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	<title>Bruxelles Archives - InsideOver</title>
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	<title>Bruxelles Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Intercettazioni e pedinamenti: Bruxelles è la &#8220;città delle spie&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/intercettazioni-e-pedinamenti-bruxelles-e-la-citta-delle-spie.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Dec 2022 09:20:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Bruxelles]]></category>
		<category><![CDATA[intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[spionaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022121610142721_f13534675e3eff9c5215d4f6baf4c3ec-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022121610142721_f13534675e3eff9c5215d4f6baf4c3ec-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022121610142721_f13534675e3eff9c5215d4f6baf4c3ec-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022121610142721_f13534675e3eff9c5215d4f6baf4c3ec-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022121610142721_f13534675e3eff9c5215d4f6baf4c3ec-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022121610142721_f13534675e3eff9c5215d4f6baf4c3ec-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022121610142721_f13534675e3eff9c5215d4f6baf4c3ec-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Non c&#8217;è modo di impedirlo. Devi solo presumere in ogni momento che russi e cinesi ti stiano ascoltando&#8221;, ha dichiarato qualche anno fa Howard Gutman, ex ambasciatore degli Stati Uniti in Belgio. Erano altri tempi quando Vienna e Berlino si contendevano la palma di &#8220;città delle spie&#8220;. Oggi quel primato spetta senza dubbi a Bruxelles. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/intercettazioni-e-pedinamenti-bruxelles-e-la-citta-delle-spie.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022121610142721_f13534675e3eff9c5215d4f6baf4c3ec-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022121610142721_f13534675e3eff9c5215d4f6baf4c3ec-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022121610142721_f13534675e3eff9c5215d4f6baf4c3ec-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022121610142721_f13534675e3eff9c5215d4f6baf4c3ec-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022121610142721_f13534675e3eff9c5215d4f6baf4c3ec-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022121610142721_f13534675e3eff9c5215d4f6baf4c3ec-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022121610142721_f13534675e3eff9c5215d4f6baf4c3ec-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Non c&#8217;è modo di impedirlo. Devi solo presumere in ogni momento che russi e cinesi ti stiano ascoltando&#8221;, ha dichiarato qualche anno fa Howard Gutman, ex ambasciatore degli Stati Uniti in Belgio. Erano altri tempi quando Vienna e Berlino si contendevano la palma di &#8220;<strong>città delle spie</strong>&#8220;. Oggi quel primato spetta senza dubbi a <strong>Bruxelles</strong>. </p>



<p>Negli ultimi decenni, nella capitale belga <strong>spiare </strong>sia gli &#8220;amici&#8221; che i &#8220;nemici&#8221; sembrerebbe essere diventata un&#8217;attività normalissima. Ognuno ha un obiettivo diverso. Se le <strong>agenzie di intelligence straniere</strong> sono attratte dalla sede Parlamento europeo, cuore vitale dell&#8217;Unione, e dalla Nato, per altri, come alcuni <strong>servizi di sicurezza</strong> mediorientali e di sicurezza, l&#8217;attenzione è rivolta alle grandi diaspore residenti nel Paese che influenzano la politica in patria. E poi, in virtù della nuova Guerra Fredda in corso, non possono certo mancare <strong>spie russe</strong> e <strong>cinesi</strong>. </p>



<p>Ma come ha fatto Bruxelles a trasformarsi in un crocevia di agenti segreti? Basta dare un&#8217;occhiata ad un paio di numeri. La città ospita <strong>300 missioni diplomatiche</strong>, con 26mila diplomatici registrati, le stanze delle <strong>istituzioni europee</strong> e <strong>Nato</strong>, e più di <strong>100 organizzazioni internazionali</strong>. </p>



<p>Già nel 2019, lo <em>European External Action Service (East) </em>avvisava i funzionari militari e i diplomatici di stare in guardia, soprattutto in luoghi come locali e ristoranti distanti dai rispettivi uffici. Meglio parlare all&#8217;aria aperta, in spazi pubblici, in modo tale da evitare le orecchie indesiderate di 007 russi o cinesi, era il consiglio diffuso, ormai diventato un <em>must </em>imprescindibile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Spie a Bruxelles</h2>



<p>Nell&#8217;arco degli ultimi 15 mesi, alle spie russe e cinesi (c&#8217;è chi le ha quantificate in 500, ma il numero è tutt&#8217;ora impreciso), si sono aggiunti i rappresentanti delle rampanti monarchie del Golfo, dal <strong>Qatar </strong>agli <strong>Emirati Arabi Uniti</strong> per non parlare dell&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong>. </p>



<p>Il <strong>Qatargate </strong>ha acceso i riflettori su Bruxelles capitale delle spie, e ha addirittura fatto collegare la fuga di notizie ad uno sgambetto recapitato al controspionaggio saudita. </p>



<p>La misura è talmente colma, al punto che c&#8217;è chi chiede a gran voce la creazione di una sorta di <strong>euro-Cia</strong>, ossia di un&#8217;organizzazione capace di coordinare i 27 servizi di spionaggio nazionali sul modello di Europol per le forze di polizia. Il problema, tuttavia, è lo stesso che si riscontra quando c&#8217;è da parlare di difesa europea: non tutti intendono condividere <strong>informazioni riservate</strong> e il proprio <em><strong>know-how</strong></em> di intelligence con un&#8217;istituzione terza. </p>



<p>Insomma, il Belgio, in parte a causa del lassismo dei suoi politici e in parte per il suo sistema politico frammentato, è diventato il nuovo <strong>anello debole</strong> dell’Europa. Qui gli agenti stranieri avrebbero piantato solide radici, e sempre da qui le spie cercherebbero di controllare l’intero continente per conto dei rispettivi governi. Alcuni politici locali, tra l’altro sono sospettati di aver svolto attività più o meno sensibili per conto di organizzazioni sostenute da altre nazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Attività intense</h2>



<p>Tutti partecipano al banchetto allestito a Bruxelles. Nel 2013, <em>Der Spiegel</em> scriveva, citando i documenti dell&#8217;informatore Edward Snowden, che gli <strong>Stati Uniti</strong> avevano condotto un&#8217;operazione di intercettazione elettronica sulle istituzioni dell&#8217;Ue proprio a Bruxelles, oltre ad aver intercettato le missioni diplomatiche dell&#8217;Ue a Washington e presso le Nazioni Unite. Nel 2003, sono stati scoperti dispositivi di intercettazione nell&#8217;edificio Justus Lipsius del Consiglio europeo, con un&#8217;inchiesta belga ufficiale che ha successivamente puntato il dito del sospetto contro il governo israeliano. </p>



<p>&#8220;Il nostro consiglio generale è di essere cauti e attenti nelle aree pubbliche&#8221;, ripetono gli alti funzionari per la sicurezza dell&#8217;Ue, incapaci di contrastare un fenomeno in continua crescita. In un simile crogiolo di spie, in molti a Bruxelles avevano intuito che il Qatar si stesse muovendo in maniera sempre più sprovveduta. Non sappiamo, al momento, quale sia stata la fonte iniziale del Qatargate, ma sappiamo che i <strong>servizi segreti</strong> del Belgio hanno avviato un&#8217;attività classica formata da pedinamenti e perquisizioni clandestine. </p>



