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	<title>Blackwater Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 13 Feb 2026 09:20:24 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Blackwater Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Erik Prince e la crisi di Haiti: quando la sicurezza nazionale diventa un affare privato</title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/erik-prince-e-la-crisi-di-haiti-quando-la-sicurezza-nazionale-diventa-un-affare-privato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2025 10:10:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Blackwater]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="457" height="305" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/haiti.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Haiti" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/haiti.jpg 457w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/haiti-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 457px) 100vw, 457px" /></p>
<p>Erik Prince, "re" dei mercenari, sotto contratto per garantire la sicurezza a Haiti. Ma i suoi obiettivi sono più ambiziosi... </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/erik-prince-e-la-crisi-di-haiti-quando-la-sicurezza-nazionale-diventa-un-affare-privato.html">Erik Prince e la crisi di Haiti: quando la sicurezza nazionale diventa un affare privato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="457" height="305" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/haiti.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Haiti" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/haiti.jpg 457w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/haiti-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 457px) 100vw, 457px" /></p>
<p>Dopo decenni di instabilità e una serie di colpi di Stato inframmezzati da un fragile processo di costruzione dell’alternativa democratica, la situazione ad Haiti sembra ormai disperata. Nel 2021 il presidente<strong> Jovenel Moïse</strong> è stato ucciso in un raid da uomini armati nella sua residenza privata di Pétion-Ville, un sobborgo della capitale Port-au-Prince. Dalla morte di Moïse, il Paese è amministrato da un Consiglio Presidenziale di Transizione, una sorta di governo provvisorio che dovrebbe traghettare <strong><a href="https://it.insideover.com/storia/haiti-prima-nazione-nera-libera-della-storia-soffocata-in-culla-dallavidita-della-francia.html">Haiti verso le elezioni del 2026.</a></strong> Tuttavia, l’ultimo dei presidenti ad interim nominati dal consiglio, Alix Didier Fils-Aimé, si trova a dover fronteggiare <a href="https://www.amnesty.org/fr/location/americas/central-america-and-the-caribbean/haiti/report-haiti/">una situazione disastrosa</a>: sull’isola mancano i beni primari essenziali, scarseggiano le medicine, oltre un milione di sfollati – su 12 milioni di haitiani – vivono in rifugi di fortuna e <strong>le organizzazioni criminali <a href="https://www.cbsnews.com/news/haiti-massacre-cite-soleil-port-au-prince-gang-violence-un-death-toll/">controllano</a> vaste porzioni del Paese,</strong> fra cui pare ci sia tra l’80% e il 100% del territorio della capitale.</p>



<p>Per contrastare il predominio delle bande criminali, con uno stato al collasso e una polizia male equipaggiata e ormai a ranghi ridotti, il presidente di Haiti Alix Didier Fils-Aimé avrebbe dunque deciso di stringere un accordo commerciale che prevederebbe la cessione della gestione della sicurezza nazionale a<strong> Erik Prince</strong>, un imprenditore statunitense che dal 1996 si occupa di arruolare mercenari per metterli al servizio del miglior offerente. Negli anni Novanta Erik Prince, ex marine, ha fondato la Blackwater, una compagnia privata nota per <a href="https://www.nytimes.com/2010/10/24/world/middleeast/24contractors.html?_r=1&amp;hp">le violenze</a> perpetrate ai danni della popolazione civile durante la guerra in Iraq. A partire dal 2003 la compagnia ha ricevuto <a href="https://www.nytimes.com/2007/10/03/opinion/03iht-edblack.1.7733227.html">una commessa</a> calcolata fra i 320 milioni e il miliardo di dollari per proteggere i principali leader della coalizione militare a guida statunitense presente in Iraq. </p>



<p>Siamo a conoscenza di almeno <a href="https://www.nytimes.com/2007/11/14/world/middleeast/14blackwater.html">un massacro di civili</a> perpetrato dalla compagnia il 16 settembre 2007 a Baghdad, in Piazza Nisour, quando i mercenari aprirono il fuoco sulla folla, <a href="https://www.theguardian.com/world/2012/jun/05/blackwater-guards-lose-appeal-iraq-shooting">uccidendo 17 persone</a> e ferendone almeno altre 20. Quattro mercenari condannati negli Stati Uniti per questo massacro hanno ricevuto <a href="https://www.nytimes.com/2020/12/23/world/middleeast/blackwater-trump-pardon.html">la grazia</a> da Donald Trump al termine del suo primo mandato, nel dicembre 2020. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I contratti di Blackwater</h2>



<p><a href="https://www.vanityfair.com/news/2010/01/blackwater-201001?currentPage=1">I contatti</a> di Erik Prince con l’apparato statale statunitense e con il presidente Donald Trump sono stretti e acclarati. Dal 2001 al 2010, la Central Intelligence Agency (CIA) <a href="https://www.nytimes.com/2007/10/03/opinion/03iht-edblack.1.7733227.html">ha assegnato</a> fino a 600 milioni di dollari in contratti top-secret alla Blackwater e alle sue società affiliate. <strong>La compagnia è diventata la più grande delle tre società di sicurezza private del Dipartimento di Stato,</strong> fornendo 987 guardie per ambasciate e basi all&#8217;estero. Erik Prince ha fatto addirittura costruire un poligono di tiro nella sua proprietà rurale in Virginia per utilizzarlo come centro di addestramento vicino alla sede della CIA a Langley, Virginia. Inoltre, Prince ha ricevuto un certo accesso alla figura del presidente Trump durante il suo primo mandato, essendo il fratello di Betsy DeVos, ministra dell’istruzione fra il 2017 e il 2021, e ha finanziato la campagna elettorale di Donald Trump nel 2016 con <a href="https://www.cbsnews.com/news/report-trump-donor-blackwater-founder-erik-prince-in-secret-meeting-with-russian-close-to-putin/">una donazione</a> privata di 200mila dollari (se consideriamo tutta la famiglia di Prince, la donazione arriva a 10 milioni). </p>



<p>Più di recente, Prince <a href="https://www.nytimes.com/2020/03/07/us/politics/erik-prince-project-veritas.html">è stato accusato</a> dal New York Times di aver reclutato ex agenti dei servizi segreti per infiltrare «le campagne elettorali dei Democratici al Congresso, le organizzazioni sindacali e altri gruppi considerati ostili all&#8217;agenda di Trump». Nel 2025, secondo la rivista Politico, Prince <a href="https://www.politico.com/news/2025/02/25/documents-military-contractors-mass-deportations-022648">avrebbe presentato</a> a Trump un piano per la deportazione di massa dei migranti gestito da società private. </p>



<p>Dopo la fine delle guerre in Iraq e Afghanistan, i reclutatori di mercenari come Prince hanno visto prosciugarsi le entrate in Asia e ora cercano nuovi mercati in America Latina. Prince avrebbe così ricevuto – <a href="https://www.reuters.com/world/americas/blackwater-founder-help-ecuador-do-what-it-takes-gangs-minister-says-2025-03-14/">secondo alcune fonti</a> &#8211; delle commesse dal nuovo presidente dell’Ecuador, il conservatore <strong>Daniel Noboa</strong>, per gestire la lotta al narcotraffico nel Paese, e starebbe formando una compagnia mercenaria per intervenire ad Haiti contro le bande criminali attive sull’isola. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le uccisioni con i droni</h2>



<p>Non è chiaro quale sia il coinvolgimento del Governo statunitense in questa operazione. Ufficialmente non esiste un impegno diretto dell’amministrazione Trump nella formazione di questa compagnia mercenaria ad Haiti. Tuttavia, Rod Joseph, veterano haitiano-americano e titolare di una compagnia di addestramento militare in Florida, <a href="https://www.nytimes.com/2025/05/28/us/haiti-erik-prince-blackwater-gangs.html">ha dichiarato</a> di essere stato contattato da Prince per fornire personale per questa operazione. Inizialmente gli era stato detto che l’operazione si sarebbe svolta sotto la direzione del governo statunitense, ma poi<strong> con il procedere delle trattative è diventata una missione ad ingaggio diretto del governo haitiano</strong>, senza mediazione statunitense. In realtà, Joseph ha espresso preoccupazione per la<strong> mancanza di supervisione USA</strong>. «Se si tratta di un incarico del governo, almeno significa che la compagnia deve rispondere al Congresso. Se è un contratto in proprio, non deve spiegazioni a nessuno». </p>



<p>Prince gli ha recentemente chiesto una lista di veterani da inviare, ma Joseph ha rifiutato poiché si è ritrovato senza garanzie precise sul tipo di missione che sarebbe stata portata avanti da Prince. Joseph ha anche sottolineato che affidarsi a contractor, specie se a farlo sono governi deboli come quello di Haiti, non rafforza le forze locali, ma sostituisce ad esse le attività di agenzie private che non si occupano di sviluppare le competenze in materia di sicurezza delle forze militari e civili locali. In effetti, <strong>in alcuni casi ad Haiti i mercenari hanno più che altro contribuito a generare il caos</strong>: ad esempio, un gruppo di colombiani reclutati da una compagnia statunitense <a href="https://apnews.com/article/haiti-presidential-assassination-moise-colombian-mercenaries-15546fb463ac121b10bbbe74a1acd151">è stato accusato</a> di aver partecipato all’uccisione del presidente Jovenel Moïse nel 2021. </p>



