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	<title>attentato mosca Archives - InsideOver</title>
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	<title>attentato mosca Archives - InsideOver</title>
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		<title>Russia e Niger: gli attentati paralleli dell&#8217;Isis</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2024 13:32:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[attentato mosca]]></category>
		<category><![CDATA[Crocus city hall]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240326143242580_4b473f884b4c79cbedf50252ea9e6b9b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240326143242580_4b473f884b4c79cbedf50252ea9e6b9b.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240326143242580_4b473f884b4c79cbedf50252ea9e6b9b-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240326143242580_4b473f884b4c79cbedf50252ea9e6b9b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240326143242580_4b473f884b4c79cbedf50252ea9e6b9b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240326143242580_4b473f884b4c79cbedf50252ea9e6b9b-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>La reazione di Putin all'attentato al Crocus è diversa da quanto visto dopo l'11 settembre o il 7 ottobre. La Nuland e l'attentato in Niger</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/russia-e-niger-gli-attentati-paralleli-dellisis.html">Russia e Niger: gli attentati paralleli dell&#8217;Isis</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240326143242580_4b473f884b4c79cbedf50252ea9e6b9b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240326143242580_4b473f884b4c79cbedf50252ea9e6b9b.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240326143242580_4b473f884b4c79cbedf50252ea9e6b9b-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240326143242580_4b473f884b4c79cbedf50252ea9e6b9b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240326143242580_4b473f884b4c79cbedf50252ea9e6b9b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240326143242580_4b473f884b4c79cbedf50252ea9e6b9b-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>La strage del 22 marzo al Crocus City Hall va analizzata a diversi livelli. Anzitutto si tratta di un attacco diretto a Putin. Vinte le elezioni, lo zar è più forte che mai. Si trattava di minare tale percezione, non per nulla il Washington Post titolava “L’attacco terroristico in Russia mette in luce le vulnerabilità del regime di Putin”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il discorso di Putin</h2>



<p>Non è casuale, infatti, che l’obiettivo dell’attacco fosse un teatro, richiamando alla memoria l’attacco al teatro Dubrovka, che fu il momento più critico della lunga storia presidenziale di Putin. Allora, la presa di ostaggi nel teatro, col passar dei giorni stava logorando l’autorità dello zar, rischiando di porre fine alla sua presidenza, un po’ (mutatis mutandis) come accadde per Jimmy Carter con la cattura di ostaggi presso l’ambasciata Usa in Iran. Da cui il blitz affrettato nel Dubrovka, che costò la vita a decine di civili. E però, ad oggi, non sembra che l’attacco al Crocus sia riuscito in tale obiettivo.</p>



<p>Lo denota anche la reazione indignata, ma ragionata di Putin. Avrebbe potuto reagire come gli Stati Uniti dopo l’11 settembre o Israele dopo il 7 ottobre, ma non l’ha fatto. Nel caso, l’Ucraina, verso cui convergono le accuse dei russi, avrebbe subito la stessa sorte dell’Iraq o di Gaza, ma ciò avrebbe danneggiato irreparabilmente l’immagine internazionale della Russia e l’avrebbe costretta a mosse affrettate e rischiose. Inoltre, ne sarebbe uscita rafforzata l’idea dell’attentato auto-inflitto a tale scopo, tesi propalata da Kiev subito dopo l’eccidio.</p>



<p>Invece, nel suo discorso alla nazione, Putin ha evitato di attaccare direttamente Kiev, limitandosi a riferire che gli attentatori erano diretti verso il confine ucraino, lungo il quale li attendeva una “finestra” per esfiltrare, come risultava dalle indagini. Non che abbia escluso eventuali responsabilità, ma si è lasciato il tempo per modulare la reazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’attacco</h2>



<p>Se le eventuali responsabilità ucraine sono da dimostrare, resta che la rivendicazione dell’Isis lascia dubbi, essendo gli autori della strage non radicalizzati, ma pagati, ed essendo fuggiti, al contrario di quanto avviene per i suoi agenti, usi ad auto-immolarsi.</p>



<p>La matrice islamista dell’attentato poneva un’altra criticità all’impero russo. Subito dopo l’attentato, infatti, il web russo era stato inondato da messaggi nei quali si incitava a reagire contro gli islamici sul territorio nazionale, incitando all’odio e al pogrom (en passant, si noti che anche Navalny, al tempo della crisi cecena, aveva assunto posizioni ferocemente anti-islamiche).</p>



<p>Dei messaggi anti-islamici ne informa Ria Novosti, spiegando che se tali appelli avessero attecchito il Paese ne sarebbe uscito destabilizzato, non solo per le violenze, ma anche per le ovvie recriminazioni degli islamici contro le autorità russe, criticate per la loro incapacità di assicurare loro sicurezza.</p>



<p>Non solo, come segnala un’altra nota del sito russo, avrebbe posto criticità anche nelle relazioni con le nazioni islamiche, proprio ora che si è sanata la frattura creatasi con l’invasione sovietica dell’Afghanistan, che innescò la jihad globale contro gli aggressori del Paese islamico (frattura e jihad alimentate dall’Occidente).</p>



<p>Un pericolo di cui Putin è conscio, tanto che nel suo discorso alla nazione ha rimarcato la natura “multietnica” dell’impero russo, sottolineando che non sarà messa in discussione. Elusa la trappola dello scontro di civiltà, nella quale è caduto a lungo l’Occidente, lo zar ha parlato dell’Agenzia del Terrore in altri termini, dichiarando che si tratta di assassini le cui azioni riecheggiano gli orrori perpetrati dai nazisti “nei territori occupati”.</p>



