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	<title>Blockchain Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Mon, 12 Aug 2024 14:37:16 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Blockchain Archives - InsideOver</title>
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		<title>La filiera del caffè in Kenya: la controlla Spartan Tech, una start up di Milano</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/la-filiera-del-caffe-in-kenya-la-controlla-spartan-tech-una-start-up-di-milano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Aug 2024 14:37:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Blockchain]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240810162623829_63e49b3a71bd06ec710d1613423efc65.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240810162623829_63e49b3a71bd06ec710d1613423efc65.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240810162623829_63e49b3a71bd06ec710d1613423efc65-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240810162623829_63e49b3a71bd06ec710d1613423efc65-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240810162623829_63e49b3a71bd06ec710d1613423efc65-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240810162623829_63e49b3a71bd06ec710d1613423efc65-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240810162623829_63e49b3a71bd06ec710d1613423efc65-1536x1025.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per dare maggiori opportunità ai piccoli produttori, Spartan Tech ha sviluppato una piattaforma per tracciare la filiera del caffè kenyano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-filiera-del-caffe-in-kenya-la-controlla-spartan-tech-una-start-up-di-milano.html">La filiera del caffè in Kenya: la controlla Spartan Tech, una start up di Milano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240810162623829_63e49b3a71bd06ec710d1613423efc65.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240810162623829_63e49b3a71bd06ec710d1613423efc65.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240810162623829_63e49b3a71bd06ec710d1613423efc65-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240810162623829_63e49b3a71bd06ec710d1613423efc65-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240810162623829_63e49b3a71bd06ec710d1613423efc65-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240810162623829_63e49b3a71bd06ec710d1613423efc65-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240810162623829_63e49b3a71bd06ec710d1613423efc65-1536x1025.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Al fine di dare maggiori opportunità ai piccoli <strong>produttori del caffè</strong> in Kenya, <strong>Spartan Tech</strong>, una start up milanese specializzata nello sviluppo di soluzioni <strong>blockchain</strong>, ha realizzato una piattaforma per la tracciabilità della filiera del caffè kenyano di qualità Arabica. Il progetto è stato possibile grazie al bando indetto da E4Impact, con il patrocinio dell’Agenzia Italiana per la cooperazione allo sviluppo e il Ministero dell’Agricoltura del Kenya.</p>



<p>A spiegare ad InsideOver come funziona la tecnologia blockchain sono stati i 4 azionisti di riferimento di Spartan Tech, <strong>Paul Renda</strong> (CEO), <strong>Pietro Gorgazzini</strong> (Chief Innovation Officer CIO), <strong>Erik Somaschini</strong> (Chief Marketing Officer CMO) e <strong>Alan Torrisi</strong> (Chief Tecnology Officer CTO). “La tecnologia blockchain è un registro decentralizzato, pubblico e immutabile che garantisce la massima trasparenza delle informazioni scritte” spiegano. In sostanza, grazie alla sua <strong>struttura reticolare</strong>, questa nuova tecnologia permette a chiunque, da qualsiasi parte del mondo, di mettere a disposizione la potenza di calcolo del suo computer o del suo smartphone, diventando un nodo della rete.</p>



<p>Ma come si applica questo alla produzione del caffè? “In Spartan Tech”, precisa Erik Somaschini, abbiamo scelto di non entrare nel mondo degli NFT e delle criptovalute, ma di utilizzare la blockchain come infrastruttura per la tracciabilità di filiera. In questo senso, abbiamo applicato la nostra app di tracciabilità più evoluta, <strong>Propagate®</strong>, per implementare un sistema che permette alle cooperative del caffè di tracciare i singoli agricoltori e i loro processi agricoli. Questo consente ai mercati di avere una carta d&#8217;identità digitale per ogni lotto di caffè, garantendo la qualità e valorizzando la produzione locale”.</p>



<p>Nella realizzazione del progetto, però, sono state affrontate diverse sfide, come “la scarsa digitalizzazione e il limitato accesso a internet”, che sono stati i due ostacoli principali. È stato quindi necessaria un’ottimizzazione della tecnologia e l’impiego di “operazioni locali per consentire a degli incaricati di raccogliere e caricare periodicamente i dati su internet nelle zone dove la rete non era disponibile”.</p>



<p>Per comprendere meglio i vantaggi di questa tecnologia bisogna pensare che “prima dell&#8217;implementazione della blockchain, il tracciamento del caffè avveniva principalmente tramite documentazione cartacea e database locali, il che comportava un alto rischio di errori e manipolazioni. Con la blockchain, ogni passaggio del processo produttivo viene registrato in modo sicuro e immutabile. Ad esempio, ogni volta che il caffè viene raccolto, elaborato o trasportato, queste informazioni vengono registrate su un ledger distribuito che può essere consultato in tempo reale da tutti gli attori della filiera. Questo non solo riduce il rischio di frodi, ma aumenta anche la fiducia dei consumatori nella qualità e nell&#8217;origine del prodotto che acquistano”.</p>



<p>AL momento sono <strong>30.000 </strong>i produttori coinvolti, selezionati “direttamente dalle nostre controparti, ovvero il governo locale e le istituzioni collegate al <strong>Ministero dell&#8217;Agricoltura</strong>. Abbiamo collaborato strettamente con queste entità per garantire che i produttori scelti fossero rappresentativi delle diverse realtà agricole del Kenya e che fossero pronti ad adottare e beneficiare delle tecnologie di tracciabilità basate su blockchain”.</p>



<p>Inoltre, la tecnologia blockchain contribuisce significativamente alla <strong>sostenibilità economica</strong> dei piccoli produttori di caffè, poiché “garantisce la trasparenza e l&#8217;immutabilità delle informazioni riguardanti l&#8217;intero processo produttivo, dalla coltivazione alla distribuzione. Questo permette ai produttori di dimostrare l&#8217;origine e la qualità del loro caffè, ottenendo così prezzi più equi sul mercato”. Inoltre, grazie alla tracciabilità completa offerta dalla blockchain, “i piccoli produttori possono accedere a nuovi mercati internazionali che richiedono standard elevati di qualità e trasparenza. La fiducia dei consumatori e dei buyer aumenta, il che porta a relazioni commerciali più solide e a lungo termine. Questo supporto alla reputazione dei produttori locali si traduce in una maggiore stabilità economica e in opportunità di crescita”.</p>



<p>Il progetto ha a cuore anche la <strong>sostenibilità ambientale</strong>. Infatti, “attraverso la certificazione della qualità delle produzioni africane di caffè, miriamo ad accorciare fisicamente la catena di approvvigionamento del prodotto, spostandola, per quanto possibile, dal Sud America alla vicina Africa. Questo cambiamento riduce i tempi di trasporto, l&#8217;utilizzo di carburante e, di conseguenza, le emissioni di CO2. In sintesi, interveniamo direttamente sulla logistica per rendere l&#8217;approvvigionamento di caffè, di cui siamo grandi consumatori in Italia e in Europa, più sostenibile”.</p>



<p>L’obiettivo è quello di “estendere l&#8217;applicazione di Propagate®️ ad altre filiere agricole, oltre al caffè, per includere prodotti come il cacao, il tè e le spezie. Questo permetterà di migliorare la tracciabilità e la trasparenza in molteplici settori, aumentando il valore e la fiducia dei consumatori”.</p>



<p>Un&#8217;altra area di sviluppo riguarda “l&#8217;espansione della nostra piattaforma a livello globale, collaborando con governi, istituzioni e organizzazioni internazionali per standardizzare e diffondere l&#8217;uso della blockchain nella tracciabilità alimentare. Questo non solo porterà benefici economici e ambientali, ma contribuirà anche a creare un sistema alimentare più equo e trasparente”.</p>



<p>Anche da parte dei produttori è stato notato “un miglioramento nella fiducia dei buyer e dei consumatori, il che ha portato a relazioni commerciali più stabili e prezzi più equi per i loro prodotti”. Tuttavia, le difficoltà iniziali non sono mancate, “come la necessità di formazione per comprendere e utilizzare la nuova tecnologia. In risposta, abbiamo implementato sessioni di training e supporto continuo per assicurare che i produttori potessero sfruttare appieno i benefici del sistema”. Un altro punto sollevato riguardava la connettività nelle aree remote. Questo ha spinto la Spartan Tech a “sviluppare soluzioni tecniche che permettessero la raccolta e l&#8217;upload dei dati anche in assenza di una connessione internet stabile, garantendo così la continuità e l&#8217;affidabilità della tracciabilità”.</p>



<p>La tecnologia è di fatto adottabile in ogni settore industriale, agricolo o dei servizi. Spartan Tech è già leader in Italia nella tecnologia per la certificazione documentale dei crediti da ecobonus avendo creato la prima piattaforma nativa in Blockchain, <a href="https://lifecredit.lifegate.it/">LifeCredit</a>, relizzata in collaborazione con <strong>Lifegate</strong>, nonché TrackCredit la soluzione che invece si occupa di consentire un trading certificato in BC di crediti. “Nello specifico, pro futuro, stiamo ragionando sul tracking di un’altra produzione agricola strategica e in grande crescita. Anch’essi tipicamente importati dal Sud America. Insomma la sfida è <strong>sostenere l’Africa</strong> e contribuire ad accorciare le catena di approvvigionamento alimentare”.</p>
