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	<title>Bilancio Difesa Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sat, 05 Oct 2024 05:09:40 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Bilancio Difesa Archives - InsideOver</title>
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		<title>Difesa, l&#8217;Italia cambia strategia: nuove armi non per difendersi ma per dissuadere</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/difesa-litalia-cambia-strategia-nuove-armi-non-per-difendersi-ma-per-dissuadere.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Oct 2024 05:09:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Bilancio Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0717-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0717-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0717-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0717-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0717-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0717-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0717-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Pubblicato il nuovo Documento Programmatico Pluriennale della Difesa, ecco i punti salienti e alcune criticità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/difesa-litalia-cambia-strategia-nuove-armi-non-per-difendersi-ma-per-dissuadere.html">Difesa, l&#8217;Italia cambia strategia: nuove armi non per difendersi ma per dissuadere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0717-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0717-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0717-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0717-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0717-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0717-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0717-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È stato recentemente pubblicato il <strong>Documento Programmatico Pluriennale</strong> (DPP) della Difesa 2024-2026, il piano programmatico che stabilisce le linee guida della spesa militare nazionale. Nell&#8217;introduzione, a firma del ministro <strong>Guido Crosetto</strong>, si legge (finalmente) che “la “semplice gestione delle crisi non è più sufficiente: dobbiamo essere in grado di affrontare, in caso di necessità, anche un conflitto prolungato, ad alta intensità, contro possibili nemici/avversari in possesso di capacità simili alle nostre” e che lo “strumento militare debba essere in grado di assolvere tre funzioni imprescindibili” come “la difesa dello Stato, includendo in tale compito anche la dissuasione da atti potenzialmente ostili nei confronti nostri e dei nostri alleati” ma soprattutto “la tutela dei prioritari interessi strategici nazionali, se e ovunque essi siano minacciati” senza dimenticare essere “stimolo e incentivo alla ricerca e allo sviluppo tecnologico e nei confronti del settore industriale nazionale”.</p>



<p>Lo scoppio del <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/letture-perche-prolungare-la-guerra-in-ucraina-e-come-flirtare-con-il-disastro-nucleare.html">conflitto in Ucraina</a></strong>, come detto anche dal ministro, ha cambiato il modo di concepire “la pace e la stabilità” e più ancora ha cambiato il modo europeo di pensarsi nel mondo: una “sveglia” suonata un po&#8217; tardi considerando che i prodromi di questo cambiamento c&#8217;erano da tempo. Tornando al DPP, è interessante notare, a margine dell&#8217;evidenziata necessità di cambiare il <strong>quadro giuridico nazionale</strong> che regola il funzionamento dello strumento militare per via dell&#8217;instabilità diffusa e della pervasività di minacce alla sicurezza nazionale, come siano stati raccolti i più sostanziali passi avanti nel settore della Difesa che si sono evidenziati soprattutto nell&#8217;ultimo anno.</p>