<p>Questo sembra vero ancora oggi. Da marzo scorso agiscono infatti diversi contractor sull’isola, che per lo più contrastano le attività delle bande criminali attraverso l’utilizzo di droni. In realtà, ad oggi non sono stati ancora annunciati arresti o morti di criminali di rilievo. Invece, secondo l’attivista per i diritti umani <strong>Pierre Esperance</strong>, i morti civili a causa dei droni sarebbero almeno 200. Tuttavia, la disperazione ad Haiti è tale che qualsiasi aiuto è benvenuto, anche se questo comporta l’uccisione di civili o il controllo, da parte di una agenzia privata straniera, di porzioni di territorio e di servizi essenziali: una fonte vicina a Prince ha dichiarato infatti che il suo obiettivo sarebbe espandere le attività ad Haiti fino a includere la gestione di dogane, trasporti e riscossione delle imposte, settori in crisi per via della corruzione dilagante e per il disfacimento della burocrazia statale. </p>



<p>Sembra che questo sarà davvero l’esito più probabile della missione dei contractors statunitensi: «le porte sono aperte» <a href="https://www.gazettehaiti.com/node/12261">ha dichiarato</a> Alfred Métellus, ministro haitiano dell’Economia, al giornale <em>Le Nouvelliste</em>. «Tutte le possibilità devono essere considerate. Oggi noi cerchiamo tutti gli haitiani, tutti gli stranieri con esperienza in questo settore che vogliano sostenerci, che vogliano sostenere la polizia e l’esercito, per sbloccare la situazione».</p>
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		<title>Dall&#8217;Iraq alle miniere del Congo, torna in scena Erik Prince il &#8220;re&#8221; dei mercenari</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/dalliraq-alle-miniere-del-congo-torna-in-scena-erik-prince-il-re-dei-mercenari.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Apr 2025 12:07:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Blackwater]]></category>
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<p>I fornitori di "sicurezza privata" come Prince diventano facilitatori della nuova politica estera, basata su controllo delle risorse.</p>
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<p>Non si è mai davvero ritirato, <strong>Erik Prince.</strong> L’ex fondatore di Blackwater, società militare privata simbolo della privatizzazione della guerra nell’era post-11 settembre, torna oggi nel cuore dell’Africa, in un Congo devastato da decenni di conflitti ma più che mai crocevia di interessi globali. Se ieri guidava eserciti-ombra per conto del Pentagono, oggi si presenta con un altro volto: quello del mediatore d’affari, del garante della “sicurezza estrattiva”.</p>



<p>Secondo un’esclusiva Reuters, Prince avrebbe sottoscritto un accordo con il Governo della <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/ogni-ipotesi-di-pace-passa-dal-qatar-anche-i-destini-del-dialogo-tra-ruanda-e-congo.html">Repubblica Democratica del Congo (RDC) </a></strong>per mettere “in sicurezza” – e tassare – il settore minerario congolese, con particolare attenzione ai cosiddetti <em>métaux critiques</em>: coltan, cobalto, tungsteno, rame, tantalio. Minerali che costituiscono la spina dorsale della transizione energetica globale, dai veicoli elettrici all’intelligenza artificiale, dalle turbine militari alle batterie al litio.</p>



<p>Il piano non è nato ieri. <strong>Prince opera da anni in Africa, sotto traccia, attraverso società di facciata e joint venture con imprenditori locali e cinesi.</strong> Ma oggi il suo ritorno coincide con uno scenario mutato: l’Est del Congo è di nuovo in fiamme. A gennaio, i ribelli del M23 – gruppo armato appoggiato dal Rwanda – hanno preso Goma e Bukavu, due centri nevralgici del commercio minerario congolese. Il vuoto di potere è colmato dal capitale mercenario.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un patto minerario con sfondo militare</h2>



<p>Non è un caso che tutto avvenga ora, sotto il secondo mandato di Donald Trump. La RDC, Paese fragile ma strategico, ha proposto a Washington un baratto brutale: accesso privilegiato ai metalli in cambio di assistenza nella sicurezza. Non attraverso la diplomazia tradizionale, ma tramite “forze di stabilizzazione private”. <strong>In altre parole, Erik Prince e i suoi.</strong></p>



<p>L’obiettivo è duplice:<strong><a href="https://it.insideover.com/economia/la-guerra-delle-terre-rare-della-cina-la-risposta-asimmetrica-ai-dazi-usa.html"> garantire una filiera mineraria non contaminata dall’influenza cinese</a></strong>, e proteggere le rotte logistiche attraverso il Katanga e il Kivu. Gli Stati Uniti non si fidano più delle missioni ONU, delle ONG né degli eserciti africani. E allora delegano ai contractor, con modalità che ricordano da vicino le operazioni parallele della CIA degli anni Ottanta in Centro America.</p>



<p>Dietro la cortina dell’efficienza privata si cela un progetto ideologico: blindare l’approvvigionamento delle materie prime per la supremazia tecnologica americana. Il Congo diventa laboratorio di un nuovo tipo di geopolitica: quella dove la sicurezza è outsourcing e la sovranità è negoziabile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cobalto e coltan: minerali del futuro, sistemi del passato</h2>



<p>Nel 2024, secondo l’US Geological Survey, il Congo ha prodotto più di 220.000 tonnellate di cobalto, mantenendosi leader mondiale. Ma il dato più inquietante è che fornisce anche il 70% del tantalo mondiale, derivato dal coltan. Minerale nero, denso, poco visibile ma onnipresente: nei satelliti, nei computer quantistici, nelle bombe a guida laser.</p>



<p>Dietro le cifre, la realtà è brutale. <strong>Milioni di congolesi vivono nelle regioni estrattive come nel Medioevo.</strong> Ragazzini che scavano a mani nude, senza maschere né protezioni. Miniere artigianali gestite da signori della guerra, racket locali e caporali corrotti. Le ONG denunciano da anni il lavoro forzato minorile, gli incidenti letali, la collusione fra milizie e multinazionali. Erik Prince promette “legalità”. Ma cosa significa legalizzare un saccheggio? Imporre l’ordine del più forte, sotto l’ombrello della diplomazia commerciale USA?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il volto sporco della politica estera americana</h2>



<p>Prince è una figura paradigmatica. Blackwater – poi rinominata Xe Services, poi Academi – è diventata il simbolo della guerra privatizzata.<strong> I suoi uomini sono stati condannati per crimini di guerra in Iraq.</strong> Trump li ha graziati. È un’ideologia, non una svista: il potere senza responsabilità, la forza senza regole.</p>



<p>Questa filosofia torna oggi in Africa. Non per esportare la democrazia, ma per sigillare accordi commerciali. <strong>I nuovi trattati si scrivono con la penna dell’ingegneria militare</strong> e la firma dei fondi sovrani. La “sicurezza” non è più un fine, ma un prodotto da vendere. E il Congo è il banco di prova.</p>



<p>Il Congo è oggi la perfetta allegoria del caos globale regolato: ricco, instabile, indebolito dallo scontro tra potenze. <strong>Da una parte la Cina</strong>, che attraverso consorzi pubblico-privati controlla buona parte delle miniere. <strong>Dall’altra l’Occidente</strong>, che tenta la rimonta puntando sull’expertise dei contractor. In mezzo, l’Unione Europea, che crede ancora nei corridoi verdi via Kigali, sperando che bastino a ridurre la sua dipendenza. Ma i numeri non mentono: il Congo non è padrone delle sue ricchezze. È terreno di conquista. Un far west minerario dove si contratta in dollari, si combatte con kalashnikov, e si firma con penne Montblanc.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando lo sviluppo diventa l’altro nome del saccheggio</h2>



<p>Erik Prince non è un semplice uomo d’affari. È l’icona di un sistema che fonde impresa, guerra e diplomazia in un’unica architettura. Il suo ritorno in Congo è una dichiarazione politica: gli USA sono pronti a difendere i propri interessi strategici senza mediazioni. Chi controlla i metalli, controlla il futuro.</p>