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		<title>Le sfide del nuovo decennio: la rivoluzione tecnologica</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/le-sfide-del-nuovo-decennio-la-rivoluzione-tecnologica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jan 2020 08:55:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia 5G]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="706" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Cina-tecnologia-La-Presse-e1567590611355.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Cina-tecnologia-La-Presse-e1567590611355.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Cina-tecnologia-La-Presse-e1567590611355-300x110.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Cina-tecnologia-La-Presse-e1567590611355-768x282.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Cina-tecnologia-La-Presse-e1567590611355-1024x376.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli anni venti del XXI secolo si aprono nel contesto di un grande cambio di paradigma tecnologico che caratterizza le principali economie avanzate e si prospetta come driver di una nuova rivoluzione industriale. Tempo fa l&#8217;Economist definì i dati il &#8220;petrolio del XXI secolo&#8221; e le tecnologie atte a migliorare il loro sfruttamento la chiave per il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/le-sfide-del-nuovo-decennio-la-rivoluzione-tecnologica.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="706" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Cina-tecnologia-La-Presse-e1567590611355.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Cina-tecnologia-La-Presse-e1567590611355.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Cina-tecnologia-La-Presse-e1567590611355-300x110.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Cina-tecnologia-La-Presse-e1567590611355-768x282.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Cina-tecnologia-La-Presse-e1567590611355-1024x376.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Gli anni venti del XXI secolo si aprono nel contesto di un grande cambio di paradigma tecnologico che caratterizza le principali economie avanzate e si prospetta come driver di una nuova <strong>rivoluzione industriale</strong>.</p>
<p>Tempo fa l&#8217;<em>Economist </em>definì i dati il &#8220;petrolio del XXI secolo&#8221; e le tecnologie atte a migliorare il loro sfruttamento la chiave per il futuro. Nel contesto attuale, la rivoluzione tecnologica viaggia su più binari. Da un lato vi è l&#8217;impetuoso miglioramento delle <strong>telecomunicazioni </strong>garantito da nuovi standard come <a href="https://it.insideover.com/schede/economia/che-cose-il-5g-e-perche-e-cosi-importante.html" target="_blank" rel="noopener">il <strong>5G</strong>, sistema in grado di consentire una velocità dati di decine di megabit al secondo per decine di migliaia di utenti</a>, sfruttando con maggior rendimento una banda più ampia rispetto ai suoi predecessori; dall&#8217;altro, si prospetta la nascita di <strong>nuovi driver </strong>dello sviluppo, applicabili anche in contesti produttivi e industriali, come l&#8217;internet delle cose, la <a href="https://it.insideover.com/economia/dallintelligenza-artificiale-alla-blockchain-le-nuove-frontiere-delleconomia.html">blockchain</a> e le nuove forme di automatizzazione dei processi.</p>
<p>In mezzo a questi due filoni principali,<a href="https://it.insideover.com/politica/intelligenza-artificiale-geopolitica.html" target="_blank" rel="noopener"> l&#8217;<strong>intelligenza artificiale</strong></a>, da intendersi al tempo stesso come settore di sviluppo e più utile degli strumenti da sfruttare per implementare la crescita della rivoluzione tecnologica. Alessandro Curioni, uno dei massimi esperti italiani di intelligenza artificiale, <a href="https://www.agi.it/cronaca/alessandro_curioni_intelligenza_artificiale-4684053/news/2018-11-30/">ha dichiarato all&#8217;<em>Agi</em></a> che &#8220;l’intelligenza artificiale ci consente di dare un senso a una quantità immensa di dati in modo efficace. Lo sviluppo di una tecnologia che abbia<strong> capacità computazionali</strong> come quelle che stiamo sperimentando ci dà la possibilità di fare una quantità di calcoli enorme e di trovare soluzioni a molti problemi. È un’evoluzione quasi necessaria dell’informatica, se si pensa che la quantità di dati che abbiamo oggi a disposizione è immensa, ed è cresciuta in modo esponenziale”.</p>
<p>La somma di questi sviluppi tecnologici è destinata a manifestarsi con forza nel corso degli anni Venti, portandoci a considerarli come un decennio decisivo per la costruzione degli equilibri del XXI secolo. La partita tecnologica si sostanzia, rapidamente, in <a href="https://it.insideover.com/guerra/intelligenza-artificiale-la-cina-superera-gli-stati-uniiti.html"><strong>sfida geopolitica</strong></a>, dato che il principale centro propulsore dell&#8217;innovazione è destinato ad essere conteso tra gli <strong>Stati Uniti </strong>e la <strong>Cina, </strong>con le prevedibili conseguenze in materia di sicurezza, sovranità degli asset strategici e dividendi economici.</p>
<h2>La guerra tecnologica è sfida geopolitica</h2>
<p>In nome della competizione con Pechino, Washington è arrivata a rilanciare la propria strategia planetaria ponendo fine alla finzione retorica della &#8220;rete libera&#8221;: dopo che <strong>Donald Trump</strong> ha lanciato la <strong>sfida a Huawei, </strong>accusata di essere la punta di lancia dell&#8217;espansione strategica della rivoluzione tecnologica cinese in Occidente.</p>
<p>Il big tech si è gradualmente conformato alle direttive di Washington, iniziando un rapido distacco dal rivale cinese e confermando che la rete Internet mondiale resta, inequivocabilmente, a stelle e strisce, <a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/osservatorio/limpero-informatico-americano-mezzo-secolo-dopo/">come sempre nell&#8217;ultimo mezzo secolo</a>.</p>
<p>Quella tra Pechino e gli Stati Uniti è una guerra tecnologica a tutto campo. Sfida tra giganti, perchè solo grandi potenze con risorse economiche di prima grandezza possono concorrere nella partita tecnologica mondiale. Agli altri resta un ruolo residuale, per quanto non indifferente. La <strong>Russia, </strong>ad esempio, è all&#8217;avanguardia nel <strong><a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/lonu-approva-il-sovranismo-informatico-di-cina-e-russia.html">sovranismo informatico</a>, </strong>finalizzato alla costituzione di una rete Internet a controllo nazionale; <strong>Israele </strong>è &#8220;superpotenza&#8221; nella cybersecurity; su questo tema di recente la <strong>Francia</strong> si è interessata <a href="http://www.occhidellaguerra.it/la-francia-volta-le-spalle-a-google-e-passa-a-qwant-per-tutelare-la-sicurezza-digitale/" target="_blank" rel="noopener">ha voltato le spalle a Google</a> per puntare sul motore di ricerca “autarchico” Qwant per <a href="https://it.insideover.com/economia/il-sovranismo-tecnologico-di-parigi-la-francia-contro-il-libra.html">ragioni securitarie</a>, temendo lo spionaggio della Silicon Valley e, implicitamente, di Washington.</p>
<p>Il braccio di ferro globale, però, è affare a due. La Cina mira a investire decine di miliardi di dollari per ottenere un vantaggio competitivo nell&#8217;Ia, alimenta con l&#8217;automazione e processi snelli il piano industriale <a href="https://it.insideover.com/economia/i-rischi-dellautomazione-in-cina-piu-robot-meno-lavoratori.html">Made in China 2025</a><strong>, </strong>conduce la <a href="https://it.insideover.com/economia/5g-gli-stati-uniti-alzano-bandiera-bianca-la-cina-e-piu-avanti-di-noi.html">corsa al 5G</a>. Washington ha recentemente segnato il punto della supremazia nella futuristica corsa al  <a href="https://it.insideover.com/economia/il-supercomputer-quantistico-di-google-sorpasso-usa-sulla-cina.html">computer quantistico</a><strong>, </strong>detiene la sovrastruttura tecnologica, securitaria (gli apparati di intelligence) e ideologica (il mito liberal dell&#8217;Internet democratico) per unire hard power e soft power tecnologico.</p>
<h2>Le domande insolute della rivoluzione tecnologica</h2>
<p>Questo il piano &#8220;macro&#8221;, che è fondamentale: chi saprà controllare protocolli, strategie e tecnologie di decollo della nuova rivoluzione industriale potrà, per un concetto di <em>path dependence, </em>ottenere un vantaggio competitivo.</p>
<p>Ma nella vita quotidiana di miliardi di persone entreranno domande e quesiti riguardanti l&#8217;impatto della rivoluzione tecnologica sull&#8217;esistenza ordinaria di cittadini e lavoratori che non si limitano ai rapporti di forza tra le potenze.</p>
<p>La rivoluzione tecnologica creerà o distruggerà lavoro nelle economie avanzate? Aumenterà il valore aggiunto o cancellerà posti di lavoro? Una vera innovazione messa a servizio dell&#8217;uomo dovrebbe contemperare le istanze del progresso con quelle della tutela del lavoro, pur tenendo in considerazione il fatto che <strong>molte professioni, </strong>specie quelle soggette a un ampio grado di ripetitività e facilmente sostituibili, saranno in futuro destinate all&#8217;obsolescenza, mentre nasceranno nuove occupazioni in campo di utilizzo dei dati e di sicurezza sistemica. Il caso dei <a href="https://it.insideover.com/economia/deutsche-bank-a-picco-punta-sullintelligenza-artificiale.html">lavoratori di <strong>Deutsche Bank </strong>messi in esubero per far spazio all&#8217;intelligenza artificiale</a>, però, segnala che sul piano dell&#8217;etica della tecnologia c&#8217;è ancora molta strada da fare.</p>
<p>Poi, l&#8217;uomo saprà governare l&#8217;algoritmo? Negli ultimi mesi gli algoritmi applicati in sostituzione di funzioni &#8220;pubbliche&#8221; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-distopia-digitale-quando-gli-algoritmi-affondano-il-welfare.html">legate all&#8217;erogazione dei servizi di welfare</a> hanno creato problemi di gestione in Paesi come India, Australia, Stati Uniti. <strong>Governi e autorità </strong>hanno il dovere di approcciarsi all’innovazione mettendo al centro lo sviluppo sociale e mantenendo il controllo sui processi di implementazione.</p>
