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	<title>Base iraniana Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Tue, 21 Feb 2023 18:54:53 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Base iraniana Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>L&#8217;Iran ripensa la propria forza aerea e parte da un nuovo nido d&#8217;aquila</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/liran-ripensa-la-propria-forza-aerea-e-parte-da-un-nuovo-nido-daquila.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Feb 2023 05:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aeronautica]]></category>
		<category><![CDATA[Aviazione russa]]></category>
		<category><![CDATA[Base iraniana]]></category>
		<category><![CDATA[Sukhoi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230221184049259_4ec4b3f6dfbdca9fa0dd33a270fb20c7-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230221184049259_4ec4b3f6dfbdca9fa0dd33a270fb20c7-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230221184049259_4ec4b3f6dfbdca9fa0dd33a270fb20c7-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230221184049259_4ec4b3f6dfbdca9fa0dd33a270fb20c7-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230221184049259_4ec4b3f6dfbdca9fa0dd33a270fb20c7-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230221184049259_4ec4b3f6dfbdca9fa0dd33a270fb20c7-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230221184049259_4ec4b3f6dfbdca9fa0dd33a270fb20c7-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Due settimane dopo una massiccia esercitazione congiunta Usa-Israele, le forze armate iraniane hanno giocato al rilancio presentando la nuova base aerea militare Oghab-44, costruita a centinaia di metri sotto terra, al sicuro dai bombardamenti americani. L&#8217;iniziativa sembra inserirsi in un più ampio piano per rilanciare la potenza aerea iraniana nella regione e riaffermare il controllo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/liran-ripensa-la-propria-forza-aerea-e-parte-da-un-nuovo-nido-daquila.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/liran-ripensa-la-propria-forza-aerea-e-parte-da-un-nuovo-nido-daquila.html">L&#8217;Iran ripensa la propria forza aerea e parte da un nuovo nido d&#8217;aquila</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230221184049259_4ec4b3f6dfbdca9fa0dd33a270fb20c7-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230221184049259_4ec4b3f6dfbdca9fa0dd33a270fb20c7-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230221184049259_4ec4b3f6dfbdca9fa0dd33a270fb20c7-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230221184049259_4ec4b3f6dfbdca9fa0dd33a270fb20c7-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230221184049259_4ec4b3f6dfbdca9fa0dd33a270fb20c7-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230221184049259_4ec4b3f6dfbdca9fa0dd33a270fb20c7-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230221184049259_4ec4b3f6dfbdca9fa0dd33a270fb20c7-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Due settimane dopo una massiccia esercitazione congiunta Usa-Israele, le forze armate iraniane hanno giocato al rilancio presentando la nuova<strong> base aerea militare Oghab-44</strong>, costruita a centinaia di metri sotto terra, al sicuro dai bombardamenti americani. L&#8217;iniziativa sembra inserirsi in un più ampio piano per rilanciare la potenza aerea iraniana nella regione e riaffermare il controllo sul Golfo Persico. </p>



<p>Anche quest’anno <strong>l’anniversario della rivoluzione khomeinista</strong> ha portato con sé un annuncio in pompa magna. In presenza delle massime autorità militari del Paese, il comandante in capo delle Forze Armate Iraniane Mohammad Hossein Baqeri e il comandante dell’esercito iraniano Abdolrahim Mousavi hanno presieduto la cerimonia di presentazione di Oghab-44, trasmettendo sui canali nazionali le immagini della nuova base sotterranea, comprese le strutture interne e velivoli parcheggiati.</p>



<p>Non a caso, la notizia arriva a meno di due settimane dalla conclusione dell’operazione Juniper Oak, <a href="https://twitter.com/CENTCOM/status/1618601053083127811">definita</a> dallo stesso Comando Centrale delle forze armate americane come “la più grande <strong>esercitazione congiunta</strong> Stati Uniti-Israele”. L&#8217;iniziativa ha dimostrato la rapidità con cui Washington è in grado di trasferire le proprie forze armate all’esterno dell’area di responsabilità Centcom e l&#8217;alto grado di integrazione con le forze di difesa israeliane. Nonostante i funzionari della difesa americana <a href="https://www.mei.edu/publications/juniper-oak-2023-reinforces-us-commitment-middle-east-sets-standard-future-regional" target="_blank" rel="noreferrer noopener">abbiano assicurato</a> che l’esercitazione non era rivolta a nessun Paese nello specifico, la settimana di operazioni ha certamente <strong>segnalato le</strong> <strong>capacità </strong>degli States e del loro principale partner regionale di puntare all’Iran – come anche a Cina e Russia – rinforzando il concetto di deterrenza integrata insito nella National Defense Strategy.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nido dell&#8217;aquila iraniana</h2>