<p>A cavallo tra il 2020 e il 2022, ricorda <em>La Stampa</em>, a Bruxelles era al lavoro una commissione presieduta dal socialista francese Raphael Glucksmann. Focus: le <strong>ingerenze straniere</strong> nei processi decisionali europei. Nello stesso periodo sono volati in Belgio i membri del <strong>Copasir</strong> italiano, presieduto allora dal senatore Adolfo Urso, per approfondire il tema delle ingerenze. In quell&#8217;occasione hanno incontrati vari funzionari e pure Glucksmann, per poi scrivere in una relazione, appena tornati a Roma, un passaggio emblematico. </p>



<p>&#8220;I principali attori ostili sono, come è noto, la Russia e la Cina che fanno un uso ampio dei vari strumenti di disinformazione e di ingerenza sia sul fronte interno che all&#8217;estero nei Paesi considerati nemici. Anche altri Paesi più o meno estesamente sfruttano tali strumenti. Vi sono attori che svolgono una pesante attività di lobbying presso l&#8217;Ue, come la Turchia, il Qatar, gli Emirati arabi uniti e l&#8217;Azerbaigian&#8221;, si legge nella loro <strong>relazione</strong>. Ebbene, anche il Qatar.</p>
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		<item>
		<title>Guerriglia urbana a Bruxelles (nonostante la quarantena)</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/guerriglia-urbana-a-bruxelles-nonostante-la-quarantena.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Gombacci]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2020 15:49:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Bruxelles]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Beglio-Bruxelles-Molenbeck-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Beglio-Bruxelles-Molenbeck-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Beglio-Bruxelles-Molenbeck-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Beglio-Bruxelles-Molenbeck-La-Presse-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Beglio-Bruxelles-Molenbeck-La-Presse-1024x682.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una vigilia di Pasqua violenta quella passata a Bruxelles. Nonostante la quarantena, nella notte tra sabato e domenica, violenti scontri si sono registrati nel quartiere di Anderlecht portando all’arresto di 57 persone colpevoli di avere assaltato e distrutti mezzi della polizia belga, come riporta la televisione di stato Rtbf. Tutto era incominciato venerdì 10 aprile &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/guerriglia-urbana-a-bruxelles-nonostante-la-quarantena.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Beglio-Bruxelles-Molenbeck-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Beglio-Bruxelles-Molenbeck-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Beglio-Bruxelles-Molenbeck-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Beglio-Bruxelles-Molenbeck-La-Presse-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Beglio-Bruxelles-Molenbeck-La-Presse-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Una vigilia di Pasqua violenta quella passata a <strong>Bruxelles</strong>. Nonostante la quarantena, nella notte tra sabato e domenica, violenti scontri si sono registrati nel quartiere di Anderlecht portando all’arresto di 57 persone colpevoli di avere assaltato e distrutti mezzi della polizia belga, come riporta la televisione di stato <em><a href="https://www.rtbf.be/info/societe/detail_anderlecht-tension-autour-de-la-station-clemenceau-suite-au-deces-d-un-jeune-homme-lors-d-une-course-poursuite?id=10480525">Rtbf</a></em>.</p>
<p>Tutto era incominciato venerdì 10 aprile quando una pattuglia della polizia in perlustrazione stava controllando che tutti gli abitanti stessero rispettando la quarantena imposta dalle autorità belghe in seguito all’emergenza coronavirus. Nell’adempiere il loro compito, i poliziotti hanno fermato un giovane che stava girando per le strade in scooter. Quest’ultimo, anziché fermarsi come intimato, è fuggito. Durante l’inseguimento e percorrendo una strada contromano, ha incrociato un’altra vettura della polizia contro la quale si è scontrando morendo fatalmente.</p>
<p>Alcune gang locali, che da sempre mal sopportano i controlli delle forze dell’ordine in alcune zone della città, hanno chiamato a raccolta i loro fiancheggiatori inscenando delle sommosse per protestare contro la morte del giovane ragazzo e, più in generale, per dare un messaggio intimidatorio alle autorità del posto, scoraggiandole a non ispezionare più le “loro” aree di competenza.</p>
<h2>Guerriglia urbana</h2>
<p>Abitanti della zona, asserragliati dentro le loro case in ossequio — loro si — alla quarantena, hanno filmato gli scontri e immediatamente questi video hanno fatto il giro dei social media. Si vedono chiaramente decine di persona sfidare e minacciare a volto coperto la polizia violando in un solo colpo sia le leggi sull’ordine pubblico che le restrizioni dell’isolamento obbligatorio.  In seguito all’escalation di violenze, alcuni vandali hanno preso di mira una camionetta della polizia distruggendone i vetri, prendendola a calci e bucando le gomme. Per fortuna, i poliziotti all’interno erano riusciti a fuggire prima. Scene di una vera e propria guerriglia urbana tanto che la polizia per ristabilire l’ordine ha dovuto fare uso di idranti e caricare a più riprese i manifestanti per disperderli.</p>
<p>Il borgomastro di <strong>Anderlecht</strong> Fabrice Cumps ha chiarito al <em><a href="https://www.lesoir.be/293982/article/2020-04-11/le-bourgmestre-danderlecht-condamne-ceux-qui-ont-attaque-les-policiers-ils-sont">Le Soir</a></em> che la famiglia del giovane morto nell’incidente ha immediatamente fatto un appello alla calma chiedendo di non strumentalizzare quanto accaduto. Ma i manifestanti, non ascoltando la volontà dei famigliari del deceduto e mossi da altri interessi, non hanno voluto fermarsi. Nonostante gli interventi di rinforzi, gli scontri si sono prolungati nella notte tanto che i cittadini potevano sentire degli elicotteri volare nei cieli di Bruxelles per sorvegliare e monitorare eventuali nuovi assembramenti di teppisti.</p>
<h2>Il problema della sicurezza a Bruxelles</h2>
<p>Le forze politiche hanno condannato all’unanimità le violenze dichiarando la loro solidarietà alla polizia. Ma il dibattito sulla sicurezza nella capitale belga (e dell’Europa) si è riaperto. Da ormai più di dieci anni, alcuni quartieri della città non sono più sotto pieno controllo delle forze dell’ordine. Il caso più eclatante finito sui giornali di tutto il mondo è quello di <strong>Molenbeek</strong>, quartiere a nord della città, tristemente famoso per essere la fucina di terroristi islamici dall’attacco alla stazione spagnola di Atocha del 2004 fino ad arrivare agli attacchi terroristici di Bruxelles nel 2016, passando per il Bataclan a Parigi nel 2015.</p>