<p>Nel suo discorso, Putin non ha menzionato mai l’Isis, ma ha definito i terroristi come degli “individui disumani che non hanno nazionalità e non possono averne una, [i quali] si trovano di fronte a una triste prospettiva: punizione e oblio. Non hanno futuro&#8221;.</p>



<p>Cenni che richeggiano la diatriba verbale con l’Occidente, al quale Putin rimprovera di voler perpetuare forzosamente il dominio sul mondo attraverso la globalizzazione a trazione Usa (il mondo basato sulle regole etc.). Una prospettiva che, secondo lo zar, è senza futuro, essendo il mondo proiettato verso il multipolarismo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’Isis colpisce anche il Niger</h2>



<p>Putin, ha concluso il suo discorso chiedendo una cooperazione internazionale contro il Terrore, ma rivolgendosi specificamente a quegli Stati che “condividono sinceramente il nostro dolore” e sono interessati a unire gli sforzi per combattere il mostro (che sabato ha colpito Mosca e domani colpirà altrove, anche l’Europa).</p>



<p>Quel “sinceramente” è fondamentale. Infatti, ormai la Politica estera Usa, e di conseguenza quella dei suoi alleati, è influenzata in maniera decisiva da ambiti che vedono il confronto tra grandi potenze come una lotta esistenziale che non lascia alcuna possibilità di interlocuzione con l’antagonista.</p>



<p>Fulgido esempio di tale feroce determinazione è Victoria Nuland, che un mese fa rilanciava la sfida alla Russia affermando che, grazie agli aiuti Usa, Kiev avrebbe condotto una “guerra asimmetrica” contro Mosca che avrebbe riservato “sorprese” a Putin.</p>



<p>Se citiamo Toria, e non altri del suo bellicoso ambito neocon, è perché la Nuland si è fatta paladina di tale determinazione a ogni livello. Come accadde quando si precipitò in Niger lo scorso luglio, subito dopo il golpe che aveva deposto il governo fantoccio di Bazoum, per minacciare i nuovi leader di Niamey a non legarsi alla Russia e a non toccare la basi americane site nel Paese.</p>



<p>Sabato scorso, <strong>lo stesso giorno dell’attentato a Mosca</strong>, l’Isis ha rivendicato un attentato in Niger che ha mietuto decine di vittime, a chiusura di una settimana particolarmente critica per Niamey che il 16 marzo, dopo aver a lungo tentennato, aveva chiesto il ritiro delle basi americane perché inadempienti rispetto alla loro missione di contrastare il terrorismo, scopo precipuo della loro esistenza in loco.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/russia-e-niger-gli-attentati-paralleli-dellisis.html">Russia e Niger: gli attentati paralleli dell&#8217;Isis</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>I tanti interrogativi dopo gli attacchi di Mosca</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/russia-i-giorni-dei-tanti-interrogativi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Mar 2024 07:53:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Attentato]]></category>
		<category><![CDATA[attentato mosca]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
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<p>L&#8217;emozione per quanto accaduto venerdì è ancora molto forte in Russia. A Mosca, al posto delle pubblicità, nei tabelloni elettronici situati per le strade sono apparse le immagini di candele con attorno scritta la data del 22 marzo. Quella per l&#8217;appunto dove la capitale russa ha subito l&#8217;assalto armato del commando composto, stando alle indagini &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/russia-i-giorni-dei-tanti-interrogativi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="894" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240325092433963_476ef14ae9cb97b9da879dbd8ffe595f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240325092433963_476ef14ae9cb97b9da879dbd8ffe595f.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240325092433963_476ef14ae9cb97b9da879dbd8ffe595f-600x447.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240325092433963_476ef14ae9cb97b9da879dbd8ffe595f-300x224.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240325092433963_476ef14ae9cb97b9da879dbd8ffe595f-1024x763.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240325092433963_476ef14ae9cb97b9da879dbd8ffe595f-768x572.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>L&#8217;emozione <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/lorrore-piombato-su-mosca.html">per quanto accaduto venerdì</a> è ancora molto forte in Russia. A Mosca, al posto delle pubblicità, nei tabelloni elettronici situati per le strade sono apparse le immagini di candele con attorno scritta la data del 22 marzo. Quella per l&#8217;appunto dove la capitale russa ha subito l&#8217;assalto armato del commando composto, stando alle indagini svolte fino ad adesso, da <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/mosca-il-day-after.html">cittadini tagiki catturati nella regione di Bryansk. </a></p>



<p>Nel Paese però, così come all&#8217;estero, sono molteplici gli <strong>interrogativi</strong>. Non sono in pochi a chiedersi come mai l&#8217;auto con a bordo i terroristi ha potuto percorrere quasi 400 km senza essere fermata prima. E come mai si è avuto un netto ritardo dell&#8217;intervento delle forze di sicurezza all&#8217;interno del centro commerciale oggetto dell&#8217;attacco. In Russia però tutte queste domande sono sovrastate da un altro interrogativo, ben ricollegabile con la guerra in corso. In particolare, ci si chiede se davvero Mosca considera l&#8217;<strong>Ucraina </strong>responsabile e se davvero la risposta del <strong>Cremlino</strong> sarà orientata più verso Kiev che verso il Caucaso e le roccaforti jihadiste del Paese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli arrestati comparsi per la prima volta in aula</h2>



