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	<title>Belfast Archives - InsideOver</title>
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	<title>Belfast Archives - InsideOver</title>
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		<title>Brexit, si rischia davvero il ritorno dell&#8217;Ira in Irlanda del Nord?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/brexit-si-rischia-davvero-il-ritorno-dellira-in-irlanda-del-nord.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Nov 2019 15:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Belfast]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[Ira]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Murales-Bobby-Sands-Irlanda.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Un murales che raffigura Bobby Sands in Irlanda del Nord (LaPresse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Murales-Bobby-Sands-Irlanda.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Murales-Bobby-Sands-Irlanda-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Murales-Bobby-Sands-Irlanda-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Murales-Bobby-Sands-Irlanda-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Brexit dovrebbe causare seri problemi di stabilità all&#8217;Irlanda del Nord e provocare un ritorno del terrorismo nella regione. Questo è quanto ha sostenuto Michael Philipps, ex soldato dell&#8217;Ira, nel corso di un&#8217;intervista rilasciata a Gabriele Paradisi, autore del Blog Cielilimpidi e della pagina Facebook Cittadino Giornalista ed anticipata dall&#8217;Adnkronos. Secondo l&#8217;ex militante, infatti, il ritorno &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/brexit-si-rischia-davvero-il-ritorno-dellira-in-irlanda-del-nord.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Murales-Bobby-Sands-Irlanda.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Un murales che raffigura Bobby Sands in Irlanda del Nord (LaPresse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Murales-Bobby-Sands-Irlanda.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Murales-Bobby-Sands-Irlanda-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Murales-Bobby-Sands-Irlanda-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Murales-Bobby-Sands-Irlanda-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La Brexit dovrebbe causare <strong>seri problemi</strong> di <a href="https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/11/24/brexit-ira-dividera-irlanda-rischia-nuova-stagione-terrore_iwsWXivAWeYwe0R32RbVJK.html">stabilità</a> all&#8217;Irlanda del Nord e provocare un ritorno del <strong>terrorismo</strong> nella regione. Questo è quanto ha sostenuto <strong>Michael Philipps</strong>, ex soldato dell&#8217;Ira, nel corso di un&#8217;intervista rilasciata a Gabriele Paradisi, autore del Blog Cielilimpidi e della pagina Facebook Cittadino Giornalista ed anticipata dall&#8217;Adnkronos. Secondo l&#8217;ex militante, infatti, il ritorno ad una <strong>frontiera</strong>, dura o morbida che sia, tra Belfast e Dublino genererà una recrudescenza di fenomeni terroristici e rovinerà quei passi avanti che erano stati fatti dagli Accordi di Pace del Venerdì Santo, stipulati nel 1998. La libera circolazione di merci e persone all&#8217;interno dell&#8217;isola è stata determinante per pacificare la turbolenta Irlanda del Nord e per togliere uomini e mezzi a ciò che era rimasto dell&#8217;<strong>Ira</strong>, il gruppo terroristico di matrice repubblicana che ha lottato per decenni contro le forze di sicurezza del Regno Unito per la riunificazione dell&#8217;Irlanda. La Brexit, dunque, ha il potenziale per fomentare tensioni tra le comunità cattoliche e protestanti di Belfast, tensioni che potrebbero sfociare in esiti imprevedibili.</p>
<h2>Un rischio significativo</h2>
