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	<title>Brigate al-Quds Archives - InsideOver</title>
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	<title>Brigate al-Quds Archives - InsideOver</title>
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		<title>Sanzioni e bombardamenti: la nuova strategia di Trump contro Houthi e Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/sanzioni-e-bombardamenti-la-nuova-strategia-di-trump-contro-houthi-e-iran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Mar 2025 05:45:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Brigate al-Quds]]></category>
		<category><![CDATA[houthi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="878" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Trump-Khamenei-Iran-La-Presse-e1578484789215.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump Iran" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Trump-Khamenei-Iran-La-Presse-e1578484789215.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Trump-Khamenei-Iran-La-Presse-e1578484789215-300x137.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Trump-Khamenei-Iran-La-Presse-e1578484789215-768x351.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Trump-Khamenei-Iran-La-Presse-e1578484789215-1024x468.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Trump sta adottando una politica di massima pressione sull'Iran (e sui proxy), ma non è affatto detto che abbia successo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/sanzioni-e-bombardamenti-la-nuova-strategia-di-trump-contro-houthi-e-iran.html">Sanzioni e bombardamenti: la nuova strategia di Trump contro Houthi e Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="878" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Trump-Khamenei-Iran-La-Presse-e1578484789215.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump Iran" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Trump-Khamenei-Iran-La-Presse-e1578484789215.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Trump-Khamenei-Iran-La-Presse-e1578484789215-300x137.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Trump-Khamenei-Iran-La-Presse-e1578484789215-768x351.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Trump-Khamenei-Iran-La-Presse-e1578484789215-1024x468.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 18 dicembre del 2023 prendeva il via l&#8217;operazione <strong>Prosperity Guardian</strong>. La missione militare guidata dagli <strong>Stati Uniti</strong> a cui partecipa il Regno Unito con unità navali e altre nazioni, come Australia, Canada, Danimarca e Olanda con personale militare.</p>



<p>L&#8217;operazione è stata determinata per proteggere attivamente il traffico marittimo nel <strong>Mar Rosso</strong> dagli attacchi missilistici e con droni portati dagli <strong>Houthi</strong> yemeniti, considerati un proxy dell&#8217;Iran. <strong>Prosperity Guardian</strong> è stata seguita dalla missione dell&#8217;Unione Europea <strong>Aspides</strong>, cominciata il 19 febbraio 2024 e a cui partecipano diverse nazioni europee con un impegno pressoché costante di Italia e Francia. La differenza tra le due operazioni è nelle regole di ingaggio: le forze statunitensi colpiscono attivamente le posizioni degli Houthi nel territorio yemenita, mentre quelle europee operano in un regime strettamente difensivo, ingaggiando i vettori missilistici o droni che minacciano il naviglio mercantile in transito. Entrambe le missioni, però, <strong>non hanno eliminato la minaccia</strong> al traffico navale nel Mar Rosso, e questo nonostante la marina statunitense colpisca con missili da crociera e bombe gli Houthi da più di un anno.</p>



<p>La nuova amministrazione Trump ha colpito lo Yemen per la prima volta nella serata di sabato 15 marzo, facendo registrare i più <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/trump-allattacco-degli-houthi-gli-usa-bombardano-lo-yemen-con-un-occhio-alliran.html">massicci attacchi aeronavali</a></strong> da quando è cominciata Prosperity Guardian. Il presidente Trump ha dichiarato sul suo social, Truth, di ritenere l’Iran “pienamente responsabile” per gli attacchi degli Houthi e questi ultimi sono stati dichiarati ufficialmente dagli USA un&#8217;organizzazione terroristica.</p>



<p>Gli attacchi di sabato sono stati non solo i più massicci ma anche i più ampi: diverse postazioni di <strong>comando e controllo</strong> degli Houthi sono state colpite, oltre a magazzini e depositi di armamenti, e sembra che siano stati bersagliati anche rifugi in cui si suppone fossero presenti <strong>consiglieri militari iraniani</strong>, molto probabilmente della Forza Quds dei <em>pasdaran</em> che gestisce l&#8217;addestramento e il rifornimento dei <em>proxy</em> di Teheran.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La Casa Bianca e il petrolio iraniano</h2>



<p>Washington, però, non sta usando solo la forza militare per contrastare gli Houthi: l’amministrazione Trump ha deciso di intensificare la propria politica di <strong><a href="https://www.startinsight.eu/en/trumps-strategy-pressuring-iran-to-target-china/">massima pressione</a></strong> nei confronti dell&#8217;Iran colpendo la sua fonte di introiti primaria, ovvero l&#8217;industria petrolifera. La Casa Bianca ora vuole infatti ridurre le esportazioni iraniane di petrolio, specialmente verso la Repubblica Popolare Cinese, per cercare di decurtare considerevolmente i fondi disponibili per Teheran e quindi limitare le sue possibilità di sovvenzionare i proxy in Medio Oriente. Il Dipartimento di Stato USA ha infatti imposto <strong>nuove sanzioni</strong> contro società che hanno facilitato trasferimenti illeciti di petrolio iraniano svolte al largo dei porti nel Sud-Est asiatico. Parallelamente, il Dipartimento del Tesoro ha colpito il Ministro del Petrolio iraniano, <strong>Mohsen Paknejad</strong>, e sono state sanzionate diverse compagnie coinvolte nel trasporto e nella vendita del petrolio iraniano.</p>



<p>Gli Stati Uniti di Trump tornano quindi a una strategia altamente coercitiva nei confronti di Teheran, <strong>nel tentativo di strangolare economicamente il Paese</strong> e di portarlo a più miti consigli, e aumentano la pressione militare sui suoi <em>proxy</em>, sebbene per il momento Hezbollah non sia ancora direttamente coinvolta in questa offensiva militare, anche se riteniamo che potrebbe esserlo entro poche settimane.</p>



<p>In buona sostanza, stiamo rivedendo uno <strong>schema già noto</strong> e tipico dell&#8217;amministrazione Trump: aumentare oltremodo la pressione su un avversario per cercare di portarlo a trattative (o renderlo inoffensivo). Lo stesso identico <em>modus operandi</em> lo abbiamo visto infatti nel 2018 con la <strong>Corea del Nord</strong>: in quel periodo, la prima amministrazione Trump aveva iniziato ad alzare la tensione con Pyongyang grazie a toni diplomatici molto poco ortodossi (per usare un eufemismo) del Presidente e a una decisa pressione militare. Nell&#8217;area, infatti, erano stati dislocati <em>Carrier Strike Group</em> (CSG) accompagnati da ridispiegamenti di bombardieri strategici e “visite di cortesia” di sottomarini lanciamissili da crociera a propulsione nucleare. </p>



<p>Questa tattica, che ai tempi definimmo “<strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-stati-uniti-si-giocano-la-carta-coreana-per-la-crisi-con-liran.html">carta coreana</a></strong>” di Trump, ebbe l&#8217;effetto di condurre Kim Jong-un al tavolo della trattativa con lo storico vertice di Singapore e l&#8217;altrettanta storica vista di Trump al leader nordcoreano. Sappiamo però che successivamente ogni tentativo diplomatico di trovare una soluzione alla crisi nella penisola coreana si risolse in un nulla di fatto: dopo il vertice fallimentare di Hanoi, le reciproche posizioni si cristallizzarono e oggi la Corea del Nord è tornata ad aumentare la tensione nell&#8217;area.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli ayatollah e il dialogo</h2>



<p>Questa stessa tattica, a onor del vero, venne tentata dalla prima amministrazione Trump con l&#8217;<strong>Iran</strong> per cercare di eliminare la minaccia del suo arsenale di missili balistici (il più numeroso del Medio Oriente) quando Washington stracciò il trattato <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/tutto-quello-che-ce-da-sapere-sul-51-il-trattato-sul-nucleare-iraniano.html">JCPOA</a></strong> per il nucleare iraniano (voluto da Obama) e tornò a imporre dure sanzione all&#8217;Iran. La crisi si accentuò al punto che, a quanto sembra, gli USA furono prossimi a bombardare l&#8217;Iran quando quest&#8217;ultimo abbatté un drone da ricognizione che, secondo Teheran, aveva sconfinato.</p>



