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	<title>bambini soldato Archives - InsideOver</title>
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	<title>bambini soldato Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Quei bambini soldato usati per combattere in Libia</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/quei-bambini-soldato-usati-per-combattere-in-libia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2020 11:45:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[bambini soldato]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Libia-guerra-ragazzi-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Guerra in Libia La Presse" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Libia-guerra-ragazzi-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Libia-guerra-ragazzi-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Libia-guerra-ragazzi-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Libia-guerra-ragazzi-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La guerra libica, così spesso dimenticata od etichettata molto facilmente in una &#8220;semplice&#8221; disputa tra il premier Fayez Al Sarraj ed il generale Khalifa Haftar, non sta mancando in questi mesi di colpire anche i bambini. E non soltanto quelli, ancor più dimenticati della guerra stessa, che finiscono sotto le bombe che cadono sulle città &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/quei-bambini-soldato-usati-per-combattere-in-libia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/quei-bambini-soldato-usati-per-combattere-in-libia.html">Quei bambini soldato usati per combattere in Libia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Libia-guerra-ragazzi-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Guerra in Libia La Presse" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Libia-guerra-ragazzi-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Libia-guerra-ragazzi-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Libia-guerra-ragazzi-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Libia-guerra-ragazzi-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La guerra libica, così spesso dimenticata od etichettata molto facilmente in una &#8220;semplice&#8221; disputa tra il premier<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-fayez-al-sarraj.html"> Fayez Al Sarraj</a> ed il generale <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-khalifa-haftar.html">Khalifa Haftar</a>, non sta mancando in questi mesi di colpire anche i bambini. E non soltanto quelli, ancor più dimenticati della guerra stessa, che finiscono sotto le bombe che cadono sulle città libiche. A volte i ragazzini vengono usati anche per combattere, tirati fuori dalle proprie famiglie e dalle proprie terre per essere addestrati ad uccidere alla periferia di <strong>Tripoli</strong>.</p>
<p>È una delle tante storie che sono emerse in queste settimane lungo l&#8217;asse Ankara &#8211; Tripoli. Un asse politicamente e militarmente solido, visto che il governo turco da novembre è impegnato nel sostegno a quello libico di Al Sarraj fornendo alle milizie tripoline mezzi e soldi. Così come anche <strong>mercenari</strong>, quelli delle brigate islamiste che dal 2012 mietono terrore e vittime nella provincia siriana di <strong>Idlib</strong>. E che adesso combattono a pochi chilometri da casa nostra, anche con l&#8217;ausilio di ragazzini reclutati (o rapiti) proprio da Idlib.</p>
<h2>La denuncia del Syrians for Truth and Justice</h2>
<p>A porre l&#8217;attenzione sull&#8217;uso di ragazzi soldati in Libia, sono stati i membri del<a href="https://stj-sy.org/en/"> Syrians for Truth and Justice</a>: si tratta di un sito che raccoglie informazioni sulle violazioni dei diritti umani perpetuate nella guerra civile siriana. In un <strong>report</strong> pubblicato nei giorni scorsi, il focus è stato puntato proprio su quanto accade lungo l&#8217;asse tra la <strong>Turchia</strong>, la <strong>Siria</strong> e la <strong>Libia</strong>. Come detto in precedenza, Ankara aiuta Tripoli dallo scorso mese di novembre inviando nel Paese nordafricano mercenari siriani impegnati ad Idlib. Così come sottolineato <a href="https://stj-sy.org/en/child-recruitment-by-parties-to-conflict-in-syria-a-lasting-phenomenon/">in diversi articoli pubblicati sul sito precedentemente nominato</a>, molti dei gruppi islamisti presenti nella provincia siriana di Idlib già da anni costantemente reclutano minorenni per combattere contro l&#8217;esercito siriano. Non sono pochi i ragazzini di 15 anni o anche meno scoperti lungo le linee del fronte. Zone di guerra dove purtroppo alcuni di loro hanno perso anche la vita.</p>
<p>E adesso la stessa macabra pratica i gruppi islamisti la starebbero praticando anche tra i mercenari da spedire in Libia. Nel loro rapporto di 54 pagine, i membri del <strong>Syrians for Truth and Justice</strong> hanno riportato diverse testimonianze che confermerebbero lo scenario sopra paventato. Nella città di Marea ad esempio, situata in una zona della provincia di Aleppo occupata dagli islamisti filo turchi, un commerciante ha affermato di aver ricevuto la visita di un comandante di un gruppo jihadista assieme a tre ragazzini tra i 15 ed i 16 anni: &#8220;Mi hanno detto che sarebbero andati in Libia con l&#8217;approvazione delle loro famiglie &#8211; si legge nella testimonianza &#8211; Erano molto felici di ricevere uno stipendio di 3mila dollari. Ho chiesto a uno se sapeva come usare un&#8217;arma ed ha risposto che l&#8217;avrebbe imparato nel campo militare&#8221;.</p>
<p>Un episodio che andrebbe a confermare anche le modalità di reclutamento. I ragazzini, in particolare, verrebbero prelevati da famiglie molto povere della provincia di Idlib o di altre occupate dai filo turchi. A loro volta le famiglie, attratte dalla possibilità di avere del denaro facilmente, acconsentirebbero quindi alla partenza verso la Libia dei propri figli. Il periodo prospettato di lontananza da casa sarebbe di tre mesi, subito dopo viene loro promesso di ritornare nella città di origine con migliaia di Dollari in tasca. Tuttavia, così come sottolineato ancora dal sito in cui è stata pubblicata l&#8217;inchiesta, spesso di questi ragazzini non si è saputo più nulla. Inghiottiti dalla guerra e dimenticati tra i tanti volti senza nome scomparsi lungo i fronti a sud di Tripoli.</p>
