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Società

L’arte della resistenza

La cultura e l’arte fanno parte di Baghdad, della sua storia e della sua contemporaneità, perché nella capitale irachena la guerra, il caos politico e i frequenti attentati non hanno spento la voglia di reagire e di comunicare con scrittura, la letteratura, o le arti visive.Per farsi un’idea di quello che sia l’arte contemporanea a Baghdad si può partire da Karrada, quartiere centrale abbracciato dal Tigri, ricco di luoghi di incontro, caffè-librerie, spazi teatrali, locali all’aperto. È il ritrovo di chi produce e fruisce cultura: ci sono scrittori, attori, registi, pittori, videomaker. E luoghi come il Burj Babel Centre o il Coffè and Book Coffe House che organizzano mostre, concerti, incontri pubblici, presentazioni di libri, proiezioni di film.

Donne

La rivoluzione rosa in Iraq

A Baghdad la bicicletta è diventata per le donne un simbolo di libertà e autodeterminazione. Certo, sono ancora poche coloro che hanno cominciato a pedalare per le vie della città, ma il segnale è importante: la presenza e la scelta di vivere uno spazio cittadino col mezzo che si preferisce non sono affatto scontate per una donna, anche se non esistono reali divieti in merito. L’idea è nata pochi mesi fa da una giovane universitaria, artista e performer di nome Marina, che ha deciso di usare la bicicletta negli spostamenti quotidiani, sfidando i commenti non sempre benevoli della gente. In più ha cominciato a postare sui social network le immagini delle sue passeggiate, dimostrando che andare in bicicletta, che tu sia donna o uomo non conta, può essere una cosa bella, divertente e che non fa male a nessuno.

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