<p>Il nome della nuova base tattica è la traduzione in farsi della parola &#8220;aquila&#8221;, mentre il numero 44 si riferisce all&#8217;anniversario della rivoluzione del 1979; è situata a 120 chilometri a nord di Bandar Abbas, in una remota area della provincia di Hormozgan. L&#8217;ispirazione del nome è chiara: nonostante la posizione arretrata, la struttura sorveglia e tiene a tiro le rotte strategiche di trasporto marittimo nel Golfo Persico e nello <strong>Stretto di Hormuz</strong>. In questo nuovo nido dell&#8217;aquila le autorità iraniane ripongono grandi speranze. Durante la cerimonia d&#8217;inaugurazione, l&#8217;alto ufficiale delle Guardie della Rivoluzione Gholamreza Jalali ha riferito che la struttura potrebbe <strong>rivoluzionare la postura militare</strong> del Paese e forzare il nemico a riconsiderare i suoi calcoli militari. </p>



<p>Il comandante Baqeri <a href="https://www.forbes.com/sites/pauliddon/2023/02/07/eagle-44-underground-airbase-hints-at-irans-strategy/?sh=182641146bc2" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha poi aggiunto</a> che Oghab-44, insieme ad altre non meglio specificate basi aeree sotterranee, potrebbe espandere il potere deterrente iraniano oltre le note capacità missilistiche <strong>rimettendo la forza aerea in campo</strong>. Consapevole che l&#8217;aviazione militare iraniana ha sempre avuto finanziamenti notevolmente minori rispetto alle Guardie della Rivoluzione Islamica e alle e altri rami delle forze armate regolari, Baqeri ha garantito che questa e altre future iniziative sorelle puntelleranno la debolezza della flotta aerea del Paese ospitando nuovi jet e proteggendoli da attacchi nemici. </p>



<p>Con catene montuose a nord e a sud, la topografia del luogo <strong>scoraggia attacchi aerei e missilistici</strong>, ma difficilmente questi ostacoli saranno così insormontabili da bloccare armi di nuova generazione. Allo stesso modo, i pesanti portali anti-esplosione che proteggono le quattro entrate della struttura hanno poche possibilità di resistere ad un eventuale attacco tattico nucleare, e gli stessi aerei alloggiati nei bunker corazzati devono pur decollare e atterrare su piste esposte dove rimangono vulnerabili all&#8217;artiglieria nemica. Dalle immagini trasmesse dalle emittenti governative si evince che la struttura è ancora incompleta, ma per ora gli ampi tunnel che collegano le aree della struttura dedicate alla manutenzione e all&#8217;armamento dei velivoli e allo stoccaggio di carburante non sono forniti di dispositivi antincendio o che favoriscano la ventilazione, e questo potrebbe costituire un&#8217;ulteriore vulnerabilità della base. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Rilanciare l&#8217;aviazione per controllare il Golfo</h2>



<p>I recenti commenti di Baqeri, l’inaugurazione di Oghab-44 e la promessa di altre basi aeree rinforzate suggeriscono che l’Iran potrebbe concentrare i propri sforzi per una <strong>forza aerea più moderna</strong>. Ne è un esempio la trattativa per i 24 <strong>Su-35</strong>, caccia multi-ruolo venduti da Mosca in cambio di droni iraniani, la cui consegna sembra <a href="https://www.startmag.it/smartcity/la-russia-consegnera-i-caccia-su-35-a-iran/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">prevista per marzo 2023</a>. Il tempismo dell&#8217;acquisizione volge a favore della narrativa ricattatoria di Mosca. Il Cremlino sembra voler mandare un messaggio chiaro: se i governi occidentali manderanno gli F-16 o altri aerei da combattimento in Ucraina, la Russia darà i suoi Sukhoi 35 a Teheran. Il comandante dell&#8217;aviazione Hamid Vahedi <a href="https://www.borna.news/%D8%A8%D8%AE%D8%B4-%D8%B3%DB%8C%D8%A7%D8%B3%DB%8C-3/1372678-%D8%AE%D8%B1%DB%8C%D8%AF-%D8%AC%D9%86%DA%AF%D9%86%D8%AF%D9%87-%D8%B3%D9%88%D8%AE%D9%88-%D8%A7%D8%B2-%D8%B1%D9%88%D8%B3%DB%8C%D9%87-%D8%AF%D8%B1-%D8%AF%D8%B3%D8%AA%D9%88%D8%B1-%DA%A9%D8%A7%D8%B1-%D8%A7%D8%B1%D8%AA%D8%B4-%D8%A7%DB%8C%D8%B1%D8%A7%D9%86" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha confermato</a> che il Paese è pronto ad acquistare anche elicotteri, sistemi di difesa e vari missili da Mosca. </p>



<p>La <strong>partnership strategica con la Russia</strong> e i potenziali nuovi jet da combattimento costituirebbero un salto quantico per l&#8217;Iriaf, la forza aerea della Repubblica Islamica. Attualmente, il suo pilastro fondamentale è costituito dalla flotta di <strong>F4 Phantom</strong> che l&#8217;aviazione dello scià Pahlavi aveva acquistato dagli Stati Uniti prima della rivoluzione. Si parla dunque di dispositivi vecchi di almeno 45 anni. Poco meno datate sono anche le altre componenti dell&#8217;aviazione militare iraniana, i MiG-29 e i Su-24, acquisiti dall&#8217;Unione Sovietica sull&#8217;orlo della dissoluzione nel 1990.</p>