<p>Altri quartieri, meno noti, sono ormai delle enclave della malavita e la polizia ha difficoltà a mantenerne l’ordine. A pochi passi dalla Grand Place, l’ormai storica scuola ebraica del centro di Bruxelles ha dovuto chiudere i battenti in seguito a numerosi minacce antisemite. I genitori non si fidavano più a mandare in quella zona i loro figli. Troppo pericoloso. Sui murales delle case o delle parrocchie, il viso della Vergine Maria è stato pitturato di nero e una vignetta esce dalla sua bocca con una scritta in arabo “Maria vi vuole bene” per evitare i continui atti vandalici contro le <strong>icone sacre cristiane</strong>.  Le amministrazioni dei vari comuni della città stanno cercando di riqualificare le zone considerate più a rischio. Ma un duro lavoro li aspetta. La radicalizzazione islamica dei quartieri fuori controllo è penetrata in profondità, ad imam salafiti è stato permesso di predicare al di fuori delle regole attirando nuovi adepti specie tra i giovani. Un permissivismo e lassismo ha creato dei veri propri ghetti dove cova un rancore difficile da estirpare. Se questa è la capitale d’Europa…</p>
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		<title>L‘inevitabile rottura del Belgio</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/linevitabile-rottura-del-belgio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jul 2019 08:54:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Bruxelles]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1025" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9328300-e1563267052765.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9328300-e1563267052765.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9328300-e1563267052765-300x160.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9328300-e1563267052765-768x410.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9328300-e1563267052765-1024x547.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A Bruxelles soffiano venti di crisi e incertezza politica dopo le ultime, inconcludenti elezioni del 26 maggio. In questo caso non si parla delle consultazioni europee che hanno portato ad un certo tipo di esiti grazie ai quali il presidente del consiglio belga uscente, il conservatore Charles Michel, andrà a presiedere il Consiglio europeo. La &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/linevitabile-rottura-del-belgio.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1025" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9328300-e1563267052765.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9328300-e1563267052765.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9328300-e1563267052765-300x160.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9328300-e1563267052765-768x410.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9328300-e1563267052765-1024x547.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>A <strong>Bruxelles</strong> soffiano venti di crisi e incertezza politica dopo le ultime, inconcludenti elezioni del 26 maggio. In questo caso non si parla delle consultazioni europee che hanno portato ad un certo tipo di esiti grazie ai quali il presidente del consiglio belga uscente, il conservatore <strong>Charles Michel</strong>, andrà a presiedere il Consiglio europeo. La paralisi politica ha colpito, per l’ennesima volta, le istituzioni nazionali belghe e nello specifico la Camera dei Rappresentanti.</p>
<p>Il vincitore delle consultazioni è stato il partito nazionalista e separatista fiammingo, moderatamente euroscettico, della <strong>Nuova Alleanza Fiamminga</strong>, che si è aggiudicato 25 seggi sui 150 della Camera. A seguire i Socialisti con 20 seggi, la destra radicale del Vlaams Belang con 18 scranni, il centrodestra del Movimento Riformatore con 14 e una serie di altri partiti, dai verdi, ai comunisti, al centro destra cristianodemocratico con un numero di seggi compreso tra i 12 ed i 14 e infine altre formazioni minori. La presenza di molti partiti politici ed un sistema elettorale proporzionale sono, di certo, fattori che non velocizzano le trattative per le formazioni degli esecutivi ma la causa delle paralisi politiche di Bruxelles sono da ricercarsi altrove.</p>
<p>Il <strong>Belgio è</strong> di fatto, un Paese spaccato in due e tenuto insieme, con sempre maggiore difficoltà, da un élite politica che annaspa tra una crisi e l&#8217;altra. Il nord del Paese, corrispondente alla regione delle <strong>Fiandre</strong>, restaa un&#8217;area molto ricca e produttiva, tra le più prospere di tutta l‘Unione Europea, anche grazie al gigantesco porto di Anversa e alle esportazioni. Qui il tasso di disoccupazione si aggira intorno al 5 per cento e la percentuale di pil pro capite è superiore alla media europea. Il sud invece, la <strong>Vallonia</strong>, ha maggiori problemi di tipo economico e sociale, con un sistema produttivo in crisi e che in passato si basava sulle estrazioni minerarie. Qui la disoccupazione è intorno al 10 per cento e la percentuale di Pil pro capite è inferiore alla media europea.</p>
<p>Ma le differenze tra le due regioni non sono solo economiche, ma anche culturali. Dalla lingua alle tradizioni, la spaccatura del Belgio in Fiande e Vallonia è sempr epiù netta e si manifestano anche a livello politico. Le Fiandre hanno, almeno nelle ultime consultazioni, sviluppato preferenze politiche che guardano sempre più a destra: dai nazionalisti più moderati della Nuova Alleanza Fiamminga a quelli più radicali del <strong>Vlaams Belang</strong>. La Vallonia è, invece, più orientata verso i partiti progressisti e ha parzialmente confermato questa tendenza anche in periodi di magra per la sinistra a livello europeo. Basti pensare che qui, il 26 maggio, il Partito Socialista è giunto ancora una volta primo a livello regionale.</p>
<p>Se le due comunità, i fiamminghi e i valloni, sono così differenti come possono convivere in uno stato unitario? Lo fanno con molta difficoltà e i risultati si vedono. I partiti belgi, con l&#8217;eccezione del Partito comunista, hanno differenti denominazioni nelle Fiandre e in Vallonia e quindi si presentano nelle due regioni come due formazioni differenti. A livello nazionale la formazione del governo deve essere rappresentativa di entrambe le comunità e questo genera ulteriori difficoltà. È molto difficile, ad esempio, per i nazionalisti e separatisti fiamminghi trovare punti in comune con i socialisti valloni. Le cose si complicano ulteriormente se si pensa che tanto le Fiandre quanto la Vallonia sono dotate di Parlamenti regionali, dotati di considerevole autonomia, guidati da esecutivi che possono essere di tendenza opposta al governo nazionale.</p>
<p>Spicca poi lo strano caso di Bruxelles, città-regione autonoma situata esattamente al centro del Paese e al confine tra le due regioni. Bruxelles è in maggioranza francofona ed è anche la città simbolo dell‘Unione europea e soffre gli strappi politici tra le diverse comunità belghe. Anche Bruxelles ha il suo Parlamento regionale, aggiungendo un ulteriore organismo legislativo in un panorama già frammentato.</p>