<p>Ma a che prezzo? Il sangue dei minatori congolesi continuerà a scorrere sotto i chip dei nostri smartphone. La domanda non è se Prince porterà ordine. Ma quale tipo di ordine, e per chi.</p>
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		<title>Le mani della Blackwater sull&#8217;Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/le-mani-della-blackwater-sull-ucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jul 2021 16:17:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Blackwater]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/guerra-ucraina-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/guerra-ucraina-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/guerra-ucraina-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/guerra-ucraina-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/guerra-ucraina-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/guerra-ucraina-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/guerra-ucraina-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Ucraina, questo luogo che la storia ha investito dell&#8217;onere-onore di essere tutto e il contrario di tutto – da culla del mondo russo (Русский мир) ad appendice della Sublime Porta –, da sette anni è la vena scoperta del Vecchio Continente, la linea di faglia tra Occidente e Oriente lungo la quale scorrono fiumi di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/le-mani-della-blackwater-sull-ucraina.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/guerra-ucraina-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/guerra-ucraina-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/guerra-ucraina-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/guerra-ucraina-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/guerra-ucraina-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/guerra-ucraina-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/guerra-ucraina-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;<strong>Ucraina</strong>, questo luogo che la storia ha investito dell&#8217;onere-onore di essere tutto e il contrario di tutto – da culla del mondo russo (<em>Русский мир</em>) ad appendice della Sublime Porta –, da sette anni è <em>la</em> vena scoperta del Vecchio Continente, la linea di faglia tra Occidente e Oriente lungo la quale scorrono fiumi di sangue e sulla quale i due blocchi scaricano le tensioni accumulate altrove.</p>
<p>Strappata alla casa madre da Euromaidan, <em style="font-size: 1rem;">casus belli</em><span style="font-size: 1rem;"> della <a href="https://it.insideover.com/politica/russia-e-stati-uniti-una-guerra-fredda-infinita.html">nuova guerra fredda tra Russia e Occidente</a> e </span><em style="font-size: 1rem;">casus foederis</em><span style="font-size: 1rem;"> dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/politica/russia-e-cina-alle-origini-dell-intesa-cordiale-del-21esimo-secolo.html">intesa cordiale fra l&#8217;Orso e il Dragone</a>, l&#8217;Ucraina del 2021 è un membro mancato dell&#8217;<strong>Alleanza Atlantica</strong> – <a href="https://it.insideover.com/politica/putin-biden-e-l-ombra-di-delcasse.html">perché il processo di adesione è stato congelato a tempo indefinito dall&#8217;amministrazione Biden per esigenze tattiche, ovvero la pace fredda con la Russia</a> – ed un giocattolo già logoro per i Grandi dell&#8217;Unione Europea – la <strong>Germania</strong>, ad esempio, sembra esclusivamente interessata ad ipotecare il controllo di terreni e imprese nel nome di un <i>Ostsiedlung</i> 2.0 – la cui voglia di rivalsa la sta conducendo a siglare dei patti di ferro con chiunque voglia e/o possa offrirle amicizia e denaro.</span></p>
<p>Bistrattata dall&#8217;Europa che conta e costretta al basso profilo dagli <strong>Stati Uniti</strong>, l&#8217;Ucraina dell&#8217;era Zelensky ha ridotto i rischi dell&#8217;isolamento ripiegando<a href="https://it.insideover.com/difesa/lasse-tra-turchia-e-ucraina-si-fa-sempre-piu-solido.html"> sulla Turchia</a> <span style="font-size: 1rem;">– dalla quale sta ricevendo <a href="https://it.insideover.com/politica/lindustria-della-difesa-turca-alla-conquista-dellucraina.html">supporto concreto e multiforme</a> –, sull&#8217;<strong>alleanza Visegrad</strong> e sulla <strong>Romania</strong>, nonché su partenariati insospettabili con i giganti dell&#8217;Asia, ovvero <a href="https://it.insideover.com/economia/le-mani-della-cina-su-unazienda-aerospaziale-ucraina.html">Cina</a> e <a href="https://it.insideover.com/politica/lasse-invisibile-tra-india-e-ucraina.html">India</a>. </span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Le sterminate risorse dello storico granaio d&#8217;Europa, però, non stanno attraendo soltanto l&#8217;attenzione degli attori statuali. No. Perché qualcun&#8217;altro starebbe bramando all&#8217;ombra della competizione tra grandi potenze, sognando di capitalizzare economicamente il malcontento dei figli del Dnipro, mettendo le mani su infrastrutture, arsenali e uomini in armi: la <strong>Academi</strong> di <strong>Erik Prince</strong>.</span></p>
<h2>L&#8217;indiscrezione del Time</h2>
<p>Il mese di luglio si è aperto<a href="https://time.com/6076035/erik-prince-ukraine-private-army/"> con un&#8217;indiscrezione-bomba del <em>Time</em></a>. Il prestigioso settimanale sarebbe venuto in possesso di informazioni relative ad un maxi-piano di espansione in Ucraina dell&#8217;Academi, la più nota compagnia militare privata degli Stati Uniti, altresì nota al volgo con il suo nome di battesimo poi caduto in disuso: <strong>Blackwater</strong>.</p>
<p>Secondo quanto riferito dal <em>Time</em>, Prince, il fondatore della compagnia, negli scorsi mesi avrebbe avuto degli incontri di alto livello a Kiev, avvenuti al riparo da telecamere e occhi indiscreti. Incontri da inquadrare nel contesto di un&#8217;agenda formulata nel giugno 2020 e che sarebbero stati organizzati allo scopo di persuadere il complesso militare-industriale a benedire un piano di acquisizioni e fusioni che, secondo le stime dell&#8217;Academi, potrebbe fruttare almeno dieci miliardi di dollari.</p>
<p>Dieci miliardi che i magnati ucraini e la dinastia Prince potrebbero guadagnare rispettando una tabella di marcia, concepita dall&#8217;Academi, comprendente rilevamenti di impianti produttivi dell&#8217;aeronautica, costruzione di stabilimenti adibiti alla fabbricazione su larga scala di munizioni e, ultimo ma non meno importante, nascita di un consorzio aerospaziale in grado di competere con Boeing e Airbus. Rilevamenti, costruzioni e fusioni che, naturalmente, avrebbero luogo in quella prateria sconfinata che è l&#8217;Ucraina, un mercato aperto al miglior offerente: che sia europeo o che sia asiatico, che sia uno Stato o che sia un ricchissimo e ambizioso privato.</p>
<p>Prince, ad ogni modo, non avrebbe proposto solamente rilevamenti di impianti e fusioni interaziendali ai padrini del complesso militare-industriale ucraino. Presumibilmente agente su mandato dell&#8217;amministrazione Trump, il re del nuovo mercenario avrebbe presentato un&#8217;offerta per<strong> Motor Sich</strong> <span style="font-size: 1rem;">– il gigante della motoristica aerea su cui grava l&#8217;ombra dei cinesi dell&#8217;AECC – ed esposto dei piani per la realizzazione di un maxi-esercito privato composto da veterani del Donbass e per l&#8217;espansione dell&#8217;Academi nella formazione dell&#8217;intelligence ucraina.</span></p>
<h2>Il futuro del piano</h2>
<p style="text-align: left;">Un piano sul punto di essere accettato, quello di Prince, anche grazie all&#8217;intercessione presso la presidenza Zelensky dell&#8217;imprenditore <strong>Andriy Artemenko</strong> e del parlamentare <strong>Andriy Derkach</strong>, ma che, poi, sarebbe entrato nel limbo con il ritorno del Partito Democratico alla Casa Bianca. Perché i Prince sono una famiglia storicamente legata ai Repubblicani, dei quali hanno appoggiato le campagne elettorali e le guerre <span style="font-size: 1rem;">– noto è il coinvolgimento della Blackwater in <strong>Iraq</strong> e <strong>Afghanistan</strong> ai primordi della Guerra al Terrore –, indi (teoricamente) invisa a <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html">Joe Biden</a> e al suo <em>entourage</em>.</span></p>
<p>Le fonti che hanno informato il Time ne sono certe: se Trump avesse ottenuto un secondo mandato, Prince avrebbe traslato in realtà buona parte dei progetti negoziati nel corso dei lunghi mesi di difficili trattative. Con l&#8217;arrivo di Biden allo Studio Ovale, però, le cose sono cambiate: l&#8217;imprenditore deve e dovrà fronteggiare sia le diffidenze dei consiglieri del nuovo re sia il cambio di rotta dall&#8217;alto in materia di gestione del fascicolo ucraino.</p>
<p>Gli eventi recenti, comunque, sembrano suggerire che la blackwaterizzazione del complesso militare-industriale ucraino, più che seppellita, potrebbe essere stata semplicemente ritardata e/o ridimensionata. Perché Prince, nonostante il credo repubblicano, è e resta un imprenditore che fa gli interessi degli Stati Uniti. Perché Prince, degradato dall&#8217;amministrazione Bush dopo una serie di scandali in Iraq, era rinato a nuova vita grazie alle commesse ricevute dalle due presidenze Obama. E perché Prince è, al momento, uno dei pochi avventuristi a stelle e strisce in grado di controbilanciare efficacemente la crescente influenza della Cina nel complesso militare-industriale dell&#8217;Ucraina, la nazione che <em>non</em> può essere ceduta all&#8217;Oriente.</p>
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		<title>Erik Prince, così è risorto il fondatore di Blackwater</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/erik-prince-cosi-e-risorto-il-fondatore-di-blackwater.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Apr 2019 15:51:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Blackwater]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1620" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9452567-1620x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9452567-1620x1080.jpg 1620w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9452567-1620x1080-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9452567-1620x1080-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9452567-1620x1080-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1620px) 100vw, 1620px" /></p>
