<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Aukus Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/tag/aukus/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/tag/aukus</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Mon, 20 Jul 2026 23:15:07 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Aukus Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/tag/aukus</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>AUKUS: il prossimo anno inizia la costruzione del primo SSN</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/aukus-il-prossimo-anno-inizia-la-costruzione-del-primo-ssn.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 23:15:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aukus]]></category>
		<category><![CDATA[Sottomarini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=523803</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="932" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/USS-Connecticut-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="USS Connecticut (La Presse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/USS-Connecticut-La-Presse.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/USS-Connecticut-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/USS-Connecticut-La-Presse-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/USS-Connecticut-La-Presse-768x511.jpg 768w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Il 2027 segnerà l'inizio della costruzione di una vasta flotta composta da fino a 12 SSN di nuova generazione.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/aukus-il-prossimo-anno-inizia-la-costruzione-del-primo-ssn.html">AUKUS: il prossimo anno inizia la costruzione del primo SSN</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="932" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/USS-Connecticut-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="USS Connecticut (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/USS-Connecticut-La-Presse.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/USS-Connecticut-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/USS-Connecticut-La-Presse-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/USS-Connecticut-La-Presse-768x511.jpg 768w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Il <strong>Ministero della Difesa britannico</strong> ha confermato che il taglio della lamiera per il <strong>primo sottomarino da attacco a propulsione nucleare (SSN)</strong> definito dagli accordi <strong>AUKUS </strong>avverrà il prossimo anno, segnando l&#8217;inizio della costruzione di una flotta composta da fino a 12 SSN di nuova generazione che sostituiranno la classe Astute in servizio nella Royal Navy.</p>



<p>La tempistica è stata confermata dal ministro della Difesa <strong>Luke Pollard</strong>, il quale <a href="https://ukdefencejournal.org.uk/steel-to-be-cut-on-new-british-attack-submarine-next-year/">ha dichiarato</a> che “come stabilito nel Piano di Investimenti per la Difesa, acquisiremo fino a 12 sottomarini d&#8217;attacco di nuova generazione SSN-AUKUS a propulsione nucleare e armamento convenzionale. Secondo i piani attuali, il taglio della lamiera per il primo sottomarino SSN-AUKUS avverrà il prossimo anno, con l&#8217;obiettivo di consegnare il primo sottomarino britannico in servizio negli anni 2030”, aggiungendo che le date di entrata in servizio previste per i sottomarini della Royal Navy non vengono divulgate in quanto la loro comunicazione “potrebbe compromettere la capacità, l&#8217;efficacia o la sicurezza delle Forze Armate”.</p>



<p>L&#8217;SSN-AUKUS è il futuro sottomarino d&#8217;attacco sviluppato congiuntamente da <strong>Australia </strong>e <strong>Stati Uniti</strong> nell&#8217;ambito della partnership AUKUS. Progettati nel Regno Unito con l&#8217;impiego di tecnologia americana, i sottomarini saranno costruiti presso il cantiere BAE Systems di Barrow-in-Furness (Cumbria, UK) per la Royal Navy e ad Adelaide (Australia) per la Royal Australian Navy. Non si sa molto sui nuovi SSN se non che sarà un sottomarino di ultima generazione che integrerà tecnologie all&#8217;avanguardia provenienti da tutte e tre le nazioni che partecipano all&#8217;AUKUS. L&#8217;integrazione dei sistemi di propulsione, sensori e armamenti, così come un nuovo sistema di lancio verticale comune, si baserà sulle tecnologie degli SSN di classe Virginia della marina statunitense. Il sottomarino classe AUKUS sarà equipaggiato per missioni avanzate di intelligence, sorveglianza, guerra sottomarina e di superficie, attacco terrestre e per la <strong>Seabed Warfare</strong>, ovvero la guerra sui fondali. </p>



<p>I preparativi per la costruzione <a href="https://it.insideover.com/difesa/aukus-laustralia-fissa-le-linee-industriali-e-strategiche-per-i-sottomarini-nucleari.html">sono in corso da anni</a>, con miliardi di sterline investiti nella fase di progettazione e nell&#8217;ampliamento del cantiere navale di Barrow, dove si stanno ancora completando le ultime unità della classe Astute. Il Piano di Investimenti per la Difesa britannico ha inserito il programma, del valore di 15,1 miliardi di sterline, all&#8217;interno della trasformazione di Faslane, base navale della Royal Navy. Secondo Londra, <strong>ci si aspetta di vedere in servizio il primo SSN-AUKUS alla fine del prossimo decennio</strong> mentre l&#8217;Australia ha fissato la data per il medesimo traguardo <a href="https://www.asa.gov.au/aukus/australias-nuclear-powered-submarines">ai primi anni del 2040</a>. Questa differenza nella tempistica – solo prevista ma di difficile rispetto – è dovuta alla necessità australiana di avviare un&#8217;industria navale capace di costruire sottomarini a propulsione nucleare, e proprio in questo senso <a href="https://www.navalnews.com/naval-news/2026/02/australia-announces-acquisition-of-long-lead-items-for-aukus-nuclear-propulsion-systems/">a febbraio di quest&#8217;anno</a> il governo di Canberra ha stanziato ulteriori 310 milioni di dollari per sostenere direttamente la produzione di componenti critici per gli SSN, compresi i sistemi di propulsione nucleare dei primi due sottomarini. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La formazione del personale australiano</h2>



<p>Nell&#8217;ambito del programma AUKUS, infatti, il Regno Unito fornirà sistemi di propulsione nucleare completi e già montati per i sottomarini AUKUS di costruzione australiana, con lavori già in corso presso lo stabilimento Rolls-Royce Submarine di Derby. I primi progressi nella produzione dei reattori sono essenziali per mantenere lo slancio del programma, preservare le competenze specialistiche e allineare i programmi industriali nell&#8217;ambito del partenariato. Quest&#8217;ultimo investimento australiano si aggiunge al contributo di <strong>2,4 miliardi di sterline in 10 anni</strong> per espandere la capacità produttiva di Rolls-Royce nel campo dei sottomarini e allo stanziamento di <strong>3,9 miliardi di dollari australiani</strong> come acconto per la realizzazione del cantiere navale di Osborne dove verranno impostati gli SSN-AUKUS per l&#8217;Australia.</p>



<p>Nel frattempo, il personale marittimo australiano sta familiarizzando con gli SSN come da accordi: sempre a febbraio un battello britannico di classe Astute, l&#8217;HMS “Anson”, aveva fatto scalo presso la base navale di Stirling per manutenzione, segnando la prima volta che un sottomarino nucleare britannico viene sottoposto a lavori di questo tipo in Australia. </p>



<p>La Royal Australian Navy dovrà <strong>attendere l&#8217;arrivo di tre SSN di classe Virginia</strong> della U.S. Navy, sebbene <a href="https://news.usni.org/2026/06/01/u-s-will-sell-3-in-service-virginia-subs-to-australia-instead-of-1-new-2-in-service">con dei distinguo</a> rispetto ai piani originali come da patto AUKUS: invece di 2 in servizio e uno nuovo, la marina australiana vedrà arrivare tre battelli che sono già stati in servizio nella marina USA. Comunque un ottimo risultato considerando <a href="https://it.insideover.com/difesa/dietro-front-di-trump-via-libera-ai-sottomarini-nucleari-allaustralia.html">le riserve</a> – improvvise – espresse dall&#8217;esecutivo statunitense in merito alla possibile cessione di questi SSN all&#8217;Australia. </p>



<p>In ogni caso, date le tempistiche, il governo di Canberra ha pianificato di <a href="https://news.usni.org/2026/06/01/u-s-will-sell-3-in-service-virginia-subs-to-australia-instead-of-1-new-2-in-service">estendere la vita operativa dei suoi sottomarini di classe Collins</a>, attualmente in servizio, per farli operare insieme ai due sottomarini di classe Virginia ex U.S. Navy, in attesa dell&#8217;arrivo dei primi SSN-AUKUS, il cui numero totale dovrebbe ammontare a cinque battelli.</p>



<p>Il problema della cessione dei Virginia all&#8217;Australia è sempre lo stesso: funzionari della marina USA hanno ripetutamente affermato che i cantieri navali statunitensi devono costruire 2,33 sottomarini d&#8217;attacco all&#8217;anno, oltre a un sottomarino nucleare lanciamissili balistici di classe Columbia, per poter vendere i sottomarini di classe Virginia all&#8217;Australia, ma attualmente ne costruiscono circa 1,3 sottomarini d&#8217;attacco all&#8217;anno. Se davvero Washington si affiderà ai cantieri navali degli alleati – Giappone, Corea del Sud ma ora si parla anche di Turchia – per costruire le sue unità da guerra, è probabile che questa media possa alzarsi, ma non nel breve periodo. Il nostro <strong>dubbio</strong> pertanto permane: gli Stati Uniti venderanno veramente 3 SSN classe Virginia all&#8217;Australia secondo le tempistiche dell&#8217;AUKUS oppure l&#8217;approvazione congressuale si arenerà davanti alla dura realtà della cantieristica nazionale e delle necessità dell&#8217;U.S. Navy?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/aukus-il-prossimo-anno-inizia-la-costruzione-del-primo-ssn.html">AUKUS: il prossimo anno inizia la costruzione del primo SSN</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Australia-Cina: Darwin, il porto che misura la distanza tra affari e sovranità</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/australia-cina-darwin-il-porto-che-misura-la-distanza-tra-affari-e-sovranita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Feb 2026 13:05:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Aukus]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=504271</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="840" height="560" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/darwin.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Australia" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/darwin.jpg 840w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/darwin-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/darwin-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/darwin-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 840px) 100vw, 840px" /></p>
<p>Il premier australiano Albanese ha ribadito che Canberra intende riportare il porto “in mani australiane” , senza specificare come.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/australia-cina-darwin-il-porto-che-misura-la-distanza-tra-affari-e-sovranita.html">Australia-Cina: Darwin, il porto che misura la distanza tra affari e sovranità</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="840" height="560" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/darwin.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Australia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/darwin.jpg 840w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/darwin-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/darwin-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/darwin-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 840px) 100vw, 840px" /></p>
<p>Una locazione nata per rilanciare l’economia diventata un test di sicurezza. Nel 2015 il governo del <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/laustralia-si-arma-per-frenare-la-cina.html">Territorio del Nord concesse in locazione per novantanove anni il Porto di Darwin alla Landbridge Industry Australia</a></strong>, controllata da un gruppo cinese, incassando circa<strong> 506 milioni di dollari australiani.</strong> L’argomento era pragmatico: far respirare un’infrastruttura considerata poco redditizia e attrarre investimenti. Ma fin dall’inizio la scelta fu letta come un azzardo strategico, perché Darwin non è un porto qualsiasi: <strong>è una porta d’accesso al Pacifico e un punto sensibile per la difesa</strong>, anche per la presenza di rotazioni di fucilieri di marina statunitensi e cooperazione militare con Stati Uniti.</p>