<p>Armati con missili antinave a lungo raggio e munizioni moderne in grado di agganciare obiettivi mobili, i nuovi aerei che decolleranno da Oghab-44 potrebbero lanciare attacchi preventivi a sorpresa contro le grandi corazzate della marina americana che navigano nel Golfo (specialmente le portaerei e i gruppi anfibi) ma anche contro le basi militari statunitensi sulla sponda opposta. L’ultimo dispiegamento della <strong>portaerei Ronald Reagan</strong> e del suo gruppo d&#8217;attacco, Carrier Strike Group, risale a settembre 2021, e la quinta flotta americana, deputata al pattugliamento della regione, è stata più volte schierata a distanza di tiro dall&#8217;Iran. </p>
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			</item>
		<item>
		<title>Una nuova base militare: così Teheran consolida la sua presenza in Siria</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/una-nuova-base-militare-cosi-teheran-consolida-la-sua-presenza-in-siria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Cianciarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Sep 2019 05:18:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Base iraniana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldati-iran-in-parata-La-Presse-e1567689945575.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Militari iraniani a Teheran" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldati-iran-in-parata-La-Presse-e1567689945575.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldati-iran-in-parata-La-Presse-e1567689945575-300x120.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldati-iran-in-parata-La-Presse-e1567689945575-768x307.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldati-iran-in-parata-La-Presse-e1567689945575-1024x410.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Iran sta completando una nuova base militare in Siria, nei pressi di Al-Bukamal, al confine con l&#8217;Iraq. Il compound – il primo di grandi dimensioni costruito da Teheran all&#8217;interno del territorio siriano – si troverebbe a soli 300 chilometri da una postazione dell&#8217;esercito americano. Secondo un report dell&#8217;azienda israeliana ImageSat International (Isi), che ha diffuso &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/una-nuova-base-militare-cosi-teheran-consolida-la-sua-presenza-in-siria.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldati-iran-in-parata-La-Presse-e1567689945575.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Militari iraniani a Teheran" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldati-iran-in-parata-La-Presse-e1567689945575.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldati-iran-in-parata-La-Presse-e1567689945575-300x120.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldati-iran-in-parata-La-Presse-e1567689945575-768x307.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldati-iran-in-parata-La-Presse-e1567689945575-1024x410.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;Iran sta completando una <strong><a href="https://www.foxnews.com/world/iran-building-classified-military-base-syria">nuova base militare</a></strong> in Siria, nei pressi di Al-Bukamal, al confine con l&#8217;Iraq. Il compound – il primo di grandi dimensioni costruito da Teheran all&#8217;interno del territorio siriano – si troverebbe a soli 300 chilometri da una postazione dell&#8217;esercito americano.</p>
<p>Secondo un report dell&#8217;azienda israeliana ImageSat International (Isi), che ha diffuso le immagini satellitari della base, la costruzione della nuova struttura sarebbe stata avviata pochi mesi fa, ma si troverebbe già a uno stadio avanzato dei lavori.</p>
<p>Ormai in fase di completamento, la struttura – meglio conosciuta con il nome di <strong>Imam Ali compound</strong> – comprende ben cinque edifici, una decina di magazzini, con altri stabili e depositi di missili; questi ultimi, meno fortificati, sarebbero situati nell&#8217;area nordoccidentale del sito.</p>
<p>Il compound &#8211; il cui progetto è considerato &#8220;classificato&#8221; dalle autorità di Teheran &#8211; dovrebbe essere concluso entro i prossimi mesi, divenendo immediatamente operativo e in grado di ospitare migliaia di truppe e missili a guida di precisione.</p>
<h2>Il confine tra Siria e Iraq</h2>
<p>La posizione in cui sorge la base è di importanza strategica per l&#8217;Iran. Situata al confine tra Iraq e Siria, l&#8217;area costituisce un&#8217;<strong>arteria vitale</strong> per Teheran, che la utilizza per trasferire uomini e mezzi dalla Repubblica islamica verso i Paesi confinanti.</p>
<p>Negli ultimi mesi, Teheran si starebbe dedicando a rafforzare il controllo di questo lembo di territorio. Già lo scorso maggio, erano state diffuse immagini satellitari che rivelavano la costruzione di una nuova postazione di frontiera, la cui apertura è prevista – salvo nuovi ritardi &#8211; per il prossimo <a href="https://npasyria.com/en/blog.php?id_blog=670&amp;sub_blog=2%20&amp;name_blog=%20Albukamal-AlQaim%20border-crossing%20opening%20postponed%20to%20the%20beginning%20of%20next%20month">7 settembre</a>.</p>
