i danni causati dalle inondazioni urbane potrebbero costare alla Cina <strong>77 miliardi di dollari</strong> nel <strong>2030</strong>, e più di sei volte di più nel 2080. Nello stesso periodo, la percentuale della popolazione colpita da fenomeni simili potrebbe più che raddoppiare, passando dallo 0,5% all&#8217;1,1%. La Cina deve insomma trovare un modo per sconfiggere, o quanto meno fermare, il &#8220;nemico invisibile&#8221; del clima impazzito.</p>
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		<title>La crisi climatica in Nepal</title>
		<link>https://it.insideover.com/gallery/la-crisi-climatica-in-nepal.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Lesevre]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jul 2022 14:56:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Cambiamenti climatici]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/nepal.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/nepal.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/nepal-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/nepal-1024x681.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/nepal-768x511.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/nepal-1536x1022.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/nepal-2048x1362.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/gallery/la-crisi-climatica-in-nepal.html">La crisi climatica in Nepal</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Se la guerra dell&#8217;acqua arriva in Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/se-la-guerra-dellacqua-arriva-in-europa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jun 2022 05:00:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Cambiamenti climatici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1180" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYGPdDagTC8GJqeSuHZv_FOTOGRAMMA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYGPdDagTC8GJqeSuHZv_FOTOGRAMMA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYGPdDagTC8GJqeSuHZv_FOTOGRAMMA-300x184.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYGPdDagTC8GJqeSuHZv_FOTOGRAMMA-1024x629.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYGPdDagTC8GJqeSuHZv_FOTOGRAMMA-768x472.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYGPdDagTC8GJqeSuHZv_FOTOGRAMMA-1536x944.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYGPdDagTC8GJqeSuHZv_FOTOGRAMMA-2048x1258.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Rapporti recenti dell&#8217;OCSE e dell&#8217;Ufficio per l&#8217;Europa dell&#8217;OMS stimano che il 35% dell&#8217;Unione europea sarà sottoposto a stress idrico elevato entro i prossimi 50 anni. La crisi climatica continuerà, infatti, ad aggravare le sfide legate alla difesa dei diritti umani all&#8217;acqua e ai servizi igienici in Europa. Attualmente, più di 16 milioni di persone nella &#8230; <a href="https://it.insideover.com/ambiente/se-la-guerra-dellacqua-arriva-in-europa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1180" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYGPdDagTC8GJqeSuHZv_FOTOGRAMMA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYGPdDagTC8GJqeSuHZv_FOTOGRAMMA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYGPdDagTC8GJqeSuHZv_FOTOGRAMMA-300x184.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYGPdDagTC8GJqeSuHZv_FOTOGRAMMA-1024x629.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYGPdDagTC8GJqeSuHZv_FOTOGRAMMA-768x472.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYGPdDagTC8GJqeSuHZv_FOTOGRAMMA-1536x944.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYGPdDagTC8GJqeSuHZv_FOTOGRAMMA-2048x1258.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Rapporti recenti dell&#8217;<a href="https://www.oecd.org/water/reports-full-list.htm">OCSE</a> e dell&#8217;Ufficio per l&#8217;Europa dell&#8217;OMS stimano che il 35% dell&#8217;Unione europea sarà sottoposto a <strong>stress idrico</strong> elevato entro i prossimi 50 anni. La <strong>crisi climatica</strong> continuerà, infatti, ad aggravare le sfide legate alla difesa dei diritti umani all&#8217;acqua e ai servizi igienici in Europa. Attualmente, più di 16 milioni di persone nella regione non hanno ancora accesso all&#8217;acqua potabile di base e più di 31 milioni di persone non dispongono di servizi igienici di base.</p>
<h2>Anche l’Europa a rischio</h2>
<p>Che la si chiami <strong>guerra dell’acqua</strong> o con l’appellativo patinato di <strong><em>water diplomacy</em></strong>, la sicurezza idrica è una delle variabili geopolitiche calde del XXI secolo. Secondo le Nazioni Unite, dal 1948 sono stati firmati quasi 300 trattati internazionali sull&#8217;acqua e la stragrande maggioranza raramente fa notizia. Ma se, ad oggi, abbiamo identificato questa problematica con bacini come quello del Nilo, i grandi distretti fluviali americani, la valle dell’Indo piuttosto che la Mesopotamia, la siccità persistente porta il tema della sicurezza idrica anche nel cuore dell’Europa.</p>
<p>Il <strong>cambiamento climatico</strong> ha provocato gravi conseguenze in tutta la regione, inclusa la peggiore siccità degli ultimi 250 anni, con conseguenti perdite annuali di 9 miliardi di euro nell&#8217;Unione Europea e nel Regno Unito. In vista della stagione estiva, i Paesi stanno già dichiarando diversi stati di emergenza. In Francia, 15 dipartimenti sono in allerta siccità e questo è l&#8217;anno idrologico più secco del decennio in Spagna. In Italia, la mancanza di precipitazioni nella Pianura Padana ha minacciato oltre la metà del patrimonio zootecnico del Paese e un terzo della produzione agricola.</p>
<h2>Il Danubio</h2>
<p>I grandi corsi d’acqua europei, a causa del loro carattere transfrontaliero, hanno ingenerato le prime formule di diritto internazionale europeo, nonché le prime forme di cooperazione fra stati rivieraschi a valle e a monte. Il <strong>conflitto in Ucraina</strong> ha riportato in Europa lo spettro della guerra idrica, essendo fra le altre cose, anche una guerra dell’acqua, se si pensa al caso specifico dell’approvvigionamento idrico della Crimea. Emblematico il caso dei Balcani post conflitto: un vero patto di stabilità ha lavorato per costruire la pace negli anni &#8217;90, prendendo le acque condivise del <strong>Danubio</strong> come punto di partenza per la cooperazione.</p>
<p>Proprio questo splendido bacino idrografico, celebrato dalla storia e dall’arte, è il grande attenzionato d’Europa. È il secondo fiume più lungo d&#8217;Europa con i suoi 2.857 km, subito dopo il Volga, nasce nella Foresta Nera in Germania e sfocia nel Mar Nero in Romania e Ucraina. Attraversa 10 paesi: Germania, Austria, Slovacchia, Ungheria, Croazia, Serbia, Romania, Bulgaria, Moldova e Ucraina.</p>