<h2>I gruppi responsabili del reclutamento dei minori</h2>
<p>Così come detto in precedenza, a portare in Libia i minori prelevati da Idlib sono quegli stessi gruppi che in questa provincia siriana da anni hanno imposto un rigido controllo e combattono contro l&#8217;esercito di Damasco. Si tratta quindi di quelle formazioni che già dall&#8217;inizio della guerra civile siriana hanno ricevuto sostegno ed appoggio dal governo turco in funzione anti Assad. Gruppi <strong>turcomanni</strong> e milizie <strong>islamiste</strong> che adesso, da quando la Turchia ha iniziato ad inviare mercenari in Libia, riforniscono il fronte di Tripoli di combattenti anche minorenni. Tra questi gruppi a spiccare è quello della divisione <strong>Sultan Murad</strong>, così come quello delle milizie <strong>Mutasim</strong> e <strong>Suleiman Shah</strong>. Da Idlib o dal nord di Aleppo, i minorenni reclutati vengono quindi inviati in Turchia e da qui, tramite <strong>Gaziantep</strong> od <strong>Ankara</strong> raggiungono la capitale libica a bordo degli aerei usati per trasportare miliziani ed armi in nord Africa.</p>
<p>In Libia i minori combattenti arrivano con documenti falsi, spesso la loro età viene fatta corrispondere a quella dei fratelli maggiori per non destare molti sospetti. Intanto gli autori del report hanno puntato il dito contro la Turchia: secondo chi ha redatto l&#8217;inchiesta, Ankara è consapevole del traffico di combattenti non maggiorenni avviato dai gruppi islamisti verso la Libia. Il governo turco però, almeno per il momento, non ha replicato alle accuse.</p>
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		<title>I bambini soldato che lottano contro i narcos</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/societa/inferno-in-messico/i-bambini-soldati-che-lottano-contro-i-narcos.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2020 10:59:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[bambini soldato]]></category>
		<category><![CDATA[Narcos]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="1199" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/WhatsApp-Image-2020-04-28-at-16.46.20.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/WhatsApp-Image-2020-04-28-at-16.46.20.jpeg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/WhatsApp-Image-2020-04-28-at-16.46.20-300x225.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/WhatsApp-Image-2020-04-28-at-16.46.20-768x576.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/WhatsApp-Image-2020-04-28-at-16.46.20-1024x767.jpeg 1024w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Nel cuore delle montagne di Guerrero, il villaggio di Rincon De Chautla &#8211; poche case abitate da nativi nahuatl &#8211; è sotto la minaccia del gruppo criminale dei Los Ardillos.I Los Ardillos, dopo aver tentato di allearsi con la polizia comunitaria, hanno deciso che il tempo delle trattative fosse finito, e il 28 gennaio del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/inferno-in-messico/i-bambini-soldati-che-lottano-contro-i-narcos.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/inferno-in-messico/i-bambini-soldati-che-lottano-contro-i-narcos.html">I bambini soldato che lottano contro i narcos</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="1199" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/WhatsApp-Image-2020-04-28-at-16.46.20.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/WhatsApp-Image-2020-04-28-at-16.46.20.jpeg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/WhatsApp-Image-2020-04-28-at-16.46.20-300x225.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/WhatsApp-Image-2020-04-28-at-16.46.20-768x576.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/WhatsApp-Image-2020-04-28-at-16.46.20-1024x767.jpeg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p><div
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                    I bambini soldato che lottano contro i narcos
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        <p>Nel cuore delle montagne di Guerrero, il villaggio di Rincon De Chautla &#8211; poche case abitate da nativi nahuatl &#8211; è sotto la minaccia del gruppo criminale dei Los Ardillos.<br />I Los Ardillos, dopo aver tentato di allearsi con la polizia comunitaria, hanno deciso che il tempo delle trattative fosse finito, e il 28 gennaio del 2019 &#8211; questo è quello che raccontano i testimoni &#8211; duecento uomini armati hanno attaccato la comunità. Secondo il rapporto della polizia ci sono stati 10 morti.</p><p>Per tutto l’anno ci sono stati altri attacchi. E la polizia comunitaria del CRAC-PF vive in costante allarme. Il presidente Andres Manuel Obrador, durante la sua campagna elettorale, ha avuto un grande sostegno da parte di tutte le popolazioni native messicane: ma i nahuatl di Guerrero sentono che il presidente non fa abbastanza e che non si differenzia dai suoi predecessori.</p><div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Withstanding drug cartels" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/vCyjv0iFP7s?feature=oembed&#038;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div><p><script>ga("set", "video_embed", "youtube_vCyjv0iFP7s");</script></p>
    </div>
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        <p>&#8220;Non torneremo a votarlo, ci aveva promesso che saremmo stati trattati come gli altri cittadini, invece siamo dimenticati” dice il portavoce della polizia comunitaria. Quindi la decisione drastica di protestare: non scendendo per le strade ma arruolando donne e bambini. Il 23 gennaio del 2020 i media internazionali sono rimasti colpiti dall&#8217;immagine di decine di bambini armati fino ai denti. Il Messico, che da anni affronta una feroce guerra contro la criminalità, adesso ha anche bambini soldato. E questo, per il governo, è inaccettabile.</p>

