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	<title>Aztechi Archives - InsideOver</title>
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		<title>Fu un&#8217;epidemia di salmonella a sterminare il popolo degli Aztechi?</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/fu-unepidemia-di-salmonella-a-sterminare-gli-aztechi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jan 2018 06:58:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Aztechi]]></category>
		<category><![CDATA[salmonella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="960" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/quetzalcoatl-936621_960_720.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/quetzalcoatl-936621_960_720.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/quetzalcoatl-936621_960_720-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/quetzalcoatl-936621_960_720-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>La storia dei primi contatti tra i popoli europei e le civiltà native dell&#8217;America precolombiana è stata contrassegnata dalle tragiche conseguenze che tali incontri ebbero su popolazioni abitanti da secoli quello che, per i navigatori provenienti da oltre Atlantico, era il &#8220;Nuovo Mondo&#8221;. L&#8217;incontro con gli europei, infatti, segnò l&#8217;inizio della fine per popoli come &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/fu-unepidemia-di-salmonella-a-sterminare-gli-aztechi.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/fu-unepidemia-di-salmonella-a-sterminare-gli-aztechi.html">Fu un&#8217;epidemia di salmonella a sterminare il popolo degli Aztechi?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="960" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/quetzalcoatl-936621_960_720.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/quetzalcoatl-936621_960_720.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/quetzalcoatl-936621_960_720-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/quetzalcoatl-936621_960_720-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p><p>La storia dei primi contatti tra i popoli europei e le civiltà native dell&#8217;America precolombiana è stata contrassegnata dalle tragiche conseguenze che tali incontri ebbero su popolazioni abitanti da secoli quello che, per i navigatori provenienti da oltre Atlantico, era il &#8220;Nuovo Mondo&#8221;. L&#8217;incontro con gli europei, infatti, segnò l&#8217;inizio della fine per popoli come gli Aztechi e gli Inca, che conobbero prima lo sgretolamento dei loro imperi secolari dovuto all&#8217;azione dei <em>conquistadores </em>spagnoli e, in seguito, una drammatica contrazione demografica dovuta, in primo luogo, ai contatti con i virus e i batteri patogeni portati dagli europei.</p>
<p>A partire da inizio XX secolo si è acceso un ampio dibattito su quale fosse stato il principale agente patogeno che avrebbe falcidiato le popolazioni dell&#8217;America precolombiana, contribuendo alla caduta nell&#8217;oblio di culture raffinate e antiche e alla distruzione di un patrimonio unico al mondo. <a href="http://books.google.com/books?id=gyFKCAAAQBAJ&amp;pg=PA161" target="_blank">Studiosi come l&#8217;italiano Massimo Livi Bacci</a>, autore del validissimo saggio &#8220;Conquista&#8221;, hanno indagato in questo campo dettagliatamente e ora nuove importanti analisi comparate sembrerebbero aver identificato il principale responsabile del tracollo demografico della principale civiltà mesoamericana incontrata dagli spagnoli, quella degli Aztechi: il batterio <em>Salmonella enterica.</em></p>
<p>Cocolitzli: così gli Aztechi chiamavano l&#8217;epidemia di salmonella</p>
<p><em>Cocolitzli, </em>nell&#8217;antica lingua Nahuatl, significa &#8220;pestilenza&#8221;: è con questo termine che le cronache azteche della prima metà del Cinquecento si riferirono al flagello che colpì il popolo centroamericano nel 1545, uccidendo 15 milioni di persone, l&#8217;80% di un popolo stanziato sui territori degli attuali Messico e Guatemala. </p>
<p>I principali sintomi segnalati dai cronisti dell&#8217;epoca parlano di persone colpite da febbri alte, copiosi sanguinamenti dalla bocca e dal naso e forti mal di testa che inevitabilmente soccombevano alla malattia dopo tre o quattro giorni.</p>
<p>&#8220;L’epidemia &#8211; <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilpost.it/2018/01/17/epidemia-salmonella-aztechi-1545/" target="_blank">scrive <em>Il Post</em></a><em> </em>&#8211; fu una delle tre che sterminarono gli aztechi, tutte portate dai colonizzatori europei: la prima, di vaiolo, avvenne vent’anni prima, e uccise dai 5 agli 8 milioni di persone; la terza invece avvenne trent’anni dopo, tra il 1575 e il 1578, e uccise metà della popolazione rimanente. L’epidemia azteca del 1545 è considerata tra le più mortali della storia dell’umanità, tra quelle durate soltanto per pochi anni: è paragonabile soltanto alla peste di Giustiniano del VI secolo, alla peste nera del XIV secolo e all’influenza spagnola del primo Novecento&#8221;.</p>

<p>Ad associare la <em>Salmonella enterica </em>con la più devastante delle pandemie che sconvolsero il Mesoamerica è stato un recente e interessante studio compiuto da un gruppo plurinazionale pubblicato su <em>Nature, </em>che potrebbe aver dato una risposta definitiva al dibattito sulla fine degli Aztechi.</p>
<p>La salmonella identificata in un antico cimitero azteco</p>
<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.nature.com/articles/s41559-017-0446-6" target="_blank">Lo studio pubblicato su </a><em><a href="https://www.nature.com/articles/s41559-017-0446-6" target="_blank">Nature</a> </em>è stato portato avanti dai ricercatori dell’Università di Tubinga, con la collaborazione del Max Planck Institute for the Science of Human History, dell’Università di Harvard e dell’Instituto Nacional de Antropología e Historia (un ente governativo messicano), sotto la guida della ricercatrice Åshild Vågene: gli studiosi hanno analizzato campioni da 29 scheletri in un cimitero di Teposcolula-Yucunda, nello stato dell’Oaxaca, appartenenti a soggetti che, per evidenze certificate dagli studi archeologici, risultavano essere decedute nel corso dell&#8217;epidemia iniziata nel 1545.</p>

<p>I risultati dello studio sono stati inequivocabili: attraverso l&#8217;applicazione del MALT, un nuovo strumento di analisi genomica che consente di trovare antiche tracce di DNA, i ricercatori hanno individuato il batterio <em>Salmonella enterica </em>nei denti dei soggetti analizzati, riscontrando dunque una diretta correlazione tra la presenza dell&#8217;agente patogeno e la morte delle persone seppellite a Oaxaca.</p>
<p>Studiare le cause della fine degli Aztechi aiuta a diradare la nebbia che avvolge le civiltà precolombiane, depositarie di culture straordinarie ma tutt&#8217;oggi poco conosciute dagli studiosi: scoprire le cause che hanno portato al declino di questi popoli dopo la conquista spagnola potrebbe contribuire non solo a approfondire la nostra conoscenza in materia ma anche a saldare un vero e proprio &#8220;debito morale&#8221; che l&#8217;Europa ha nei confronti di popoli di cui, di fatto, sancì l&#8217;inesorabile fine.</p>
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