<p>Cosa impedisce al Belgio di scindersi? La presenza di alcune istituzioni unificanti, come la monarchia, che rappresenta in egual modo tutti i cittadini e forse il fatto che le crisi istituzionali non hanno ancora raggiunto un vero e proprio punto di rottura. Aspettare quaranta giorni per giungere alla formazione di un esecutivo è cosa da nulla per la popolazione belga. Basti pensare che nel 2010, in seguito alle elezioni di giugno, di giorni ce ne vollero 589 per formare il governo. E nel 2014 si dovette attendere da giugno ad ottobre. Il Belgio assomiglia sempre di più, per usare le parole di un abitante del luogo, a due Paesi diversi riuniti sotto la stessa bandiera. E se le Fiandre continueranno a spingersi sempre più a destra mentre la Vallonia sempre più a sinistra il punto di non ritorno potrebbe avvicinarsi, pericolosamente, sempre di più. Con ripercussioni per tutta l&#8217;Europa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/linevitabile-rottura-del-belgio.html">L‘inevitabile rottura del Belgio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>REPORTAGE &#124; Il partito islamico sfida l&#8217;Europa: &#8220;Vogliamo imporre la sharia&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/il-partito-islamico-sfida-leuropa-vogliamo-imporre-la-sharia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Apr 2019 17:09:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Bruxelles]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="640" height="480" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Partito-Islam.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Partito-Islam.jpg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Partito-Islam-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>In Belgio il partito Islam è pronto a correre alle prossime Europee. Il suo obiettivo? Imporre la sharia nel Paese in quanto "per l'80% è compatibile con la Costituzione". </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/il-partito-islamico-sfida-leuropa-vogliamo-imporre-la-sharia">REPORTAGE | Il partito islamico sfida l&#8217;Europa: &#8220;Vogliamo imporre la sharia&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="480" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Partito-Islam.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Partito-Islam.jpg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Partito-Islam-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p><p>In Belgio il partito Islam è pronto a correre alle prossime Europee. Il suo obiettivo? Imporre la sharia nel Paese in quanto &#8220;per l&#8217;80% è compatibile con la Costituzione&#8221;.</p>
<p>Leggi <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/islam-e-populismo-le-nuove-forze-politiche-del-belgio/il-partito-islamico-sfida-leuropa-vogliamo-imporre-la-sharia.html">qui</a> il reportage completo</p>
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		<title>REPORTAGE &#124; &#8220;Non c&#8217;è parità tra uomo e donna&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/non-ce-parita-tra-uomo-e-donna</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Apr 2019 17:05:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Bruxelles]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="640" height="480" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Parit%C3%A0-islam.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Parit%C3%A0-islam.jpg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Parit%C3%A0-islam-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Da Bruxelles cuore pulsante dell'Unione europea: "Se c'è parità tra uomo e donna? No, non c'è". Davanti a un caffè - e davanti a una donna - il vice-presidente delpartito Islam, Talal Magri, non si fa problemi a dire come la pensa. Non fa nemmeno tanti giri di parole. La parità tra uomo e donna, per lui e per loro, non esiste. Punto. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/non-ce-parita-tra-uomo-e-donna">REPORTAGE | &#8220;Non c&#8217;è parità tra uomo e donna&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="480" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Parit%C3%A0-islam.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Parit%C3%A0-islam.jpg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Parit%C3%A0-islam-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p><p>Da Bruxelles cuore pulsante dell&#8217;Unione europea: &#8220;Se c&#8217;è parità tra uomo e donna? No, non c&#8217;è&#8221;. Davanti a un caffè &#8211; e davanti a una donna &#8211; il vice-presidente delpartito Islam, Talal Magri, non si fa problemi a dire come la pensa. Non fa nemmeno tanti giri di parole. La parità tra uomo e donna, per lui e per loro, non esiste. Punto.</p>
<p>Clicca <a href="https://it.insideover.com/reportage/donne/islam-e-populismo-le-nuove-forze-politiche-del-belgio/partito-islamico-donne.html">qui</a> per il reportage completo</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/non-ce-parita-tra-uomo-e-donna">REPORTAGE | &#8220;Non c&#8217;è parità tra uomo e donna&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>REPORTAGE &#124; Nel bunker di The Movement dove nasce l&#8217;internazionale populista</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/nel-bunker-di-the-movement-dove-nasce-linternazionale-populista</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Apr 2019 17:02:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Bruxelles]]></category>
		<category><![CDATA[The Movement]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1265" height="644" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/The-Movement.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/The-Movement.jpg 1265w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/The-Movement-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/The-Movement-768x391.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/The-Movement-1024x521.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1265px) 100vw, 1265px" /></p>
<p>The Movement, il club dei populisti anti-Soros, nasce in una villa immersa nel verde, a pochi chilometri dal centro di Bruxelles.  È il nuovo "bunker" dei populisti d'Europa. E del mondo."Vogliamo riunire tutti i leader  sotto uno stesso tetto", spiega Mischaël Modrikamen, braccio destro di Bannon nel Vecchio Continente. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/nel-bunker-di-the-movement-dove-nasce-linternazionale-populista">REPORTAGE | Nel bunker di The Movement dove nasce l&#8217;internazionale populista</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1265" height="644" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/The-Movement.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/The-Movement.jpg 1265w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/The-Movement-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/The-Movement-768x391.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/The-Movement-1024x521.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1265px) 100vw, 1265px" /></p><p>The Movement, il club dei populisti anti-Soros, nasce in una villa immersa nel verde, a pochi chilometri dal centro di Bruxelles. È il nuovo &#8220;bunker&#8221; dei populisti d&#8217;Europa. E del mondo.&#8221;Vogliamo riunire tutti i leader sotto uno stesso tetto&#8221;, spiega Mischaël Modrikamen, braccio destro di Bannon nel Vecchio Continente.</p>