<p>Su tutti, citiamo i fondi elargiti per ulteriori 2 fregate tipo <strong>FREMM EVO</strong> (per un totale di 12 in servizio nella MM), per ulteriori 25 <strong>F-35</strong> (10 B e 15 A) che porteranno la flotta nazionale ad un totale di 115 velivoli (valore 7 miliardi di euro), per il rinnovamento del parco MBT (<em>Main Battle Tank</em>) con una piattaforma imprecisata (ma che sarà il <strong>Panther</strong>) che “dovrà creare condizioni vantaggiose per l’espansione della partnership al programma di sviluppo del futuro MBT europeo e delle relative piattaforme derivate, intercettando e rispettando il concetto e i principi in elaborazione nell’alveo del progetto franco-tedesco <em>Main Ground Combat System</em> – MGCS” (valore 8,2 miliardi di euro sino a completamento nel 2038), per l&#8217;acquisizione di 21 MLRS (<em>Multiple Launch Rocket System</em>) M-142 <strong>Himars</strong>, per l&#8217;acquisizione di 4 sottomarini <strong>U-212 NFS</strong>, per il proseguimento dei programmi per <strong>cacciamine </strong>di nuova generazione e per nuovi pattugliatori secondo il programma <strong>OPV </strong>(<em>Offshore Patrol Vessel</em>), per l&#8217;acquisizione della seconda e terza <strong>LSS </strong>(<em>Logistic Support Ship</em>) di classe Vulcano e per i nuovi <strong>DDX </strong>(i nuovi cacciatorpediniere che sostituiranno i classe Durand de la Penne) che hanno visto un&#8217;integrazione di 397 milioni nella legge di bilancio 2024. </p>



<p>Passando al settore aeronautico, si segnala l&#8217;acquisizione di due ulteriori droni <strong>MQ-9A</strong> “Predator” e l&#8217;acquisto di 24 nuovi velivoli <strong>Eurofighter </strong>&#8211; 4° tranche &#8211; che andranno a sostituirne 26 della 1° tranche il cui ritiro è previsto entro il 2029 (valore dell&#8217;operazione 690 milioni di euro). Prosegue anche spedita la partecipazione nazionale al <strong>GCAP </strong>(<em>Global Combat Air Programme</em>), il caccia di sesta generazione anglo-italo-nipponico, che ha visto durante il 2024 un&#8217;integrazione di fondi messi a legge di bilancio pari a 550 milioni di euro attraverso risorse a “fabbisogno”. Si è inoltre deciso di completare la flotta di aerocisterne con l&#8217;acquisizione di due ulteriori <strong>KC-767</strong> e il miglioramento di quelli della flotta già esistente. </p>



<p>Esistono però dei programmi di fondamentale importanza per la Difesa nazionale che <strong>non sono ancora stati finanziati</strong>: tra di essi quello per un nuovo pattugliatore marittimo (armato) che nel documento prende il nome di piattaforma aerea da pattugliamento marittimo multi-missione (M3A) a lungo raggio sotto e sopra la superficie e lo sviluppo della capacità <em>deep strike</em> (Naval Cruise Missile e FC/ASW) della Marina Militare e dell&#8217;Aeronautica Militare. Da finanziare anche l&#8217;avvio degli studi, sviluppo, realizzazione e acquisizione di veicoli corazzati da combattimento e per il trasporto delle truppe <em>Army Armored Combat System</em> (A2CS), che potrebbe avvalersi della piattaforma KF-41 di Rheinmetall. </p>



<p>Importante però che si siano stanziati fondi per la creazione di un network di centri d’innovazione che abilitino le più qualificate realtà dell’area tecnico-operativa della Difesa (come i centri sperimentali o comunque le realtà omologhe) ad interagire sinergicamente con il mondo della ricerca civile specializzata nel settore dell’<strong>Intelligenza Artificiale</strong> e, in generale, delle tecnologie digitali emergenti. Inoltre, si prospetta la possibilità di condurre attività di Ricerca e Sviluppo nel settore delle <em>Emerging Disruptive Technologies</em> (EDT). </p>



<p>Prosegue l&#8217;impegno italiano nella ricerca di un elicottero di nuova generazione secondo il programma NGFH (<em>Next Generation Fast Helicopter</em>) che assorbirà 13 milioni di euro in tre anni per i relativi studi di fattibilità. </p>



<p>Nuovo impulso alla <strong>difesa aerea</strong>: nel DPP si citano 5 nuove batterie di <strong>SAMP/T</strong> per AM ed EI, e la prosecuzione dell&#8217;impegno nei programmi FSAF (<em>Future Surface to Air Missile</em>) e di miglioramento del <strong>PAAMS </strong>(<em>Principal Anti-Air Missile System</em>) imbarcato. Si parla anche di sviluppo di una nuova munizione in grado di contrastare la minaccia prevedibile e con precisione di guida aumentata su bersagli anche di tipo balistico. </p>