<p>Non si possono rubricare questi timori e queste incertezze come manifestazioni di un &#8220;luddismo del XXI secolo&#8221;: il cambio di paradigma a cui le società avanzate vanno incontro è di portata tale da rendere necessaria per i decisori strategici dei Paesi la ricerca di risposte credibili e di politiche capaci di armonizzare necessità securitarie, istanze pubbliche e interessi privati. Per governare la rivoluzione tecnologica bisogna pensare in maniera sistemica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/le-sfide-del-nuovo-decennio-la-rivoluzione-tecnologica.html">Le sfide del nuovo decennio: la rivoluzione tecnologica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Tutti i segreti del Libra, la criptovaluta di Facebook</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/tutti-i-segreti-del-libra-la-criptovaluta-di-facebook.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jul 2019 13:58:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[criptovaluta]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="917" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9896830-e1562162299722.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9896830-e1562162299722.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9896830-e1562162299722-300x143.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9896830-e1562162299722-768x367.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9896830-e1562162299722-1024x489.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nelle scorse settimane Facebook e Mark Zuckerberg hanno fatto ampiamente discutere analisti e commentatori presentando il Libra, il progetto di criptovaluta del gruppo di Palo Alto. Basata sulla tecnologia blockchain già alla base dei bitcoin, la struttura del Libra sarà utilizzata per costruire una piattaforma che consentirà lo scambio gratuito di denaro peer-to-peer, nel contesto di un &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/tutti-i-segreti-del-libra-la-criptovaluta-di-facebook.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="917" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9896830-e1562162299722.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9896830-e1562162299722.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9896830-e1562162299722-300x143.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9896830-e1562162299722-768x367.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9896830-e1562162299722-1024x489.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nelle scorse settimane Facebook e <strong>Mark Zuckerberg</strong> hanno fatto ampiamente discutere analisti e commentatori presentando il<a href="https://www.lavoce.info/archives/59707/se-zuckerberg-lancia-la-sua-monetina/"> </a>Libra, il progetto di criptovaluta del gruppo di Palo Alto. Basata sulla tecnologia blockchain già alla base dei bitcoin, la struttura del Libra sarà utilizzata per costruire una piattaforma che consentirà lo scambio gratuito di denaro peer-to-peer, nel contesto di un sistema chiuso di pagamenti.</p>
<p>Difficilmente il Libra, oggigiorno solo alla fase sperimentale, può essere definita una moneta in senso stretto, in quanto dalle prime notizie che filtrano a riguardo manca completamente della funzione di riserva di valore e unità di conto, essendo al massimo utilizzabile come mezzo di scambio nel circuito chiuso perimetrato da Facebook.</p>
<p>Il fatto che, <a href="https://www.lavoce.info/archives/59769/se-zuckerberg-vuol-diventare-il-banchiere-centrale-del-mondo/?fbclid=IwAR305zgqd88MHA-gPuzKKs-W-ndNwhTeMTmXJ-HN6TCMHTu3xrI1YwEEDjQ">come riporta </a><em>La Voce, </em>&#8220;Libra sia sempre convertibile (a vista) in un paniere di valute internazionali (dollaro, sterlina o titoli di stato poco rischiosi)&#8221;, in gergo una <em>stablecoin,</em> la avvicina notevolmente ai diritti speciali di prelievo (Dsp), l&#8217;unità valutaria del <strong>Fondo Monetario Internazionale</strong>, mentre la caratteristica di consentire l&#8217;accesso a un circuito determinato dall&#8217;emittente (Facebook) la rende in tutto e per tutto una passività del gruppo di Palo Alto, che sulla sua emissione guadagnerà grazie a un principio simile al signoraggio delle banche centrali.</p>
<p>Gli acquirenti del Libra, infatti, si troveranno a possedere un certificato privo di cedole d&#8217;interesse a favore del possessore e spendibile solo nel perimetro disegnato da <strong>Facebook</strong> e dalle altre società che vi aderiranno (acquisti online, prenotazione di viaggi, trasferimenti di denaro), mentre Palo Alto potrà investire nell&#8217;economia reale e in borsa guadagnando interessi positivi dalle sue attività.</p>
<p>&#8220;&#8221;Per essere una vera e propria &#8216;moneta&#8217;, Libra dovrà essere accettata negli scambi con fiducia&#8221;, prosegue <em>La Voce</em>. &#8220;La fiducia poggerà su due pilastri. Il primo sarà un pilastro di regolamentazione finanziaria (il narrow banking)&#8221;, ovvero l&#8217;assicurazione che Facebook abbia sempre in portafoglio riserve del paniere valutario tali da prevenire l&#8217;equivalente informatico di una &#8220;corsa agli sportelli&#8221; e il ritiro in massa dei partecipanti al circuito. &#8220;Il secondo è di tipo tecnologico. Più di due miliardi di persone già usano Facebook e il lancio di Libra avviene in collaborazione con giganti del mercato delle <strong>carte di credito</strong>. È presumibile che l’“effetto network” sarà un formidabile volano alla domanda di Libra&#8221;.</p>
<p>Facebook lancia il Libra per rafforzare quelle che sono le deboli fondamenta del suo impero, alimentato per il <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2019-06-15/ecco-come-criptovaluta-facebook-cambiera-sistema-bancario-globale-091651.shtml?uuid=ACuvwLR">98% dai ricavi</a> pubblicitari in una fase in cui i numerosi scandali del 2018 legati all&#8217;abuso dei dati personali ha mostrato limiti e rischi di questo modello. Un esempio da seguire potrebbe essere quella della cinese WeChat, arrivata a ottenere circa il 60% dei suoi introiti dalla gestione di servizi di pagamento.</p>
<p>Zuckerberg ce la farà? Adesso è ancora presto per dirlo. Specie considerato il fatto che i rendimenti varieranno in funzione di quanti utenti effettivamente sottoscriveranno la <strong>criptovaluta</strong>. <em><a href="https://www.milanofinanza.it/news/la-libra-di-facebook-e-una-licenza-per-stampare-denaro-201906241313194086">Milano Finanza </a></em>sottolinea che a seconda del numero di imprese aderenti al consorzio e di utenti sottoscrittori, i rendimenti dovrebbero variare tra il 3 e il 40% del capitale messo in campo. &#8220;Se Libra contasse per il 16% delle transazioni della carta di credito Visa, processerebbe ben mille miliardi di dollari di pagamenti all&#8217;anno; al tasso di velocità della moneta degli Stati Uniti, la criptovaluta dovrebbe detenere una riserva di 200 miliardi di dollari, realizzando profitti per <strong>due miliardi di dollari</strong>, circa un terzo dell&#8217;utile netto di Visa nel 2017&#8243;. Questo non tiene conto di eventuali costi aggiuntivi legati a nuove imposte, regolamentazioni stringenti e così via. In ogni caso, anche se il bilancio del progetto Libra andasse in pareggio, <a href="https://www.milanofinanza.it/quotazioni/ricerca?searchtitle=FACEBOOK&amp;codicestrumento=2ae">Facebook</a> <i class="tooltip-mercati"></i> e gli altri sostenitori potrebbero sperare di trarre profitto dai servizi costruiti usando la criptovaluta&#8221;, come il &#8220;signoraggio&#8221; di cui si è precedentemente parlato o la gestione delle costose commissioni che il sistema di regolamentazione dell&#8217;accesso e dell&#8217;uscita da Libra è destinato a prevedere.</p>
<p>La scommessa di Zuckerberg è dunque ambiziosa. Tuttavia, è bene ricordare quanto accedere al Libra costerà in termini di privacy e gestione dei propri dati: agli utenti la semplificazione di pagamenti su trasferimenti monetari e piccoli acquisti online potrebbe costare un&#8217;ulteriore fetta di indipendenza nei loro movimenti sul web. Ampliando il potere egemonico di un Big Tech che ora ha scoperto una nuova prerogativa sovrana puntando ad avere la sua, personale valuta.</p>
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		<title>Intelligenza artificiale e blockchain: le nuove frontiere dell&#8217;economia</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/dallintelligenza-artificiale-alla-blockchain-le-nuove-frontiere-delleconomia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eldoleo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Dec 2018 20:39:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia 5G]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="960" height="629" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/Security-Cyber-Crime-Ransomware-Malware-Hacker-2320793.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/Security-Cyber-Crime-Ransomware-Malware-Hacker-2320793.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/Security-Cyber-Crime-Ransomware-Malware-Hacker-2320793-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/Security-Cyber-Crime-Ransomware-Malware-Hacker-2320793-768x503.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>Le nuove frontiere dell&#8217;innovazione stanno spingendo l&#8217;economia globale verso un livello crescente di complessità e interdipendenza. Si parla molto spesso di &#8220;quarta rivoluzione industriale&#8221;, ma la realtà è molto più complessa di una semplice formula. In sostanza, negli ultimi anni si è enormemente intensificata l&#8217;importanza dell&#8217;economia della conoscenza basata sul controllo, la gestione e la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/dallintelligenza-artificiale-alla-blockchain-le-nuove-frontiere-delleconomia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="960" height="629" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/Security-Cyber-Crime-Ransomware-Malware-Hacker-2320793.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/Security-Cyber-Crime-Ransomware-Malware-Hacker-2320793.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/Security-Cyber-Crime-Ransomware-Malware-Hacker-2320793-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/Security-Cyber-Crime-Ransomware-Malware-Hacker-2320793-768x503.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p><p>Le nuove frontiere dell&#8217;innovazione stanno spingendo l&#8217;economia globale verso un livello crescente di complessità e interdipendenza. Si parla molto spesso di &#8220;quarta rivoluzione industriale&#8221;, ma la realtà è molto più complessa di una semplice formula. In sostanza, negli ultimi anni si è enormemente intensificata l&#8217;importanza dell&#8217;<strong>economia della conoscenza basata sul <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://accessanalytic.com.au/data-oil-21st-century-analytics-engine/" target="_blank" rel="noopener">controllo, la gestione e la distribuzione dei flussi di dati</a> e sull&#8217;interdipendenza informatica degli oggetti d&#8217;uso comune (<em>internet of things)</em></strong>.</p>