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    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/010_rincon_chautla.jpg" alt="" class="wp-image-272159" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/010_rincon_chautla.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/010_rincon_chautla-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/010_rincon_chautla-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/010_rincon_chautla-1024x768.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption>Messico, Guerrero, Rincon Chautla, 2019. Ritratto di una madre che ha deciso di unirsi alla polizia comunitaria della città. Dall&#8217;inizio del 2019, numerosi attacchi da parte del cartello di Los Ardillos hanno colpito la città di Rincon Chautla, costringendo i suoi residenti a difendersi</figcaption></figure>
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        <p>Prima dei bambini, anche alcune donne &#8211; mogli e sorelle che hanno perso i loro cari scomparsi o uccisi per colpa dei Los Ardillos &#8211; hanno deciso di armarsi destando la preoccupazione del governo di Guerrero, che non sa come affrontare questo dramma. La risposta è un check-point vicino il villaggio, ma sono troppi pochi i soldati in caso di un&#8217;incursione dei criminali ben equipaggiati.<br />
A Guerrero le polizie comunitarie vengono tollerate dal governo anche se illegali. Ma chi abita i villaggi più remoti non accetta di essere senza alcuna protezione contro i gruppi criminali come i Los Ardillos nell’area di Chilapa, i Los Rojos di Chilpancingo, i Guerrero Unidos, i Tequileros, per non parlare dei cartelli potenti come quello di Sinaloa e la Familia Michoacan.</p>
<figure id="attachment_272156" aria-describedby="caption-attachment-272156" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/001_rincon_chautla.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="size-large wp-image-272156" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/001_rincon_chautla-1024x768.jpg" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/001_rincon_chautla-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/001_rincon_chautla-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/001_rincon_chautla-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption id="caption-attachment-272156" class="wp-caption-text">Messico, Guerrero, Rincon Chautla, 2019</figcaption></figure>

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        <p>La guerra intestina che rende Guerrero uno dei territori più pericolosi di tutto il Messico è dovuta al mercato del papavero da oppio. Nelle regioni del Centro, Tierra Caliente e la Montaña viene prodotta la droga che ricopre di denaro i cartelli messicani. Solamente nel 2018 l’esercito ha eradicato ben 84mila metri quatradati di terreni coltivati, nonostante il mercato fosse in stallo. Altra nota dolente è rappresentata dalle miniere d’oro, sempre nella aree montane, che diventano immediatamente obiettivo della criminalità. Controllare le strade occupando i villaggi significa per i gruppi criminali consolidare il loro potere, per questo minacciano gli abitanti. Se non decidono di arrendersi o scappare, allora scoppia la guerra e la violenza diventa cronaca quotidiana.</p>
<figure id="attachment_272157" aria-describedby="caption-attachment-272157" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/002_rincon_chautla.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="size-large wp-image-272157" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/002_rincon_chautla-1024x768.jpg" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/002_rincon_chautla-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/002_rincon_chautla-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/002_rincon_chautla-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption id="caption-attachment-272157" class="wp-caption-text">Messico, Guerrero, Rincon Chautla, 2019</figcaption></figure>

    </div>
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        <p>Secondo il vescovo di Chilpancingo, Salvador Rangel Mendoza, “in questo Stato ogni opportunità diventa un dramma” riferendosi ai rifugiati di Chichihualco, dove le polizie comunitarie si combattono per il controllo di una strada che porta a una miniera d’oro. La conseguenza più evidente è il numero sempre più alto dei “Pueblo Fantasma”, villaggi abbandonati perché le persone scappano oppure in maniera inquietante scompaiono e non si sa più del loro destino. Caso emblematico è il villaggio di San Felipe a due ore di macchina da Apaxtla, dove la polizia non osa neanche andare più perché la Familia Michoacan è troppo forte e ha fatto scappare i suoi abitanti che ora vivono come desplazados. Gli abitanti di Rincon De Chautla, Tula e Ayahualtempa non vogliono fare la stessa fine, e la paura di perdere la propria casa o di vedere scomparire i propri cari rimane tanta.<br />
Il futuro dei nativi nahuatl è una grossa incognita: chi vuole imbracciare il fucile e combattere, chi tenta ancora di dialogare con il governo rivolgendosi al governatore Flores per ottenere garanzie.</p>

    </div>
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                            Testo, fotografie e video di
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                    <div class="authors__link-list">
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                                    Alfredo Bosco