<p>Per quanto riguarda la spesa generale, invece, non ci sono buone notizie: persiste il grande divario tra personale, investimento ed esercizio, col primo che assorbe il 53,3% delle risorse (11,1 miliardi), mentre fa un balzo avanti la quota per l&#8217;investimento, pari al 35,9% (7,5 miliardi), facendo registrare un +23% rispetto al 2023. L&#8217;Italia riamane (e rimarrà) ancora <strong>lontana dal traguardo del 2% del PIL</strong> per la Difesa, e considerando che quest&#8217;anno 23 Paesi della NATO hanno raggiunto o superato (anche abbondantemente per alcuni tipo la Polonia o i Baltici) questa soglia, si attesta tra i fanalini di coda con una quota dell&#8217;<strong>1,49%</strong>: peggio di noi solo Canada, Belgio, Lussemburgo, Slovenia e Spagna. Per l&#8217;anno in corso, il bilancio ordinario della Difesa è di <strong>29,1 miliardi di euro</strong> (che passano a 32,3 coi fondi MIMIT e PNRR), ma questo scenderà a 28,8 miliardi (e 31,3) il prossimo anno e ancora a 28,7 miliardi (e 30,9) nel 2026. Per quanto riguarda i fondi PNRR è bene specificare che essi riguardano solo ed esclusivamente interventi di digitalizzazione, di cybersecurity e di miglioramento delle comunicazioni satellitari. Le risorse del MIMIT sono invece destinate a programmi ad alta valenza tecnologica che hanno una ricaduta positiva sul comparto industriale nazionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/difesa-litalia-cambia-strategia-nuove-armi-non-per-difendersi-ma-per-dissuadere.html">Difesa, l&#8217;Italia cambia strategia: nuove armi non per difendersi ma per dissuadere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Guerra in Ucraina e nuovo ordine globale: la lezione che l’Italia deve imparare</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/guerra-in-ucraina-e-nuovo-ordine-globale-la-lezione-che-litalia-deve-imparare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Apr 2022 17:46:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Bilancio Difesa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1307" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220430194325864_351de4cd5b8055ba1984b9e5a231b50e-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220430194325864_351de4cd5b8055ba1984b9e5a231b50e-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220430194325864_351de4cd5b8055ba1984b9e5a231b50e-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220430194325864_351de4cd5b8055ba1984b9e5a231b50e-1024x697.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220430194325864_351de4cd5b8055ba1984b9e5a231b50e-768x523.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220430194325864_351de4cd5b8055ba1984b9e5a231b50e-1536x1046.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220430194325864_351de4cd5b8055ba1984b9e5a231b50e-2048x1395.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il mondo, quando sarà finito il conflitto in Ucraina, sarà cambiato. Forse non definitivamente, ma sicuramente per i prossimi decenni a venire gli equilibri globali non saranno più quelli che abbiamo avuto negli ultimi 30 anni. A ben vedere il mondo era già cambiato quando il 4 febbraio 2022 il presidente russo Vladimir Putin ed &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/guerra-in-ucraina-e-nuovo-ordine-globale-la-lezione-che-litalia-deve-imparare.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/guerra-in-ucraina-e-nuovo-ordine-globale-la-lezione-che-litalia-deve-imparare.html">Guerra in Ucraina e nuovo ordine globale: la lezione che l’Italia deve imparare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1307" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220430194325864_351de4cd5b8055ba1984b9e5a231b50e-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220430194325864_351de4cd5b8055ba1984b9e5a231b50e-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220430194325864_351de4cd5b8055ba1984b9e5a231b50e-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220430194325864_351de4cd5b8055ba1984b9e5a231b50e-1024x697.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220430194325864_351de4cd5b8055ba1984b9e5a231b50e-768x523.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220430194325864_351de4cd5b8055ba1984b9e5a231b50e-1536x1046.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220430194325864_351de4cd5b8055ba1984b9e5a231b50e-2048x1395.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il mondo, quando sarà finito il conflitto in Ucraina, sarà cambiato. Forse non definitivamente, ma sicuramente per i prossimi decenni a venire gli <strong>equilibri globali</strong> non saranno più quelli che abbiamo avuto negli ultimi 30 anni.</p>
