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	<title>Base di Aviano Archives - InsideOver</title>
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	<title>Base di Aviano Archives - InsideOver</title>
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		<title>Ecco perché gli Usa hanno spostato gli F-16 ad Aviano</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ecco-perche-gli-usa-hanno-spostato-gli-f-16-ad-aviano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2020 13:44:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Base di Aviano]]></category>
		<category><![CDATA[Caccia F-16]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1225" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/F-16-Aviano-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="F-16 Aviano (La Presse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/F-16-Aviano-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/F-16-Aviano-La-Presse-300x191.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/F-16-Aviano-La-Presse-768x490.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/F-16-Aviano-La-Presse-1024x653.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella giornata di mercoledì è arrivata la decisione della Casa Bianca di rendere effettiva la riduzione di truppe americane su suolo tedesco. Una decisione minacciata dal presidente Trump nelle settimane scorse che è stata ufficializzata e motivata dal Segretario alla Difesa Esper in una dichiarazione ufficiale dove si legge che la finalità è quella di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-perche-gli-usa-hanno-spostato-gli-f-16-ad-aviano.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1225" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/F-16-Aviano-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="F-16 Aviano (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/F-16-Aviano-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/F-16-Aviano-La-Presse-300x191.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/F-16-Aviano-La-Presse-768x490.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/F-16-Aviano-La-Presse-1024x653.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nella giornata di mercoledì <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-perde-la-pazienza-via-gli-f-16-dalla-germania-andranno-ad-aviano.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">è arrivata la decisione della Casa Bianca</a> di rendere effettiva la riduzione di truppe americane su suolo tedesco. Una decisione minacciata dal presidente <strong>Trump</strong> nelle settimane scorse che è stata ufficializzata e motivata dal Segretario alla Difesa <strong>Esper</strong> in <a href="https://www.facebook.com/SecDef/posts/2711901979132215" target="_blank" rel="noopener noreferrer">una dichiarazione ufficiale</a> dove si legge che la finalità è quella di “supportare i nostri partner e resistere al comportamento maligno dell&#8217;avversario”.</p>
<p>Il segretario Esper ha infatti ribadito che vi è la necessità di <strong>aumentare la capacità di deterrenza</strong> convenzionale nei confronti della <strong>Russia</strong>, ed in particolare nei due fronti caldi europei dove si “scontrano” la Nato e Mosca: il <a href="https://it.insideover.com/guerra/lescalation-nei-cieli-tra-russia-e-nato-spiegata.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Mar Baltico ed il Mar Nero</a>.</p>
<p>Da qui la decisione di spostare truppe e armamenti dal cuore dell&#8217;Europa, la <strong>Germania</strong> che un tempo era sulla linea del fronte durante la contrapposizione in blocchi, dove hanno stazionato per decenni.</p>
<p>Questa è la motivazione ufficiale, ma <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-perde-la-pazienza-via-gli-f-16-dalla-germania-andranno-ad-aviano.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">abbiamo già avuto modo di sottolineare</a> come in realtà il provvedimento assuma le sfumature di una punizione nei confronti di Berlino per via della resistenza del <em>Bundestag</em> a voler innalzare la quota di <strong>Pil</strong> destinata alla Difesa sino al <strong>2%</strong>.</p>
<p>Tra i provvedimenti, oltre allo spostamento del comando Usa in Europa in Belgio da Stoccarda e inviare una certa aliquota di truppe in Polonia, c&#8217;è quello di trasferire gli <strong>F-16</strong> dalla base aerea di Spangdahlem ad <strong>Aviano</strong>, in Friuli, già sede di uno stormo di questi cacciabombardieri.</p>
<p>Questa mossa è stata interpretata da qualcuno come il manifestarsi di una nuova “Cortina di Ferro” che passa dall&#8217;Italia, ma riteniamo che, stante appunto l&#8217;importante spostamento di militari verso la Polonia e la contestuale decisione di inviare, a rotazione, ingenti truppe nei Paesi europei (leggasi dell&#8217;Est Europa), gli Stati Uniti, più che pensare ad avere un deterrente maggiore per il fronte orientale in <strong>Italia</strong>, abbiano ritenuto di rinforzare il fronte meridionale della <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cose-la-nato.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nato</a>.</p>