<p>Riuscirà quindi stavolta il presidente Trump a ottenere il risultato (doppio) di far arrivare Teheran al tavolo delle trattative (la questione resta sempre il nucleare) e a far cessare gli attacchi degli Houthi? Sul piano economico e strategico, questa ulteriore stretta che punta ad azzerare progressivamente le entrate petrolifere dell’Iran, indebolendone la capacità di finanziare sia le proprie forze armate sia i suoi <em>proxy</em>, molto facilmente non condurrà gli ayatollah a essere più inclini al dialogo: già nel quadriennio trumpiano precedente questo non era avvenuto. <strong>L&#8217;Iran non è la Corea del Nord</strong> e la teocrazia si sente erede di un impero (quello persiano) che reclama il suo posto nel mondo (basti pensare al progetto della <a href="https://it.insideover.com/politica/leredita-della-mezzaluna-sciita.html">Mezzaluna Sciita</a>). </p>



<p>Inoltre, fattore molto più decisivo, l&#8217;Iran grazie al conflitto ucraino ha intessuto relazioni più strette con la Russia e la Repubblica Popolare, che va a sommarsi al meccanismo di mercato alternativo composto dai BRICS, di cui Teheran f<a href="https://www.iranintl.com/en/202401020918">a parte dal 2024</a>. Insomma, il mondo di oggi è un mondo completamente diverso dal primo quadriennio trumpiano, e utilizzare le stesse strategie, o esasperarle, potrebbe facilmente non portare i risultati sperati, soprattutto se sono state già fallimentari la prima volta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/sanzioni-e-bombardamenti-la-nuova-strategia-di-trump-contro-houthi-e-iran.html">Sanzioni e bombardamenti: la nuova strategia di Trump contro Houthi e Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Così l&#8217;Iran ha costruito il suo asse contro Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/cosi-liran-ha-costruito-il-suo-asse-contro-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Apr 2024 09:11:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Brigate al-Quds]]></category>
		<category><![CDATA[Irgc (Islamic Revolutioray Guard Corps)]]></category>
		<category><![CDATA[Mezzaluna sciita]]></category>
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<p>La rete di influenza iraniana non si limita solo al Levante mediorientale, ma si estende oltre i confini del Medio Oriente</p>
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<p>L&#8217;<strong>Iran</strong>, dalla rivoluzione islamica del 1979, ha stabilito una <strong>rete di influenza politica</strong> che oggi si estende oltre l&#8217;area geografica del Medio Oriente. </p>



<p>Il recente progetto della “<strong><a href="https://it.insideover.com/politica/leredita-della-mezzaluna-sciita.html">Mezzaluna sciita</a></strong>”, o per gli anglosassoni <em>Iran’s arc of influence</em>, voluto dal defunto generale comandate della Forza Quds delle Irgc (<em>Islamic Revolutionary Guard Corps</em>) Qasem Soleimani, è stato superato dagli eventi che hanno portato Teheran a estendere la propria ingerenza attiva oltre quell&#8217;arco di territorio che attraversa il Medio Oriente dal Mediterraneo al Golfo Persico. </p>



<p>Gli obiettivi strategici dell’Iran, evidenziati dalla “Mezzaluna sciita”, sono assicurarsi ampia influenza e stretto controllo sull’area che circonda Israele, in modo da allestirvi una presenza militare costante, e raggiungere uno sbocco sicuro sul Mediterraneo, per slegarsi da quella strozzatura rappresentata dallo Stretto di Hormuz e così poter allungare il proprio braccio al Nord Africa, per cercare di limitare così l’influenza turca nella regione e allo stesso tempo allontanare le proprie vie di comunicazione dal raggio d’azione del principale avversario regionale: l’Arabia Saudita.</p>



<p>Questo progetto pone le sue radici nel “<strong>Asse della resistenza</strong>” anti-israeliana che riuniva Siria, Iran ed Hezbollah e solo con la caduta di Saddam Hussein e la nascita di un Iraq retto dalla maggioranza sciita che si comincia seriamente a gettarne le basi. </p>



<p>Il concetto di “Asse della resistenza” è una <strong>costante</strong> della politica estera iraniana e va oltre la stessa “Mezzaluna sciita”: l’opposizione ideologica, militare e culturale alla presunta dominazione occidentale e all’esistenza di Israele, nonché ai governi arabi accusati di subordinazione alle potenze occidentali e allo Stato ebraico, sono il denominatore comune della ricerca di influenza nelle nazioni che circondano la Repubblica Islamica.</p>



<p> Questa influenza regionale deriva da <strong>partenariati duraturi</strong> tra l&#8217;Iran ed entità civili o militari attive all&#8217;estero e Teheran ha sviluppato e mantenuto la capacità di utilizzare queste relazioni con entità extraterritoriali per raggiungere i suoi fini strategici. Queste <em>liason</em> sono diventate una capacità di grande valore ed estremamente efficaci: in ciascuno dei teatri chiave per l’Iran (Iraq, Libano e Siria), esso ha raggiunto i suoi obiettivi attraverso altri partiti o attori non statuali, oltre che <em>proxy</em>. Lo <strong>Yemen</strong>, da questo punto di vista è emblematico: Teheran ha saputo inserirsi abilmente nella rivolta degli Houthi nonostante inizialmente non li controllasse, e solo quando il governo di Sana&#8217;a è caduto è cominciato il sostegno alla ribellione in chiave anti-saudita. </p>



<p>Abituati a pensare alle attività iraniane nel teatro del Levante e in Yemen per via del risalto mediatico, bisogna però considerare che esiste un altro teatro in cui l&#8217;Iran ha esteso o ha tentato di estendere la propria influenza, ma in cui non si è verificato alcun conflitto armato rilevante: gli <strong>Stati del Golfo</strong>. <a href="https://www.washingtoninstitute.org/policy-analysis/iranian-backed-terrorism-bahrain-finding-sustainable-solution">Bahrein</a>, Arabia Saudita e Kuwait, sono stati e Paesi in cui Teheran ha tentato di stabilire una rete clandestina di influenza volta a sovvertirne i regimi e oggi rappresentano ancora teatri attivi per il reclutamento di personale da impiegare altrove, al pari dell&#8217;Afghanistan e del Pakistan. </p>



<p>Motore di quest&#8217;attività è la già citata <strong>Forza Quds</strong> che ha adottato una struttura per consentire operazioni in Afghanistan, Africa, Asia, Asia centrale, Iraq, Libano, America Latina e penisola arabica. Nel corso degli anni sono stati creati circa campi di addestramento di militanti in Iran, Libano e Sudan, andando a reclutare personale là dove Teheran è stata capace di avere una sua “impronta sul territorio”. Gli ufficiali della Forza Quds hanno fornito un rifugio sicuro, fondi, addestramento per attività terroristiche, armi e nutrimento ideologico a un ampio gruppo di militanti internazionali, tra cui gli Hazara afghani, i musulmani dei Balcani e del Golfo, i palestinesi e persino tra le file di al-Qaeda. Quest&#8217;unità dimostra quindi di essere <strong>ideologicamente flessibile</strong> sebbene il collante religioso sciita sia presente nella maggior parte dei casi al punto che in Siria la presenza iraniana si è stabilita anche con l&#8217;utilizzo di sistemi di <em><a href="https://it.insideover.com/politica/asse-cina-russia-difficile-da-scalfire-lue-non-molli-mosca-parla-nye-il-teorizzatore-del-soft-power.html">soft power</a></em> classico come l&#8217;apertura di centri culturali. </p>