<p>A ben vedere il mondo era già cambiato quando il <strong>4 febbraio 2022</strong> il presidente russo <strong>Vladimir Putin</strong> ed il suo omologo cinese <strong>Xi Jinping</strong> si erano incontrati a suggellare il raggiungimento di un nuovo livello delle relazioni bilaterali tra i rispettivi Paesi. Nella “Relazione congiunta della Repubblica Popolare Cinese e della Federazione Russa sulle relazioni internazionali che entrano in una nuova era e sullo sviluppo sostenibile globale” si è sancita la <strong>saldatura</strong> tra il gigante demografico asiatico e quello territoriale europeo.</p>
<p>Sì, europeo, perché chi scrive si ostina a pensare che la <strong>Russia</strong> abbia ancora una fortissima vocazione europea nonostante <a href="https://it.insideover.com/politica/ucraina-una-guerra-frutto-di-30-anni-di-errori-e-fraintendimenti-tra-russia-e-occidente.html" target="_blank" rel="noopener">anni di incomprensioni reciproche ed errori</a> abbiano portato al dissolvimento dell&#8217;idea di un&#8217;Europa “da Lisbona a Vladivostok”. Occasione persa.</p>
<p>In quella dichiarazione di febbraio, siglata a 20 giorni esatti dall&#8217;invasione in Ucraina, c&#8217;è scritta, implicitamente, la <strong>nuova dichiarazione di “Guerra Fredda”</strong> che porterà a un nuovo ordine tripolare mascherato da duopolio: Russia-Cina da una parte, Usa-Europa (e Giappone, Australia, Corea del Sud) dall&#8217;altra.</p>
<p>Un&#8217;Europa sempre più unita proprio grazie al conflitto in atto, che ha ricompattato i ranghi di Ue e Nato, e ha fatto rompere gli indugi a due nazioni storicamente neutrali (coi dovuti distinguo) <a href="https://it.insideover.com/difesa/alla-vigilia-della-domanda-di-adesione-alla-nato-la-finlandia-rafforza-la-sua-difesa.html" target="_blank" rel="noopener">come <strong>Svezia</strong> e <strong>Finlandia</strong></a> che ora sono a un passo dall&#8217;entrare nell&#8217;Alleanza. Se uno dei problemi del Cremlino era il confine che condivideva coi Paesi della Nato, a breve vedrà questo quasi raddoppiarsi proprio grazie alla sempre più probabile decisione di Helsinki di entrare a farne parte, e dovrà biasimare solo il suo agire in ambito politico stavolta.</p>
<p>Un nuovo ordine firmato da due giganti che stringono i propri legami che <strong>non sono ancora quelli di un&#8217;alleanza</strong> in senso stretto (nessun patto di mutua difesa è stato concordato) ma che comunque ridefiniscono l&#8217;equilibrio, o per meglio dire si prefiggono di farlo, delle regole del diritto internazionale. Russia e Cina si opporranno, si legge, “all&#8217;ingerenza negli affari interni dei Paesi sovrani col pretesto della salvaguardia della democrazia e dei diritti umani”.</p>
<p>Mosca, applicando alla lettera lo stesso metro occidentale, ha avviato la sua “operazione militare speciale” per difendere “i diritti umani” della minoranza russofona in Ucraina da un <strong>genocidio inesistente</strong> e per “denazificare” <strong>un Paese che nazista non è mai stato</strong>. Stiamo però divagando.</p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://bit.ly/3s0jbgO" target="_blank" rel="noopener"><strong>Le mosse della Cina per avere basi negli oceani del mondo</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3AVSY6p" target="_blank" rel="noopener"><strong>La centralità della Penisola Scandinava per la Nato</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/38yNpkk" target="_blank" rel="noopener"><strong>La Cina ha militarizzato le isole nel Mar Cinese Meridionale</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<p>Il punto è che, nel prossimo futuro, l&#8217;equilibrio di potenza tra Ovest ed Est non sarà più lo stesso proprio per via di questa saldatura, ma soprattutto <strong>il centro nevralgico della tensione</strong> si sposterà definitivamente in Estremo Oriente. Sembra un paradosso, ma questa guerra è una piccola digressione rispetto alla trama principale che si sta sviluppando, da almeno 15 anni, nella regione del Pacifico Occidentale con generose interconnessioni nell&#8217;Oceano Indiano. Si studia solo il “<strong><em>Trimarium</em></strong>”, da queste parti, ma bisognerebbe pensare anche ai Due Oceani.</p>