<p><strong>Il Danubio è un tesoro ambientale</strong>, ma è anche uno dei fiumi più modificati d&#8217;Europa. Canalizzazioni, protezioni contro le inondazioni e centrali idroelettriche hanno alterato gli equilibri naturali. È il caso del suo tratto tra Slovacchia e Austria. Nei pressi di Bratislava, ad esempio, si verifica un eccesso di sedimentazione: una grande diga qualche chilometro a monte blocca il flusso dei sedimenti. Ciò può aumentare il rischio di inondazioni, ostacolare la navigazione e influire sulla qualità dell&#8217;acqua e sull&#8217;ecologia. (Fonte: University of Natural Resources and Life Sciences). Si stima che solo sul Danubio sono state costruite più di 700 dighe, danneggiando il flusso di sedimenti del fiume e la fauna selvatica.</p>
<p>Negli ultimi anni, parti significative della regione del Danubio sono state colpite dalla siccità, con ripercussioni negative su vari settori economici dipendenti dall&#8217;acqua, sul benessere delle persone, sulla vegetazione e sull&#8217;ambiente acquatico. Nel 2017, una significativa siccità si è sviluppata in tutta la regione del Danubio ed è persistita nelle sue parti settentrionali per tutto il 2018 e il 2019. <strong>Emblematico il caso del 2018</strong>, quando il fiume raggiunse il livello di 0,61 m, poco al di sopra del minimo di 0,5 m raggiunto nel 2003. Il tutto ebbe conseguenze devastanti sulle rotte commerciali del grano (inquietante profezia), sul passaggio di chiatte e navi da crociera.</p>
<h2>Il Reno</h2>
<p>Anche il Reno se la passa molto male negli ultimi anni. L’aprile 2020, come ogni aprile, avrebbe dovuto essere uno dei mesi più piovosi dell’anno, ma due anni fa cadde solo il 5% della pioggia che normalmente cade in quel periodo (Dati del <a href="https://www.dwd.de/DE/Home/home_node.html">Deutscher Wetterdiens</a>) a causa della combinazione tra mancanza di pioggia e scarsità di neve invernale.</p>
<p>L’altro fiume leggendario d’Europa, immerso nella sua aura medievale, è <strong>un&#8217;arteria fondamentale per il commercio</strong> attraverso il cuore industriale della Germania, con chiatte che trasportano carichi che vanno dal diesel all&#8217;acciaio, ai prodotti chimici. A fine marzo scorso il traffico fluviale ha iniziato a rallentare perché il livello dell&#8217;acqua è sceso a livelli insolitamente bassi per questo periodo dell&#8217;anno dopo un inverno mite e secco. Gli operatori di chiatte sul Reno temono che possa calare ulteriormente verso la fine di questa primavera e in estate, ripetendo potenzialmente la crisi del 2018, quando il fiume è diventato troppo basso per consentire a qualsiasi barca di navigare. Il tempismo non potrebbe essere peggiore, poiché la Germania ha bisogno del corso d&#8217;acqua nel suo sforzo per sostituire quanto più diesel e carbone russi possibile.</p>
<p>Il sistema di monitoraggio del Reno (<a href="https://www.rhineforecast.com/">RhineForecast</a>) non fornisce notizie confortanti per questa fine di giugno: La statistica chiave da monitorare è il livello dell&#8217;acqua a Kaub, una pittoresca cittadina a sud di Colonia. Quando le cose vanno male a Kaub, vanno male per tutto il bacino.</p>
<p>Le sponde del Reno ospitano alcune delle più grandi aziende industriali tedesche, tra cui il più grande impianto chimico del mondo gestito da BASF SE a Ludwigshafen. Le sue sponde ospitano anche grandi stabilimenti gestiti da Daimler AG, Robert Bosch GmbH, Bayer AG e Thyssenkrupp AG. Le quasi 800 miglia del fiume collegano le industrie non solo della Germania, ma anche dei Paesi Bassi, della Francia e della Svizzera, prima di sfociare nel Mare del Nord a Rotterdam, il porto più grande d&#8217;Europa. Il fiume è il modo più economico per trasportare merci da Rotterdam alla Germania meridionale: se il traffico fluviale si interrompe, sostituire una tipica chiatta è un affare costoso, che richiede più di 100 camion per chiatta (Dati <a href="https://www.bloomberg.com/opinion/articles/2022-03-29/add-german-rain-and-rhine-water-levels-to-investors-checklist-of-worries">Bloomberg 2022</a>).</p>
<h2>Il dramma del Po</h2>
<p>Il prosciugamento del Po, che corre per 652 chilometri mette a rischio la sicurezza idrica nei distretti densamente popolati e altamente industrializzati d&#8217;Italia e minaccia l&#8217;irrigazione della <em>food valley</em> italiana. Anche nel caso italiano si sono combinate assenza di pioggia (più di 110 giorni) e nevicate diminuite del 70%. Falde acquifere esaurite, temperature di 2 gradi al di sopra della media stagionale fanno il resto. La siccità &#8211; la peggiore dal 1952 (secondo l&#8217;<a href="https://www.adbpo.it/">Autorità di Bacino del Po</a>) &#8211; sta avendo effetti senza precedenti: l&#8217;acqua potabile è razionata in 125 comuni della regione e l&#8217;irrigazione delle colture minacciata.</p>
<p>La profondità del fiume attualmente misura fino a 2,7 metri sotto il livello zero, ben al di sotto della media di giugno, mentre la sua portata in mare è rallentata a 300 metri cubi al secondo, un quinto della media di questo periodo dell&#8217;anno. La pianura padana ha subito siccità nel 2007, 2012 e 2017 e gli scienziati affermano che la loro crescente prevalenza è un&#8217;ulteriore indicazione della crisi climatica.</p>
<h2>L’Europa corre ai ripari: è giusto dare un prezzo all’acqua?</h2>
<p><strong>Nove paesi europei possono essere considerati in condizioni di stress idrico</strong>: Cipro, Bulgaria, Belgio, Spagna, Malta, FYR Macedonia, Italia, Regno Unito e Germania.</p>
<p>Il <strong>riciclo</strong> e la <strong>desalinizzazione</strong> dell&#8217;acqua sono già metodi comuni nei climi secchi come il Medio Oriente, il Mediterraneo e l&#8217;Asia meridionale. Ma non in Nord Europa, dove i Paesi non si sono davvero dovuti preoccupare dell&#8217;approvvigionamento idrico fino ad ora.</p>
<p><strong>Belgio</strong> e <strong>Paesi Bassi</strong> stanno esaminando progetti ad Anversa e L&#8217;Aia che creerebbero acqua potabile da <strong>fonti non convenzionali</strong>, almeno per gli standard locali. Un impianto nel porto di Anversa, la cui apertura è prevista per il 2024, tratterebbe l&#8217;acqua salata e, infine, le acque reflue, da utilizzare nei vicini siti industriali. Riducendo l&#8217;uso di acqua potabile da parte del porto di circa il 95%, si spera di alleviare la pressione sull&#8217;approvvigionamento idrico della regione dopo anni di condizioni simili alla siccità. All&#8217;Aia, il fornitore di acqua <a href="https://www.dunea.nl/">Dunea</a> ha lanciato un progetto pilota per il trattamento dell&#8217;acqua salmastra pompata da sotto le dune di sabbia costiere. L&#8217;osmosi inversa, che utilizza membrane molto sottili e ad alta pressione per filtrare sale e altri minerali, potrebbe aiutare Dunea a produrre fino a 6 miliardi di litri (1,5 miliardi di galloni) di acqua potabile ogni anno.</p>
