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	<title>Bank of England Archives - InsideOver</title>
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	<title>Bank of England Archives - InsideOver</title>
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		<title>L&#8217;allarme della Bank of England sull&#8217;impatto finanziario dell&#8217;intelligenza artificiale</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/lallarme-della-bank-of-england-sullimpatto-finanziario-dellintelligenza-artificiale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Oct 2025 09:44:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Bank of England]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Lallarme-della-Bank-of-England-sullimpatto-finanziario-dellintelligenza-artificiale.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Lallarme-della-Bank-of-England-sullimpatto-finanziario-dellintelligenza-artificiale.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Lallarme-della-Bank-of-England-sullimpatto-finanziario-dellintelligenza-artificiale-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Lallarme-della-Bank-of-England-sullimpatto-finanziario-dellintelligenza-artificiale-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Lallarme-della-Bank-of-England-sullimpatto-finanziario-dellintelligenza-artificiale-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Lallarme-della-Bank-of-England-sullimpatto-finanziario-dellintelligenza-artificiale-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Lallarme-della-Bank-of-England-sullimpatto-finanziario-dellintelligenza-artificiale-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Bank of England analizza la rivoluzione dell'Ia e dei suoi processi di addestramento e inferenza con impatti reali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/lallarme-della-bank-of-england-sullimpatto-finanziario-dellintelligenza-artificiale.html">L&#8217;allarme della Bank of England sull&#8217;impatto finanziario dell&#8217;intelligenza artificiale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Lallarme-della-Bank-of-England-sullimpatto-finanziario-dellintelligenza-artificiale.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Lallarme-della-Bank-of-England-sullimpatto-finanziario-dellintelligenza-artificiale.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Lallarme-della-Bank-of-England-sullimpatto-finanziario-dellintelligenza-artificiale-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Lallarme-della-Bank-of-England-sullimpatto-finanziario-dellintelligenza-artificiale-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Lallarme-della-Bank-of-England-sullimpatto-finanziario-dellintelligenza-artificiale-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Lallarme-della-Bank-of-England-sullimpatto-finanziario-dellintelligenza-artificiale-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Lallarme-della-Bank-of-England-sullimpatto-finanziario-dellintelligenza-artificiale-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;<strong>Intelligenza artificiale?</strong> Può essere l&#8217;abilitatrice di un processo &#8220;dieci volte più grande della rivoluzione industriale e forse dieci volte più veloce&#8221;, come ha dichiarato il Ceo di Google DeepMind e <strong>Premio Nobel per la Chimica 2024 Demis Hassabis,</strong> ma pone parimenti dei rischi sul piano gestionale, sia per gli impatti sulla stabilità degli investimenti in conto capitale (Capex) sia per le ricadute per il sistema finanziario. Parola della <a href="https://www.bankofengland.co.uk/bank-overground/2025/all-chips-in-ai-related-asset-valuations-financial-stability-consequences"><strong>Bank of England</strong>, che in un&#8217;approfondita ricerca ha </a>voluto mettere in fila molte <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2025-10-24/bank-of-england-probes-data-center-lending-amid-ai-bubble-fears?embedded-checkout=true">prospettive macroeconomiche legate al settore</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le dinamiche trasformative dell&#8217;intelligenza artificiale</h2>



<p>L&#8217;Ia e i suoi processi di addestramento e inferenza sono potenzialmente in grado di sviluppare un&#8217;enorme quantità di applicazioni e di aprire la strada a una via di sviluppo nuovo per l&#8217;intera economia globale. Ma in attesa che molte delle applicazioni (dalle auto a guida autonoma alla robotica) prendano piede massicciamente nell&#8217;economia, la Banca centrale britannica nota che ad oggi a prevalere sono <strong>gli impegni finanziari e di investimento, </strong>soprattutto in conto capitale:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>McKinsey stima che i data center attrezzati per gestire i carichi di elaborazione dell&#8217;intelligenza artificiale richiederanno 5,2 trilioni di dollari in spese in conto capitale entro il 2030 per tenere il passo con la domanda di &#8220;calcolo&#8221; dell&#8217;intelligenza artificiale per la formazione e l&#8217;inferenza dei modelli </p>



<p>[…] </p>



<p>Si prevede che la velocità e la portata della prevista realizzazione delle infrastrutture di intelligenza artificiale aumenteranno sostanzialmente il ruolo del finanziamento esterno, incluso il debito. Morgan Stanley Research stima che la spesa in conto capitale per le infrastrutture di intelligenza artificiale tra il 2025 e il 2028 ammonterà a 2,9 trilioni di dollari, con 1,5 trilioni di dollari previsti come coperti da capitale esterno</p>
</blockquote>