<p>Siamo a un passo oltre il digitale: si stima che nell&#8217;ultimo biennio il mondo abbia prodotto una quantità di dati maggiore di quella che l’umanità abbia mai prodotto in tutta la sua storia precedente. I dati, &#8220;petrolio del XXI secolo&#8221; <a href="https://www.economist.com/briefing/2017/05/06/data-is-giving-rise-to-a-new-economy" target="_blank" rel="noopener">secondo l&#8217;</a><em><a href="https://www.economist.com/briefing/2017/05/06/data-is-giving-rise-to-a-new-economy" target="_blank" rel="noopener">Economist</a>, </em>acquisiscono rilevanza in funzione della capacità dei sistemi politici ed economici di ordinare la loro gestione a un fine strategico.</p>
<p>Per competere nell&#8217;economia mondiale, attualmente, risulta necessaria una grande capacità di ottimizzare i flussi di dati che informano delle caratteristiche dei vari sistemi (dalla <em>supply chain </em>di una materia prima alle fluttuazioni di un dato titolo), di controllarne i flussi attraverso l&#8217;infrastruttura che ne permette il fluire e di analizzarne i contenuti per costruire modelli di simulazione coerenti, ma soprattutto una <strong>coerente politica di difesa dei sistemi di gestione e di analisi da attacchi esterni</strong>. Il tema della cybersecurity è tornato d&#8217;attualità di recente, quando la Francia <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/la-francia-volta-le-spalle-a-google-e-passa-a-qwant-per-tutelare-la-sicurezza-digitale/" target="_blank" rel="noopener">ha voltato le spalle a Google</a> per puntare sul motore di ricerca &#8220;autarchico&#8221; Qwant proprio per ragioni securitarie.</p>
<p>Di seguito si proverà a offrire una panoramica il più completa possibile dei principali sistemi che stanno influenzando l&#8217;economia dei dati e, al tempo stesso, delle loro implicazioni securitarie. In un contesto tanto complesso e in continuo mutamento, un certo grado di sistematizzazione risulta essenziale.</p>
<h2>La rivoluzione dell&#8217;intelligenza artificiale</h2>
<p>&#8220;Nel business è necessario prendere delle decisioni efficaci e in breve tempo. Se alla capacità di analisi dell’uomo si aggiunge una macchina in grado di vagliare una grande quantità di informazioni per far prendere alla persona la decisione giusta, e casi precedenti utili, questo semplifica e migliora il lavoro. Inoltre capitalizza il valore della conoscenza acquisita da altri, altrove, che in caso contrario andrebbe persa&#8221;. Così Alessandro Curioni, uno dei massimi esperti italiani di intelligenza artificiale, ha parlato all&#8217;<em>Agi</em> del nuovo ruolo assunto dall&#8217;Ai nell&#8217;economia contemporanea.</p>
<p></p>
<p>Curioni, del centro di ricerca IBM di Zurigo,<a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.agi.it/cronaca/alessandro_curioni_intelligenza_artificiale-4684053/news/2018-11-30/" target="_blank" rel="noopener"> ha aggiunto che </a>&#8220;l’intelligenza artificiale ci consente di dare un senso a una quantità immensa di dati in modo efficace. Lo sviluppo di una tecnologia che abbia capacità computazionali come quelle che stiamo sperimentando ci dà la possibilità di fare una quantità di calcoli enorme e di trovare soluzioni a molti problemi. E’ un’evoluzione quasi necessaria dell’informatica, se si pensa che la quantità di dati che abbiamo oggi a disposizione è immensa, ed è cresciuta in modo esponenziale&#8221;.</p>
<p>In questo contesto si è sviluppata un&#8217;importante filiera di attività di ricerca basata sulla costruzione di modelli di simulazione capaci di digerire enormi moli di informazioni per contribuire alla definizione di azioni strategiche di natura commerciale o di politica economica. Secondo Curioni, i tre principi guida che devono seguire gli operatori nel settore sono &#8220;affidabilità, trasparenza, reliability&#8221;. La sfida principale, in materia di Ai, è legata proprio alla tutela delle informazioni sensibili dagli attacchi informatici. Non è un caso che Cina e Stati Uniti siano all&#8217;avanguardia nella ricerca sulle<a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/sullintelligenza-artificiale-pechino-sfida-gli-stati-uniti/"> implicazioni militari dell&#8217;Ai</a>.</p>
<h2>Blockchain, oltre la bolla del bitcoin</h2>
<p>L&#8217;insolita fluttuazione del bitcoin, la criptovaluta che nel 2017 ha conosciuto una vera e propria fiammata nei rendimenti, ha dato notorietà mediatica al termine &#8220;blockchain&#8221;, da molti erroneamente sovrapposta al bitcoin. In realtà, la situazione è molto complessa.</p>
<p>Come <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.blockchain4innovation.it/esperti/blockchain-perche-e-cosi-importante/" target="_blank" rel="noopener">scrive il più importante portale italiano in materia</a>, &#8220;la Blockchain è un <strong>grande database per la gestione di transazioni crittografate</strong> su una rete decentralizzata di tipo peer-to-peer decentralizzato che dà il nome a una nuova piattaforma tecnologica, che permette di ridefinire e reimpostare il modo in cui creiamo, otteniamo e scambiamo valore&#8221;, attraverso un processo che unisce sistemi distribuiti, crittografia avanzata e teoria dei giochi.</p>
<p>Essa si configura come &#8220;un registro pubblico per la gestione di dati correlati alle transazioni presenti nei blocchi e gestite tramite crittografia dai partecipanti alla rete che  verificano, approvano e successivamente registrano tutti i blocchi con tutti i dati di ciascuna transazione su tutti i nodi&#8221;.</p>
<p></p>
<p>La stessa “informazione” è dunque presente su tutti i nodi e pertanto diventa immodificabile se non attraverso una operazione che richiede la approvazione della maggioranza dei nodi della rete e che in ogni caso non modificherà lo storia di quella stessa informazione.</p>
<p>Sono numerose le aziende che optano per creare dei registri basati su blockchain consultabili solo internamente o dai partner. Un nuovo sistema basato sulla trasparenza può rendere più fluido lo svolgimento del monitoraggio dei processi a tutti i livelli e per tutte le persone ed entità coinvolte. Tra i <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.economyup.it/retail/carrefour-primo-europa-usare-la-blockchain-tracciare-prodotti/" target="_blank" rel="noopener">big europei, si segnala Carrefour</a> che ha aperto, nel marzo scorso all&#8217;utilizzo della tecnologia blockchain per coprire e rendere trasparenti i passaggi della filiera produttiva dei suoi prodotti.</p>
<p>In futuro lo sviluppo delle &#8220;cinghie di trasmissione&#8221; tra economia blockchain e economia reale sarà fondamentale per ottimizzare il rendimento dei dati che si accumulano nella filiera. L&#8217;internet delle cose è un esempio di uscita in emersione della blockchain, ma ad esso si possono aggiungere anche la concessione di valore legale agli Smart Contract firmati digitalmente. L&#8217;Italia, in vista 2019, ha allo studio importanti provvedimenti che apriranno la strada alla tecnologia blockchain e al suo utilizzo nell&#8217;economia del sistema Paese.</p>
<h2>Implicazioni securitarie</h2>
<p>Mondi come l&#8217;intelligenza artificiale e la blockchain impongono agli attori che intendono padroneggiarli riflessioni securitarie di notevole importanza, specie in una fase in cui l&#8217;infrastruttura digitale è al centro di numerosi contenziosi geopolitici, <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/la-guerra-del-5g-stati-uniti-cina-litalia-mezzo/">prima fra tutte la sfida commerciale tra Cina e Usa</a>, come dimostrato dal recente scontro sul ruolo di<a href="http://www.occhidellaguerra.it/trump-dichiara-guerra-huawei-adesso-cosa-fara-litalia/"> Huawei fuori dall&#8217;Impero di Mezzo</a>. L&#8217;ascesa della comunicazione 5G appare destinata a fornire il terreno di competizione su cui le potenze dell&#8217;Ai e della blockchain si confronteranno in futuro.</p>
<p>Intelligenza artificiale, blockchain, 5G: il mondo dei dati è in fibrillazione, e risulta fondamentale per Stati e istituzioni economiche pensare a sistemi di difesa dalle potenziali minacce (furti di dati, attacchi hacker, danni alle infrastrutture strategiche) che possono essere portate a un sistema immateriale solo sulla carta. In questo campo, risulterà crescente il ruolo di analisi e pianificazione dei servizi di intelligence, come segnalato da Aldo Giannuli nel suo ultimo saggio <em>Come i servizi segreti stanno cambiando il mondo</em>.</p>
<p></p>
<p>&#8220;La notizia grezza&#8221;, secondo Giannuli, &#8220;ha un valore cognitivo molto povero, quello che conta è la notizia elaborata&#8221;, la cui costruzione diventa compito dei servizi informativi pubblici e privati a cui è deputata la strutturazione di &#8220;archivi, elaboratori, programmi, modelli di simulazione&#8221; e la custodia della sicurezza dei dati vitali per l&#8217;organizzazione di riferimento. Oggetto del contendere di un mondo di confine, apparentemente virtuale ma capace di produrre effetti decisamente concreti.</p>
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		<title>Gli Stati Uniti sono lontani dal controllo totale del bitcoin</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gli-stati-uniti-lontani-dal-controllo-totale-del-bitcoin.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Feb 2018 11:27:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Bitcoin]]></category>