<p>Secondo l’<a href="https://www.euronews.com/green/2022/06/03/view-climate-change-has-a-price-water-should-too">OCSE</a>, l&#8217;acqua per il consumo umano rappresenta meno del 12% del consumo totale di acqua in Europa: circa il 40% viene utilizzato per l&#8217;agricoltura e il restante per l&#8217;industria, compreso il turismo, l&#8217;industria mineraria e l&#8217;energia. Indipendentemente dall&#8217;utilizzo, <strong>dare un prezzo all&#8217;acqua</strong> sembrerebbe per fondamentale per garantire che tutti, ovunque, abbiano accesso a questa risorsa: stabilire il &#8220;prezzo giusto&#8221; per l&#8217;acqua incoraggia effettivamente l&#8217;efficienza e gli investimenti, secondo l&#8217;OCSE. Significa anche che i governi e i fornitori di servizi hanno le entrate necessarie per mantenere, espandere e aggiornare i servizi idrici e sanitari.</p>
<p>Tuttavia, dare un prezzo all&#8217;acqua rimane una sfida. Questo perché c&#8217;è conflitto tra ragioni economiche, obiettivi climatici (scoraggiare gli sprechi) e considerazioni di accessibilità. Ad esempio, paesi come <strong>Austria e Finlandia</strong> utilizzano un sistema tariffario combinato in due parti. Questo ha un elemento fisso che protegge il fornitore dalle fluttuazioni della domanda e riduce i rischi finanziari, e un elemento variabile che addebita al consumatore in base al livello di consumo, favorendo contemporaneamente il risparmio. Per garantire che le tariffe non blocchino le famiglie a basso reddito, la più grande azienda di approvvigionamento idrico del <strong>Portogallo</strong> ha istituito tariffe idriche per famiglie che garantiscono che i livelli di consumo aumentati da parte delle famiglie con più di cinque persone non vengano fatturati a livelli più elevati. Inoltre, l&#8217;utilità prevede una tariffa sociale per le famiglie a basso reddito, con sconti fino al 93%.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/se-la-guerra-dellacqua-arriva-in-europa.html">Se la guerra dell&#8217;acqua arriva in Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Dalla pandemia al demone climatico: il 2022 e le ombre future</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/dalla-pandemia-al-demone-climatico-il-2022-e-le-ombre-future.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Jan 2022 11:39:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[Clima]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220101125009605_500563e84c3cd699dd9aafae942c7747-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220101125009605_500563e84c3cd699dd9aafae942c7747-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220101125009605_500563e84c3cd699dd9aafae942c7747-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220101125009605_500563e84c3cd699dd9aafae942c7747-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220101125009605_500563e84c3cd699dd9aafae942c7747-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220101125009605_500563e84c3cd699dd9aafae942c7747-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220101125009605_500563e84c3cd699dd9aafae942c7747-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Uno spettro si aggira sul mondo intero. Non è un&#8217;ideologia politica e neppure un nuovo virus. Si tratta, al contrario, del demone climatico, la cui ombra potrebbe farci compagnia con un&#8217; insistenza sempre maggiore, fino a raggiungere il centro dell&#8217;arena pubblica e mediatica. Sia chiaro: un problema legato al clima esiste, ed è pure serio. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/ambiente/dalla-pandemia-al-demone-climatico-il-2022-e-le-ombre-future.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220101125009605_500563e84c3cd699dd9aafae942c7747-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220101125009605_500563e84c3cd699dd9aafae942c7747-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220101125009605_500563e84c3cd699dd9aafae942c7747-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220101125009605_500563e84c3cd699dd9aafae942c7747-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220101125009605_500563e84c3cd699dd9aafae942c7747-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220101125009605_500563e84c3cd699dd9aafae942c7747-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220101125009605_500563e84c3cd699dd9aafae942c7747-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Uno spettro si aggira sul mondo intero. Non è un&#8217;ideologia politica e neppure un nuovo virus. Si tratta, al contrario, del <strong>demone climatico</strong>, la cui ombra potrebbe farci compagnia con un&#8217; insistenza sempre maggiore, fino a raggiungere il centro dell&#8217;arena pubblica e mediatica. Sia chiaro: un problema legato al clima esiste, ed è pure serio. Ma se le premesse per affrontarlo<a href="https://it.insideover.com/ambiente/greta-sta-per-arrivare-a-new-york-ma-il-gretismo-e-sotto-accusa.html"> sono il &#8220;gretismo&#8221;</a> e altre forme d&#8217;azione simili, fini a sé stesse e ben poco utili alla causa, c&#8217;è da poco da sorridere. Nel 2022, assaggiata per la prima volta in tutto il 2021 l&#8217;impellenza di invertire il trend per &#8220;alleggerire&#8221; il pianeta Terra, potremmo assistere alla consacrazione del <strong>clima</strong> inteso come tema chiave di ogni dibattito.</p>
<p>Nel caso, poi, in cui<a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html"> Sars-CoV-2</a> dovesse iniziare ad eclissarsi, colpito da cure e vaccini, allora ci sarebbe una prateria enorme da riempire con una nuova emergenza. E quella climatica, per la sua trasversalità e influenza sulle nostre vite, si candida ad essere la sostituta ideale. In tal caso, i virologi presenti negli studi televisivi dei talk show, gli stessi che per mesi hanno predetto il futuro del Covid – il più delle volte e la maggior parte dei quali con scarsa fortuna -, rischiano di essere sostituiti in massa da figure inedite: quella dei <strong>meteorologi</strong> o, meglio, degli esperti di cambiamenti climatici.</p>
<h2>Obiettivi politici</h2>
<p>I principali attori politici globali hanno iniziato a prestare attenzione ad aspetti prima trascurati. La <strong>Cina</strong> ha intenzione di tagliare il traguardo della <strong><em>carbon neutrality</em></strong> entro il 2060. &#8220;Il riscaldamento globale non si fermerà a causa del Covid-19. Per contrastare il cambiamento climatico, non dobbiamo mai allentare i nostri sforzi&#8221;, ha spiegato il presidente cinese <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-xi-jinping.html">Xi Jinping</a>, sottolineando che Pechino è pronta ad adempiere alle sue responsabilità internazionali in proporzione al suo livello di sviluppo per rispondere ai cambiamenti climatici. Da questo punto di vista, il gigante asiatico aumenterà i suoi sforzi a livello nazionale con l&#8217;intenzione di toccare il picco di emissioni di anidride carbonica nel 2030, per poi raggiungere la neutralità delle emissioni di carbonio entro il 2060. &#8220;La Cina manterrà la sua promessa&#8221;, ripetono gli alti funzionari del Partito Comunista Cinese.</p>