<p>Intanto i russi hanno potuto vedere per la prima volta dentro un <strong>tribunale</strong> i principali sospettati della strage. I loro volti per la verità erano già noti. Nel giorno degli arresti avvenuti sabato, sui social sono circolate le immagini della cattura e dei primi sommari interrogatori. Frame e video diffusi non senza la velata volontà, da parte delle autorità russe, di mostrare la mano dura contro i sospettati. Una mano emersa anche quando i presunti terroristi sono entrati in aula nel tardo pomeriggio di domenica. </p>



<p>I volti tumefatti, i lividi su diverse parti del corpo e gli sguardi di fatto assenti costituiscono un&#8217;ulteriore testimonianza di quanto avvenuto dopo la cattura e all&#8217;interno delle sedi che ospitano i servizi di sicurezza. Le risposte di alcuni degli arrestati sono state rese note già sabato. Si parla, in particolare, di possibili reclutamenti avvenuti via Telegram e di soldi dati in cambio della mattanza all&#8217;interno del centro commerciale di Mosca. </p>



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<p>Risposte che generano <strong>più domande che certezze</strong>, a cui sarà impossibile rispondere almeno in queste prime fasi. Anche perché le indagini russe, al pari delle analisi da parte di diverse intelligence internazionali, sono ancora in corso e si prevedono tutt&#8217;altro che brevi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tra lutto e paura</h2>



<p>Ma oltre alle domande, per adesso in Russia c&#8217;è spazio soprattutto per l&#8217;elaborazione del <strong>lutto</strong>. La domenica appena trascorsa è stata contrassegnata dalla proclamazione del lutto nazionale in tutto il territorio della federazione. In centinaia hanno portato<strong> fiori e omaggi </strong>direttamente nel luogo della strage. Ma gli omaggi alle vittime e i vessilli a mezz&#8217;asta sono stati notati in tutte le città russe. Il dolore appare effettivamente molto sentito all&#8217;interno dell&#8217;opinione pubblica. Le immagini, diffuse dagli stessi terroristi, dell&#8217;attacco e l&#8217;impressione destata dalla morte di oltre cento civili hanno lasciato una ferita profonda. </p>



<p>Oltre al lutto adesso, la Russia sta convivendo anche con la paura. Proprio domenica a <strong>San Pietroburgo</strong>, seconda città del Paese, un centro commerciale è stato <strong>evacuato</strong> dopo un allarme bomba. L&#8217;allerta è scattata a seguito della segnalazione di un cittadino il quale si è auto accusato di aver piazzato ordigni nella struttura. L&#8217;uomo è stato arrestato, sul perché del gesto in una situazione del genere sono stati avanzati anche in questo caso numerosi interrogativi. Al momento però, come per altre domande trapelate in questi giorni, senza risposta. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La questione legata all&#8217;Ucraina </h2>



<p>L&#8217;interrogativo cardine però riguarda la<strong> risposta di Mosca</strong>. La quale sarà orientata non tanto dalle eventuali nuove evidenze investigative, quanto sulla scelta del Cremlino su dove puntare il cursore delle accuse. <strong>Putin</strong> <a href="https://edition.cnn.com/videos/world/2024/03/23/vladimir-putin-response-russia-moscow-concert-terror-attack-vpx.cnn">ha parlato</a> sabato, ha promesso una risposta adeguata e ha fatto dei cenni alla pista ucraina. Poi il silenzio. Un elemento quest&#8217;ultimo visto da diversi canali Telegram russi come preludio a una forte risposta contro Kiev. </p>



<p>Non è un caso se nella serata di domenica nei canali ucraini si è diffusa la notizia di imminenti preparativi per massicci bombardamenti nel Paese. I più importanti, secondo alcuni blogger, dall&#8217;inizio della guerra. Nessun allarme aereo particolare è stato poi segnalato nella notte, ma in Ucraina non sono pochi coloro che credono che alla fine la Russia sceglierà di credere (o di voler far credere) che dietro l&#8217;azione dei tagiki affiliati all&#8217;Isis-K ci sia la mano di Kiev. </p>