		<category><![CDATA[Blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[Casa Bianca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="960" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/bitcoin-2008262_960_720.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/bitcoin-2008262_960_720.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/bitcoin-2008262_960_720-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/bitcoin-2008262_960_720-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>Quando si parla di bitcoin e criptomonete la confusione regna sovrana. L’argomento è in effetti così complicato e difficile, anche agli occhi dei più esperti, che risulta facile perdere il quadro della situazione. La confusione aumenta quando nel mondo politico non c’è ancora una visione comune su come affrontare il fenomeno bitcoin, e delle criptomonete &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-stati-uniti-lontani-dal-controllo-totale-del-bitcoin.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="960" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/bitcoin-2008262_960_720.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/bitcoin-2008262_960_720.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/bitcoin-2008262_960_720-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/bitcoin-2008262_960_720-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p><p>Quando si parla di <strong>bitcoin</strong> e <strong>criptomonete</strong> la confusione regna sovrana. L’argomento è in effetti così complicato e difficile, anche agli occhi dei più esperti, che risulta facile perdere il quadro della situazione. La confusione aumenta quando nel mondo politico non c’è ancora una visione comune su come affrontare il fenomeno bitcoin, e delle criptomonete in generale. Così dallo stesso versante politico possono arrivare dichiarazioni in assoluto contrasto, aumentando la confusione di chi, dall’esterno, cerca di capirci qualcosa.</p>
<p>Le contraddizioni tra Fed e Casa Bianca sul bitcoin</p>
<p>Questo è proprio quello che sta succedendo a Washington, dove presidenza, Ministero del Tesoro e Federal Reserve esprimono, ognuno, pareri diversi sul bitcoin. Lo scorso novembre, la situazione delle criptomonete, sembrava essere infatti del tutto sotto controllo. La Federal Reserve<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.cnbc.com/2017/11/29/federal-reserve-starting-to-think-about-its-own-digital-currency-dudley-says.html"> annunciava</a> ad una conferenza l’inizio dei lavori per creare una “propria criptomoneta”. Certo si trattava di “lavori preliminari”, ma che indirizzavano la strategia del Governo verso un punto ben preciso. Ovvero la trasformazione del “bitcoin” da moneta anarchica e decentralizzata a criptomoneta emessa da un’autorità centrale.</p>
<p>Poi però c’è stato il cambio di rotta. Nel gennaio 2018 <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.verdict.co.uk/donald-trump-bitcoin/">sono infatti uscite</a> più dichiarazioni da parte di personalità dell’entourage presidenziale che descrivevano il bitcoin come “minaccia”, fino a paventare una tassazione sul capitale guadagnato attraverso lo scambio di criptomonete o addirittura una totale messa al bando.</p>
<p></p>
<p>“L’FBI è molto preoccupato per le attività del dark web. In queste si usano bitcoin e altre risorse finanziarie irrintracciabili e questo è un gran problema”, <a href="https://www.verdict.co.uk/donald-trump-bitcoin/">dichiarazione </a>del Generale Jeff Sessions durante una sessione al Senato americano. “Sono preoccupato che i consumatori possano essere colpiti dal bitcoin”,<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.businessinsider.com/steven-mnuchin-bitcoin-cryptocurrencies-trump-2018-1"> aveva invece detto</a> il Segretario del Tesoro Steve Mnuchin, aggiungendo che non c’è bisogno di una “moneta digitale o criptomoneta” alternativa al dollaro. Una dichiarazione dunque che contrasta in toto con quanto era stato dichiarato dalla FED lo scorso novembre. Dalla presidenza invece è stato semplicemente preso atto del fenomeno bitcoin, con la raccomandazione che ne verrà fatta “attenta osservazione”.</p>
<p>Gli Stati Uniti non hanno idea di cosa fare con il bitcoin</p>
<p>Ma qual è dunque tra tutte queste, la vera posizione assunta dal Governo americano verso la criptomoneta? La risposta potrebbe essere arrivata dal coordinatore alla cybersicurezza per la Casa Bianca, Rob Joyce. Durante la conferenza sulla Sicurezza tenutasi a Monaco, e riportata dalla <a href="https://www.cnbc.com/2018/02/16/munich-security-conference-us-government-nowhere-near-regulating-bitcoin.html">CNBC</a>, Joyce ha espresso più di un dubbio sulla preparazione americana al bitcoin. “Penso che dovremmo assolutamente continuare a studiare e capire quali siano gli spunti positivi e negativi del fenomeno. Così non penso che possiamo essere vicini ad una regolamentazione governativa (del bitcoin)”, così si è espresso l’esperto della Casa Bianca. “Ci vorrà ancora molto tempo”, ha poi aggiunto, lasciando trasparire come non solo non ci sia un’idea chiara di come affrontare il problema, ma non ci sia nemmeno una piena comprensione della natura del bitcoin stesso.</p>
<p>La criptomoneta è la più grande sfida al sistema monetario basato sulle banche centrali e come qualsiasi nuova tecnologia difficilmente fermerà la propria espansione. Per questo le parole di Joyce, “studiare e capire”, devono servire da monito per chi ha la decisione politica finale così da limitare i risvolti negativi che qualsiasi innovazione porta con sé. </p>
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		<title>Macron più vicino alla Cina  per un futuro più digitale</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/macron-stringe-la-mano-alla-cina-per-il-futuro-digitale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Feb 2018 07:30:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/1504518477-macron-lapresse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/1504518477-macron-lapresse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/1504518477-macron-lapresse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/1504518477-macron-lapresse-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/1504518477-macron-lapresse-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La Cina è diventata il faro del mondo. Quella che potrebbe essere a prima vista un’affermazione azzardata, poggia in realtà su basi solide. La fine della leadership americana Sembra infatti finito il tempo degli Stati Uniti d’America come modello universale. L’appeal americano è sceso non solo perché il forzato tentativo di esportazione di democrazia è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/macron-stringe-la-mano-alla-cina-per-il-futuro-digitale.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/1504518477-macron-lapresse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/1504518477-macron-lapresse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/1504518477-macron-lapresse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/1504518477-macron-lapresse-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/1504518477-macron-lapresse-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>La Cina è diventata il faro del mondo. Quella che potrebbe essere a prima vista un’affermazione azzardata, poggia in realtà su basi solide.</p>
<p>La fine della leadership americana</p>
<p>Sembra infatti finito il tempo degli Stati Uniti d’America come modello universale. L’appeal americano è sceso non solo perché il forzato tentativo di esportazione di democrazia è fallito pressoché ovunque. La leadership statunitense si sta via via esaurendo anche nel settore dell’innovazione tecnologica, che è stata da sempre uno dei capisaldi del primato americano nel mondo.</p>
<p>Sono molti gli osservatori che ritengono la Silicon Valley, sede dei giganti dell’high-tech americano, inferiore rispetto al livello raggiunto dagli equivalenti cinesi. In Europa, in Francia in particolare, si sono accorti di questo spostamento di equilibri nell&#8217;economia mondiale e sono ora pronti a voltare le spalle all&#8217;Atlantico e a guardare ad est per il prossimo futuro.</p>
<p>Per la Francia è la Cina la nuova ispirazione del mondo</p>
<p>È infatti in Francia, a Parigi, che <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://paris.chinaconnectforum.com/">è prevista</a> per il 7 e l’8 marzo la China Connect. Si tratta di un forum organizzato dall&#8217;esperta di media e marketing Laure de Carayon che metterà in contatto esperti dei settori digitali di Francia e Cina. Insomma uno scambio di idee per rafforzare la partnership franco-cinese in vista delle prossime conquiste tecnologiche. Il forum è in realtà il secondo appuntamento, visto che un primo atto era già andato in scena lo scorso luglio a Shangai. Da parte francese vi è dunque l’idea esplicita che la Cina sia indiscutibilmente il modello da seguire.</p>
<p>“China: the new world’s inspiration”, così recita l’introduzione del sito web dedicato all&#8217;evento. Non più Washington, ma Pechino. Non più la Silicon Valley, Google e Amazon, ma il Partito Comunista cinese, Baidu e Alibaba. “Imparare da e incontrare i più influenti esperti di internet cinesi e avere così accesso al più alto livello di apprendimento”, si può poi leggere tra gli obiettivi del forum.</p>
<p>Un ponte digitale tra Parigi e Pechino</p>
<p>L’agenda dell’incontro è fittissima e ricca di argomenti fondamentali per il futuro sviluppo dell’economia mondiale. Blockchain, realtà virtuale, intelligenza artificiale e Big Data. Questi alcuni tra i temi che verranno toccati nella due giorni di Forum a Parigi.</p>
<p><a href="http://www.occhidellaguerra.it/continua-a-sostenerci/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-42088 size-full" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/02/occhi_banner.jpg" alt="occhi_banner" width="745" height="100" /></a></p>
<p>Ciò che salta poi all&#8217;occhio è che per ognuna di queste tematiche si terrà un dibattito su rischi e opportunità e su come questi strumenti potranno essere utilizzati per permettere un migliore accesso agli investitori francesi nel mercato cinese e viceversa. Tra gli ospiti attesi spiccano Jacob Nyorg, responsabile marketing di Maserati e Curt Ferguson, Presidente di Coca Cola in Cina e Corea, oltre a innumerevoli imprenditori cinesi del settore digitale. L’evento che per ora ha avuto poca rilevanza mediatica è in realtà cruciale per il futuro dell’Europa.</p>
<p>I rischi di un Europa che è rimasta a guardare</p>