<p><strong>Unione europea</strong> e <strong>Stati Uniti</strong> hanno annunciato un&#8217;iniziativa per ridurre le emissioni globali di metano (oltre che di carbonio) in occasione dell&#8217;ultima conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (<strong>COP 26</strong>) <a href="https://it.insideover.com/ambiente/la-lezione-del-cop26-anche-lambiente-e-campo-geopolitico.html">andata in scena a Glasgow</a>. Il <strong>metano</strong>, ricordiamolo, è infatti un potente gas a effetto serra e, secondo l&#8217;ultima relazione del gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico, è responsabile di circa la metà dell&#8217;aumento netto di 1 grado Celsius della temperatura media mondiale dall&#8217;epoca preindustriale. Di conseguenza, una rapida riduzione delle emissioni di metano &#8220;è complementare all&#8217;azione relativa all&#8217;anidride carbonica e ad altri gas a effetto serra ed è considerata l&#8217;unica strategia davvero efficace per ridurre il riscaldamento globale a breve termine e per fare in modo che l&#8217;obiettivo di limitare il riscaldamento a 1,5 gradi Celsius resti realistico&#8221;, si legge in un comunicato della Commissione europea.</p>
<p>I Paesi che aderiscono a questa iniziativa si impegnano a raggiungere entro il 2030 l&#8217;obiettivo comune di ridurre le emissioni mondiali di metano di almeno il 30 % rispetto ai livelli del 2020, e di passare a usare le migliori metodologie d&#8217;inventario disponibili per quantificare le emissioni di questo gas, con particolare attenzione alle fonti ad alte emissioni. La realizzazione dell&#8217;impegno mondiale sul metano ridurrebbe il riscaldamento di almeno 0,2 gradi Celsius entro il 2050.</p>
<h2>Rischi e ombre future</h2>
<p>Restando nel Vecchio continente, l&#8217;Ue può sventolare il <strong>Green deal europeo</strong>, un piano per trasformare l&#8217;Europa in un player competitivo ma efficiente. La Commissione europea ha infatti adottato un pacchetto di proposte per rendere le politiche dell&#8217;Ue in materia di ambiente, energia, uso del suolo, trasporti e fiscalità idonee a ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. Da non tralasciare, inoltre, lo stretto legame tra il raggiungimento dei nuovi obiettivi climatici e di <strong>transizione energetica</strong> e la realizzazione del Piano europeo di ripresa e resilienza.</p>
<p>Emergono tuttavia due considerazioni urgenti. La prima: indipendentemente dalle politiche utilizzate, combattere il cambiamento climatico comporta la necessaria <strong>collaborazione</strong> tra la Cina e gli Stati Uniti; la seconda: è fondamentale che le politiche ambientali includano anche quei Paesi particolarmente <strong>inquinanti</strong> – come ad esempio l&#8217;India – restii ad abbandonare i vecchi sistemi di sostentamento in favore di pratiche green.</p>
<p>A proposito di India, attenzione all&#8217;eventualità di utilizzare <strong>lockdown climatici-ambientali</strong><a href="https://it.insideover.com/ambiente/lombra-dei-lockdown-climatici-prende-forma.html"> per arginare fenomeni inquinanti</a>. Alla fine del 2021, a Nuova Delhi l&#8217;elevato inquinamento atmosferico ha causato una situazione talmente grave da costringere molti residenti a indossare le mascherine protettive anche all&#8217;interno delle rispettive abitazioni. Addirittura, secondo quanto ricostruito da vari media indiani, la Corte Suprema nazionale avrebbe ordinato alle autorità di adottare misure urgenti &#8220;di controllo immediate&#8221;, se necessario perfino &#8220;due giorni di blocco o qualcosa del genere&#8221;.</p>
<p>Di lockdown climatici ne ha parlato anche il <a href="https://www.nature.com/articles/s41558-021-01001-0"><em>Guardian, </em>che nel marzo 2020 ha </a>pubblicato un articolo in cui veniva dato ampio risalto a una ricerca intitolata <em>Fossil CO<sub>2</sub> emissions in the post-COVID-19 era</em>. Il suddetto<a href="https://www.nature.com/articles/s41558-021-01001-0"> paper</a> ha dimostrato che le emissioni di anidride carbonica dovrebbero diminuire dell’equivalente di un lockdown globale ogni <strong>due anni</strong> per il prossimo decennio affinché il mondo possa mantenersi entro i limiti di sicurezza del <strong>riscaldamento globale</strong>; studi e teorie che almeno per il momento restano sulla carta, anche se più di qualche attivista green, vorrebbe metterle in pratica. Magari in un contesto di <a href="https://it.insideover.com/politica/terrorismo-finanza-pandemia-ambiente-il-secolo-delle-emergenze.html">emergenza perenne</a>. Nel frattempo, nel 2022 un team di ricerca sulla geoingegneria solare di Harvard ha intenzione di testare l&#8217;uso di un pallone ad alta quota per rilasciare polvere così da oscurare la luce solare. Questa tecnica potrebbe far guadagnare tempo all&#8217;umanità in attesa della completa <strong>decarbonizzazione</strong>.</p>
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		<title>Verso la &#8220;Grande Tempesta&#8221; per l&#8217;economia globale</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/verso-la-grande-tempesta-per-leconomia-globale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Oct 2021 06:39:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1243" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Economia-Giappone.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Tokyo diventa il primo creditore di Washington (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Economia-Giappone.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Economia-Giappone-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Economia-Giappone-768x497.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Economia-Giappone-1024x663.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La pandemia di Covid-19 è stato un fattore di perturbazione del sistema economico globale e ha accelerato diverse dinamiche riguardanti il suo sviluppo. Come si riprenderà, sul lungo periodo, l&#8217;economia globale dalle conseguenze della pandemia? Che scenari aprirà l&#8217;intersezione della crisi pandemica con l&#8217;altra grande questione dei nostri tempi, la crisi ambientale e climatica? Si &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/verso-la-grande-tempesta-per-leconomia-globale.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/verso-la-grande-tempesta-per-leconomia-globale.html">Verso la &#8220;Grande Tempesta&#8221; per l&#8217;economia globale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1243" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Economia-Giappone.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Tokyo diventa il primo creditore di Washington (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Economia-Giappone.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Economia-Giappone-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Economia-Giappone-768x497.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Economia-Giappone-1024x663.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La<a href="https://it.insideover.com/storia/la-globalizzazione-esiste-ancora.html" target="_blank" rel="noopener"> pandemia di Covid-19 </a>è stato un fattore di perturbazione del sistema economico globale e ha accelerato diverse dinamiche riguardanti il suo sviluppo. Come si riprenderà, sul lungo periodo, l&#8217;economia globale dalle conseguenze della pandemia? Che scenari aprirà l&#8217;intersezione della crisi pandemica con l&#8217;altra grande questione dei nostri tempi, <a href="https://it.insideover.com/ambiente/non-e-ancora-tempo-di-apocalisse-climatica.html" target="_blank" rel="noopener">la crisi ambientale e climatica?