<p>Erik Prince è tornato. Come spiega in un lungo articolo la testata americana di giornalismo investigativo The Intercept, l’ex ufficiale delle forze speciali Usa e fondatore di Blackwater, ora a capo di quella che è probabilmente la compagnia di sicurezza privata più nota al mondo, la Academi, ha sfruttato l’elezione di Donald Trump per tornare a essere potente e molto influente &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/erik-prince-cosi-e-risorto-il-fondatore-di-blackwater.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1620" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9452567-1620x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9452567-1620x1080.jpg 1620w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9452567-1620x1080-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9452567-1620x1080-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9452567-1620x1080-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1620px) 100vw, 1620px" /></p><p>Erik Prince è tornato. Come spiega in un lungo articolo la testata americana di giornalismo investigativo The Intercept, l’ex ufficiale delle forze speciali Usa e fondatore di Blackwater, ora a capo di quella che è probabilmente la compagnia di sicurezza privata più nota al mondo, la Academi, ha sfruttato l’elezione di Donald Trump per tornare a essere potente e molto influente a Washington, dopo essere rimasto lontano dai riflettori un po’ di tempo.</p>
<p>L’ex ufficiale delle forze speciali americane, infatti, doveva rifarsi un po’ l’immagine dopo che, nell’ottobre 2014 , quattro ex guardie di sicurezza della compagnia privata Blackwater furono condannate per il loro ruolo in una sparatoria verificatasi nel 2007 a Nisour Square, a Baghdad, che ha segnato uno degli episodi più violenti nella guerra in Iraq. Una giuria del Tribunale distrettuale federale, infatti,  rilevò che la morte di 17 iracheni nella sparatoria fu un vero e proprio massacro perpetuato dalla compagnia privata di Prince.</p>
<p>L’ultimissima e controversa proposta pubblica del Ceo di Academi sul Venezuela dimostra ora tutto il suo attivismo, cresciuto esponenzialmente negli ultimi tre anni.</p>
<h2>Il ritorno di Erik Prince, fondatore di Blackwater</h2>
<p>L’incontro chiave che ha rilanciato davvero il peso e l’influenza di Erik Prince si è svolto nel gennaio 2017 presso il lussuoso Four Seasons Resort delle Seychelles: un meeting organizzato dallo sceicco Mohammed bin Zayed, Principe ereditario e ministro della difesa di Abu Dhabi. Zayed convocò un gruppo di stretti familiari e consulenti nel lussuoso resort dell’Oceano Indiano in previsione dell’imminente insediamento di Donald Trump. Un nuovo presidente americano poteva significare nuove opportunità per la minuscola nazione del Golfo di esercitare la sua influenza militare nella regione e oltre.</p>
<p>Prince è una vecchia conoscenza di bin Zayed e degli Emirati. Come racconta il New York Times, venduta la Blackwater nel 2010, l’ex ufficiale fondò un’altra agenzia, la Frontier Services Group, e si trasferì negli Emirati come consulente per la sicurezza, creando un battaglione di soldati stranieri al servizio del principe ereditario.</p>
<p>Secondo The Intercept, come importante sostenitore di Trump e stretto collaboratore di Steve Bannon,  Prince fu invitato all’incontro organizzato dallo sceicco come consigliere non ufficiale dell’amministrazione che si stava per insediare. L’ex ufficiale Usa, peraltro, è il fratello di Elizabeth Dee “Betsy” Prince, coniugata DeVos (Betsy DeVos), attuale Segretario dell’Istruzione dell’amministrazione Trump.</p>
<h2>Il legame fra Prince e Steve Bannon</h2>
<p>Erik Prince ha un forte legame con l’ex chief strategist del Presidente Donald Trump, Steve Bannon. Come racconta The Intercept, le elezioni presidenziali del 2016 e l’ascesa di Donald Trump hanno permesso a Prince una riabilitazione su larga scala dopo gli orrori della guerra in Iraq. Dopo che Trump conquistò la nomination repubblicana, Erik Prince confidò ai suoi contatti e collaboratori che se il tycoon avesse vinto, sarebbe diventato Segretario alla difesa.</p>
<p>Durante la campagna elettorale, Prince consolidò il suo legame con Bannon, apparendo nel suo programma radiofonico su Breitbart  meno di un mese prima che il futuro stratega si unisse formalmente alla campagna di Trump. Quattro giorni prima delle elezioni del 2016, Prince partecipò a un comizio di Steve Bannon, accusando l’amministrazione Obama di aver insabbiato un’indagine riguardante Hillary Clinton “con metodi stalinisti”.</p>
<h2>La proposta di “privatizzare” la guerra in Afghanistan</h2>
<p>Non è affatto un caso, dunque, se dopo l’elezione di Donald Trump il fondatore di Blackwater sia apparso spesso sui media con diverse proposte che riguardano i conflitti in cui gli Stati Uniti sono coinvolti – come, per esempio, l’idea di “privatizzare” la guerra in Afghanistan.</p>
<p>L’ex ufficiale delle forze speciali Usa è fermamente convinto che aumentare le truppe in Afghanistan sia la cosa peggiore che gli alleati degli Stati Uniti possano fare. Meglio lasciare spazio, a suo dire, alle compagnie private di mercenari. “Rafforzare una strategia fallimentare – qualcosa che non ha funzionato in passato e non funzionerà in futuro – avrà un costo inutile di vite umane” ha spiegato in una rara intervista concessa al giornale inglese The Independent.</p>
<p>Un piano già presentato alla Casa Bianca e che a suo tempo ricevette il sostegno di Steve Bannon, allora stratega capo del presidente Trump e di suo genero Jared Kushner. Non ottenne però il consenso dei membri più anziani dell’amministrazione americana: quello dell’ex Segretario di stato Rex Tillerson – soprattutto – e dell’ex consigliere per la sicurezza nazionale McMaster.</p>
<h2>Il ruolo misterioso di Prince nell’amministrazione Trump</h2>
<p>Non è la prima volta che Prince viene associato a Trump. Come ha raccontato su Gli Occhi della Guerra , un ex ufficiale americano, rimasto anonimo, avrebbe riferito all’Intercept  che Prince stesse in quel momento facendo da consulente alla nuova presidenza. Addirittura lo stesso Prince avrebbe avuto voce in capitolo nella scelta dei Segretari di Stato e alla Difesa.</p>
<p>Secondo la testata americana ci sarebbero stati altri indizi che confermerebbero la vicinanza di Prince all’amministrazione Trump. Durante la maratona delle elezioni, infatti, l’ultima moglie di Erik Prince, tale Stacey De Luke, avrebbe postato una foto scattata all’interno del quartier generale della campagna di The Donald.</p>
<p>L’ex ufficiale delle forze speciali Usa è un personaggio assai controverso e che divide molto. Secondo The Intercept,  l’Fbi sta attualmente esaminando il lavoro di Prince al Frontier Services Group, mentre altri tre Comitati del Congresso stanno indagando su di lui e sui suoi presunti rapporti con l’intelligence cinese.</p>
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		<title>Ecco il piano per &#8220;privatizzare&#8221; la guerra in Afghanistan</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-piano-per-privatizzare-la-guerra-in-afghanistan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jul 2018 07:45:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Blackwater]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Afghanistan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="4000" height="2664" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/APERTURA_AFGHANISTAN.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/APERTURA_AFGHANISTAN.jpg 4000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/APERTURA_AFGHANISTAN-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/APERTURA_AFGHANISTAN-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/APERTURA_AFGHANISTAN-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 4000px) 100vw, 4000px" /></p>
<p>“Privatizzare” la guerra in Afghanistan. È l’idea di Erik Prince, già fondatore di Blackwater, ora a capo di quella che è probabilmente la compagnia di sicurezza privata più nota al mondo, la Academi. L’ex ufficiale delle forze speciali Usa è fermamente convinto che aumentare le truppe in Afghanistan sia la cosa peggiore che gli alleati &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-piano-per-privatizzare-la-guerra-in-afghanistan.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="4000" height="2664" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/APERTURA_AFGHANISTAN.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/APERTURA_AFGHANISTAN.jpg 4000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/APERTURA_AFGHANISTAN-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/APERTURA_AFGHANISTAN-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/APERTURA_AFGHANISTAN-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 4000px) 100vw, 4000px" /></p><p>“Privatizzare” la guerra in Afghanistan. <strong>È l’idea di Erik Prince</strong>, già fondatore di Blackwater, ora a capo di quella che è probabilmente la compagnia di sicurezza privata più nota al mondo, la <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.academi.com/">Academi</a>. L’ex ufficiale delle forze speciali Usa è fermamente convinto che aumentare le truppe in Afghanistan sia la cosa peggiore che gli alleati degli Stati Uniti possano fare. Meglio lasciare spazio, a suo dire, alle compagnie private di mercenari. “Rafforzare una strategia fallimentare &#8211; qualcosa che non ha funzionato in passato e non funzionerà in futuro &#8211; avrà un costo inutile di vite umane” spiega in una rara intervista concessa al <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.independent.co.uk/news/world/asia/afghanistan-war-privatised-blackwater-founder-erik-prince-interview-a8440781.html">giornale inglese <em>The Independent</em></a>. “Quello che il Presidente Trump dovrebbe davvero dire alla Nato è che non ha senso inviare più truppe. Durante la sua campagna elettorale, il signor Trump ha giustamente condannato le <strong>dispendiose guerre americane all&#8217;estero</strong>, quindi che senso ha continuare ad aumentare le truppe in Afghanistan?”.</p>