<h2>La nuova contrapposizione con l&#8217;Oriente</h2>
<p>La guerra in atto in Ucraina è funzionale a <strong>consumare le risorse belliche</strong> della Russia, già gravate da 8 anni di sanzioni ed embargo, affinché Washington possa concentrarsi a contenere e contrastare il dragone cinese, che allunga con lentezza e costanza le sue spire <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-mossa-della-cina-per-avere-basi-negli-oceani-del-mondo.html" target="_blank" rel="noopener">sempre “più in là” nel Pacifico ma non solo</a>: le Isole Salomone sono solo l&#8217;ultimo tassello di un mosaico in composizione che vede la presenza cinese nel Mar Cinese Meridionale, Taiwan, Kiribati, il Pakistan, Gibuti, Angola, Kenya, Tanzania e le Seychelles. Formalmente sono sempre infrastrutture civili, ma il loro utilizzo militare è sempre una possibilità, come testimoniato <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-cina-ha-completamente-militarizzato-alcune-isole-del-mar-cinese-meridionale.html" target="_blank" rel="noopener">proprio dalla condotta cinese nelle Isole Spratly</a>, dove dapprima Pechino ha assicurato che porti e aeroporti là costruiti avrebbero avuto esclusivamente un uso civile, poi ha cominciato a trasportare batterie di missili e a usarli come scalo per i propri bombardieri e navi da guerra.</p>
<p>Mentre Washington sarà impegnata a contrastare Pechino, e basterebbe guardare al <strong>budget della Difesa</strong> per l&#8217;anno fiscale 2023 per capire come la maggior parte della spesa sia destinata alla deterrenza nei confronti della Cina (citiamo a titolo di esempio gli 892 milioni di dollari destinati per la difesa antimissile di Guam, nell&#8217;arcipelago delle Marianne e i 50,3 miliardi per il Corpo dei Marines), l&#8217;Europa dovrà pensare a “tenere a bada” l&#8217;orso russo, o quello che ne rimarrà dopo il conflitto una volta che il dragone cinese lo avrà dissanguato delle sue materie prime e delle (poche) eccellenze tecnologiche (pensiamo al settore aeronautico).</p>
<p>In Europa, dopo varie ubriacature legate alle varie emergenze contingenti (migratorie e pandemiche soprattutto) <strong>si è tornati a pensare “alla guerra”</strong> in modo sistematico e metodico, ma con colpevole ritardo nonostante le avvisaglie ci fossero tutte: il 2014, anno in cui la Russia ha effettuato la sua operazione di <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/hybrid-warfare-che-cose-la-guerra-ibrida.html" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Hybrid Warfare</em></strong></a> in Crimea ed è intervenuta non ufficialmente nella guerra civile in Donbass, avrebbe dovuto essere letto in maniera diversa, ma è pur sempre facile parlare col senno del poi.</p>
<p>Il primo passo è stato <strong>aumentare le spese per la Difesa</strong>, com&#8217;è logico, arrivando quasi ovunque a raggiungere quel <strong>2% del Pil</strong> che era stato deciso al vertice della Nato in Galles proprio in quell&#8217;anno fatidico. Una decisione che ha intrapreso anche l&#8217;Italia e che, nella più sciagurata e classica delle nostre tradizioni quando si parla di Difesa, ha fatto nascere un <strong>dibattito politico</strong> che ha spaccato l&#8217;opinione pubblica con una maggioranza di cittadini che, a quanto pare, si dice contraria. Fa sorridere amaramente che, ancora una volta, si pensi che basti la capacità di sapersi destreggiare in mercanteggi conditi da bizantinismi per evitare di trovarci, in qualche modo nei guai: l&#8217;epoca della condotta &#8220;oscillante&#8221; è finita nel momento in cui nel Mediterraneo, oltre alle navi da guerra russe (che sono state più o meno sempre presenti), hanno preso a navigare anche quelle cinesi.