</a> Si sta avvicinando una nuova &#8220;Grande Tempesta&#8221; per i nostri sistemi economici? Di questi temi parliamo con lo storico dell&#8217;economia Adam Tooze, professore alla Columbia University e ex direttore del dipartimento di International Security Studies dell&#8217;Università di Yale, ruolo in cui è succeduto a uno studioso del calibro di Paul Kennedy. Il suo saggio più celebre è <em>Lo Schianto (</em><em>Crashed: How a Decade of Financial Crises Changed the World), </em>un affresco delle conseguenze economiche, finanziarie e geopolitiche della Grande Recessione del 2007-2008 e delle dinamiche prodottesi nel corso del decennio successivo. Nello scorso settembre Tooze ha dato alle stampe il suo lavoro più recente, <em>Shutdown: How Covid Shook the World&#8217;s Economy.</em></p>
<p><strong>Professor Tooze, come il virus ha impattato sul sistema economico globale nel 2020? </strong></p>
<p>&#8220;In un certo senso gli effetti della pandemia sono stati uno sviluppo delle dinamiche economiche sviluppatesi nel precedente mezzo secolo. Il Covid-19 ha impattato come uno shock esogeno su un contesto globale che si trovava da tempo in una situazione estremamente tesa. Le dinamiche economiche e geopolitiche che ho descritto ne <em>Lo Schianto </em>erano ancora presenti negli anni 2019 e 2020, in cui il contesto globale era attraversato da forti tensioni. Negli Stati Uniti, ad esempio, nel 2019 era ancora presente l&#8217;instabilità finanziaria che aveva condotto alla crisi del 2008, mentre la rivalità con la Cina era diventata esplicita e la contesa geopolitica condizionava il commercio, la politica globale, l&#8217;agenda dell&#8217;amministrazione americana. Nel mio saggio ho provato a raffigurare un nesso causale tra crisi economica, tensioni politiche, dinamiche geopolitiche su cui il Covid ha avuto un impatto generale&#8221;.</p>
<p><strong>In questo contesto, che elementi di novità ha aggiunto il virus?</strong></p>
<p>&#8220;Ha reso chiaro e inequivocabile il problema dell&#8217;instabilità finanziaria su scala mondiale; ha esposto le problematiche nella governance economica globale; ha mostrato esplicitamente le problematiche nella costituzione politica degli Stati Uniti. Il virus chiaramente non è la causa ultima di tutte queste problematiche, ma ragionando in forma complessa possiamo affermare con sicurezza che ha contribuito a una decisiva accelerazione di queste crisi, oltre a portare a un&#8217;ulteriore escalation nella sfida tra gli Usa e la Cina&#8221;.</p>
<p><strong>Un&#8217;escalation che spesso è stata direttamente legata alla pandemia. Pensiamo alla campagna presidenziale di Trump nel 2020&#8230;</strong></p>
<p>&#8220;Sì, nella mente di buona parte del popolo trumpiano esisteva un nesso causale tra l&#8217;esplosione del Covid, la lotta interna alla pandemia, il confronto geopolitico con Pechino e il braccio di ferro interno con i democratici e la sinistra. Dal dibattito sulle mascherine all&#8217;analisi delle conseguenze del movimento Black Lives Matter, nelle menti dei più radicali sostenitori di Trump e di membri del Partito Repubblicano come Ted Cruz questi elementi erano visti come parti di un&#8217;unica crisi, di una manovra attraverso cui il tradizionale stile di vita americano avrebbe potuto essere sovvertito. E questo ci induce a pensare che un&#8217;ulteriore importante conseguenza della pandemia sia stata l&#8217;estrema polarizzazione tra le componenti della politica americana&#8221;.</p>
<p><strong>Del resto questa polarizzazione si lega fortemente alla fragilità del sistema americano di cui lei parlava. Come potranno in prospettiva i piani e i progetti promossi dall&#8217;amministrazione Biden per rafforzare la coesione sociale e l&#8217;economia americana contribuire a cambiare questa situazione?</strong></p>
<p>&#8220;Sono molto pessimista a riguardo. Penso che i Democratici abbiano provato a ipotizzare una strategia cpaace di cambiare le basi dello sviluppo americano, in una via simile a quanto fatto in Europa dalla Commissione di Ursula von der Leyen per promuovere la trasformazione dell&#8217;economia europea attraverso il Green New Deal e politiche sostenibili. In entrambi i casi parliamo di un riconoscimento centrista dei problemi dell&#8217;economia diagnosticati dalle ali più radicali dello spettro politico. Negli Usa il funzionamento del sistema politico rende molto più complesso traduttore questa diagnosi centrista dei problemi in politiche attive. I Democratici hanno profonde divisioni interne e su alcune questioni affrontano un Partito Repubblicano fortemente trincerato, fattore che riduce gli spazi di mediazione.</p>
<p><strong>Negli Usa può il compromesso raggiunto sul pacchetto infrastrutturale funzionare come volano per un nuovo consenso bipartisan?</strong></p>
<p>&#8220;Il pacchetto di cui lei parla è ridotto di dimensioni rispetto alla scala dei problemi dell&#8217;economia americana e il suo impatto sarà solo una frazione di quello che, per esempio, Next Generation Eu avrà sull&#8217;economia italiana in rapporto al Pil. Se pensiamo che anche il Recovery Fund difficilmente sarà una soluzione ai problemi economici dell&#8217;Italia, possiamo ritenere il piano infrastrutturale di Biden solo un piccolo passo. L&#8217;impasse rimane, e i Democratici legiferano su una maggioranza talmente risicata da ritenere difficili azioni di rottura capaci di rispondere ai problemi sociali del Paese o alla crisi climatica&#8221;.</p>
<p><strong>C&#8217;è una barriera che blocca l&#8217;azione politica, insomma?</strong></p>
<p>Si. La diagnosi corretta dei problemi spesso non porta ad azioni che possano risolverle. Inoltre, se vogliamo capire l&#8217;attuale crisi politica negli Stati Uniti dobbiamo anche considerare il fatto che a Washington è carente il supporto politico ad azioni strategiche capaci di guidare la transizione sia nel settore energetico che nel sistema capitalista europeo hanno dimostrato di poter funzionare. Pensiamo solo ai casi delle utilities energetiche di Italia e Spagna. Esistono alcune eccezioni, ad esempio nel campo della transizione dell&#8217;industria dell&#8217;auto verso l&#8217;elettrico, ma la grande questione sarà capire come questo modo di pensare potrà estendersi ad altri settori. Gli Stati Uniti necessitano che i partiti non pongano un freno a questi processi&#8221;.</p>
<p><strong>La crisi climatica, in quest&#8217;ottica, appare una priorità nel dibattito contemporaneo. In tempi di pandemia, abbiamo visto come questa possa convergere con i problemi del Covid-19, amplificandoli. Possiamo aspettarci una &#8220;Grande Tempesta&#8221; su scala globale da questa convergenza?</strong></p>