<p>Collocato vicino alla nuova base militare iraniana, il valico sostituirebbe il vecchio attraversamento di confine tra Al-Bukamal (Siria) e Al-Qaim (Iraq), distrutto dalla guerra e quindi chiuso da tempo. Il territorio, dunque, costituisce un&#8217;importante &#8220;<strong>via terrestre</strong>&#8221; attraverso la quale Teheran può facilmente raggiungere la Siria, il Libano e il mar Mediterraneo, consolidando così la sua <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-dalla-siria-lombra-delliran.html">presenza nella regione</a> e creando, assieme ai suoi proxy, un fronte unico dal sud del Libano fino alle alture del Golan, in funzione anti-israeliana.</p>
<h2>La risposta di Israele</h2>
<p>Un progetto, quello di Teheran, che Israele sta cercando in tutti i modi di smantellare. Negli ultimi mesi, lo Stato ebraico ha <strong>intensificato le operazioni</strong> contro le milizie filoiraniane nella regione mediorientale, estendendo i raid aerei dalla Siria fino al Libano e all&#8217;Iraq.</p>
<p>Israele teme che Teheran riesca a rafforzare la sua presenza in Iraq come ha fatto negli scorsi anni in Siria. Non è un caso, dunque, che, negli ultimi mesi, una <a href="https://it.insideover.com/guerra/lombra-di-israele-e-degli-usa-dietro-gli-strani-incidenti-in-iraq.html">serie di attacchi</a> aerei – attribuiti a Israele, ma mai confermati ufficialmente &#8211; abbia centrato postazioni militari e depositi di munizioni delle Forze di Mobilitazione Popolare, sostenute dall&#8217;Iran e attive nel territorio iracheno.</p>
<p>Pochi giorni fa (25 agosto), un drone ha centrato due veicoli delle Brigate <strong>Kata&#8217;ib Hezbollah</strong> – un gruppo paramilitare sciita iracheno supportato dall&#8217;Iran – proprio nei pressi della cittadina irachena di <strong>Al-Qaim</strong>, al confine con il distretto siriano di Al-Bukamal, dove oggi starebbe sorgendo la nuova base militare iraniana.</p>
<p>In Libano, invece, Israele avrebbe alzato il tiro proprio nell&#8217;ultima settimana, temendo che Hezbollah sia in possesso delle componenti necessarie per produrre <a href="https://it.insideover.com/guerra/missili-di-precisione-dietro-lo-scambio-di-fuoco-tra-israele-ed-hezbollah.html">missili a guida di precisione</a> &#8211; un&#8217;arma con un margine di errore di pochi metri, in grado di centrare e distruggere siti strategici israeliani. Lo smantellamento di questo arsenale costituirebbe una &#8220;<a href="https://www.israeldefense.co.il/en/node/40052">priorità strategica</a>&#8221; per lo Stato ebraico.</p>
<p>Una guerra, quella tra Israele e Iran, che sembra essere già iniziata, seppure attraverso colpi indiretti, e nella quale lo Stato ebraico domina i cieli, mentre Teheran avanza via terra.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/una-nuova-base-militare-cosi-teheran-consolida-la-sua-presenza-in-siria.html">Una nuova base militare: così Teheran consolida la sua presenza in Siria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;Vincere senza combattere&#8221;: tra Iran e Israele è guerra psicologica</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/guerra-psicologica-iran-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 May 2018 14:15:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Base iraniana]]></category>
		<category><![CDATA[Damasco]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="4000" height="2547" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Carro-armato-siriano_LAPRESSE.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Carro-armato-siriano_LAPRESSE.jpg 4000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Carro-armato-siriano_LAPRESSE-300x191.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Carro-armato-siriano_LAPRESSE-768x489.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Carro-armato-siriano_LAPRESSE-1024x652.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 4000px) 100vw, 4000px" /></p>
<p>Quella che si sta combattendo in Siria, fra Iran e Israele, è anche (e soprattutto) una guerra psicologica. Una guerra fatta di minacce, di aggressioni, ma soprattutto di attacchi chirurgici da parte israeliana che non ha neanche bisogno di essere devastante. Purché se ne parli, purché si dica che Israele sia pronto ad attaccare. Oderint &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/guerra-psicologica-iran-israele.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="4000" height="2547" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Carro-armato-siriano_LAPRESSE.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Carro-armato-siriano_LAPRESSE.jpg 4000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Carro-armato-siriano_LAPRESSE-300x191.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Carro-armato-siriano_LAPRESSE-768x489.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Carro-armato-siriano_LAPRESSE-1024x652.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 4000px) 100vw, 4000px" /></p><p>Quella che si sta combattendo in <strong>Siria</strong>, fra <strong>Iran</strong> e <strong>Israele</strong>, è anche (e soprattutto) una guerra <strong>psicologica</strong>. Una guerra fatta di minacce, di aggressioni, ma soprattutto di <strong>attacchi chirurgici</strong> da parte israeliana che non ha neanche bisogno di essere devastante. Purché se ne parli, purché si dica che Israele sia pronto ad attaccare. <em>Oderint dum metuant</em>, letteralmente &#8220;odino, purché temano&#8221;.</p>