<p>Leggi <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/islam-e-populismo-le-nuove-forze-politiche-del-belgio/nel-bunker-the-movement-linternazionale-dei-populisti.html">qui</a> il reportage completo</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/nel-bunker-di-the-movement-dove-nasce-linternazionale-populista">REPORTAGE | Nel bunker di The Movement dove nasce l&#8217;internazionale populista</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Brexit, i conservatori ribelli tramano per un nuovo referendum</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/brexit-conservatori-referendum.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Feb 2019 18:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[Bruxelles]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[unione-europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190115183308_28187512.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190115183308_28187512.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190115183308_28187512-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190115183308_28187512-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190115183308_28187512-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il negoziato per la Brexit si sta trasformando in una vera e propria corsa contro il tempo. Il 29 marzo è infatti la data limite entro la quale il governo capeggiato da Theresa May è chiamato a trovare un accordo con Bruxelles sui termini di uscita dall&#8217;Unione europea. A distanza di appena un mese la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/brexit-conservatori-referendum.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190115183308_28187512.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190115183308_28187512.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190115183308_28187512-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190115183308_28187512-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190115183308_28187512-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il negoziato per la <strong>Brexit</strong> si sta trasformando in una vera e propria corsa contro il tempo. Il 29 marzo è infatti la data limite entro la quale il governo capeggiato da <strong>Theresa May</strong> è chiamato a trovare un accordo con Bruxelles sui termini di uscita dall&#8217;Unione europea. A distanza di appena un mese la strada è però più che in salita.</p>
<p>L&#8217;Irlanda del Nord blocca la Brexit</p>
<p>Il negoziato sembra entrato in una fase di pieno stallo dopo che <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/brexit-lora-verit-parlamento-vota-sullaccordo-lue-1629434.html">lo scorso 15 gennaio</a> la Camera dei Comuni britannica ha rigettato con la maggioranza dei voti l’accordo che Theresa May aveva raggiunto dopo mesi di trattative con Bruxelles. Uno dei nodi principali che congela l&#8217;accordo sulla sponda britannica è <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/brexit-irlanda-nord-confine/">il futuro dell’Irlanda del Nord</a>.</p>
<p></p>
<p>Un’inchiesta della <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.bbc.com/news/uk-northern-ireland-politics-44615404">Bbc</a></em> dello scorso dicembre aveva infatti rivelato come secondo i termini stabiliti tra Bruxelles e Londra, in caso di mancato accordo, e quindi di hard Brexit, l’<strong>Irlanda del Nord</strong> avrebbe continuato a far parte dell&#8217;unione doganale europea. Insomma, sembra che i principali ostacoli al processo di uscita della Gran Bretagna dall’Ue provengano dall&#8217;interno.</p>
<p>Il Parlamento britannico boccia ancora Theresa May</p>
<p>Giovedì scorso, questo trend è stato confermato. Il Parlamento britannico si è infatti nuovamente espresso in maniera contraria, 303 voti contro 258, al nuovo piano negoziale presentato da May in vista dell’ultimo appuntamento con Bruxelles. Il voto non è vincolante, la premier britannica potrà comunque procedere con il negoziato, ma tale voto potrà certamente rappresentare una  delegittimazione in momento delicatissimo.</p>
<p></p>
<p>L’Unione europea potrebbe essere disposta a concedere qualche piccola modifica sui termini dell’accordo, a condizione però che May abbia la certezza assoluta di una <strong>maggioranza</strong> favorevole in Parlamento. Il voto dimostrerebbe il contrario. Anzi, sembrerebbe che le principali perplessità sulla Brexit abbiano acquisito ormai una natura trasversale all&#8217;interno del Parlamento britannico.</p>
<p>Ora anche i conservatori sono scettici sulla Brexit</p>
<p>Secondo alcune indiscrezioni raccolte dalla <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.bbc.com/news/uk-politics-47326675">Bbc</a></em> l&#8217;ipotesi di un nuovo referendum, in caso di mancato accordo, sta diventando un’idea condivisa non solo tra i laburisti. In particolare sembra essere sotto gli occhi dei riflettori la fazione dei conservatori chiamata “<strong>Brexit delivery Group</strong>”, una cinquantina di parlamentari sulla carta fedeli a Theresa May, ma assolutamente contrari a qualsiasi ipotesi di hard Brexit. Ecco è proprio tra questi 50, che secondo la <em>Bbc</em> si troverebbero quei parlamentari con il loro piano “B”.</p>
<p></p>
<p>Esisterebbe addirittura un emendamento già pronto nel caso di mancato accordo con Bruxelles che vedrebbe sostegno trasversale tra laburisti e il gruppo di conservatori “ribelli”. In questo emendamento si propone una posticipazione sulla data della Brexit, ad oggi fissata al 29 marzo, e aprire così a qualsiasi altra ipotesi per scongiurare un’uscita “hard”. È questo dunque il primo caso di apertura dei conservatori alla possibilità di un secondo referendum che, <em>de facto</em>, annullerebbe l’esito del 2016.</p>
<p>Mettere indietro le lancette della storia non è però mai semplice, anche perché nel frattempo l’Europa è cambiata e si appresta ad affrontare delle elezioni che, con tutta probabilità, ne cambieranno struttura e obiettivi. I sostenitori di un nuovo referendum sono così sicuri che, in caso di vittoria del <em>remain</em>, la nuova Europa (forse populista) potrà essere pronta ad accogliere a braccia aperte il figliol prodigo pentito? L’incertezza ora regna sovrana. In ogni caso il negoziatore sulla Brexit incaricato da Bruxelles, Michel Barnier, <a href="https://www.theguardian.com/politics/2019/jan/15/theresa-may-loses-brexit-deal-vote-by-majority-of-230">ha recentemente dichiarato</a> che le possibilità di un “no deal” sono altissime. Ad oggi, quindi, l&#8217;hard Brexit resta lo scenario più probabile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/brexit-conservatori-referendum.html">Brexit, i conservatori ribelli tramano per un nuovo referendum</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Popolari e populisti: una nuova alleanza a Bruxelles?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/popolari-populisti-nuova-alleanza-bruxelles.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Feb 2019 11:17:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Bruxelles]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Popolare Europeo (Ppe)]]></category>
		<category><![CDATA[populismo]]></category>
