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	<title>Bill and Melinda Gates Foundation Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Wed, 28 May 2025 08:32:08 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Bill and Melinda Gates Foundation Archives - InsideOver</title>
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		<title>GAVI sotto assedio: perché per gli Usa è un errore strategico depotenziare l&#8217;Alleanza per i vaccini</title>
		<link>https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/gavi-sotto-assedio-perche-per-gli-usa-e-un-errore-strategico-depotenziare-lalleanza-per-i-vaccini.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 May 2025 13:50:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Bill and Melinda Gates Foundation]]></category>
		<category><![CDATA[Ebola]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms)]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="612" height="389" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/istockphoto-518818070-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/istockphoto-518818070-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/istockphoto-518818070-612x612-1-600x381.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/istockphoto-518818070-612x612-1-300x191.jpg 300w" sizes="(max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>GAVI, acronimo di Global Alliance for Vaccine Immunization, aiuta a vaccinare più della metà dei bambini del mondo contro malattie infettive mortali e debilitanti. Si tratta di una partnership pubblico-privata fondata nel 2000 con l&#8217;obiettivo di migliorare l&#8217;accesso ai vaccini nei paesi a basso e medio reddito. Dal suo inizio, ha contribuito a vaccinare oltre &#8230; <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/gavi-sotto-assedio-perche-per-gli-usa-e-un-errore-strategico-depotenziare-lalleanza-per-i-vaccini.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/gavi-sotto-assedio-perche-per-gli-usa-e-un-errore-strategico-depotenziare-lalleanza-per-i-vaccini.html">GAVI sotto assedio: perché per gli Usa è un errore strategico depotenziare l&#8217;Alleanza per i vaccini</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="612" height="389" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/istockphoto-518818070-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/istockphoto-518818070-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/istockphoto-518818070-612x612-1-600x381.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/istockphoto-518818070-612x612-1-300x191.jpg 300w" sizes="(max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p><strong><a href="https://www.gavi.org/our-alliance/about">GAVI</a></strong>, acronimo di <em>Global Alliance for Vaccine Immunization</em>, aiuta a vaccinare più della metà dei bambini del mondo contro malattie infettive mortali e debilitanti. Si tratta di una <strong>partnership pubblico-privata</strong> fondata nel 2000 con l&#8217;obiettivo di migliorare l&#8217;accesso ai vaccini nei paesi a basso e medio reddito. Dal suo inizio, ha contribuito a vaccinare oltre 1,1 miliardi di bambini in 78 paesi, prevenendo più di 18,8 milioni di decessi. Alla sua nascita c&#8217;erano 43 paesi, tra cui la maggior parte dell&#8217;Africa subsahariana, dove almeno 1 bambino su 10 moriva prima dei 5 anni a causa di malattie infettive. Oggi ce ne sono solo cinque: Ciad, Niger, Nigeria, Sierra Leone e Somalia. La GAVI è una delle ragioni principali per cui ciò accade.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come funziona la GAVI</h2>



<p>Il funzionamento si basa su un meccanismo di <strong>finanziamento multilaterale</strong>. I fondi provengono da una combinazione di governi donatori, fondazioni filantropiche (come la Bill &amp; Melinda Gates Foundation), organismi internazionali (tra cui OMS e Banca Mondiale) e partner del settore privato. Questi fondi vengono utilizzati per <strong>acquistare vaccini a basso costo per i Paesi eleggibili</strong> – definiti secondo soglie di reddito stabilite dalla Banca Mondiale. Gavi negozia prezzi ribassati con i produttori di vaccini grazie al volume degli acquisti e alla prevedibilità della domanda. I vaccini vengono poi distribuiti attraverso partner operativi come UNICEF e OMS, con attenzione alla logistica, alla catena del freddo e alla formazione del personale sanitario nei territori più fragili. L&#8217;alleanza non si limita a consegnare dosi: investe anche nel rafforzamento dei sistemi sanitari locali, in programmi di monitoraggio e nella sorveglianza epidemiologica.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="895" height="645" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/gavi.png" alt="" class="wp-image-471365" style="width:572px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/gavi.png 895w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/gavi-600x432.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/gavi-300x216.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/gavi-768x553.png 768w" sizes="(max-width: 895px) 100vw, 895px" /></figure>
</div>