<p><a style="color: #0000ff" href="https://www.jpost.com/Middle-East/Analysis-The-new-war-against-Iran-in-Syria-is-psychological-556545">Come scrive il <em>Jerusalem Post</em></a>, le ultime <strong>immagini </strong>pubblicate da ImageSat International &#8211; sito che si occupa di elaborazioni di immagini satellitare da vettori commerciali &#8211; sono molto interessanti. Mostrano i danni causati dagli <a style="color: #0000ff" href="https://tg24.sky.it/mondo/2018/05/10/siria-israele-iran-attacco.html">attacchi aerei israeliani in Siria del 10 maggio</a>. Ebbene, queste foto non lasciano affatto credere che gli attacchi siano stati devastanti. Anzi, semmai l&#8217;esatto opposto. Basti pensare all&#8217;aeroporto internazionale di Damasco e alla cosiddetta &#8220;<strong>Glasshouse</strong>&#8220;, la &#8220;Serra&#8221;.</p>
<p>Tuttavia, c&#8217;è un dato da non sottovalutare: il gigantesco edificio dell&#8217;aeroporto internazionale di Damasco è stato evacuato il giorno del bombardamento. Dall&#8217;analisi di queste immagini si può quindi capire quale sia uno degli scopi delle operazioni israeliane in Siria. Non soltanto colpire, ma <strong>creare confusione</strong>, costringere le forze avversarie a dove ripiegare altrove. Il tutto nell&#8217;ombra di attacchi mai dichiarati, furtivi, a volte del tutto anonimi e improvvisi.</p>
<p>Da questo punto di vista, gli attacchi di Israele sono un continuo susseguirsi di <strong>annunci</strong>, ripiegate delle forze sciite e bombardamenti dell&#8217;aviazione israeliana. <a style="color: #0000ff" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/usa-gran-bretagna-e-francia-attaccano-siria-1515351.html">Stessa cosa è avvenuta con i i raid delle forze occidentali</a>. Altrimenti, minacciare raid per giorni non avrebbe senso: se è una guerra, si colpisce senza dare il preavviso per evitare di fare danni. C&#8217;è un accordo, probabilmente. Ma c&#8217;è anche <strong>un motivo pratico</strong>: creare scompiglio.</p>
<p></p>
<p>In questi giorni, spiegano gli analisti del <em>Jp</em>, l&#8217;apparato iraniano in Siria ha un nuovo problema. Dopo i raid israeliani in Siria del 10 maggio, i funzionari iraniani si domandano cos&#8217;altro possa accadere. Non è panico, ma <strong>continua allerta</strong>. E questa tensione latente, permette a Tel Aviv di giocare sempre d&#8217;anticipo rispetto a Teheran. Anche perché le forze sciite cominciano a contare i morti, e quel sangue pesa su un governo che li considera martiri ma che adesso si ritrova a dover combattere una vera e propria guerra lontano da casa.</p>
<p>L&#8217;attacco alla Glasshouse come metodo di lotta</p>
<p>Nell&#8217;agosto del 2016, il quotidiano britannico <em><a href="http://www.dailymail.co.uk/news/article-3718583/Leaked-intelligence-dossier-reveals-location-secret-Iranian-spymasters-HQ-Syria-codenamed-GLASSHOUSE-Iran-fighters-ground-Assad.html">Daily Mail</a></em> pubblicò un&#8217;inchiesta sul ruolo di questo edificio nella strategia iraniana. Un&#8217;inchiesta nata con il sostegno dell&#8217;ormai noto <strong>Consiglio nazionale della Resistenza iraniana</strong>, gruppo che, fino al 2012, era sulla lista nera del terrorismo del Dipartimento di Stato americano. Mentre i suoi partecipanti, in larga parte arrivati da Mojahedin del Popolo Iraniano o <strong>Mojahedin-e Khalq</strong> (Mek) sono considerati in Iran come <strong>terroristi</strong>. Segno che le sue attività sono tutt&#8217;altro che limpide.</p>
<p>Secondo quell&#8217;inchiesta, la Glasshouse di Damasco era il<strong> quartier generale iraniano in Siria</strong>. Al suo interno, si organizzavano operazioni di intelligence e controspionaggio e si diceva contenesse bauli pieni di soldi inviati da Teheran. Gli ultimi due piani erano occupati interamente dai servizi segreti dell&#8217;Iran mentre in un&#8217;ala dell&#8217;edificio vi era una sorta di clinica per alti ufficiali di Teheran o delle forze ad essa collegata.</p>
<p></p>
<p>Le informazioni, secondo quanto sostenuto dal <em>Daily Mail</em>, provenivano da vertici dei Guardiani della Rivoluzione e esponenti militari in rotta con il governo Rohani. </p>
<p>Ora, osservando questi articoli e intrecciando i dati delle inchieste, la Glasshouse dell&#8217;aeroporto di Damasco apparirebbe come un obiettivo primario dei missili israeliani. Un edificio isolato, grande e di vetro: perfetto per essere colpito. E invece, Israele non lo bombarda. Quando aerei e missili israeliani hanno deciso di bombardare per l&#8217;ultimo attacco, quello tra il 9 e il 10 maggio, <strong>hanno colpito un magazzino lì vicin</strong>o. Un errore di calcolo? Difficile. </p>