<p>In generale la Forza Quds fornisce sostegno a qualsiasi gruppo che possa si considerare parte dell’“Asse della resistenza” e che sia disposto ad affrontare gli avversari dell’Iran, in particolare gli Stati Uniti, aumentando l’influenza regionale dell’Iran. </p>



<p>Gli interventi dell’Iran all&#8217;estero, generalmente, hanno dimostrato l&#8217;uso di una dottrina militare che enfatizza le <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/hybrid-warfare-che-cose-la-guerra-ibrida.html">tecniche di guerra ibrida</a></strong> e la cooperazione con attori statali e non, e ha permesso a Teheran sia di minacciare le arterie energetiche e marittime internazionali nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz e, in una certa misura, nel Mar Rosso, sia di avere una certa <strong>profondità strategica a basso costo </strong>stabilendo un cordone difensivo intorno a sé che le permette di proiettare l’influenza militare e culturale. </p>



<p>Influenza che, come dicevamo, non ha attecchito ovunque: il sostegno dell&#8217;Iran ai gruppi militanti in Bahrein, Arabia Saudita e Kuwait ha principalmente lo scopo di fare pressione sui loro governi e imporre un costo politico per la loro partnership con gli Stati Uniti, ma gli investimenti iraniani in questi Paesi non hanno avuto gli esisti sperati per via della <strong>stabilità </strong>degli stessi e della scarsa propensione al rischio iraniana. </p>



<p>L&#8217;influenza nell&#8217;Asia Centrale è particolarmente interessante: da qui, in particolare da <strong>Afghanistan </strong>e <strong>Pakistan</strong>, l&#8217;Iran ha reclutato militanti da utilizzare in Siria per sostenere Damasco e soprattutto da usare contro i Talebani, considerati avversari da Teheran, da qui anche l&#8217;interesse verso al-Qaeda. </p>