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/inferno-in-messico/i-bambini-soldati-che-lottano-contro-i-narcos.html">I bambini soldato che lottano contro i narcos</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>I bambini soldato del Messico nella guerra contro i narcos</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/i-bambini-soldato-del-messico-nella-guerra-contro-i-narcos.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Feb 2020 16:16:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[bambini soldato]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1051" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Mexico-Messico-national-guard-La-Presse-e1582560984518.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Messico guardia nazionale (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Mexico-Messico-national-guard-La-Presse-e1582560984518.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Mexico-Messico-national-guard-La-Presse-e1582560984518-300x164.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Mexico-Messico-national-guard-La-Presse-e1582560984518-768x420.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Mexico-Messico-national-guard-La-Presse-e1582560984518-1024x561.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando le autorità non riescono ad affrontare una minaccia, molto spesso è la popolazione a dover affrontare le minacce nella più totale autonomia, con la necessità di prendere decisioni anche molto dure nella speranza di risolvere i problemi. Ed è in questo contesto che un villaggio abitato da nativi del Messico, gli indiani nahuas, anche &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/i-bambini-soldato-del-messico-nella-guerra-contro-i-narcos.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/i-bambini-soldato-del-messico-nella-guerra-contro-i-narcos.html">I bambini soldato del Messico nella guerra contro i narcos</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1051" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Mexico-Messico-national-guard-La-Presse-e1582560984518.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Messico guardia nazionale (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Mexico-Messico-national-guard-La-Presse-e1582560984518.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Mexico-Messico-national-guard-La-Presse-e1582560984518-300x164.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Mexico-Messico-national-guard-La-Presse-e1582560984518-768x420.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Mexico-Messico-national-guard-La-Presse-e1582560984518-1024x561.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Quando le autorità non riescono ad affrontare una minaccia, molto spesso è la popolazione a dover affrontare le minacce <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/the-lost-boys.html">nella più totale autonomia</a>, con la necessità di prendere decisioni anche molto dure nella speranza di risolvere i problemi. Ed è in questo contesto che un villaggio abitato da nativi del Messico, gli indiani <strong>nahuas</strong>, <a href="https://www.lemonde.fr/international/article/2020/02/21/au-mexique-les-indiens-menacent-d-armer-leurs-enfants-contre-les-narcos_6030348_3210.html">anche i bambini sono stati chiamati all&#8217;addestramento</a>, muniti di fucili da caccia e armi bianche sovente rudimentali, per contrastare i continui attacchi dei <strong>cartelli della droga</strong> che da anni destabilizzano lo Stato.</p>
<p>Tutti ragazzi tra i 9 ed i 18 anni sono stati chiamati a prepararsi per contrastare le incursioni dei narcos, che negli ultimi anni hanno provocato diverse vittime tra la popolazione dei Nahu. Un periodo complesso senza che il governo centrale del Messico si sia adeguatamente mobilitato per contrastare il fenomeno. Le foto e le riprese dei bambini che, rispondendo al proprio generale, fissano con lo sguardo vuoto l&#8217;orizzonte hanno sconvolto l&#8217;opinione pubblica delle Americhe, che hanno criticato l&#8217;utilizzo dei <strong>bambini</strong> nella difesa dei villaggi da parte dei capi. Senza criticare però abbastanza coloro che hanno lasciato degenerare la situazione obbligando i nahuas a prendere la decisione di armare le proprie leve più giovani.</p>
<h3>Il mercato della droga del Messico</h3>
<p>Anche a causa della sua posizione geografica che lo rende il punto di transito naturale per i commerci del Continente americano, il Messico è diventato il canale principale di smistamento della droga, principalmente diretta verso il ricco mercato americano; in un mercato dal valore di oltre <strong>150 miliardi di dollari</strong> per la sola cocaina. Le grandi possibilità di guadagno illecite che provengono dal trasporto degli stupefacenti hanno reso particolarmente violente le bande di narcos che operano nel Paese ed in particolare negli Stati vicini alla frontiera americana.</p>
<p>Oltre alle operazioni legate al commercio della droga, i gruppi criminali si sono contraddistinti anche per tutte le attività illecite accessorie &#8211; furti, omicidi, sequestri e rapine &#8211; che hanno letteralmente destabilizzato il Messico, con l&#8217;ultimo arresto economico che non ha fatto altro che accrescere il fenomeno a causa della <strong>povertà</strong> <strong>diffusa</strong>.</p>
<h3>Le dure condizioni delle province</h3>
<p>A patirne &#8211; come spesso accade &#8211; non sono state le grandi città che sono troppo pericolose per i commerci illeciti, bensì i territori di <strong>provincia</strong> nei quali la presenza delle forze dell&#8217;ordine è molto più scarso. E nel panorama messicano, tali zone sono abitate anche da indigeni che &#8211; come nel caso dei nahuas &#8211; si sono visti obbligati ad organizzare delle proprie <strong>difese paramilitari</strong> per far fronte alla crisi che sta vivendo il Paese; sotto le critiche internazionali ma sono il silenzio operativo di Città del Messico.</p>
<p>Nonostante dal suo insediamento il presidente del Messico <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/andres-manuel-lopez-obrador-presidente-del-messico.html">Andres Manuel Lopez Obrador</a> abbia costantemente promesso di contrastare la piaga del Paese, il più delle risposte si sono limitate a delle semplici esternazioni e a delle dure condanne orali. Nel pratico, gli ultimi anni hanno segnato una sostanziale continuità col passato, con le province lasciate nel loro abbandono più totale.</p>