<p>Oggi quel contratto si è trasformato in una questione di “interesse nazionale”. Il <strong>primo ministro Anthony Albanese</strong> ha ribadito che Canberra intende riportare il porto “in mani australiane”, pur lasciando volutamente in ombra il come: acquisto negoziato, ricomposizione con investitori locali, oppure una revoca per via normativa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La risposta cinese: non chiamatela sicurezza</h2>



<p>L’ambasciatore <strong>Xiao Qian </strong>ha messo il punto dove fa più male: se la ripresa del controllo diventasse “forzata”, Pechino “difenderà gli interessi” delle proprie imprese e l’episodio rischierebbe di pesare su commercio e investimenti bilaterali. La linea cinese è coerente: il contratto sarebbe stato assegnato secondo le leggi australiane e con procedure trasparenti; cambiarlo a posteriori, quando l’investitore ha fatto profitti e ha stabilizzato l’assetto operativo, viene dipinto come comportamento non etico e politicamente ostile.</p>



<p>Qui si gioca la partita vera: <strong>Canberra parla di sovranità e sicurezza, Pechino parla di affidabilità delle regole. </strong>Due linguaggi diversi per la stessa cosa: chi decide, in ultima istanza, che cosa può restare “mercato” e che cosa diventa “strategico”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Diversificazione del rischio o costo di reputazione</h2>



<p><strong>Primo scenario: ricomprare, pagando il prezzo del precedente</strong>. Se l’operazione si chiude con un acquisto, l’Australia paga per ridurre un rischio percepito. Ma apre anche un precedente: ogni investimento estero in infrastrutture critiche potrebbe essere riletto in futuro alla luce della sicurezza. Il costo non è solo nel prezzo di riacquisto: è nel premio di rischio che gli investitori chiederanno domani, soprattutto in settori regolati e politicizzati.</p>



<p><strong>Secondo scenario: revocare, incassando la reazione</strong>. Se si sceglie una via più dura, la reazione cinese può assumere forme indirette: non necessariamente “sanzioni”, ma rallentamenti, irritazioni amministrative, segnali sui flussi commerciali. È un terreno che l’Australia conosce: nei momenti di massima tensione il commercio diventa una leva, perché colpisce categorie interne e quindi produce pressione politica.</p>



<p><strong>Terzo scenario: soluzione ibrida, con un compratore australiano</strong>. È la via più pulita sul piano narrativo: non “confisca”, ma passaggio a capitale nazionale, magari con fondi pensione o grandi investitori locali. Il problema è pratico: se l’attuale concessionario non vuole vendere, la “soluzione di mercato” resta un titolo e non un meccanismo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un porto è logistica e la logistica è potenza</h2>



<p><strong>Darwin è un <a href="https://it.insideover.com/economia/panama-cina-e-usa-si-riaccende-la-guerra-mondiale-dei-porti.html">porto </a>in acque profonde, cruciale per traffici e per movimenti militari. </strong>In tempo di pace la logistica è efficienza; in tempo di crisi è sopravvivenza operativa. La discussione non riguarda soltanto l’idea, spesso semplificata, di spionaggio: riguarda la dipendenza da un gestore legato a un Paese percepito come concorrente strategico, in un teatro – l’Indo-Pacifico – dove la velocità di schieramento e la resilienza delle infrastrutture contano quanto le navi e gli aerei.</p>



<p>Dopo il patto AUKUS, cioè l’accordo di sicurezza tra Australia, Regno Unito e Stati Uniti, <strong>ogni nodo logistico australiano diventa parte della postura di deterrenza. </strong>Perciò un porto può essere letto come un “collo di bottiglia” potenziale: non perché domani si chiuda, ma perché in una crisi basta l’incertezza a cambiare i calcoli.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il porto come cartina di tornasole</h2>



<p>La Cina interpreta l’operazione come segnale di un irrigidimento strutturale: <strong>l’Australia non si limita a “ridurre il rischio”, ma ridefinisce il confine tra economia e sicurezza</strong>, spostandolo contro Pechino. Da qui l’avvertimento: se si punisce un investitore dopo averlo sollecitato, si indebolisce l’idea stessa di cooperazione economica.</p>



<p>Canberra, al contrario, sta dicendo un’altra cosa: che la stagione dell’ingenuità infrastrutturale è finita, e che <strong>i beni critici tornano sotto controllo nazionale </strong>quando cambiano i rapporti di forza. È la logica della “separazione selettiva”: non rompere gli scambi, ma impedire che gli scambi entrino nei punti nevralgici.</p>



<p>Ecco perché Darwin è più di Darwin. <strong>È un test su come l’Occidente gestisce il confine tra capitale e sovranità. </strong>Se l’Australia trova un meccanismo ordinato, rafforza la tesi che la sicurezza può essere perseguita senza incendiare il commercio. Se la ripresa avviene in modo traumatico, la tesi opposta diventa più credibile: che nell’Indo-Pacifico l’economia è già un campo di confronto, e che le infrastrutture sono il terreno dove quel confronto si materializza.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/australia-cina-darwin-il-porto-che-misura-la-distanza-tra-affari-e-sovranita.html">Australia-Cina: Darwin, il porto che misura la distanza tra affari e sovranità</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>AUKUS: gli Stati Uniti ora pensano di non cedere i sottomarini all&#8217;Australia</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/aukus-gli-stati-uniti-ora-pensano-di-non-cedere-i-sottomarini-allaustralia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2026 23:23:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aukus]]></category>
		<category><![CDATA[classe Virginia]]></category>
		<category><![CDATA[sottomarino nucleare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=504560</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="845" height="566" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/US_Navy_100601-N-8750E-250_The_Virginia-class_attack_submarine_USS_New_Mexico_SSN_779_transits_the_Thames_River_to_her_new_homeport_at_Naval_Submarine_Base_New_London.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/US_Navy_100601-N-8750E-250_The_Virginia-class_attack_submarine_USS_New_Mexico_SSN_779_transits_the_Thames_River_to_her_new_homeport_at_Naval_Submarine_Base_New_London.jpg 845w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/US_Navy_100601-N-8750E-250_The_Virginia-class_attack_submarine_USS_New_Mexico_SSN_779_transits_the_Thames_River_to_her_new_homeport_at_Naval_Submarine_Base_New_London-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/US_Navy_100601-N-8750E-250_The_Virginia-class_attack_submarine_USS_New_Mexico_SSN_779_transits_the_Thames_River_to_her_new_homeport_at_Naval_Submarine_Base_New_London-768x514.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 845px) 100vw, 845px" /></p>
<p>Una nuova spallata all'AUKUS arriva dal Congresso USA: la proposta è di non cedere più i sottomarini nucleari all'Australia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/aukus-gli-stati-uniti-ora-pensano-di-non-cedere-i-sottomarini-allaustralia.html">AUKUS: gli Stati Uniti ora pensano di non cedere i sottomarini all&#8217;Australia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="845" height="566" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/US_Navy_100601-N-8750E-250_The_Virginia-class_attack_submarine_USS_New_Mexico_SSN_779_transits_the_Thames_River_to_her_new_homeport_at_Naval_Submarine_Base_New_London.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/US_Navy_100601-N-8750E-250_The_Virginia-class_attack_submarine_USS_New_Mexico_SSN_779_transits_the_Thames_River_to_her_new_homeport_at_Naval_Submarine_Base_New_London.jpg 845w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/US_Navy_100601-N-8750E-250_The_Virginia-class_attack_submarine_USS_New_Mexico_SSN_779_transits_the_Thames_River_to_her_new_homeport_at_Naval_Submarine_Base_New_London-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/US_Navy_100601-N-8750E-250_The_Virginia-class_attack_submarine_USS_New_Mexico_SSN_779_transits_the_Thames_River_to_her_new_homeport_at_Naval_Submarine_Base_New_London-768x514.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 845px) 100vw, 845px" /></p>
<p>Dagli <strong>Stati Uniti</strong> arriva l&#8217;ennesimo scossone al primo pilastro dell&#8217;<strong><a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/cose-aukus.html">AUKUS</a></strong>, il trattato trinazionale di cooperazione nei settori della Difesa e della sicurezza tra Australia, Regno Unito e USA. Quello che prima era stato solo ventilato dall&#8217;esecutivo statunitense, ora si sta concretizzando per voce del <strong>Congresso</strong>: all&#8217;Australia non saranno forniti sottomarini da attacco a propulsione nucleare (SSN).</p>



<p>Nel settembre 2021, i governi australiano, britannico e statunitense hanno annunciato una nuova importante partnership per la sicurezza, l&#8217;AUKUS, che si articola in due principali aree di intervento, o pilastri. Il <strong>pilastro 1</strong> è un progetto che prevede il dispiegamento a rotazione di quattro SSN statunitensi e un SSN britannico da un porto dell&#8217;Australia Occidentale, ma soprattutto stabilisce la vendita di prima <strong>tre e poi cinque SSN di classe Virginia</strong> all&#8217;Australia e la successiva costruzione di altrettanti SSN sostitutivi per la marina statunitense. Inoltre, è prevista la fornitura di assistenza all&#8217;Australia da parte degli Stati Uniti e del Regno Unito per un&#8217;iniziativa australiana volta a costruire da tre a cinque SSN aggiuntivi di un nuovo progetto britannico-australiano di sottomarini per completare una forza di SSN australiana pianificata di otto battelli. </p>



<p>Il Congresso USA aveva approvato la legge abilitante per il pilastro 1 a dicembre 2023, e i governi di Stati Uniti, Regno Unito e Australia stanno ora implementando le prime fasi del progetto. A giugno 2025, il Dipartimento della Difesa USA aveva avviato una revisione del pilastro 1, ma <strong>la Casa Bianca aveva espresso l&#8217;intenzione di sostenere comunque l&#8217;AUKUS nonostante la revisione. </strong>All&#8217;inizio di dicembre 2025, a seguito del completamento dello studio, i funzionari dell&#8217;amministrazione Trump hanno pubblicamente affermato il sostegno dell&#8217;amministrazione all&#8217;AUKUS, incluso il pilastro 1.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I problemi della US Navy</h2>



<p>Il problema, analizzato dal Congresso <a href="https://www.congress.gov/crs-product/RL32418">nell&#8217;ultimo documento</a>, riguarda il <strong>tasso di approvvigionamento degli SSN</strong> di classe Virginia nell&#8217;anno fiscale 2026 e in quelli successivi, ovvero se sarà di due imbarcazioni all&#8217;anno oppure inferiore o superiore a questo valore. </p>