</p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://bit.ly/3wGCejo" target="_blank" rel="noopener"><strong>Hybrid Warfare: che cos&#8217;è la guerra ibrida e il caso di studio Russia</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3kowbZt" target="_blank" rel="noopener"><strong>30 anni di errori e fraintendimenti tra Russia e Occidente</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3rXfsAD" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il nuovo fronte di guerra che la Russia non può aprire</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<p>È illusorio pensare che in un <strong>mondo multipolare</strong>, globalizzato, si possa avere margine di manovra per poter avere una propria politica di sicurezza (energetica, commerciale ecc) senza disporre di uno strumento militare adeguato che possa difenderla. Là dove anche <strong>attori regionali</strong>, proprio grazie al riarmo, diventano più competitivi e “assertivi”, non c&#8217;è spazio per chi non possiede uno strumento di deterrenza militare credibile ed efficace. Questo discorso è ancora più valido quando si tratta di potenze globali come la Cina o la Russia, che è necessario fronteggiare insieme ai nostri partner e alleati ma stando al loro stesso livello, non con strumenti numericamente scarsi o di bassa qualità, per non avere un ruolo subalterno all&#8217;interno di alleanze e partenariati.</p>
<p>Il vero dibattito interno dovrebbe essere sui programmi a cui destinare prioritariamente i fondi per la Difesa, e non vedere la Presidenza del Consiglio costretta a spalmare il raggiungimento del 2% al 2028, quando la maggior parte dei Paesi europei l&#8217;avrà raggiunto nel 2024, per tenere coesa una maggioranza parlamentare che, con una miopia del tutto singolare, dibatte sull&#8217;invio di armi all&#8217;Ucraina ma avvia i programmi per la nostra Difesa col contagocce; programmi che, per inciso, sono già in ritardo rispetto alle tempistiche del mondo reale.</p>
<h2>Cambiare il ruolo dei soldati</h2>
<p>Un discorso a parte, ma connesso con questo atteggiamento, riguarda lo stesso lessico usato per definire gli ambiti militari. Per “fare la guerra” occorre “parlare di guerra”, vale a dire che i soldati, le Forze Armate, devono essere considerate come lo strumento legittimo che ha il nostro Paese per difendersi dalle minacce esterne con la forza delle armi e per garantire la sicurezza dei suoi cittadini, una sicurezza interna che è correlata al mantenimento della stabilità e degli interessi nazionali in diverse aree geografiche del mondo.</p>
<p>Il soldato non deve più avere il ruolo preponderante di operatore di pace, di sorvegliante delle nostre strade o di operatore di protezione civile: deve essere pronto al combattimento in un teatro convenzionale e non-convenzionale dove le minacce sono multiformi, multidimensionali e di tipo simmetrico o asimmetrico.</p>
<p>Ha fatto discutere a livello politico e pubblico la circolare dello Stato Maggiore dell&#8217;Esercito, emessa lo scorso 9 marzo, riguardante la preparazione al “<em><strong>warfighting</strong></em>”. Ci si è chiesto, con sconcerto, perché l&#8217;Esercito si stesse preparando “alla guerra”. Il vero problema è stato proprio il chiederselo: <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronache/nato-italia-e-conflitto-ucraina-tutti-scenari-vengono-2019700.html" target="_blank" rel="noopener">a cos&#8217;altro dovrebbe servire un Esercito</a>, una Forza Armata qualsiasi, se non a combattere al meglio una guerra? Avrebbe dovuto stupire, in un Paese normale, che si fosse resa necessaria quella circolare ed il suo contenuto, che ha mostrato tutte le carenze di <strong>più di 30 anni di tagli alla Difesa</strong> e della poca lungimiranza della classe politica che ha retto questo Paese. Eppure, come abbiamo già detto, i segnali ci sono sempre stati, ma forse si era più impegnati a preparare il terreno delle prossime elezioni invece di mettere le basi di una strategia di sicurezza stabile e di lungo periodo. Siamo come un nocchiero che naviga senza bussola e mappa, nella tempesta, mentre altri Paesi usano il Gps avendo politiche di lungo e lunghissimo termine.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/guerra-in-ucraina-e-nuovo-ordine-globale-la-lezione-che-litalia-deve-imparare.html">Guerra in Ucraina e nuovo ordine globale: la lezione che l’Italia deve imparare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Cina aumenta (ancora) il bilancio della Difesa</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-cina-aumenta-ancora-il-bilancio-della-difesa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Mar 2021 09:23:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Bilancio Difesa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1333" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Esercito-cinese-provincia-Shandong.