<p>Oltre ai vaccini di routine, Gavi finanzia lo sviluppo e l’introduzione di nuovi vaccini contro malattie emergenti come <strong>HPV</strong>, <strong>malaria</strong>, <strong>Ebola</strong> e <strong>COVID-19</strong>. Ha avuto un ruolo centrale nella creazione di <strong>COVAX</strong>, il meccanismo globale per l’accesso equo ai vaccini anti-COVID, e nella realizzazione di stockpile internazionali, ovvero riserve d’emergenza di vaccini già pronti all’uso in caso di epidemie. Gavi non è solo uno strumento di solidarietà verso il Sud globale. È, a tutti gli effetti, una barriera preventiva per l’intero pianeta. Fermare un’epidemia in Africa occidentale significa evitare anche una pandemia in Europa o Nord America.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il caso dell&#8217;Ebola: lo <em>stockpile</em> in Svizzera</h2>



<p>Un esempio fra tutti è l’Ebola, o meglio, lo <strong><em>stockpile </em>di vaccini custodito in Svizzera</strong>. Poche epidemie sono state così dure come quella del 2014 nell&#8217;Africa occidentale. Quando i contagi si sono fermati nel 2016, quasi 30.000 persone erano state contagiate e 11.000 erano morte. La perdita di vite umane ha avuto anche conseguenze economiche significative: si stima che la perdita di PIL sia stata compresa tra 2,8 e 32,6 miliardi di dollari. I paesi colpiti – <strong>Guinea</strong>, <strong>Sierra Leone</strong> e <strong>Liberia </strong>– non erano preparati a rispondere a una malattia così mortale da poter uccidere il 90% delle persone infettate. Nel 2015, il <strong>vaccino rVSV-ZEBOV di Merck</strong> è stato somministrato a persone a rischio di Ebola in Guinea con un approccio &#8220;compassionevole&#8221;. Il vaccino è stato studiato in una sperimentazione che ha coinvolto 11.841 persone. Tra le 5.837 persone che hanno ricevuto il vaccino, non è stato registrato alcun caso di Ebola dieci giorni o più dopo la vaccinazione.<br>Nel cuore dell’Europa, dunque, esiste una riserva strategica pronta a contrastare l’Ebola. Finanziata dall’Alleanza per i vaccini, e coordinata da un consorzio multilaterale, questa scorta globale del vaccino rVSV-ZEBOV è progettata per fornire una risposta rapida, sicura e accessibile alle epidemie emergenti. Attivata nel gennaio 2021, l’iniziativa è sotto la supervisione dell’International Coordinating Group (ICG) on Vaccine Provision, che riunisce OMS, UNICEF, Medici Senza Frontiere (MSF) e la Federazione Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (IFRC). Il vaccino stesso è una formulazione monodose iniettabile approvata dagli esperti del comitato tecnico SAGE dell’OMS, che ha raccomandato il mantenimento di una <strong>dotazione minima globale di 500.000 dosi</strong>.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.gavi.org/sites/default/files/vaccineswork/2025/Header/ebola-vaccination-campaign-DRC_Gavi.jpg" alt=""/></figure>
</div>


<p>Il meccanismo è semplice: ogni Stato che rileva un focolaio di Ebola può inoltrare richiesta al consorzio e ricevere rapidamente le dosi necessarie per contenere l’epidemia. Per i Paesi idonei a ricevere supporto attraverso i programmi Gavi, le dosi sono fornite gratuitamente, insieme a un sostegno operativo fondamentale, che va dalla gestione logistica fino alla somministrazione sul campo. La conservazione del vaccino, altamente sensibile, richiede condizioni rigorose: <strong>una catena del freddo ultra-profonda a -80°C</strong>, garantita da imballaggi speciali e controlli continui. Una volta autorizzata la distribuzione, le spedizioni possono raggiungere la destinazione entro sette giorni, anche in contesti ad accesso difficile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il modello della scorta globale</h2>