<p>Come sappiamo, la cantieristica statunitense sta attraversando <a href="https://apnews.com/article/navy-frigate-shipyard-workforce-retention-318c99f2161c4284e5ddcf0c1fa2b353">un&#8217;annosa crisi</a> produttiva determinata dalla passata chiusura di cantieri navali e perdita di maestranze, a cui si aggiungono le mutevoli priorità della Difesa, le modifiche progettuali dell&#8217;ultimo minuto e gli sforamenti dei costi. Questo ha avuto ripercussioni sulla <strong>prontezza operativa</strong> della U.S. Navy che fatica a effettuare le manutenzioni programmate e vede meno unità entrare in servizio rispetto al passato. </p>



<p>Pertanto <a href="https://it.insideover.com/difesa/gli-usa-ripensano-anche-allaukus-australia-in-allarme-sottomarini-a-rischio.html">a marzo 2025</a> la nuova amministrazione USA, in forza della politica “America First”, aveva già messo in dubbio il pilastro 1 dell&#8217;accordo con l&#8217;Australia e successivamente <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-pentagono-rivede-laccordo-sui-sottomarini-dellaukus.html">a giugno</a> il Dipartimento della Difesa, come accennato, aveva avviato una revisione volta a determinare se gli Stati Uniti avrebbero dovuto abbandonare il progetto guidata da Elbridge Colby, un alto funzionario del Dipartimento che in precedenza aveva espresso scetticismo riguardo all’AUKUS.</p>



<p>Il rapporto del Congresso afferma che il piano quinquennale di costruzione navale della marina USA per l&#8217;anno fiscale 2025 (2025-2029) prevede un totale di <strong>nove battelli di classe Virginia</strong>, di cui uno nell&#8217;anno fiscale 2025 e due nel 2026-2029. Il <a href="https://it.insideover.com/economia/250-navi-in-10-anni-gli-usa-lanciano-una-nuova-politica-per-la-cantieristica-navale.html">piano trentennale</a> di costruzione navale per il periodo 2025-2054 prevede che gli SSN continueranno ad essere acquisiti al ritmo di due all&#8217;anno dal 2030 fino almeno al 2043. Si prevede che il numero di SSN in servizio, pertanto, subirà <strong>una flessione</strong> o un calo dalla metà degli anni 2020 fino all&#8217;inizio degli anni 2030. Questa flessione è una conseguenza dell&#8217;acquisizione di un numero relativamente esiguo di SSN durante gli anni Novanta, nei primi anni del periodo successivo alla Guerra Fredda. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;alternativa al Pilastro 1</h2>



<p>Per contribuire a riempire parte della lacuna capacitiva prevista, la U.S. Navy prevede di rifornire di carburante e prolungare la vita operativa di un massimo di sette sottomarini SSN <strong>classe</strong> <strong>Los Angeles</strong>, ma secondo il piano di costruzione navale trentennale la forza di SSN scenderebbe a 47 battelli nel 2030 (segnando il minimo) per poi aumentare a 50 entro il 2032 e a 64 o 66 nel 2054. La questione è che queste stime della forza prevista di SSN <strong>non tengono conto dell&#8217;impatto della vendita di tre o cinque sottomarini classe Virginia all&#8217;Australia </strong>nell&#8217;ambito dell&#8217;accordo AUKUS. Alcuni analisti temono che questa prevista riduzione dei livelli di forza degli SSN possa portare a un periodo di maggiore stress operativo per i sottomarini (equipaggi compresi) e forse a un periodo di indebolimento della deterrenza convenzionale contro potenziali avversari come la Repubblica Popolare Cinese.</p>



<p>Si propone pertanto <strong>un&#8217;alternativa al pilastro 1</strong> così com&#8217;è strutturato in questo momento, ovvero una divisione dei compiti tra Stati Uniti e Australia, in base alla quale gli SSN statunitensi svolgerebbero <strong>sia missioni USA sia australiane</strong>, mentre l&#8217;Australia investirebbe in capacità militari per svolgere altri compiti non legati ai sottomarini sia per l&#8217;Australia sia per gli Stati Uniti. Una tale divisione dei compiti, si afferma, potrebbe essere sostanzialmente simile a quelle già esistenti tra gli Stati Uniti e alcuni o tutti i suoi alleati NATO o altri (inclusa la stessa Australia) per capacità navali come portaerei, SSN, grandi navi da combattimento di superficie e navi anfibie, e per capacità non navali come (per citare solo alcuni esempi) armi nucleari, risorse spaziali e capacità ISR. In base a questa nuova divisione, il dispiegamento degli SSN statunitensi e britannici in Australia previsto dal pilastro 1 verrebbe comunque implementato. </p>



<p>Soprattutto verrebbero costruiti fino a otto SSN aggiuntivi di classe Virginia e, invece di venderne da tre a cinque all&#8217;Australia, quei battelli verrebbero mantenuti in servizio presso la U.S. Navy e gestiti dall&#8217;Australia insieme ai cinque SSN statunitensi e britannici che sono già previsti per essere gestiti dall&#8217;Australia nell&#8217;ambito dell&#8217;accordo. Inoltre, l&#8217;Australia, invece di <a href="https://it.insideover.com/difesa/aukus-laustralia-fissa-le-linee-industriali-e-strategiche-per-i-sottomarini-nucleari.html">utilizzare i fondi</a> per acquistare, costruire, gestire e mantenere i propri SSN, investirebbe tali fondi <strong>in altre capacità militari</strong>, come, ad esempio, missili antinave a lungo raggio, droni, munizioni vaganti, bombardieri a lungo raggio B-21 o altri aerei d&#8217;attacco a lungo raggio, o sistemi per la difesa da attacchi con missili balistici, missili da crociera, aerei con equipaggio o droni, in modo da creare una capacità australiana per svolgere altre missioni. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Missioni australiane, mezzi americani</h2>



<p>Il Congresso ipotizza anche la continuazione della condivisione della tecnologia di propulsione nucleare navale statunitense e della tecnologia sottomarina statunitense, degli investimenti australiani nella capacità di costruzione di sottomarini australiani e statunitensi e le altre azioni per supportare l&#8217;eventuale costruzione australiana di SSN, e <strong>quindi l&#8217;Australia alla fine costruirebbe i propri SSN</strong> riducendo a quel punto la necessità di sottomarini USA per svolgere missioni australiane.</p>



<p>Oppure, l&#8217;esecuzione delle missioni SSN australiane da parte di SSN statunitensi continuerebbe <strong>a tempo indeterminato</strong>, e invece di implementare la condivisione tecnologica, effettuare investimenti nella capacità di costruzione di sottomarini e intraprendere le altre azioni necessarie per costruire gli SSN, l&#8217;Australia continuerebbe a investire in altre capacità militari per supportare una continua divisione del lavoro con gli Stati Uniti. In base a questa variante, la dimensione della forza di SSN statunitensi verrebbe pertanto ampliata di otto imbarcazioni rispetto ai livelli precedentemente pianificati. </p>



<p>Questa revisione dell&#8217;AUKUS proposta dal Congresso è significativamente profonda ed è <strong>indicativa di come la Casa Bianca stia ridefinendo la propria postura in politica estera </strong>anche con alleati storici come l&#8217;Australia: il <em>leitmotiv </em>ora è “che vantaggi posso avere da un accordo qualsiasi” indipendentemente dal tipo di relazioni che sussitono. L&#8217;America First al suo estremo, e la fine del <em><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/asse-cina-russia-difficile-da-scalfire-lue-non-molli-mosca-parla-nye-il-teorizzatore-del-soft-power.html">soft power</a></strong></em>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/aukus-gli-stati-uniti-ora-pensano-di-non-cedere-i-sottomarini-allaustralia.html">AUKUS: gli Stati Uniti ora pensano di non cedere i sottomarini all&#8217;Australia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I sottomarini Classe Collins dell&#8217;Australia: strano esempio di efficenza pre-AUKUS </title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/i-sottomarini-classe-collins-dellaustralia-strano-esempio-di-efficenza-pre-aukus.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2025 05:42:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aukus]]></category>
		<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Sottomarini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=494628</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Aukus-getty-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Aukus-getty-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Aukus-getty-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Aukus-getty-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Aukus-getty-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Aukus-getty-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Aukus-getty-2048x1366.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Fino a quando arriveranno i sottomarini a propulsione nucleare dell'accordo AUKUS, i Collins restano un asset prezioso. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/i-sottomarini-classe-collins-dellaustralia-strano-esempio-di-efficenza-pre-aukus.html">I sottomarini Classe Collins dell&#8217;Australia: strano esempio di efficenza pre-AUKUS </a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Aukus-getty-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Aukus-getty-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Aukus-getty-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Aukus-getty-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Aukus-getty-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Aukus-getty-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Aukus-getty-2048x1366.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I sottomarini convenzionali della classe <strong>Collins</strong>, giganti silenziosi della Royal Australian Navy, sono considerati un esempio di singolare efficienza destinato a rimanere, almeno fino al completo adempimento dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/cose-aukus.html">accordo AUKUS</a> e allo schieramento dei <strong>nuovi</strong> <strong>sottomarini </strong>da attacco a propulsione nucleare <strong>SSN-Aukus </strong>che l&#8217;<strong>Australia </strong>otterrà dalla <a href="https://it.insideover.com/difesa/aukus-laustralia-fissa-le-linee-industriali-e-strategiche-per-i-sottomarini-nucleari.html">collaborazione strategica</a> con Regno Unito e Stati Uniti, entrambi membri dei Five Eyes, la comunità d&#8217;intelligence dell&#8217;Anglosfera, ed entrambe potenze focalizzate sui particolari equilibri che interesseranno la regione dell&#8217;Indo-Pacifico, dove si fa sempre più presente l&#8217;influenza e l&#8217;espansione degli interessi della Repubblica Popolare Cinese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I sottomarini Collins</h2>



<p>I sottomarini convenzionali classe Collins restano un &#8220;t<em>assello strategico nel Pacifico</em>&#8221; e sono ancora oggi uno degli <strong>asset più rilevanti </strong>della difesa australiana, e della presenza del blocco occidentale nelle profondità marine dell&#8217;Oceano Pacifico, dove gli analisti prevedono una<a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/si-guarda-nuova-era-potenza-navale-2294022.html"> tensione crescente</a> nei prossimi decenni a causa della progressiva affermazione di una nuova potenza navale: quella di Pechino che ha <a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/portaerei-pechino-lanciano-messaggio-pacifico-dragone-guarda-2495907.html">potenziato</a> enormemente la flotta della sua <strong>Pla Navy</strong>. </p>