<p>Dunque, laddove non arrivano gli <strong><em>hyperscaler,</em> le società capaci di garantire <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/oracle-openai-la-spina-dorsale-dellintelligenza-artificiale-usa-e-un-affare-da-300-miliardi-di-dollari.html">un&#8217;immensa potenza di calcolo</a></strong> agli operatori Ia, dovranno giungere gli investitori con flussi di denaro privati e soprattutto molto spesso sottoposti a una pesante leva finanziaria.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Rischi e opportunità</h2>



<p>Questa danza agitata e senza fine degli investimenti alimenta due dinamiche. Da un lato, <strong>un indubbio effetto-trascinamento</strong> per la crescita del Pil nei Paesi, come gli Usa, dove l&#8217;investimento in intelligenza artificiale sta trainando la crescita economica. Dall&#8217;altro, un <strong>dominio delle Borse da parte dei titoli</strong> che afferiscono a questo settore, secondo la Bank of England ora capaci di capitalizzare il 44% del più importante indice globale, l&#8217;S&amp;P500.</p>



<p>In sostanza, sul breve periodo dobbiamo aspettarci un trend espansivo. La domanda di chip e processori, la scommessa sull&#8217;allenamento di modelli sempre più raffinati, la ricerca di applicazioni concreti, le operazioni di tutela della sicurezza fisica e digitale degli impianti e, elemento non da sottovalutare, l&#8217;enorme investimento energetico in reti e <strong>fonti di generazione </strong>che la potenza di calcolo Ia impone di mettere a disposizione di data center (spesso di nuova installazione, vivendo il mondo in una fase in cui è necessario <a href="https://it.insideover.com/energia/pragmatismo-o-utopia-leuropa-al-bivio-sulla-transizione-energetica.html">un processo di &#8220;aggiunta energetica&#8221;</a>) e strutture simili, traineranno gli investimenti nelle principali economie occidentali.</p>



<p>Inoltre, nota la Bank of England, &#8220;lo sviluppo di nuovi data center e infrastrutture energetiche basati sull’intelligenza artificiale può anche<strong> stimolare la domanda di una serie di materie prime, come rame e uranio.</strong> Di conseguenza, anche i prezzi delle attività delle società di servizi, dei produttori di materie prime e delle materie prime stesse possono essere influenzati da eventi guidati dall’intelligenza artificiale&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sull&#8217;Ia l&#8217;ombra di un nuovo &#8220;caso DeepSeek&#8221;</h2>



<p>Sul medio-lungo periodo, però, si porrà una serie di problemi sempre più interconnessi. Analizzando <strong>lo studio della Bank of England</strong> se ne notano almeno tre: la sostenibilità degli investimenti alla prova della necessità di generare ritorni; il fardello del debito e della sua gestione ad opera di operatori e intermediari; l&#8217;incertezza di nuovi eventi tecnologici imprevisti che potrebbe perturbare tutti e due i primi scenari.</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/economia/alessandro-aresu-deepseek-la-sorpresa-cinese-che-fa-il-botto-sullia.html">L&#8217;ascesa di <strong>DeepSeek in Cina</strong></a>, a inizio anno, ha mostrato la possibilità di realizzare modelli di calcolo dinamici e performanti con spese in conto capitale minore di quelle occidentali. <strong>A suo modo una forma di &#8220;democratizzazione&#8221; dell&#8217;investimento</strong> che ha però creato squilibri in un piano di sviluppo che lega molti segni &#8220;più&#8221;, specie nei dati sul Pil, all&#8217;alta spesa necessaria per l&#8217;Ia. Nuovi casi DeepSeek possono far rimbalzare in un senso o nell&#8217;altro l&#8217;enorme valanga accumulata in termini di investimento e debito. Aumentando incertezza e entropia in un contesto in cui la rivoluzione più ampia dell&#8217;economia moderna va sviluppandosi sulla base di tante promesse che andranno messe alla prova del mercato e della realtà.</p>