<p>Il dilemma è proprio questo: se Putin prenderà di mira le aree del Caucaso dove è segnalata la principale attività jihadista, vorrà dire che sceglierà di agire su una via interna mentre, al contrario, se crederà che il pericolo sia arrivato dall&#8217;estero allora sono probabili nuovi gravi attacchi in direzione del territorio ucraino. </p>
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		<title>&#8220;La guerra non ha cambiato Mosca ma questo attentato la cambierà&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/la-guerra-non-ha-cambiato-mosca-ma-questo-attentato-la-cambiera.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Mar 2024 18:14:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[attentato mosca]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="956" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240324191117220_bcebe9bbd547b5a117270bb329bdd3b9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240324191117220_bcebe9bbd547b5a117270bb329bdd3b9.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240324191117220_bcebe9bbd547b5a117270bb329bdd3b9-600x478.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240324191117220_bcebe9bbd547b5a117270bb329bdd3b9-300x239.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240324191117220_bcebe9bbd547b5a117270bb329bdd3b9-1024x816.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240324191117220_bcebe9bbd547b5a117270bb329bdd3b9-768x612.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Vent'anni di lavoro e di successo nella capitale russa. Valentino Bontempi vede, dopo l'attentato al Crocus City Hall, cambiamenti alle porte. E non per il meglio.</p>
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<p>&#8220;A Mosca, a Mosca, a Mosca!&#8221;, dice Irina, una delle tre sorelle del capolavoro di Anton Cechov. Qualcuno a Mosca ci è poi andato davvero, e non se n&#8217;è certo pentito. Per esempio <strong>Valentino Bontempi</strong>, bresciano che ha cominciato a girare il mondo per lavoro nel 1997 e che nel 2004 è approdato nella capitale russa. &#8220;Sono venuto qui per alcune consulenze, detto tra noi a quell&#8217;epoca ci pagavano come fossimo calciatori, convinto di fermarmi poco tempo e nulla più. Invece nel 2009 ho aperto il mio primo ristorante e&#8230;&#8221;. Quella di Valentino è una storia di successo: Pinzerie Bontempi (&#8220;Ho registrato il marchio, sono uno dei pochi ad averlo fatto qui&#8221;) oggi a Mosca vuol dire 7 ristoranti, tutti in centro, più altri 22 locali in <em>franchising</em> in grandi città come Omsk, Voronezh nel Sud, Rjazan, Tjumen in Siberia. E persino Blagoveshcensk, quasi ai confini con la Cina: &#8220;È ormai un anno e mezzo che non ci vado, dovrò farlo, per fortuna il proprietario, Oleg, ha una figlia che studia qui a Mosca, e poi con le videoconferenze&#8230;&#8221;. E poi, accanto ai ristoranti, uno stabilimento per la produzione e lavorazione degli alimenti da ristorazione e una società per importare cibi pregiati italiani. &#8220;Diciamo che mi sono trovato bene e non ho alcuna intenzione di andarmene&#8221;, chiosa lui, &#8220;anche perché russi e italiani sono abbastanza simili per carattere e comunque i russi vogliono bene all&#8217;Italia, anche a dispetto delle attuali difficoltà politiche&#8221;. In totale, 220 dipendenti.</p>



<p><strong>Due anni e più di guerra in Ucraina, ormai. Dal tuo osservatorio, hai registrato cambiamenti nell&#8217;atteggiamento dei moscoviti?</strong> </p>



<p>&#8220;Un paio di premesse. Il russo, per abitudine diciamo così storico, sa convivere con le difficoltà. Ha resistenza, si adatta. In più, la guerra è arrivata dopo la pandemia, che già aveva costretto tutti a vivere in stato di allarme. Detto questo ti posso dire con certezza che in questi anni di guerra non ho avvertito grossi cambiamenti. qualche alto e basso ma niente di sostanziale. Difficoltà con il rublo instabile e, ovviamente, con le importazioni viste le sanzioni varate contro la Russia. Ma, per dirti, non ho perso clienti né fatturato. Anche qui, cambiamenti e non crolli. Per dire: all&#8217;inizio, visto che proponiamo una ristorazione di un certo livello, avevamo tanti clienti tra i cosiddetti &#8220;nuovi ricchi&#8221; o oligarchi. Poi siamo diventati un luogo molto amato dalla parte <em>glamour</em> della società, attori, intellettuali, registi&#8230; Si ritrovavano da noi a prescindere dagli orientamenti politici. Cenavano nei miei ristoranti sia Vladimir Solovjov, il nome più &#8220;pesante&#8221; del giornalismo russo, grande sostenitore della &#8220;operazione militare speciale&#8221; in Ucraina come Ivan Urgant, il volto più noto della Tv, che il 24 febbraio del 2022 scrisse no alla guerra sui suoi social e poi lasciò la Russia per trasferirsi in Israele. E di certo ultimamente, viste le tensioni internazionali, non abbiamo più il piacere di accogliere la clientela delle ambasciate occidentali , che hanno ridotto il personale al minimo. Ma ripeto, cambiamenti, spostamenti, ma in questi ultimi due anni tutto è marciato al ritmo di sempre. Ora invece&#8230;&#8221;.</p>



<p><strong>Intendi dire dopo l&#8217;attentato al Crocus City Hall?</strong></p>



<p>&#8220;Sì. Credo che un vero cambiamento ora invece lo vedremo. La stessa sera dell&#8217;attentato sono piovute le disdette e finora ho perso circa il 40% del fatturato solito. La gente ha paura, disdicono le prenotazioni soprattutto i gruppi: cene di lavoro, compleanni, ricorrenze. Ma non è tanto a questo che penso. Penso soprattutto a due aspetti. I rapporti con l&#8217;Occidente, che già sono tesi al limite dello scontro, peggioreranno ancora, nuovi muri verranno innalzati. Ed è probabile che, vista la provenienza di coloro che sono ritenuti i killer del teatro, verranno inasprite le regole per i cosiddetti migranti economici, cioè per coloro che vengono a cercare lavoro in Russia. Già molti politici hanno chiesto maggiore rigore, quando non addirittura la chiusura delle frontiere. È un tema che conosco bene perché nella mia azienda, a parte i manager, i dipendenti sono tutti immigrati: uzbeki, kazaki, kirghizi, un po&#8217; di tutto. E so che per loro la permanenza in Russia non è uno scherzo, devono stare molto attenti, pagare tutto, non sgarrare mai. Qui i controlli ci sono e sono assai severi. Se questa linea dovesse passare, sarebbe un grosso problema non solo per i Paesi da cui partono i migranti, che mandano a casa le rimesse, ma anche per la Russia che già soffre di una cronica carenza di manodopera. In sostanza, temo che questo attentato in un giorno cambierà Mosca più di quanto abbia fatto la guerra in due anni&#8221;.</p>