<p>“Gli Usa spendono 76 miliardi ogni anno in Afghanistan”</p>
<p>Prince analizza i costi spropositati dell’impegno militare in Afghanistan. “L&#8217;amministrazione americana <strong>spende 76 miliardi di dollari l&#8217;anno in Afghanistan</strong> &#8211; penso molto di più di quanto il governo di Sua Maestà nel Regno Unito stia spendendo nel suo intero bilancio della difesa” afferma il fondatore di Blackwater. &#8220;Quello che sto proponendo costerà una frazione di quella enorme cifra. Salverà anche molte vite tra le forze armate americane e degli altri alleati “. Ciò che Prince sta proponendo, osserva l’<em>Independent</em>, è quello di &#8220;privatizzare la guerra&#8221;: una strategia che lui chiama &#8220;razionalizzazione e ristrutturazione”.</p>
<p></p>
<p>Un piano già presentato alla Casa Bianca e che a suo tempo <strong>ricevette il sostegno di Steve Bannon,</strong> allora stratega capo del presidente Trump e di suo genero Jared Kushner. Non ottenne però il consenso dei membri più anziani dell’amministrazione americana: quello dell’ex Segretario di stato Rex Tillerson &#8211; soprattutto &#8211; e dell’ex consigliere per la sicurezza nazionale McMaster. E anche il Segretario della difesa James Mattis espresse forti dubbi su questo progetto presentato da Prince. Ora che Tillerson e il generale McMaster non ci sono più e al loro posto ci sono rispettivamente Mike Pompeo e John Bolton, l’idea dell’ex ufficiale americano potrebbe essere presa nuovamente in seria considerazione.</p>
<p>Il piano di Erik Prince per l’Afghanistan</p>
<p>Erik Prince prevede di mettere in campo appaltatori privati ​​armati, composti in gran parte da <strong>ex membri delle forze occidentali</strong>, a supporto delle truppe afgane e dell’aviazione. &#8220;L&#8217;Air Force afgana ha iniziato a essere addestrata dagli Stati Uniti solo nel 2007 e c&#8217;è molto da fare. Nel frattempo, ha bisogno di ottenere tutto il supporto possibile” sottolinea. La proposta del capo di Academi è tuttavia abbastanza controversa se si pensa al passato di Blackwater. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.nytimes.com/2014/10/23/us/blackwater-verdict.html">Come riporta il <em>New York Times</em></a>, nell’ottobre 2014 quattro ex guardie di sicurezza della compagnia privata furono condannate e imprigionate per il loro ruolo in una sparatoria verificatasi nel 2007 a Nisour Square, a Baghdad, che ha segnato<strong> uno degli episodi più violenti nella guerra in Iraq</strong>. Una giuria del Tribunale distrettuale federale rilevò che la morte di 17 iracheni nella sparatoria fu un vero e proprio massacro perpetuato dalla compagnia privata di Prince. </p>
<p>Il disastro afgano</p>
<p>La guerra in Afghanistan, iniziata il 7 ottobre 2001, ha portato alla <strong>morte di 2.400 soldati statunitensi</strong> e di migliaia di feriti. A cosa è servito quel sacrificio? <a href="https://foreignpolicy.com/2018/07/09/it-still-doesnt-get-worse-than-afghanistan/">Come sottolinea su <em>Foreign Policy</em></a> il politologo americano Stephen M. Walt sostanzialmente a nulla: “Oggi i talebani controllano più territorio di quando sono stati estromessi dal potere. Il numero delle vittime civili &#8211; sottolinea &#8211; ha raggiunto il picco nel 2017 e si mantiene su un ritmo simile quest&#8217;anno, e il numero di attacchi ribelli all&#8217;anno è aumentato costantemente. Anche la produzione di oppio è al massimo storico, nonostante i miliardi di dollari che gli Stati Uniti hanno speso per vari piani di eradicazione. Il governo afgano rimane <strong>irrimediabilmente corrotto</strong>, diviso internamente e inefficace”.</p>
<p>Perché gli Stati Uniti hanno fallito? Soprattutto perché il compito che si erano prefissati era davvero difficile. Tentare di <strong>esportare una democrazia liberale </strong>in una società come quella afgana è stato un azzardo che ancora oggi si paga a caro prezzo. E la soluzione sembra essere ancora molto lontana.</p>
<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-piano-per-privatizzare-la-guerra-in-afghanistan.html">Ecco il piano per &#8220;privatizzare&#8221; la guerra in Afghanistan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;arma segreta di Donald Trump  per arginare il Deep State</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/larma-segreta-donald-trump-arginare-deep-state.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Dec 2017 23:56:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Blackwater]]></category>
		<category><![CDATA[Deep State]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/OLYCOM_20171205193430_25170074.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/OLYCOM_20171205193430_25170074.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/OLYCOM_20171205193430_25170074-300x216.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/OLYCOM_20171205193430_25170074-768x553.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/OLYCOM_20171205193430_25170074-1024x737.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Donald Trump e il Deep State, una storia lunga quanto la presidenza del tycoon. Fin dal suo insediamento alla Casa Bianca infatti The Donald ha dovuto confrontarsi con il cosiddetto “apparato”, meglio conosciuto come Deep State. Si tratta di un complicato intreccio di relazioni personali e di gruppo che comprende in profondità persone che occupano &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/larma-segreta-donald-trump-arginare-deep-state.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/larma-segreta-donald-trump-arginare-deep-state.html">L&#8217;arma segreta di Donald Trump  per arginare il Deep State</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/OLYCOM_20171205193430_25170074.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/OLYCOM_20171205193430_25170074.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/OLYCOM_20171205193430_25170074-300x216.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/OLYCOM_20171205193430_25170074-768x553.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/OLYCOM_20171205193430_25170074-1024x737.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p><strong>Donald Trump</strong> e il <strong>Deep State</strong>, una storia lunga quanto la presidenza del tycoon. Fin dal suo insediamento alla Casa Bianca infatti The Donald ha dovuto confrontarsi con il cosiddetto “apparato”, meglio conosciuto come Deep State. Si tratta di un complicato intreccio di relazioni personali e di gruppo che comprende in profondità persone che occupano posizioni di rilievo in ambito politico, militare e burocratico.</p>
<p>Un vero e proprio Stato Profondo che mira all’auto conservazione e che dunque non gradisce eventuali uscite fuori dagli schemi, come la presidenza Trump avrebbe fatto presagire. Così il <strong>Russiagate</strong> potrebbe essere stato uno strumento funzionale al Deep State per impedire un’apertura di Trump alla Russia di Vladimir Putin.</p>
<p>Allo stesso modo lo zampino del Deep State potrebbe aver agito nel valzer di nomine che ha coinvolto lo staff presidenziale. Dall’improvviso allontanamento di<strong> Michael Flynn</strong> passando per il licenziamento di <strong>Steve Bannon</strong> fino al recente possibile avvicendamento tra <strong>Rex Tillerson</strong> e <strong>Mike Pompeo</strong>. Tutto ciò potrebbe essere stato pensato e pianificato sotto l’occhio vigile del Deep State.</p>
<p>Lo squadrone di Trump contro lo Stato Profondo</p>
<p>Tuttavia la presidenza Trump potrebbe non gradire questa continua influenza che mira in qualche modo a tarpare le ali delle iniziative governative. Il portale d’informazione investigativa <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://theintercept.com/2017/12/04/trump-white-house-weighing-plans-for-private-spies-to-counter-deep-state-enemies/">The Intercept</a>, quello che fece lo scoop su <strong>Edward Snowden</strong>, è uscito con un pezzo dal titolo “Trump sta pensando di organizzare una rete di <strong>spie private</strong> per contrastare i nemici dello Stato Profondo”. All’interno dell’articolo i giornalisti investigativi ci rivelano quello che sembra essere un vero e proprio scoop.</p>
<p>La notizia giunge da fonti vicine all’intelligence americana rimaste ovviamente anonime. Secondo questi “insider” sarebbero tre i nomi dietro al piano di The Donald per contrastare lo Stato Profondo. Erik Prince, John Maguire e Oliver North. Andiamo con ordine. Sui presunti contatti tra Erik Prince e l’amministrazione Trump si era già scritto su <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/un-mercenario-fianco-trump/">questo portale</a>. In seguito si è poi scoperto che la sorella di Erik Prince, Betsy DeVos, è stata <a href="https://theintercept.com/2017/12/04/trump-white-house-weighing-plans-for-private-spies-to-counter-deep-state-enemies/">nominata </a>direttamente da Trump come Segretaria all’Educazione. Inoltre sempre Prince sarebbe stato il principale finanziatore della campagna elettorale del tycoon oltre che quella di Mike Pence. Qualche legame tra Donald Trump e Prince sembra dunque esserci.</p>
<p>Ex militari e contractors con il compito di riferire direttamente a Mike Pompeo</p>
<p>Erik Prince avrebbe avuto così il compito dalla presidenza di mettere in piedi un network di spie pronte ad agire nei Paesi considerati più a rischio per gli Stati Uniti. <strong>Corea del Nord</strong> e <strong>Iran</strong> su tutti. Prince si sarebbe dunque avvalso dell’aiuto prezioso di un suo amico ed ex collaboratore, John Maguire. Su questo personaggio si conosce poco se non che fa parte dell’<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.amyntorgroup.net/">Amyntor Group</a>, un’altra compagnia di contractors, proprio come la <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.academi.com/">Blackwater</a> di Prince. Maguire e Prince avrebbero infatti avuto più occasioni di collaborazione considerato che i due operano nello stesso settore.</p>