<p>Secondo H.I. Sutton, questi giganti dei mari, più grandi dei tradizionali battelli diesel-elettrici e implementati rispetto alla loro <em>classe</em>, <strong>dotati di armi e sistemi di combattimento di derivazione americana</strong> ma modificati, continuano a rappresentare il nerbo della forza subacquea di Canberra, in attesa che il programma AUKUS porti all’arrivo dei nuovi sottomarini nucleari e dei droni subacquei a lungo raggio &#8220;<a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/drone-subacqueo-ghost-shark-pronto-operazione-dintelligence-2565544.html">Ghost Shark</a>&#8221; su cui l&#8217;Australia ripone grandi aspettative.</p>



<p>Progettati dalla svedese Kockums e costruiti in Australia tra il 1990 e il 2003, i Collins – 3.407 tonnellate in immersione – sono tuttora tra i <strong>sottomarini non nucleari più grandi al mondo</strong>. La loro storia non è stata priva di difficoltà: i problemi iniziali del sistema di combattimento hanno pesato a lungo sul programma, mettendone in discussione l’efficacia. Ma con gli anni la classe è maturata, trasformandosi in una <a href="http://www.hisutton.com/Collins-Class-Submarine.html">piattaforma affidabile e rispettata</a>, capace di missioni a lungo raggio su un teatro marittimo vasto quanto il Pacifico australe.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="726" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/HMAS_Waller_2008-1-1024x726.jpg" alt="" class="wp-image-495154" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/HMAS_Waller_2008-1-1024x726.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/HMAS_Waller_2008-1-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/HMAS_Waller_2008-1-768x544.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/HMAS_Waller_2008-1-1536x1089.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/HMAS_Waller_2008-1-600x425.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/HMAS_Waller_2008-1.jpg 1545w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Un sottomarino convenzionale classe Collins della flotta della Royal Australian Navy</em></figcaption></figure>



<p>La filosofia alla base del progetto punta tutto sull’autonomia. I Collins sono probabilmente la massima espressione dei sottomarini diesel-elettrici “puri”: a differenza di altri battelli contemporanei non adottano la propulsione Aip, ritenuta troppo limitante per i lunghi trasferimenti ad alta velocità richiesti dalle operazioni australiane. La scelta si è rivelata coerente con la geografia: con i loro oltre&nbsp;<strong>11.000 chilometri nautici di autonomia</strong>&nbsp;in navigazione diesel e&nbsp;<strong>480 miglia in immersione</strong>&nbsp;solo a batterie, i Collins superavano nettamente molti modelli europei dell’epoca.</p>



<p>Scendendo nei numeri, ogni sottomarino misura&nbsp;<strong>77,4 metri di lunghezza</strong>&nbsp;e può restare in missione fino a&nbsp;<strong>70 giorni</strong>, con un equipaggio di 58 persone e una velocità massima di 20 nodi in immersione. L’armamento è importante:&nbsp;<strong>22 siluri Mk.48</strong>, missili antinave Sub-Harpoon, oppure oltre&nbsp;<strong>40 mine</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">SSN-Aukus i sottomarini del futuro </h2>



<p>Con l’avvicinarsi dell’era Aukus e della conseguente acquisizione dei nuovi sottomarini d&#8217;attacco a propulsione nucleare, il ruolo dei Collins diminuirà progressivamente, fino alla completa sostituzione di tutti e sei i battelli, che riceveranno comunque un&#8217;importante estensione per quanto riguarda la loro vita operativa, in modo da colmare il divario con i futuri sottomarini nucleari di nuova generazione.</p>



<p>Secondo quanto viene riportato, infatti, gli <strong>aggiornamenti della flotta</strong>, che attualmente conta il capoclasse, HMAS <em>Collins</em>, entrato in servizio nel 1996, e gli HMAS <em>Farncomb</em>, <em>Waller</em>, <em>Dechanieux</em>, <em>Sheean</em> e <em>Rankin</em>, l&#8217;ultimo dei quali è stato schierato nel 2003, saranno &#8220;<strong>consistenti</strong>&#8220;, anche se non includeranno più la capacità di essere armati e lanciare i missili da crociera Tomahawk come si era inizialmente ipotizzato. Una capacità strategica che spetterà ai nuovi SSN-Aukus.</p>



<p>Per ora i Collins restano un ottimo esempio di piattaforma sottomarina longeva ed efficiente. Uno strumento importante per l’Australia, che si rende indispensabile nel momento in cui gli equilibri strategici nel Pacifico si fanno sempre più delicati e in cui ogni asset subacqueo, anche di un&#8217;altra generazione, può fare la differenza.</p>



<p><strong><em>Lo sviluppo di tecnologie militari&nbsp;d’avanguardia e il loro schieramento deciderà le sorti delle guerre future. Conoscerle, analizzarle, e cercare di spiegare la loro importanza e il ruolo che svolgono nei conflitti&nbsp;è parte del nostro sforzo quotidiano.&nbsp;Se vuoi approfondire queste tematiche ed essere sempre aggiornato sugli sviluppi nell’ambito della Difesa, segui InsideOver, e sostieni il nostro lavoro,&nbsp;</em><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati oggi!</a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/i-sottomarini-classe-collins-dellaustralia-strano-esempio-di-efficenza-pre-aukus.html">I sottomarini Classe Collins dell&#8217;Australia: strano esempio di efficenza pre-AUKUS </a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Oceano Trasparente&#8221;: la strategia di Pechino per non lasciare scampo ai sottomarini avversari</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/oceano-trasparente-la-strategia-di-pechino-per-non-lasciare-scampo-ai-sottomarini-avversari.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Nov 2025 05:18:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aukus]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra sottomarina]]></category>
		<category><![CDATA[Marina militare cinese]]></category>
		<category><![CDATA[Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Sottomarini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=490884</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Satelliti, boe intelligenti, fari di navigazione, hub elettronici e Intelligenza artificiale per scoprire qualunque sommergibile ostile. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/oceano-trasparente-la-strategia-di-pechino-per-non-lasciare-scampo-ai-sottomarini-avversari.html">&#8220;Oceano Trasparente&#8221;: la strategia di Pechino per non lasciare scampo ai sottomarini avversari</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le forze armate cinesi vogliono stabilire una rete invisibile capace di coprire l’intero <strong>oceano Pacifico occidentale</strong>, al fine di tracciare i sottomarini avversari e controllare il traffico sottomarino — una capacità che potrebbe rappresentare una minaccia per gli interessi degli <strong>Stati Uniti </strong>e dei suoi alleati e offrire vantaggi strategici a Pechino (e, potenzialmente, anche a Mosca). Si tratta di un’architettura incentrata su una rete di sensori a cinque strati — che dovrebbero andare dal fondale marino fino allo spazio — già nota come strategia “<strong>Transparent Ocean</strong>”. Una condizione che potrebbe mettere a dura prova le capacità di manovra e occultamento dei sottomarini statunitensi e di quelli degli alleati, in particolare dei Paesi del <strong><a href="https://www.bbc.com/news/articles/cgr589k5yleo">Patto Aukus</a></strong>, cioè <strong>Regno Unito, Usa</strong> e <strong>Australia</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">China’s PLA is rolling out its “Transparent Ocean” strategy, a five-layer underwater surveillance network in the western Pacific stretching from the seabed to space.<br><br>Revealed during the China-Russia Naval Exercise 2025, this system links real-time data and synchronized sensors… <a href="https://t.co/8LioDVS4tO">pic.twitter.com/8LioDVS4tO</a></p>&mdash; Defense Intelligence (@DI313_) <a href="https://twitter.com/DI313_/status/1980723202113581171?ref_src=twsrc%5Etfw">October 21, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Secondo quanto riporta il sito&nbsp;<em>Defense One</em>, questa <a href="https://www.defenseone.com/threats/2025/10/chinas-burgeoning-undersea-sensor-net-aims-turn-ocean-transparent/408815/">nuova &#8220;​​minaccia&#8221;</a> si è palesata questa estate durante un’esercitazione congiunta a cui hanno partecipato la <strong>Marina</strong> dell’<strong>Esercito Popolare di Liberazione</strong> (PLA Navy) e la <strong>Marina militare russa </strong>(VMF). Nel corso delle esercitazioni di guerra antisommergibile, le due marine avrebbero &#8220;<em>collegato le loro comunicazioni e condiviso tracciati idrometeorologici e aeronavali in tempo reale</em>&#8220;. L’obiettivo, secondo i media statali cinesi, era “<em>non lasciare alcun nascondiglio ai sottomarini che navigano in profondità</em>”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una rete a cinque livelli</h2>



<p>Quello che viene definito come un “<em>tracciamento persistente e in tempo reale</em>” sarà composto da cinque livelli:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Ocean Star Cluster (spazio):</strong>&nbsp;una costellazione di satelliti, incentrata sul sistema di altimetria radar interferometrica Guanlan e su sistemi lidar per la profilazione oceanica. Questo livello fornisce sorveglianza a vasta area e segnala posizioni specifiche, stimolando i livelli inferiori ad attivarsi e concentrarsi.</li>



<li><strong>Air–Sea Interface (superficie/prossimità):</strong>&nbsp;boe intelligenti, alianti d’onda e imbarcazioni di superficie senza equipaggio mantengono posizione lungo stretti e piattaforme vitali. Campionano l’oceano superficiale e agiscono come router cruciali, traducendo i lenti pacchetti di dati acustici sottomarini in burst satellitari o cellulari ad alta larghezza di banda per la trasmissione a terra.</li>



<li><strong>Starry Deep Sea (mare):</strong>&nbsp;galleggianti di profondità, alianti a lungo raggio e veicoli sottomarini autonomi pattugliano sotto lo strato misto per settimane, profilando l’ambiente oceanico e trainando carichi acustici. Colmano le lacune identificate dal livello orbitale.</li>



<li><strong>Undersea Perspective (fondale marino):</strong>&nbsp;la spina dorsale dell’intera griglia. Collegati da cavi sottomarini, osservatori e hub ospitano array passivi, orologi di precisione e fari di navigazione. Forniscono servizi essenziali di attracco, scarico dati e ricarica per i veicoli in arrivo, consentendo ai sottomarini senza pilota di sostare silenziosamente e di riposizionarsi senza riemergere, estendendo drasticamente l’autonomia e riducendo l’esposizione.</li>



<li><strong>Deep Blue Brain (fusione dati):</strong>&nbsp;il livello di comando centrale che fonde l’intero quadro e orchestra i rilevamenti. È l’hub che supporta le attività e le decisioni, unendo i dati provenienti da spazio, aria, superficie e fondale marino e preparando i contatti bersaglio per le reti di combattimento.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Algoritmi e Ia per tracciare le minacce sottomarine</h2>