<p>Il Vecchio Continente è infatti rimasto “fuori dal giro” dei brevetti nel campo high-tech. Giganti come Google e Alibaba non hanno equivalenti nati in Europa, così sia la classe politica che quella imprenditoriale europea sono rimaste ancora indietro nella comprensione di questo settore dagli infiniti risvolti. Il rischio è che dunque l’Unione europea, ancora ingabbiata in una crisi economica, non abbia non solo le risorse finanziarie, ma nemmeno la volontà politica di affrontare la futura ondata digitale con raziocinio e programmazione.</p>
<p>Le conseguenze potrebbero aver risvolti catastrofici, perché se la classe politica non sarà pronta al cambiamento, tutte le future innovazioni resteranno appannaggio dei privati e dei meccanismi di mercato. Il risultato? Una popolazione esclusa dalle opportunità, ma al contempo soggetta ai rischi della nuova ondata digitale. Per evitare questo a Parigi si è scelto di stringere la mano a Pechino e farsi così aiutare dall&#8217;expertise cinese. È arrivato dunque un segnale di risveglio dall&#8217;Europa, forse il primo, si spera non l’ultimo, per affrontare le sfide di un futuro più incerto che mai. </p>
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		<title>I bitcoin stanno crollando  La  colpa è di Facebook?</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-bitcoin-crolla-per-colpa-di-facebook.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Feb 2018 18:03:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Bitcoin]]></category>
		<category><![CDATA[Blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[jp morgan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="960" height="540" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/bitcoin-3024279_960_720.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/bitcoin-3024279_960_720.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/bitcoin-3024279_960_720-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/bitcoin-3024279_960_720-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/bitcoin-3024279_960_720-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>Periodo nero non solo per il bitcoin, ma per l’intero mondo delle criptovalute. Dopo aver toccato la quota record di 20mila dollari a metà dicembre 2017 il bitcoin ha poi fatto registrare un’altra serie di record, questa volta però negativi. Il valore del bitcoin si è dimezzato in una settimana Sono diversi i portali d’informazione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/il-bitcoin-crolla-per-colpa-di-facebook.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="960" height="540" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/bitcoin-3024279_960_720.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/bitcoin-3024279_960_720.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/bitcoin-3024279_960_720-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/bitcoin-3024279_960_720-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/bitcoin-3024279_960_720-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p><p>Periodo nero non solo per il bitcoin, ma per l’intero mondo delle criptovalute. Dopo aver toccato la quota record di 20mila dollari a metà dicembre 2017 il bitcoin ha poi fatto registrare un’altra serie di record, questa volta però negativi.</p>
<p>Il valore del bitcoin si è dimezzato in una settimana</p>
<p>Sono diversi<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.affaritaliani.it/economia/il-bitcoin-non-tira-piu-30-da-inizio-anno-facebook-lo-mette-al-bando-522204.html?refresh_ce"> i portali d’informazione</a> che affermano come la criptovaluta più conosciuta stia vivendo ora il suo periodo peggiore negli ultimi tre anni. Secondo i dati forniti da <a href="https://www.coindesk.com/">Coindesk </a>infatti il bitcoin avrebbe perso oltre il 30% del suo valore da inizio gennaio, più del 50% rispetto alla chiusura record di metà dicembre. Il suo valore si attesta oggi sugli 8mila dollari circa, ma la corsa al ribasso sembra ora non arrestarsi più. Tutto questo gran movimento, fatto di rialzi improvvisi e cadute disastrose non è però frutto semplicemente del caso. Sono infatti diversi i fattori che concorrono a influenzare l’andamento del mercato delle criptomonete. A recitare un ruolo da protagonista c’è infatti il puro gioco speculativo.</p>
<p>I trucchi speculativi per far crollare il bitcoin</p>
<p>Si tratta di esperti “giocatori” finanziari che, muovendo sapientemente le pedine di questo mondo virtuale, riescono a manovrare a proprio vantaggio certi indici di valore. Era successo, sempre nel campo delle criptomonete, con la banca JP Morgan. Nel settembre 2017 Jamie Dimon, CEO della famosa banca d’affari, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2017-09-17/dimon-condanna-bitcoin-e-fa-cadere-ma-poi-jp-morgan-e-i-principali-acquirenti-181620.shtml?uuid=AEdNalUC">aveva infatti descritto</a> il bitcoin come un “bluff”, minacciando addirittura di licenziamento i dipendenti Jp Morgan che fossero stati sorpresi ad operare in bitcoin.</p>
<p>Una dichiarazione che aveva fatto scendere, temporaneamente il valore della criptomoneta. Guarda caso nei giorni successivi fu proprio la stessa banca d’affari americana ad<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2017-09-17/dimon-condanna-bitcoin-e-fa-cadere-ma-poi-jp-morgan-e-i-principali-acquirenti-181620.shtml?uuid=AEdNalUC"> aver fatto incetta</a> di bitcoin, sfruttando così il prezzo ribassato. È sufficiente dunque essere un attore influente dell’economia mondiale e pronunciare una dichiarazione che delegittimi il bitcoin, per farne ribassare il prezzo e comprarlo dunque ad una condizione più vantaggiosa. Quest’ultimo crollo della criptomoneta potrebbe essere dunque dovuto in parte ad un fenomeno simile.</p>
<p>Facebook ha posto il divieto alle pubblicità delle criptomonete</p>
<p>Sembra infatti che la repentina perdita di valore del bitcoin sia coincisa con un particolare divieto imposto da Facebook. Mark Zuckerberg <a href="https://www.quotidiano.net/economia/bitcoin-facebook-1.3694314">ha fatto sapere</a> agli utenti del suo social network che d’ora innanzi saranno vietati gli spot di «prodotti e servizi finanziari che sono associati frequentemente con pratiche promozionali ingannevoli». In questo sconfinato universo rientrano ovviamente tutti gli spot pubblicitari che riguardano le criptovalute. Il divieto di Facebook lascia però una riserva.</p>
<p></p>
<p>Questo blocco “dovrebbe essere temporaneo e intenzionalmente ampio per consentire il tempo necessario per affinare il processo di identificazione e soppressione delle pubblicità ingannevoli”. Un’apprezzabile scelta etica o una più profonda strategia di mercato?</p>
<p>Zuckerberg è interessato alla blockchain</p>
<p>Sospetta è sicuramente la tempistica scelta, quando ancora il valore del bitcoin sembrava potesse volare senza limiti. Le “pubblicità ingannevoli” erano presenti sin dalla nascita delle criptovalute, e otto anni per scoprirne l’esistenza sembrano forse un po’ troppi. Una scelta ancor più sospetta se si ascolta poi il discorso di fine anno pronunciato dallo stesso Zuckerberg. Il Ceo di Facebbok si era infatti detto entusiasta della blockchain e stava “studiando un modo per usarla nei nostri servizi”. E quale modo migliore ci sarebbe se non quello di approcciarsi alle criptomonete, che della blockchain ne sono parte integrante?</p>
<p>Un bel trucco finanziario, se di questo si trattasse, quello usato da Zuckerberg per comprare bitcoin ad un prezzo più che ribassato. C’è però da dire che il solo annuncio di Facebook non avrebbe potuto da solo causare questo crollo di valore. A dare il colpo di grazia al bitcoin sono state infatti le dichiarazioni a catene di Cina, Corea del Sud e India. Questi tre Paesi, al cui interno si era sviluppato un grande mercato della criptomoneta, hanno annunciato l’introduzione di una legge che vieta qualsiasi tipo di operazione con criptomonete. Una scelta che ha tagliato le gambe al mercato delle critpocurrencies. È finito dunque il periodo del gioco speculativo e da un momento all’altro inizierà la vera partita della blockchain. </p>
<p></p>
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		<title>Il bitcoin in Cina si può fare (ma solo se lo gestisce lo Stato)</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/bitcoin-cina-si-puo-solo-lo-gestisce-lo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2018 07:35:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Bitcoin]]></category>
		<category><![CDATA[Blockchain]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="960" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/bitcoin-2008262_960_720.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/bitcoin-2008262_960_720.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/bitcoin-2008262_960_720-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/bitcoin-2008262_960_720-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>Giro di vite in Cina per tutto ciò che concerne blockchain, criptovalute e bitcoin. Lo scorso mercoledì l’autorità numero uno del settore bancario cinese, la People’s Bank of China, ha pubblicato una nota interna che vuole regolare per il futuro lapolitica di Pechino sulle criptomonete. Si è già detto su questo portale come il sistema &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/bitcoin-cina-si-puo-solo-lo-gestisce-lo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/bitcoin-cina-si-puo-solo-lo-gestisce-lo.html">Il bitcoin in Cina si può fare (ma solo se lo gestisce lo Stato)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="960" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/bitcoin-2008262_960_720.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/bitcoin-2008262_960_720.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/bitcoin-2008262_960_720-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/bitcoin-2008262_960_720-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p><p>Giro di vite in Cina per tutto ciò che concerne blockchain, criptovalute e bitcoin. Lo scorso mercoledì l’autorità numero uno del settore bancario cinese, la People’s Bank of China, ha pubblicato una nota interna che vuole regolare per il futuro lapolitica di Pechino sulle criptomonete. Si è già detto <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/criptovalute-banche-centrali/">su questo portale</a> come il sistema blockchain, ove operano le criptovalute, non sia un semplice gioco speculativo (come è ora), ma miri a scalzare definitivamente il sistema di emissione del denaro da parte delle banche centrali.</p>