<p>&#8220;Pandemia e crisi ambientale possono convergere localmente per produrre &#8220;tempeste perfette&#8221; su scenari localizzati, come dimostrato chiaramente dai problemi emersi durante la recente ondata di incendi in California. I roghi sono esplosi in un periodo in cui l&#8217;ondata di Covid ha spopolato i ranghi delle squadre anti-incendio formate dai detenuti, una componente chiave della strategia di tutela dello Stato, a causa dei lockdown imposti a diverse prigioni per la diffusione del contagio. La cosa interessante che tengo a sottolineare è il fatto che in un orizzonte di venti o trent&#8217;anni la massima sfida per l&#8217;ambiente e i cambiamenti climatici sarà, piuttosto che globale, regionale o al limite macroregionale&#8221;.</p>
<p><strong>Dove si concentreranno le minacce?</strong></p>
<p>&#8220;Il problema grave è il fatto che le sfide ambientali si concentreranno nelle regioni più povere del pianeta, dall&#8217;India al Medio Oriente, dai Caraibi alle aree più depresse degli Usa. Da tifoni devastanti a siccità prolungate, da crisi energetiche a roghi incontrollati, queste sfide si manifesteranno in forme molto diversificate&#8221;.</p>
<p><strong>Quali saranno le conseguenze economiche di queste sfide?</strong></p>
<p>&#8220;Ad oggi ritengo che difficilmente potranno causare uno shock paragonabile a quello pandemico del 2020. Questo potrebbe emergere solo per la convergenza e la somma di più crisi regionali in contemporanea negli scenari più estremi, come quelli imposti da un&#8217;ondata di riscaldamento globale accelerato. Oggigiorno la crisi climatica è concentrata in aree del mondo in via di sviluppo, mentre la natura unica della pandemia di Covid-19 è stata la simultaneità con cui si è diffuso, nel giro di poche settimane, nei tre principali poli dell&#8217;economia globale, ovvero Cina, Europa e Stati Uniti. Questo è difficile da immaginare sul fronte climatico, dove però una tempesta perfetta non è da escludere per il prossimo futuro. Possiamo anche pensare a incidenti paragonabili a quello di Fukushima o a shock energetici capaci di causare cambi di politiche globali, ma questo necessariamente dovrà esser mediato da decisioni istituzionali. Siamo ancora distanti da un equivalente climatico del 2020 pandemico. Ma non dobbiamo dimenticare che le aree regionali e macroregionali sono profondamente integrate su scala mondiale, e ad esempio una crisi legata a dinamiche climatiche, come un&#8217;ondata migratoria dal Sahel provocata da siccità e problemi demografici, può causare conseguenze politiche in scenari distanti, come l&#8217;Unione Europea&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/verso-la-grande-tempesta-per-leconomia-globale.html">Verso la &#8220;Grande Tempesta&#8221; per l&#8217;economia globale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La geopolitica anti-cinese mette a rischio la scienza</title>
		<link>https://it.insideover.com/scienza/la-geopolitica-anti-cinese-mette-a-rischio-la-scienza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jun 2021 15:04:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/scienza-cina-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/scienza-cina-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/scienza-cina-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/scienza-cina-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/scienza-cina-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/scienza-cina-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/scienza-cina-2048x1366.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La diffusione del coronavirus, la condanna per il mancato rispetto dei diritti umani, la minaccia economica, il mistero sull’origine del virus, le sfide sul clima: per una ragione o per l’altra il Dragone oggi è un imponente Leviatano con il quale flirtare economicamente ma da mettere nell’angolo, politicamente, in una schizofrenica spirale cerchiobottista. Tuttavia, al &#8230; <a href="https://it.insideover.com/scienza/la-geopolitica-anti-cinese-mette-a-rischio-la-scienza.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/scienza-cina-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/scienza-cina-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/scienza-cina-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/scienza-cina-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/scienza-cina-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/scienza-cina-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/scienza-cina-2048x1366.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La <a href="https://it.insideover.com/scienza/cosa-potrebbe-emergere-dalle-indagini-sul-laboratorio-di-wuhan.html"><strong>diffusione del coronavirus</strong></a>, la condanna per il mancato rispetto dei <strong>diritti umani</strong>, la minaccia economica, il mistero sull’origine del virus, le sfide sul <a href="https://it.insideover.com/ambiente/cina-usa-cooperano-clima-cambiamento-climatico.html"><strong>clima</strong></a>: per una ragione o per l’altra il Dragone oggi è un imponente Leviatano con il quale flirtare economicamente ma da mettere nell’angolo, politicamente, in una schizofrenica spirale cerchiobottista. Tuttavia, al netto delle prese di posizione politiche, isolare la Cina sembra ormai controproducente tanto quanto accoglierla nel sistema internazionale.</p>
<h2>La chiusura scientifica</h2>
<p>Negli ultimi anni, la <strong>ricerca scientifica</strong> è stata uno di quei settori che ha maggiormente sofferto dell’idiosincrasia verso Pechino: alla lunga, le tensioni geopolitiche hanno ridotto la collaborazione scientifica globale, proprio nel momento in cui è divenuta più necessaria. La pandemia da Covid-19 ha fornito dimostrazioni sorprendenti del valore della cooperazione nella ricerca scientifica e ha dimostrato che trattasi di un gioco esclusivamente a somma positiva: problemi come il cambiamento climatico, il degrado ambientale e le malattie infettive, infatti, non possono essere affrontati completamente senza un approccio globale.</p>
<p>A lanciare l’allarme sulla chiusura alla Cina è la rivista <em>Nature</em>, che riporta una <a href="https://www.nature.com/articles/d41586-021-01386-0">ricerca</a> che ha analizzato le tendenze della collaborazione scientifica negli ultimi venti anni. Un&#8217;analisi di oltre 10 milioni di articoli monitorati da <em>Web of Science</em> ha rilevato che il numero di articoli di coautori internazionali è passato dal 10,7% al 21,3% tra il 2000 e il 2015: in quell’anno, circa 200 paesi erano rappresentati nella <strong>letteratura collaborativa</strong>. Il complicarsi dei rapporti di molte potenze occidentali con la Cina e, infine, lo scoppio della pandemia hanno segnato una battuta d’arresto per questa tendenza.</p>