<p>Un sistema&nbsp;<em>Transparent Ocean</em>&nbsp;maturo è <strong>progettato per automatizzare</strong> questo flusso su <strong>larga scala</strong>. Ad esempio, uno studio dell’Accademia Navale di Dalian ha dimostrato un modello di attacco marittimo guidato dallo spazio in grado di calcolare con l&#8217;ausilio dell&#8217;intelligenza artificiale ben <strong>45 percorsi alternativi</strong> di una &#8220;<em>traccia</em>&#8221; persa, e classificarli in base alla potenza d’attacco e al tempo. </p>



<p>Un team dell’Esercito Popolare di Liberazione ha sviluppato un algoritmo che ricompone le catene interrotte, abbinando i nodi sopravvissuti al percorso migliore successivo. Questa capacità di reindirizzare istantaneamente i percorsi di attacco interrotti — una metrica misurabile per il PLA — è fondamentale per mantenere la rete in funzione anche sotto il fuoco nemico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le preoccupazioni di USA e alleati</h2>



<p>Gli Stati Uniti e i loro alleati dovrebbero prestare attenzione al lavoro su <em>Transparent Ocean</em>, soprattutto in punti critici come il <strong>Mar Cinese Meridionale</strong>, le acque intorno a Taiwan, lo <strong>Stretto di Luzon</strong>, lo <strong>Stretto di Malacca</strong> e gli accessi a <strong>Guam</strong>. Una rete di sensori cinese più ampia, densa ed efficace lascerebbe ai sottomarini alleati meno luoghi in cui nascondersi, mentre cicli di segnale e di fuoco più rapidi ridurrebbero la finestra temporale entro la quale possono essere presi di mira. Ciò complicherà significativamente le operazioni non solo in uno scenario di guerra futura, ma <strong>anche nelle attività segrete di intelligence</strong>, sorveglianza e ricognizione in tempo di pace.</p>



<p>Per far fronte a un contesto marittimo in <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-cambiamento-climatico-come-avversario-dei-cacciatori-di-sottomarini-della-nato.html">continua evoluzione</a>, Stati Uniti e alleati dovranno adottare un approccio multilivello. Da un lato occorrerà sviluppare contromisure attive —<strong> inganni</strong>, <strong>jamming</strong> e <strong>sensori ingannevoli</strong> — e migliorare le comunicazioni per renderle più resilienti e interoperabili; dall’altro sarà necessario potenziare le capacità offensive e difensive contro i <strong>veicoli sottomarini autonomi </strong>(<a href="https://it.insideover.com/guerra/scende-in-acqua-la-manta-il-nuovo-drone-della-marina-usa.html">UUV</a>): questi ultimi possono essere a loro volta cacciati, interrotti o neutralizzati con mezzi cinetici ed elettromagnetici.</p>



<p>Entrambe le linee d’azione richiederanno alle marine alleate di sperimentare nuove tattiche, dottrine e interoperabilità tecnica per non perdere il <strong>vantaggio strategico </strong>in un teatro che rischia di diventare sempre più<em> trasparente</em>.</p>



<p><strong><em>Lo sviluppo di tecnologie militari&nbsp;d’avanguardia e il loro schieramento deciderà le sorti delle guerre future. Conoscerle, analizzarle, e cercare di spiegare la loro importanza e il ruolo che svolgono nei conflitti&nbsp;è parte del nostro sforzo quotidiano.&nbsp;Se vuoi approfondire queste tematiche ed essere sempre aggiornato sugli sviluppi nell’ambito della Difesa, segui InsideOver, e sostieni il nostro lavoro,&nbsp;</em><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati oggi!</a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/oceano-trasparente-la-strategia-di-pechino-per-non-lasciare-scampo-ai-sottomarini-avversari.html">&#8220;Oceano Trasparente&#8221;: la strategia di Pechino per non lasciare scampo ai sottomarini avversari</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dietro front di Trump: via libera ai sottomarini nucleari all&#8217;Australia</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/dietro-front-di-trump-via-libera-ai-sottomarini-nucleari-allaustralia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2025 23:38:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aukus]]></category>
		<category><![CDATA[sottomarino nucleare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=490889</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="483" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sottomarino classe Virginia (Wikipedia)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia-300x181.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia-768x464.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Trump ci ripensa, e dopo un incontro col primo ministro australiano afferma che gli USA cederanno gli SSN alla Royal Australian Navy</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/dietro-front-di-trump-via-libera-ai-sottomarini-nucleari-allaustralia.html">Dietro front di Trump: via libera ai sottomarini nucleari all&#8217;Australia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="483" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sottomarino classe Virginia (Wikipedia)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia-300x181.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia-768x464.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p><br><br><br>Lunedì 20 ottobre, il presidente degli Stati Uniti <strong>Donald Trump</strong> ha espresso il suo sostegno a uno dei tre pilastri fondamentali del patto <strong>AUKUS</strong>, che prevede la vendita di sottomarini da attacco a propulsione nucleare (<strong>SSN</strong>) classe Virginia all&#8217;Australia, dopo un incontro al vertice col premier australiano <strong>Anthony Albanese</strong>.</p>



<p>Il segretario della marina statunitense, <strong>John Phelan</strong>, ha affermato che “quello che stiamo realmente cercando di fare è prendere il quadro AUKUS originale e migliorarlo per tutte e tre le parti, rendendolo più efficace e chiarendo alcune delle ambiguità presenti nell&#8217;accordo precedente”, riporta <em><a href="https://news.usni.org/2025/10/20/trump-backs-selling-submarines-to-australia-under-aukus-agreement">USNI News</a></em>. Phelan ha aggiunto che <strong>“dovrebbe essere una vittoria per tutti”</strong> pur non fornendo ulteriori dettagli su come l&#8217;amministrazione Trump abbia modificato l&#8217;accordo originale, se pur il presidente USA abbia detto che si tratti di “dettagli minori”. Trump ha rivelato che gli Stati Uniti stanno procedendo <strong>a pieno ritmo</strong> con la costruzione dei sottomarini, mentre Phelan ha riferito che, da questo punto di vista, la capacità cantieristica statunitense sta “migliorando”.</p>



<p>A giugno, il Pentagono aveva avviato una <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-pentagono-rivede-laccordo-sui-sottomarini-dellaukus.html">revisione dell’AUKUS</a>, il trattato di sicurezza e partenariato stipulato dagli Stati Uniti con Regno Unito e Australia, mettendo in dubbio la possibilità di cessione, da parte USA, degli SSN classe Virginia alla Royal Australian Navy come tappabuchi <strong>in attesa che vengano costruiti i sottomarini australiani a propulsione nucleare</strong>, come da accordo trinazionale. Il Pentagono era preoccupato che la cessione di tre primi SSN nel prossimo decennio (di un totale di cinque) potesse minare seriamente la sicurezza del Paese, poiché la U.S. Navy sta faticando a produrre più sottomarini per le <a href="https://it.insideover.com/economia/250-navi-in-10-anni-gli-usa-lanciano-una-nuova-politica-per-la-cantieristica-navale.html">note difficoltà</a> della cantieristica statunitense, che non riesce a sostenere i ritmi di produzione necessari per contenere la crescente minaccia della marina della Repubblica Popolare Cinese (PLAN – People’s Liberation Army Navy). </p>



<p>Oltretutto, alcuni ritenevano che il patto di condivisione della tecnologia nucleare aiutasse l’Australia a ottenere i sottomarini senza un impegno esplicito a utilizzarli in un’eventuale guerra contro la Repubblica Popolare. Il timore era, data la penuria di sottomarini, che gli SSN ex U.S. Navy potessero non essere “nel posto giusto nel momento giusto” in quanto persiste <strong>“una minaccia molto reale di un conflitto nei prossimi anni”</strong>, in particolare lungo la cosiddetta Prima Catena di Isole, ovvero quell’arco insulare che va dal Giappone alle Filippine e Borneo passando per Taiwan. Pertanto tutti gli SSN statunitensi erano “assolutamente essenziali per la difesa di Taiwan” e non c&#8217;era spazio per cessioni.</p>



<p>Secondo gli attuali parametri dell&#8217;accordo, l&#8217;Australia sta acquistando dagli Stati Uniti un nuovo battello classe <strong>Virgina Block VII</strong> e due <strong>Block IV</strong>, già in servizio presso la marina statunitense, in attesa di altri due battelli di nuova costruzione. </p>



<p>I funzionari della U.S, Navy hanno ripetutamente affermato che la cantieristica statunitense <strong>deve costruire 2,33 SSN all&#8217;anno</strong> oltre a un sottomarino lanciamissili balistici a propulsione nucleare (SSBN) classe Columbia, per vendere i sottomarini classe Virginia agli australiani senza perdere il vantaggio tattico, ma attualmente costruisce circa 1,3 battelli d&#8217;attacco all&#8217;anno. <strong>L&#8217;obiettivo produttivo è ancora quindi molto distante</strong> nonostante quel “stiamo migliorando” del segretario Phelan. L&#8217;orizzonte temporale degli SSN per l&#8217;Australia è comunque ancora abbastanza lontano: l&#8217;accordo prevede per il prossimo decennio l’arrivo di tre primi battelli classe Virginia, mentre nel frattempo Regno Unito e Stati Uniti, a partire dal 2027, cominceranno a effettuare la rotazione di SSN in Australia per accelerare la familiarizzazione su questo tipo di battelli di forza lavoro, equipaggi e base industriale. Infine, entro la fine del 2030, il Regno Unito inizierà la produzione di sottomarini di classe SSN-AUKUS, mentre <strong>il primo esemplare costruito in Australia sarà pronto nei primi anni Quaranta</strong>.</p>



<p>Canberra in questo momento <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/aukus-laustralia-fissa-le-linee-industriali-e-strategiche-per-i-sottomarini-nucleari.html">sta sviluppando le infrastrutture</a></strong> e la forza lavoro nazionali necessarie per costruire e mantenere la propria capacità interna di SSN (un piano che vale 30 miliardi di dollari) e nel frattempo ha versato 500 milioni di dollari statunitensi (790 milioni di dollari australiani) agli USA come prima rata di un totale di <strong>3 miliardi di dollari promessi per sostenere l’industria cantieristica americana</strong> come parte dell’accordo. Il mese scorso il governo australiano ha annunciato un <strong>investimento di 8 miliardi di dollari</strong> in un impianto di costruzioni navali nell&#8217;Australia Occidentale che potrebbe supportare i sottomarini a rotazione statunitensi e britannici.</p>



<p>Non sappiamo la reale motivazione di questo dietro front dell&#8217;amministrazione Trump, stante la persistenza della problematica sui sottomarini e la cantieristica USA, ma probabilmente c&#8217;entrano i fondi recentemente allocati da Canberra per la forza sottomarina a rotazione e soprattutto il raggiungimento di un <strong>accordo fondamentale sull&#8217;estrazione di minerali e Terre Rare</strong>, in base al quale Stati Uniti e Australia stanzieranno 3 miliardi di dollari per l&#8217;iniziativa nei prossimi sei mesi. </p>



