Boko Haram è tornato in Nigeria
Gli intensi combattimenti tra esercito e terroristi hanno provocato dozzine di morti, tra cui almeno 25 soldati e più di 40 jihadisti, nella Nigeria nord-orientale
Gli intensi combattimenti tra esercito e terroristi hanno provocato dozzine di morti, tra cui almeno 25 soldati e più di 40 jihadisti, nella Nigeria nord-orientale
L’esercito nigeriano avrebbe arrestato migliaia di bambini sospettati di coinvolgimento con Boko Haram, e li avrebbe tenuti reclusi in condizioni ai limiti della vivibilità per mesi, in alcuni casi per anni. Alcuni di loro avevano appena cinque anni. È quanto...
La setta jihadista nigeriana Boko Haram compie dieci anni. Era il 2009 quando in Nigeria il gruppo salafita diede inizio alla guerra del terrore che l’ha portato a essere considerato il gruppo islamista più efferato al mondo e che, ad...
Si leggono spesso segnali di preoccupazione lanciati dalla sponda europea del Mediterraneo, ma adesso l’allarme arriva anche dall’Africa profonda: è il governo del Niger, in particolare, a ribadire ancora una volta come l’attuale contesto libico rischia pesantemente di segnare in...
n soli due anni, la provincia più settentrionale del Mozambico, un tempo idilliaco e remoto paradiso tropicale dall’esplosivo potenziale economico, si è trasformata in un campo di battaglia, tenuto in ostaggio da una rivolta di stampo islamico. Chi siano esattamente...
Le immagini del racconto prendono vita nitidamente, come se l'incubo si stesse materializzandodavanti a noi. I particolari della tragedia ci fanno sprofondare in un vortice di orrore, in cui veniamo trascinati, sempre più a fondo, in preda a un'angoscia dettata dalla violenza della narrazione. È l'agosto del 2014 e nella città di Gwoza, al confine col Ciad, si sentono degli spari in lontananza. È mattina e i colpi provengono da lontano; può essere l'esercito, oppure i guerriglieri di Boko Haram. I colpi a poco a poco si fanno più nitidi e gli spari secchi degli Ak 47 ormai sono vicini e iniziano a cadere verso le abitazioni della città nigeriana. È chiaro: è un'incursione degli jihadisti di Abubakar Shekau; ora non ci sono dubbi. Non si odono solo i crepitii secchi dei kalashnikov; i miliziani islamisti attaccano anche con armi pesanti: i proiettili dell'artiglieria e dei fucili d'assalto viaggiano in tutte le direzioni e dalla boscaglia e dai campi intorno alla città si incominciano a scorgere i soldati del Califfato d'Africa. Sagome che avanzano nei cespugli, sulle piste di terra battuta, sbucano da dietro alberi e arbusti e queste figure, dagli occhi satirici e dalle barbe spettrali, diventano sempre più definite. Alcuni hanno delle divise militari, altri solo delle giacche mimetiche, molti indossano abiti civili e kefiah al collo. Urlano ''Allah u Akbar'', salmodiano i versi del Corano e intanto sparano; non conoscono tregua: avanzano e sparano. La gente di Gwoza inizia a scappare, corre sui monti e anche i militari dell'esercito nigeriano, dopo una debole resistenza, si danno alla fuga sull'altipiano. Reportage di Daniele Bellocchio e Marco Gualazzini. Montaggio di Giulia Bonaudi
Il bacino del Lago Ciad è divenuto oggi uno dei campi di battaglia di Boko Haram. Il reportage che racconta la storia di Halima Adam, un ex kamikaze del gruppo fondamentalista, sopravvissuto a una missione suicida che ha accettato di raccontare la sua storia.
Nel bacino del Lago Ciad si sta consumando il disastro umanitario più complesso dei nostri giorni. Desertificazione, instabilità economica e terrorismo di Boko Haram hanno fatto di quest'area una delle regioni più martoriate del pianeta. Il reportage dall'interno dell'ospedale regionale di Bol, l'unico ospedale di tutta la regione del Lago Ciad, dove lavorano soltanto due medici, costretti a far fronte a una pluralità di patologie. I pazienti ricoverati sono centinaia.
Nel bacino del lago Ciad, dal 2014, è presente il gruppo estremista Boko Haram. La popolazione sta conducendo una lotta quotidiana contro il terrorismo. L'affermazione della cultura e delle tradizioni locali è uno degli strumenti impiegati dalla gente per non soccombere al totalitarismo jihadista. Il reportage da Bol, durante la festa della comunità che, per prima, aderì alla setta di Boko Haram e che adesso, facendo conoscere alla gente la sua cultura, sta cercando di uscire dalla stigmatizzazione e sta cercando di dimostrare che un altro Islam non integralista è possibile.
Un dedalo di tende e stamberghe improvvisate si spalanca a vista d'occhio. E compaiono questi fuggiaschi. Sono pescatori e allevatori Boudouma e Kanembou, scappati a bordo di piroghe dalle isole che punteggiano il Lago Ciad, quando gli jihadisti di Boko Haram sono arrivati a compiere saccheggi, stupri, razzie e arruolamenti coatti. Il Lago Ciad è divenuto una roccaforte africana del Califfato di Al Baghdadi. La branca africana dell'Isis ha fatto di questa terra vessata dalla desertificazione un campo di battaglia: qua gli orrori non vengono divulgati attraverso il web, ma sono veicolati dalla pelle, dalle parole e dagli incubi delle genti.
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