<p>In definitiva l&#8217;Iran si muove non solo nel suo intorno mediorientale, ma si innesta là dove le condizioni di instabilità lo permettono, dove c&#8217;è un certo grado di allineamento strategico coi gruppi locali, dove viene valutato un certo livello di ritorno politico/militare ed economico e dove esiste un sentimento “anti-occidentale” o “anti-israeliano”, quindi dove c&#8217;è affinità ideologica più che religiosa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosi-liran-ha-costruito-il-suo-asse-contro-israele.html">Così l&#8217;Iran ha costruito il suo asse contro Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Iran avrebbe trasferito missili e droni in Iraq sotto la supervisione dei Pasdaran</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/liran-avrebbe-trasferito-missili-e-droni-in-iraq-sotto-la-supervisione-dei-pasdaran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2020 07:41:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Brigate al-Quds]]></category>
		<category><![CDATA[Irgc (Islamic Revolutioray Guard Corps)]]></category>
		<category><![CDATA[Missili balistici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Test-missilistico-Iran-La-Presse-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran, nuovo test missilistico" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Test-missilistico-Iran-La-Presse-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Test-missilistico-Iran-La-Presse-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Test-missilistico-Iran-La-Presse-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Test-missilistico-Iran-La-Presse-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Test-missilistico-Iran-La-Presse-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Test-missilistico-Iran-La-Presse-2048x1152.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Test-missilistico-Iran-La-Presse-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il quotidiano kuwaitiano al-Qabas, riferisce che le Irgc (Islamic Revolutionary Guard Corps) iraniane, avrebbero trasferito missili e droni in Iraq. Il trasferimento sarebbe avvenuto in due fasi, attraverso il valico di frontiera di Shalamjah tra Iran e Iraq, sotto la supervisione di personale iraniano facente parte dei Pasdaran. I missili sarebbero del tipo da artiglieria &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/liran-avrebbe-trasferito-missili-e-droni-in-iraq-sotto-la-supervisione-dei-pasdaran.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/liran-avrebbe-trasferito-missili-e-droni-in-iraq-sotto-la-supervisione-dei-pasdaran.html">L&#8217;Iran avrebbe trasferito missili e droni in Iraq sotto la supervisione dei Pasdaran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Test-missilistico-Iran-La-Presse-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran, nuovo test missilistico" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Test-missilistico-Iran-La-Presse-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Test-missilistico-Iran-La-Presse-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Test-missilistico-Iran-La-Presse-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Test-missilistico-Iran-La-Presse-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Test-missilistico-Iran-La-Presse-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Test-missilistico-Iran-La-Presse-2048x1152.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Test-missilistico-Iran-La-Presse-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il <a href="https://alqabas.com/article/5828344-%D9%85%D8%B5%D8%A7%D8%AF%D8%B1-%D9%84-%D8%A7%D9%84%D9%82%D8%A8%D8%B3-%D8%A5%D9%8A%D8%B1%D8%A7%D9%86-%D9%86%D9%82%D9%84%D8%AA-%D8%B5%D9%88%D8%A7%D8%B1%D9%8A%D8%AE-%D8%A2%D8%B1%D8%B4-%D9%88%D8%B7%D8%A7%D8%A6%D8%B1%D8%A7%D8%AA-%D9%85%D8%B3%D9%8A%D8%B1%D8%A9-%D8%A5%D9%84%D9%89-%D8%A7%D9%84%D8%B9%D8%B1%D8%A7%D9%82" target="_blank" rel="noopener noreferrer">quotidiano kuwaitiano <em>al-Qabas</em></a>, riferisce che le <strong>Irgc</strong> (Islamic Revolutionary Guard Corps) iraniane, avrebbero trasferito missili e droni in <strong>Iraq</strong>. Il trasferimento sarebbe avvenuto in due fasi, attraverso il valico di frontiera di Shalamjah tra <strong>Iran</strong> e Iraq, sotto la supervisione di personale iraniano facente parte dei <strong>Pasdaran</strong>.</p>
<p>I missili sarebbero del tipo da artiglieria campale <strong>“Arash”</strong> ma non è stato reso noto di quale versione si tratti: ne esistono, infatti, di diverse che variano in precisione e gittata. Negli inventari delle Irgc sono registrati gli Arash 1 (21,5 chilometri di gittata), gli Arash 2 (30 chilometri), gli Arash 3 (18 chilometri) anche conosciuti sotto il nome di “Noor” ed infine i più performanti Arash 4 (40 chilometri). Non sappiamo, invece, di che tipo di droni si tratti, ma viene riferito che sono stati immagazzinati in siti di massima sicurezza nelle province irachene meridionali.</p>
<p>Il quotidiano <em>al-Qabas</em> riferisce anche di aver appreso che la <strong>Forza Quds</strong>, il corpo di élite delle Irgc che dipendeva dal generale <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/soleimani-generale-iran.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Qasem Soleimani</strong></a> ucciso in un raid aereo lo scorso gennaio, non avrebbe affidato i missili e i droni a disposizione delle cosiddette &#8220;fazioni della resistenza irachena&#8221;, ma piuttosto sarebbero stati stoccati nei siti e nei campi di addestramento appartenenti alle fazioni armate irachene vicine all&#8217;Iran, ma sempre sotto la supervisione di ufficiali iraniani ed elementi appartenenti alla Forza Quds.</p>
<p>L&#8217;Iran, secondo il quotidiano kuwaitiano, avrebbe inviato in Iraq due unità dei migliori ufficiali delle Guardie Rivoluzionarie specializzate nel lancio di missili e un&#8217;unità di droni, agli ordini diretti dell&#8217;attuale comandante della Forza Quds, il <strong>generale Ismail Qaani</strong>, che ha visitato l&#8217;Iraq nei giorni scorsi. Uomini e mezzi sarebbero stati trasferiti, in una prima fase, da Teheran al <strong>“Camp Kawthar”</strong>, situato ad ovest di Ahwaz, non lontano dal confine con l&#8217;Iraq, e poi da lì sarebbero stati trasferiti attraverso il valico di confine di Shalamjah. “Camp Kawthar” è considerato uno dei più importanti campi delle Irgc nella regione occidentale dell&#8217;Iran, ed è la base principale per l&#8217;addestramento dei militanti stranieri. La maggior parte delle operazioni di sicurezza e militari iraniane sono supervisionate proprio da quel luogo, che è diventato la più importante base logistica militare per la forze della Forza Quds in Iran.</p>
<p>Le fonti anonime iraniane hanno confermato ad <em>al-Qabas</em> che i Pasdaran potrebbero lanciare nelle prossime settimane <strong>attacchi missilistici</strong> e di droni su diversi obiettivi che non si limitano all&#8217;Iraq, ma potrebbero includere alcuni paesi della regione e che questi attacchi potrebbero essere effettuati dopo l&#8217;avvicendamento presidenziale alla Casa Bianca, per cercare di mettere in difficoltà – ma anche di saggiarne il polso – la nuova amministrazione Biden e la sua strategia di politica estera.</p>
<p>Le fonti hanno confermato che durante la visita del comandante iraniano Ismail Qaani in Iraq è stata discussa con alcuni leader di fazioni filoiraniane irachene la possibilità di rispondere all&#8217;<a href="https://it.insideover.com/politica/ucciso-mohsen-fakhrizadeh-direttore-programma-nucleare-iraniano.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">uccisione dello scienziato nucleare iraniano <strong>Mohsen Fakhrizadeh</strong></a> colpendo direttamente <strong>Israele</strong> dal territorio iracheno. Alcuni esperti di affari iraniani hanno detto ad <em>al-Qabas</em> che Teheran potrebbe realmente decidere di rispondere all&#8217;uccisione di Fakhrizadeh dall&#8217;Iraq, ma questa eventualità potrebbe essere messa in atto dopo l&#8217;insediamento del neo presidente statunitinese Joe Biden, per evitare un&#8217;escalation militare diretta, nel caso in cui gruppi iracheni vicini a Teheran la attuassero.</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-252724" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/missili-iran-881x1024-1-881x1024.png" alt="" width="881" height="1024" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/missili-iran-881x1024-1.png 881w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/missili-iran-881x1024-1-258x300.png 258w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/missili-iran-881x1024-1-768x893.png 768w" sizes="auto, (max-width: 881px) 100vw, 881px" /></p>