<p>La via di Washington è quella del disaccoppiamento da Pechino per quanto riguarda risorse minerarie pregiate come le Terre Rare, ma la Repubblica Popolare detiene ancora il 90% della capacità di raffinazione globale di questi elementi fondamentali dell&#8217;industria ad alta e altissima tecnologia. Restando in quel di Pechino, se a giugno aveva espresso una malcelata soddisfazione per il ripensamento statunitense, crediamo che oggi al Politburo non avranno molto di cui stare allegri.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/dietro-front-di-trump-via-libera-ai-sottomarini-nucleari-allaustralia.html">Dietro front di Trump: via libera ai sottomarini nucleari all&#8217;Australia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>AUKUS Pillar 2 e il caso Palantir: la sfida tecnologica dell’Occidente</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/aukus-pillar-2-e-il-caso-palantir-la-sfida-tecnologica-delloccidente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Sep 2025 12:22:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Aukus]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=484482</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/aukus.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="aukus" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/aukus.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/aukus-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/aukus-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/aukus-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>L'alleanza tra Usa, Uk e Australia dai sommergibili si espande al calcolo quantistico e all'intelligenza artificiale. E arriva Palantir...</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/aukus-pillar-2-e-il-caso-palantir-la-sfida-tecnologica-delloccidente.html">AUKUS Pillar 2 e il caso Palantir: la sfida tecnologica dell’Occidente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/aukus.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="aukus" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/aukus.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/aukus-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/aukus-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/aukus-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Dal nucleare al digitale, AUKUS si espande. Quando nel 2021 venne annunciata l’alleanza <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/aukus-trovato-laccordo-per-i-sottomarini-nucleari-australiani.html">AUKUS, l’attenzione era tutta sul Pillar 1</a></strong>: la costruzione di sottomarini a propulsione nucleare per l’Australia, una scelta strategica destinata a spostare equilibri nel Pacifico. Ma col tempo, <strong>il vero terreno di gioco si è rivelato il Pillar 2: </strong>intelligenza artificiale, quantum computing, ipersonica, cyber, sistemi autonomi marittimi, guerra elettronica. In sostanza,<a href="https://it.insideover.com/tecnologia/dopo-aukus-lo-spazio-cosi-johnson-rilancia-la-global-britain.html"> le tecnologie che determineranno la superiorità militare di domani.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Pillar 2: promesse e rischi</h2>



<p>Il secondo pilastro promette risultati rapidi, come gli algoritmi di AI già condivisi per la caccia ai sottomarini. Un segnale che l’alleanza non vuole solo difendere, ma innovare. Tuttavia, la strada è irta di ostacoli: riforme normative come quelle dell’ITAR americano, lacune nei finanziamenti pubblici per la ricerca precoce, difficoltà a trasformare prototipi in capacità operative. Non mancano critiche: <strong>l’ASPI australiano </strong>ha avvertito che senza un focus chiaro, il Pillar 2 rischia di restare una “pila di buone intenzioni” priva di impatti militari concreti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’offensiva di Palantir a Londra</h2>



<p>In questo quadro si inserisce Palantir, la società americana di big data e intelligenza artificiale, legata fin dalla nascita nel 2003 agli apparati di intelligence. Dopo aver consolidato la sua presenza negli Stati Uniti e vinto un contratto miliardario con il NHS britannico, <strong>Palantir punta a diventare il motore tecnologico del Pillar 2</strong>. A Londra, la società <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/glenn-greenwald-smaschera-palantir-e-il-nuovo-deep-state-di-donald-trump.html">ha organizzato eventi mirati a sedurre i decisori AUKUS</a>, con dimostrazioni di AI per la difesa irregolare e l’intelligence, e con ex alti funzionari britannici nel ruolo di ambasciatori presso stakeholder politici e industriali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo chiave di Damian Parmenter</h2>



<p>Emblematica è la parabola di <strong>Damian Parmenter, ex direttore generale AUKUS al Ministero della Difesa britannico, passato nel luglio 2025 a Palantir </strong>come Senior Counsellor. Un insider prezioso per comprendere dinamiche e priorità del progetto, ma anche fonte di sospetti di conflitti d’interesse. L’ACOBA, l’ente britannico che regola i rapporti post-governativi, ha imposto vincoli stringenti: <strong>no lobbying verso il governo UK</strong>, no uso di informazioni privilegiate, no attività sui contratti britannici per due anni. Palantir ha assicurato la compliance con programmi di formazione interna. Ma la mossa resta significativa: avere un ex coordinatore AUKUS a bordo significa rafforzare la propria credibilità nel cuore dell’alleanza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le dinamiche geoeconomiche</h2>



<p>Il Pillar 2 non è solo difesa, ma anche industria. Gli Stati Uniti spingono perché partner come Australia e Regno Unito riducano i tempi di adozione e <strong>accettino regole comuni per la condivisione dei dati e degli algoritmi</strong>. In gioco non c’è solo la sicurezza, ma anche l’accesso a mercati miliardari per le società di AI, di software e di sensoristica. Palantir, con piattaforme come Gotham e Foundry, cerca di posizionarsi come attore irrinunciabile, pronto a tradurre gli obiettivi politici di AUKUS in soluzioni pratiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Verso una nuova corsa tecnologica</h2>



<p>Nel 2025, test congiunti USA, UK e Australia hanno già mostrato algoritmi capaci di elaborare in tempo reale i dati provenienti da sonoboe per la lotta antisommergibile. È un assaggio della trasformazione in corso: la guerra sottomarina, per decenni dominio della potenza di fuoco e della silenziosità degli scafi, <strong>si gioca ora sulla velocità di calcolo e sulla qualità dei dati</strong>. Ma la sfida è duplice: da un lato accelerare l’innovazione, dall’altro evitare che il progetto si frammenti sotto il peso di interessi nazionali e rivalità industriali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusione: AUKUS come stress test dell’Occidente</h2>



<p>Il Pillar 2 dell’AUKUS rappresenta un banco di prova per la capacità delle democrazie occidentali di tradurre la cooperazione politica in innovazione tecnologica condivisa. <strong>Palantir è l’esempio di come attori privati possano inserirsi in questa partita</strong>, colmando gap e dettando tempi. Ma resta aperta la questione fondamentale: l’alleanza saprà trasformare algoritmi e prototipi in deterrenza reale contro la Cina, o resterà intrappolata tra vincoli burocratici e burocrazie nazionali? La risposta deciderà non solo il futuro dell’AUKUS, ma la tenuta stessa della supremazia tecnologica occidentale nell’Indo-Pacifico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/aukus-pillar-2-e-il-caso-palantir-la-sfida-tecnologica-delloccidente.html">AUKUS Pillar 2 e il caso Palantir: la sfida tecnologica dell’Occidente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Australia bussa alla porta della Cina: anche Canberra si è stancata degli Usa?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/laustralia-bussa-alla-porta-della-cina-anche-canberra-si-e-stancata-degli-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jul 2025 16:35:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Aukus]]></category>
		<category><![CDATA[taiwan]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=478207</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1326" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250716131925321_1e83316ac5805aa95524da4b423cde73.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250716131925321_1e83316ac5805aa95524da4b423cde73.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250716131925321_1e83316ac5805aa95524da4b423cde73-600x414.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250716131925321_1e83316ac5805aa95524da4b423cde73-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250716131925321_1e83316ac5805aa95524da4b423cde73-1024x707.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250716131925321_1e83316ac5805aa95524da4b423cde73-768x530.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250716131925321_1e83316ac5805aa95524da4b423cde73-1536x1061.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per l'Australia sarà sempre più difficile mantenere l'equilibrio tra le pressioni militari statunitensi e le tentazioni commerciali cinesi</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/laustralia-bussa-alla-porta-della-cina-anche-canberra-si-e-stancata-degli-usa.html">L&#8217;Australia bussa alla porta della Cina: anche Canberra si è stancata degli Usa?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1326" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250716131925321_1e83316ac5805aa95524da4b423cde73.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250716131925321_1e83316ac5805aa95524da4b423cde73.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250716131925321_1e83316ac5805aa95524da4b423cde73-600x414.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250716131925321_1e83316ac5805aa95524da4b423cde73-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250716131925321_1e83316ac5805aa95524da4b423cde73-1024x707.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250716131925321_1e83316ac5805aa95524da4b423cde73-768x530.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250716131925321_1e83316ac5805aa95524da4b423cde73-1536x1061.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La situazione è a dir poco paradossale. Mentre in <strong>Australia </strong>si stanno svolgendo le <strong>esercitazioni militari Talisman Sabre</strong>, imponenti come non mai, guidate dagli <strong>Stati Uniti</strong> con altre 17 nazioni per un totale di quasi 40mila soldati &#8211; mobilitati ufficialmente per &#8221;garantire la stabilità nell&#8217;Indo-Pacifico&#8221; ma, di fatto, per lanciare un segnale a Pechino &#8211; il primo ministro australiano ha pensato bene di volare in <strong>Cina</strong> per una visita di cinque giorni. </p>



<p>Oltre la Muraglia, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-anthony-albanese-lalfiere-dellaukus.html">Anthony Albanese</a> ha incontrato <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-xi-jinping.html">Xi Jinping</a> nel tentativo di rafforzare i legami con il Dragone, <strong>principale partner commerciale</strong> di Canberra. Tra i temi trattati hanno trovato spazio le esportazioni di ferro &#8211; del quale l&#8217;industria siderurgica cinese è affamata &#8211; un programma di borse di studio per studenti cinesi nelle università australiane, turismo, energia verde, agricoltura. </p>



<p>Il vero cuore del <em>vis a vis</em> tra Albanese e Xi ha tuttavia riguardato ben altro: le <strong>attività militari</strong> della Cina che recentemente ha quasi circumnavigato l&#8217;Australia; le pressanti richieste degli Stati Uniti a Canberra; <a href="https://it.insideover.com/difesa/aukus-laustralia-fissa-le-linee-industriali-e-strategiche-per-i-sottomarini-nucleari.html">il futuro dell&#8217;Aukus </a>e dei <strong>sottomarini a propulsione nucleare</strong> che infastidiscono Pechino; il ruolo giocato dal governo australiano nell&#8217;Asia-Pacifico.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250716131916997_ab9c4e26bc3238d9d0f3b68938c9243a-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-478211" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250716131916997_ab9c4e26bc3238d9d0f3b68938c9243a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250716131916997_ab9c4e26bc3238d9d0f3b68938c9243a-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250716131916997_ab9c4e26bc3238d9d0f3b68938c9243a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250716131916997_ab9c4e26bc3238d9d0f3b68938c9243a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250716131916997_ab9c4e26bc3238d9d0f3b68938c9243a-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250716131916997_ab9c4e26bc3238d9d0f3b68938c9243a.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;incontro tra Albanese e Xi</strong></h2>