<h3>Il Messico non è in grado di far fronte al fenomeno</h3>
<p>Le critiche rivolte principalmente ad Amlo si riferiscono al dispiegamento troppo scarso di forze armate per contrastare i cartelli della droga, che in molti territori si sostituiscono di fatto all&#8217;ordine costituito. Tuttavia, tale mancanza è attribuibile soprattutto alle <strong>poche risorse economiche</strong> del Paese, che non riesce a combattere adeguatamente il fenomeno, nonostante le richieste che provengono persino da Washington.</p>
<p>Le promesse &#8211; anche se non per esclusiva colpa di Amlo &#8211; sono rimaste tali, senza fornire soluzioni che fossero in grado di mettere la popolazione di non prendere contromisure in autonomia; portando la frontiera delle bande armate di bambini a pochi passi dagli Stati Uniti, nello sconcerto dell&#8217;opinione pubblica.</p>
<p>La speranza, a questo punto, potrebbe però proprio provenire dalle critiche, che potranno muovere le massimi <strong>istituzioni internazionali</strong> a collaborare con Città del Messico per fornire una dose di aiuti necessaria a combattere con maggior efficacia le bande dei narcos. Anche perché, in assenza di ciò, il contrasto al fenomeno rischia di essere l&#8217;ennesima battaglia persa in partenza dalla politica messicana e non la prima in ordine temporale dell&#8217;attuale presidente Amlo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/i-bambini-soldato-del-messico-nella-guerra-contro-i-narcos.html">I bambini soldato del Messico nella guerra contro i narcos</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Sud Sudan, salta la pace e Kiir arruola 10mila uomini</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/sud-sudan-salta-la-pace-e-kiir-arruola-10mila-uomini.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Oddi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Nov 2019 07:26:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[bambini soldato]]></category>
		<category><![CDATA[guerra civile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9889203.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9889203.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9889203-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9889203-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9889203-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In un report della settimana scorsa, il Panel di esperti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sul Sud Sudan, ha duramente criticato le scelte di Salva Kiir Mayaddit, Riek Machar e degli Stati mediatori nel processo di pace. Il documento elenca le negligenze che hanno determinato la posticipazione del governo di transizione di 100 &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/sud-sudan-salta-la-pace-e-kiir-arruola-10mila-uomini.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/sud-sudan-salta-la-pace-e-kiir-arruola-10mila-uomini.html">Sud Sudan, salta la pace e Kiir arruola 10mila uomini</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9889203.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9889203.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9889203-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9889203-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9889203-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>In un <a href="https://www.securitycouncilreport.org/un_documents_type/sanctions-committee-documents/?ctype=South%20Sudan&amp;cbtype=south-sudan">report</a> della settimana scorsa, il Panel di esperti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sul Sud Sudan, ha duramente criticato le scelte di Salva Kiir Mayaddit, Riek Machar e degli Stati mediatori nel processo di pace. Il documento elenca le negligenze che hanno determinato la posticipazione del governo di transizione di 100 giorni, dal 12 Novembre a metà Febbraio. Ancora una volta, lotte di potere interne, equilibri regionali e contrabbando, sembrano sconfiggere nel più giovane Stato del mondo, piombato in una sanguinosa guerra civile dal 2013.</p>
<h2>I reclutamenti di Kiir e i contrabbandi di Machar</h2>
<p><strong>Salva Kiir</strong>, primo e unico presidente del Sud Sudan, è a capo delle SSPDF (South Sudan People Democratic Forces), una delle tante milizie armate che dovrebbero convogliare nell’esercito regolare, strumento indispensabile per l’avvio di un governo d’intesa nazionale. L’obiettivo è di creare un apparato di sicurezza con 83mila uomini. A oggi sono state regolarmente registrate solo 7474 unità, a fronte di circa 32mila miliziani dell’opposizione. È evidente che il sistema d’inquadramento delle forze armate ha delle gravi falle, che Kiir sta colmando autonomamente facendo leva sulla propria appartenenza etnica, esacerbando il conflitto fra i Dinka, di cui è esponente, e i Nuer. La narrativa proposta da Kiir è che i Dinka, oggi alla guida delle più alte cariche dello Stato, debbano rafforzare il proprio apparato difensivo. Nell’ultimo anno, volontariamente o con l’uso della forza, si sono arruolate nelle fila del South Sudan National Service circa <strong>10mila tra uomini e bambini</strong>, quasi tutti provenienti dallo stato del Warrap. Queste unità andranno a incrementare il personale esercito di Kiir, che nonostante le promesse, continua a sfruttare la propria posizione privilegiata.<br />