<p>Le epidemie di Ebola sono caratterizzate da un’elevata letalità e una capacità di diffusione estremamente rapida, spesso superiore alla velocità con cui è possibile attivare misure di contenimento. Durante l’epidemia del 2014, ben prima della disponibilità di un vaccino efficace, il virus avanzava in Guinea a una velocità di quasi 300 chilometri a settimana, rendendo quasi impossibile un intervento tempestivo.<br>In questo contesto, la scorta internazionale di vaccini contro l’Ebola rappresenta uno strumento centrale per la preparazione sanitaria globale. Pensata per facilitare una risposta coordinata a livello internazionale, la scorta consente di contenere rapidamente i focolai, evitando che infezioni localizzate evolvano in crisi regionali o addirittura globali. A differenza di altre malattie infettive, <strong>l’Ebola non genera un mercato commerciale stabile</strong>: la sua natura sporadica e imprevedibile non offre alle aziende un incentivo economico sufficiente per mantenere una produzione costante. In assenza di una domanda regolare, i produttori non avrebbero motivo di conservare dosi pronte all’uso, generando inevitabili carenze nei momenti critici.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.fondazioneveronesi.it/uploads/thumbs/2018/04/27/thinkstockphotos-513443244_thumb_720_480.jpg" alt=""/></figure>
</div>


<p><br><strong>Il modello della scorta globale</strong> supera questo ostacolo strutturale. Centralizzando le risorse e garantendo l’acquisto delle dosi in anticipo, assicura la disponibilità immediata dei vaccini quando più servono. Il vaccino rVSV-ZEBOV, contenuto nella scorta, è impiegato principalmente attraverso una strategia definita di “vaccinazione ad anello”. Questo approccio prevede l’immunizzazione non solo dei soggetti venuti a contatto diretto con un caso confermato, ma anche dei <strong>contatti secondari</strong>. Il risultato è la creazione di una barriera immunologica attorno al focolaio che blocca la trasmissione del virus.<br>Oltre all’impiego reattivo, la scorta può essere<strong> utilizzata anche in chiave preventiva</strong>, per proteggere in anticipo gruppi ad alto rischio, come gli operatori sanitari e il personale di primo intervento (vedi il caso della Sierra Leone) nelle aree dove il virus potrebbe riemergere. Questi professionisti sono spesso i primi esposti in caso di epidemia e costituiscono una risorsa insostituibile per la risposta sul campo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli Usa si defilano. I rischi</h2>



<p><strong>Sotto l&#8217;amministrazione Trump, l&#8217;Alleanza per i Vaccini – rischia un significativo depotenziamento</strong> a causa di tagli sostanziali ai finanziamenti statunitensi. Gli Stati Uniti hanno storicamente rappresentato uno dei principali sostenitori dell’organizzazione, contribuendo in modo cruciale ai programmi di immunizzazione che hanno salvato milioni di vite nei Paesi a basso e medio reddito.<br>Gli Stati Uniti hanno fornito il 13% dei finanziamenti di Gavi sin dal suo inizio e, sotto l&#8217;amministrazione Biden, avevano promesso un finanziamento di 2,53 miliardi di dollari a partire da settembre 2022 e fino al 2030. Di tale importo, 880 milioni di dollari sono stati finora erogati. Nel marzo 2025, la Casa Bianca ha annunciato l’intenzione di interrompere il finanziamento a Gavi, <strong>cancellando una sovvenzione di oltre un miliardo di dollari </strong>destinata all’acquisto di vaccini pediatrici nei Paesi in via di sviluppo. Secondo i vertici di Gavi, questa decisione potrebbe avere un impatto devastante sulla sicurezza sanitaria globale, con la concreta possibilità di oltre un milione di morti infantili nei prossimi cinque anni. Si trattava di uno delle migliaia di contratti per un totale di miliardi di dollari di stanziamenti eliminati nell&#8217;ambito di una revisione volta a eliminare le spese &#8220;<em>che non servivano (e in alcuni casi persino danneggiavano) i principali interessi nazionali degli Stati Uniti</em>&#8220;, secondo una dichiarazione pubblicata su <em>X </em>dal Segretario di Stato <strong>Marco Rubio</strong>.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.usatoday.com/gcdn/authoring/authoring-images/2025/05/09/USAT/83537632007-20250424-t-153200-z-880400442-rc-20-ddaw-5-gy-9-rtrmadp-3-usahealthmeasles.JPG?crop=4031,2268,x0,y0" alt=""/></figure>
</div>