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		<title>Non solo Isis-K: ecco il terrorismo islamico che viene dall&#8217;Asia</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/non-solo-isis-k-ecco-il-terrorismo-islamico-che-viene-dallasia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Mar 2024 10:41:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[attentato mosca]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo islamico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Addestramento-del-Jihad-islamico.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Un campo di addestramento per giovani del Jihad islamico (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Addestramento-del-Jihad-islamico.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Addestramento-del-Jihad-islamico-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Addestramento-del-Jihad-islamico-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Addestramento-del-Jihad-islamico-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dimenticatevi i Balcani e l’Africa. Oggi il terreno più fertile per il terrorismo islamico coincide con il continente asiatico</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Addestramento-del-Jihad-islamico.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Un campo di addestramento per giovani del Jihad islamico (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Addestramento-del-Jihad-islamico.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Addestramento-del-Jihad-islamico-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Addestramento-del-Jihad-islamico-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Addestramento-del-Jihad-islamico-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 3 dicembre 2023, pochi giorni prima di Natale, un’improvvisa esplosione ha interrotto la messa cattolica che si stava svolgendo in una palestra dell&#8217;università statale di <strong>Mindanao</strong>, nella città di <strong>Marawi</strong>, nel sud delle <strong>Filippine</strong>. Alla funzione religiosa stavano partecipando decine e decine di persone, compresi numerosi studenti dell&#8217;istituto. Il primo bilancio parlava di quattro morti e 50 feriti. Nessun dubbio per le autorità: era appena avvenuto un attentato terroristico. E infatti, nel giro di poche ore, sarebbe arrivata la rivendicazione dello <strong>Stato Islamico</strong>.</p>



<p>In <strong>India</strong>, la <strong>National Investigation Agency (NIA)</strong>, ovvero l&#8217;organizzazione antiterrorismo d&#8217;élite nazionale, in tutto il 2023 ha arrestato oltre 180 persone per coinvolgimento in casi di <strong>terrorismo jihadista</strong>, 65 delle quali specificamente associate all&#8217;<strong>IS</strong>, come parte di una strategia più ampia volta a interrompere l&#8217;influenza dello Stato Islamico all’interno del Paese. Soltanto a dicembre, la NIA ha condotto raid diffusi arrestando decine di individui e sequestrando armi, esplosivi e materiale di propaganda.</p>



<p>In <strong>Indonesia</strong>, nel più grande Paese musulmano al mondo, con circa 203 milioni di fedeli (quasi l’88% della popolazione complessiva), <a href="https://it.insideover.com/politica/prabowo-subianto-un-generale-per-guidare-lindonesia-tutte-le-sfide-di-giacarta.html">a ridosso delle elezioni presidenziali</a> dello scorso dicembre, le forze dell’antiterrorismo hanno arrestato 59 militanti legati alle organizzazioni terroristiche al-Qaeda e Stato islamico, e sequestrato armi, materiale di propaganda e prodotti chimici per fabbricare bombe artigianali.</p>



<p>Il 6 luglio, in Germania e nei Paesi Bassi la polizia ha arrestato nove cittadini provenienti dall’<strong>Asia centrale</strong>. Cinque cittadini tagiki, un kirghiso e un turkmeno sono stati fermati nello Stato federale tedesco del Nord Reno-Westfalia con l&#8217;accusa di aver creato e partecipato a un&#8217;organizzazione terroristica locale e di aver sostenuto lo Stato islamico. Una coppia – il marito tagico e la moglie kirghisa – è invece stata arrestata tra Eindhoven e Breda. Entrambi sono stati sospettati di aver pianificato attacchi terroristici, e l’uomo di appartenere all&#8217;Isis. Infine, nei giorni scorsi, un gruppo armato <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/pakistan-afghanistan-esplodono-le-tensioni-nel-cortile-della-cina.html">ha colpito una postazione militare nel Nord Waziristan</a>, un distretto nella provincia di Khyber Pakhtunkhwa, nel <strong>Pakistan </strong>nordoccidentale, vicino al confine con l’Afghanistan. Il raid è stato rivendicato da <strong>Tehreek-i-Taliban Pakistan</strong>, gruppo terroristico pakistano alleato con lo Stato Islamico.</p>



<p>Cos’hanno in comune queste notizie? L’<strong>Asia</strong>. O perché da qui provenivano i terroristi o perché qui sono avvenuti gli attentati. Detto altrimenti, mentre l’Occidente focalizzava la propria attenzione sulla guerra in Ucraina, sulla minaccia russa, sulle mosse della Cina a Taiwan e sul Medio Oriente – pensando che il terrorismo islamico fosse ormai un lontano ricordo, riabilitato sporadicamente da qualche lupo solitario – nel continente asiatico l’ombra di quello stesso terrorismo non ha mai smesso di preoccupare i governi locali. Il tumulto che ha scosso il cortile di casa di Pechino era una sbiadita anticipazione della <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/lattentato-a-mosca-una-crisi-dintelligence-lallarme-usa-la-diplomazia-dei-servizi-il-ruolo-di-fsb-e-svr.html">strage che, di lì a poco, avrebbe colpito Mosca.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ultimo epicentro del terrorismo islamico</h2>