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Un&#039;esercitazione delle forze armate cinesi nella provincia di Shandong (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Esercito-cinese-provincia-Shandong.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Esercito-cinese-provincia-Shandong-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Esercito-cinese-provincia-Shandong-768x533.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Esercito-cinese-provincia-Shandong-1024x711.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Cina ha annunciato una crescita del 6,8% del budget destinato alla Difesa per il prossimo anno finanziario, che rappresenta un ulteriore aumento rispetto a quello dell&#8217;anno precedente, che era pari al 6,6%. Pechino quindi spenderà 1,35 trilioni di yuan (208,58 miliardi di dollari) per le sue forze armate &#8211; che sono in fase di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-cina-aumenta-ancora-il-bilancio-della-difesa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1333" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Esercito-cinese-provincia-Shandong.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Un&#039;esercitazione delle forze armate cinesi nella provincia di Shandong (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Esercito-cinese-provincia-Shandong.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Esercito-cinese-provincia-Shandong-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Esercito-cinese-provincia-Shandong-768x533.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Esercito-cinese-provincia-Shandong-1024x711.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La <strong>Cina</strong> ha annunciato una crescita del 6,8% del budget destinato alla Difesa per il prossimo anno finanziario, che rappresenta un ulteriore aumento rispetto a quello dell&#8217;anno precedente, che era pari al 6,6%. Pechino quindi spenderà<strong> 1,35 trilioni di yuan </strong>(208,58 miliardi di dollari) per le sue forze armate &#8211; che sono in fase di una progressiva e alquanto rapida modernizzazione &#8211; secondo i dati diffusi dal Ministero delle Finanze cinese.</p>
<p>Il primo ministro cinese Li Keqiang <a href="https://www.defensenews.com/global/asia-pacific/2021/03/05/china-boosts-defense-budget-again-exceeding-208-billion/?fbclid=IwAR1U-DzsO2CS7gc6DaHd3Wsl_KqajgM0ZHyIxT6_d76xXlI2dmxU5p7nGSY" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ha ribadito</a>, infatti, che gli sforzi per rafforzare l&#8217;Esercito di liberazione popolare continueranno e pertanto risulta necessario continuare ad aumentare gli investimenti nel settore della Difesa. In particolare si tratta di rafforzare l&#8217;addestramento e la preparazione militare su tutta la linea, nonché a migliorare l&#8217;approccio del Paese agli sforzi scientifici, tecnologici e industriali legati alla Difesa.</p>
<p>L&#8217;annuncio di un altro aumento di bilancio arriva al termine di un anno ricco di eventi per l&#8217;Esercito di Pechino. Le forze armate cinesi nel 2020 si sono affrontate direttamente con le truppe indiane lungo il <a href="https://it.insideover.com/guerra/cina-e-india-cominciano-a-ritirare-le-truppe-dal-confine-conteso.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">contestato confine del <strong>Kashmir</strong></a>, ma soprattutto hanno intrapreso una campagna di <a href="https://it.insideover.com/guerra/cina-usa-esercitazione-due-portaerei-mar-cinese-meridionale.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">espansione territoriale nei mari contigui</a> a quelli territoriali, nella fattispecie il <strong>Mar Cinese Meridionale</strong>, senza dimenticare l&#8217;impulso dato al suo strumento navale – essenziale per la volontà di Pechino di diventare una potenza globale – ed il programma missilistico che ha visto l&#8217;introduzione in servizio di nuovi vettori tra cui anche alcuni dotati di nuove <strong>testate ipersoniche</strong> (Hgv – Hypersonic Glide Vehicle). Senza dimenticare la posture più aggressiva che la Cina sta tenendo verso <strong>Taiwan</strong> che ha provocato un maggiore coinvolgimento statunitense non solo tramite le solite operazioni di libertà di navigazione sui mari (Fonop) ma portando alla riapertura ufficiale dei canali diplomatici Washington-Taipei, che erano stati formalmente chiusi nel 1979 quando gli Stati Uniti adottarono la filosofia “One China” cessando di riconoscere l&#8217;indipendenza dell&#8217;isola considerata “ribelle” da Pechino.</p>