<strong>Riek Machar</strong>, il principale oppositore, guida il gruppo armato dell’SPLM/A – IO (Sudan People’s Liberation Movement-Army in Opposition). Già vicepresidente del Sud Sudan dal 2011 al 2013, Machar è di etnia Nuer e contrasta, militarmente e politicamente, le forze governative, reclamando maggiore spazio nel futuro governo. L’SPLM/A, come gli altri gruppi armati, si autofinanzia tramite il <strong>contrabbando di legname</strong>, oro e petrolio. Teak e mogano sono le due tipologie di legno maggiormente esportate e, in maniera del tutto illecita, tassate. Uno dei generali, Moses Lokujo, è stato direttamente coinvolto nella tassazione del legname, diretto verso la Repubblica Democratica del Congo e l’Uganda, evidentemente non così neutrale come imporrebbe il suo ruolo di mediatore.</p>
<h2>Mediazione interessata</h2>
<p>Il Panel del consiglio di sicurezza evidenzia che lo slittamento a metà Febbraio è frutto delle politiche degli attori interni, quanto di quelli esterni. La guerra  civile del Sud Sudan è uno degli scogli più complessi da superare per l’<strong>IGAD</strong> (Intergovernamental Authority for Development), l’organismo sovranazionale composto dagli Stati del Corno d’Africa allargato. Nonostante gli sforzi fatti, <a href="https://www.un.org/press/en/2019/sc14033.doc.htm">l’obiettivo sembra sempre più lontano</a>. Dopo un’iniziale fase di notevole impegno, anche a causa dei forti dissidi interni, l’<strong>Etiopia</strong> ha perso vigore e incisività nella sua azione diplomatica. Il <strong>Kenya</strong> ha relazioni dubbie con alcuni personaggi chiave nella guerra civile, come il generale Malek Reuben Riak Rengu, sottoposto a sanzioni ONU ma possessore di un conto bancario proprio in Kenya. Inoltre, sono numerose le violazioni dei divieti di viaggio che hanno come destinazione Nairobi e dintorni.<br />
L’<strong>Uganda</strong>, che a Entebbe lo scorso 7 novembre ha ospitato un’incontro tra Kiir e Machar, va anche oltre. Viola l’embargo del Consiglio di Sicurezza schierando truppe nello Yei River State, proprio al confine tra Uganda e Sud Sudan, area di transito dei traffici illeciti.<br />
In questo già complesso scacchiere, va aggiunto il <strong>Sudan</strong>. Recentemente Mohamed Hamdan  Dagolo, meglio conosciuto come <strong>Hemeti</strong>, ha presieduto un incontro tra le parti in causa. In Sudan Hemeti, già membro dei janjaweed (il braccio armato del genocidio in Darfur), oggi è a capo delle Rapid Support Forces, con cui controlla il contrabbando dell’oro dall’Africa Orientale verso i paesi del Golfo, per reinvestire i proventi nell’ampliamento della sua stessa milizia. Il suo inserimento nel processo di pacificazione del Sud Sudan dovrebbe destare non poche domande.</p>
<p>Player locali e regionali colpevoli, direttamente o indirettamente, di costanti e ripetute violazioni dei diritti umani, il cui elenco pare non avere fine. Le Nazioni Unite, con la loro missione in loco, <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-missioni-di-peacekeeping-delle-nazioni-unite-in-africa.html">UNMISS</a>, raccolgono continuamente testimonianze di <a href="https://it.insideover.com/guerra/linfanzia-rubata-dei-bambini-soldato-nel-sud-sudan.html">bambini arruolati</a> e addestrati per diventare soldati, arresti arbitrari, violenze sui civili, <strong>violenze sessuali</strong>, <strong>stupri</strong>. Violazioni che non caratterizzano un singolo gruppo, ma sono trasversali a tutte le milizie che vi ricorrono come vere e proprie tecniche di guerra. Il reiterato errore di basare il processo di stabilizzazione su incontri personali, e non su un dialogo politico di ampio respiro, ha creato uno stallo da cui nessuno ha né l’interesse, né la volontà di uscire.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/sud-sudan-salta-la-pace-e-kiir-arruola-10mila-uomini.html">Sud Sudan, salta la pace e Kiir arruola 10mila uomini</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L’infanzia rubata dei bambini soldato nel Sud Sudan</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/linfanzia-rubata-dei-bambini-soldato-nel-sud-sudan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Oddi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Oct 2019 08:49:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[bambini soldato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1275" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Bimbo-soldati-in-Sud-Sudan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bimbo soldato in Sud Sudan (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Bimbo-soldati-in-Sud-Sudan.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Bimbo-soldati-in-Sud-Sudan-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Bimbo-soldati-in-Sud-Sudan-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Bimbo-soldati-in-Sud-Sudan-1024x680.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La guerra civile sud sudanese dura da sei anni e ha causato oltre 400mila morti, due milioni di sfollati e il reclutamento forzato di migliaia di bambini soldato. Nel 2011, dopo anni di tensioni e un referendum, nasce il Sud Sudan. L’indipendenza garantisce al neonato Stato l’esclusiva sui ricchi giacimenti di petrolio della regione, attirando &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/linfanzia-rubata-dei-bambini-soldato-nel-sud-sudan.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1275" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Bimbo-soldati-in-Sud-Sudan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bimbo soldato in Sud Sudan (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Bimbo-soldati-in-Sud-Sudan.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Bimbo-soldati-in-Sud-Sudan-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Bimbo-soldati-in-Sud-Sudan-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Bimbo-soldati-in-Sud-Sudan-1024x680.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La guerra civile sud sudanese dura da sei anni e ha causato oltre 400mila morti, due milioni di sfollati e il reclutamento forzato di migliaia di bambini soldato.</p>