<p>Non è la prima volta che Teheran “cede” armamento missilistico ai suoi <em>proxy</em> in Iraq: già nel 2018, come riportato da <a href="https://www.reuters.com/article/us-iran-iraq-missiles-exclusive-idUSKCN1LG0WB" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Reuters</em></a>, si era sparsa la notizia che alcuni missili balistici erano stati spostati in Iraq come strumento di pressione verso gli Stati Uniti ed Israele. La spedizione, <a href="https://www.csis.org/analysis/iranian-missiles-iraq#:~:text=An%20August%202018%20report%20revealed,mm%20and%20122%2Dmm%20rockets." target="_blank" rel="noopener noreferrer">secondo il <strong>Csis</strong></a> (Center for Strategic and International Studies) comprendeva i <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/quello-ce-sapere-sul-programma-missilistico-delliran.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">missili</a> Zelzal (150-250 chilometri di gittata), Fateh-110 (200-300 chilometri) e Zolfaghar (700 chilometri), completando l&#8217;arsenale esistente delle milizie filoiraniane che adoperano razzi non guidati da 107 e 122 millimetri.</p>
<p>Israele, durante la lunga estate “calda” del 2019, aveva <a href="https://it.insideover.com/guerra/f-35-israeliani-bombardano-obiettivi-iraniani-in-iraq.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">avviato una campagna di bombardamenti in Iraq</a> volta, con ogni probabilità, a colpire le località note dove i Pasdaran avevano immagazzinato armamenti di questo tipo, generando non pochi malumori da parte di Washington che si era ritrovata a dover affrontare la forte opposizione politica del parlamento iracheno che non vede affatto di buon grado la presenza militare statunitense nel Paese. Opposizione che non è rappresentata solo dagli sciiti filoiraniani, ma che coinvolge anche le fazioni sciite slegate da Teheran.</p>
<p>Non sappiamo se la notizia battuta dal quotidiano kuwaitiano sia vera: potrebbe essere solo un falso divulgato ad arte per preparare un “<em>false flag</em>”, volendo scendere nel complottismo, oppure semplicemente potrebbe essere una delle tante notizie di propaganda volte a spargere <strong>disinformazione</strong> che mettono in circolo tutti i governi del mondo, in particolare quelli ostili all&#8217;Occidente e agli Stati Uniti. Però possiamo cercare di fare un&#8217;analisi in base a quello che sappiamo di certo, ovvero in base a quanto accaduto di recente in Iraq e, più in generale, nel Golfo Persico.</p>
<p>Washington sta riducendo il numero di truppe presenti nel Paese, come da volontà trumpiana già espressa in campagna elettorale (meno <em>boots on ground</em> e più aiuti paralleli di altro tipo, ovvero addestramento truppe e finanziamenti), e questo parziale ritiro ha causato il risorgere degli attacchi verso le installazioni militari americane, in particolare nella cosiddetta <em><strong>Green Zone</strong></em> di Baghadad. <a href="https://it.insideover.com/guerra/razzi-sulla-green-zone-di-baghdad-entra-in-azione-il-sistema-centurion.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">A novembre, infatti, la tregua non scritta, è stata rotta</a> dalle milizie filoiraniane che hanno bersagliato la zona della capitale sede &#8211; tra le altre cose &#8211; della legazione statunitense, con attacchi di razzi che sono stati parzialmente neutralizzati dai sistemi di difesa schierati dall&#8217;Esercito americano. <a href="https://edition.cnn.com/2020/12/20/middleeast/iraq-baghdad-green-zone-attack/index.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Attacchi che sono stati reiterati sei giorni fa</a>.</p>
<p>Del resto quando un avversario si sta “ritirando” è proprio il momento in cui bisogna attaccarlo: pertanto è proprio il disimpegno, lento ma graduale, americano in Iraq ad aver spinto l&#8217;Iran ad essere più aggressivo, e la decisione, se confermata, di spostare ulteriori sistemi d&#8217;arma nel Paese ne sarebbe l&#8217;ennesima dimostrazione.</p>
<p>Questa scelta fatta da Teheran, però, potrebbe comportare dei <strong>rischi</strong> qualora Israele decidesse, autonomamente, di eliminare una possibile minaccia missilistica: del resto Tel Aviv lo ha già dimostrato nell&#8217;estate del 2019, pertanto c&#8217;è la seria possibilità che si possa assistere ad una <strong>“sirianizzazione”</strong> dell&#8217;Iraq: la trasformazione di un&#8217;instabilità interna in un conflitto a bassa intensità non dichiarato dove un attore esterno, Israele in questo caso, agisce liberamente per colpire obiettivi di un Paese nemico, l&#8217;Iran, con il tacito <em>placet</em> delle potenze presenti, nella fattispecie gli Stati Uniti.</p>
<p>Sebbene non si abbia modo di avere conferma a quanto riportato dal quotidiano <em>al-Qabas</em>, questa possibilità potrebbe trovare conferma nella decisione dei Washington di inviare un <strong>sottomarino lanciamissili da crociera</strong> (Ssgn) tipo Ohio, nel <strong>Golfo Persico</strong>, che, a quanto pare, è stato “accompagnato” da un sottomarino da attacco israeliano: Stati Uniti e Israele potrebbero quindi aver spostato le loro pedine sulla scacchiera per essere pronti a colpire qualora i missili iraniani schierati in Iraq venissero utilizzati.</p>
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		<title>Nella battaglia di Idlib spuntano le milizie iraniane</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/nella-battaglia-di-idlib-spuntano-le-milizie-iraniane.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Cianciarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Feb 2020 08:40:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Brigate al-Quds]]></category>
		<category><![CDATA[Idlib]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="712" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Siria-a-Idlib-raid-governativi-La-Presse-e1580978416490.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Idlib Siria (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Siria-a-Idlib-raid-governativi-La-Presse-e1580978416490.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Siria-a-Idlib-raid-governativi-La-Presse-e1580978416490-300x142.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Siria-a-Idlib-raid-governativi-La-Presse-e1580978416490-768x365.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Siria-a-Idlib-raid-governativi-La-Presse-e1580978416490-1024x486.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Un nuovo fronte si è aperto nel &#8220;Grande Idlib&#8221;, l&#8217;ultima roccaforte siriana sotto il controllo dei ribelli. Negli ultimi giorni, gli scontri diretti tra le forze governative e le truppe turche &#8211; che sostengono i ribelli e le milizie jihadiste &#8211; hanno infiammato la regione, rompendo il tacito accordo di non aggressione in vigore tra &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/nella-battaglia-di-idlib-spuntano-le-milizie-iraniane.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="712" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Siria-a-Idlib-raid-governativi-La-Presse-e1580978416490.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Idlib Siria (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Siria-a-Idlib-raid-governativi-La-Presse-e1580978416490.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Siria-a-Idlib-raid-governativi-La-Presse-e1580978416490-300x142.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Siria-a-Idlib-raid-governativi-La-Presse-e1580978416490-768x365.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Siria-a-Idlib-raid-governativi-La-Presse-e1580978416490-1024x486.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Un nuovo fronte si è aperto nel <strong>&#8220;Grande Idlib&#8221;</strong>, l&#8217;ultima roccaforte siriana sotto il controllo dei ribelli. Negli ultimi giorni, gli <a href="https://it.insideover.com/guerra/siria-ancora-alta-tensione-ad-idlib-l-esercito-avanza-verso-saraqib.html">scontri diretti</a> tra le forze governative e le truppe turche &#8211; che sostengono i ribelli e le milizie jihadiste &#8211; hanno infiammato la regione, rompendo il tacito accordo di non aggressione in vigore tra turchi e siriani.</p>
<h2>La Forza Quds</h2>
<p>Adesso, a questo complesso mosaico si è aggiunto un nuovo tassello, che potrebbe rappresentare un vero e proprio punto di svolta nel conflitto. A Idlib, infatti, non sarebbero presenti soltanto le forze turche e siriane e i combattenti di <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/oltre-lisis-ruolo-al-qaeda-siria.html">Hayat Tahrir Al Sham</a>, ma anche le milizie iraniane e afghane che compongono la nota <strong>Forza Quds</strong>.</p>
<p>L&#8217;<a href="https://www.telegraph.co.uk/news/2020/01/26/exclusive-leaked-recordings-show-qassim-soleimanis-soldiers/">intercettazione</a> delle onde radio utilizzate dalle milizie iraniane &#8211; registrate dagli attivisti indipendenti di Macro Media Centre (Mmc) &#8211; ha rivelato la presenza di alcune truppe della Forza Quds &#8211; 400-800 soldati &#8211; nel governatorato di Idlib, lontano, dunque, dalle basi iraniane presenti nel territorio siriano. Tra le nuove postazioni vi sarebbe quella di Tamanah, situata nel nord-ovest della Siria, nel distretto di Maarat Al Numan (governatorato di Idlib).</p>
<p>Si tratta di un importante sviluppo nella guerra civile siriana. Pur avendo svolto un ruolo di primo piano nel volgere il conflitto siriano a favore del presidente Bashar al Assad, infatti, le milizie iraniane si sarebbero sempre astenute dal prendere parte alle operazioni di Idlib. Tra le principali motivazioni, la partnership commerciale tra l&#8217;Iran e la Turchia, diventata prioritaria in seguito all&#8217;imposizione di nuove sanzioni a Teheran da parte degli <strong>Stati Uniti</strong>.</p>