<p>Ad assumere maggiore rilevanza nel piano di miglioramento delle forze armate cinesi, oltre all&#8217;attenzione data all&#8217;addestramento e alla ricerca accademica, è il piano di <strong>costruzioni navali</strong>. Pechino, già da qualche mese, ha ottenuto il primato mondiale nel numero di unità della sua flotta militare, se pur questo non significhi che la sua Marina Militare (la Pla Navy) sia da considerarsi la più potente del mondo: attualmente è ancora quella statunitense ad esserlo grazie alla tipologia di vascelli in servizio come le portaerei a propulsione nucleare o alla flotta di sottomarini lanciamissili balistici e da attacco. Risulta però indicativo riportare un dato: la Cina, nel periodo <strong>2005-2020</strong>, ha fatto segnare un incremento, al netto delle dismissioni, di unità navali pari a +117, mentre gli Stati Uniti nel medesimo periodo di riferimento e in base agli stessi criteri, registrano un aumento di sole cinque unità.</p>
<p>Un esempio molto chiarificante da questo punto di vista riguarda i cacciatorpediniere. I vascelli <strong>Type 055</strong> sono la principale unità di superficie della Pla Navy, e ciascuno è dotato di 128 celle del sistema di lancio verticale (Vls) in grado di sparare missili da crociera terra-aria, anti-nave e da attacco terrestre. Per fare un paragone gli Arleigh Burke versione Fligth IIA hanno 96 celle del sistema Vls Mk-41 ma sono in grado di utilizzare missili antimissili balistici, <a href="https://it.insideover.com/guerra/un-missile-standard-intercetta-un-icbm-nello-spazio.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">come dimostrato anche da un recente test in cui un missile Standard ha colpito un veicolo di rientro di un Icbm</a>. La Cina sta costruendo almeno <strong>otto</strong> di questi cacciatorpediniere da 10mila tonnellate in due diversi cantieri navali, insieme alla sua terza portaerei e a tre nuove portaelicotteri anfibie, due delle quali sono in fase di prove in mare, senza considerare poi l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/guerra/la-cina-costruisce-ingrandisce-i-cantieri-navali-per-i-suoi-sottomarini.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ingrandimento dei cantieri navali destinati alla costruzione di sottomarini</a>, che permetteranno di produrne in numero doppio rispetto al passato.</p>
<p>Il budget cinese per la Difesa sembra piccolo rispetto a quello statunitense per il 2021, <a href="https://www.defense.gov/Newsroom/Releases/Release/Article/2079489/dod-releases-fiscal-year-2021-budget-proposal/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">che è pari a <strong>740,5 miliardi di dollari</strong></a>, ma bisogna considerare un fattore che diminuisce di molto la differenza tra i due stanziamenti. Le spese di <em>procurement</em> militare, negli Stati Uniti, sono molto alte perché risentono, detto banalmente, del “costo della vita” statunitense: acquisire un sistema d&#8217;arma come un cacciatorpediniere, un sottomarino, un missile balistico o un singolo carro armato, costa molto di più negli Usa, a parità di livello, per via dei costi supportati dal sistema industriale che l&#8217;ha prodotto. La Cina, da questo punto di vista, è avvantaggiata perché non deve affrontare gli stessi costi di sviluppo e produzione proprio perché può contare su un sistema di ricerca e industriale (intendendo con questo termine anche i salari delle maestranze) più “economico”. Pertanto, quando si parla di bilanci statali, non bisogna solo guardare ai numeri tali e quali sono, ma leggerli nel contesto economico del Paese di riferimento.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-cina-aumenta-ancora-il-bilancio-della-difesa.html">La Cina aumenta (ancora) il bilancio della Difesa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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