<p>Il primo ministro cinese <strong>Li Qiang</strong> è stato chiaro: per Pechino è importante espandere la cooperazione con Canberra &#8220;nel quadro della crescente instabilità e incertezza nell&#8217;economia mondiale&#8221; perché &#8221;le economie di Cina e Australia sono altamente complementari e offrono ampi spazi di cooperazione&#8221; in molteplici settori. </p>



<p>Il Dragone dipende dall&#8217;Australia per circa i due terzi del <strong>minerale di ferro</strong> utilizzato nella propria industria siderurgica, una voce che nel corso del 2025 frutterà a Canberra circa 68,9 miliardi di dollari (australiani). Non solo: nel 2024 la Cina è il partner commerciale numero uno del governo australiano, ed è al primo posto sia nelle importazioni (115,6 miliardi) che nelle esportazioni (196 miliardi). </p>



<p>In un contesto del genere appare logico immaginare la volontà di Albanese: rafforzare i rapporti economici con il gigante asiatico. Il leader australiano e Xi hanno tra l&#8217;altro concordato di rivedere il loro accordo di libero scambio, mentre Canberra ha ribadito il sostegno alla <em>One China Policy</em>, senza tuttavia approfondire il tema di <strong>Taiwan</strong>. &#8220;Ho ribadito la posizione dell&#8217;Australia a sostegno dello status quo su Taiwan&#8221;, ha spiegato Albanese.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250716131948276_80eaa825418f4c16d97d46003dab7164-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-478212" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250716131948276_80eaa825418f4c16d97d46003dab7164-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250716131948276_80eaa825418f4c16d97d46003dab7164-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250716131948276_80eaa825418f4c16d97d46003dab7164-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250716131948276_80eaa825418f4c16d97d46003dab7164-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250716131948276_80eaa825418f4c16d97d46003dab7164-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250716131948276_80eaa825418f4c16d97d46003dab7164.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le pressioni Usa su Canberra</strong></h2>



<p>A proposito di Taiwan, qualche giorno fa il <em>Financial Times</em> ha scritto che il <strong>Pentagono </strong>starebbe pressando Giappone e Australia affinché i due Paesi chiariscano quale ruolo ricoprirebbero se gli Stati Uniti e la Cina entrassero in guerra per Taiwan. </p>



<p>Il ministro australiano della Difesa, <strong>Pat Conroy</strong>, ha dichiarato che un&#8217;eventuale decisione sull&#8217;invio di militari in caso di conflitto nello Stretto di Taiwan spetterà al governo in carica al momento e non sarà presa in anticipo. Conroy ha ribadito che la priorità assoluta di Canberra è la propria sovranità e che &#8220;non si commentano ipotesi&#8221;. <a href="https://it.insideover.com/politica/giappone-corea-del-sud-e-australia-snobbano-il-summit-in-asia-la-nato-perde-i-pezzi.html">Dopo Corea del Sud e Giappone</a>, dunque, anche l&#8217;Australia sta mostrando insofferenza nei confronti dei diktat statunitensi. </p>



<p>C&#8217;è poi da capire cosa succederà all&#8217;<strong>Aukus</strong>. Il vice assistente segretario per l&#8217;Asia orientale del dipartimento della Difesa Usa, <strong>John Noh</strong>, è impegnato in una visita ufficiale nell&#8217;Indo-Pacifico per discutere i piani di spesa connessi ai programmi difensivi del partenariato di sicurezza citato. I piani prevedono la fornitura all&#8217;Australia di tre sottomarini a propulsione nucleare classe Virginia tra gli anni fiscali 2032 e 2038, in un rafforzamento militare che non piace affatto a Pechino. </p>



<p>Infine tiene inevitabilmente banco l&#8217;esercitazione Talisman Sabre: per Canberra sono generiche manovre di rafforzamento militare tra partner e alleati; Pechino le considera tuttavia un chiaro avvertimento diretto. Per Albanese, dunque, sarà sempre più difficile mantenere l&#8217;equilibrio tra le <strong>pressioni militari statunitensi</strong> e le <strong>tentazioni commerciali cinesi</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250716131954542_064af8d88b9aeb98d445fb1f0995e0d3-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-478213" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250716131954542_064af8d88b9aeb98d445fb1f0995e0d3-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250716131954542_064af8d88b9aeb98d445fb1f0995e0d3-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250716131954542_064af8d88b9aeb98d445fb1f0995e0d3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250716131954542_064af8d88b9aeb98d445fb1f0995e0d3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250716131954542_064af8d88b9aeb98d445fb1f0995e0d3-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250716131954542_064af8d88b9aeb98d445fb1f0995e0d3.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/laustralia-bussa-alla-porta-della-cina-anche-canberra-si-e-stancata-degli-usa.html">L&#8217;Australia bussa alla porta della Cina: anche Canberra si è stancata degli Usa?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Pentagono rivede l&#8217;accordo sui sottomarini dell&#8217;AUKUS</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/il-pentagono-rivede-laccordo-sui-sottomarini-dellaukus.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jun 2025 04:54:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aukus]]></category>
		<category><![CDATA[sottomarino nucleare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=473854</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="483" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sottomarino classe Virginia (Wikipedia)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia-300x181.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia-768x464.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Il Pentagono avvia la revisione del trattato AUKUS: a rischio i sottomarini a propulsione nucleare da attacco per l'Australia</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-pentagono-rivede-laccordo-sui-sottomarini-dellaukus.html">Il Pentagono rivede l&#8217;accordo sui sottomarini dell&#8217;AUKUS</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="483" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sottomarino classe Virginia (Wikipedia)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia-300x181.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia-768x464.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Il <strong>Pentagono</strong> ha avviato una revisione dell&#8217;accordo del 2021 sui sottomarini nucleari facente parte dell&#8217;<strong><a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/cose-aukus.html">AUKUS</a></strong>, il trattato di sicurezza e partenariato stipulato dagli <strong>Stati Uniti</strong> con <strong>Regno Unito</strong> e <strong>Australia</strong>, mettendo in dubbio uno dei pilastri fondamentali del patto. La revisione, volta a determinare se gli Stati Uniti debbano abbandonare il progetto, è guidata da <strong>Elbridge Colby</strong>, un alto funzionario del Dipartimento della Difesa che in precedenza aveva espresso scetticismo riguardo all&#8217;AUKUS, come riporta il <em><a href="https://www.ft.com/content/4a9355d9-4aff-49ec-bf7e-ea21de97917b">Financial Times</a></em>.</p>



<p>Il primo indizio di questa possibilità infausta per l&#8217;Australia, <a href="https://it.insideover.com/difesa/gli-usa-ripensano-anche-allaukus-australia-in-allarme-sottomarini-a-rischio.html">si era avuto a marzo</a>, quando proprio Colby, che allora era il vicesegretario alla Difesa nominato, aveva espresso il suo scetticismo dicendosi <strong>preoccupato che la vendita di sottomarini nucleari da attacco (SSN) all’Australia potesse rendere i marinai statunitensi “vulnerabili”</strong> perché i battelli non sarebbero “nel posto giusto al momento giusto”. In una testimonianza al Senato, Colby aveva affermato che l’Australia è stata un “alleato fondamentale” degli Stati Uniti, “dalla nostra parte anche nelle nostre guerre meno consigliabili”, e che sostiene “l’idea di dare forza ai nostri alleati australiani”. In particolare per Colby sarebbe una “grande idea che abbiano sottomarini d’attacco”, ma persiste “una minaccia molto reale di un conflitto nei prossimi anni”, in particolare lungo la cosiddetta Prima Catena di Isole, ovvero quell’arco insulare che va dal Giappone alle Filippine e Borneo passando per Taiwan. Pertanto Colby aveva sostenuto che gli SSN statunitensi “sono assolutamente essenziali per la difesa di Taiwan”.</p>



<p>L&#8217;accordo trinazionale prevede infatti che l&#8217;Australia riceva dei sottomarini a propulsione nucleare da attacco di fabbricazione statunitense in attesa che venga costruita una nuova classe di battelli con l&#8217;aiuto tecnologico di USA e Regno Unito. Ora però, il Pentagono è preoccupato che la cessione di tre primi <strong>SSN classe Virginia</strong> nel prossimo decennio (di un totale di cinque) possa minare seriamente la sicurezza del Paese, poiché la <strong>U.S. Navy sta faticando a produrre più sottomarini</strong> per le note <a href="https://it.insideover.com/economia/250-navi-in-10-anni-gli-usa-lanciano-una-nuova-politica-per-la-cantieristica-navale.html">difficoltà della cantieristica statunitense</a>, che non riesce a sostenere i ritmi di produzione necessari per contenere la crescente minaccia della marina della Repubblica Popolare Cinese (PLAN – People&#8217;s Liberation Army Navy).</p>



<p>Oltretutto, gli scettici come Colby ritengono che il patto di condivisione della tecnologia nucleare aiuti l&#8217;Australia a ottenere i sottomarini <strong>senza un impegno esplicito a utilizzarli in un&#8217;eventuale guerra contro la Repubblica Popolare</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Kurt Campbell, vicesegretario di Stato dell&#8217;amministrazione Biden e ideatore statunitense dell&#8217;AUKUS, lo scorso anno ha sottolineato l&#8217;importanza che l&#8217;Australia disponga di SSN in grado di collaborare strettamente con gli Stati Uniti in caso di guerra per Taiwan. Canberra, tuttavia, non ha mai pubblicamente collegato la necessità di ottenere i battelli a un conflitto per Taiwan. </p>



<p>La revisione giunge in un momento di crescente preoccupazione tra gli alleati degli Stati Uniti riguardo ad alcune posizioni dell&#8217;amministrazione Trump: Colby ha chiesto al Regno Unito e ad altri alleati europei di <strong>concentrarsi sulla regione euro-atlantica e di ridurre le loro attività nella regione indo-pacifica.</strong> Bisogna però ricordare che nella vasta regione indo-pacifica non ci sono solo gli interessi statunitensi, bensì anche, e molto, europei dato che il 30% del nostro traffico commerciale attraversa la regione, in particolare il Mar Cinese Meridionale, ormai teatro di crisi a causa delle proditorie rivendicazioni territoriali di Pechino.</p>



<p>Tornando ad AUKUS, fonti del <em>Financial Times</em> a conoscenza del dibattito hanno affermato che Canberra e Londra sono “incredibilmente ansiose” per la revisione del trattato: del resto <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/aukus-laustralia-fissa-le-linee-industriali-e-strategiche-per-i-sottomarini-nucleari.html">l&#8217;Australia sta investendo molto</a></strong> su questo partenariato strategico per avere SSN. </p>