<p>Perché in fondo, lo scopo Israele già lo aveva raggiunto. Adesso quell&#8217;edificio è inutilizzabile. L&#8217;Iran ha dovuto spostare il suo quartier generale ed evacuare le strutture più importanti. Israele ha vinto una battaglia senza combatterla. <strong>Sun Tzu</strong> ne sarebbe contento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p></p>
<p>Ma c&#8217;è un contraltare a questa guerra psicologica. L&#8217;Iran non ha ancora colpito. Ha minacciato una risposta, ma non l&#8217;ha fatto. E a Tel Aviv temono che questa vendetta, prima o poi arrivi. <strong>Israele in questo può peccare di arroganza</strong>. A Teheran lo sanno e attendono il<strong> primo passo falso</strong>.</p>
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		<title>Attacco israeliano in Siria:nuove importanti rivelazioni</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/attaco-israele-siria-obiettivi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Apr 2018 14:40:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Base iraniana]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[t-4]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1002" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20171227192804_25362342.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20171227192804_25362342.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20171227192804_25362342-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20171227192804_25362342-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20171227192804_25362342-1024x684.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Ci sono importanti novità sull&#8217;attacco israeliano alla base T-4 in Siria, avamposto delle forze iraniane nel Paese. Secondo quanto detto al Wall Street Journal da importanti funzionari dell&#8217;intelligence, non erano solo i droni ad essere l&#8217;obiettivo dei missili di Israele. Fra i bersagli del raid, infatti, c&#8217;è stato anche un nuovo sistema di difesa missilistica &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/attaco-israele-siria-obiettivi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1002" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20171227192804_25362342.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20171227192804_25362342.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20171227192804_25362342-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20171227192804_25362342-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20171227192804_25362342-1024x684.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Ci sono <strong>importanti novità</strong> sull&#8217;attacco israeliano alla base T-4 in Siria, avamposto delle forze iraniane nel Paese. Secondo quanto detto al <a style="color: #0000ff" href="https://www.wsj.com/articles/israel-conferred-with-u-s-on-strike-in-syria-to-target-iranian-war-gear-1524001066"><em>Wall Street Journal</em></a> da importanti funzionari dell&#8217;intelligence, non erano solo i droni ad essere l&#8217;obiettivo dei missili di Israele. Fra i bersagli del raid, infatti, c&#8217;è stato anche un nuovo <strong>sistema di difesa missilistica anti aerea</strong> che l&#8217;Iran era riuscito a portare nella base siriana.</p>
<p>Già la scorsa settimana, prima che il <em>New York Times</em> confermasse che la responsabilità del raid fosse israeliana, <a style="color: #0000ff" href="https://www.haaretz.com/whdcMobileSite/middle-east-news/.premium-israel-on-high-alert-prepares-for-iran-retaliation-for-syria-strike-1.5990777">il quotidiano <em>Haaretz</em></a> aveva riferito che l&#8217;obiettivo poteva essere stato altro rispetto al solo arsenale di droni. Per quanto di fondamentale importanza, i droni iraniani rappresentano per Israele soltanto uno dei problemi in Siria. L&#8217;altro, correlato, è quello della <strong>libertà di movimento della sua aviazione</strong>. Una libertà messa a dura prova dalla presenza della Russia e, ancora di più, dall&#8217;arrivo del sistema contraereo iraniano.</p>
<p></p>
<p>Secondo il <em>Wall Street Journal</em>, l&#8217;Iran ha iniziato a rafforzare le sue difese anti aeree a seguito dell&#8217;escalation di tensione iniziata con il famoso invio di<strong> un drone armato</strong> nello spazio aereo israeliano. Israele ha abbattuto il drone e si è vendicato con attacchi in Siria, durante i quali è stato abbattuto un F-16 israeliano. In quella fase, si ebbero già i sentori di una rinnovata tensione fra i due Stati. Una tensione in cui la Siria sarebbe divenuta, purtroppo, un terreno di scontro fondamentale. Il popolo siriano, martoriato da una guerra devastante e fratricida, sembra infatti costretto a osservare il proprio Paese mentre diventa <strong>un laboratorio di guerre</strong> fra potenza regionali e internazionali.</p>