<p>Nel 2018, ad esempio, l&#8217;<a href="https://www.fbi.gov/investigate/white-collar-crime/piracy-ip-theft/intellectual-property-theftpiracy-news">FBI</a> accusò la Cina di sfruttare il mondo della ricerca e sviluppo negli Stati Uniti con fini illeciti. Ne seguì un fiume di indagini da parte del <em>National Institutes of Health</em> e di altre agenzie federali che identificò centinaia di scienziati finanziati dal governo federale sospettati di infrangere le regole sulla divulgazione dei legami con l&#8217;estero. Una vera caccia alle streghe che poi cedette il passo a una serie di clamorose scarcerazioni ma anche a una sequela di accuse di colpevolezza. La <strong>sinofobia scientifica</strong> non ha colpito solo gli Stati Uniti: anche Giappone, Australia, Regno Unito, Germania e India hanno aumentato il loro controllo sui rapporti di ricerca internazionali nell&#8217;interesse della protezione della sicurezza nazionale, con la Cina ampiamente considerata come il <em>public enemy n.1</em>. Queste battute d’arresto non riguarderebbero solo la cooperazione tra scienziati: anche il <strong>flusso di studenti</strong> da un Paese all’altro, il sale della post-modernità, sembra infatti rallentare: le politiche dei visti e gli oneri amministrativi nell’ospitare scienziati cinesi si complicano per questioni politiche, scoraggiando i team misti a ricercare collaborazioni in Asia.</p>
<h2>Cina e Stati Uniti</h2>
<p>Ma veniamo ai due grandi contendenti. Un&#8217;ulteriore <a href="https://link.springer.com/article/10.1007/s11192-021-03873-7">analisi</a> mostra una <strong>crescita zero tra il 2019 e il 2020 nelle pubblicazioni di coautori USA-Cina</strong> nel <em>Nature Index</em>, che tiene traccia delle affiliazioni degli autori in 82 riviste di scienze naturali selezionate per reputazione. Al contrario, nei quattro anni precedenti la crescita è stata superiore al 10% annuo. Nello stesso periodo sono aumentate, singolarmente, le pubblicazioni di ricercatori in Cina e Germania, Regno Unito, Australia e Giappone. Un&#8217;analisi degli articoli scientifici e ingegneristici nel database <em>Scopus </em>mostra, poi, che, se la collaborazione internazionale sulla ricerca relativa al Covid-19 nei primi cinque mesi dello scorso anno è stata superiore alla media dei cinque anni precedenti, sulla ricerca non Covid-19, la proporzione delle collaborazioni della Cina con gli Stati Uniti è stata inferiore rispetto ai cinque anni precedenti. Uno studio successivo mostra, inoltre, che le collaborazioni tra Cina e Stati Uniti nella ricerca sul Sars-CoV2 sono diminuite con il procedere della pandemia: la mancanza di fiducia di Washington, da un lato, e la reticenza di Pechino, dall’altro, contribuiscono a spiegare il dato.</p>
<p>Dopo lo choc iniziale dei primi mesi della pandemia globale, la <a href="https://link.springer.com/article/10.1007/s11192-021-03873-7">collaborazione internazionale nella ricerca</a> continua a mostrare modelli singolari rispetto alla ricerca sul coronavirus in epoca pre-COVID. Le nazioni più colpite tendono a produrre il maggior numero di articoli sul coronavirus, con una produzione strettamente collegata al tasso di infezione. La ricerca Covid-19 ha meno nazioni e team più piccoli rispetto alla ricerca pre-Covid, una tendenza che si è intensificata durante la pandemia. Gli Stati Uniti rimangono il singolo maggior contributore alla produzione di pubblicazioni globali, ma contrariamente ai primi mesi della pandemia, il contributo della Cina diminuisce con il calo dei casi.</p>
<p><strong>La collaborazione scientifica è presumibilmente l’insegnamento più grande della pandemia</strong>. In appena un anno e mezzo, un tempo storicamente infinitesimo, grazie alla comunità di ricerca internazionale, sappiamo cosa causa la malattia, abbiamo sviluppato e distribuito vaccini in tempi record e abbiamo una migliore comprensione di come gestire la malattia, con molte terapie in arrivo. La pandemia non è l&#8217;unica crisi globale complessa; l&#8217;emergenza climatica, la perdita di biodiversità, la sicurezza alimentare, le future crisi sanitarie globali richiederanno approcci interdisciplinari e intersettoriali. La cooperazione scientifica, in questi campi, deve restare il più grande corridoio umanitario possibile per il benessere globale assieme al <strong><em>data sharing</em></strong>: i dati condivisi sono preziosi, nonostante resti l’esigenza di prestare attenzione affinché non vengano sfruttati né a scopo di lucro né per altri scopi non etici.</p>
<p>Cooperare con un Paese dalle mille contraddizioni come la Cina è rischioso e può rivelarsi un’arma a doppio taglio per la “libertà” come la intendiamo oggi. Tuttavia, come sosteneva Noberto Bobbio nel 1988 in <em>Tolleranza e verità</em>, “meglio una libertà in pericolo ma che si espande che una libertà protetta che si chiude in se stessa”.</p>
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		<title>Perché Cina e Usa cooperano sul clima?</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/cina-usa-cooperano-clima-cambiamento-climatico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Apr 2021 17:28:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[Cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[Green economy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/clima-usa-cina-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="clima usa cina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/clima-usa-cina-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/clima-usa-cina-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/clima-usa-cina-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/clima-usa-cina-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/clima-usa-cina-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/clima-usa-cina-2048x1366.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nelle ultime settimane Washington e Pechino non se le sono mandate a dire: il 18 marzo, ad Anchorage, il segretario di Stato Antony Blinken aveva pubblicamente elencato i crimini contro i diritti umani perpetrati dalla controparte, che aveva risposto con una secca accusa di ipocrisia. Un nuovo minimo storico che svelava un Joe Biden deciso &#8230; <a href="https://it.insideover.com/ambiente/cina-usa-cooperano-clima-cambiamento-climatico.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/clima-usa-cina-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="clima usa cina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/clima-usa-cina-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/clima-usa-cina-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/clima-usa-cina-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/clima-usa-cina-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/clima-usa-cina-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/clima-usa-cina-2048x1366.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nelle ultime settimane Washington e Pechino non se le sono mandate a dire: il 18 marzo, ad <a href="https://it.insideover.com/politica/scintille-da-guerra-fredda-al-vertice-di-anchorage-tra-cina-e-stati-uniti.html"><strong>Anchorage</strong></a>, il segretario di Stato <strong>Antony Blinken</strong> aveva pubblicamente elencato i crimini contro i diritti umani perpetrati dalla controparte, che aveva risposto con una secca accusa di ipocrisia. Un nuovo minimo storico che svelava un <strong>Joe Biden</strong> deciso verso la linea del <em>China second</em> e uno <strong>Xi Jiping</strong> fermo nello stringere le spire attorno all’economia mondiale.</p>