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		<title>Le banche centrali sfidano il virus, ma temono il debito pubblico</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/le-banche-centrali-sfidano-il-virus-ma-temono-il-debito-pubblico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Battaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2020 14:24:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Banca centrale europea (Bce)]]></category>
		<category><![CDATA[Bank of England]]></category>
		<category><![CDATA[Bank of Japan]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[Federal Reserve (Fed)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Federal-Reserve-Jerome-Powell-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Federal Reserve Chair Jerome Powell" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Federal-Reserve-Jerome-Powell-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Federal-Reserve-Jerome-Powell-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Federal-Reserve-Jerome-Powell-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Federal-Reserve-Jerome-Powell-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Le ultime decisioni in materia di politiche monetarie da parte della Banca Centrale Europea, della Federal Reserve americana, della Bank of England e della Bank of Japan, hanno visto uno sforzo pressoché sincronizzato da parte delle principali banche centrali del mondo per contrastare i pesanti effetti della pandemia di Covid-19 sull’economia globale. Ma, come sottolineano &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/le-banche-centrali-sfidano-il-virus-ma-temono-il-debito-pubblico.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/le-banche-centrali-sfidano-il-virus-ma-temono-il-debito-pubblico.html">Le banche centrali sfidano il virus, ma temono il debito pubblico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Federal-Reserve-Jerome-Powell-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Federal Reserve Chair Jerome Powell" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Federal-Reserve-Jerome-Powell-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Federal-Reserve-Jerome-Powell-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Federal-Reserve-Jerome-Powell-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Federal-Reserve-Jerome-Powell-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Le ultime decisioni in materia di politiche monetarie da parte della Banca Centrale Europea, della Federal Reserve americana, della Bank of England e della Bank of Japan, hanno visto uno sforzo pressoché sincronizzato da parte delle principali banche centrali del mondo per contrastare i pesanti effetti della pandemia di <strong>Covid-19</strong> sull’economia globale.</p>
<p>Ma, come sottolineano gli esperti, in questo momento di emergenza è vitale la coordinazione tra gli istituti centrali e i governi per far sì che lo shock economico non si trasformi in una vera e propria <strong>crisi del debito pubblico</strong>.</p>
<h2>Le strategie di Bce, Fed, BoE e BoJ a confronto</h2>
<p><a href="https://it.insideover.com/economia/adesso-la-bce-cambia-idea-piano-da-750-miliardi.html">Il “bazooka” da 750 miliardi di euro</a> annunciato dalla <strong>Bce</strong> la scorsa settimana ha visto l’istituto di Francoforte approvare un piano di acquisto straordinario di titoli obbligazionari sia sul mercato pubblico che privato per far fronte alle problematiche economiche e finanziarie causate dall’emergenza legata al virus.</p>
<p>L&#8217;Eurotower, sebbene non abbia toccato i tassi di interesse (il tasso principale rimane allo 0%), ha annunciato che effettuerà gli acquisti di questi asset nel corso del 2020 per poter sostenere il più possibile l’economia dell’Eurozona. Dal canto suo, la Commissione europea ha fatto poi sapere che sospenderà le norme sui deficit pubblici per consentire ai governi dei Paesi membri di stanziare più fondi per affrontare la situazione generata dal coronavirus, una clausola nota come &#8220;general escape&#8221;.</p>
<p>Oltreoceano la <strong>Federal Reserve</strong> americana ha invece tagliato, praticamente “a sorpresa”, i tassi di interesse portandoli in un range compreso fra lo 0% e lo 0,25% al fine di contrastare gli effetti della pandemia sull’economia a stelle e strisce, operando così un secondo decisivo taglio nel giro di appena una settimana. Anche il Federal Open Market Committee della Fed ha poi reso noto che acquisterà titoli del Tesoro e titoli garantiti da ipoteca per aiutare il mercato.</p>
<p>Una mossa simile a quella annunciata dalla <strong>Bank of Japan</strong>, che invece dovrebbe raddoppiare gli acquisti di Etf e fondi di investimento immobiliare in Giappone. Come la Banca centrale europea, anche la BoJ ha lasciato invariato il suo tasso di interesse principale, in questo caso a meno 0,1%. L’istituto centrale con sede a Tokyo ha optato per l’acquisto di asset pubblici e privati per un totale di oltre 12.000 miliardi di yen, corrispondenti a circa 100 miliardi di euro.</p>