<p>Dopo quell&#8217;abbattimento, il governo israeliano ha iniziato ad alzare i toni contro l&#8217;Iran. Tutti ricorderanno il momento in cui Benjamin Netanyahu <a href="http://www.corriere.it/esteri/18_febbraio_18/netanyahu-palco-mostra-drone-ministro-iraniano-lo-conosce-3a31e3c2-1490-11e8-81fe-8b94b4e31ffd.shtml">si presentò a Monaco in conferenza con un pezzo del presunto drone</a> iraniano che aveva violato lo spazio aereo di Israele. E da cui partì il raid di rappresaglia. E lo stesso governo israeliano ha iniziato da quel momento a chiedere agli Stati Uniti di fare qualcosa in più. Cosa che, in generale, non sta ancora avvenendo: Trump vuole ritirarsi dalla Siria e l&#8217;attacco di venerdì notte non ha colpito minimamente basi iraniane. E proprio per questo, l&#8217;esecutivo israeliano ha deciso di agire per conto suo.</p>
<p></p>
<p>Ma l&#8217;ha fatto condividendo le informazioni con il Pentagono, di cui ovviamente non può fare a meno nella sua strategia regionale. Infatti, sempre secondo il <em>Wsj</em>, Netanyahu ha chiamato direttamente Trump per informarlo che l&#8217;aeronautica israeliana avrebbe bombardato la base T-4. E ci sono stati anche contatti di alto livello fra la Difesa Usa e quella di Tel Aviv.</p>
<p>L&#8217;obiettivo di Israele è ormai chiaro: <strong>evitare che l&#8217;Iran rafforzi la sua presenza in Siria</strong>. Quando ha sentore o prove sufficienti che la confermano, attacca. E lo fa colpendo in territorio siriano, dove rischia ogni volta di incendiare una polveriera dove si trovano tutte le potenze internazionali. E rischia soprattutto di scatenare quello che teme: la risposta dell&#8217;Iran.</p>
<p></p>
<p>In questo senso, Teheran si trova in una posizione scomoda. Se fa partire la rappresaglia, Israele può utilizzare il <em>casus belli</em> per far partire una contro-risposta immediata e molto incisiva. In questo, le <strong>Israel defense forces</strong> partono da una posizione di netto vantaggio. Hanno colpito, possono farlo di nuovo, e lo possono fare in un Paese in guerra. L&#8217;Iran no: se vuole colpire gli israeliani, lo può fare solo in Israele. Rischiando di scatenare una vera e propria guerra.</p>
<p>In tutto questo, mentre Israele si comporta da attore autonomo, l&#8217;Iran deve stare attento a due attori e alleati. Da una parte, la Russia non vuole l&#8217;esplosione di un&#8217;escalation militare tra il suo alleato in Siria e Israele, perché rischia di vedere crollare la sua strategia siriana. Dall&#8217;altro lato,<strong> Bashar al Assad</strong> sta faticosamente riuscendo a riconquistare il Paese e non può rischiare di avere una nuova guerra che rischi di scatenare un incendio in tutta la Siria portando nuovi raid e nuove truppe sul territorio siriano.</p>
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		<title>&#8220;L&#8217;Iran sta costruendo una nuova base in Siria&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/liran-sta-costruendo-nuova-base-siria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Mar 2018 16:10:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Base iraniana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="962" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180228163945_25841090.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180228163945_25841090.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180228163945_25841090-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180228163945_25841090-768x493.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180228163945_25841090-1024x657.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>A dare la notizia per prima è stata Fox News, poi confermata da altre agenzie stampa &#8211; tra cui la Tass &#8211; ma soprattutto da fonti di intelligence occidentali: l’Iran avrebbe stabilito un nuovo insediamento militare permanente in Siria 12 km a nord ovest di Damasco. Dalle immagini satellitari dell’area risulta la presenza di strutture &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/liran-sta-costruendo-nuova-base-siria.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/liran-sta-costruendo-nuova-base-siria.html">&#8220;L&#8217;Iran sta costruendo una nuova base in Siria&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="962" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180228163945_25841090.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180228163945_25841090.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180228163945_25841090-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180228163945_25841090-768x493.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180228163945_25841090-1024x657.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>A dare la notizia per prima è stata <em>Fox News</em>, poi confermata da altre agenzie stampa &#8211; tra cui la <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://tass.com/world/991851" target="_blank">Tass</a></em> &#8211; ma soprattutto da fonti di intelligence occidentali: l’<strong>Iran</strong> avrebbe stabilito un <strong>nuovo insediamento militare permanente</strong> in <strong>Siria</strong> 12 km a nord ovest di Damasco.</p>