<p>Non ci è sfuggita, infatti, la proposta di trasferire il comando americano per <strong>l&#8217;Africa</strong> (Africom), da Stoccarda verso un&#8217;altra destinazione in Europa, che potrebbe essere, per l&#8217;appunto, l&#8217;Italia.</p>
<p>Il nostro Paese, da quasi due lustri ormai, è tornato al centro del palcoscenico <strong>Mediterraneo</strong> per via dell&#8217;instabilità diffusa in Nord Africa ed in Medio Oriente.</p>
<p>Un&#8217;instabilità nata dalla deposizione con le armi di dittatori locali e da tentativi di sovversione lautamente finanziati da Washington e messi in atto anche da potenze europee come la Francia, almeno per quanto riguarda la Libia.</p>
<p>È proprio la <strong>Libia</strong> a rappresentare il vero <strong>fronte caldo</strong> del Mediterraneo: la lotta tra il generale<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-khalifa-haftar.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Haftar</a> e il governo di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-fayez-al-sarraj.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">al-Serraj</a> ha visto negli ultimi mesi l&#8217;ingresso di attori esterni importanti e potenzialmente destabilizzanti: da un lato, con Tobruk, la <strong>Russia</strong>, dall&#8217;altro, con Tripoli, la <strong>Turchia</strong>.</p>
<p>A questo si aggiungono gli <strong>attriti tra Atene e Ankara</strong>, che, lo ricordiamo, fanno parte entrambi della Nato e che si stanno giocando un&#8217;importante partita sulla sovranità nel Mar Egeo per le sue risorse di idrocarburi.</p>
<p>Anche da questo punto di vista Washington non è stata a guardare. <a href="https://it.insideover.com/guerra/esercitazioni-nel-mediterraneo-con-la-flotta-greca-per-la-portaerei-eisenhower.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nei giorni scorsi</a> si è tenuta un&#8217;importante esercitazione tra la Us Navy e la Marina ellenica che ha visto la partecipazione della portaerei Eisenhower e di unità navali e caccia greci.</p>
<p>Quello che spaventa di più la Casa Bianca, però, è proprio il coinvolgimento sempre più elevato di Mosca nella questione libica. La Russia è scesa in campo sostenendo Haftar attraverso l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/guerra/libia-il-ruolo-del-gruppo-wagner-i-mercenari-russi-al-fianco-di-haftar.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">invio di <em>contractor</em></a> del ben noto<strong> <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/gruppo-wagner.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">gruppo Wagner</a></strong>, già visto in azione in Ucraina, Crimea e Siria, e anche di cacciabombardieri che sembrerebbe siano stati impiegati dalle forze di Tobruk<a href="https://it.insideover.com/guerra/chi-ha-bombardato-la-base-aerea-libica-di-al-watiya.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> in almeno una occasione</a>.</p>
<p>Si paventa quindi uno scenario di tipo siriano: l&#8217;aiuto russo al generalissimo apre alla possibilità che Mosca riceva in cambio il permesso di stabilire una <strong>base aeronavale in Cirenaica</strong>, ovviamente qualora Haftar dovesse risultare vincitore nel conflitto.</p>
<p>Una base russa in Libia significa avere una <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/le-bolle-difensive-della-russia-preoccupano-loccidente.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">bolla A2/AD</a></strong> immediatamente a ridosso del fronte meridionale della Nato, in un tratto di Mediterraneo altamente strategico per via delle rotte commerciali. I sistemi missilistici e radar russi sono infatti in grado di controllare una vasta porzione di mare se piazzati a ridosso della costa: il radar dell&#8217;<strong><a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/il-sistema-s-400-la-spina-nel-fianco-dellaviazione-della-nato.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">S-400</a></strong> (già presente in Siria) può spazzare una superficie con un raggio di 600 chilometri, mentre il suo missile 40N6 ha una portata massima di 400. Basta prendere una carta geografica, un compasso e puntarlo sulla costa della Cirenaica per capire di cosa stiamo parlando.</p>
<p>Gli Stati Uniti non possono assolutamente permettere questa eventualità, perché significherebbe, in questo periodo storico di nuova contrapposizione, avere un <strong>pugnale puntato al ventre della Nato</strong> e soprattutto un occhio malevolo sui movimenti della Sesta Flotta nel Mediterraneo centrale oltre a una base per controllare gli importanti traffici commerciali.</p>
<p>Per questo l&#8217;Italia è tornata a essere importante per Washington, da qui la decisione di spostare gli F-16 dalla Germania, e crediamo quindi anche nella possibilità di vedere la sede dell&#8217;Africom trasferita in altre infrastrutture americane nel nostro Paese: come ad esempio a Napoli, già sede della Sesta Flotta, nella base di Vicenza o addirittura nella stessa base di Aviano.</p>