<p>L&#8217;ammonimento di Philipps è destinato a suscitare preoccupazioni ma, al tempo stesso, non inciderà in nessun modo sul corso degli eventi che sembrano ormai segnati. Le elezioni legislative nel Regno Unito, previste per il 12 dicembre, vedono il Partito conservatore di <strong>Boris Johnson</strong> in netto vantaggio sui rivali Laburisti di <strong>Jeremy Corbyn</strong>. I Tories staccano gli inseguitori, secondo gli istituti demoscopici, di almeno 10 punti percentuali ed al momento la conferma della<strong> Brexit</strong> sembra inevitabile. Solamente una rimonta dei progressisti potrebbe scongiurare questo esito: Corbyn ha infatti promesso che, in caso di vittoria, stipulerà un accordo che mantenga stretti legami con Bruxelles ed un secondo referendum confermativo sull&#8217;eventuale uscita di Londra dall&#8217;Unione Europea. Uno scenario, quest&#8217;ultimo, con scarse possibilità di verificarsi ed è così indubbio che la Brexit andrà a generare turbamenti ed instabilità dalle parti di Belfast. La fragile convivenza tra i cattolici ed i protestanti, culminata nella creazione di un Parlamento locale e nella smobilitazione dell&#8217;Ira avvenuta alla fine degli anni &#8217;90, rischia di essere messa a dura prova dal mutato scenario politico.</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p>La scelta del Regno Unito di uscire dall&#8217;Unione Europea implica, inevitabilmente, un <strong>allentamento dei legami</strong> con gli altri Stati Membri e dunque, in una certa misura, anche con l&#8217;Irlanda. Dublino è, però, un garante fondamentale della pacificazione di Belfast e si teme che il ritorno ad una qualche forma di frontiera rinfocoli gli spiriti dei separatisti più duri e possa andare a generare una catena di eventi, fatti di provocazioni, reazioni, scontri e violenze, difficili da fermare. Al tempo stesso, però, Londra non vuole e non può rinunciare all&#8217;Irlanda del Nord che, a livello costituzionale, costituisce parte integrante del suo territorio nazionale. La Brexit ha messo in moto, in definitiva, una serie di dinamiche politiche che potrebbero avere, qualora vengano mal gestite, il potenziale per causare <strong>seri danni</strong> all&#8217;assetto del Paese. Servirà molta prudenza da parte di Londra ed un certo grado di flessibilità per evitare gravi conseguenze sulla stabilità di Belfast ed un ritorno ad un&#8217;epoca, ormai piuttosto remota, fatta di divisioni tra gruppi paramilitari rivali e di comunità costrette a vivere in uno stato di segregazione de facto.</p>
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		<title>Alta tensione in Irlanda del Nord</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/alta-tensione-in-irlanda-del-nord.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2017 14:47:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Belfast]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[Ira]]></category>
		<category><![CDATA[Irlanda del Nord]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1060" height="636" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/Irlanda_1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/Irlanda_1.jpeg 1060w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/Irlanda_1-300x180.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/Irlanda_1-768x461.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/Irlanda_1-1024x614.jpeg 1024w" sizes="(max-width: 1060px) 100vw, 1060px" /></p>
<p>Un&#8217;escalation di eventi sta investendo l’Irlanda del Nord. Nel primo mese del 2017 il governo autonomo congiunto di Belfast è caduto dopo le dimissioni da vicepremier di Martin McGuinness, in polemica con Arlene Foster, leader dei protestanti del Partito Democratico Unionista (DUP), a causa di alcuni sospetti di conflitto d’interessi rispetto alle indagini per il suo operato quando &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/alta-tensione-in-irlanda-del-nord.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1060" height="636" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/Irlanda_1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/Irlanda_1.jpeg 1060w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/Irlanda_1-300x180.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/Irlanda_1-768x461.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/Irlanda_1-1024x614.jpeg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1060px) 100vw, 1060px" /></p><p>Un&#8217;escalation di eventi sta investendo l’<strong>Irlanda del Nord</strong>. Nel primo mese del 2017 il governo autonomo congiunto di <strong>Belfast</strong> è caduto dopo le dimissioni da vicepremier di <strong>Martin McGuinness</strong>, in polemica con <strong>Arlene Foster</strong>, leader dei protestanti del Partito Democratico Unionista (DUP), a causa di alcuni sospetti di conflitto d’interessi rispetto alle indagini per il suo operato quando ricopriva la carica di ministro delle Finanze. Proprio per questa crisi politica, nuove elezioni si svolgeranno il prossimo