		<category><![CDATA[sovranismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_4681688-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_4681688-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_4681688-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_4681688-1-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_4681688-1-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le elezioni parlamentari europee rappresenteranno uno spartiacque per la politica continentale. Gli elettori decideranno se assecondare il &#8220;vento sovranista&#8221; o se respingerlo, affidandosi, ancora una volta, ai cosiddetti partiti tradizionali. C&#8217;è una terza possibilità: quella per cui  populisti e popolari finiscano per far parte della medesima maggioranza. Se ne sta discutendo, ma la sensazione è che la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/popolari-populisti-nuova-alleanza-bruxelles.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_4681688-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_4681688-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_4681688-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_4681688-1-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_4681688-1-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Le elezioni parlamentari europee rappresenteranno uno spartiacque per la politica continentale. Gli elettori decideranno se assecondare il &#8220;vento sovranista&#8221; o se respingerlo, affidandosi, ancora una volta, ai cosiddetti partiti tradizionali. C&#8217;è una terza possibilità: quella per cui  <strong>populisti</strong> e <strong>popolari</strong> finiscano per far parte della medesima maggioranza. Se ne sta discutendo, ma la sensazione è che la decisione possa essere presa solo a bocce ferme, quando i risultati saranno ufficiali e quindi i voti potranno essere soppesati.</p>
<p>La narrativa sull&#8217;avanzata dei   <strong>sovranisti</strong> potrebbe essere stata alimentata in modo strumentale. L&#8217;annunciata esplosione di consensi nel Vecchio Continente potrebbe rivelarsi un buco nell&#8217;acqua. Oppure, al contrario, i dati sui partiti populisti potrebbero essere stati interpretati al ribasso, com&#8217;è spesso accaduto nel corso di questi ultimi anni. Vi ricorderete della <strong>Brexit</strong>, ma i britannici, a questo giro e per la prima volta, non saranno tra coloro che si recheranno alle urne. Un fattore che farà perdere qualche decina di seggi ai conservatori. <strong>Silvio Berlusconi</strong>, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/europee-piano-berlusconi-serve-sovranismo-europeo-1647616.html">durante la serata di ieri</a>, ha parlato di un &#8220;sovranismo europeo&#8221;, ma pure di &#8220;un’altra maggioranza, un’alleanza con i conservatori e i sovranisti per cambiare l’Europa&#8221;. Lo scenario che stiamo presentando, insomma, ha delle solide basi su cui poggiare. </p>
<p>Anche <strong>Claudio Borghi</strong>, poche ore fa, ha detto la sua su questa ipotesi, ma ventilando la costruzione di un &#8220;fortissimo gruppo euro critico&#8221;, mantenendo però aperte &#8220;tutte le opzioni&#8221;.</p>
<p>La situazione di partenza</p>
<p>Le <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/europee-i-sondaggi-premiano-ppe-boom-dei-sovranisti-153-1647046.html" target="_blank">proiezioni del 18 febbraio</a> hanno messo in chiaro un punto inequivocabile :<strong>Ppe</strong> e <strong>socialdemocratici</strong> non avranno la maggioranza per governare I due partiti storici si fermeranno infatti al 45%. La flessione dovrebbe riguardare soprattutto i secondi, a cui verrebbero meno quasi 60 seggi parlamentari. I popolari starebbero per lasciarsi qualcosa alle spalle, ma resterebbero comunque ancorati alla prima piazza del podio finale. La crisi della <strong>sinistra europea</strong>, insomma, costringe il fronte moderato a guardare altrove. Allo stato attuale delle cose, non si può escludere un canale di dialogo venga aperto con i liberali di <strong>Guy Verhofstadt</strong>, che potranno contare sull&#8217;esordio dei <strong>macroniani</strong>. </p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-69836" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2019/02/pop-uno.png" alt="pop uno" /></p>
<p></p>
<p>Molto più complicato appare il quadro in oggetto: popolari e populisti uniti in nome della comune <strong>radice conservatrice</strong>. La sommatoria tra le due istanze è stata spesso caldeggiata. Pensate a cosa sarebbe successo in <strong>Francia</strong> se <em>Les Republicains</em> e il <em>Front National</em> si fossero uniti al secondo turno contro <strong>Emmanuel Macron</strong>. Oggi, con ogni probabilità, <strong>Marine Le Pen</strong> abiterebbe all&#8217;Eliseo, ma la pregiudiziale nei confronti dei frontisti non ha mai smesso d&#8217;influenzare il sistema elettorale francese. Pensate, ancora, a cosa accadrebbe in <strong>Germania</strong> se la <strong>Cdu/Csu</strong> aprisse a un&#8217;alleanza con <strong>l&#8217;Afd</strong>: la <strong>Spd</strong> finirebbe con ogni probabilità all&#8217;opposizione. Ma queste sono operazioni meccaniche, costruite per il mezzo di operazioni matematiche che non tengono conto della storia di questi partiti, delle differenze che intercorrono tra loro e delle possibili reazioni elettorali ad alleanze mal costruite. Basti pensare che <strong>Alternative Fur Deutschland,</strong> a oggi, non fa neppure parte del gruppo parlamentare che a Strasburgo riunisce i cartelli populisti. Esiste, però, chi sta lavorando a questo progetto. </p>
<p>Chi lavora all&#8217;alleanza tra popolari e populisti</p>
<p>C&#8217;è una parte del Ppe che sembra puntarealla svolta. <strong>Sebastian Kurz</strong>, in Austria, sta dimostrando di poter governare con il sostegno strutturale dei sovranisti dell&#8217;Fpo. <strong>Viktor Orban</strong> è rimasto nel Ppe, ma è pure legato a <strong>Visegrad</strong>, che è la vera fucina del populismo antimigranti Est &#8211; europeo. Poi bisogna tenere conto dello spostamento a destra del binomio Cdu/Csu: <strong>Manfred Weber</strong>, che fa parte del secondo acronimo, è di sicuro più disposto di <strong>Angela Merkel</strong> ad aprire a destra. Così come il ministro dell&#8217;Interno, che in Europa non ha troppo peso e che appena abbandonato la presidenza del suo partito in nome dell&#8217;unità:<strong>Horst Seehofer</strong>.<em> </em></p>
<p> Come ultimo, ma certo non per ultimo, c&#8217;è <strong>Matteo Salvini</strong>, per cui è stata addirittura prospettata una candidatura alla presidenza della Commissione europea. Bisogna fare attenzione, però, pure <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/la-sfida-dei-repubblicani-francesi-vista-delle-elezioni-europee/">all&#8217;evoluzione dei Repubblicani transalpini</a>: dopo la batosta presa da <strong>Francois Fillon</strong> alle presidenziali, una sconfitta che è arrivata pure per via degli attacchi mediatici, les Republicains hanno virato dal liberalismo: il nuovo leader è <strong>Laurent Wauquiez. </strong>che è molto conservatore, mentre il volto che verrà presentato agli elettori in vista di Bruxelles è quello del filosofo <strong>François-Xavier Bellamy</strong>,<strong> </strong>che non può essere accostato al moderatismo. In questo complesso ginepraio, quindi, non sono tanto i populisti a sbirciare verso il centro della scacchiera per comprendere quali possibilità esistano, ma i centristi, almeno in parte, a procedere con una lenta ma tangibile traversata verso destra. </p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-69837" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2019/02/populisti-due.png" alt="populisti due" /></p>
<p>Occhio ai Conservatori spinti dai polacchi di Diritto e Giustizia</p>
<p>Per dare vita a un&#8217;operazione del genere potrebbe servire un tramite. Qualcuno in grado di costruire ponti tra l&#8217;emisfero popolare e quello sovranista. Chi meglio dell&#8217;Ecr, che dovrà tuttavia fare a meno dei <strong>Tories</strong>, che cinque anni fa avevano conquistato ben 19 seggi? Giorgia Meloni ne è convinta: ai conservatori spetta il compito di rendere il Ppe sempre più simile a Viktor Orban, facilitando così distanze altrimenti invalicabili. E a fare la voce grossa, all&#8217;interno di questo gruppo parlamentare, saranno i polacchi di <strong>Diritto e Giustizia</strong>, che sono collegabili col premier ungherese per via di Visegrad. Loro, con ogni probabilità, sarebbero i destinatari naturali di una proposta d&#8217;alleanza fatta pervenire dal Ppe ma non basterebbero a confezionare la maggioranza parlamentare che serve. </p>