<p>Dimenticatevi i Balcani e l’Africa. Oggi uno dei terreni più fertili per il terrorismo islamico coincide con il <strong>continente asiatico</strong>. Non è un caso che gli uomini che hanno scosso – o meglio colpito &#8211; la Russia provenissero da qui. D’altronde, basta mettere insieme i pezzi asiatici del puzzle per ottenere un mosaico raffigurante quella stessa minaccia considerata ormai morta e sepolta: l’ombra dell’Isis, declinato come <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/la-svolta-globale-dellisis-k-ci-mostra-che-non-bisogna-scordarsi-dellafghanistan.html">Isis-K</a> o col nome di uno dei tanti gruppi affiliati. Ma chi sono i &#8220;<strong>nuovi terroristi</strong>&#8221; finiti sotto i riflettori? Fanno parte di una galassia di sigle, cellule, movimenti e organizzazioni connesse in fitte reti interstatali. Quasi tutte transitanti dall&#8217;Asia.</p>



<p>In India, ad esempio, è stata smantellata una cellula dell’IS nel Maharashtra, nell’area Padgha-Borivali della città di Thane. Questo gruppo era guidato da tale <strong>Saqib Nachan</strong>, che aveva giurato fedeltà allo Stato Islamico e dichiarato Padgha una &#8220;zona liberata&#8221; chiamandola &#8220;al-Sham&#8221;, in un chiaro riferimento al Levante. Nachan e il suo gruppo stavano poi reclutando giovani musulmani vulnerabili per condurre una guerra contro l’India. Quasi in contemporanea, gli agenti di Delhi hanno smantellato una seconda cellula ispirata all’IS chiamata <strong>IS in Ballari</strong> (denominazione che indica l’area del Karnataka dalla quale provenivano il leader <strong>Muhammed Sulaiman</strong> e la maggior parte dei membri dell’organizzazione). </p>



<p>In Indonesia, invece, i riflettori sono puntati sul gruppo <strong>Jamaah Ansharut Daulah (JAD)</strong>, legato all&#8217;Isis e attivo nel pianificare un attacco in vista delle elezioni presidenziali dello scorso febbraio, e su <strong>Jemaah Islamiyah</strong>, che si rifà ad Al-Qaeda. Nelle Filippine operano altri attori, tra cui <strong>Daulah Islamiyah-Maute</strong>, un movimento islamista paramilitare terroristico fondato nel 2013 dai fratelli Abdullah e Omar Maute, con base nella regione di Mindanao, e fedele allo Stato Islamico. Ricordiamo che nel 2017 questa regione è stata teatro di una battaglia di cinque mesi combattuta tra le forze governative e i militanti locali legati all’IS.</p>



<p>Persino la <strong>Cina </strong>è tornata a parlare di terrorismo islamico. A febbraio, il portavoce del ministero degli Esteri cinese, <strong>Wang Wenbin</strong>, avvertiva nel corso di una conferenza stampa che il <strong>Movimento Islamico del Turkistan Orientale (ETIM)</strong>, un&#8217;organizzazione terroristica che ha pianificato e realizzato una serie di violenti attacchi terroristici sia all&#8217;interno che all&#8217;esterno del Paese, stava aumentando i suoi collegamenti con forze terroristiche internazionali e regionali come lo Stato Islamico e al-Qaeda. L&#8217;alto funzionario cinese aveva quindi sottolineato come la lotta all&#8217;ETIM fosse la principale preoccupazione di Pechino nel contrasto al terrorismo. Un campanello d’allarme evidentemente non ascoltato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché l’Asia?</h2>



<p>&#8220;L&#8217;Isis-K ha aumentato gli attacchi nella regione e desidera esportare tali attacchi oltre l&#8217;Afghanistan per includere la patria degli Stati Uniti e i nostri interessi all&#8217;estero&#8221;, dichiarava nel marzo 2023 il generale <strong>Michael Kurilla</strong>, capo del comando centrale degli Stati Uniti, davanti al Comitato delle forze armate del Senato. Lo stesso Kurilla era convinto che il gruppo potesse avere la capacità di condurre &#8220;un’<strong>operazione esterna</strong> contro interessi statunitensi o occidentali all’estero in meno di sei mesi, con poco o nessun preavviso&#8221;. In realtà i terroristi avrebbero sì condotto attentati, ma non in Occidente quanto in Asia.</p>



<p>Dalla presa del controllo dell’<strong>Afghanistan</strong> da parte dei talebani nell’agosto 2021, l’Isis-K ha centralizzato il suo apparato di propaganda e aumentato la sua produzione mediatica, includendo una vasta gamma di contenuti audio e video che criticavano e minacciano vari Paesi. Il gruppo ha quindi iniziato a pubblicare articoli dettagliati sulla guerra in Ucraina, esteso il suo sostegno alle <strong>minoranze musulmane</strong> in Russia e Ucraina e si è persino concentrato sulle crescenti tensioni tra Washington e Pechino su Taiwan. I suoi membri hanno anche condotto <strong>attacchi transfrontalieri</strong> in Uzbekistan e Tagikistan, colpito le ambasciate russe e pakistane in Afghanistan e lanciato un assalto a un hotel di Kabul con l&#8217;intento dichiarato di uccidere cittadini cinesi.</p>