<p>Nel 2011, dopo anni di tensioni e un referendum, nasce il Sud Sudan. L’indipendenza garantisce al neonato Stato l’esclusiva sui ricchi <strong>giacimenti di petrolio</strong> della regione, attirando speculatori occidentali, russi, arabi e cinesi. La lotta per lo sfruttamento delle risorse ha portato alla nascita di milizie armate, fondate su base etnica e guidate da warlord abili nell’intrattenere rapporti con gli investitori stranieri. Scoppia così una guerra civile, dicembre 2013, che vede contrapposte una costellazione di formazioni militari governative e non. A <strong>Salva Kiir Mayardit</strong>, presidente del Sud Sudan di etnia dinka e capo dell’esercito regolare, si contrappone <strong>Riek Machar</strong>, ex vicepresidente del Sud Sudan di etnia nuer, appoggiato da numerose milizie unite nella lotta alle truppe regolari.</p>
<p>Nel Settembre 2018 è stato firmato l’ennesimo accordo di pace che dovrebbe entrare in vigore il 12 Novembre, dando il via a un governo di transizione. Il condizionale è d’obbligo, poiché i precedenti accordi sono stati puntualmente disattesi e, a neanche un mese dalla fatidica data, le parti in causa appaiono <a href="https://www.apnews.com/369fb628656b474a83cbc7dc74baa59d">ancora molto distanti</a>.</p>
<h2>Bambini trasformati in soldati</h2>
<p>Il peso di quest’interminabile crisi è tutto sulle spalle dei civili, che sono costretti a subire reclutamenti forzati e violenze, per mano delle milizie irregolari e dell’esercito governativo. Le stime più aggiornate parlano di circa <strong>19mila bambini soldato</strong> presenti nel paese e tuttora attivi. Il protocollo opzionale della Convezione dei diritti del fanciullo, sottoscritto dal Sud Sudan nel 2018, proibisce l’arruolamento forzato di minori di 18 anni e designa come <strong>crimine di guerra</strong> il reclutamento di bambini d&#8217;età inferiore ai 15 anni.  Eppure, ogni anno, sono centinaia i bambini e le bambine costretti a condurre una vita militare. Il <a href="https://www.securitycouncilreport.org/un_documents_type/secretary-generals-reports/?ctype=Children%20and%20Armed%20Conflict&amp;cbtype=children-and-armed-conflict">Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite</a> riporta che nel 2018 sono stati arruolati 365 ragazzi e 88 ragazze, di cui il 15% sotto i 15 anni, principalmente nella regione Greater Equatoria. I signori della guerra, autori di questi crimini, sono presenti tra i sostenitori di Kiir, così come tra quelli di Machar. L’esercito regolare nel 2018 ha reclutato 143 bambini soldato, le milizie d’opposizione, complessivamente, 310.</p>
<p>L’<strong>arruolamento forzato </strong>segue comunemente la stessa dinamica. Il gruppo armato arriva nel<a href="https://www.unicef.org/stories/they-told-me-stop-crying-south-sudan"> villaggio armi in mano</a>, rastrellando le giovani leve. I bambini che si oppongono sono costretti a guardare la morte dei propri genitori. In seguito sono portati in <strong>campi di addestramento</strong> dove imparano a sparare, a essere aggressivi e violenti, a seguire una vita militare 24 ore su 24. Le mansioni che svolgono sono molteplici. I ragazzi più addestrati sono utilizzati nelle operazioni militari, mentre chi è nelle retrovie provvede agli aspetti logistici. Le ragazze sono trasformate nelle schiave sessuali dei mostri della guerra e dei loro sottoposti.</p>
<h2>Un incubo senza fine</h2>
<p>Le rare testimonianze di chi è riuscito a scappare o è stato liberato, dimostrano che questi orrori sono solo l’inizio di un lungo calvario. I <strong>danni psicologici</strong> subiti dai bambini soldato sono incalcolabili &#8211; <a href="https://www.youtube.com/watch?v=e0Qe6GNnKDM">incubi, depressione, istinti suicidi</a> – e un reinserimento nella società lento e difficoltoso. I più fortunati entrano a far parte dei programmi Unicef, dove ricevono un supporto specialistico per tre anni. Purtroppo, la maggior parte sono abbandonati a loro stessi, con la concreta possibilità di tornare da coloro da cui erano fuggiti. In tutto il paese è presente un unico reparto psichiatrico a Juba, la capitale, con 12 posti letto, condizione che rende pressoché impossibile accedere a percorsi guidati di reinserimento.</p>
<p>A oggi nessun generale dell’esercito regolare ha subito un processo, anzi molti sono sati promossi e intrattengono rapporti privilegiati con partner stranieri. Come nel caso del <strong>generale David Yau Yau</strong>, uno dei principali warlord, che con la sua milizia, Cobra Faction, ha reclutato migliaia di bambini. Nel 2015, grazie a due finanziatori britannici, il luogotenente diviene il principale azionista della National Depot Petroleum Development Co. Ltd., nota società che fornisce servizi alle aziende che estraggono petrolio nel Sud Sudan.</p>
<p>Tutto ciò avviene sotto gli occhi della comunità internazionale che, non solo rimane inerme, ma approfitta delle condizioni d’instabilità e violenza in cui versa il paese. Invece di isolare una classe dirigente priva di scrupoli, continuano a inserirsi nuovi attori che alimentano le violenze, come la Cina, giunta in Sud Sudan portando con sé armi e denaro. I progressi nel processo di pacificazione del paese fanno ben sperare, ma dopo anni di fallimenti è difficile essere certi del risultato delle prossime negoziazioni. Il <strong>futuro</strong> dei 19mila bambini soldato, però, passa però per la riconciliazione delle varie anime del Sud Sudan. Solo uno Stato unito e coeso potrà dare un futuro a questi bambini, consapevoli che nessuno potrà ridargli indietro la loro infanzia, ormai perduta.</p>
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		<title>Yemen, la guerra combattuta dai bambini soldato</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/yemen-la-guerra-combattuta-dai-bambini-soldato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Apr 2019 09:08:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[bambini soldato]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Yemen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1620" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9457179-1620x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9457179-1620x1080.jpg 1620w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9457179-1620x1080-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9457179-1620x1080-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9457179-1620x1080-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1620px) 100vw, 1620px" /></p>