<p>La Repubblica Islamica ha sostenuto ufficialmente questa posizione anche in occasione dei negoziati di pace per la Siria &#8211; condotti insieme a Russia e Turchia -, durante i quali Teheran avrebbe ripetutamente rassicurato Ankara, garantendole che non avrebbe inviato le proprie truppe a Idlib. E così è stato, almeno fino ad ora.</p>
<h2>L&#8217;Iran cambia strategia</h2>
<p>Oggi, le cose sembrano essere cambiate e la competizione tra Ankara e Teheran per l&#8217;espansione della propria influenza nella regione potrebbe aver prevalso sulla partnership commerciale. Pur non essendo ancora chiari i motivi che hanno spinto l&#8217;Iran a schierare la Forza Quds nel governatorato di Idlib, si potrebbe ipotizzare che tale mossa abbia a che fare con la recente uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani (3 gennaio).</p>
<p>Le milizie sciite, infatti, potrebbero trovarsi a Idlib proprio su ordine di Soleimani. Prima della sua morte, il generale iraniano avrebbe lasciato istruzioni in merito alle linee strategiche che avrebbe dovuto seguire la Forza Quds nei prossimi cinque anni &#8211; secondo quanto dichiarato dal comandante della <strong>Divisione Fatemiyoun</strong>, le milizie sciite afghane che combattono sotto l&#8217;ombrello della Forza Quds -. In quest&#8217;ottica, lo stanziamento dei soldati iraniani a Idlib potrebbe far parte del progetto lasciato in eredità da Soleimani.</p>
<p>La presenza delle milizie iraniane potrebbe anche essere una conseguenza dell&#8217;uccisione del generale iraniano. Un messaggio sia per i rivali dell&#8217;Iran che per i suoi alleati regionali: la morte del capo della Forza Quds non ha ridotto l&#8217;influenza di Teheran in Siria e il presidente siriano può ancora contare sul suo sostegno per vincere la guerra.</p>
<p>Se così fosse, l&#8217;obiettivo finale di Teheran potrebbe essere l&#8217;allontanamento definitivo delle truppe americane di stanza nella Siria orientale. Una volta riconquistato il &#8220;Grande Idlib&#8221;, infatti, Al Assad potrebbe rivolgersi a oriente, decidendo di partire proprio dall&#8217;espulsione dei soldati americani per &#8220;liberare <a href="https://sana.sy/en/?p=139364">ogni centimetro</a> del territorio siriano&#8221;.</p>
<p>Qualunque sia la motivazione di Teheran, lo stanziamento della Forza Quds a Idlib costituisce un duro colpo per la <strong>Turchia</strong>, dal momento che &#8211; secondo quanto dichiarato da Abu Hamza Kirnazi del Fronte Nazionale per la Liberazione, sostenuto dalla <a href="https://uawire.org/turkish-intelligence-iran-s-revolutionary-guard-moving-to-idlib-to-eliminate-de-escalation-zone">Turchia</a> &#8211; le milizie iraniane sarebbero in possesso di armi pesanti e avrebbero già iniziato a &#8220;utilizzare artiglieria e lanciarazzi contro i soldati turchi sia a Tamanah che in altre aree&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Iran e Stati Uniti: uno scontro &#8220;asimmetrico&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/iran-e-stati-uniti-uno-scontro-asimmetrico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jan 2020 07:25:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Brigate al-Quds]]></category>
		<category><![CDATA[Forze Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra asimmetrica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=252043</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1470" height="645" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/soldato-iracheno-in-Iraq-La-Presse-e1578554734162.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iraq Soldato" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/soldato-iracheno-in-Iraq-La-Presse-e1578554734162.jpg 1470w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/soldato-iracheno-in-Iraq-La-Presse-e1578554734162-300x132.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/soldato-iracheno-in-Iraq-La-Presse-e1578554734162-768x337.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/soldato-iracheno-in-Iraq-La-Presse-e1578554734162-1024x449.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1470px) 100vw, 1470px" /></p>
<p>L&#8217;innalzarsi della tensione tra Stati Uniti e Iran a seguito degli avvenimenti degli ultimi giorni, culminati con l&#8217;attacco missilistico iraniano alle basi americane in Iraq, effettuato come rappresaglia per l&#8217;eliminazione del generale Qasem Soleimani, il comandante delle Brigate al-Quds delle Irgc, il Corpo della Guardie della Rivoluzione Iraniana, apre il dibattito sui possibili scenari che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/iran-e-stati-uniti-uno-scontro-asimmetrico.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/iran-e-stati-uniti-uno-scontro-asimmetrico.html">Iran e Stati Uniti: uno scontro &#8220;asimmetrico&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1470" height="645" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/soldato-iracheno-in-Iraq-La-Presse-e1578554734162.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iraq Soldato" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/soldato-iracheno-in-Iraq-La-Presse-e1578554734162.jpg 1470w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/soldato-iracheno-in-Iraq-La-Presse-e1578554734162-300x132.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/soldato-iracheno-in-Iraq-La-Presse-e1578554734162-768x337.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/soldato-iracheno-in-Iraq-La-Presse-e1578554734162-1024x449.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1470px) 100vw, 1470px" /></p><p>L&#8217;innalzarsi della tensione tra <strong>Stati Uniti</strong> e <strong>Iran</strong> a seguito degli avvenimenti degli ultimi giorni, culminati con l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/guerra/operazione-soleimani-martire.html" target="_blank" rel="noopener">attacco missilistico</a> iraniano alle basi americane in Iraq, effettuato come rappresaglia per l&#8217;eliminazione del generale <strong>Qasem Soleimani</strong>, il comandante delle <strong>Brigate al-Quds</strong> delle <strong>Irgc</strong>, il Corpo della Guardie della Rivoluzione Iraniana, apre il dibattito sui possibili scenari che potrebbero affacciarsi nel prossimo futuro.</p>
<p>Avendo bene in mente che uno scontro di tipo convenzionale, ovvero una guerra combattuta tra le rispettive Forze Armate senza l&#8217;utilizzo di armamenti atomici, è molto lontano dall&#8217;essere in vista, soprattutto perché non lo vuole nessuno dei due contendenti, sebbene per motivi diversi, risulta comunque chiaro che sia Teheran sia Washington non intendano affatto abbassare l&#8217;asticella della tensione sedendosi ad un tavolo di trattative, almeno per il momento.</p>
<p>Se possiamo considerare momentaneamente <strong>congelata l&#8217;escalation</strong> che ha portato ai fatti delle ultime 24 ore, anche in considerazione delle parole del presidente Trump che nella conferenza stampa di mercoledì pomeriggio (ora italiana) ha ribadito che la &#8220;linea rossa&#8221; delle vittime americane non è stata superata, quindi non è necessario un ulteriore attacco di tipo militare, è prematuro pensare che le due parti intendano accordarsi per cessare le ostilità che hanno caratterizzato tutta l&#8217;area del Medio Oriente dal Golfo Persico alla Siria da quando gli Stati Uniti hanno stracciato il <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/tutto-quello-che-ce-da-sapere-sul-51-il-trattato-sul-nucleare-iraniano.html" target="_blank" rel="noopener">trattato Jcpoa</a> sul nucleare iraniano.</p>
<p>Che tipo di scontro aspettarsi allora? Ovviamente ancora uno scontro non-convenzionale rappresentato dalla <strong>guerra asimmetrica</strong> che abbiamo visto combattersi soprattutto in questi mesi in Iraq, con dei parossismi come quello dell&#8217;attacco missilistico della notte tra il 7 e l&#8217;8 gennaio.</p>
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<h2>La strategia asimmetrica di Teheran</h2>
<p>L&#8217;Iran, memore dell&#8217;esperienza maturata durante il lunghissimo e sanguinoso <strong>conflitto contro l&#8217;Iraq</strong>, oltre a dotarsi di un <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/quello-ce-sapere-sul-programma-missilistico-delliran.html?fbclid=IwAR3kPG5_pzPy-S0wauEkpAwFVTPdlgWujhWNsYSzTQRzAKzGeKu1iORfmlo" target="_blank" rel="noopener">arsenale missilistico tra i più numericamente consistenti del Medio Oriente</a> da utilizzare come deterrente strategico, ha intrapreso la dottrina della guerra asimmetrica per sostenere la sua politica estera.</p>
<p>Il conflitto contro l&#8217;Iraq, che ha impegnato l&#8217;Iran per quasi un decennio, ha praticamente dissanguato la neonata Repubblica Islamica in termini finanziari (anche l&#8217;Iraq, tanto che invase il Kuwait due anni dopo per ripianare i debiti), ma soprattutto in termini demografici. Quella guerra, combattuta con tattiche convenzionali, come quelle utilizzate durante la Seconda Guerra Mondiale se pur con mezzi moderni, ha evidenziato non solo la disparità tecnologica tra Baghdad e Teheran, ma anche la differenza ideologica. Le ondate di giovani soldati iraniani, spesso male armati, che si gettavano sulle trincee irachene, sono la dimostrazione dell&#8217;alta motivazione ideologica di un intero popolo che si sentiva esistenzialmente minacciato dall&#8217;invasione irachena.</p>