<p>Il &#8220;laboratorio spagnolo&#8221; tra Vox e Ciudadanos</p>
<p>C&#8217;è una parte di Vecchio Continente in cui l&#8217;alleanza tra popolari e populisti potrebbe essere sperimentata prima del previsto. In<strong>Spagna</strong>, <a href="http://www.occhidellaguerra.it/vox-andalusia-laboratorio-europa/">come ha spiegato Lorenzo Vita all&#8217;interno delle sue analisi</a>, potrebbe presentarsi un&#8217;anomala alleanza composta dalle tre forze di centrodestra: Partito Popolare, <strong>Ciudadanos</strong> e <strong>Vox</strong>. Sarebbe il preambolo di quello che potrebbe accadere a Strasburgo: popolari, populisti e conservatori contro gli avversari socialdemocratici e liberal-democratici. </p>
<p><div style="position:relative;width:100%;padding-bottom:125%;height:0;overflow:hidden;"><iframe src="https://public.flourish.studio/visualisation/226760/embed" style="position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%;border:0;" allowfullscreen loading="lazy"></iframe></div>Ma i numeri non ci sono</p>
<p>La prime proiezioni ha sentenziato: una maggioranza così composta, allo stato attuale delle cose, non è possibile. I sovranisti, pur tenendo in considerazione quelli indefiniti, cioè il gruppo parlamentare di riferimento dei grillini, si fermerebbero a <strong>153 seggi</strong>. I quali, una volta sommati ai <strong>183 del Ppe</strong>, non consentirebbero comunque di esprimere una preponderanza numerica. Il totale farebbe <strong>336</strong> parlamentari, ma per guidare Bruxelles e Strasburgo ne servono <strong>376</strong>. Affinché una maggioranza popular &#8211; populista divenga fattibile, almeno su carta, serve che Ppe, Ecr, Efr e &#8220;Manifesto dei sette&#8221; ottengano altri quaranta parlamentari.</p>
<p></p>
<p>Tra le sigle indicate, però, intercorrono differenze programmatiche e valoriali notevoli. Ecco perché, alla fine della fiera, è lecito pronosticare che a comporre la maggioranza saranno Ppe, Socialdemocratici e Alde. </p>
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		<title>Quei dati che ora fanno paura: così la Ue rischia la recessione</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ecco-come-leuropa-sta-rischiando-la-recessione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jan 2019 18:02:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Bruxelles]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[unione-europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_9050705.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_9050705.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_9050705-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_9050705-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_9050705-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La recessione è ormai alle porte dell&#8217; Europa e del mondo. Tutti i segnali sembrano andare verso quest’unica direzione. Dal vistoso calo della domanda a livello mondiale, passando per la battaglia sui dazi tra Stati Uniti e Cina, arrivando infine alla progressiva chiusura del programma di Quantitative Easing della Banca centrale europea. L&#8217;Europa ancora debole &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-come-leuropa-sta-rischiando-la-recessione.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_9050705.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_9050705.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_9050705-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_9050705-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_9050705-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La recessione è ormai alle porte dell&#8217; Europa e del mondo. Tutti i segnali sembrano andare verso quest’unica direzione. Dal vistoso calo della domanda a livello mondiale, passando per la battaglia sui dazi tra Stati Uniti e Cina, arrivando infine alla progressiva chiusura del programma di <strong>Quantitative Easing</strong> della Banca centrale europea.</p>
<p>L&#8217;Europa ancora debole di fronte alla crisi in arrivo</p>
<p>Insomma la maggior parte degli osservatori è concorde nell’aspettarsi una riduzione del denaro in circolazione, con conseguente riduzione dei consumi, degli stipendi e degli investimenti. Tutti passi preliminari che portano inevitabilmente ad un’importante recessione. In questo scenario poco ben augurante, l’Europa appare essere sicuramente l’attore, tra le nazioni più sviluppate, meno preparato ad affrontare la tempesta. I 28 Stati che compongono l’<strong>Unione europea</strong> non hanno saputo sfruttare al meglio il periodo di favorevole congiuntura economica che ha invece coinvolto Stati Uniti e Cina.</p>
<p></p>
<p>Mentre, infatti, la crescita del Pil in Europa si attestava su una media ben al di sotto del 2% (e per alcuni Paesi anche sotto l’1%), Cina e Stati Uniti sono cresciuti con una media rispettivamente del 6% e del 4%. Se dunque Washington e Pechino hanno da tempo superato il periodo di riabilitazione post trauma 2008, Bruxelles porta invece ancora entrambe le stampelle. E sappiamo bene come una ricaduta sia l’evento peggiore per chiunque abbia subito un qualsiasi tipo di infortunio.</p>
<p>La Germania ha trascinato l&#8217;Europa in recessione</p>
<p>La debolezza strutturale europea è ben nota e suscita preoccupazione anche fuori dai confini del Vecchio Continente. <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.bloomberg.com/opinion/articles/2018-12-07/germany-s-economy-will-be-europe-s-problem">Bloomberg</a></em>, il giornale che insieme al <em>Wall Strett Journal</em> rappresenta il mondo finanziario americano, ha dedicato un lungo editoriale al futuro, tetro, che attenderebbe l’Europa. Secondo il giornalista di Bloomberg la colpa principale di questo ritardo sarebbe da attribuire alla Germania, che “non ha saputo assumere il ruolo di locomotiva globale”.</p>
<p></p>
<p>Come già ben sottolineato <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/la-crisi-dellexport-della-germania-adesso-puo-mettere-crisi-litalia/">su questo portale</a>, Berlino avrebbe approfittato eccessivamente del proprio surplus commerciale (con enormi benefici per le esportazioni), facendo però ricadere i danni sulle economie mediterranee. Critiche già note. <em>Bloomberg</em> si spinge però oltre, denunciando come ora questa politica poco lungimirante abbia fatto crollare la posizione della stessa Germania sul mercato mondiale, in particolare per quel che riguarda la ricerca e lo sviluppo.</p>
<p>Ricerca e sviluppo, l&#8217;Europa è fanalino di coda</p>
<p>Il giornale americano mette in evidenza per questo fatto il vistoso rallentamento tedesco nella presentazione di brevetti negli Stati Uniti, rispetto alla costante crescita di nazioni come Cina e <strong>Corea del Sud</strong>. Tra le prime venticinque aziende per numero di brevetti registrati negli Usa, non si trova nemmeno una tedesca (e nemmeno una europea, aggiungiamo noi). Non migliore risulta poi la situazione all&#8217;ufficio brevetti nella stessa Europa, dove secondo <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2018-03-07/italia-prima-europa-brevetti-ma-asso-pigliatutto-e-huawei-120605.shtml?uuid=AEP9noCE">Il Sole 24 Ore</a></em>, la Cina ha ormai surclassato tutti per numero di richieste.</p>