<p>Arruolati per combattere uno dei conflitti più sanguinosi della storia contemporanea. Sono poco poco più che ragazzini e provengono dalle aree rurali o dalle zone di confine con i Paesi coinvolti. Sono poverissimi, sia a causa della guerra che ha messo in ginocchio lo Yemen, sia per la situazione economica in cui versano le loro &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/yemen-la-guerra-combattuta-dai-bambini-soldato.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1620" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9457179-1620x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9457179-1620x1080.jpg 1620w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9457179-1620x1080-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9457179-1620x1080-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9457179-1620x1080-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1620px) 100vw, 1620px" /></p><p>Arruolati per combattere uno dei conflitti più sanguinosi della storia contemporanea. Sono poco poco più che ragazzini e provengono dalle aree rurali o dalle zone di confine con i Paesi coinvolti. Sono poverissimi, sia a causa della guerra che ha messo in ginocchio lo Yemen, sia per la situazione economica in cui versano le loro famiglie. Con una certa frequenza diventano bambini soldato . Da entrambe le parti in lotta. Ma soprattutto nei campi di reclutamento della coalizione guidata dagli Emirati Arabi Uniti, al fianco dei sauditi.</p>
<h2>I bambini soldato</h2>
<p>A svelare la presenza di bambini in questi luoghi, un’inchiesta di Al Jazeera che, attraverso alcuni filmati, ha dimostrato la diffusione di questa pratica, che coinvolge diversi minori yemeniti (e non solo), impegnati a combattere lungo il confine saudita per difenderlo dagli Houthi, il gruppo ribelle sciita che, nel 2014, ha invaso la capitale yemenita, Sana’a, e diverse aree nord occidentali del Paese.</p>
<h2>Reclutati da entrambe le parti</h2>
<p>Il conflitto, che contrappone il movimento sciita al governo e ai suoi alleati, tra cui l’Arabia Saudita, in guerra dal 2015, ha provocato la peggior crisi umanitaria degli ultimi anni. L’80% della sua popolazione, che corrisponde a circa 24 milioni di persone, necessita, per sopravvivere, di aiuti umanitari, spesso letteralmente bloccati dalle dinamiche di guerra (il caso più noto la chiusura del porto di Hodeidah). I più piccoli, oltre a essere i primi a soffrire di problemi legati alla malnutrizione e alla fame, vengono attirati, spesso con l’inganno, a partecipare alle azioni militari. E, secondo quanto riportato dalle Nazioni Unite, i due terzi dei bambini soldato nel Paese combatterebbe per i ribelli Houthi, mentre la parte che resta per la coalizione guidata dagli Emirati Arabi Uniti.</p>
<h2>I bambini sudanesi (e yemeniti) coinvolti dai Sauditi</h2>
<p>Anche se la percentuale risulta minore, a richiamare l’attenzione sono i piccoli soldati coinvolti da Arabia Saudita e Yemen. Perché, sebbene i due Paesi abbiano firmato il protocollo internazionale che vieta il coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati nel 2007 e nel 2018, alla fine dello scorso anno, nel 2018, Riad è stata accusata di reclutare bambini sudanesi dal Darfur per combattere questa guerra. Ma non solo. Oggi, anche i piccoli yemeniti vengono arruolati utilizzando reti di traffico locale per difendere il confine saudita.</p>
<h2>Il campo dei piccoli combattenti</h2>
<p>Il network qatariota, dopo aver ascoltato le testimonianze di due famiglie residenti nella città meridionale di Taiz, ha indagato sui due storie. Da qui, nell’ultimo anno e mezzo, diversi ragazzini avrebbero lasciato le loro case, inseguendo promesse di uno stipendio regolare per ruoli che non dovevano appartenere alla sfera militare. Di uno di questi è sparita ogni traccia e il suo nome non compare nemmeno nelle liste dei soldati yemeniti catturati dagli Houthi mostrate durante un round dei colloqui tra le parti in guerra in Svezia . Secondo quanto riportato da Al Jazeera, due di questi adolescenti si sarebbero imbarcati verso la frontiera saudita di al-Wade’a, nell’area settentrionale del Paese. Secondo la testimonianza dell’unico superstite tornato a casa, al-Buqa’ è il luogo dove i più piccoli vengono addestrati a combattere. Ed è anche un’area che ha visto frequenti scontri tra i ribelli sciiti e la coalizione guidata da Riad.</p>
<h2>Le promesse</h2>
<p>Secondo la testimonianza del giovane sopravvissuto, i ragazzi sarebbero stati contattati per la prima volta dai reclutatori nei villaggi più colpiti dalla povertà e dalle conseguenze della guerra. L’adolescente avrebbe anche spiegato come lui e molti altri fossero stati chiamati per lavorare, almeno apparentemente, nelle cucine delle unità militari yemenite di stanza in Arabia Saudita. La promessa era quella di farli lavorare in cucina, pagandoli 3mila riyal sauditi (che corrispondono a circa 800 dollari).</p>
<h2>Le modalità di “consegna” e i documenti</h2>
<p>Attraverso la testimonianza del giovane, è emerso il meccanismo di consegna dei giovani combattenti: in genere, il reclutatore consegna il suo “carico umano” a un trafficante in una delle città yemenite lungo il percorso che porta ai confini. A questo punto, il trafficante lascia le giovani reclute a un altro contrabbandiere che, a quel punto, fornisce loro delle carte d’identità e dei documenti, indispensabili per attraversare l’Arabia Saudita (dove sarebbero collocati i campi militari). Secondo quanto riportato dall’inchiesta di Al Jazeera, ciò che per i reclutatori è importante non è la sopravvivenza dei ragazzi, quanto l’abilità, per esempio, nel maneggiare delle armi.</p>
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