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		<title>La base di Aviano potrebbe ricevere le atomiche americane in Turchia</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-base-di-aviano-potrebbe-ricevere-le-atomiche-americane-in-turchia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Dec 2019 22:06:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Base di Aviano]]></category>
		<category><![CDATA[Incirlik]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1225" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/F-16-Aviano-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="F-16 Aviano (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/F-16-Aviano-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/F-16-Aviano-La-Presse-300x191.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/F-16-Aviano-La-Presse-768x490.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/F-16-Aviano-La-Presse-1024x653.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Aviano, in provincia di Pordenone, è una delle basi più importanti dell&#8217;Usaf, l&#8217;aeronautica americana, in Europa ed è anche uno dei due siti italiani ad avere in deposito le bombe atomiche a caduta libera tipo B-61. Nella base friulana sono infatti presenti 20 ordigni di questo tipo, che insieme a quelli della base dell&#8217;Aeronautica Militare &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-base-di-aviano-potrebbe-ricevere-le-atomiche-americane-in-turchia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1225" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/F-16-Aviano-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="F-16 Aviano (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/F-16-Aviano-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/F-16-Aviano-La-Presse-300x191.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/F-16-Aviano-La-Presse-768x490.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/F-16-Aviano-La-Presse-1024x653.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Aviano</strong>, in provincia di Pordenone, è una delle basi più importanti dell&#8217;<strong>Usaf</strong>, l&#8217;aeronautica americana, in Europa ed è anche uno dei due siti italiani ad avere in deposito le <strong>bombe atomiche</strong> a caduta libera tipo B-61. Nella base friulana sono infatti presenti 20 ordigni di questo tipo, che insieme a quelli della base dell&#8217;Aeronautica Militare di <strong>Ghedi</strong> (Bs), portano a 40 il numero di bombe nucleari utilizzabili col noto meccanismo della &#8220;doppia chiave&#8221;, che prevede l’autorizzazione americana congiuntamente a quella del Paese ospitante.</p>
<p>In questi giorni sta girando la notizia, lanciata da <a href="https://www.ilgazzettino.it/nordest/pordenone/base_usaf_aviano_bombe_atomiche_turchia-4950810.html" target="_blank" rel="noopener"><em>Il Gazzettino</em></a> e poi ripresa da altri media nazionali, che le B-61 attualmente presenti nella base americana di <strong>Incirlik</strong>, in <strong>Turchia</strong>, possano venire trasferite proprio ad Aviano, ed il motivo va ricercato proprio nella condotta di Ankara nei riguardi della Nato, ma soprattutto verso gli <strong>Stati Uniti</strong>, degli ultimi mesi.</p>
<h2>La Turchia è diventata inaffidabile</h2>
<p>I rapporti tra la Turchia e la Nato, ma soprattutto tra Ankara e Washington, sono andati progressivamente <strong>deteriorandosi</strong> nel corso degli ultimi anni. Diverse le cause. Dapprima il tentato <strong>golpe del 2016</strong>, fomentato dal dissidente emigrato negli Stati Uniti Fetullah Gülen, e mai del tutto apertamente condannato da Washington, ha creato la prima vera profonda frattura nell&#8217;amicizia tra i due Paesi: gli Stati Uniti sono stati infatti ufficiosamente accusati dal presidente Erdogan di aver sostenuto i golpisti e l&#8217;atteggiamento freddo e neutrale, quasi attendista, tenuto da Washington in quelle concitate e tragiche ore non ha fatto altro che confermare questa ipotesi agli occhi di Ankara e degli analisti più attenti.</p>
<p>Nelle settimane successive al golpe, in piena repressione del dissenso e durante la &#8220;caccia ai congiurati&#8221;, gli Stati Uniti avevano iniziato a ventilare l&#8217;ipotesi di trasferire gli ordigni atomici proprio a seguito degli eventi di luglio, quando Ankara decise, nel pieno del tentativo di rovesciamento del potere, di <strong>tagliare l&#8217;energia elettrica</strong> proprio alla base di Incirlik, ritenuta, forse non a torto, la centrale operativa dei congiurati e da cui erano decollati gli F-16 turchi che avrebbero dovuto fornire appoggio ai golpisti.</p>
<p>La <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-turchia-fuori-dallf-35-pronti-ad-arrivare-i-su-35-russi.html" target="_blank" rel="noopener">questione F-35/S-400</a>, ormai ben nota, non ha fatto altro che confermare i timori di Washington, e dell&#8217;Alleanza Atlantica, riguardanti l&#8217;inaffidabilità della Turchia che sta lentamente avvicinandosi all&#8217;orbita russa: come abbiamo avuto modo di dire più volte i rapporti tra Mosca e Ankara vanno oltre le commesse militari e riguardano soprattutto quelli energetici con la costruzione di linee di trasporto di gas (il Turkish Stream) e l&#8217;energia nucleare. Mosca, tramite <strong>Rosatom</strong>, ha infatti in essere un contratto per la costruzione del primo <strong>reattore atomico di Akkuyu</strong> che dovrebbe entrare in funzione nel 2023.</p>