<p>La recrudescenza del terrorismo islamico in Asia degli ultimi mesi non è stato casuale. È cresciuta di pari passo con l’aumento delle tensioni in <strong>Medio Oriente</strong>. Il conflitto tra Hamas e Israele ha offerto alle organizzazioni terroristiche regionali un argomento sensibile per arruolare nuovi membri e tornare sotto la luce dei riflettori. Poco importa che i gruppi affiliati di al-Qaeda sostengono Hamas mentre lo Stato Islamico supporta solo il popolo palestinese: l’occasione era ed è troppo ghiotta per non essere sfruttata. E così è stato. </p>



<p>L’Isis-K, anziché arruolare simpatizzanti europei, ha preferito attingere a piene mani dal citato gruppo ribelle pakistano Tehreek-e-Taliban Pakistan, dall’indebolita al-Qaeda in Afghanistan e Pakistan, nonché dai talebani afghani post Mullah Omar. Ha inoltre guardato ad una minoranza settaria cruciale di salafiti nell’Afghanistan orientale e ha fatto tesoro delle loro reti rurali per ottenere il controllo territoriale nelle province di Nangarhar e Kunar. Ha infine guardato all’Asia centrale dove è presente un <strong>humus </strong>ideale per coltivare simpatizzanti e guerriglieri. </p>



<p>Anche perché da qui, tra il 2011 e il 2017, circa <strong>5.000 persone</strong> si erano recate in <strong>Siria </strong>e <strong>Iraq </strong>per unirsi all’Isis e ad altre organizzazioni jihadiste. Questi combattenti hanno quindi iniziato a lasciare i ranghi dell’Isis in seguito alle sconfitte del gruppo sul campo. Alcuni sono tornati in Asia centrale, altri hanno optato per altre aree instabili come l’Afghanistan. La maggior parte di loro ha però preferito fuggire in Paesi dove sarebbero rimasti al sicuro dai procedimenti giudiziari e in attesa di nuove opportunità. L’<strong>Ucraina</strong> era una delle mete preferite.</p>
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		<title>Gli attentati di Mosca, tra vecchi fantasmi e nuove paure</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/gli-attentati-di-mosca-tra-vecchi-fantasmi-e-nuove-paure.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Lesevre]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Mar 2024 09:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[attentato mosca]]></category>
		<category><![CDATA[Crocus city hall]]></category>
		<category><![CDATA[Isis]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="918" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240323230406178_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_493989.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240323230406178_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_493989.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240323230406178_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_493989-600x459.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240323230406178_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_493989-300x230.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240323230406178_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_493989-1024x783.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240323230406178_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_493989-768x588.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Ormai abituati da due anni a questa parte nel sentir parlare della Russia solo ed esclusivamente in merito all’invasione d’Ucraina, gli attentati del 22 marzo 2024 hanno ricordato ai russi l’aspro sapore del terrorismo domestico. Al di là delle rivendicazioni e delle responsabilità su cui si cercherà di far chiarezza nelle settimane a venire, Mosca &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/gli-attentati-di-mosca-tra-vecchi-fantasmi-e-nuove-paure.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/gli-attentati-di-mosca-tra-vecchi-fantasmi-e-nuove-paure.html">Gli attentati di Mosca, tra vecchi fantasmi e nuove paure</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="918" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240323230406178_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_493989.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240323230406178_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_493989.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240323230406178_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_493989-600x459.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240323230406178_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_493989-300x230.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240323230406178_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_493989-1024x783.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240323230406178_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_493989-768x588.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Ormai abituati da due anni a questa parte nel sentir parlare della Russia solo ed esclusivamente in merito all’invasione d’Ucraina, gli attentati del 22 marzo 2024 hanno ricordato ai russi l’aspro sapore del <strong><a href="https://it.insideover.com/terrorismo/lattentato-a-mosca-una-crisi-dintelligence-lallarme-usa-la-diplomazia-dei-servizi-il-ruolo-di-fsb-e-svr.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">terrorismo domestico</a></strong>. Al di là delle rivendicazioni e delle responsabilità su cui si cercherà di far chiarezza nelle settimane a venire, Mosca e la Russia tutta rivivono in queste ore quella che fu una delle stagioni più violente della loro storia recente, ovvero il terrorismo separatista di matrice islamica legato alle repubbliche secessioniste del Caucaso: Cecenia, Daghestan ed Inguscezia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Prima e seconda guerra di Cecenia</h2>



<p>Troppo spesso dimenticate dalla narrazione occidentale della storia post Guerra Fredda, la <strong>Prima e la Seconda Guerra di Cecenia</strong> furono due conflitti avvenuti tra i primi anni &#8217;90 e la fine degli anni 2000 che videro la regione caucasica della Cecenia proclamare la propria indipendenza da Mosca. Questi conflitti misero alla prova la neonata Federazione Russa sia da un punto di vista militare sia sociale, portando l’esercito di Mosca ad affrontare una guerriglia ben organizzata e a soffrire perdite ben oltre le aspettative di quella che era considerata essere la seconda potenza militare al mondo. Regione tra le più aspre e mai controllata del tutto da parte dello stato centrale sin dalla sua annessione, la Cecenia è sempre stata una delle provincie più terminali ed allo stesso tempo più strategiche dell’intera regione caucasica. Ricco infatti di risorse naturali quali petrolio e gas naturale, il Caucaso è abitato storicamente da una popolazione di religione prettamente musulmano-sunnita, motivo per il quale l’integrazione con la lontana Mosca non è mai riuscita del tutto.</p>