<h2>Perché i due Paesi ripartono dal clima?</h2>
<p>Entrambe le potenze sanno bene che i tempi del grande bluff di Nixon e Kissinger con la Cina sono tramontati e che con un gigante mutaforme come il Dragone, ben diverso dall’Unione Sovietica disfunzionale di trent’anni fa, non c’è storia: ergo, conviene adattarsi.</p>
<p>Ed è sotto questa lente che si spiega come e perché, lo scorso mercoledì, l&#8217;inviato per il clima <strong>John Kerry</strong> è atterrato a Shangai diventando il primo uomo della <em>Camelot</em> bideniana a mettere piede nel Celeste Impero. Come è possibile che, in un momento di minimo delle relazioni bilaterali, i due giganti decidano di “distrarsi” con le questioni climatiche? Un osservatore esterno potrebbe facilmente rispondere affermando che, in qualità di nazioni leader nell’inquinamento mondiale, le due grandi potenze avrebbero il dovere di venirsi incontro sul tema. Spiegazione banale, quella del pentimento sulla via <em>green </em>per Damasco.</p>
<p>Ad un occhio più attento, questa “blanda” questione è il tema ideale per stemperare la tensione, riaccendere il dialogo e ottenere <strong>reciproci vantaggi</strong>: di fronte a questa possibilità Pechino ha perfino richiamato in servizio il settuagenario <strong>Xie Zhenhu</strong> per essere il principale interlocutore di Kerry, con il quale aveva lavorato assieme e con successo in vista dell&#8217;<strong>accordo di Parigi del 2015</strong>, al fine di riaccendere la vecchia <em>entente cordiale</em>. Del resto, nemmeno durante la Guerra Fredda si è mai smesso di discutere di ambiente o di limitazione dell’<em>escalation</em> nucleare presso i tavoli di contrattazione internazionale.</p>
<h2>Il meeting del 22 aprile</h2>
<p>Se partecipare a certe trattative, infatti, significava fare parte del club dei “Paesi che contano”, l’ambiente, in questa nuova partita a scacchi, è un club negoziale di prestigio: per Biden, che ha fatto dei temi ambientali un punto forte della sua campagna elettorale, l’emergenza climatica è questione di autorevolezza internazionale nella misura in cui ammanta la nuova politica estera americana di un elemento etico, a lungo assente nell’agenda del Dipartimento di Stato da Kyoto in poi. È questa la logica che soggiace al <a href="https://www.whitehouse.gov/briefing-room/statements-releases/2021/03/26/president-biden-invites-40-world-leaders-to-leaders-summit-on-climate/"><strong><em>meeting</em> virtuale del prossimo 22 aprile</strong></a>, presso il quale ha invitato 40 leader mondiali. Sul tavolo delle trattative, numerosi temi caldi volti a galvanizzare gli sforzi delle principali economie mondiali per <strong>ridurre le emissioni inquinanti</strong>, <strong>mobilitare i finanziamenti</strong> del settore pubblico e privato per guidare la transizione, discutere dei <strong>vantaggi economici</strong> dell&#8217;azione per il clima, stimolare le tecnologie di trasformazione che possono aiutare a ridurre le emissioni stesse.</p>
<p>Obiettivi ambiziosi e prestigiosi per i quali Washington ha bisogno di Pechino e Pechino di Washington, soprattutto in fatto di <strong>tecnologie <em>green</em></strong>. In Cina, che proprio nell’ultimo anno sembra essersi rifugiata nuovamente nel <strong>carbone</strong>, il presidente Xi Jinping si è impegnato di fronte all&#8217;Assemblea generale delle Nazioni Unite affermando che il Paese avrebbe raggiunto il picco della sua era al carbone nel 2030, per poi decarbonizzare completamente entro il 2060. Il 14° piano quinquennale, approvato a marzo, porta inciso nero su bianco l&#8217;obiettivo di realizzare una &#8220;bella Cina&#8221; e forgiare una &#8220;civiltà ecologica&#8221;.</p>
<p>Pechino ha ben compreso che per far parte del novero delle grandi potenze è necessario qualcosa di più di un banale <em>greenwashing</em>: un’inversione di rotta che, tra l’altro, è perfetta per diluire le ombre sull’origine del Covid-19 e sulla <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-lo-xinjiang-e-al-centro-della-guerra-fredda-tra-usa-e-cina.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">vicenda degli uiguri</a> e di Hong Kong. Dall’altra parte dell’Oceano, Washington mette sul piatto sfide notevoli: uno storico impegno di 2 trilioni di dollari per ridurre le emissioni a zero entro il 2050, la generazione di elettricità al 100% senza emissioni di carbonio entro il 2035 e rendere l&#8217;agricoltura statunitense totalmente <em>green</em>.</p>
<h2>Competizione vs. cooperazione</h2>
<p>Sebbene la situazione politica tra le due potenze resti tesa, le mosse di questi giorni sembrano spianare la strada al meeting della <strong>COP26 previsto a Glasgow</strong> il prossimo novembre. Un approccio tutto nuovo al tema ambientale che potrebbe sostituire la corsa al nucleare dei cinquant’anni di Guerra Fredda. Questa mossa bilaterale, infatti, promette di scatenare un effetto domino pur in assenza di una partnership: come sottolineano Andrew S. Erickson and Gabriel Collins dalle pagine di <a href="https://www.foreignaffairs.com/articles/united-states/2021-04-13/competition-china-can-save-planet"><em>Foreign Affaris</em></a>, infatti, potrebbe essere la <strong>pressione</strong>, non il partenariato, a stimolare i progressi sul cambiamento climatico.</p>
<p>Una strada nuova, quella della compartimentalizzazione della diplomazia, sembra perciò delinearsi. I toni al rialzo di Xi sulla lotta al cambiamento climatico hanno del resto un fine ben preciso: gli attori politici cinesi sanno che il loro Paese è la dogana di qualsiasi sforzo internazionale globale per ridurre le emissioni di gas serra e stanno cercando di utilizzare questa leva per promuovere gli interessi cinesi in altre aree. Ad esempio, rendere più verde la <em>Belt and Road</em>, sarà fondamentale, poiché i progetti relativi al carbone sono spesso oggetto di proteste e contenziosi nei paesi ospitanti, minando la loro redditività e quindi l&#8217;interesse degli investitori.</p>
<p>È per questo che sarebbe più corretto affermare che, sul clima, Cina e Stati Uniti si avviano alla <strong>competizione </strong>più che alla cooperazione, con il fine di non porsi obiettivi generici e troppo ambiziosi e spostando l’ottica verso il meccanismo della <strong>concorrenza</strong>. Da questo punto di vista, la <em>green cold war</em> con la Cina potrebbe diventare un gioco a somma positiva.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/cina-usa-cooperano-clima-cambiamento-climatico.html">Perché Cina e Usa cooperano sul clima?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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