<p></p>
<p>Questa scarsa propensione agli investimenti in nuove tecnologie non è però solo un difetto tedesco, come sostiene <em>Bloomberg</em>, ma è una caratteristica propria di tutta l’Europa. Secondo l’ultimo <a href="https://www.digitalic.it/economia-digitale/paesi-piu-digitali-del-mondo">Digital Evolution Index</a> emergeva che tra le nazioni europee è &#8220;il <strong>Regno Unito</strong> a essere digitalmente più ricettivo dei paesi dell’eurozona&#8221;. Un Paese che per giunta sta ultimando i negoziati proprio per staccarsi definitivamente da Bruxelles. Dallo stesso Index si poteva poi ricavare come &#8220;le nazioni più tecnologicamente avanzate sono in Asia&#8221;, dove si segnalavano Cina e Malesia.</p>
<p>Gli investimenti in ricerca e sviluppo sono i mattoni che diventano necessari soprattutto durante un periodo di recessione economica. Inoltre la rivoluzione digitale già in atto potrebbe ulteriormente polarizzare gli investimenti internazionali verso quei Paesi che stanno ammodernando il loro tessuto produttivo con più successo. E tra tutti questi l&#8217;Europa rischia una clamorosa esclusione. </p>
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		<title>Ecco cosa c&#8217;è dietro lo scontro  tra Pompeo e l&#8217;Unione europea</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cosa-ce-dietro-lo-scontro-tra-pompeo-e-i-burocrati-di-bruxelles.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Dec 2018 08:32:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Bruxelles]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181204194856_27920253.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181204194856_27920253.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181204194856_27920253-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181204194856_27920253-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181204194856_27920253-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>L&#8217;Europa non è nel giusto quando sferra i suoi attacchi contro Donald Trump e il multilateralismo è una teoria tanto sconclusionata quanto destinata a fallire. Questo, in sintesi, è il succo del discorso tenuto da Mike Pompeo, segretario di Stato degli Stati Uniti, che ne ha parlato, in maniera simbolica, proprio a Bruxelles.  Quella del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-ce-dietro-lo-scontro-tra-pompeo-e-i-burocrati-di-bruxelles.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-ce-dietro-lo-scontro-tra-pompeo-e-i-burocrati-di-bruxelles.html">Ecco cosa c&#8217;è dietro lo scontro  tra Pompeo e l&#8217;Unione europea</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181204194856_27920253.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181204194856_27920253.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181204194856_27920253-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181204194856_27920253-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181204194856_27920253-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>L&#8217;<strong>Europa</strong> non è nel giusto quando sferra i suoi attacchi contro <strong>Donald Trump</strong> e il <strong>multilateralismo</strong> è una teoria tanto sconclusionata quanto destinata a fallire. Questo, in sintesi, è il succo del discorso tenuto da <strong>Mike Pompeo</strong>, segretario di Stato degli <strong>Stati Uniti</strong>, che ne ha parlato, in maniera simbolica, proprio a Bruxelles. </p>
<p>Quella del politico americano è sembrata un&#8217;invettiva contro le istituzioni sovranazionali dell&#8217;<strong>Unione europea</strong> che stanno mettendo in discussione l&#8217;operato del tycoon. Dalle parti della capitale belga riterrebbero infatti che il &#8220;Make America Great Again&#8221; sia pericoloso per le sorti del mondo, tendendo a ripristinare un centralismo geopolitico spesso sfociato in distorsioni neo-coloniali. Pompeo, invece, la pensa esattamente all&#8217;opposto: riposizionare gli Stati Uniti al centro della scena fungerebbe pure da garanzia di pace per tutto l&#8217;Occidente. </p>
<p></p>
<p>Questa è una polemica che attiene alle diverse interpretazioni di una dottrina politica, quella per cui le sintesi tra le posizioni delle parti converrebbero rispetto alle direttive unilaterali imposte da una singola potenza, ma cela pure un certo clima di tensione alimentato <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/macron-esercito-europeo/">dalla proposta </a>di <strong>Emmanuel Macron</strong> di dare vita a un esercito europeo in grado di riequilibrare il peso delle forze in campo.</p>
<p>Le parole di Pompeo, che non a caso sono seguite a un incontro della <strong>Nato</strong>, sono risuonate per mezzo dello stesso stile utilizzato da Trump nel corso della campagna elettorale per le presidenziali del 2016: uno <em>speech </em>senza fronzoli e contro i <strong>burocrati</strong>. <em>Politico</em> <a href="https://www.politico.eu/article/donald-trump-brussels-mike-pompeo-critics-plain-wrong/">lo ha definito</a> un &#8220;discorso straordinariamente poco diplomatico&#8221;. </p>
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<p>Per convincere gli astanti della bontà di quanto sostenuto, il segretario di Stato ha ricordato il ruolo svolto da <strong>George Bush</strong> <strong>senior</strong>, deceduto qualche giorno fa, nella pacificazione dei processi geopolitici. Ma c&#8217;è stato spazio pure per attaccare i meccanismi previsti dalla concertazione diplomatica: &#8220;Più firmiamo i trattati &#8211; ha scandito Pompeo &#8211; , più siamo sicuri che presumibilmente lo siano. Più burocrati abbiamo, migliore sarà il lavoro. Ma è veramente vero? La questione centrale che dobbiamo affrontare riguarda questa domanda: il sistema come attualmente configurato, come esiste oggi, come il mondo è strutturato, funziona? Funziona per tutte le persone del globo terrestre?&#8221;. </p>
<p>I rapporti multilaterali, insomma, più che semplificare il quadro, lo complicherebbero. Con Donald Trump alla Casa Bianca, gli Stati Uniti hanno iniziato ad abbandonare i trattati sottoscritti in precedenza. I &#8220;burocrati&#8221;, come li ha definiti Pompeo, contestano il nuovo corso impresso dal tycoon e non nascondo di desiderare un processo di normalizzazione. Un ripristino del consueto che potrebbe essere garantito dalla vittoria nel 2020 di un candidato Dem appartenente all&#8217;<strong>establishment</strong>. </p>
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<p>Joe Biden, Michelle Obama e Kamala Harris sarebbero tutti nomi in grado di dare seguito ai desiderata di Bruxelles, che deve fare i conti con il carattere impositivo di The Donald. La sensazione è che i prossimi due anni, quelli che ci separano dalle , potremmo continuare ad assistere a screzi diplomatici continui tra l&#8217;Unione europea e i vertici dell&#8217;apparato statunitense. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-ce-dietro-lo-scontro-tra-pompeo-e-i-burocrati-di-bruxelles.html">Ecco cosa c&#8217;è dietro lo scontro  tra Pompeo e l&#8217;Unione europea</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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