<p>A completare lo squadrone speciale di 007 ci sarebbe poi Oliver North, ex militare americano noto alla cronaca per essere stato processato nell’ambito dello scandalo Iran-Contras. North fu condannato in appello e poi assolto. A questi tre ambigui personaggi è così affidato il compito di costruire un team in grado di rispondere direttamente a Mike Pompeo, attuale vertice della Cia. In sostanza tutto l’apparato dell’intelligence che opera al di fuori dei confini americani potrebbe essere bypassato. “Pompeo non può fare affidamento sulla burocrazia della CIA, così dobbiamo creare questa cosa per poter riportare direttamente a lui”, ha dichiarato la fonte anonima interpellata da <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://theintercept.com/2017/12/04/trump-white-house-weighing-plans-for-private-spies-to-counter-deep-state-enemies/">The Intercept</a>.</p>
<p>Erik Prince, una scheggia impazzita</p>
<p>C’è ora da capire se questa mossa azzardata di Donald Trump non possa alla fine ritorcersi contro. Erik Prince è infatti una personalità più che controversa come testimonia la sua storia. Recentemente Prince ha letteralmente comprato il consenso del governo somalo per l’utilizzo dei porti dell’area del Golfo di Aden. E lì infatti che avviene il traffico di armi gestito con tutta probabilità dallo stesso Prince, come riportato da <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://primavera-africana.blogautore.repubblica.it/2017/12/03/ce-erik-prince-dietro-il-conflitto-stato-regioni-in-somalia/">Repubblica</a></em>. Si tratta dunque di un personaggio che agisce quasi unicamente per il tornaconto personale e che ha già rischiato di mettere nei guai un’amministrazione presidenziale, quella di Bush jr. quando in Iraq la sua Blackwater si rese protagonista di <a href="https://www.theguardian.com/us-news/2015/apr/13/former-blackwater-guards-sentencing-baghdad-massacre">violazioni</a> dei diritti umani. La nuova sfida di Donald Trump sarà dunque quella si saper controllare una mina vagante come Prince. </p>
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		<title>&#8220;Prigionieri torturati da mercenari&#8221;:  la dura accusa all&#8217;Arabia Saudita</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/prigionieri-torturati-mercenari-la-dura-accusa-allarabia-saudita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Nov 2017 08:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Blackwater]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1005" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171110122847_24934684-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171110122847_24934684-1.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171110122847_24934684-1-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171110122847_24934684-1-768x515.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171110122847_24934684-1-1024x686.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>A inizio novembre, l&#8217;Arabia Saudita ha arrestato 11 principi, quattro ministri e decine di ex ministri: un&#8217;iniziativa portata avanti da Mohammed bin Salman al fine di consolidare il potere del controverso principe ereditario. Una mossa a sorpresa &#8211; scattata nel giro di poche ore dalla nomina di una speciale commissione anti-corruzione guidata proprio dal nuovo uomo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/prigionieri-torturati-mercenari-la-dura-accusa-allarabia-saudita.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1005" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171110122847_24934684-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171110122847_24934684-1.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171110122847_24934684-1-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171110122847_24934684-1-768x515.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171110122847_24934684-1-1024x686.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>A inizio novembre, l&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong> ha arrestato 11 principi, quattro ministri e decine di ex ministri: un&#8217;iniziativa portata avanti da <strong>Mohammed bin Salman</strong> al fine di consolidare il potere del controverso principe ereditario. Una mossa a sorpresa &#8211; scattata nel giro di poche ore dalla nomina di una speciale commissione anti-corruzione guidata proprio dal nuovo uomo forte di Riyad per prevenire e scongiurare qualsiasi tentativo di colpo di Stato. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.dailymail.co.uk/news/article-5108651/American-mercenaries-torturing-Saudi-princes.html">Dal <em>Daily Mail</em></a> arrivano ora delle durissime accuse sulle condizioni delle persone incarcerate nelle scorse settimane.  Secondo una fonte citata dal tabloid britannico, i principi sauditi e gli uomini d&#8217;affari arrestati all&#8217;inizio di novembre per corruzione sarebbero stati appesi a testa in giù e selvaggiamente picchiati da alcuni mercenari statunitensi pagati da <strong>Riyad</strong>.</p>
<p>Coinvolti mercenari stranieri </p>
<p>“Vengono torturati, schiaffeggiati, insultati. Vogliono distruggerli”, ha dichiarato la fonte al giornale inglese. Secondo il <em>Daily Mail</em>, l&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong> si sarebbe rivolta all&#8217;esercito di mercenari più famoso del mondo, la <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.businessinsider.com/erik-prince-bio-photos-blackwater-spy-navy-seal-steve-bannon-senate-2017-10?IR=T">Academi (ex Blackwater)</a>. La compagnia militare privata fondata da <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/un-mercenario-fianco-trump/">Erik Prince nel 1997</a>, è divenuta famosa per esser stata coinvolta in diversi fatti di sangue nelle guerre in Iraq e in Afghanistan. Secondo la fonte, le torture sarebbero state eseguite proprio dai membri di questa controversa società che oggi lavorerebbe per conto del principe ereditario saudita. Dal canto suo, la stessa <strong>Academi</strong> nega fortemente di essere presente in Arabia Saudita e afferma di non essere minimamente coinvolta in queste presunte torture operate dai mercenari. </p>
<p></p>
<p>Potrebbe essere vero. Tuttavia, è un fatto ben documentato che <strong>Erik Prince</strong>, dopo aver venduto Blackwater, si è <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.nytimes.com/2010/08/18/world/18blackwater.html">trasferito ad Abu Dhabi nel 2011</a> dove ha contribuito a creare una forza mercenaria straniera (principalmente colombiana e sudafricana) di 800 uomini per il principe ereditario di Abu Dhabi, lo sceicco Mohammed bin Zayed Al Nahyan. Da allora Prince si è trasferito nuovamente e ha fondato la <strong>Frontier Services Group</strong>, una società quotata a Hong Kong che fornisce servizi di logistica e sicurezza per molte imprese cinesi. L&#8217;esercito di mercenari che ha fondato negli Emirati, tuttavia, è stato schierato nello Yemen, dove combatte fianco a fianco con le truppe saudite contro i ribelli Houthi sostenuti da Teheran. </p>
<p>Gravi accuse contro Riyad e il principe bin Salman</p>
<p>Sempre secondo la fonte, il principe ereditario saudita avrebbe confiscato oltre <strong>194 miliardi di dollari</strong> dai conti bancari e sequestrato tutti i beni degli arrestati. <strong>Bin Salman</strong> avrebbe deciso di affidarsi a dei mercenari perché non si fiderebbe ciecamente delle sue forze di sicurezza: “Tutte le guardie in carica sono della sicurezza privata perché bin Salman non vuole ufficiali sauditi che hanno servito quei detenuti per tutta la vita”, spiega la fonte, che ha chiesto di rimanere anonima per ragioni di sicurezza. “Fuori dagli hotel dove sono stati rinchiusi i prigionieri, ci sono i veicoli blindati delle forze speciali saudite. Ma è una copertura, si tratta di una compagnia di sicurezza privata”. Lo stesso principe ereditario avrebbe partecipato ad alcuni degli interrogatori: “Parla molto bene durante gli interrogatori. Poi lascia la stanza e i mercenari entrano. I prigionieri vengono schiaffeggiati, insultati, appesi, torturati”, rivela la fonte al <em>Daily Mail</em>.</p>
<p>I prigionieri hanno richiesto cure mediche</p>
<p><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.atimes.com/article/mbss-supreme-anti-corruption-committee-torturing-ritz-detainees/">Anche <em>Asia Times</em></a>, autorevole testata con sede a Hong Kong, confermando l&#8217;indiscrezione del tabloid, scrive: “Tra le persone picchiate e torturate e ricoverate in ospedale il 6 novembre, secondo nostre fonti &#8211; sottolinea Uwe Parpart &#8211; c&#8217;era il principe <strong>Mutaib bin Abdullah</strong>, figlio del defunto re Abdullah e deposto comandante della SANG (Guardia nazionale araba saudita). Il controllo incrociato di alcuni rapporti e la verifica indipendente con le fonti diplomatiche offre ormai un alto grado di sicurezza rispetto al fatto che le torture sono state compiute per estorcere ammissioni di colpevolezza e soldi”. A conferma di ciò, secondo quanto riportato dal <em><a href="https://www.nytimes.com/2017/11/14/world/middleeast/saudi-arabia-mohammed-bin-salman.html">New York Times</a></em>, infatti, ben 17 detenuti avrebbero richiesto cure mediche nelle scorse settimane. Sarebbe questo l&#8217;Islam moderato di cui parla<strong> bin Salman</strong>?</p>
<p>Qualora tali gravissimi fatti si dimostrassero veri e trovassero ulteriori riscontri, confermerebbero che l&#8217;annunciata svolta &#8220;moderata&#8221; di Riyad è solamente un&#8217;operazione di marketing &#8211; più che un mutamento profondo e radicato del regno saudita. Il fondamentalismo wahabita è ancora realtà e questo non può essere dimenticato. </p>