<p>Dalle immagini satellitari dell’area risulta la presenza di strutture di grandi dimensioni (circa 30 metri per 20) che si ritiene siano <strong>hangar per immagazzinare missili tattici a medio e corto raggio</strong> ma che molto probabilmente fungono da ricovero per i sistemi missilistici da difesa aerea come quelli che hanno abbattuto l’F-16 israeliano recentemente.<br /> Non è un caso infatti che la base sia sita nei dintorni di Damasco – già in precedenza Teheran aveva costruito una base a sud della capitale poi distrutta da un raid di Tel Aviv – dato che le difese aree siriane sono ridotte ai minimi termini rispetto ai tempi precedenti la guerra: le forze contraeree siriane sono solo il pallido riflesso della struttura che contava 60 mila uomini prima del 2011, e l’aiuto iraniano fa il paio con quello russo in funzione del mantenimento di una parvenza di difesa dei capisaldi del regime di al-Assad, capitale compresa ovviamente.</p>
<p>Sebbene più fonti, comprese quelle israeliane, sostengano che la nuova base serva come punto di partenza per le <strong>operazioni della Forza Quds iraniana</strong>, ovvero di quel reparto speciale facente parte delle Guardie della Rivoluzione dedito ad atti di sabotaggio, spionaggio e controguerriglia comandate dal generale Soleimani, non si hanno ancora conferme in questo senso e dalle tipologie di strutture che si evincono dalle immagini satellitari anche l’ipotesi di una base per i sistemi antiaerei resta comunque valida. Intanto però, il ministro degli Esteri di Teheran, Mohammad Javad Zarif, nega qualsiasi presenza di questo tipo.</p>
<p></p>
<p>Le truppe iraniane sono già da anni presenti in Siria per affiancare Damasco nella sua lotta contro lo Stato islamico e contro i ribelli del FSA e sebbene Teheran continui a definirli solamente “consiglieri militari” è ormai assodato che siano organizzate in reparti autonomi che si affiancano alle forze lealiste nei combattimenti: un esempio è dato dalla <strong>65esima Brigata Aviotrasportata</strong> (i “Berretti Verdi” iraniani) – specializzata in azioni di commandos &#8211; che è stata dispiegata in Siria già da due anni ed opera spesso autonomamente nel conflitto.</p>
<p>Sempre secondo Israele, per bocca del suo portavoce all’Onu Danny Danon, l’Iran avrebbe in Siria direttamente sotto il suo comando circa <strong>82 mila uomini</strong> composti da 60 mila siriani, 9 mila membri di Hezbollah, 10 mila milizie sciite reclutate in diverse aree del Medio Oriente ed infine 3 mila soldati di Teheran, ma le stime sembrano propagandisticamente in eccesso.</p>
<p>Quello che invece è certo è che l’Iran sta contribuendo attivamente alla difesa della Siria fornendo non solo truppe e mezzi ma anche <strong>tattiche diverse</strong> che sono subito state integrate da Damasco per far fronte all’emergenza contingente.<br /> L’abbattimento del F-16 israeliano è infatti la diretta conseguenza del cambiamento di tattica avvenuto per opera degli insegnamenti iraniani (e russi): dopo il collasso delle forze armate siriane – e del sistema di difesa aerea – è stato necessario stabilire dei “punti di forza” per garantire la protezione alle più importanti installazioni militari e centri nevralgici siriani da possibili air strike.</p>
<p></p>
<p>Damasco sconta l’assenza e la distruzione di buona parte del suo sistema di early warning pertanto le batterie siriane – rinforzate da nuovi arrivi russi e iraniani – sono costrette a operare per “hot spot” a protezione di bersagli paganti o di vie obbligate per l’aviazione avversaria.</p>
<p>La tattica quindi è quella di usare il meccanismo della “provocazione – reazione” per invitare Israele a raid in profondità nel territorio siriano (come per la base T4) a cui si risponde con sistemi missilistici mobili e a corto raggio. L’abbattimento del caccia di Tel Aviv non è pertanto un evento casuale o fortuito ma attentamente pianificato e frutto del cambiamento di tattica della difesa area siriana, pertanto è ragionevole pensare che la nuova base a poca distanza da Damasco possa fornire un’esca e nascondere siti missilistici in grado di tendere un’imboscata all’aviazione di Israele.</p>
<p>La difesa aerea siriana non è infatti formidabile e dispone di batterie anche obsolete – si annoverano SA-5, SA-17, SA-3 ed SA-6 – quindi va impiegata con una strategia puntuale in modo da avere un <strong>effetto di “saturazione”</strong> in una determinata zona geografica; tra le possibili forzatamente quella intorno alla capitale è una di queste essendo sede non solo del potere politico ma avendo diversi depositi di armi che sono utilizzati non solo dall’Esercito di Damasco ma anche da Hezbollah. </p>
<p></p>
<p>Una strategia come questa non sarebbe possibile senza uno stretto coordinamento e pianificazione delle attività tra gli asset iraniani e la rete SAM siriana, quel tipo di coordinazione che ha portato proprio all’abbattimento dell’F-16 con la stella di Davide. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/liran-sta-costruendo-nuova-base-siria.html">&#8220;L&#8217;Iran sta costruendo una nuova base in Siria&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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