<p>Il Pentagono ha spinto l&#8217;Australia ad aumentare la sua spesa per la difesa: il Segretario alla Difesa statunitense <strong>Pete Hegseth</strong> questo mese ha esortato Canberra ad aumentare la spesa dal 2% del PIL al 3,5%. In risposta, il Primo Ministro australiano Anthony Albanese ha dichiarato: “Determineremo la nostra politica di difesa”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La soddisfazione di Pechino</h2>



<p>Charles Edel, esperto australiano presso il <em>think-tank</em> CSIS di Washington, ha invece affermato che “la spesa per la difesa dell&#8217;Australia è gradualmente aumentata, ma non alla stessa velocità di altri stati democratici, né a un ritmo sufficiente a finanziare sia l&#8217;AUKUS sia la sua forza convenzionale esistente”. John Lee, esperto australiano di difesa presso l&#8217;Hudson Institute, ha affermato che la pressione su Canberra stava aumentando perché <strong>gli Stati Uniti si stanno concentrando sul dissuadere la Repubblica Popolare Cinese dall&#8217;invadere Taiwan</strong> in questo decennio, aggiungendo che la marina australiana sarebbe stata rapidamente indebolita se non avesse aumentato la spesa per la difesa al 3% del PIL. Come sempre, questo sarebbe inaccettabile per l&#8217;amministrazione Trump, che pertanto potrebbe decidere di cancellare uno dei pilastro del trattato, quello sulla cessione dei sottomarini, per mettere pressione sull&#8217;Australia, in linea con la concezione “America first” della Casa Bianca.</p>



<p><strong>Pechino, ovviamente, gongola</strong>: interrogato sulla revisione statunitense del patto, il Ministero degli Esteri di Pechino ha affermato di aver “ripetutamente” espresso la sua opposizione a “lo scontro tra blocchi, l&#8217;escalation e la diffusione dei rischi e l&#8217;intensificazione della corsa agli armamenti”. Detto da un Paese che sta aumentando vertiginosamente la propria spesa per la difesa e sfornando navi da guerra a un ritmo elevato, suona un po&#8217; ipocrita. </p>



<p>Si ritiene che la revisione statunitense dell&#8217;AUKUS dovrebbe <strong>durare 30 giorni</strong>, ma il portavoce del Pentagono ha rifiutato di commentare i tempi, affermando che “qualsiasi modifica all&#8217;approccio dell&#8217;amministrazione per AUKUS sarà comunicata attraverso i canali ufficiali, quando appropriato”. Canberra fa buon viso a cattivo gioco e attende: il portavoce del ministro della Difesa australiano Richard Marles ha dichiarato che “è naturale che l&#8217;amministrazione [Trump] voglia esaminare questa importante impresa, compresi i progressi e i risultati, proprio come il governo britannico ha recentemente concluso una revisione di AUKUS e ha ribadito il suo sostegno”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-pentagono-rivede-laccordo-sui-sottomarini-dellaukus.html">Il Pentagono rivede l&#8217;accordo sui sottomarini dell&#8217;AUKUS</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli USA ripensano anche all&#8217;AUKUS: Australia in allarme, sottomarini a rischio</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/gli-usa-ripensano-anche-allaukus-australia-in-allarme-sottomarini-a-rischio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Mar 2025 06:41:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aukus]]></category>
		<category><![CDATA[sottomarino nucleare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=460313</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="483" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sottomarino classe Virginia (Wikipedia)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia-300x181.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia-768x464.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>La possibilità che SSN statunitensi siano venduti all'Australia secondo il trattato AUKUS sta sfumando per i timori di Washington.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/gli-usa-ripensano-anche-allaukus-australia-in-allarme-sottomarini-a-rischio.html">Gli USA ripensano anche all&#8217;AUKUS: Australia in allarme, sottomarini a rischio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="483" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sottomarino classe Virginia (Wikipedia)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia-300x181.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia-768x464.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>L&#8217;<strong><a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/cose-aukus.html">AUKUS</a></strong> è un patto strategico trinazionale che coinvolge Australia, Regno Unito e Stati Uniti stipulato durante la prima amministrazione Trump, che prevede di “approfondire la cooperazione diplomatica, di sicurezza e di difesa nella regione indo-pacifica”. Questo approfondimento prevede, oltre alla maggiore condivisione di informazioni e tecnologie, la costruzione di <strong>sottomarini da attacco a propulsione nucleare</strong> (SSN) per l&#8217;Australia secondo un piano predeterminato che prevede per il prossimo decennio l’arrivo di tre primi battelli classe Virginia (made in US) per la Royal Australian Navy, mentre nel frattempo Regno Unito e Stati Uniti (a partire dal 2027) cominceranno a effettuare la rotazione di SSN in Australia per accelerare la familiarizzazione su questo tipo di battelli di forza lavoro, equipaggi e base industriale. Infine, entro la fine del 2030, il Regno Unito inizierà la produzione di sottomarini di classe SSN-AUKUS, mentre il primo esemplare costruito in Australia sarà pronto nei primi anni Quaranta. </p>



<p>Ora la parte dell&#8217;accordo che prevede la vendita di SSN statunitensi all&#8217;Australia sembra essere a rischio. <strong>Elbridge Colby</strong>, nominato dal presidente Trump per il ruolo di sottosegretario alla Difesa per la politica, ha ammesso di essere “scettico” e questa settimana ha detto di essere preoccupato che la vendita di sottomarini all&#8217;Australia possa rendere i marinai statunitensi “vulnerabili” perché i battelli non saranno “nel posto giusto al momento giusto”. </p>



<p>In una testimonianza al Senato, Colby ha affermato che l&#8217;Australia è stato un “alleato fondamentale” degli Stati Uniti, “dalla nostra parte anche nelle nostre guerre meno consigliabili”, e che sostiene “l&#8217;idea di dare forza ai nostri alleati australiani”. In particolare per Colby sarebbe una “grande idea che abbiano sottomarini d&#8217;attacco”, ma persiste “una minaccia molto reale di un conflitto nei prossimi anni”, in particolare lungo la cosiddetta Prima Catena di Isole, ovvero quell&#8217;arco insulare che va dal Giappone alle Filippine e Borneo passando per Taiwan. Pertanto Colby sostiene che gli SSN statunitensi “<strong>sono assolutamente essenziali per la difesa di Taiwan</strong>”.</p>



<p>Sostanzialmente, il nominato sottosegretario vede più vicina la possibilità di un conflitto aperto con la <strong>Repubblica Popolare Cinese</strong>, a causa delle maggiori azioni aggressive messe in atto da Pechino negli ultimi anni (e <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/cina-questanno-ha-aumentato-sue-incursioni-verso-taiwan-2446699.html">soprattutto negli ultimi mesi</a>), pertanto non vorrebbe privare la U.S. Navy di tre (o cinque) SSN.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Australia, un partner strategico</h2>



<p>“Se possiamo produrre i sottomarini d&#8217;attacco in numero sufficiente e a velocità sufficiente, allora benissimo. Ma se non ci riusciamo, <strong>rifornire l&#8217;Australia diventa un problema molto difficile</strong> perché non vogliamo che i nostri militari siano in una posizione più debole e più vulnerabili e, Dio non voglia, peggio perché non sono nel posto giusto al momento giusto”, ha detto chiaramente Colby. L&#8217;AUKUS prevede che prima che un qualsiasi battello statunitense possa essere venduto all&#8217;Australia, il comandante in capo degli Stati Uniti, ovvero il Presidente di turno, debba certificare che la rinuncia a un sottomarino non diminuisca le capacità della marina statunitense. I numeri della flotta sottomarina degli Stati Uniti risultano <strong>essere attualmente un quarto al di sotto dell&#8217;obiettivo prefissato</strong> e la cantieristica USA sta producendo battelli alla metà del ritmo di cui avrebbe bisogno per soddisfare le proprie esigenze: mancano infrastrutture, manca personale specializzato e mancano i fondi necessari per ovviare a questi due problemi che si ripercuotono più in generale su tutta la produzione navale militare. Attualmente la possibilità che tale situazione possa cambiare è molto bassa.</p>



<p>Recentemente, per l&#8217;esattezza l&#8217;8 febbraio, l&#8217;<strong>Australia ha versato 500 milioni</strong> di dollari statunitensi (790 milioni di dollari australiani) agli USA come prima rata di un totale di 3 miliardi di dollari promessi per sostenere l&#8217;industria cantieristica americana come parte dell&#8217;accordo, e il Governo di Canberra ha individuato la propria<a href="https://it.insideover.com/difesa/aukus-laustralia-fissa-le-linee-industriali-e-strategiche-per-i-sottomarini-nucleari.html"> strategia industriale</a> per sostenere il programma sottomarino, compreso lo smaltimento dei rifiuti radioattivi.</p>



<p>L&#8217;AUKUS è destinato a essere cestinato dalla nuova amministrazione Trump? Nonostante i proclami presidenziali poco rassicuranti sul premier australiano, difficilmente la Casa Bianca straccerà l&#8217;accordo con un partner strategico in un teatro di prima importanza come l&#8217;<strong>Indo-Pacifico</strong>: l&#8217;Australia non è l&#8217;Europa e la Repubblica Popolare non è la Russia. Anche se gli Stati Uniti della nuova era Trump si stanno concentrando su sé stessi, dimenticandosi della periferia (atlantica) ma solo perché pretendono che siano gli europei a pensare alla loro difesa, <strong>la posta in gioco nel Pacifico Occidentale è molto diversa</strong> e la nuova amministrazione sta dimostrando di essere meno accondiscendente con Pechino. Anche quando lo stesso Colby afferma che Taiwan dovrebbe spendere di più per la propria difesa, arrivando sino al 10% del Pil, non è in contraddizione con una politica statunitense più assertiva nell&#8217;Indo-Pacifico: la Casa Bianca sta solo dicendo che gli alleati devono pensare più alla loro difesa <strong>ma gli obiettivi strategici restano gli stessi</strong>, anzi, se possibile, l&#8217;obiettivo statunitense in quel lontano teatro appare molto più chiaro ora che mai.</p>



<p>Quanto sta accadendo però potrebbe essere frainteso, soprattutto leggendolo alla luce del disimpegno dal conflitto ucraino, e a Taipei potrebbero pensare di essere in procinto di venire abbandonati dal grande alleato, ma le spedizioni di armamenti made in US a Taiwan non sono diminuite.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/gli-usa-ripensano-anche-allaukus-australia-in-allarme-sottomarini-a-rischio.html">Gli USA ripensano anche all&#8217;AUKUS: Australia in allarme, sottomarini a rischio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 66/544 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-08-27 05:55:23 by W3 Total Cache
-->