<p>I bitcoin sono &#8220;severamente proibiti&#8221;</p>
<p>In quest’ottica Pechino si vuole tutelare e nella <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.milanofinanza.it/news/bitcoin-la-cina-vieta-il-trading-alle-banche-201801190840024558">nota</a> rende chiaro che d’ora innanzi tutti i servizi di trading di criptovalute offerti dalle banche cinesi sono oggi “severamente proibiti”. Non solo. Le banche cinesi diventano oggi anche responsabili per la presenza di canali di pagamento per le transazioni in criptovalute. In pratica tutti gli istituti di credito in Cina dovranno supervisionare e prevenire qualsiasi attività finanziaria legata alle criptomonete.</p>
<p></p>
<p>L’azione dell’autorità bancaria cinese non è improvvisa, ma fa parte di una strategia che da più tempo cerca di dare un forte messaggio a questo mercato in continua espansione. Già lo scorso settembre infatti l’autorità cinese <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.milanofinanza.it/news/bitcoin-la-cina-vieta-il-trading-alle-banche-201801190840024558">aveva posto divieto</a> alle cosiddette ICO (Initial Coin Offering). Si tratta dell’operazione iniziale con cui le piattaforme che “estraggono” le criptomonete cercano di finanziarsi sul mercato.</p>
<p>L’operazione consiste in un vero e proprio atto di fede degli investitori che decidono di comprare ad occhi chiusi una criptomoneta appena “estratta”, dandole un valore approssimativo. Da lì si sarebbe poi scatenata l’asta. Oltre ad aver vietato questo processo iniziale, l’autorità bancaria di Pechino ha deciso anche di sospendere l’attività di trading in bitcoin sulle principali piattaforme cinesi. Btc China, Huobi e OkCoin.</p>
<p>Karl Marx per fare causa al bitcoin</p>
<p>A calare poi definitivamente il sipario sull’avventura bitcoin ci ha pensato l’autorità giudiziaria cinese. Dalle parti di Pechino si è ben consci che la supervisione bancaria poco conta senza un impianto giudiziario in materia che sia efficace. Ecco quindi che è arrivata una delle prime sentenze, storiche, sulla questione bitcoin. Il portale <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://news.bitcoin.com/bitcoin-investor-sues-huobi-%C2%A5400000-in-losses/">bitcoin.com</a> riporta infatti la notizia di un investitore cinese, tale Wang Tieliang, che avrebbe citato in giudizio proprio Huobi, una delle principal piattaforme cinesi, dove fino a settembre si poteva speculare sulle criptomonete. Mr. Wang si era giocato l’equivalente di 60.000 euro in bitcoin, perdendoli tutti. Nel tentativo di essere rimborsato per questo improvvido investimento, Mr. Wang ha imbracciato Karl Marx, richiamando le teorie del filosofo tedesco su Valore e Lavoro.</p>
<p>L’investitore ha così affermato che il bitcoin non può essere moneta in quanto non riconosciuta dallo stato cinese, ma allo stesso tempo non può essere ritenuta nemmeno materia prima. Il bitcoin non possiederebbe infatti né il Valore (la quantità di lavoro umano per produrre la materia prima), né l’Uso-Valore (ovvero l’utilità effettiva dell’oggetto in questione). Se la criptomoneta non è una moneta e non è nemmeno una materia prima, allora vuol dire che “non esiste”, e quindi Mr. Wang non può aver perso soldi su qualcosa di inesistente. Questa è stata in sintesi l’accusa portata avanti dall’investitore, che ha chiesto il rimborso dei soldi.</p>
<p>Le criptomonete per ora non sono gradite a Pechino</p>
<p>E <a href="https://news.bitcoin.com/bitcoin-investor-sues-huobi-%C2%A5400000-in-losses/">la corte</a>? “Quando un utente scambia in bitcoin si suppone che conosca pienamente i rischi relativi che ne conseguono. Gli investitori devono impegnare solo cifre che possono permettersi di perdere, prendendosi tutte le responsabilità. (Tuttavia) Il bitcoin non è una materia prima. Non ha un Uso-Valore. Houobi non ha diritto a scambiare bitcoin, può solo scambiare servizi”. La corte dunque pur ritenendo Mr. Wang responsabile per le sue azioni (escludendo qualsiasi tipo di rimborso) definisce in maniera chiara la natura del bitcoin ovvero “inesistente” e quindi illegale per qualsiasi attività commerciale.</p>
<p>In un colpo solo la Cina declassa la criptomoneta al pari di una semplice truffa, una promessa di una vendita di un prodotto che poi si scopre non esistere. Un segnale forte e chiaro volto a sottolineare come qualsiasi attività di natura privata, in Cina, debba prima o poi fare i conti con l’apparato statale. Blockchain e bitcoin si faranno a Pechino solo se il Partito ne darà autorizzazione. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/bitcoin-cina-si-puo-solo-lo-gestisce-lo.html">Il bitcoin in Cina si può fare (ma solo se lo gestisce lo Stato)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Estonia sfida Mario Draghi:  &#8220;Lanceremo una criptomoneta&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lestonia-sfida-mario-draghi-lanceremo-criptomoneta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jan 2018 07:10:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Bitcoin]]></category>
		<category><![CDATA[Blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[el petro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="960" height="540" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/bitcoin-3024279_960_720.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/bitcoin-3024279_960_720.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/bitcoin-3024279_960_720-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/bitcoin-3024279_960_720-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/bitcoin-3024279_960_720-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>È in arrivo una criptomoneta anche dall’Estonia. Dopo il lancio di “el Petro” da parte del governo venezuelano di Nicolas Maduro potrebbe essere arrivata l’ora dell’Estcoin. Così si chiama il progetto di criptomoneta che vorrebbe lanciare il governo estone. Per comprendere al meglio di cosa si tratta occorre fare un piccolo passo indietro. Residenza digitale &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lestonia-sfida-mario-draghi-lanceremo-criptomoneta.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="960" height="540" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/bitcoin-3024279_960_720.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/bitcoin-3024279_960_720.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/bitcoin-3024279_960_720-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/bitcoin-3024279_960_720-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/bitcoin-3024279_960_720-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p><p>È in arrivo una criptomoneta anche dall’Estonia. Dopo il lancio di “el Petro” da parte del governo venezuelano di <strong>Nicolas Maduro</strong> potrebbe<a href="https://www.reuters.com/article/us-bitcoin-estonia-estcoin/estonias-tech-guru-outlines-ideas-for-digital-estcoin-idUSKBN1ED1E6"> essere arrivata</a> l’ora dell’Estcoin. Così si chiama il progetto di <strong>criptomoneta</strong> che vorrebbe lanciare il governo estone. Per comprendere al meglio di cosa si tratta occorre fare un piccolo passo indietro.</p>
<p>Residenza digitale e criptomoneta, questi i piani dell&#8217;Estonia</p>
<p>Introduciamo dunque la figura di Kaspar Korjus, direttore responsabile del programma governativo e-Residency. Lanciato nel 2014 l’e-Residency aveva, e ha, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.affaritaliani.it/affari-europei/estcoin-dopo-bitcoin-estonia-si-fa-la-sua-criptovaluta-515853.html?refresh_ce">lo scopo</a> di creare una sorta di “<strong>cittadinanza digitale</strong>”. Si tratta nello specifico di dare la possibilità a persone, anche non residenti in Estonia, di ottenere il permesso, rigorosamente online, di avviare un impresa sul territorio estone. Anche i conti bancari e i pagamenti relativi all’attività possono così essere gestiti sempre sulla stessa piattaforma senza la presenza fisica della persona. Un’identità digitale funzionale per attrarre investitori.</p>
<p>La novità è però un’altra. Sempre all’interno dello stesso programma, Korjus avrebbe avuto l’idea di lanciare una criptomoneta, l’Estcoin, che possa avere diverse funzioni all’interno della piattaforma digitale. Tutto è basato sulla fiducia. Fin dalla possibile emissione, <a href="http://it.blastingnews.com/economia/2018/01/la-digitalizzazione-delleconomia-e-residency-e-estcoin-002261787.html">denominata </a>ICO (Initial Coin Offering), la criptomoneta dovrebbe essere “accettata” a livello fiduciario dai potenziali investitori. Se infatti gli investitori decidono di “credere” nella potenzialità della criptomoneta allora inizieranno a comprarla. I soldi investiti nell’Estcoin servirebbero così per finanziare lo stesso progetto e-Residency.</p>
<p>C&#8217;è solo la fiducia alla base degli Estcoin</p>
<p>Una volta superato il primo step di fiducia il solo possesso di Estcoin diventerebbe a quel punto una garanzia fiduciaria per gli utenti della piattaforma. Proviamo a immaginare due imprenditori di e-Residency che devono firmare un contratto sulla stessa piattaforma. Se tutti e due i soggetti sono possessori di Estcoin vuol dire che ci sarà maggiore impegno da parte di entrambi nel rimanere all’interno dei confini, digitali, della piattaforma e quindi rispettare il contratto sottoscritto. Ancora una volta tutto si basa sulla fiducia.</p>
<p>C’è poi la possibilità che questa criptomoneta <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.milanofinanza.it/news-preview/tallinn-tira-dritto-l-estcoin-si-fara-201712191954482595">venga agganciata</a> al valore dell’euro, mantenendo così un tasso di cambio fisso senza senza le oscillazioni del mercato. Questo renderebbe gli Estcoin completamente diversi dal più conosciuto bitcoin. Quest’ultimo infatti ha potuto quintuplicare il proprio valore rispetto alle monete circolanti senza restrizione alcuna.</p>
<p>Il timore da parte della Banca Centrale europea</p>