due marzo.Il nuovo volto dello Sinn FèinMcGuinness, ex-comandante dell&#8217;Esercito Repubblicano Irlandese (<strong>Ira</strong>), per anni esponente di punta del principale partito repubblicano Sinn Fèin, pochi giorni dopo le dimissioni ha anche annunciato il ritiro dall&#8217;attività politica di primo piano per questioni di salute. Il suo posto è stato preso da <strong>Michelle O’Neill</strong>. Quarant&#8217;anni, è la prima donna a guidare quello che per tre decenni è stato considerato il braccio politico del gruppo armato nazionalista. Da vent&#8217;anni in politica, proviene da una famiglia di fieri repubblicani. Suo padre ha conosciuto le prigioni britanniche perchè accusato di essere un collaboratore dell&#8217;IRA e un cugino è stato ucciso dalle SAS, le forze speciali di sua Maestà. E anche se non ha vissuto a pieno gli anni più duri del conflitto, dove la violenza era all&#8217;ordine del giorno, l&#8217;esperienza non le manca. La donna, infatti, è stata sindaco, deputato ed infine ministro dell’Agricoltura e della Sanità nel governo autonomo dell’Irlanda del Nord.Le conseguenze della BrexitLa situazione è tesa anche per l&#8217;uscita della <strong>Gran Bretagna</strong> dall&#8217;Unione Europea (UE). Due settimane fa, nel convegno sulla <em>United Ireland</em> tenutosi a Dublino, <strong>Gerry Adams</strong>, leader dello Sinn Fèin per la Repubblica d&#8217;Irlanda, ha avvertito che “l’intenzione del governo britannico di far uscire l’Irlanda del Nord dall’Europa, nonostante la volontà della popolazione di rimanere (il 56 per cento ha votato Remain, ndr), è un atto ostile. Non solo a causa delle implicazioni di un confine vero e proprio all’interno dell’isola, ma per l’impatto negativo sul processo di pace inaugurato dagli <strong>Accordi del Venerdì Santo</strong>”.<style>.embed-container{position:relative;padding-bottom:56.25%;height:0;overflow:hidden;max-width:100%}.embed-container iframe,.embed-container object,.embed-container embed{position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%}</style><div class="embed-container"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/e6IWP6mqw2w" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>L&#8217;ipotesi portata avanti da Adams è realistica. L&#8217;intesa per la pacificazione firmata dal governo inglese, irlandese e dai maggiori movimenti politici sia unionisti che repubblicani nel 1998, infatti, oltre all&#8217;abolizione del confine tra nord e sud, prevede una serie di patti che verrebbero a cadere se il Regno Unito non riconoscesse più la Corte Europea dei Diritti Umani.Torna la violenzaPrima del referendum, nel corso di una conferenza all’università di Derry, l&#8217;ex primo ministro britannico <strong>Tony Blair</strong> aveva detto che le conseguenze della Brexit avrebbero messo seriamente a rischio la pace e la stabilità del Nord Irlanda, “costruite con grande sforzo e consolidate con altrettanta difficoltà”. Non aveva torto. Il gruppo armato repubblicano<strong> New IRA</strong>, che dal 2012 ha riunito varie sigle paramilitari ancora attive, infatti, ha rivendicato nell&#8217;ultimo periodo una serie di azioni. A Belfast, nei giorni scorsi, ha piazzato una bomba con l&#8217;obiettivo di colpire le forze di sicurezza. Fortunatamente l&#8217;attentato non è andato a buon fine, ma per disinnescare l&#8217;ordigno gli artificieri britannici hanno impiegato due giorni, a causa della nuova e sorprendente tecnologia usata. Il gruppo armato ha <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.belfasttelegraph.co.uk/news/northern-ireland/new-ira-claim-responsibility-for-shooting-police-officer-in-belfast-35396834.html" target="_blank">dichiarato di essere responsabile anche del ferimento di un poliziotto</a> avvenuto la sera di domenica 22 gennaio durante un agguato a Belfast. I militanti nazionalisti, attraverso un comunicato rilasciato al quotidiano <em>The Irish News</em>, hanno spiegato che l&#8217;intenzione dell&#8217;attacco era quella di “uccidere due poliziotti”. Solo l&#8217;uso del giubbotto antiproiettile ha salvato la vita all&#8217;agente.<a href="https://twitter.com/fabio_polese" target="_blank">@fabio_polese</a></p>
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		<title>L&#8217;Irlanda del Nord dice addio ai muri</title>
		<link>https://it.insideover.com/nazionalismi/lirlanda-dice-addio-ai-muri.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Aug 2016 13:56:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Belfast]]></category>