<p>Questi tagli si inseriscono in un quadro più ampio di ridimensionamento del contributo statunitense ai programmi di salute globale, tra cui altre iniziative fondamentali come <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-stati-uniti-abbandonano-lafrica.html">PEPFAR</a> e il supporto all’Organizzazione Mondiale della Sanità. L’interruzione dei finanziamenti a Gavi comprometterebbe la capacità dell’organizzazione di mantenere scorte strategiche di vaccini contro malattie ad alto impatto come Ebola, colera e meningite. Queste riserve sono fondamentali per garantire una risposta rapida ai focolai epidemici. Inoltre, la riduzione del supporto finanziario rischia di rallentare l’accesso ai nuovi vaccini per <strong>patogeni emergenti</strong>, aumentando l’esposizione globale a minacce sanitarie non ancora controllate.<br>Se i tagli americani ai finanziamenti dovessero persistere, potremmo assistere nel prossimo futuro a <strong>epidemie di morbillo</strong> più frequenti e diffuse a livello globale, ma anche a una recrudescenza di molte altre malattie prevenibili con i vaccini, come la <strong>pertosse</strong> e la <strong>diarrea da rotavirus</strong>, entrambe potenzialmente fatali. Assisteremo anche a ritardi o interruzioni nell&#8217;introduzione di nuovi vaccini salvavita nelle comunità più bisognose&#8221;. Tra questi, anche i nuovi e promettenti vaccini contro la malaria appena introdotti. E le epidemie di malattie infettive in altri paesi possono raggiungere gli Stati Uniti ormai molto facilmente.<br>Interpellato sulla sospensione dei fondi destinati a Gavi, un portavoce del Dipartimento di Stato ha confermato la decisione, definendola coerente con la revisione delle oltre 5.300 cancellazioni di progetti giudicati non allineati con gli interessi nazionali o le priorità strategiche dell’amministrazione. Il Dipartimento ha tuttavia precisato che i programmi USAID considerati essenziali restano operativi, tra cui quelli per l’<strong>HIV</strong>, l’assistenza umanitaria nelle aree di crisi e il sostegno alla risposta all’epidemia di <strong>Ebola in Uganda</strong>.</p>



<p></p>



<p><em><strong><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Abbonati a InsideOver</a> per non perderti l’evoluzione della geopolitica della salute, raccontata con rigore e visione globale.<br>Dalle pandemie alla diplomazia vaccinale, analizziamo il futuro della sicurezza sanitaria mondiale.<br>Per capire davvero dove va il mondo, comincia da qui.</strong></em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Tutti i dubbi sul &#8220;green pass globale&#8221; dell&#8217;Oms</title>
		<link>https://it.insideover.com/scienza/tutti-i-dubbi-sul-green-pass-globale-delloms.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Mar 2024 16:42:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Bill and Melinda Gates Foundation]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[green pass]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms)]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240326153911914_0d311be9e503d63516f4046f53eddd8b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240326153911914_0d311be9e503d63516f4046f53eddd8b.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240326153911914_0d311be9e503d63516f4046f53eddd8b-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240326153911914_0d311be9e503d63516f4046f53eddd8b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240326153911914_0d311be9e503d63516f4046f53eddd8b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240326153911914_0d311be9e503d63516f4046f53eddd8b-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Il nuovo "trattato pandemico" e il "green pass globale". L'OMS tra i programmi di prevenzione e i rischi per i processi democratici</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/scienza/tutti-i-dubbi-sul-green-pass-globale-delloms.html">Tutti i dubbi sul &#8220;green pass globale&#8221; dell&#8217;Oms</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240326153911914_0d311be9e503d63516f4046f53eddd8b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240326153911914_0d311be9e503d63516f4046f53eddd8b.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240326153911914_0d311be9e503d63516f4046f53eddd8b-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240326153911914_0d311be9e503d63516f4046f53eddd8b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240326153911914_0d311be9e503d63516f4046f53eddd8b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240326153911914_0d311be9e503d63516f4046f53eddd8b-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>“Allo stato attuale delle cose, il mondo resta impreparato per la prossima malattia x e per la prossima pandemia. Se accadesse domani, ci troveremmo ad affrontare molti degli stessi problemi che abbiamo dovuto affrontare con il Covid-19”. Sono queste le parole pronunciate dal direttore generale dell’<strong>Organizzazione Mondiale della Sanità</strong> (OMS),<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-tedros-adhanom-ghebreyesus.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> <strong>Tedros Adhanom Ghebreyesus</strong></a>, in occasione del World Governments Summit &#8211; forum annuale con sede negli Emirati Arabi Uniti, volto a promuovere il confronto tra governi e società civile sulle politiche da attuare &#8211; tenutosi lo scorso 12 febbraio. Attraverso il suo discorso, che non lascia presagire niente di buono ove si dovesse assistere alla diffusione planetaria di un nuovo virus, Ghebreyesus ha voluto mandare un messaggio ai governi affinché si impegnino ad adottare un accordo che mira alla prevenzione e al contrasto delle pandemie secondo un approccio coordinato a livello sovranazionale, oltre che contribuire alla realizzazione di un’infrastruttura digitale per la condivisione dei dati sui certificati vaccinali.</p>