<p>Immediata è stata però la levata di scudi da parte della Banca centrale europea e di <strong>Mario Draghi</strong>. &#8220;Nessun Paese può introdurre una propria moneta: la moneta dell&#8217;eurozona è l&#8217;euro&#8221;, <a href="https://www.milanofinanza.it/news-preview/tallinn-tira-dritto-l-estcoin-si-fara-201712191954482595">ha dichiarato</a> l’ex governatore della Banca d’Italia. Le due parti vanno così muro contro muro, ove Mario Draghi sostiene la violazione dei trattati europei, mentre da parte estone si dichiara completa innocenza. Diventa di difficile comprensione legislativa questa materia delle criptomonete. È infatti imprecis parlare di “propria moneta” nel caso dell’Estcoin, giacché il valore di quest’ultimo è identico all’euro e la stessa criptomoneta non può essere impiegata come mezzo di scambio nell’economia reale.</p>
<p>Si tratterebbe quindi di un semplice cambio di nome che però nulla toglierebbe al monopolio dell’euro e della Banca Centrale europea enll’economia. Da dove arriva dunque la preoccupazione di Mario Draghi? Sono due gli aspetti da tenere in considerazione. Da una parte il lancio dell’Estcoin sarebbe un segnale positivo per tutti i sostenitori della criptomoneta e del sistema blockchain. La decisione estone potrebbe essere seguita da altri Stati con alcuni rischi. E se uno Stato decidesse di lasciare fluttuare il valore della criptomoneta? E se un altro Stato decidesse di autorizzare il pagamento di beni reali con la criptomoneta? Sarebbe un duro colpo per il sistema di emissione retto dalle banche centrali come abbiamo finora conosciuto e dunque un duro colpo per Mario Draghi e la Bce.</p>
<p>In gioco le sorti dell&#8217;intero sistema economico mondiale</p>
<p>C’è poi un altro aspetto, più sottile, che sicuramente ha allarmato Mario Draghi. Il fenomeno della criptomoneta potrebbe far crollare l’intero meccanismo fiduciario su cui si sta progressivamente basando il denaro in generale. La smaterializzazione della moneta e lo scollamento tra essa e i beni reali hanno trasformato le economie contemporanee in semplici “aspettative” sul futuro. Alcune delle più devastanti crisi economiche recenti non sono state causate da guerre o carestie, ma da repentini crolli della fiducia rispetto a un determinato valore di mercato e quindi della moneta. L’idea che da semplici algoritmi si possa creare ricchezza potrebbe così far traballare un già fragile sistema economico, basato più sulla fiducia che su beni reali. L’Estcoin è dunque il bivio per il futuro dell’economia contemporanea. </p>
<p></p>
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		<title>Un criptorublo per la nuova Russia di Putin</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/un-criptorublo-la-nuova-russia-putin.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jan 2018 13:06:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Bitcoin]]></category>
		<category><![CDATA[Blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[el petro]]></category>
		<category><![CDATA[Mosca]]></category>
		<category><![CDATA[Sanzioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1078" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/ruble-2896789_1920.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/ruble-2896789_1920.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/ruble-2896789_1920-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/ruble-2896789_1920-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/ruble-2896789_1920-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/ruble-2896789_1920-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una notizia che aleggiava nell’aria da tempo sembra ora essere confermata, Putin vuole una criptomoneta per la sua Russia. Diverse testate riportano come sia arrivato il via libera definitivo da parte di Vladimir Putin per avviare un progetto preliminare che possa portare alla creazione di una criptomoneta gestita dall’autorità statale russa. La criptomoneta in grado &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/un-criptorublo-la-nuova-russia-putin.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1078" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/ruble-2896789_1920.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/ruble-2896789_1920.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/ruble-2896789_1920-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/ruble-2896789_1920-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/ruble-2896789_1920-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/ruble-2896789_1920-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Una notizia che aleggiava nell’aria da tempo sembra ora essere confermata, Putin vuole una criptomoneta per la sua Russia. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2018-01-02/putin-studia-criptorublo-aggirare-sanzioni-occidentali-074404.shtml?uuid=AE0UasZD&amp;refresh_ce=1">Diverse</a> testate riportano come sia arrivato il via libera definitivo da parte di <strong>Vladimir Putin</strong> per avviare un progetto preliminare che possa portare alla creazione di una criptomoneta gestita dall’autorità statale russa.</p>
<p>La criptomoneta in grado di aggirare le sanzioni</p>
<p>A convincere Putin, come riportato dal<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2018-01-02/putin-studia-criptorublo-aggirare-sanzioni-occidentali-074404.shtml?uuid=AE0UasZD&amp;refresh_ce=1"> Sole24Ore</a>, sarebbe stato il suo consulente economico <strong>Sergei Glazev</strong> che avrebbe esposto al presidente russo tutti i vantaggi rispetto all’adozione di una simile valuta. In particolare sarebbe in gioco la possibilità di aggirare le sanzioni imposte dal mondo occidentale. Vediamo però nello specifico in cosa consisterebbe questo nuovo criptorublo. Su <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/criptovalute-banche-centrali/">questo portale</a> si è più volte descritto il funzionamento del sistema blockchain che sta alla base delle criptomonete. Per ricapitolare in breve tutte queste valute, bitcoin ethereum ecc., sono prodotte attraverso un sistema denominato “mining” (“estrazione”).</p>
<p></p>
<p>Si tratta di un complicato processo di calcoli algoritmici effettuato da più computer che muovono le criptomonete estratte all’interno di un sistema peer 2 peer, ovver quello che sta alla base di una normale condivisione di file. La blockchain, che è il nome tecnico di questo sistema in grado di racchiudere le criptovalute, è in sostanza un collettore di dati in grado di registrare immediatamente qualsiasi tipo di transazione.</p>
<p>Il nuovo rublo non è una criptomoneta vera e propria</p>
<p>Le criptomonete hanno dunque due caratteristiche fondamentali: non sono emesse da un’autorità centrale ed esistono in un numero finito. Ora nel caso specifico della Russia si è parlato della creazione di un criptorublo gestito dall’autorità centrale. Vi è dunque un’importante differenza tecnica tra le criptomonete attualmente in circolazione, e lo stesso sistema blockchain, rispetto al progetto di Vladimir Putin. Il criptorublo sembra così l’equivalente del progetto “el Petro” <a href="http://www.occhidellaguerra.it/el-petro-la-nuova-moneta-digitale-salvare-nicolas-maduro/">annunciato </a>lo scorso mese da Nicolas Maduro. In entrambi i casi si tratterebbe infatti di una valuta digitale parallela alla valuta di Stato.</p>
<p></p>
<p>A confermare ciò vi sono le stesse dichiarazioni del consulente economico di Putin, Sergei Glazev, che <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2018-01-02/putin-studia-criptorublo-aggirare-sanzioni-occidentali-074404.shtml?uuid=AE0UasZD&amp;refresh_ce=1">ha detto </a>come la criptomoneta sarebbe in realtà “lo stesso rublo, ma con una circolazione limitata”. Rimangono dunque da chiarire alcuni aspetti tecnici riguardo l’eventuale introduzione del criptorublo. Per esempio non si sa come possa essere strutturata una blockchain sotto la giursdizione di una banca centrale e non si ancora se il valore del criptorublo potrà essere agganciato al rublo oppure a una qualche risorsa naturale (in Venezuela “el Petro” è legato alle risorse naturali).</p>
<p>Il criptorublo serve per eliminare le altre criptovalute</p>
<p>Se da una parte è ancora difficile dare un quadro descrittivo completo del criptorublo (la stessa parola cripto a questo punto risulta fuorviante) è invece più semplice comprenderne gli obiettivi. Innanzitutto vi è l’impellenza russa di riuscire ad aggirare le sanzioni occidentali e la creazione di un sistema valutario alternativo al rublo potrebbe essere una strada percorribile per ripristinare un livello di scambi internazionali soddisfacente per il Cremlino.</p>
<p></p>
<p>C’è poi un altro disegno tracciato dal Presidente russo. Lo scorso ottobre Putin <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://sputniknews.com/science/201710161058281052-russia-cryptocurrency-cryptoruble-virtual/">aveva espresso</a> la sua profonda preoccupazione circa l’esplosione delle criptomonete. Un sistema che poneva dei “seri rischi” e coinvolgeva “individui in attività illegali”, aveva detto Putin. Il criptorublo sarebbe così la risposta di Mosca per porre un freno a questa diffusione a macchia d’olio delle criptomonete. Il Ministro delle Comunicazioni, Nikolay Nikiforov, ha poi <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://formiche.net/2017/11/11/putin-bitcoin-criptorublo/">dichiarato</a> espressamente che una volta creato il criptorublo, automaticamente tutte le altre criptovalute saranno vietate. Mentre è stato poi Dmitri Medvedev, Primo Ministro russo, a <a href="http://formiche.net/2017/11/11/putin-bitcoin-criptorublo/">parlare</a> della necessità di una “sovranità digitale” russa.</p>
<p>D’altronde in Russia il bitcoin ha raggiunto una popolarità anche maggiore che in occidente e il rischio di una bolla speculativa potrebbe danneggiare tutti gli investitori russi che hanno creduto finora nelle criptomonete. Il rublo digitale sarebbe dunque la risposta di Putin per tutelare gli investitori russi e per ridare slancio al commercio internazionale di Mosca. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/un-criptorublo-la-nuova-russia-putin.html">Un criptorublo per la nuova Russia di Putin</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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