		<category><![CDATA[Ira]]></category>
		<category><![CDATA[Irlanda del Nord]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1141" height="756" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/08/Murales2014_61.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/08/Murales2014_61.jpg 1141w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/08/Murales2014_61-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/08/Murales2014_61-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/08/Murales2014_61-1024x678.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1141px) 100vw, 1141px" /></p>
<p>Ci vorranno ancora sette anni. È solo una questione di tempo anche per i muri di cemento e mattoni, per le cancellate con e senza filo spinato dell’Irlanda del Nord. L’imponente sistema di reticolati &#8211; che da più di quarant’anni divide la comunità irlandese da quella filo-britannica &#8211; verrà smantellato.[Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;267&#8243; gal_title=&#8221;Muri_Irlanda_1&#8243;]Ad annunciare l’intenzione di mantenere &#8230; <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/lirlanda-dice-addio-ai-muri.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/lirlanda-dice-addio-ai-muri.html">L&#8217;Irlanda del Nord dice addio ai muri</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1141" height="756" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/08/Murales2014_61.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/08/Murales2014_61.jpg 1141w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/08/Murales2014_61-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/08/Murales2014_61-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/08/Murales2014_61-1024x678.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1141px) 100vw, 1141px" /></p><p>Ci vorranno ancora sette anni. È solo una questione di tempo anche per i muri di cemento e mattoni, per le cancellate con e senza filo spinato dell’<strong>Irlanda del Nord</strong>. L’imponente sistema di reticolati &#8211; che da più di quarant’anni divide la comunità irlandese da quella filo-britannica &#8211; verrà smantellato.[Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;267&#8243; gal_title=&#8221;Muri_Irlanda_1&#8243;]Ad annunciare l’intenzione di mantenere la promessa fatta nel 2013 da <strong>Peter Robinson</strong> &#8211; l’allora primo ministro nordirlandese &#8211; è stata <strong>Megan Fearon</strong>, parlamentare dello <strong>Sinn Féin</strong>, durante un incontro che ha visto anche la partecipazione di Julie Ann Corr, la consigliera del Progressive Unionist Party.La parlamentare repubblicana ha confermato che il governo rimuoverà tutti i muri di interfaccia entro il 2023. Anche perché, ha spiegato, “la riconciliazione è stata ostacolata dalle divisioni fisiche” e per “aiutare la costruzione di una comunità condivisa, unita e riconciliata”, l’unica soluzione è quella di “rimuovere queste strutture”.Le <strong><em>Peace Lines,</em></strong> come vengono chiamate le barriere che dividono caseggiati, scuole, pub e negozi, sono state costruite negli anni Settanta, all’apice dei<em><strong> troubles</strong></em>, gli scontri tra la comunità nazionalista repubblicana e quella fedele a sua maestà più pesanti che l’Irlanda del Nord abbia mai conosciuto. Finiti dopo un trentennio di guerra, grazie allo storico <strong>accordo del Venerdì Santo</strong> &#8211; <em>Good Friday Agreement</em> &#8211; firmato il 10 aprile del 1998 dal governo britannico ed irlandese e da diversi partiti politici di entrambi gli schieramenti.[Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;268&#8243; gal_title=&#8221;Muri_Irlanda2&#8243;]Attualmente, secondo i numeri forniti dal Ministero della Giustizia, esistono ancora 50 barriere, 39 muri e 11 cancellate. Alcune <em>Peace Lines</em> corrono per diversi chilometri e arrivano ad essere alte quasi sei metri. La maggior parte si trovano negli epicentri del conflitto, le città divenute simbolo della lotta repubblicana, come <strong>Belfast</strong> e <strong>Derry</strong>. Anche in cittadine più piccole però, come <strong>Portadown</strong> e <strong>Lurgan</strong>, barriere e recinzioni segmentano gli isolati.Il muro più famoso si trova a Belfast e divide <em><strong>Shankill Road</strong></em>, roccaforte dei protestanti, da <strong><em>Falls Road</em></strong>, baluardo dei nazionalisti irlandesi. Diventato un’attrazione turistica grazie ai murales identitari che lo ricoprono, per i combattenti di oggi e di allora, rappresenta un santuario eretto alla memoria dei caduti di ambo gli schieramenti.