<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/prigionieri-torturati-mercenari-la-dura-accusa-allarabia-saudita.html">&#8220;Prigionieri torturati da mercenari&#8221;:  la dura accusa all&#8217;Arabia Saudita</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;ascesa dei contractors americani Perché contano sempre di più</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/lascesa-dei-contractors-nella-politica-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Oct 2017 13:05:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Blackwater]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="900" height="500" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/58ac3953c36188d74d8b4633.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/58ac3953c36188d74d8b4633.jpg 900w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/58ac3953c36188d74d8b4633-300x167.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/58ac3953c36188d74d8b4633-768x427.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></p>
<p>Il peso dei mercenari (o dei contractors) all’interno degli apparati di sicurezza degli Stati Uniti è in rapida ascesa. L’amministrazione Trump ha avviato da tempo dei contatti sempre più forti con le società nordamericane che si occupano di questo settore e la Academi di Erik Prince, quella che prima era nota come Blackwater, sta diventando &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/lascesa-dei-contractors-nella-politica-usa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lascesa-dei-contractors-nella-politica-usa.html">L&#8217;ascesa dei contractors americani Perché contano sempre di più</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="900" height="500" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/58ac3953c36188d74d8b4633.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/58ac3953c36188d74d8b4633.jpg 900w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/58ac3953c36188d74d8b4633-300x167.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/58ac3953c36188d74d8b4633-768x427.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></p><p>Il peso dei mercenari (o dei contractors) all’interno degli apparati di sicurezza degli Stati Uniti è in rapida ascesa. L’amministrazione Trump ha avviato da tempo dei contatti sempre più forti con le società nordamericane che si occupano di questo settore e la Academi di Erik Prince, quella che prima era nota come Blackwater, sta diventando ormai parte integrante dei piani strategici del Pentagono e degli alleati americani. Una prova, in questo senso, può essere fornita dalla<a href="http://www.occhidellaguerra.it/mercenari-della-blackwater-pronti-invadere-qatar/"> notizia che gli Emirati Arabi Uniti </a>avessero già pronte decine di migliaia di contractors per invadere il Qatar nel periodo di maggiore tensione fra blocco saudita e Doha. E un’altra prova, sempre nella direzione del coinvolgimento dei mercenari all’interno dei piani militari degli Stati Uniti, fu quella delle notizie filtrate da molte fonti vicine alla Casa Bianca che avevano scoperto un progetto del presidente Trump di usare i miliziani privati per rinfoltire le forze Usa in Afghanistan senza inviare nuove migliaia di soldati delle forze armate americane. Il fondatore dell’ex Blackwater fece pressioni su Trump per riuscire a strappare un contratto milionario per inviare i suoi soldati sul territorio afghano e sembra che per molto tempo il presidente e il suo entourage (non i militari, questo è certo) abbiano riflettuto seriamente sulla possibilità di “appaltare” la guerra. E questa possibilità di inviare contractors invece di soldati dell’esercito sembra essere ancora un obiettivo del capo di Academi, Erik Prince, che in un’intervista rilasciata alla Cnn ha dichiarato di ritenere un errore la scelta del presidente perché si sarebbe ripetuto quanto già accaduto con Obama.</p>
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<p>Quello che è certo è che mai come prima il presidente di una società di contractors ha iniziato a essere considerato un interlocutore pubblico dell’amministrazione statunitense e non solo. Fino a pochi anni fa era difficile vedere un presidente di una milizia privata coinvolto in dichiarazioni pubbliche o interviste, o addirittura in una possibile corsa a un posto da senatore. Oggi invece sembra quasi assodato che esista un sistema privato parallelo alle forze armate da coinvolgere in una guerra o in uno scenario di crisi. L’ultima azione, in ordine di tempo, è quella che Trump ha richiesto all’Academi sul fronte della sicurezza dell’isola di Porto Rico. <a href="http://nypost.com/2017/10/16/private-security-mercenaries-are-now-moving-into-puerto-rico/">Da quanto confermato al <em>New York Post</em></a> da Paul Donahue, CEO di Constellis che è la società madre di Academi, ci sarebbero già cinque richieste d’intervento nell’isola devastata dall’uragano Maria. Una di queste richieste proviene dal Federal Protective Services, che è parte integrante del Department of Homeland Security, ovvero il dipartimento per la Sicurezza interna. In particolare si richiederebbero servizi inerenti la protezione dei generi di prima necessità e per la sicurezza del trasporto di carburante e acqua, elementi fondamentali per la ripresa di ogni attività nell’isola.</p>
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<p>Questa richiesta d’intervento di una compagnia privata per una catastrofe naturale può esser eletta come un altro indizio della crescente domanda di servizi, anche in ambito pubblico, di una società privata di contractors. Società che, fra l’altro, ha un legame molto solido con l’amministrazione Trump. Il fondatore di Blackwater (ora Academi) è, infatti, il fratello del segretario all’Educazione, Betsy DeVos, ed ha collaborato come consulente informale con la Casa Bianca. Il suo ingresso nel circuito delle consulenze si deve in particolare alla mano di Steve Bannon, quando era ancora a capo della strategia della presidenza Trump. L’idea di Bannon era quella di costruire una sorta di società parallela a quella dei burocrati Usa e del cosiddetto deep-State, e un personaggio come Prince poteva rappresentare un contrappeso alle pressioni del Pentagono. Pressioni che poi sono diventate certezza dal momento che oggi Donald Trump ha come consulenti principali della propria politica estera e nazionale tre generali, ovvero John F. Kelly, James Mattis e H. R. McMaster, mentre Bannon è stato silurato, e con lui i suoi propositi anti-establishment. Non è stato silurato però Prince, che evidentemente rappresenta ancora parte integrante dei piani di Trump, soprattutto per i lavori “sporchi” che il Pentagono vorrebbe evitare di svolgere. Ma tutto ha un prezzo, e quello di Prince, oltre al pagamento per i servizi resi dalla sua organizzazione, potrebbe essere una carica politica. Dopo aver paventato la possibilità di correre alla carica di senatore per il Michigan, adesso potrebbe invece aver puntato al posto da senatore del Wyoming. E <a href="http://www.washingtonexaminer.com/blackwater-founder-erik-prince-rules-out-senate-run-in-michigan-but-is-eyeing-wyoming/article/2637795">al <em>Washington Examiner</em></a>, ha detto anche qualcosa in più: vorrebbe il sostegno Usa nell’indipendenza dei curdi e una ridefinizione dei confini del Medio Oriente. Un’idea che qualcuno, nell’establishment Usa, da tempo sta prendendo sul serio.</p>
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		<title>I mercenari della Blackwater  erano pronti a invadere il Qatar</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/mercenari-della-blackwater-pronti-invadere-qatar.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Oct 2017 08:53:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Blackwater]]></category>
		<category><![CDATA[Contractors]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Yemen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1334" height="737" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/US_Navy_070907-N-6477M-113_A_U.S._Special_Forces_Soldier_conducts_rehearsal_training_and_pre-operation_conformation_on_the_MK_12_sniper_rifle.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/US_Navy_070907-N-6477M-113_A_U.S._Special_Forces_Soldier_conducts_rehearsal_training_and_pre-operation_conformation_on_the_MK_12_sniper_rifle.jpg 1334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/US_Navy_070907-N-6477M-113_A_U.S._Special_Forces_Soldier_conducts_rehearsal_training_and_pre-operation_conformation_on_the_MK_12_sniper_rifle-300x166.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/US_Navy_070907-N-6477M-113_A_U.S._Special_Forces_Soldier_conducts_rehearsal_training_and_pre-operation_conformation_on_the_MK_12_sniper_rifle-768x424.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/US_Navy_070907-N-6477M-113_A_U.S._Special_Forces_Soldier_conducts_rehearsal_training_and_pre-operation_conformation_on_the_MK_12_sniper_rifle-1024x566.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1334px) 100vw, 1334px" /></p>
<p>Secondo quanto rivelato dall’ex primo ministro del Qatar, Abdullah bin Hamad Al-Attiyah, al quotidiano spagnolo Abc, migliaia di mercenari appartenenti alla società nordamericana Academi (precedentemente nota come Blackwater), si sono addestrati nel territorio degli Emirati Arabi Uniti in vista di una possibile invasione del Qatar durante il periodo di maggior tensione fra Doha e gli &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/mercenari-della-blackwater-pronti-invadere-qatar.html">[...]</a></p>
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<p>Tornando al fatto che i mercenari dell’Academi fossero pronti a invadere il Qatar al soldo degli Emirati, questo fatto dimostra due cose: l’importanza degli Emirati Arabi Uniti nel blocco arabo contro Doha e la loro volontà di rovesciare l’emiro; ma soprattutto dimostra l’importanza crescente dei mercenari o contractors negli scenari di guerra contemporanei. Partendo dal primo punto, il governo di Abu Dhabi ha nel tempo costruito un esercito molto forte in grado di competere con tutti i rivali regionali. La “piccola Sparta”, come sono chiamati gli Emirati per via dell’intensa militarizzazione degli ultimi anni, aveva ed ha tutto l’interesse a rovesciare il potere costituito in Qatar in quanto primo rivale, insieme all’Arabia Saudita, per la leadership economica e politica della penisola arabica. Gli interessi degli Eau confliggono in molti campi con quelli del Qatar, dalle compagnie aeree, allo sport, agli interessi finanziari e commerciali, nonché in quelli politici di tutto lo scacchiere mediorientale. Detto questo, per iniziare una guerra serviva inevitabilmente l’approvazione da parte Usa, che non è arrivata.</p>