<p>Tra le grandi banche centrali che hanno agito per contenere l’impatto del virus sull’economia c’è poi la <strong>Bank of England</strong>, che ha tagliato il tasso di interesse principale ad un minimo storico dello 0,1%, anche in questo caso a pochissima distanza dal taglio precedente che aveva portato l’interest rate dell’istituto britannico dallo 0,50% allo 0,25%. Anche a Londra, il Monetary Policy Committee della BoE ha poi annunciato un aumento del quantitative easing per l’acquisto di bond statali e corporate.</p>
<h2>Perché le banche centrali sono così importanti in questo momento?</h2>
<p>Come ha scritto l’ex numero uno della Bce, <strong>Mario Draghi</strong>,<a href="https://www.ft.com/content/c6d2de3a-6ec5-11ea-89df-41bea055720b"> in un articolo sul Financial Times</a>, il mondo sta affrontando una vera e propria “guerra” e gli Stati dovranno agire di conseguenza con tutti i mezzi e gli strumenti a loro disposizione, specialmente per salvaguardare l’economia.</p>
<p>“La sfida che ci troviamo ad affrontare è come agire con sufficiente forza e velocità per evitare che la recessione si trasformi in una depressione prolungata, resa più profonda da una serie di valori predefiniti che possono lasciare danni irreversibili sull’economia” ha ammonito Draghi.</p>
<p>Per l’economista italiano, noto per la linea del “<strong>whatever it takes</strong>” quando era al timone dell’Eurotower, è chiaro che la risposta al coronavirus dovrà comportare necessariamente un aumento significativo del debito pubblico.<br />
“La perdita di reddito sostenuta dal settore privato &#8211; e qualsiasi debito accumulato per colmare il divario &#8211; deve alla fine essere assorbita, in tutto o in parte, dai bilanci pubblici. Livelli di debito pubblico molto più elevati diventeranno una caratteristica permanente delle nostre economie e saranno accompagnati dalla cancellazione del debito privato” ha spiegato Draghi.</p>
<p>Il ruolo dello Stato dovrà quindi essere quello di distribuire il proprio bilancio per proteggere i cittadini e l&#8217;economia dagli shock che il settore privato non è in grado da solo di assorbire.</p>
<p>Come in passato gli Stati hanno sempre fatto di fronte alle emergenze nazionali, in particolar modo alle guerre, finanziandole attraverso l’aumento del debito pubblico, così oggi la “guerra” alla pandemia e ai suoi effetti devastanti sul tessuto economico dovranno essere combattuti con l’unica arma che i governi hanno a loro disposizione: l’aumento del deficit.</p>
<p>Tuttavia, <a href="https://www.ft.com/content/b8fa16c6-6d11-11ea-89df-41bea055720b">come spiega sullo stesso quotidiano britannico</a>, <strong>Philipp Hildebrand</strong>, vicepresidente del fondo americano BlackRock, la sfida all&#8217;impatto devastante del coronavirus oltre a essere un momento decisivo per l’attuale classe politica e per gli economisti, vedrà anche una sostanziale rivalutazione dei mandati delle banche centrali.<br />
Mentre i governi lanciano misure fiscali e aumentano il debito per combattere gli effetti economici negativi causati dal Covid-19, uno dei rischi che affrontano è inevitabilmente che i rendimenti sul debito pubblico, quindi sui titoli di Stato, inizino a salire vertiginosamente.</p>
<p>“Se ciò dovesse accadere – avverte Hildebrand &#8211; minerebbe l&#8217;intera risposta di politica pubblica al coronavirus rendendo il debito pubblico più costoso”.</p>
<h2>La sfida del debito pubblico</h2>
<p>Va precisato che, anche se la politica monetaria potrà aiutare ad alleviare i problemi di liquidità del mercato, questa non potrà essere così efficace come nella crisi del 2008. Per prima cosa perché con i tassi di interesse già a livelli così bassi, lo spazio per politiche monetarie è pressoché esaurito. Inoltre, anche se così non fosse, la politica monetaria non ha gli strumenti per affrontare la causa principale dell&#8217;attuale crisi che prescinde dalla solidità del sistema economico.</p>
<p>Tuttavia, l’esperto di BlackRock ribadisce anche che “l&#8217;entità della sfida è tale che la politica fiscale non può nemmeno assumersi il compito da sola”.</p>
<p>Lasciata a se stessa, la vasta spesa pubblica alla fine porterà a un aumento dei rendimenti obbligazionari, rendendo più difficile aumentare il debito sovrano e più costoso da finanziare, e ciò rischierebbe anche di creare una grande crisi del debito pubblico in mezzo all’emergenza Covid-19.</p>
<p>Per questo, stando all’analisi di Hildebrand “ciò che è richiesto ora è un approccio coordinato in cui i governi erogano i fondi necessari per fornire un ponte finanziario alle famiglie e alle società”.</p>
<p>In questo frangente, le banche centrali avranno parallelamente il ruolo vitale di garantire che i tassi di interesse non aumentino in modo incontrollato e ciò comporta (come peraltro già accaduto) acquisti di asset su larga scala da parte degli istituti centrali nel mercato obbligazionario.</p>
<p>L&#8217;obiettivo è quindi quello di tenere sotto controllo i tassi a lungo termine e, allo stesso tempo, garantire la necessaria liquidità in questo momento di emergenza. Una sfida che dovrà vedere per forza di cose uno stretto coordinamento delle banche centrali con le controparti fiscali per far fronte a un tipo di crisi senza precedenti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/le-banche-centrali-sfidano-il-virus-ma-temono-il-debito-pubblico.html">Le banche centrali sfidano il virus, ma temono il debito pubblico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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