“Ci vuole coraggio per impegnarsi su questioni difficili, ma il coraggio che molti nella comunità hanno dimostrato e continuano a mostrare quotidianamente, può cambiare la nostra società in meglio. Si stanno facendo progressi”, ha concluso Megan Fearon durante l’incontro di ieri.[Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;269&#8243; gal_title=&#8221;Muri_Irlanda3&#8243;]Ma se è vero che negli ultimi anni sono stati fatti moltissimi progressi, <strong>la divisione tra irlandesi e filo-britannici è ancora molto alta</strong>. Un recente studio della <em>Queen’s University</em>, realizzato in dodici zone della città di Belfast, ha rilevato che quasi il 70 per cento degli adolescenti tra i 18 e i 25 anni non hanno mai avuto neanche una conversazione con un coetaneo dell’altra comunità.E non si tratta solo di questo. <strong>Anche se con minor intensità, gli attacchi settari e le attività paramilitari continuano</strong>. L’ultimo omicidio risale a pochi giorni fa, con l’assassinio di John Boreland, ritenuto uno dei leader storici dell’<strong>Ulster Defence Association</strong> (UDA). Le circostanze sono ancora da chiarire, ma è probabile che la causa va ricercata nel suo passato da militante armato.<strong>Anche l’Esercito Repubblicano Irlandese (IRA), nell’ultimo periodo è tornato in azione</strong>. Nello scorso marzo, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/lira-torna-a-fare-paura/" target="_blank">come avevamo già raccontato sulle pagine de <em>Gli Occhi della Guerra</em></a>, il gruppo paramilitare ha piazzato una bomba sotto la macchina della guardia carceraria Adrian Ismay, deceduto qualche giorno più tardi a causa delle ferite riportate nell’esplosione.<a href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/cristiani-sotto-tiro/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-14705" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2016/08/banner_occhi_sotto_attacco-3.jpg" alt="banner_occhi_sotto_attacco" /></a><strong>Nel mese di maggio, l’attività dei gruppi armati repubblicani ha portato il governo di Londra ad alzare il livello di allerta da “moderato” a “sostanziale”.</strong> Si tratta di un’evoluzione preoccupante, se si considera che l’ultima volta era stato innalzato nel 2010 ed abbassato solo due anni più tardi. Fonti dell’intelligence britannica, in più occasioni, hanno posto l’accento sul fermento delle organizzazioni paramilitari irlandesi che, in questi mesi, hanno dato inequivocabili segnali di attività.<a href="https://twitter.com/fabio_polese" target="_blank">@fabio_polese</a></p>
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		<title>Bobby Sands, martire dei popoli in lotta</title>
		<link>https://it.insideover.com/nazionalismi/bobby-sands-martire-dei-popoli-in-lotta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eldoleo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 May 2016 17:09:01 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Belfast]]></category>
		<category><![CDATA[Ira]]></category>
		<category><![CDATA[Irlanda del Nord]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="850" height="563" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/8.jpg 850w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/8-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/8-768x509.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px" /></p>
<p>Si chiamava Robert Gerard Sands. Ma per tutti era Bobby, Bobby Sands. Un ragazzo come tanti, cresciuto in una Belfast difficile e piena di odio. Nato il 9 marzo del 1954, ad Abbots Cross, sobborgo settentrionale della città nordirlandese, fu costretto a trasferirsi diverse volte, a causa delle constanti intimidazioni subite dai lealisti. Nel 1972, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/bobby-sands-martire-dei-popoli-in-lotta.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="850" height="563" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/8.jpg 850w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/8-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/8-768x509.