<p></p>
<p>Sotto il profilo dell’utilizzo dei contractors della Blackwater (ora Academi), è importante ricordare che la società nordamericana è già al servizio degli Emirati Arabi Uniti sul fronte yemenita. E proprio per questo motivo, molte fonti parlano di addestramento di migliaia di contractors &#8211; forse addirittura 15mila &#8211; nella base militare emiratina di Liwa, proprio per utilizzarli nella guerra in Yemen. Già nel 2015, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.nytimes.com/2015/11/26/world/middleeast/emirates-secretly-sends-colombian-mercenaries-to-fight-in-yemen.html">il <em>New York Times</em></a> rivelò che gli Eau avevano inviato in segreto in Yemen almeno 400 mercenari colombiani dell’allora Blackwater, e nel tempo hanno continuato ad avvalersi dei suoi servigi portando in guerra uomini provenienti da Colombia, Sudan, Sudafrica e di altre nazionalità, per la maggior parte addestrati da statunitensi, britannici e francesi. Negli ultimi mesi della guerra civile yemenita, i contractors della Academi hanno sofferto numerose perdite, più o meno ufficiali, che hanno costretto l’organizzazione a rivedere i suoi piani. Il governo di Abu Dhabi, consapevole delle difficoltà rinvenute nella guerra, pare che abbiano allora deciso di convogliare le forze dei mercenari non più sulla guerra contro i ribelli houti ma per rovesciare il governo del Qatar.</p>
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<p>La notizia sull’addestramento di migliaia di mercenari per invadere il Qatar mostra quanto stiano diventando fondamentali queste società di contractors nelle guerre contemporanee. Le monarchie del Golfo, grazie all’enorme quantità di denaro in loro possesso, li sfruttano per sopperire alla mancanza di uomini, visto il numero esiguo della loro popolazione, e per ottenere gente immediatamente pronta alla guerra e ben addestrata. Ma ultimamente, la loro importanza è cresciuta anche per eserciti nettamente superiori come quello della Russia e degli Stati Uniti. Il Cremlino ha da mesi inviato migliaia di contractors in Siria per controllare le zone di de-escalation, in particolare nel sud del Paese. Il confine siro-israeliano è presidiato anche da mercenari provenienti dalle regioni caucasiche al soldo di Mosca. Sul fronte statunitense, la Academi sta assumendo un ruolo di primo piano, e Trump aveva addirittura pensato di inviare mercenari e non soldati dell’esercito Usa per rinforzare il contingente in Afghanistan. E a conferma di questa crescita d’importanza dell’Academi è tutta sintetizzata nella figura del suo fondatore: Erik Prince. L’ideatore della Blackwater non è soltanto il fratello del segretario all’Educazione dell’amministrazione Trump, Betsy DeVos, ma è anche <a href="https://www.nytimes.com/2017/10/08/us/politics/erik-prince-blackwater-wyoming-senate.html">in corsa per un seggio al Senato</a> per lo Stato del Wyoming.</p>
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		<title>Un mercenario al fianco di Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/un-mercenario-fianco-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2017 08:41:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Blackwater]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="859" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/1280px-AWS_Casa-212_in_afghanistan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/1280px-AWS_Casa-212_in_afghanistan.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/1280px-AWS_Casa-212_in_afghanistan-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/1280px-AWS_Casa-212_in_afghanistan-768x515.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/1280px-AWS_Casa-212_in_afghanistan-1024x687.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Ci potrebbe essere l’influenza del mercenario più famoso d’America dietro la politica di Trump. Erik Prince, non tutti si ricorderanno chi sia costui. Prince fu il fondatore di BlackWater, oggi conosciuta con il nome di Academi, è una delle principali compagnie private militari americane. Venne ingaggiata dal governo americano per la prima volta nel 2003 &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/un-mercenario-fianco-trump.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="859" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/1280px-AWS_Casa-212_in_afghanistan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/1280px-AWS_Casa-212_in_afghanistan.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/1280px-AWS_Casa-212_in_afghanistan-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/1280px-AWS_Casa-212_in_afghanistan-768x515.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/1280px-AWS_Casa-212_in_afghanistan-1024x687.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p><p>Ci potrebbe essere l’influenza del mercenario più famoso d’America dietro la politica di Trump. <strong>Erik Prince</strong>, non tutti si ricorderanno chi sia costui. Prince fu il fondatore di <strong>BlackWater</strong>, oggi conosciuta con il nome di <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.academi.com/">Academi</a>, è una delle principali compagnie private militari americane. Venne ingaggiata dal governo americano per la prima volta nel 2003 con un contratto di <strong>21 milioni di dollari</strong>. L&#8217;obiettivo era quello di garantire la sicurezza di Paul Bremer, l’allora capo dell’Autorità Provvisoria di Coalizione in Iraq. L’azienda militare è stata maggiormente coinvolta nei teatri di Iraq e Afghanistan ed è tuttora al servizio del governo federale americano. Il suo ex Ceo, per l’appunto Erik Prince non ama definirsi mercenario. Come affermato durante un interrogatorio fattogli da una Commissione d’Inchiesta, preferiva definire sé stesso e i suoi “impiegati” come “leali americani”.Prince è in realtà da tempo uscito dalla scena politica statunitense. Questo a causa appunto della Commissione d’Inchiesta istituita dal Congresso federale per giudicare l’operato di BlackWater in Afghanistan e Iraq. In realtà la compagnia privata non ha mai subito una condanna penale dallo Stato americano proprio per le controversie legate alla sua natura privatistica. Tuttavia per “pulirne” l’immagine l’ex Ceo è stato allontanato dai riflettori per un po’ di tempo. Sembra ora che lo stesso Prince sia tornato a calcare il palcoscenico in concomitanza con l’insediamento di Donald Trump.Le mosse di Prince dietro TrumpLo riferisce la testata americana di giornalismo investigativo <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://theintercept.com/2017/01/17/notorious-mercenary-erik-prince-is-advising-trump-from-the-shadows/">The Intercept</a></em>. In un lungo articolo d’indagine comparso lo scorso 17 gennaio si delinea il ruolo che Erick Prince potrebbe avere alle spalle di Trump. Un ex ufficiale americano, rimasto anonimo, avrebbe riferito all’<em>Intercept</em>, che Prince starebbe facendo consulenze legate all’intelligence e alla difesa per la nuova presidenza. Addirittura lo stesso Prince avrebbe avuto voce in capitolo nella scelta dei Segretari di Stato e alla Difesa.Secondo la testata americana ci sarebbero poi altri indizi che confermerebbero la vicinanza di Prince alla nuova amministrazione. Durante la maratona delle elezioni infatti l’ultima moglie di Erik Prince, tale Stacey DeLuke, avrebbe postato una foto scattata all’interno del quartier generale della campagna di The Donald. Prince avrebbe poi più volte espresso la sua simpatia per Donald Trump. In particolare ne elogiava la volontà di distruggere il “terrorismo islamico fascista”. Proprio nell’ottica di vedere un nuovo nemico “fascista” sarebbe da interpretare il riavvicinamento alla Russia. Prince avrebbe infatti in mente un parallelo storico tra l’alleanza Roosvelt e Stalin contro Hitler e l’asse tra Trump e Putin contro Al Baghdadi. La figura di Erik Prince è tuttavia nebulosa e poco limpida, oltre ad essere imprevedibile.La collaborazione tra Prince e la CinaDopo l’abbandono del progetto BlackWater, Prince non ha infatti lasciato del tutto il settore della sicurezza privata. Ad oggi ha infatti il controllo del gruppo “<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.fsgroup.com/security.html">Hong Kong listed Frontier Services Group</a>”. Un servizio privato d’intelligence che, sempre secondo <em><a href="https://theintercept.com/2017/01/17/notorious-mercenary-erik-prince-is-advising-trump-from-the-shadows/">The Intercept</a></em>, lavorerebbe a stretto contatto con il governo cinese. L’obiettivo della collaborazione sembrerebbe quello di mettere in sicurezza la “nuova via della seta”. Il progetto commerciale lanciato dal Partito Comunista cinese. Il classico piede in due scarpe dunque. Sopratutto considerato l’attuale gelo calato nei rapporti tra Pechino e Washington.Un personaggio pericoloso?La pericolosità di un personaggio come Erik Prince si può riscontrare anche per le brutali azioni militari condotte in Medio Oriente. Le stesse che hanno portato lui e la sua compagnia di fronte ad una Commissione d’Inchiesta. Su tutte la<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.theguardian.com/us-news/2015/apr/13/former-blackwater-guards-sentencing-baghdad-massacre"> strage</a> perpetrata a Piazza Nisour a Baghdad, dove i contractors di BlackWater aprirono il fuoco sulla folla. Il risultato fu una strage di 17 civili iracheni. Se è vero che è necessaria un’azione di forze congiunte contro l’Isis, è altrettanto vero che gli Stati Uniti hanno ora bisogno di tutto fuorché di stragi inutili tra la popolazione civile in Medio Oriente. Queste infatti non possono far altro che alimentare il risentimento contro la presenza straniera. Il primo ingrediente per ritorsioni terroristiche. La presenza di Prince non è dunque da sottovalutare, perché potrebbe dare all’azione militare americana un’impronta esageratamente aggressiva. Non il massimo in vista di una possibile pacificazione mediorientale.</p>
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