<p>Nel primo caso si parla di <strong>accordo internazionale in materia di prevenzione, preparazione e risposta alle pandemie</strong> (ribattezzato dai media <strong>trattato pandemico</strong>) , mentre nel secondo di <strong>green pass globale</strong>.</p>



<p>Ghebreyesus, sempre in occasione del suo discorso a Dubai, si è detto preoccupato riguardo al raggiungimento di questi traguardi perché, a suo avviso, i negoziati procedono a rilento. Per di più, il direttore generale avrebbe anche lamentato una mancanza di fiducia nei confronti dell’OMS poiché diversi Paesi temono di veder erosa la loro <strong>sovranità</strong> conferendo nuovi poteri all’agenzia dell’Onu in tema di politiche sanitarie. Ghebreyesus ha specificato che tali accordi non daranno modo all’OMS di dettare legge a nessun governo, ma solo raccomandazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cos’è il trattato pandemico</strong></h2>



<p>Nel dicembre 2021, i 194 Paesi aderenti all’OMS si sono riuniti a Ginevra &#8211; sede dell’Agenzia &#8211; dove hanno deciso di istituire un organismo di negoziazione intergovernativo per la realizzazione di un accordo per la prevenzione, la preparazione e la risposta alle pandemie, da approvare dall’<strong>Assemblea mondiale della Sanità</strong> entro maggio di quest’anno. Lo scopo del documento è favorire la collaborazione tra Stati e un’integrazione tra tutti i settori (pubblici e privati) riguardanti la salute per l’<strong>individuazione precoce</strong> delle malattie, per un <strong>rafforzamento dell’OMS</strong> quale autorità di coordinamento per l’accesso universale a diagnosi e medicinali, per un approccio <strong>One Health</strong> che metta in relazione la salute degli esseri umani, degli animali e dell’ambiente.</p>



<p>Contestualmente all’elaborazione di questo trattato, entro maggio si deve giungere anche alla revisione del <strong>regolamento sanitario internazionale</strong> (RSI), istituito nel 2005, che prevede di fornire una risposta di salute pubblica alla diffusione delle malattie in modi commisurati ai rischi per la salute pubblica stessa e che obbliga ogni Stato membro dell’OMS a notificare a quest’ultima tutti gli eventi che possono costituire un’emergenza sanitaria di portata internazionale.</p>



<p>In attesa di un&#8217;eventuale approvazione a maggio, la bozza del trattato pandemico sta suscitando obiezioni che in Italia sono state avanzate da diverse associazioni scientifiche come la <strong>Commissione medico scientifica indipendente</strong>.</p>



<p>La Commissione sostiene che non vi sia un vuoto normativo da colmare per una risposta coordinata a livello globale per le pandemie data l’esistenza del regolamento sanitario internazionale, mentre l’istituzione di un nuovo trattato comporterebbe nuovi cavilli burocratici. La Commissione punta il dito contro gli articoli del trattato e le modifiche del RSI che prevedono le <strong>raccomandazioni vincolanti dell’OMS</strong> in tema di trattamenti medici e misure restrittive; la <strong>censura delle informazioni false e fuorvianti</strong>, a giudizio della stessa agenzia, incentivando i governi a segnalare i profili di disinformazione; <strong>la condivisione di dati sensibili con organizzazioni internazionali private</strong> (oggi è possibile solo con agenzie intergovernative); l’obbligo per gli Stati di produrre e fornire prodotti sanitari (test diagnostici, mascherine, vaccini, ecc.) il cui 20% deve essere consegnato all’OMS che distribuirà per il 10% a Paesi in via di sviluppo.</p>