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px" /></p><p>Si chiamava Robert Gerard Sands. Ma per tutti era Bobby, <em>Bobby Sand</em>s. Un ragazzo come tanti, cresciuto in una <strong>Belfast</strong> difficile e piena di odio. Nato il 9 marzo del 1954, ad <em>Abbots Cross</em>, sobborgo settentrionale della città nordirlandese, fu costretto a trasferirsi diverse volte, a causa delle constanti intimidazioni subite dai lealisti. Nel 1972, proprio per queste minacce continue, venne obbligato ad abbandonare anche il lavoro.“In quel periodo la comunità repubblica non aveva un futuro”, mi ha spiegato un ex combattente dell’<a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/tag/ira/" target="_blank" rel="noopener">Esercito Repubblicano Irlandese (IRA)</a> che ha conosciuto Bobby Sands. “Non avevamo possibilità di lavorare e dunque di vivere. L’unica risposta che potevamo dare ai continui soprusi era quella d’imbracciare un fucile e combattere”. Questa motivazione mi viene data anche da molti altri ex volontari che ho incontrato negli anni durante <a href="http://www.occhidellaguerra.it/category/europa/irlanda/" target="_blank" rel="noopener">i miei viaggi in Irlanda del Nord</a>. “Arruolarsi nell’IRA – mi hanno ripetuto tutti – era l’unico modo per combattere gli oppressori inglesi e le ingiustizie di cui eravamo quotidianamente vittime”. È proprio in questo contesto che anche Bobby Sands entrò a far parte dell’IRA, nelle fila dell’ala <em>Provisional</em>, la componente nazionalista maggioritaria dei repubblicani armati, che in quegli anni aveva molti contrasti con l’ala minoritaria marxista degli <em>Officials</em>.</p>
<p>Bobby Sands diventò membro del primo battaglione della <em>Belfast Brigade</em>, una delle unità più numerose che si occupavano di controllare e difendere le zone di <em>Andersonstown</em>, <em>Lenadoon</em>, <em>Turf Lodge</em> e la parte alta di <em>Falls Road</em>. Come tanti suoi compagni d’armi, entrò e uscì di prigione, fino a quando, nel settembre del 1977 – rifiutando di riconoscere la corte – fu condannato a quattordici anni di reclusione per detenzione di arma da fuoco, ma la sua voglia di combattere per la libertà del popolo irlandese non si fermò.</p>
<p>Dentro i blocchi H della <a style="color: #0000ff;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Long_Kesh" target="_blank" rel="noopener"><strong>prigione di <em>Long Kesh</em></strong></a>, infatti, assieme agli altri combattenti repubblicani detenuti, iniziò una serie di proteste per richiedere lo status di prigioniero politico, abolito da Londra nel 1976. I repubblicani, quindi, erano diventati dei semplici delinquenti comuni. Non accettando questo stravolgimento della loro identità, come prima protesta decisero di rifiutare la divisa. Era la <em>blanket protest</em>: i detenuti repubblicani iniziarono a indossare solo le coperte, e questo era solo l’inizio. Nel 1978 i prigionieri cominciarono a spalmare i propri escrementi sui muri delle celle e a buttare l’urina sotto le porte. Il governo britannico, tuttavia, sembrava indifferente e non era disposto a trattare.  Bobby Sands, con altri militanti dell’IRA, decise allora d’iniziare uno sciopero della fame. Questa scelta, tanto drastica quanto determinata, lo portò a morire il 5 maggio del 1981, dopo 66 giorni di agonia. Successivamente, altri nove giovani morirono nel corso del più grande sciopero della fame della storia d’Europa.</p>
<p>Nelle pagine di <strong><em>Un giorno della mia vita</em></strong>, diario scritto da Bobby Sands in carcere, troviamo racconti incredibili che ci fanno immedesimare in quello che lui e tutti i combattenti irlandesi stavano subendo: barbarie atroci, soprusi, intimidazioni e torture. Ma Bobby Sands, nonostante il peso dell’angoscia e della sofferenza, conclude il suo racconto con un grido di speranza: “Se non sono in grado di uccidere il tuo desiderio di libertà, non potranno spezzarti. Non mi spezzeranno perché il desiderio di libertà, e della libertà della popolazione irlandese, è nel mio cuore. Verrà il giorno in cui tutta la gente d’Irlanda potrà mostrare il suo desiderio di libertà. Sarà allora che vedremo sorgere la luna”.Trentacinque anni dopo quell’atto sacrificale, inciso col sangue dei martiri, ci arriva l’esempio di sacrificio e di lotta per la libertà. Un esempio ripreso ancora oggi da molti altri popoli oppressi. Senza differenza di credo politico o di fede religiosa.</p>

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