<p>Memori di quella esperienza, a Teheran hanno cominciato a <strong>concepire i conflitti in modo non convenzionale</strong>, pertanto dotandosi di forze speciali, come le ben note Brigate al-Quds, che hanno addestrato, armato e sostenuto milizie filo-iraniane ovunque nei settori del Medio Oriente di interesse strategico per l&#8217;Iran.</p>
<p>L&#8217;esempio principale è dato da <strong>Hezbollah</strong>, il &#8220;Partito di Dio&#8221; sciita filo-iraniano che, in Libano, ha contrastato la presenza israeliana più volte nella storia, ma anche i ribelli <strong>Houthi</strong>, che si oppongono alla maggioranza sunnita sostenuta dall&#8217;Arabia Saudita in Yemen, anch&#8217;essi armati e sostenuti da Teheran.</p>
<p>Il conflitto asimmetrico, inteso a destabilizzare gli avversari regionali dell&#8217;Iran, si è attuato anche senza interventi militari più o meno diretti tramite i suoi <em>proxy</em> come <strong>Kataib Hezbollah</strong> in Iraq: si ricordi, a titolo di esempio, il sostegno alla <strong>ribellione antigovernativa in Bahrein</strong> nel 2011, in cui Teheran ha avuto una parte fondamentale nell&#8217;indirizzare le rivolte popolari sciite.</p>
<p>Questa strategia è risultata vincente e molto più fruttuosa rispetto ad un conflitto di tipo convenzionale: se oggi si parla di &#8220;Mezzaluna Sciita&#8221; è proprio grazie alle tecniche di guerra asimmetrica dell&#8217;Iran.</p>
<p>Le Guardie della Rivoluzione (Irgc), sono lo strumento fondamentale che conduce e ha condotto questo tipo di operazioni non convenzionali a vari livelli, e quindi si capisce anche perché gli Stati Uniti abbiano deciso, simbolicamente, di colpirle con un <em>decapitation strike</em> uccidendo il <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/soleimani-generale-iran.html" target="_blank" rel="noopener">generale Soleimani</a>, anche se l&#8217;azione <a href="https://it.insideover.com/guerra/escalation-tra-iran-e-usa-facciamo-un-po-di-chiarezza.html" target="_blank" rel="noopener">ha sicuramente altri risvolti strategici e politici che devono ancora essere del tutto svelati</a>.</p>
<p>A margine, ma non meno importante nel quadro generale di conflitto, c&#8217;è anche l<a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-ibrida-degli-ayatollah-sempre-piu-cyber-attacchi-delliran.html" target="_blank" rel="noopener">a nuova &#8220;guerra ibrida&#8221; in cui l&#8217;Iran si sta cimentando</a>, e che vede, tra le altre cose, il ricorso alla <em>cyber warfare</em> per attaccare le reti informatiche nemiche, carpirne i segreti o semplicemente renderle inefficaci bloccandole parzialmente o totalmente.</p>
<h2>Una strategia non solo iraniana</h2>
<p>L&#8217;Iran, però, non è il solo ad avere capacità di guerra asimmetrica. Da questo punto di vista proprio gli Stati Uniti sono stati i <strong>pionieri</strong> dell&#8217;utilizzo di milizie paramilitari addestrate da forze regolari americane da impiegare in conflitti vari, anche ad alta intensità.</p>
<p>I famosi <strong>Berretti Verdi</strong>, hanno tra i loro compiti anche quello di addestrare milizie locali ed effettuare operazioni congiunte in territorio ostile. Prima ancora di quanto abbiamo visto e stiamo vedendo in Siria, dove le Forze Speciali americane, tra cui anche i <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-sono-i-navy-seal.html" target="_blank" rel="noopener">Seal della Us Navy</a>, hanno addestrato e affiancato le milizie curde delle <strong>Sdf</strong>, i Berretti Verdi hanno effettuato questo tipo di attività anche nel conflitto in <strong>Vietnam</strong>, dove hanno addestrato, armato e sostenuto le popolazioni degli altipiani centrali, spesso anche etnicamente diverse dai vietnamiti, per impiegarle contro i Viet Cong e l&#8217;Esercito Regolare Nord Vietnamita: i cosiddetti <strong>&#8220;Montagnards&#8221;</strong> o &#8220;Cidgees&#8221;, da programma Cidg (Civilian Irregular Defence Group).</p>
<p>Successivamente, proprio durante il conflitto Iran &#8211; Iraq, &#8220;consiglieri militari&#8221; americani hanno affiancato i guerriglieri afghani nella loro lotta contro l&#8217;<strong>Armata Rossa</strong> a seguito dell&#8217;invasione sovietica del 1979/80. Sempre in <strong>Afghanistan</strong>, ma in tempi più recenti, ancora i Berretti Verdi hanno effettuato lo stesso tipo di operazioni, ma questa volta contro i <strong>Talebani</strong> raggiungendo una serie di vittorie tattiche sul campo di battaglia ma avendo comunque perso strategicamente la guerra, proprio come in Vietnam.</p>
<p>Esiste però una differenza sostanziale nella dottrina di utilizzo delle forze &#8220;asimmetriche&#8221;, se così possiamo chiamarle. Se gli Stati Uniti le hanno impiegate per esclusivi obiettivi di ordine politico, quindi determinati dalle contingenze di un particolare scenario, l&#8217;Iran le ha impiegate e le impiega con una modalità diversa, in forza, cioè, di una <strong>dottrina &#8220;metapolitica&#8221;</strong> intesa come affinità ideologico/culturale, e quindi saldando legami che non sono solo di amicizia, ma di vera e propria alleanza, financo di fratellanza quando si tratta di Hezbollah, ad esempio.</p>
<p>Sicuramente questa attitudine tutta iraniana ha contribuito al maggiore successo, rispetto agli Stati Uniti, delle operazioni asimmetriche che sono state condotto da Teheran sino ad oggi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/iran-e-stati-uniti-uno-scontro-asimmetrico.html">Iran e Stati Uniti: uno scontro &#8220;asimmetrico&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;uccisione di Soleimani cambia gli scenari in Medio Oriente (e in Iran)</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/luccisione-di-soleimani-cambia-gli-scenari-in-medio-oriente-e-in-iran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jan 2020 15:24:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Brigate al-Quds]]></category>
		<category><![CDATA[Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Manifestazione-per-commemorare-Soleimani.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Manifestazione per commemorare Soleimani (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Manifestazione-per-commemorare-Soleimani.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Manifestazione-per-commemorare-Soleimani-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Manifestazione-per-commemorare-Soleimani-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Manifestazione-per-commemorare-Soleimani-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il generale Qasem Soleimani, comandante delle forze speciali delle Irgc, le Guardie della Rivoluzione Islamica dell&#8217;Iran, denominate Brigate al-Quds (tradotto Brigate Gerusalemme) è rimasto ucciso, insieme ad Abu Mahdi al-Muhandis, vice comandante delle Forze di Mobilitazione Popolari, una milizia sciita filoiraniana, e fondatore di Kataib Hezbollah, a poca distanza dall&#8217;aeroporto di Baghdad a seguito di un raid &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/luccisione-di-soleimani-cambia-gli-scenari-in-medio-oriente-e-in-iran.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/luccisione-di-soleimani-cambia-gli-scenari-in-medio-oriente-e-in-iran.html">L&#8217;uccisione di Soleimani cambia gli scenari in Medio Oriente (e in Iran)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Manifestazione-per-commemorare-Soleimani.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Manifestazione per commemorare Soleimani (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Manifestazione-per-commemorare-Soleimani.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Manifestazione-per-commemorare-Soleimani-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Manifestazione-per-commemorare-Soleimani-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Manifestazione-per-commemorare-Soleimani-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/soleimani-generale-iran.html" target="_blank" rel="noopener">generale Qasem Soleimani</a>, comandante delle forze speciali delle <strong>Irgc, </strong>le Guardie della Rivoluzione Islamica dell&#8217;Iran, denominate <strong>Brigate al-Quds</strong> (tradotto Brigate Gerusalemme) è rimasto ucciso, insieme ad <a href="https://apnews.com/7c75c5067d0acb8857e52d98e17dbe97" target="_blank" rel="noopener">Abu Mahdi al-Muhandis</a>, vice comandante delle Forze di Mobilitazione Popolari, una milizia sciita filoiraniana, e fondatore di Kataib Hezbollah, a poca distanza dall&#8217;aeroporto di <strong>Baghdad </strong>a seguito di un raid americano.</p>