<p>Per alcuni, tali disposizioni, potrebbero determinare una lesione della sovranità nazionale e dei rischi per il processo decisionale democratico.</p>



<p>Il ministro della Salute, <strong>Orazio Schillaci</strong>, interrogato in Senato dal senatore <strong>Claudio Borghi</strong> riguardo al trattato pandemico aveva riferito: “Il tema è presidiato e le azioni, anche data la nostra Presidenza del G7, saranno in continuità con quanto già iniziato da questo Governo. Siamo in piena continuità con quanto il presidente del Consiglio Meloni ha già affermato in Giappone e in tutte le sedi non mancheremo di portare avanti gli interessi dell&#8217;Italia e degli italiani&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cos’è il green pass globale</strong></h2>



<p>Durante la pandemia, nel 2021, l’Unione europea aveva introdotto il certificato di vaccinazione (green pass) per il contrasto al Covid-19 che in Italia è entrato in vigore ad agosto suscitando aspre polemiche e feroci critiche da parte di chi non intendeva vaccinarsi contro il Coronavirus. A livello europeo il <strong>green pass</strong>, sebbene in Italia non fosse più richiesto dalla primavera 2022, è ufficialmente scaduto il 30 giugno 2023 e da quel momento non sono più stati rilasciati i certificati. In tanti hanno pensato che ormai il green pass fosse solo un ricordo legato all’emergenza pandemica, ma il 1° luglio l’OMS ha mutuato dall’Unione europea il sistema di certificazione COVID-19 per costruire un’<strong>infrastruttura digitale</strong> volta al rilascio dei documenti sanitari che formeranno un <strong>libretto sanitario</strong> accessibile e verificabile a tutti i Paesi. L’iniziativa è nata su interesse dell’OMS che ha proposto <strong>un partenariato con la Commissione europea</strong> nell’ambito della sanità digitale, ma entrambe le istituzioni hanno specificato che l’adesione al sistema di green pass globale non è obbligatoria per i loro Stati membri. Il governo italiano, per tramite del ministro Schillaci in un’intervista a <em>La Verità</em>, ha dichiarato che non aderirà all’iniziativa promossa dall’OMS e dall’Ue: &#8220;L&#8217;Italia non aderirà al green pass globale. Il governo salvaguarderà i dati dei cittadini e gli interessi nazionali, non ci sarà alcuna cessione di sovranità all&#8217;OMS”. La dichiarazione del ministro sembra riguardare la condivisione di informazioni personali e sensibili che sarebbe motivo di allarme, sebbene il direttore generale Ghebreyesus abbia di recente precisato che saranno applicati i più alti standard di protezione dei dati.</p>



<p>Ad oggi circa una decina di Stati, principalmente africani, hanno comunicato all’Organizzazione Mondiale della Sanità che non intendono procedere alla ratifica del trattato pandemico, se dovesse essere approvato a maggio, mentre altri come l’Italia hanno già reso nota la volontà di non aderire al sistema di certificazione vaccinale. Tra le motivazioni che le nazioni indicano per il loro diniego ad accogliere gli strumenti messi a disposizione dall’agenzia Onu non c’è solo l’eventuale perdita di potere decisionale in materia sanitaria, ma anche <strong>la commistione tra pubblico e privato</strong> in seno all’organizzazione stessa. L’organizzazione è finanziata per il 14% dai contributi annuali degli Stati membri (in base al loro Pil), ma per più dell’80% da donatori che in certi casi sono soggetti governativi e spesso anche privati come la Bill and Melinda Gates Foundation con 550 milioni di dollari, che hanno legami con altri attori del mondo industriale e istituzionale. La presenza di privati tra i finanziatori di un organismo internazionale deputato alla tutela della salute, sta sollecitando alcuni Paesi del mondo a riflettere sull’opportunità di conferire altri poteri all’OMS a chiedere, come ha detto il ministro Schillaci, che la parte maggioritaria dei fondi sia di provenienza degli Stati.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/scienza/tutti-i-dubbi-sul-green-pass-globale-delloms.html">Tutti i dubbi sul &#8220;green pass globale&#8221; dell&#8217;Oms</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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