<p>L&#8217;operazione militare turca nel nord siriano a maggioranza curda &#8211; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-turchia-invade-il-nord-la-siria-ecco-tutte-le-forze-in-campo.html" target="_blank" rel="noopener">chiamata &#8220;Sorgente di Pace&#8221;</a> &#8211; e l&#8217;istituzione di pattugliamenti congiunti turco-russi nella fascia di sicurezza così istituita, non ha fatto altro che allontanare di più Ankara da Bruxelles, che infatti sta cercando di sondare il terreno per una missione internazionale a guida Usa che affianchi le pattuglie miste di Turchia e Russia.</p>
<h2>Aviano nuova sede o stazione di transito?</h2>
<p>Incirlik è comunque rimasta attiva nelle operazioni americane e degli Alleati in Medio Oriente, sebbene gli Stati Uniti stiano seriamente pensando ad un ridimensionamento della loro presenza in Turchia che, lo ricordiamo, non è solo nella base nei pressi di Adana. A <strong>Kürecik</strong>, infatti, è presente un radar da avvistamento precoce della catena di difesa da missili balistici della Nato, gli americani AN/TPY-2 utilizzati normalmente dal sistema <strong>Thaad</strong>.</p>
<p>Questo ripensamento fa eco alle stesse parole del ministro degli Esteri <strong>Mevlüt Cavusoglu</strong>, che in una recente in un’intervista, ha detto che “i membri del Congresso degli Stati Uniti dovrebbero capire che è impossibile imporre un’altra volontà ad Ankara” riferendosi alla minaccia dell&#8217;elevazione di sanzioni, e che se gli Stati Uniti decidessero di intraprendere questa strada Ankara potrebbe sollevare il problema proprio delle basi di Incirlik e Kürecik.</p>
<p>Incirlik potrebbe quindi vedere le sue <strong>50 bombe nucleari tipo B-61</strong> trasferite ad Aviano, come anche detto dall&#8217;ex comandate americano della base friulana, il generale dell&#8217;Usaf oggi in pensione Charles &#8220;Chuck&#8221; Wald. Il generale, che ha comandato la base dal 1995 al 1997, sebbene sia ormai al di fuori degli ambienti ufficiali della politica americana, rappresenta comunque una voce autorevole, del resto è &#8211; o almeno è stato &#8211; al corrente della reale possibilità della base, a livello infrastrutturale, di accogliere altri ordigni.</p>
<p>La base friulana ha visto nel corso degli ultimi 20 anni, quindi dopo il periodo di comando del generale Wald, importanti lavori di ristrutturazione e modernizzazione. Alcune fonti non confermate riportano anche che, negli ultimi anni, le misure anti intrusione siano state aumentate e parallelamente si starebbe costruendo una nuova &#8220;clinica&#8221;, ovvero i laboratori nei quali si provvede alla periodica manutenzione delle atomiche.</p>
<p>Questi sarebbero quindi indizi di un possibile arrivo delle 50 B-61 di Incirlik, ma non è così scontato: innanzitutto spostare le bombe dalla Turchia, a livello politico, vorrebbe <strong>aprire ufficialmente una crisi diplomatica</strong> con Ankara e con la Nato difficilmente sanabile, in secondo luogo il numero bombe andrebbe a triplicare la consistenza numerica (stimata) di quelle di Aviano, e quindi è intuitivo che sia necessario avere o depositi più grandi oppure numericamente più consistenti: una bomba atomica non si può &#8220;accatastare&#8221; su uno scaffale di una polveriera come se fosse una semplice granata, bensì il suo immagazzinamento richiede livelli di sicurezza elevatissimi, nonché una &#8220;dispersione&#8221; su tutto il sedime della base onde evitare di far trovare &#8220;tutte le uova in un solo paniere&#8221; in caso di attacco.</p>
<p>L&#8217;opzione più probabile è che, qualora veramente gli Stati Uniti decidano per il ritiro delle bombe da Incirlik, e quindi aprire la crisi con Ankara ufficialmente, queste possano essere <strong>redistribuite</strong> anche negli altri siti dei Paesi europei che già posseggono armi atomiche americane, ovvero <strong>Kleine Brogel</strong> in Belgio, <strong>Volkel</strong> in Olanda e <strong>Büchel</strong> in Germania. Del resto tenere la maggior parte delle B-61 in un solo sito è tatticamente poco sensato in caso di attacco preventivo da parte della Russia.</p>
<p>In quest&#8217;ottica si può anche pensare che, in futuro, gli Stati Uniti possano decidere di aprire nuovi &#8220;siti nucleari&#8221; nei Paesi dell&#8217;est europeo ed in particolare in <strong>Polonia</strong>, <strong>Ungheria </strong>e <strong>Repubblica Ceca</strong>, che hanno dimostrato più volte forti sentimenti russofobi. Sarebbe sicuramente una mossa provocatoria agli occhi di Mosca (e forse destabilizzante), ma a livello tattico aumentare la dispersione territoriale dell&#8217;arsenale atomico europeo significa aumentare la sua capacità di sopravvivenza.</p>
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