<p>L&#8217;<a href="https://it.insideover.com/guerra/ucciso-il-generale-soleimani.html" target="_blank" rel="noopener">attacco di precisione è avvenuto dopo una notte di altissima tensione</a> a causa delle numerose esplosioni che si sono registrate proprio nei pressi dello scalo aereo della capitale irachena. Nella mattinata di ieri è arrivata la conferma che il generale Soleimani è stato al centro di un <em>decapitation strike</em> americano su ordine diretto, questa la versione fornita dal Pentagono, dello stesso presidente <strong>Donald Trump</strong>. Anche Teheran, nelle parole del ministro degli Esteri <strong>Javad Zarif</strong>, ha confermato la morte del comandante delle Brigate al-Quds in un comunicato dai toni molto duri. &#8220;L’atto di terrorismo internazionale degli Stati Uniti con l’assassinio del generale Soleimani, la forza più efficace nel combattere il Daesh, Al Nusra e Al Qaeda, è estremamente pericolosa e una folle escalation&#8221;, sono state le parole di Zarif.</p>
<p>Le Brigate al-Quds, anche dette Forza Quds, sono il ramo delle Irgc, i Pasdaran, che si occupano delle operazioni speciali iraniane all&#8217;estero: il gruppo è infatti impegnato in Siria e in Iraq al contrasto di quello che resta delle forze militari di Daesh, il gruppo terrorista di matrice wahabita che ha dato vita al sedicente <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cos-e-l-isis-genesi-della-rete-del-terrore.html" target="_blank" rel="noopener">Stato islamico</a>. Le Brigate al-Quds vengono definite da Stati Uniti e Israele un gruppo terroristico, ma la realtà è diversa: la loro organizzazione &#8211; ed il fatto che siano a tutti gli effetti un ramo delle Forze Armate Iraniane &#8211; le pongono sullo stesso piano di altri reparti come la Delta Force, i <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-sono-i-navy-seal.html" target="_blank" rel="noopener">Seal</a> o i nostri incursori del <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-sono-gli-incursori-del-nono-reggimento-dassalto-col-moschin.html" target="_blank" rel="noopener">Col Moschin</a>, sebbene con compiti molto spesso diversi e che, per certi versi, possono essere letti come di stampo terroristico.</p>
<p>Il raid americano, che sarebbe stato condotto da droni col supporto di caccia F-15 che sono stati notati decollare dalle basi americane ha eliminato un comandante iraniano che si è trovato dalla stessa parte degli Stati Uniti e degli alleati della Coalizione in più di una occasione: in <strong>Afghanistan</strong> le Brigate al-Quds di Soleimani hanno contrastato l&#8217;attività dei <strong>Talebani</strong> legata al <strong>narcotraffico</strong>, problema fondamentale per l&#8217;Iran che si trovava ad essere attraversato dalle vie dell&#8217;oppio afghano.</p>
<p>Essere dalla stessa parte della barricata su alcuni fronti, però, non significa affatto essere alleati, soprattutto quando gli interessi regionali sono diversi e sono in aperto contrasto: le Brigate al-Quds in <strong>Siria</strong> hanno infatti combattuto anche le forze &#8220;anti-Assad&#8221; sostenute dagli Stati Uniti, i cosiddetti &#8220;ribelli moderati&#8221;, riducendole sulla difensiva anche grazie all&#8217;appoggio russo più o meno diretto. Russia che, però, ha sempre avuto <a href="https://it.insideover.com/politica/ora-israele-deve-fare-i-conti-con-la-russia.html" target="_blank" rel="noopener">una linea accomodante nei riguardi di Tel Aviv</a> tollerando i numerosi raid aerei che le Idf hanno condotto in questi anni contro gli obiettivi iraniani in Siria, ritenuti essere la rete logistica per gli attacchi delle milizie filorianiane lungo i confini con Israele, almeno sino allo scorso 21 novembre quando il viceministro e rappresentante speciale per il Medio Oriente, Mikhail Bogdanov, ha condannato l’attacco israeliano: &#8220;La conduzione di raid aerei sul territorio di un Paese sovrano è una aperta violazione delle leggi internazionali che rischia di rafforzare ulteriormente la stabilità nel Paese&#8221;. Dichiarazioni che segnano un cambio di passo al Cremlino.</p>
<p>L&#8217;attacco di decapitazione di ieri ha quindi eliminato la figura in assoluto più importante per la condotta delle operazioni all&#8217;estero di Teheran. Se oggi si parla di <strong>&#8220;Mezzaluna sciita&#8221;</strong>, ovvero di quella sfera di influenza retta dall&#8217;Iran che unisce Baghdad al Libano passando per la Siria, lo si deve principalmente al suo operato di questi anni.</p>
<p>Il generale Soleimani andava quindi eliminato nell&#8217;ottica statunitense ma non solo: anche <strong>Israele</strong> aveva cercato il <em>decapitation strike</em> <a href="https://it.insideover.com/guerra/raid-in-iraq-libano-e-siria-israele-riaccende-la-sfida-alliran.html?fbclid=IwAR2yP1bH5CHfKmUUki15HNLsoaRU86zteBZJmVd9ipe2yzHfyhRSDAXf2HU" target="_blank" rel="noopener">lo scorso agosto, il 25, a Beirut durante un incontro al vertice tra le forze sciite</a>, ma il tentativo fallì. Il generale, inoltre, proprio per la sua fama e altissima considerazione di cui gode in patria tra la popolazione, potrebbe essere stato vittima anche di una sorta di &#8220;<strong>intrigo di palazzo</strong>&#8221; in quanto stava cominciando a essere considerato un personaggio scomodo per gli ambienti militari e politici iraniani di alto livello e quindi si può pensare che ci sia stato un delatore che lo abbia venduto agli americani.</p>
<p>Soleimani, infatti, si sentiva relativamente sicuro a Baghdad, almeno sino a pochi giorni fa, nonostante <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-stati-uniti-colpiscono-le-milizie-irachene-legate-a-hezbollah.html?fbclid=IwAR2UXPZL1ZNZvKGnST9TnlCbcb6JEBuNTcCtcRzgdYvbb5Zrr4PVegc9VqI" target="_blank" rel="noopener">i recenti raid americani contro le milizie di Kataib Hezbollah</a> tanto da non aver sentito l&#8217;esigenza di lasciare la città, sebbene il fatto che sia stato ucciso in prossimità dell&#8217;aeroporto potrebbe lasciar intendere che questa condizione di &#8220;sicurezza&#8221; fosse terminata e che quindi si apprestasse a lasciare la capitale irachena per tornare in patria: una simile eventualità spiegherebbe il raid americano per cercare di eliminarlo prima che fosse troppo tardi.</p>
<p>L&#8217;attacco, dato il livello della personalità, può essere stato condotto, pertanto, solo grazie a qualche <strong>fuga di notizie</strong> interna: che sia da parte irachena legata alle milizie filo Hezbollah, o addirittura da parte iraniana. Soleimani infatti non era un &#8220;guerrafondaio&#8221; nonostante quello che taluni hanno affermato, ma un fine stratega che aveva ben chiaro come agire per gli interessi nazionali (riuscendoci peraltro) e il suo ascendente, il suo carisma, potrebbero avergli procurato parecchi nemici sul fronte interno: nel 2021 sarebbe stato un possibile candidato alla presidenza che avrebbe quasi sicuramente sconfitto ogni avversario, anche se non sappiamo quali fossero le sue intenzioni in merito.</p>
<p>È stato quindi eliminato un personaggio tra i più influenti del panorama politico internazionale contemporaneo, ma nonostante questo è molto improbabile, sebbene non impossibile, che l&#8217;azione americana possa scatenare un <strong>conflitto di più vasta scala</strong> che potrebbe addirittura degenerare in uno mondiale: difficilmente l&#8217;Iran colpirà direttamente, quindi non usando i suoi <em>proxy,</em> obiettivi americani in Iraq o in Medio Oriente, in quanto a Teheran sono coscienti che fornirebbero un pretesto agli Usa per effettuare un&#8217;azione militare che potrebbe portare a un cambio di regime nel Paese.</p>
<p>Quest&#8217;ultima eventualità avverrebbe con modalità diverse rispetto a quelle dell&#8217;attacco all&#8217;Iraq del 2003 quando il Paese fu invaso: la consistenza dell&#8217;esercito iraniano e la geografia stessa dell&#8217;Iran non lo permetterebbero se non a costi umani elevatissimi. Costi che gli Stati Uniti non si possono sobbarcare. Semmai sarebbe più plausibile una campagna di bombardamenti &#8211; con velivoli e missili da crociera &#8211; per colpire obiettivi di rilevanza strategica (come l&#8217;arsenale missilistico iraniano e i siti nucleari), sulla falsa riga di quanto avvenne in Serbia nel 1999.</p>
<p>Anche a Washington, sebbene in alcuni ambienti ci siano dei &#8220;falchi&#8221; che vedrebbero di buon occhio un attacco risolutivo all&#8217;Iran, riteniamo che non si voglia intraprendere la strada del conflitto aperto: l&#8217;eliminazione di Soleimani è però funzionale al voler riordinare gli assetti nel Golfo Persico soprattutto dopo che l&#8217;Iran <a href="https://it.insideover.com/guerra/iran-russia-e-cina-insieme-in-una-esercitazione-nel-golfo-di-oman.html" target="_blank" rel="noopener">ha dimostrato di avere degli &#8220;alleati&#8221; forti</a> (la Cina e la Russia) che però potrebbero defilarsi in caso di escalation militare, senza dimenticare il grossissimo fattore propagandistico interno alle soglie delle <strong>elezioni presidenziali</strong> oscurate dallo spettro dell&#8217;<em>impeachment</em>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/luccisione-di-soleimani-cambia-gli-scenari-in-medio-oriente-e-in-iran.html">L&#8217;uccisione di Soleimani cambia gli scenari in Medio Oriente (e in Iran)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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