<p>Perso il primo conflitto tra il 1994 ed il 1996 a seguito di una scellerata gestione militare dell’allora non sempre sobrio presidente Boris El&#8217;cin, la Russia si trovò a dover affrontare già nel 1999 un gravissimo attentato dinamitardo presso palazzine residenziali di Mosca che costò la vita a 300 persone. Le responsabilità dell’esplosione non furono mai chiarite, tanto che ancora oggi si considerano questi attacchi la madre di tutte le “false flag” (termine usato nelle cronache odierne ben oltre l’intelligente misura) russe. La versione ufficiale afferma che furono le forze separatiste daghestane a piazzare le bombe, mentre diverse fonti sostengono invece che furono membri dell’<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Federal%27naja_slu%C5%BEba_bezopasnosti">FSB </a>a piazzare gli ordigni. Il motivo? Sarebbe presto detto: al governo centrale serviva una motivazione per poter riavviare le operazioni militari in Cecenia e cancellare l’esistenza dell’autoproclamata Repubblica. Come andarono le cose quella notte a Mosca non lo sapremo mai, ma di fatto di lì a breve le truppe russe ripresero la direzione di Grozny, la capitale cecena.</p>



<p>A pochi mesi dall’inizio del nuovo millennio Boris El&#8217;cin avrebbe concesso la carica di primo ministro ad un funzionario allora sconosciuto, che si sarebbe candidato successivamente alle elezioni del 2000: <strong>Vladimir Putin</strong>. Questi sin dai suoi primi giorni in carica decise di non ripetere gli errori del passato, dando una nuova direzione al conflitto in cui la Russia stava entrando. E così fu. Le truppe russe mostrarono progressi decisivi sul campo, portando i separatisti ad attività di guerriglia sempre più intense per cercare di contrastare i regolari di Mosca. Non riuscendo ad acquisire un vantaggio netto sul campo, i guerriglieri optarono per la più crudele delle tattiche: attaccare i civili di quello stato da cui si volevano separare. E così iniziò la stagione degli attentati straordinari.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dal Teatro Dubrovka a Beslan</h2>



<p>Ancora oggi è difficile cancellare le immagini dell’assalto al<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Crisi_del_teatro_Dubrovka"> teatro Dubrovka</a>, nel 2002, dove 40 guerriglieri tennero in ostaggio quasi 900 spettatori per 3 giorni. Nonostante i tentativi di mediazioni alla fine si optò per l’intervento degli Spetsnaz, ovvero le forze speciali russe, che usarono gas nervino per impedire ai terroristi di far saltare in aria il palazzo. L’intervento costò la vita a 130 ostaggi.</p>



<p>L’altra grande tragedia si consumò a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Beslan">Beslan</a> tra l’1 ed il 3 settembre 2004, dove 30 guerriglieri separatisti tennero in ostaggio un’intera scuola elementare chiedendo il ritiro delle truppe russe dal Caucaso. Durante le trattative qualcosa andò storto, e non fu mai chiarito se furono i terroristi a far saltare in aria la palestra, se furono i <strong>genitori dei bambini in ostaggio a provare a liberarsi o se furono gli Spetsnaz</strong> a tentare un assalto. Quello che rimase alla fine del 3 settembre furono 330 morti di cui 186 bambini.</p>



<p>A seguito di quegli eventi e dell’enorme trauma collettivo che ne seguì, il governo di Mosca decise di chiudere definitivamente la partita cecena. In pochi anni tutti principali leader del movimento separatista furono tutti eliminati e dall’altro lato Putin si alleò con i <strong>clan di maggior potere in Cecenia</strong> (da qui lo stretto legame con i Kadyrov), così da avviarne una stabilizzazione politica dopo 20 anni di guerre.</p>



<p>Nonostante ad aprile 2009 le operazioni anti-terrorismo in Cecenia furono dichiarate ufficialmente concluse, la stagione degli attentati separatisti non finì. Divenne solo meno eclatante. Come poter dimenticare gli attentati alla metro di Mosca del 2010, o quelli all’aeroporto Domodedovo sempre a Mosca nel 2011, o l’esplosione di un autobus a Volgograd nel 2013. Tutti episodi di una guerra a bassa intensità iniziata nel 1994 ma mai finita del tutto.</p>



<p>All’indomani <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/lisis-a-mosca-e-le-domande-che-non-sappiamo-farci.html">dell’invasione d’Ucraina</a></strong> si temeva che i carboni ardenti del separatismo rimasti sotto la cenere per 30 anni potessero riemergere improvvisamente. Infatti con l’attenzione delle truppe russe sul fronte ucraino, il Caucaso potrebbe infiammarsi di nuovo, con tutto ciò che questo potrebbe comportare per lo stato centrale russo. Ed il fatto che la rivendicazione del 22 marzo venga dalle file dell’Isis sorprende ancora di meno. È importante ricordare infatti che tra le fila dello Stato Islamico una delle componenti etniche maggioritarie fu proprio quella cecena. Se si pensa a tutti i veterani che sono tornati in patria in attesa dell’occasione per colpire, si può comprendere a quanto sia complessa e potenzialmente esplosiva la situazione. Il 22 marzo quindi non è stato qualcosa di nuovo per la Russia. È stato al contrario un incubo di cui sperava di essersi dimenticata, tornato di nuovo tremendamente attuale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/gli-attentati-di-mosca-tra-vecchi-fantasmi-e-nuove-paure.html">Gli attentati di Mosca, tra vecchi fantasmi e nuove paure</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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